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Tumore al pancreas: cos’è, sintomi, diagnosi e cure della neoplasia che ha colpito Enrica Bonaccorti San Marino Rtv
Il tumore del pancreas, che ha colpito la conduttrice televisiva Enrica Bonaccorti scomparsa a 76 anni, è considerato una delle neoplasie più aggressive e difficili da trattare in oncologia. In Italia si stimano ogni anno circa 13-14 mila nuovi casi. Secondo le stime citate dagli specialisti, nel 2024 le nuove diagnosi sono circa 13.585, con una distribuzione simile tra uomini e donne.
Il pancreas è una ghiandola situata tra stomaco e intestino con una doppia funzione: produce enzimi fondamentali per la digestione e ormoni, tra cui l’insulina, che regolano il metabolismo degli zuccheri nel sangue. I tumori che colpiscono questo organo possono svilupparsi in diverse aree della ghiandola e presentare caratteristiche biologiche differenti.
La forma più frequente è l’adenocarcinoma pancreatico duttale, che rappresenta circa il 90-95% dei casi e nasce dalle cellule che producono enzimi digestivi. Più rari sono invece i tumori neuroendocrini pancreatici, che originano dalle cellule che producono ormoni e in alcuni casi possono avere un decorso più lento.
Perché è difficile diagnosticarlo
Una delle principali criticità del tumore del pancreas è la diagnosi tardiva. “Non conosciamo nel dettaglio il caso di Enrica Bonaccorti – spiega all'Ansa Paolo Tralongo, presidente del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (Cipomo) –. Certo è che una delle principali criticità del tumore del pancreas è la difficoltà di riconoscerlo nelle fasi iniziali. I sintomi sono spesso poco specifici e possono comparire solo quando il tumore è già in fase avanzata”.
Anche Nicola Silvestris, segretario nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e direttore dell’Oncologia medica dell’Irccs Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, sottolinea all'Adnkronos lo stesso aspetto: “Il tumore del pancreas resta una delle neoplasie più insidiose. Nelle fasi iniziali può non dare alcun segnale oppure manifestarsi con sintomi vaghi e poco specifici”.
I sintomi più frequenti
Proprio la difficoltà di individuare segnali precoci rende questa malattia particolarmente complessa da intercettare nelle fasi iniziali. Tra i sintomi più frequenti indicati dagli oncologi figurano:
dolore addominale o alla schiena
o alla perdita di peso involontaria
involontaria perdita di appetito
di stanchezza persistente
persistente ittero, cioè la colorazione gialla della pelle e degli occhi
Secondo Silvestris, quando la malattia diventa più evidente possono comparire anche altri segnali: “perdita di peso improvvisa, dolori addominali, difficoltà digestive, ittero, urine scure, feci chiare e, a volte, comparsa improvvisa di diabete”. In molti casi, però, quando i sintomi diventano più chiari la malattia è già in fase avanzata.
Quando è possibile operare
L’intervento chirurgico rappresenta la principale possibilità di trattamento con intento curativo, ma non sempre è praticabile. “Quando la malattia si manifesta in modo più evidente – osserva Silvestris – ha spesso già superato lo stadio in cui è possibile intervenire chirurgicamente, perché il tumore non è più resecabile”. Secondo gli specialisti, l’intervento è possibile soltanto nel 15-20% dei casi, proprio a causa della diagnosi tardiva. Per questo motivo, spiegano gli oncologi, è fondamentale una gestione multidisciplinare della malattia che integri chirurgia, oncologia medica, radioterapia e cure di supporto all’interno delle reti oncologiche regionali.
Le nuove terapie e la ricerca
Sul fronte terapeutico, la ricerca sta lavorando soprattutto sullo sviluppo di nuove terapie mirate e su strategie di trattamento combinate. “Ad oggi – precisa Silvestris – non disponiamo di molti target molecolari per farmaci a bersaglio specifico. L’unica eccezione riguarda i pazienti con mutazioni germinali dei geni Brca1 e Brca2”. Per questi pazienti l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha recentemente approvato la rimborsabilità di un farmaco della classe dei Parp-inibitori per i casi che non mostrano progressione dopo una prima linea di chemioterapia a base di platino. Un altro filone di ricerca riguarda i tumori operabili. Silvestris ricorda lo studio clinico “Cassandra”, coordinato da Michele Reni dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, nel quale un trattamento chemioterapico pre-operatorio (schema Paxg) ha mostrato un miglioramento della resecabilità dei tumori e della sopravvivenza libera da eventi.
Prevenzione e fattori di rischio
A differenza di altri tumori, per il tumore del pancreas non esistono programmi di screening per la popolazione generale. Sono previsti controlli specifici solo nelle forme ereditarie, che rappresentano circa il 5-10% dei casi e sono legate a mutazioni genetiche. In questi casi può essere indicata una sorveglianza con risonanza magnetica dell’addome o ecoendoscopia pancreatica. Secondo gli oncologi resta comunque fondamentale la prevenzione primaria. Tra i principali fattori di rischio indicati dagli specialisti ci sono:
fumo di sigaretta
di sigaretta obesità
scarsa attività fisica
consumo elevato di alcol
dieta ricca di grassi saturi e povera di frutta e verdura
Proprio per la difficoltà di diagnosi precoce e per la complessità delle cure, gli oncologi sottolineano l’importanza di rafforzare la ricerca e la presa in carico dei pazienti all’interno di centri oncologici specializzati ad alto volume.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
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Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?3
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
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Tumore al polmone: rivoluzionaria ricerca italiana sviluppa molecola ibrida per l'immunoterapia Microbiologia Italia
Analizziamo una rivoluzionaria molecola ibrida per il tumore al polmone: potenziamento dell’immunità e nuovo approccio terapeutico.
In questo articolo approfondiamo la rivoluzionaria ricerca italiana su una molecola ibrida per l’immunoterapia nel tumore al polmone, analizzando il meccanismo innovativo, i risultati preliminari, le implicazioni cliniche e le prospettive future. Esploreremo come questa scoperta possa trasformare il trattamento del carcinoma polmonare, offrendo speranza a pazienti, oncologi, ricercatori e tutti gli interessati alla lotta contro il cancro.
Introduzione: una Molecola Ibrida contro il Tumore
La ricerca italiana sul tumore al polmone segna un nuovo capitolo nella lotta contro una delle neoplasie più aggressive e diffuse. La recente molecola ibrida sviluppata da team di eccellenza nazionali combina azione diretta sul metabolismo tumorale e potenziamento dell’immunità, e perciò rappresenta un approccio bifunzionale promettente.
Questo articolo fornisce una panoramica completa, utile per pazienti in cerca di aggiornamenti terapeutici, professionisti sanitari che desiderano conoscere le frontiere dell’oncologia e appassionati di innovazione biomedica, evidenziando perché questa scoperta potrebbe ridefinire le strategie di immunoterapia contro il tumore al polmone.
Cos’è il Tumore al Polmone e le Sfide dell’Immunoterapia
Il tumore al polmone, principalmente il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), rappresenta una delle principali cause di mortalità oncologica a livello globale. Nonostante i progressi, molte cellule tumorali sfuggono al controllo immunitario grazie a meccanismi di evasione come la sovraespressione di checkpoint immunitari.
L’immunoterapia ha rivoluzionato il panorama terapeutico, ma resistenza e tossicità limitano l’efficacia in una quota significativa di pazienti. Qui entra in gioco la molecola ibrida sviluppata in Italia, capace di agire su due fronti al fine di superare queste barriere.
Sinonimi e variazioni semantiche: carcinoma polmonare, neoplasia polmonare, cancro ai polmoni, NSCLC.
