📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Tumore al seno, nutrizione e attività fisica entrano nel percorso di cura Doctor33
La nutrizione è oggi considerata una componente integrante e imprescindibile del protocollo di cura delle donne con tumore al seno, con un ruolo che coinvolge prognosi, tolleranza alle terapie, qualità della vita e prevenzione delle complicanze metaboliche. Il tema è stato al centro del 46° Congresso Nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), in corso a Bergamo, dove gli esperti hanno richiamato la necessità di integrare screening nutrizionale, gestione del peso corporeo e attività fisica nei percorsi oncologici dedicati alle pazienti con carcinoma mammario.
Tumore al seno e alterazioni metaboliche
Il carcinoma mammario rappresenta il tumore femminile più diffuso a livello mondiale: secondo le stime Globocan 2022 i nuovi casi sono stati 2,3 milioni, pari al 24% di tutte le nuove diagnosi oncologiche nelle donne. In Italia, secondo Aiom 2025, ogni anno vengono diagnosticate oltre 50 mila donne con tumore al seno, con una sopravvivenza a cinque anni pari all’88% e circa 925 mila survivors.
Nel carcinoma mammario, spiegano gli esperti Sinu, il problema nutrizionale non riguarda soltanto la malnutrizione per difetto tipica di molte neoplasie, ma sempre più frequentemente una malnutrizione per eccesso, associata a obesità sarcopenica, aumento del grasso viscerale e alterazioni metaboliche favorite dalle terapie sistemiche, dalla menopausa iatrogena e dalla riduzione dell’attività fisica dopo la diagnosi.
“Negli ultimi anni, un numero crescente di studi ha evidenziato come il peso corporeo dopo una diagnosi di tumore al seno non sia solo una questione di benessere generale, ma un fattore che può influenzare in modo concreto la prognosi”, ha spiegato Alessio Filippone, vice-coordinatore del gruppo di lavoro Sinu “Nutrizione in Oncologia”, sottolineando che “le donne con obesità dopo la diagnosi presentano un rischio più elevato di mortalità, sia per tutte le cause, sia per il tumore al seno stesso, rispetto alle donne normopeso”.
Non conta solo il peso, ma anche il grasso addominale
Secondo quanto emerso dalla letteratura scientifica, non conta soltanto il peso corporeo totale ma anche la distribuzione del grasso corporeo. L’adiposità addominale, valutata per esempio attraverso la circonferenza vita, è infatti associata a una prognosi peggiore ed è correlata ad alterazioni metaboliche che possono favorire la progressione tumorale.
Le principali linee guida nazionali e internazionali indicano come fondamentale lo screening nutrizionale precoce nelle pazienti con tumore al seno, per identificare tempestivamente il rischio metabolico e intervenire prima che il declino funzionale diventi irreversibile.
Le indicazioni nutrizionali: proteine, carboidrati complessi e meno alcol
Sul piano clinico, il supporto nutrizionale deve puntare al mantenimento di un adeguato apporto proteico per preservare la massa muscolare e sostenere il sistema immunitario, oltre a favorire un corretto controllo glicemico attraverso il consumo di carboidrati complessi e la riduzione di zuccheri semplici, bevande zuccherate e alcol. “Le bevande alcoliche sono direttamente collegate a un maggior rischio di recidiva”, ha ricordato Filippone.
Un ruolo centrale viene attribuito alla dieta mediterranea, associata — secondo i dati richiamati dalla Sinu — a una riduzione del 22% della mortalità per tutte le cause e a una significativa diminuzione delle recidive. Particolarmente rilevanti anche i benefici cardiovascolari, considerato che nelle donne con pregresso tumore al seno il rischio cardiovascolare rappresenta una delle principali cause di mortalità a distanza di anni dalla diagnosi.
Accanto alla nutrizione, anche l’attività fisica viene considerata un pilastro del percorso di cura oncologico. Secondo le evidenze riportate dagli esperti Sinu, un esercizio regolare dopo la diagnosi può ridurre fino al 44% la mortalità totale e del 35% il rischio di recidiva, contribuendo inoltre al miglioramento della composizione corporea, alla riduzione del grasso viscerale e al recupero della massa muscolare.
Per rafforzare l’integrazione tra nutrizione, prevenzione e terapia oncologica, il gruppo di lavoro Sinu “Nutrizione in Oncologia” sta lavorando a indicazioni nutrizionali dedicate alle pazienti con tumore al seno, orientate a promuovere stili di vita corretti, mantenimento di un peso adeguato, alimentazione equilibrata e livelli di attività fisica compatibili con le condizioni cliniche delle donne durante e dopo i trattamenti oncologici.
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Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
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Criteri Critici
«Tumore ovaio, digiunare prima e dopo la chemioterapia migliora l'efficacia del trattamento»: la ricerca italiana Il Messaggero
giovedì 28 maggio 2026Ultimo aggiornamento10:50 Digiunare prima e dopo lachemioterapiapotrebbe aumentare la risposta al trattamento in donne affette da tumore ovarico. Lo dimostra uno studio italiano della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli di Roma presentato al congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco) a Chicago. Le partecipanti sono state suddivis... - oppure - Sottoscrivi l'abbonamento pagando con Google OFFERTA SPECIALE Digiunare prima e dopo lachemioterapiapotrebbe aumentare la risposta al trattamento in donne affette da tumore ovarico. Lo dimostra uno studio italiano della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli di Roma presentato al congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco) a Chicago.Il lavoro è stato selezionato per la presentazione alla conferenza stampa pre-congressuale tra 3.400 abstract presentati ad Asco. Lo studio ha riguardato 36 donne con tumore dell'ovaio in stadio avanzato. Le partecipanti sono state suddivise in due gruppi: il primo ha seguito un protocollo di digiuno di 36 ore prima e 24 ore dopo ciascun ciclo di chemioterapia, mentre il gruppo di controllo ha mantenuto una normale alimentazione. Durante il digiuno erano consentiti acqua, tisane, brodo, fino a 2 litri, per un massimo di 350 calorie al giorno. Dopo tre cicli di chemioterapia, il gruppo sottoposto a digiuno controllato ha mostrato una significativa riduzione dei livelli di insulina, ormone associato alla crescita tumorale e alla resistenza ai trattamenti. Sono stati registrati inoltre una migliore risposta alla chemioterapia (quasi il 60% delle pazienti ha ottenuto una risposta completa o quasi completa, rispetto a meno del 20% nel gruppo con dieta libera) e un prolungamento della sopravvivenza libera da progressione di malattia, pari ad oltre 38 mesi nel gruppo sottoposto a 'digiuno' rispetto ai 24 mesi osservati nel gruppo di controllo. «Nonostante i progressi in chirurgia e chemioterapia, le pazienti con carcinoma ovarico in stadio avanzato continuano ad avere una prognosi sfavorevole. Ciò evidenzia l'urgente necessità di strategie sicure, sostenibili e facilmente applicabili per migliorare l'efficacia delle cure», afferma Claudia Marchetti, autrice principale dello studio e ricercatrice presso la Fondazione Policlinico Gemelli. Il digiuno, spiegano i ricercatori, è stato dunque associato a cambiamenti nell'organismo che indicano una maggiore probabilità di successo della chemioterapia. «Sebbene si tratti di uno studio di piccole dimensioni, che ha coinvolto 36 pazienti, i risultati sono incoraggianti, confermano i dati precedenti ed evidenziano un'area promettente della ricerca sul cancro. Sono ora necessari studi clinici più ampi per consolidare questi stessi risultati», ha affermato Eleonora Teplinsky, esperta ASCO in tumori ginecologici.
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Criteri Critici
Diagnosi precoce del tumore al polmone tramite broncoscopia endoscopica (EBUS) Vietnam.vn
Il 10 gennaio, l'Ospedale 19-8 ( Ministero della Pubblica Sicurezza ) ha organizzato la Conferenza Scientifica Internazionale "Endoscopia Bronchiale a Ecografia (EBUS)" con la partecipazione e il trasferimento tecnico del Dott. Masao Hashimoto, del Dipartimento di Medicina Respiratoria del Centro Nazionale per la Salute Globale e la Medicina in Giappone. Nel suo discorso di apertura alla conferenza, il professore associato Dr. Nguyen Tien Quang, direttore dell'Ospedale 19-8, ha affermato che la broncoscopia endoscopica con ultrasuoni (EBUS) e la biopsia sono tecniche avanzate e specializzate di elevato valore diagnostico nelle malattie respiratorie, in particolare nel cancro del polmone e nelle malattie del mediastino. Il professore associato Dr. Nguyen Tien Quang, direttore dell'ospedale 19-8, ha tenuto un discorso alla conferenza. Il direttore dell'Ospedale 19-8 ha ringraziato il Dott. Masao Hashimoto per aver formato e trasmesso direttamente questa tecnica ai medici dell'Ospedale 19-8. "Questa è una preziosa opportunità per il personale medico dell'Ospedale 19-8 di accedere a conoscenze avanzate, standardizzare le procedure tecniche, migliorare le competenze professionali e innalzare la qualità delle cure per i pazienti", ha sottolineato il Prof. Associato Dott. Nguyen Tien Quang. Ha inoltre espresso la sua fiducia nel fatto che, grazie alla loro vasta esperienza e al loro spirito di collaborazione, questo programma porterà risultati concreti, contribuendo a promuovere la cooperazione medica tra il Vietnam e il Giappone in generale, e tra l'Ospedale 19-8 e il Centro Nazionale per la Salute Globale in particolare. Il direttore dell'Ospedale 19-8 auspica inoltre che, grazie al dottor Masao Hashimoto, si possa costruire un ponte tra i consigli di amministrazione dei due ospedali, al fine di instaurare una cooperazione completa e duratura. Il dottor Masao Hashimoto sta condividendo la sua tecnica di broncoscopia ecografica con i medici dell'ospedale 19-8.
