Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
48.9/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
✅
Criteri Critici
Terapia genica e rischi rari: il caso sul New England Journal of Medicine Focus.it
Un caso clinico appena descritto su una rivista scientifica è un invito, per chi si occupa di terapia genica, a mantenere attivo il monitoraggio dei pazienti sottoposti a questo tipo di cureper anni, dopo la prima infusione. Per la prima volta, infatti, è stato segnalatoun caso di cancroassociato a un virus comunemente usato per laterapia genicain vivo, cioè una terapia che prevede di fornire, direttamente nell'organismo del paziente, un gene terapeutico, in sostituzione di quello difettoso. Studi di questo tipo vanno interpretati con attenzione. La terapia genica è - per usareun'espressione di AIRC- "una delle frontiere più promettenti della medicina moderna", perché permette di correggere i difetti genetici alla base dimalattie geneticherare e incurabili. L'episodio, presentato al congresso annuale dell'American Society of Gene & Cell Therapy, è dunque da leggere comeun invito a una forma di tutela in più dei pazientiche vi si sottopongono, che andranno monitorati per molti anni dopo il trattamento. Come dire, i rischi sono presenti ma - spiegano gli autori - restano rari. Il bambino aveva ricevuto la terapia genica sperimentale per curare lasindrome di Hurler, una malattia genetica rara che interessa i lisosomi, organelli cellulari. Questa patologia comporta la mancanza di un enzima, l'alfa-L-iduronidasi, che degrada un tipo di zuccheri, che finiscono quindi per accumularsi nelle cellule di tutto il corpo a danno di molti organi (cuore, cervello, scheletro). La terapia genica, effettuata quando il bambino aveva 13 mesi, comportò l'infusione, nella parte posteriore del cranio, di miliardi di copie divettori virali adeno-associati (AAV), virus innocui usati per trasportare, nelle cellule del paziente, una copia del gene che codifica per l'enzima mancante. La terapia ha funzionato e il bambino ha avutouno sviluppo cognitivo regolare. All'età di 5 anni però una TAC ha evidenziato la presenza di un tumore cerebrale, che è poi stato totalmente rimosso. L'azienda che stava conducendo la sperimentazione, la Regenexbio, ha comunicato il fatto alla FDA, l'ente che vigila sulla sicurezza dei farmaci negli Stati Uniti, a gennaio e il trial è stato sospeso. Il bambino ora sta bene e ha uno sviluppo cognitivo normale per la sua età. Gli scienziati che hanno effettuato analisi di laboratorio sul tumore rimosso hanno ora pubblicato le loro conclusioni sulNew England Journal of Medicine: a causare il tumore sarebbe stato proprio il vettore virale, che si è inserito nel DNA in posizione errata e cheavrebbe attivato un gene oncogeno, noto cioè per favorire lo sviluppo di tumori se mutato. Di solito i virus adeno-associati impiegati per la terapia genica in vivo, quella effettuata direttamente nel corpo dei pazienti,non si integrano nel genoma delle cellule dell'ospitee non pregiudicano l'integrità dei cromosomi. Sono, per questo, considerati più sicuri, perché il rischio di attivare geni oncogeni è estremamente basso. Nel caso descritto, qualcosa con il virus navetta è andato storto, per un insieme di fattori. Il vettore virale specifico aveva affinità con le cellule che rivestonoi ventricoli cerebrali(le 4 cavità comunicanti nel cervello che produconoil liquor, il liquido che lo irrora), e lì infatti si è sviluppato il tumore. Il sistema immunitario del paziente era indebolito da un precedente trapianto di midollo enon è riuscito a rimuovere le cellule "impazzite"sul nascere. Essendo il bambino molto giovane, le cellule colpite si stavano ancora dividendo a ritmi serrati. Il rischio dicancrocome effetto collaterale della terapia genica è noto ai pazienti e ai loro familiari. La sindrome di Hurler avrebbe condotto a danni cognitivi ugualmente, se non curata. Tuttavia, il caso clinico servirà da monito a chi segue i pazienti sottoposti a terapia genica, anche già approvata e non solo in forma sperimentale: è importante seguire clinicamente queste persone per molti anni, indagando sull'eventuale insorgenza di vari tipi di tumori. Anche tumori solidi, e non solo i tumori del sangue come le leucemie, quelli che storicamente erano stati più spesso indicati come possibile rischio della terapia genica.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?2
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
35.2/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Ghia (Oncologia Vita-Salute San Raffaele Milano), 'Nuova opzione terapeutica innovativa amplia cure leucemia linfatica cronica già trattata' Adnkronos
'Pirtobrutinib può essere usato per quei pazienti che hanno avuto una ricaduta. È un inibitore di Btk non covalente e ha un meccanismo d'azione unico che ne prolunga l'efficacia anche in chi è già stato trattato con inibitore di Btk covalente' .
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
43.3/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Imperia, multato in Ztl nonostante il pass e le cure oncologiche: “Mi hanno trattato come un furbetto” La Voce di Imperia
Edizione localeIlNazionale.it Sta affrontando uno dei momenti più difficili della sua vita.M.N.: un intervento chirurgico complesso, poi un ciclo di chemioterapia tra i più aggressivi . Eppure, nel pieno delle cure oncologiche, si è ritrovato anche a dover combattere contro la macchina burocratica. Un cittadino imperiese denuncia infatti di essere stato multato al varcoZtldivia Cascionementre si stava recando dal medico. Una sanzione da 170 euro che, secondo il suo racconto, sarebbe arrivata nonostante avesse completato con successo la procedura per ottenere il pass di accesso.“Stavo andando dal medico. Avevo fatto tutto quello che mi era stato richiesto per entrare nella Ztl, ma sono stato comunque fotografato dal varco e multato. Una situazione assurda”,racconta con amarezza. L’uomo, affetto da una forma particolarmente aggressiva di tumore, spiega di aver presentato ricorso al Prefetto allegando anche la documentazione sanitaria dell’Oncologia di Sanremo, con certificazioni che attestavano il delicato percorso terapeutico in corso. Ma il ricorso sarebbe stato respinto senza spiegazioni ritenute sufficienti. "Ora andrò dal giudice di pace. Ne ho parlato anche con il mio legale. È una vergogna”,denuncia. E ancora:“Cosa dovevo fare di più? Non stavo in piedi. Ho inviato anche la relazione dell’Oncologia di Sanremo che dimostra che stavo facendo la chemio più forte in assoluto autorizzata dal Galliera. Ma non ho ricevuto nemmeno un cenno di riscontro, non solo dalla Prefettura ma anche dalla polizia locale”. Una vicenda che riaccende il dibattito sulla rigidità della burocrazia e sulla gestione dei casi umani più delicati. Per il cittadino imperiese, infatti, il problema non sarebbe soltanto la multa in sé, ma l’assenza di ascolto davanti a una situazione sanitaria eccezionale. Ora l’ultima parola passerà al giudice di pace, mentre cresce l’amarezza per una battaglia che, oltre alla malattia, lo costringe a difendersi anche nelle aule amministrative.