La Rivoluzionaria Molecola Ibrida: Meccanismo d’Azione
La molecola ibrida per l’immunoterapia del tumore al polmone blocca una proteina chiave che le cellule cancerose usano per “nascondersi” dal sistema immunitario. Contemporaneamente, sfrutta la stessa proteina come “cavallo di Troia” per veicolare un composto che interferisce con la produzione energetica mitocondriale delle cellule tumorali.
Questo doppio attacco indebolisce le cellule malate, quindi, le rende più vulnerabili all’attacco dei linfociti. Le cellule sane, con minor avidità energetica, subiscono un impatto limitato, garantendo una maggiore selettività.
Francesco Sabbatino, Luciana Marinelli e Daniela Arosio, coordinatori dello studio tra Università di Napoli Federico II, Università di Salerno e CNR di Milano, hanno pubblicato i risultati su Cancer Communications.
Risultati dei Test di Laboratorio
Nei modelli preclinici, la molecola ibrida ha dimostrato un aumento significativo della capacità delle cellule immunitarie di eliminare le cellule di tumore al polmone. La selettività è emersa chiaramente: un forte effetto citotossico sulle linee tumorali e un ridotto impatto su quelle sane.
Questa efficacia bifronte potrebbe superare le resistenze osservate con gli inibitori dei checkpoint tradizionali, aprendo la strada a terapie più efficaci e personalizzate.
Contesto Epidemiologico del Tumore al Polmone in Italia e nel Mondo
In Italia si registrano migliaia di nuovi casi di carcinoma polmonare ogni anno, con una prognosi ancora grave negli stadi avanzati. L’immunoterapia ha migliorato la sopravvivenza, ma servono soluzioni innovative come questa ricerca italiana.
Fattori di rischio principali restano fumo, inquinamento ed esposizione professionale. La diagnosi precoce e le nuove molecole rappresentano le armi più potenti.
Vantaggi della Strategia Ibrida rispetto alle Terapie Convenzionali
Rispetto alle immunoterapie monoclonali classiche, la molecola ibrida offre un’azione sinergica: immunomodulazione + attacco metabolico. Questo approccio multimodale riduce il rischio di resistenza e potenzia l’effetto “abscopal” in alcuni contesti.
Parole chiave: molecola ibrida, immunoterapia tumore polmone, ricerca italiana cancro polmoni.
Prospettive Future e Sviluppo Clinico
I prossimi passi prevedono studi preclinici avanzati e, auspicabilmente, trial clinici di fase I per valutare sicurezza e dosaggio nell’uomo. La collaborazione tra atenei campani e CNR milanese dimostra l’eccellenza del sistema ricerca italiano.
Questa innovazione si inserisce nel filone delle terapie personalizzate, integrabili con chemioterapia, targeted therapy e altre immunoterapie.
Impatto sulla Qualità di Vita dei Pazienti
Una terapia più selettiva potrebbe ridurre gli effetti collaterali sistemici tipici dell’immunoterapia, migliorando tollerabilità e qualità di vita. I pazienti con un tumore al polmone metastatico potrebbero beneficiare di opzioni con maggiore durata di risposta.
Aspetti Microbiologici e Immunologici alla Base della Scoperta
Dal punto di vista immunologico, la molecola ibrida modula l’ambiente tumorale, favorendo l’infiltrazione linfocitaria e riducendo l’immunosoppressione. Sul versante metabolico, interferisce con le “centrali energetiche” iperattive delle cellule cancerose (effetto Warburg).
Questa duplice azione rappresenta un paradigma innovativo nella ricerca oncologica.
Sfide e Limitazioni Attuali
Nonostante l’entusiasmo, siamo ancora in fase preclinica. Saranno necessari anni per la traduzione clinica, con attenzione a farmacocinetica, immunogenicità e combinazioni terapeutiche ottimali. La ricerca italiana dovrà affrontare funding e iter regolatori.
Conclusioni su Tumore al Polmone e Molecola Ibrida
La rivoluzionaria molecola ibrida sviluppata dalla ricerca italiana per l’immunoterapia del tumore al polmone illumina un futuro più promettente nella lotta contro questa neoplasia. Unendo precisione metabolica e potenziamento immunitario, questa scoperta rafforza il ruolo dell’Italia nella ricerca oncologica mondiale.
Pazienti e clinici possono guardare con ottimismo a queste innovazioni, ricordando che prevenzione, diagnosi precoce e terapie avanzate restano le chiavi vincenti.
Consiglio finale: Discuti sempre con il tuo oncologo le opzioni terapeutiche più aggiornate e considera la partecipazione a trial clinici quando appropriato.
Domande Frequenti su Tumore al Polmone e Molecola Ibrida
Chi può beneficiare potenzialmente di questa nuova molecola ibrida? Pazienti con NSCLC in stadi avanzati o resistenti alle terapie standard. Consiglio: Consulta centri oncologici di riferimento per aggiornamenti sui trial.
Cosa rende unica questa molecola ibrida rispetto ad altre immunoterapie? Agisce su due fronti: blocco immunitario e attacco energetico. Consiglio: Valuta sempre approcci combinati personalizzati.
Quando saranno disponibili terapie basate su questa ricerca? Attualmente in fase preclinica; i trial umani richiederanno tempo. Consiglio: Mantieni contatti con associazioni pazienti per notizie tempestive.
Come funziona esattamente la molecola ibrida? Usa una proteina tumorale come vettore per colpire metabolismo e immunità. Consiglio: Informati sui meccanismi d’azione per comprendere meglio le opzioni.
Dove è stata sviluppata questa innovazione? Presso Università Federico II, Salerno e CNR di Milano. Consiglio: Supporta la ricerca italiana attraverso donazioni e awareness.
Perché questa scoperta è importante per l’immunoterapia del tumore al polmone? Offre selettività e superamento delle resistenze. Consiglio: Adotta stili di vita sani e sottoponiti agli screening quando indicati per prevenzione.
Leggi anche:
Fonti
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38489861/ – Real-world outcomes of Italian patients with advanced non-squamous lung cancer treated with immunotherapy https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1040842825000216 – Navigating chemotherapy and immunotherapy in early-stage lung cancer https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28713682/ – Predictive biomarkers of immunotherapy for non-small cell lung cancer: Italian experts panel
Crediti fotografici
Immagine in evidenza – Link
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Tumore al polmone, una molecola ibrida aiuta a scoprire cellule malate TerranostraNews
Un importante passo avanti nella lotta contro il tumore al polmone, una delle principali patologie oncologiche al mondo, arriva da uno studio d’eccellenza interamente italiano. La ricerca, frutto della collaborazione tra l’Università di Napoli Federico II, l’Università di Salerno e il Cnr di Milano, ha portato alla creazione di una molecola “ibrida” capace di aiutare l’organismo a riconoscere e distruggere le cellule cancerose . I risultati di questo lavoro, coordinato da Francesco Sabbatino, Luciana Marinelli e Daniela Arosio, sono stati pubblicati su Cancer Communications, rivista di riferimento internazionale per l’alto impatto scientifico.
Il meccanismo d’azione
La nuova molecola agisce su due fronti complementari per neutralizzare la malattia. Da un lato, riesce a bloccare una specifica proteina che le cellule tumorali utilizzano per nascondersi e sfuggire alle difese naturali. Dall’altro, trasforma quella stessa proteina in un “cavallo di Troia” per penetrare selettivamente nel tumore. Una volta all’interno, il composto colpisce direttamente la produzione di energia delle cellule cancerose, indebolendo la loro aggressività e rendendole molto più vulnerabili all’attacco definitivo da parte del sistema immunitario.