Durante la conferenza, il dottor Masao Hashimoto ha tenuto una lezione sulla broncoscopia e sull'ecografia e ha eseguito direttamente biopsie su tre pazienti con sospetto tumore al polmone nella sala operatoria dell'Ospedale 19-8. In passato, i tumori polmonari venivano diagnosticati mediante biopsia transmurale, una tecnica che prelevava i tumori solo dalla periferia e presentava un tasso di complicanze molto elevato. Grazie alla tecnica di broncoscopia ecoguidata endoscopica (EBUS) introdotta dal Dott. Masao Hashimoto, sono disponibili due nuove tecniche. In primo luogo, per i tumori situati in prossimità delle vie aeree, il metodo EBUS utilizza una sonda ecoguidata per eseguire una biopsia in quella sede. Il secondo metodo prevede l'esecuzione di una biopsia sui rami bronchiali ed è utilizzato per i tumori situati lontano dal centro (periferici). Lo scopo è diagnosticare in modo definitivo se si tratta di cancro, tubercolosi o qualsiasi altra anomalia polmonare. Un aspetto fondamentale di questo metodo è la diagnosi dello stadio del tumore per determinare il piano di trattamento. Questo metodo è altamente specifico per il cancro al polmone, con una sensibilità e una specificità superiori al 90%. Delegati partecipanti alla conferenza. A margine della conferenza, la Dott.ssa Vu Thi Diu, Vice Capo del Dipartimento di Pneumologia dell'Ospedale 19-8, ha affermato che in Vietnam l'incidenza delle malattie polmonari in generale e del cancro ai polmoni in particolare è molto elevata. Ogni anno, in Vietnam si registrano oltre 26.000 nuovi casi di cancro ai polmoni, di cui circa il 75% viene diagnosticato in fase avanzata, e il tasso di sopravvivenza a 5 anni è solo del 14,8%. Il cancro ai polmoni è la seconda causa di mortalità tra tutti i tumori.
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L'immunoterapia, una nuova strada nella ricerca di una cura per il cancro. Portugal Resident
Negli ultimi anni si è aperta una nuova era di trattamenti nella lotta contro il cancro.
Ci riferiamo all'immunoterapia, considerata da molti il "quarto pilastro" nella lotta contro il cancro, gli altri tre essendo la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia.
L'immunoterapia funziona in modo completamente diverso rispetto alle due precedenti, poiché utilizza anticorpi che non colpiscono direttamente le cellule tumorali, bensì il sistema immunitario, attivando una risposta contro le cellule maligne attraverso le nostre stesse difese. In un certo senso, si basa su un principio formulato da Ippocrate più di 2,000 anni fa: "Il nostro corpo contiene la cura per ogni cosa".
A differenza della chemioterapia, che richiede somministrazioni cicliche e talvolta quasi croniche, come nel caso della malattia metastatica, l'immunoterapia ha già guarito diversi pazienti con melanoma avanzato con sole quattro somministrazioni (ad esempio, ipilimumab).
Questa guarigione si sviluppa come una risposta sostenuta, che persiste nel tempo grazie alla memoria immunologica del corpo umano.
In Portogallo, l'incidenza del melanoma è di nove nuovi casi ogni 100,000 abitanti. Questo tipo di tumore è considerato raro, rappresentando il 10% di tutti i casi di tumori cutanei, ma con un alto tasso di mortalità. Negli stadi avanzati del melanoma, l'aspettativa di vita a cinque anni era, fino ad ora, compresa tra il 10% e il 22%. Tuttavia, l'arrivo di questi nuovi farmaci promette un cambiamento molto positivo in queste percentuali.
Abbiamo due grandi categorie di molecole, e quindi di anticorpi, che possono essere utilizzate per mantenere un'elevata attività del sistema immunitario.
I primi ad essere sviluppati sono stati gli anticorpi contro il CTLA-4 (ad esempio, ipilimumab e tremelimumab) e successivamente gli anticorpi diretti contro il DP-1 o il suo recettore PDL-1. Queste molecole stanno determinando un aumento sostanziale della risposta e del tasso di sopravvivenza nel trattamento del melanoma e, più recentemente, del tumore al polmone.
Quando nel maggio 2015 a Jimmy Carter (ex presidente degli Stati Uniti d'America) fu diagnosticato un melanoma maligno con metastasi al cervello e al fegato, gli fu data un'aspettativa di vita media di sei-dodici mesi. Tuttavia, il suo oncologo iniziò una nuova terapia farmacologica: il pembrolizumab, recentemente approvato dalla Food and Drug Administration.
Circa sei mesi dopo l'inizio di questa terapia, Carter ha dichiarato di essere guarito dalla malattia, un risultato quasi impensabile fino a poco tempo fa in questo tipo di patologia. Negli studi clinici che hanno portato all'approvazione di questo farmaco, il tasso di sopravvivenza tra i pazienti con melanoma avanzato, valutato ogni due settimane, è stato buono: il 74% dei pazienti era ancora in vita dopo un anno.
Naturalmente, i progressi di questa terapia devono andare di pari passo con la prevenzione, lo screening e la diagnosi precoce. Crediamo, tuttavia, che i prossimi anni promettano di cambiare le carte in tavola nella lotta contro il cancro per alcuni pazienti, modificando gradualmente il decorso e l'esito di queste malattie.
L'HPA dispone di tre centri diurni per l'oncologia e di un team qualificato per la gestione dei tumori e il follow-up di queste nuove terapie. Si avvale di un team multidisciplinare di oncologia medica, dermatologia, chirurgia e radiologia, che collaborano costantemente per la cura di questi pazienti.
Articolo inviato da Gruppo sanitario HPA
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Criteri Critici
Avendo perso l'occasione d'oro, un paziente di 74 anni affetto da un tumore polmonare gigante si è trovato in condizioni critiche. Vietnam.vn
Nel pomeriggio del 28 maggio, l'ospedale K ha comunicato alla stampa che il reparto di chirurgia toracica (Chirurgia D) aveva recentemente trattato con successo un paziente di 74 anni affetto da un tumore neoplastico complesso al torace, nello specifico a livello del tratto broncopolmonare. Si è trattato di un caso complesso, che ha richiesto grande precisione ed esperienza nella diagnosi e nel trattamento da parte dell'équipe chirurgica, poiché il tumore era molto grande, con un diametro di oltre 20 cm e un peso di circa 3 kg, situato in una posizione difficile e che comprimeva numerosi organi adiacenti. L'équipe chirurgica sta operando sul paziente. Il paziente Trinh Quang M. (74 anni,Thai Nguyen) è stato ricoverato in ospedale per tosse persistente e senso di oppressione al petto. L'esame clinico ha rivelato che, sebbene il paziente fosse vigile, in grado di camminare e non presentasse anomalie o patologie localizzate a carico del sistema nervoso, circolatorio o digerente, le sue condizioni di salute generali erano peggiorate, manifestando scarso appetito, affaticamento e perdita di peso. Dall'anamnesi del paziente è emerso che oltre un anno prima gli era stato diagnosticato un tumore polmonare di circa 10 cm. Tuttavia, per diverse ragioni, il paziente si era sottoposto a terapia farmacologica domiciliare e non era stato operato all'epoca. Ad oggi, quando i pazienti con dolore toracico persistente, dispnea e tosse secca si presentano all'ospedale K per una visita, i risultati delle tomografie computerizzate (TC) del torace rivelano una condizione patologica piuttosto complessa. L'immagine mostra una massa tumorale che occupa quasi l'intera cavità toracica destra, comprimendo e schiacciando quasi tutto il polmone destro, comprimendo il cuore e riducendo la capacità di scambio di ossigeno, causando ai pazienti una facile sensazione di dispnea e difficoltà respiratorie durante l'attività fisica o la camminata. I medici hanno prescritto gli esami necessari per valutare e prevedere con precisione le condizioni specifiche del paziente. Una biopsia ha rivelato un tumore fibroso solitario del polmone (emangioma angiogenico), che ha richiesto un intervento chirurgico. Il dottor Nguyen Khac Kiem, primario del reparto di chirurgia toracica, ha dichiarato: "Considerata l'età avanzata del paziente e le grandi dimensioni del tumore che comprimevano il cuore, i polmoni e gli organi circostanti, questo caso ha rappresentato una sfida molto complessa per i medici del reparto di chirurgia toracica dell'ospedale K". "Il caso della paziente M è davvero sfortunato perché ha perso un'occasione d'oro per sottoporsi alle cure più di un anno fa. Se avesse ricevuto cure e un intervento chirurgico a quel tempo, il problema sarebbe stato molto più semplice." "Tuttavia, fortunatamente, il paziente M ha ancora la possibilità di essere operato. L'operazione deve essere eseguita al più presto perché, se non trattato, il tumore comprimerà e occuperà l'intero polmone destro, compromettendo seriamente la salute e la vita del paziente", ha affermato il dottor Kiem. Una stretta di mano decisa da parte di un familiare per incoraggiare il paziente dopo l'intervento chirurgico. L'intervento chirurgico richiede estrema cautela da parte dei chirurghi toracici, sia per rimuovere completamente il grande tumore situato in una posizione difficile, sia per preservare quanto più tessuto polmonare sano possibile. In particolare, è fondamentale evitare di danneggiare i principali vasi sanguigni dei polmoni, del mediastino e del nervo frenico, poiché ciò può peggiorare le condizioni del paziente e aumentare il rischio di complicanze da insufficienza respiratoria durante e dopo l'intervento chirurgico. Grazie alla vasta esperienza e alla perfetta coordinazione tra l'équipe chirurgica e quella di anestesia/rianimazione, l'intervento è stato un successo. Il tumore, di 26 x 18 cm e del peso di circa 3 kg, è stato completamente rimosso, aprendo la strada alla guarigione e prolungando la vita del paziente. Attualmente, il paziente M. continua a ricevere cure e monitoraggio presso il reparto di chirurgia toracica. Dopo l'intervento, i medici e gli infermieri del reparto assisteranno il paziente con esercizi di respirazione per favorire un rapido ripristino della funzione respiratoria e migliorare le sue condizioni di salute. Sulla base del caso della