📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
40.7/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Camminatamica ad Asti a favore dell’assistenza oncologica Gazzetta d'Alba
ASTI Venerdì 22 ad Asti è in programma la Camminatamica organizzata dall’Astro (Associazione scientifica per la terapia e ricerca in oncologia) che collabora con il reparto dell’ospedale Cardinal Massaia diretto da Marcello Tucci. Si tratta di una camminata non competitiva di circa 4 chilometri che attraversa le vie e le piazze del centro storico, organizzata a sostegno delle attività di Astro pulmino amico, unendo sport e solidarietà. Il ritrovo sarà alle 18.30 in piazza Roma, da dove verrà data la partenza alle 19. Il percorso si dipanerà nel centro cittadino, con ritorno in piazza Roma non oltre le 21. Seguirà un agnolotti-party e il concerto della Palmarosa band.
La quota di partecipazione è di 10 euro e include una t-shirt in edizione speciale e una copia della rivista Astigiani. L’adesione è gratuita per i bambini fino a 10 anni. Il ricavato andrà a favore dell’associazione Astro per il trasporto dei malati oncologici da casa propria all’ospedale e ritorno. Per iscrizioni e informazioni telefonare al numero 0141-48.66.08 (segreteria Astro).
Paolo Cavaglià
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?3
38.5/100
Punteggio Totale
C
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❌
Criteri Critici
Ora la Campanella del Sollievo squilla nel Day Hospital dell’Oncologia di Cuneo La Stampa
Il Day Hospital del reparto di Oncologia dell’Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo si arricchisce con un nuovo strumento, ricco di significati emotivi. È la «Campanella del Sollievo», installazione che fa riferimento a un rituale simbolico in cui il paziente suona una campana alla fine dell'ultimo ciclo di chemioterapia, per annunciare la conclusione delle cure, festeggiare la guarigione o l'inizio di una nuova fase libera dalla malattia. Una donazione di Paola Bodino, 41 anni, impiegata e madre di Cuneo, che da un anno e mezzo sta affrontando con un coraggio e una determinazione esemplari la sua battaglia contro un tumore.
«In quelle stanze non ho solo trovato personale molto professionale, ma anche tanta umanità, sensibilità, capacità di ascolto e tatto da parte di medici, infermieri e Oss del reparto – spiega la donna -. Ho incontrato tante persone come me, mamme, lavoratrici che si portano dentro mille dubbi e affrontano questo enorme ostacolo con un coraggio che spesso non sapevano di avere». E sottolinea ancora: «Ho sempre sentito speranza, accompagnata dalla paura, ma sempre speranza, mai voglia di abbandonare. Con la Campanella del Sollievo ho voluto condividere l'emozione indescrivibile del momento in cui, finalmente, si può dire di aver superato l'ostacolo».
Sulla targa della campana, Paola ha scritto un messaggio scandito da tre rintocchi che ogni paziente è invitato a compiere. Il primo rintocco è «per la forza con cui hai attraversato la tempesta. Oggi ne esci vincente. È la fine della tua avventura». Il secondo è «per chi ti ha accompagnato: riempilo di gratitudine per ogni mano che ti è stata tesa da medici, infermiere e Oss, per ogni loro sguardo e ogni cura che hai ricevuto da loro». Il terzo rintocco, infine, è «un soffio di coraggio per chi è ancora in queste camere, affinché, ascoltandolo, lotti con più speranza con l’obiettivo, un giorno di suonare questa campana». E conclude con «Buona Vita!».
“Un momento straordinario in un percorso difficile”
All’inaugurazione, venerdì, all’ospedale Carle di Confreria, hanno partecipato il direttore generale Franco Ripa, il direttore amministrativo Gabriele Giarola, il direttore della struttura complessa di Oncologia, Gianmauro Numico, e il direttore sanitario e del dipartimento di Emergenza, Giuseppe Lauria. «La Campanella del Sollievo – ha commentato Ripa - è un simbolo carico di significato che si sta diffondendo in molti ospedali e centri di cura, in particolare nei reparti di oncologia. Il gesto apparentemente semplice di suonare una campanella, rappresenta un momento straordinario per molti pazienti che affrontano il percorso difficile e complesso delle terapie contro il cancro. Grazie di cuore da parte mia e di tutta l’Azienda alla signora Paola che ha avuto questo pensiero». E Gianmauro Numico ha sottolineato: «Abbiamo accolto con entusiasmo la donazione della campanella, che rappresenta un modo per condividere il termine del percorso di cura; che qualche volta sarà definitivo, qualche volta temporaneo, ma sempre motivo di gratitudine e occasione per un segno di festa. In un tempo in cui tutto è diventato "uguale", "celebrare" un momento significativo della vita individuale attiva energie, rende migliori se stessi, chi vive la stessa esperienza e noi professionisti».
