📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Tumori: diritti dei pazienti a rischio per i ritardi della burocrazia healthdesk.it
In Italia vivono quattro milioni di persone dopo una diagnosi di tumore, con bisogni clinici, riabilitativi, sociali e lavorativi sempre più complessi. Eppure i diritti conquistati in anni di battaglie civili rischiano di restare inattuati, bloccati da ritardi procedurali, rimpalli di competenze e decreti attuativi mai emanati. È quanto denuncia il 18° Rapporto della Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo) sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, presentato a Roma il 14 maggio in occasione della Giornata nazionale del malato oncologico.
Il caso più emblematico riguarda il Piano oncologico nazionale (Pon) 2023-2027: la Cabina di regia, organo chiamato a garantire monitoraggio e controllo, non è mai diventata operativa. A un anno dalla scadenza del Piano, questa paralisi ha impedito di attuare gli indirizzi strategici previsti e di verificare l'effettiva allocazione delle risorse finanziarie destinate all'oncologia. Un vuoto di governance che ha conseguenze dirette sui pazienti.
Analoga situazione di stallo investe il Coordinamento generale delle Reti oncologiche: nonostante una prima delibera approvata nel 2024, l'organismo non è ancora attivo. Il ministero della Salute si trova così nell'impossibilità di conoscere lo stato reale delle Reti regionali e di intervenire con incentivi o correttivi. Questa inerzia aggrava le già profonde disuguaglianze territoriali, compromettendo l'obiettivo primario del sistema, cioè ridurre le disparità di accesso alle cure e abbattere le liste d'attesa.
Inoltre, la partecipazione delle Associazioni dei pazienti alle funzioni strategiche del Servizio sanitario nazionale, sancita dalla Legge di bilancio 2025, rischia di non trovare applicazione concreta in assenza dei decreti attuativi.
Quella che appare come una sequela di opere incompiute, però, non è un semplice intoppo tecnico: è un ostacolo materiale che impedisce ai cittadini malati di beneficiare di tutele effettive.
«Il contrasto tra la visione politica e l’inerzia burocratica emerge con chiarezza analizzando alcuni nodi cruciali che, nonostante i provvedimenti formali, sono ancora irrisolti» conferma Francesco De Lorenzo, presidente Favo. «È eticamente inaccettabile che atti sottoscritti ai massimi livelli istituzionali vengano svuotati da una macchina amministrativa incapace di dare seguito ai propri impegni – aggiunge - trasformando diritti faticosamente conquistati in una sterile lettera morta e in attese estenuanti. La burocrazia, spesso autoreferenziale e lenta, finisce per svuotare di significato i principi sanciti dalle leggi».
Il cancro «non è solo una sfida clinica: ha un impatto sociale che coinvolge pazienti e caregiver» interviene Elisabetta Iannelli, segretario Favo. «Nonostante le tutele assicurate dal Servizio sanitario nazionale – prosegue - la malattia genera tossicità finanziaria, che obbliga a scelte difficili. Risparmi familiari vengono spesso erosi per coprire i costi per la mobilità sanitaria forzata, per il ricorso alla sanità privata per visite, esami e accertamenti o per l’assistenza domiciliare non rimborsata. In questo contesto – osserva - il welfare aziendale può diventare una vera infrastruttura di sostegno, grazie a strumenti ancora poco conosciuti: rimborso dell’assistenza domiciliare, babysitting, consegna dei farmaci a domicilio, supporto psicologico, coperture sanitarie integrative anche estese ai familiari, rientro graduale al lavoro e accomodamenti ragionevoli». Serve però «un impegno congiunto anche da parte di imprese, Istituzioni e Terzo settore – avverte Iannelli - per promuovere un welfare realmente inclusivo, capace di trasformare i luoghi di lavoro in ambienti che sostengono la cura».
Nel 2025 sono state stimate in Italia circa 390 mila nuove diagnosi di tumore. «In numerose neoplasie i tassi di sopravvivenza e guarigione sono in aumento» ricorda Massimo Di Maio, presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). Oltre ai benefici legati ai trattamenti “tradizionali” come chirurgia, radioterapia e terapie farmacologiche, sottolinra Di Maio, «in molti casi il paziente può avere un beneficio anche grazie all’esercizio fisico. Si parla oggi di ‘exercise oncology’, ovvero dell’opportunità di svolgere regolarmente attività fisica, ovviamente in maniera adattata alle condizioni cliniche e alle caratteristiche del singolo paziente». In Italia, però, «l’effettivo inserimento dell’attività fisica nei percorsi di cura oncologici è ancora incompleto e disomogeneo. Solo in alcune Regioni, recentemente, sono state rese operative le cosiddette “palestre della salute”. A differenza di altri Paesi, come Regno Unito, Germania o Paesi Bassi, non esiste ancora un modello organizzativo condiviso a livello nazionale».
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Reggio Calabria, il Gom tra i primi in Italia con la nuova terapia CAR-T contro il mieloma multiplo Calabria inchieste
REGGIO CALABRIA – C’è un momento in cui la medicina smette di inseguire il futuro e comincia ad abitarlo. È quello che sta accadendo al Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, tra i primi centri in Italia ad attivare la nuova terapia a base di cellule CAR-T Cilta-cel per il trattamento del mieloma multiplo recidivante.
Una notizia che va oltre il dato sanitario e assume un significato strategico per tutta la Calabria: dimostra che anche nel Mezzogiorno è possibile sviluppare percorsi clinici altamente avanzati, capaci di ridurre i cosiddetti “viaggi della speranza” e offrire cure innovative vicino casa.
Dal 26 aprile scorso è infatti partita la procedura di preparazione dei linfociti per il primo paziente trattato con ciltacabtagene autoleucel, meglio noto come Cilta-cel, una delle più recenti frontiere dell’immunoterapia oncologica.
Il mieloma multiplo è una patologia ematologica che colpisce le plasmacellule e che, soprattutto nelle forme recidivanti o refrattarie, rappresenta una delle sfide più difficili per la medicina moderna. La terapia CAR-T agisce modificando geneticamente i linfociti T del paziente affinché riconoscano e attacchino le cellule tumorali. Nel caso del Cilta-cel, i risultati emersi negli studi clinici internazionali hanno mostrato remissioni profonde e durature, aprendo nuove prospettive per pazienti che avevano già affrontato numerose linee terapeutiche.
Il Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria consolida così un percorso costruito negli anni dalle Unità di Ematologia e del Centro trapianti di midollo osseo “Alberto Neri”, impegnate nel trattamento dei tumori del sangue con approcci sempre più sofisticati. Non solo innovazione tecnologica, ma anche attenzione alla dimensione umana della cura, elemento che il personale sanitario continua a considerare centrale nel rapporto con il paziente.
