Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?3
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
57.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
La chirurgia oncologica con fluorescenza del Bambino Gesù premiata al Quality Day insalutenews.it
Roma, 23 settembre 2026 – È stato il progetto dedicato alla chirurgia oncologica pediatrica con la fluorescenza, una tecnologia che permette di “vedere” i tessuti durante l’intervento, ad aggiudicarsi il premio assoluto della XVII edizione del Quality Day dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, l’appuntamento annuale dedicato alla condivisione delle buone pratiche sviluppate dai professionisti dell’ospedale per migliorare la qualità e la sicurezza delle cure.
Il Quality Day si inserisce nel sistema di qualità dell’ospedale ispirato agli standard della Joint Commission International (JCI), principale agenzia internazionale di accreditamento delle strutture sanitarie. Nel settembre 2024 il Bambino Gesù ha ottenuto il rinnovo triennale dell’accreditamento come Ospedale Accademico. In questo percorso di miglioramento continuo si collocano i 597 progetti realizzati dal 2010 a oggi, 36 dei quali nel 2025. Di questi, 25 hanno coinvolto trasversalmente più Unità Operative o Servizi.
I progetti realizzati nel 2025 sono stati valutati sulla base di quattro criteri: innovazione, adesione agli standard JCI, risultati conseguiti e trasferibilità ad altri contesti clinici. Sono stati individuati un vincitore assoluto e i primi classificati nelle quattro categorie.
Chirurgia oncologica: la fluorescenza per interventi più precisi
Il progetto vincitore assoluto, realizzato dalla Chirurgia Oncologica e dalla Chirurgia Generale, Pediatrica e d’Urgenza, utilizza il verde indocianina (un colorante fluorescente) e una telecamera a infrarossi per evidenziare durante l’intervento i tessuti patologici e le strutture sanguigne e linfatiche.
La tecnica è stata sperimentata in 34 procedure su bambini con tumori solidi, comprese attività di mappatura linfatica e ricerca del linfonodo sentinella. I risultati hanno confermato un profilo di sicurezza favorevole e la possibilità di rendere la chirurgia più precisa, contribuendo a preservare i tessuti sani.
Un laser per ridurre i disturbi della mucosite
Il progetto primo classificato per innovazione ha introdotto un percorso con educazione all’igiene orale, monitoraggio del dolore e dell’infiammazione e trattamento con laser a bassa intensità nei pazienti sottoposti a chemioterapia, chemio-radioterapia o trapianto di cellule staminali.
Sono stati coinvolti 80 pazienti, per un totale di 256 applicazioni. Il trattamento è stato generalmente ben accettato e un miglioramento della mucosite è stato osservato mediamente dopo 3-4 sedute, con benefici sul benessere e sulla qualità di vita.
Neuroblastoma: l’immunoterapia prosegue a casa
Il progetto “A CASA CON DINU”, primo classificato per risultati conseguiti, ha consentito a bambini e adolescenti con neuroblastoma trattati con dinutuximab beta di proseguire la terapia a domicilio, grazie al monitoraggio a distanza dei principali parametri vitali.
Gli 11 pazienti coinvolti hanno utilizzato un kit wireless controllato dal personale sanitario anche attraverso il sistema di early warning pediatrico PEWS, che aiuta a individuare precocemente eventuali segnali di peggioramento clinico. Nel periodo osservato non si sono verificati eventi avversi gravi correlati al trattamento né è stato necessario ricorrere al supporto intensivo. È stata inoltre rilevata una riduzione progressiva del distress e una maggiore sicurezza percepita dalle famiglie.
Cateteri venosi centrali: la formazione per prevenire le complicanze
Tra i progetti premiati per la migliore adesione agli standard JCI figura il percorso di formazione e simulazione rivolto al personale infermieristico del DEA di I Livello e della Rianimazione di Palidoro per migliorare la gestione dei cateteri venosi centrali.
Le esercitazioni, svolte con un manichino e direttamente al letto del paziente, hanno consentito di uniformare le competenze e rafforzare la sicurezza, contribuendo a prevenire complicanze quali infezioni, ostruzioni e dislocazioni accidentali.
Un manuale per i bambini con cuore artificiale
A pari merito nella categoria relativa agli standard JCI è stato premiato anche il progetto dedicato ai bambini portatori di VAD, dispositivi che aiutano il cuore a pompare il sangue. Il manuale accompagna pazienti e famiglie dalla preparazione all’impianto fino al ritorno a casa, con indicazioni per la gestione del dispositivo, la cura del punto di uscita del cavo e il riconoscimento di anomalie e allarmi.
Nel 2025 sono stati impiantati due dispositivi HeartMate III, in pazienti di 12 e 17 anni. Uno dei due pazienti ha mantenuto il dispositivo per 60 giorni, mentre il secondo è tuttora in assistenza. I risultati preliminari indicano benefici in termini di autonomia, sicurezza e qualità della vita.
“Ricoverarsi informati”: una guida per le famiglie
Il progetto “Ricoverarsi informati”, primo classificato a pari merito per trasferibilità ad altre aree, ha riorganizzato le informazioni sul ricovero in un documento sintetico, elaborato a partire dalle esigenze espresse dalle famiglie e consegnato già al momento della conferma del ricovero.
La valutazione successiva ha evidenziato una migliore qualità percepita delle informazioni e una maggiore uniformità nella comunicazione, anticipando l’accompagnamento della famiglia già prima dell’ingresso in Ospedale.
Arte-terapia per sostenere il personale infermieristico
A pari merito nella stessa categoria è stato premiato il progetto dedicato al benessere degli infermieri dell’Area Clinica di Oncoematologia Pediatrica. 91 infermieri sono stati coinvolti in un percorso di valutazione dell’arte-terapia, articolato in quattro laboratori nell’arco di 16 settimane.
Le attività, tra cui Sumi-e, Zentangle, acquerello e collage, hanno prodotto una riduzione statisticamente significativa del distress nel gruppo che ha partecipato alle attività, aprendo alla possibilità di inserire iniziative analoghe nei programmi di supporto al personale sanitario.
Eventi evitati: la neurologia dello sviluppo in prima linea
Il riconoscimento per il maggior numero di segnalazioni di eventi evitati, o near miss, è stato assegnato per il 2025 alla Neurologia dello Sviluppo. I near miss sono errori potenzialmente dannosi intercettati prima di raggiungere il paziente. La loro segnalazione consente di individuare le criticità, prevenire gli eventi avversi e rafforzare la cultura della sicurezza.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
La storia del farmaco che ha cambiato la leucemia mieloide cronica MBNews
Una serie di esperimenti, la convinzione di alcuni ricercatori che fosse possibile colpire la malattia nel suo meccanismo più profondo. E una storia scientifica che oggi, a distanza di oltre venticinque anni, sembra quasi avere la struttura di un romanzo.
Fino alla fine degli anni Novanta, la leucemia mieloide cronica era una malattia con prospettive terapeutiche molto più limitate di oggi. A cambiare radicalmente il quadro fu l’arrivo dell’imatinib, un farmaco capace di colpire uno dei meccanismi alla base della malattia. Il Professor Carlo Gambacorti-Passerini fu tra i ricercatori protagonisti di quella svolta, contribuendo allo sviluppo preclinico e clinico della molecola.
È questa la storia che Gambacorti-Passerini racconta in “La speranza oltre la siepe. La vera storia dell’imatinib e della leucemia mieloide cronica”, pubblicato da Àncora Editrice e presentato venerdì 18 settembre all’IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, dove Gambacorti-Passerini dirige la Struttura complessa di Ematologia. Accanto all’autore sono intervenuti il presidente della Fondazione Claudio Cogliati , Laura Porta, psicoanalista, giornalista, docente IRPA e socio fondatore di Jonas, Milena Provenzi, medico psichiatra, e Francesco Onida, direttore della S.C. di Oncoematologia dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco.
Un libro di sole 104 pagine, ma costruito su una storia lunga decenni. Le prime note da cui nasce furono infatti scritte dallo stesso Gambacorti-Passerini a ridosso degli eventi, tra la fine degli anni Novanta e il decennio successivo. Sono state poi riprese e organizzate tra il 2023 e il 2025.
Il medico che non ha mai separato la clinica dal laboratorio
Milanese, classe 1957, Gambacorti-Passerini è professore di Medicina interna ed Ematologia all’Università di Milano-Bicocca, dove dirige la Scuola di specializzazione in Ematologia, oltre a guidare l’Ematologia del San Gerardo.
La sua carriera è segnata dall’incontro tra due mestieri che, per lui, non sono mai stati realmente distinti, quello del medico e quello del ricercatore. “Ho sempre concepito il fare il medico e il fare il ricercatore come una cosa sola. Il medico si accorge che ci sono fenomeni che non capisce: li osserva e si domanda perché esistano. È una questione di curiosità, ma anche della missione del medico, che non è soltanto assistere i propri pazienti, ma cercare di offrire loro qualcosa di meglio”.
