Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
65.2/100
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Criteri Critici
Linfoma Hodgkin refrattario, nuova terapia mirata efficace in 1 paziente su 2 Adnkronos
L’Italia è protagonista nel mondo nella ricerca nel linfoma di Hodgkin. Lo studio internazionale di fase 1 'Primavera', presentato oggi al Congresso dell’American society of clinical oncology (Asco), in corso a Chicago, ha dimostrato che una nuova terapia mirata, AZD3470, è efficace in circa il 50% dei pazienti con linfoma di Hodgkin recidivato o refrattario, determinando, alle dosi più elevate, risposte complete in una percentuale significativa, pari al 35%, con un buon profilo di sicurezza. Un risultato molto importante, raggiunto senza ricorrere alla chemioterapia e in persone pesantemente pretrattate, che avevano già ricevuto in media sei precedenti linee di terapia. Lo studio, promosso da AstraZeneca, è presentato all’Asco da un ricercatore italiano, Enrico Derenzini, direttore della Divisione di Oncoematologia all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano e associato di Ematologia alla Statale di Milano. I due centri al mondo che hanno arruolato il maggior numero di pazienti sono italiani: Ieo e l’Irccs Policlinico Sant’Orsola di Bologna.
"Lo studio 'Primavera' apre nuove vie della ricerca e si basa su un razionale biologico molto forte – spiega Derenzini -. La molecola AZD3470 agisce con un meccanismo epigenetico, cioè modula l’espressione genica delle cellule neoplastiche del linfoma di Hodgkin. In più dell’80% dei casi, la malattia non esprime la proteina Mtap, una condizione che porta all’accumulo di un metabolita, Mta, che inibisce l’attività di un altro enzima, Prmt5. Quest’ultimo costituisce proprio il bersaglio del farmaco. Siamo partiti dal presupposto che, se l’attività della proteina Prmt5 è già ridotta a causa di un’alterazione preesistente nella cellula, l’azione del farmaco possa essere ancora più efficace, perché è in grado di bloccare completamente l’attività di questo enzima, con un potente effetto antiproliferativo. Le cellule malate, che già presentano un difetto genetico, risultano estremamente sensibili all’azione del farmaco. Questo approccio rappresenta il paradigma della medicina di precisione".
Nello studio Primavera sono stati coinvolti 68 pazienti. "Sono persone molto pretrattate, che avevano esaurito tutte le opzioni terapeutiche disponibili, costituite da chemioterapia, immunoterapia e anticorpi farmaco coniugati – sottolinea Derenzini -. Nello studio Primavera, per la prima volta, è stata dimostrata l’efficacia di un farmaco orale nel linfoma di Hodgkin recidivato o refrattario. Sono stati analizzati 8 livelli di dose. È stato evidenziato un profilo di tollerabilità molto favorevole, senza interruzioni della cura legate a effetti avversi. Nei pazienti che hanno ricevuto i livelli più alti della dose, la percentuale di risposta globale si avvicina al 60%, con il 35% di risposte complete".
L'AZD3470 - informa una nota - "è un nuovo farmaco orale molto selettivo, un inibitore di Prmt5 di seconda generazione caratterizzato da elevata tollerabilità, che è in grado di indurre risposte complete in una frazione significativa di pazienti, cioè l’assenza di segni del tumore con le indagini radiologiche". Si tratta di "risultati straordinari – sottolinea Derenzini - se si considera che parliamo di pazienti molto complessi e fragili, che hanno ricevuto in media 6 linee di terapia. È la prima volta al mondo che viene sperimentato un approccio di questo tipo nel linfoma di Hodgkin recidivato o refrattario. Va ricordato che si tratta di uno studio di fase 1, per cui serviranno anni prima della disponibilità della molecola nella pratica clinica".
"Il futuro delle cure parte dagli studi di fase 1", spiega Gennaro Daniele, segretario di Fondazione Aiom e direttore Programma e Uoc di fase I di Fondazione Policlinico Gemelli Irccs. "Queste sperimentazioni richiedono tempi di attivazione veloci, necessari per permettere alla ricerca di avanzare con continuità e tradursi concretamente in nuove opportunità di cura. Troppo spesso però l’Italia resta indietro nell’avvio di questi studi, rispetto, ad esempio, agli altri Paesi europei, spesso più agili negli iter di approvazione. Ad esempio, in Danimarca devono essere approvati in 14 giorni dall’agenzia regolatoria danese. Nel nostro Paese servono in media tra 180 e 200 giorni. Condurre le fasi 1 è fondamentale per restare al centro della ricerca internazionale. Lo studio Primavera dimostra che l’Italia ha un potenziale enorme in questo tipo di sperimentazioni e, se ci fossero politiche per sostenerle, potremmo essere sempre più protagonisti della ricerca mondiale".
"Oggi, in Italia, circa l’80% dei trial clinici di fase 1 riguarda i tumori – continua Gennaro Daniele –. Solo centri attrezzati per rispondere a elevati standard possono partecipare. Condurre studi di fase 1 significa offrire ai pazienti l’opportunità di accedere a farmaci altamente innovativi fino a dieci anni prima della loro approvazione. Lo scopo della fase 1 è verificare, per la prima volta nell’uomo, se una terapia sia sicura. Queste sperimentazioni hanno assunto sempre più anche un ruolo terapeutico, consentendo in alcuni casi la disponibilità di cure innovative. Per questo motivo, è fondamentale agire a livello regolatorio per garantire la rapida approvazione degli studi e fornire ai pazienti l’opportunità di accedere in maniera precoce a trattamenti innovativi".
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Al San Camillo Forlanini di Roma arriva la terapia CAR-T Casilina News
Una nuova frontiera terapeutica si apre all’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini. La struttura romana ha infatti introdotto la terapia cellulare delle CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T Cell Therapies) per pazienti ematologici.
I dettagli
Si tratta del terzo ospedale nel Lazio, il primo non universitario, a dotarsi della possibilità di somministrare l’innovativa terapia genica antitumorale personalizzata, che ha lo scopo di “addestrare” il sistema immunitario del paziente a riconoscere e distruggere le cellule tumorali.
Il primo paziente a ricevere la terapia, affetto da linfoma mantellare non rispondente alle terapie convenzionali, è stato ricoverato alla metà del mese aprile e dimesso in buone condizioni il 6 maggio, dopo un periodo di necessaria osservazione.
«L’introduzione della terapia CAR-T presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini rappresenta un importante passo avanti per la sanità del Lazio. Si tratta di una tecnologia innovativa che consente di ampliare l’accesso a cure altamente specialistiche per pazienti affetti da patologie ematologiche complesse. È un risultato reso possibile grazie al lavoro di squadra di medici, infermieri, biologi, tecnici e operatori sanitari che hanno affrontato con professionalità un percorso articolato e altamente qualificato», dichiara il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.
«Questo traguardo si inserisce nel più ampio progetto del Centro Regionale per le Terapie Cellulari e Geniche, collocato presso il San Camillo Forlanini e che vedrà la collaborazione di tutti gli istituti di ricerca e delle università del Lazio per promuovere innovazione, ricerca e sviluppo di nuove opportunità terapeutiche a beneficio dei cittadini. La Regione Lazio continuerà a sostenere investimenti nell’innovazione clinica e nel rafforzamento della rete ospedaliera pubblica, con l’obiettivo di garantire ai cittadini cure sempre più avanzate e accessibili sul territorio», conclude il Presidente.
La svolta terapeutica
La terapia cellulare con CAR-T fa parte del complesso gruppo delle terapie immunologiche che sta rivoluzionando lo scenario terapeutico in onco-ematologia. Le Chimeric Antigen Receptor T Cells sono linfociti T – un tipo di globuli bianchi fondamentali per il sistema immunitario adattativo – prelevati dal paziente stesso e geneticamente riprogrammati, per “attaccare e sconfiggere” le cellule tumorali.
Si tratta di un eccezionale esempio di tessuto umano che agisce da farmaco. La caratteristica più importante di questo trattamento, infatti, è che a differenza di altre terapie che mirano solo al controllo della malattia, le CAR-T permettono la guarigione del paziente attraverso l’eradicazione del tumore.
«Poter offrire questa tecnologia d’avanguardia significa posizionare il San Camillo nel network dei centri di eccellenza ematologica a livello nazionale, un risultato possibile grazie all’impegno e al supporto della Regione Lazio – sottolinea la dottoressa Roberta Battistini, direttore f.f. UOC Ematologia e Trapianto CSE -. Per i pazienti affetti da linfomi o leucemie che non hanno risposto alle cure tradizionali, tutto questo si traduce in una reale e rivoluzionaria opportunità di guarigione, garantendo loro l’accesso ai trattamenti più avanzati direttamente nella nostra struttura, senza costringerli a faticosi spostamenti».
Attualmente le CAR-T rappresentano la terapia con le più elevate probabilità di successo nei casi in cui il trattamento standard (come la chemioterapia e il trapianto autologo di cellule staminali) offrono scarse possibilità di ottenere la remissione completa della malattia. La terapia viene quindi utilizzata per trattare forme aggressive di tumore del sangue, come Linfoma non Hodgkin a grandi cellule B, Linfoma non Hodgkin a grandi cellule B primitivo del Mediastino, Linfoma Follicolare, Linfoma Mantellare, Leucemia Linfoblastica Acuta, Mieloma Multiplo.
Per raggiungere questo traguardo e governare in sicurezza ogni fase di un percorso clinico così complesso, è stato istituito presso l’azienda un CAR-T Cell-Team (CTCT) multidisciplinare composto da ematologi, medici e biologi dell’UOC di Medicina Trasfusionale, rianimatori, neurologi e farmacisti, che ha svolto specifici corsi di formazione e riunioni di coordinamento tra i diversi reparti coinvolti.
Dall’ingegnerizzazione alla somministrazione
Il processo prevede diverse fasi. Prima il paziente viene sottoposto, presso gli ambulatori della UOC di Ematologia e Trapianto CSE (Cellule Staminali Emopoietiche), ad una serie di valutazioni specifiche al fine di verificarne l’eleggibilità al trattamento. Successivamente si passa alla raccolta dei linfociti (linfocito-aferesi) del paziente presso l’Unità Aferesi dell’UOC Medicina Trasfusionale e Cellule Staminali. Il sangue viene raccolto, centrifugato e diviso nelle sue componenti da un separatore cellulare.
