📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
34.1/100
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D
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❌
Criteri Critici
Effettuate 900 prestazioni di radioterapia oncologica negli ultimi tre mesi al Policlinico di Bari Oltre Free Press
Ben 900 prestazioni di radioterapia oncologica sono state effettuate al Policlinico di Bari negli ultimi 3 mesi dall’avvio del programma straordinario per l’abbattimento delle liste di attesa avviato dalla Regione Puglia. Il programma dell’unità operativa di Radioterapia, diretta da Michele Piombino, ha previsto cinque turni aggiuntivi dal lunedì al venerdì; così facendo, grazie al lavoro integrato di oncologi radioterapisti, tecnici sanitari di radioterapia, infermieri e fisici sanitari, l’attività è assicurata ogni giorno dalle 8 alle 20.
Nello specifico sono state effettuate 720 sedute aggiuntive di radioterapia, 108 prime visite radioterapiche oncologiche, 56 procedure di contornazione e delineazione dei volumi target e 20 Tac simulazioni aggiuntive.
“Vogliamo assicurare ai pazienti oncologici, adulti e pediatrici, l’accesso tempestivo ai trattamenti previsti dai protocolli clinici, rispettando le tempistiche richieste dai percorsi terapeutici assistenziali, in particolare nei casi di trattamenti radio-chemioterapici concomitanti”, ha detto Piombino.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?1
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
40.4/100
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C
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❌
Criteri Critici
Esami del sangue: rivelano malattie gravi e permettono diagnosi tempestive Sicilianews24.it
Attualmente, non esiste un test di screening specifico in grado di diagnosticare precocemente il cancro del pancreas. Ciò significa che la diagnosi è spesso complessa e richiede un approccio combinato di esami. I medici si avvalgono di test del sangue, i quali, in sinergia con altri esami clinici, possono rivelare la presenza della malattia. Tra i diversi strumenti diagnostici, un ruolo chiave è svolto dai marcatori tumorali, sostanze presenti nel sangue che possono indicare anomalie associate al cancro del pancreas.
La Funzione dei Marcatori Tumorali
I marcatori tumorali più rilevanti per il cancro del pancreas includono l’antigene carcinoembrionario (CEA) e l’antigene del cancro 19-9 (CA 19-9). L’aumento dei livelli di questi marcatori è spesso osservato nei pazienti affetti da cancro pancreatico. Attraverso l’analisi di campioni di sangue, i medici possono monitorare le concentrazioni di queste sostanze nel tempo. Un innalzamento significativo può suggerire la presenza di un tumore e può essere utile per valutare l’efficacia dei trattamenti oncologici in atto.
Questi marcatori non sono esclusivi per il cancro del pancreas. Infatti, possono registrare valori elevati anche in altre condizioni patologiche. Tuttavia, il loro monitoraggio è cruciale, poiché un incremento costante potrebbe richiedere l’adozione di ulteriori procedure diagnostiche, come la tomografia computerizzata (CT) o la risonanza magnetica (MRI).
L’importanza della Diagnosi Precoce
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
56.3/100
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B
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✅
Criteri Critici
Azioni Merck balzano dopo i trial con Keytruda che potenziano la pipeline oncologica TradingView
Le azioni di Merck & Co. (MRK) sono salite del 5% venerdì, dopo che il colosso farmaceutico ha riportato sviluppi positivi in diversi programmi oncologici, rafforzando la fiducia degli investitori nei suoi sforzi per prolungare la leadership del farmaco oncologico di punta Keytruda in vista delle scadenze brevettuali previste più avanti in questo decennio.
Il rally è seguito a risultati incoraggianti di studi clinici di Fase 3 riguardanti sacituzumab tirumotecan, o sac-TMT, un conjugato anticorpo-farmaco sviluppato in collaborazione con Sichuan Kelun-Biotech Biopharmaceutical.
Il trattamento, in associazione con Keytruda, ha mostrato risultati significativamente migliori per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in fase avanzata.
Le azioni Merck hanno inoltre ricevuto sostegno dopo che i regolatori europei hanno espresso un parere positivo raccomandando l'approvazione della combinazione Keytruda e Padcev per un tipo specifico di carcinoma della vescica.
Studio sul cancro polmonare rafforza la posizione di Keytruda sul mercato
I risultati provvisori dello studio di Fase 3 OptiTROP-Lung05 hanno mostrato che la combinazione sac-TMT e Keytruda ha superato Keytruda da sola nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in fase avanzata.
Kelun-Biotech ha dichiarato che il trattamento ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione e ha ridotto il rischio di progressione della malattia o di morte di circa il 65%.
Lo studio ha arruolato oltre 400 pazienti in fase avanzata in Cina che non avevano precedentemente ricevuto terapia sistemica.
Sebbene i dati sulla sopravvivenza globale siano ancora immaturi, la società ha affermato che i risultati iniziali mostrano una "tendenza positiva."
I risultati sono ritenuti strategicamente importanti per Merck mentre la società si prepara alla scadenza dei brevetti di Keytruda prevista a partire dal 2028.
Keytruda è diventato uno dei farmaci oncologici più venduti al mondo e resta centrale per il business oncologico di Merck.
Tuttavia, gli analisti prevedono che la concorrenza dei biosimilari si intensifichi una volta che le principali protezioni brevettuali inizieranno a scadere.