paziente Trinh Quang M., i medici del reparto di chirurgia toracica dell'ospedale K consigliano ai pazienti di proteggere proattivamente la propria salute, evitando di sottovalutare i sintomi respiratori quotidiani: tosse persistente, tosse secca o con catarro, dolore al petto, mancanza di respiro... che spesso vengono facilmente confusi con un comune mal di gola o bronchite. Se questi sintomi persistono per più di due settimane, il paziente dovrebbe consultare uno specialista per ricevere tempestivamente consigli e cure. Gli uomini di età superiore ai 50 anni, soprattutto quelli con una storia di fumo di sigarette o pipa, o che vivono in ambienti inquinati, dovrebbero sottoporsi a screening annuali per il cancro ai polmoni. La diagnosi precoce dei tumori polmonari consente di accedere al trattamento più efficace e meno costoso. Le persone anziane dovrebbero limitare l'esposizione a polvere e fumo, mantenere le vie respiratorie al caldo durante i cambi di stagione e praticare esercizi di respirazione delicati per migliorare l'enfisema e rafforzare le proprie condizioni fisiche prima e dopo il trattamento. Il dottor Nguyen Khac Kiem visita nuovamente il paziente dopo l'intervento chirurgico. Secondo il dottor Nguyen Khac Kiem, l'efficacia del trattamento del cancro dipende non solo dai metodi utilizzati, ma anche dalla combinazione di molti fattori. "Il primo passo per tenere sotto controllo la malattia è una diagnosi accurata, ovvero identificare correttamente lo stadio della malattia per poter scegliere fin da subito il regime terapeutico più appropriato, evitando di perdere l'occasione d'oro", ha affermato il dottor Kiem. Inoltre, la consapevolezza dei pazienti in merito alla tutela della propria salute prima, durante e dopo il trattamento riveste un ruolo cruciale. Prestare attenzione a sintomi insoliti, praticare regolarmente esercizi di respirazione per migliorare la funzione respiratoria, evitare l'esposizione ad ambienti fumosi e tossici, astenersi dal fumo e seguire una dieta adeguata a ciascuna fase del trattamento sono tutti aspetti che ricordiamo e promuoviamo costantemente per aiutare i pazienti a recuperare e stabilizzare la propria salute il prima possibile. Fonte: https://suckhoedoisong.vn/bo-lo-thoi-diem-vang-benh-nhan-74-tuoi-mang-khoi-u-phoi-khong-lo-suyt-nguy-kich-169260528150750571.htm
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Criteri Critici
Ampliare l'elenco dei farmaci coperti dall'assicurazione sanitaria: ridurre l'onere finanziario per i pazienti. Vietnam.vn
"Rimuovere gli ostacoli" per i malati di cancro Dopo aver combattuto contro il cancro al seno per oltre due anni, la signora Tran Kim Thu (distretto di Tay Ho, Hanoi ) non solo ha dovuto affrontare il dolore della malattia, ma anche il peso dei costi delle cure. Ogni mese, doveva spendere circa 40 milioni di dong vietnamiti per farmaci per la terapia mirata, nonostante l'assicurazione sanitaria ne coprisse una parte. Questa cifra supera di gran lunga le possibilità di molte famiglie a reddito medio. Secondo la signora Thu, grazie a una terapia mirata, le sue condizioni di salute sono rimaste stabili nell'ultimo periodo. Tuttavia, gli elevati costi del trattamento, protrattisi per un lungo periodo, hanno sottoposto la sua famiglia a un costante stress finanziario. Se la terapia venisse interrotta, la prognosi sarebbe molto sfavorevole. I medici dell'ospedale Bach Mai visitano i pazienti. La storia sopra riportata dimostra che, oltre alla preoccupazione per la malattia, il costo delle cure, in particolare dei farmaci per la terapia mirata, sta diventando una "barriera decisiva" per molti malati di cancro, soprattutto nelle aree rurali dove le risorse economiche sono limitate. Attualmente, secondo l'elenco dei farmaci pubblicato con la Circolare n. 20/2022/TT-BYT (datata 31 dicembre 2022) del Ministero della Salute , il gruppo dei farmaci oncologici e immunomodulatori comprende 81 farmaci coperti dal sistema sanitario nazionale. A questi si aggiungono 182 farmaci antiparassitari e antinfettivi, 110 farmaci cardiovascolari e 75 farmaci per l'apparato digerente. Per soddisfare le esigenze terapeutiche della popolazione e delle strutture sanitarie, il Ministero della Salute sta rivedendo e aggiornando l'elenco dei farmaci per rispondere alle reali necessità sanitarie. Si prevede che la bozza della nuova Circolare includa 84 farmaci, sia chimici che biologici. Il gruppo dei farmaci oncologici rappresenta la quota maggiore, con 30 tipologie (quasi il 36%), principalmente nuove scoperte come le terapie mirate, gli anticorpi monoclonali e l'immunoterapia. Oggi i pazienti hanno maggiori opportunità di accedere a trattamenti avanzati.
Secondo gli esperti sanitari, l'aggiunta di nuovi farmaci all'elenco delle terapie coperte dall'assicurazione sanitaria non solo contribuisce a migliorare l'efficacia dei trattamenti, ma svolge anche un ruolo significativo nella riduzione dell'onere finanziario per i pazienti. Secondo il dottor Nguyen Van Truong del reparto di oncologia dell'ospedale Thanh Nhan, l'attuale trattamento del cancro è multimodale e combina diversi metodi come chirurgia, chemioterapia, radioterapia, terapia biologica, terapia mirata e trapianto di cellule staminali. Questi progressi aumentano le possibilità di sopravvivenza dei pazienti, ma incrementano anche significativamente i costi del trattamento. Secondo il dottor Nguyen Van Truong, molti farmaci attualmente utilizzati per la cura del cancro, soprattutto quelli di nuova generazione importati dall'Europa, sono molto costosi. Pertanto, la proposta del Ministero della Salute di includere questi farmaci nell'elenco delle prestazioni coperte dall'assicurazione sanitaria rappresenta una misura di sostegno concreta, che offre ai pazienti maggiori opportunità di accedere a protocolli di trattamento all'avanguardia. Gli ospedali stanno attraversando una fase di profonda innovazione in termini di gestione, competenze, trasformazione digitale, riforma delle procedure amministrative e assistenza completa al paziente. Dal punto di vista della gestione e del trattamento delle malattie croniche, la dottoressa Tran Thi Thanh Hoa, ex vicedirettrice dell'Ospedale Centrale di Endocrinologia, ritiene assolutamente necessario ampliare l'elenco dei farmaci coperti dall'assicurazione sanitaria. Molte terapie mirate hanno attualmente prezzi molto elevati, con alcune che arrivano a costare fino a 60 milioni di VND per un ciclo di trattamento. "Senza un'assicurazione sanitaria, molti pazienti poveri o affetti da malattie gravi avrebbero grandi difficoltà ad accedere alle cure. Includere questi farmaci nell'elenco dei farmaci coperti dall'assicurazione sanitaria apporta grandi benefici ai pazienti, soprattutto ai gruppi più vulnerabili. Prima verranno aggiunti, maggiori saranno le possibilità per i pazienti di ricevere le cure necessarie", ha sottolineato la signora Tran Thi Thanh Hoa. Tuttavia, secondo lei, l'ampliamento dell'elenco dei farmaci coperti dall'assicurazione sanitaria deve essere accompagnato da un rigoroso meccanismo di gestione per garantire che i farmaci vengano utilizzati correttamente, razionalmente ed efficacemente, evitando sprechi delle risorse del fondo. A questo proposito, la signora Tran Thi Trang, direttrice del Dipartimento di Assicurazione Sanitaria (Ministero della Salute), ha affermato che l'inclusione di questi farmaci nell'elenco delle prestazioni coperte dall'assicurazione sanitaria, con una compartecipazione alle spese del 30-50%, è di grande importanza per ridurre significativamente la pressione finanziaria e aumentare l'accesso alle cure per i pazienti.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
58.9/100
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✅
Criteri Critici
Sviluppo di una rete di strutture per la radioterapia e la medicina nucleare. Vietnam.vn
Il sito scelto per la costruzione della centrale nucleare di Ninh Thuan 1 si trova nel comune di Phuoc Dinh. Foto: Cong Thu/TTXVN L'obiettivo generale della Strategia è sviluppare e applicare l'energia atomica in modo sicuro, contribuendo efficacemente al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo socio -economico, al miglioramento della qualità della vita delle persone, alla tutela dell'ambiente e della sicurezza energetica nazionale, e al conseguimento di emissioni nette pari a zero entro il 2050. La messa in funzione sicura ed efficiente delle centrali nucleari contribuisce a garantire la sicurezza energetica per la transizione digitale e verde; al completamento di diverse attività fondamentali del programma di sviluppo dell'energia nucleare. Ampliamento dell'applicazione delle radiazioni e degli isotopi radioattivi nei settori economico e tecnico. Miglioramento delle istituzioni, potenziamento della capacità di gestione statale, consolidamento del potenziale della scienza e della tecnologia nucleare, graduale acquisizione di tecnologie strategiche, sviluppo delle risorse umane per soddisfare i requisiti di sviluppo e applicazione dell'energia atomica, garantendo sicurezza e protezione. Garantire la messa in funzione in sicurezza delle due centrali nucleari di Ninh Thuan entro il 2035. Per quanto riguarda lo sviluppo dell'energia nucleare, la Strategia si propone di completare la costruzione e la messa in esercizio in sicurezza delle centrali nucleari di Ninh Thuan 1 e Ninh Thuan 2 entro il 2035; di impegnarsi affinché le imprese nazionali partecipino al 30% dell'investimento totale nella costruzione e installazione dei componenti ausiliari dei progetti di energia nucleare; e di realizzare almeno un progetto di centrale nucleare che utilizzi la tecnologia dei piccoli reattori modulari. Completare lo sviluppo delle infrastrutture per l'energia nucleare; definire l'orientamento di sviluppo per i successivi progetti nucleari in termini di sicurezza, sostenibilità ed efficienza, contribuendo a garantire la sicurezza energetica nazionale e a raggiungere l'obiettivo di emissioni nette pari a "zero"...
