📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
43.0/100
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Criteri Critici
Terapia genica e ricerca scientifica: gli studenti incontrano l’esperto dell’Università di Ferrara Rovigo.News
BADIA POLESINE (Rovigo) – Nella mattinata del 15 maggio, le classi 3B TCS, 5B TCS, 5A TCA, 5A L, 5A SA e 5B SA hanno partecipato a un importante incontro dedicato al tema della terapia genica e delle malattie ereditarie. Ospite dell’evento è stato il professor Mirko Pinotti, docente dell’Università degli Studi di Ferrara, che ha guidato gli studenti in un approfondimento sulle più recenti innovazioni nel campo della medicina genetica.
Nel corso dell’incontro, il professor Pinotti ha illustrato come la terapia genica rappresenti oggi una delle frontiere più avanzate della ricerca biomedica, offrendo nuove prospettive nella cura delle anemie ereditarie e di numerose patologie genetiche. Attraverso esempi concreti e un linguaggio chiaro e accessibile, il relatore ha spiegato come queste tecnologie possano, in alcuni casi, intervenire direttamente sulle cause delle malattie, aprendo scenari fino a pochi anni fa impensabili.
L’iniziativa ha rappresentato anche un’importante occasione di orientamento e crescita personale. L’esperienza accademica e professionale del professor Mirko Pinotti ha permesso agli studenti di avvicinarsi al mondo della ricerca scientifica, conoscendone non solo gli aspetti più innovativi, ma anche il percorso umano e formativo che conduce a una carriera universitaria.
Durante il dialogo con gli studenti, il docente ha condiviso le difficoltà affrontate, le scelte compiute e i traguardi raggiunti nel proprio percorso professionale, sottolineando il valore di curiosità, impegno e perseveranza come elementi fondamentali per chi desidera intraprendere studi e professioni nel settore scientifico.
Gli studenti hanno partecipato con interesse e attenzione, ponendo domande sui temi dell’innovazione biomedica, delle opportunità universitarie e delle implicazioni etiche legate allo sviluppo delle nuove tecnologie genetiche. L’incontro si è così trasformato in un momento di confronto e riflessione, capace di stimolare consapevolezza e spirito critico sul ruolo della scienza nella società contemporanea.
A concludere l’evento è stata una frase che ha lasciato un segno particolare nei presenti: “Alla vostra età puntate sempre alla scelta più difficile da realizzare”. Un messaggio che ha invitato i ragazzi a guardare al futuro con ambizione, determinazione e fiducia nelle proprie capacità, incoraggiandoli a inseguire i propri obiettivi senza paura delle sfide.
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Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
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Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Un giorno intero in sala operatoria all'Ospedale di Mestre, con due équipe specialistiche - quelle di Chirurgia toracica e di Chirurgia plastica - impegnate fianco a fianco con il supporto degli anestesisti: la signora sottoposta all'intervento, però, ha v...…
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
42.6/100
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Criteri Critici
Terapia CAR-T per il mieloma multiplo Sanihelp.it
Sanihelp.it – Il midollo osseo è il tessuto spugnoso presente nella parte centrale di alcune ossa, che ha il compito di produrre le cellule del sangue.
Nel mieloma sono alterate le plasmacellule, cellule specializzate nella produzione degli anticorpi (gammaglobuline), la cui eccessiva riproduzione causa l’espansione del midollo osseo fino a provocare il rigonfiamento e a volte la frattura delle ossa e un aumento degli anticorpi nel sangue.
Il mieloma si chiama multiplo perché si può presentare in diverse zone del corpo, come la colonna vertebrale, le costole, il bacino e il cranio. Non è un tipo di tumore molto comune e non se ne conosce ancora la causa, sebbene si sappia che è più frequente nelle persone sopra i 65 anni di età e nelle persone di colore.
Seppure questa malattia sia ancora difficile da debellare definitivamente, anno dopo anno la ricerca compie progressi, facendo aumentare le speranze di guarigione. L’ultima introduzione è ciltacabtagene autoleucel, una terapia cellulare CAR-T per i pazienti adulti con mieloma multiplo recidivato e refrattario che hanno ricevuto almeno una precedente terapia senza trarne il beneficio sperato. Infatti, il problema è che la maggior parte dei pazienti va incontro a remissioni temporanee seguite da ricadute.
«Avere la possibilità di trattare con ciltacabtagene autoleucel un paziente con mieloma multiplo che ha ricevuto solo una linea di terapia, a differenza di pazienti in recidiva dopo almeno 3 linee di terapia – attuale approvazione delle CAR-T in Italia – significa intervenire in una fase di malattia in cui ci si aspetta una maggiore efficacia dei trattamenti, sia per una minor potenziale resistenza alle terapie, sia perché ci si avvale di un sistema immunitario meno compromesso rispetto a uno sottoposto a molteplici interventi terapeutici. I dati disponibili su ciltacabtagene autoleucel mostrano l’efficacia del farmaco anche nei pazienti che hanno mostrato refrattarietà alla lenalidomide, parte ormai integrante della maggior parte dei trattamenti di prima linea per la malattia ciltacabtagene autoleucel» dichiara Francesca Gay, Professore associato di ematologia, Dipartimento di biotecnologie e scienza per la salute, Università degli studi di Torino, Divisione di Ematologia dell’Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino. «Grazie a queste innovazioni si sta parlando sempre più frequentemente del concetto di cura anche nel mieloma multiplo, dove l’obiettivo è garantire il controllo della malattia a lungo termine, consentendo al paziente di condurre una vita il più possibile normale e in assenza di terapia».
