📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
40.0/100
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Criteri Critici
Sanita': al Gemelli un videogioco per bambini che affrontano la radioterapia -2- Il Sole 24 ORE
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 10 mag - 'RTTraining Game rappresenta un passo importante verso una medicina sempre piu' centrata sul paziente e supportata da tecnologie innovative - ha dichiarato la professoressa Maria Antonietta Gambacorta -. Integrare strumenti digitali, come un videogioco, nella pratica clinica significa migliorare concretamente l'esperienza terapeutica e i risultati di cura'. La diagnosi oncologica in eta' pediatrica rappresenta una condizione ad alto impatto psicologico per bambini, adolescenti e famiglie. In particolare, la radioterapia, pur non essendo invasiva dal punto di vista chirurgico o farmacologico, richiede una forte collaborazione da parte del paziente: e' necessario comprendere e tollerare tempi e procedure, restare immobili e affrontare la separazione dai genitori durante il trattamento, poiche' nelle sale di irradiazione non puo' essere presente nessun accompagnatore.
Dif.
Gli ultimi video Radiocor
(RADIOCOR) 10-05-26 14:42:25 (0291)SAN 5 NNNN
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Sanita': al Gemelli un videogioco per bambini che affrontano la radioterapia Il Sole 24 ORE
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 10 mag - Si chiama Radiotherapy Training Game l'innovativa applicazione digitale dedicata alla preparazione e al supporto dei pazienti pediatrici sottoposti a radioterapia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs. L'App e' stata inaugurata presso il Gemelli ART (Advanced Radiation Therapy) con Maria Teresa Venturini Fendi, presidente della Fondazione Carla Fendi che ha sostenuto il progetto, e da Maria Antonietta Gambacorta, direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radioterapia Oncologica del Gemelli. 'Il progetto nasce all'interno dell'esperienza clinica del Gemelli ART - spiega una nota - dove un'equipe multidisciplinare ha sviluppato interventi psicologici mirati e progetti innovativi che hanno migliorato significativamente la compliance terapeutica e ridotto il ricorso alla sedazione nei piccoli pazienti'.
Dif.
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(RADIOCOR) 10-05-26 14:42:00 (0289)SAN 5 NNNN
“Oltre 600 casi l'anno: il tumore al seno è la neoplasia più frequente tra le donne in Trentino. Se preso in tempo, è sempre più curabile: per questo bisogna parlarne” - il Dolomiti
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
“Oltre 600 casi l'anno: il tumore al seno è la neoplasia più frequente tra le donne in Trentino. Se preso in tempo, è sempre più curabile: per questo bisogna parlarne” il Dolomiti
“Oltre 600 casi l'anno: il tumore al seno è la neoplasia più frequente tra le donne in Trentino. Se preso in tempo, è sempre più curabile: per questo bisogna parlarne”
Il tema è stato discusso approfonditamente nel corso dell'evento regionale “Tumore al seno: perché parlarne può salvare la vita?” promosso da Salute Donna e Salute Uomo a Trento. “Oggi – dicono gli esperti – grazie alla diagnosi precoce e ai progressi della ricerca, il tumore al seno in fase iniziale è sempre più curabile”
TRENTO. Sono oltre 600 i nuovi casi di tumore al seno che ogni anno si registrano nella Provincia di Trento, facendone la neoplasia più frequente tra le donne sul territorio trentino. A riportarlo sono gli esperti di Salute Donna e Salute Uomo, dopo l'evento regionale “Tumore al seno: perché parlarne può salvare la vita?” svoltosi a Trento negli scorsi giorni. L'iniziativa – che ha ricevuto il contributo non condizionato di Novartis e il patrocinio della Pat e della presidenza del Consiglio regionale – è stata occasione di incontro tra clinici, associazioni dei pazienti e rappresentanti delle principali cariche istituzionali nazionali, regionali e locali, che si sono confrontati su questa neoplasia considerata priorità di salute pubblica – e che necessita di risposte coordinate sul territorio.
“Oggi – dicono gli esperti – grazie alla diagnosi precoce e ai progressi della ricerca scientifica, il tumore al seno in fase iniziale è sempre più curabile; tuttavia, il rischio di recidiva esiste, anche a distanza di molti anni e rimane una sfida clinica importante: una donna su 5 può andare incontro a una ripresa di malattia nei primi 10 anni”. La prevalenza della neoplasia in Trentino si attesta sulle 5.000 donne, che convivono con una diagnosi di tumore mammario pregressa o attuale: “I dati – è stato riportato nel corso dell'incontro – sono abbastanza in linea con la media nazionale, sebbene si registri una lieve crescita della patologia; il 40% delle nuove diagnosi arriva dallo screening mammografico, che è stato esteso alle fasce d'età sopra i 70 anni e sotto i 50 (49), che ha portato ad un graduale aumento dei nuovi casi”.