La malattia che ha cambiato volto
L’arrivo degli inibitori delle tirosin-chinasi, farmaci mirati che bloccano enzimi coinvolti nella crescita delle cellule tumorali, a partire dall’imatinib all’inizio degli anni Duemila, ha trasformato la leucemia mieloide cronica da una malattia spesso rapidamente fatale a una patologia che, per molti pazienti che rispondono alla terapia, può essere controllata a lungo con un’aspettativa di vita vicina a quella della popolazione generale.
Tra i ricercatori protagonisti di questa trasformazione c’è proprio Gambacorti-Passerini. Alla fine degli anni Novanta, insieme al suo gruppo, contribuì a dimostrare in laboratorio che bloccando il bersaglio molecolare della leucemia era possibile arrestare la crescita delle cellule malate. Uno dei passaggi che aprirono la strada all’imatinib e alla successiva sperimentazione sui pazienti
“Quando faccio lezione — commenta Francesco Onida riguardo la portata di quella svolta— e parlo della leucemia mieloide cronica è una delle lezioni più belle, perché racconto come questa malattia sia cambiata grazie alla ricerca. L’imatinib ha rappresentato il modello della terapia target che ha poi guidato la ricerca nei diversi settori dell’oncoematologia”.
Eppure, racconta Gambacorti-Passerini, all’inizio la fiducia in quella molecola era tutt’altro che condivisa: “Quando abbiamo iniziato a studiare questo farmaco nell’uomo, alcuni colleghi mi guardavano quasi sorpresi: sembrava che io sapessi già che avrebbe funzionato. I primi esperimenti mi avevano convinto. Mi dissi: se non funziona questo, non funziona neanche l’acqua santa. In questa vicenda non ho mai pensato di lasciar perdere”.
Non soltanto la storia di un farmaco
Nel libro, però, la scoperta scientifica è soltanto una parte della storia. Ci sono burocrazia, rivalità, interessi economici, rapporti con l’industria farmaceutica, resistenze accademiche e decisioni che possono accelerare o frenare una sperimentazione.
È proprio qui che assume significato la “siepe” del titolo. “La siepe può essere la malattia – osserva Laura Porta – ma può essere anche tutto il sistema che ruota attorno alla ricerca: burocrazia, interessi di parte, invidia, narcisismo. La speranza non è ingenua: conosce l’esistenza della siepe e decide comunque di continuare”.
“La siepe non è soltanto un ostacolo: è ciò che rende possibile immaginare qualcosa di nuovo e di diverso — aggiunge Milena Provenzi —. È a partire da ciò che non si vede che può nascere la possibilità di andare oltre, anche nel modo di curare i pazienti”.
“Le persone cambiano, i concetti rimangono”
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
63.3/100
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Criteri Critici
Quando il tumore al seno sembra sconfitto ma il rischio resta: due marcatori individuano le pazienti più esposte alla recidiva insalutenews.it
Pubblicati sulla rivista Nature Communications i risultati dello studio guidato da ricercatori dell’Università di Padova: due marcatori accessibili possono essere utilizzati per individualizzare il monitoraggio delle pazienti con tumore al seno triplo negativo dopo i trattamenti e per indirizzare le ricerche future
Padova, 23 settembre 2026
Il network GAMBIT
Il carcinoma mammario triplo negativo rappresenta il 10-15% circa dei tumori della mammella. Studiare i sottogruppi più rari di pazienti richiede volumi di dati che una singola struttura ospedaliera non è in grado di garantire. GAMBIT è una rete internazionale di ricerca sul carcinoma mammario triplo negativo, promossa e coordinata dal Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Oncologiche e Gastroenterologiche dell’Università di Padova, sotto la guida della prof.ssa Maria Vittoria Dieci, nell’ambito delle attività di ricerca del gruppo di Oncologia diretto dalla prof.ssa Valentina Guarneri.
La ricerca, sostenuta da Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro per quanto riguarda gli studi della professoressa Dieci, è nata proprio per superare questo limite e creare le basi per nuovi progetti di ricerca. A GAMBIT collaborano 42 istituzioni in Italia, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Polonia, Austria, e Giappone e raccoglie dati relativi ad oltre 3.000 pazienti, mettendo in comune evidenze della pratica clinica e competenze multidisciplinari.
La ricerca
Prof.ssa Maria Vittoria Dieci
Sulla rivista Nature Communications è stato pubblicato il primo articolo del network, con come primo autore il dott. Davide Massa del gruppo di ricerca dell’Università di Padova. Nello studio, i ricercatori hanno analizzato retrospettivamente i casi di 2.457 pazienti trattate in 18 centri europei appartenenti alla rete GAMBIT, identificando un sottogruppo di pazienti finora ritenuto guarito, ma che ha dimostrato invece di avere un rischio residuo di recidiva clinicamente rilevante.
Nel carcinoma mammario triplo negativo in stadio precoce, la terapia viene generalmente iniziata prima dell’intervento chirurgico. Quando al momento dell’operazione non si trova più malattia invasiva residua né nella mammella né nei linfonodi, si parla di risposta patologica completa.
Le pazienti che la ottengono hanno tassi di recidiva molto bassi, il che significa che, con ottima probabilità, il tumore non si ripresenterà più. Per questa ragione l’ottenimento di una risposta patologica completa è a oggi uno dei principali criteri utilizzati nella progettazione di sperimentazioni cliniche in cui si valutano nuove strategie terapeutiche e di monitoraggio.
Tuttavia, una quota minoritaria di queste pazienti può sviluppare una recidiva anche dopo una risposta completa. Nello studio svolto dal gruppo si è dunque cercato di capire se, in questa casistica, fosse possibile riconoscere le pazienti a maggiore rischio di recidiva studiando due marcatori: il coinvolgimento dei linfonodi ascellari e la quantità di linfociti infiltranti il tumore.
Prof.ssa Valentina Guarneri
Combinando queste due informazioni disponibili alla diagnosi, i ricercatori, guidati dalla prof.ssa Maria Vittoria Dieci, hanno identificato differenze di rischio finora non descritte all’interno del gruppo di pazienti con risposta patologica completa. In particolare, le pazienti con linfonodi ascellari coinvolti dal tumore e una bassa quantità di linfociti infiltranti presentavano un rischio di recidiva più alto delle altre pazienti con caratteristiche diverse.
In questo sottogruppo, la sopravvivenza libera da recidiva a distanza a cinque anni è infatti risultata pari all’83,4%, mentre negli altri superava il 95%. Quando questa recidiva si manifestava, poi, la sede preferenziale era una: il sistema nervoso centrale.
“La forza di GAMBIT non sta soltanto nei numeri – dice la prof.ssa Maria Vittoria Dieci dell’Università di Padova e Principal Investigator di GAMBIT – ma nella capacità di far lavorare insieme centri e competenze diverse intorno a domande cliniche concrete. In questo studio abbiamo osservato che la risposta patologica completa, pur rimanendo un risultato fortemente favorevole, non è sufficiente a identificare una popolazione completamente uniforme e prognosi favorevole”.
Importanza dello studio
I risultati dello studio hanno permesso di identificare una popolazione di pazienti nella quale potrebbero essere valutate prospetticamente strategie terapeutiche o di sorveglianza adattate al rischio di recidiva, aprendo strade per ricerche future. i dati raccolti hanno inoltre mostrato il valore della rete GAMBIT nel generare, attraverso la collaborazione tra molti centri, dati sufficientemente solidi per studiare sottogruppi di pazienti altrimenti difficili da analizzare per la scarsa numerosità.
Sul piano pratico, i due parametri utilizzati – lo stato dei linfonodi e la quantità di linfociti che infiltrano il tumore – non richiedono tecnologie avanzate o costose. Il coinvolgimento linfonodale viene infatti definito durante il normale percorso diagnostico, dopo la biopsia e l’intervento chirurgico, mentre la quantità di linfociti infiltranti può essere valutata sui vetrini istologici della biopsia stessa, senza costi aggiuntivi.
“Questo studio dimostra che la ricerca clinica nata dalla collaborazione tra centri può tradursi in strumenti concreti e già disponibili nella pratica clinica quotidiana – sottolinea la prof.ssa Valentina Guarneri, Ordinario di Oncologia Medica dell’Università di Padova e Direttrice del Dipartimento di Oncologia dell’Istituto Oncologico Veneto – Questo risultato non cambia oggi la cura delle pazienti, ma ci indica con maggiore precisione dove concentrare le ricerche future, lavorando affinché resti sempre al servizio dei pazienti”.
Che cosa “non” dice lo studio
Lo studio è retrospettivo e osservazionale: sono infatti stati analizzati dati clinici già esistenti – raccolti in passato – senza intervenire sul trattamento delle pazienti. I risultati a oggi non dimostrano che un trattamento aggiuntivo, esami più frequenti o una diversa strategia di sorveglianza possa migliorare gli esiti del gruppo identificato a rischio di recidiva. Non comportano quindi, al momento, cambiamenti nella gestione clinica, né la necessità di esami aggiuntivi per le pazienti già trattate.