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Criteri Critici
Assistere al meglio un paziente oncologico, «Ecco il vademecum per tutti i caregiver» Libertà
Un vademecum con tutte le informazioni pratiche per assistere al meglio i pazienti oncologici. I professionisti di Amop, in collaborazione con Fondazione Amop, Direzione Sanitaria e Primaria di Oncologia dell'ospedale Nigrar di Verona, Direzione Primaria di Oncologia Asl Città di Torino e Rete Oncologica Pazienti Italia hanno realizzato “Il manuale del caregiver”. Lo hanno presentato nel Salone d'onore di Palazzo Rota Pisaroni il dottor Luigi Cavanna e Romina Piergiorgi, Claudia Gregori e Maria Teresa Cordani in rappresentanza di Amop. «L'idea è nata dal fatto che il malato di tumore deve affrontare tanti problemi – ha spiegato Cavanna – chi si trova ad assistere una persona che ha queste problematiche ha certamente bisogno di strumenti, ed è per questo che fin dal 2017 abbiamo cominciato a collaborare con i colleghi di Verona e Torino per dare aiuto ai famigliari che devono assistere i vari pazienti». Gli aspetti pratici illustrati vanno dalla gestione del paziente con diverse patologie alla terapia da somministrare a domicilio, con un focus anche sui sintomi che può presentare il paziente e gli eventuali effetti collaterali delle terapie antitumorali. Il manuale è gratuitamente disponibile per tutti i caregiver che si possono rivolgere ad Amop: si calcola che siano circa 8 milioni in Italia e anche il territorio piacentino è in linea con queste stime: «Sono diverse migliaia anche nella nostra provincia, teniamo conto di quante malattie oncologiche dobbiamo occuparci ogni anno, tute queste persone assistono un famigliare o un paziente che hanno bisogno di cure».
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Criteri Critici
Tumore al seno metastatico: "biopsia liquida necessaria a 15mila d pharmastar.it
Oggi in Italia, per 15.500 donne con tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2 negativo è necessaria la biopsia liquida per selezionare le terapie più efficaci. Però, solo la metà delle pazienti riesce ad accedere a questo esame, a causa di reti diagnostiche ancora fragili e una frammentazione regionale. Per garantire l'esame in modo uniforme su tutto il territorio è necessario destinare 15 milioni ricavandoli dal fondo di 238 milioni per il potenziamento della sanità inseriti nella Legge di Bilancio 2026. Il finanziamento della biopsia liquida per la ricerca delle mutazioni di ESR1 è già previsto dal provvedimento legislativo dallo scorso dicembre. Vanno subito sbloccate le risorse economiche e il test deve uscire dai laboratori di ricerca per diventare una opportunità concreta offerta dal Servizio Sanitario Nazionale. È l'appello della comunità oncologica e delle associazioni dei pazienti, lanciato in una conferenza stampa oggi a Milano. L'evento rappresenta anche l'occasione per fare il punto sulla medicina di precisione nella cura della neoplasia più frequente nel nostro Paese.
"Ogni anno nel nostro Paese, più di 53mila donne si ammalano di tumore del seno – sottolinea Giuseppe Curigliano, Presidente Eletto dell'European Society for Medical Oncology e Professore del Dipo-Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell'Università di Milano -. Con l’approvazione di nuove terapie orali è cambiata radicalmente la gestione dei casi metastatici positivi per i recettori degli estrogeni (ER) e negativi per HER2. Le mutazioni di ESR1 sono il principale meccanismo di resistenza acquisita alla terapia ormonale. Individuarle, dopo una progressione di malattia metastatica, significa offrire una possibilità concreta di accedere ad un trattamento efficace, che consenta anche di mantenere una buona qualità di vita. Grazie alla terapia mirata, identificata a seguito di una mutazione genomica, la sopravvivenza libera da progressione può aumentare del 45%. È un vantaggio clinico senza precedenti in questa linea di trattamento, che non possiamo negare alle pazienti".
"In Legge di Bilancio con un emendamento, a mia prima firma, abbiamo previsto le risorse necessarie per sostenere l'accesso alla biopsia liquida nell'ambito dei percorsi di oncologia di precisione – sottolinea Elena Murelli, Senatrice della Commissione Sanita, Lavoro e Affari Sociali -. È ora necessario completare rapidamente il percorso attuativo, affinché le risorse stanziate siano effettivamente disponibili e traducibili in un accesso uniforme al test su tutto il territorio nazionale. La biopsia liquida per la ricerca delle mutazioni di ESR1 rappresenta uno strumento clinicamente rilevante per orientare in modo appropriato le scelte terapeutiche, migliorando l'efficacia dei trattamenti e contribuendo a una gestione più efficiente delle risorse sanitarie nonché tutelare la vita dei pazienti. Per questo prosegue il confronto con il Ministero della Salute, con l'obiettivo di garantire la piena operatività delle misure previste e assicurare alle pazienti un accesso equo e tempestivo a questa innovazione diagnostica".
"Per le pazienti metastatiche – sottolinea Massimo Di Maio, Presidente Nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) -. I progressi scientifici hanno portato ad un significativo aumento della sopravvivenza. La personalizzazione delle terapie consente ora alle pazienti metastatiche che progrediscono al trattamento di prima linea di ottenere risultati impensabili fino a pochi anni fa. Come Società Scientifica, riteniamo prioritario garantire l’equità di accesso alle cure sull'intero territorio nazionale. È fondamentale ridurre il tempo tra la rimborsabilità di un nuovo trattamento mirato e l'ingresso nei Livelli Essenziali di Assistenza del relativo test genomico. Solo così l'oncologia di precisione può diventare una realtà per tutti i pazienti. La scelta del trattamento deve tenere sempre più in considerazione anche le possibili insorgenze di meccanismi di resistenza, oltre che le caratteristiche biologico-molecolari del singolo tumore".