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
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Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
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40.7/100
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C
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Criteri Critici
Reggio Calabria | Al Gom attivata la nuova terapia CAR-T contro il mieloma multiplo La Novità Online
Il Grande ospedale metropolitano tra i primi centri italiani a utilizzare il trattamento innovativo con cellule Cilta-cel Entra nelCanale Whastappdi “La Novità Online”. Il Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria è tra i primi ospedali in Italia ad avviare la nuova terapia CAR-T con Cilta-cel per il trattamento del mieloma multiplo recidivante. La Direzione generale guidata da Tiziana Frittelli ha comunicato l’avvio della procedura per il primo paziente sottoposto alla terapia con ciltacabtagene autoleucel, considerata una delle più avanzate frontiere dell’immunoterapia oncologica. L’Unità di Ematologia e il Centro trapianti di midollo osseo “Alberto Neri”, diretti dal professor Massimo Martino, da anni lavorano su trattamenti innovativi per i tumori del sangue. Già nel 2020 il Gom era stato il primo ospedale pubblico del Sud Italia a somministrare una terapia CAR-T. Il nuovo percorso terapeutico viene sviluppato all’interno del Polo oncoematologico del presidio “Morelli”, dove operano diverse strutture specialistiche coinvolte nella gestione dei pazienti e nelle terapie avanzate.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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50.7/100
Punteggio Totale
B
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✅
Criteri Critici
AbbVie come punto di riferimento nel trattamento delle malattie del sangue Forbes Italia
Nel campo delle leucemie, abbiamo assistito a un cambio di paradigma terapeutico. In particolare, nella leucemia linfatica cronica, la forma più diffusa nel mondo occidentale, si è superata la chemioterapia con l’evoluzione di trattamenti mirati spesso orali, che hanno ridefinito gli standard di cura. Più di recente abbiamo assistito all’affermazione della terapia a durata fissa come alternativa alla terapia continuativa. Oggi siamo in una fase in cui possiamo davvero parlare di medicina personalizzata nella leucemia linfatica cronica : la disponibilità di combinazioni efficaci sia in prima che in seconda linea ci consente di scegliere il trattamento più appropriato in base alle caratteristiche della malattia, alle comorbidità e agli obiettivi di vita del paziente.
L’avanzamento della ricerca scientifica, l’introduzione di terapie mirate e immunoterapie innovative e la crescente disponibilità di dati clinici hanno profondamente modificato negli ultimi anni il modo in cui le malattie del sangue vengono diagnosticate e trattate.
Anche nel campo dei linfomi, negli ultimi anni, c’è stata una trasformazione dovuta alla disponibilità di nuove soluzioni che hanno cambiato radicalmente lo scenario.
“L’innovazione terapeutica non è un’opzione, ma una necessità – sostiene il professor Pierluigi Zinzani, direttore dell’Istituto di ematologia ‘Lorenzo e Ariosto Seragnoli’ dell’Università degli Studi di Bologna – Nei linfomi non-Hodgkin, una delle patologie ematologiche più diffuse nell’adulto accanto alle terapie CAR-T, l’introduzione degli anticorpi bispecifici segna una svolta, perché, grazie all’innovativo meccanismo d’azione di ponte tra le cellule T e le cellule tumorali, rappresentano un’opzione terapeutica efficace, con un buon profilo di sicurezza e prontamente disponibile. Epcoritamab è ad oggi l’unico anticorpo bispecifico sottocute che può essere utilizzato sia per i pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) e linfoma follicolare (FL) recidivati refrattari dopo almeno 2 linee di trattamento, e ha un panorama di sviluppo clinico in combinazione con immunomodulanti e immunoconiugati in linee precoci di trattamento, setting dove si sta puntando come sfide future di aumento dei tassi di cura. L’ematologia italiana a livello mondiale è sicuramente all’avanguardia allo stesso livello di quello che sono Francia e Germania”.
“AbbVie è da tempo un punto di riferimento per la cura dei tumori del sangue – commenta l’ingegner Fabrizio Greco, general manager di Abbvie Italia – Questo impegno nella strategia dell’azienda oggi si sviluppa in tre aree specifiche: immunologia, neuroscienze e oncologia. In particolare, nell’area onco-ematologica abbiamo una presenza molto forte con le terapie attuali ma già da tempo stiamo investendo molto in questo settore. Il focus della ricerca è ora nell’area del mieloma multiplo dove c’è un maggiore bisogno di cura e di nuove soluzioni per i pazienti. L’impegno dell’industria farmaceutica in generale, non soltanto quello della nostra azienda, è sicuramente quello di sviluppare soluzioni e innovazioni tecnologiche lì dove c’è più bisogno di salute.