Sviluppi futuri
Il passo successivo sarà confermare con studi prospettici i dati ottenuti, soprattutto nelle popolazioni trattate con i più recenti regimi comprendenti l’immunoterapia, e quindi utilizzarli per progettare studi clinici più precisi e mirati, con cui valutare strategie realmente proporzionate al rischio di recidiva, così da somministrare i trattamenti giusti, alle giuste pazienti, nel momento giusto.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?3
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
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Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
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Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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C
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Criteri Critici
Israele: la tecnologia delle nanoparticelle apre nuove prospettive di ricerca nel trattamento del cancro. Vietnam.vn
(Immagine illustrativa: IA) Questa ricerca utilizza nanoparticelle prive di farmaci per rilasciare segnali biologici alle cellule tumorali, con l'obiettivo di impedirne la divisione. La tecnologia è attualmente oggetto di studio per i tumori solidi, incluso il carcinoma mammario triplo negativo. Secondo un recente articolo di Ynet Global, la ricerca è stata condotta presso il Dipartimento di Ingegneria Chimica Wolfson del Technion Institute of Technology in Israele. Il dottor Assaf Zinger e i suoi colleghi hanno creato nanoparticelle cave e prive di farmaci, integrandovi poi proteine di membrana derivate dai globuli bianchi. Questo approccio si differenzia dall'utilizzo delle nanoparticelle principalmente come veicolo per veicolare farmaci ai tumori. Invece di incapsulare farmaci chemioterapici all'interno di nanoparticelle per il rilascio sul bersaglio, il team di ricerca ha cercato di sfruttare le proprietà biologiche delle nanoparticelle stesse per interagire con le cellule. Secondo il dottor Zinger, anziché somministrare la chemioterapia al tumore, gli scienziati volevano inviare un "messaggio biologico" alle cellule cancerose, essenzialmente dicendo loro di "smettere di dividersi".
Il team di ricerca si sta concentrando sui tumori solidi, tra cui il carcinoma mammario triplo negativo, in collaborazione con i medici del Rambam Medical Center, vicino al Technion. Il lavoro coinvolge scienziati, ingegneri, studenti e medici per studiare non solo le cellule tumorali stesse, ma anche il complesso ambiente che circonda il tumore. Il carcinoma mammario triplo negativo è stato uno dei casi selezionati per lo studio. Ofri Vizenblit, dottoranda in ingegneria chimica e membro del team di ricerca, ha affermato che lo studio del carcinoma mammario riveste per lei anche un significato personale, poiché è portatrice di una mutazione del gene BRCA1. Nel frattempo, la dottoressa Devorah Cahn, ricercatrice post-dottorato, sta studiando i vaccini contro il cancro e le nanoparticelle biomimetiche. Questo si inserisce in un più ampio filone di ricerca volto a sfruttare le proprietà biologiche dei nanomateriali per sviluppare interventi terapeutici contro le malattie.
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(Screenshot) Tuttavia, gli scienziati sono cauti riguardo alla possibilità di tradurre i risultati di laboratorio in trattamenti pratici. Secondo il dottor Zinger, il divario tra un risultato di ricerca promettente e una terapia che possa funzionare in modo costante ed efficace sugli esseri umani rimane significativo. Il dottor Zinger ha osservato che i ricercatori riescono attualmente a ottenere ottimi risultati nel trattamento del cancro nei topi, ma non hanno ancora raggiunto un'efficacia simile negli esseri umani. Questa valutazione dimostra anche che la suddetta nanotecnologia è ancora in fase di ricerca e non è ancora un metodo di trattamento del cancro comprovato per i pazienti.
La ricerca sulla terapia del cancro su scala nanometrica è una delle numerose direzioni tecnologiche che il Technion sta sviluppando per esplorare nuove applicazioni della scienza e dell'ingegneria. Presso il laboratorio atomico ultrafreddo dell'Istituto di Fisica dello Stato Solido del Technion, il professor Yoav Sagi del Dipartimento di Fisica sta studiando i sistemi quantistici e il loro potenziale utilizzo per risolvere problemi che vanno oltre le capacità dei computer convenzionali. Secondo il professor Sagi, per elevare la tecnologia quantistica da campo di ricerca di base a tecnologia con applicazioni pratiche, è necessaria una stretta integrazione tra scienza e ingegneria. I computer quantistici non sono semplicemente versioni più veloci dei computer attuali, ma operano secondo principi fondamentalmente diversi, il che consente loro di gestire alcuni tipi di calcoli che risultano molto difficili per i sistemi convenzionali. Tuttavia, le applicazioni future della tecnologia quantistica non sono ancora del tutto comprese. Pertanto, gli scienziati si dedicano contemporaneamente alla ricerca sui fondamenti teorici, alla costruzione di sistemi sperimentali e alla formazione di personale specializzato in questo campo. Questo approccio è evidente in molti laboratori del Technion, che spaziano dai sistemi quantistici e dalla ricerca sull'intelligenza artificiale ai nanomateriali e ai nuovi metodi per la ricerca sul cancro. Queste tecnologie si trovano in diverse fasi di sviluppo e il loro impatto finale non può ancora essere pienamente previsto.
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📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Criteri Critici
Monfalcone, inaugurata al San Polo una stanza di ristoro per i pazienti oncologici Diario FVG
Un nuovo spazio pensato per rendere più accogliente e umano il percorso di chi affronta una malattia oncologica. È stata inaugurata ieri, 22 settembre, all’ospedale San Polo di Monfalcone, la nuova stanza di ristoro dedicata ai pazienti oncologici, realizzata grazie a una donazione di 20mila euro dell’associazione Dinamici.
I fondi utilizzati per creare lo spazio sono stati raccolti attraverso la campagna “Ottobre rosa” 2025, iniziativa con cui l’associazione sostiene attività dedicate alla prevenzione e all’umanizzazione dei percorsi di cura, con particolare attenzione non soltanto ai pazienti ma anche alle loro famiglie.
Uno spazio che entra a far parte del percorso di cura
L’inaugurazione rappresenta un intervento concreto rivolto alle persone che frequentano il reparto oncologico del presidio monfalconese. La nuova stanza è stata concepita come luogo di ristoro e accoglienza, capace di offrire un momento di maggiore comfort durante un percorso terapeutico spesso lungo e complesso.
Alla cerimonia ha partecipato anche l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e Disabilità Riccardo Riccardi, che ha sottolineato come il concetto di cura non possa essere limitato esclusivamente agli aspetti strettamente clinici.
Secondo l’assessore, iniziative come quella promossa da Dinamici contribuiscono infatti ad affermare una visione nella quale la cura comprende anche la qualità della vita del paziente, il rapporto con i familiari e l’attenzione alle esigenze quotidiane che accompagnano la malattia.
«Questa nuova iniziativa benefica promossa dall’associazione Dinamici e che si inserisce all’interno dei percorsi di cura del sistema sanitario – ha spiegato Riccardi – contribuisce in modo significativo ad aprire culturalmente a una visione della cura che non è fatta soltanto da una buona terapia o da un intervento chirurgico, ma riguarda un pezzo di vita che interessa direttamente i pazienti e i loro familiari».
La donazione da 20mila euro dell’associazione Dinamici
Alla base della realizzazione della stanza c’è il contributo dell’associazione Dinamici, che ha destinato al progetto 20mila euro raccolti con “Ottobre rosa” 2025.
Un esempio, secondo la Regione, di come la collaborazione tra sanità pubblica e solidarietà privata possa affiancare il lavoro degli operatori e contribuire a migliorare l’esperienza delle persone assistite.
Riccardi ha evidenziato come il volontariato possa offrire un sostegno importante anche alla componente professionale del sistema sanitario, chiamata a confrontarsi con esigenze sempre più articolate.
La nuova stanza, in particolare, vuole offrire una risposta non soltanto ai pazienti, ma anche agli affetti e ai familiari che li accompagnano nel percorso oncologico.
Il ruolo del volontariato nella sanità
Nel corso dell’incontro è stato ribadito anche il valore delle associazioni che operano nel campo sociosanitario. Per Riccardi, la loro attività costituisce un elemento importante nel processo di trasformazione dell’assistenza pubblica, soprattutto quando riesce a integrarsi con l’attività di medici, infermieri e degli altri professionisti.
L’obiettivo è sviluppare un modello sempre più multidisciplinare e centrato sulla persona, nel quale alle cure mediche si affianchino interventi capaci di rispondere anche agli aspetti psicologici, relazionali e sociali della malattia.
L’assessore ha inoltre richiamato la necessità di modernizzare l’assistenza sanitaria e di affrontare sempre più spesso anche le patologie gravi all’interno di percorsi di lungo periodo, mettendo al centro i bisogni effettivi dei pazienti.
Presentata anche la campagna “Ottobre rosa” 2026
L’inaugurazione della stanza di ristoro è stata anche l’occasione per presentare la nuova edizione di “Ottobre rosa” 2026, la campagna legata al mese internazionale dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione sul tumore al seno.
