📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
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Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Kylie Minogue, l'incubo del tumore al seno dopo 20 anni dalla diagnosi. Le umiliazioni e la confessione: «È ancora con me Open
L'artista australiana ripercorre anche i periodi più complicati della sua carriera in una miniserie per Netflix. Soprattutto quando era sotto una fortissima pressione mediatica: cosa fa oggi e come vede il suo futuro
A vent’anni dalla diagnosi, Kylie Minogue torna a parlare del tumore che le sconvolse la vita nel 2005. Lo fa in una docuserie in tre puntate prodotta da Netflix, dedicata al suo percorso umano e artistico. La popstar australiana, oggi 57 anni, ha raccontato che il peso emotivo di quella scoperta non l’ha mai abbandonata: «Da dove comincio? Shock», ricorda ripensando al giorno della diagnosi. «Stai cercando di capire qualcosa a cui non hai mai pensato prima. È un corso intensivo, profondo ed esteso, e ancora oggi è con me in molti modi».
I primi anni di carriera e l’umiliazione davanti ai media
Nel racconto affidato al documentario, la cantante ripercorre anche gli anni più complicati della sua ascesa, quando il passaggio dalla soap Neighbours alla musica la espose a una pressione mediatica difficile da reggere. Rivedendo oggi le interviste di quel periodo, ammette di provare lo stesso smarrimento di allora. «Quando rivedo quelle immagini, sono ancora confusa come lo ero a 19 anni», ha dichiarato alla Bbc. «A volte sembrava solo umiliazione, dover restare dentro quella cornice e affrontarla».
Londra, il vino e uno sguardo sulle nuove generazioni
Trasferitasi da tempo a Londra, dove ha messo radici sia professionali sia personali, Minogue si è da poco lanciata anche nella produzione vinicola. Guardando alle popstar emergenti, riconosce che oggi il sistema riserverebbe loro un trattamento meno brutale rispetto a quello che subì lei. Pur ammettendo, però, che i social media hanno aperto un nuovo fronte di esposizione e di pressione per chi vive sotto i riflettori.
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La scelta di raccontarsi: «Se non ora, quando?»
Alla Bbc ha spiegato anche perché abbia accettato proprio adesso di mettersi davanti alla telecamera per un progetto così personale, dopo anni di rifiuti. «Per anni mi è stato proposto e ho sempre detto di no. Alla fine mi sono chiesta: se non ora, quando?». Una decisione maturata lentamente, che ha richiesto di rimettere mano a capitoli mai del tutto archiviati della sua biografia.
Il futuro tra musica, recitazione e il sogno di Hyde Park
Guardando avanti, Minogue non chiude la porta a nessuna delle sue due anime artistiche: vorrebbe tornare a recitare e continuare a fare musica, descritta come «un’amica fidata» e «una salvezza». E lascia in sospeso anche l’ipotesi di un nuovo concerto a Hyde Park, palco simbolico della sua carriera londinese: «Ci rivedremo a Hyde Park e, forse, succederà davvero. Sarebbe meraviglioso».
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Da piccola paziente oncoematologia all'ospedale Perugia a ricercatrice su leucemia (2) ANSA
Redazione AnsaPERUGIA - Maggio 19,2026 - News (ANSA) - PERUGIA, 19 MAG - "Un'emozione indescrivibile - ha detto Franco Chianelli - per tutto il Comitato e per me. La consegna di questo premio rappresenta per tutti noi un insieme di emozioni.In primo luogo abbiamo voluto mantenere una promessa fatta agli amici e ai colleghi di Andrea che hanno voluto onorare il suo amore per la medicina facendo una donazione al Comitato per la vita 'Daniele Chianelli' di 8 mila euro. Noi abbiamo aggiunto il resto e, ne siamo certi, non c'è modo migliore per ricordare un giovane medico che ha lasciato il segno, non solo per il suo talento, ma anche per la grande umanità e per la capacità di empatia verso i pazienti. E forse non è un caso che questa borsa di studio venga assegnata ad una giovane ricercatrice che molti anni fa è stata una bimba malata, che io e mia moglie abbiamo conosciuto in ospedale e che oggi dedica la sua vita allo studio di queste terribili malattie. Ci piace pensare che il nome di Andrea Coccia resti strettamente legato alla speranza di guarigione per molti malati. Voglio infine esprimere un forte apprezzamento verso gli amici e colleghi di Andrea che si sono fatti promotori dell'iniziativa di intitolargli l'aula Tutor del dipartimento"."Sono estremamente felice" ha detto Maria Crocioni, che ha voluto ringraziare la professoressa Maria Paola Martelli e la sua mentore, la professoressa Cristina Mecucci. "Questa borsa rappresenta un modo per acquisire ciò che Andrea ha lasciato e nel suo ricordo fare qualcosa di utile" ha aggiunto."Dedicare un'aula studio ad Andrea - ha detto il rettore Marianelli - ha un significato profondo, ci consente di dare vita ai luoghi, in cui continuare il lavoro umano. L'Università è fatta di questi spazi di relazione, di incontri, di vita".(ANSA).