Il CEO di Merck, Robert Davis, ha detto in precedenza che la società stava costruendo un "muro di brevetti" tramite nuove indicazioni e terapie in combinazione per estendere la protezione del farmaco.
Gli analisti di J.P. Morgan hanno definito gli ultimi risultati "altamente incoraggianti."
Sebbene gli analisti abbiano osservato che la monoterapia con Keytruda non è lo standard di cura globale, hanno dichiarato: "I dati sono comunque solidi."
Merck e Kelun-Biotech hanno avviato la partnership nel 2022 tramite un accordo di licenza esclusiva focalizzato sullo sviluppo di conjugati anticorpo-farmaco per il trattamento del cancro.
L'accordo prevedeva inoltre un investimento azionario di 100 milioni di dollari da parte di Merck nella biotech cinese.
Regolatori europei danno parere favorevole per il trattamento del carcinoma della vescica
Ulteriore slancio è arrivato dopo che il Comitato per i Medicinali per Uso Umano dell'Agenzia Europea per i Medicinali (CHMP dell'EMA) ha raccomandato l'approvazione della combinazione Keytruda e Padcev per adulti con carcinoma vescicale muscolo-invasivo resecabile non idonei alla chemioterapia a base di cisplatino.
Se approvata dalla Commissione europea, la terapia diventerebbe la prima combinazione tra un inibitore PD-1 e un conjugato anticorpo-farmaco disponibile nell'Unione Europea per quel gruppo di pazienti.
La raccomandazione si basava sui risultati dello studio di Fase 3 KEYNOTE-905.
Secondo Merck, la combinazione terapeutica ha ridotto il rischio di progressione della malattia o di recidiva di circa il 60%, riducendo al contempo il rischio di morte di circa il 50% rispetto alla sola chirurgia.
I pazienti trattati con la combinazione hanno inoltre mostrato tassi di risposta completa al tumore sostanzialmente più elevati.
Merck ha affermato che i risultati soddisfano un importante bisogno insoddisfatto per i pazienti impossibilitati a ricevere chemioterapia a base di cisplatino, che attualmente affrontano opzioni terapeutiche limitate e un rischio elevato di recidiva.
La decisione finale della Commissione europea è attesa nel terzo trimestre del 2026.
La pipeline oncologica resta centrale nella strategia di crescita
Gli ultimi sviluppi sottolineano lo sforzo più ampio di Merck per rafforzare il suo portafoglio oncologico mentre la concorrenza si intensifica nell'industria farmaceutica.
Oltre ai programmi correlati a Keytruda, Merck continua ad ampliare gli sforzi di ricerca nei mercati del cancro polmonare, del cancro colorettale, delle malattie renali croniche e dell'epatite.
La società dovrebbe inoltre presentare ulteriori dati oncologici al prossimo congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology, un evento seguito da vicino da investitori e analisti di settore.
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Criteri Critici
Tra le terapie oncologiche più promettenti degli ultimi anni ci sono gli ADC (Antibody-Drug Conjugates), farmaci che assommano la precisione degli anticorpi monoclonali, alla potenza dei chemioterapici più “energici”. L'idea...
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Tra le terapie oncologiche più promettenti degli ultimi anni ci sono gli ADC (Antibody-Drug Conjugates), farmaci che assommano la precisione degli anticorpi monoclonali, alla potenza dei chemioterapici più “energici”. L'idea è semplice e allo stesso tempo rivoluzionaria: portare il farmaco “killer” direttamente dentro le cellule tumorali, riducendo i danni ai tessuti sani. Che è poi quanto di più vicino ci sia al concetto di “pallottola magica” (magic bullett), capace di colpire solo le cellule malate, ipotizzato nel 1907 dal medico tedesco Paul Ehrlich. Anche per questo, sugli ADC si appuntano tante speranze e tanti interessi. In pratica potrebbero diventare la chemioterapia intelligente del terzo millennio. E la prestigiosa rivista scientifica Cell dedica loro, alla vigilia del congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) uno speciale focus.
Cosa sono i farmaci ADC
I farmaci ADC sono composti da tre elementi strutturali: un anticorpo, che riconosce un bersaglio presente sulle cellule tumorali; un farmaco chemioterapico tossico molto potente; il cosiddetto linker, cioè un collegamento chimico che tiene unite le due parti per poi sganciare il carico tossico all'arrivo sul bersaglio, cioè nella cellula tumorale. In pratica, l'anticorpo funziona come un ‘navigatore' intelligente che recapita come un postino il farmaco tossico alla cellula tumorale. Le nuove generazioni di ADC utilizzano oggi una gamma molto più ampia di “carichi terapeutici”, cioè le sostanze trasportate dagli anticorpi fino al tumore. Non si tratta più soltanto di farmaci altamente tossici per uccidere le cellule cancerose, ma anche di molecole intelligenti in grado di modulare il sistema immunitario o di agire con meccanismi completamente innovativi.
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Anche gli ADC insomma stanno evolvendo: da semplici “navette” per trasportare chemioterapici, a strumenti terapeutici sofisticati e programmabili, in grado di adattarsi a diversi tipi di tumore e di offrire nuove possibilità anche ai pazienti con poche alternative di cura.
Perché gli ADC sono importanti nella terapia oncologica
Molti farmaci antitumorali sono efficaci ma troppo tossici per essere utilizzati come tali su un paziente. Gli ADC permettono invece di utilizzare molecole estremamente potenti (e tossiche), limitandone però la diffusione e dunque i danni nell'organismo.