"Attraverso un esame non invasivo e ripetibile nel corso del tempo siamo in grado di ricercare alcune alterazioni molecolari a carico di biomarcatori predittivi di risposta ai trattamenti – aggiunge Umberto Malapelle, Coordinatore del Gruppo di Patologia Molecolare e Medicina di Precisione della SIAPEC e Presidente della International Society of Liquid Biopsy-. Le tecnologie richieste, per queste analisi, sono la NGS e la dPCR. Il problema non è solo 'come' eseguire il test ma soprattutto 'dove' e 'quando'. Esperienza ed infrastrutture sono elementi chiave nel settore della patologia molecolare, e vanno tenuti in considerazione per la selezione dei laboratori che devono supportare questa tipologia di test. I 15 milioni del fondo serviranno anche a costruire questa infrastruttura diagnostica interna al Servizio Sanitario Nazionale, senza la quale la biopsia liquida rischia di restare un'occasione mancata".
"Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un profondo cambiamento nel trattamento del carcinoma mammario metastatico – conclude l'incontro Antonella Campana, Presidente di Fondazione IncontraDonna -. Oggi però è fondamentale fare un passo ulteriore: garantire un accesso equo e tempestivo all'innovazione. Le pazienti non possono essere costrette a percorrere centinaia di chilometri per eseguire un test che può orientare la scelta terapeutica. È necessario che i laboratori si coordinino o che tutte le Regioni approvino al più presto il codice tariffario. La ricerca delle mutazioni di ESR1 riguarda decine di migliaia di donne. Non è accettabile non poter beneficiare di una terapia mirata, efficace e che consente una buona qualità di vita, perché il test non è disponibile nel proprio centro oncologico".
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Criteri Critici
Alcuni tumori riescono a riparare il DNA dopo chemio e radioterapia tomshw.it
Alcuni tumori potrebbero avere un modo più efficace del previsto per sopravvivere ai trattamenti che dovrebbero danneggiarli in modo irreversibile. Un nuovo studio su MYC, una delle proteine più note nella biologia del cancro, mostra che questo fattore non si limita a spingere la crescita tumorale. In determinate condizioni, MYC aiuta anche le cellule cancerose a riparare il DNA colpito da stress, chemioterapia e radiazioni.
Per anni MYC è stato descritto soprattutto come un acceleratore della proliferazione: quando è troppo attivo, le cellule crescono e si dividono con una velocità pericolosa. La novità è che una forma modificata della proteina sembra muoversi direttamente verso le rotture del DNA. Lì contribuisce a richiamare i meccanismi di riparazione, trasformando un danno potenzialmente letale in un problema che la cellula tumorale può provare a gestire.
Questo passaggio è importante perché molte terapie oncologiche funzionano proprio provocando danni genetici nelle cellule malate. Chemioterapia e radioterapia cercano di accumulare abbastanza lesioni da impedire al tumore di continuare a vivere e moltiplicarsi. Se però una cellula riesce a riparare rapidamente quelle rotture, il trattamento può diventare meno efficace e la malattia può selezionare popolazioni più resistenti.
I ricercatori hanno osservato il fenomeno in modelli cellulari e in dati legati al tumore pancreatico, una delle forme più aggressive e difficili da trattare. Nei campioni con attività elevata di MYC comparivano anche segnali più marcati di riparazione del DNA e un'associazione con esiti peggiori. È un indizio coerente con l'idea che alcuni tumori non usino MYC soltanto per crescere, ma anche per tollerare lo stress estremo creato dalla terapia e dal loro stesso metabolismo.
La proteina che accelera il tumore può aiutarlo anche a sopravvivere.
Il punto non è che sia stata trovata una cura immediata. Lo studio suggerisce piuttosto un bersaglio più raffinato: non spegnere alla cieca tutte le funzioni di MYC, operazione difficile e potenzialmente tossica, ma capire se si possa interferire con il suo ruolo nella riparazione del DNA. Una strategia del genere potrebbe rendere alcune cellule tumorali più vulnerabili ai trattamenti che già puntano a danneggiarne il genoma.
MYC è stato a lungo considerato un bersaglio complicato, quasi sfuggente, perché non offre facilmente punti di aggancio puliti per i farmaci. La nuova funzione descritta dai ricercatori cambia però il modo di guardare al problema: la riparazione del DNA mediata da MYC potrebbe essere più specifica della semplice attività di crescita cellulare. Questo aiuterebbe a distinguere meglio ciò che sostiene il tumore da ciò che serve alle cellule sane.
La parte clinicamente più interessante riguarda il tumore al pancreas. In questo contesto le cellule cancerose vivono spesso in condizioni ostili, con scarso apporto di sangue, forte stress replicativo e danni continui al DNA. Se MYC le aiuta a superare anche i colpi inferti dai trattamenti, misurarne l'attività potrebbe diventare utile per capire quali tumori hanno più probabilità di resistere.
I prossimi passaggi dovranno chiarire quanto questo meccanismo pesi nei pazienti e se i farmaci mirati contro MYC possano davvero aumentare la sensibilità a chemio e radioterapia. La domanda più concreta è se bloccare quella specifica funzione di riparazione basti a spostare l'equilibrio: non eliminare ogni attività di MYC, ma togliere al tumore una delle sue difese quando il DNA è già sotto attacco.
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Criteri Critici
Tumori: diritti dei pazienti a rischio per i ritardi della burocrazia healthdesk.it
In Italia vivono quattro milioni di persone dopo una diagnosi di tumore, con bisogni clinici, riabilitativi, sociali e lavorativi sempre più complessi. Eppure i diritti conquistati in anni di battaglie civili rischiano di restare inattuati, bloccati da ritardi procedurali, rimpalli di competenze e decreti attuativi mai emanati. È quanto denuncia il 18° Rapporto della Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo) sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, presentato a Roma il 14 maggio in occasione della Giornata nazionale del malato oncologico.
