Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
51.1/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Tumore del polmone, con 'Respiriamo insieme' la prevenzione torna nelle scuole ANSA
Redazione AnsaROMA - Maggio 13,2026 - News (ANSA) - ROMA, 13 MAG - Nel 2025, si stima che siano stati 43.500 i nuovi casi di tumore al polmone in Italia, 27.100 uomini e 16.400 donne. Per sensibilizzare bambini e ragazzi, le loro famiglie e tutto il personale scolastico, sull'importanza della prevenzione primaria delle neoplasie polmonari, torna la campagna 'Respiriamo insieme', giunta alla quinta edizione, promossa dall'Associazione italiana di oncologia toracica (Aiot) in collaborazione con il ministero dell'Istruzione e il supporto di Roche.Nell'ambito dell'iniziativa sono state premiate tre classi - la IV C della scuola primaria IC Castel Frentano di Sant'Eusanio del Sangro; la II Csu della scuola secondaria di primo grado Ic L. Fibonacci di Pisa e la classe 4B indirizzo scientifico del Liceo Scientifico e Linguistico di Galatina - per aver presentato proposte innovative per realizzare campagna di prevenzione contro il fumo.Le proposte presentate comprendevano una parte creativa grafica (video, cartellone pubblicitario), e un claim che esprimesse al meglio l'idea e il significato dell'iniziativa sulla consapevolezza dei rischi legati al fumo."Respiriamo insieme è nato come un progetto sperimentale, ma i risultati ottenuti ci hanno confermato fin da subito il suo valore - spiega Rossella Spinetti, tesoriera di Aiot -.L'adesione da parte di tanti istituti e l'entusiasmo dimostrato dai ragazzi, nonostante la complessità del tema, ci hanno convinto a investire con continuità in questo percorso, che è giunto alla sua quinta edizione"."Secondo l'Istituto superiore di sanità in Italia nel 2025 il 7,5% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni, ha già provato un prodotto a base di tabacco, percentuale che raggiunge quasi il 40% nella fascia 14-17enni - aggiunge Ilaria Attili, consigliera del direttivo di Aiot -. È proprio da qui che bisogna partire per comprendere quanto sia fondamentale investire nella prevenzione in ambito scolastico. Tutti gli elaborati presentati ci mostrano come sin dalle elementari si possa diventare ambasciatori di salute per loro stessi e per chi sta loro accanto". (ANSA).
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
37.8/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Trump positivo al covid, é in ospedale. Somministrato farmaco sperimentale Younipa
Da 13 anni laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ha deciso di fermarsi nella sua terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ha fondato una sua agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. E’ appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ha un debole per le giuste cause e per i Mulini a vento. Il suo sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione.
Da 13 anni sono laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ho deciso di fermarmi nella mia terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ho fondato una mia agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. Sono appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ho un debole per le giuste cause e per i mulini a vento. Il mio sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?3
49.6/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
“La Voce oltre la Cura”, Pfizer dà spazio alla qualità di vita nel tumore al seno metastatico Daily Health Industry
Pfizer Italia ha lanciato nel maggio 2026 la campagna “La Voce oltre la Cura. Qualità di vita e tumore al seno metastatico”, dedicata alle donne che convivono con un carcinoma mammario metastatico. L’iniziativa è stata presentata in occasione della 27ª Race for the Cure, organizzata da Komen Italia al Circo Massimo di Roma dal 7 al 10 maggio 2026.
La campagna nasce per dare spazio a bisogni e vissuti che spesso restano ai margini del percorso di cura: emozioni, relazioni, desideri, percezione del corpo e qualità della vita quotidiana. Pfizer la descrive come un progetto pensato per offrire alle donne uno spazio sicuro in cui raccontarsi e condividere ciò che non sempre emerge nel dialogo clinico.
Nel corso della presentazione è stato allestito anche “L’angolo delle parole mai dette”, uno spazio rivolto a pazienti, caregiver, familiari e amici per raccogliere pensieri e messaggi legati all’esperienza della malattia.