Oggi gli ADC sono tra le terapie oncologiche in più rapida crescita e attenzionate del momento. Dopo i primi successi nei tumori del sangue (leucemia mieloide, leucemia linfatica acuta, linfoma di Hodgkin non-Hodgkin, mieloma multiplo), sono arrivati risultati importanti anche nei tumori solidi, come nel tumore al seno HER2 positivo (con trastuzumab emtansine) e in quello della vescica (con enfortumab vedotin), mentre il trastuzumab deruxtecan (T-DXd) è approvato per una serie di tumori solidi HER2+, quali quelli di seno, polmone (non a piccole cellule), stomaco, giunzione gastro-esofagea ed altri.
La radioterapia si fa tecnologica: a Belluno una Tac per ricostruire l’immagine del paziente. “Colpiamo i tumori con precisione millimetrica” - il Dolomiti
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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Criteri Critici
La radioterapia si fa tecnologica: a Belluno una Tac per ricostruire l’immagine del paziente. “Colpiamo i tumori con precisione millimetrica” il Dolomiti
La radioterapia si fa tecnologica: a Belluno una Tac per ricostruire l’immagine del paziente. “Colpiamo i tumori con precisione millimetrica”
In funzione da circa un mese, la nuova Tac “Big Bore” dell’ospedale di Belluno sta proiettando la cura dei tumori in un futuro sempre più tecnologico. Consente infatti un’acquisizione di alta precisione dell’immagine del paziente e si collega a software innovativi che erogano la terapia calcolando ogni minimo movimento della persona, compreso il suo respiro
BELLUNO. Anche la lotta ai tumori è sempre più all’insegna della tecnologia. “La radioterapia da sola non può fare nulla, è vincolata in particolare ai reparti che forniscono immagini ottimali del paziente e alla fisica sanitaria, che elabora i piani di cura veri e propri. La malattia è studiata da tutti i punti di vista e amplificata a livello tridimensionale e avere tecnici molto giovani e performanti, che imparano in fretta le innovazioni, ci permette di essere aggiornati e soprattutto di non avere liste di attesa”.
A parlare è Vittorio Baggio, direttore dell’unità operativa di radioterapia di Belluno, in occasione della presentazione della nuova Tac, in funzione da circa un mese e con caratteristiche tecnologiche e di forma che consentono una sempre maggiore precisione e velocità nel trattamento delle patologie oncologiche.
Partiamo dai dati. Le prestazioni del reparto sono in aumento, il che, se da un lato significa purtroppo una costante presenza di pazienti colpiti da tumori, dall’altro è indice di una capacità crescente di trattamento degli stessi. Nel 2025 sono stati 614 i pazienti trattati, con quasi 8mila sedute di radioterapia (7.949), in aumento di oltre il 22% sull’anno precedente. Tra gennaio e maggio 2026, invece, i pazienti sono 284 (+11,4%) e le sedute 3.391 (+2,4%).
Incrementi possibili, dicevamo, anche grazie all’evoluzione tecnologica dei macchinari: oltre ai due acceleratori lineari, del valore di quasi 3 milioni di euro, si è aggiunta la Tc Philips di simulazione “Big Bore” da 565 mila euro. Perché “grande buco”? “La parte centrale - spiega Baggio - è molto più grande delle altre Tac, perciò anche il paziente claustrofobico può usarla serenamente. Inoltre, è dotata di sistemi di contenimento che lo tengono fermo in maniera confortevole e il lettino in carbonio è lo stesso presente in medicina nucleare e radiologia, per cui quando abbiamo bisogno di altre immagini possiamo trasferire il lettino e acquisirle comodamente”.
Oltre alla Tac vera e propria, a fare la differenza sono però i software integrati. Anzitutto la sincronizzazione respiratoria: per i tumori di mammella e polmone, il paziente è istruito a seguire delle indicazioni visive su come e quando trattenere il respiro e poi il macchinario eroga la terapia esattamente in questi istanti. Si chiama trattamento in apnea ed è importante perché il respiro condiziona i movimenti degli organi interni: così c’è massima precisione nel colpire i tumori mobili, preservando appunto gli organi sani (si pensi ad esempio al cuore, vista la vicinanza con polmoni e seno). Un altro algoritmo, invece, consente di schermare protesi ortopediche e impianti dentali, che altrimenti potrebbero coprire le immagini impedendo di capire dove irradiare.
“La vera innovazione - aggiunge il medico - è la radioterapia guidata dalla superficie corporea (SGRT). Sulla Tac sono cioè presenti visualizzatori ottici che ricostruiscono l’immagine della superficie del paziente, ne studiano ogni movimento, compreso il respiro, e fanno sì che la terapia sia erogata solo quando la posizione della persona è perfetta, prevenendo così errori anche millimetrici”.
Questo dunque l’iter: nella Tac si costruisce l’immagine del paziente per creare il piano di cura, che poi passa in fisica sanitaria dove la dose di terapia è distribuita seguendo tutti i parametri richiesti, e infine si passa alla terapia vera e propria nell’acceleratore - che a sua volta ricostruisce l’immagine del paziente a ogni seduta, permettendo di verificare che tutto combaci al piano elaborato.
