📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Arriva anche il terzo acceleratore lineare: completato il trasferimento della Radioterapia del Maggiore Gazzetta di Parma
Con l’entrata in funzione del terzo acceleratore lineare nella nuova sede della Radioterapia, il Centro oncologico di Parma completa la propria dotazione tecnologica e concentra tutte le attività nel padiglione 24 dell’Ospedale Maggiore. Anche i pazienti del reparto diretto da Nunziata D’Abbiero, come già avviene per il day hospital, attivo da gennaio, hanno ora un unico punto di riferimento per visite, esami e trattamenti.
Con l’apertura del nuovo Centro era già entrato in funzione un nuovo acceleratore lineare, finanziato da fondi statali e regionali. Per gli altri due, invece, il percorso è stato più complesso. Sono serviti oltre due mesi per smontare e rimontare ciascuna apparecchiatura. Sono entrati in azione camion gru di grandi dimensioni, sono stati abbattuti muri predisposti appositamente per consentire l’uscita delle macchine dal vecchio padiglione e sono stati necessari giorni di cablaggi e collegamenti informatici. Per garantire la continuità operativa tra la vecchia e la nuova sede è stato inoltre realizzato un “ponte informatico” per il trasferimento e la condivisione dei dati clinici.
L’operazione ha coinvolto le Attività tecniche, l’Ingegneria clinica, i Sistemi informatici e la Fisica sanitaria dell’azienda ospedaliera.
“Finalmente siamo pienamente operativi nel Centro di oncologia e radioterapia” – annuncia la direttrice Nunziata D’Abbiero – “Il trasferimento della radioterapia è iniziato oltre un anno fa con l’obiettivo di garantire sempre, nonostante i disagi, la piena operatività di tre acceleratori lineari”.
Infine l’ultimo acceleratore: “Per spostarlo abbiamo aperto una breccia nel muro perimetrale del padiglione 14, già prevista in fase progettuale per consentire l’ingresso e, in futuro, anche l’uscita della macchina”.
Nel frattempo il reparto ha continuato a garantire le cure. Medici, tecnici sanitari, infermieri e operatori si sono divisi tra le due sedi, affrontando anche turni aggiuntivi il sabato mattina per recuperare le prestazioni e ridurre al minimo i disagi per i pazienti.
Dai banchi della d'Annunzio al trattamento non invasivo contro i tumori: Zain Medlej fra i protagonisti di un innovativo intervento internazionale - ChietiToday
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Dai banchi della d'Annunzio al trattamento non invasivo contro i tumori: Zain Medlej fra i protagonisti di un innovativo intervento internazionale ChietiToday
Dai banchi dell'università Gabriele d'Annunzio di Chieti, al lavoro in un team sanitario internazionale che ha permesso di raggiungere un risultato medico innovativo, che ha migliorato la vita di una bambina affetta da osteosarcoma.
Protagonista di questo risultato e il dottor Zain Medlej, ex studente dell'ateneo teatino, dove si è laureato in Farmacia dopo essere arrivato dal Libano. In Abruzzo, il professionista ha scelto di restare, conseguendo il dottorato di ricerca in Biotecnologie Cellulari e Molecolari all’Università degli studi di Teramo, dove ha svolto e pubblicato studi scientifici legati proprio all'approccio terapeutico applicato di recente con un team italiano, libanese e spagnolo, per il trattamento di un tumore senza ricorrere a metodi invasivi.
Nel dettaglio, come spiega uno dei protagonisti di questo trattamento, eseguito in Libano: “Siamo riusciti a trattare con successo una bambina di 11 anni affetta da osteosarcoma utilizzando una combinazione innovativa di Cryoablation e immunoterapia, senza ricorrere alla chemioterapia tradizionale”.
“Questo traguardo - commenta Zain Medlej - rappresenta per me anche un motivo di grande orgoglio personale e accademico, poiché il mio percorso di ricerca è iniziato proprio in Abruzzo. A Chieti ho studiato e costruito una parte fondamentale del mio percorso universitario e questo è l'esempio di un risultato scientifico e medico nato anche grazie alla formazione ricevuta in Abruzzo”. Attualmente, il dottor Medlej vive e lavora in Italia, mantenendo al tempo stesso collaborazioni professionali e scientifiche in Medio Oriente nel settore delle tecnologie mediche oncologiche.
Il trattamento, che ha trovato ampio spazio nella stampa libanese e suscitato l'interesse della comunità scientifica e medica internazionale, apre nuove speranze per i pazienti affetti da tumori in stadio avanzato.
Nel dettaglio, il team medico libanese, italiano e spagnolo è riuscito a trattare con successo una bambina di 11 anni affetta da osteosarcoma avanzato con diffuse metastasi polmonari, dove le terapie tradizionali avevano fallito.
Il progetto è stato guidato dall'ingegner Wassim Medlej e dal ricercatore Zain Medlej, in collaborazione con esperti europei di primo piano, tra cui il professor Franco Lugnani (Italia/Slovenia) e il professor Alberto Urbaneja Salas (Spagna).
Il protocollo terapeutico ha combinato la Cryoablazione con l’immunoterapia mediante Nivolumab e Ipilimumab. L’obiettivo del trattamento non era soltanto distruggere localmente le lesioni tumorali, ma anche stimolare il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali in tutto l’organismo, attraverso il cosiddetto “effetto abscopale”.
La paziente aveva già affrontato un lungo percorso terapeutico comprendente chemioterapia intensiva, chirurgia conservativa dell’arto e tre interventi per l’asportazione di metastasi polmonari. Nonostante ciò, il quadro clinico era peggiorato rapidamente, con dolore severo e importanti complicanze chirurgiche, lasciando possibilità di cura estremamente limitate.
Di fronte a questa situazione, il team medico ha adottato un protocollo innovativo basato sull’utilizzo di sonde di crioterapia ad alta precisione per colpire selettivamente i tumori, in parallelo alla somministrazione dell’immunoterapia.+
Nel corso di un follow-up relativamente breve sono emersi risultati che vengono definiti “incoraggianti e concreti”: significativo miglioramento radiologico; riduzione delle masse tumorali; diminuzione del dolore; miglioramento generale delle condizioni cliniche; evidenza di una risposta immunitaria sistemica.
Secondo gli osservatori, l’importanza di questo risultato non risiede solo nel successo di un singolo caso, ma anche nel fatto che esso si inserisce in un programma terapeutico più ampio guidato dal Libano e applicato in diversi Paesi arabi attraverso una rete di collaborazione medica internazionale, con l’obiettivo di trasferire nella regione le più avanzate innovazioni terapeutiche.
Il team ha commentato così il risultato: “Il momento in cui a un paziente oncologico viene detto che le opzioni terapeutiche sono terminate è proprio il momento in cui deve iniziare la vera innovazione. Ciò che stiamo facendo oggi va oltre i limiti della terapia tradizionale. Uniamo scienza e tecnologia per creare speranza e trasformare ciò che un tempo era considerato impossibile in una concreta possibilità di vita”.
“Questo sviluppo si inserisce in un contesto di crescente interesse internazionale verso l’immunoterapia e le tecniche di medicina di precisione, considerate tra gli approcci più promettenti per il trattamento dei tumori resistenti alle terapie convenzionali. Sebbene siano necessari ulteriori studi e un follow-up a lungo termine, i risultati preliminari ottenuti aprono una nuova e concreta prospettiva di speranza per pazienti con opzioni terapeutiche estremamente limitate”, conclude il team.
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I Premi Nobel salgono in cattedra: "Dai fattori che regolano l’ossigeno una molecola per la cura dei tumori" Il Resto del Carlino
Sono stati ben due i premi Nobel presenti alla giornata di apertura del Festival della Scienza Medica, ieri mattina nell’Aula Magna di Santa Lucia (in corso fino a domani sotto le Torri): Gregg L. Semenza e Peter John Ratcliffe che si sono aggiudicati il Nobel per la Medicina nel 2019.
Il Professor Semenza è titolare della cattedra C. Michael Armstrong di Ingegneria cellulare e Medicina genetica presso la Johns Hopkins University School of Medicine, a Baltimora. Nel corso della sua relazione, Semenza ha illustrato il percorso che lo ha portato alla vincita del Nobel e cioè la scoperta di quei fattori, una famiglia di proteine, responsabili dell’ipossia, (carenza di ossigeno, ndr) nelle cellule che è stata denominata Hifs (Hypoxia-inducible factors). Semenza e il suo gruppo di lavoro hanno evidenziato che l’aumento dell’attività Hifs, che si costituisce di due gruppi: 1 e 2, all’interno ad esempio delle cellule tumorali, svolge un ruolo fondamentale nella progressione del cancro facendo abbassare il livello di ossigeno presente nelle cellule tumorali. La conseguenza è l’aumento di mortalità. Passando per l’analisi delle neoplasie del rene, al ruolo dei globuli rossi, fino a uno farmaco approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) in grado di bloccare l’azione delle Hif-2 nel tumore renale, ma non in altre neoplasie, Semenza ha reso noto alla platea del Festival di avere sviluppato una piccola molecola, denominata S9N, che inibisce la crescita e la vascolarizzazione del tumore, soprattutto se associata all’immunoterapia. Questo almeno nei topi da laboratorio. La molecola dovrebbe trattare i tumori in stadio avanzato per i quali non esiste attualmente una terapia efficace. Considerata l’eccezionale risposta in termini di guarigione nei topi in laboratorio, l’auspicio è che si riesca a passare allo studio clinico in quanto, come ha rimarcato Semenza, "possono essere salvate migliaia di vite".
In cattedra è poi salito il Professor Ratcliffe, laureato a Cambridge il quale, dopo esperienze negli ospedali londinesi, si è specializzato in Nefrologia all’Università di Oxford. È direttore della Ricerca Clinica presso il Francis Crick Institute di Londra e Distinguished Scholar presso il Ludwig Institute of Cancer Research di Oxford. Anche il Professor Ratcliffe si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento sul rilevamento del ruolo dell’ossigeno, scoprendo che il meccanismo che sta alla base della regolazione, per fare un esempio pratico, della produzione di eritropoietina avviene in tutte le cellule sia del corpo umano che di quello animale. Ha spiegato come il sistema controlli un’ampia gamma di risposte biologiche all’ipossia non solo negli esseri umani e negli animali, ma anche nelle piante e nei funghi. Il professor Ratcliffe ha illustrato come le implicazioni di queste scoperte siano fondamentali per la comprensione della salute e delle malattie umane, cancro compreso, facendo notare come anche l’acclimatazione della ventilazione sia veicolata dalle Hif-2. Non senza sottolineare un frase di Francis Jacob, biologo francese, premio Nobel in Medicina nel 1965: "La natura è un inventore, non un ingegnere". Questo a voler rimarcare il ruolo che in tutto questo hanno, o possono avere, fattori esterni e ambientali.
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Criteri Critici
Tumore ovarico, dalla ricerca italiana una nuova strategia per rendere più efficace la chemioterapia Qui Salute Magazine
Una nuova speranza nella lotta contro il tumore ovarico arriva dalla ricerca italiana. Uno studio coordinato dall’istituto Pascale di Napoli, insieme al CRO di Aviano, ha individuato un possibile modo per contrastare uno dei problemi più difficili da affrontare nelle cure oncologiche: la resistenza alla chemioterapia.
Con il tempo, infatti, molte cellule tumorali riescono ad adattarsi ai farmaci, riducendo l’efficacia delle terapie. I ricercatori si sono concentrati proprio su questo meccanismo, individuando due proteine — mTOR e HSP90 — che aiutano il tumore a sopravvivere ai trattamenti.