A ricordare il cammino compiuto è il direttore della Uoc Ematologia e del Ctmo, Massimo Martino. Già nel 2020 il Gom era stato il primo ospedale pubblico del Sud Italia a somministrare una terapia CAR-T, trattando con successo una paziente campana affetta da linfoma refrattario dopo quattro linee terapeutiche fallite.
Un risultato che segnò una svolta importante per il sistema sanitario meridionale. Fino a pochi anni fa, infatti, molti pazienti erano costretti a spostarsi verso grandi centri del Nord per accedere a cure sperimentali e altamente specialistiche. Oggi, invece, il rafforzamento delle competenze e delle infrastrutture consente al Gom di ampliare ulteriormente le indicazioni terapeutiche, confermandosi punto di riferimento per l’intero territorio.
Dietro questo traguardo c’è una strategia pluriennale fondata su ricerca, formazione e investimenti organizzativi. La Direzione generale guidata da Tiziana Frittelli ha puntato sulla creazione di un Polo oncoematologico integrato nel presidio ospedaliero “Morelli”, dove operano anche l’Unità farmaci antitumorali, inaugurata lo scorso dicembre, e il laboratorio di Citofluorimetria.
Le terapie CAR-T richiedono un’organizzazione estremamente complessa. Non basta il singolo reparto d’eccellenza: serve una rete multidisciplinare capace di seguire il paziente in tutte le fasi del percorso clinico. Nel Gom lavorano in sinergia Farmacia ospedaliera, Laboratorio di processazione delle cellule staminali, Laboratorio di tipizzazione tissutale e Servizio immunotrasfusionale. Nei casi più delicati intervengono inoltre specialisti di Terapia intensiva e Neurologia, chiamati a gestire eventuali complicanze correlate ai trattamenti immunoterapici avanzati.
È un modello organizzativo che riflette il cambiamento della medicina contemporanea: la cura non è più affidata a un solo reparto, ma a un sistema integrato di competenze, tecnologie e professionalità.
La sanità che cambia volto
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Criteri Critici
Mieloma multiplo | al GOM parte la nuova terapia con cellule CAR-T Zazoom Social News
Al G.O.M. è partita una nuova terapia contro il mieloma multiplo basata sulle cellule CAR-T. La procedura prevede la manipolazione dei linfociti del paziente per ottenere il farmaco cilta-cel, che viene poi reintrodotto nel corpo. Sono coinvolte diverse équipe di medici e specialisti, tra oncologi, ematologi e biologi, che collaborano per seguire tutte le fasi del trattamento. La terapia rappresenta un passo avanti nelle opzioni disponibili per questa patologia. ? Punti chiave Come funziona la manipolazione dei linfociti per creare il farmaco cilta-cel?. Quali équipe multidisciplinari collaborano per gestire questa terapia avanzata?. Perché questo protocollo può fermare la migrazione sanitaria verso il Nord?. Cosa cambia per i pazienti con mieloma recidivante grazie all'immunoterapia?.? In Breve Preparazione linfociti avviata il 26 aprile presso l'ospedale Morelli di Reggio Calabria.. Centro Trapianti Alberto Neri attivo dal 1992 per trapianti autologhi e allogenici.. Reparto della dottoressa Tiziana Frittelli ha somministrato CAR-T nel 2020.. Collaborazione con rete GITMO che coordina circa 90 centri in Italia.🔗 Leggi su Ameve.eu Leggi anche:Mieloma multiplo, rimborso per Car-T cilta-cel nella seconda linea di trattamento Mieloma multiplo, la terapia “one shot” ora è realtà: cosa cambia per i pazienti italianiL’immunoterapia cellulare compie un passo decisivo nel trattamento del mieloma multiplo in Italia. Mieloma multiplo, al Brotzu si combatte con un nuovo farmacoIl mieloma multiplo è il secondo tumore del sangue in Italia dopo il linfoma non-Hodgkin. Responsabile dell’1-2% di tutte le neoplasie e del 10- 15% dei tumori ematologici, ogni anno registra circa ...unionesarda.it Ok dalla CE al belantamab mafodotin per il mieloma multiploÈ la prima terapia anti-BCMA (antigene di maturazione delle cellule B) approvata nell'Unione Europea. L'autorizzazione a GlaxoSmithKline all'immissione in commercio segue la recente approvazione ...milanofinanza.it Cerca News e Video
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Criteri Critici
Carcinoma renale, come i biomarcatori possono guidare l'immunoterapia pharmastar.it
Nel carcinoma renale la ricerca sui biomarcatori č ancora in evoluzione, ma i risultati piů recenti stanno aprendo prospettive sempre piů concrete verso una oncologia personalizzata. Come si puň capire in anticipo quale paziente risponderŕ meglio a un determinato approccio? Quali informazioni possono offrire oggi le analisi molecolari e i nuovi biomarcatori ematici? E quanto possono incidere sulla scelta dei trattamenti, sull'efficacia clinica e sulla riduzione di tossicitŕ inutili?Ne abbiamo parlato con il professor Sebastiano Buti, Associato di Oncologia Medica Universitŕ di Parma e Oncologo presso AOU di Parma, che abbiamo incontrato in occasione di Advanced Uro-Oncology Days. Tumore della prostata e della vescica, perché la radioterapia č piů centrale che maiDottor Fabio Matrone Tumore della prostata, nuovi biomarcatori per cure sempre piů personalizzateProfessoressa Vincenza Conteduca Tumore della prostata e della vescica, la rivoluzione della chirurgia roboticaProfessor Riccardo Schiavina Tumore del rene, quando la chirurgia conservativa puň salvare l'organoDottor Antonio Amodeo Carcinoma renale, come i biomarcatori possono guidare l'immunoterapiaProfessor Sebastiano Buti Tumore della prostata, radioterapia e farmaci oggi lavorano in sinergiaProfessor Luca Triggiani Tumore della prostata, come le nuove tecnologie stanno cambiando la radioterapiaDottor Matteo Sepulcri Tumore della vescica localizzato, oggi l'obiettivo č salvare l'organoProfessor Angelo Porreca Tumore della vescica, perché oggi si parla di una nuova fase nella malattia metastatica?Dottor Marco Maruzzo Oncologia: si concretizza l'impegno di BeOne nei tumori solidiMarco Sartori Tumore gastrico, fondamentali adeguato supporto nutrizionale e accesso rapido ai nuovi farmaciClaudia Santangelo Tumore gastrico avanzato, via libera Aifa all'immunoterapico tislelizumab piů chemio in prima lineaDott. Filippo Pietrantonio InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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Criteri Critici
Tumore della prostata e della vescica, perché la radioterapia è più centrale che mai pharmastar.it