“La Voce oltre la Cura” si inserisce nel percorso già avviato da Pfizer sul tumore al seno metastatico con “La Voce dell’intimità”, campagna dedicata a sessualità e benessere relazionale. Il nuovo progetto amplia il perimetro alla qualità di vita nel suo complesso, portando nel racconto della cura anche ciò che non rientra nei soli parametri clinici.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
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Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
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Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
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54.8/100
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B
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Criteri Critici
Tumore al polmone, nuova terapia ora rimborsata L'Unione Sarda.it
Tumore al polmone, nuova terapia ora rimborsata
Milano, 13 mag. (askanews) - Una nuova speranza per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule: in Italia è ora rimborsata una nuova terapia di Johnson&Johnson. Si tratta della combinazione sottocutanea amivantamab e lazertinib come trattamento di prima linea per le forme avanzate di tumore con mutazioni comuni dell'EGFR.Il tumore del polmone resta una delle principali sfide dell'oncologia moderna: rappresenta l'85% dei casi tra le forme non a piccole cellule e, in circa un paziente su cinque, presenta mutazioni dell'EGFR. L'intervista a Silvia Novello, Professore di oncologia medica presso il Dipartimento di Oncologia dell'Università di Torino: "Abbiamo già capito che abbiamo a che fare con pazienti diversi con diverse oncogene addiction, che sono i bersagli, quelli che noi possiamo utilizzare per dare indicazioni prognostiche e per avere nuove opzioni di cura. Stiamo parlando dei pazienti EGFR mutati nella popolazione caucasica all'incirca il 14% dei pazienti che noi quotidianamente vediamo nei nostri ambulatori. Sono pazienti che nel corso del tempo hanno acquisito un tempo di sopravvivenza e un tempo libero dalla malattia superiore rispetto alla media di pazienti che si ammala di tumore polmonare proprio grazie alle innovazioni". Il nuovo regime con amivantamab e lazertinib agisce su due fronti: blocca i segnali di crescita tumorale e contrasta i meccanismi di resistenza, senza ricorrere alla chemioterapia. Le parole di Antonio Passaro, Direttore della Divisione di Oncologia Toracica dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano: "La possibilità di migliorare le aspettative di vita e di trattamento dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule e mutazione di EGFR sta cambiando in modo radicale, grazie alle nuove opzioni terapeutiche. E' di questo che si è parlato nella conferenza stampa sulla combinazione particolare di Amivantanab, un anticorpo bispecifico quindi un nuovo tipo di molecola insieme a Lazertinib, un inibitore tirosinokinasico un farmaco orale per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule, mutazione di EGFR mai pre-trattati per la malattia avanzata. Si è visto come migliorare il trattamento con una combinazione ad oggi garantisce un miglior controllo di malattia, una miglior risposta nel tempo e anche una migliore sopravvivenza globale". L'approvazione e la rimborsabilità in Italia segnano dunque un traguardo cruciale: un'innovazione che unisce efficacia clinica, precisione terapeutica e attenzione alla qualità di vita, aprendo una nuova fase nella lotta contro il tumore del polmone.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
60.0/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Tumore al polmone, AIOT riporta la prevenzione nelle scuole: “Nel 2025 stimati 43.500 nuovi casi” sanitainformazione.it
Parlare di tumore al polmone tra i banchi di scuola, coinvolgendo bambini, adolescenti e famiglie in un percorso di consapevolezza sui rischi del fumo e sull’importanza di stili di vita sani. È questo l’obiettivo di “Respiriamo insieme”, la campagna nazionale promossa dall’Associazione Italiana di Oncologia Toracica (AIOT) in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, arrivata quest’anno alla quinta edizione. L’iniziativa nasce dalla necessità di rafforzare la prevenzione primaria delle neoplasie polmonari partendo proprio dalle nuove generazioni, in un momento in cui il tumore al polmone continua a rappresentare una delle principali emergenze oncologiche nel nostro Paese. Secondo le stime riportate da AIOT, nel 2025 in Italia saranno circa 43.500 le nuove diagnosi di tumore del polmone: 27.100 negli uomini e 16.400 nelle donne.
Premiati tre istituti scolastici italiani
Anche quest’anno la campagna ha coinvolto scuole primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado provenienti da diverse regioni italiane. Gli studenti sono stati chiamati a ideare una propria campagna di prevenzione contro il fumo attraverso slogan, video, cartelloni e progetti grafici pensati per sensibilizzare i coetanei sui danni provocati dal tabacco. A vincere la quinta edizione di “Respiriamo insieme”, con un premio di 3mila euro ciascuno, sono stati:
la classe IV C della scuola primaria IC Castel Frentano di Sant’Eusanio del Sangro, in provincia di Chieti;
la classe II CSU della scuola secondaria di primo grado IC Leonardo Fibonacci di Pisa;
la classe 4B indirizzo scientifico del Liceo Scientifico e Linguistico di Galatina, in provincia di Lecce.
Gli elaborati sono stati valutati da una doppia commissione composta da rappresentanti del Ministero, membri AIOT ed esperti di comunicazione e arti figurative, che hanno selezionato i progetti più efficaci per originalità, forza del messaggio e capacità comunicativa.
Sempre più giovani entrano in contatto con il tabacco
A rendere ancora più urgente il tema della prevenzione sono i dati sul consumo di tabacco tra i più giovani. “Secondo l’Istituto Superiore di Sanità in Italia nel 2025 il 7,5% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni ha già provato un prodotto a base di tabacco, percentuale che raggiunge quasi il 40% nella fascia 14-17enni. È proprio da qui che bisogna partire per comprendere quanto sia fondamentale investire nella prevenzione in ambito scolastico”, ha spiegato Ilaria Attili, dirigente medico della Divisione di Oncologia Toracica dello IEO di Milano e consigliere del direttivo AIOT. Nel corso della campagna sono stati organizzati incontri tra studenti e oncologi, durante i quali ragazzi e ragazze hanno potuto confrontarsi direttamente con gli specialisti sul ruolo del fumo attivo e passivo nello sviluppo di diverse malattie, a partire proprio dal tumore al polmone.