All’incontro hanno partecipato, oltre a Riccardi, il direttore generale di Asugi Antonio Poggiana, il direttore sanitario Daniele Pittioni, la presidente dell’associazione Dinamici Manuela Fumis, la direttrice della Struttura complessa di Oncologia di Gorizia e Monfalcone Paola Ermacora e Anna Della Vedova della Direzione medica di presidio di Monfalcone e Gorizia.
La nuova stanza del San Polo diventa così uno dei risultati concreti dell’attività portata avanti sul territorio attraverso le iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi, con l’obiettivo di rendere il percorso oncologico sempre più attento non soltanto alla terapia, ma complessivamente alla persona.
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Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
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Criteri Critici
Screening per la diagnosi precoce dei tumori Regione Lombardia
La prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori fanno parte dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), cioè delle cure e dei servizi sanitari che devono essere garantiti a tutti i cittadini in Italia.
Individuare un tumore o una condizione predisponente nelle fasi iniziali può rendere più efficace il trattamento, aumentare le possibilità di guarigione e contribuire a una migliore qualità della vita.
Per questo, il Servizio Sanitario Nazionale offre programmi di screening gratuiti, per prevenire e individuare precocemente alcuni tumori o condizioni predisponenti. In Lombardia sono attivi programmi di screening per:
tumore della mammella;
tumore del collo dell’utero;
tumore del colon-retto;
tumore della prostata;
infezione da virus dell’epatite C (HCV);
tumore del polmone.
I programmi di screening sono rivolti ai cittadini residenti in Lombardia che rientrano nelle fasce di età previste per ciascun programma.
• Screening per il tumore della mammella
Lo screening è rivolto alle donne di età compresa tra 45 e 74 anni.
Il test offerto è la mammografia:
• ogni anno tra i 45 e i 49 anni
• ogni 2 anni tra i 50 e i 74 anni
Lo screening viene proposto tramite una lettera di invito con un appuntamento già fissato.
• Se preferisci un’altra data, puoi modificarla su Prenota Salute o Regione Lombardia - Portale cittadino.
• Se non hai aderito all’invito o non hai ricevuto la lettera, vai su Prenota Salute per prenotare.
• Per qualsiasi informazione contatta il Centro Screening della tua ATS (link a fondo pagina).
• Screening del tumore della cervice uterina
Lo screening è rivolto alle donne di età compresa tra 25 e 64 anni.
Il test offerto è:
• HPV DNA test ogni 5 anni tra i 30 e i 64 anni
• Pap test ogni 3 anni tra i 25 e i 29 anni, riservato alle donne che non hanno completato il ciclo vaccinale anti-HPV entro il 15° anno di età.
Lo screening viene offerto con una lettera di invito che riporta un appuntamento già fissato.
Se non hai aderito all’invito o non hai ricevuto la lettera contatta il Centro Screening della tua ATS (link a fondo pagina).
Regione Lombardia - Portale Cittadino
• Screening del tumore del colon-retto
Lo screening è rivolto a donne e uomini di età compresa tra 50 e 74 anni.
Il test offerto èla ricerca del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni.
Lo screening viene proposto tramite una lettera di invito, che indica di recarsi in farmacia per ritirare il kit necessario alla raccolta del campione.
Se non hai ricevuto la lettera di invito o è scaduta, recati comunque in farmacia per la riattivazione del percorso.
Regione Lombardia - Portale Cittadino
Per maggiori informazioni, consulta il sito della tua ATS (l’elenco è riportato in fondo a questa pagina). Sono anche disponibili video in inglese, arabo e punjabi
• Screening per il tumore della prostata:
Lo screening è rivolto agli uomini di età compresa tra 50 anni e 69 anni.
Il test consiste nella misurazione del PSA (Antigene Prostatico Specifico) con un semplice esame del sangue. In caso di positività al PSA o per storia familiare positiva, lo screening gratuito prosegue con la visita urologica e, quando prevista, la risonanza magnetica.
L’esame viene ripetuto ogni 2 o 5 anni in base ai risultati degli esami effettuati.
Per aderire allo screening devi compilare un questionario disponibile sul tuo Fascicolo Sanitario Elettronico. Per ulteriori informazioni consulta la pagina Screening del tumore alla prostata in Regione Lombardia.
Screening dell’epatite C (HCV)
Lo screening è rivolto a donne e uomini nati tra il 1969 e il 1989, che non sono mai stati trattati per l'epatite C.
Il test consiste in un semplice prelievo di sangue per la ricerca degli anticorpi anti-HCV.
Lo screening è disponibile ad accesso diretto (senza impegnativa del medico curante) presso i punti prelievo e le strutture ospedaliere aderenti al programma regionale, disponibili nella pagina dedicata allo screening gratuito per l'epatite C.
Screening del tumore del polmone
Regione Lombardia ha attivato un programma di screening per il tumore del polmone, rivolto alle persone che rientrano nella fascia d’età 55-74 anni, forti fumatori e ex-forti fumatori.
I servizi offerti sono:
la TAC spirale a bassa dose (LDCT), che permette di individuare precocemente eventuali alterazioni del polmone;
un percorso dedicato nei centri antifumo per smettere di fumare.
Regione Lombardia sta creando una rete regionale di strutture dedicate allo screening, con l'obiettivo di garantire a tutti i cittadini un accesso omogeneo al programma e un elevato livello di qualità.
Per ulteriori informazioni, contattare il centro screening della propria ATS.
Contatti dei Centri Screening delle ATS
Per informazioni sui programmi di screening oncologici — ad esempio se non hai ricevuto l'invito, hai perso la lettera oppure vuoi modificare la data dell'appuntamento — puoi contattare il Centro Screening della tua ATS.
ATS BERGAMO
ATS BRESCIA
ATS BRIANZA
ATS INSUBRIA
ATS MILANO
ATS MONTAGNA
ATS PAVIA
ATS VAL PADANA
Prenota Salute o Regione Lombardia - Portale Cittadino
Dallo screening agli eventuali approfondimenti sarai preso in carico da un team dedicato, con tempi di accesso garantiti e un percorso tempestivo e coordinato.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
"Oltre la diagnosi", quando la sanità non si ferma allo screening tuttosanita.com
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Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
63.0/100
Punteggio Totale
B
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✅
Criteri Critici
Linfoma di Hodgkin: tra immunoterapia avanzata e strategie PET-guidate, come cambia la cura Italian Medical News
Illinfoma di Hodgkinclassico rappresenta uno dei tumori ematologici con i più alti tassi di guarigione in oncologia, ma la ricerca clinica continua a muoversi con un obiettivo preciso: mantenere altissima l’efficacia terapeutica riducendo al minimo gli effetti tossici a lungo termine, specie in una popolazione di pazienti spesso molto giovane. Negli ultimi mesi, il panorama terapeutico ha registrato traguardi significativi, validati da importantitrial clinicie approvazioni regolatorie internazionali. Illinfoma di Hodgkin è un tumore del sistema linfaticoche si origina tipicamente dailinfociti B, un tipo di globuli bianchi fondamentali per la difesa immunitaria dell’organismo. La sua caratteristica anatomo-patologica principale è la presenza di cellule tumorali giganti anomale, note come cellule di Reed-Sternberg. Questa patologia colpisce prevalentemente i linfonodi, più spesso a livello del collo, del torace o delle ascelle, ma può estendersi ad altri organi linfoidi come la milza. Si tratta tuttavia di una forma tumorale che oggi registra tassi di guarigione tra i più alti inematologia oncologica, grazie a terapie sempre più mirate ed efficaci. Una delle trasformazioni più rilevanti riguarda lo spostamento precoce dell’immunoterapiaverso le fasi iniziali del trattamento per la malattia in stadio avanzato. L’approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA) del regime a base dinivolumabassociato a chemioterapia AVD (doxorubicin, vinblastine, dacarbazine) per i pazienti adulti e pediatrici conlinfoma di Hodgkinclassico in stadio III o IV non trattato in precedenza ha ridefinito gli standard clinici. Questo cambiamento si fonda sui dati solidi del trial clinico di fase 3 SWOG S1826, che ha dimostrato come l’integrazione di farmaci immunoterapici innovativi riesca a migliorare il controllo della malattia riducendo la pesantezza degli schemi chemioterapici tradizionali. Accanto alle nuove molecole, la gestione clinica si avvale sempre più di strategie “PET-guidate”. Recenti follow-up a lungo termine pubblicati dalla comunità scientifica italiana, tra cui i lavori coordinati dall’Azienda Ospedale-Università di Padova, confermano l’importanza fondamentale dellatomografia a emissione di positroniper monitorare precocemente la risposta al trattamento. Adattare l’intensità delle cure in base ai risultati dellaPETpermette di modulare i cicli terapeutici, limitando l’insorgenza di tossicità tardive e il rischio di seconde neoplasie, senza compromettere le probabilità di guarigione. Per i pazienti che affrontano recidive o forme refrattarie, la ricerca sta aprendo strade alternative promettenti che riducono il ricorso alla chemioterapia intensiva. Studi clinici recenti, come il trial italiano PRIMAVERA, stanno valutando l’impiego difarmaci orali a target molecolarein grado di offrire risposte complete significative e un profilo di tollerabilità molto favorevole in soggetti pluritrattati. A ciò si affiancano i progressi delle terapie cellulari avanzate, come le cellule CAR-T mirate contro il recettore CD30, che offrono nuove speranze nei contesti terapeutici più complessi. Per approfondire cliccaqui. Potrebbe interessare ancheTumori pediatrici: la seconda causa di morte under 14
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Anche in mezzo a una guerra si può curare il cancro healthdesk.it
Rendere accessibili i trattamenti oncologici anche laddove le risorse sono scarse e i territori sono segnati da emergenze umanitarie non è un traguardo irraggiungibile. Lo dimostra l’esperienza di Medici Senza Frontiere (MSF), che per la prima volta porta al Congresso mondiale sul cancro — in programma a Hong Kong dal 24 al 26 settembre 2026 — i datti tratti della esperienze maturate nei programmi di cura avviati in Mali e in Malawi.