Negli ultimi anni l'arrivo di immunoterapia, terapie target e nuovi farmaci oncologici ha profondamente cambiato il trattamento dei tumori urologici. Ma quale spazio occupa oggi la radioterapia in questo scenario sempre piý complesso? » davvero diventata un approccio secondario oppure sta vivendo una nuova fase di evoluzione? Durante gli "Advanced Uro-Oncology Days" si Ť discusso delle nuove frontiere della radioterapia nei tumori della prostata, della vescica e del rene, tra tecnologie avanzate, trattamenti piý precisi e nuove indicazioni cliniche anche in pazienti che fino a pochi anni fa non venivano considerati candidabili.Abbiamo fatto il punto con il dottor Fabio Matrone, Dirigente medico presso Oncologia radioterapica presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, che abbiamo incontrato in occasione di Advanced Uro-Oncology Days. Tumore della prostata e della vescica, perchť la radioterapia Ť piý centrale che maiDottor Fabio Matrone Tumore della prostata, nuovi biomarcatori per cure sempre piý personalizzateProfessoressa Vincenza Conteduca Tumore della prostata e della vescica, la rivoluzione della chirurgia roboticaProfessor Riccardo Schiavina Tumore del rene, quando la chirurgia conservativa puÚ salvare l'organoDottor Antonio Amodeo Carcinoma renale, come i biomarcatori possono guidare l'immunoterapiaProfessor Sebastiano Buti Tumore della prostata, radioterapia e farmaci oggi lavorano in sinergiaProfessor Luca Triggiani Tumore della prostata, come le nuove tecnologie stanno cambiando la radioterapiaDottor Matteo Sepulcri Tumore della vescica localizzato, oggi l'obiettivo Ť salvare l'organoProfessor Angelo Porreca Tumore della vescica, perchť oggi si parla di una nuova fase nella malattia metastatica?Dottor Marco Maruzzo Oncologia: si concretizza l'impegno di BeOne nei tumori solidiMarco Sartori Tumore gastrico, fondamentali adeguato supporto nutrizionale e accesso rapido ai nuovi farmaciClaudia Santangelo Tumore gastrico avanzato, via libera Aifa all'immunoterapico tislelizumab piý chemio in prima lineaDott. Filippo Pietrantonio InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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Criteri Critici
Tumore della prostata, radioterapia e farmaci oggi lavorano in sinergia pharmastar.it
La radioterapia oncologica č ancora percepita da molti pazienti come un approccio complesso e gravato da importanti effetti collaterali. Ma quanto č cambiato oggi questo scenario? Qual č il rapporto tra radioterapia e nuovi farmaci oncologici nei tumori dell'apparato genito-urinario? E in che modo tecnologie avanzate e intelligenza artificiale stanno migliorando precisione, sicurezza e personalizzazione dei trattamenti?Ne abbiamo parlato con il professor Luca Triggiani, U.O. Radioterapia ASST Spedali Civili di Brescia e Professore Associato di Radio-Oncologia presso Universitŕ degli Studi di Brescia, che abbiamo incontrato in occasione di Advanced Uro-Oncology Days. Tumore della prostata e della vescica, perché la radioterapia č piů centrale che maiDottor Fabio Matrone Tumore della prostata, nuovi biomarcatori per cure sempre piů personalizzateProfessoressa Vincenza Conteduca Tumore della prostata e della vescica, la rivoluzione della chirurgia roboticaProfessor Riccardo Schiavina Tumore del rene, quando la chirurgia conservativa puň salvare l'organoDottor Antonio Amodeo Carcinoma renale, come i biomarcatori possono guidare l'immunoterapiaProfessor Sebastiano Buti Tumore della prostata, radioterapia e farmaci oggi lavorano in sinergiaProfessor Luca Triggiani Tumore della prostata, come le nuove tecnologie stanno cambiando la radioterapiaDottor Matteo Sepulcri Tumore della vescica localizzato, oggi l'obiettivo č salvare l'organoProfessor Angelo Porreca Tumore della vescica, perché oggi si parla di una nuova fase nella malattia metastatica?Dottor Marco Maruzzo Oncologia: si concretizza l'impegno di BeOne nei tumori solidiMarco Sartori Tumore gastrico, fondamentali adeguato supporto nutrizionale e accesso rapido ai nuovi farmaciClaudia Santangelo Tumore gastrico avanzato, via libera Aifa all'immunoterapico tislelizumab piů chemio in prima lineaDott. Filippo Pietrantonio InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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Tumore della prostata e della vescica, la rivoluzione della chirurgia robotica pharmastar.it
I tumori dell'apparato urologico rappresentano oggi una delle aree oncologiche piů rilevanti sia per numero di diagnosi sia per complessitŕ della gestione clinica. Perché i casi di tumore della prostata, della vescica e del rene continuano ad aumentare anche tra persone piů giovani? Quale impatto stanno avendo fattori come inquinamento, stili di vita e obesitŕ? E come stanno cambiando gli approcci chirurgici grazie alla robotica, alla mini-invasivitŕ e persino alla telechirurgia?Ne abbiamo parlato con il professor Riccardo Schiavina, Professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche e Direttore Scuola di Specializzazione Urologia presso l'Universitŕ di Bologna, che abbiamo incontrato in occasione di Advanced Uro-Oncology Days. Tumore della prostata e della vescica, perché la radioterapia č piů centrale che maiDottor Fabio Matrone Tumore della prostata, nuovi biomarcatori per cure sempre piů personalizzateProfessoressa Vincenza Conteduca Tumore della prostata e della vescica, la rivoluzione della chirurgia roboticaProfessor Riccardo Schiavina Tumore del rene, quando la chirurgia conservativa puň salvare l'organoDottor Antonio Amodeo Carcinoma renale, come i biomarcatori possono guidare l'immunoterapiaProfessor Sebastiano Buti Tumore della prostata, radioterapia e farmaci oggi lavorano in sinergiaProfessor Luca Triggiani Tumore della prostata, come le nuove tecnologie stanno cambiando la radioterapiaDottor Matteo Sepulcri Tumore della vescica localizzato, oggi l'obiettivo č salvare l'organoProfessor Angelo Porreca Tumore della vescica, perché oggi si parla di una nuova fase nella malattia metastatica?Dottor Marco Maruzzo Oncologia: si concretizza l'impegno di BeOne nei tumori solidiMarco Sartori Tumore gastrico, fondamentali adeguato supporto nutrizionale e accesso rapido ai nuovi farmaciClaudia Santangelo Tumore gastrico avanzato, via libera Aifa all'immunoterapico tislelizumab piů chemio in prima lineaDott. Filippo Pietrantonio InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Tumore del rene, quando la chirurgia conservativa può salvare l'organo pharmastar.it