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La Asl di Teramo in Senato per un focus sull’innovazione in oncologia cityrumorsabruzzo.it
Roma. Un pomeriggio dedicato all’innovazione, alla cura e alla dignità del paziente oncologico ha fatto da cornice al convegno ospitato oggi nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniano al Senato della Repubblica.
La Asl di Teramo ha partecipato all’incontro dal titolo “Innovazione in oncologia: l’importanza dei caschetti refrigeranti”, promosso dal senatore Guido Quintino Liris, capogruppo in commissione bilancio al Senato in collaborazione con l’associazione Herakles – Cultura e Identità APS ETS, presieduta da Gianni Di Marco.
Al centro dell’incontro il tema dei caschetti refrigeranti e del loro impiego nei percorsi di cura oncologici, quale esempio concreto di innovazione tecnologica applicata all’umanizzazione delle terapie.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “Non smettere di sentirti bella”, nato per offrire un aiuto concreto alle donne e agli uomini che affrontano la chemioterapia e che, oltre alla malattia, vivono spesso anche le conseguenze psicologiche legate alla perdita dei capelli.
Il progetto è stato sostenuto da una raccolta fondi promossa dall’associazione Herakles, che ha coinvolto cittadini, imprese e realtà del territorio della provincia di Teramo in un gesto concreto di solidarietà, generosità e attenzione alla dignità dei pazienti oncologici.
La raccolta fondi ha consentito di raggiungere in pochi mesi un importante risultato: reperire le risorse necessarie per l’acquisto di un sistema Paxman Scalp Cooling del valore di circa 50mila euro, apparecchiatura destinata al reparto di Oncologia dell’ospedale di Giulianova.
Il dispositivo, progettato per la refrigerazione del cuoio capelluto durante i trattamenti chemioterapici, contribuisce a ridurre l’afflusso dei farmaci ai follicoli piliferi, limitando in molti casi la caduta dei capelli e aiutando i pazienti a preservare la propria immagine personale durante il percorso terapeutico.
L’evento ha visto la partecipazione del direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia, di quello amministrativo Franco Santarelli e di quello sanitario Francesco Delle Monache. Sono intervenuti inoltre i senatori della Repubblica Guido Quintino Liris ed Etelwardo Sigismondi, il deputato della Repubblica Guerino Testa, l’assessore alla salute della Regione Abruzzo Nicoletta Verì, la consigliera regionale Marilena Rossi e la consigliera comunale di Giulianova Marialuigia Orfanelli.
Al dibattito hanno preso parte anche Ida Paris, responsabile della Senologia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Laura Lezzi, dirigente medico del Day hospital oncologico di Giulianova.
Hanno inoltre portato il loro contributo Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna ODV e coordinatrice del gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, Gianni Di Marco, presidente di Herakles – Cultura e Identità APS ETS, e Giovanni Lorenzini, presidente di Praesidia, azienda distributrice Paxman.
Nel corso del convegno è stato evidenziato come le nuove tecnologie possano integrarsi efficacemente nei percorsi terapeutici non solo sotto il profilo clinico, ma anche nella tutela della dimensione emotiva, psicologica e relazionale della persona.
Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’umanizzazione delle cure e al valore della collaborazione tra cittadini, imprese, istituzioni e mondo sanitario nel rendere l’assistenza sempre più vicina ai bisogni dei pazienti.
“Quando si affrontano patologie oncologiche bisogna tenere in considerazione anche gli aspetti più impattanti e invalidanti della malattia, che possono condizionare l’esito stesso delle terapie. Per questo è fondamentale l’umanizzazione delle cure. Le associazioni svolgono un ruolo importantissimo e, insieme alle istituzioni, riescono a dare risposte concrete ai bisogni che arrivano dal territorio. I caschetti refrigeranti rappresentano un’opportunità in più per tutelare la dignità emotiva ed estetica delle donne che affrontano questo percorso. La differenza la fanno le persone, la loro sensibilità e la capacità dei professionisti di prendere in carico i pazienti e le loro famiglie, garantendo una qualità di vita migliore”, ha affermato Liris.