“Parlare di tumore al seno oggi – spiega Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna Odv – significa migliorare le scelte di domani; è questo l'obiettivo che ci poniamo come associazione dei pazienti e che ci ha convinto a promuovere un evento su questa patologia nella Provincia autonoma di Trento. Ringrazio in particolare l'onorevole Vanessa Cattoi, i rappresentanti delle istituzioni comunali e regionali, la sezione di Ala di Salute Donna e tutti coloro che hanno partecipato con i loro preziosi contributi all'evento. Il tumore al seno è la neoplasia più diffusa tra le donne e ai primi posti in Italia come numero di nuove diagnosi l'anno, la prevenzione è lo strumento fondamentale che abbiamo nella lotta a questa neoplasia, anche se la ricerca ha compiuto progressi enormi rendendo il tumore al seno attualmente curabile se preso in tempo. Tuttavia, la prevenzione inizia dall'informazione e dalla conoscenza: per questo è necessario continuare a porre il tumore al seno al centro del dibattito scientifico e istituzionale, tenendo sempre alta l'attenzione dell'opinione pubblica su questa patologia di enorme portata socio-sanitaria ed economica”.
“Siamo veramente orgogliosi – aggiunge Tiziana Sega, responsabile della sezione Salute Donna Odv di Ala – di essere stati coinvolti nella promozione e organizzazione di questo evento regionale che, oltre ad esser stato accolto positivamente dalla popolazione, ci fa onore perché ha focalizzato il dibattito su ruolo e il valore della prevenzione. La sezione nasce da un'esperienza di malattia vissuta e condivisa tra volontarie, trasformata in impegno concreto per sostenere altre persone e le loro famiglie. Il nostro obiettivo è semplice: far sentire ogni persona con tumore al seno meno sola”.
Nonostante i passi avanti, spiegano gli esperti, rimane aperta oggi un'importante sfida clinica: il rischio di recidiva che, come anticipato, esiste anche a distanza di molti anni: “Studi di popolazione indicano che, nel complesso, circa 1 donna su 5 può andare incontro a una ripresa di malattia nei primi 10 anni dalla diagnosi e il rischio può persistere anche a distanza di decenni e, quando la malattia ritorna, spesso lo fa in forma metastatica, che rappresenta la principale causa di mortalità. Il tumore al seno è una patologia complessa, da qui la necessità di una presa in carico multidisciplinare e di un dialogo aperto, continuo e costruttivo con il medico curante in modo da orientare le scelte terapeutiche in base al rischio e personalizzare il più possibile gli interventi, valutando i benefici clinici, la tolleranza e le esigenze di ciascuna paziente”.
Su questo fronte, a Trento già nel 2018 è nata la 'Breast Unit', seguita l'anno successivo, dall'Unità di chirurgia senologica. “Fare gioco di squadra è fondamentale – spiega Antonella Ferro, dirigente medico e coordinatrice della Rete clinica senologica-Breast Unit all'ospedale Santa Chiara di Trento – nel nostro centro le pazienti sono prese in carico con un primo consulto pre-operatorio effettuato ogni lunedì pomeriggio, con un numero medio di 12-13 pazienti a settimana. Il team è multidisciplinare e multiprofessionale, costituito da senologi, chirurghi senologi, oncologi, radiologi, infermieri case manager, fisioterapisti, psicologi e biologi, cui on demand si aggiungono radioterapisti e anatomo patologi. Il rischio di recidiva è un aspetto cruciale perché persiste anche a distanza di molti anni, specie per alcune tipologie di tumori. Per questo, la terapia adiuvante con i nuovi farmaci riveste un ruolo fondamentale in quanto consente di ridurre in modo significativo la ripresa di malattia. Il nostro Centro partecipa attivamente a numerosi studi clinici nazionali e internazionali, questo consente alle nostre pazienti di accedere a percorsi terapeutici innovativi e a trattamenti di ultima generazione, contribuendo al progresso della ricerca clinica e a migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita”.
