Il farmaco di Kelun Pharmaceutical contro il tumore al polmone non a piccole cellule mostra un tasso di sopravvivenza libera da progressione più elevato - MarketScreener Italia
📰 MarketScreener Italia📅 2026-03-19T03:44:26
tumore polmone
Il farmaco di Kelun Pharmaceutical contro il tumore al polmone non a piccole cellule mostra un tasso di sopravvivenza libera da progressione più elevato MarketScreener Italia
IL SOLE 24 ORE * SALUTE: «ALZHEIMER PRECOCE, DALL’AGENZIA DEL FARMACO "ALT" AI DUE PRIMI ANTICORPI MONOCLONALI ANTI-AMILOIDE - agenziagiornalisticaopinione.it
IL SOLE 24 ORE * SALUTE: «ALZHEIMER PRECOCE, DALL’AGENZIA DEL FARMACO "ALT" AI DUE PRIMI ANTICORPI MONOCLONALI ANTI-AMILOIDE agenziagiornalisticaopinione.it
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
48.9/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Buongiorno, ho ricevuto sul cellulare un SMS dalla mia ASL che mi invita a prenotare uno screening oncologico e cita i miei dati anagrafici. Io però non ho mai dato...
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Buongiorno, ho ricevuto sul cellulare un SMS dalla mia ASL che mi invita a prenotare uno screening oncologico e cita i miei dati anagrafici. Io però non ho mai dato il consenso per essere contattata sul telefono privato. Il Garante della Privacy ha davvero autorizzato questo uso dei nostri recapiti? Non è una violazione della mia riservatezza?
Francesca, Napoli
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Cara Francesca, la sua è una reazione del tutto comprensibile. Ricevere un messaggio non richiesto sul proprio smartphone può dare la sensazione di un'intrusione nella sfera personale. Eppure, per quanto possa sembrare controintuitivo, la ASL è effettivamente autorizzata a inviarle quel tipo di comunicazione, anche senza un consenso esplicito da parte sua. Vediamo perché.
Perché la ASL può scriverle senza consenso
Gli screening oncologici – per il tumore al seno, al colon-retto e alla cervice uterina – fanno parte dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), cioè delle prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini. Non si tratta di pubblicità o di marketing sanitario: è prevenzione, ed è un obbligo istituzionale. Il Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR, Reg. UE 2016/679) e le linee guida del Garante italiano prevedono che le autorità sanitarie possano trattare i dati dei cittadini senza richiedere un consenso specifico per ogni singola comunicazione, a condizione che esista un «interesse pubblico rilevante». La tutela della salute individuale e collettiva attraverso la diagnosi precoce rientra pienamente in questa definizione. I recapiti utilizzati sono quelli già presenti nell'Anagrafe Sanitaria, la banca dati a cui la ASL accede per le proprie funzioni istituzionali.
Il bilanciamento tra diritto alla salute e riservatezza
Il Garante della Privacy ha compiuto una scelta chiara: ha ritenuto che il diritto alla salute sarebbe concretamente compromesso se le ASL non potessero raggiungere i cittadini per esami che possono salvare la vita. Tuttavia, questo non significa carta bianca. Per proteggere la riservatezza di ciascuno, i messaggi devono rispettare regole precise. Eccole qui di seguito: essenzialità: l'SMS non deve contenere dettagli clinici espliciti. Deve limitarsi a un invito generico, senza rivelare diagnosi o informazioni sensibili; sicurezza: il messaggio non deve includere link che richiedano l'inserimento di password, dati bancari o altre informazioni personali; riconoscibilità istituzionale: deve essere immediatamente chiaro che la comunicazione proviene dal Servizio Sanitario, e non da un soggetto terzo. I dati parlano chiaro: i promemoria digitali aumentano la partecipazione agli screening del 20-30%, contribuendo a diagnosi più precoci e, in definitiva, a salvare vite. Un SMS viene letto quasi istantaneamente, a differenza di una lettera cartacea che può finire nel cestino o andare smarrita. E c'è anche un vantaggio ambientale: meno carta, meno costi di spedizione per la sanità pubblica.