Nel tumore del rene la chirurgia continua a rappresentare uno dei pilastri della gestione clinica, soprattutto quando la malattia viene identificata nelle fasi iniziali. Ma quanto č importante oggi preservare l'organo? Quale contributo sta offrendo la chirurgia robotica nella conservazione del parenchima renale sano? E cosa succede invece quando il tumore viene diagnosticato in fase avanzata, spesso dopo un riscontro occasionale?Ne abbiamo parlato con il dottor Antonio Amodeo, Direttore f.f. UOC Urologia Oncologica e Responsabile UOS Andrologia oncologica di Castelfranco Veneto, che abbiamo incontrato in occasione di Advanced Uro-Oncology Days. Tumore della prostata e della vescica, perché la radioterapia č piů centrale che maiDottor Fabio Matrone Tumore della prostata, nuovi biomarcatori per cure sempre piů personalizzateProfessoressa Vincenza Conteduca Tumore della prostata e della vescica, la rivoluzione della chirurgia roboticaProfessor Riccardo Schiavina Tumore del rene, quando la chirurgia conservativa puň salvare l'organoDottor Antonio Amodeo Carcinoma renale, come i biomarcatori possono guidare l'immunoterapiaProfessor Sebastiano Buti Tumore della prostata, radioterapia e farmaci oggi lavorano in sinergiaProfessor Luca Triggiani Tumore della prostata, come le nuove tecnologie stanno cambiando la radioterapiaDottor Matteo Sepulcri Tumore della vescica localizzato, oggi l'obiettivo č salvare l'organoProfessor Angelo Porreca Tumore della vescica, perché oggi si parla di una nuova fase nella malattia metastatica?Dottor Marco Maruzzo Oncologia: si concretizza l'impegno di BeOne nei tumori solidiMarco Sartori Tumore gastrico, fondamentali adeguato supporto nutrizionale e accesso rapido ai nuovi farmaciClaudia Santangelo Tumore gastrico avanzato, via libera Aifa all'immunoterapico tislelizumab piů chemio in prima lineaDott. Filippo Pietrantonio InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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Ospedale Maggiore. Cura e benessere in oncologia: laboratorio sperimentale de La forza e il sorriso dedicato agli uomini Il Nuovo Torrazzo
La forza e il sorriso E.T.S., associazione attiva dal 2007 nell’organizzazione di laboratori di bellezza gratuiti per donne in trattamento oncologico, apre in via sperimentale il proprio
servizio anche alla popolazione maschile colpita da tumore. Questa mattina, presso l’Ospedale Maggiore di Crema, si è tenuto il primo laboratorio pilota di cura e benessere dedicato agli uomini che affrontano il cancro.
Un laboratorio per ritrovare autostima e sicurezza di sé
In una seduta di circa due ore, alla presenza di una psicologa e sotto la guida di una Beauty coach professionista, i partecipanti hanno eseguito una routine in 10 step, dalla detersione del viso all’idratazione di mani e corpo, studiata appositamente per mascherare gli effetti secondari delle terapie e valorizzare la propria immagine, ritrovando autostima e sicurezza di sé.
All’inizio del laboratorio, ogni partecipante ha ricevuto in regalo una bag ricca di prodotti cosmetici, donati dalle aziende che sostengono il progetto, e una brochure con la spiegazione dei 10 step, completata da alcuni consigli aggiuntivi per continuare a prendersi cura di sé anche a casa, a seguito dell’incontro.
“Cura, benessere e bellezza – afferma Paolo Braguzzi, presidente La forza e il sorriso E.ts – sono concetti che spesso tendiamo ad associare maggiormente al mondo femminile. In realtà, si tratta di tematiche molto importanti per tutti. L’immagine di ciascuno di noi è fortemente legata a come ci percepiamo e alla fiducia che abbiamo in noi stessi, indipendentemente dal sesso e dal genere. In una fase delicata come quella della
malattia, in cui si vivono profondi cambiamenti interiori ed esteriori e in cui emergono fragilità e vulnerabilità, dedicarsi un momento per valorizzarsi e vedersi meglio rappresenta un grande aiuto anche per gli uomini. Abbiamo lavorato per lungo tempo dietro le quinte per realizzare questo progetto e siamo oggi felici e orgogliosi
di vederlo partire con il primo laboratorio pilota”.
Si amplia l’offerta di supporto per una cura della persona a 360 gradi
“L’attenzione alla persona nella sua globalità rappresenta un elemento fondamentale del percorso di cura oncologico – dichiara Alessandro Malingher, drettore sanitario di Asst Crema –. Accanto agli aspetti strettamente clinici, è importante offrire ai pazienti strumenti e occasioni che possano aiutarli a preservare la propria qualità di vita, il benessere psicologico e relazionale. Questo progetto sperimentale dedicato agli uomini amplia ulteriormente l’offerta di supporto della nostra struttura e testimonia la volontà di prenderci cura dei bisogni della persona a 360 gradi”.
“Durante il percorso oncologico – aggiunge Clara Pelizzari, psiconcologa di Asst Crema – i cambiamenti fisici legati alle terapie possono incidere profondamente sull’immagine di sé, sull’autostima e sul modo di relazionarsi agli altri. Iniziative come questa aiutano i pazienti a ritrovare uno spazio di normalità, condivisione e attenzione verso sé stessi. Anche per gli uomini, spesso meno abituati a esprimere il proprio disagio emotivo, poter partecipare a un’esperienza di gruppo orientata al benessere rappresenta un’opportunità importante di
sostegno psicologico e umano”.
I prossimi appuntamenti con i laboratori
I prossimi appuntamenti dedicati all’uomo sono in programma lunedì 6 luglio, lunedì 5 ottobre e lunedì 30 novembre.
Parallelamente, La forza e il sorriso Ets e Asst Crema proseguono nel loro impegno anche per la popolazione femminile. I laboratori donna in programma: lunedì 8 giugno, lunedì 14 settembre, lunedì 12 ottobre, lunedì 9 novembre e lunedì 14 dicembre.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 338 49551190 – 0373 280731 | e-mail: psiconcologia@asst-crema.it
Durante il Mongol Rally raccolta fondi per La forza e il sorriso
In occasione dell’inaugurazione di questa mattina dell’iniziativa al maschile, ha presenziato anche Marco Mazzola, manager che ha lavorato in aziende della filiera cosmetica. In partenza a luglio per il Mongol Rally, competizione automobilistica a scopo benefico, Mazzola ha dichiarato di aver scelto l’associazione come destinataria dei fondi che raccoglierà durante la corsa dall’Inghilterra alla Mongolia, nel corso della prossima estate. Una proposta che il team de La forza e il sorriso ha accolto con favore, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente i progetti già avviati e aggiungerne di nuovi, per ampliare sempre di più i propri servizi a supporto di chi si trova a intraprendere un percorso di terapia oncologica.