Tumore ovarico, la scoperta più importante
La scoperta più importante riguarda il fatto che, bloccando queste proteine con farmaci specifici, le cellule tumorali tornano a rispondere alla chemioterapia, rendendo nuovamente efficace il trattamento.
Il nuovo studio
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica “Cell Death & Disease”, è stato condotto dai gruppi di ricerca guidati da Alfredo Budillon per il Pascale e Gustavo Baldassarre per il CRO di Aviano. I risultati sono stati confermati sia in laboratorio sia in modelli preclinici più complessi, mostrando una riduzione della crescita tumorale e una migliore risposta alle cure.
Secondo i ricercatori, questa strategia potrebbe avere applicazioni anche in altri tumori solidi resistenti, come alcune forme di carcinoma polmonare. L’obiettivo adesso è portare questi risultati negli studi clinici, per sviluppare terapie sempre più mirate e personalizzate per i pazienti.
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Criteri Critici
Cura dei tumori, le Marche bocciate: metà degli ospedali non supera il test. Ecco la mappa Corriere Adriatico
ANCONA Il rovescio della medaglia. Il Programma nazionale degli esiti 2024 elaborato dall’Agenas, che prende in esame i dati sulle attività del 2023, ha issato per il terzo anno consecutivo l’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche sul gradino più alto del podio dei migliori nosocomi pubblici d’Italia, stavolta ex aequo con il Careggi di Firenze.
E ha certificato anche altre eccellenze sanitarie del nostro territorio: gli ospedali di Pesaro e Macerata, per esempio, sono riusciti a garantire «tempestività di accesso all’angioplastica coronarica entro 90 minuti nei pazienti affetti da infarto miocardico acuto».
Luci e ombre
Il presidio di Jesi è poi entrato nell’olimpo delle 14 strutture capaci di mantenere altissimi standard negli ultimi quattro anni per pazienti over 65 operati per fratture al collo del femore entro le 48 ore dal primo accesso. Ma alle note positive fanno da controcanto quelle stonate. Lo stesso monitoraggio dell’Agenas matte anche in luce le falle del nostro sistema sanitario in chiaroscuro. In particolare, le carenze nella chirurgia oncologica, che si traduce anche in un altro coefficiente di mobilità passiva nel segmento che riguarda i tumori maligni. Prima di scendere nel dettaglio delle varie strutture e delle loro performance, va fatta una doverosa premessa.
I volumi
Le valutazioni messe nero su bianco nel Programma nazionale esiti non prendono in considerazione solo la qualità delle cure, ma anche il volume di interventi della struttura: se è inferiore alla soglia stabilita da Ministero della Salute ed Agenas, la valutazione sarà negativa anche se la qualità delle cure è elevata. «La ratio di questa valutazione risponde ad un principio preciso - spiega Claudio Maria Maffei, ex direttore sanitario dell’Umberto I, dal 1997 al 2002, ed oggi referente regionale Sanità del Pd - le casistiche complesse devono essere concentrate in pochi ospedali e non disperse sul territorio. Questo perché per trattare patologie come quelle oncologiche serve un’organizzazione robusta, un’equipe strutturata. Invece nelle Marche parcellizziamo le attività e questi sono i risultati».
Gli esiti
Risultati che, per la chirurgia oncologica, raccontano di ospedali pubblici marchigiani con una rispondenza agli standard stabiliti dal Ministero bassa o molto bassa in oltre la metà dei casi. In otto strutture su 15, per la precisione. Una valutazione molto bassa tocca all’Inrca, sia nel polo di Ancona che in quello di Osimo, ed agli ospedali di Jesi, Civitanova Marche e Camerino. Bassa rispondenza agli standard, invece, nelle strutture di Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto e Pesaro. Il massimo dei voti - cioè un livello molto alto di rispondenza agli standard - lo ottengono solo Torrette ed il nosocomio di Fano.
Il privato
Fanno peggio le tre strutture private che si occupano anche di chirurgia oncologica: valutazione molto bassa a per Villa Anna, Villa Pini e Villa Igea (quest’ultima nonostante in tutto il resto eccella). L’altro aspetto nel cono d’ombra del Programma nazionale esiti 2024 riguarda la mobilità. «Per la grande maggioranza dei tumori maligni la mobilità passiva è alta o altissima, come pure per i trapianti di midollo e di rene e per le protesi ortopediche».
L’esodo
Questo significa che molti marchigiani, di fronte ad una diagnosi come questa, preferiscono rivolgersi a strutture fuori regione. I ricoveri oltre confine per tumore maligno all’esofago sono stati 12 nel 2023, ovvero l’80% del totale; per quello al pancreas, 33 (56,9% del totale). Il cancro maligno alla mammella è quello che registra la percentuale più contenuta di mobilità passiva (11%), ma comunque in 208 hanno preferito farsi curare questa patologia purtroppo sempre più diffusa fuori dalle Marche. Di contro, la mobilità attiva non riesce a compensare la diaspora. Nessuno nel 2023 è venuto nelle Marche da un’altra regione per ricever cure legate al tumore maligno all’esofago e in appena sei lo hanno fatto per quello allo stomaco (il 3,9% del totale dei ricoveri).
Le risorse disperse
Percentuali basse anche nei casi di tumore maligno al polmone (4,9%) al rene (5,9%) ed alla mammella (6,4%). D’altronde la mobilità passiva rappresenta l’incubo della sanità marchigiana da sempre: ha drenato dalle casse del sistema sanitario regionale oltre 400 milioni di euro in 10 anni. Cifra monster che avrebbe potuto essere investita nel potenziamento dei servizi ai cittadini ma che invece è andata a gonfiare le tasche di altre regioni, Emilia Romagna e Lombardia su tutte. Considerando che nei prossimi due decenni è stato stimato un aumento del numero assoluto annuo di nuove diagnosi oncologiche in Italia pari all’1,3% per gli uomini e dello 0,6% per le donne (soprattutto per tumori alla prostata ed alla mammella) correggere il tiro su questo segmento della sanità diventa un compito inderogabile.
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Protoni contro il cancro | le nuove frontiere della radioterapia Zazoom Social News
Negli ultimi anni, la radioterapia oncologica ha fatto significativi progressi grazie all’introduzione di tecnologie sempre più avanzate. Questi strumenti consentono di indirizzare i tumori con una precisione elevata, limitando al minimo gli effetti sui tessuti sani circostanti. La ricerca e lo sviluppo in questo settore hanno portato a nuove modalità di trattamento, che si affiancano alle tecniche tradizionali per migliorare l’efficacia e ridurre gli effetti collaterali. Questi miglioramenti rappresentano un passo avanti importante nel campo delle terapie contro il cancro. La Radioterapia oncologica ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni. Tecnologie sempre più sofisticate permettono oggi di colpire i tumori con una precisione impensabile fino a pochi decenni fa, riducendo i danni ai tessuti sani. «Siamo in una fase di straordinaria evoluzione – spiega il professor Rosario Mazzola, responsabile di Radioterapia in Humanitas Gavazzeni e professore associato in Humanitas University –. Le nuove frontiere riguardano la capacità di adattare le terapie su ogni paziente, integrandole al contempo con l’immunoterapia. L’obiettivo è aumentare il più possibile l’efficacia delle stesse, minimizzando la loro invasività».🔗 Leggi su Ecodibergamo.it Leggi anche:Acceleratore di protoni al Sud: il primo al mondo contro il cancro. Nuove frontiere per la cura del tumore del pancreas, nella rete internazionale anche la Radioterapia Oncologica di ChietiLa Radioterapia Oncologica di Chieti nella rete internazionale che apre nuove frontiere per la cura dei tumori del pancreas. Protoni contro il cancro: le nuove frontiere della radioterapiaLa Radioterapia oncologica ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni. Tecnologie sempre più sofisticate permettono oggi di colpire i tumori con una precisione impensabile fino a pochi decenni fa, ...ecodibergamo.it Cerca News e Video
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Criteri Critici
Tumori, quattro milioni di persone dopo la diagnosi e diritti frenati da atti da rendere operativi Sbircia la Notizia Magazine
La nostra ricostruzione
Il tema dei diritti oncologici nel 2026 va letto come una verifica di tenuta del Servizio sanitario nazionale. Le norme recenti hanno aperto spazi importanti, dalla conservazione del posto di lavoro all'oblio oncologico, però l'efficacia reale passa da decreti, procedure, reti territoriali e dati confrontabili. Senza questi ingranaggi, la tutela formalmente riconosciuta rischia di arrivare tardi proprio quando il paziente deve organizzare cure, reddito e vita familiare.
Nota sanitaria: questo articolo ricostruisce diritti, atti e criticità organizzative. Ha funzione informativa e richiede il confronto con oncologi, medici di medicina generale, patronati, consulenti del lavoro o uffici competenti per il singolo caso.
Quattro milioni dopo la diagnosi: il dato che cambia il perimetro della sanità
Quasi quattro milioni di persone in Italia vivono dopo una diagnosi oncologica. Dentro questo numero convivono pazienti in trattamento, persone in follow-up, guariti clinici, lavoratori rientrati in azienda, anziani con bisogni assistenziali complessi e famiglie che assorbono una parte crescente della cura quotidiana. Il dato va letto insieme alle circa 390mila nuove diagnosi stimate nel 2025: l'oncologia italiana affronta l'urgenza della terapia iniziale e deve reggere una domanda lunga che include riabilitazione, prevenzione delle recidive, salute mentale, vaccinazioni, idoneità lavorativa e accesso a contratti finanziari.
Questa massa di bisogni modifica il significato stesso della parola paziente. Dopo la fase acuta, molte persone entrano in una zona amministrativa poco visibile: hanno lasciato ricovero o terapia intensiva della malattia ma restano dentro controlli, certificazioni e bisogni di supporto. La nostra analisi conferma che è proprio qui che si crea il maggiore attrito, perché ogni passaggio richiede certificati, appuntamenti, commissioni, piani di cura e competenze pubbliche che raramente procedono nello stesso tempo clinico.
Il blocco amministrativo nasce nella distanza tra norma e presa in carico
La burocrazia pesa quando un diritto deve attraversare uffici diversi prima di produrre un effetto. Nel percorso oncologico questo accade con particolare frequenza: una tutela lavorativa richiede riconoscimenti sanitari precisi, un percorso riabilitativo dipende dall'organizzazione regionale, una vaccinazione raccomandata può restare fuori dal circuito oncologico ordinario, una prestazione di follow-up può slittare oltre la finestra clinicamente utile. Il problema attraversa la connessione tra regole, dati e responsabilità operative più del singolo sportello.
Il dettaglio spesso trascurato è la differenza tra diritto dichiarato e diritto esigibile. Il primo entra in una legge, in un piano o in un accordo istituzionale. Il secondo arriva quando il cittadino sa a chi rivolgersi, quali documenti presentare, in quanto tempo ricevere risposta e quale rimedio attivare se il servizio si blocca. Nella sanità oncologica questa distinzione è decisiva perché il tempo amministrativo può diventare tempo di cura perso.
Piano oncologico nazionale: la Cabina di regia è il passaggio da osservare
Il Piano oncologico nazionale 2023-2027 è il riferimento strategico per prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione, ricerca e presa in carico. Il nodo del 2026 è la sua traduzione in monitoraggio effettivo: senza una Cabina di regia pienamente operativa, il Piano resta un quadro di indirizzo più che uno strumento capace di correggere differenze regionali, seguire indicatori, orientare risorse e misurare le liste d'attesa oncologiche.