Il progetto BeClose – The Hemaverse nasce per favorire il confronto e perché crediamo che la collaborazione e lo scambio di prospettive e di conoscenze siano fondamentali. Questo progetto è alla base di una moderna strategia dove la scienza sta diventando sempre più articolata e orientata nel trovare soluzioni, grazie alla tecnologia che con i dati dell’intelligenza artificiale amplia ulteriormente le possibilità di sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche”.
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Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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44.1/100
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Criteri Critici
Nevi e diagnosi precoce del melanoma: pubblicata la raccomandazione ISS/SNLG sull’appropriatezza prescrittiva simg.it
Nevi e diagnosi precoce del melanoma: pubblicata la raccomandazione ISS/SNLG sull’appropriatezza prescrittiva
Nevi e diagnosi precoce del melanoma: pubblicata la raccomandazione ISS/SNLG sull’appropriatezza prescrittiva
È stata pubblicata sul sito del Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità la Raccomandazione di Buona Pratica Clinico-Assistenziale dedicata all’appropriatezza prescrittiva della visita di valutazione generale dei nevi per la diagnosi precoce del melanoma.
Il documento affronta un tema di particolare rilevanza per la Medicina Generale e per l’organizzazione dei percorsi di prevenzione: l’utilizzo appropriato della valutazione dermatologica generale dei nevi nella popolazione adulta asintomatica, in assenza di lesioni clinicamente sospette. La raccomandazione sottolinea la necessità di distinguere tra diagnosi precoce mirata, fondata sul sospetto clinico e sulla valutazione del rischio individuale, e ricorso routinario a prestazioni non selettive, per le quali le evidenze disponibili non dimostrano con sufficiente certezza un beneficio sugli esiti clinicamente rilevanti.
SIMG, che ha collaborato alla stesura del documento attraverso il contributo del dott. Maurizio Cancian, segnala questa pubblicazione come strumento utile per orientare le decisioni prescrittive del Medico di Medicina Generale, promuovere l’appropriatezza clinico-assistenziale e favorire un uso proporzionato e sostenibile delle risorse sanitarie.
Consulta il documento sul sito ISS/SNLG: https://www.iss.it/web/guest/-/appropriatezza-prescrittiva-visita-valutazione-generale-nevi-arbpca-pubblicata-grade
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Criteri Critici
Mesotelioma pleurico: uno studio pubblicato su Nature Genetics apre nuove prospettive per personalizzare l’immunoterapia cittadiariano.it
Un importante passo avanti nella lotta contro il mesotelioma pleurico, una forma aggressiva di tumore che colpisce il rivestimento dei polmoni, arriva da uno studio internazionale pubblicato sulla prestigiosa rivista scientificaNature Genetics. La ricerca, intitolataTumor DNA methylation subtypes predict immunotherapy outcomes in pleural mesothelioma patients in the NIBIT-EPI-MESO study, è stata coordinata dal gruppo di Biologia Computazionale di Biogem, in collaborazione con l’Università degli Studi di Siena, l’Università degli Studi di Ferrara e numerosi altri centri di ricerca italiani e internazionali. Lo studio ha analizzato il ruolo dellametilazione del DNA, un meccanismo epigenetico che regola l’attività dei geni senza modificarne la sequenza, e il suo impatto sulla risposta all’immunoterapia nei pazienti affetti da mesotelioma pleurico. Attraverso un’analisi avanzata condotta sui campioni tumorali di91 pazienti trattati con immunoterapia, i ricercatori hanno scoperto che specifici “profili epigenetici” del tumore sono strettamente collegati sia alla probabilità di risposta ai trattamenti sia alla sopravvivenza dei pazienti. In particolare, i risultati mostrano che la metilazione del DNA può influenzare direttamente il comportamento del sistema immunitario contro il tumore, regolando geni coinvolti nell’infiammazione, nella capacità del tumore di essere riconosciuto dalle difese immunitarie e nel richiamo delle cellule immunitarie nell’area malata. Questo significa che alcuni pazienti, in base alle caratteristiche molecolari del proprio tumore, possono beneficiare maggiormente dei farmaci immunoterapici oggi disponibili, come gli inibitori dei checkpoint immunitari anti-PD-1 e anti-CTLA-4, mentre altri potrebbero ottenere risultati più limitati. Un altro risultato di grande rilievo è lo sviluppo di unmodello predittivocapace di stimare, attraverso l’analisi della