Gli esperti hanno comunque ricordato come il rischio di recidiva non sia uguale per tutte le pazienti, ma dipenda da diversi fattori (caratteristiche biologiche del tumore, dimensioni, coinvolgimento dei linfonodi eccetera): “Per questo identificare il profilo di rischio della paziente è fondamentale per orientare le scelte terapeutiche. Attualmente il dibattito è focalizzato sulla necessità di garantire che tutte le pazienti che possono beneficiare delle terapie innovative abbiano un accesso appropriato”.
Caratteristica peculiare della Rete clinica senologica-Breast Unit di Trento è proprio l'impegno speso nella comunicazione medico-paziente, componente fondamentale e delicata del percorso di cura alla quale i professionisti dedicano massima attenzione: “La comunicazione nella Breast Unit – spiegano i responsabili – non è solo strumento di informazione, ma un vero e proprio momento di cura in cui si favorisce uno spazio aperto al dialogo e alle domande, perché la conoscenza e la consapevolezza rappresentano strumenti potenti per affrontare la paura e superarla. Tutto ciò consente ai clinici di adattare e rimodulare i percorsi di cura in modo più aderente alla persona”.
“La diagnosi di tumore al seno – dice Norma Stefenelli, dirigente medico e responsabile Unità operativa di chirurgia plastica e senologica al Santa Chiara – è un momento molto particolare: è cruciale stabilire subito un dialogo e un rapporto empatico con la paziente e i famigliari, rapporto che deve essere presente lungo tutto il percorso di cura e deve consentire alla paziente di affidarsi completamente al team clinico. Attraverso il processo comunicativo le pazienti vengono introdotte alle terapie e anche all'aspetto genetico della malattia. Il clinico deve saper mantenere il suo ruolo di guida e curante, però deve anche tener presente che davanti a lui c’è una donna, con il suo vissuto, con le sue problematiche, con le sue preoccupazioni, una persona che deve affrontare un momento estremamente difficile della sua vita: la diagnosi di tumore e la cura, che in molti casi può durare anni. Nel 2025 sono state trattate con la chirurgia 561 donne, l’Unità Operativa di chirurgia senologia si avvale di 4 chirurghi dedicati, nella maggioranza dei casi il trattamento chirurgico è di tipo conservativo. Riguardo ai tassi di sopravvivenza a 5 anni, da noi sono superiori al 90%”.
Molte le autorità presenti all'incontro, tra le quali la deputata Vanessa Cattoi – coordinatrice intergruppo parlamentare 'Insieme per un impegno contro il cancro' alla Camera. “Parlare di tumore al seno – ha detto – può davvero cambiare la vita di migliaia di donne, la corretta informazione è il primo passo verso la prevenzione perché una diagnosi precoce aumenta in modo significativo le possibilità di cura”.”La sfida è chiara – ha aggiunto il presidente della Provincia Maurizio Fugatti – costruire un sistema capace non solo di curare, ma di prendersi cura, vicino alle persone, equo, accessibile, che valorizzi le competenze e rafforzi la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. È su questa direzione che, come amministratori, continuiamo ad investire con convinzione”. Per il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, infatti: “La prevenzione non è solo una scelta individuale, ma un impegno civile che le istituzioni hanno il dovere di sostenere e promuovere”.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Leucemia Linfatica Cronica: approvato in Italia un nuovo farmaco intelligente infinitynews.it
La lotta contro la Leucemia Linfatica Cronica (LLC), la forma di leucemia più frequente nel mondo occidentale, segna oggi un traguardo fondamentale nel nostro Paese. È finalmente disponibile e rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale un nuovo farmaco “intelligente” di ultima generazione. Questa approvazione rappresenta una speranza concreta per migliaia di pazienti, poiché consolida il passaggio definitivo da un approccio basato sulla chemioterapia tradizionale a trattamenti mirati e personalizzati, capaci di colpire selettivamente le cellule tumorali risparmiando quelle sane.
Cos’è la Leucemia Linfatica Cronica
La LLC è un tumore del sangue caratterizzato dall’accumulo di linfociti B nel midollo osseo, nel sangue e negli organi linfatici. A differenza delle forme acute, ha spesso un decorso lento, ma la sua gestione richiede strategie che possano garantire una qualità della vita elevata per periodi molto lunghi. Il nuovo farmaco agisce come un inibitore selettivo, bloccando le proteine specifiche che permettono alle cellule leucemiche di sopravvivere e moltiplicarsi, interrompendo così la progressione della malattia alla radice.