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Migliorare l’offerta sanitaria, l’Asp di Agrigento accelera su robotica e radioterapia GrandangoloAgrigento
L'ASP di Agrigento punta a garantire ai pazienti cure tempestive, mininvasive e di eccellenza nel proprio contesto di prossimità. L’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigentoimprime una decisa accelerazione al potenziamento del patrimonio tecnologico del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio”. Sono attualmente in fase di formale stipula gli accordi istituzionali per la gestione di due macro-finanziamenti destinati a rivoluzionare l’offerta clinica del territorio.Il primo asse di intervento, dedicato alla radioterapia oncologica, garantisce lo stanziamento di4 milioni di euro per l’acquisto di un secondo acceleratore lineare e per la realizzazione del relativo bunker. Le modalità di erogazione e gestione del finanziamento sono disciplinate in un Accordo stipulato con il Ministero della Salute, in diretta e rigorosa attuazione della norma istitutiva della provvista finanziaria, ovvero l’art. 3, comma 4-quinquies del Decreto-legge 29 ottobre 2025, n. 156, convertito con modificazioni dalla Legge 18 dicembre 2025, n. 191.Parallelamente, prosegue l’iter per l’acquisizione di un avanzato sistema di chirurgia robotica mininvasiva, un investimento complessivo da3.227.000 eurocoperto attraverso l’impiego delle risorse residue ex art. 20 della L. 67/88.L’iter per la dotazione della piattaforma robotica è frutto di una stretta e proficua sinergia con l’Assessorato della Salute della Regione Siciliana. Con apposita delibera, la Giunta Regionale ha infatti formalmente validato la proposta di utilizzo dei fondi, garantendo la necessaria quota di cofinanziamento regionale e dando il definitivo impulso istituzionale per la stipula dell’Accordo di Programma.L’innesto simultaneo di queste due tecnologie di vertice persegue obiettivi clinici e gestionali chiari: innalzare la sicurezza e l’efficacia dei trattamenti chirurgici ad alta complessità, arginare in maniera strutturale l’emorragia finanziaria della mobilità passiva extra-provinciale ed extra-regionale e procedere a un drastico abbattimento delle liste di attesa. L’ASP di Agrigento punta così a restituire centralità alla sanità pubblica locale, garantendo ai pazienti cure tempestive, mininvasive e di eccellenza nel proprio contesto di prossimità. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati* Commento* Nome* Email* Δ
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A Palermo, il seminario di AIL per confronto medici - pazienti | Libero Quotidiano.it Libero Quotidiano
Palermo, 18 mag. (askanews) - Si è svolta a Palermo sabato 16 maggio, presso Villa Malfitano, un importante seminario organizzato da AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma Multiplo) dedicato ai pazienti affetti da Mieloma Multiplo e non solo. Il Mieloma Multiplo è la seconda neoplasia ematologica più diffusa in Italia dopo il linfoma e colpisce prevalentemente persone sopra i 65-70 anni. L'incontro è stato pensato non solo ai pazienti, ma anche a familiari e caregiver, supporto fondamentale per il paziente, un confronto con medici esperti, dedicati nell'ambito del progetto AIL pazienti - medici. Gli incontri nati da AIL hanno tra i propri obiettivi quello di offrire un momento di ascolto e supporto, favorendo la condivisione di informazioni cliniche e risposte alle domande più diffuse che i pazienti e le famiglie si trovano ad affrontare nel percorso di cura, trovare risposte concrete per togliere ogni eventuale dubbi o incertezze. Un appuntamento pensato per rafforzare il dialogo tra chi vive direttamente la malattia e chi la segue in modo specializzato.
L'intervista a Giuseppe Toro - Presidente Nazionale AIL: "Creare una comunità che deve essere fatta da medici, da pazienti, da volontari, oggi tutto questo è assolutamente fondamentale. Le terapie verso i tumori del sangue oggi hanno raggiunto dei livelli molto importanti, oltre il 70% delle patologie ematologiche oggi vengono guarite, ovvero vengono cronicizzate. Questo fa sì che oggi abbiamo una platea di pazienti cronicizzati nel territorio che hanno bisogno di sostegno, che hanno bisogno di cura".
L'evento rientra in una serie di iniziative che AIL distribuisce in tutto il territorio nazionale, con l'intento di portare vicinanza, competenze e rete di sostegno nelle diverse comunità italiane. Un appuntamento che conferma l'impegno dell'Associazione nel rendere la presa in carico sempre più completa e centrata sulle persone. Il paziente affetto da mieloma spesso non può alzarsi dal proprio letto, avere un assistenza domiciliare è di fondamentale importanza.
Le parole di Vincenzo Leone - Responsabile del Reparto di Ematologia dell'ASP di Trapani: "Sicuramente il passo più importante che c'è stato in ematologia è quello della scoperta dei farmaci target, tutto quello che la biologia molecolare è riuscita a scoprire e quindi che ha determinato la produzione di questi farmaci che hanno completamente cambiato la storia clinica di molti tumori del sangue. Oggi è la giornata del mieloma e proprio il mieloma è una di quelle patologie che ormai possiamo considerare cronicizzate per molti pazienti. Diciamo che la qualità di vita ma anche la prognosi co-advitam è molto lunga e quasi quasi sovrapponibile a quella della popolazione non ammalata".
Mettere in piedi delle linee guida è quanto mai importante e necessario per far si che si possa mettere nelle migliori condizioni il paziente e la propria qualità della vita.
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Teatro, moda e scienza si incontrano a teatro per raccontare il progresso dell'oncologia e il valore della ricerca: l'appuntamento è Un altro passo, spettacolo che andrà in scena il 25 maggio alle 21 allo Spazio Rossellini di Roma. (ANSA)
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L'ospedale Reggio tra i primi con nuova terapia contro tumori del sangue RaiNews
Il Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria è tra i primi centri in Italia ad attivare la nuovissima terapia a base di cellule CAR-T cilta cel per il mieloma multiplo recidivante. Lo rende noto la Direzione generale dell'Azienda diretta da Tiziana Frittelli, comunicando che dal 26 aprile scorso è partita la procedura di preparazione dei linfociti per il primo paziente dell'Ospedale con Cilta-cel (ciltacabtagene autocel), "la cura più recente a base di cellule CAR-T che è in grado di garantire una remissione duratura per una malattia che era considerata incurabile". Nell'ospedale, è scritto in una nota, le Unità di ematologia e del Centro trapianti di midollo osseo "Alberto Neri" "da molti anni trattano i pazienti affetti da tumori del sangue con terapie sofisticate e innovative, sperimentando i protocolli più all'avanguardia, come le terapie CAR-T (che rappresentano l'ultima frontiera dell'immunoterapia in campo oncologico), senza mai trascurare la componente empatica dell'attività assistenziale". Il direttore della Uoc Ematologia e del Ctmo Massimo Martino, ricorda che, nel 2020, il Gom è stato il primo ospedale pubblico del Sud a somministrare CAR T, trattando con successo una paziente campana con linfoma refrattario dopo quattro linee fallite. "Questo traguardo - è scritto nella nota - ha posto fine ai 'viaggi della speranza', permettendo ai pazienti di curarsi vicino ai propri affetti, aspetto non secondario nel percorso di cura. Oggi il Gom amplia ulteriormente le indicazioni CAR T, grazie a una strategia pluriennale fatta di formazione, ricerca e infrastrutture adeguate". Grazie al lavoro della Direzione strategica, è stato creato un Polo onco ematologico che riunisce tutte le specialità oncologiche nel presidio ospedaliero "Morelli", dove operano anche l'Unità farmaci antitumorali (inaugurata lo scorso dicembre) e il laboratorio di Citofluorimetria. Il percorso di cura coinvolge un team altamente qualificato e una rete interna che comprende Farmacia, Laboratorio di processazione cellule staminali, Laboratorio tipizzazione tissutale e Servizio immunotrasfusionale. Inoltre, ogni caso clinico complesso viene valutato in sinergia con altri reparti specialistici come la Terapia intensiva e la Neurologia.