Il prodotto viene quindi inviato dal personale dell’Unità di processazione Cellulare, tramite corriere specializzato dotato di dry-shipper a temperatura controllata, alla “cell factory” dove avverrà l’espansione e ingegnerizzazione dei linfociti T. Al termine della lavorazione i linfociti trasformati in CAR-T cells vengono reinviati al Centro di Trattamento criopreservati a -180 gradi.
La terza fase prevede la reinfusione al paziente delle sue “super cellule T”. Le CAR-T sono una potentissima “terapia viva”: la loro forte capacità antitumorale può anche produrre eventi avversi gravi e per questo è necessario un periodo di ricovero di circa 10 -15 giorni per eseguire una preparazione specifica, l’osservazione e la gestione delle complicanze post infusione.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
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Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
63.7/100
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Criteri Critici
Consulenza multidisciplinare: un nuovo standard, una nuova speranza per i pazienti oncologici. Vietnam.vn
L'Onco Summit 2026, dal tema "Trasformare la cura del cancro con la medicina di precisione, verso trattamenti individualizzati e migliori risultati per i pazienti", ha presentato nuovi approcci nel trattamento del cancro. - Foto: VGP/LT
In questo contesto, il dottor Pham Xuan Dung, presidente della Società per la lotta contro il cancro di Ho Chi Minh City, ritiene inoltre che la strategia di prevenzione del cancro debba passare nettamente dal "trattamento della malattia" alla "gestione della salute". Fino a un terzo dei casi di cancro sono prevenibili e un terzo può essere diagnosticato precocemente se vengono implementati programmi di screening efficaci. Ciò richiede il coinvolgimento coordinato dell'intero sistema sanitario, dalle politiche assicurative alla comunicazione e all'educazione, fino al miglioramento delle capacità di diagnosi precoce.
Il professore associato, dottor Bui Dieu, presidente della Società vietnamita per la lotta contro il cancro, ha affermato che, sotto la pressione del crescente peso del cancro e della tendenza a colpire pazienti sempre più giovani, l'applicazione dei progressi medici non è più un'opzione, ma un'esigenza urgente. La medicina di precisione, con la sua attenzione al trattamento individualizzato, sta inaugurando un'era di assistenza sanitaria basata sulle caratteristiche uniche di ogni paziente.
Oggi i tipi di cancro più comuni includono il cancro al seno, al fegato, al polmone, al colon-retto e allo stomaco. In particolare, si osserva una tendenza crescente di pazienti più giovani a sviluppare il cancro, soprattutto al seno e al colon-retto, il che pone nuove sfide per la diagnosi precoce e il trattamento.
Di conseguenza, si registrano circa 120.000 casi all'anno. Ogni 100.000 persone, si contano circa 151 nuovi casi e 99-100 decessi dovuti al cancro. Si può affermare che il cancro è attualmente la seconda causa principale di morte prematura in Vietnam, dopo le malattie cardiovascolari. Il Vietnam si colloca al 101° posto su 185 paesi per numero di nuovi casi, ma è tra quelli con un alto tasso di mortalità (50° posto su 185).
Secondo l'ultimo rapporto della Global Cancer Organization (GLOBOCAN) e i dati provenienti da conferenze mediche fino ad aprile 2026, la situazione oncologica in Vietnam sta mostrando cambiamenti allarmanti sia nel numero di nuovi casi che nei tassi di mortalità.
Fino a un terzo dei casi di cancro sono prevenibili e un terzo può essere diagnosticato precocemente se vengono implementati programmi di screening efficaci. (Immagine a scopo illustrativo)
Secondo il dottor Pham Xuan Dung, nonostante i significativi progressi nella diagnosi e nel trattamento del cancro, le sfide rimangono immense, poiché il numero di casi e decessi continua ad aumentare, soprattutto nei paesi in via di sviluppo come il Vietnam. Il dottor Dung ritiene che la svolta in oncologia arriverà da soluzioni avanzate e basate sull'evidenza scientifica, inaugurando un'era di medicina di precisione volta a migliorare l'efficacia, ridurre la tossicità, personalizzare il trattamento e prolungare la sopravvivenza dei pazienti. I pilastri fondamentali di questa era includono i test genetici, lo sviluppo di nuove terapie, l'applicazione dell'intelligenza artificiale e dei big data e l'accelerazione delle sperimentazioni cliniche.
Per esplorare una nuova e promettente direzione in cui tecnologia, dati e collaborazione strategica diventano elementi chiave per trasformare il trattamento del cancro, AstraZeneca Vietnam e la Società Vietnamita per la Lotta contro il Cancro hanno organizzato l'Onco Summit 2026 l'11 e il 12 aprile 2026 ad Hanoi e Ho Chi Minh City, sul tema "Trasformare la cura del cancro con la medicina di precisione: verso trattamenti personalizzati e risultati migliori per i pazienti".
Per affrontare il problema sopracitato, all'Onco Summit 2026 gli esperti hanno introdotto il processo di promozione della consulenza multidisciplinare digitale (MDT) e della biopsia liquida, che costituiscono la base per la personalizzazione del trattamento del cancro con la medicina di precisione. Di conseguenza, è possibile migliorare il tempo di sopravvivenza di oltre 15 mesi se la MDT viene applicata alla diagnosi e al trattamento rispetto alla sua mancata applicazione.
Il dottor Pham Xuan Dung, presidente della Società per la lotta contro il cancro di Ho Chi Minh City, ha affermato che la svolta in oncologia deriva da soluzioni avanzate basate su evidenze scientifiche, inaugurando un'era di medicina di precisione con l'obiettivo di migliorare l'efficacia e prolungare la durata della vita dei pazienti. - Foto: VGP/LT
La dottoressa Jomtana Siripaibun, direttrice del Centro di Oncologia dell'Ospedale Chulabhorn (Thailandia), ritiene che la tecnologia di diagnostica medica (MDT) sia una "strategia di sopravvivenza" nel trattamento del cancro, con un impatto diretto sulla durata della terapia. Se implementata correttamente, la MDT può aiutare i pazienti a prolungare la propria aspettativa di vita. Tuttavia, affinché la MDT sia efficace, la trasformazione digitale è una condizione imprescindibile, che consente un funzionamento sostenibile, la scalabilità, la connettività dei dati e il monitoraggio del trattamento in tempo reale.
Dal punto di vista diagnostico e terapeutico, il Dott. Chien-Feng Li, Capo del Dipartimento di Patologia Clinica e Laboratorio del Chi Mei Medical Center (Taiwan), ha affermato che l'analisi del DNA tumorale circolante (ctDNA) nel sangue non solo aiuta nella diagnosi precoce, ma consente anche di monitorare la risposta al trattamento e di identificare i meccanismi di resistenza ai farmaci. Un modello diagnostico multimodale che combini dati istologici, molecolari, di biopsia liquida e di intelligenza artificiale costituirà la base della medicina di precisione del futuro.
Secondo il dottor Do Hung Kien, vicedirettore degli affari professionali e primario del reparto di medicina interna 1 dell'ospedale K, la selezione dei pazienti giusti, l'attuazione di un trattamento tempestivo, in particolare la diagnosi precoce delle mutazioni EGFR e la standardizzazione dei protocolli di trattamento fin dall'inizio, sono cruciali per il successo della terapia. Allo stesso tempo, una maggiore collaborazione multidisciplinare, migliori capacità diagnostiche e lo sviluppo di modelli di monitoraggio appropriati sono necessari per ottimizzare l'efficacia del trattamento.
In Vietnam, AstraZeneca ha condotto 69 studi clinici sul cancro, coinvolgendo quasi 1.200 pazienti in 49 strutture mediche. - Foto: VGP/LT
In rappresentanza di AstraZeneca, una delle multinazionali che identifica il cancro come pilastro strategico a lungo termine, con un approccio globale che spazia dalla ricerca alle politiche e alla comunità, la Dott.ssa Van Thi Thu Suong, Direttore Medico di AstraZeneca Vietnam, ha affermato che AstraZeneca non si concentra solo sulla ricerca e lo sviluppo di farmaci, ma mira anche a costruire un ecosistema completo per la prevenzione e il controllo del cancro, dallo screening precoce e dalla diagnosi accurata al trattamento personalizzato, contribuendo ad ampliare l'accesso dei pazienti alle terapie moderne.
In Vietnam, oltre ad applicare i progressi scientifici alla pratica clinica, AstraZeneca ha condotto 69 studi clinici sul cancro, coinvolgendo quasi 1.200 pazienti in 49 strutture sanitarie, contribuendo a migliorare la capacità di ricerca, la pratica clinica e l'accesso precoce a trattamenti avanzati.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
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Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
San Camillo, terapia Car-T al via: terzo centro nel Lazio Radio Roma
Al San Camillo Forlanini di Roma è stata introdotta la terapia con cellule Car-T, un trattamento personalizzato di terapia genica antitumorale che potenzia il sistema immunitario nel riconoscere e distruggere le cellule malate. L’ospedale di Circonvallazione Gianicolense diventa così il terzo centro nel Lazio e il primo non universitario, dopo il Gemelli e il Policlinico Umberto I. Rimane attivo anche il Bambino Gesù, dedicato esclusivamente ai pazienti pediatrici.
Un nuovo polo per le terapie avanzate
Il San Camillo avvia il primo passo di un percorso più ampio: è previsto l’insediamento del Centro regionale per le terapie cellulari e geniche, destinato a diventare riferimento per il Lazio e il Centro-Sud nella produzione diretta delle Car-T. L’obiettivo è ampliare l’accesso a cure avanzate per patologie onco-ematologiche complesse, consolidando Roma tra i principali hub clinici nazionali.
Il primo paziente trattato
Nel reparto di Ematologia è già stato trattato con successo un primo paziente affetto da linfoma mantellare, tumore raro e aggressivo del sistema linfatico che spesso viene diagnosticato in fase avanzata e non sempre risponde alle terapie standard. Il ricovero è iniziato a metà aprile; dopo la somministrazione delle Car-T e un periodo di osservazione di 10-15 giorni, il paziente è stato dimesso il 6 maggio in buone condizioni.