Il caso più emblematico riguarda il Piano oncologico nazionale (Pon) 2023-2027: la Cabina di regia, organo chiamato a garantire monitoraggio e controllo, non è mai diventata operativa. A un anno dalla scadenza del Piano, questa paralisi ha impedito di attuare gli indirizzi strategici previsti e di verificare l'effettiva allocazione delle risorse finanziarie destinate all'oncologia. Un vuoto di governance che ha conseguenze dirette sui pazienti.
Analoga situazione di stallo investe il Coordinamento generale delle Reti oncologiche: nonostante una prima delibera approvata nel 2024, l'organismo non è ancora attivo. Il ministero della Salute si trova così nell'impossibilità di conoscere lo stato reale delle Reti regionali e di intervenire con incentivi o correttivi. Questa inerzia aggrava le già profonde disuguaglianze territoriali, compromettendo l'obiettivo primario del sistema, cioè ridurre le disparità di accesso alle cure e abbattere le liste d'attesa.
Inoltre, la partecipazione delle Associazioni dei pazienti alle funzioni strategiche del Servizio sanitario nazionale, sancita dalla Legge di bilancio 2025, rischia di non trovare applicazione concreta in assenza dei decreti attuativi.
Quella che appare come una sequela di opere incompiute, però, non è un semplice intoppo tecnico: è un ostacolo materiale che impedisce ai cittadini malati di beneficiare di tutele effettive.
«Il contrasto tra la visione politica e l’inerzia burocratica emerge con chiarezza analizzando alcuni nodi cruciali che, nonostante i provvedimenti formali, sono ancora irrisolti» conferma Francesco De Lorenzo, presidente Favo. «È eticamente inaccettabile che atti sottoscritti ai massimi livelli istituzionali vengano svuotati da una macchina amministrativa incapace di dare seguito ai propri impegni – aggiunge - trasformando diritti faticosamente conquistati in una sterile lettera morta e in attese estenuanti. La burocrazia, spesso autoreferenziale e lenta, finisce per svuotare di significato i principi sanciti dalle leggi».
Il cancro «non è solo una sfida clinica: ha un impatto sociale che coinvolge pazienti e caregiver» interviene Elisabetta Iannelli, segretario Favo. «Nonostante le tutele assicurate dal Servizio sanitario nazionale – prosegue - la malattia genera tossicità finanziaria, che obbliga a scelte difficili. Risparmi familiari vengono spesso erosi per coprire i costi per la mobilità sanitaria forzata, per il ricorso alla sanità privata per visite, esami e accertamenti o per l’assistenza domiciliare non rimborsata. In questo contesto – osserva - il welfare aziendale può diventare una vera infrastruttura di sostegno, grazie a strumenti ancora poco conosciuti: rimborso dell’assistenza domiciliare, babysitting, consegna dei farmaci a domicilio, supporto psicologico, coperture sanitarie integrative anche estese ai familiari, rientro graduale al lavoro e accomodamenti ragionevoli». Serve però «un impegno congiunto anche da parte di imprese, Istituzioni e Terzo settore – avverte Iannelli - per promuovere un welfare realmente inclusivo, capace di trasformare i luoghi di lavoro in ambienti che sostengono la cura».
Nel 2025 sono state stimate in Italia circa 390 mila nuove diagnosi di tumore. «In numerose neoplasie i tassi di sopravvivenza e guarigione sono in aumento» ricorda Massimo Di Maio, presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). Oltre ai benefici legati ai trattamenti “tradizionali” come chirurgia, radioterapia e terapie farmacologiche, sottolinra Di Maio, «in molti casi il paziente può avere un beneficio anche grazie all’esercizio fisico. Si parla oggi di ‘exercise oncology’, ovvero dell’opportunità di svolgere regolarmente attività fisica, ovviamente in maniera adattata alle condizioni cliniche e alle caratteristiche del singolo paziente». In Italia, però, «l’effettivo inserimento dell’attività fisica nei percorsi di cura oncologici è ancora incompleto e disomogeneo. Solo in alcune Regioni, recentemente, sono state rese operative le cosiddette “palestre della salute”. A differenza di altri Paesi, come Regno Unito, Germania o Paesi Bassi, non esiste ancora un modello organizzativo condiviso a livello nazionale».
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Reggio Calabria, il Gom tra i primi in Italia con la nuova terapia CAR-T contro il mieloma multiplo Calabria inchieste
REGGIO CALABRIA – C’è un momento in cui la medicina smette di inseguire il futuro e comincia ad abitarlo. È quello che sta accadendo al Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, tra i primi centri in Italia ad attivare la nuova terapia a base di cellule CAR-T Cilta-cel per il trattamento del mieloma multiplo recidivante.
Una notizia che va oltre il dato sanitario e assume un significato strategico per tutta la Calabria: dimostra che anche nel Mezzogiorno è possibile sviluppare percorsi clinici altamente avanzati, capaci di ridurre i cosiddetti “viaggi della speranza” e offrire cure innovative vicino casa.
Dal 26 aprile scorso è infatti partita la procedura di preparazione dei linfociti per il primo paziente trattato con ciltacabtagene autoleucel, meglio noto come Cilta-cel, una delle più recenti frontiere dell’immunoterapia oncologica.
Il mieloma multiplo è una patologia ematologica che colpisce le plasmacellule e che, soprattutto nelle forme recidivanti o refrattarie, rappresenta una delle sfide più difficili per la medicina moderna. La terapia CAR-T agisce modificando geneticamente i linfociti T del paziente affinché riconoscano e attacchino le cellule tumorali. Nel caso del Cilta-cel, i risultati emersi negli studi clinici internazionali hanno mostrato remissioni profonde e durature, aprendo nuove prospettive per pazienti che avevano già affrontato numerose linee terapeutiche.