Humanitas: nasce il Proton Building casa delle cure oncologiche avanzate. Scorsetti: «Ci occupiamo di tumori complessi e pazienti fragili» - Mi-Tomorrow
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
51.5/100
Punteggio Totale
B
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✅
Criteri Critici
Humanitas: nasce il Proton Building casa delle cure oncologiche avanzate. Scorsetti: «Ci occupiamo di tumori complessi e pazienti fragili» Mi-Tomorrow
Nato 30 anni fa, L’IRCCS Istituto Clinico Humanitas conta oggi oltre 9.400 professionisti, 12 ospedali in Lombardia, Piemonte e Sicilia, 25 centri Medical Care sul territorio, dove negli anni è stato curato circa il 10% della popolazione italiana. La struttura di Rozzano ha da poco inaugurato, all’interno del Cancer Center, il nuovo Proton Building una casa delle cure oncologiche più avanzate. L’edificio nasce per offrire altissima qualità grazie all’innovazione, a disposizione anche del Servizio Sanitario Nazionale, ricorda Gianfelice Rocca, presidente del Gruppo Humanitas. «Il Proton Building rappresenta un’evoluzione naturale dei trent’anni di Humanitas – spiega il professor Armando Santoro, direttore Cancer Center dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas –. In questo tempo abbiamo sviluppato un modello capace di mettere al centro i pazienti con percorsi sempre più personalizzati». L’edificio interamente dedicato alla cura oncologica che accoglie la Clinical Trial Unit dove i pazienti possono accedere a terapie sperimentali di ultima generazione e la Protonterapia. Quest’ultima rappresenta una forma avanzata di Radioterapia per pazienti con tumori rari, collocati in sedi critiche o precedentemente trattati, primo caso in Italia interamente integrato all’interno di un Policlinico universitario con Pronto Soccorso, come conferma a Mi-Tomorrow Marta Scorsetti, responsabile di Radioterapia e Radiochirurgia dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas.
Scorsetti, responsabile di radioterapia Humanitas: «La Protonterapia è una tecnologia che consente cure sempre più precise»
Professoressa Scorsetti, cos’è la protonterapia e come funziona?
«La protonterapia utilizza delle particelle pesanti, i protoni, che sono in grado di depositare la loro energia dentro il tumore. La loro caratteristica particolare è che hanno la possibilità di risparmiare i tessuti sani, contrariamente ai fotoni che vengono normalmente utilizzati per la radioterapia in tutto il mondo».
Quali sono i benefici per i pazienti?
«I benefici sono soprattutto nel risparmio della dose somministrata ai tessuti sani, che consente al trattamento di essere molto ben tollerato e di ridurre gli effetti collaterali. Questo vale soprattutto per tumori che sono particolarmente profondi, vicino alle strutture delicate, come il chiasma (una parte del cervello, ndr) , i nervi ottici, il tronco cerebrale, il midollo spinale».
Quali sono le cure personalizzate per i pazienti che verranno effettuate in questa struttura?
«Le cure sono personalizzate a livello dei tumori cerebrali, vicino al midollo spinale; trattiamo tumori molto aggressivi, come i sarcomi, quelli testa-collo e pazienti che hanno già fatto un primo corso di terapia con fotoni ma hanno una recidiva, magari dopo uno o due anni».
Qual è la chiave per l’oncologia del futuro?
«E’ la personalizzazione, ovvero sapere predire non solo una, ma più modalità terapeutiche. Una radioterapia personalizzata, con radiazioni diverse, volumi diversi, dosi diverse per ogni paziente. Diversificare le varie patologie e le storie cliniche è molto importante per la qualità di vita del paziente».
Il nuovo edificio, oltre al macchinario per la Protonterapia, ospita:
30
ambulatori polispecialistici
2
TAC di ultima generazione
potenziamento del Day Hospital Oncologico
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
60.0/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Dottoressa Hadiyah-Nicole Green: la scienziata che punta a rivoluzionare la cura del cancro Stato Quotidiano
Nel 2014 la fisica e ricercatrice statunitense Hadiyah-Nicole Green ha attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale grazie a una tecnologia sperimentale contro il cancro basata sull’uso combinato di nanoparticelle e laser. Secondo gli studi preclinici pubblicati dal suo team, il trattamento sarebbe riuscito a eliminare tumori solidi nei topi in circa 15 giorni, con sedute di appena 10 minuti e senza effetti collaterali osservabili.
La ricercatrice ha definito il metodo una possibile svolta per la lotta ai tumori solidi: “Niente chemio, niente radiazioni, niente chirurgia”, spiegò in diverse interviste divulgative. Tuttavia, è importante sottolineare che, ad oggi, la terapia non è ancora approvata per l’uso clinico sull’uomo e resta in fase sperimentale.
Come funziona la terapia
La tecnologia sviluppata da Green si basa sulla cosiddetta terapia fototermica. In pratica, vengono introdotte nel tumore nanoparticelle progettate per accumularsi nelle cellule cancerose. Successivamente, un laser vicino all’infrarosso colpisce l’area tumorale: le nanoparticelle assorbono la luce e la trasformano in calore, distruggendo selettivamente le cellule malate senza danneggiare i tessuti sani circostanti.
La stessa ricercatrice ha raccontato che i primi risultati ottenuti sui modelli animali mostrarono una regressione completa del tumore in 15 giorni dopo un singolo trattamento di 10 minuti.
Dalla tragedia personale alla ricerca
L’interesse di Green per la ricerca oncologica nasce da una vicenda familiare. La zia che l’aveva cresciuta, Ora Lee Smith, morì di cancro dopo aver rifiutato chemioterapia e radioterapia per paura degli effetti collaterali. Poco dopo, anche lo zio della ricercatrice si ammalò della stessa malattia. Da qui la decisione di dedicare la propria carriera allo sviluppo di cure meno invasive.