“In questo modo - conclude Baggio - possiamo erogare una maggior dose di radiazioni al tumore e una sempre minore ai tessuti sani, aumentando quindi le possibilità di cura. Inoltre, il fatto di avere la Tac qui in reparto accelera i tempi di elaborazione del piano di cura, che spesso richiedono intere settimane”.
Infine, oltre alla Tac è presente anche un apparecchio di roentgenterapia: uno strumento in realtà molto semplice, ma rimasto ormai in pochi centri, che è utile per pazienti particolarmente fragili come anziani o chi non riesce a rimanere fermo su un lettino. La scorsa settimana ha permesso di trattare una signora di 106 anni con un tumore alla cute: è andata in reparto cinque volte per pochi minuti, curando un tumore che altrove non avrebbero trattato.
Tumore Colon-retto metastatico con mutazione BRAF: Laboratoires Pierre Fabre riceve parere positivo dal CHMP per terapia di combinazione di prima linea - TecnoMedicina
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
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Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
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Criteri Critici
Tumore Colon-retto metastatico con mutazione BRAF: Laboratoires Pierre Fabre riceve parere positivo dal CHMP per terapia di combinazione di prima linea TecnoMedicina
Laboratoires Pierre Fabre ha annunciato che il Comitato per i Medicinali per Uso Umano dell’Agenzia Europea per i Medicinali, ha emesso parere positivo all’approvazione di encorafenib in combinazione con cetuximab e FOLFOX per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con tumore del colon-retto metastatico con mutazione BRAFV600E. Il parere positivo sarà trasmesso alla Commissione Europea e la decisione relativa all’Autorizzazione all’Immissione in Commercio nell’Unione Europea è prevista nei prossimi mesi.
«Il parere positivo del CHMP di oggi rappresenta un passo importante verso un approccio mirato per i pazienti con tumore del colon-retto metastatico con mutazione BRAFV600E – afferma Eric Ducournau, Chief Executive Officer, Laboratoires Pierre Fabre – Se approvata, sarebbe l’unica terapia target disponibile in Prima Linea nell’UE per questa popolazione di pazienti. Questo traguardo riflette l’impegno di Laboratoires Pierre Fabre nel promuovere un’innovazione significativa in oncologia e nel lavorare in stretta partnership con la comunità scientifica e medica per affrontare aree di elevato bisogno clinico non ancora soddisfatto».
Il parere positivo del CHMP si basa sui risultati dello studio di Fase III, BREAKWATER, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di encorafenib in combinazione con cetuximab e mFOLFOX6 in pazienti con mCRC non precedentemente trattato, con mutazione BRAFV600E, rispetto a una chemioterapia a base di oxaliplatino, con o senza bevacizumab.
Lo schema terapeutico di encorafenib in combinazione con cetuximab e mFOLFOX6 ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione rispetto alla chemioterapia con o senza bevacizumab e ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo anche nel secondo endpoint primario: ORR nella popolazione definita per l’analisi primaria delle risposte.
Nella popolazione complessiva, si è ottenuto un tasso di risposte obiettive confermate nel 65,7% dei pazienti rispetto al 37,4% nel gruppo trattato con chemioterapia con o senza bevacizumab. In un’analisi ad interim, il regime con encorafenib ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia con o senza bevacizumab, riducendo il rischio di morte del 51%.
Gli eventi avversi correlati al trattamento più frequenti nel gruppo encorafenib in combinazione con cetuximab e mFOLFOX6 sono stati: nausea, anemia, diarrea, riduzione dell’appetito, vomito, riduzione della conta dei neutrofili, artralgia ed eruzione cutanea. TRAEs di grado 3 o 4 si sono verificati nell’81,5% dei pazienti e di grado 5 nel 4,3%.
Il profilo di sicurezza è risultato coerente con i profili già noti dei singoli farmaci.
Nel febbraio 2026, Pfizer Inc. ha ricevuto l’approvazione da parte della FDA statunitense per encorafenib in combinazione con cetuximab e chemioterapia a base di fluorouracile, per il trattamento di pazienti adulti con mCRC con mutazione BRAFV600E, rilevata con un test autorizzato dalla FDA.
Encorafenib in combinazione con cetuximab è stato approvato dalla CE nel 2020 per il trattamento di pazienti adulti con mCRC con mutazione BRAFV600E che avevano ricevuto una precedente terapia sistemica, sulla base dei risultati del BEACON CRC, studio di Fase III, randomizzato, a controllo attivo, in aperto e multicentrico.
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
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60.0/100
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Valutazione
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Criteri Critici
Pierre Fabre: da CHMP parere positivo per encorafenib nella terapia di prima linea del mCRC con mutazione BRAF Daily Health Industry
Il CHMP dell’EMA ha emesso parere positivo all’approvazione di encorafenib in combinazione con cetuximab e FOLFOX per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con tumore del colon-retto metastatico (mCRC) con mutazione BRAFV600E. Il parere positivo sarà ora trasmesso alla Commissione Europea. La decisione relativa all’Autorizzazione all’Immissione in Commercio nell’Unione Europea è prevista nei prossimi mesi.
Encorafenib è un inibitore della proteinchinasi somministrato per via orale, progettato per colpire selettivamente la mutazione BRAFV600E.