Il cancro ha un peso enorme anche nei paesi a basso e medio reddito. Circa l’ottanta per cento dei decessi legati al tumore al seno e alla cervice uterina nel mondo si registra nei Paesi più poveri. Le stime elaborate dagli esperti di salute globale indicano che, entro il 2050, il volume dei casi di cancro in queste aree aumenterà del 150 per cento.
«Dieci anni fa, durante la crisi siriana, non eravamo adeguatamente preparati a rispondere ai bisogni sanitari delle persone sfollate i cui trattamenti per malattie non trasmissibili, compreso il cancro, erano stati improvvisamente interrotti dal conflitto» afferma la dottoressa Claire Rieux, direttrice medica di Medici Senza Frontiere. «Oggi le nostre équipe offrono cure oncologiche, dallo screening al trattamento fino alle cure palliative, in diversi paesi. Lavoriamo insieme ai ministeri della salute, a professionisti, reti comunitarie ed esperti impegnati nella lotta contro il cancro. Vogliamo continuare a imparare e contribuire a rendere l’accesso alle cure più equo in questo settore».
I risultati e le criticità dei programmi in Mali
Nei contesti complessi, l'azione di Medici Senza Frontiere produce risultati significativi ma si scontra con ostacoli sistemici. Nel quadro del programma gestito dall'organizzazione e dai partner locali a Bamako, tra il 2021 e il 2025 oltre 2.300 donne hanno ricevuto assistenza medica per tumore al seno o alla cervice uterina. Nello specifico, l'intervento ha seguito 1.386 pazienti con tumore al seno e 968 con tumore alla cervice, garantendo circa 2.600 sedute di chemioterapia l'anno, oltre 9.300 consulti di cure palliative e 1.793 visite domiciliari. Un ruolo di primo piano è stato svolto anche dal supporto fornito al primo laboratorio pubblico di anatomia patologica del Paese, in grado di effettuare biopsie e indagini oncologiche.
Nonostante questi sforzi, il panorama sanitario locale resta critico: il Mali dispone di appena cinque oncologi e di un’unica unità di radioterapia per ventidue milioni di abitanti, un reparto rimasto non disponibile per lunghi periodi tra il 2024 e il 2025. Un’analisi retrospettiva condotta sui risultati assistenziali tra il 2019 e il 2022 evidenzia comunque progressi incoraggianti: la percentuale di diagnosi precoci — pur limitata complessivamente a un quarto dei casi — è raddoppiata per il tumore alla cervice, passando dal 14 per cento del 2019 al 28 per cento del 2022. Riguardo al tumore al seno, i tassi di sopravvivenza globale registrati dallo studio si attestano al 91 per cento a un anno dalla diagnosi e al 72 per cento a tre anni, dati che richiedono tuttavia cautela a causa di una quota del 30 per cento di pazienti di cui non è stato possibile tracciare lo stato di sopravvivenza.
Prevenzione e screening avanzati in Malawi
In Malawi, dove si registra uno dei tassi di mortalità per tumore della cervice più alti al mondo, l'intervento avviato a Blantyre nel 2018 copre l'intero percorso assistenziale, dalla prevenzione alle cure palliative. Tra il 2021 e il 2025 il programma ha preso in carico 3.340 pazienti affette da tumore della cervice, eseguendo oltre mille trattamenti per lesioni precancerose, 713 interventi chirurgici di isterectomia, 217 interventi per tumori ovarici e della vulva, e inviando 249 pazienti alla radioterapia, oltre a erogare 8.795 consulti di cure palliative. Nel distretto, la copertura dello screening per il tumore alla cervice è salita dal 40 per cento del 2019 a quasi il 60 per cento del 2025.
«Il nostro lavoro si concentra anche sul supportare le persone lungo tutto il percorso di cura, offrendo educazione sanitaria, assistenza psicologica e supporto sociale e collaborando strettamente con associazioni locali e persone sopravvissute al cancro» afferma Nancy Kamwaza, responsabile di Medici Senza Frontiere per la promozione della salute e il coinvolgimento delle comunità in Malawi. «Farmaci e protocolli clinici da soli non bastano: chi affronta un tumore ha bisogno di informazioni chiare, supporto emotivo e pratico e continuità delle cure, per orientarsi nel trattamento e affrontare l’impatto più ampio della malattia sulla propria vita e sulla propria famiglia».
L'impegno dell'organizzazione si estende all'innovazione metodologica attraverso la partecipazione al progetto di ricerca internazionale PAVE. L'iniziativa sperimenta una strategia a basso costo che unisce la genotipizzazione dell’Hpv a una valutazione visiva automatizzata basata sull’intelligenza artificiale, agevolando l'individuazione tempestiva dei soggetti ad alto rischio. Gli specialisti rammentano tuttavia che l'efficacia dei programmi di screening risulta viziata qualora le fasi successive della diagnosi e dei trattamenti rimangano inaccessibili o sovraccariche.
L'espansione globale dei progetti e le barriere all'accesso
Negli ultimi cinque anni, l'azione oncologica di Medici Senza Frontiere ha trovato applicazione in diverse aree geografiche oltre a Mali e Malawi. Nella provincia di Morobe, in Papua Nuova Guinea, l'organizzazione collabora con le autorità locali per rafforzare i servizi oncologici dell'ospedale Angau Memorial di Lae, concentrandosi inizialmente su tumori della cervice, del seno e del cavo orale. In Eswatini, all'interno della clinica di Sitsandziwe, le attività integrano la salute sessuale e riproduttiva con la vaccinazione contro l’Hpv e l'approccio di screening, triage e trattamento raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, ricorrendo anche alla telemedicina: dal 2023 sono state sottoposte a screening oltre 3.700 donne, con 121 trattamenti per lesioni precancerose e 159 invii per sospetta patologia tumorale.
L’esperienza complessiva dell'organizzazione dimostra la fattibilità della gestione oncologica in scenari di crisi, pur evidenziando il persistere di barriere legate a prezzi elevati, carenze di farmaci, scarsità di personale specializzato e debolezze logistiche.
«Troppo spesso alle persone con tumore vengono negate cure non perché non esistano strumenti efficaci, ma perché hanno prezzi inaccessibili, non sono disponibili quando servono o non sono adatti ai contesti con risorse limitate», afferma il dottor Zarak Jan, referente advocacy di Medici Senza Frontiere per l’accesso ai farmaci. «È il momento che paesi e finanziatori mostrino una forte volontà politica per colmare questo divario, investendo nelle cure oncologiche e garantendo che diagnosi e trattamenti salvavita siano accessibili, adattabili e disponibili anche nei contesti umanitari e con poche risorse».
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?5
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?3
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Valutazione
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Criteri Critici
TERRACINA, SCREENING GRATUITI PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE ALLA PROSTATA Latina Tu
Domenica 27 settembre, in Piazza Garibaldi, screening urologici gratuiti per la prevenzione del tumore alla prostata con l’Unità Mobile della Fondazione PRO
Solo il 15% degli uomini si sottopone a controlli periodici, a fronte del 50-60% delle donne. È da questo divario che prende le mosse l’iniziativa promossa dalla FIDAPA BPW Italy – Sezione di Terracina, in collaborazione con il Comune di Terracina e la Fondazione PRO: una giornata dedicata alla prevenzione maschile, portata nel cuore della città, là dove la comunità si incontra.
Domenica 27 settembre, dalle 10:00 alle 18:00, Piazza Garibaldi ospiterà l’Unità Mobile della Fondazione PRO, a bordo della quale sarà possibile sottoporsi gratuitamente a uno screening urologico completo di visita specialistica ed ecografia. Non è richiesta alcuna prenotazione né il pagamento del ticket: basterà presentarsi, e un team di hostess accoglierà i partecipanti accompagnandoli nel percorso.
All’iniziativa aderisce anche il Centro Analysis, che dalle 10:00 alle 12:30 offrirà gratuitamente il dosaggio del PSA. Per questo esame si raccomanda di presentarsi a digiuno o dopo una colazione leggera.