Il meccanismo d’azione: colpire la “centrale energetica”
Il cuore della novità risiede nella capacità della molecola di inibire la proteina BTK (Tirosina chinasi di Bruton) o, a seconda della specifica approvazione, di bloccare la proteina BCL-2. Questi meccanismi agiscono come interruttori molecolari: una volta “spenti”, le cellule tumorali perdono i loro segnali di crescita e vanno incontro a morte naturale (apoptosi). Essendo una terapia mirata, il farmaco non aggredisce indiscriminatamente tutte le cellule in divisione (come fa la chemio), riducendo drasticamente gli effetti collaterali sistemici e la tossicità per l’organismo.
Addio alla chemioterapia tradizionale
Per decenni, la chemio-immunoterapia è stata lo standard di cura, portando con sé stanchezza cronica, rischio di infezioni gravi e danni agli organi. L’introduzione di questa nuova opzione terapeutica in Italia permette di trattare la LLC con regimi chemo-free. Questo significa che i pazienti, spesso anziani o con altre patologie concomitanti, possono ricevere una cura potente senza subire l’impatto devastante dei vecchi trattamenti, migliorando non solo l’aspettativa di vita, ma anche la sua qualità quotidiana.
La somministrazione: efficacia e comodità
Uno dei vantaggi più apprezzati dai clinici e dai pazienti riguarda la modalità di somministrazione. Molte di queste nuove terapie sono orali, sotto forma di compresse da assumere comodamente a casa, o prevedono infusioni meno frequenti e meglio tollerate. Questo riduce la necessità di lunghi soggiorni in ospedale e permette al paziente di mantenere la propria routine lavorativa e sociale, trasformando una patologia neoplastica grave in una condizione cronica gestibile con una terapia di precisione.
Risultati clinici: remissioni più lunghe e profonde
I dati provenienti dagli studi clinici internazionali, che hanno portato all’approvazione italiana, sono estremamente incoraggianti. Il nuovo farmaco ha dimostrato di poter ottenere risposte profonde e durature, prolungando significativamente la sopravvivenza libera da progressione della malattia. In molti casi, si riesce a raggiungere la cosiddetta “Malattia Residua Minima negativa”, uno stato in cui le cellule tumorali non sono più rilevabili nemmeno con i test più sensibili, garantendo lunghi periodi di benessere senza necessità di ulteriori cure.
L’importanza della medicina di precisione
L’accesso a questo farmaco in Italia è accompagnato da un impiego sempre più diffuso dei test molecolari. Prima di iniziare il trattamento, i medici possono analizzare il profilo genetico della leucemia (come le mutazioni del gene TP53 o lo stato mutazionale di IGHV) per prevedere la risposta del paziente. Questo approccio di medicina di precisione assicura che il farmaco giusto arrivi al paziente giusto nel momento giusto, ottimizzando le risorse del sistema sanitario e massimizzando le probabilità di successo terapeutico.
Conclusioni: un futuro di speranza
In conclusione, l’approvazione di questo nuovo farmaco per la Leucemia Linfatica Cronica segna una vittoria della ricerca scientifica e un passo avanti per l’equità alle cure in Italia. Sebbene la LLC resti una sfida complessa, le armi a disposizione oggi sono più affilate e gentili che mai. La sfida dei prossimi anni sarà garantire una diagnosi sempre più precoce e una gestione multidisciplinare del paziente, affinché l’innovazione farmacologica possa tradursi in anni di vita pieni e produttivi per tutti i malati.
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RaiNews. . Alimentazione equilibrata, attività fisica, peso sotto controllo, niente fumo e consumo moderato di alcol. Scelte quotidiane che possono ridurre fino al 30% il rischio di ammalarsi e poi la diagnosi precoce. È lo strumento più importante che abbiamo - facebook.com
📰 facebook.com📅 2026-05-10T10:41:18
immunoterapia
RaiNews. . Alimentazione equilibrata, attività fisica, peso sotto controllo, niente fumo e consumo moderato di alcol. Scelte quotidiane che possono ridurre fino al 30% il rischio di ammalarsi e poi la diagnosi precoce. È lo strumento più importante che abbiamo facebook.com
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Criteri Critici
Race for the Cure, Cucinotta: “Mia sorella e il tumore al seno, prevenzione salva la vita" - Video Adnkronos
Maria Grazia Cucinotta, madrina di Komen Italia, oggi alla Race for the Cure a Roma: “La prevenzione salva la vita, mia sorella ha scoperto di avere un tumore al seno - aveva saltato un controllo - è stata operata e ora inizia il percorso. Quindi grazie alla Komen che ci ricorda sempre l’importanza dei controlli”.