“I ragazzi vogliono capire e informarsi”
Secondo Attili, il confronto diretto con gli studenti ha mostrato una forte attenzione verso i temi della salute e della prevenzione. “Nel corso degli incontri con gli studenti, ho trovato ragazze e ragazzi molto attenti, ricettivi, partecipi e desiderosi di informarsi, capaci di interrogarsi sul proprio futuro e sulla prospettiva di vita. Tutti gli elaborati presentati ci mostrano come sin dalle elementari si possa diventare ambasciatori di salute per loro stessi e per chi sta loro accanto”. Per questo, secondo gli oncologi, la prevenzione dovrebbe entrare stabilmente nei percorsi educativi scolastici, accompagnando bambini e adolescenti verso scelte di salute più consapevoli e durature. “Esiste un terreno fertile su cui lavorare: per questo iniziative come ‘Respiriamo insieme’ dovrebbero entrare a far parte di una programmazione educativa strutturata e più ampia”, ha aggiunto Attili. Il tumore al polmone resta una delle principali sfide oncologiche La campagna si inserisce in un contesto epidemiologico ancora complesso. Nonostante i progressi terapeutici e diagnostici degli ultimi anni, il tumore del polmone continua infatti a essere tra le neoplasie più diffuse e letali. Il fumo di sigaretta resta il principale fattore di rischio, responsabile della maggior parte dei casi, ma gli esperti ricordano come anche il fumo passivo rappresenti un importante elemento di esposizione soprattutto per bambini e adolescenti. Per questo la prevenzione primaria continua a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per ridurre l’incidenza della malattia.
“Portare la prevenzione nelle scuole è il risultato più importante”
A sottolineare il valore educativo e culturale dell’iniziativa è stata anche Rossella Spinetti, tesoriere AIOT. “‘Respiriamo insieme’ è nato come un progetto sperimentale, ma i risultati ottenuti ci hanno confermato fin da subito il suo valore. L’adesione da parte di tanti istituti e l’entusiasmo dimostrato dai ragazzi, nonostante la complessità del tema, ci hanno convinto a investire con continuità in questo percorso, che è giunto alla sua quinta edizione”. Per AIOT, il risultato più importante raggiunto in questi anni è stato soprattutto quello di aver portato il tema della prevenzione del tumore al polmone dentro le scuole. “Abbiamo stimolato una maggiore consapevolezza e responsabilizzazione di studenti e famiglie sull’importanza di prendersi cura attivamente della propria salute”, ha concluso Spinetti.
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📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
56.3/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Mesotelioma pleurico, la metilazione del DNA rivoluziona la cura insalutenews.it
Identificati quattro profili molecolari di metilazione del DNA in grado di predire la risposta all’immunoterapia e la sopravvivenza, aprendo nuove prospettive per la medicina personalizzata contro questa patologia legata all’amianto
Ferrara, 13 maggio 2026 – L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e l’Università di Ferrara hanno contribuito in modo determinante allo studio internazionale NIBIT-EPI-MESO, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Genetics.
La ricerca, coordinata dalla Fondazione NIBIT nell’ambito del Programma AIRC “5 per mille” EPICA, ha portato all’individuazione di quattro sottotipi di metilazione del DNA tumorale capaci di predire in modo indipendente sia la risposta al trattamento immunoterapico sia la sopravvivenza dei pazienti affetti da mesotelioma pleurico.
Questo traguardo scientifico fornisce indicazioni cliniche più precise rispetto alla tradizionale distinzione istologica, consentendo di orientare le scelte terapeutiche verso cure più adatte per ogni singolo paziente.
Il mesotelioma pleurico è una neoplasia rara e altamente aggressiva, quasi sempre associata all’esposizione prolungata all’amianto. Sebbene la combinazione di farmaci immunoterapici sia l’attuale standard di cura, solo una parte dei pazienti beneficia di risultati significativi a lungo termine. Per rispondere alla mancanza di biomarcatori predittivi, lo studio ha analizzato retrospettivamente 91 pazienti attraverso un approccio multi-omico integrato, comprendente il sequenziamento dell’RNA, dell’esoma e lo studio della metilazione del DNA.
Un approccio multi-omico integrato è un modo di studiare il corpo umano guardando più “strati” contemporaneamente invece di analizzarne uno solo. In pratica, il nostro organismo funziona come un sistema molto complesso: ci sono i geni, le proteine, le sostanze che circolano nelle cellule e tanti altri elementi che lavorano insieme.
Prof.ssa Luana Calabrò
Se si osserva solo uno di questi aspetti, si capisce qualcosa, ma non tutto. Con questo approccio, invece, si raccolgono informazioni su più livelli e le si mettono insieme per avere una visione completa. In medicina questo serve soprattutto per capire meglio le malattie e scegliere cure più precise, perché permette di vedere non solo “dove” c’è il problema, ma anche come si sviluppa e perché.
L’analisi ha classificato i tumori in quattro categorie basate su livelli crescenti di metilazione: DEM (demetilato), LOW (bassa metilazione), INT (intermedio) e CIMP (fenotipo metilatore). I dati clinici emersi mostrano divergenze sostanziali.