metilazione del DNA, la probabilità che un paziente risponda positivamente all’immunoterapia. Uno strumento che potrebbe contribuire, in futuro, a rendere le cure sempre più personalizzate e mirate. Questa ricerca si inserisce in un percorso già avviato dallo stesso gruppo di Biogem nel campo del melanoma metastatico, rafforzando l’idea che le caratteristiche epigenetiche dei tumori abbiano un ruolo decisivo nel determinare l’efficacia delle terapie immunologiche. Nel complesso, lo studio apre nuove prospettive per lo sviluppo distrategie terapeutiche combinate tra immunoterapia ed epigenetica, con l’obiettivo di rendere i tumori più vulnerabili all’azione del sistema immunitario e migliorare concretamente le possibilità di cura per i pazienti. Per approfondire:https://www.nature.com/articles/s41588-026-02580-4 Chi Siamo-PrivacyeCookie-Note Legali Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Benevento al n.03/2021 e iscritta al ROC al n. 36733. Per informazioni sui contenuti del sito e richieste di collaborazione contattare la Redazione all'indirizzo. Per suggerimenti, segnalazioni di problemi e richieste di supporto contattare l'area tecnica all'indirizzo. Le collaborazioni sono a titolo gratuito. Per le soluzioni pubblicitarie sul portale contattare: X5G SNC -Via Cardito, 202 - Ariano Irpino (AV)Responsabile CommercialeMassimiliano Della Paolera - Tel. 331.7113936www.x5g.it-
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Criteri Critici
Nuovi anticorpi contro il morbillo: la svolta scientifica che apre a cure mirate e prevenzione avanzata Il Messaggero
lunedì 18 maggio 2026, 14:44
Una nuova strategia scientifica promette di rivoluzionare la prevenzione e la cura del morbillo, con particolare attenzione ai soggetti che non possono ricevere il vaccino tradizionale.
L’approccio degli anticorpi personalizzati
Un team di ricercatori statunitensi del La Jolla Institute for Immunology ha messo a punto un sistema che prevede la creazione di anticorpi «su misura», capaci di imitare la risposta naturale del sistema immunitario dopo la vaccinazione.
Il lavoro, sostenuto dal National Institutes of Health e pubblicato su Cell Host & Microbe, si inserisce in un contesto particolarmente delicato, segnato dall’aumento dei casi di morbillo in tutto il mondo.
Studio delle cellule immunitarie
I ricercatori hanno analizzato i linfociti B della memoria prelevati da una persona vaccinata contro il morbillo. Questa analisi ha consentito di ottenere una mappa precisa degli anticorpi utilizzati dal corpo per riconoscere e neutralizzare il virus.
Sulla base di questa mappatura, il team ha selezionato e replicato in laboratorio gli anticorpi più promettenti, per poi testarli su modelli animali.
I risultati sono stati incoraggianti: alcuni anticorpi hanno permesso di ridurre drasticamente la presenza del virus nei polmoni, arrivando in certi casi a renderlo quasi completamente non rilevabile.
Una soluzione per i fragili
Secondo gli autori della ricerca, questa scoperta rappresenta una svolta: le infusioni di anticorpi potrebbero essere impiegate sia in prevenzione sia come terapia successiva all’esposizione, fornendo una risposta concreta per le persone immunodepresse o non vaccinabili.
La coordinatrice dello studio spiega che «queste molecole possono sia impedire l’infezione, sia intervenire nelle fasi iniziali della malattia, riducendo notevolmente la diffusione del virus nell’organismo».
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
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Criteri Critici
Il Gom di Reggio Calabria tra i primi centri in Italia a lanciare la nuova terapia CAR-T contro il mieloma multiplo Calabria 7
La sanità calabrese traccia una nuova linea di confine nella lotta contro le patologie onco-ematologiche più aggressive. Il Grande ospedale metropolitano (Gom) di Reggio Calabria si attesta tra i primissimi poli sanitari sull’intero territorio nazionale ad attivare la nuovissima terapia a base di cellule CAR-T “Cilta-cel” per il trattamento del mieloma multiplo recidivante. L’annuncio ufficiale arriva direttamente dalla Direzione generale dell’azienda, guidata da Tiziana Frittelli, la quale ha confermato l’avvio, lo scorso 26 aprile, delle delicate procedure di preparazione dei linfociti per il primo paziente della struttura. Il fulcro di questa innovazione risiede nel ciltacabtagene autocel, considerato dagli esperti “la cura più recente a base di cellule CAR-T che è in grado di garantire una remissione duratura per una malattia che era considerata incurabile”.