Risultati e prospettive
Le analisi condotte hanno dimostrato un’elevata precisione nel colpire esclusivamente il bersaglio malato. «Il dato più rilevante è l’aumentata capacità di eliminare selettivamente le cellule tumorali, con un impatto limitato sulle cellule sane», spiegano i coordinatori dello studio. Questa selettività è possibile perché le cellule sane mostrano un’attività energetica decisamente inferiore e meno “avida” rispetto a quelle tumorali. Nei test di laboratorio, la molecola ha confermato una buona efficacia, aprendo nuove possibilità per lo sviluppo di terapie future più mirate.
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La Radioterapia non deve far paura. “Passi avanti nelle terapie, macchinari sempre più sofisticati” La Nazione
Perugia, 15 maggio 2026 – “La radioterapia oncologica, è una disciplina essenziale, fondamentale nel trattamento di pazienti oncologici. Ma purtroppo ancora non vi è consapevolezza di questo aspetto perché si ritiene che la radioterapia sia l’ultima possibilità terapeutica per un paziente oncologico.
La presentazione dell’iniziativa tra Afas e Radioterapia
Invece è fondamentale che il cittadino conosca come può essere utilizzata per esempio nelle fasi iniziali di malattia, anche come unica opzione terapeutica, pure in alternativa alla chirurgia con i pazienti operabili per consentire un miglioramento della qualità di vita”.
Lo ha detto la professoressa Cynthia Aristei, primario della sezione Radioterapia oncologica Unipg, in occasione dell’incontro che si è svolto in Comune per promuovono la campagna di informazione e prevenzione “Afas: Casa della prevenzione, della salute e dell’ascolto. La radioterapia che cura per guarire“.
“L’iniziativa - spiega Raimondo Cerquiglini (direttore generale Afas),presente anche l’assessora Costanza Spera – nasce dalla collaborazione tra la nostra azienda e la struttura di Radioterapia Oncologica di Perugia con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra ospedale, territorio e cittadini, valorizzando il ruolo delle farmacie come presidi di ascolto, prevenzione e accompagnamento.
La campagna prevede, dopo una prima fase di formazione dei farmacisti, una serie di incontri gratuiti aperti ai cittadini che si svolgeranno direttamente nelle farmacie aderenti a partire da questi giorni”. Il professor Francesco Grignani (direttore sezione Radioterapia oncologica Unipg) ha aggiunto che “tra le mission delle università ci sono la ricerca e la ricerca tecnologica per radioterapia oncologica ha portato ad avere macchinari sempre più avanzati a Perugia; la didattica con la formazione di tecnici, medici e specialisti e la divulgazione che aiuta a rendere noto a tutti i progressi intrapresi.
Il fatto che università, amministrazione comunale, Afas e associazioni siano insieme - conlude Grignani - significa che c’è volontà di collaborare per il benessere delle persone e dei pazienti”.
Alla conferenza stampa ha partecipato anche il professor Paolo Rossi, presidente di Nora (l’associazione di volontari che sostiene il reparto di Radioterapia). “Abbiamo aderito con entusiasmo alla sollecitazione che ci è venuta dall’amministrazione comunale e da Afas, perché uno dei nostri scopi è proprio quello di far comprendere che con la radioterapia si può guarire grazie anche ai progressi della ricerca e all’introduzione di apparecchiature e tecniche sofisticatissime che riducono l’esposizione alle radiazioni”.
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Linfoma mantellare recidivato o refrattario: approvazione accelerata Fda per sonrotoclax Pharmastar
La U.S. Food and Drug Administration ha concesso l’approvazione accelerata a sonrotoclax per il trattamento di pazienti adulti con linfoma mantellare (MCL) recidivato o refrattario, già sottoposti ad almeno due precedenti linee di terapia sistemica, incluso un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton (BTK).
Il farmaco, sviluppato da BeOne Medicines, è un inibitore di BCL-2, proteina coinvolta nella sopravvivenza delle cellule tumorali. L’approvazione rappresenta una nuova opzione terapeutica per una popolazione di pazienti con bisogni clinici ancora elevati, soprattutto dopo il fallimento delle terapie standard.
L’autorizzazione si basa sui risultati dello studio multicentrico di fase II BGB-11417-201, che ha coinvolto 103 pazienti con linfoma mantellare recidivato o refrattario precedentemente trattati con terapia anti-CD20 e con un BTK inibitore.
L’endpoint principale dello studio era il tasso di risposta obiettiva (ORR), valutato da un comitato indipendente secondo i criteri di Lugano. I risultati hanno mostrato un ORR del 52%, con un tempo mediano alla risposta di appena 1,9 mesi. La durata mediana della risposta è risultata pari a 15,8 mesi, con un follow-up mediano stimato di 11,9 mesi.
Sul fronte della sicurezza, il profilo del farmaco richiede particolare attenzione al rischio di sindrome da lisi tumorale (TLS), infezioni gravi e neutropenia. Nello studio, eventi avversi gravi sono stati riportati nel 37% dei pazienti, con la polmonite tra le complicanze più frequenti.
Per ridurre il rischio di TLS, il trattamento prevede una fase iniziale di incremento graduale della dose della durata di quattro settimane, seguita da una dose di mantenimento di 320 mg una volta al giorno fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile.
La revisione regolatoria è avvenuta nell’ambito del Project Orbis, iniziativa dell’Oncology Center of Excellence della Fda che consente la valutazione coordinata di nuovi farmaci oncologici tra diverse agenzie regolatorie internazionali. L’European Medicines Agency ha partecipato come osservatore ufficiale al processo di revisione.
L’approvazione accelerata conferma il crescente interesse verso strategie terapeutiche mirate nei linfomi B aggressivi e sottolinea il ruolo emergente degli inibitori di BCL-2 nelle neoplasie ematologiche resistenti ai trattamenti convenzionali.
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A Castronno una camminata solidale lungo la “Via delle Api” per sostenere la prevenzione del tumore al seno VareseNews
Un pomeriggio di cammino nella natura per sensibilizzare sull’importanza della prevenzionee sostenere le donne operate al seno: è questo lo spirito di“Un passo insieme per fare la differenza”, la camminata solidalein programmasabato 30 maggio2026 aCastronno. L’iniziativa, promossa conofferta libera a favore dell’associazione Caos– Centro Ascolto Operate al Seno Odv, porterà i partecipanti lungo “La Via delle Api”, un percorso naturalistico facile e accessibile a tutti di circa 4,5 chilometri tra andata e ritorno. Lacamminata sarà condotta dal GCC San Martino, il Gruppo di Cammino Carnagheseche da anni promuove attività all’aria aperta, momenti di socialità e iniziative legate al benessere fisico e alla salute. Una realtà molto attiva sul territorio che, attraverso il cammino, favorisce inclusione, aggregazione e stili di vita sani. Il ritrovo è fissato alle 15.45 nel parcheggio Tigros di Castronno. Walking leader dell’iniziativa sarà Maria Vivido. Al termine del percorso è previsto l’arrivo euna visita guidata a Materia Spazio Libero, la sede di VareseNews a Castronno. Gli organizzatori ricordano che ogni partecipante è responsabile di sé stesso durante l’attività. “Cammina con noi ed aiutaci a sensibilizzare sull’importanza della prevenzione”: è l’invito lanciato dai promotori dell’iniziativa,l’associazione Donna Oggi Tradate e ilGruppo di Cammino GCC San Martino. La “Via delle Api” si arricchisce grazie al Parco Pineta e all’Alveare Odv Di Buguggiate Tutti gli eventi dimaggioa Materia Via Confalonieri, 5 - Castronno Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.