“I risultati – dichiara la prof.ssa Luana Calabrò, Direttore dell’Oncologia Clinica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e primo autore dello studio – suggeriscono che i quattro sottotipi identificati a diverso grado di metilazione non descrivono solo caratteristiche molecolari differenti, ma riflettono biologie tumorali profondamente diverse, con implicazioni dirette sull’efficacia del trattamento immunoterapico”.
Prof. Michele Maio
“L’immunoterapia da alcuni anni è stata approvata dall’agenzia regolatoria del farmaco italiano anche per i pazienti con mesotelioma ad istologia non epitelioide, ma non tutti i pazienti ne traggono beneficio – aggiunge la prof.ssa Calabrò – Questa scoperta consentirà di trattare i malati di mesotelioma non più solo in base alla classificazione istologica (epitelioide, non epitelioide), ma anche in base alle differenze molecolari (e quindi potenzialmente estendendo l’indicazione anche a pazienti con mesotelioma epitelioide). Si potranno così selezionare i malati ‘giusti’ per il trattamento immunoterapico, evitando cure inefficaci e tossicità”.
“I risultati – sottolinea il prof. Michele Maio, Presidente della Fondazione NIBIT e principal investigator dell’intero progetto – indicano che l’analisi della metilazione del DNA potrebbe, in un prossimo futuro, entrare nella pratica clinica per la caratterizzazione molecolare del mesotelioma pleurico. Sul piano terapeutico si ipotizza che i pazienti con sottotipi a metilazione elevata possano beneficiare di strategie combinate con farmaci ipometilanti per rendere le cellule neoplastiche più sensibili all’immunoterapia. La Fondazione NIBIT sta già lavorando in questa direzione con nuovi studi clinici”.
Per tradurre queste evidenze nella pratica quotidiana, il team di ricerca ha sviluppato un algoritmo di machine learning (Random Forest) in grado di assegnare i campioni ai quattro sottotipi con un’accuratezza dell’89%. Lo strumento è stato messo a disposizione della comunità scientifica globale per la validazione prospettica. L’eccellenza della ricerca dell’oncologia ferrarese si conferma impegnata nel contrasto alle patologie rare e complesse (come anche il mesotelioma), lavorando per trasformare l’innovazione tecnologica in migliori prospettive di vita per i pazienti.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
44.8/100
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C
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Criteri Critici
"Sono guarito": l'abbraccio tra il Papa e il 15enne che ha sconfitto il linfoma dopo mesi di terapia intensiva (VIDEO) Nostrofiglio.it
Una storia di sofferenza che diventa speranza, dove una famiglia affronta una malattia aggressiva lontano da casa, sorretta da terapie impegnative, precisi gesti di solidarietà e una rete di persone pronte a tendere una mano. L’incontro con Papa Leone XIV diventa simbolo di fiducia, fede e ascolto: un abbraccio che chiude il cerchio, piccoli gesti quotidiani che sostengono i genitori, e la certezza che insieme sia possibile ritrovare forza e serenità per i figli.
Ignacio e Papa Leone XIV: dalla terapia intensiva all’abbraccio a Castel Gandolfo
Nell’estate scorsa, Ignacio Gonzálvez arriva a Roma dalla Spagna insieme al fratello Pedro Pablo e alla sorella Adela per partecipare al Giubileo dei Giovani. Pochi giorni dopo, una sorta di “esplosione” nel petto lo porta d’urgenza al Bambino Gesù: i medici parlano di un linfoma molto aggressivo alle vie respiratorie, e il ragazzo finisce in terapia intensiva, in una stanza inaccessibile.
Papa Leone XIV viene a conoscenza della situazione tramite amici comuni. Durante gli eventi a Tor Vergata, chiede pubblicamente preghiere per Ignacio e, la sera del 4 agosto, si presenta a sorpresa al reparto di terapia intensiva del Bambino Gesù per incontrare la famiglia. Può abbracciare il papà Pedro Pablo, la mamma Carmen Gloria e i fratelli, ma non Ignacio, che in quel momento è sedato e isolato.
Da quel momento, la storia di Ignacio Gonzálvez diventa un simbolo di sofferenza ma anche di speranza. L’attenzione di Leone XIV fa il giro dei media internazionali e attorno ai Gonzálvez si crea una grande rete di vicinanza: preghiere, messaggi, sostegni concreti per una famiglia catapultata all’improvviso da Murcia a Roma, in un Paese sconosciuto e con una lingua che non padroneggia.
Nei mesi successivi, la vita di Ignacio è fatta di:
cure e terapie impegnative,
periodi difficili, dolori, alti e bassi,
ma anche di tanta solidarietà concreta.
La mamma Carmen Gloria ricorda come, pur nella paura, abbia sentito costante la presenza di Dio accanto al figlio e alla famiglia.
Parla di persone che hanno lasciato la propria casa perché loro potessero avere un posto dove vivere, di una “provvidenza” che si è manifestata in modo molto concreto.
Ignacio, oggi fuori dall’ospedale, lontano da tubi e flebo, racconta di aver saputo proprio ieri dai medici che il linfoma non c’è più: le terapie sono concluse e la malattia è in remissione. «Volevo dirlo al Papa di persona», spiega. Per lui, tutto quello che è successo è “un miracolo”: nulla di ciò che ha ora sente che sia “suo”, ma frutto di un aiuto dall’alto e dell’amore di tanti.