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CRC: dallo studio NO-CUT alla Biopsia liquida e ctDNA Italian Medical News
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Dallo studio NO-CUT alla biopsia liquida: il ctDNA apre la strada a nuove strategie personalizzate e meno invasive nel carcinoma del colon-retto
Il carcinoma del colon-retto (CRC) si conferma oggi come una delle principali emergenze oncologiche globali, rappresentando la seconda causa di morte per neoplasia. Nonostante l’efficacia dei programmi di screening, i dati epidemiologici più recenti evidenziano un preoccupante trend in crescita, con una stima di oltre 1,9 milioni di nuovi casi annui. Particolarmente allarmante è il sensibile aumento dell’incidenza tra la popolazione under 50 (early-onset CRC), un fenomeno che impone una revisione delle strategie di prevenzione e l’adozione di approcci diagnostici e terapeutici sempre più precoci e personalizzati.
Per i pazienti con carcinoma del retto localmente avanzato (stadio II-III) e stabilità microsatellitare lo standard attuale prevede la Terapia Neoadiuvante Totale (TNT) seguita dalla chirurgia. Tuttavia, la strategia “Watch and Wait” (monitoraggio attivo senza operazione) sta emergendo come opzione per chi ottiene una risposta clinica completa, con l’obiettivo di preservare l’organo e la qualità della vita.
Lo studio NO-CUT
In questo contesto, si inserisce lo studio NO-CUT pubblicato su THE LANCET, uno studio italiano di fase 2, il quale ha valutato una strategia di terapia neoadiuvante totale (TNT), basata su CAPOX e chemio-radioterapia, in pazienti con adenocarcinoma del retto localmente avanzato. La ricerca ha validato la gestione non chirurgica (watch and wait) nei pazienti con risposta clinica completa, ponendo la sopravvivenza libera da recidiva a distanza (DMFS) a 30 mesi come endpoint primario per confermare la sicurezza della preservazione d’organo.
Lo studio NO-CUT ha evidenziato che la terapia neoadiuvante totale (TNT) consente al 26% dei pazienti con adenocarcinoma del retto di ottenere una risposta clinica completa e accedere alla gestione non chirurgica, con una sopravvivenza libera da recidiva a distanza del 95% a 30 mesi. Il profilo di sicurezza è risultato favorevole, con la positività del ctDNA post-TNT confermata come fattore prognostico e predittivo chiave per il rischio di recidiva.
Cos’è la biopsia liquida?
La biopsia liquida consiste in un esame innovativo e non invasivo che permette di ottenere informazioni genetiche su un tumore attraverso un semplice prelievo di sangue o di altri fluidi corporei (come urine o saliva). A differenza della biopsia tradizionale, che richiede l’asportazione chirurgica di un frammento di tessuto, questa tecnica analizza le tracce che il tumore rilascia spontaneamente nel circolo sanguigno.
Nel caso specifico del cancro del colon retto, la biopsia liquida ricerca principalmente il CtDNA, DNA tumorale circolante, ovvero piccoli frammenti di materiale genetico rilasciato dalle cellule tumorali quando muoiono. Dopo che il paziente ha completato la terapia neoadiuvante (chemio e radioterapia), i medici eseguono una biopsia liquida. Se il test del ctDNA risulta negativo, significa che nel sangue non ci sono più tracce genetiche del tumore. Questo dato, unito a una colonscopia negativa, dà ai medici la fiducia necessaria per proporre la gestione non chirurgica, poiché il rischio che siano rimaste cellule invisibili è molto basso.
A questo punto occorre identificare la malattia residua minima (MRD): Il limite della TAC e della risonanza è che non vedono ammassi di cellule più piccoli di pochi millimetri. La biopsia liquida, invece, “sente” la presenza di molecole tumorali.
Interpretazione dei risultati
ctDNA Positivo: Anche se la TAC è pulita, il test indica che il tumore è ancora attivo. In questo caso, l’intervento chirurgico è considerato indispensabile.
Anche se la TAC è pulita, il test indica che il tumore è ancora attivo. In questo caso, l’intervento chirurgico è considerato indispensabile. ctDNA Negativo: Conferma che la terapia ha eliminato la malattia a livello molecolare.
Per i pazienti che scelgono di non operarsi, la biopsia liquida funge da sistema di allarme precoce. Viene ripetuta ogni 3-6 mesi:
Se il test torna positivo durante l’osservazione, i medici sanno che il tumore sta riemergendo mesi prima che appaia sulla TAC. Questo permette di intervenire chirurgicamente tempestivamente (“chirurgia di salvataggio”), mantenendo comunque alte le probabilità di guarigione.
In conclusione, oltre a evitare l’intervento, la biopsia liquida aiuta a capire se, dopo un’eventuale asportazione parziale, sia necessaria la chemioterapia precauzionale. Se il sangue è pulito (ctDNA negativo), il paziente può spesso evitare mesi di trattamenti tossici.
Per approfondimenti, rimandiamo all’articolo completo su The Lancet.
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📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
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Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?4
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
46.3/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Biogem - Mesotelioma pleurico: uno studio pubblicato su Nature Genetics apre nuove prospettive per personalizzare l’immunoterapia Tu si nat in Italy
Lo studio ha analizzato il ruolo della metilazione del DNA, un meccanismo epigenetico che regola l’attività dei geni senza modificarne la sequenza, e il suo impatto sulla risposta all’immunoterapia nei pazienti affetti da mesotelioma pleurico.
Attraverso un’analisi avanzata condotta sui campioni tumorali di 91 pazienti trattati con immunoterapia, i ricercatori hanno scoperto che specifici “profili epigenetici” del tumore sono strettamente collegati sia alla probabilità di risposta ai trattamenti sia alla sopravvivenza dei pazienti.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
51.5/100
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B
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Criteri Critici
Reggio Calabria – al G.O.M. la nuova terapia CAR-T che cambia il futuro dei tumori del sangue ZMEDIA
Reggio Calabria sfida il Nord: al G.O.M. la nuova terapia CAR-T che cambia il futuro dei tumori del sangue
C’è un luogo nel Sud d’Italia dove i pazienti affetti dalle forme più aggressive di tumori del sangue non devono più fare i bagagli per andare a curarsi altrove. C’è un luogo a Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria dove la frontiera della medicina si sposta ogni anno un po’ più in là, sfidando i luoghi comuni su una Sanità meridionale arretrata e inefficiente. Quel luogo è il G.O.M. di Reggio Calabria, diretto dalla Dott.ssa Tiziana Frittelli.