Come funziona la terapia Car-T
Le Car-T utilizzano linfociti T del paziente che vengono prelevati, separati dal sangue tramite centrifugazione e quindi riprogrammati geneticamente in un centro specializzato per riconoscere le cellule tumorali. Le cellule modificate, crioconservate a meno 180 gradi, tornano all’ospedale per la reinfusione dopo una preparazione specifica. La terapia è impiegata nelle forme più aggressive dei tumori del sangue, tra cui linfomi non Hodgkin, linfomi follicolari e mantellari, leucemia linfoblastica acuta e mieloma multiplo.
Le dichiarazioni
«Questa tecnologia consente di ampliare l’accesso a cure altamente specialistiche per pazienti affetti da patologie ematologiche complesse — ha detto il presidente della Regione, Francesco Rocca —. È un importante passo avanti per la sanità del Lazio».
«Poter offrire questa tecnologia d’avanguardia significa posizionare il San Camillo nel network dei centri di eccellenza ematologica a livello nazionale — ha aggiunto Roberta Battistini, direttore di Ematologia e trapianto —. Per i pazienti affetti da linfomi o leucemie che non hanno risposto alle cure tradizionali, tutto questo si traduce in una reale e rivoluzionaria opportunità di guarigione».
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?1
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Russia, il piano di Putin “l’eterno”: una terapia genica di Stato per non invecchiare la Repubblica
Mosca ha investito 26 miliardi di dollari per questa ricerca. Con cui il presidente vuole allungare – anche – la propria vita. E dunque il suo regno. Mentre in Ucraina ha già fatto morire con la guerra 500mila suoi cittadini
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Q5Le date sono chiaramente indicate?3
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
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Criteri Critici
Un paziente di 96 anni è stato sottoposto con successo a un intervento chirurgico per un tumore al retto. Vietnam.vn
Il 28 agosto, l'ospedale K ha riportato il caso di un paziente molto anziano che è stato curato con successo per un cancro del colon-retto. In precedenza, la signora Ha Thi V. (di Hung Yen) era stata portata all'ospedale K dai figli e dai nipoti per una visita a causa di frequenti disturbi intestinali, presenza di muco e sangue nelle feci e scarso appetito. Cinque giorni prima del ricovero, il paziente ha manifestato notevole distensione addominale, dolore addominale, nausea e stitichezza. Il professore associato Pham Van Binh, vicedirettore degli affari professionali e capo del dipartimento di chirurgia addominale I presso l'ospedale K, ha dichiarato che, oltre al cancro del colon-retto, il paziente aveva una storia di diabete, che era stato trattato nell'ultimo anno. L'immagine della TAC mostra che il paziente ha un tumore del colon-retto (Foto: fornita dall'ospedale). Presso l'ospedale K, il signor V. è stato sottoposto a un'endoscopia rettale, che ha rivelato un polipo che causava un restringimento del lume rettale, impedendo il passaggio dell'endoscopio. Una TAC ha mostrato un ispessimento della parete rettale, con il punto di massimo spessore che misurava 20 mm su una lunghezza di 50 mm. A causa dell'età avanzata del paziente, delle sue precarie condizioni di salute, della storia di diabete, dell'obesità e dello spessore considerevole della parete addominale, la priorità assoluta era ridurre al minimo il trauma chirurgico. Pertanto, i medici del Dipartimento di Chirurgia Addominale I hanno optato per la tecnica chirurgica laparoscopica di Hartmann per rimuovere la porzione rettale e il tumore, e per creare una colostomia. Il professore associato Binh ha affermato che la chirurgia è spesso indicata nei casi di emergenza di occlusione intestinale dovuta a tumori rettali in pazienti anziani e fragili. In tali casi, i medici ricorrono alla chirurgia laparoscopica, riducendo al minimo il danno tissutale e il dolore post-operatorio per il paziente. L'équipe chirurgica comprendeva il professore associato Binh, il dott. Nguyen Tuan Anh, il dott. Nguyen Tien Binh e il dott. Tran Duc Tho, primario del dipartimento di chirurgia, anestesia e rianimazione. Dopo un intervento chirurgico durato 90 minuti, i medici hanno rimosso la parte danneggiata del retto, creato una colostomia e controllato attentamente l'emorragia del paziente. "L'intervento è riuscito e il paziente si sta riprendendo bene. La rimozione del tumore non solo ha ridotto il sanguinamento, ma ha anche contribuito a prolungare la vita del paziente", ha affermato il professore associato Binh. Il secondo giorno dopo l'intervento, il paziente era sveglio e in grado di mangiare porridge e bere latte (Foto: fornita dall'ospedale). L'esperto ha aggiunto che il paziente non ha perso quasi sangue durante l'intervento. Già dal secondo giorno dopo l'operazione, il paziente era in grado di mangiare una zuppa di riso e, dal terzo giorno, riusciva a camminare con l'aiuto dei familiari. Questa rapida guarigione ha sorpreso persino i familiari del paziente. Attualmente, a 7 giorni dall'intervento, il paziente è vigile e in via di guarigione. Riesce a mangiare la pappa, la colostomia funziona correttamente ed è stato appena dimesso dall'ospedale. Il professore associato Binh avverte che il cancro del colon-retto è un problema di salute preoccupante, soprattutto per gli anziani. È uno dei tumori più comuni e presenta un alto tasso di mortalità in questa fascia d'età. Il cancro del colon-retto è più comune nelle persone di età superiore ai 50 anni, ma l'incidenza di questa patologia nei soggetti più giovani è in aumento. La diagnosi precoce, attraverso screening regolari, è fondamentale per ridurre al minimo il rischio e aumentare le probabilità di successo del trattamento. Pertanto, i pazienti dovrebbero sottoporsi a controlli medici regolari e a screening per il cancro del colon-retto, come raccomandato presso strutturemedichespecializzate, al fine di garantire una diagnosi e un trattamento precoci, che si traducono in risultati migliori e una migliore qualità della vita. È possibile prevenire il cancro del colon-retto adottando stili di vita sani, seguendo una dieta equilibrata e sottoponendosi a regolari controlli oncologici. Per chi presenta un basso rischio di cancro del colon-retto, lo screening dovrebbe iniziare a 50 anni. Per chi è ad alto rischio, ad esempio in presenza di una storia familiare di cancro del colon-retto, lo screening dovrebbe iniziare in età più giovane. Fonte: https://dantri.com.vn/suc-khoe/benh-nhan-96-tuoi-duoc-phau-thuat-ung-thu-truc-trang-thanh-cong-20250828182001029.htm
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
51.1/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Una nuova svolta nella chirurgia colorettale mininvasiva. Vietnam.vn
Tecniche classiche di chirurgia del colon e tecnica NOSE.
Con le tecniche classiche di colectomia, l'incisione è in genere lunga 15-20 cm per accedere all'intero colon e alla cavità addominale. Successivamente, grazie ai progressi delle tecniche endoscopiche, la chirurgia colorettale laparoscopica è diventata sempre più comune e sicura, con incisioni più piccole di circa 4-6 cm. Tuttavia, con la tecnica NOSE, la cicatrice è praticamente invisibile. Il tratto di colon da rimuovere viene fatto passare attraverso l'ano. L'incisione è quindi di soli 0,5-1,2 cm, simile a quella utilizzata per l'appendicectomia e la colecistectomia laparoscopica.
I benefici della tecnica NOSE
La tecnica NOSE crea cicatrici estremamente piccole, con conseguente dolore minimo, recupero più rapido, rischio ridotto di infezione della ferita e un risultato estetico migliore per il paziente. La chirurgia NOSE offre risultati paragonabili alla chirurgia laparoscopica convenzionale.
Il dottor Teoh Tiong Ann, chirurgo colorettale presso il Mount Elizabeth Hospital, ha dichiarato: "Selezioniamo attentamente i pazienti per la tecnica NOSE al fine di garantire i migliori risultati possibili in termini di sicurezza ed estetica. Si tratta della tecnica chirurgica laparoscopica più avanzata attualmente disponibile."
Per i pazienti affetti da tumore del colon-retto, l'intervento chirurgico rappresenta attualmente il trattamento principale. La tecnica NOSE può essere applicata a pazienti con patologie benigne del colon-retto, tumori del colon-retto del lato sinistro e tumori di piccole dimensioni in fase iniziale. La tecnica NOSE ci offre un'arma in più nella lotta contro il tumore del colon-retto, riducendo al contempo i danni e il dolore causati dall'intervento chirurgico per i pazienti.
Gli ospedali del Parkway Healthcare Group a Singapore sono da sempre all'avanguardia nel miglioramento della qualità dell'assistenza ai pazienti, applicando le tecniche più avanzate al mondo in materia di diagnosi e trattamento. Attualmente, Parkway gestisce quattro ospedali a Singapore: Mount Elizabeth Orchard, Mount Elizabeth Novena, Gleneagles e Parkway East. Tra questi, Mount Elizabeth è un ospedale di fiducia per molti pazienti vietnamiti che da anni si rivolgono a loro per i servizi sanitari.
Inoltre, Parkway dispone di una rete di oltre 35 uffici di rappresentanza in molti paesi del mondo . Con l'obiettivo di supportare e consigliare i pazienti di diversi paesi che cercano servizi medici di alta qualità a Singapore, questi uffici di rappresentanza fungono da ponte tra pazienti e medici. Ciò contribuisce a rimuovere le barriere linguistiche e culturali che i pazienti internazionali spesso incontrano quando cercano cure a Singapore.