Questo traguardo non nasce dal caso, ma si innesta sul solco tracciato dall’Unità operativa complessa di Ematologia e dal Centro trapianti di midollo osseo “Alberto Neri”. Le due strutture “da molti anni trattano i pazienti affetti da tumori del sangue con terapie sofisticate e innovative, sperimentando i protocolli più all’avanguardia, come le terapie CAR-T (che rappresentano l’ultima frontiera dell’immunoterapia in campo oncologico), senza mai trascurare la componente empatica dell’attività assistenziale”.
Stop ai viaggi della speranza: il valore del fattore umano
Il consolidamento tecnologico del Gom rappresenta una svolta non solo scientifica, ma anche profondamente sociale per il Mezzogiorno. Il direttore della Uoc Ematologia e del Ctmo, Massimo Martino, ha ricordato come già nel 2020 l’azienda reggina avesse conquistato il primato di primo ospedale pubblico del Sud Italia a somministrare un trattamento CAR-T, curando con successo una paziente campana affetta da linfoma refrattario dopo il fallimento di ben quattro linee terapeutiche precedenti.
Come evidenziato nella nota ufficiale del nosocomio, “questo traguardo ha posto fine ai “viaggi della speranza”, permettendo ai pazienti di curarsi vicino ai propri affetti, aspetto non secondario nel percorso di cura. Oggi il Gom amplia ulteriormente le indicazioni CAR T, grazie a una strategia pluriennale fatta di formazione, ricerca e infrastrutture adeguate”. La possibilità di ricevere assistenza specialistica di altissimo livello senza dover affrontare lunghi e logoranti spostamenti verso le regioni settentrionali migliora sensibilmente la qualità della vita dei degenti e l’efficacia dei protocolli applicati.
Un polo onco-ematologico integrato e multidisciplinare
L’implementazione delle terapie cellulari avanzate richiede un’architettura organizzativa complessa e una perfetta sinergia tra diversi reparti. La Direzione strategica del Gom ha risposto a questa esigenza strutturando un Polo onco-ematologico integrato presso il presidio ospedaliero “Morelli”. All’interno di questa cittadella della salute operano in stretto contatto l’Unità farmaci antitumorali, inaugurata lo scorso dicembre, e il laboratorio di Citofluorimetria.
Il percorso clinico del paziente viene gestito attraverso una rete interna permanente e altamente qualificata, che vede la cooperazione della Farmacia ospedaliera, del Laboratorio di processazione delle cellule staminali, del Laboratorio di tipizzazione tissutale e del Servizio immunotrasfusionale. A garanzia della massima sicurezza e della gestione dei potenziali effetti collaterali, ogni singolo caso clinico ad alta complessità viene valutato e monitorato in costante sinergia con altre specialità cruciali del presidio, quali la Terapia intensiva e la Neurologia, configurando un modello assistenziale multidisciplinare d’avanguardia.
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Criteri Critici
Reggio Calabria pioniera nel Sud: al GOM parte la terapia CAR-T contro il mieloma multiplo VeritasNews24
Il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria si distingue come uno dei pionieri in Italia nell’implementazione della terapia con cellule CAR-T cilta-cel per il trattamento del mieloma multiplo recidivante. La notizia è stata condivisa dalla Direzione generale dell’Azienda, guidata da Tiziana Frittelli, che ha annunciato l’avvio della preparazione dei linfociti per il primo paziente dal 26 aprile. Questa terapia, conosciuta anche come ciltacabtagene autocel, rappresenta un’innovazione significativa, poiché offre la possibilità di una remissione a lungo termine per una patologia ritenuta precedentemente incurabile.
In una nota ufficiale, si sottolinea che le Unità di ematologia e il Centro trapianti di midollo osseo “Alberto Neri” hanno da anni affiancato pazienti con tumori ematici attraverso approcci terapeutici avanzati, sperimentando protocolli d’avanguardia come le terapie CAR-T, considerate l’ultimo avamposto dell’immunoterapia oncologica, mantenendo sempre un forte legame con l’aspetto umano dell’assistenza.
Massimo Martino, direttore della Uoc Ematologia e del CTMO, fa riferimento all’importante traguardo del 2020, quando il GOM è diventato il primo ospedale pubblico del Sud a utilizzare la terapia CAR-T, riuscendo a trattare con successo una paziente proveniente dalla Campania affetta da linfoma refrattario dopo cicli terapeutici andati a vuoto. “Questo risultato – si legge nella nota – ha eliminato la necessità di lunghi viaggi per cure, consentendo ai pazienti di ricevere assistenza in prossimità dei propri cari, un aspetto fondamentale nel percorso di cura. Ora, il GOM amplia ulteriormente le indicazioni per la terapia CAR-T, grazie a una pianificazione strategica che si sviluppa nel tempo e include formazione, ricerca e strutture adeguate”.