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Torna a Race for the Cure. E anche nel 2026 la partecipazione è straordinaria. Accanto alla passeggiata di 2 km e a quella di 5 km, quest’anno debutta la corsa di 10 km che quest’anno apre, per la prima volta, anche ai corridori amatoriali e non solo a quelli…
Organizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il sostegno delle principali istituzioni nazionali e locali, la manifestazione ha unito sport, salute e impegno sociale in un evento capace di coinvolgere cittadini, volontari, associazioni e personalità del mondo politico, culturale e sportivo.
A dare il via ufficiale alla corsa sono stati il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, Laura Mattarella, presidente del Comitato d’Onore della Race for the Cure, il fondatore di Komen Italia Riccardo Masetti e la presidente dell’associazione Alba Di Leone, insieme a numerosi rappresentanti delle istituzioni e testimonial del mondo dello spettacolo, tra cui Maria Grazia Cucinotta e Rosanna Banfi.
“La Race for the Cure è nata nel cuore di Roma e continua a crescere dopo 27 anni grazie alla fiducia delle istituzioni, dei volontari e delle tante donne in rosa”, ha dichiarato Masetti. “Quando l’abbiamo organizzata per la prima volta nessuno avrebbe immaginato che potesse continuare a crescere anche dopo 27 anni. Questo risultato è possibile grazie al lavoro che facciamo durante tutto l’anno e che ci ha dato la possibilità di guadagnare la fiducia delle Istituzioni presenti, degli oltre 2000 volontari, delle tante donne in rosa e di tutti i partecipanti che ringrazio per essere qui. Oggi deve essere una giornata di condivisione, di vicinanza e anche di pace per lanciare un messaggio forte. In un momento in cui il mondo sta andando nella direzione sbagliata la vostra presenza ha un valore doppio”.
La manifestazione si è svolta quest’anno anche nel giorno della Festa della Mamma: “Proprio oggi 10 maggio”, ha detto Alba Di Leone, “Komen Italia vuole curare chi cura rivolgendosi alle mamme caregiver che dedicano la loro vita ai propri figli e che spesso non possono rispondere alle chiamate di screening. Komen Italia vuole portare la prevenzione ovunque affinché sia un diritto di tutte”.
Soddisfatto anche il sindaco Gualtieri: “Roma oggi mostra il suo cuore migliore. La Race for the Cure è un’ondata pacifica e gioiosa che ricorda a tutti che il tumore si può combattere. La prevenzione non può essere un privilegio per pochi: salva vite ed è il più importante investimento per la salute pubblica”.
Migliaia i partecipanti distribuiti tra la passeggiata di 2 chilometri, la corsa di 5 e la gara competitiva di 10 chilometri, aperta quest’anno anche agli amatori. Parallelamente, sul Tevere è andata in scena la terza edizione di “Rowing for the Cure”, la regata solidale che ha coinvolto oltre 150 partecipanti provenienti da diversi circoli remieri italiani.
Grande partecipazione anche al Villaggio della Salute, dove sono state effettuate oltre 5mila prestazioni gratuite di diagnosi precoce per il tumore al seno e altre patologie, con particolare attenzione alle donne in condizioni di fragilità economica e sociale. Un risultato reso possibile grazie alla collaborazione della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, dell’Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola e di numerosi partner sanitari e istituzionali.
Tra le iniziative anche la collaborazione con il Ministero della Cultura: dall’8 al 10 maggio tutti gli iscritti alla Race hanno potuto visitare gratuitamente i musei statali, mentre all’interno del Villaggio della Salute è stato allestito un percorso fotografico dedicato ai monumenti italiani illuminati di rosa e alle campagne artistiche di sensibilizzazione promosse da Komen Italia.
Nel corso degli anni la Race for the Cure ha permesso a Komen Italia di investire oltre 35 milioni di euro in ricerca, prevenzione e sostegno alle donne colpite dal tumore al seno. Tra i progetti realizzati figurano borse di studio per giovani medici, screening gratuiti in tutta Italia attraverso la Carovana della Prevenzione, programmi di formazione sanitaria e centri dedicati alle terapie integrate in oncologia.
Dopo il successo romano, la Race for the Cure proseguirà il suo viaggio in altre città italiane: Bari, Bologna, Matera, Brescia, Napoli e Pescara ospiteranno le prossime tappe di una manifestazione che, anno dopo anno, continua a trasformare la solidarietà in un concreto strumento di cura e prevenzione.