Per quanto riguarda lo sviluppo e l'applicazione delle radiazioni e dei radioisotopi, entro il 2035 la portata e l'efficienza economica delle applicazioni delle radiazioni e dei radioisotopi in vari settori e ambiti aumenteranno, raggiungendo un tasso di crescita medio del 10-15% all'anno. La radiomedicina ha raggiunto un livello avanzato tra i paesi dell'ASEAN, puntando a raggiungere 20 tomografi computerizzati (TC) per milione di abitanti, 10 risonanze magnetiche (RM) per milione di abitanti, 1 scintigrafo per milione di abitanti, 1-2 acceleratori lineari per radioterapia per milione di abitanti e un tasso di radiografie digitali del 100%... Per quanto riguarda lo sviluppo del potenziale scientifico e tecnologico nucleare, garantendo la sicurezza dalle radiazioni, la sicurezza nucleare e la protezione nucleare, nonché lo sviluppo delle risorse umane, entro il 2035 l'obiettivo è quello di sviluppare un sistema di strutture di ricerca avanzate, concentrandosi sugli investimenti per la creazione di 2 laboratori nazionali chiave per la tecnologia dell'energia nucleare, la tecnologia delle terre rare, l'uranio e il titanio; 3-5 laboratori avanzati; e impegnandosi ad avere 4-5 gruppi di ricerca in grado di padroneggiare diverse tecnologie nucleari a supporto di progetti di energia nucleare e reattori di ricerca. Saranno inoltre effettuati investimenti in 3-5 istituti di formazione universitaria per l'energia nucleare che soddisfino livelli avanzati e conformi agli standard internazionali. Entro il 2050, l'energia nucleare diventerà un settore economico e tecnologico a sé stante. Entro il 2050, si prevede che l'energia nucleare diventi un settore economico e tecnico a tutti gli effetti, in grado di dare un contributo significativo alla sicurezza energetica, all'economia verde e allo sviluppo nazionale sostenibile.
L'energia nucleare rappresenta circa il 6-8% della produzione totale di elettricità a livello nazionale. Ciò include l'aggiunta di circa 4 reattori nucleari di grande capacità e 10-15 reattori nucleari modulari di piccole dimensioni. Si dovrebbe valutare la possibilità di aumentare ulteriormente la quota di energia nucleare e di bilanciare il numero di reattori nucleari di grande capacità e di piccoli reattori modulari quando le condizioni economiche e tecniche saranno favorevoli e coerenti con i calcoli ottimali del sistema energetico. In sostanza, è necessario padroneggiare la tecnologia nucleare e sviluppare diverse aziende e imprese leader con la capacità di costruire, progettare, produrre e realizzare materiali e attrezzature per l'energia nucleare.
Il potenziale e il livello di sviluppo della scienza e della tecnologia nucleare del Vietnam sono paragonabili alla media dei paesi sviluppati, grazie a infrastrutture tecniche moderne e risorse umane altamente qualificate, che garantiscono le basi per lo sviluppo di applicazioni nel campo delle radiazioni, degli isotopi radioattivi e dell'energia nucleare, e lo rendono un centro di formazione, ricerca e applicazione nucleare nel Sud-est asiatico. L'orientamento per lo sviluppo e l'applicazione delle radiazioni e degli isotopi radioattivi è quello di svilupparli e applicarli in modo sincronizzato, efficiente e sostenibile, rispondendo alle esigenze dello sviluppo socio-economico, migliorando la qualità dell'assistenza sanitaria per la popolazione e tutelando l'ambiente. Nel settore sanitario , lo sviluppo di una rete di strutture per la radioterapia, la medicina nucleare e la radiologia dovrebbe essere equilibrato, sincronizzato ed efficiente, in grado di soddisfare i bisogni primari della popolazione in tutte le regioni e località del paese; la ricerca, lo sviluppo, la produzione e l'applicazione di determinati radiofarmaci e isotopi per la diagnosi e il trattamento delle malattie dovrebbero essere potenziati, sulla base di investimenti e di un utilizzo efficace dei sistemi ciclotronici e dei reattori nucleari esistenti. La formazione e l'integrazione del personale specializzato in radioterapia dovrebbero raggiungere un livello paragonabile a quello dei paesi a reddito medio-alto a livello mondiale. Nel settore industriale, l'attenzione si concentra sullo sviluppo e la padronanza di tecnologie avanzate e innovative relative alle radiazioni e agli isotopi radioattivi; sulla graduale produzione di apparecchiature per la gestione delle radiazioni e di dispositivi di misurazione e trattamento delle radiazioni; sul collegamento tra ricerca scientifica e sviluppo tecnologico e le esigenze pratiche di produzione, migliorando la competitività e l'efficienza economica delle industrie nazionali...