“Oggi in Abruzzo esiste una rete fatta di ascolto continuo tra istituzioni, associazioni e operatori sanitari, e questo ci consente di dare risposte concrete ai pazienti. Oggi c’è orgoglio per i risultati raggiunti dall’Abruzzo: abbiamo investito nell’innovazione tecnologica, nella medicina di prossimità e nel potenziamento della rete oncologica, tra le prime realizzate a livello nazionale. Oggi un paziente oncologico sa dove andare, quali sono i centri di riferimento e può contare su percorsi di cura sempre più appropriati e umani. Per questo ringrazio chi ha reso possibile la donazione dei caschetti refrigeranti, strumenti che aiutano i pazienti a preservare la propria identità e ad affrontare con maggiore serenità il percorso terapeutico”, ha sottolineato Verì.
“La malattia è qualcosa che riguarda tutti e coinvolge non solo il paziente, ma l’intera famiglia. Non è facile guardare la malattia negli occhi e affrontarne anche le conseguenze: vedersi senza capelli, per una donna, è molto difficile. Iniziative come questa hanno un valore importante dal punto di vista umano oltre che sanitario. L’unione fa la forza: la malattia ci deve unire e la scienza ci deve unire”, ha commentato Marilena Rossi.
“I caschetti refrigeranti rappresentano un esempio concreto di come la tecnologia possa essere messa al servizio della persona. Il punto centrale non è soltanto tecnologico: è culturale e umano. È il richiamo alla necessità di ricordare che ogni intervento sanitario, anche il più avanzato, deve sempre porre al centro la persona nella sua interezza. È questo il senso più profondo dell’umanizzazione delle cure: accompagnare il paziente non solo nel trattamento clinico, ma anche nella dimensione emotiva e relazionale della malattia”, ha dichiarato Di Giosia.
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Da piccola paziente oncoematologia all'ospedale Perugia a ricercatrice sulla leucemia ANSA
Redazione AnsaPERUGIA - Maggio 19,2026 - News (ANSA) - PERUGIA, 19 MAG - Da piccola paziente in oncoematologia pediatrica all'ospedale di Perugia a ricercatrice impegnata nello studio della leucemia mieloide acuta. È la storia di Maria Crocioni, alla quale è stata assegnata nel capoluogo umbro la borsa di studio intitolata al giovane specializzando in Ematologia Andrea Coccia, scomparso lo scorso anno.Il contratto di ricerca, del valore di quasi 30mila euro, è finanziato dal Comitato per la vita "Daniele Chianelli" e sosterrà il progetto "Diagnosi e terapia di precisione nella Leucemia mieloide acuta".Una cerimonia, quella in cui è stata consegnata la borsa di studio, carica di emozione, fortemente voluta dagli amici e dai colleghi di Andrea, alla quale hanno preso parte il rettore dell'Università di Perugia Massimiliano Marianelli, il direttore del Dipartimento di Medicina e chirurgia Francesco Grignani, il presidente del Corso di laurea in Medicina e chirurgia Giuseppe Nocentini, la direttrice della Struttura complessa di Ematologia Maria Paola Martelli e il presidente del Comitato per la vita "Daniele Chianelli", Franco Chianelli. Presenti anche moltissimi studenti ed ex pazienti. Tra questi una giovane di Brescia, coetanea di Andrea e sua paziente. "Sarebbe diventato un grande ematologo - ha detto - per l'attenzione e l'umanità con cui si rapportava con noi pazienti. A volte sembrava non volersene mai andare, perché ci vedeva soffrire, non lo dimenticherò mai".(ANSA).
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Biopsia liquida rivoluziona terapie mirate nel cancro al seno, afferma Malapelle V-news.it
Tumori: oncologo Malapelle ‘con biopsia liquida terapie a bersaglio molecolare in cancro al seno’
Biopsia liquida: un’innovazione cruciale
La biopsia liquida rappresenta un importante passo avanti nella diagnosi e nel trattamento dei tumori, in particolare per il cancro al seno. Questa procedura consiste in un semplice prelievo di sangue dal paziente, da cui viene estratto il DNA tumorale circolante. Grazie a questa tecnologia, i medici possono identificare con maggiore precisione i marcatori tumorali e orientare le pazienti verso terapie a bersaglio molecolare, che sono sempre più utilizzate nella medicina di precisione. La capacità di analizzare il DNA presente nel sangue offre una panoramica dettagliata della biologia del tumore, permettendo un approccio terapeutico personalizzato e mirato.