Qui le Unità di Ematologia e del Centro Trapianti di Midollo Osseo “Alberto Neri” da molti anni trattano i pazienti affetti da tumori del sangue con terapie sofisticate e innovative, sperimentando i protocolli più all’avanguardia, come le terapie CAR-T — che rappresentano l’ultima frontiera dell’immunoterapia oncologica — senza mai trascurare la componente empatica dell’attività assistenziale.
E proprio in tema di terapie innovative, è notizia di pochi giorni fa che il G.O.M. di Reggio è tra i primi centri in Italia ad attivare la nuovissima terapia a base di cellule CAR-T per il mieloma multiplo recidivante. Lo scorso 26 aprile, infatti, è partita la procedura di preparazione dei linfociti per il primo paziente dell’Ospedale di Reggio con Cilta-cel (ciltacabtagene autocel). Si tratta della cura più recente a base di cellule CAR-T, in grado di garantire una remissione duratura per una malattia che fino a pochi anni fa era considerata incurabile.
CAR-T: un primato nel Sud
È notizia di pochi giorni fa che il G.O.M. di Reggio Calabria è tra i primi centri italiani ad attivare la nuova CAR-T Cilta-cel per il mieloma multiplo recidivante: il 26 aprile scorso è iniziata la preparazione dei linfociti del primo paziente trattato con questa terapia, disponibile in Italia da pochissimi giorni e capace di garantire remissioni durature.
Il Dr. Massimo Martino, Direttore della U.O.C. Ematologia e del C.T.M.O., ricorda che nel 2020 il G.O.M. è stato il primo ospedale pubblico del Sud a somministrare CAR-T, trattando con successo una paziente campana con linfoma refrattario dopo quattro linee terapeutiche fallite.
Questo traguardo ha posto fine ai cosiddetti “viaggi della speranza”, permettendo ai pazienti di curarsi vicino ai propri affetti, aspetto fondamentale nel percorso terapeutico.
Oggi il G.O.M. amplia ulteriormente le indicazioni CAR-T grazie a una strategia pluriennale fatta di formazione, ricercae infrastrutture adeguate.
Il Polo Oncoematologico del presidio “Morelli”
Grazie al lavoro della Direzione Strategica, è stato creato un Polo oncoematologico che riunisce tutte le specialità oncologiche nel presidio ospedaliero “Morelli”, dove operano anche l’Unità Farmaci Antitumorali — inaugurata lo scorso dicembre — e il laboratorio di Citofluorimetria.
Un modello multidisciplinare
Il percorso di cura coinvolge un team altamente qualificato e una rete interna che comprende Farmacia, Laboratorio di Processazione Cellule Staminali, Laboratorio di Tipizzazione Tissutale e Servizio Immunotrasfusionale.
Inoltre, ogni caso clinico complesso viene valutato in sinergia con altri reparti specialistici dell’Ospedale, come la Terapia Intensiva e la Neurologia, in un modello multidisciplinare che rappresenta oggi uno dei punti di forza del centro reggino.
Trapianti: una storia lunga oltre 30 anni
Il C.T.M.O., fondato nel 1992 dal prof. Alberto Neri, effettua trapianti autologhi e allogenici.
Il trapianto allogenico, pur essendo particolarmente complesso, rappresenta spesso l’unica possibilità di guarigione per pazienti affetti da leucemie refrattarie.
Il livello qualitativo dei trapianti effettuati al G.O.M. è assolutamente allineato ai migliori centri del Nord Italia e si avvale di benchmark con le migliori realtà europee. Ogni segmento diagnostico vanta specifiche certificazioni di qualità, tra cui JACIE, ISS, CNS, CNT, SIE, IBMDR RC01 ed EFI.
Un modello che sfida i pregiudizi
Il G.O.M. di Reggio Calabria dimostra che anche nel Mezzogiorno è possibile costruire un’eccellenza pubblica sanitaria, grazie all’innovazione delle cure, alla formazione continua, al lavoro di squadra e alla partecipazione alla rete nazionale GITMO, che coordina circa 90 centri italiani.
Va sottolineato, infine, che il Centro Trapianti Midollo Osseo del G.O.M. di Reggio Calabria attrae oggi una significativa mobilità attiva dalle regioni limitrofe, confermandosi punto di riferimento del Sud Italia per le cure ematologiche più avanzate.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
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Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
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55.9/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Tumore al pancreas: l’intelligenza artificiale lo individua fino a 3 anni prima della diagnosi Okmedicina
Il tumore del pancreas è tra i più temibili in oncologia: silenzioso nelle fasi iniziali, nella stragrande maggioranza dei casi viene diagnosticato quando ha già superato i confini della ghiandola, rendendo vana ogni speranza di cura chirurgica. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni si attesta ancora al di sotto del 15%. L’unica leva realmente efficace per cambiare questa prognosi è la diagnosi precoce — ma finora il pancreas è rimasto un organo straordinariamente difficile da sorvegliare con le tecniche convenzionali.
Un gruppo di ricercatori della Mayo Clinic ha ora pubblicato su Gut un lavoro destinato a segnare una svolta: un modello di intelligenza artificiale denominato REDMOD (Radiomics-based Early Detection MODel) è in grado di identificare i segnali precoci dell’adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC) su comuni TAC addominali eseguite per qualsiasi altra indicazione clinica — fino a tre anni prima che la malattia diventi clinicamente evidente.
Il nemico invisibile: perché il pancreas sfugge alla diagnosi precoce
L’adenocarcinoma duttale pancreatico rappresenta la forma più frequente di tumore pancreatico. La sua biologia lo rende particolarmente insidioso: nella fase preclinica, quando il tumore è ancora curabile, il pancreas mantiene un aspetto morfologicamente normale alla TAC convenzionale. Nessun nodulo visibile, nessuna alterazione strutturale grossolana che il radiologo possa segnalare.
Le conseguenze epidemiologiche sono drammatiche:
Oltre l’85% dei pazienti riceve la diagnosi dopo che la malattia ha già diffuso oltre la ghiandola.
Quando diagnosticato in fase localizzata, la sopravvivenza a cinque anni sale al 44% — un dato che ribadisce quanto sia cruciale intervenire in tempo.
Le proiezioni indicano che il tumore del pancreas diventerà la seconda causa di morte per neoplasia negli USA entro il 2030, con circa 67.530 nuovi casi attesi nel 2026.