Il Ministero della Salute ha indicato l'insediamento ufficiale della Cabina di regia per il 27 maggio 2026. La data conta perché sposta il dossier dalla denuncia del ritardo alla verifica dell'attuazione. Il vero banco di prova sarà successivo: composizione operativa, calendario delle riunioni, flussi informativi richiesti alle Regioni, criteri di valutazione e potere di indirizzo sulle aree che restano indietro. Un organismo istituito senza dati tempestivi produce poca capacità correttiva; un organismo che collega reti con esiti e fabbisogni può invece rendere il Piano finalmente misurabile.
Reti oncologiche: il Coordinamento nazionale serve a leggere le diseguaglianze
Le reti oncologiche regionali sono il punto in cui il diritto alla cura incontra l'organizzazione concreta. In una rete funzionante, il paziente dovrebbe essere orientato verso il centro più adatto, discusso nei gruppi multidisciplinari, seguito con PDTA aggiornati e riportato al territorio quando la fase ospedaliera finisce. Dove la rete è debole, la qualità dipende di più dall'iniziativa del singolo centro e dalla capacità della famiglia di muoversi.
Il Coordinamento nazionale delle reti oncologiche serve proprio a evitare che ventuno modelli diversi producano ventuno livelli di tutela. La sua piena operatività consentirebbe di sapere quali Regioni hanno reti formalmente costituite, quali hanno gruppi multidisciplinari davvero attivi, quali misurano tempi di accesso e quali coinvolgono i pazienti nella progettazione dei percorsi. Senza questa lettura nazionale, la diseguaglianza resta frammentata in atti locali difficili da confrontare.
PDTA e associazioni: la partecipazione dei pazienti diventa una funzione di sistema
I PDTA oncologici vanno trattati come strumenti clinici e organizzativi. Definiscono chi prende in carico il paziente, quando avviene il passaggio tra ospedale e territorio, quali esami vanno programmati, come entrano riabilitazione, nutrizione, psico-oncologia e follow-up. Inserire le associazioni nella loro costruzione significa portare dentro il percorso una competenza che sfugge ai soli indicatori clinici: ostacoli di accesso, costi indiretti, tempi di attesa percepiti, perdita di reddito e carico familiare.
L'Accordo Stato-Regioni del 18 dicembre 2025 ha fissato requisiti per la partecipazione degli enti non profit alle reti oncologiche. A metà maggio 2026, il dato da sorvegliare riguarda il recepimento regionale e la qualità di quella partecipazione. Una presenza simbolica produce poco valore. Una partecipazione documentata, con verbali, criteri di selezione, ruolo nei PDTA e possibilità di monitoraggio, trasforma l'esperienza del paziente in una leva di governo sanitario.
Lavoro e malattia oncologica: le nuove tutele hanno soglie da conoscere
La legge 106 del 2025, in vigore dal 9 agosto 2025, ha introdotto strumenti importanti per chi convive con patologie oncologiche, invalidanti o croniche. Il congedo fino a 24 mesi per i lavoratori subordinati riguarda però una platea definita: serve un grado di invalidità pari o superiore al 74%. Durante quel periodo si conserva il posto ma il congedo resta senza retribuzione e impedisce lo svolgimento di attività lavorativa.
Dal 1 gennaio 2026 opera anche il pacchetto di 10 ore annue aggiuntive di permesso retribuito per visite mediche, controlli strumentali, analisi cliniche e cure frequenti, con copertura previdenziale figurativa nei limiti previsti. La stessa architettura considera i genitori di figli minori con patologie oncologiche e introduce una priorità per il lavoro agile al rientro dal congedo quando la mansione lo consente. Il passaggio pratico è delicato: il paziente deve distinguere tra diritti legati alla diagnosi, diritti legati all'invalidità riconosciuta e misure che dipendono dall'organizzazione aziendale.
Oblio oncologico: il diritto entra in assicurazioni, credito e procedure di selezione
Il diritto all'oblio oncologico segna un punto avanzato nella tutela post-malattia. La persona guarita ha diritto a omettere informazioni su una precedente patologia oncologica quando sono trascorsi più di 10 anni dalla fine del trattamento attivo senza recidiva. Il termine scende a 5 anni se la malattia è insorta prima dei 21 anni. Questa protezione incide su contratti assicurativi, accesso al credito, adozioni e procedure nelle quali la storia oncologica poteva diventare una barriera.
Il provvedimento IVASS del 15 gennaio 2026 ha adeguato i regolamenti assicurativi e ha reso più concreto il divieto di usare informazioni che non possono essere richieste. Un dettaglio operativo merita attenzione: se il cittadino ha già comunicato la precedente malattia e poi presenta la certificazione utile, l'operatore deve cancellare quelle informazioni entro i termini previsti. Qui la tutela passa anche dalla pulizia dei dati contrattuali che possono condizionare premio, copertura e accesso al servizio.
Tossicità finanziaria: il costo nascosto nasce fuori dalla cartella clinica
La tossicità finanziaria nasce anche quando il prezzo del farmaco è coperto. Nel Servizio sanitario nazionale molte terapie rientrano nella presa in carico pubblica, però il paziente sostiene spese che crescono ai margini del percorso: trasporti, alloggi vicino ai centri, visite private per accorciare tempi percepiti come rischiosi, assistenza domiciliare, farmaci di supporto, riduzione dell'orario di lavoro e reddito familiare perso. Questi costi diventano più pesanti quando la rete regionale accompagna in modo insufficiente il cittadino con un percorso chiaro.
La mobilità sanitaria oncologica è un indicatore concreto di questa fragilità. Quando il paziente deve cercare fuori regione controlli oncologici, accertamenti o follow-up, il diritto alla cura resta formalmente garantito ma il costo reale si sposta sulla famiglia. Lo abbiamo già ricostruito nel caso abruzzese dedicato ai controlli oncologici fuori regione, un dossier che mostra quanto l'accesso possa cambiare quando le agende locali assorbono solo in parte la domanda: Oncologici in Abruzzo, controlli a rischio fuori regione.
Esercizio, vaccini e follow-up: la presa in carico si misura anche dopo la terapia
L'oncologia moderna richiede molto più della sequenza diagnosi, intervento, terapia farmacologica. L'esercizio fisico adattato, quando prescritto e seguito in modo appropriato, migliora parametri funzionali e psicologici in molte condizioni oncologiche. Il limite italiano resta l'integrazione nei percorsi ordinari: le palestre della salute e i programmi strutturati risultano distribuiti in modo disomogeneo e spesso dipendono da iniziative locali.
La stessa logica vale per le vaccinazioni nei pazienti oncologici. Coperture influenzali sotto soglie adeguate indicano una presa in carico ancora incompleta, perché la prevenzione delle infezioni dovrebbe entrare nel percorso oncologico con chiamate attive, verifica delle controindicazioni e raccordo tra specialista e medicina generale. Il follow-up efficace misura anche la capacità di proteggere una persona fragile mentre torna a una vita ordinaria.
Cosa cambia adesso per pazienti, Regioni e istituzioni
Per i pazienti cambia la necessità di leggere i diritti con precisione. Chi ha una storia oncologica deve verificare tempi e requisiti dell'oblio, il possibile riconoscimento di invalidità, compatibilità delle nuove tutele lavorative, disponibilità del PDTA nella propria rete e canali di accesso a riabilitazione o psico-oncologia. La tutela più forte è quella che può essere documentata e attivata senza inseguire uffici diversi.
Per le Regioni il 2026 diventa un anno di esposizione amministrativa. L'insediamento della Cabina di regia del Piano oncologico nazionale e lo sblocco del Coordinamento delle reti renderanno più difficile giustificare percorsi privi di misurazione, associazioni coinvolte solo a valle e PDTA privi di indicatori. Per il Ministero, il punto sarà trasformare il monitoraggio in capacità correttiva. Una rete fotografata senza interventi resta una fotografia; una rete valutata con conseguenze operative può ridurre le distanze territoriali.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Udine, rimosso un tumore toracico raro da 4 chili: radioterapia mirata e chirurgia cardio-toracica Sbircia la Notizia Magazine
La ricostruzione clinica
Abbiamo ricostruito il caso partendo dal percorso clinico. Il peso della massa chiarisce subito la portata dell'intervento ma la complessità reale nasce dalla sede toracica, dai rapporti con organi vitali e dalla necessità di arrivare alla chirurgia dopo una preparazione radioterapica mirata.
Nota di tutela: il paziente resta correttamente anonimo. Nel testo vengono usati soltanto dati clinici di interesse pubblico e dettagli tecnici necessari a capire il valore sanitario dell'intervento.
Perché la radioterapia è arrivata prima della sala operatoria
Nel caso udinese la radioterapia ha avuto una funzione preparatoria precisa: rendere affrontabile una massa enorme in uno spazio anatomico dove ogni millimetro conta. La tecnica VMAT-IGRT consente di modulare l'erogazione delle radiazioni e di verificare il bersaglio con immagini durante il ciclo terapeutico, così da concentrare la dose sul volume tumorale e ridurre l'esposizione dei tessuti sani vicini.
Il nostro riscontro sui dati tecnici coincide con la documentazione del CRO di Aviano: il trattamento è stato eseguito con il nuovo acceleratore lineare ad alta precisione attivo da gennaio 2025 e ha permesso di contenere la dose al cuore e al polmone destro, particolarmente rilevante perché il polmone sinistro era già compromesso dalla malattia.
La parte chirurgica: separare la massa dagli organi vitali
Alla Santa Maria della Misericordia la chirurgia è diventata una dissezione di rapporti vitali. Separare la massa dal polmone sinistro, dal cuore, dal diaframma e dalla parete toracica significa lavorare su piani in cui una minima perdita di controllo può trasformare un intervento toracico in un'urgenza cardiovascolare.
La presenza del team cardiochirurgico aveva una funzione di sicurezza operativa. Se le strutture vascolari fossero risultate coinvolte oltre il previsto, la sala era pronta anche all'assistenza circolatoria extra-corporea, procedura che richiede cardiochirurghi e tecnici di perfusione. Questa predisposizione racconta meglio di qualunque aggettivo la soglia di rischio gestita dall'équipe.
Quattro chili nel torace: perché il peso da solo non basta
Una massa da quattro chili nella cavità toracica pesa anche sul respiro. Il torace ospita organi in movimento continuo, vasi centrali, il diaframma e superfici pleuriche che scorrono durante l'inspirazione. Per questo la misura da sola resta incompleta: conta dove la massa cresce, quali piani invade o comprime e quanto limita la ventilazione.
Il quadro anatomico che abbiamo ricomposto si allinea al dettaglio pubblicato dal Messaggero Veneto, che descrive una massa capace di schiacciare il polmone e lambire cuore, diaframma e parete toracica. La conseguenza clinica era una fragilità respiratoria tale da richiedere monitoraggio e terapia di supporto anche durante il percorso radioterapico.
Tumore raro, sarcoma e pleura: il punto terminologico
La definizione pubblica più prudente resta tumore raro della cavità toracica, nel perimetro operativo dei sarcomi e dei tumori rari. Fanpage.it ha raccolto dal professor Zuin un dettaglio ulteriore: il caso è stato qualificato come sarcoma della pleura e l'intervento è stato indicato in circa tre ore e mezza. Inseriamo questo elemento come precisazione tecnica del chirurgo, senza trasformarlo in una scorciatoia lessicale.