La Direzione strategica ha contribuito alla creazione di un Polo onco-ematologico che riunisce tutte le specialità oncologiche all’interno del presidio ospedaliero “Morelli”. Qui sono attive anche l’Unità per i farmaci antitumorali, inaugurata recentemente nel mese di dicembre, e un laboratorio di Citofluorimetria. Il processo di trattamento coinvolge un team altamente specializzato, supportato da una rete interna che comprende la Farmacia, il Laboratorio di processazione delle cellule staminali, il Laboratorio per la tipizzazione tissutale e il Servizio di immunotrasfusione. Ogni caso clinico complesso viene analizzato in collaborazione con altri reparti specializzati, come la Terapia intensiva e la Neurologia.
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Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
43.3/100
Punteggio Totale
C
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❌
Criteri Critici
Tumore della prostata, come le nuove tecnologie stanno cambiando la radioterapia pharmastar.it
Negli ultimi anni la radioterapia oncologica ha vissuto una trasformazione profonda grazie all'arrivo di tecnologie sempre piů avanzate. Ma cosa significa oggi fare radioterapia nei tumori urologici? In che modo imaging, risonanza magnetica e sistemi di monitoraggio stanno migliorando precisione, sicurezza e qualitŕ di vita dei pazienti? E quanto conta il lavoro multidisciplinare nella scelta del percorso piů adatto, soprattutto nel tumore della prostata?Ne abbiamo parlato con il dottor Matteo Sepulcri, Radioterapia oncologica dell'Istituto Oncologico Veneto, che abbiamo incontrato in occasione di Advanced Uro-Oncology Days. Tumore della prostata e della vescica, perché la radioterapia č piů centrale che maiDottor Fabio Matrone Tumore della prostata, nuovi biomarcatori per cure sempre piů personalizzateProfessoressa Vincenza Conteduca Tumore della prostata e della vescica, la rivoluzione della chirurgia roboticaProfessor Riccardo Schiavina Tumore del rene, quando la chirurgia conservativa puň salvare l'organoDottor Antonio Amodeo Carcinoma renale, come i biomarcatori possono guidare l'immunoterapiaProfessor Sebastiano Buti Tumore della prostata, radioterapia e farmaci oggi lavorano in sinergiaProfessor Luca Triggiani Tumore della prostata, come le nuove tecnologie stanno cambiando la radioterapiaDottor Matteo Sepulcri Tumore della vescica localizzato, oggi l'obiettivo č salvare l'organoProfessor Angelo Porreca Tumore della vescica, perché oggi si parla di una nuova fase nella malattia metastatica?Dottor Marco Maruzzo Oncologia: si concretizza l'impegno di BeOne nei tumori solidiMarco Sartori Tumore gastrico, fondamentali adeguato supporto nutrizionale e accesso rapido ai nuovi farmaciClaudia Santangelo Tumore gastrico avanzato, via libera Aifa all'immunoterapico tislelizumab piů chemio in prima lineaDott. Filippo Pietrantonio InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
58.9/100
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B
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Criteri Critici
Cancro al seno, pazienti dimenticate: «Reparti chirurgici chiusi e diritto alla salute negato» Quotidiano Di Puglia
Chiusura dei reparti chirurgici, limitazioni dei centri di diagnosi e screening, le associazioni di Brindisi vicine alle donne malate di cancro alla mammella chiedono a gran voce il rispetto del diritto alla salute. Abracadabra onlus, Andos Brindisi, Cuore di Donna, Fondazione di Giulio, da sempre vicine alle donne affette da cancro alla mammella si fanno interpreti in questo periodo di emergenza sanitaria del loro grido di dolore.
Il punto, secondo le associazioni
Le associazioni disapprovano le decisioni dell'Azienda Sanitaria Locale Brindisi che, dicono siano penalizzanti per le donne malate di cancro alla mammella, prima con la riduzione delle sedute operatorie e la chiusura dei reparti chirurgici, poi con la limitazione dei centri di diagnosi e screening come successo con la senologia a San Pietro Vernotico, causando notevoli ritardi nella diagnosi e cura di una patologia spesso letale o invalidante, quanto o più del Covid. I quattordici mesi dall'inizio della pandemia stanno causando disagi notevoli nella gestione delle pazienti della senologia; quando potremo dire di essere usciti o di cominciare a vedere la fine dell'incubo Covid, ci dovremo misurare con un'altra emergenza sanitaria: la scoperta che un numero enorme di donne avrà notevolmente ritardato la diagnosi del suo cancro, rendendolo poco aggredibile tramite chemioterapia perché ormai metastatico o vedendo cronicizzarsi un tumore che si sarebbe potuto curare in fase precoce», dicono le associazioni.