“Il parere positivo del CHMP di oggi rappresenta un passo importante verso un approccio mirato per i pazienti con tumore del colon-retto metastatico con mutazione BRAFV600E – afferma Eric Ducournau, CEO di Laboratoires Pierre Fabre – Se approvata, sarebbe l’unica terapia target disponibile in prima linea nell’UE per questa popolazione di pazienti. Questo traguardo riflette l’impegno di Laboratoires Pierre Fabre nel promuovere un’innovazione significativa in oncologia e nel lavorare in stretta partnership con la comunità scientifica e medica per affrontare aree di elevato bisogno clinico non ancora soddisfatto”.
Lo studio BREAKWATER
Il parere positivo del CHMP si basa sui risultati dello studio di Fase III BREAKWATER, che ha valutato efficacia e sicurezza di encorafenib in combinazione con cetuximab e mFOLFOX6 in pazienti con tumore del colon-retto metastatico non precedentemente trattato, con mutazione BRAFV600E, rispetto a una chemioterapia a base di oxaliplatino, con o senza bevacizumab.
FOLFOX è uno schema chemioterapico ampiamente utilizzato nel tumore del colon-retto e basato sulla combinazione di acido folinico (leucovorina), 5-fluorouracile (5-FU) e oxaliplatino. mFOLFOX6 è una versione modificata del regime FOLFOX, ottimizzata nei dosaggi e nelle modalità di somministrazione per migliorare gestione clinica e tollerabilità.
Lo schema terapeutico di encorafenib in combinazione con cetuximab e mFOLFOX6 ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla chemioterapia con o senza bevacizumab (PFS mediana 12,8 vs 7,1 mesi; hazard ratio [HR] 0,53; intervallo di confidenza [IC] al 95% 0,41–0,68; P<0,001) e ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo anche nel secondo endpoint primario: tasso di risposta obiettiva (ORR) nella popolazione definita per l’analisi primaria delle risposte (60,9% vs 40,0%; odds ratio 2,44; P<0,001).
Nella popolazione complessiva si è ottenuto un tasso di risposte obiettive confermate nel 65,7% dei pazienti (IC 95% 59,4–71,4) rispetto al 37,4% (IC 95% 31,6–43,7) nel gruppo trattato con chemioterapia con o senza bevacizumab. I
n un’analisi ad interim, il regime con encorafenib ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza globale (OS) rispetto alla chemioterapia con o senza bevacizumab (mediana 30,3 vs 15,1 mesi; HR 0,49; IC 95% 0,38–0,63; P<0,001), riducendo il rischio di morte del 51%.
Sicurezza e tollerabilità
Gli eventi avversi correlati al trattamento (TRAEs) più frequenti nel gruppo encorafenib in combinazione con cetuximab e mFOLFOX6 sono stati nausea (53,9%), anemia (46,1%), diarrea (41,8%), riduzione dell’appetito (37,5%), vomito (36,2%), riduzione della conta dei neutrofili (34,1%), artralgia (31,5%) ed eruzione cutanea (30,2%).
Eventi avversi correlati al trattamento di grado 3 o 4 si sono verificati nell’81,5% dei pazienti e di grado 5 nel 4,3%. Il profilo di sicurezza è risultato coerente con quelli già noti dei singoli farmaci.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
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Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
34.8/100
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D
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Criteri Critici
Radioterapia oncologica, 900 prestazioni in tre mesi al Policlinico di Bari ANSA
Redazione AnsaBARI - Maggio 22,2026 - News (ANSA) - BARI, 22 MAG - Oltre 900 prestazioni di radioterapia oncologica sono state effettuate al Policlinico di Bari negli ultimi 3 mesi dall'avvio del programma straordinario per l'abbattimento delle liste di attesa avviato dalla Regione Puglia. Il programma dell'unità operativa di Radioterapia diretta da Michele Piombino ha previsto cinque turni aggiuntivi dal lunedì al venerdì.In questo modo, grazie al lavoro integrato di oncologi radioterapisti, tecnici sanitari di radioterapia, infermieri e fisici sanitari, l'attività è assicurata ogni giorno dalle 8 alle 20.Nel dettaglio sono state effettuate 720 sedute aggiuntive di radioterapia, 108 prime visite radioterapiche oncologiche, 56 procedure di contornazione e delineazione dei volumi target e 20 Tac simulazioni aggiuntive. Quotidianamente vengono eseguite in media 16 sedute di radioterapia supplementari, due prime visite oncologiche e ulteriori attività di preparazione e pianificazione terapeutica."L'obiettivo del programma - spiega il primario - è assicurare ai pazienti oncologici, adulti e pediatrici, l'accesso tempestivo ai trattamenti previsti dai protocolli clinici, rispettando le tempistiche richieste dai percorsi terapeutici assistenziali, in particolare nei casi di trattamenti radio-chemioterapici concomitanti". "L'attività avviata in radioterapia - dichiara il direttore generale Antonio Sanguedolce - rappresenta un ulteriore tassello del lavoro che il Policlinico di Bari sta portando avanti per migliorare l'accesso alle cure e ridurre i tempi di attesa, soprattutto nei percorsi oncologici dove la tempestività è parte integrante della qualità delle cure." (ANSA).