La distinzione è necessaria. Parlare genericamente di tumore del polmone rischia di appiattire il caso, perché l'elemento verificato è una grande massa toracica con compromissione del polmone sinistro e contiguità con strutture vitali. La pleura, le pareti toraciche e i tessuti molli del torace hanno una logica chirurgica diversa rispetto a una neoplasia che nasce nel parenchima polmonare.
Quanto sono rari i sarcomi dei tessuti molli
I sarcomi dei tessuti molli formano una famiglia molto eterogenea di tumori maligni che originano dai tessuti di sostegno dell'organismo. Possono comparire in distretti differenti e proprio questa variabilità rende decisiva la discussione multidisciplinare, perché sede, istologia e rapporti anatomici cambiano radicalmente la strategia.
Il quadro epidemiologico aggiornato da AIRC aiuta a dare proporzione al caso: negli adulti i sarcomi dei tessuti molli colpiscono circa cinque persone ogni centomila l'anno e rappresentano intorno all'1% dei tumori maligni diagnosticati. Le stime AIRTUM 2024 indicano circa 2.230 nuove diagnosi in Italia, un numero che rende evidente il motivo per cui casi di questa dimensione vanno concentrati in centri abituati alla rarità.
Il valore organizzativo: Udine e Aviano nello stesso percorso
Il tratto decisivo del caso è l'integrazione tra due competenze. Aviano ha gestito la fase radioterapica oncologica con il dottor Federico Navarria, referente per sarcomi e tumori rari nell'Oncologia radioterapica diretta dal dottor Maurizio Mascarin. Udine ha poi concentrato la fase chirurgica nella struttura diretta dal professor Andrea Zuin.
La Regione Friuli Venezia Giulia ha valorizzato il lavoro congiunto tra ASUFC e CRO come modello clinico per tumori rari e complessi. La nostra lettura è più operativa: la rete ha funzionato perché ogni passaggio ha avuto un obiettivo misurabile, dalla riduzione del rischio radioterapico sugli organi sani alla preparazione di una sala in grado di affrontare anche un possibile coinvolgimento cardiovascolare.
Le conferme indipendenti sui passaggi essenziali
Il nucleo fattuale resta solido: massa toracica rara da circa quattro chili, trattamento radioterapico avanzato ad Aviano, intervento al Santa Maria della Misericordia di Udine e collaborazione ASUFC-CRO. Questi passaggi trovano riscontro convergente anche nelle ricostruzioni di ANSA, RaiNews e FriuliOggi, che confermano la sequenza radioterapia-chirurgia e il ruolo dell'équipe toracica udinese.
La convergenza non sostituisce la nostra analisi. Serve a blindare i dati di partenza e a lasciare spazio alla parte che conta per il lettore: capire perché un intervento di questo tipo richiede prima una riduzione del rischio radioterapico, poi una dissezione chirurgica controllata e infine un contesto di terapia intensiva potenziale intorno alla sala operatoria.
I dati clinici che restano fuori dal racconto pubblico
Una ricostruzione seria deve indicare anche il perimetro di ciò che non viene reso pubblico. Non sono disponibili in forma ufficiale l'età del paziente, la stadiazione completa, i margini chirurgici, il referto istologico integrale e il programma oncologico successivo. Sono dati che appartengono alla cartella clinica e alla comunicazione tra paziente e specialisti.
Questo limite non indebolisce la notizia. Al contrario evita di confondere cronaca sanitaria e voyeurismo clinico. Il valore pubblico del caso sta nel percorso multidisciplinare e nella capacità di trattare una massa toracica estrema con tecnologie di precisione e una chirurgia predisposta a gestire scenari cardiovascolari complessi.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
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Cancro il peso dei costi | 1 paziente su 3 in difficoltà economica Zazoom Social News
Un nuovo rapporto evidenzia come un terzo dei pazienti affetti da cancro si trovi in difficoltà economiche a causa dei costi associati alle cure. Tra le problematiche principali, le spese per i viaggi verso i centri specialistici rappresentano un ostacolo che può influenzare le scelte terapeutiche. La distanza dai centri oncologici, infatti, rischia di compromettere l’accesso alle cure, aggravando le condizioni di chi deve affrontare una diagnosi grave. ? Punti chiave Come incide il costo dei viaggi sulla scelta delle terapie?. Perché la distanza dai centri oncologici mette a rischio le cure?. Chi deve garantire la sostenibilità economica dei percorsi terapeutici?. Come può la prossimità dei servizi ridurre la povertà dei pazienti?.? In Breve Il 29% dei malati oncologici affronta scelte difficili per mancanza di risorse economiche.. Il 35% dei pazienti subisce una riduzione drastica delle proprie risorse finanziarie.. Massimo Di Maio e Francesco Perrone discutono l'impatto della logistica sulle cure.. Flori Degrassi sottolinea la necessità di servizi vicini per proteggere la fragilità emotiva.🔗 Leggi su Ameve.eu Leggi anche:Cancro seno, Andos: "Per 1 donna su 3 costi pesano su accesso a cure" Molinette Torino, asportato cancro al colon in ipnosi su paziente sveglio(Adnkronos) – E' stato portato a termine con successo un intervento di emicolectomia destra (asportazione chirurgica della parte destra del colon) su... Cancro seno, Andos: Per 1 donna su 3 costi pesano su accesso a cureRoma, 15 mag. (Adnkronos Salute) - Le spese per raggiungere ospedali e centri di cura rappresentano un peso crescente per le persone con tumore. Il 35% dei pazienti oncologici dichiara una riduzione d ...msn.com Cancro, in Italia 72mila decessi l’anno potrebbero essere scongiurati. Al via una nuova strategia di prevenzioneRoma, 11 maggio 2026 - In Italia fino al 45% di tutti i decessi per cancro potrebbero essere evitati. Bisogna intervenire su fattori di rischio modificabili come il fumo, l’abuso di alcol, il grave ec ...insalutenews.it Cerca News e Video
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
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Progetto di prevenzione del melanoma Comune di Napoli
Nell’ambito delle iniziative di promozione della salute e prevenzione sanitaria rivolte alla cittadinanza, il Comune di Napoli, unitamente alle Associazioni di Volontariato APS Ex Lanificio Sava e ODV “Sarò con te” e con i medici specialisti del Centro Medico G.M.P. Salus di Napoli, promuove il progetto di prevenzione del melanoma. L’iniziativa, fortemente voluta dal Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e coordinata dall’Assessore alla Salute e al Verde Vincenzo Santagada, con il coinvolgimento delle dieci Municipalità, prevede l’erogazione di screening dermatologici gratuiti rivolti alla cittadinanza. Le prestazioni includono visita specialistica dermatologica e mappatura dei nevi, e saranno offerte a titolo completamente gratuito.
Gli screening verranno effettuati tramite unità mobile sanitaria (camper medico), adeguatamente attrezzata e con la presenza di medici dermatologi qualificati.
Il progetto si svolgerà da maggio a novembre 2026 e interesserà progressivamente il territorio delle dieci Municipalità del Comune di Napoli, con l’obiettivo di favorire la diagnosi precoce del melanoma e sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione. Ulteriori informazioni relative a date, luoghi e modalità di partecipazione saranno comunicate attraverso i canali istituzionali del Comune di Napoli e quelli delle Associazioni coinvolte.
La prevenzione è un gesto di responsabilità verso se stessi e la comunità: il Comune di Napoli rinnova così il proprio impegno concreto per la tutela della salute dei cittadini.
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Immunoterapia e tumori, il progetto di Gloria Levi La Prealpina
CONDIZIONI GENERALI DI VENDITA
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1.1 Le presenti Condizioni Generali di Vendita ("Condizioni") disciplinano l'offerta e la vendita di prodotti come infra definiti, tramite il sito web www.prealpina.it (in seguito anche "Sito") da parte de la Società Editoriale Varesina S.p.a., con sede legale in (21100) Varese, Via Tamagno, 13, (C.F. e P.Iva 00237060124) (in seguito anche "SEV" o “Venditore”).
1.2 Il Sito è di proprietà di SEV, mentre il soggetto titolare del corrispondente nome a dominio è la società La Prealpina S.r.l., con sede legale in (21100) Varese, Via Tamagno, 13, C.F. e P.Iva 01620270122.
2. Ambito di applicazione delle presenti Condizioni.
2.1 L'offerta e la vendita dei beni posti in vendita sul Sito (in seguito anche il/i “Prodotto/i”) costituiscono un contratto a distanza disciplinato dal Capo I, Titolo III (artt. 45 e ss.) del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 ("Codice del Consumo") e dal Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70, contenente la disciplina del commercio elettronico.
2.2 Le presenti Condizioni Generali di Vendita si applicano a tutti i contratti conclusi con S.e.v. attraverso il Sito (in seguito anche il/i “Contratto/i”).
2.3 Le presenti Condizioni Generali di Vendita possono essere modificate in ogni momento. Eventuali modifiche e/o nuove condizioni saranno in vigore dal momento della loro pubblicazione sul Sito. Gli utenti sono, pertanto, invitati ad accedere con regolarità al Sito ed a consultare, prima di effettuare qualsiasi acquisto, la versione più aggiornata delle Condizioni Generali di Vendita.
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(iii) il soggetto che conclude, con l’utente, il Contratto, assumendone i relativi obblighi e diritti. Il Contratto concluso tramite il Sito deve, quindi, ritenersi concluso tra l’utente e SEV.
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(ii) da un utente che abbia in precedenza violato le presenti Condizioni e/o le condizioni e/o i termini del Contratto con SEV;
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(iii) prima di procedere alla trasmissione dell'Ordine, l’utente potrà individuare e correggere eventuali errori di inserimento dei dati seguendo le istruzioni presenti sul Sito o modificare l'Ordine stesso;
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(v) una volta registrato l'Ordine, il Venditore invierà all’utente, all'indirizzo di posta elettronica indicato, la conferma dell'Ordine (in seguito anche “Conferma d’Ordine”) contenente: un collegamento ipertestuale (in seguito anche “link”) alle presenti condizioni generali di vendita pubblicate sul Sito ed applicabili al Contratto, le informazioni relative alle caratteristiche essenziali del Prodotto acquistato, l'indicazione dettagliata del prezzo, del mezzo di pagamento utilizzato, delle spese di consegna e degli eventuali costi aggiuntivi, nonché le informazioni sul diritto di recesso;
(vi) l'Ordine sarà archiviato nella banca dati del Venditore per il tempo necessario all’esecuzione dello stesso e, comunque, nei termini di legge. Gli elementi essenziali dell'Ordine saranno riportati nella Conferma d'Ordine. L’Utente Registrato, inoltre, potrà accedere al proprio modulo d'ordine, consultando la sezione "I miei ordini" presente nel Sito.
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7. Informazioni sui Prodotti e disponibilità di quest’ultimi.
7.1 I Prodotti presenti sul Sito sono disponibili ed acquistabili fino a loro esaurimento: per questo potranno essere accettati solo Ordini nei limiti stabiliti dalla quantità dei prodotti disponibili.
7.2 I Prodotti offerti sul Sito sono quelli illustrati nella sezione del Sito denominata “STORE” al momento della effettuazione dell'Ordine da parte dell’utente.
7.3 La disponibilità dei Prodotti sul Sito viene continuamente monitorata ed aggiornata. Tuttavia, a causa di contemporanei acquisti sul Sito, è possibile, per questioni tecniche, che il Prodotto, anche se accompagnato dalla dicitura "Disponibile " risulti, dopo la trasmissione dell'Ordine, di disponibilità non immediata.