Il diradarsi di esami clinici e strumentali, l'allungarsi delle liste d'attesa per l'intervento chirurgico causeranno la perdita di un considerevole numero di madri, figlie, sorelle «nei cui confronti non saranno state colpevolmente messe in atto tutte le corrette strategie di prevenzione, diagnosi precoce e cura adeguata; dati accreditati a livello nazionale ci dicono chiaramente che nel 2020 sono stati eseguiti circa un quarto degli interventi della mammella in meno dell'anno precedente: impossibile accettarli come danni collaterali della pandemia, anche perché in una patologia come il tumore mammario i danni non si evidenziano immediatamente.
Un intervento chirurgico o un esame clinico rinviato non saranno più recuperati e mostreranno i loro effetti nefasti nell'era post-Covid».
Gli interventi oncologici hanno valore terapeutico se eseguiti rapidamente e tempestivamente: è evidente che alcune patologie siano più tempo-dipendenti di altre. Un tumore operato in fase iniziale ha maggiori probabilità di prognosi fausta di uno curato tardivamente, evidentemente.
A Brindisi le conseguenze saranno presto evidenti, perché si continua ad attingere sempre dai reparti di senologia per far fronte all'emergenza sanitaria da Covid «ma di cancro al seno si muore lo stesso, solo più lentamente -aggiungono- Non possiamo arrenderci a essere dimenticati; i malati oncologici hanno gli stessi diritti dei malati di Covid; per questo chiediamo che i reparti oncologici siano protetti, che la chirurgia senologica e anche quella ricostruttiva riprenda i suoi ritmi normali, che lo screening proceda regolarmente; ci rendiamo conto di chiedere un notevole sforzo organizzativo, ma siamo certi che saprete accogliere le istanze di chi fino ad ora ha visto solo accumularsi ritardi gravissimi, a rischio della propria vita o di quella dei propri cari». Abrcadabra, Andos, Cuore di Donna e Fondazione di Giulio chiedono che sia garantito il ripristino di tutto il percorso dedicato alla prevenzione, alla sorveglianza, allo screening e alla cura del tumore mammario: le donne hanno diritto ad essere prese in carico dalla diagnosi alla chirurgia, dalla terapia oncologica alla eventuale radioterapia nel rispetto dei percorsi disegnati a livello regionale dalla Rete Oncologica, perché la salute e il benessere delle donne sia tutelato nei fatti e non solo sulla carta.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
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Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
54.1/100
Punteggio Totale
B
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✅
Criteri Critici
Tumore al seno, la rete oncologica bergamasca rafforza il follow up tra ospedali e territorio L'Eco di Bergamo
Una presa in carico sempre più integrata tra ospedale e territorio, capace di accompagnare le donne operate di tumore alla mammella anche dopo la fase acuta della malattia. È stato questo il tema al centro del convegno annuale del Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico (Dipo), dedicato a «Dal trattamento alla sorveglianza: il follow up del carcinoma mammario tra ospedale e territorio», che si è svolto sabato 16 maggio all’Auditorium «Lucio Parenzan» dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
L’incontro, organizzato da Ats Bergamo e Asst Papa Giovanni XXIII, ha richiamato diverse centinaia di medici di assistenza primaria, specialisti ospedalieri e professionisti sanitari del territorio, con l’auditorium praticamente al completo. Il Dipo riunisce la rete oncologica provinciale composta da Ats Bergamo, dalle tre Asst bergamasche - Papa Giovanni XXIII, Bergamo Est e Bergamo Ovest - insieme agli enti del privato accreditato, alle organizzazioni di volontariato e ai rappresentanti della medicina generale.
Al centro della giornata, il modello provinciale di follow up per le donne operate di carcinoma mammario, in particolare per le pazienti a basso rischio di recidiva. L’obiettivo è garantire una sorveglianza appropriata e sostenibile, rafforzando il ruolo dei medici di assistenza primaria nella continuità delle cure e mantenendo, quando necessario, percorsi rapidi di rientro negli ambulatori specialistici.
Nel corso del convegno sono stati affrontati diversi aspetti del percorso post cura: dalle linee guida del follow up al ruolo dell’imaging, dalla gestione del rischio eredo-familiare alla qualità della vita dopo i trattamenti oncologici. La tavola rotonda conclusiva, con oncologi e medici di assistenza primaria, si è concentrata su aderenza terapeutica, salute dell’osso, fertilità e gestione del periodo che precede la menopausa.
La rete sul territorio
La partecipazione dei medici di assistenza primaria è stata particolarmente significativa anche grazie al lavoro del Centro Studi per la Formazione dei Medici delle Cure Primarie, organismo con sede in Ats al quale partecipano tutte le Asst. Il Centro Studi ha individuato l’iniziativa come primo progetto formativo dell’anno, rendendola obbligatoria per tutti i medici di assistenza primaria della provincia, con l’accreditamento scientifico curato dall’Asst Papa Giovanni XXIII.