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La prevenzione entra nel metaverso a Milano il viaggio virtuale per sconfiggere il tumore al colon vareseinluce.it
L’utilizzo della realtà virtuale per educare ad uno stile di vita corretto e scongiurare patologie come il tumore al colon-retto: è questo l’obiettivo del progetto di prevenzione ‘Colon XR Prevention Lab – Oltre lo schermo, dentro la vita’, ideato SIED (Società Italiana Endoscopia Digestiva), Osservatorio Metropolitano di Milano, con il sostegno di Fondazione Bambini Nel Cuore, alla luce dei dati dello screening di uno dei tumori con il alto tasso di mortalità tra i più alti in Italia tassi. Alla presentazione, che si è svolta in auditorium ‘Testori’, sono intervenuti il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini. Ad aprire i lavori, Carla De Albertis, responsabile del progetto per Osservatorio Metropolitano di Milano.
“Regione Lombardia – ha spiegato Fontana – sta investendo con grande determinazione sul fronte della prevenzione, perché crediamo che informazione, educazione sanitaria e diagnosi precoce siano strumenti fondamentali per salvare vite umane e migliorare la qualità della vita dei cittadini”.
“Iniziative innovative come ‘Colon XR-Prevention Lab’ – ha aggiunto il governatore – rappresentano un esempio concreto di come tecnologia e sensibilizzazione possano parlare in modo efficace soprattutto alle giovani generazioni, promuovendo corretti stili di vita e una maggiore adesione agli screening. Ringrazio SIED, Fondazione Bambini Nel Cuore e tutti gli organizzatori per l’impegno e la qualità di un progetto che contribuisce a rafforzare la cultura della prevenzione sul nostro territorio”.
“Prevenzione e salute sono al centro di un progetto – ha continuato Lucchini – tra associazioni, istituzioni ed esperti che hanno come obiettivo comune trasmettere consapevolezza anche attraverso strumenti innovativi”.
L’iniziativa si avvale delle nuove tecnologie per portare alla scoperta del colon e delle sue trasformazioni a seconda di stili di vita più o meno corretti. Dopo aver indossato i visori di realtà aumentata, infatti, il progetto propone una serie di esperienze immersive per entrare virtualmente nel corpo umano, osservarne i meccanismi biologici e comprendere l’impatto di comportamenti sani o a rischio, favorendo un apprendimento attivo e duraturo.
Due i percorsi proposti durante l’esperienza: uno per gli studenti con focus sulla prevenzione primaria, alimentazione, attività fisica e stili di vita, e uno per gli adulti che prosegue con la prevenzione secondaria: screening, formazione ed estrazione del polipo fino alla eventuale formazione del tumore.
Il progetto si inserisce nell’ambito del programma della due giorni ESGE 2026, il congresso internazionale che rappresenta un momento chiave per il confronto tra istituzioni, medici ed esperti di endoscopia digestiva. L’appuntamento annuale della European Society of Gastrointestinal Endoscopy, si pone l’obiettivo di migliorare, partendo dalla sensibilizzazione delle nuove generazioni, la prevenzione del tumore del colon-retto (KCR), tra i tumori con il più alto tasso di mortalità che in Italia fa registrare oltre 20mila nuovi decessi all’anno con un tasso altissimo vicino al 50% e con un incremento anche nei giovani.
BEQALZI™ (sonrotoclax) di BeOne Medicines approvato dall'FDA statunitense come primo e unico inibitore del BCL2 nel trattamento del linfoma a cellule mantellari R/R - Business Wire
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Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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BEQALZI™ (sonrotoclax) di BeOne Medicines approvato dall'FDA statunitense come primo e unico inibitore del BCL2 nel trattamento del linfoma a cellule mantellari R/R Business Wire
SAN CARLOS, Calif.--(BUSINESS WIRE)--BeOne Medicines Ltd. (“BeOne”) (Nasdaq: ONC; HKEX: 06160; SSE: 688235), società globale dedicata all'oncologia, oggi ha annunciato che la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha concesso l'approvazione accelerata a BEQALZI™ (bi-CAL-zi; sonrotoclax), un inibitore fondamentale di nuova generazione del BCL2, per il trattamento di pazienti adulti con linfoma mantellare (MCL) recidivato o refrattario (R/R), dopo almeno due linee di terapia sistemica, compreso un inibitore della tirosina chinasi (BTK) di Bruton.
Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la versione ufficiale che fa fede. Le traduzioni sono offerte unicamente per comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è l'unico giuridicamente valido.
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Dalle reti oncologiche alle nuove cure: la voce dei pazienti non può più aspettare Il Sole 24 ORE
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Per i circa 4 milioni di italiani che vivono dopo la diagnosi di tumore e per i 390mila che ne ricevono una nuova il rischio concreto è di trovarsi ancora in mano solo dei diritti sulla carta. Dopo anni di battaglie la voce dei pazienti è diventata protagonista nelle scelte di politica sanitaria e anzi dopo l'ultima legge di bilancio è stato introdotto un vero e proprio diritto dovere ad ascoltarla da parte sia del ministero della Salute che dell'Agenzia del farmaco in tutte le loro decisioni più importanti: dalle strategie programmatiche all'approvazione di nuove terapie per i malati di tumore. Peccato però che finora di quel diritto-dovere di coinvolgere le associazioni dei pazienti non c'è traccia - mancano i regolamenti e l'attivazione del Registro (il Ruas) - così come degli altri impegni presi dal ministero e dalle Regioni sempre su questo fronte che sono rimasti inattuati o applicati a macchia di leopardo tra rimpalli di competenze e l'assenza di decreti attuativi. Il risultato lo vivono i pazienti oncologici nel loro quotidiano: restano spesso barriere di accesso alle cure, diseguaglianze nei servizi e discriminazioni nei possibili benefici sociali di cui avrebbero diritto. A denunciarlo senza troppi giri di parole è il diciottesimo Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici presentato a Roma il 14 maggio nell'ambito della XXI Giornata nazionale del malato oncologico promossa dalla Favo, la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia che ne riunisce più di 200 con 25.000 volontari e 700mila iscritti in tutta Italia.
Il nostro Paese dal punto di vista normativo sul fronte dei diritti è una eccellenza: basti pensare a esempio all'approvazione della legge sull'oblio oncologico che tutela i guariti contro ogni discriminazione nell'accendere un mutuo o stipulare una assicurazione. Ma è nella realtà di tutti i giorni dei malati che si vedono le falle più grande: il caso forse più emblematico è quello del Piano Oncologico Nazionale 2023-2027 che a un anno dalla sua scadenza ancora non ha attivato la Cabina di regìa nazionale dove è previsto il coinvolgimento delle associazioni dei pazienti e che ha paralizzato finora le funzioni di monitoraggio e controllo rendendo impossibile verificare l'effettiva allocazione delle risorse (10 milioni l'anno). Analogamente, il Coordinamento generale delle Reti oncologiche è ancora in una situazione di stallo da almeno un paio d'anni. Nonostante la prima delibera approvata nel 2024, l'organismo non è ancora attivo e così il ministero della Salute si trova nell'impossibilità di conoscere lo stato reale delle Reti e di intervenire con incentivi o correttivi sulle carenze locali e la diffusione delle best practice. Non si tratta infatti di semplici adempimenti burocratici, perché capire lo stato di salute e la diffusione a livello regionale delle Reti oncologiche è un passaggio fondamentale per non far venire meno l'unico vero obiettivo di sistema: l'abbattimento delle disuguaglianze e la riduzione delle liste d'attesa. In queste reti i pazienti trovano i punti di accesso per decidere quale percorso seguire in caso di sospetta diagnosi, i centri dove fare visite ed esami e dove fare i trattamenti e il follow up. Con le associazioni che lì dove è stato possibile hanno disegnato insieme ai clinici i Pdta oncologici (i percorsi diagnostici e terapeutici) compreso il supporto nella gestione delle pratiche amministrative e delle tutele socio sanitarie e lavorative.