7.4 Qualora il Prodotto risultasse non più disponibile per le ragioni indicate alla clausola 7.3 che precede, ovvero, negli altri casi di sopravvenuta indisponibilità del Prodotto, fatti salvi i diritti attribuiti all'utente dalla legge, ed, in particolare, dal Capo XIV del Titolo II del Libro IV del Codice Civile, SEV avviserà immediatamente l’utente tramite e-mail. In tali casi, l’utente sarà, quindi, legittimato a risolvere immediatamente il Contratto, salvo il diritto al risarcimento del danno, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dall'art. 61, IV e V comma, del Codice del Consumo. In alternativa e fermo restando tale diritto, l’utente potrà accettare una delle seguenti proposte del Venditore:
(i) qualora sia possibile un riassortimento del Prodotto, una dilazione dei termini di consegna, con indicazione, da parte di SEV, del nuovo termine di consegna del Prodotto riassortito;
(ii) qualora non sia possibile un riassortimento del Prodotto, la fornitura di un prodotto diverso, di valore equivalente o superiore, previo pagamento, in quest'ultimo caso, della differenza e previa espressa accettazione dell’utente. Quest’ultimo è tenuto a comunicare tempestivamente la propria scelta al Venditore nel momento in cui verrà contattato dall'assistenza clienti di quest’ultimo.
7.5 Nel caso in cui l’utente si avvalga del diritto di risoluzione di cui all'art. 61, IV e V comma, Codice del Consumo ed il pagamento dell'importo complessivo dovuto, costituito dal prezzo del Prodotto, dalle spese di consegna, se applicate, e da ogni altro eventuale costo aggiuntivo, come risultante dall'Ordine stesso (in seguito anche "Importo Complessivo Dovuto") sia già avvenuto, SEV effettuerà il rimborso dell'Importo Complessivo Dovuto senza indebito ritardo ed, in ogni caso, entro il termine di 15 (quindici) giorni lavorativi dall'invio dell'Ordine.
7.6 L'importo del rimborso di cui alla clausola n. 7.5 che precede, sarà comunicato all’utente via e-mail. Nel caso di pagamento mediante carta di credito, l’Importo Complessivo Dovuto sarà accreditato sullo stesso mezzo di pagamento utilizzato dall’utente per l'acquisto. Eventuali ritardi nell'accredito possono dipendere dall'istituto bancario, dal tipo di carta di credito o dalla soluzione di pagamento utilizzata.
7.7 Nel caso di Ordini aventi ad oggetto una pluralità di Prodotti (in seguito anche "Ordine Multiplo"), qualora la sopravvenuta indisponibilità riguardi solo taluni dei Prodotti oggetto dell'Ordine Multiplo, fatti salvi i diritti attribuiti all’utente dalla legge ed, in particolare, dal Capo XIV del Titolo II del Libro IV del Codice Civile e, fatta salva l'applicazione delle clausole 7.4 e 7.5 che precedono, qualora la sopravvenuta indisponibilità riguardi tutti i Prodotti oggetto dell'Ordine, il Venditore avviserà immediatamente l’utente tramite e-mail.
7.8 Nei casi indicati nella precedente clausola, l’utente sarà legittimato a risolvere immediatamente il Contratto, limitatamente al Prodotto e/o ai Prodotti divenuti non disponibili, salvo il diritto al risarcimento del danno, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dall'art. 61, quarto e quinto comma, del Codice del Consumo. In alternativa e fermo restando tale diritto, l’utente potrà accettare una delle seguenti proposte di SEV:
(i) qualora sia possibile un riassortimento dei Prodotti oggetto dell'Ordine Multiplo divenuti indisponibili, una dilazione dei termini di consegna relativamente a tali Prodotti, con indicazione del nuovo termine di consegna degli stessi;
(ii) qualora non sia possibile un riassortimento del Prodotto e/o dei Prodotti divenuti indisponibili, la fornitura, in sostituzione dei Prodotti oggetto dell'Ordine Multiplo divenuti indisponibili, di prodotti diversi, di valore equivalente o superiore, previo pagamento, in quest'ultimo caso, della differenza e previa espressa accettazione dell’utente. Quest’ultimo è tenuto a comunicare tempestivamente la propria scelta a SEV. nel momento in cui verrà contattato dall'assistenza clienti di quest’ultima
7.9 Nel caso in cui l’utente si avvalga del diritto di risoluzione di cui all'art. 61, IV e V comma, Codice del Consumo, il Contratto avente ad oggetto il Prodotto e/o i Prodotti divenuti indisponibili sarà risolto parzialmente, limitatamente a tale/i Prodotto/i con conseguente restituzione, qualora sia già stato versato, dell'importo dovuto in relazione a tali Prodotti ed ogni altro eventuale costo aggiuntivo dovuto in relazione specifica a tali Prodotti (in seguito anche "Importo Parziale Dovuto"); la risoluzione dell'intero Ordine Multiplo sarà possibile solo nel caso di evidente e comprovata accessorietà dei Prodotti oggetto dell'Ordine Multiplo divenuti indisponibili rispetto agli altri Prodotti oggetto dell'Ordine Multiplo disponibili.
7.10 L'Importo Parziale Dovuto in relazione al Prodotto/i divenuto/i indisponibile/i, sarà rimborsato senza indebito ritardo all’utente ed, in ogni caso, entro il termine di 15 (quindici) giorni lavorativi dall'invio dell'Ordine. L'importo del rimborso sarà comunicato all’utente via e-mail. Nel caso di pagamento mediante carta di credito, tale importo sarà accreditato sullo stesso mezzo di pagamento utilizzato dall’utente per l'acquisto. Eventuali ritardi nell'accredito possono dipendere dall'istituto bancario, dal tipo di carta di credito o dalla soluzione di pagamento utilizzata.
8. Prezzi
8.1 I prezzi sono espressi in Euro (€) ed includono l'Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) vigente.
8.2 Al fini dell'acquisto è necessario considerare valido il prezzo visualizzato al momento della registrazione dell'Ordine: per questo, in caso di abbassamento del valore, all’utente, non verrà riconosciuta nessuna differenza su quanto già pagato.
8.3 SEV si riserva il diritto di poter modificare i prezzi in qualsiasi momento. Infine, i prezzi presenti sulla scheda prodotto non sono da considerarsi comprensivi delle spese di spedizione, che l’utente potrà trovare indicate sul Sito.
9. Ordini di acquisto.
9.1 Una volta ultimata la procedura di registrazione di cui alla clausola 5. che precede, l’utente dovrà selezionare uno o più Prodotti di cui intenda effettuare l'acquisto, inserendoli in un "carrello" virtuale, di cui potrà sempre visualizzare il contenuto prima di procedere all'inoltro dell'Ordine.
9.2 Cliccando sul tasto “Vai alla Cassa” presente alla pagina del Sito denominata “Carrello”, l’utente darà avvio alla procedura di inoltro dell'Ordine. Nella fase di formulazione dell'Ordine e fino al suo effettivo inoltro l’utente avrà, comunque, la possibilità di rivedere i dati inseriti cliccando sul tasto "Indietro", così da individuare e correggere eventuali informazioni errate.
9.3 Cliccando sul tasto "Ordina ora", al termine della procedura avviata ai sensi della precedente clausola 9.2, l’utente effettuerà l'inoltro dell'Ordine nei confronti del Venditore. All’inoltro dell’Ordine da parte dell’utente seguirà tempestivamente conferma da parte di SEV riguardo al ricevimento dell’Ordine medesimo, tramite l'invio di una e-mail sull'account di posta elettronica comunicato dall’utente. Con l'invio di tale e-mail, il Venditore provvederà, altresì, a comunicare all’utente se l'Ordine possa essere accettato o meno (in seguito anche “Conferma d’Ordine”).
9.4 SEV avrà facoltà di accettare o meno gli Ordini ricevuti senza che, in caso di mancata accettazione, l’utente possa avanzare diritti o pretese nei confronti del Venditore ad alcun titolo. L'Ordine si intenderà, in ogni caso, accettato e conseguentemente il Contratto concluso al momento in cui l’utente riceverà, sul proprio indirizzo di posta elettronica, la Conferma d’Ordine.
9.5 Nel caso di pagamento mediante carta di credito o bonifico bancario, SEV effettuerà la spedizione dei Prodotti solo dopo aver ricevuto conferma del buon esito del pagamento dell'Importo Complessivo Dovuto.
9.6 La proprietà dei Prodotti s’intenderà trasferita all’utente al momento della spedizione, da intendersi come il momento di consegna del Prodotto al vettore (in seguito anche "Spedizione"). Il rischio di perdita o danneggiamento dei Prodotti, per causa non imputabile a SEV, invece, dovrà intendersi trasferito all’utente, quando quest’ultimo, od un terzo dallo stesso designato e diverso dal vettore, entra materialmente in possesso dei Prodotti.
10. Modalità di pagamento
10.1 Le modalità di pagamento disponibili sono Carta di Credito e Bonifico Bancario. Perché l'acquisto sul Sito vada a buon fine, è necessario che l’utente dia conferma di accettazione dei cookies.
10.2 Carta di credito: il Sito accetta pagamenti con CartaSi, Visa, VisaElectron, PostePay e Mastercard. Prima di procedere all'acquisto é necessario assicurarsi presso la banca emittente che la carta sia abilitata agli acquisti on-line, oltre che ricordarsi di inserire correttamente tutti i dati e di possedere la password dei circuiti di sicurezza Verified By Visa e SecurCode by Mastercard a seconda della carta di credito utilizzata. Scegliendo il pagamento con Carta di Credito, l'importo viene addebitato direttamente sulla carta al momento dell'accettazione dell'Ordine.
10.3 Usare la carta di credito per acquisti on-line è un metodo pratico e sicuro. Il Sito s’impegna a mantenere la sicurezza delle informazioni concernenti sia la carta di credito, sia i dati personali grazie alla soluzione KeyClient. Tutti i dati sensibili vengono criptati durante la trasmissione con la tecnologia SSL (Secure Sockets Layer) adottata in tutto il mondo come la più sicura. Tutti i dati sono poi archiviati in server sicuri e lontani da possibili connessioni Internet. Resta comunque onere dell’utente verificare che il suo browser sia compatibile con la tecnologia SSL per portare a termine l'Ordine.
10.4 Bonifico Bancario: l’utente dovrà effettuare il bonifico entro 3 (tre) giorni dalla data dell’Ordine. In caso ciò non si verificasse, l’Ordine verrà annullato ed i Prodotti messi nuovamente a disposizione per l’acquisto da parte di altri Clienti. L’utente che non abbia provveduto ad effettuare il bonifico potrà venire contattato dal servizio clienti del Venditore al fine di chiarire se la causa del mancato accredito sia da imputarsi alla volontà dell’utente di non confermare l’acquisto od ad altra causa.
Dati per il bonifico:
IBAN : IT 85 D 03069 22805 1000 0000 1490
Causale: l’utente dovrà indicare nella causale del bonifico la data ed il numero dell’Ordine, reperibili nella Conferma d’Ordine.
11. Pagamento presso in uno dei punto di ritiro con contanti, carta di credito, bancomat.
11.1 Nel caso in cui l’utente scelga, come modalità di consegna dei Prodotti, la Consegna presso uno dei punti di ritiro indicati alla successiva clausola 15, il pagamento dei Prodotti può essere effettuato, presso tale punto di ritiro, al momento del ritiro mediante contanti, carta di credito o bancomat. Le carte di credito utilizzabili sono MasterCard, Visa e PagoBancomat.