Inoltre, gli uffici di rappresentanza di Parkway danno sempre la massima priorità al benessere del paziente, supportandolo fin dalle prime fasi, ad esempio: raccogliendo informazioni sulla sua malattia e sui medici curanti a Singapore, stimando i costi del trattamento, organizzando un servizio di interpretariato per l'assistenza in clinica e aiutando i pazienti a prenotare un alloggio per agevolare gli spostamenti da e per gli appuntamenti medici. Questo processo, apparentemente semplice, rappresenta in realtà un ostacolo importante per i pazienti che prendono in considerazione cure all'estero, soprattutto a Singapore. Pertanto, i pazienti possono stare tranquilli sapendo di ricevere consulenza e supporto gratuiti dagli uffici di rappresentanza di Parkway Singapore.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
56.3/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Porta amore a coloro che sono in cura per il cancro. Vietnam.vn
Sebbene affermasse di aver ritrovato il buon umore, nel profondo la signora T. nutriva ancora sentimenti di tristezza e delusione. Ricorda vividamente: "Quando il medico mi disse che avrei perso i capelli dopo la chemioterapia, fui molto triste. Anche se ne avevo ancora un po', avrei voluto conservarli, ma ogni volta che li spazzolavo ne cadevano altri. Fu allora che decisi di tagliarli tutti."
"Quando ho scoperto di avere questa malattia, sono rimasta molto triste. Grazie all'incoraggiamento della mia famiglia, dei miei amici, dei miei parenti e alle cure dei medici, ho ritrovato la forza di combattere questa terribile malattia", ha confidato la signora T.
La signora Duong Thi T. (56 anni, residente nel comune di Ben Quan, provincia di Quang Tri) ha ricevuto una diagnosi di cancro all'utero 9 anni fa. Nonostante le cure ricevute presso diverse strutture mediche , la malattia ha metastatizzato ai polmoni. Da giugno 2025, la signora T. è in cura presso il reparto di oncologia dell'Ospedale Generale Provinciale di Quang Tri.
Sia la signora T., sia la signora N., sia gli altri pazienti oncologici comprendono perfettamente che "capelli e denti sono alla base dell'aspetto di una persona" e, pertanto, tutti non vedono l'ora che arrivi il giorno della guarigione per poter sfoggiare di nuovo i loro splendidi capelli fluenti. Recentemente, venuta a sapere che il reparto di oncologia e alcuni benefattori le avrebbero regalato una parrucca, la signora T. era entusiasta e ha trascorso tutta la notte a rigirarsi nel letto, in attesa dell'alba.
Per acquisire maggiore fiducia e motivazione nella lotta contro la malattia, ogni volta che tornava a casa, la signora N. si recava nella scuola in cui lavorava per incontrare colleghi e studenti. Per la signora N., chiacchierare con i colleghi e vedere i sorrisi innocenti dei suoi studenti le sollevava notevolmente il morale.
«Il giorno in cui decisi di donare i miei capelli coincise con il primo giorno in cui iniziai la chemioterapia. Il centro per la donazione dei capelli apriva alle 8:30, ma io iniziai il trattamento alle 8:00, quindi non potei donare. Circa 10-11 giorni dopo la mia prima seduta di chemioterapia, i miei capelli iniziarono a cadere. Dopo circa un altro mese e mezzo, li avevo persi tutti. Ero incredibilmente triste e con il cuore spezzato», ha ricordato la signora N. in lacrime.
Durante le visite mediche e le cure ad Hanoi, la signora N. ha incontrato molte persone in condizioni ben più difficili delle sue. Mossa da compassione, prima di iniziare il trattamento, la signora N. ha deciso di donare i suoi capelli affinché venissero utilizzate per realizzare parrucche destinate a chi si sottopone a cure oncologiche.
Dopo aver ricevuto e indossato le parrucche, sia la signora T. che la signora N. hanno tirato fuori i cellulari per ammirarsi, sorridendo. Sopraffatta dall'emozione, la signora T. ha ringraziato l'ospedale e i benefattori, dicendo: "Continuerò a combattere questa malattia con il massimo spirito e la massima resilienza".
Secondo il dottor Nguyen Van Phong, primario del reparto di oncologia dell'Ospedale Generale Provinciale di Quang Tri , il reparto sta attualmente curando 176 pazienti affetti da cancro. In genere, al momento della diagnosi, la maggior parte dei pazienti sperimenta depressione e tristezza e ha un disperato bisogno di incoraggiamento, sostegno e compagnia da parte del personale medico, della famiglia, degli amici e della comunità. Solo un piccolo numero di pazienti mantiene una mentalità forte e fiduciosa per affrontare e combattere il cancro.
Il dottor Phong ha affermato che negli ultimi anni il trattamento del cancro ha compiuto progressi significativi. Ad esempio, nel caso del tumore alla tiroide, se diagnosticato precocemente, il trattamento può aiutare i pazienti a guarire e a vivere una vita quasi normale. Nelle pazienti affette da tumore al seno, la diagnosi precoce e il trattamento secondo il protocollo possono portare a una sopravvivenza di oltre 10 anni, fino al 90%. Analogamente, anche per i tumori del colon-retto, dello stomaco e dell'ovaio, sono stati compiuti molti progressi che contribuiscono ad allungare la durata della vita e a migliorarne la qualità.
Per offrire ai pazienti maggiori opzioni e migliorare l'efficacia dei trattamenti, il reparto di Oncologia si attiene scrupolosamente ai protocolli terapeutici del Ministero della Salute, tenendosi al contempo aggiornato sugli ultimi progressi della medicina mondiale.
Il dottor Phong ha sottolineato che il trattamento del cancro è una combinazione di molti fattori, tra i quali l'atteggiamento ottimista e la fiducia in se stessi del paziente rivestono un ruolo particolarmente importante. Ha affermato: "Quando i pazienti ricevono doni significativi come parrucche, reggiseni, ecc., come nell'ambito del programma organizzato dal Dipartimento di Oncologia in collaborazione con la Rete Vietnamita per la Lotta contro il Cancro al Seno, percepiscono la cura, l'incoraggiamento e il sostegno del personale medico, dei filantropi e della comunità. Questo rafforzerà ulteriormente la loro fede e la loro forza per perseverare nel percorso di cura".
daidoanket.vn
Fonte: https://baolaocai.vn/mang-yeu-thuong-den-voi-nhung-nguoi-dang-dieu-tri-benh-ung-thu-post883092.html
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
39.6/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Una nuova terapia apre la strada a trattamenti oncologici più precisi. Vietnam.vn
La ricerca, condotta da scienziati del Laboratorio della Baia di Shenzhen e dell'Università di Pechino, è stata appena pubblicata online sulla rivista Nature.
Gli scienziati cinesi sono riusciti a sviluppare una molecola in grado di impedire alle cellule tumorali di sopprimere la funzione immunitaria dell'organismo, attivando al contempo la "memoria immunitaria" già presente nel corpo per attaccare i tumori.
Sebbene la terapia con inibitori dei checkpoint immunitari abbia rappresentato una svolta importante nel trattamento del cancro, potenziando la capacità del sistema immunitario di distruggere i tumori in modo più efficace, questo metodo rimane inefficace per molti pazienti, principalmente perché le cellule tumorali presentano bassi tassi di mutazione, producendo pochi nuovi antigeni che rendono difficile per il sistema immunitario riconoscerle e distruggerle.
Per affrontare questo problema, il team di ricerca si è concentrato sulle cellule T "spettatrici", finora poco conosciute. Si tratta di cellule T generate da infezioni virali come il citomegalovirus (CMV).
Queste cellule esistono silenziosamente all'interno del corpo e conservano la "memoria immunitaria" che hanno formato in precedenza.
Il team di ricerca ha ipotizzato che, se i tumori potessero essere "contrassegnati" con antigeni del CMV, le cellule T estranee verrebbero attivate e riorientate per attaccare le cellule cancerose.
Il team di ricerca ha creato una molecola sintetica chiamata chimera di vaccinazione intratumorale (iVAC) che svolge due funzioni: da un lato, scompone la proteina PD-L1 sulla superficie delle cellule tumorali per attivare il sistema immunitario e, dall'altro, introduce un segmento dell'antigene CMV all'interno del tumore.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?3
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
60.0/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Un test genomico potrebbe risparmiare la chemioterapia a milioni di pazienti affette da cancro al seno Agenpress
AgenPress. Secondo i risultati di una sperimentazione che potrebbe rivoluzionare le linee guida sanitarie a livello mondiale, milioni di donne affette da tumore al seno potrebbero evitare la chemioterapia grazie a un test genomico innovativo.
Il trattamento del cancro al seno, la forma più diffusa al mondo di questa malattia, prevede un intervento chirurgico per rimuovere i tumori. La chemioterapia viene solitamente raccomandata quando i medici ritengono che vi sia un rischio di recidiva.
Ma gli effetti collaterali tossici della chemioterapia, che possono includere perdita di capelli, eruzioni cutanee, nausea, insonnia e affaticamento, sono fisicamente ed emotivamente estenuanti per le pazienti. Alcune donne possono trovarsi ad affrontare conseguenze che cambiano la vita, come infertilità, deficit cognitivi o menopausa precoce.
Per decenni, i pazienti hanno avuto poche alternative. Ora gli scienziati hanno sviluppato un test genomico in grado di individuare chi ha bisogno della chemioterapia e chi no. Questa innovazione permette ai medici di determinare quali pazienti possono evitarla in sicurezza, aprendo la strada a una nuova era della medicina personalizzata.
I risultati di una sperimentazione internazionale sul test suggeriscono che milioni di donne potrebbero evitare in sicurezza la chemioterapia, risparmiandosi gli effetti collaterali senza aumentare il rischio di recidiva del tumore. I risultati saranno presentati sabato a Chicago in occasione del più grande congresso mondiale sul cancro, l’incontro annuale dell’American Society of Clinical Oncology.
Lo studio Optima, condotto dall’University College di Londra, ha seguito oltre 4.000 pazienti con diagnosi recente di tumore al seno nel Regno Unito, Norvegia, Svezia, Australia, Nuova Zelanda e Thailandia. Ha rilevato che le pazienti con un punteggio basso nel test genomico potevano essere trattate in sicurezza con la sola terapia ormonale.
Il professor Rob Stein, responsabile principale dello studio e professore di oncologia mammaria presso l’UCL, ha dichiarato: “Optima affronta una sfida di lunga data nella cura del tumore al seno: identificare chi trae realmente beneficio dalla chemioterapia e chi no. I nostri risultati dimostrano che molte pazienti possono evitare la chemioterapia in tutta sicurezza, senza compromettere i risultati della terapia.”
“Questi risultati rappresentano un passo importante e significativo verso trattamenti più personalizzati. Lo studio ha utilizzato con successo la biologia del tumore per guidare le decisioni, anziché basarsi esclusivamente sulle caratteristiche cliniche tradizionali.