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Al momento secondo la fotografia scattata da Favo la situazione è fatta di profonde divergenze tra le Regioni: alcune hanno sviluppato modelli avanzati di coinvolgimento con tavoli permanenti procedure formalizzate e sistemi di valutazione partecipata; in altre realtà il coinvolgimento è anche presente ma legato alla sensibilità dei singoli clinici o alla capacità delle associazioni; infine in un nutrito drappello di Regioni la partecipazione è ancora limitata o non formalizzata, con scarsa trasparenza sui processi decisionali e una debole integrazione tra ospedale e territorio. “Una sequela di opere incompiute”, questa, che per Favo “non rappresenta un semplice intoppo tecnico, ma un ostacolo materiale che impedisce ai pazienti di beneficiare di una tutela effettiva”.
“È eticamente inaccettabile che atti sottoscritti ai massimi livelli istituzionali vengano svuotati da una macchina amministrativa incapace di dare seguito ai propri impegni”, ha detto Francesco De Lorenzo, presidente della Favo. “Il cancro non è solo una sfida clinica: ha un impatto sociale che coinvolge pazienti e caregiver - afferma Elisabetta Iannelli, segretaria della Favo -. Nonostante le tutele assicurate dal Servizio sanitario nazionale, la malattia genera tossicità finanziaria, che obbliga a scelte difficili. Risparmi familiari vengono spesso erosi per coprire i costi per la mobilità sanitaria forzata, per il ricorso alla sanità privata per visite, esami e accertamenti o per l'assistenza domiciliare non rimborsata”.
Elena Santarelli replica piccata a una hater: “Sì, invidio Chiara Ferragni perché non ha mai visto soffrire suo figlio per la radioterapia!” - Isa e Chia
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Elena Santarelli replica piccata a una hater: “Sì, invidio Chiara Ferragni perché non ha mai visto soffrire suo figlio per la radioterapia!” Isa e Chia
Di recenteElena Santarelliha risposto, piccata, alle critiche che le sono piovute addosso dopo la sua intervista aBelveun paio di settimane fa. La showgirl, sposata con l’ex calciatoreBernardo Corradie mamma di due bambini,GiacomoeGreta,è stata accusata di essere “invidiosa e cattiva” nei confronti diChiara Ferragni. Come ricordiamo, sollecitata daFrancesca Fagnani,Elenaaveva così commentato il pandoro gate: Sono molto delusa da lei e da tutte le persone che le sono state attorno. C’è tanta gente che operava con opacità. Sono incaz*ata nera, le sue scuse non me le bevo. Sei Chiara Ferragni con 22 milioni di follower, dovresti smuovere la ricerca e invece hai creato un danno. Argomenti, quelli della ricerca e della beneficenza, che stanno molto a cuore allaSantarelli, in quanto suo figlio all’età di 8 anni ha affrontato una lunga battaglia contro un tumore cerebrale. La replica diElena Santarelliagli hater: Sì, sono proprio invidiosa della signoraFerragni. Anzi qualcosa con affetto le invidio: non aver mai lasciato suo figlio sul letto di una sala operatoria per più di 13 ore. Eh sì, le invidio anche il fatto di non aver mai visto soffrire suo figlio per la radioterapia. Ah sì, le invidio anche di non avere mai dovuto sentire le urla di suo figlio. Ah sì, le invidio il fatto che la sera va a dormire con pensieri più leggeri dei miei. Ovviamente invidia sana signora Maria, che siamo a Forum? Se vuole, la prossima volta andiamo a Porta a Porta con laFerragnie la sua società, così facciamo un bel dibattito. Io non ho paura di nessuno, forse le è sfuggito qualche passaggio dell’intervista. Buona serata. Ha poi continuato: Ma quale gogna! Non ho mai detto nulla fino ad ora e ne potevo dire di cose. Se mi invitano e mi fanno una domanda, rispondo. Quindi stia calma! Ma è una parente della signoraFerragni? La prossima volta che vado in reparto mi fa compagnia? Così le apro le porte delle camere e si rende conto della mia inca*zatura. Mario Balotelli è tornato a sorridere. L’attaccante italiano, attualmente impegnato – per quanto riguarda il calcio – nella seconda divisione degli Emirati Arabi, è uscito allo scoperto con la sua nuova compagna: Angelica Moccia. A ufficializzare la relazione è stata una foto pubblicata su Instagram e poi ricondivisa dal calciatore. Uno scatto semplice, mano nella […] Di recente Belen Rodriguez avrebbe ammesso di aver avuto un flirt di una notte con un noto cantante più giovane di lei. Stando a un’indiscrezione trapelata di Gabriele Parpiglia, la showgirl argentina avrebbe confermato un rumor in voga un anno fa, ovvero una sua frequentazione con Olly, all’epoca reduce dalla vittoria Festival di Sanremo 2025. […] Negli anni Arisa, oltre a farsi apprezzare dal pubblico per via delle sue indiscutibili doti vocali e delle sue canzoni, già nella storia, ha saputo conquistare l’affetto dei fan anche per via della sua schiettezza e della sincerità con cui ha sempre raccontato gioie e dolori, momenti belli e difficoltà incontrate nella sua carriera. Nelle […] La principessa del Galles Kate Middleton è atterrata ieri a Parma per una missione speciale, dalla durata di tre giorni, che coinvolgerà le scuole del mondo. La visita rappresenta il primo passo di un “missione globale per la prima infanzia“, la principessa ha fondato nel 2021 il Centro per la Prima Infanzia della Royal Foundation che si […] Si è conclusa la storia d’amore tra Matilda De Angelis e Alessandro De Santis. L’attrice e il cantante dei Santi francesi erano legati da più di due anni ed erano usciti allo scoperto proprio durante la partecipazione al Festival di Sanremo 2024 quando I santi Francesi, il duo proveniente da X Factor composto da Alessandro De Santis e Mario Francese, […] Ormai da anni, Emma Marrone continua ad essere non solo una delle voci più ascoltate, ma anche una delle artiste più amate di sempre, grazie alla sua ironia e schiettezza che l’ha resa nel tempo “una ragazza del popolo”. Intervistata da Vanity Fair, Emma ha parlato non solo della sua carriera musicale, ma anche del […] Il rapporto tra Stefano De Martino e Belen Rodriguez è sempre più teso, già nelle ultime settimane si era parlato di forti discussioni a seguito di alcune dichiarazioni della modella argentina (ve ne abbiamo parlato QUI). Sulle pagine del settimanale Oggi Alberto Dandolo aveva affermato con certezza che il conduttore di Affari Tuoi si sarebbe infastidito dopo alcune dichiarazioni di Belen in merito al […] Nelle ultime ore Giulia De Lellis, l’ex storica corteggiatrice di Uomini e Donne e attuale influencer dai suoi profili social ha denunciato un fatto gravissimo che le starebbe accadendo e che andrebbe avanti dal 2023. Giulia ha asserito di essere vittima di stalking da allora, di attacchi continui perpetrati sia ai suoi danni che quelli […] Dopo essere stato uno dei protagonisti di Ballando con le Stelle, Alvise Rigo nell’ultimo periodo è tornato al centro del gossip per via dei flirt con Elisabetta Canalis e Shaila Gatta. Intervistato dal settimanale Chi, l’attore ha fatto chiarezza sulla sua situazione sentimentale attuale e ha parlato anche del rapporto con le due showgirl. A […]
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La diagnosi improvvisa di leucemia, i mesi in isolamento, la fede vissuta come compagna quotidiana e una trasformazione personale profonda. In Il cammino nel deserto, l’imprenditore Riccardo Braglia ripercorre il viaggio che ha cambiato per sempre il suo modo…
Da manager abituato a controllare tutto a paziente costretto all’isolamento di una stanza d’ospedale. L’imprenditore farmaceutico Riccardo Braglia racconta nel libro “Il cammino nel deserto - Dalla malattia alla rinascita, tra fede e leadership imprenditoriale” (Piemme) il percorso che ha cambiato radicalmente la sua vita, la diagnosi improvvisa di leucemia mieloide acuta arrivata nel dicembre 2021, la paura, il dolore, la fede e una nuova idea di leadership più umana e autentica. Presidente e CEO di Helsinn Healthcare, da oltre quarant’anni protagonista del settore farmaceutico internazionale, Braglia ha trasformato il diario scritto durante la malattia in un racconto intimo e profondamente spirituale. Un viaggio che parte dalla fragilità e arriva alla rinascita, attraversando quello che lui stesso definisce “un cammino nel deserto”.