11.2 Il Prodotto sarà consegnato solo nel caso in cui, il soggetto che effettua il ritiro, sia anche il titolare della carta di credito da utilizzare per il pagamento.
12. Fatturazione
12.1 La fattura commerciale sarà disponibile accedendo all'area "My Account" presente sul Sito, ovvero, sarà inviata in formato PDF su richiesta dell’utente. Durante il procedimento di acquisto sarà, pertanto, richiesto all’utente di fornire i dati per la fatturazione.
12.2 Per l’emissione della fattura faranno fede le informazioni all'uopo fornite dall’utente che egli dichiara e garantisce essere rispondenti al vero, rilasciando a SEV ogni e più amplia manleva al riguardo.
13. Tempi e modalità di consegna
13.1 La consegna dei Prodotti acquistati sul Sito è effettuata in Italia ed all'estero all'indirizzo di spedizione indicato, dall’utente, nell’Ordine ed è a carico di quest’ultimo in base alle tariffe indicate nella sezione del Sito “Spese e tempi di spedizione”.
13.2 Tutte le informazioni richieste per la consegna devono essere completate, dall’utente, in modo accurato. SEV non è, pertanto, responsabile per la mancata consegna a causa di indirizzo di consegna o numero di telefono errati. Tutti i costi aggiuntivi derivanti da complicazioni nella consegna o mancata consegna saranno, in questi casi, addebitati direttamente all’utente.
13.3 Nel riepilogo dell’Ordine e, quindi, prima che l’utente proceda alla trasmissione dello stesso, sarà indicato il prezzo totale dell’Ordine, con separata indicazione delle spese di consegna e di ogni altra eventuale spesa aggiuntiva. Tale totale, che sarà indicato all’utente anche nella e-mail di conferma dell’Ordine, costituirà l’importo totale dovuto dall’utente in relazione al/ai Prodotto/i.
13.4 La consegna dei Prodotti acquistati sul Sito potrà avvenire, a scelta dell’utente: i) all’indirizzo postale specificato dall’utente nell’Ordine (“Consegna a Domicilio”) o ii) presso uno dei punti di ritiro di cui alla successiva clausola 15 selezionato, dall’utente, durante il procedimento di acquisto (“Consegna presso il Punto di Ritiro"). In tale ultimo caso la consegna è da intendersi gratuita.
14. Consegna a Domicilio.
14.1 Nel caso di Consegna a Domicilio, i Prodotti acquistati sul Sito saranno inviati e consegnati all’indirizzo postale indicato dall’utente nell’Ordine tramite corriere incaricato dal Venditore o tramite Poste Italiane.
14.2 L’utente prende atto che il ritiro del Prodotto è un suo preciso obbligo derivante dal Contratto. Pertanto, ove la consegna non dovesse andare a buon fine per assenza del destinatario o per causa a quest’ultimo imputabile, il Contratto potrà intendersi risolto di diritto, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 1456 c.c., ove l’utente non provveda al ritiro del Prodotto nel termine di 7 (sette) giorni di calendario decorrenti dal secondo giorno successivo all’avviso di passaggio del corriere od, in caso di consegna da parte di Poste Italiane, nel termine di 30 giorni di calendario decorrenti dal secondo giorno successivo al tentativo di consegna da parte dell’incaricato di quest’ultima.
14.3 A seguito della risoluzione di diritto di cui alla clausola 14.2 che precede, SEV sarà tenuta a rimborsare, all’utente, l’Importo Complessivo Dovuto se da quest’ultimo già pagato, detratte le spese della Consegna non andata a buon fine, le spese di giacenza, le spese di restituzione ed ogni altra eventuale spesa in cui essa sia incorsa a causa della mancata consegna dovuta all’assenza del destinatario che verranno, in ogni caso, quantificate dalla stessa SEV.
14.4 Il Venditore non si assume alcuna responsabilità per il ritardo nella consegna delle merci, causati da malfunzionamenti del servizio postale e/o del corriere e/o in caso di forza maggiore come eventi naturali, scioperi, congestione traffico e periodi di particolare picco.
14.5 Se i Prodotti consegnati non sono conformi a quanto ordinato per natura, qualità o quantità, l’utente ha facoltà di segnalare il difetto entro 14 (quattordici) giorni dalla ricezione del bene.
15. Consegna presso un punto di ritiro
15.1 A scelta dell’utente i Prodotti acquistati potranno essere consegnati presso uno dei punti di ritiro attivati dal Venditore (“Punto di ritiro” od, al plurale, “Punti di Ritiro”) indicati , nel dettaglio, all’indirizzo internet www.prealpina.it/contatti/pubblicita.
15.2 Ove l’utente intendesse selezionare la modalità di consegna prevista alla clausola 15.1 che precede, lo stesso, dovrà selezionare, durante la procedura di acquisto, l'opzione "Ritiro presso il Punto di Ritiro" e scegliere il Punto di Ritiro presso il quale desidera che sia effettuata la consegna. Per ogni Punto di Ritiro sono indicati l'indirizzo, il numero di telefono e gli orari di apertura.
15.3 Il Prodotto potrà essere ritirato dall’utente dal lunedì al venerdì, nell’orario di apertura del Punto di Ritiro, escluse le festività nazionali. In caso di ordine prepagato, per ritirare il Prodotto, l’utente dovrà fornire al personale del Punto di Ritiro il numero dell’Ordine di acquisto ed esibire, a richiesta, un documento di identità. In caso di Ordine con pagamento da effettuarsi al momento del ritiro presso il Punto di Ritiro, l’utente dovrà indicare il numero d’Ordine, fornire un documento di identità e provvedere al pagamento mediante una delle modalità indicate alla clausola n. 11. che precede. Qualora non possa provvedere al ritiro personalmente, l’utente potrà delegare un terzo per iscritto. La delega dovrà essere accompagnata dalla copia del documento d’identità dell’utente medesimo e del soggetto delegato, nonché contenere l’indicazione del numero dell’ordine di acquisto.
15.4 L’utente ha l'obbligo di ritirare il Prodotto entro 7 (sette) giorni dalla ricezione della Conferma d’Ordine. Qualora l’utente non adempia a tale obbligo, il Contratto potrà intendersi risolto di diritto, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 1456 c.c.. Per effetto della risoluzione l'Ordine sarà, quindi, annullato e SEV procederà al rimborso dell'Importo Complessivo Dovuto, se già pagato dall’utente.
16. Diritto di recesso
16.1 Le vendite di prodotti via Internet sono disciplinate dal D.Lgs 206/2005 (Codice del Consumo) e dal D.Lgs 21 febbraio 2014, n. 21, che attua la Direttiva 2011/83/UE sui diritti dei Consumatori.
L’utente ha il diritto di recedere dal Contratto, restituendo il Prodotto acquistato ed ottenendo il rimborso dell’intera spesa sostenuta.
Nel caso di acquisto di beni, il Consumatore dispone di un periodo di 14 (quattordici) giorni decorrenti dal momento in cui acquisisce il possesso fisico del bene.
16.2 L’utente potrà esercitare il diritto di recesso inviando a SEV, prima della scadenza del termine per il recesso, una comunicazione scritta ed esplicita, indicando, come riferimento, il numero d'Ordine riportato nella Conferma d’Ordine). L'indirizzo per la comunicazione è: SEV S.p.a., Via Tamagno, 13, (21100) Varese, oppure via e-mail all’indirizzo abbonamenti@prealpina.it.
16.3 Ai sensi dell’art. 55, secondo comma, del Codice del Consumo, l’utente non avrà diritto di recesso nei seguenti casi:
i) contratto di servizi dopo la completa prestazione del servizio se l’esecuzione è iniziata con l’accordo espresso dell’utente e con l’accettazione della perdita del diritto di recesso a seguito della piena esecuzione del contratto da parte di SEV;
ii) fornitura di beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni nel mercato finanziario che il professionista non è in grado di controllare e che possono verificarsi durante il periodo di recesso;
ii) fornitura di prodotti confezionati su misura o personalizzati;
iii) prodotti che per loro stessa natura, non possono essere rispediti o rischiano di deteriorarsi od alterarsi rapidamente;
iv) fornitura di beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna;
v) la fornitura di registrazioni audio o video sigillate o di software informatici sigillati che sono stati aperti dopo la consegna;
vii) la fornitura di giornali, periodici e riviste ad eccezione dei contratti di abbonamento per la fornitura di tali pubblicazioni;
vi) fornitura di contenuto digitale (audiovisivo o software) mediante un supporto non materiale se l’esecuzione è iniziata. Con l’invio dell’Ordine l’utente dichiara di avere preso atto della presente clausola e dichiara di acconsentire, in tal caso, alla perdita del diritto di recesso.
16.4 Il diritto di recesso, inoltre, non può essere esercitato dall’utente qualora il prodotto non sia integro, ovvero:
- in mancanza dell’imballo originale;
- in assenza di elementi integranti del prodotto;
- per danneggiamento del prodotto causato dall’utente.
17. Restituzione dei Prodotti.
17.1 Per restituire i Prodotti a seguito dell’esercizio del diritto di recesso l’utente ha tempo 14 (quattordici) giorni dalla consegna del prodotto per contattare il servizio clienti per aprire la procedura del reso.
17.2 Il servizio clienti organizzerà la procedura del reso, che dovrà essere spedito dall’utente a SEV S.p.a. – ufficio abbonamenti, Via Tamagno, 13, (21100) Varese.
17.3 I Prodotti devono essere restituiti adeguatamente tutelati nella loro confezione originale, in perfette condizioni per la rivendita (non usurati, danneggiati o sporcati dall’utente). I costi ed i rischi legati alla restituzione dei Prodotti sono a carico del mittente.
17.4 I rimborsi saranno effettuati entro 14 (quattordici) giorni dal ricevimento della merce dal Venditore, previa comunicazione IBAN dell’utente. Il rimborso comprende il prezzo di acquisto dei prodotti ordinati e delle spese di spedizione sostenute, con l'eccezione delle spese di spedizione per la restituzione del Prodotto, che rimangono di competenza dell’utente. Il rimborso sarà effettuato mediante accredito sul conto bancario dell’utente.
18. Responsabilità.
18.1 Le fotografie ed i testi dei Prodotti presenti sul Sito sono a puro titolo esemplificativo e potrebbero essere difformi dai Prodotti medesimi o modificate senza alcun preavviso. Di conseguenza SEV non può essere ritenuta responsabile per eventuali errori derivanti da queste immagini o testi illustrativi.
18.2 SEV non può essere ritenuta comunque responsabile per violazione del presente Contratto in caso di mancanza od indisponibilità del Prodotto in ragione di cause di forza maggiore, guasti, interruzioni o sciopero totale o parziale dei servizi postali e trasporti e/o delle telecomunicazioni.
19. Proprietà intellettuale
19.1 Tutte le informazioni riportate sul Sito, tutti i marchi riprodotti nel Sito, tutti i programmi e/o tecnologie previste in relazione ai Prodotti e, più in generale, tutto o parte del Sito stesso, sono riservati e protetti. È vietato riprodurre marchi e loghi in uso dal Sito: l’utente inoltre s’impegna a non copiare, modificare, tradurre, riprodurre, diffondere, vendere, pubblicare, valorizzare e diffondere in altro modo in un formato diverso in forma elettronica o di altro tipo in tutto o in parte le informazioni (anche parziali) presenti sul Sito.