Il Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria consolida così un percorso costruito negli anni dalle Unità di Ematologia e del Centro trapianti di midollo osseo “Alberto Neri”, impegnate nel trattamento dei tumori del sangue con approcci sempre più sofisticati. Non solo innovazione tecnologica, ma anche attenzione alla dimensione umana della cura, elemento che il personale sanitario continua a considerare centrale nel rapporto con il paziente.
A ricordare il cammino compiuto è il direttore della Uoc Ematologia e del Ctmo, Massimo Martino. Già nel 2020 il Gom era stato il primo ospedale pubblico del Sud Italia a somministrare una terapia CAR-T, trattando con successo una paziente campana affetta da linfoma refrattario dopo quattro linee terapeutiche fallite.
Un risultato che segnò una svolta importante per il sistema sanitario meridionale. Fino a pochi anni fa, infatti, molti pazienti erano costretti a spostarsi verso grandi centri del Nord per accedere a cure sperimentali e altamente specialistiche. Oggi, invece, il rafforzamento delle competenze e delle infrastrutture consente al Gom di ampliare ulteriormente le indicazioni terapeutiche, confermandosi punto di riferimento per l’intero territorio.
Dietro questo traguardo c’è una strategia pluriennale fondata su ricerca, formazione e investimenti organizzativi. La Direzione generale guidata da Tiziana Frittelli ha puntato sulla creazione di un Polo oncoematologico integrato nel presidio ospedaliero “Morelli”, dove operano anche l’Unità farmaci antitumorali, inaugurata lo scorso dicembre, e il laboratorio di Citofluorimetria.
Le terapie CAR-T richiedono un’organizzazione estremamente complessa. Non basta il singolo reparto d’eccellenza: serve una rete multidisciplinare capace di seguire il paziente in tutte le fasi del percorso clinico. Nel Gom lavorano in sinergia Farmacia ospedaliera, Laboratorio di processazione delle cellule staminali, Laboratorio di tipizzazione tissutale e Servizio immunotrasfusionale. Nei casi più delicati intervengono inoltre specialisti di Terapia intensiva e Neurologia, chiamati a gestire eventuali complicanze correlate ai trattamenti immunoterapici avanzati.
È un modello organizzativo che riflette il cambiamento della medicina contemporanea: la cura non è più affidata a un solo reparto, ma a un sistema integrato di competenze, tecnologie e professionalità.
La sanità che cambia volto
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Mieloma multiplo | al GOM parte la nuova terapia con cellule CAR-T Zazoom Social News
Al G.O.M. è partita una nuova terapia contro il mieloma multiplo basata sulle cellule CAR-T. La procedura prevede la manipolazione dei linfociti del paziente per ottenere il farmaco cilta-cel, che viene poi reintrodotto nel corpo. Sono coinvolte diverse équipe di medici e specialisti, tra oncologi, ematologi e biologi, che collaborano per seguire tutte le fasi del trattamento. La terapia rappresenta un passo avanti nelle opzioni disponibili per questa patologia. ? Punti chiave Come funziona la manipolazione dei linfociti per creare il farmaco cilta-cel?. Quali équipe multidisciplinari collaborano per gestire questa terapia avanzata?. Perché questo protocollo può fermare la migrazione sanitaria verso il Nord?. Cosa cambia per i pazienti con mieloma recidivante grazie all'immunoterapia?.? In Breve Preparazione linfociti avviata il 26 aprile presso l'ospedale Morelli di Reggio Calabria.. Centro Trapianti Alberto Neri attivo dal 1992 per trapianti autologhi e allogenici.. Reparto della dottoressa Tiziana Frittelli ha somministrato CAR-T nel 2020.. Collaborazione con rete GITMO che coordina circa 90 centri in Italia.🔗 Leggi su Ameve.eu Leggi anche:Mieloma multiplo, rimborso per Car-T cilta-cel nella seconda linea di trattamento Mieloma multiplo, la terapia “one shot” ora è realtà: cosa cambia per i pazienti italianiL’immunoterapia cellulare compie un passo decisivo nel trattamento del mieloma multiplo in Italia. Mieloma multiplo, al Brotzu si combatte con un nuovo farmacoIl mieloma multiplo è il secondo tumore del sangue in Italia dopo il linfoma non-Hodgkin. Responsabile dell’1-2% di tutte le neoplasie e del 10- 15% dei tumori ematologici, ogni anno registra circa ...unionesarda.it Ok dalla CE al belantamab mafodotin per il mieloma multiploÈ la prima terapia anti-BCMA (antigene di maturazione delle cellule B) approvata nell'Unione Europea. L'autorizzazione a GlaxoSmithKline all'immissione in commercio segue la recente approvazione ...milanofinanza.it Cerca News e Video
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Carcinoma renale, come i biomarcatori possono guidare l'immunoterapia pharmastar.it
Nel carcinoma renale la ricerca sui biomarcatori č ancora in evoluzione, ma i risultati piů recenti stanno aprendo prospettive sempre piů concrete verso una oncologia personalizzata. Come si puň capire in anticipo quale paziente risponderŕ meglio a un determinato approccio? Quali informazioni possono offrire oggi le analisi molecolari e i nuovi biomarcatori ematici? E quanto possono incidere sulla scelta dei trattamenti, sull'efficacia clinica e sulla riduzione di tossicitŕ inutili?Ne abbiamo parlato con il professor Sebastiano Buti, Associato di Oncologia Medica Universitŕ di Parma e Oncologo presso AOU di Parma, che abbiamo incontrato in occasione di Advanced Uro-Oncology Days. Tumore della prostata e della vescica, perché la radioterapia č piů centrale che maiDottor Fabio Matrone Tumore della prostata, nuovi biomarcatori per cure sempre piů