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
44.8/100
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C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Tumore alla mammella, nell'Asl Napoli 3 Sud primo centro in Italia per la nuova terapia Lo Strillone
Contro il tumore della mammella nel napoletano primo centro in Italia per l’accesso precoce alla nuova terapia. L’oncologia dell’Asl Napoli 3 Sud diretta da Luigi Leo è il primo centro in Italia a rendere disponibile un accesso precoce al farmaco innovativo inavolisib, attualmente non ancora rimborsato al di fuori di studi clinici, consentendo di avviare tempestivamente la terapia. Un approccio che ha permesso già a due pazienti di guadagnare tempo clinicamente prezioso, offrendo un accesso concreto e rapido all’innovazione già nella fase di negoziazione regolatoria e prima della rimborsabilità. Un risultato di assoluto rilievo che ha permesso di anticipare concretamente i tempi di accesso all’innovazione terapeutica, offrendo alle pazienti una possibilità di cura avanzata in una fase particolarmente delicata del percorso clinico. L’iniziativa è stata resa possibile grazie all’integrazione tra competenze cliniche, organizzative e regolatorie e al supporto costante della direzione strategica aziendale Asl Napoli 3 Sud, che ha favorito l’attivazione rapida dei percorsi necessari alla disponibilità del trattamento. “Essere il primo centro in Italia ad aver garantito l’accesso precoce a questa nuova opzione terapeutica rappresenta motivo di orgoglio per tutta l’azienda e conferma il valore del lavoro svolto quotidianamente dai nostri professionisti – dichiara il direttore generale Giuseppe Russo -. L’innovazione in sanità non può restare un concetto astratto: deve tradursi nella capacità concreta di offrire ai cittadini cure tempestive, efficaci e allineate alle più avanzate evidenze scientifiche. La nostra oncologia dimostra ancora una volta come competenza, organizzazione e visione strategica possano fare la differenza nella vita dei pazienti, rafforzando il ruolo della sanità pubblica come presidio di eccellenza e prossimità”. Contro il tumore della mammella nel napoletano primo centro in Italia per l’accesso precoce alla nuova terapia. L’oncologia dell’Asl Napoli 3 Sud diretta da Luigi Leo è il primo centro in Italia a rendere disponibile un accesso precoce al farmaco innovativo inavolisib, attualmente non ancora rimborsato al di fuori di studi clinici, consentendo di avviare tempestivamente la terapia. Un approccio che ha permesso già a due pazienti di guadagnare tempo clinicamente prezioso, offrendo un accesso concreto e rapido all’innovazione già nella fase di negoziazione regolatoria e prima della rimborsabilità. Un risultato di assoluto rilievo che ha permesso di anticipare concretamente i tempi di accesso all’innovazione terapeutica, offrendo alle pazienti una possibilità di cura avanzata in una fase particolarmente delicata del percorso clinico. L’iniziativa è stata resa possibile grazie all’integrazione tra competenze cliniche, organizzative e regolatorie e al supporto costante della direzione strategica aziendale Asl Napoli 3 Sud, che ha favorito l’attivazione rapida dei percorsi necessari alla disponibilità del trattamento. “Essere il primo centro in Italia ad aver garantito l’accesso precoce a questa nuova opzione terapeutica rappresenta motivo di orgoglio per tutta l’azienda e conferma il valore del lavoro svolto quotidianamente dai nostri professionisti – dichiara il direttore generale Giuseppe Russo -. L’innovazione in sanità non può restare un concetto astratto: deve tradursi nella capacità concreta di offrire ai cittadini cure tempestive, efficaci e allineate alle più avanzate evidenze scientifiche. La nostra oncologia dimostra ancora una volta come competenza, organizzazione e visione strategica possano fare la differenza nella vita dei pazienti, rafforzando il ruolo della sanità pubblica come presidio di eccellenza e prossimità”.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
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Criteri Critici
Liste d'attesa, al Policlinico di Bari in 3 mesi effettuate 900 prestazioni di radioterapia oncologica La Gazzetta del Mezzogiorno
Oltre 900 prestazioni di radioterapia oncologica sono state effettuate al Policlinico di Bari negli ultimi 3 mesi dall’avvio del programma straordinario per l’abbattimento delle liste di attesa avviato dalla Regione Puglia.
Il programma dell’unità operativa di Radioterapia diretta dal dottor Michele Piombino ha previsto cinque turni aggiuntivi dal lunedì al venerdì in questo modo, grazie al lavoro integrato di oncologi radioterapisti, tecnici sanitari di radioterapia, infermieri e fisici sanitari l’attività è assicurata ogni giorno dalle 8 alle 20.
Nel dettaglio sono state effettuate 720 sedute aggiuntive di radioterapia, 108 prime visite radioterapiche oncologiche, 56 procedure di contornazione e delineazione dei volumi target e 20 Tac simulazioni aggiuntive. Quotidianamente vengono eseguite in media 16 sedute di radioterapia supplementari, due prime visite oncologiche e ulteriori attività di preparazione e pianificazione terapeutica.
«L’obiettivo del programma – spiega il dottor Piombino – è assicurare ai pazienti oncologici, adulti e pediatrici, l’accesso tempestivo ai trattamenti previsti dai protocolli clinici, rispettando le tempistiche richieste dai percorsi terapeutici assistenziali, in particolare nei casi di trattamenti radio-chemioterapici concomitanti».
Le attività aggiuntive riguardano tutte le principali fasi del percorso radioterapico: dalle prime visite alla simulazione Tac, dalla contornazione dei volumi bersaglio fino allo studio fisico-dosimetrico e all’erogazione dei trattamenti con tecniche avanzate come IMRT, VMAT, IGRT, stereotassi e radioterapia ablativa.