Dopo gli studi in fisica e un’esperienza alla NASA, Green iniziò a lavorare sull’impiego dei laser in medicina oncologica, sviluppando un sistema capace di colpire selettivamente le cellule tumorali tramite nanoparticelle.
I limiti scientifici attuali
Nonostante l’entusiasmo mediatico, la comunità scientifica sottolinea che i risultati ottenuti finora riguardano soprattutto studi preclinici su animali. La nanomedicina oncologica è un settore promettente, ma richiede ancora numerosi test clinici per verificarne sicurezza ed efficacia sull’uomo.
Il National Cancer Institute degli Stati Uniti conferma che le nanotecnologie stanno aprendo nuove possibilità nella cura dei tumori, soprattutto per terapie mirate e meno tossiche rispetto ai trattamenti tradizionali. Tuttavia, molte applicazioni sono ancora in fase di sperimentazione.
La questione dei finanziamenti
Per portare avanti la ricerca e avviare i trial clinici sull’uomo, Green ha fondato la Ora Lee Smith Cancer Research Foundation, organizzazione non profit nata con l’obiettivo di raccogliere fondi per lo sviluppo della terapia.
Secondo la Stanford Social Innovation Review, gli scienziati afroamericani e i ricercatori appartenenti a minoranze etniche incontrano spesso maggiori difficoltà nell’ottenere finanziamenti per studi medici innovativi. Una situazione che, secondo molti osservatori, rischia di rallentare lo sviluppo di possibili cure rivoluzionarie.
Fonti ufficiali e scientifiche
National Cancer Institute (NCI): Nanotechnology Cancer Therapy and Treatment
Profilo biografico e attività scientifica di Hadiyah-Nicole Green
Twist Out Cancer – intervista e sintesi dei risultati della ricerca
Review scientifica sulla nanotecnologia applicata ai tumori pubblicata su Signal Transduction and Targeted Therapy
Studio sperimentale sull’uso combinato di laser e nanoparticelle nei tumori solidi
A cura di Giovanna Tambo.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
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Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
50.0/100
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B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Emicrania, nove milioni di italiani nel buio. La cura c’è ma pochi la conoscono insalutenews.it
Soltanto un emicranico cronico su dieci riceve cure appropriate, mentre esistono diverse molecole di ultima generazione in grado non solo di spegnere ma anche di prevenire gli attacchi dolorosi. Per questo in occasione della Giornata Nazionale del mal di testa prevista per domani 16 maggio, i 90 centri cefalee approvati dalla SISC aprono le porte e propongono iniziative pubbliche per informare e aiutare i pazienti, in maggioranza donne
Firenze, 15 maggio 2026 – L’emicrania colpisce nove milioni di italiani, con forme più o meno invalidanti. Di questi, due terzi, cioè circa sei milioni, sono donne. Per sensibilizzare e informare la popolazione su una patologia ancora sottostimata e sottovalutata, ma oggi curabile con successo, in molte città italiane domani sono previsti open day, conferenze, incontri pubblici e altre iniziative a volte estesi anche ai giorni seguenti.
È possibile inoltre rivolgersi ai Centri Cefalee su tutto il territorio nazionale che aderiscono a questa XVIII edizione intitolata “Su la testa!” organizzata da SISC insieme a SIN (Società Italiana di Neurologia) e da Al.Ce. (Associazione Cefalalgici). Una vera mobilitazione con un obiettivo chiaro: spiegare a chi ne soffre che l’emicrania oggi non è una condanna ma una malattia curabile.
“Oggi, in Italia viviamo una situazione paradossale – dice Marina De Tommaso, Presidente della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee, Neurologa e Professoressa Ordinaria all’Università di Bari – Abbiamo un arsenale terapeutico ormai molto ricco ed efficace, in grado di avere successo in quasi l’80% dei casi, ma i pazienti che si curano in modo appropriato ed efficace sono una minoranza. La metà non si è mai rivolta né a un centro cefalee né a un neurologo. Ne conseguono sofferenze inutili, difficoltà a lavorare, persino aggravamento dei sintomi nei casi gravi, quelli con più di 15 attacchi al mese, dovuto ad abuso di automedicazione con antinfiammatori. Le cause sono molte, dalle disfunzioni della medicina territoriale alla differenza dei percorsi diagnostici nelle diverse regioni e altro ancora. Ma quella principale è la scarsa informazione, la non consapevolezza del fatto che l’emicrania è una malattia invalidante che va curata e che oggi può essere risolta con successo nella maggior parte dei casi”.
Esistono infatti ben 13 principi attivi specifici recenti ed efficaci contro questo disturbo, raggruppati in quattro classi diverse a seconda del meccanismo d’azione. Ecco quali:
6 Triptani: Sumatriptan, Zolmitriptan, Rizatriptan, Almotriptan, Eletriptan, Frovatriptan. Sono i primi apparsi, e oggi sono venduti in 35 diverse varianti commerciali
4 Anticorpi monoclonali anti-GCRP: Erenumab, Galcanezumab, Fremanezumab, Eptinezumab
2 Gepanti: Rimegepant e Atogepant
1 Ditano: Lasmiditan
Un vero arsenale terapeutico, appunto, che oggi permette davvero di affrontare e prevenire l’emicrania. Perché allora così tanti emicranici non vengono curati? Perché molti non sanno di queste possibilità terapeutiche. Altri perché hanno sentito parlare di cure difficili da ottenere e solo ospedaliere; oppure scoraggiati dalla complessità della trafila burocratica. Che indubbiamente esiste: la prescrizione dei farmaci più recenti (anche preventivi) e cioè anticorpi monoclonali e gepanti segue percorsi diversi a seconda della molecola e anche da regione a regione. E la via che porta a ottenere gratuitamente il farmaco giusto dalla farmacia ospedaliera è sempre lunga e faticosa.
“Sarebbe importante che le autorità sanitarie inserissero le cure per l’emicrania tra i LEA – prosegue la prof.ssa De Tommaso – questo porterebbe a unificare e soprattutto semplificare le procedure. È una richiesta che iniziative come la Giornata del Mal di Testa aiutano a sostenere con forza. Più sono numerosi i pazienti bene informati e coscienti delle possibilità della medicina e maggiori sono le probabilità che qualcosa cambi”.