Sindrome del QT lungo: ricercatori italiani individuano il ruolo centrale dell'alimentazione in termini di prevenzione. Caratteristiche, sintomi e (nuove) terapie per una rara e insidiosa patologia cardiaca - Vanity Fair Italia
📰 Vanity Fair Italia📅 2026-03-18T16:53:18
terapia genica
Sindrome del QT lungo: ricercatori italiani individuano il ruolo centrale dell'alimentazione in termini di prevenzione. Caratteristiche, sintomi e (nuove) terapie per una rara e insidiosa patologia cardiaca Vanity Fair Italia
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
54.8/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Ad annunciare il “pollice verso” dell’Agenzia italiana del farmaco era stato di prima mattina, con un post sui social, il direttore-tecnico scientifico dell’Aifa, Pierluigi Russo: «Decidere di non rimborsare un...
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Ad annunciare il probabile “pollice verso” dell’Agenzia italiana del farmaco era stato nella prima mattina di mercoledì 18 marzo, con un post sui social, il direttore-tecnico scientifico dell’Aifa, Pierluigi Russo: «Decidere di non rimborsare un medicinale è una scelta a volte terribilmente complessa. Molti sottovalutano la portata di questa decisione, riconducendola a una semplice valutazione tecnica, altri la semplificano riducendola a una generica sostenibilità. La realtà è molto più complicata e significa sapersi confrontare con l’incertezza, ponderare i rischi confliggenti in una dimensione etica, individuale e sociale che non contempla scorciatoie semplicistiche». Tradotto, per quanti erano in attesa di una decisione considerata cruciale soprattutto dalle associazioni dei pazienti e dei loro familiari: i due farmaci monoclonali per le forme lievi di Alzheimer, approvati dalla Fda Usa e dall’Agenzia europea dei medicinali (Ema) e quindi sottoposti al check della Commissione scientifica ed economica del farmaco (Cse), non sono stati per il momento ammessi alla rimborsabilità in Italia.
Un “alt” - anche se ancora in attesa di ufficialità e del passaggio di martedì 25 marzo in Consiglio di amministrazione dell’Agenzia - che alle farmaceutiche di riferimento cioè Eisai-Biogen, sviluppatrici di lecanemab, e Lilly di donanemab, sarà spiegato nella lettera con cui come da prassi l’Aifa dettaglierà le motivazioni alla base della propria scelta.
E solo in tarda serata l’Aifa ha fatto sapere che “l’iter di valutazione dei due medicinali non è ancora definitivamente concluso ed eventuali decisioni negative intermedie della Commissione potranno comunque essere oggetto di successiva rivalutazione. L’Agenzia a conclusione definitiva dell’iter del procedimento comunicherà pubblicamente l’esito delle procedure”.
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L’amarezza dei pazienti
«In altri Paesi europei - aveva scritto ancora nel suo post il direttore Russo - la stessa decisione è stata più semplice, perché non hanno un Ssn come il nostro. Ricordiamoci questo quando poi con troppa leggerezza e severità ne mettiamo in evidenza errori o inefficienze, su cui bisogna certamente lavorare. Si apprezza veramente quello che si ha, quando poi lo si perde, o quando non si può avere del tutto».
Intanto è arrivato tranchant il commento delle associazioni pazienti: «Apprendo per vie non ufficiali che Aifa avrebbe dato parere negativo all’immissione nella fascia di rimborsabilità dei farmaci monoclonali antiamiloide. Questa decisione, se confermata, mi scandalizza e sconcerta per molti motivi», esordisce Patrizia Spadin, presidente di Aima-Associazione italiana malattia di Alzheimer. «Per quanto piccola la platea dei pazienti ammissibili al trattamento, si nega la possibilità del beneficio a persone che sono così condannate a vivere appieno il dramma della malattia di Alzheimer. Di fatto l’accesso resterebbe riservato a chi potrà pagare privatamente tutto il costoso percorso terapeutico, confermando che l’Alzheimer è una malattia per ricchi», conclude la presidente Aifa ricordando che «ogni farmaco costa circa 26mila euro l’anno a paziente».
Una rete di cura inadeguata
Alle Società scientifiche interessate, come la Società italiana di Neurologia (Sin), Aifa aveva posto alcune questioni relative al percorso di selezione ovvero alla diagnosi precoce e ai criteri di inclusione/esclusione dei pazienti, così come relative agli indicatori d’esito. Cioè a come misurare i benefici delle terapie, come garantire un monitoraggio attivo per eventuali effetti collaterali, nonché quali requisiti per i centri prescrittori o infusionali fossero da considerare per assicurare un equo accesso nelle Regioni.