📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
47.4/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
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Marzo, con eventi divulgativi, open day e visite gratuite in alcuni centri di cura dedicati, è il mese dedicato alla consapevolezza dell’endometriosi, una patologia benigna che solo in Italia si stima colpisca tre milioni di donne. Per l’occasione, anche Ospedali, celebra l'iniziativa con cinque cose che forse non sapete sull’endometriosi. Arrivano direttamente dalle ultime linee guida europee sulla malattia redatte dagli esperti della European Society of Human Reproduction and Embryology, che si basano sulla revisione della letteratura scientifica in materia. Sono pubblicate e consultabili su Human Reprodution Open.
Prima di addentrarci nel merito, ricordiamo che l’endometriosi è una patologia in cui l’endometrio, il tessuto di rivestimento dell’utero, si ritrova anche al di fuori dell’organo (nell’apparato riproduttivo e non). I sintomi più tipici della malattia sono il dolore e l’infertilità. I trattamenti spaziano dalle terapie farmacologiche - con ormoni per combattere la crescita del tessuto uterino e il dolore associato - a terapie chirurgiche (soprattutto nel caso sia necessario rimuovere il tessuto anomalo).
Per la diagnosi la laparoscopia non è sempre necessaria
La laparoscopia è stata a lungo considerata un gold standard nella diagnosi della malattia. Nelle ultime linee guida però gli esperti scrivono di riservarla solo nei casi in cui altre indagini usate in fase diagnostica - come ecografie e risonanze magnetiche - siano state negative, e nei casi in cui i trattamenti non abbiano funzionato. Anche in virtù di questo, gli esperti ricordano come esiti negativi agli esami di imaging non possono escludere da soli la presenza della malattia e sempre sul fronte diagnostico si ricorda che non esistono biomarcatori, del sangue o dei tessuti, utili a identificare la malattia.
Anche le adolescenti possono avere l’endometriosi
Nella maggior parte dei casi, l’endometriosi si manifesta nelle giovani donne, in piena età riproduttiva: il Ministero della salute ricorda come sia comune tra chi ha tra i 25 e i 35 anni. Ma la malattia - non di rado diagnosticata a diversi anni dalla comparsa dei primi sintomi - può comparire anche nell'adolescenza. In questa fascia d’età possono essere particolarmente indicativi di malattia, oltre a sintomi quali dolori, nausea, problemi nell’urinare e nel defecare e dolori nell’area genitali durante i rapporti sessuali se presenti, la familiaritià per la malattia, menarca precoce, ciclo breve e malformazioni genitali.
L’endometriosi difficilmente si può prevenire
L’endometriosi, come appena detto, è più comune per donne che hanno altri casi in famiglia. Accanto a questa predisposizione genetica nota, però, non si conoscono altre cause che possano spiegare in maniera chiara l’insorgenza della malattia, e quindi aiutare a prevenirla. Motivo per cui gli esperti raccomandano da un lato di limitare i test genetici all’ambito di ricerca, dall’altro ribadiscono in ogni caso l’importanza dei corretti stili di vita.
L’endometriosi si associa ad un piccolo aumento del rischio di alcuni tumori
Quando si parla del rischio di tumori per una donna con endometriosi, una condizione benigna, è importante considerare anche l’entità del rischio: nella popolazione generale il tumore al seno colpisce circa 12,8 donne su cento nel corso della vita, 13,3 nelle donne con endometriosi (e i valori sono di 1,3 contro 2,5 su cento per il tumore all’ovaio, e di 1,3 contro 1,8 su cento per il tumore alla tiroide). Ecco perché, proseguono gli esperti, è importante che le donne siano correttamente informate su questi aspetti, sappiamo che i rischi sono contenuti rispetto a resto della popolazione e vengano invitate - come tutte - a seguire le classiche raccomandazioni in termini di prevenzione. Non si raccomandano in generale screening particolari per le donne con endometriosi, ma si rimandano valutazioni ai singoli casi.
Non esiste una sola soluzione terapeutica per tutte le donne con endometriosi
Come accennato, i trattamenti contro l’endometriosi sono di diverso tipo e vanno adattati alla singola paziente, tenendo conto preferenze ed effetti collaterali, ricordano gli esperti. In generale, per quelli farmacologici, si raccomanda l’uso di terapie ormonali, con progestinici, terapie combinate estroprogestiniche, gli antagonisti e agonisti dell’ormone di rilascio delle gonadotropine, con la nota di riservare l’uso di queste ultime due categorie in seconda linea a causa dei loro effetti collaterali. Nelle donne resistenti alle terapie possono essere anche prescritti inibitori dell’aromatasi. Tra le terapie ormonali, come prima linea, per le adolescenti con endometriosi si raccomandano progestinici e contraccettivi ormonali combinati ma anche antinfiammatori (Fans) se non efficaci.