Il programma viene portato avanti secondo l’ordine cronologico delle liste di attesa, tenendo conto delle priorità cliniche e delle urgenze, con un aggiornamento continuo delle agende di prenotazione.
«L’attività avviata in radioterapia – conclude il direttore generale Antonio Sanguedolce – rappresenta un ulteriore tassello del lavoro che il Policlinico di Bari sta portando avanti per migliorare l’accesso alle cure e ridurre i tempi di attesa, soprattutto nei percorsi oncologici dove la tempestività è parte integrante della qualità delle cure».
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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Criteri Critici
Borsa Parigi: +10% Ose Immuno, positivi test preliminari su farmaco oncologico Il Sole 24 ORE
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 22 mag - Ose Immunotherapeutics vola alla Borsa di Parigi, grazie ai positivi risultati preliminari di uno studio su un farmaco per la cura del carcinoma ovarico. Il titolo del laboratorio biotecnologico, specializzato nelle terapie in immuno-oncologia e immuno-infiammazione, attorno alle 12,30 e' in rialzo del 10,5% a 5,47 euro. Ose ha annunciato i positivi risultati preliminari dello studio di Fase 2 Tedova, che ha valutato Tedopi, da solo o in combinazione con pembrolizumab, come terapia di mantenimento in pazienti con carcinoma ovarico recidivante sensibile al platino, con il raggiungimento dell'endpoint primario. I risultati dello studio che ha coinvolto 185 pazienti hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da progressione della malattia per la combinazione Tedopi-pembrolizumab rispetto alla terapia standard (4,1 mesi contro 2,8 mesi). Confrontando i due gruppi di studio, l'aggiunta di pembrolizumab a Tedopi ha ridotto il rischio di progressione o decesso del 28%. La combinazione di pembrolizumab e Tedopi e' stata tuttavia associata a una maggiore frequenza di eventi avversi, in particolare eventi immuno-correlati, 'in linea con il meccanismo d'azione dell'immunoterapia'. I risultati dei test saranno presentati il 30 maggio all'Asco Annual Meeting 2026 di Chicago dalla professoressa Alexandra Leary, responsabile principale dello studio.
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
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Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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Criteri Critici
Integrazione e riutilizzo della conoscenza. Sono questi gli elementi chiave che hanno consentito, negli ultimi anni, lo sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative in ematologia. Uno degli strumenti fondamentali di questa...
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Integrazione e riutilizzo della conoscenza. Sono questi gli elementi chiave che hanno consentito, negli ultimi anni, lo sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative in ematologia.
Uno degli strumenti fondamentali di questa strategia è il riposizionamento di farmaci (o drug repurposing): valorizzare molecole già note, studiate e utilizzate in altri ambiti consente infatti di accelerare i tempi della ricerca, ottimizzare le risorse e, soprattutto, offrire più rapidamente nuove opportunità ai pazienti.
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L’esperienza maturata durante la pandemia da COVID-19 ha reso evidente quanto sia importante investire in approcci di questo tipo.
Il secondo strumento è la “cross-fertilizzazione” tra discipline: per esempio, immunologia clinica ed ematologia condividono meccanismi biologici comuni, in particolare nel campo delle patologie dei linfociti B.
Cellule apparentemente diverse – neoplastiche o reattive – presentano pathway molecolari sovrapponibili che possono essere efficacemente modulati con le stesse classi di farmaci. Questo approccio trasversale consente di ampliare indicazioni terapeutiche e di massimizzare il valore di investimenti già realizzati.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
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Tumore al seno. All’Irccs di San Giovanni Rotondo la diagnosi in una settimana e l’intervento in due Quotidiano Sanità
Dalla comparsa del sintomo alla diagnosi in una settimana, e dalla diagnosi accertata di tumore all’intervento chirurgico in due settimane. È il nuovo percorso “fast track” attivato dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, denominato “Urgenza Senologica”, dedicato a donne e uomini che abbiano rilevato un nodulo mammario, secrezioni dal capezzolo o alterazioni cutanee neoinsorte come retrazioni.
L’accesso avviene su suggerimento del medico di medicina generale, con prenotazione telefonica all’ONCO POINT dell’Ospedale (telefoni 0882-416552 e 344-1116410, attivo dal lunedì al venerdì 8-14, martedì e giovedì anche 14-16). Constatata la necessità, l’ONCO POINT indirizza in tempo reale gli interessati alla Breast Unit, dove vengono programmate entro pochi giorni le indagini radiologiche di base (ecografia e mammografia 3D). L’intero percorso diagnostico si completa in circa una settimana.
Dalla diagnosi all’intervento in due settimane
Qualora dagli esami emerga il sospetto di una patologia neoplastica, il radiologo senologo predispone indagini di secondo livello: biopsie su guida ecografica o mammografica (V.A.B.B.), mammografia con mezzo di contrasto (C.E.M.) o risonanza magnetica mammaria. In caso di conferma del tumore e di indicazione chirurgica, la Breast Unit garantisce la presa in carico immediata e la programmazione dell’intervento entro un tempo massimo di due settimane.
«Ridurre l’intervallo tra il sintomo, la diagnosi e la chirurgia – spiega Luigi Ciuffreda, responsabile della Breast Unit dell’IRCCS – minimizza il rischio di progressione del tumore e aumenta le probabilità di poter ricorrere a una chirurgia conservativa, oltre a lenire lo stress emotivo legato alla scoperta della malattia».