Fonte: https://baotintuc.vn/chinh-sach-va-cuoc-song/phat-trien-mang-luoi-cac-co-so-xa-tri-y-hoc-hat-nhan-20260316203803721.htm
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
55.2/100
Punteggio Totale
B
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❌
Criteri Critici
L'Australia sta testando il primo vaccino al mondo per il trattamento dei tumori cerebrali maligni nei bambini. Vietnam.vn
L'Australia ha appena annunciato un programma di sperimentazione clinica a livello nazionale che utilizza la tecnologia mRNA, già impiegata nei vaccini contro il COVID-19, per favorire il trattamento dei tumori cerebrali maligni nei bambini. Lo studio, condotto dall'Università del Queensland e dal South AustralianHealthResearch Institute (SAHMRI), utilizza la tecnologia mRNA per attivare il sistema immunitario del corpo affinché riconosca e attacchi le cellule tumorali. Ogni dose di vaccino sarà personalizzata per ciascun bambino in base ai marcatori genetici specifici del tumore in ogni singolo bambino. Gli scienziatisperano che queste iniezioni possano contribuire a rallentare la progressione della malattia e a prolungare la vita dei bambini affetti da tumore al cervello. La sperimentazione, della durata di quattro anni, sarà avviata entro la fine dell'anno in otto ospedali pediatrici del Queensland, dell'Australia Meridionale, del Nuovo Galles del Sud, del Victoria e dell'Australia Occidentale. Potranno partecipare alla sperimentazione i giovani pazienti con una "prognosi sfavorevole" o con un'aspettativa di vita compresa tra 12 e 24 mesi. Questo gruppo comprende bambini con neoplasie ricorrenti e refrattarie di recente diagnosi, quali medulloblastoma, adenocarcinoma, glioma maligno e glioma diffuso di grado intermedio. Circa 70 bambini provenienti da tutta l'Australia parteciperanno alla sperimentazione. Il professor Jordan Hansford, a capo del team clinico del SAHMRI e dell'Università di Adelaide, ha affermato che si tratta di un nuovo trattamento personalizzato per i tumori cerebrali maligni, con un enorme potenziale. La fase 1 della sperimentazione aiuterà i ricercatori a determinare il dosaggio più sicuro ed efficace. La fase 2 valuterà l'efficacia del trattamento, inclusa la sua capacità di rallentare la progressione del cancro, migliorare i tassi di sopravvivenza e la qualità della vita dei bambini partecipanti. Secondo il professor Hansford, circa il 50% dei bambini sottoposti a screening potrebbe essere idoneo per la sperimentazione. Lo sviluppo di ciascun vaccino richiede circa 8 settimane e ogni bambino riceve 8 dosi, a distanza di 2 settimane l'una dall'altra, prima di una dose di richiamo. I vaccini a mRNA personalizzati hanno mostrato risultati promettenti negli adulti affetti da tumori rari e difficili da trattare, come il cancro al pancreas e il melanoma. Pertanto, questa sperimentazione è vista come una speranza per i bambini con tumori cerebrali maligni. Brandon Wainwright, scienziato a capo del Frazer Institute presso l'Università del Queensland, ha affermato che, dopo aver identificato specifici marcatori tumorali nel tumore di ciascun bambino utilizzando tecniche avanzate di sequenziamento genetico e analisi dei dati, il team di ricerca selezionerà bersagli vaccinali specifici per ciascun tumore. Secondo quanto da lui affermato, il vaccino, progettato specificamente per ogni bambino, sarà prodotto da Southern RNA nel Queensland, quindi trasportato ai siti di sperimentazione per la vaccinazione, e si prevede che il vaccino personalizzato sarà pronto per l'uso circa 10 settimane dopo che i bambini avranno partecipato alla sperimentazione. Ogni anno, circa 40 bambini australiani muoiono di tumore al cervello. Si tratta del tipo di cancro più pericoloso nei bambini. (VNA/Vietnam+) Fonte: https://www.vietnamplus.vn/australia-thu-vaccine-dau-tien-tren-the-gioi-dieu-tri-u-nao-ac-tinh-o-tre-em-post1092156.vnp
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Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
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53.7/100
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Criteri Critici
Quali tipi di cancro vengono trattati dal farmaco antitumorale russo Pembroria? Vietnam.vn
Secondo il dottor Nguyen Duy Anh, M.Sc., del Centro Internazionale di Oncologia, Radioterapia e Medicina Nucleare (Ospedale Generale di Phuong Dong), la Pembroria non è un farmaco nuovo in Vietnam. "Questo principio attivo viene utilizzato nel trattamento del cancro da circa 5 anni, dimostrando una chiara efficacia in molti gruppi di pazienti", ha affermato. Pembrolizumab è un farmaco immunoterapico che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali. In precedenza, i farmaci contenenti il principio attivo pembrolizumab erano prodotti principalmente da aziende farmaceutiche americane, ma ora esiste anche un produttore in Russia, il che sta ampliando la fornitura a diversi paesi, tra cui il Vietnam. Secondo il dottor Duy Anh, la diversità dei produttori per questo gruppo di farmaci è simile a quella degli antibiotici comuni come l'amoxicillina, che viene prodotta in molti paesi ma conserva lo stesso principio attivo e lo stesso effetto terapeutico. "Avere ulteriori fonti di approvvigionamento non cambia la natura o il meccanismo del farmaco, ma lo rende più accessibile ai pazienti e riduce l'onere finanziario", ha affermato. Pembroria è un farmaco per il trattamento del cancro che agisce attraverso il sistema immunitario. Pembroria è indicato nel trattamento di molti tipi di cancro, tra cuiil carcinoma polmonarenon a piccole cellule, il melanoma, il cancro del colon-retto, il cancro della cervice uterina, il carcinoma a cellule renali e il cancro al seno. È stata osservata un'elevata efficacia, in particolare nei pazienti con una risposta immunitaria adeguata. A seconda del tipo di tumore, si consiglia ai pazienti di continuare il trattamento con Pembrolizumab fino a quando non si manifestino segni di progressione della malattia o tossicità inaccettabile. Oltre al trattamento prescritto, i pazienti devono essere consapevoli anche delle potenziali reazioni avverse immuno-correlate che possono verificarsi durante l'utilizzo di Pembroria, in modo da poter apportare le opportune modifiche, come la sospensione temporanea o definitiva del trattamento. Il Dipartimento per l'Amministrazione dei Farmaci (Ministero della Salute) ha appena emesso una decisione che concede i certificati di registrazione per 14 tipi di vaccini e prodotti biologici, tra cui Pembroria (Pembrolizumab 100 mg/4 ml) prodotto dalla società a responsabilità limitata "PK-137" della Russia, registrata a nome di Anabion Pharmaceutical Trading Ltd (Emirati Arabi Uniti). Secondo gli esperti, l'immunoterapia – che include farmaci come Pembroria – sta aprendo una possibilità di sopravvivenza per molti pazienti affetti da tumore in stadio avanzato, soprattutto quando i metodi tradizionali come la chemioterapia e la radioterapia non sono più efficaci. Tuttavia, l'uso di questi farmaci deve attenersi scrupolosamente alle linee guida del Ministerodella Salutee alle prescrizioni dei medici specialisti. Parlando con un giornalista di VTC News, il professore associato Pham Van Binh, vicedirettore del K Hospital, la principale struttura specializzata in oncologia del paese, ha affermato che l'ospedale non ha ancora incluso Pembroria (un prodotto contenente il principio attivo Pembrolizumab, fabbricato in Russia) nei suoi protocolli di trattamento per i pazienti. L'aggiornamento sull'utilizzo dei nuovi farmaci nel trattamento del cancro è sempre una priorità assoluta per l'unità, ma deve attenersi alle procedure professionali e alle linee guida ufficiali del Ministero della Salute e dell'Agenzia regolatoria sui farmaci. “Diamo sempre la priorità ai progressi nel trattamento del cancro per offrire ai pazienti maggiori possibilità di sopravvivenza. Tuttavia, l'introduzione di nuovi farmaci deve basarsi su provescientifiche, raccomandazioni terapeutiche e sull'approvazione delle autorità regolatorie”,ha affermato il signor Binh. Vtcnews.vn Fonte: https://vtcnews.vn/thuoc-ung-thu-pembroria-cua-nga-dieu-tri-loai-ung-thu-nao-ar986772.html
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47.0/100
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Criteri Critici
L’infettivologo Andreoni: “Questa malattia diventa trasmissibile quando la persona presenta sintomi Questo rende più facile isolare i malati”
Tutte le persone che arrivano da zone ad alto rischio e che hanno avuto contatti con soggetti positivi a Ebola vengono tracciate e messe sotto sorveglianza. Ci sono procedure e protocolli che hanno dimostrato di funzionare. Questo è un elemento di tranquillità, perché le misure in atto funzionano, come ricorda Massimo Andreoni, membro del Consiglio Superiore di Sanità e professore emerito di Malattie infettive all'Università di Roma Tor Vergata, commentando l'arrivo in Italia della chirurga che ha operato in Congo un paziente poi rivelatosi infettato. La donna resterà in isolamento per 21 giorni ma, "se pure dovesse esserci un caso in Italia, difficilmente causerebbe un focolaio. Non siamo certo di fronte a un evento pandemico", spiega l'esperto, che mette in guardia dalla "trasmissione attraverso sperma e latte materno, che può avvenire anche diverse settimane dopo la guarigione".
La seconda considerazione, prosegue Andreoni in un’intervista all’Ansa, è "che questa malattia diventa trasmissibile quando la persona presenta sintomi, in particolare attraverso il contatto con vomito e sangue. Questo rende più facile isolare i malati. Il fatto che l'indice di trasmissibilità sia compreso tra 1,3 e 1,9, mentre il Covid inizialmente era a 3 ed è arrivato a 16 con la variante Omicron, dimostra che Ebola è nettamente meno trasmissibile. Questo dice la letteratura scientifica e l'Oms, poi le eccezioni possono esserci". Con la guarigione si smette di essere infettivi, tranne due eccezioni.
"Nello sperma il virus può essere presente per settimane, addirittura fino a 19 mesi dopo la fine dei sintomi Per questo - aggiunge Andreoni - i rapporti sessuali andrebbero protetti per un anno e mezzo. Più la malattia è stata grave, più il periodo può essere prolungato. Allo stesso modo, il latte materno può essere veicolo di trasmissione madre-figlio per diverse settimane dopo la guarigione". Quanto alla capacità di individuare il virus, abbiamo test validi ed efficaci. "La diagnosi si effettua in genere attraverso prelievi di sangue con PCR, un test che amplifica il materiale virale. Anche se Bundibugyo è un ceppo meno frequente di altri, è comunque è la terza volta che si presenta: è leggermente mutato ma non in modo significativo quindi genoma vitale è noto", precisa. Di terapie e vaccini al momento non ce ne sono, ma di anticorpi monoclonali ceppo-specifici ne abbiamo già alcuni per lo Zaire, che è più frequente. "Non funzionano per questo ceppo - conclude - ma sono tecnologie facilmente aggiornabili".