“Per i pazienti, questo significa che molti potranno essere risparmiati dal peso fisico ed emotivo della chemioterapia e dai suoi potenziali effetti collaterali a lungo termine. Per i sistemi sanitari, rappresenta un utilizzo delle risorse più efficiente e basato su dati concreti.”
Il test Prosigna, prodotto dall’azienda diagnostica globale Veracyte, analizza l’attività di 50 geni nel tessuto tumorale. Determina il sottotipo molecolare e fornisce un punteggio che indica il rischio di recidiva del tumore al seno nei successivi dieci anni, aiutando i medici a decidere se la chemioterapia sia opportuna o meno.
Lo studio randomizzato ha coinvolto 4.429 pazienti di età pari o superiore a 40 anni affette da carcinoma mammario ormono-positivo. Questa è la forma più comune di carcinoma mammario, che rappresenta fino all’80% dei casi a livello globale.
I partecipanti sono stati assegnati a uno dei due gruppi di trattamento. Nel gruppo di trattamento standard, i pazienti hanno ricevuto chemioterapia seguita da terapia ormonale. Nel secondo gruppo, i tumori dei pazienti sono stati analizzati mediante test genomico.
I pazienti con un punteggio elevato hanno ricevuto chemioterapia e terapia ormonale. Quelli con un punteggio basso sono stati trattati solo con terapia ormonale. La radioterapia e gli altri trattamenti sono stati somministrati come di consueto a entrambi i gruppi.
Nel secondo gruppo, i risultati hanno mostrato esiti estremamente simili sia con che senza chemioterapia. Cinque anni dopo il trattamento, il 95% delle pazienti sottoposte a chemioterapia e terapia ormonale era ancora in vita e libera da recidive di tumore al seno, mentre il 94% di coloro che non avevano effettuato la chemioterapia era anch’esso in vita e libero da recidive.
I risultati suggeriscono che per coloro che hanno ottenuto punteggi bassi nei test, la chemioterapia ha offerto pochi o nessun beneficio aggiuntivo, il che significa che i pazienti potrebbero evitarla in tutta sicurezza, così come i suoi effetti collaterali.
Il professor Iain MacPherson, co-responsabile dello studio e professore di oncologia mammaria all’Università di Glasgow, ha dichiarato: “Optima fornisce prove solide e rivoluzionarie che dimostrano come sia possibile ridurre in modo sicuro l’uso della chemioterapia per molte pazienti affette da tumore al seno ormono-sensibile.
“Questi risultati rappresentano un importante passo avanti nell’erogazione di cure più personalizzate e precise, garantendo che le decisioni terapeutiche siano guidate da ciò che migliorerà realmente gli esiti per i pazienti, evitando al contempo tossicità non necessarie. Il potenziale impatto sia per i pazienti che per i servizi sanitari è considerevole.”
Con 1.000 pazienti che necessitano di radioterapia ogni giorno, l'ospedale K acquista un macchinario aggiuntivo del valore di 100 miliardi di VND. - Vietnam.vn
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
57.8/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Con 1.000 pazienti che necessitano di radioterapia ogni giorno, l'ospedale K acquista un macchinario aggiuntivo del valore di 100 miliardi di VND. Vietnam.vn
La radioterapia è uno dei principali metodi di trattamento del cancro, in quanto contribuisce a distruggere le cellule maligne, a prevenire la crescita del tumore e ad alleviare i sintomi negli stadi avanzati. Questo metodo viene applicato alla maggior parte dei tipi di cancro, sia come trattamento curativo e alternativa alla chirurgia, sia come supporto a terapie multimodali o preventive.
Il 10 giugno, l'ospedale K di Hanoi ha inaugurato ufficialmente presso la sua sede di Tam Hiep un moderno sistema di radioterapia con acceleratore lineare e di simulazione TC 4D, del valore di 100 miliardi di VND. Questo sistema è in grado di assistere circa 100 pazienti al giorno.
Secondo il signor Nguyen Trong Khoa, vicedirettore del Dipartimento di Esami Medici e Gestione delle Terapie ( Ministero della Salute ), si prevede che entro il 2030 il 75% dei decessi per cancro si concentrerà nei paesi a basso e medio reddito, come il Vietnam. Si prevede che il peso del cancro in questi paesi aumenterà drasticamente a causa della crescita demografica, dell'aumento dell'aspettativa di vita e dell'urbanizzazione. Tuttavia, solo il 10% dei pazienti nei paesi a basso reddito e il 50-60% nei paesi a medio reddito ha accesso alla radioterapia, rispetto al 90% nei paesi sviluppati.
Il nuovo sistema di radioterapia è sincronizzato con il software di pianificazione, la gestione dei dati e le apparecchiature di calibrazione secondo gli standard internazionali. La tecnologia di radioterapia a intensità modulata (IGRT), combinata con la guida per immagini, garantisce un'elevata precisione e ottimizza l'efficacia del trattamento.
Per far fronte a questa situazione, l'ospedale K aggiungerà un moderno macchinario per radioterapia alla sua struttura di Tam Hiep nel giugno 2025 e prevede di installarne altri tre presso le sue strutture di Quan Su e Tan Trieu entro la fine dell'anno.
Nel 2001, l'ospedale ha investito nel primo acceleratore lineare per radioterapia del Vietnam, conforme agli standard internazionali di efficacia e sicurezza. A maggio, l'ospedale possedeva sei macchine per radioterapia, ma con un massimo di 1.000 pazienti al giorno, le macchine dovevano funzionare ininterrottamente per 22-23 ore, costringendo spesso i pazienti ad attendere o a ricevere il trattamento di notte.
In Vietnam, si registrano ogni anno circa 182.600 nuovi casi di cancro, 122.700 decessi e oltre 350.000 persone affette dalla malattia.
L'ospedale K sta attualmente affrontando numerose difficoltà e sfide, poiché la domanda di esami e cure mediche da parte del pubblico è in aumento, mentre le attrezzature mediche non sono in grado di soddisfare pienamente le esigenze. Attualmente, l'ospedale ha in cura oltre 20.000 pazienti e il numero di persone che si recano in ospedale per esami e cure supera le 500.000 all'anno, con una tendenza all'aumento.
Con l'obiettivo di migliorare la qualità delle cure e renderla pari a quella dei paesi della regione e del mondo, l'ospedale ha investito in un sistema di radioterapia con acceleratore lineare abbinato a un simulatore TC 4D.
Il signor Khoa ritiene che investire in moderne tecnologie di radioterapia rappresenti un importante passo avanti, contribuendo a ridurre le disuguaglianze nell'accesso alle cure oncologiche.
TH (secondo Vietnamnet)
Fonte: https://baohaiduong.vn/1-000-benh-nhan-can-xa-tri-moi-ngay-benh-vien-k-mua-them-may-100-ty-dong-413705.html
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
54.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Malattie rare, oncologia, pediatria. Aifa approva quattro medicinali, cinque estensioni e due equivalenti Mondosanità
Dal cancro ovarico alla porpora trombotica trombocitopenica congenita, dall’insufficienza cardiaca giovanile all’amiloidosi ereditaria: l’Agenzia amplia l’accesso alle terapie innovative, e aggiorna il prontuario farmaceutico. Riunione tecnica e convegno a Palermo
L’Agenzia Italiana del Farmaco ha dato il via libera alla rimborsabilità di nuove terapie che ampliano in modo significativo le opzioni disponibili per pazienti affetti da patologie rare, tumori, malattie croniche e condizioni pediatriche complesse. Le decisioni riguardano quattro nuovi medicinali, cinque estensioni di indicazione e due equivalenti, confermando il ruolo dell’Aifa nel garantire accesso tempestivo all’innovazione terapeutica e nel rafforzare l’equità del Servizio Sanitario Nazionale. L’ultima seduta del consiglio di amministrazione ha affrontato anche il tema della revisione del Prontuario Farmaceutico Nazionale, un processo strategico per l’aggiornamento continuo dell’offerta terapeutica.
Tra i nuovi farmaci orfani rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale figura Elahere (mirvetuximab), indicato per il trattamento di pazienti adulte con cancro epiteliale dell’ovaio, cancro della tuba di Falloppio o cancro peritoneale primitivo. Si tratta di un anticorpo monoclonale che si lega alla proteina FRα espressa sulle cellule tumorali e rilascia una molecola citotossica in grado di indurre la morte cellulare, rappresentando una nuova opzione terapeutica per forme avanzate di malattia.
Il secondo farmaco orfano approvato è Adzynma (rADAMTS13), una terapia enzimatica sostitutiva per la porpora trombotica trombocitopenica congenita (cTTP), rarissima malattia genetica del sangue. La terapia utilizza una copia ricombinante dell’enzima ADAMTS13, carente nei pazienti affetti da cTTP, prevenendo la formazione di trombi nei piccoli vasi, anemia emolitica e insufficienza multiorgano. Si tratta di un approccio innovativo per una patologia che, se non trattata, ha un decorso rapido e potenzialmente letale.
L’Aifa ha poi approvato la rimborsabilità di due molecole new entry: Aqumeldi (enalapril maleato), un ACE‑inibitore indicato per il trattamento dell’insufficienza cardiaca nei bambini dalla nascita ai sei anni, e Wainzua (eplontersen), destinato al trattamento dell’amiloidosi ereditaria mediata dalla transtiretina (ATTRv), patologia sistemica progressiva che può manifestarsi con cardiomiopatia e polineuropatia. Cinque farmaci hanno ottenuto estensioni di indicazione rimborsabile. Bridion (sugammadex) potrà essere utilizzato in pazienti pediatrici dalla nascita ai 17 anni come antidoto per invertire il blocco neuromuscolare indotto da specifici miorilassanti. Cablivi (caplacizumab), anticorpo monoclonale per la porpora trombotica trombocitopenica acquisita, sarà rimborsato negli adolescenti dai 12 anni con peso superiore ai 40 chilogrammi. Miozac (dobutamina), farmaco adrenergico a uso cardiaco, ha ottenuto un ampliamento delle condizioni di utilizzo. Scleryda (dimetilfumarato) potrà essere impiegato nella sclerosi multipla recidivante‑remittente in pazienti pediatrici dai 13 anni. Spravato (esketamina), antidepressivo in spray nasale, ha ottenuto un’estensione di indicazione nel trattamento dei disturbi depressivi resistenti. Sono stati inoltre approvati due farmaci equivalenti: Linagliptin Krka (linagliptin), antidiabetico orale, e Metotrexato Aurobindo (metotrexato), utilizzato in oncologia e, a dosaggi inferiori, come antinfiammatorio e immunosoppressore in diverse malattie autoimmuni, in particolare reumatologiche e dermatologiche.