20. Privacy
20.1 I dati comunicati dall’utente necessari all’esecuzione del Contratto sono trattati in conformità alle disposizioni del D.Lgs. n. 196/2003 in materia di “Protezione dei dati personali”. Conformemente all'impegno ed alla cura che SEV dedica alla tutela dei dati personali, l’utente viene informato sulle modalità, finalità e ambito di comunicazione e diffusione dei Suoi dati personali e sui suoi diritti, in conformità all'art. 13 del D.Lgs. n. 196/2003.
20.2 Per offrire all’utente servizi personalizzati previsti dal Sito e in qualità del titolare del trattamento, SEV deve trattare alcuni dati identificativi per l'Erogazione del Servizio. In particolare i dati sono Dati di Navigazione, Cookies e Dati personali. Per ulteriori informazioni al riguardo consulta la sezione "Dati e Privacy" presente sul Sito.
21. Giurisdizione e Foro competente.
21.1 Il Contratto è soggetto al diritto italiano e la lingua del presente Contratto è la lingua italiana.
21.2 In caso di controversia il Foro competente è quello di Varese. Tuttavia, qualora l’utente dovesse rivestire la qualità di Consumatore, ai sensi delle disposizioni in materia di consumo e della disposizione di cui all’art. 1469 bis c.c., il Foro competente è quello del luogo in cui l’utente risiede.
21. Servizio Clienti.
21.1 Per qualsiasi informazione relativa all’Ordine inviare una e-mail a abbonamenti@prealpina.it, indicando come oggetto dell'e-mail il tipo di richiesta (per esempio: "problema tecnico"), utilizzando il proprio indirizzo e-mail di registrazione e spiegando brevemente il problema.
21.2 Tali riferimenti non sono utilizzabili per ordinare i prodotti del Sito.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?2
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
34.1/100
Punteggio Totale
D
Valutazione
❌
Criteri Critici
Screening tumore colon retto Archivi Informazione e Comunicazione
Soddisfazione è stata espressa dalla vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Calabria, Rosellina Madeo, per l’avvio dell’iter finalizzato all’acquisto di quattro macchinari di ultima generazione destinati alla diagnosi precoce del tumore al colon retto. La consigliera regionale ha ricordato di aver presentato, lo scorso 4 marzo, un’interrogazione per fare chiarezza sullo stato delle procedure relative […]
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
41.1/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Screening tumore colon retto, avviato l’iter per quattro nuovi macchinari: soddisfazione di Rosellina Madeo Informazione e Comunicazione
Soddisfazione è stata espressa dalla vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Calabria, Rosellina Madeo, per l’avvio dell’iter finalizzato all’acquisto di quattro macchinari di ultima generazione destinati alla diagnosi precoce del tumore al colon retto. La consigliera regionale ha ricordato di aver presentato, lo scorso 4 marzo, un’interrogazione per fare chiarezza sullo stato delle procedure relative alla fornitura delle apparecchiature e dei materiali necessari ai percorsi di screening, dopo numerose segnalazioni ricevute da cittadini che lamentavano difficoltà nell’accesso agli esami diagnostici. Secondo quanto riferito dalla Regione, sarebbe stata avviata la procedura per l’acquisto dei sistemi automatizzati necessari allo screening. Un passo avanti che, secondo Madeo, dovrà però essere accompagnato da tempi certi affinché il servizio possa diventare concretamente operativo nel più breve tempo possibile. La vicepresidente della Commissione Sanità ha sottolineato come il tema della prevenzione rappresenti un elemento centrale per garantire i livelli essenziali di assistenza e ha evidenziato le criticità del sistema sanitario calabrese, in particolare nell’ambito dell’assistenza territoriale e dei percorsi di diagnosi precoce. Madeo ha inoltre assicurato che continuerà a seguire l’iter della procedura affinché dalle disposizioni di acquisto si passi rapidamente all’effettiva erogazione del servizio, ribadendo l’importanza di restituire fiducia ai cittadini nella sanità pubblica calabrese.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
41.1/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Tumore del polmone, via libera Aifa all'immunoterapia con tislelizumab in seconda linea Pharmastar
Martedě scorso a Milano č stata annunciata una notizia importante per i pazienti italiani con tumore del polmone non a piccole cellule, in stadio avanzato. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), infatti, ha appena dato il suo via libera alla rimborsabilitŕ di un nuovo immunoterapico, tislelizumab, per il trattamento di questo tumore. Nella nostra intervista, Federico Cappuzzo, Direttore dell'UOC Oncologia Medica 2 dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, spiega chi sono, esattamente, i pazienti che potranno beneficiare di questa nuova immunoterapia e qual č l'importanza di questa novitŕ per clinici e pazienti. Tumore gastrico, fondamentali adeguato supporto nutrizionale e accesso rapido ai nuovi farmaciClaudia Santangelo Tumore gastrico avanzato, via libera Aifa all'immunoterapico tislelizumab piů chemio in prima lineaDott. Filippo Pietrantonio Tumore del polmone, via libera Aifa all’immunoterapia con tislelizumab in seconda lineaDott. Federico Cappuzzo Tumore dell’esofago, via libera Aifa a due indicazioni dell’immunoterapico tislelizumabDott. Filippo Pietrantonio Mieloma multiplo: accesso precoce alle CAR-T e nuove sfide organizzativeDott. Massimo Martino Mieloma multiplo: nuove terapie e malattia minima residua cambiano lo scenarioDott.ssa Maria Teresa Petrucci Leucemia linfatica cronica ricaduta/refrattaria: ok Aifa alla rimborsabilitŕ di pirtobrutinibProf. Paolo Ghia Leucemia linfatica cronica, una nuova speranza dopo la resistenza agli inibitori BTK covalentiDavide Petruzzelli Tumore del polmone avanzato: supporto, informazione e rete territoriale fanno la differenzaBruno Aratri Tumore del polmone EGFR-mutato: nuove strategie chemio-free cambiano lo scenarioDott. Antonio Passaro Tumore del polmone EGFR mutato: la medicina di precisione cambia lo scenarioProf.ssa Silvia Novello Oncologia: si concretizza l'impegno di BeOne nei tumori solidiMarco Sartori InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
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Elena Santarelli asfalta gli haters su Chiara Ferragni: "Invidiosa? Lei non ha avuto un figlio in radioterapia" today.it
Elena Santarelli è stata protagonista qualche giorno fa di una delle interviste dell’ultima puntata di Belve e si è rivelata davvero all’altezza di salire sullo sgabello davanti a Francesca Fagnani. Ironica e senza peli sulla lingua, ha dato risposte dirette e affrontato ogni argomento senza giri di parole.
E quando la conduttrice le ha chiesto di Chiara Ferragni, lei è andata dritta a raccontare: “E’ stata una delusione, lei e le persone che le stavano intorno. Le sue scuse non me le bevo”. Parole forti, senza alcun angolo smussato, il cui obiettivo era il Pandoro Gate e il fatto di essere stata poco responsabile e di aver creato un problema di fiducia attorno a molte altre iniziative benefiche importanti a sostegno della ricerca, delle cure e dei malati. Una presa di posizione da parte di una madre che ha combattuto contro il tumore che ha colpito uno dei suoi figli.
Una cosa risolta ora, ma che le ha fatto toccare con mano la paura, le difficoltà, la sofferenza di tante famiglie come la sua, di tanti bambini, di tanti genitori. Si poteva non comprendere cosa c’era dietro, intorno e dentro quelle parole? Pare di sì, a giudicare dalla reazione degli immancabili haters che in questo caso si sono mascherati da supporter di Chiara Ferragni e si sono riversati sui social della Santarelli per accusarla di aver alimentato l’odio online contro la influencer e di aver parlato solo per invidia.
Ma la showgirl non l’ha fatta passare liscia a chi ha scritto commenti di questo tenore, rispondendo in modo, ovviamente, molto diretto, crudo perché se proprio non si capiscono i discorsi più complessi, a un certo punto si passa ai “disegnini”. E così, Elena Santarelli ha sbattuto sacrosantamente tutto il suo vissuto davanti ai leoni da tastiera lenti di comprendonio: "Sì, sono proprio invidiosa della signora Ferragni", ha scritto, il sarcasmo ben calibrato prima del pugno vero. "Le invidio il fatto di non aver mai lasciato suo figlio sul letto di una sala operatoria per più di 13 ore. Le invidio anche il fatto di non aver mai visto soffrire suo figlio per la radioterapia."
E ha concluso sottolineando, come se ce ne fosse ancora bisogno: “Io non ho paura di nessuno”.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
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Melanoma Day 2026: a Ravenna un modello integrato di prevenzione tra scuola, lavoro, sanità e innovazione digitale Sestopotere
(Sesto Potere) – Ravenna – 15 maggio 2026 — Ravenna e la Romagna sono il più avanzato laboratorio nazionale per la prevenzione e la formazione sul melanoma. È, infatti, una rete di progettualità capace di unire scuola, mondo del lavoro, sanità e di abbracciare, così, tutto il tema della prevenzione dei tumori della pelle, quella presentata a Ravenna, sabato 9 maggio, durante un simposio dedicato al Melanoma Day.
Un vero e proprio contenitore di azioni indirizzate a più fasce d’età e che, dopo l’approvazione, da parte del Parlamento, della Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma – legge istitutiva che vede come primo firmatario l’on. Luciano Ciocchetti, fortemente voluta da Gianluca Pistore, presidente di MelanomaDay OdV – assume ancor più valore.
L’evento, introdotto dall’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione, Massimo Fabi, è stato promosso dalla Fondazione ENGIM Emilia-Romagna insieme a Comune di Ravenna, IRST “Dino Amadori” IRCCS, AUSL della Romagna, Università di Parma, Istituto Oncologico Romagnolo – IOR, scuole, istituzioni e alle principali società scientifiche dermatologiche nazionali – IMI, ADOI e SIDeMaST – è riuscito nell’intento di rappresentare una delle più articolate esperienze italiane dedicate alla prevenzione dei tumori cutanei, ponendo al centro un nuovo modello integrato capace di unire prevenzione, educazione, telemedicina, peer education, medicina del lavoro e innovazione digitale, con particolare attenzione ai giovani e ai lavoratori outdoor maggiormente esposti al rischio professionale da radiazioni ultraviolette.
Al centro dei lavori sono stati i progetti che danno corpo al modello romagnolo di prevenzione. La piattaforma di e-learning MelaMEd (Melanoma Multimedia Education), sviluppata dall’Intergruppo Melanoma Italiano – IMI, è dedicata alla formazione dei medici di medicina generale, mentre il progetto sperimentale ElTel (E-learning and Telemedicine) integra ospedale e territorio attraverso il teleconsulto specialistico.
Il programma SUNTEL (SUN & TELematic Learning) – primo modello internazionale che unisce peer education e teledidattica per la prevenzione dei tumori cutanei in ambito scolastico – coinvolge quasi trenta scuole secondarie di secondo grado in Italia, cui si aggiungono il pilota SUNTEL KIDS per le scuole primarie e SUNTEL SKIN and FOOD, esperienze uniche a livello internazionale. SUNTEL si appoggia alle piattaforme ministeriali “Il Sole per Amico for KIDS” e “for YOUNG”, nate dalla collaborazione tra IMI e Ministero dell’Istruzione e del Merito, rivolte rispettivamente alle scuole primarie e agli studenti delle secondarie di primo e secondo grado. SKINPORT, realizzato con l’Autorità Portuale di Ravenna, porta la prevenzione dei tumori cutanei nei contesti professionali ad alta esposizione UV: un modello già esteso ad altri scali nazionali, tra cui il porto di Genova.