Tra le molte iniziative si segnalano: in Abruzzo a Avezzano (L’aquila); in Calabria a Catanzaro e Lamezia Terme; in Emilia-Romagna a Modena; nel Lazio a Roma; in Lombardia a Brescia, Cremona, Pavia; in Piemonte a Torino; in Puglia a Bari, Trepuzzi (Lecce), San Giovanni Rotondo; in Toscana a Prato, Pontedera, Empoli, Marina Di Carrara, Siena, Montecatini, Pisa; in Umbria a Foligno; in Veneto nelle farmacie.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
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49.3/100
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C
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Criteri Critici
Una firma epigenetica predice la risposta dell’immunoterapia sul mesotelioma Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi
Roma, 15 maggio 2026 (Agenbio) – Uno studio italiano ha scoperto quattro diversi modi in cui il DNA può essere modificato per prevedere se un certo tipo di terapia contro il cancro funzionerà o no e quanto tempo i pazienti con un tipo raro di cancro potranno sopravvivere. Questo cancro, chiamato mesotelioma pleurico, è molto aggressivo e di solito si sviluppa nelle persone che sono state esposte all’amianto. Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno analizzato molte informazioni biologiche diverse, come l’RNA, le proteine del sangue e le modifiche al DNA, in 91 pazienti. Hanno scoperto che analizzando come il DNA è modificato nel tumore, possono ottenere informazioni più precise rispetto a quelle che si ottengono con la classificazione tradizionale del cancro. Hanno identificato quattro tipi di tumori: due tipi con poche modifiche al DNA (chiamati LOW e DEM), che sono associati a un sistema immunitario molto attivo; due tipi con molte modifiche al DNA (chiamati INT e CIMP), che sono invece associati a meccanismi che aiutano il cancro a sfuggire al sistema immunitario. I pazienti con i primi due tipi di tumori (LOW e DEM) sopravvivono per più di 27 mesi e rispondono bene ai trattamenti. Al contrario, i pazienti con gli altri due tipi (INT e CIMP) sopravvivono per circa 9 mesi e non rispondono bene ai trattamenti. La differenza tra questi tipi di tumori dipende anche dalle cellule che li circondano. I tumori LOW e DEM sono “caldi” e hanno molte cellule immunitarie, mentre i tumori INT e CIMP sono “freddi” e hanno poche cellule immunitarie. Grazie a queste informazioni, i ricercatori hanno creato un algoritmo che può classificare i tumori con una precisione dell’89%. Ciò potrebbe portare a una medicina più personalizzata. Ora, l’obiettivo è quello di utilizzare farmaci che riducano le modifiche al DNA nei tumori che non rispondono bene ai trattamenti, in modo da renderli più visibili al sistema immunitario e aumentare la loro sensibilità alla terapia. (Agenbio) Emanuela Birra 9:00
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
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54.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
La radioprotezione del paziente FNOMCeO
ID 486534. Per permettere di assolvere l’obbligo formativo, relativo al triennio 2026-2028, in materia di radioprotezione ai sensi dell’art. 162 del D.Lgs.101/2020, la FNOMCeO propone il corso FAD attinente alla tematica, online sulla piattaforma FadInMed, “La radioprotezione del paziente”, aperto a medici e odontoiatri.
L’impiego delle radiazioni ionizzanti in ambito sanitario rappresenta uno strumento diagnostico e terapeutico fondamentale, ma richiede un uso appropriato e consapevole per garantire la sicurezza di pazienti e operatori. La radioprotezione costituisce, pertanto, un elemento centrale nella pratica clinica, alla luce dell’evoluzione normativa e delle crescenti evidenze sui rischi associati all’esposizione.
Il corso affronta i principi della radioprotezione, con particolare riferimento al quadro normativo vigente e agli effetti clinici delle esposizioni, anche in contesti emergenziali. Vengono approfonditi gli aspetti legati all’impostazione degli esami radiologici e all’ottimizzazione delle tecniche di acquisizione, nonché i criteri di appropriatezza prescrittiva in diversi ambiti clinici. Sono, inoltre, analizzate situazioni specifiche, quali l’età pediatrica, la gravidanza e le alternative alle radiazioni ionizzanti, insieme al ruolo delle diverse figure professionali coinvolte, incluso il settore della fisica medica. Attraverso un approccio integrato, il corso mira a promuovere una pratica clinica più appropriata, sicura e conforme alla normativa in materia di radioprotezione.
Al termine i partecipanti saranno in grado di applicare i principi della radioprotezione nella pratica clinica, interpretare il quadro normativo vigente, valutare i rischi legati all’esposizione a radiazioni ionizzanti e adottare criteri di appropriatezza e ottimizzazione nelle prescrizioni e nelle procedure diagnostiche.
Il corso si compone di videolezioni corredate da slide scaricabili in formato pdf e prevede il superamento di un test di verifica finale.
Il corso (ID 486534) eroga 7 crediti ECM e sarà fruibile online dal 15 maggio 2026 al 14 maggio 2027.
Come accedere al corso
Il corso è disponibile gratuitamente sulla piattaforma FadInMed https://www.fadinmed.it/ per medici e odontoiatri.
Si ricorda che l’accesso a FadInMed è possibile sia attraverso SPID, carta d’identità elettronica (CIE) o carta nazionale dei servizi (CNS) che tramite le tradizionali credenziali (ID e PIN).
Autore: Redazione
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Tumore al pancreas: cos’è, sintomi, diagnosi e cure della neoplasia che ha colpito Enrica Bonaccorti San Marino Rtv
Il tumore del pancreas, che ha colpito la conduttrice televisiva Enrica Bonaccorti scomparsa a 76 anni, è considerato una delle neoplasie più aggressive e difficili da trattare in oncologia. In Italia si stimano ogni anno circa 13-14 mila nuovi casi. Secondo le stime citate dagli specialisti, nel 2024 le nuove diagnosi sono circa 13.585, con una distribuzione simile tra uomini e donne.
Il pancreas è una ghiandola situata tra stomaco e intestino con una doppia funzione: produce enzimi fondamentali per la digestione e ormoni, tra cui l’insulina, che regolano il metabolismo degli zuccheri nel sangue. I tumori che colpiscono questo organo possono svilupparsi in diverse aree della ghiandola e presentare caratteristiche biologiche differenti.
La forma più frequente è l’adenocarcinoma pancreatico duttale, che rappresenta circa il 90-95% dei casi e nasce dalle cellule che producono enzimi digestivi. Più rari sono invece i tumori neuroendocrini pancreatici, che originano dalle cellule che producono ormoni e in alcuni casi possono avere un decorso più lento.