Tra i temi affrontati nella seduta del 29 maggio (che, come si apprende da un comunicato di via del Tritone, si è svolta a Palermo presso Palazzo Reale) anche la revisione del Prontuario Farmaceutico Nazionale, un processo in corso che mira a garantire aggiornamento, appropriatezza e sostenibilità nell’accesso ai farmaci. Le decisioni assunte dall’Aifa confermano quanto il tema dell’accesso all’innovazione sia oggi uno dei cardini della sostenibilità e dell’equità del Servizio Sanitario Nazionale. L’approvazione di farmaci orfani, terapie pediatriche, trattamenti per patologie rare e molecole destinate a condizioni ad elevata complessità clinica rappresenta anche un impegno concreto verso pazienti che spesso vivono percorsi esistenziali difficili, segnati da ritardi diagnostici, poche alternative terapeutiche e un forte impatto sulla qualità della vita. Ogni nuova rimborsabilità non è soltanto un atto regolatorio: è un tassello che contribuisce a colmare le disuguaglianze, a rafforzare la presa in carico. In questo senso, il lavoro dell’Agenzia assume un valore strategico. La capacità di valutare rapidamente l’innovazione, garantire sostenibilità e aggiornare il prontuario farmaceutico è parte integrante di un sistema che deve saper coniugare rigore scientifico, responsabilità economica e attenzione ai bisogni reali delle persone, dunque un approccio che guarda contemporaneamente alla qualità, all’equità e alla sostenibilità.
La trasferta palermitana del Consiglio di Amministrazione dell’Aifa si è tenuta in concomitanza con il convegno sul tema “La Roadmap dell’Appropriatezza: la medicina di precisione tra innovazione e pratica regionale”, organizzato a Palazzo Reale dall’Agenzia Italiana del Farmaco con il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana. L’iniziativa, ha sottolineato il presidente dell’Agenzia, Robert Giovanni Nisticò, segna una nuova tappa del percorso avviato nei mesi scorsi a Milano e conferma l’avvio di una nuova stagione di collaborazione tra livello centrale e territori. L’evento di Palermo ha approfondito questa traiettoria, portando il dibattito su alcuni dei temi oggi più centrali per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale: appropriatezza prescrittiva, sostenibilità, innovazione terapeutica, medicina di precisione, utilizzo dei dati e uniformità di accesso alle cure.
“Nel governo della spesa farmaceutica si possono concretizzare attività complementari, e da parte nostra c’è la totale disponibilità a collaborare per individuare criticità, offrendo strumenti e competenze insieme ai documenti che approntiamo sulla spesa farmaceutica”, ha affermato Pierluigi Russo, Direttore Tecnico‑Scientifico di Aifa. “Ma c’è anche bisogno del contributo delle Regioni, che devono programmare e controllare l’appropriatezza prescrittiva”. Sulla stessa linea si è espresso Giovanni Pavesi, Direttore Amministrativo dell’Agenzia: “Ritrovarci oggi in Sicilia è l’espressione concreta di quello che vogliamo essere attualmente. Affrontiamo sfide vere: qualità delle cure e sostenibilità dei costi; vogliamo vincere queste sfide e possiamo disporre di strumenti utili e congeniali. La Sicilia, come altre regioni, sta facendo un lavoro importante, anche se presenta fronti di criticità che si possono risolvere lavorando insieme. Per troppo tempo si è operato per compartimenti stagni: oggi vediamo che il governo della spesa può nascere da un rapporto forte con le Regioni”.
Appropriatezza, innovazione e sostenibilità non sono dunque ambiti separati, ma elementi di un’unica strategia che richiede cooperazione istituzionale, condivisione di dati, modelli organizzativi più omogenei e un dialogo costante tra centro e territori. La scelta di Palermo come sede della riunione del CdA e del convegno ha inteso sottolineare proprio questo: la necessità di portare il confronto nei territori, valorizzando le esperienze regionali e costruendo un sistema integrato, capace di accompagnare l’innovazione con strumenti di governance adeguati.
In un contesto in cui la ricerca scientifica procede a ritmo accelerato e le aspettative dei pazienti crescono, la sfida, una volta dato il via libera a nuovi farmaci, è anche quella di garantire che questi medicinali arrivino a chi ne ha bisogno senza lungaggini burocratiche o disomogeneità territoriali. È qui che si misura la capacità del sistema di trasformare l’innovazione in valore: un valore che non è astratto. L’auspicio è che questo percorso vada fino in fondo con la stessa determinazione, rafforzando un modello di governance capace di sostenere l’innovazione e, allo stesso tempo, salvaguardando la sostenibilità del sistema.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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B
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Criteri Critici
Progetto ‘Vestiti di Prevenzione’. L’abbigliamento è la prima difesa contro il rischio di melanoma Quotidiano Nazionale
La prima linea di difesa contro il melanoma è l’abbigliamento, non solo la crema solare. In vista dell’estate, la Fondazione Melanoma lancia la nuova campagna di sensibilizzazione ‘Vestiti di Prevenzione’, per promuovere l’abbigliamento come primo, vero dispositivo di protezione. Senza dimenticare creme e filtri solari ad alto indice di difesa, che però da soli non bastano come dimostrato da nuovi studi internazionali.
Il messaggio della Fondazione Melanoma arriva in un momento critico: il melanoma è il tumore cutaneo più aggressivo e, in Italia, i casi sono più che raddoppiati in 20 anni. "Sebbene l’invecchiamento della popolazione giochi un ruolo importante, quasi 9 casi su 10 sono legati all’eccessiva esposizione ai raggi UV - spiega Paolo Ascierto, ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus -. Scottarsi anche solo una volta ogni due anni può triplicare il rischio di melanoma. I raggi UV possono essere forti a sufficienza per danneggiare la pelle da metà marzo a metà ottobre, anche quando il cielo è nuvoloso o il clima è fresco".
C’è infatti una correlazione diretta tra l’abbigliamento e la localizzazione del cancro della pelle. Negli uomini, due melanomi su cinque (circa il 40%) vengono diagnosticati sul dorso: schiena, petto e addome; mentre nelle donne più di un terzo dei casi (35%) si manifesta sulle gambe. C’è poi il ‘paradosso della crema solare’, un fenomeno per cui l’uso dei filtri protettivi fornirebbe un falso senso di sicurezza, portando le persone a esporsi al sole in modo più pericoloso. "La crema solare è fondamentale, ma non è una ‘licenza di arrostirsi’ al sole - conclude Ascierto -. La maggior parte delle persone non ne applica a sufficienza o rimane esposta ai raggi UV per ore dopo la prima applicazione. L’abbigliamento, invece, non scade, non si lava via col sudore e offre una protezione fisica costante".
Ecco come scegliere l’outfit perfetto per proteggere la pelle.
1 - Anche se il caldo spinge a scoprirsi, la scelta più sicura è ‘coprire senza soffocare’. Optare per camicie a maniche lunghe in lino o cotone leggero e pantaloni lunghi dal taglio fluido. Coprire braccia e gambe con tessuti naturali permette alla pelle di traspirare meglio rispetto all’esposizione diretta al sole.
2 - Il bianco protegge meno del nero. I colori scuri o le tinte brillanti (rosso, blu navy) assorbono i raggi UV meglio dei toni pastello, impedendo loro di penetrare.
3 - Gli occhi e la zona perioculare sono estremamente vulnerabili. Non tutti gli occhiali da sole proteggono davvero: lenti troppo chiare o prive di filtri a norma possono essere controproducenti, poiché inducono la pupilla a dilatarsi lasciando entrare più raggi UV: scegliere montature ‘avvolgenti’.
4 - Un cappello a tesa larga (almeno 7 cm) è essenziale. Protegge zone critiche e spesso dimenticate come le orecchie, il cuoio capelluto (specialmente per gli uomini) e la nuca.
5 - Proprio come le creme hanno l’SPF, molti capi tecnici hanno il fattore UPF (Ultraviolet Protection Factor). Un capo UPF 50+ blocca il 98% dei raggi UV, rendendoti virtualmente invulnerabile.
O.M.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
58.5/100
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B
Valutazione
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Criteri Critici
Gli estratti della pianta carnivora a brocca aiutano a curare il cancro. Vietnam.vn
I risultati hanno mostrato che l'estratto della pianta carnivora a fiore doppio ha inibito efficacemente le cellule tumorali HeLa e HT-29. Nello specifico, dopo 24 ore di trattamento, l'estratto ha raggiunto un valore di IC50 (concentrazione di inibizione cellulare del 50%) di 151,35 µg/mL con un indice di selettività SI = 1,86. Dopo 48 ore, l'IC50 era di 158,49 µg/mL, SI = 1,26. Sulla linea cellulare HT-29, dopo 48 ore di trattamento, l'IC50 ha raggiunto 141,25 µg/mL, SI = 1,41. Un SI maggiore di 1 indica una buona selettività dell'estratto verso le cellule tumorali rispetto alle cellule sane.
Un team di ricerca guidato dal Dott. Nguyen Quoc Chau Thanh, della Facoltà di Scienze Naturali dell'Università di Can Tho, ha testato gli estratti metanolici di questa pianta su linee cellulari di tumori umani, tra cui il carcinoma cervicale (HeLa, C-33A), il carcinoma epatico (HepG2) e il carcinoma del colon-retto (HT-29), valutandone al contempo la sicurezza sulla normale linea cellulare HEK293 (embrione di rene umano).
Questa pianta è nota da tempo nella medicina tradizionale per le sue proprietà rinfrescanti, antinfiammatorie e diuretiche. Tuttavia, questa è la prima volta che gli estratti della pianta carnivora a fiore doppio vengono studiati in modo approfondito per il loro potenziale antitumorale a livello cellulare.