“Abbiamo scelto la piazza perché la prevenzione non deve apparire come un adempimento lontano, fatto di attese e di burocrazia”, dichiara la Presidente della Sezione, Aquilina Olleia. “Un controllo richiede pochi minuti, ma può cambiare il corso di una vita. Come associazione di donne, sentiamo con particolare convinzione che la cura di sé non appartiene a un solo genere: riguarda i nostri padri, i compagni, i figli, gli amici. È una responsabilità che vogliamo condividere con tutta la città”.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Valutazione
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Criteri Critici
Sono in corso i preparativi per includere i farmaci oncologici di nuova generazione nella copertura assicurativa sanitaria. Vietnam.vn
Il Ministero della Salute sta rivedendo e aggiornando l'elenco dei farmaci coperti dal Fondo di Assicurazione Sanitaria. Si prevede che 349 farmaci saranno inclusi nella copertura, anche presso le strutture di assistenza sanitaria primaria, e che verranno aggiunti diversi farmaci oncologici di nuova generazione, farmaci biologici e farmaci immunoterapici. Secondoil Ministero della Salute, la revisione dell'elenco dei farmaci coperti dall'assicurazione sanitaria mira a soddisfare meglio le esigenze di trattamento e a garantire i diritti degli assicurati. Un aspetto rilevante è che il meccanismo di rimborso dei farmaci dovrebbe passare da un sistema di classificazione basato sulle categorie ospedaliere a uno basato sulla competenza tecnica. Questo approccio collega l'uso e il pagamento dei farmaci all'ambito di competenza professionale, alle procedure tecniche approvate e alle linee guida diagnostiche e terapeutiche di ciascuna struttura sanitaria. Nella proposta di elenco rivisto, la copertura di 349 farmaci verrà estesa alle strutture di assistenza sanitaria primaria. Si prevede che ciò aiuterà i pazienti ad accedere ai farmaci appropriati presso le strutturedi assistenza sanitariaprimaria, riducendo la necessità di essere indirizzati a strutture di livello superiore solo per ricevere determinati farmaci o ottenere il rimborso. Questo approccio si allinea anche con la necessità di rafforzare la capacità dell'assistenza sanitaria di base, poiché le persone possono soddisfare molte delle loro esigenze di cura e trattamento vicino alla propria residenza, riducendo così i tempi e i costi di viaggio. In precedenza, la Circolare 37/2024/TT-BYT stabiliva i principi, i criteri per la creazione, l'aggiornamento e la gestione dei rimborsi relativi all'elenco dei farmaci coperti dall'assicurazione sanitaria. Secondo il Ministero della Salute, il rimborso dei farmaci non si basa più, come in passato, sulla classificazione degli ospedali, bensì sull'ambito di specializzazione, sull'elenco delle tecniche e sulle linee guida di trattamento. Presso il centro sanitario del comune, gli abitanti si sottopongono a controlli medici. Tuttavia, l'ampliamento dell'elenco dei farmaci deve essere compatibile con l'equilibrio del Fondo di assicurazione sanitaria e con la sostenibilità economica per i pazienti. Pertanto, il Ministero della Salute prevede di regolamentare tariffe di rimborso adeguate per determinati farmaci. Un altro tema di interesse pubblico riguarda l'accesso alle nuove terapie contro il cancro, soprattutto a quelle costose ma che si prevede offrano risultati migliori in determinati gruppi di pazienti. Secondo il Ministero della Salute, l'attuale elenco dei farmaci include già molti gruppi di farmaci per il trattamento del cancro e l'immunomodulazione. L'elenco è regolamentato in base al principio attivo o al componente, piuttosto che al nome commerciale, al dosaggio o alla forma farmaceutica, pertanto la quantità effettiva di farmaci finiti rimborsati potrebbe essere superiore al numero di principi attivi elencati. Durante la revisione dell'elenco dei farmaci, il Ministero della Salute prevede di aggiungere diverse terapie oncologiche di nuova generazione e farmaci biologici, come anticorpi monoclonali e farmaci immunoterapici ad alta efficacia terapeutica. Questi farmaci comportano in genere costi di trattamento significativi; pertanto, la questione non riguarda solo l'inclusione o meno nell'elenco, ma anche la percentuale coperta dal Fondo di Assicurazione Sanitaria, l'importo a carico del paziente e la capacità di bilanciare le risorse del fondo. Offrire maggiori opportunità di accesso ai farmaci oncologici di nuova generazione. L'aggiunta di nuovi farmaci viene pertanto valutata in relazione alle esigenze di trattamento, alle prove di efficacia, alla capacità di spesa dei pazienti e alla solidità finanziaria della Cassa mutua sanitaria. Per i pazienti oncologici, l'ampliamento dell'elenco dei trattamenti, se attuato, sarebbe significativo in quanto offrirebbe loro maggiori opportunità di accedere a metodi di cura moderni nell'ambito della copertura assicurativa sanitaria. Tuttavia, il livello specifico di copertura dipenderebbe dalle normative di rimborso per ciascun farmaco e per ciascun livello di competenza medica. Secondo il Ministero della Salute, questa revisione dell'elenco dei farmaci mira a due obiettivi paralleli: ampliare l'accesso ai medicinali e garantire la sostenibilità del Fondo di assicurazione sanitaria. Se approvata come previsto, la nuova politica non solo aggiungerà più farmaci, ma cambierà anche l'approccio al rimborso dei farmaci da parte dell'assicurazione sanitaria: dal collegamento alla "categoria ospedaliera" al collegamento all'effettiva capacità professionale della struttura sanitaria. Ciò potrebbe creare maggiori opportunità per le persone di ricevere cure e farmaci adeguati a livello di assistenza sanitaria primaria. Fonte: https://phunuvietnam.vn/du-kien-dua-thuoc-ung-thu-the-he-moi-vao-bao-hiem-y-te-chi-tra-238260923103548827.htm
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Si prevede che i farmaci oncologici di nuova generazione verranno aggiunti all'elenco dei farmaci coperti dall'assicurazione sanitaria. Vietnam.vn
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Il Ministero della Salute ha risposto a una petizione presentata dagli elettori della provincia di Vinh Long in seguito alla prima sessione della XVI Assemblea Nazionale, riguardante la fornitura di farmaci coperti dall'assicurazione sanitaria, l'ampliamento dell'elenco dei farmaci e la politica di graduale attuazione delle cure ospedaliere gratuite. Si prevede che altri 349 farmaci saranno rimborsati a livello di cure primarie. Secondo le proposte degli elettori, quando si recano al centro sanitario comunale per visite mediche e cure coperte dall'assicurazione sanitaria, ai pazienti vengono spesso prescritti farmaci insufficienti dopo la diagnosi, non soddisfacendo così le loro esigenze terapeutiche. Gli elettori propongono di aumentare la quantità di farmaci forniti ai pazienti tramite l'assicurazione sanitaria. Si prevede che il nuovo elenco includerà molti farmaci innovativi con elevata efficacia terapeutica. In risposta a tale questione, il Ministero della Salute ha dichiarato di aver emesso la Circolare 37/2024/TT-BYT del 16 novembre 2024, che stabilisce i principi, i criteri per la creazione, l'aggiornamento, la registrazione delle informazioni, la strutturazione dell'elenco e le linee guida per il pagamento di farmaci chimici, prodotti biologici, farmaci radioattivi e marcatori coperti dall'assicurazione sanitaria per i singoli assicurati.
Secondo le nuove normative, il rimborso da parte dell'assicurazione sanitaria per i farmaci chimici si basa sull'ambito di attività professionale, sull'elenco approvato dei servizi tecnici e sulle linee guida diagnostiche e terapeutiche; non si basa più sulla classificazione degli ospedali, come precedentemente previsto dalla Circolare 20/2022/TT-BYT. In particolare, il Ministero della Salute sta rivedendo, modificando e integrando la circolare sull'elenco dei farmaci chimici coperti dal Fondo di assicurazione sanitaria, al fine di soddisfare le esigenze di trattamento e garantire i diritti degli assicurati. Si prevede che il nuovo elenco includerà molti farmaci innovativi con elevata efficacia terapeutica; allo stesso tempo, terrà conto di tariffe di rimborso adeguate alla capacità di pagamento dei pazienti e alla capacità finanziaria del Fondo di assicurazione sanitaria. Il ministero prevede inoltre di passare a un sistema di rimborso dei farmaci basato sui livelli di competenza tecnica, anziché sull'attuale classificazione per categoria di ospedale. Secondo il Ministero della Salute, se la revisione avverrà come previsto, l'elenco dei farmaci coperti dall'assicurazione sanitaria amplierà l'ambito di rimborso presso le strutture di assistenza sanitaria primaria, includendo 349 farmaci. Si prevede che ciò faciliterà l'accesso dei pazienti ai farmaci presso le strutture di assistenza sanitaria primaria, riducendo la necessità di invii a strutture di livello superiore. Valutare l'opportunità di aggiungere farmaci antitumorali di nuova generazione.