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
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54.1/100
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Criteri Critici
Raddoppia quasi l'efficacia della chemioterapia con una vitamina di uso comune. Vietnam.vn
Gli scienziatidella Facoltà di Medicina Botucatu dell'Università Statale di San Paolo (Brasile) hanno condotto uno studio su 80 pazienti affette da tumore al seno, di età superiore ai 45 anni, che avevano iniziato il trattamento oncologico presso l'ospedale della Facoltà di Medicina Botucatu dell'Università Statale di San Paolo. Aumenta l'efficacia della chemioterapia semplicemente integrando con basse dosi di vitamina D. Foto: AI I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: un gruppo di 40 persone ha ricevuto 2.000 UI (unità internazionali) di vitamina D al giorno, mentre l'altro gruppo di 40 ha ricevuto un placebo. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a chemioterapia per ridurre le dimensioni del tumore prima dell'intervento chirurgico. La maggior parte dei partecipanti presentava bassi livelli di vitamina D nel sangue, ovvero inferiori a 20 ng/mL, rispetto all'intervallo raccomandato di 40-70 ng/mL. La professoressa Carvalho-Pessoa ha affermato: "Nei pazienti che hanno assunto integratori, i livelli di vitamina D sono aumentati durante la chemioterapia, contribuendo così alla guarigione". I risultati sono stati sorprendenti: l'integrazione di vitamina D a basso dosaggio ha quasi raddoppiato l'efficacia della chemioterapia. Nello specifico, dopo 6 mesi di trattamento, tra coloro che assumevano vitamina D, il 43% ha visto scomparire i tumori dopo la chemioterapia, rispetto al 24% nel gruppo placebo. Ciò significa che l'assunzione di vitamina D ha aumentato l'efficacia della chemioterapia di 1,79 volte, secondoScitech Daily. Questa nuova scoperta apre la strada a ulteriori ricerche sul ruolo di supporto della vitamina D nell'efficacia del trattamento del cancro. Foto: AI L'autore dello studio, il professor Eduardo Carvalho-Pessoa della Facoltà di Medicina di Botucatu, ha affermato: "Anche con un numero ridotto di partecipanti, si può comunque osservare una differenza significativa nell'efficacia della chemioterapia. Inoltre, il dosaggio utilizzato nello studio (2.000 UI al giorno) è piuttosto basso". I risultati suggeriscono che la vitamina D potrebbe sostituire altri farmaci progettati per potenziare l'efficacia della chemioterapia, soprattutto quelli di difficile reperibilità. La vitamina D aiuta l'organismo ad assorbire calcio e fosforo, entrambi essenziali per la salute delle ossa. Recenti ricerche hanno inoltre dimostrato che la vitamina D supporta il sistema immunitario e combatte infezioni e malattie, incluso il cancro. Tuttavia, la maggior parte degli studi sul legame tra vitamina D e cancro ha utilizzato dosi elevate di vitamina D. Per i ricercatori, questi risultati aprono la strada a ulteriori studi sul ruolo di supporto della vitamina D nell'efficacia del trattamento del cancro. Il professor Carvalho-Pessoa ha concluso: "Questi sono risultati incoraggianti, che forniscono una base per ricerche su larga scala. Ciò consentirà una migliore comprensione del ruolo della vitamina D nell'aumentare l'efficacia della chemioterapia, incrementando così le probabilità di remissione del cancro." La vitamina D viene assorbita principalmente attraverso l'esposizione alla luce solare e il cibo. È importante notare che un eccesso di vitamina D può causare vomito, debolezza muscolare, dolori ossei e calcoli renali, secondoScitech Daily. Fonte: https://thanhnien.vn/dot-pha-tang-gan-gap-doi-hieu-qua-hoa-tri-bang-loai-vitamin-quen-thuoc-185250628193339396.htm
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Criteri Critici
L'ospedale generale di Tam Anh investe nella prima "super macchina" per radioterapia protonica di nuova generazione in Asia. Vietnam.vn
Progressi nella terapia oncologica ad alta tecnologia in Vietnam La cerimonia di firma si è svolta nell'ambito della visita di inizio anno del Segretario Generale To Lam , volta a partecipare ad attività di cooperazione strategica globale tra Vietnam e Stati Uniti in materia di pace e sviluppo sostenibile. Nel corso della cerimonia, le parti hanno ribadito l'importanza della cooperazione tra il Vietnam e gli Stati Uniti, concentrandosi sulla scienza e la tecnologia moderne, comprese le tecnologie applicate alla medicina e alla sanità. Sandra Rousselle, Vicepresidente delle Risorse Umane e degli Affari Esteri di Mevion, ha affermato che il sistema di radioterapia protonica MEVION S250-FIT rappresenta l'ultima generazione di tecnologie all'avanguardia per il trattamento mirato del cancro tramite protonterapia. MEVION S250-FIT integra l'intelligenza artificiale, facilitando l'identificazione di tumori microscopici o situati in posizioni difficili da raggiungere, controllando il fascio di radiazioni per colpire direttamente il tumore, massimizzando l'efficacia del trattamento e proteggendo al contempo i tessuti sani. L'ospedale Tam Anh ha ordinato con successo la "super macchina" per la radioterapia protonica MEVION S250-FIT, con la previsione che aiuterà i pazienti oncologici a ricevere un trattamento altamente efficace, sicuro ed economicamente vantaggioso. Foto: Mevion.
La FDA ha approvato ufficialmente il sistema MEVION S250-FIT nell'ottobre 2025. Il numero di sistemi disponibili sul mercato è molto limitato a causa della complessità e della sofisticatezza della tecnologia. Il Vietnam è il secondo Paese al di fuori degli Stati Uniti, e il primo in Asia, ad aver potuto ordinare il sistema, il software e la tecnologia nella sua versione migliore, equivalente a quella utilizzata nei principali ospedali oncologici di tutto il mondo . Trattamento oncologico di livello internazionale a un costo accessibile.
L'ultima versione del Proton MEVION S250-FIT, la "super macchina" per la radioterapia oncologica integrata con l'intelligenza artificiale avanzata, offre ai pazienti oncologici vietnamiti l'opportunità di accedere ai metodi di radioterapia più innovativi al mondo direttamente nel proprio Paese, beneficiando di trattamenti sicuri, economicamente vantaggiosi e conformi agli standard internazionali. Questo sistema di radioterapia avanzato vanta un design "tutto in uno" che integra un acceleratore, intelligenza artificiale, tomografia computerizzata (TC), tecnologia di irradiazione avanzata e scansione del fascio ultraveloce e precisa. Il MEVION S250-FIT offre prestazioni eccezionali con una rivoluzionaria potenza di uscita di 10 Tesla e la tecnologia del magnete sincrociclotrone superconduttore ad alto campo, che si traduce in un acceleratore significativamente compatto, in grado di erogare un fascio di protoni ad alta energia per una distruzione ottimale del tumore anche in sedi complesse. Tecnologia all'avanguardia HYPERSCAN™: la commutazione degli strati e la scansione sono 20 volte più veloci, riducendo gli errori dovuti ai movimenti respiratori e ai modelli di respirazione, aumentando la precisione. Collimatore multilamellare Advanced Adaptive Aperture®: i bordi del fascio sono 3 volte più nitidi rispetto alle macchine convenzionali, focalizzandosi con precisione sui tumori, massimizzando la protezione dei tessuti sani e minimizzando gli effetti collaterali. La radioterapia con fotoni (raggi X) eroga dosi di radiazioni al tumore, ma può comunque "penetrare" al di sotto di esso, danneggiando il tessuto sano lungo il percorso del fascio; la moderna radioterapia con protoni, con il suo fascio di energia "mirato", distrugge i tumori in modo efficace e sicuro. (Immagine: Ospedale Generale Tam Anh)
Radioterapia ad arco intelligente SmartARC™: il fascio di protoni si muove in modo flessibile intorno al corpo, distribuendo la dose in modo uniforme, riducendo i tempi di trattamento e contribuendo a diminuire lo stress e l'affaticamento dei pazienti. Le scansioni TC diagnostiche eseguite nella posizione di trattamento (a doppia energia e con ampio campo magnetico) aiutano a individuare la posizione del tumore e la sua relazione con gli organi sani, consentendo una correzione precisa del posizionamento e riducendo il rischio di disallineamenti anche di pochi millimetri. L'integrazione dell'intelligenza artificiale consente a RayStation di creare piani di trattamento adattivi per ogni paziente: rileva automaticamente anche i più piccoli cambiamenti nel corpo (come la riduzione del tumore, la perdita di peso, ecc.) per regolare istantaneamente il dosaggio delle radiazioni, aumentando la precisione e la coerenza.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?3
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
58.1/100
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Criteri Critici
Evoluzione dei radioligandi: la tecnologia che unisce diagnosi e terapia oncologica Quotidiano Sanità
La terapia con radioligandi (RLT) è un’evoluzione della medicina nucleare che combina radiazioni e medicina di precisione. Il suo elemento distintivo è la capacità di integrare diagnostica avanzata e intervento terapeutico in un modello “see it, treat it”: un meccanismo che consente di colpire selettivamente le cellule tumorali, limitando l’impatto sui tessuti sani. Ne abbiamo parlato con Fabio Calabrò, Direttore UOC Oncologia Medica 1, Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” di Roma.
Un meccanismo d’azione innovativo
“Negli ultimi 5-10 anni la ricerca scientifica si è concentrata sulle proteine espresse esclusivamente o prevalentemente a livello di cellule neoplastiche, da usare come bersaglio”, spiega Calabrò. Nel caso della terapia con radioligandi questi target diventano l’obiettivo di isotopi radioattivi progettati proprio per legare la proteina presente sul tumore.