Il ruolo di Umberto Malapelle
Umberto Malapelle, coordinatore del gruppo di Patologia molecolare e Medicina di precisione della SIAPEC e presidente della ISLB, è una figura di riferimento nel panorama oncologico italiano. Durante un recente incontro organizzato dalla comunità oncologica e dalle associazioni dei pazienti, Malapelle ha discusso del crescente ruolo della biopsia liquida nella medicina di precisione, in particolare per il tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2. La sua esperienza e le sue ricerche hanno contribuito a fare luce sulle potenzialità di questa innovazione, sottolineando l’importanza di rendere accessibili queste tecnologie a tutte le pazienti.
Accesso alle terapie innovative
Un aspetto cruciale emerso durante l’incontro è stato l’accesso alle terapie a bersaglio molecolare. Malapelle ha evidenziato come la biopsia liquida non solo possa fornire informazioni vitali per la scelta della terapia, ma anche consentire un monitoraggio continuo della malattia. Tuttavia, l’accesso a queste tecnologie innovative non è uniforme e varia significativamente da regione a regione. Questo solleva interrogativi importanti riguardo all’equità nella cura dei pazienti oncologici, in particolare per quelli affetti da forme avanzate di cancro al seno. La comunità oncologica e le associazioni dei pazienti stanno lavorando per garantire che tutti abbiano la possibilità di avvalersi di queste nuove opportunità terapeutiche.
Il futuro della medicina di precisione
La medicina di precisione rappresenta un futuro promettente per il trattamento dei tumori, e la biopsia liquida è al centro di questa evoluzione. Con l’avanzare della ricerca e lo sviluppo di nuove terapie, è probabile che vedremo un incremento nell’uso di approcci personalizzati che mirano a migliorare le possibilità di successo dei trattamenti. Malapelle e altri esperti del settore stanno spingendo affinché queste innovazioni siano integrate nei protocolli di cura standard, affinché ogni paziente possa beneficiare delle opzioni terapeutiche più avanzate e appropriate per la propria condizione. La sfida rimane quella di garantire che tutti i pazienti, indipendentemente dalla loro situazione geografica o socioeconomica, possano accedere a queste cure di avanguardia.
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Criteri Critici
Biopsia liquida: nuova speranza per le cure innovative nel cancro al seno V-news.it
La biopsia liquida rappresenta un'innovazione fondamentale nella diagnosi e nel trattamento del cancro al seno, offrendo un metodo meno invasivo e più preciso rispetto alle biopsie tradizionali. Massimo Di Maio, presidente dell'Aiom, sottolinea l'importanza di garantire l'accesso a queste tecnologie innovative per tutti i pazienti, promuovendo una medicina di precisione e un futuro più promettente nella lotta contro il cancro.
Tumore: Di Maio (Aiom), biopsia liquida per accesso a cure innovative in cancro al seno
Biopsia liquida: un’innovazione fondamentale
La biopsia liquida rappresenta una vera e propria rivoluzione nel campo della diagnosi e del trattamento dei tumori, in particolare del cancro al seno. Questo esame, che analizza il Dna tumorale presente nel sangue del paziente, offre numerosi vantaggi rispetto alle biopsie tradizionali, che richiedono un prelievo di tessuto tumorale. Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), ha sottolineato l’importanza di questo approccio durante un incontro tenutosi a Milano. “La biopsia liquida è meno invasiva e consente di ottenere informazioni cruciali senza il disagio di un intervento chirurgico”, ha affermato Di Maio, evidenziando come questa metodologia possa migliorare significativamente l’accesso alle cure innovative per i pazienti.
Diagnostica moderna per pazienti oncologici
Secondo Di Maio, la biopsia liquida non solo riduce il rischio di complicazioni, ma fornisce anche una diagnostica aggiornata e precisa. “Oggi è uno standard in molte situazioni cliniche”, ha aggiunto, sottolineando la capacità di questo test di identificare correttamente i pazienti che possono beneficiare di trattamenti specifici. Questo approccio personalizzato è fondamentale, in quanto consente ai medici di adattare le terapie in base alle caratteristiche genetiche del tumore, massimizzando così l’efficacia del trattamento e riducendo gli effetti collaterali.
Accesso alle cure innovative
Il tema dell’accesso alle cure innovative è centrale nel dibattito attuale sulla salute. La biopsia liquida, come sottolineato da Di Maio, rappresenta un passo avanti verso la medicina di precisione, che mira a garantire che ogni paziente riceva il trattamento più adeguato alle proprie esigenze. Tuttavia, l’implementazione di queste nuove tecnologie non è priva di sfide. È necessario lavorare affinché tutti i pazienti, indipendentemente dalla loro situazione economica o geografica, possano avere accesso a queste innovazioni. “Dobbiamo assicurarci che le nuove tecnologie siano disponibili per tutti”, ha affermato Di Maio, evidenziando l’importanza di politiche sanitarie inclusive e lungimiranti.