Accanto a lui, Carmen Gloria parla di un “tempo di grazia” in mezzo al dolore: senza gli aiuti ricevuti, in una situazione così grave e in un contesto sconosciuto, non ce l’avrebbero fatta con le sole forze umane.
Il legame con Papa Leone XIV non si è interrotto dopo quella visita in ospedale. Ci sono stati altri momenti di contatto, in cui Ignacio ha potuto parlargli soprattutto dei suoi problemi di salute. Il Pontefice, dal canto suo, ha continuato a interessarsi alle sue condizioni, a chiedere notizie, a pregare per lui.
Il 12 maggio 2026, davanti a Villa Barberini, il cerchio si chiude. Ignacio è tra la folla, insieme alla mamma. Quando Papa Leone XIV esce, il ragazzo riesce finalmente a dirgli:
che le cure sono finite,
che il linfoma non è più presente,
che lo aspetta a Madrid.
Il Papa lo abbraccia, appare felice, gli dedica qualche attimo di attenzione. Ignacio, emozionato, parla di un momento breve ma molto intenso, colmo di gratitudine “a Dio e al Papa”. Tra i tanti nomi che cita come sostegno dal cielo, il ragazzo sente particolare vicinanza con Santa Chiara – non a caso la dottoressa che lo ha seguito al Bambino Gesù si chiama Chiara – e anche con altri santi che la famiglia ha invocato, come San Charbel e San Carlo Acutis.
Per i Gonzálvez, il rientro in Spagna, previsto probabilmente intorno al 20 del mese, non è solo il ritorno a casa: è anche il portare con sé un segno forte dell’amore di Dio, un figlio guarito e l’esperienza di una Chiesa e di tante persone rimaste loro accanto nel momento più buio.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
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Criteri Critici
Molecular Tumor Board. Nel Lazio tavolo con clinici, operatori e associazioni dei pazienti sanitainformazione.it
Portare l’oncologia di precisione dentro un modello regionale strutturato, condiviso e accessibile. È questo l’obiettivo del tavolo di lavoro avviato dalla Regione Lazio per l’implementazione della rete dei Molecular Tumor Board, i gruppi multidisciplinari chiamati a interpretare i dati dei test genomici e dei pannelli multigenici per orientare le scelte terapeutiche nei pazienti oncologici.
L’iniziativa, promossa da Cittadinanzattiva Lazio in accordo con la Regione, è stata presentata nella Sala Tevere della Giunta regionale, alla presenza del presidente Francesco Rocca. Attorno allo stesso tavolo siedono Regione, clinici, operatori sanitari e associazioni di pazienti, con l’obiettivo di costruire un coordinamento regionale capace di mettere a sistema le esperienze già presenti nei principali centri del territorio.
Cosa sono i Molecular Tumor Board
I Molecular Tumor Board rappresentano uno degli strumenti più avanzati della medicina oncologica personalizzata. Integrano competenze di genetica, biologia molecolare, oncologia clinica, anatomia patologica e altre discipline per valutare il profilo molecolare del tumore e individuare, caso per caso, il percorso terapeutico più appropriato.
La loro funzione è particolarmente rilevante per i pazienti con tumori rari, tumori in fase avanzata o malattie per le quali le terapie standard non offrono più risposte adeguate. In questi casi, una valutazione collegiale può aprire la strada a terapie mirate, farmaci innovativi o alla partecipazione a studi clinici.
Il modello Lazio: rete, governance e accesso equo
In Italia i Molecular Tumor Board sono già attivi in alcune realtà, ma con modelli organizzativi ancora eterogenei. Il Lazio punta ora a dotarsi di un modello regionale in rete, sostenibile e accessibile, valorizzando le esperienze già presenti presso IRCCS IFO-IRE, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e AOU Policlinico Umberto I.
Tra i temi al centro del tavolo figurano la governance regionale, i criteri di accesso per i pazienti, l’integrazione tra centri hub, spoke e territorio, il collegamento con gli studi clinici e con le terapie innovative, la formazione continua dei professionisti e il ruolo delle associazioni nel monitoraggio civico del percorso.
L’obiettivo è evitare che l’accesso alla medicina di precisione dipenda dalla singola struttura in cui il paziente è in carico, riducendo così le disuguaglianze territoriali e organizzative. La costituzione di un Molecular Tumor Board regionale punta infatti a garantire regole chiare, tempi certi e percorsi omogenei.
Rocca: «Innovazione che deve tradursi in opportunità di cura»
«Il Lazio ha scelto di investire con decisione nella medicina di precisione», ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, «perché crediamo in una sanità sempre più costruita attorno alle caratteristiche e ai bisogni di ogni persona».
Per Rocca, l’istituzione del Molecular Tumor Board rappresenta «un passo strategico che colloca la nostra Regione tra le realtà più avanzate nell’innovazione biomedica». Il presidente ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, centri di ricerca, università e strutture sanitarie per offrire ai pazienti oncologici «percorsi terapeutici sempre più mirati, efficaci e sostenibili».