Un centro di eccellenza nato nel 2013
La Breast Unit è il centro di eccellenza multidisciplinare nato a San Giovanni Rotondo nel 2013, ma che ha consolidato un gruppo di lavoro attivo già dal lontano 1996. L’integrazione tra diverse specializzazioni mediche è il suo punto di forza: il core team comprende Radiologia Senologica, Chirurgia Senologica, Anatomia Patologica, Oncologia e Radioterapia, supportato da Medicina Nucleare, Genetica Medica, Fisiatria, Ginecologia, Psicologia Clinica, Anestesia e Team delle Terapie Integrate.
L’obiettivo principale è perseguire i migliori risultati in termini di prevenzione, diagnosi e trattamento del tumore al seno e favorire la ricerca traslazionale grazie alla collaborazione dei clinici con i ricercatori della Direzione Scientifica.
Follow up fino a 10 anni e mobilità attiva al 35%
Il consulto multidisciplinare garantisce una gestione personalizzata del caso sia prima che dopo l’intervento. Al termine dei trattamenti oncologici e radioterapici successivi all’intervento chirurgico, tutte le pazienti sono seguite per un periodo compreso tra 5 e 10 anni in un Ambulatorio Integrato di Senologia (A.I.S.), anch’esso multidisciplinare.
La Breast Unit dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza rappresenta un importante punto di riferimento per la Regione Puglia e per le regioni limitrofe, con una percentuale di mobilità attiva che si attesta intorno al 35%. Ogni anno esegue circa 1.300 interventi di chirurgia oncologica, profilattica e plastica/ricostruttiva, 1.600 consulti multidisciplinari pre e post operatori e 1.800 visite di follow up.
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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42.2/100
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Criteri Critici
Radioterapia oncologica, oltre 900 prestazioni in tre mesi al Policlinico di Bari Borderline24.com
Più di 900 prestazioni effettuate in tre mesi per ridurre le liste d’attesa e garantire cure tempestive ai pazienti oncologici. È il bilancio del programma straordinario attivato al Policlinico di Bari nell’unità operativa di Radioterapia oncologica, nell’ambito del piano regionale per l’abbattimento dei tempi di attesa.
L’attività, coordinata dal direttore dell’unità operativa Michele Piombino, ha previsto l’estensione dei turni dal lunedì al venerdì, con servizio attivo ogni giorno dalle 8 alle 20 grazie al lavoro integrato di oncologi radioterapisti, tecnici sanitari, infermieri e fisici sanitari. Nel dettaglio, negli ultimi tre mesi sono state effettuate 720 sedute aggiuntive di radioterapia, 108 prime visite oncologiche radioterapiche, 56 procedure di contornazione e delineazione dei volumi target e 20 Tac di simulazione supplementari.
Ogni giorno vengono garantite in media 16 sedute di radioterapia aggiuntive, oltre a due prime visite oncologiche e alle attività necessarie per la preparazione e la pianificazione terapeutica. “L’obiettivo del programma – spiega il dottor Michele Piombino – è assicurare ai pazienti oncologici, adulti e pediatrici, l’accesso tempestivo ai trattamenti previsti dai protocolli clinici, rispettando le tempistiche richieste dai percorsi terapeutici assistenziali, in particolare nei casi di trattamenti radio-chemioterapici concomitanti”. Le attività riguardano tutte le fasi del percorso radioterapico: dalle visite iniziali alla Tac di simulazione, fino alla pianificazione dosimetrica e all’erogazione delle terapie con tecniche avanzate come IMRT, VMAT, IGRT, stereotassi e radioterapia ablativa.
Il programma viene gestito seguendo l’ordine cronologico delle liste d’attesa, con priorità definite in base alle urgenze cliniche e ai percorsi terapeutici dei pazienti. “L’attività avviata in radioterapia – sottolinea il direttore generale del Policlinico Antonio Sanguedolce – rappresenta un ulteriore tassello del lavoro che il Policlinico di Bari sta portando avanti per migliorare l’accesso alle cure e ridurre i tempi di attesa, soprattutto nei percorsi oncologici dove la tempestività è parte integrante della qualità delle cure”, conclude.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
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Tumore dell’ovaio: come si scopre e come si cura DiLei
DiLei Redazione DiLei è il magazine femminile di Italiaonline lanciato a febbraio 2013, che parla a tutte le donne con occhi al 100% femminili. Pubblicato:22 Maggio 2026 12:06 Il tumore ovarico può manifestarsi con segnali spesso poco evidenti — comegonfiore addominale, dolore pelvico o sazietà precoce— che è importante non sottovalutare. Per tale motivo diventa fondamentale imparare ad ascoltare il proprio corpo e conoscere quali sono i principalifattori di rischio, tra cui familiarità e mutazioni genetiche come i geni BRCA, ricordando quanto i controlli ginecologici e la diagnosi precoce possano fare la differenza. Curare la malattia, facendo sempre più attenzione alla qualità della vita. Ecco a cosa punta l’oncologia per l’approccio al tumore dell’ovaio. I progressi della medicina offrono oggi terapie sempre più personalizzate: esistono trattamenti orali che permettono di vivere la quotidianità con maggiore serenità e autonomia. Un messaggio di attenzione, ma anche di fiducia nella ricerca e in un approccio alla salute femminile che mette al centro benessere e qualità della vita. In collaborazione con GSK. Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.