La Nepenthes a fiore doppio è una pianta carnivora appartenente alla famiglia delle Nepenthaceae, comunemente diffusa nelle zone paludose o costiere del Sud-est asiatico, tra cui l'isola di Phu Quoc, dove il team di ricerca ha raccolto i campioni per il progetto.
È stato dimostrato che gli estratti della pianta carnivora Nepenthes mirabilis inibiscono efficacemente la crescita delle linee cellulari del cancro cervicale e del colon-retto.
Secondo il dottor Nguyen Quoc Chau Thanh, è stato dimostrato che i polifenoli e i flavonoidi promuovono la morte cellulare programmata (apoptosi), inibiscono la replicazione del DNA, prevengono la formazione di nuovi vasi sanguigni che nutrono le cellule tumorali e limitano le metastasi.
Nello specifico, il contenuto totale di polifenoli nell'estratto ha raggiunto 538,20 mgGAE/g, mentre il contenuto di flavonoidi è risultato pari a 367,08 mgQE/g. Questi valori sono significativamente superiori a quelli di molte piante note per le loro proprietà antitumorali, come il tè verde (TPC ~321 mgGAE/g; TFC ~127 mgQE/g) o la buccia di melograno (TPC ~356 mgGAE/g; TFC ~37 mgQE/g). Ciò dimostra il grande potenziale della Nepenthes a fiore doppio in campo farmaceutico.
Le analisi hanno dimostrato che la pianta carnivora a fiore doppio contiene livelli molto elevati di composti bioattivi, in particolare polifenoli e flavonoidi, due gruppi di sostanze che svolgono un ruolo importante nelle proprietà antiossidanti e antitumorali.
Oltre a testare l'efficacia sulle cellule tumorali, il team di ricerca ha anche condotto analisi qualitative e quantitative dei principali composti bioattivi presenti nell'estratto per comprendere la relazione tra composizione chimica ed effetti farmacologici.
Il team di ricerca ha inoltre confrontato la sua efficacia con quella di diverse altre erbe medicinali, come la corteccia del gelsomino occidentale e della Pinellia meridionale, e ha scoperto che l'estratto di Sarracenia a fiore doppio presentava sicurezza ed efficacia equivalenti o superiori.
Un aspetto degno di nota è che la tossicità dell'estratto sulla normale linea cellulare HEK293 è risultata piuttosto bassa (IC50 = 199,53 µg/mL dopo 48 ore), indicando che l'estratto non ha causato danni significativi alle cellule sane – una condizione cruciale per una futura applicazione come farmaco per il trattamento del cancro.
Pertanto, la scoperta di una pianta autoctona contenente elevate concentrazioni di questi composti attivi, come la Nepenthes a fiore doppio, riveste particolare importanza, non solo dal punto di vista scientifico, ma anche per le opportunità che apre allo sviluppo di prodotti derivati dalle risorse naturali del Vietnam.
Inoltre, altri componenti chimici identificati nell'estratto, come acidi organici, tannini, saponine e triterpenoidi, potrebbero contribuire sinergicamente al meccanismo antitumorale. Questa diversità di composti bioattivi rafforza ulteriormente le basi per aspettarsi un'efficacia terapeutica complessiva quando applicata a organismi viventi.
Sebbene le sperimentazioni attuali siano ancora a livello in vitro (cellulare), i risultati iniziali dello studio hanno gettato le basi per un approccio promettente allo sviluppo di trattamenti oncologici a base di erbe. L'utilizzo di piante medicinali autoctone non solo contribuisce a ridurre i costi di ricerca e produzione, ma permette anche di sfruttare le abbondanti risorse biologiche del Vietnam.
Tuttavia, prima che l'estratto della pianta carnivora a fiore doppio possa essere impiegato in applicazioni pratiche, sono necessarie ulteriori fasi di ricerca, tra cui test di tossicità acuta e cronica sugli animali, studi sul meccanismo d'azione molecolare, determinazioni farmacocinetiche e farmacodinamiche e sperimentazioni cliniche sull'uomo. Si tratta di un percorso lungo, che richiede investimenti e collaborazione tra enti di ricerca, strutture sanitarie e aziende farmaceutiche.
Con il cancro che sta diventando sempre più diffuso e una delle principali cause di morte in Vietnam e nel mondo , la scoperta e lo sviluppo di nuove terapie, soprattutto quelle di origine naturale, rappresentano una strategia cruciale. Gli estratti della pianta carnivora (Amaranthus retroflexus) potrebbero essere un candidato promettente nella corsa alla ricerca di una terapia antitumorale efficace e a bassa tossicità, adatta alla popolazione vietnamita.
giaoducthoidai.vn
Fonte: https://baolaocai.vn/chiet-xuat-tu-cay-nap-am-hoa-doi-giup-dieu-tri-ung-thu-post650169.html
I dati di uno studio annunciati da Mineralys Therapeutics, Inc. mostrano che il farmaco candidato Lorundrostat ha ottenuto risultati significativi nella riduzione del rapporto albumina urinaria/creatinina (UACR). - Bitget
📰 Bitget📅 2026-05-30T00:32:34
terapia mirata
I dati di uno studio annunciati da Mineralys Therapeutics, Inc. mostrano che il farmaco candidato Lorundrostat ha ottenuto risultati significativi nella riduzione del rapporto albumina urinaria/creatinina (UACR). Bitget
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
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Criteri Critici
Altri 28 farmaci antitumorali sono ora coperti dall'assicurazione sanitaria. Vietnam.vn
Il Ministero della Saluteha finalizzato la bozza di circolare che emana l'elenco dei farmaci chimici, dei prodotti biologici, dei farmaci radioattivi e dei marcatori coperti dall'assicurazione sanitaria, compresi i nuovi farmaci antitumorali. I farmaci antitumorali sono in cima alla lista dei farmaci da aggiungere alla copertura assicurativa sanitaria. FOTO: TUAN MINH La bozza prevede l'aggiunta di 81 nuovi farmaci, sostanze chimiche, prodotti biologici e farmaci radioattivi all'elenco. Di questi, 76/81 sono nuovi farmaci appartenenti ai seguenti gruppi: farmaci antiparassitari (9 farmaci), oftalmici (5), cardiovascolari (7), ormoni e sistema endocrino (6), disturbi mentali ed effetti sul sistema nervoso (4), farmaci che agiscono sulle vie respiratorie (4), farmaci gastrointestinali (2)... Dei 76 nuovi farmaci, i gruppi oncologico e immunomodulatore sono quelli con il maggior numero di aggiunte all'elenco, ben 28. Di questi, 22 sono terapie mirate. Secondo il Dipartimento di Assicurazione Sanitaria (Ministero della Salute), per il pagamento dei nuovi farmaci, i pazienti devono effettuare un co-pagamento in base alla propria categoria di idoneità oppure pagare di tasca propria per i farmaci rimborsabili. Con l'aggiunta di 76 nuovi farmaci all'elenco, il costo stimato a carico del paziente in 5 anni è di 1.513 miliardi di VND, mentre la spesa diretta a carico del paziente è di 4.614 miliardi di VND. Pertanto, i pazienti dovranno pagare circa 6.127 miliardi di VND in 5 anni. Se un farmaco non è coperto dall'assicurazione sanitaria e non esiste alcun programma di sovvenzioni da parte delle case farmaceutiche, il paziente deve pagare il 100% del costo di tasca propria. In questa proposta, sono state modificate le tariffe di rimborso per 47 dei 76 farmaci (compresi i trattamenti oncologici), aumentando il sostegno ai pazienti. Si stima che, nell'arco di 5 anni, ciò consentirà ai pazienti di risparmiare 376 miliardi di VND in spese vive. Inoltre, 130 farmaci sono stati rimossi dall'elenco dei medicinali coperti dal Fondo di assicurazione sanitaria, con un risparmio stimato di 82,6 miliardi di VND all'anno in ticket sanitari. I farmaci rimossi dall'elenco sono principi attivi che non hanno più un numero di registrazione e non sono farmaci rari... Il Ministero della Salute stima che, negli ultimi anni, sebbene i pagamenti per i farmaci siano diminuiti, questi rappresentino ancora la quota maggiore della spesa totale del Fondo di Assicurazione Sanitaria. Nel 2022, la cifra ha superato i 40.000 miliardi di VND (33,41%), e si prevede che nel 2024 raggiungerà i 50.784 miliardi di VND (oltre il 31%). Nel 2024, circa 40 milioni di persone a livello nazionale si sono sottoposte a regolari controlli medici coperti dall'assicurazione sanitaria, per un totale di 186 milioni di visite, con una spesa complessiva per l'assicurazione sanitaria di quasi 150.000 miliardi di VND, di cui circa il 30% destinato ai farmaci. Il Ministero della Salute stima che attualmente circa il 40% dei costi sanitari sia ancora a carico diretto dei cittadini, non garantendo un accesso equo ai servizi sanitari. Ampliare l'elenco dei farmaci coperti dall'assicurazione sanitaria mira a ridurre l'onere delle spese vive. Tuttavia, per incrementare i vantaggi derivanti dalla partecipazione all'assicurazione sanitaria, il tasso contributivo verrà gradualmente aumentato. Secondo il Ministero della Salute, l'onere finanziario a carico dei pazienti oncologici è enorme. Le statistiche ospedaliere mostrano che il costo medio del trattamento per un paziente oncologico si aggira intorno ai 176 milioni di VND all'anno, con un'alta percentuale di pagamenti diretti. Per alcuni farmaci antitumorali, la quota a carico del paziente può raggiungere il 50%. I pagamenti per i farmaci oncologici rappresentano la percentuale più alta del totale dei pagamenti farmaceutici erogati dal Fondo di Assicurazione Sanitaria, pari a 7.521 miliardi di VND all'anno (nel 2023). In media, il Paese rileva 180.000 nuovi casi di cancro ogni anno, che causano 122.000 decessi annuali. Fonte: https://thanhnien.vn/them-28-thuoc-ung-thu-duoc-bao-hiem-y-te-thanh-toan-185251128164032791.htm
Aggiornamento medico del 4 settembre: Innalzamento degli standard di sicurezza della radioterapia in Vietnam grazie alla tecnologia internazionale. - Vietnam.vn
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?3
69.6/100
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Criteri Critici
Aggiornamento medico del 4 settembre: Innalzamento degli standard di sicurezza della radioterapia in Vietnam grazie alla tecnologia internazionale. Vietnam.vn
Queste attività sono molto apprezzate per la loro applicazione pratica, in quanto aiutano il personale medico a padroneggiare il processo di ispezione, ad acquisire competenza nell'utilizzo delle apparecchiature e ad essere pronto a impiegarle nelle strutture di cura.