«Abbiamo la responsabilità di sostenere e accelerare questo progresso – ha aggiunto – affinché ogni innovazione possa tradursi in nuove opportunità di cura e in una speranza concreta per i pazienti e le loro famiglie».
Cittadinanzattiva Lazio: «Non sia un adempimento formale»
Cittadinanzattiva Lazio sostiene la costituzione del Molecular Tumor Board regionale con l’obiettivo di renderlo uno strumento operativo e realmente utile per cittadini e pazienti.
«Partecipiamo attivamente al tavolo tecnico con l’obiettivo di trasformare questo organismo in uno strumento realmente utile per la comunità e non in un semplice adempimento formale», ha dichiarato Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio.
Secondo Rosati, l’efficacia dell’MTB dipenderà dalla capacità di garantire «equità di accesso e tempi certi per ogni paziente», facendo in modo che la personalizzazione della terapia si traduca in una presa in carico integrata tra ospedale, territorio e domicilio.
La partecipazione civica stabile e la trasparenza informativa verso pazienti e caregiver vengono indicate come elementi essenziali per aumentare la consapevolezza e ridurre il rischio di aspettative non corrette. «Il modello laziale – ha aggiunto Rosati – ha l’ambizione di diventare un riferimento nazionale se saprà armonizzare le dimensioni scientifica, organizzativa e civica».
Merck: «Una svolta per la personalizzazione delle terapie»
All’incontro è intervenuto anche Ramon Palou de Comasema Sureda, amministratore delegato di Merck Italia, che ha definito il Lazio «un polo di innovazione in oncologia, dove la medicina di precisione incontra governance e dedizione al paziente».
Secondo Merck, il Molecular Tumor Board rappresenta «una svolta per la personalizzazione delle terapie», in grado di offrire ai pazienti migliori prospettive di cura e, nel medio periodo, contribuire anche a un uso più efficiente delle risorse del sistema sanitario.
Una sfida organizzativa oltre che clinica
La medicina oncologica sta vivendo una trasformazione profonda. La disponibilità sempre più ampia di test genomici consente di leggere il tumore non solo in base alla sede anatomica, ma anche attraverso le sue caratteristiche molecolari. Tuttavia, la quantità e la complessità delle informazioni prodotte richiedono competenze integrate e processi decisionali strutturati.
Per questo il Molecular Tumor Board non è soltanto uno strumento clinico, ma anche una sfida organizzativa. La sua efficacia dipenderà dalla capacità di definire criteri condivisi, tempi di valutazione rapidi, collegamenti con le reti oncologiche e modalità trasparenti di comunicazione con pazienti e caregiver.
Con l’avvio del tavolo regionale, il Lazio compie dunque un primo passo verso un modello di oncologia personalizzata più equo, coordinato e vicino ai bisogni dei pazienti.
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TG4: Diagnosi precoce del tumore al colon Video Mediaset Infinity
In apertura, un approfondimento dedicato all'attualità politica italiana e internazionale con Vittorio Feltri. Ampio spazio alle ultime novità investigative sul caso Garlasco. E ancora, la vicenda dell'italiana bloccata in Egitto e accusata di adulterio. Infine, prosegue l'inchiesta sulle escort di lusso e la movida milanese.
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Personalis ottiene la copertura Medicare per Next Personal nel monitoraggio dell'immunoterapia per i tumori solidi in stadio avanzato - MarketScreener Italia
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immunoterapia
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Tumore del polmone, rivoluzione nelle cure: l’immunoterapia prima del bisturi latinanews.eu
Nel tumore del polmone la cura cambia ordine: non più prima il bisturi, ma terapie sempre più anticipate per aumentare le possibilità di guarigione. È questa la svolta emersa dal confronto tra esperti internazionali riuniti a Roma dall’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE): trattare con l’immunoterapia prima dell’intervento chirurgico può ridurre di circa il 30–40% il rischio di recidiva e aumentare in modo significativo la probabilità di risposta completa, con percentuali che passano da circa il 2% a oltre il 20%. In altre parole: arrivare all’intervento con il tumore già “spento”. Un cambio di prospettiva che può fare la differenza in una malattia ancora tra le più diffuse e letali.
Se n’è discusso nel corso del 5th International Summit on Lung Cancer, svoltosi a Roma il 9 e 10 maggio. Il cambiamento è netto. Fino a pochi anni fa, nel tumore del polmone operabile l’intervento chirurgico era il primo passo. Oggi non è più una scelta automatica. La strategia si costruisce prima. Si studia il tumore, si leggono le sue caratteristiche molecolari, si decide se iniziare con immunoterapia, terapie target o combinazioni. Solo dopo si sceglie se e come operare. La chirurgia resta centrale, ma oggi è parte di un percorso multidisciplinare costruito fin dall’inizio. Nel 2025 in Italia sono stati diagnosticati 27.100 nuovi casi tra gli uomini e 16.400 tra le donne; nel 2022 i decessi stimati sono stati 35.700 (dati AIRTUM). Numeri che raccontano una sfida ancora aperta, ma anche un’evoluzione concreta delle cure.