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Smog e tumori, i ricercatori del Sant’Orsola cercano le polveri sottili nei pazienti la Repubblica
Quanto pesa l’inquinamento nell’insorgenza del tumore al polmone, della broncopatia ostruttiva e della leucemia? È la domanda alla quale cercherà di rispondere Recap, uno studio innovativo del Sant’Orsola - in collaborazione con gli Ospedali riuniti di Foggia e il Messina Institute for Tecnology dell’Università di Messina - finanziato con 600 mila euro nell’ambito del programma NextGeneration dell’Unione Europea. «Non l’ha mai fatto nessuno con queste metodiche - commenta Stefano Nava, direttore della Pneumologia e della terapia respiratoria subintensiva del Sant’Orsola - soprattutto escludendo i pazienti fumatori, che rappresentano una variabile confondente molto importante». Le Pm2,5, Pm5 e Pm10 saranno cercate direttamente nel sangue, nelle urine e nei polmoni (ovvero nell’espettorato, il classico colpo di tosse e poi nell’esalato e nel condensato respiratorio) dei pazienti affetti da tumore. Saranno 150 quelli arruolati nello studio (100 dei quali a Bologna), mentre altri 150 sara… Quanto pesa l’inquinamento nell’insorgenza del tumore al polmone, della broncopatia ostruttiva e della leucemia? È la domanda alla quale cercherà di rispondere Recap, uno studio innovativo del Sant’Orsola - in collaborazione con gli Ospedali riuniti di Foggia e il Messina Institute for Tecnology dell’Università di Messina - finanziato con 600 mila euro nell’ambito del programma NextGeneration dell’Unione Europea. «Non l’ha mai fatto nessuno con queste metodiche - commenta Stefano Nava, direttore della Pneumologia e della terapia respiratoria subintensiva del Sant’Orsola - soprattutto escludendo i pazienti fumatori, che rappresentano una variabile confondente molto importante». Le Pm2,5, Pm5 e Pm10 saranno cercate direttamente nel sangue, nelle urine e nei polmoni (ovvero nell’espettorato, il classico colpo di tosse e poi nell’esalato e nel condensato respiratorio) dei pazienti affetti da tumore. Saranno 150 quelli arruolati nello studio (100 dei quali a Bologna), mentre altri 150 saranno i volontari sani, lavoratori negli ospedali coinvolti, che costituiranno il gruppo di controllo. L’arruolamento è cominciato a febbraio e lo studio ha durata biennale. Finora la medicina è andata cauta nel certificare una correlazione diretta tra inquinamento e malattie, studiando il fenomeno a livello soprattutto ambientale, quindi associando i livelli di smog di una data area all’insorgenza di determinate patologie. Questo progetto punta invece a identificare i maggiori inquinanti presenti nell’atmosfera direttamente nel sangue, nei polmoni e nelle urine dei malati. «Inoltre - precisa Nava - puntiamo a individuare nuovi biomarcatori, cioè molecole che possano aiutarci a comprendere come questi inquinanti agiscono». Il che potrebbe aprire il campo allo sviluppo di nuovi strumenti che permettano di rallentare o addirittura arrestare il decorso delle patologie associate all’inquinamento. In pianura Padana, sottolinea la data manager dello studio Gilda Giancotti, «una porzione significativa di persone vive in aree dove gli standard di qualità dell’aria sono molto bassi».
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Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
45.6/100
Punteggio Totale
C
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❌
Criteri Critici
Tumore al seno: la prevenzione può fare la differenza RaiNews
Alimentazione equilibrata, attività fisica, peso sotto controllo, niente fumo e consumo moderato di alcol. Scelte quotidiane che possono ridurre fino al 30% il rischio di ammalarsi e poi la diagnosi precoce. È lo strumento più importante che abbiamo per sconfiggere questa malattia. Bisogna fare prima dei 40 anni ecografia e visita senologica con cadenza annuale. Dopo i 40 anni bisogna sempre aggiungere la mammografia ogni anno. L'intervista a Gianluca Franceschini, direttore del centro senologia al Gemelli.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
46.3/100
Punteggio Totale
C
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❌
Criteri Critici
Maddaloni. 'Scegli oggi il tuo domani': focus con gli esperti sulla prevenzione Goldwebtv
Questo il comunicato stampa pervenutoci in redazione:
"Maddaloni: "Scegli oggi il tuo domani". La prevenzione come scelta consapevole e fulcro del benessere post-oncologico.