Per Alberto Zambelli, direttore del Dipo, il convegno ha rappresentato una tappa importante nel coordinamento della rete oncologica provinciale. Il percorso, ha sottolineato, punta a promuovere la collaborazione tra ospedali e cure primarie, costruendo pratiche assistenziali condivise per garantire cure appropriate, continuità e sorveglianza tempestiva. In provincia di Bergamo, ha ricordato Zambelli, si registrano ogni anno circa 900 nuove diagnosi di tumore al seno.
Anche Francesco Locati, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII, ha evidenziato il valore della collaborazione con Ats e della rete oncologica provinciale come strumento concreto per migliorare qualità delle cure e qualità di vita delle pazienti. Accompagnare le persone dopo la fase acuta, ha osservato, significa rispondere ai bisogni che emergono nel ritorno alla quotidianità, attraverso percorsi chiari, tempestivi e personalizzati. Locati ha inoltre richiamato il contributo di chi, nel territorio bergamasco, ha lavorato alla nascita della rete oncologica, citando i professori Labianca, Barni e Nastasi.
Il ruolo dei medici del territorio è stato ribadito da Simonetta Cesa, direttore sociosanitario e ad interim Cure Primarie dell’Asst Papa Giovanni XXIII. Il follow up delle pazienti operate per carcinoma mammario, ha spiegato, richiede un’integrazione sempre più stretta tra specialisti e medicina generale, così da assicurare sorveglianza clinica appropriata, attenzione ai bisogni emergenti e tempestività nell’eventuale ritorno ai percorsi specialistici. Cesa ha ricordato anche il contributo dei medici di assistenza primaria nella prevenzione, con la conferma dell’obiettivo di governo clinico legato alla chiamata attiva agli screening oncologici.
Il lavoro del Dipo
Massimo Giupponi, direttore generale di Ats Bergamo, ha inquadrato il lavoro del Dipo nel più ampio impegno di Ats per sviluppare modelli di assistenza efficienti e centrati sui bisogni delle persone. La presa in carico integrata, ha sottolineato, deve accompagnare i cittadini lungo tutto il percorso di salute, migliorando accessibilità, tempestività e qualità delle risposte. L’ampia partecipazione dei professionisti, secondo Giupponi, conferma l’importanza di consolidare il Dipo come modello di riferimento per il territorio bergamasco.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
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43.0/100
Punteggio Totale
C
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❌
Criteri Critici
Ring the bell: all'ospedale Cuneo ora c'è la campanella da suonare al termine della chemioterapia Targatocn.it
Da venerdì scorso il Day Hospital dell’Oncologia dell’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo ha la sua “campanella del sollievo”. L’installazione, realizzata grazie alla donazione di Paola Bodino, fa riferimento in realtà alla Campana del Sollievo (o Ring the Bell), un rituale simbolico in cui il paziente suona una campana alla fine dell'ultimo ciclo di chemioterapia, per annunciare la conclusione delle cure, festeggiare la guarigione o l'inizio di una nuova fase libera dalla malattia. Il rito della campanella è un esempio di come i gesti simbolici possano avere un grande impatto sulla percezione della malattia e della guarigione. Non si tratta solo di cure fisiche, ma anche di supporto psicologico e sociale. La campanella diventa un momento di collettività, dove medici, infermieri, pazienti e familiari si riuniscono per celebrare non solo un traguardo individuale, ma anche la forza della comunità che si forma attorno alla lotta contro il cancro. “La Campanella del Sollievo– afferma il direttore Generale Franco Ripa -è un simbolo carico di significato che si sta diffondendo in molti ospedali e centri di cura, in particolare nei reparti di oncologia. Il gesto apparentemente semplice di suonare una campanella, rappresenta un momento straordinario per molti pazienti che affrontano il percorso difficile e complesso delle terapie contro il cancro. Grazie di cuore da parte mia e di tutta l’Azienda a chi ha avuto questo pensiero.” “Abbiamo accolto con entusiasmo la donazione della campanella, che rappresenta un modo per condividere il termine del percorso di cura, sottolinea Gianmauro Numico direttore della Struttura complessa Oncologia dell’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle, che qualche volta sarà definitivo, qualche volta temporaneo, ma sempre motivo di gratitudine e occasione per un segno di festa. In un tempo in cui tutto è diventato "uguale", "celebrare" un momento significativo della vita individuale attiva energie, rende migliori se stessi, chi vive la stessa esperienza e noi professionisti”. redazione