“Good Health, Good Work”, sviluppato con Fondazione ENGIM Emilia-Romagna, è il progetto multimediale e multispecialistico dedicato all’esposizione professionale ai raggi ultravioletti tra i lavoratori outdoor, fattore di rischio che interessa circa dieci milioni di lavoratori in Europa e oltre 700mila in Italia.
I lavori della giornata del Melanoma Day di Ravenna in dettaglio
La Direttrice Generale di ENGIM Emilia-Romagna, Rina Giorgetti — promotrice della giornata — ha evidenziato il valore della prevenzione come elemento centrale nella formazione dei giovani e nella cultura del lavoro. Attraverso il progetto “Good Health, Good Work”, ENGIM promuove sicurezza, salute e consapevolezza tra gli studenti e sostiene le aziende nell’integrare la tutela dei lavoratori e la responsabilità sociale nei propri modelli di sviluppo.
L’Assessore regionale alle Politiche per la Salute Massimo Fabi ha sottolineato come la promozione della salute debba coinvolgere sanità, scuola e lavoro in un’unica strategia integrata. Ha evidenziato il valore innovativo della telemedicina e della prevenzione del melanoma, indicando il progetto Romagna come modello da estendere non solo all’intera regione ma anche a livello nazionale attraverso la collaborazione tra istituzioni, scuole, sistema sanitario e mondo del lavoro.
L’Assessore regionale al Lavoro e alle Politiche giovanili Giovanni Paglia ha ribadito l’importanza di integrare salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sottolineando il valore della prevenzione come diritto fondamentale della persona. Ha evidenziato il ruolo strategico delle iniziative multidisciplinari nate nel Porto di Ravenna per la tutela dei lavoratori esposti ai rischi ambientali e solari, promuovendo una cultura condivisa della salute tra istituzioni, imprese e cittadini.
L’Assessora alle Politiche per la Salute del Comune di Ravenna Roberta Mazzoni ha definito il progetto un modello innovativo di prevenzione primaria del melanoma, sottolineando il valore della peer education come strumento efficace di sensibilizzazione tra i giovani e l’importanza della rete costruita tra istituzioni, scuole e mondo del lavoro per promuovere una cultura diffusa della salute e della prevenzione.
La Direttrice Sanitaria dell’Ospedale di Ravenna AUSL Romagna Aurea Briganti, delegata dal Direttore Generale Tiziano Carradori, ha evidenziato come progetti di prevenzione come questo nascano dalla curiosità, dalla creatività e dalla capacità di valorizzare le risorse presenti nel territorio. Ha inoltre sottolineato l’importanza di uno sguardo aperto all’innovazione tra ricerca, sanità pubblica e amministrazione, riconoscendo il valore del dialogo multidisciplinare che ha reso possibile l’iniziativa.
La Direttrice Generale di IRST IRCCS Cristina Marchesi ha sottolineato che la tutela della salute dipende da scuola, lavoro, educazione e società nel suo insieme. Ha richiamato l’importanza della prevenzione del melanoma, ribadendo che l’obiettivo non è solo curare con terapie innovative, ma soprattutto ridurre i casi attraverso comportamenti consapevoli e una responsabilità condivisa tra istituzioni, lavoratori e cittadini.
Il Direttore del programma interaziendale IRST–AUSL Romagna Stefano Tamberi, professore dell’Università di Bologna, ha evidenziato il significato del modello “comprehensive” nella moderna rete oncologica: non solo cura, ma prevenzione, educazione, stili di vita e coinvolgimento attivo della persona. Ha sottolineato come la sfida attuale sia costruire un sistema integrato che agisca sui fattori di rischio modificabili, promuovendo salute e consapevolezza fin dall’età scolastica attraverso la collaborazione tra sanità, istituzioni e territorio.
Il Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Romagna Gianpiero Mancini ha sottolineato il valore del network oncologico integrato nel favorire la collaborazione tra servizi sanitari e medicina del lavoro, non solo per il melanoma ma anche per le altre patologie professionali. Ha evidenziato l’importanza di una rete capace di garantire diagnosi tempestive, supporto ai pazienti e raccolta di informazioni utili sia per la prevenzione sia per la tutela sanitaria e assicurativa dei lavoratori.
Il responsabile scientifico della giornata Ignazio Stanganelli, Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia dell’Università di Parma e Direttore della Skin Cancer Unit dell’IRCCS IRST, ha illustrato gli eccellenti risultati ottenuti con la telemedicina applicata all’e-learning attraverso la piattaforma MelaMEd (Melanoma Multimedia Education), dedicata alla formazione dei medici di medicina generale, e con l’attivazione del progetto sperimentale ELTEL (E-learning and Telemedicine), finalizzato all’integrazione tra territorio e ospedale.
Sono stati inoltre presentati gli avanzamenti del progetto SUNTEL (SUN & TELematic Learning), che coinvolge quasi trenta scuole secondarie di secondo grado a livello nazionale, insieme con l’avvio del programma pilota SUNTEL KIDS dedicato alle scuole primarie e del progetto SUNTEL SKIN and FOOD, esperienze uniche nel loro genere a livello internazionale.
SUNTEL rappresenta il primo programma internazionale di integrazione tra peer education e teledidattica per la prevenzione dei tumori cutanei in ambito scolastico attraverso due innovative piattaforme di e-learning nate dalla collaborazione tra IMI e Ministero dell’Istruzione e del Merito: “Il Sole per Amico for KIDS”, rivolto alle scuole primarie, e “Il Sole per Amico for YOUNG”, dedicato agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Nel corso della giornata sono stati presentati i progetti sviluppati dalle scuole coinvolte nel programma attraverso la partecipazione attiva di docenti e studenti che hanno illustrato esperienze, attività educative, campagne informative e percorsi di peer education sviluppati durante l’anno scolastico.
Particolare rilievo ha avuto il ruolo del Liceo Scientifico “A. Oriani” di Ravenna, scuola apripista del modello SUNTEL a livello nazionale e internazionale. Gli studenti peer educator (educatori tra pari) del liceo hanno presentato le attività sviluppate nell’ambito del progetto “Il Sole per Amico for YOUNG” e, nella stessa giornata, sono stati protagonisti di un infopoint dedicato alla sensibilizzazione della cittadinanza nel centro storico di Ravenna, promuovendo corretti comportamenti di prevenzione e fotoprotezione rivolti soprattutto ai giovani.
La dirigente del Liceo Scientifico “A. Oriani” di Ravenna Aurea Valentini ha sottolineato l’importanza educativa di questa metodologia didattica e del coinvolgimento diretto degli studenti nei percorsi di prevenzione, evidenziando come la scuola possa diventare uno spazio attivo di promozione della salute e della cittadinanza consapevole.
Hanno inoltre presentato i propri percorsi educativi e progettuali la Scuola Primaria “Tavelli”, la Scuola Primaria “San Biagio” e l’Istituto di Istruzione Superiore “Tonino Guerra”, testimoniando il crescente coinvolgimento delle scuole di diversi livelli in un modello educativo integrato che unisce salute, cittadinanza attiva, innovazione digitale e prevenzione oncologica. Docenti e studenti hanno illustrato elaborati, attività multimediali e iniziative di sensibilizzazione sviluppate nell’ambito dei programmi “Il Sole per Amico for KIDS” e “for YOUNG”, confermando il valore della scuola come luogo strategico per promuovere salute e corretti stili di vita fin dall’infanzia.
Il delegato dell’Ordine dei Medici di Ravenna, Raffaello Borghezio ha evidenziato come il modello SUNTEL, nato all’interno percorso nazionale di biologia a curvatura biomedica grazie alla collaborazione tra FNOMCeO e mondo scolastico, possa rappresentare un’esperienza replicabile anche in altri ambiti della medicina preventiva e dell’educazione sanitaria, auspicando un ulteriore ampliamento della collaborazione tra sistema sanitario e mondo scolastico.
Infine è stato presentato SKINPORT, realizzato con l’Autorità Portuale di Ravenna, dedicato alla prevenzione dei tumori cutanei nei lavoratori portuali. L’ing. Giulia Venieri dell’Autorità Portuale di Ravenna ha sottolineato il valore del progetto SKINPORT nel collegare salute, sicurezza sul lavoro e prevenzione oncologica nel contesto portuale che ha portato all’adesione di altre realtà nazionali, tra cui recentemente il porto di Genova.
Nel corso della giornata è stato inoltre presentato il progetto multimediale e multispecialistico “Good Health, Good Work”, sviluppato con la Fondazione ENGIM Emilia-Romagna, con un primo focus sulla prevenzione solare e sul rischio legato all’esposizione professionale ai raggi ultravioletti nei lavoratori outdoor, fattore riconosciuto tra le principali cause di tumori cutanei maligni in numerose categorie professionali, coinvolgendo circa 10 milioni di lavoratori in Europa e oltre 700 mila in Italia.
La tavola rotonda ha confrontato il modello proposto con Massimo Corradi, professore ordinario di Medicina del Lavoro dell’Università di Parma, Roberto Riverso, già magistrato della Suprema Corte di Cassazione, Tatiana Franco, medico competente offshore, insieme con Stefano Tamberi e Gianpiero Mancini.
Un ruolo storico e strategico è stato riconosciuto allo IOR – Istituto Oncologico Romagnolo, indicato come realtà apripista nello sviluppo delle attività di prevenzione oncologica sul territorio romagnolo. Il vicepresidente Mario Pretolani ha richiamato il valore della collaborazione tra volontariato, istituzioni sanitarie, scuole e associazioni nel sostenere progetti innovativi di educazione sanitaria e prevenzione oncologica.
Tutti i progetti presentati hanno il sostegno delle principali organizzazioni dermatologiche nazionali. Il Presidente ADOI Davide Melandri, professore dell’Università di Bologna e Direttore della Dermatologia di Cesena-Forlì, ha dichiarato: “Il progetto SUNTEL rappresenta l’eccellenza della collaborazione scientifica intersocietaria. La capacità di declinare la prevenzione attraverso la teledidattica e la peer education permette di raggiungere capillarmente le nuove generazioni e il mondo del lavoro, ambiti in cui l’educazione alla salute può davvero cambiare il decorso di una vita. Iniziative come ‘GOOD HEALTH, GOOD WORK’ e i progetti dedicati ai più giovani dimostrano che la dermatologia moderna sa parlare linguaggi diversi e integrarsi nel tessuto sociale, con Ravenna ancora una volta laboratorio di prevenzione all’avanguardia”.
Il delegato regionale SIDeMaST Andrea Conti, Direttore della Dermatologia di Rimini, ha sottolineato: “In un mondo dove l’Intelligenza Artificiale e il progresso tecnologico procedono a velocità impensabili fino a pochi anni fa, la possibilità di disporre di piattaforme come ‘Il Sole per Amico for KIDS’ e ‘for YOUNG’, sviluppate in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, permette di aprire nuovi orizzonti attraverso la didattica a distanza e la peer education e conferma il valore di modelli digitali semplici da utilizzare, al passo con i tempi e vicini al linguaggio delle nuove generazioni”.
L’esperienza sviluppata a Ravenna e in Romagna rappresenta oggi uno dei primi modelli italiani di prevenzione oncologica integrata basata sulla collaborazione strutturata tra istituzioni, scuola, sanità, ricerca, innovazione digitale e territorio, candidandosi a diventare un riferimento nazionale per la promozione della salute e la prevenzione dei tumori cutanei.