Il meccanismo d’azione si articola su tre componenti fondamentali: un ligando (o sonda molecolare), un chelante e un radionuclide. Il ligando è progettato per legarsi a marcatori proteici selettivamente sovraespressi sulla superficie delle cellule tumorali o dello stroma. Una volta iniettato, il radiofarmaco si aggancia al target e penetra nella cellula mediante internalizzazione ed elaborazione lisosomiale. Nella fase diagnostica, il ligando viene coniugato a un emettitore di positroni o fotoni per mappare quantitativamente tutte le lesioni corporee tramite PET o SPECT, rivelando l’esatta biologia e l’eterogeneità del tumore. Successivamente, per l’azione terapeutica, lo stesso ligando (o uno strutturalmente analogo) viene armato con un radionuclide citotossico ad alta energia, come le particelle beta o alpha. Queste radiazioni ionizzanti depositano la loro energia direttamente nel nucleo cellulare, inducendo rotture dei filamenti del Dna e innescando la morte cellulare programmata per apoptosi, preservando i tessuti sani circostanti.1,2
Teranostica: tratto ciò che vedo
“La terapia con radioligandi rappresenta una straordinaria innovazione anche perché mette insieme diagnostica e terapia: questa nuova scienza prende il nome di teranostica”. Come sottolinea l’esperto, è la prima volta che si interviene terapeuticamente solo su ciò che si vede. “Se fino ad ora abbiamo cercato questi target molecolari analizzando le mutazioni e usando metodiche di anatomia patologica o biologia molecolare, oggi disponiamo di un esame diagnostico che ci aiuta a capire quali pazienti possono beneficiare del trattamento e quali no”.
In questo modo si supera il classico approccio clinico per tentativi ed errori, consentendo di stratificare in anticipo i pazienti responder dai non-responder e prevenendo trattamenti oncologici non necessari. A differenza dell’imaging puramente anatomico (come TC o RM), questa tecnologia visualizza in vivo e quantifica la biologia, la funzione e l’eterogeneità molecolare dell’intero carico tumorale corporeo. Rispetto alla tradizionale analisi immunoistochimica delle biopsie — limitata al solo tessuto campionato — la tomografia a emissione di positroni (PET) mappa simultaneamente tutte le lesioni del corpo, evidenziando l’eterogeneità interlesionale e intralesionale dei bersagli. Inoltre, la radioteranostica scardina i rigidi protocolli a dosaggio fisso, muovendosi verso una medicina personalizzata e dinamica in cui il monitoraggio dosimetrico e l’imaging multitracciale periodico consentono di rilevare in tempo reale l’evoluzione dei target tumorali, ottimizzando l’indice terapeutico e adattando i cicli di cura alla biologia specifica di ogni singolo paziente.1,2
Dal passato al futuro
Sebbene la storia della terapia con radioligandi affondi le sue radici nei primi anni ’40 con l’introduzione dello Iodio-131 per il trattamento dei tumori della tiroide, è oggi che stiamo assistendo a uno sviluppo estremamente tumultuoso e senza precedenti. “È ormai naturale prevedere che nei prossimi dieci anni, a patto di riuscire a identificare per ogni diversa forma tumorale un target specifico espresso quasi esclusivamente dalla malattia, disporremo di una terapia con radioligandi per quasi ogni tipo di neoplasia”, sostiene Calabrò.
Il futuro di questa disciplina si muove verso un progressivo affinamento dell’efficacia, a partire dall’evoluzione stessa degli isotopi radioattivi. “L’attuale standard clinico, basato prevalentemente sulle emissioni di radiazioni di tipo beta, è destinato a essere sostituito nel prossimo futuro da radiazioni ancora più precise e con minori effetti collaterali per gli organi circostanti, come le particelle alpha”.
Oltre al miglioramento intrinseco dell’isotopo e del suo effetto tossico sulla cellula tumorale , si apre una straordinaria stagione di terapie combinate. “Questo è reso possibile dalla scarsa sovrapposizione di tossicità tra i radioligandi e i più nuovi trattamenti a bersaglio molecolare”. Come l’immunoterapia: il radioligando è in grado di indurre un tipo di danno biologico mirato che destabilizza il tumore, rendendo la malattia significativamente più suscettibile, vulnerabile e ricettiva all’azione immunoterapica. È proprio in questa direzione sinergica che si sta delineando il prossimo futuro dei trattamenti oncologici.
Bibliografia
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?3
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Triomics ottiene 22 milioni di dollari per l'AI che rivoluziona l'oncologia Blasting News
Triomics, startup fondata nel 2021, ha recentemente annunciato un significativo finanziamento di Serie B da 22 milioni di dollari. Questo round, guidato da Battery Ventures con la partecipazione di Nexus Venture Partners, Lightspeed e Y Combinator, mira a potenziare la sua piattaforma AI-powered specializzata nell'oncologia. La tecnologia di Triomics è progettata per alleggerire il carico amministrativo e ottimizzare i processi nei centri antitumore, migliorando l'efficienza e la cura del paziente.
Un'AI per l'oncologia
La piattaforma di Triomics si distingue per la sua impronta verticale, offrendo soluzioni AI applicate all'oncologia per automatizzare compiti complessi.
Questi includono l'identificazione dei trial clinici più idonei per i pazienti e la preparazione delle visite. Attraverso l'integrazione di riassunti paziente generati dall'AI direttamente nei flussi di lavoro esistenti, Triomics riduce il tempo di preparazione delle visite, consentendo agli oncologi di dedicare più tempo ai malati.
Efficienza operativa e contrasto al burnout
Nel contesto oncologico, caratterizzato da fascicoli clinici estremamente complessi e voluminosi, l'automazione offerta da Triomics porta a benefici operativi tangibili. La preparazione automatizzata degli appuntamenti e la generazione di riassunti verificabili contribuiscono a decongestionare i carichi di lavoro, contrastando il burnout del personale clinico e rendendo più efficiente l'operato in centri oncologici spesso saturi di dati.
Supporto alla compliance normativa
Un'altra applicazione cruciale della piattaforma è l'automazione dell'invio dei report tumorali ai registri governativi, un obbligo legale per i centri oncologici. Triomics facilita la gestione di questa procedura in modo rapido ed efficiente, liberando risorse operative preziose.
Vantaggio competitivo e crescita rapida
Il vantaggio competitivo di Triomics risiede nell'addestramento specifico dei suoi modelli su dati oncologici, a differenza delle AI generiche. Questa specializzazione ha portato all'adozione della piattaforma da parte di istituzioni di spicco come il Memorial Sloan Kettering e lo Yale Cancer Center. La startup ha dimostrato una crescita rapida, quadruplicando la propria clientela aziendale e registrando un fatturato ricorrente annualizzato decuplicato nell'ultimo anno.
Sviluppi futuri e visione strategica
Prima di questo recente round, Triomics aveva già raccolto 15 milioni di dollari in Serie A nel 2024. Questi fondi erano stati destinati allo sviluppo di OncoLLM™, una serie di modelli linguistici su misura per l'oncologia, volti ad automatizzare il matching per i trial clinici e l'estrazione di dati dalle cartelle cliniche. Con il nuovo finanziamento, Triomics intende espandere ulteriormente le sue capacità AI, esplorando nuovi moduli e casi d'uso come le coorti per la ricerca, il quality reporting e l'oncologia di precisione, consolidando l'integrazione nei sistemi clinici esistenti. La strategia di specializzazione verticale in un settore così complesso si conferma vincente.
In sintesi, Triomics rafforza la validità della sua roadmap futura, che spazia dall'estrazione di dati clinici non strutturati alla generazione di riassunti oncologici, dalla compliance normativa alla riduzione del carico operativo. Il nuovo finanziamento da 22 milioni di dollari fornisce le risorse necessarie per scalare ulteriormente verso una visione concreta: un'AI oncologica che diventi una vera e propria infrastruttura digitale per i centri antitumore.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
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Criteri Critici
I pazienti oncologici che hanno accesso alla radioterapia moderna sono coperti dall'assicurazione sanitaria. Vietnam.vn
Presso la sede di Quan Su (Hanoi) dell'ospedale K, sono entrati ufficialmente in funzione un sistema di radioterapia di nuova generazione e moderne apparecchiature mediche per la diagnosi e il trattamento del cancro.
Durante la cerimonia di inaugurazione, il Professor Dr. Le Van Quang, Direttore dell'Ospedale K, ha dichiarato che il moderno sistema di radioterapia è costituito da due acceleratori lineari Versa HD di ultima generazione, che consentono il pieno utilizzo delle tecniche più avanzate attualmente disponibili, con una dose rate fino a 1.500-2.200 MU/minuto, riducendo i tempi di trattamento da 10 minuti a 2-3 minuti; e permettendo al contempo la massima concentrazione di dose sul tumore, proteggendo gli organi sani circostanti l'area di trattamento.
Il sistema simula e monitora anche i movimenti della superficie corporea del paziente, controllando il movimento del tumore a ogni respiro, garantendo così un trattamento radioterapico preciso, sicuro e non invasivo; vengono inoltre applicate tecniche di controllo respiratorio per ottimizzare la dose di radiazioni. La procedura radioterapica è conforme alle raccomandazioni delle Società Americana ed Europea di Radioterapia, assicurandone sicurezza ed efficacia.
Oltre alla radioterapia oncologica, l'Ospedale K ha investito in sistemi per la biochimica e l'ematologia, la preparazione centralizzata di farmaci, l'anatomia patologica, la chirurgia, l'anestesia e la rianimazione, nonché nell'endoscopia funzionale; la struttura di Quan Su ha inoltre aggiunto centinaia di dispositivi a supporto della diagnosi, dello screening e del trattamento del cancro.
Tra queste figurano otto moderni sistemi endoscopici; più di 30 dispositivi per test diagnostici; un sistema di chirurgia endoscopica 3D ad altissima risoluzione per immagini accurate; scanner per risonanza magnetica; un apparecchio per biopsia mammaria con aspirazione sottovuoto; un apparecchio per ablazione a radiofrequenza; un sistema di mammografia digitale; uno scanner per tomografia computerizzata (TC) a 64 strati con capacità di simulazione per la pianificazione della radioterapia..., tutti messi in funzione per soddisfare le esigenze mediche dei pazienti.