Non è solo una questione di anticipare una terapia. È una questione di metodo. Il tumore del polmone è spesso già “in movimento” fin dalle fasi iniziali: mentre si vede un nodulo, possono esserci cellule invisibili che circolano nel sangue. Anticipare i trattamenti oncologici significa proprio questo: non limitarsi a togliere ciò che si vede, ma colpire subito anche ciò che non si vede. “Oggi non basta più intervenire localmente – spiega Federico Cappuzzo, Direttore dell’Oncologia Medica 2 IRE e membro dello scientific board del Summit. – Dobbiamo trattare la malattia come sistemica fin dall’inizio. È questo che aumenta la probabilità di guarigione”. È come spegnere un incendio non solo dove si vede la fiamma, ma anche sulle scintille già portate dal vento.
“Anticipare” la malattia
In questo scenario diventano centrali gli strumenti di monitoraggio più avanzati. La biopsia liquida, che permette di analizzare il DNA tumorale nel sangue, si sta affermando come un “sensore precoce” della malattia: può aiutare a individuare la cosiddetta malattia minima residua, cioè tracce di tumore non visibili con gli esami tradizionali. Non è ancora uno standard per tutti i pazienti, ma rappresenta uno dei fronti più promettenti della ricerca. “La direzione è arrivare a un controllo sempre più preciso e personalizzato – sottolinea Cappuzzo. – Capire in anticipo se la malattia sta tornando significa poter intervenire prima, e meglio”.
Su questo terreno si gioca una delle partite più decisive della medicina di precisione. Tra i temi centrali del Summit: biomarcatori, nuovi farmaci e intelligenza artificiale applicata alla diagnosi e alla scelta delle cure. “La vera innovazione oggi è integrare dati clinici, molecolari e tecnologici per prendere decisioni sempre più precise – sottolinea Giovanni Blandino, Direttore Scientifico IRE. – Non trattiamo più tumori uguali per tutti, ma malattie diverse in persone diverse. Questo cambia radicalmente l’efficacia delle cure”.
Portare a Roma i principali esperti internazionali ha un valore che va oltre l’evento. “IFO costruisce comunità scientifiche – evidenzia il Direttore Generale Livio De Angelis. – Crea occasioni in cui le innovazioni mediche circolano velocemente tra chi le sperimenta e chi le applica. Il Summit è stato esattamente questo: un formidabile strumento di lavoro atto a trasferire l’innovazione nella pratica clinica, a vantaggio dei pazienti”.
Il messaggio che arriva da Roma è semplice ma potente: nel tumore del polmone, oggi, non conta solo cosa si fa. Conta quando lo si fa. E anticipare le cure mediche può cambiare davvero la storia della malattia.
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Criteri Critici
Medici e Medicina: menopausa e terapia ormonale sostitutiva alla luce delle nuove evidenze scientifiche Prima Monza
La dott.ssa Anna Maria Consoli, ginecologa e ostetrica, Dirigente Medico presso l'ASST Spedali Civili di Brescia, guida gli spettatori tra sintomi, terapie e prevenzione
Martedì 12 maggio 2026 è andata in onda una nuova puntata di Medici e Medicina, il programma che esplora i temi più rilevanti della salute con l’aiuto di esperti del settore.
Ospite della puntata la Dott.ssa Anna Maria Consoli, dirigente medica presso la Ginecologia e Ostetricia degli Spedali Civili di Brescia, specializzata in Endocrinologia Ginecologica e Procreazione Medicalmente Assistita. Con la sua esperienza clinica e scientifica, la dottoressa ha guidato gli spettatori attraverso un approfondimento sulla menopausa, affrontando i principali interrogativi che accompagnano questa fase della vita femminile.
Focus sulla menopausa
Durante la puntata sono stati esplorati i sintomi più comuni della menopausa e l’età in cui di solito si manifestano, un tema che interessa milioni di donne. Si è parlato di come questa fase influenzi non solo i livelli ormonali e il metabolismo, ma anche i cambiamenti fisici, visibili e non, che accompagnano il passaggio verso la menopausa.
Ampio spazio è stato dedicato alla terapia ormonale sostitutiva (TOS): cos’è, a cosa serve e quali sono le indicazioni più aggiornate secondo le nuove evidenze scientifiche. La discussione ha toccato anche il tema degli effetti collaterali, spesso percepiti come rischi elevati, e le più recenti ricerche che hanno fatto chiarezza sulla sicurezza della terapia e sulle formulazioni più raccomandate.
Un altro tema affrontato è stato l’impatto della menopausa sull’umore e sul benessere mentale, con consigli su alimentazione e abitudini quotidiane utili per affrontare meglio questa fase. La prevenzione di problemi comuni dopo la menopausa, come osteoporosi e malattie cardiovascolari, è stata un altro punto chiave, così come la relazione tra menopausa e qualità del sonno.
Infine, la specialista ha fornito indicazioni sui controlli medici ed esami di routine durante e dopo la menopausa, per monitorare la salute e intervenire in modo tempestivo quando necessario.
La medicina spiegata dai suoi protagonisti
Medici e Medicina conferma la capacità di rendere accessibili temi complessi grazie alla chiarezza e all’empatia degli esperti. Ogni episodio, condotto dalla giornalista Valeria Panzeri, offre l’occasione per conoscere in profondità i temi più rilevanti della salute, con particolare attenzione alla prevenzione e alle soluzioni innovative.