Verso un futuro più promettente
Il futuro della lotta contro il cancro al seno appare più promettente grazie all’integrazione della biopsia liquida nelle pratiche cliniche. Con la continua evoluzione delle tecnologie e delle conoscenze scientifiche, la diagnosi precoce e il trattamento personalizzato potrebbero diventare la norma, piuttosto che l’eccezione. La comunità medica, insieme alle istituzioni, deve continuare a investire nella ricerca e nella diffusione di queste tecnologie, affinché ogni paziente possa avere una chance in più nella lotta contro il cancro. La biopsia liquida non è solo un’innovazione tecnica, ma un’opportunità per trasformare radicalmente l’approccio alla cura dei tumori, rendendo le terapie più efficaci e accessibili.
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Oggi in Italia, per 15.500 donne con tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2 negativo è necessaria la biopsia liquida per selezionare le terapie più efficaci. (ANSA)
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S'intitola "Un altro passo", lo spettacolo presentato nella sede della Regione Lazio che intreccia teatro, moda e scienza per raccontare il progresso dell'oncologia e il valore della ricerca, in scena il 25 maggio prossimo nello Spazio Rossellini a Roma. (ANS…
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Curigliano (Esmo): "Biopsia liquida cruciale con mutazione Esr1 in cancro al seno" Adnkronos
"E' fondamentale sottoporre a biopsia liquida tutte le donne che mostrano una progressione della malattia dopo una prima linea di trattamento con inibitori delle cicline per forme metastatiche. Svolgere la biopsia liquida è cruciale, poiché sappiamo che più del 40% di queste pazienti presenta la mutazione di Esr1: senza questo esame diagnostico la mutazione non verrebbe identificata, negando di fatto l'accesso a una terapia mirata ed efficace". Lo ha detto Giuseppe Curigliano, presidente eletto dell'Esmo - European Society for Medical Oncology e professore del Dipo-Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell'università di Milano, intervenendo all'incontro organizzato oggi a Milano sull'accesso alla biopsia liquida per la medicina di precisione nella cura del tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2.
"Medicina di precisione - spiega Curigliano - significa isolare il Dna tumorale tramite biopsia (tissutale o liquida), sequenziarlo e identificare le specifiche mutazioni che rappresentano il bersaglio molecolare per determinate terapie. L'impiego di elacestrant nelle donne con la mutazione è un chiaro esempio di medicina di precisione applicata alla patologia mammaria". Le terapie biologiche "rappresentano una vera rivoluzione nell'ambito del tumore mammario - afferma - perché offrono una straordinaria qualità della vita, una minima tossicità e una compliance che in genere sfiora il 100%. Nello specifico - sottolinea - le terapie orali in questione sono trattamenti definiti tecnicamente biomarker-driven: per poter somministrare un farmaco attivo, è necessario identificare prima una mutazione specifica".
"Tra queste terapie orali - evidenzia lo specialista - va sicuramente menzionato l'elacestrant. Si tratta del primo farmaco della classe degli Oral Serd (degradatori selettivi orali del recettore degli estrogeni) e rappresenta un successo per lo sviluppo e la ricerca italiana, essendo commercializzato da un'azienda del nostro Paese. I pazienti eleggibili per questa terapia sono coloro che presentano una malattia metastatica endocrino-responsiva, Her2-negativa, e che sono portatori della specifica mutazione del gene Esr1, la quale deve essere ricercata tramite biopsia liquida".
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
37.4/100
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❌
Criteri Critici
Malapelle (Islb): "Biopsia liquida per terapia mirata in cancro seno metastatico" Adnkronos
La biopsia liquida "è una delle procedure che sta permettendo di realizzare il percorso di caratterizzazione molecolare, in questo caso per le pazienti con tumore della mammella in stadio avanzato, ma in generale per molti tumori solidi. Si tratta di una procedura minimamente invasiva - un semplice prelievo di sangue - da cui viene estratto il Dna tumorale circolante. Questo viene poi analizzato per individuare la presenza di alterazioni che possono rappresentare marcatori predittivi, positivi o negativi, di risposta ai trattamenti. Nel caso specifico del tumore della mammella, permette di identificare questi marcatori e di indirizzare le pazienti verso terapie a bersaglio molecolare. E', a tutti gli effetti, una delle procedure che sta ridefinendo il panorama diagnostico e predittivo per i farmaci di nuova generazione". Lo ha detto Umberto Malapelle, coordinatore del Gruppo di patologia molecolare e medicina di precisione della Siapec - Società italiana di anatomia patologica e citopatologia diagnostica e presidente Islb-International Society of Liquid Biopsy, partecipando oggi a Milano all'incontro organizzato dalla comunità oncologica e delle associazioni dei pazienti per fare il punto sulla medicina di precisione nella cura del tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2 e sull'accesso alla biopsia liquida.