Nel suo libro emerge molto chiaramente l’idea che spesso viviamo come se nulla potesse davvero colpirci. Anche lei, prima della malattia, si sentiva in qualche modo invincibile?
“Sì, assolutamente. Mi sentivo invincibile, pensavo di poter affrontare qualsiasi difficoltà. Viaggiavo continuamente, lavoravo senza sosta, ero sempre attivo tra l’azienda, i progetti, l’Africa, il volontariato. Non mi fermavo mai un attimo. Ero convinto che la malattia fosse qualcosa che riguardava gli altri, non me. Poi improvvisamente arriva questo choc. Io ero ricoverato per la rottura del tendine del quadricipite, quindi non avrei mai immaginato di ricevere una diagnosi di leucemia mieloide acuta. In un attimo il mio mondo è cambiato completamente. Da uomo super attivo e dinamico mi sono ritrovato fragile, vulnerabile, isolato in una stanza d’ospedale di tre metri per tre per mesi. Tutto cambia prospettiva”.
Che cosa ha pensato nel momento esatto della diagnosi?
“La prima reazione è stata molto razionale. Ho pensato, è successo a me, adesso devo affrontarlo come affronterei un problema aziendale. Dovevo capire come gestire la cura e trovare una soluzione. Conoscevo bene quella malattia perché avevo lavorato allo sviluppo di farmaci legati all’oncoematologia. Infatti sono stato io stesso a parlare con l’ematologa della terapia. Quella è stata la prima fase. Poi, subito dopo, è arrivata la parte emotiva, come lo dico a mia moglie? Come lo dico ai miei figli? La paura più grande era far soffrire le persone che amo. La prima notte in ospedale, invece, sono arrivate tutte le paure più profonde, non tanto quella della morte, perché la fede mi ha sempre aiutato, ma la paura della sofferenza, dell’idea di lasciare mia moglie, i miei figli, i miei nipoti, l’azienda. La paura di essere dimenticato”.
Nella sua scrittura la fede occupa uno spazio centrale. Era già una parte importante della sua vita oppure è diventata fondamentale dopo la malattia?
“La fede è sempre stata presente nella mia vita. È un dono che sento di avere da quando ero ragazzo. Ho sempre frequentato la parrocchia, fatto volontariato, lavorato accanto ai malati, sostenuto missioni cattoliche in Africa. Però durante la malattia tutto questo si è approfondito enormemente. Per me Gesù è diventato il compagno di quei sette mesi. È per questo che il libro si chiama Il cammino nel deserto: è stato un percorso spirituale oltre che fisico. Prima pregavo nel modo tradizionale, durante quel periodo invece parlavo continuamente con Gesù. Era il mio compagno di stanza. Dicevo anche ai miei familiari di chiamarmi solo la sera perché durante il giorno avevo ‘da fare’, proprio come se fossi in ufficio. Ma il mio lavoro era quel dialogo interiore”.
Ci sono stati alcuni episodi che hanno portato alla scoperta della malattia, che sembrano quasi dei segni. Lei li considera miracoli?
“Se uno è cristiano, sì, può chiamarli miracoli. Io li definisco anche ‘dioincidenze’. Sono caduto sulle scale della cappella che avevo costruito nel mio giardino. Poteva succedere ovunque, invece è successo lì. Poi ho deciso di non andare subito al pronto soccorso ma di aspettare il mio medico il giorno dopo. Proprio quel giorno lui operava in un altro ospedale che era anche centro oncologico, e lì mi hanno fatto subito gli esami del sangue scoprendo la leucemia in fase molto iniziale. Quindici giorni prima avevo fatto un check-up completo ed era tutto perfetto. Poi ci sono stati altri momenti. Una ragazza ricoverata accanto a me piangeva continuament,: era sola, aveva vent’anni ed era orfana di madre. In quel momento ho pensato che io non potevo lasciarmi andare perché avevo una famiglia, la fede, tante persone che mi amavano. E ancora, una lettera di Papa Francesco arrivata in uno dei momenti peggiori della terapia. Mi scrisse: ‘Caro Riccardo, so che stai male, pregherò per te, ma ricordati anche tu di pregare per me’. Ho pensato: se il Papa trova il tempo di pensare a me, allora io non posso mollare”.
Dopo questa esperienza è cambiato il suo rapporto con la morte?
“No, la morte non mi ha mai spaventato davvero. Né prima, né durante, né dopo la malattia. Per me la morte è un passaggio, non una fine. Questo grazie alla fede. Quello che spaventa è la sofferenza, il dolore fisico, il trapianto, gli effetti collaterali, il vomito, la pressione alta, il sentirsi male. Quelle sono paure umane. Ma la morte in sé non l’ho mai vissuta come un trauma. Credo che arriverà il momento in cui Dio dirà: ‘Ora è il tuo tempo’. E sarà semplicemente un passaggio”.
Ha mai provato un senso di rabbia verso la malattia?
“No, rabbia mai. Certo, mi sono chiesto: perché a me? Sono una persona che ha sempre lavorato, aiutato gli altri, fatto volontariato. È una domanda naturale. Ma mi sono dato subito una risposta, Dio sapeva che avrei avuto la forza di affrontare questo percorso. E ho pregato perché capitasse a me e non a mia moglie, ai miei figli o alle persone che amo. Non ho mai pensato ‘non doveva succedere a me’. L’ho accettato quasi subito”.
Colpisce il modo quasi positivo con cui lei racconta persino la chemioterapia.
“Perché ho scelto di vivere quel percorso come qualcosa che potesse trasformarmi. Il mio parroco mi disse: ‘Non so se guarirai, ma fai in modo che questa malattia diventi un cammino nel deserto per migliorare la tua spiritualità’. Quelle parole mi hanno cambiato. Io la chemioterapia l’ho chiamata ‘il mio flusso d’oro’. È stata devastante, ho avuto tutti gli effetti collaterali possibili, ma la vedevo come qualcosa che mi stava sì facendo soffrire, ma che allo stesso tempo mi stava dando luce e possibilità di guarigione”.
Lei era abituato a essere un leader. Ha mai avuto paura di mostrarsi fragile davanti agli altri?
“All’inizio sì. Ma poi la fragilità è diventata una forza. Io ero una persona che non chiedeva mai niente a nessuno. In ospedale, invece, avevo bisogno di tutto. Le infermiere sono diventate il mio punto di riferimento. Ho imparato a farmi aiutare. Nel libro parlo delle ‘cinque F’: famiglia, fede, fragilità, fiducia e forza. La fragilità mi ha insegnato a fidarmi degli altri e a capire che non si può affrontare tutto da soli”.
Lei scrive anche di una nuova idea di leadership. In cosa è cambiato concretamente il modo di gestire la sua azienda?
“Prima ero molto egocentrico nel lavoro. Tutto doveva passare da me. Controllavo ogni dettaglio, ero maniaco del controllo e della perfezione. Oggi ho capito che non sono indispensabile. Ho imparato a delegare, a fare un passo indietro, a lasciare spazio ai miei collaboratori e ai miei figli. Adesso penso molto di più al lungo termine, all’impatto umano dell’azienda, alle nuove generazioni, ai figli dei collaboratori, all’ecosistema che lasciamo dietro di noi. Credo che il mondo del lavoro abbia bisogno di diventare più umano, meno ossessionato dal risultato immediato”.