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Un altro tema sollevato dagli elettori di Vinh Long riguarda l'adeguamento e l'ampliamento delle scorte di farmaci, con l'aggiunta di nuove preparazioni, in particolare farmaci per la cura del cancro e per quei farmaci che attualmente i pazienti devono acquistare autonomamente o recarsi in altri ospedali. Il Ministero della Salute ha dichiarato che il Vietnam è attualmente uno dei pochi paesi con un elenco di farmaci relativamente completo, esaustivo e ampio rispetto al livello dei contributi all'assicurazione sanitaria. Nello specifico, la Circolare 20/2022/TT-BYT elenca 1.037 principi attivi, farmaci e prodotti biologici, suddivisi in 27 gruppi principali, insieme a 59 farmaci e marcatori radioattivi. Tra questi, 76 principi attivi, farmaci e prodotti biologici appartengono al gruppo di farmaci utilizzati per il trattamento del cancro e la regolazione del sistema immunitario. Per quanto riguarda la medicina tradizionale, l'elenco attuale comprende 229 medicinali tradizionali e rimedi erboristici, e 349 ingredienti medicinali tradizionali. Il Ministero della Salute precisa che l'elenco dei farmaci coperti dall'assicurazione sanitaria è stilato in base al nome del principio attivo o del componente, e non in base al dosaggio specifico, alla forma farmaceutica o al nome commerciale. Pertanto, in realtà, la quantità di farmaci finiti rimborsati dal Fondo di Assicurazione Sanitaria è superiore alla quantità di farmaci elencati nel catalogo.
Durante la revisione dell'elenco dei farmaci, il Ministero della Salute prevede di aggiungere diverse terapie oncologiche di nuova generazione, farmaci biologici come gli anticorpi monoclonali e farmaci immunoterapici ad alta efficacia terapeutica. Oltre a incrementare la fornitura di medicinali, il Ministero della Salute sta valutando la possibilità di regolamentare le tariffe di rimborso in modo che siano adeguate alla capacità di pagamento dei pazienti e alla solidità finanziaria del Fondo di assicurazione sanitaria. Si sta inoltre studiando un sistema di rimborso dei farmaci basato sulla competenza tecnica. Se implementato, alcuni farmaci potrebbero essere rimborsati a livello della struttura sanitaria di primo soccorso, anziché in base alla classificazione dell'ospedale. Secondo il Ministero della Salute, ampliare l'elenco dei servizi offerti a livello di assistenza sanitaria primaria può aiutare i pazienti a ridurre la necessità di visite specialistiche, consentendo al contempo di risparmiare tempo e costi di viaggio. Sto studiando un piano per eliminare gradualmente le spese ospedaliere. Riguardo alla proposta di una politica statale che preveda la fornitura di servizi ospedalieri gratuiti ai cittadini e alla richiesta di modifica della Circolare 01/2025/TT-BYT, il Ministero della Salute ha dichiarato che la questione è oggetto di studio nell'ambito dell'attuazione di nuove politiche in materia di assistenza sanitaria pubblica.
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Criteri Critici
Israele e gli Stati Uniti stanno sviluppando nuove tecnologie per il trattamento del morbo di Parkinson. Vietnam.vn
(Immagine illustrativa: IA) Scienziati in Israele e negli Stati Uniti hanno sviluppato una nuova tecnologia che permette di veicolare gli anticorpi all'interno delle cellule, preservandone al contempo la capacità di riconoscere il bersaglio. In un modello di ricerca sulla malattia di Parkinson, questo metodo ha ridotto significativamente l'accumulo anomalo di cluster di proteina alfa-sinucleina nelle cellule nervose. Tuttavia, la tecnologia è attualmente in fase preclinica e richiede ulteriori ricerche prima che se ne possa valutare la potenziale applicazione nel trattamento umano.
Secondo quanto riportato dall'Università di Tel Aviv (Israele), la tecnologia è il risultato di una collaborazione tra gruppi di ricerca della Cornell University (USA), dell'Università di Tel Aviv e del Technion Institute of Technology (Israele). I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Negli ultimi decenni, le terapie a base di anticorpi sono diventate uno degli strumenti chiave della medicina moderna, utilizzate nel trattamento di molti tipi di cancro, malattie autoimmuni, malattie infiammatorie e alcune malattie infettive. Tuttavia, un limite significativo è rappresentato dalla difficoltà degli anticorpi a penetrare le membrane cellulari, pertanto la maggior parte di essi può agire solo su molecole situate sulla superficie o all'esterno delle cellule. I farmaci a base di anticorpi hanno anche difficoltà ad attraversare la barriera emato-encefalica. Questo è uno degli ostacoli allo sviluppo di terapie a base di anticorpi per malattie neurologiche come il morbo di Parkinson e l'Alzheimer. Per superare parzialmente queste limitazioni, il team di ricerca ha sviluppato un metodo per "rivestire" temporaneamente gli anticorpi con una molecola sintetica chiamata SL4. Questo processo altera in modo controllato le proprietà chimiche degli anticorpi, consentendone l'incapsulamento in nanoparticelle lipidiche. Si tratta di particelle vettrici con un principio simile alla tecnologia delle nanoparticelle lipidiche utilizzata per sviluppare i vaccini a mRNA contro il COVID-19. Una volta che le nanoparticelle entrano nella cellula, gli anticorpi vengono rilasciati e riacquistano la loro struttura e attività originali. Secondo il team di ricerca, l'accesso ai bersagli all'interno delle cellule è significativo perché circa l'80% delle proteine correlate alle malattie nell'uomo si trova all'interno delle cellule. Una grande parte di queste proteine è attualmente difficile da raggiungere con le terapie anticorpali convenzionali.
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Gli esperimenti hanno dimostrato che il processo di "rivestimento" SL4 ha aumentato significativamente l'efficienza dell'incapsulamento degli anticorpi nelle nanoparticelle lipidiche. Mentre gli anticorpi non modificati potevano essere incapsulati nelle nanoparticelle solo con un'efficienza relativamente bassa, gli anticorpi trattati con il nuovo metodo hanno raggiunto un tasso di incapsulamento significativamente più elevato, mantenendo al contempo la stabilità e il riconoscimento dei bersagli molecolari correlati alla malattia. Il team di ricerca ha ulteriormente testato il metodo con una serie di anticorpi terapeutici mirati a vie biologiche coinvolte nello sviluppo della malattia. I risultati hanno dimostrato che gli anticorpi potevano entrare nelle cellule e influenzare le principali vie di segnalazione coinvolte in diversi tipi di cancro e malattie infiammatorie. Dopo il trattamento, l'attività di queste vie di segnalazione si è ridotta significativamente, indicando che gli anticorpi avevano raggiunto il loro bersaglio e rimanevano attivi all'interno della cellula. Uno dei risultati che ha particolarmente attirato l'attenzione del team di ricerca è stato lo studio di un modello di malattia di Parkinson. Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa in cui l'accumulo anomalo della proteina alfa-sinucleina nel cervello è una delle sue caratteristiche patologiche principali. Nello studio, gli scienziati hanno utilizzato un anticorpo mirato all'alfa-sinucleina e lo hanno introdotto nelle cellule tramite nanoparticelle lipidiche. In seguito al trattamento, il team di ricerca ha osservato una significativa riduzione degli aggregati patologici di alfa-sinucleina all'interno dei neuroni. Questo risultato suggerisce che il nuovo metodo di somministrazione ha il potenziale per aiutare gli anticorpi a raggiungere un bersaglio situato all'interno della cellula, difficile da colpire con le terapie anticorpali convenzionali. Tuttavia, questi risultati sono stati osservati solo in un modello di ricerca e non dimostrano ancora che la tecnologia possa trattare il morbo di Parkinson negli esseri umani. Oltre al modello del morbo di Parkinson, gli scienziati hanno valutato la tecnologia anche su un modello di lesione polmonare infiammatoria acuta. I risultati hanno mostrato che la somministrazione di anticorpi tramite nanoparticelle lipidiche ha ridotto i marcatori infiammatori e migliorato alcune caratteristiche patologiche del tessuto polmonare.
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Criteri Critici
Tumore del colon, la PET sembra mostrare metastasi ovunque: poi la biopsia cambia tutto Mondosanità
Il contatore registra i consumi, non il nome dell’inquilino. Mi è tornata in mente questa distinzione leggendo il caso di un uomo di 72 anni con un tumore del colon e una PET che pareva mostrare metastasi sparse per l’addome. Pareva, appunto. La PET aveva visto qualcosa di reale; era il nome da mettere su quel qualcosa a essere sbagliato.
L’uomo arrivava alla diagnosi con un addome già molto provato: un’operazione per ernia ventrale incarcerata nel 2024, un’altra per occlusione intestinale nel 2025, complicata da una perforazione del piccolo intestino e da raccolte infette. Nel marzo 2026 gli accertamenti per un’anemia da carenza di ferro portarono a una colonscopia. Alla flessura splenica c’era una lesione ulcerata; la biopsia disse adenocarcinoma. Fin qui, purtroppo, nessun equivoco.