Lo svolgimento del test ha bisogno di una competenza particolare. "La fase di caratterizzazione - spiega l'esperto - richiede un expertise profondo, che si sviluppa all'interno dei laboratori di anatomia patologica e di patologia molecolare predittiva. Richiede l'accesso a infrastrutture dedicate, ma soprattutto un solido know-how: l'interpretazione dei risultati emersi da queste analisi necessita di una formazione specifica, poiché si lavora su micro-tracce di informazione. Eppure, queste tracce possono rappresentare un vero spartiacque per la cura dei pazienti".
Proprio per questo "bisogna investire su questa tecnologia che è prima di tutto un'opportunità per i malati - sottolinea Malapelle - E' necessario investire risorse e formazione per garantire l'accesso a questi test, consentendo così di selezionare il miglior percorso terapeutico che un oncologo possa disegnare, sulla base delle caratterizzazioni offerte dal patologo molecolare e dall'anatomopatologo".
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
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Criteri Critici
Tumori: seno metastatico, Curigliano (Esmo) ‘con biopsia liquida terapia mirata per oltre 40% pazienti’ Quotidiano Nazionale
Tumori: seno metastatico, Curigliano (Esmo) ‘con biopsia liquida terapia mirata per oltre 40% pazienti’ “Medicina di precisione significa isolare il Dna tramite biopsia - tissutale o liquida - sequenziarlo e identificare le specifiche mutazioni che rappresentano il bersaglio molecolare per determinate terapie. Svolgere la biopsia liquida è cruciale, poiché sappiamo che più del 40%” delle pazienti con tumore al seno metastatico “presenta la mutazione di Esr1: senza questo esame diagnostico, la mutazione non verrebbe identificata, negando di fatto l'accesso a una terapia mirata ed efficace”. Sono le parole di Giuseppe Curigliano, presidente eletto dell’Esmo - European Society for Medical Oncology e professore del Dipo-Dipartimento di oncologia ed Emato-oncologia dell’università di Milano, intervenendo all’incontro organizzato nel capoluogo lombardo per fare il punto sulla medicina di precisione nella cura del tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2 e sull’accesso alla biopsia liquida.
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Criteri Critici
Tumori: oncologo Malapelle ‘con biopsia liquida terapie a bersaglio molecolare in cancro al seno’ Quotidiano Nazionale
Tumori: oncologo Malapelle ‘con biopsia liquida terapie a bersaglio molecolare in cancro al seno’ La biopsia liquida “è un semplice prelievo di sangue da cui viene estratto il Dna tumorale circolante. Nel caso specifico del tumore della mammella, permette di identificare i marcatori e di indirizzare le pazienti verso terapie a bersaglio molecolare. È, a tutti gli effetti, una delle procedure che sta ridefinendo il panorama diagnostico e predittivo per i farmaci di nuova generazione”. Lo ha detto Umberto Malapelle, coordinatore del gruppo di Patologia molecolare e Medicina di precisione della Siapec (Società italiana di Anatomia patologica e Citopatologia diagnostica) e presidente della Islb (International society of liquid biopsy), partecipando all’incontro organizzato dalla comunità oncologica e delle associazioni dei pazienti, per fare il punto sulla medicina di precisione nella cura del tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2 e sull’accesso alla biopsia liquida.
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Di Maio (Aiom): "No disparità su biopsia liquida in cancro seno metastatico" Adnkronos
"Oggi, per fortuna, possiamo contare su tanti progressi scientifici che possono tradursi in opportunità diagnostiche e terapeutiche per i pazienti. Però è importante che questa innovazione sia resa disponibile in maniera equa e tempestiva per tutti quelli che ne hanno bisogno. Purtroppo, al momento esiste un rischio di disparità anche all'interno del nostro Paese, per le differenze nelle possibilità di accesso tra varie realtà locali e regioni". Lo ha detto Massimo Di Maio, presidente Aiom - Associazione italiana di oncologia medica, intervenendo oggi a Milano all'incontro dedicato alla medicina di precisione nel tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2 negativo e all'accesso alla biopsia liquida.