Come mai ha deciso di trasformare un diario così personale in un libro pubblico?
“All’inizio quel diario era solo per me. Scrivevo ogni giorno per aiutarmi psicologicamente e anche per lasciare qualcosa a mia moglie e ai miei figli nel caso non ce l’avessi fatta. Dopo il trapianto e la convalescenza l’ho lasciato da parte.
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Afas, Casa della prevenzione e la radioterapia che cura per guarire a Perugia Umbria7
PERUGIA – A.Fa.S. e Radioterapia Oncologica di Perugia, affiancati dal Comune di Perugia e associazione Nora – Noi per la radioterapia oncologica di Perugia, promuovono la campagna di informazione e prevenzione “A.Fa.S.: Casa della prevenzione, della salute e dell’ascolto. La radioterapia che cura per guarire”, un progetto dedicato alla diffusione di informazioni corrette e accessibili sui percorsi di cura e sui servizi della Radioterapia Oncologica.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra A.Fa.S. e la struttura di Radioterapia Oncologica di Perugia con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra ospedale, territorio e cittadini, valorizzando il ruolo delle farmacie come presidi di ascolto, prevenzione e accompagnamento. La campagna prevede, dopo una prima fase di formazione dei farmacisti, una serie di incontri gratuiti aperti ai cittadini che si svolgeranno direttamente nelle farmacie aderenti a partire dal mese di maggio. Il percorso formativo rivolto ai farmacisti è stato curato dalla professoressa Cynthia Aristei e dal professor Gianluca Ingrosso, con l’obiettivo di fornire strumenti e conoscenze utili a trasmettere informazioni corrette sui servizi della Radioterapia Oncologica e sul percorso terapeutico del paziente.
Gli incontri pubblici saranno aperti dagli interventi “L’oncologo radioterapista: chi è, come opera nell’approccio multi e interdisciplinare al paziente oncologico” con Cynthia Aristei e “Indicazioni terapeutiche della radioterapia” con Gianluca Ingrosso, previsti per il prossimo 25 maggio, dalle 17 alle 18 a Perugia nella sala aziendale Afas in via Pergolesi 121/C.
Seguiranno successivamente altri appuntamenti dedicati al “Ruolo della medicina di base e territoriale nella gestione del paziente oncologico sottoposto a trattamento radiante” e a “Come il farmacista può aiutare il paziente nel percorso di cura”, quest’ultimo con Raimondo Cerquiglini.
Attraverso questa iniziativa, A.Fa.S. e Radioterapia Oncologica di Perugia confermano l’impegno comune nella promozione della prevenzione, dell’informazione sanitaria e della vicinanza ai pazienti, favorendo una maggiore conoscenza delle opportunità terapeutiche e dei servizi presenti sul territorio.
La presentazione del progetto si è tenuta giovedì 14 maggio alla Sala della Vaccara, alla presenza di Costanza Spera (assessora alle Politiche Sociali del Comune di Perugia), Raimondo Cerquiglini (direttore generale Afas), Cynthia Aristei (primario della sezione Radioterapia oncologica Unipg), Francesco Grignani (direttore sezione Radioterapia oncologica Unipg), Riccardo Bogini (Simg Umbria), Paolo Rossi (presidente associazione Nora). «Siamo convinti – ha affermato l’assessora Spera – che anche attraverso il Comune e le farmacie comunali, una delle reti più ampie a livello nazionale, passi tantissimo di come raccontiamo il benessere e la salute della comunità e di conseguenza siamo convinti che dobbiamo dare tutti gli strumenti conoscitivi informativi alla cittadinanza per potersi orientare in quello che è il mondo della prevenzione e della salute. E nel caso di questo progetto abbiamo deciso di mettere insieme Afas e l’associazione per la radioterapia oncologica per avviare questo percorso di cui siamo fierissimi. Da una parte prevede la formazione dei farmacisti e quindi la possibilità anche per chi lavora all’interno delle nostre farmacie comunali di poter dare le giuste informazioni alle persone. Dall’altra, incontri rivolti proprio alla cittadinanza per fare informazione diretta, per rispondere a dubbi e perplessità. La radioterapia oncologica è un aspetto fondamentale dei percorsi terapeutici per le malattie oncologiche del nostro territorio e abbiamo qui un’eccellenza che ci invidiano in tutto il territorio nazionale ed europeo, quindi pensiamo che sia fondamentale valorizzarla».
Il direttore Cerquiglini, ricordando come la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi abbia voluto connotare l’azienda come “casa dell’ascolto, della prevenzione e della salute”, ha dichiarato: «Abbiamo il dovere, ma anche il piacere, di portare alla cittadinanza messaggi di prevenzione, ma anche di informazione su quali servizi il territorio offre. E oggi, con i medici dell’oncologia, della Radiologia oncologica dell’ospedale di Perugia, dopo aver fatto una formazione ai nostri farmacisti a cura della professoressa Aristei e del dottor Ingrosso, iniziamo un percorso di incontro con la cittadinanza. La farmacia è infatti il primo presidio di prossimità, dove spesso il cittadino o il paziente accede, e il farmacista deve avere lo stesso linguaggio del medico specialista e del medico di medicina generale, affinché siano facilitati i percorsi di salute e benessere».
Per la professoressa Cynthia Aristei, «lo scopo degli incontri è quello di far conoscere ai cittadini quali sono le potenzialità della radioterapia oncologica, una disciplina essenziale, fondamentale nel trattamento di pazienti oncologici». «Ma purtroppo – ha aggiunto – ancora non vi è consapevolezza di questo aspetto perché molti ritengono che la radioterapia oncologica sia l’ultima possibilità terapeutica per un paziente oncologico. Invece riteniamo che sia fondamentale che il cittadino conosca come può essere utilizzata per esempio nelle fasi iniziali di malattia, anche come unica opzione terapeutica, pure in alternativa alla chirurgia con i pazienti operabili per consentire un miglioramento della qualità di vita».
Secondo Aristei un altro aspetto importante è quello di far superare la paura che molti ancora hanno del trattamento radiante: «In passato, quando non c’erano le apparecchiature attuali, degli effetti collaterali si sono manifestati, ma adesso siamo sempre più precisi nel depositare la dose nei volumi che dobbiamo irradiare risparmiando tutti i tessuti sani che li circondano e quindi il rischio di tossicità è significativamente ridotto. La popolazione non deve aver paura di approcciarsi a un trattamento che può dare sicuramente, come tutte le terapie, degli effetti collaterali che sono però molto, molto contenuti».
Anche i medici di medicina generale devono sapere indirizzare i pazienti e per questo nel progetto sono stati coinvolti anche loro. «Siamo contenti di far parte del progetto – ha commentato Riccardo Bogini, della società scientifica della medicina generale Simg Umbria – perché lo scopo del medico di medicina generale è quello di fare da porta d’ingresso al cittadino nei confronti del sistema sanitario nazionale. Siamo sempre aperti alla collaborazione con i colleghi specialisti, con le farmacie territoriali, a maggior ragione con le farmacie comunali, proprio per fare, in qualche modo, da garanti dei percorsi e anche per indirizzare il cittadino verso quelli che sono dei servizi meno conosciuti e che, soprattutto parlando di radioterapia, si portano dietro anche una brutta nomea perché sono sempre associati ai servizi oncologici». «Abbiamo aderito con entusiasmo – ha inoltre affermato il presidente Rossi dell’associazione Nora – alla sollecitazione che ci è venuta dall’amministrazione comunale e da Afas, perché uno dei nostri scopi è proprio quello di far comprendere che con la radioterapia si può guarire. Far conoscere e far superare le paure, perché oggi la radioterapia oncologica è diventata un mezzo di guarigione importantissimo. Mentre prima ci volevano anche 25-30 sedute terapiche, ora con 2-3 sedute di terapie, quindi con un’attività assolutamente non invasiva, si può ottenere la guarigione dal tumore. Si stanno facendo grandi passi in avanti».