personalizzateProfessoressa Vincenza Conteduca Tumore della prostata e della vescica, la rivoluzione della chirurgia roboticaProfessor Riccardo Schiavina Tumore del rene, quando la chirurgia conservativa puň salvare l'organoDottor Antonio Amodeo Carcinoma renale, come i biomarcatori possono guidare l'immunoterapiaProfessor Sebastiano Buti Tumore della prostata, radioterapia e farmaci oggi lavorano in sinergiaProfessor Luca Triggiani Tumore della prostata, come le nuove tecnologie stanno cambiando la radioterapiaDottor Matteo Sepulcri Tumore della vescica localizzato, oggi l'obiettivo č salvare l'organoProfessor Angelo Porreca Tumore della vescica, perché oggi si parla di una nuova fase nella malattia metastatica?Dottor Marco Maruzzo Oncologia: si concretizza l'impegno di BeOne nei tumori solidiMarco Sartori Tumore gastrico, fondamentali adeguato supporto nutrizionale e accesso rapido ai nuovi farmaciClaudia Santangelo Tumore gastrico avanzato, via libera Aifa all'immunoterapico tislelizumab piů chemio in prima lineaDott. Filippo Pietrantonio InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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Tumore della prostata e della vescica, perché la radioterapia è più centrale che mai pharmastar.it
Negli ultimi anni l'arrivo di immunoterapia, terapie target e nuovi farmaci oncologici ha profondamente cambiato il trattamento dei tumori urologici. Ma quale spazio occupa oggi la radioterapia in questo scenario sempre piý complesso? » davvero diventata un approccio secondario oppure sta vivendo una nuova fase di evoluzione? Durante gli "Advanced Uro-Oncology Days" si Ť discusso delle nuove frontiere della radioterapia nei tumori della prostata, della vescica e del rene, tra tecnologie avanzate, trattamenti piý precisi e nuove indicazioni cliniche anche in pazienti che fino a pochi anni fa non venivano considerati candidabili.Abbiamo fatto il punto con il dottor Fabio Matrone, Dirigente medico presso Oncologia radioterapica presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, che abbiamo incontrato in occasione di Advanced Uro-Oncology Days. Tumore della prostata e della vescica, perchť la radioterapia Ť piý centrale che maiDottor Fabio Matrone Tumore della prostata, nuovi biomarcatori per cure sempre piý personalizzateProfessoressa Vincenza Conteduca Tumore della prostata e della vescica, la rivoluzione della chirurgia roboticaProfessor Riccardo Schiavina Tumore del rene, quando la chirurgia conservativa puÚ salvare l'organoDottor Antonio Amodeo Carcinoma renale, come i biomarcatori possono guidare l'immunoterapiaProfessor Sebastiano Buti Tumore della prostata, radioterapia e farmaci oggi lavorano in sinergiaProfessor Luca Triggiani Tumore della prostata, come le nuove tecnologie stanno cambiando la radioterapiaDottor Matteo Sepulcri Tumore della vescica localizzato, oggi l'obiettivo Ť salvare l'organoProfessor Angelo Porreca Tumore della vescica, perchť oggi si parla di una nuova fase nella malattia metastatica?Dottor Marco Maruzzo Oncologia: si concretizza l'impegno di BeOne nei tumori solidiMarco Sartori Tumore gastrico, fondamentali adeguato supporto nutrizionale e accesso rapido ai nuovi farmaciClaudia Santangelo Tumore gastrico avanzato, via libera Aifa all'immunoterapico tislelizumab piý chemio in prima lineaDott. Filippo Pietrantonio InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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Criteri Critici
Tumore della prostata, radioterapia e farmaci oggi lavorano in sinergia pharmastar.it
La radioterapia oncologica č ancora percepita da molti pazienti come un approccio complesso e gravato da importanti effetti collaterali. Ma quanto č cambiato oggi questo scenario? Qual č il rapporto tra radioterapia e nuovi farmaci oncologici nei tumori dell'apparato genito-urinario? E in che modo tecnologie avanzate e intelligenza artificiale stanno migliorando precisione, sicurezza e personalizzazione dei trattamenti?Ne abbiamo parlato con il professor Luca Triggiani, U.O. Radioterapia ASST Spedali Civili di Brescia e Professore Associato di Radio-Oncologia presso Universitŕ degli Studi di Brescia, che abbiamo incontrato in occasione di Advanced Uro-Oncology Days. Tumore della prostata e della vescica, perché la radioterapia č piů centrale che maiDottor Fabio Matrone Tumore della prostata, nuovi biomarcatori per cure sempre piů personalizzateProfessoressa Vincenza Conteduca Tumore della prostata e della vescica, la rivoluzione della chirurgia roboticaProfessor Riccardo Schiavina Tumore del rene, quando la chirurgia conservativa puň salvare l'organoDottor Antonio Amodeo Carcinoma renale, come i biomarcatori possono guidare l'immunoterapiaProfessor Sebastiano Buti Tumore della prostata, radioterapia e farmaci oggi lavorano in sinergiaProfessor Luca Triggiani Tumore della prostata, come le nuove tecnologie stanno cambiando la radioterapiaDottor Matteo Sepulcri Tumore della vescica localizzato, oggi l'obiettivo č salvare l'organoProfessor Angelo Porreca Tumore della vescica, perché oggi si parla di una nuova fase nella malattia metastatica?Dottor Marco Maruzzo Oncologia: si concretizza l'impegno di BeOne nei tumori solidiMarco Sartori Tumore gastrico, fondamentali adeguato supporto nutrizionale e accesso rapido ai nuovi farmaciClaudia Santangelo Tumore gastrico avanzato, via libera Aifa all'immunoterapico tislelizumab piů chemio in prima lineaDott. Filippo Pietrantonio InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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Tumore della prostata e della vescica, la rivoluzione della chirurgia robotica pharmastar.it