Poi vennero le immagini. Il tumore accumulava intensamente il tracciante della PET, con un SUVmax di 17,3; sul peritoneo comparivano innumerevoli noduli, anch’essi attivi, fino a 9,1. Davanti a un carcinoma già accertato, pensare a metastasi non era una fantasia. Era un’ipotesi tanto seria da cambiare il programma: prima di asportare il tratto di colon, i medici decisero di prelevare quei noduli. Mi pare il dettaglio decisivo della vicenda. Non fecero finta che le immagini non esistessero, ma neppure affidarono loro l’ultima parola.
Al microscopio, nei noduli, non c’erano cellule tumorali. C’erano granulomi da corpo estraneo: cellule giganti raccolte attorno a materiale vegetale. Si chiamano pulse granulomas, o granulomi ialini, e sono lesioni benigne molto rare nell’apparato gastrointestinale. Il nome rimanda storicamente a legumi e semi, benché studi più recenti indichino possibili residui cellulari di semi diversi. Non è il normale consumo di quei cibi il punto, naturalmente. Il punto è che materiale destinato a restare nell’intestino può raggiungere altri tessuti quando la barriera si rompe. Gli autori del caso ritengono significative, in questo senso, la precedente perforazione e le complicanze addominali.
Resta da capire perché quei noduli si fossero accesi. La PET con 18F-FDG non identifica direttamente il cancro: rileva l’accumulo di un tracciante legato al consumo di glucosio. Lo accumulano spesso i tumori; possono accumularlo anche macrofagi, neutrofili e linfociti impegnati in un’infiammazione. E non esiste un valore SUV capace di funzionare come un filtro automatico che divida senza errori ciò che è maligno da ciò che non lo è. I noduli erano metabolicamente attivi. L’attività non era una metastasi.
Chiarito questo, l’uomo è stato sottoposto a emicolectomia sinistra. L’esame definitivo ha classificato il carcinoma come T3N1M0, con resezione R0 e senza metastasi a distanza; il gruppo multidisciplinare ha raccomandato una chemioterapia adiuvante. Se ai noduli fosse stata assegnata senz’altro un’origine tumorale, sarebbero cambiati lo stadio e la strategia terapeutica, compresa la possibilità di un trattamento con intento curativo. Non sempre occorre diffidare di un’immagine così convincente. Quando però quell’immagine può cambiare una decisione di questa portata, non basta sapere che il contatore corre: bisogna capire che cosa sta davvero consumando energia.
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Li S, Law C. “FDG-avid pulse granulomas mimicking peritoneal metastases in colorectal cancer: a case report”. Journal of Surgical Case Reports. 18 settembre 2026;2026(9):rjag826. DOI: 10.1093/jscr/rjag826. PMID: 42761429.
DeRoche TC, Gates GA, Huber AR. “Pulse Granulomas of the Gastrointestinal Tract and Gallbladder: Report of Five Cases”. Case Reports in Pathology. 2017;2017:2497945. DOI: 10.1155/2017/2497945. PMID: 28785500.
Rahman WT, Wale DJ, Viglianti BL, et al. “The impact of infection and inflammation in oncologic 18F-FDG PET/CT imaging”. Biomedicine & Pharmacotherapy. 2019;117:109168. DOI: 10.1016/j.biopha.2019.109168. PMID: 31334700.
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Criteri Critici
Tumori, chi ha il diabete rischia di più: servono più prevenzione e screening Sky TG24
Chi soffre di diabete corre un rischio maggiore di ammalarsi di cancro. Ad affermarlo è uno studio nazionale presentato al Congresso annuale dell'Associazione europea per lo studio del diabete (Easd), in programma a Milano dal 28 settembre al 2 ottobre, secondo cui le persone con diabete di tipo 2 hanno una probabilità sempre maggiore di ammalarsi di tumore. "Negli ultimi 25 anni l'incidenza del cancro è aumentata di più tra chi soffre di diabete 2, trainata in gran parte dai tumori correlati all'obesità", dicono gli autori e "il divario si è ampliato negli ultimi anni".
Secondo la ricerca, basata sui dati dell'intera popolazione adulta della Danimarca, tra i 2010 e il 2022 l'incidenza del cancro tra chi ha il diabete di tipo 2 è superiore del 12% tra gli uomini e del 22% tra le donne. Nel periodo che va dal 1996 al 2009, le differenze nell'incidenza di tumori "erano rispettivamente del 9% e del 15%" in più per maschi e femmine diabetici rispetto ai non diabetici. "I nostri risultati sottolineano il crescente carico oncologico tra le persone con diabete 2 ed evidenziano la necessità di dare priorità alla prevenzione e alla diagnosi precoce del cancro nell'ambito dell'assistenza a lungo termine per il diabete", dichiara il responsabile dello studio Tinne Laurberg, dello Steno Diabetes Center Aarhus - Aarhus University Hospital. "Ciò è particolarmente importante per i tumori comuni correlati all'obesità, come quello del colon-retto e il tumore al seno in post-menopausa, per i quali esistono già programmi di screening in molti Paesi - aggiunge -. Dobbiamo garantire che le persone con diabete di tipo 2 possano beneficiare appieno di questi programmi consolidati, incoraggiando una maggiore partecipazione".
Gli scienziati spiegano che a causa di fattori quali l'esposizione prolungata a livelli elevati di glicemia e insulina, così come l'insulino-resistenza e l'infiammazione cronica, la correlazione tra le due patologie è tale che nell'ultimo decennio il cancro è diventato la principale causa di morte tra le persone con diabete di tipo 2 in Danimarca e in altri Paesi ad alto reddito. Risulta dunque fondamentale comprendere come sia variata nel tempo l'incidenza dei diversi tipi di tumore ma i dati a livello di popolazione sulle tendenze a lungo termine dell'incidenza di cancro in persone con e senza diabete 2 scarseggiano e il team danese ha voluto colmare questa lacuna.
I ricercatori hanno utilizzato dati provenienti dai registri sanitari nazionali per confrontare l'insorgenza di nuovi tumori - sia correlati all'obesità sia non correlati - negli over 18 residenti in Danimarca tra il 1996 e il 2022, distinguendo tra chi soffriva di diabete di tipo 2 (T2D) e chi no. I partecipanti sono stati considerati non diabetici fino al momento della diagnosi di T2D, dopodiché sono stati classificati come affetti dalla patologia. Il periodo di osservazione parte dal compimento del 18esimo anno di età, all'immigrazione in Danimarca o il 1° gennaio 1996 (a seconda di quale evento si fosse verificato per ultimo) e prosegue fino alla diagnosi di cancro, all'emigrazione, al decesso o alla data del 31 dicembre 2022. Nel corso dei 27 anni di follow-up, sono stati identificati 75.540 casi di tumore primario tra le persone con diabete 2 e 635.323 fra quelle senza.
I risultati per le varie neoplasie
La maggiore incidenza di cancro tra i diabetici è risultata più evidente per i tumori collegati all'obesità: nel periodo 2010-2022, il tasso è risultato superiore del 45% negli uomini e del 30% nelle donne rispetto a chi non soffriva di diabete, contro a un +34% e +23% rispettivamente nel periodo 1996-2009. I trend osservati variano in modo significativo in base al sesso e al tipo di tumore, rimarcano gli scienziati. Fra le neoplasie correlate all'obesità più diffuse, il carcinoma mammario post-menopausale - il tumore più comune tra le donne - ha registrato un'incidenza superiore dell'8% nelle donne con T2D nel periodo 2010-2022. Analogamente il tumore del colon-retto, terza neoplasia più frequente in entrambi i sessi, ha mostrato un'incidenza più elevata del 17% negli uomini e del 14% nelle donne con T2D.
Per quando riguarda le forme di cancro non classificate come associate all'obesità, il tumore della prostata - il più diffuso tra gli uomini - ha registrato un'incidenza inferiore del 19% negli uomini con diabete rispetto a quelli senza diabete nel periodo 2010-2022. Al contrario, nello stesso periodo l'incidenza del cancro al polmone - seconda neoplasia più diffusa in entrambi i sessi - è risultata superiore del 23% negli uomini e del 25% nelle donne con T2D. La differenza è apparsa particolarmente marcata nelle donne: tra il 1996 e il 2009 l'incidenza era inferiore del 12% nelle pazienti con T2D rispetto a quelle senza diabete, mentre nel periodo 2010-2022 è risultata del 25% maggiore.
Mercato degli aghi per biopsia prostatica al 2035: la transizione transperineale e l'invecchiamento demografico alimentano la crescita - Notizie e Statistiche - IndexBox
📰 IndexBox📅 2026-09-22T19:31:21
tumore prostata
Mercato degli aghi per biopsia prostatica al 2035: la transizione transperineale e l'invecchiamento demografico alimentano la crescita - Notizie e Statistiche IndexBox