Perché è difficile diagnosticarlo
Una delle principali criticità del tumore del pancreas è la diagnosi tardiva. “Non conosciamo nel dettaglio il caso di Enrica Bonaccorti – spiega all'Ansa Paolo Tralongo, presidente del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (Cipomo) –. Certo è che una delle principali criticità del tumore del pancreas è la difficoltà di riconoscerlo nelle fasi iniziali. I sintomi sono spesso poco specifici e possono comparire solo quando il tumore è già in fase avanzata”.
Anche Nicola Silvestris, segretario nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e direttore dell’Oncologia medica dell’Irccs Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, sottolinea all'Adnkronos lo stesso aspetto: “Il tumore del pancreas resta una delle neoplasie più insidiose. Nelle fasi iniziali può non dare alcun segnale oppure manifestarsi con sintomi vaghi e poco specifici”.
I sintomi più frequenti
Proprio la difficoltà di individuare segnali precoci rende questa malattia particolarmente complessa da intercettare nelle fasi iniziali. Tra i sintomi più frequenti indicati dagli oncologi figurano:
dolore addominale o alla schiena
o alla perdita di peso involontaria
involontaria perdita di appetito
di stanchezza persistente
persistente ittero, cioè la colorazione gialla della pelle e degli occhi
Secondo Silvestris, quando la malattia diventa più evidente possono comparire anche altri segnali: “perdita di peso improvvisa, dolori addominali, difficoltà digestive, ittero, urine scure, feci chiare e, a volte, comparsa improvvisa di diabete”. In molti casi, però, quando i sintomi diventano più chiari la malattia è già in fase avanzata.
Quando è possibile operare
L’intervento chirurgico rappresenta la principale possibilità di trattamento con intento curativo, ma non sempre è praticabile. “Quando la malattia si manifesta in modo più evidente – osserva Silvestris – ha spesso già superato lo stadio in cui è possibile intervenire chirurgicamente, perché il tumore non è più resecabile”. Secondo gli specialisti, l’intervento è possibile soltanto nel 15-20% dei casi, proprio a causa della diagnosi tardiva. Per questo motivo, spiegano gli oncologi, è fondamentale una gestione multidisciplinare della malattia che integri chirurgia, oncologia medica, radioterapia e cure di supporto all’interno delle reti oncologiche regionali.
Le nuove terapie e la ricerca
Sul fronte terapeutico, la ricerca sta lavorando soprattutto sullo sviluppo di nuove terapie mirate e su strategie di trattamento combinate. “Ad oggi – precisa Silvestris – non disponiamo di molti target molecolari per farmaci a bersaglio specifico. L’unica eccezione riguarda i pazienti con mutazioni germinali dei geni Brca1 e Brca2”. Per questi pazienti l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha recentemente approvato la rimborsabilità di un farmaco della classe dei Parp-inibitori per i casi che non mostrano progressione dopo una prima linea di chemioterapia a base di platino. Un altro filone di ricerca riguarda i tumori operabili. Silvestris ricorda lo studio clinico “Cassandra”, coordinato da Michele Reni dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, nel quale un trattamento chemioterapico pre-operatorio (schema Paxg) ha mostrato un miglioramento della resecabilità dei tumori e della sopravvivenza libera da eventi.
Prevenzione e fattori di rischio
A differenza di altri tumori, per il tumore del pancreas non esistono programmi di screening per la popolazione generale. Sono previsti controlli specifici solo nelle forme ereditarie, che rappresentano circa il 5-10% dei casi e sono legate a mutazioni genetiche. In questi casi può essere indicata una sorveglianza con risonanza magnetica dell’addome o ecoendoscopia pancreatica. Secondo gli oncologi resta comunque fondamentale la prevenzione primaria. Tra i principali fattori di rischio indicati dagli specialisti ci sono:
fumo di sigaretta
di sigaretta obesità
scarsa attività fisica
consumo elevato di alcol
dieta ricca di grassi saturi e povera di frutta e verdura
Proprio per la difficoltà di diagnosi precoce e per la complessità delle cure, gli oncologi sottolineano l’importanza di rafforzare la ricerca e la presa in carico dei pazienti all’interno di centri oncologici specializzati ad alto volume.
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Tumore al polmone: rivoluzionaria ricerca italiana sviluppa molecola ibrida per l'immunoterapia Microbiologia Italia
Analizziamo una rivoluzionaria molecola ibrida per il tumore al polmone: potenziamento dell’immunità e nuovo approccio terapeutico.
In questo articolo approfondiamo la rivoluzionaria ricerca italiana su una molecola ibrida per l’immunoterapia nel tumore al polmone, analizzando il meccanismo innovativo, i risultati preliminari, le implicazioni cliniche e le prospettive future. Esploreremo come questa scoperta possa trasformare il trattamento del carcinoma polmonare, offrendo speranza a pazienti, oncologi, ricercatori e tutti gli interessati alla lotta contro il cancro.
Introduzione: una Molecola Ibrida contro il Tumore
La ricerca italiana sul tumore al polmone segna un nuovo capitolo nella lotta contro una delle neoplasie più aggressive e diffuse. La recente molecola ibrida sviluppata da team di eccellenza nazionali combina azione diretta sul metabolismo tumorale e potenziamento dell’immunità, e perciò rappresenta un approccio bifunzionale promettente.
Questo articolo fornisce una panoramica completa, utile per pazienti in cerca di aggiornamenti terapeutici, professionisti sanitari che desiderano conoscere le frontiere dell’oncologia e appassionati di innovazione biomedica, evidenziando perché questa scoperta potrebbe ridefinire le strategie di immunoterapia contro il tumore al polmone.
Cos’è il Tumore al Polmone e le Sfide dell’Immunoterapia
Il tumore al polmone, principalmente il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), rappresenta una delle principali cause di mortalità oncologica a livello globale. Nonostante i progressi, molte cellule tumorali sfuggono al controllo immunitario grazie a meccanismi di evasione come la sovraespressione di checkpoint immunitari.
L’immunoterapia ha rivoluzionato il panorama terapeutico, ma resistenza e tossicità limitano l’efficacia in una quota significativa di pazienti. Qui entra in gioco la molecola ibrida sviluppata in Italia, capace di agire su due fronti al fine di superare queste barriere.
Sinonimi e variazioni semantiche: carcinoma polmonare, neoplasia polmonare, cancro ai polmoni, NSCLC.
La Rivoluzionaria Molecola Ibrida: Meccanismo d’Azione
La molecola ibrida per l’immunoterapia del tumore al polmone blocca una proteina chiave che le cellule cancerose usano per “nascondersi” dal sistema immunitario. Contemporaneamente, sfrutta la stessa proteina come “cavallo di Troia” per veicolare un composto che interferisce con la produzione energetica mitocondriale delle cellule tumorali.