I tumori dell'apparato urologico rappresentano oggi una delle aree oncologiche piů rilevanti sia per numero di diagnosi sia per complessitŕ della gestione clinica. Perché i casi di tumore della prostata, della vescica e del rene continuano ad aumentare anche tra persone piů giovani? Quale impatto stanno avendo fattori come inquinamento, stili di vita e obesitŕ? E come stanno cambiando gli approcci chirurgici grazie alla robotica, alla mini-invasivitŕ e persino alla telechirurgia?Ne abbiamo parlato con il professor Riccardo Schiavina, Professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche e Direttore Scuola di Specializzazione Urologia presso l'Universitŕ di Bologna, che abbiamo incontrato in occasione di Advanced Uro-Oncology Days. Tumore della prostata e della vescica, perché la radioterapia č piů centrale che maiDottor Fabio Matrone Tumore della prostata, nuovi biomarcatori per cure sempre piů personalizzateProfessoressa Vincenza Conteduca Tumore della prostata e della vescica, la rivoluzione della chirurgia roboticaProfessor Riccardo Schiavina Tumore del rene, quando la chirurgia conservativa puň salvare l'organoDottor Antonio Amodeo Carcinoma renale, come i biomarcatori possono guidare l'immunoterapiaProfessor Sebastiano Buti Tumore della prostata, radioterapia e farmaci oggi lavorano in sinergiaProfessor Luca Triggiani Tumore della prostata, come le nuove tecnologie stanno cambiando la radioterapiaDottor Matteo Sepulcri Tumore della vescica localizzato, oggi l'obiettivo č salvare l'organoProfessor Angelo Porreca Tumore della vescica, perché oggi si parla di una nuova fase nella malattia metastatica?Dottor Marco Maruzzo Oncologia: si concretizza l'impegno di BeOne nei tumori solidiMarco Sartori Tumore gastrico, fondamentali adeguato supporto nutrizionale e accesso rapido ai nuovi farmaciClaudia Santangelo Tumore gastrico avanzato, via libera Aifa all'immunoterapico tislelizumab piů chemio in prima lineaDott. Filippo Pietrantonio InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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Tumore del rene, quando la chirurgia conservativa può salvare l'organo pharmastar.it
Nel tumore del rene la chirurgia continua a rappresentare uno dei pilastri della gestione clinica, soprattutto quando la malattia viene identificata nelle fasi iniziali. Ma quanto č importante oggi preservare l'organo? Quale contributo sta offrendo la chirurgia robotica nella conservazione del parenchima renale sano? E cosa succede invece quando il tumore viene diagnosticato in fase avanzata, spesso dopo un riscontro occasionale?Ne abbiamo parlato con il dottor Antonio Amodeo, Direttore f.f. UOC Urologia Oncologica e Responsabile UOS Andrologia oncologica di Castelfranco Veneto, che abbiamo incontrato in occasione di Advanced Uro-Oncology Days. Tumore della prostata e della vescica, perché la radioterapia č piů centrale che maiDottor Fabio Matrone Tumore della prostata, nuovi biomarcatori per cure sempre piů personalizzateProfessoressa Vincenza Conteduca Tumore della prostata e della vescica, la rivoluzione della chirurgia roboticaProfessor Riccardo Schiavina Tumore del rene, quando la chirurgia conservativa puň salvare l'organoDottor Antonio Amodeo Carcinoma renale, come i biomarcatori possono guidare l'immunoterapiaProfessor Sebastiano Buti Tumore della prostata, radioterapia e farmaci oggi lavorano in sinergiaProfessor Luca Triggiani Tumore della prostata, come le nuove tecnologie stanno cambiando la radioterapiaDottor Matteo Sepulcri Tumore della vescica localizzato, oggi l'obiettivo č salvare l'organoProfessor Angelo Porreca Tumore della vescica, perché oggi si parla di una nuova fase nella malattia metastatica?Dottor Marco Maruzzo Oncologia: si concretizza l'impegno di BeOne nei tumori solidiMarco Sartori Tumore gastrico, fondamentali adeguato supporto nutrizionale e accesso rapido ai nuovi farmaciClaudia Santangelo Tumore gastrico avanzato, via libera Aifa all'immunoterapico tislelizumab piů chemio in prima lineaDott. Filippo Pietrantonio InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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Ospedale Maggiore. Cura e benessere in oncologia: laboratorio sperimentale de La forza e il sorriso dedicato agli uomini Il Nuovo Torrazzo
La forza e il sorriso E.T.S., associazione attiva dal 2007 nell’organizzazione di laboratori di bellezza gratuiti per donne in trattamento oncologico, apre in via sperimentale il proprio
servizio anche alla popolazione maschile colpita da tumore. Questa mattina, presso l’Ospedale Maggiore di Crema, si è tenuto il primo laboratorio pilota di cura e benessere dedicato agli uomini che affrontano il cancro.
Un laboratorio per ritrovare autostima e sicurezza di sé
In una seduta di circa due ore, alla presenza di una psicologa e sotto la guida di una Beauty coach professionista, i partecipanti hanno eseguito una routine in 10 step, dalla detersione del viso all’idratazione di mani e corpo, studiata appositamente per mascherare gli effetti secondari delle terapie e valorizzare la propria immagine, ritrovando autostima e sicurezza di sé.
All’inizio del laboratorio, ogni partecipante ha ricevuto in regalo una bag ricca di prodotti cosmetici, donati dalle aziende che sostengono il progetto, e una brochure con la spiegazione dei 10 step, completata da alcuni consigli aggiuntivi per continuare a prendersi cura di sé anche a casa, a seguito dell’incontro.