Appuntamento ogni martedì alle 23:25, con repliche il sabato alle 12:30 su Telecity e alle 13:00 su Il61.
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Oncologia in Italia, tra standard of care e ferite ancora aperte Telepress
13 Maggio 2026|Attualità,Innovazione Sono trascorsi vent’anni dall’edizione precedente del Libro Bianco della Medicina Nucleare in Italia, pubblicato dall’AIMN nel 2006. Oggi la nuova edizione fotografa una realtà in cui molto di ciò che allora era attesa, oggi è realtà consolidata. E molto di ciò che era realtà, non esiste più nella stessa forma. In Italia nel 2006 si contavano 253 strutture operative, 24 ciclotroni, 147 centri di radioterapia metabolica. La PET era in espansione rapida, ma ancora non pervasiva. La formazione degli specialisti stava attraversando una riforma profonda, con i decreti ministeriali del 2005 e del 2006 che ridisegnavano le scuole di specializzazione. La fotografia oggi è irriconoscibile, nel senso migliore del termine! La Medicina Nucleare italiana ha attraversato un’evoluzione che non ha confronti con altre discipline medico-scientifiche: la terapia con radioligandi (impensabile allora) è diventata standard of care in oncologia. Il PSMA, il DOTATATE, il lutezio-177 sono diventate parte del linguaggio quotidiano delle strutture ospedaliere. La PET ha cambiato radicalmente la stadiazione oncologica, la valutazione della risposta terapeutica, la pianificazione radioterapica. Le apparecchiature ibride PET/CT e PET/MR hanno trasformato non solo la qualità delle immagini, ma la stessa logica del referto. La dosimetria personalizzata ha smesso di essere un ambito esclusivamente sperimentale. E’ cambiato anche il piano normativo: nuovi requisiti autorizzativi per i trattamenti terapeutici, nuove regole per le degenze protette e per l’accesso ai radiofarmaci innovativi, un nuovo assetto per la sperimentazione clinica, e un nuovo sistema tariffario. Ma alcune cose non sono ancora cambiate, come il divario strutturale tra costi reali delle terapie avanzate e rimborsi del SSN, tuttora una ferita aperta che non si è ancora rimarginata. Con l’edizione 2026, il Libro Bianco della Medicina Nucleare in Italia intende allora provare a comprendere una disciplina che sì ha cambiato la medicina, ma deve ora misurare la propria sostenibilità, la propria governance e il proprio peso istituzionale nel sistema sanitario italiano. Leggi anche: daValentina Colombo|15 Maggio 2026|Attualità| Commenti 0 daArman C. Mariani|12 Maggio 2026|Innovazione| Commenti 0 daValentina Colombo|11 Maggio 2026|Attualità| Commenti 0
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IMMUNO-ONCOLOGIA, A SIENA IL PRIMO CORSO RESIDENZIALE NAZIONALE OK Siena
Dal 12 al 15 maggio specialisti e giovani oncologi alle Scotte per un percorso pratico e multidisciplinare dedicato alle nuove frontiere dell’immunoterapia oncologica
Prende il via a Siena il primo Corso Residenziale in Immuno-Oncologia promosso dall’ospedale Ospedale Santa Maria alle Scotte. L’iniziativa, in programma dal 12 al 15 maggio, è organizzata dal professor Michele Maio, direttore del Dipartimento Oncologico, insieme alla professoressa Anna Maria Di Giacomo, responsabile delle sperimentazioni cliniche del Centro di Immuno-Oncologia, con il sostegno della Fondazione NIBIT.
Il corso nasce con l’obiettivo di offrire una formazione avanzata, teorica e pratica, dedicata alla gestione clinica del paziente oncologico trattato con immunoterapia. Il programma punta in particolare sull’esperienza diretta all’interno delle attività quotidiane del Centro di Immuno-Oncologia senese, permettendo ai partecipanti di confrontarsi con casi clinici reali e con il lavoro di un team multidisciplinare.
«Abbiamo pensato a questo esperimento educazionale, che per quanto ne sappiamo rappresenta il primo in Italia», spiega il professor Maio. «L’idea è nata anche dalle richieste di molti giovani oncologi che hanno partecipato al nostro master e desideravano condividere da vicino l’esperienza clinica maturata nel nostro Centro».
Durante il percorso formativo, i discenti approfondiranno aspetti centrali della moderna immuno-oncologia: dalla gestione del percorso diagnostico-terapeutico del paziente in immunoterapia al trattamento degli eventi avversi immuno-mediati, fino allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche e all’identificazione di biomarcatori predittivi di risposta ai trattamenti.
Le attività alterneranno momenti di didattica frontale a sessioni pratiche direttamente integrate nel contesto ospedaliero. Particolare attenzione sarà dedicata al valore della collaborazione tra diverse specialità mediche nella definizione del percorso terapeutico più appropriato per ciascun paziente.
L’iniziativa punta così a rafforzare le competenze cliniche avanzate dei partecipanti e a promuovere un approccio personalizzato e basato sulle più recenti evidenze scientifiche nel trattamento delle patologie oncologiche.