Si è concluso con un bilancio estremamente positivo il convegno "Scegli oggi il tuo domani", svoltosi l'8 maggio presso la Sala Iorio della Biblioteca Comunale. L’evento, patrocinato dal Comune di Maddaloni, organizzato dalle associazioni Mente Comune, La Politica del Fare, L’Arte del Movimento, Maddaloni Donna, Ars Vivendi e Lions Club Maddaloni Calatia, ha visto - si legge nel comunicato - la partecipazione di esperti e cittadini uniti da un unico obiettivo: trasformare la consapevolezza in azione attraverso la cultura della prevenzione. Il cuore pulsante dell'intero convegno è stato il concetto di prevenzione, non intesa solo come diagnosi precoce, ma come uno stile di vita globale e una scelta attiva da compiere "oggi" per tutelare il proprio "domani". I relatori hanno ribadito con forza che la prevenzione è l’arma più potente a nostra disposizione, un tema che ha fatto da filo conduttore a tutti gli interventi: dalla tavola rotonda è emerso chiaramente come l'attenzione costante alla salute sia il primo, fondamentale passo per ridurre l'impatto della malattia oncologica.
La peculiarità dell'incontro- si legge ancora nel comunicato - è stata la capacità di declinare il tema della prevenzione e del supporto attraverso diverse professionalità, offrendo una visione a 360 gradi del percorso di cura e recupero: l'Assetto Clinico e Nutrizionale: La Dott.ssa Imma Borzillo (UOC Senologia AORN San Pio) ha emozionato la platea con il monito "La prevenzione è vita", mentre il Dott. Daniele Grumiro (LILT) ha posto l'accento sulla prevenzione primaria, spiegando come lo screening nutrizionale e una corretta alimentazione siano alleati imprescindibili nel contrastare l'insorgenza della patologia. La Dott.ssa Nadia Ersilia Atzori ha approfondito l'importanza del supporto emotivo, elemento chiave per affrontare le diverse fasi del percorso, dal momento della diagnosi fino al recupero della propria serenità interiore. Di grande impatto l'intervento di Sistina Izzo, che ha illustrato come la dermopigmentazione e l'estetica oncologica non siano semplici trattamenti di bellezza, ma strumenti di "riabilitazione visiva" per aiutare i pazienti a riconoscersi e amarsi di nuovo. Il Dott. Domenico Carfora ha mostrato come il movimento, attraverso il Pilates, diventi parte integrante della terapia post-oncologica, facilitando il recupero funzionale e il benessere psicomotorio.
Il Sindaco Andrea De Filippo, nei suoi saluti istituzionali, ha lodato l'iniziativa - prosegue il comunicato - per l'alto spessore dei contenuti, sottolineando come la città di Maddaloni sia in prima linea nel promuovere messaggi di tale rilevanza sociale. Sotto la guida attenta del moderatore On. Marianna Iorio, il convegno ha dimostrato che, grazie alla sinergia tra scienza, psicologia e discipline del benessere, è possibile affrontare il percorso oncologico con strumenti nuovi e più efficaci. Il messaggio finale è stato unanime: investire nella prevenzione e nel supporto multidisciplinare significa investire sulla vita stessa".
Dave Coulier spiega la perdita di peso e i cambiamenti della voce dopo il trattamento del cancro alla gola, afferma che “la prognosi sembra buona” - portadaestrela.com
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Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
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44.1/100
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Dave Coulier spiega la perdita di peso e i cambiamenti della voce dopo il trattamento del cancro alla gola, afferma che “la prognosi sembra buona” portadaestrela.com
Dave Coulier si sta aprendo sulla battaglia per la salute dietro i notevoli cambiamenti che i fan hanno notato nel suo aspetto e nella sua voce.
IL Tutto esaurito star ha pubblicato un video sincero su Instagram
giovedì dopo che alcuni follower hanno commentato che sembrava più magro e aveva un suono diverso da come lo ricordavano.
“Ciao a tutti, sono io, Dave, e non scrivo da un po’ di tempo e l’ultima volta che l’ho fatto alcuni di voi hanno detto che ho un aspetto diverso e suono in modo diverso, ed è così”, ha detto Coulier. “E quello che stai vedendo sono gli effetti collaterali delle radiazioni estese che ho subito per il carcinoma alla gola.”
L’attore ha spiegato che il trattamento ha avuto un notevole impatto fisico. Poiché non è riuscito a mangiare cibi solidi per diversi mesi, ha detto di aver perso 45 chili. Le radiazioni hanno influenzato anche il suo modo di parlare.