Questo doppio attacco indebolisce le cellule malate, quindi, le rende più vulnerabili all’attacco dei linfociti. Le cellule sane, con minor avidità energetica, subiscono un impatto limitato, garantendo una maggiore selettività.
Francesco Sabbatino, Luciana Marinelli e Daniela Arosio, coordinatori dello studio tra Università di Napoli Federico II, Università di Salerno e CNR di Milano, hanno pubblicato i risultati su Cancer Communications.
Risultati dei Test di Laboratorio
Nei modelli preclinici, la molecola ibrida ha dimostrato un aumento significativo della capacità delle cellule immunitarie di eliminare le cellule di tumore al polmone. La selettività è emersa chiaramente: un forte effetto citotossico sulle linee tumorali e un ridotto impatto su quelle sane.
Questa efficacia bifronte potrebbe superare le resistenze osservate con gli inibitori dei checkpoint tradizionali, aprendo la strada a terapie più efficaci e personalizzate.
Contesto Epidemiologico del Tumore al Polmone in Italia e nel Mondo
In Italia si registrano migliaia di nuovi casi di carcinoma polmonare ogni anno, con una prognosi ancora grave negli stadi avanzati. L’immunoterapia ha migliorato la sopravvivenza, ma servono soluzioni innovative come questa ricerca italiana.
Fattori di rischio principali restano fumo, inquinamento ed esposizione professionale. La diagnosi precoce e le nuove molecole rappresentano le armi più potenti.
Vantaggi della Strategia Ibrida rispetto alle Terapie Convenzionali
Rispetto alle immunoterapie monoclonali classiche, la molecola ibrida offre un’azione sinergica: immunomodulazione + attacco metabolico. Questo approccio multimodale riduce il rischio di resistenza e potenzia l’effetto “abscopal” in alcuni contesti.
Parole chiave: molecola ibrida, immunoterapia tumore polmone, ricerca italiana cancro polmoni.
Prospettive Future e Sviluppo Clinico
I prossimi passi prevedono studi preclinici avanzati e, auspicabilmente, trial clinici di fase I per valutare sicurezza e dosaggio nell’uomo. La collaborazione tra atenei campani e CNR milanese dimostra l’eccellenza del sistema ricerca italiano.
Questa innovazione si inserisce nel filone delle terapie personalizzate, integrabili con chemioterapia, targeted therapy e altre immunoterapie.
Impatto sulla Qualità di Vita dei Pazienti
Una terapia più selettiva potrebbe ridurre gli effetti collaterali sistemici tipici dell’immunoterapia, migliorando tollerabilità e qualità di vita. I pazienti con un tumore al polmone metastatico potrebbero beneficiare di opzioni con maggiore durata di risposta.
Aspetti Microbiologici e Immunologici alla Base della Scoperta
Dal punto di vista immunologico, la molecola ibrida modula l’ambiente tumorale, favorendo l’infiltrazione linfocitaria e riducendo l’immunosoppressione. Sul versante metabolico, interferisce con le “centrali energetiche” iperattive delle cellule cancerose (effetto Warburg).
Questa duplice azione rappresenta un paradigma innovativo nella ricerca oncologica.
Sfide e Limitazioni Attuali
Nonostante l’entusiasmo, siamo ancora in fase preclinica. Saranno necessari anni per la traduzione clinica, con attenzione a farmacocinetica, immunogenicità e combinazioni terapeutiche ottimali. La ricerca italiana dovrà affrontare funding e iter regolatori.
Conclusioni su Tumore al Polmone e Molecola Ibrida
La rivoluzionaria molecola ibrida sviluppata dalla ricerca italiana per l’immunoterapia del tumore al polmone illumina un futuro più promettente nella lotta contro questa neoplasia. Unendo precisione metabolica e potenziamento immunitario, questa scoperta rafforza il ruolo dell’Italia nella ricerca oncologica mondiale.
Pazienti e clinici possono guardare con ottimismo a queste innovazioni, ricordando che prevenzione, diagnosi precoce e terapie avanzate restano le chiavi vincenti.
Consiglio finale: Discuti sempre con il tuo oncologo le opzioni terapeutiche più aggiornate e considera la partecipazione a trial clinici quando appropriato.
Domande Frequenti su Tumore al Polmone e Molecola Ibrida
Chi può beneficiare potenzialmente di questa nuova molecola ibrida? Pazienti con NSCLC in stadi avanzati o resistenti alle terapie standard. Consiglio: Consulta centri oncologici di riferimento per aggiornamenti sui trial.
Cosa rende unica questa molecola ibrida rispetto ad altre immunoterapie? Agisce su due fronti: blocco immunitario e attacco energetico. Consiglio: Valuta sempre approcci combinati personalizzati.
Quando saranno disponibili terapie basate su questa ricerca? Attualmente in fase preclinica; i trial umani richiederanno tempo. Consiglio: Mantieni contatti con associazioni pazienti per notizie tempestive.
Come funziona esattamente la molecola ibrida? Usa una proteina tumorale come vettore per colpire metabolismo e immunità. Consiglio: Informati sui meccanismi d’azione per comprendere meglio le opzioni.
Dove è stata sviluppata questa innovazione? Presso Università Federico II, Salerno e CNR di Milano. Consiglio: Supporta la ricerca italiana attraverso donazioni e awareness.
Perché questa scoperta è importante per l’immunoterapia del tumore al polmone? Offre selettività e superamento delle resistenze. Consiglio: Adotta stili di vita sani e sottoponiti agli screening quando indicati per prevenzione.
Leggi anche:
Fonti
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38489861/ – Real-world outcomes of Italian patients with advanced non-squamous lung cancer treated with immunotherapy https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1040842825000216 – Navigating chemotherapy and immunotherapy in early-stage lung cancer https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28713682/ – Predictive biomarkers of immunotherapy for non-small cell lung cancer: Italian experts panel
Crediti fotografici
Immagine in evidenza – Link
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Tumore al polmone, una molecola ibrida aiuta a scoprire cellule malate TerranostraNews
Un importante passo avanti nella lotta contro il tumore al polmone, una delle principali patologie oncologiche al mondo, arriva da uno studio d’eccellenza interamente italiano. La ricerca, frutto della collaborazione tra l’Università di Napoli Federico II, l’Università di Salerno e il Cnr di Milano, ha portato alla creazione di una molecola “ibrida” capace di aiutare l’organismo a riconoscere e distruggere le cellule cancerose . I risultati di questo lavoro, coordinato da Francesco Sabbatino, Luciana Marinelli e Daniela Arosio, sono stati pubblicati su Cancer Communications, rivista di riferimento internazionale per l’alto impatto scientifico.