“Cura, benessere e bellezza – afferma Paolo Braguzzi, presidente La forza e il sorriso E.ts – sono concetti che spesso tendiamo ad associare maggiormente al mondo femminile. In realtà, si tratta di tematiche molto importanti per tutti. L’immagine di ciascuno di noi è fortemente legata a come ci percepiamo e alla fiducia che abbiamo in noi stessi, indipendentemente dal sesso e dal genere. In una fase delicata come quella della
malattia, in cui si vivono profondi cambiamenti interiori ed esteriori e in cui emergono fragilità e vulnerabilità, dedicarsi un momento per valorizzarsi e vedersi meglio rappresenta un grande aiuto anche per gli uomini. Abbiamo lavorato per lungo tempo dietro le quinte per realizzare questo progetto e siamo oggi felici e orgogliosi
di vederlo partire con il primo laboratorio pilota”.
Si amplia l’offerta di supporto per una cura della persona a 360 gradi
“L’attenzione alla persona nella sua globalità rappresenta un elemento fondamentale del percorso di cura oncologico – dichiara Alessandro Malingher, drettore sanitario di Asst Crema –. Accanto agli aspetti strettamente clinici, è importante offrire ai pazienti strumenti e occasioni che possano aiutarli a preservare la propria qualità di vita, il benessere psicologico e relazionale. Questo progetto sperimentale dedicato agli uomini amplia ulteriormente l’offerta di supporto della nostra struttura e testimonia la volontà di prenderci cura dei bisogni della persona a 360 gradi”.
“Durante il percorso oncologico – aggiunge Clara Pelizzari, psiconcologa di Asst Crema – i cambiamenti fisici legati alle terapie possono incidere profondamente sull’immagine di sé, sull’autostima e sul modo di relazionarsi agli altri. Iniziative come questa aiutano i pazienti a ritrovare uno spazio di normalità, condivisione e attenzione verso sé stessi. Anche per gli uomini, spesso meno abituati a esprimere il proprio disagio emotivo, poter partecipare a un’esperienza di gruppo orientata al benessere rappresenta un’opportunità importante di
sostegno psicologico e umano”.
I prossimi appuntamenti con i laboratori
I prossimi appuntamenti dedicati all’uomo sono in programma lunedì 6 luglio, lunedì 5 ottobre e lunedì 30 novembre.
Parallelamente, La forza e il sorriso Ets e Asst Crema proseguono nel loro impegno anche per la popolazione femminile. I laboratori donna in programma: lunedì 8 giugno, lunedì 14 settembre, lunedì 12 ottobre, lunedì 9 novembre e lunedì 14 dicembre.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 338 49551190 – 0373 280731 | e-mail: psiconcologia@asst-crema.it
Durante il Mongol Rally raccolta fondi per La forza e il sorriso
In occasione dell’inaugurazione di questa mattina dell’iniziativa al maschile, ha presenziato anche Marco Mazzola, manager che ha lavorato in aziende della filiera cosmetica. In partenza a luglio per il Mongol Rally, competizione automobilistica a scopo benefico, Mazzola ha dichiarato di aver scelto l’associazione come destinataria dei fondi che raccoglierà durante la corsa dall’Inghilterra alla Mongolia, nel corso della prossima estate. Una proposta che il team de La forza e il sorriso ha accolto con favore, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente i progetti già avviati e aggiungerne di nuovi, per ampliare sempre di più i propri servizi a supporto di chi si trova a intraprendere un percorso di terapia oncologica.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
45.6/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Migliorare l’offerta sanitaria, l’Asp di Agrigento accelera su robotica e radioterapia GrandangoloAgrigento
L'ASP di Agrigento punta a garantire ai pazienti cure tempestive, mininvasive e di eccellenza nel proprio contesto di prossimità. L’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigentoimprime una decisa accelerazione al potenziamento del patrimonio tecnologico del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio”. Sono attualmente in fase di formale stipula gli accordi istituzionali per la gestione di due macro-finanziamenti destinati a rivoluzionare l’offerta clinica del territorio.Il primo asse di intervento, dedicato alla radioterapia oncologica, garantisce lo stanziamento di4 milioni di euro per l’acquisto di un secondo acceleratore lineare e per la realizzazione del relativo bunker. Le modalità di erogazione e gestione del finanziamento sono disciplinate in un Accordo stipulato con il Ministero della Salute, in diretta e rigorosa attuazione della norma istitutiva della provvista finanziaria, ovvero l’art. 3, comma 4-quinquies del Decreto-legge 29 ottobre 2025, n. 156, convertito con modificazioni dalla Legge 18 dicembre 2025, n. 191.Parallelamente, prosegue l’iter per l’acquisizione di un avanzato sistema di chirurgia robotica mininvasiva, un investimento complessivo da3.227.000 eurocoperto attraverso l’impiego delle risorse residue ex art. 20 della L. 67/88.L’iter per la dotazione della piattaforma robotica è frutto di una stretta e proficua sinergia con l’Assessorato della Salute della Regione Siciliana. Con apposita delibera, la Giunta Regionale ha infatti formalmente validato la proposta di utilizzo dei fondi, garantendo la necessaria quota di cofinanziamento regionale e dando il definitivo impulso istituzionale per la stipula dell’Accordo di Programma.L’innesto simultaneo di queste due tecnologie di vertice persegue obiettivi clinici e gestionali chiari: innalzare la sicurezza e l’efficacia dei trattamenti chirurgici ad alta complessità, arginare in maniera strutturale l’emorragia finanziaria della mobilità passiva extra-provinciale ed extra-regionale e procedere a un drastico abbattimento delle liste di attesa. L’ASP di Agrigento punta così a restituire centralità alla sanità pubblica locale, garantendo ai pazienti cure tempestive, mininvasive e di eccellenza nel proprio contesto di prossimità. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati* Commento* Nome* Email* Δ