“Sono mesi che non riesco a mangiare cibi solidi e quindi ho perso 45 chili, questo è quello che stai vedendo”, ha continuato. “E questo ha influito sulla mia capacità di parlare; alcuni di voi hanno detto che suono in modo diverso. Quindi avete ragione con ciò che vedete e ciò che sentite.”
Fortunatamente, Coulier aveva anche alcune notizie incoraggianti da condividere.
Dopo essersi sottoposto a recenti scansioni PET, ha affermato che “la prognosi sembra buona sia per il carcinoma alla gola che per il linfoma, quindi siamo molto soddisfatti di tutto ciò”.
Coulier ha rivelato per la prima volta nel novembre 2024 che gli era stato diagnosticato un linfoma non Hodgkin allo stadio 3. Un mese dopo, ha rivelato che i medici gli avevano diagnosticato anche un carcinoma squamoso p16 alla base della lingua. La seconda diagnosi arrivò circa un anno dopo aver completato il trattamento per il linfoma.
A febbraio è apparso Coulier Buongiorno America e ha annunciato che era in remissione dopo aver subito un intervento chirurgico per il cancro alla lingua, insieme a un trattamento aggiuntivo relativo al suo linfoma.
“È stato sicuramente un giro sulle montagne russe”, ha detto in quel momento. “Sono in remissione con entrambi i tumori. E che viaggio è stato questo.”
È un aggiornamento che fa riflettere da parte dell’amata star della sitcom, ma l’ultimo messaggio di Coulier offre il tipo di finale speranzoso che i fan speravano senza dubbio di sentire.
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
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Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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Busto Arsizio: oncologia, nuovo Tomografo varesepress.info
Nuovo Tomografo PET-TC a Busto Arsizio: Innovazione nella Diagnosi Oncologica
Il 8 maggio 2026 segna un importante traguardo per la Medicina Nucleare di Busto Arsizio, con l’introduzione di un nuovo tomografo PET-TC che promette prestazioni significativamente superiori. Questa innovazione non solo migliora la qualità delle diagnosi, ma rappresenta anche un passo avanti nella lotta contro il cancro, offrendo opportunità di trattamento più efficaci per i pazienti. In questo articolo, esploreremo le caratteristiche di questo apparecchio all’avanguardia e il suo impatto sulla medicina moderna.
Caratteristiche Tecniche del Nuovo Tomografo
Il nuovo tomografo PET-TC, operativo dal 13 ottobre 2025, è stato progettato per ottimizzare le prestazioni diagnostiche. Rispetto al modello precedente, la risoluzione volumetrica delle immagini è migliorata del 60%, mentre la velocità di esecuzione degli esami è aumentata del 50%. Inoltre, una riduzione della dose di radiazioni per il paziente di circa il 30% rappresenta un significativo passo avanti in termini di sicurezza e comfort per gli utenti. Questi miglioramenti tecnici sono cruciali per garantire diagnosi più precise e tempestive.
Impatto sulla Pratica Clinica
Fino ad oggi, oltre 1300 esami sono stati eseguiti utilizzando il nuovo tomografo, coprendo diverse aree cliniche tra cui oncologia, onco-ematologia, urologia e neurologia. La soddisfazione sia degli operatori che dei pazienti è stata elevata, indicativa dell’efficacia del nuovo strumento. Come sottolinea il Direttore Generale, Daniela Bianchi, l’acquisizione della PET-TC ha consentito di garantire prestazioni ancora più performanti, migliorando la produttività e mantenendo elevati standard di qualità e sicurezza.
Investimenti e Sostenibilità
Il nuovo macchinario è stato acquistato grazie a risorse regionali, con un investimento di poco meno di 2 milioni di euro. Questo contributo è stato ben indirizzato, considerando che la combinazione della tomografia con TC di ultima generazione fornisce un quadro clinico completo. Secondo il Direttore Sanitario, Francesca Crespi, queste informazioni dettagliate sono fondamentali per comprendere la natura, lo stadio e l’evoluzione della malattia, sia durante che dopo i trattamenti.
La Medicina Nucleare di Precisione
La Medicina Nucleare di precisione gioca un ruolo cruciale nella lotta contro il cancro. Il Dr. Paolo Verga, direttore della Medicina Nucleare, afferma che l’utilizzo di strumenti all’avanguardia, come il nuovo tomografo PET-TC, è essenziale per fornire opportunità di cura per neoplasie che sono ancora considerate gravi minacce per la salute. La combinazione di tecnologie avanzate e nuovi approcci terapeutici, come la teranostica, consente di offrire un trattamento più mirato e efficace.
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