Secondo il presidente di Aiom, oggi "la differenza non è soltanto nell'accesso al farmaco, ma anche nell’accesso al test diagnostico", indispensabile "per selezionare correttamente i pazienti che possono beneficiare di un certo trattamento. In questo contesto - osserva - non avere a disposizione un test diagnostico, tra cui per esempio la biopsia liquida, potrebbe compromettere un accesso equo e tempestivo ai migliori trattamenti disponibili. Questo test - spiega - è un esame che consente di indagare il Dna del tumore attraverso il sangue. Si tratta quindi di un esame meno invasivo per il paziente, perché consiste in un semplice prelievo ematico e non necessariamente del prelievo del tessuto tumorale, che in alcuni casi può essere complesso".
Questo strumento diagnostico, precisa Di Maio, "consente di fotografare le caratteristiche della malattia anche in momenti diversi della sua storia clinica, quando la biologia del tumore può cambiare in risposta ai trattamenti ricevuti". Oggi la biopsia liquida rappresenta "un esame standard in molte situazioni cliniche" e permette di "garantire una diagnostica moderna, capace di selezionare correttamente i pazienti che possono beneficiare di specifici trattamenti".
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All'ospedale di Perugia prima terapia genica per il trattamento della beta-talassemia ANSA
Redazione AnsaPERUGIA - Maggio 19,2026 - News (ANSA) - PERUGIA, 19 MAG - Somministrata all'ospedale di Perugia per la prima volta, a un quattordicenne, la terapia genica per il trattamento della beta-talassemia e dell'anemia falciforme interamente rimborsata dal Servizio sanitario nazionale. Lo ha annunciato il senatore di Fratelli d'Italia Francesco Zaffini, presidente della Commissione Sanità, lavoro e previdenza di Palazzo Madama.La terapia è stata fatta sotto la guida del dottor Francesco Arcioni, direttore della struttura complessa di oncoematologia pediatrica e responsabile del programma di terapia genica presso l'Azienda Ospedaliera del capoluogo umbro."Con questo importante successo - ha sottolineato Zaffinini in una nota - l'Umbria recupera il primato che le compete per la sua storia nel campo dell'ematologia clinica e l'Italia si dimostra ancora una volta pioniera nel trattamento delle malattie rare e complesse, che richiedono soluzioni terapeutiche altamente innovative rese accessibili a tutti i cittadini grazie all'universalità del nostro sistema sanitario; sono trattamenti, come quello somministrato oggi al minore, definiti 'one shot' che permettono cioè di cambiare radicalmente la vita dei pazienti guarendo dalla patologia.Effetto particolarmente prezioso per chi la vita l'ha appena iniziata. Affinché questo primato non rimanga un caso isolato ma rappresenti invece un modello strutturale di accesso all'innovazione per tutti i pazienti, è necessario implementare una governance specifica e sostenibile in grado di regolamentare in modo organico l'accesso alle terapie avanzate"."É in questo scenario - dice il presidente della Commissione Sanità - che si inserisce il disegno di legge sulle terapie avanzate a mia prima firma, quale arena di confronto e di costruzione congiunta di un nuovo modello di finanziamento, presa in carico e accesso alle terapie avanzate con l'auspicio che possa incentivare sia gli investimenti in Italia in questo settore che accelerare l'accesso per i pazienti". (ANSA).
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Criteri Critici
Tumore al colon, riparte lo screening Corriere di Viterbo
“Screening per il tumore del colon retto? Fatto! Alla prevenzione mettici la spunta” è il claim della campagna di comunicazione della Regione Lazio che, a partire ieri, invita tutte le persone, donne e uomini dai 50 ai 74 anni, a effettuare i test gratuiti per la diagnosi precoce del tumore del colon retto. Lo screening ha cadenza biennale.
Tumore al colon, riparte lo screening
E’ possibile ritirare e poi riconsegnare il kit, anche senza aver ricevuto la lettera di invito, presso uno dei centri della propria Asl oppure in una delle farmacie aderenti al programma di screening del tumore del colon retto. Nella Tuscia, spiega la Asl di Viterbo, l’obiettivo è raggiungere 73.166 uomini e donne fra i 50 ed i 74 anni con l’invito a ritirare il kit per lo screening del colon retto. I kit vengono rilasciati da 79 farmacie e nove centri Asl sparsi in maniera capillare sul territorio, che provvedono ad inviarli al laboratorio analisi dell’ospedale Santa Rosa per essere processati.
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Come funziona
Se l’esame è negativo l’utente riceve una lettera al proprio domicilio che è un vero e proprio referto di negatività e l’invito a ripetere l’esame dopo due anni. Per gli esiti positivi il Coordinamento screening effettua una telefonata per comunicare la positività e pianificare un approfondimento diagnostico in uno dei tre centri di endoscopia digestiva dislocati negli ospedali di Viterbo, Tarquinia e Civita Castellana.