Che cos’è REDMOD e come funziona
REDMOD è un modello di intelligenza artificiale basato sulla radiomica — una disciplina che estrae dall’imaging centinaia di caratteristiche quantitative relative alla texture e alla struttura dei tessuti, impercettibili all’occhio umano ma matematicamente rilevabili dagli algoritmi. Il sistema analizza la finissima architettura tissutale del pancreas nella TAC standard, cogliendo le micro-alterazioni che precedono di molto la comparsa di una massa visibile.
Il framework comprende diversi elementi tecnici di rilievo:
Segmentazione automatica del pancreas: il sistema delinea autonomamente i contorni della ghiandola dal tessuto circostante, eliminando la variabilità legata alla segmentazione manuale.
Estrazione di feature radiomiche: vengono calcolate centinaia di variabili quantitative che descrivono la texture, la densità e l’eterogeneità del parenchima pancreatico.
Classificazione del rischio: il modello assegna un punteggio di rischio neoplastico, stabile nel tempo e confrontabile tra istituzioni diverse, sistemi di imaging diversi e protocolli acquisitivi diversi.
Integrazione nel flusso clinico: REDMOD è progettato per essere applicato a TAC addominali già eseguite per altri motivi, senza richiedere alcuna preparazione manuale aggiuntiva.
I risultati dello studio: numeri che parlano chiaro
I ricercatori hanno validato REDMOD su quasi 2.000 TAC addominali provenienti da più istituzioni — tutte originariamente refertate come normali, incluse quelle di pazienti successivamente diagnosticati con PDAC. Il confronto diretto con le prestazioni dei radiologi esperti è inequivocabile:
Il dato più impressionante emerge nell’analisi per sottogruppo temporale: nelle TAC eseguite più di due anni prima della diagnosi clinica, REDMOD ha identificato quasi tre volte più tumori rispetto agli specialisti (68% vs 23%). Il tempo medio di anticipazione diagnostica è stato di 475 giorni — circa 16 mesi — con casi individuati fino a tre anni prima.
Altrettanto rilevante è la specificità dell’88%: su una coorte indipendente di 539 pazienti sani, il modello ha correttamente classificato come privi di tumore l’88% dei soggetti, contenendo il rischio di falsi positivi. La stabilità longitudinale del punteggio di rischio — con un accordo del 90-92% in caso di scansioni ripetute — garantisce inoltre la riproducibilità del modello nel tempo.
Popolazioni ad alto rischio: un’opportunità clinica concreta
Il lead author dello studio, il Prof. Ajit Harishkumar Goenka, radiologo e specialista in medicina nucleare della Mayo Clinic, ha sottolineato che REDMOD è in grado di identificare la firma radiologica del tumore da un pancreas apparentemente normale in contesti clinici eterogenei. Il modello è progettato specificamente per essere applicato a popolazioni ad alto rischio:
Pazienti con diabete mellito di nuova insorgenza, in cui l’alterazione glicemica può essere il primo segnale di un PDAC in fase occulta.
Soggetti con pancreatite cronica o con familiarità per tumore pancreatico.
Portatori di mutazioni germinali associate a neoplasie pancreatiche (BRCA2, PALB2, STK11, CDKN2A).
Fumatori e soggetti con obesità, entrambi fattori di rischio consolidati.
In questi soggetti, l’applicazione di REDMOD alle TAC già eseguite per altre indicazioni consentirebbe di sfruttare un’opportunità diagnostica finora sistematicamente sprecata.
Implicazioni cliniche e prospettive future
I ricercatori stessi sottolineano che la validazione prospettica rimane il passo indispensabile per confermare l’utilità clinica di REDMOD prima di una sua adozione su larga scala. Tuttavia, i risultati attuali rappresentano — nelle loro parole — “un avanzamento significativo verso il passaggio da una diagnosi tardiva e sintomatica a un’intercettazione proattiva pre-clinica”.
Le ricadute potenziali sul sistema sanitario sono molteplici:
Riclassificazione del rischio: i referti TAC normali nei pazienti ad alto rischio non sarebbero più definitivi, ma arricchiti da una valutazione quantitativa del rischio neoplastico sottosoglia.
Riduzione del time-to-diagnosis: anticipare la diagnosi di oltre un anno — e fino a tre — traduce in un aumento concreto delle possibilità di resezione chirurgica curativa.
Costo-efficacia: il modello si applica a imaging già disponibile, senza aggiunta di esami, radiazioni o costi strumentali.
Scalabilità multi-istituzionale: la validazione su dati provenienti da più centri con diversi sistemi TAC dimostra la generalizzabilità del modello al di là del setting originale.
Per il medico internista, questa ricerca suggerisce di considerare con attenzione ogni TAC addominale eseguita in pazienti con profilo di rischio per PDAC: quando strumenti come REDMOD saranno disponibili nella pratica clinica, quella che oggi è una scansione di routine potrà trasformarsi in una diagnosi salvavita.
Commento editoriale
Quello che REDMOD realizza non è un miracolo tecnologico: è il risultato dell’applicazione rigorosa della radiomica a un problema clinico di enorme portata. La diagnostica per immagini ha da sempre aspettato che i tumori diventassero visibili; ora l’intelligenza artificiale ci insegna a leggere ciò che l’occhio non vede — i cambiamenti submorfologici che precedono di anni la comparsa della malattia. Il tumore del pancreas ha per troppo tempo avuto il privilegio dell’invisibilità. Con REDMOD, questo privilegio inizia a essere scalfito.
Goenka, AH, et al. (2026). Intelligenza artificiale di nuova generazione per la rilevazione del cancro al pancreas non visibile in contesti a bassa prevalenza, con stabilità longitudinale e generalizzabilità multi-istituzionale. Gut. https://doi.org/10.1136/gutjnl-2025-337266
Jan, Z., El Assadi, F., Abd-alrazaq, A., & Jithesh, PV (2023). Intelligenza artificiale per la previsione e la diagnosi precoce del cancro al pancreas: Scoping review. Journal of Medical Internet Research, 25, e44248. https://doi.org/10.2196/44248
Almufareh, MF, Tehsin, S., Humayun, M., Kausar, S., Farooq, A., Aldossary, H., & Aljohani, A. (2026). Dalla radiomica ai trasformatori nella diagnosi e nella prognosi del cancro al pancreas. Frontiers in Medicine, 12, 1731922. https://doi.org/10.3389/fmed.2025.1731922
Huang, B., Huang, H., Zhang, S., Zhang, D., Shi, Q., Liu, J., & Guo, J. (2022). Intelligenza artificiale nel cancro del pancreas. Teranostica, 12(16), 6931–6954. https://doi.org/10.7150/thno.77949
Istituto Nazionale del Cancro. (2026). Statistiche sul cancro SEER: cancro al pancreas. https://seer.cancer.gov/statfacts/html/pancreas.html