I rappresentanti dell'ospedale K hanno dichiarato che le moderne apparecchiature utilizzate per la diagnosi e il trattamento sono coperte dall'assicurazione sanitaria secondo i livelli di indennizzo previsti, garantendo così i diritti dei pazienti oncologici in possesso di tessera sanitaria.
Di recente, l'ospedale K ha ricevuto 790 miliardi di VND in capitale di investimento dal bilancio statale; e ha ricevuto un aiuto a fondo perduto dal governo giapponese sotto forma di attrezzature per un valore di 1,83 miliardi di yen (equivalenti a 300 miliardi di VND).
Gli interventi di ammodernamento presso la struttura di Quan Su contribuiscono ad alleggerire il carico di lavoro delle altre strutture dell'Ospedale K, garantendo l'accesso a tecnologie avanzate e conformi agli standard internazionali direttamente in Vietnam e consentendo di raggiungere un'elevata efficacia nel trattamento del cancro.
In precedenza, l'ospedale K era sovraccarico di pazienti sottoposti a radioterapia, e molti malati di cancro dovevano sottoporsi a sedute di radioterapia notturna.
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Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
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Advanced Uro-Oncology Days: dall'ADC alla telechirurgia, il futuro dell'oncologia urologica. Online l'Instant Book pharmastar.it
Le neoplasie urologiche rappresentano oggi circa il 30% dei tumori solidi diagnosticati ogni anno in Italia e stanno vivendo una fase di profonda trasformazione grazie all’arrivo di nuove terapie, biomarcatori sempre più sofisticati e tecnologie innovative.Questo Instant Book racconta i temi emersi durante la quarta edizione degliAdvanced Uro-Oncology Days, evento multidisciplinare organizzato da Over Group, che ha riunito a Castelfranco Veneto oncologi medici, urologi e radioterapisti per fare il punto sulle più recenti novità nel trattamento deitumori della prostata, dellavescica, delrenee deltesticolo.Attraverso articoli di approfondimento e una serie di video interviste esclusive ai protagonisti dell’evento, lo Speciale esplora la rivoluzione terapeutica portata dalla combinazione enfortumab vedotin-pembrolizumab nel carcinoma uroteliale avanzato, il ruolo crescente dei biomarcatori nella medicina personalizzata, le nuove frontiere della chirurgia robotica e della telechirurgia, nonché l’evoluzione della radioterapia guidata dalle immagini e supportata dall’intelligenza artificiale.Un percorso che mette in evidenza come l’integrazione traoncologia medica,urologiaeradioterapiastia ridefinendo gli standard di cura, aprendo scenari sempre più innovativi per i pazienti con tumori urologici.Buona lettura e buona visione! Le neoplasie urologiche rappresentano oggi circa il 30% dei tumori solidi diagnosticati ogni anno in Italia e stanno vivendo una fase di profonda trasformazione grazie all’arrivo di nuove terapie, biomarcatori sempre più sofisticati e tecnologie innovative.Questo Instant Book racconta i temi emersi durante la quarta edizione degliAdvanced Uro-Oncology Days, evento multidisciplinare organizzato da Over Group, che ha riunito a Castelfranco Veneto oncologi medici, urologi e radioterapisti per fare il punto sulle più recenti novità nel trattamento deitumori della prostata, dellavescica, delrenee deltesticolo. Attraverso articoli di approfondimento e una serie di video interviste esclusive ai protagonisti dell’evento, lo Speciale esplora la rivoluzione terapeutica portata dalla combinazione enfortumab vedotin-pembrolizumab nel carcinoma uroteliale avanzato, il ruolo crescente dei biomarcatori nella medicina personalizzata, le nuove frontiere della chirurgia robotica e della telechirurgia, nonché l’evoluzione della radioterapia guidata dalle immagini e supportata dall’intelligenza artificiale.Un percorso che mette in evidenza come l’integrazione traoncologia medica,urologiaeradioterapiastia ridefinendo gli standard di cura, aprendo scenari sempre più innovativi per i pazienti con tumori urologici.Buona lettura e buona visione! Ti č piaciuto l'articolo? Condividilo:
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Criteri Critici
Svolta nella prevenzione oncologica: le nuove linee guida includono il test del sangue per lo screening del tumore al colon MeteoWeb
L’architettura della medicina preventiva sta vivendo una transizione storica destinata a cambiare radicalmente le strategie di contrasto a una delle neoplasie più diffuse e letali del mondo occidentale. Secondo quanto capillarmente documentato in un recente e rilevante report pubblicato dalla sezione medica del Washington Post, le autorità sanitarie e i comitati scientifici di riferimento hanno ufficialmente aggiornato i protocolli clinici inserendo un innovativo test del sangue all’interno del paniere delle opzioni raccomandate per lo screening del tumore al colon. Questo passo formale rappresenta una svolta di eccezionale portata, poiché scardina il vecchio paradigma diagnostico incentrato quasi esclusivamente su esami invasivi o percepiti come sgradevoli dai pazienti, offrendo una valida e scientificamente validata alternativa clinica per identificare precocemente le anomalie cellulari prima che si trasformino in patologie irreversibili.
La tecnologia genomica dietro il biomarcatore ematico
La validazione scientifica di questo nuovo strumento diagnostico poggia su anni di rigorosa sperimentazione clinica e sul perfezionamento delle tecnologie di sequenziamento genetico ad altissima sensibilità. Il prelievo ematico approvato non si limita a cercare generici indici infiammatori, ma va a rintracciare microscopici frammenti di DNA tumorale circolante (ctDNA) e specifici biomarcatori genomici rilasciati dalle cellule cancerose o dai polipi precancerosi in evoluzione all’interno del flusso sanguigno. Gli studi clinici presentati dagli esperti evidenziano che il test possiede un’elevata accuratezza nell’individuare i tumori colorettali in stadio iniziale, offrendo una specificità e una sensibilità che soddisfano pienamente i serrati standard richiesti per la diagnosi precoce, configurandosi come un’arma tecnologica d’avanguardia in grado di intercettare la malattia nel momento esatto in cui le probabilità di guarigione definitiva risultano massime.
L’impatto sulla salute pubblica e il superamento delle barriere psicologiche
Il vero valore sistemico di questa riforma delle linee guida non risiede soltanto nella sofisticazione tecnologica della biochimica, ma nella sua straordinaria capacità di impatto sulla salute pubblica globale. Nonostante l’efficacia comprovata dei metodi tradizionali, una percentuale drammaticamente elevata della popolazione eleggibile rifiuta o rimanda continuamente i controlli a causa della radicata ansia psicologica associata alla colonscopia o per la macchinosa gestione logistica legata alla raccolta dei campioni fecali a domicilio. Introducendo la possibilità di eseguire lo screening attraverso un semplice e ordinario prelievo venoso, effettuabile durante un qualsiasi controllo medico di routine, gli oncologi prevedono un incremento verticale dell’adesione ai controlli preventivi. Abbattere queste barriere psicologiche e culturali permetterà di estendere la protezione diagnostica a milioni di cittadini precedentemente non monitorati, riducendo l’incidenza dei casi diagnosticati in fase avanzata.
Il ruolo complementare della colonscopia e le prossime sfide del sistema sanitario
L’aggiornamento dei protocolli non mira a sostituire integralmente gli standard diagnostici preesistenti, bensì a ridefinire un modello integrato e complementare di medicina di precisione. I gastroenterologi sottolineano con fermezza che la colonscopia mantiene intatto il proprio ruolo di gold standard insostituibile, rivestendo una duplice funzione diagnostica e terapeutica, in quanto unico strumento capace di procedere alla contestuale rimozione chirurgica dei polipi individuati. Il test ematico deve essere inteso come un formidabile filtro di primo livello: in caso di esito positivo, il paziente dovrà necessariamente sottoporsi all’esame endoscopico di conferma. La sfida futura per i sistemi sanitari risiederà nel garantire la sostenibilità economica di questa innovazione, promuovendo un’adeguata copertura finanziaria che renda il test del sangue universalmente accessibile, affinché la prevenzione oncologica smetta di essere un percorso ostacolato dalla paura e si trasformi in un gesto di cura semplice, accessibile e salvavita.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
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Criteri Critici
Un grazie al reparto di Radioterapia del Parini per professionalità e umanità AostaSera -
Desidero esprimere, con sincera riconoscenza, i miei più sentiti ringraziamenti a tutto il personale medico e sanitario, alla segreteria, alla Coordinatrice e al Direttore del reparto di Radioterapia dell’ospedale Parini di Aosta.
In un momento così delicato e difficile, la professionalità, la competenza e la dedizione dimostrate quotidianamente da ciascuno di voi hanno rappresentato un punto di riferimento fondamentale. Non meno importante è stata la cortesia e l’umanità con cui avete saputo relazionarvi con mia mamma.
Affrontare un percorso di cura complesso non è mai semplice, né per il paziente né per chi gli sta accanto. La Vostra presenza attenta e la Vostra disponibilità hanno contribuito in modo concreto a rendere questo cammino più sereno, trasmettendo quella fiducia che, in certi momenti, fa davvero la differenza.
Ritengo doveroso che questo riconoscimento venga espresso apertamente, perché il vostro lavoro — spesso silenzioso e lontano dai riflettori — merita di essere visto e apprezzato.
Vi porgo i più sinceri ringraziamenti, a nome di mia mamma e mio.
PB