L’Asl: “Il paziente non è mai lasciato solo ma segue un percorso completo”
“L’importanza di effettuare la prevenzione oncologica offerta dalla Asl di Viterbo – spiega la Asl – è nel fatto che il paziente non è mai lasciato solo ma segue un percorso completo di cura fino alla guarigione”. Nella Tuscia il servizio è affidato al direttore di Endoscopia digestiva dei tre centri, il dottor Costantino Zampaletta, e alla dottoressa Maria Teresa Rocino, direttrice del Coordinamento screening.
ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 19 MAGGIO – EDICOLA DIGITALE
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Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Somministrata all'ospedale di Perugia per la prima volta, a un quattordicenne, la terapia genica per il trattamento della beta-talassemia e dell'anemia falciforme interamente rimborsata dal Servizio sanitario nazionale. (ANSA)
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Tumore del colon-retto, la Asl1 lancia le nuove “Pillole di screening” News Town
Dopo i contenuti dedicati allo screening mammografico, prosegue la campagna informativa social della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila “Pillole di screening”, il progetto realizzato per spiegare in modo semplice e diretto ai cittadini come funzionano gli screening gratuiti per la prevenzione dei tumori e perché è importante aderire.
La nuova serie di brevi video sarà dedicata allo screening del tumore del colon-retto, un percorso di prevenzione rivolto a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni, che prevede gratuitamente il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci ogni due anni.
Le pillole video saranno pubblicate sui canali social ufficiali della Asl 1 – Facebook, Instagram, Telegram e WhatsApp – con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di cittadini attraverso informazioni chiare, pratiche e facilmente accessibili.
A partecipare ai video saranno il dott. Loreto Lombardi, referente dello screening del colon-retto e direttore della Uoc di Chirurgia e Diagnostica Endoscopica dell’ospedale dell’Aquila, insieme al personale sanitario coinvolto nel percorso di screening, tra cui la caposala Fiorella D’Alessandro e l’infermiera Serena Tomei, che accompagneranno i cittadini alla scoperta delle diverse fasi del programma: dall’esecuzione del test a casa, alla riconsegna del campione, fino agli eventuali approfondimenti diagnostici.
«L’obiettivo della campagna – spiega il dott. Lombardi – è aiutare le persone a conoscere meglio uno screening semplice, gratuito e fondamentale per la prevenzione. Bastano davvero 10 minuti per effettuare il test, ma quei minuti possono fare la differenza perché permettono di individuare precocemente eventuali alterazioni e intervenire in tempo».
Lo screening per il tumore del colon-retto consiste in un test semplice che può essere effettuato comodamente a casa grazie al kit inviato dalla ASL. Una volta raccolto il campione, la provetta può essere riconsegnata nei numerosi punti di raccolta presenti sul territorio, attraverso raccoglitori dedicati che consentono il deposito in autonomia e senza attese. Se l’esito del test è negativo, il referto viene inviato direttamente a domicilio. Se invece sono necessari ulteriori approfondimenti, il Centro Screening contatta direttamente la persona per programmare gratuitamente gli esami successivi, come la colonscopia, accompagnando il cittadino in tutte le fasi del percorso.
Per informazioni o per aderire al programma di screening è possibile contattare il Centro Screening al numero 0862 368702, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00, oppure scrivere all’indirizzo screening@asl1abruzzo.it. “10 minuti che valgono una vita, la tua”: è questo il messaggio che accompagna la campagna e che richiama il valore di un piccolo gesto di prevenzione capace di proteggere la salute.
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36.3/100
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Criteri Critici
Nuova svolta nel trattamento dell’HIV avvicina i ricercatori a una possibile cura out.tv
I ricercatori sono un passo più vicini a una possibile “cura funzionale” dell’HIV. Durante una conferenza a Boston, gli scienziati della University of California di San Francisco hanno presentato risultati promettenti di una nuova immunoterapia.
In tre partecipanti, il virus è stato soppresso a lungo dopo un unico trattamento con cellule immunitarie geneticamente modificate, senza la necessità dei farmaci tradizionali. In due pazienti, l’HIV è rimasto addirittura non rilevabile per diversi mesi fino a quasi due anni. La terapia funziona modificando le cellule immunitarie affinché possano sia distruggere le cellule infettate dall’HIV sia proteggersi dall’infezione.
Sebbene la ricerca sia ancora in una fase iniziale, gli scienziati considerano questo un passo importante verso un trattamento duraturo e potenzialmente unico contro l’HIV. Attualmente, oltre 40 milioni di persone nel mondo convivono con il virus.