Il meccanismo d’azione
La nuova molecola agisce su due fronti complementari per neutralizzare la malattia. Da un lato, riesce a bloccare una specifica proteina che le cellule tumorali utilizzano per nascondersi e sfuggire alle difese naturali. Dall’altro, trasforma quella stessa proteina in un “cavallo di Troia” per penetrare selettivamente nel tumore. Una volta all’interno, il composto colpisce direttamente la produzione di energia delle cellule cancerose, indebolendo la loro aggressività e rendendole molto più vulnerabili all’attacco definitivo da parte del sistema immunitario.
Risultati e prospettive
Le analisi condotte hanno dimostrato un’elevata precisione nel colpire esclusivamente il bersaglio malato. «Il dato più rilevante è l’aumentata capacità di eliminare selettivamente le cellule tumorali, con un impatto limitato sulle cellule sane», spiegano i coordinatori dello studio. Questa selettività è possibile perché le cellule sane mostrano un’attività energetica decisamente inferiore e meno “avida” rispetto a quelle tumorali. Nei test di laboratorio, la molecola ha confermato una buona efficacia, aprendo nuove possibilità per lo sviluppo di terapie future più mirate.
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La Radioterapia non deve far paura. “Passi avanti nelle terapie, macchinari sempre più sofisticati” La Nazione
Perugia, 15 maggio 2026 – “La radioterapia oncologica, è una disciplina essenziale, fondamentale nel trattamento di pazienti oncologici. Ma purtroppo ancora non vi è consapevolezza di questo aspetto perché si ritiene che la radioterapia sia l’ultima possibilità terapeutica per un paziente oncologico.
La presentazione dell’iniziativa tra Afas e Radioterapia
Invece è fondamentale che il cittadino conosca come può essere utilizzata per esempio nelle fasi iniziali di malattia, anche come unica opzione terapeutica, pure in alternativa alla chirurgia con i pazienti operabili per consentire un miglioramento della qualità di vita”.
Lo ha detto la professoressa Cynthia Aristei, primario della sezione Radioterapia oncologica Unipg, in occasione dell’incontro che si è svolto in Comune per promuovono la campagna di informazione e prevenzione “Afas: Casa della prevenzione, della salute e dell’ascolto. La radioterapia che cura per guarire“.
“L’iniziativa - spiega Raimondo Cerquiglini (direttore generale Afas),presente anche l’assessora Costanza Spera – nasce dalla collaborazione tra la nostra azienda e la struttura di Radioterapia Oncologica di Perugia con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra ospedale, territorio e cittadini, valorizzando il ruolo delle farmacie come presidi di ascolto, prevenzione e accompagnamento.
La campagna prevede, dopo una prima fase di formazione dei farmacisti, una serie di incontri gratuiti aperti ai cittadini che si svolgeranno direttamente nelle farmacie aderenti a partire da questi giorni”. Il professor Francesco Grignani (direttore sezione Radioterapia oncologica Unipg) ha aggiunto che “tra le mission delle università ci sono la ricerca e la ricerca tecnologica per radioterapia oncologica ha portato ad avere macchinari sempre più avanzati a Perugia; la didattica con la formazione di tecnici, medici e specialisti e la divulgazione che aiuta a rendere noto a tutti i progressi intrapresi.
Il fatto che università, amministrazione comunale, Afas e associazioni siano insieme - conlude Grignani - significa che c’è volontà di collaborare per il benessere delle persone e dei pazienti”.
Alla conferenza stampa ha partecipato anche il professor Paolo Rossi, presidente di Nora (l’associazione di volontari che sostiene il reparto di Radioterapia). “Abbiamo aderito con entusiasmo alla sollecitazione che ci è venuta dall’amministrazione comunale e da Afas, perché uno dei nostri scopi è proprio quello di far comprendere che con la radioterapia si può guarire grazie anche ai progressi della ricerca e all’introduzione di apparecchiature e tecniche sofisticatissime che riducono l’esposizione alle radiazioni”.
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Linfoma mantellare recidivato o refrattario: approvazione accelerata Fda per sonrotoclax Pharmastar
La U.S. Food and Drug Administration ha concesso l’approvazione accelerata a sonrotoclax per il trattamento di pazienti adulti con linfoma mantellare (MCL) recidivato o refrattario, già sottoposti ad almeno due precedenti linee di terapia sistemica, incluso un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton (BTK).
Il farmaco, sviluppato da BeOne Medicines, è un inibitore di BCL-2, proteina coinvolta nella sopravvivenza delle cellule tumorali. L’approvazione rappresenta una nuova opzione terapeutica per una popolazione di pazienti con bisogni clinici ancora elevati, soprattutto dopo il fallimento delle terapie standard.
L’autorizzazione si basa sui risultati dello studio multicentrico di fase II BGB-11417-201, che ha coinvolto 103 pazienti con linfoma mantellare recidivato o refrattario precedentemente trattati con terapia anti-CD20 e con un BTK inibitore.
L’endpoint principale dello studio era il tasso di risposta obiettiva (ORR), valutato da un comitato indipendente secondo i criteri di Lugano. I risultati hanno mostrato un ORR del 52%, con un tempo mediano alla risposta di appena 1,9 mesi. La durata mediana della risposta è risultata pari a 15,8 mesi, con un follow-up mediano stimato di 11,9 mesi.
Sul fronte della sicurezza, il profilo del farmaco richiede particolare attenzione al rischio di sindrome da lisi tumorale (TLS), infezioni gravi e neutropenia. Nello studio, eventi avversi gravi sono stati riportati nel 37% dei pazienti, con la polmonite tra le complicanze più frequenti.
Per ridurre il rischio di TLS, il trattamento prevede una fase iniziale di incremento graduale della dose della durata di quattro settimane, seguita da una dose di mantenimento di 320 mg una volta al giorno fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile.
La revisione regolatoria è avvenuta nell’ambito del Project Orbis, iniziativa dell’Oncology Center of Excellence della Fda che consente la valutazione coordinata di nuovi farmaci oncologici tra diverse agenzie regolatorie internazionali. L’European Medicines Agency ha partecipato come osservatore ufficiale al processo di revisione.