Infine, il direttore Grignani ha sottolineato che le mission delle università sono ricerca, «come vediamo in questo caso con la ricerca tecnologica per radioterapia oncologica, che porta ad avere macchinari sempre più avanzati a Perugia»; la didattica «con la formazione di tecnici, medici e specialisti»; e la divulgazione «che aiuta a rendere noto a tutti i progressi fatti». «Il fatto che università, amministrazione comunale, Afas e associazioni siano insieme significa che c’è volontà di collaborare per il benessere delle persone e dei pazienti» ha concluso Grignani.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
43.0/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
“Mi avete salvato la vita”: guarisce dal tumore e dona mille euro alla Radioterapia di Savona La Stampa
Sette settimane di radioterapia quotidiana, tre cicli di chemioterapia, effetti collaterali pesanti e momenti di sconforto che rischiavano di comprometterne la guarigione. Eppure, a pochi mesi dalla fine delle cure, il responso dei medici è stato inequivocabile: nessuna traccia di malattia. Un esito che un pescatore savonese poco più che cinquantenne — iscritto alla Lega Navale Italiana — ha voluto celebrare con un gesto concreto di riconoscenza verso chi lo ha accompagnato in quel percorso.
La malattia
L'uomo era affetto da un tumore avanzato dell'orofaringe, una delle forme di cancro più impegnative da trattare, che ha richiesto la presa in carico da parte di un'équipe multidisciplinare dell'Ospedale San Paolo di Savona, struttura di ATS Liguria – Area Sociosanitaria Locale 2. Il trattamento, particolarmente aggressivo, ha combinato radioterapia e chemioterapia concomitante in un ciclo di sette settimane consecutive, integrato da un supporto continuo su più fronti: terapia antalgica, nutrizione clinica, assistenza domiciliare e un costante accompagnamento umano. Ai controlli effettuati nei tre mesi successivi alla fine delle cure, la malattia risultava scomparsa. Un risultato che il paziente ha attribuito non solo alla qualità clinica dei professionisti, ma anche all'attenzione ricevuta nelle fasi più difficili del percorso, quando la fatica fisica e lo sconforto psicologico rischiavano di farlo cedere.
Il gesto di gratitudine
Da questa esperienza è nato il desiderio del paziente di restituire simbolicamente quanto ricevuto. Attraverso una gara di pesca organizzata insieme alla Lega Navale Italiana, sono stati raccolti mille euro successivamente destinati ad ATS Liguria con indicazione specifica della Radioterapia quale destinataria della donazione. «Professionalità, umanità ed empatia: attenti non solo alla salute fisica, ma spesso anche al benessere emotivo». Sono le parole che il paziente ha scelto per descrivere l'équipe nella lettera di encomio inviata contestualmente alla donazione. Un gesto doppio — economico e simbolico — che racconta meglio di ogni statistica cosa significhi una medicina davvero integrata. La gara di pesca ha trasformato una passione di una vita in uno strumento di gratitudine collettiva. Un gesto che va oltre il valore economico della donazione — significativo ma non straordinario — e che nella sua semplicità dice qualcosa di importante sul rapporto tra pazienti e strutture sanitarie quando queste funzionano davvero.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?3
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
48.1/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
✅
Criteri Critici
Innovazioni in pediatria: Car-T e screening predittivi per il futuro dei bambini V-news.it
L'81° Congresso italiano di pediatria a Padova si concentra sulle innovazioni nelle cure pediatriche, come le terapie Car-T e gli screening per diagnosi precoci, evidenziando i progressi nella salute dei bambini e le nuove sfide legate al contesto sociale e ambientale. Ampio spazio sarà dedicato all'intelligenza artificiale e a temi cruciali come malattie rare, vaccinazioni e salute mentale.
Congresso pediatri: “Da Car-T a screening predittivi, come cambia salute bimbi”
Innovazioni nelle Cure Pediatriche
(Adnkronos) – Le nuove frontiere delle cure sono al centro dell’81° Congresso italiano di pediatria (Sip), che si svolge a Padova dal 27 al 29 maggio. Tra i temi trattati, le Car-T nelle leucemie pediatriche, che mostrano remissioni complete fino all’80-90% dei casi e nuove applicazioni nelle malattie autoimmuni; gli screening per la diagnosi precoce di diabete tipo 1 e celiachia, che riducono il rischio di esordi gravi; i progressi nella lotta alla fibrosi cistica, che hanno aumentato l’aspettativa di vita da circa 25 a oltre 60-70 anni; e le innovazioni per la prevenzione della bronchiolite da virus respiratorio sinciziale (Rsv).
Prevenzione e Diagnosi Precoce
La ricerca oggi permette di prevedere il rischio di malattia, modificare il decorso delle patologie e creare cure personalizzate per ogni bambino, come informa la Società italiana di pediatria. Questa rivoluzione sta migliorando prognosi, qualità e aspettative di vita anche nelle condizioni pediatriche più complesse. Tuttavia, emergono nuove sfide, come l’impatto del digitale sull’infanzia, l’aumento dei disturbi alimentari, le fragilità psicologiche e gli effetti degli stili di vita e dei cambiamenti ambientali sulla salute dei bambini. La tre giorni di lavori congressuali prevede corsi pratici, letture magistrali e sessioni scientifiche per confrontare i pediatri italiani sulle principali sfide della salute infantile e adolescenziale.
Le Parole dei Professionisti
“La pediatria sta vivendo un cambiamento profondo – afferma Rino Agostiniani, presidente Sip – Abbiamo strumenti straordinari per prevenire, diagnosticare e curare malattie che in passato avevano prospettive diverse. Tuttavia, insieme ai progressi scientifici emergono nuove fragilità legate al contesto sociale e ambientale, che richiedono competenze cliniche e la capacità di interpretare i cambiamenti sociali. Il Congresso vuole offrire una visione integrata di questi cambiamenti e sottolineare il diritto dei bambini e degli adolescenti a crescere in salute.”
Focus su Intelligenza Artificiale
Ampio spazio sarà dedicato all’intelligenza artificiale in pediatria, con focus su diagnosi assistita, machine learning, governance ed etica dell’intelligenza artificiale. Si discuterà anche della sostenibilità del sistema sanitario, delle cure primarie e della riforma dell’organizzazione territoriale. Al centro del dibattito ci saranno malattie rare, vaccinazioni, infezioni respiratorie, dolore cronico e antibioticoresistenza, oltre ai temi della prevenzione dalla nascita alla salute cardiovascolare. Particolare attenzione sarà riservata ai nuovi scenari sociali e culturali, come le nuove forme di abuso, i bisogni dei bambini con fragilità complesse, i rischi del digitale e le questioni legate alle identità di genere.
Inaugurazione e Ospiti Internazionali
La Cerimonia inaugurale si terrà mercoledì 27 maggio alle ore 15.30 presso la Sala Mantegna del Padova Congress. Dopo i saluti delle istituzioni e la relazione del Presidente Sip, seguiranno le letture magistrali di Gianpiero Dalla Zuanna, Walter Ricciardi ed Ettore Prandini. Le Letture Magistrali proseguiranno anche il 28 e il 29 maggio con ospiti internazionali come Dante Carraro, Franco Locatelli e Umberto Simeoni, mentre Li Hong presenterà una lettura sulla nutrizione clinica pediatrica.