Le sessioni pratiche hanno incluso l'aggiornamento degli standard internazionali di QA/QC, l'utilizzo del software myQA, la validazione del Linac e la simulazione TC, dimostrazioni di QA per le tecniche VMAT e SRS e, soprattutto, l'esperienza di QA del movimento in situazioni complesse come la radioterapia 4D, DIBH, gating e tracking: tecniche fondamentali per garantire la sicurezza nel trattamento dei tumori mobili.
Oltre alle presentazioni scientifiche, la conferenza ha organizzato anche una serie di workshop pratici approfonditi, offrendo a medici, ingegneri e professionisti sanitari l'opportunità di accedere direttamente a nuove attrezzature, procedure e tecnologie.
Presso l'ospedale generale Tam Anh, le moderne soluzioni di controllo qualità (QA/QC) di IBA sono state implementate in modo sistematico e completo. L'applicazione di tecnologie di test avanzate non solo riduce gli errori in radioterapia, ma abbrevia anche i tempi di test, migliora l'affidabilità e porta la qualità del trattamento a standard internazionali, paragonabili a quelli dei principali centri oncologici della regione.
Inoltre, il sistema di garanzia della qualità specifico per il paziente (PSQA), sviluppato secondo lo standard TG-218, consente un'applicazione flessibile con tecniche avanzate come IMRT, VMAT, SBRT e SRS, contribuendo a garantire l'individualizzazione e la sicurezza assoluta in radioterapia.
La soluzione comprende dosimetri e fantocci multidimensionali per una calibrazione accurata degli strumenti, il software myQA per una gestione centralizzata e trasparente dei dati di controllo qualità e l'integrazione di procedure di validazione periodiche per dispositivi critici come simulatori di acceleratori lineari e tomografi computerizzati.
Un altro momento clou della conferenza è stata la presentazione della Sig.ra Rebecca Annette Stumpf, che ha illustrato l'ecosistema completo di QA/QC di IBA Dosimetry come soluzione di spicco per la standardizzazione dei processi di validazione nella radioterapia moderna.
Ha inoltre citato le raccomandazioni dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) - TRS-398 e TRS-483 - che indicano come la standardizzazione della misurazione della dose e della calibrazione degli strumenti possa contribuire a ridurre l'incertezza nella misurazione delle dosi di fotoni ad alta energia a circa l'1,5%, in linea con gli standard clinici internazionali.
Secondo lui, il controllo qualità non è solo un processo tecnico, ma anche un impegno a lungo termine per garantire la sicurezza del paziente e l'efficacia di ogni protocollo di trattamento.
Nel suo intervento alla conferenza, il dottor Eduard Gershkevitsh ha sottolineato che la precisione della dose di radiazioni è un fattore chiave per determinare l'efficacia e la sicurezza del trattamento del cancro.
La conferenza ha riunito numerosi esperti, scienziati e ingegneri di spicco, provenienti sia dall'Estonia che dall'estero, in rappresentanza di importanti ospedali. Tra i relatori internazionali di rilievo figuravano il Dott. Eduard Gershkevitsh, responsabile del Dipartimento di Fondazione presso il Centro Medico dell'Estonia Settentrionale, e la Sig.ra Rebecca Annette Stumpf, specialista in applicazioni cliniche presso IBA Dosimetry.
La Conferenza scientifica internazionale sulla garanzia e l'accreditamento della qualità in radioterapia (QA/QC), incentrata sull'integrazione di soluzioni complete fornite da IBA Dosimetry GmbH (Germania), è uno dei principali e più prestigiosi eventi professionali nel campo della radioterapia. Il suo obiettivo è condividere i più recenti progressi, aggiornare gli standard internazionali e promuovere l'applicazione pratica in Vietnam, al fine di realizzare un sistema di radioterapia preciso e massimamente sicuro per i pazienti oncologici.
Molti interventi presentati alla conferenza hanno anche menzionato strumenti avanzati di controllo qualità, come l'analisi gamma 3%/2mm, i test end-to-end, la valutazione della distribuzione di dose DVH 3D e il calcolo indipendente della dose con il metodo Monte Carlo. Questi strumenti sono fondamentali nel moderno controllo di qualità della radioterapia, garantendo sia la massima distruzione del tumore (PTV) sia una buona protezione degli organi a rischio (OAR).
Gli esperti concordano sul fatto che l'attuale tendenza nel controllo e nell'assicurazione della qualità (QA/QC) in radioterapia dovrebbe mirare a una completa integrazione di standard internazionali, strumenti di misurazione avanzati, analisi tridimensionale dei dati e algoritmi computazionali indipendenti. Ciò costituisce una solida base per la costruzione di un moderno sistema di QA/QC, contribuendo alla salvaguardia della vita e al miglioramento della qualità del trattamento per i pazienti.
Preservare la voce dopo un intervento chirurgico per cancro alla laringe
Il signor Khuong (54 anni, residente a Can Tho ) ha una lunga storia di fumo. Recentemente, ha avvertito sintomi come mal di gola, difficoltà a deglutire e raucedine persistente, ma li ha attribuiti a faringite e si è curato da solo senza successo. Due settimane prima del ricovero, ha perso quasi completamente la voce ed è stato costretto a scrivere bigliettini per comunicare con il medico.
L'endoscopia ha rivelato un tumore di 0,5 cm sulla corda vocale; la biopsia ha confermato la diagnosi di carcinoma laringeo. Tuttavia, esami più approfonditi, come una TAC della laringe, hanno mostrato che il tumore si era esteso ulteriormente verso il basso e nelle aree adiacenti.
Il dottor Do Tuong Huan, del reparto di chirurgia cervico-facciale dell'ospedale generale Tam Anh di Ho Chi Minh City, ha affermato che il cancro alla laringe è piuttosto comune, classificandosi al sesto posto tra i tumori più pericolosi negli uomini. Il caso del signor Khuong è stato diagnosticato in uno stadio relativamente avanzato, con invasione, scarse possibilità di preservare l'intera laringe e una prognosi di significative complicazioni post-operatorie.
"Il desiderio più grande del paziente è quello di conservare la voce per poter comunicare e continuare a lavorare", ha affermato il dottor Huan. Dopo aver consultato il medico e valutato la possibilità di preservare le corde vocali, l'équipe ha deciso di eseguire una laringectomia parziale con il metodo CHEP.
Il dottor Huan ha spiegato che la CHEP è una tecnica chirurgica per ricostruire le vie aeree e la voce suturando l'osso ioide, la cartilagine cricoide e l'epiglottide. Questo permette ai pazienti di evitare la rimozione completa della laringe, preservando la loro capacità di parlare, mangiare e respirare normalmente. Durante l'intervento, i margini chirurgici vengono immediatamente controllati per accertarsi che non siano rimaste cellule cancerose.
Attualmente, nel trattamento del cancro alla laringe, i medici possono scegliere tra diverse metodiche chirurgiche, che vanno dalla rimozione di una piccolissima porzione del tumore con il laser tramite endoscopia per i tumori in fase iniziale, fino a tecniche di laringectomia parziale o totale a seconda dell'estensione della diffusione e delle dimensioni del tumore.
La laringectomia parziale combinata con la ricostruzione CHEP è considerata l'"ultima risorsa" per preservare una porzione della laringe quando il tumore si è diffuso; se supera questo livello, il chirurgo è costretto a rimuovere l'intera laringe e il paziente perde completamente la voce naturale.
Dopo l'intervento, il signor Khuong è stato alimentato tramite un sondino gastrico per prevenire il soffocamento e impedire che latte o cibo entrassero nelle vie respiratorie durante il periodo di recupero della laringe. Ha dovuto esercitarsi a deglutire tenendo il mento a contatto con il petto, iniziando con la deglutizione a secco o con la saliva. Una volta abituatosi, ha iniziato a deglutire cibi morbidi in piccole quantità, aumentando gradualmente la dose. Due settimane dopo l'intervento, al signor Khuong sono stati rimossi i sondini per l'alimentazione e la respirazione e ha potuto mangiare e bere per via orale, respirare con il naso e comunicare di nuovo.
La sua voce ha recuperato circa il 40% di quella che aveva prima di ammalarsi, e il recupero potrebbe raggiungere il 60% nei prossimi mesi. Il signor Khuong è di mezza età e la sua attività richiede molta comunicazione. "Se perdessi la voce, sarebbe difficile per me lavorare. La mia vita sarebbe completamente sconvolta", ha affermato.
Secondo il dottor Huan, in molti casi i medici sono costretti a rimuovere l'intera laringe insieme alla dissezione dei linfonodi per prevenire le metastasi. In questi casi, il paziente perderà completamente la voce e avrà bisogno di utilizzare una valvola vocale o un dispositivo elettrolaringeo per comunicare.
"I pazienti in età lavorativa affetti da tumore alla laringe hanno la priorità nella preservazione della voce, al fine di migliorare la qualità della vita e minimizzare l'impatto sul lavoro", ha sottolineato il dottor Huan. Ha inoltre affermato che la voce è strettamente legata alla comunicazione, al lavoro e al benessere mentale. La perdita della voce dopo un intervento chirurgico può facilmente portare a crisi psicologiche, depressione e isolamento sociale.
Studi internazionali hanno rilevato che circa il 30-40% dei pazienti sottoposti a laringectomia totale manifesta depressione o ansia nel primo anno successivo all'intervento. Sebbene in Vietnam non siano disponibili molte statistiche specifiche, sulla base di osservazioni cliniche, il Dott. Huan riferisce di aver riscontrato numerosi casi di pazienti che soffrono di tristezza e forte stress a causa della perdita della voce.