L’approvazione accelerata conferma il crescente interesse verso strategie terapeutiche mirate nei linfomi B aggressivi e sottolinea il ruolo emergente degli inibitori di BCL-2 nelle neoplasie ematologiche resistenti ai trattamenti convenzionali.
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A Castronno una camminata solidale lungo la “Via delle Api” per sostenere la prevenzione del tumore al seno VareseNews
Un pomeriggio di cammino nella natura per sensibilizzare sull’importanza della prevenzionee sostenere le donne operate al seno: è questo lo spirito di“Un passo insieme per fare la differenza”, la camminata solidalein programmasabato 30 maggio2026 aCastronno. L’iniziativa, promossa conofferta libera a favore dell’associazione Caos– Centro Ascolto Operate al Seno Odv, porterà i partecipanti lungo “La Via delle Api”, un percorso naturalistico facile e accessibile a tutti di circa 4,5 chilometri tra andata e ritorno. Lacamminata sarà condotta dal GCC San Martino, il Gruppo di Cammino Carnagheseche da anni promuove attività all’aria aperta, momenti di socialità e iniziative legate al benessere fisico e alla salute. Una realtà molto attiva sul territorio che, attraverso il cammino, favorisce inclusione, aggregazione e stili di vita sani. Il ritrovo è fissato alle 15.45 nel parcheggio Tigros di Castronno. Walking leader dell’iniziativa sarà Maria Vivido. Al termine del percorso è previsto l’arrivo euna visita guidata a Materia Spazio Libero, la sede di VareseNews a Castronno. Gli organizzatori ricordano che ogni partecipante è responsabile di sé stesso durante l’attività. “Cammina con noi ed aiutaci a sensibilizzare sull’importanza della prevenzione”: è l’invito lanciato dai promotori dell’iniziativa,l’associazione Donna Oggi Tradate e ilGruppo di Cammino GCC San Martino. La “Via delle Api” si arricchisce grazie al Parco Pineta e all’Alveare Odv Di Buguggiate Tutti gli eventi dimaggioa Materia Via Confalonieri, 5 - Castronno Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.
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La prevenzione entra nel metaverso a Milano il viaggio virtuale per sconfiggere il tumore al colon vareseinluce.it
L’utilizzo della realtà virtuale per educare ad uno stile di vita corretto e scongiurare patologie come il tumore al colon-retto: è questo l’obiettivo del progetto di prevenzione ‘Colon XR Prevention Lab – Oltre lo schermo, dentro la vita’, ideato SIED (Società Italiana Endoscopia Digestiva), Osservatorio Metropolitano di Milano, con il sostegno di Fondazione Bambini Nel Cuore, alla luce dei dati dello screening di uno dei tumori con il alto tasso di mortalità tra i più alti in Italia tassi. Alla presentazione, che si è svolta in auditorium ‘Testori’, sono intervenuti il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini. Ad aprire i lavori, Carla De Albertis, responsabile del progetto per Osservatorio Metropolitano di Milano.
“Regione Lombardia – ha spiegato Fontana – sta investendo con grande determinazione sul fronte della prevenzione, perché crediamo che informazione, educazione sanitaria e diagnosi precoce siano strumenti fondamentali per salvare vite umane e migliorare la qualità della vita dei cittadini”.
“Iniziative innovative come ‘Colon XR-Prevention Lab’ – ha aggiunto il governatore – rappresentano un esempio concreto di come tecnologia e sensibilizzazione possano parlare in modo efficace soprattutto alle giovani generazioni, promuovendo corretti stili di vita e una maggiore adesione agli screening. Ringrazio SIED, Fondazione Bambini Nel Cuore e tutti gli organizzatori per l’impegno e la qualità di un progetto che contribuisce a rafforzare la cultura della prevenzione sul nostro territorio”.
“Prevenzione e salute sono al centro di un progetto – ha continuato Lucchini – tra associazioni, istituzioni ed esperti che hanno come obiettivo comune trasmettere consapevolezza anche attraverso strumenti innovativi”.
L’iniziativa si avvale delle nuove tecnologie per portare alla scoperta del colon e delle sue trasformazioni a seconda di stili di vita più o meno corretti. Dopo aver indossato i visori di realtà aumentata, infatti, il progetto propone una serie di esperienze immersive per entrare virtualmente nel corpo umano, osservarne i meccanismi biologici e comprendere l’impatto di comportamenti sani o a rischio, favorendo un apprendimento attivo e duraturo.
Due i percorsi proposti durante l’esperienza: uno per gli studenti con focus sulla prevenzione primaria, alimentazione, attività fisica e stili di vita, e uno per gli adulti che prosegue con la prevenzione secondaria: screening, formazione ed estrazione del polipo fino alla eventuale formazione del tumore.
Il progetto si inserisce nell’ambito del programma della due giorni ESGE 2026, il congresso internazionale che rappresenta un momento chiave per il confronto tra istituzioni, medici ed esperti di endoscopia digestiva. L’appuntamento annuale della European Society of Gastrointestinal Endoscopy, si pone l’obiettivo di migliorare, partendo dalla sensibilizzazione delle nuove generazioni, la prevenzione del tumore del colon-retto (KCR), tra i tumori con il più alto tasso di mortalità che in Italia fa registrare oltre 20mila nuovi decessi all’anno con un tasso altissimo vicino al 50% e con un incremento anche nei giovani.
BEQALZI™ (sonrotoclax) di BeOne Medicines approvato dall'FDA statunitense come primo e unico inibitore del BCL2 nel trattamento del linfoma a cellule mantellari R/R - Business Wire
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Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
36.3/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
BEQALZI™ (sonrotoclax) di BeOne Medicines approvato dall'FDA statunitense come primo e unico inibitore del BCL2 nel trattamento del linfoma a cellule mantellari R/R Business Wire
SAN CARLOS, Calif.--(BUSINESS WIRE)--BeOne Medicines Ltd. (“BeOne”) (Nasdaq: ONC; HKEX: 06160; SSE: 688235), società globale dedicata all'oncologia, oggi ha annunciato che la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha concesso l'approvazione accelerata a BEQALZI™ (bi-CAL-zi; sonrotoclax), un inibitore fondamentale di nuova generazione del BCL2, per il trattamento di pazienti adulti con linfoma mantellare (MCL) recidivato o refrattario (R/R), dopo almeno due linee di terapia sistemica, compreso un inibitore della tirosina chinasi (BTK) di Bruton.
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