La radioterapia si fa tecnologica: a Belluno una Tac per ricostruire l’immagine del paziente. “Colpiamo i tumori con precisione millimetrica” - il Dolomiti
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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La radioterapia si fa tecnologica: a Belluno una Tac per ricostruire l’immagine del paziente. “Colpiamo i tumori con precisione millimetrica” il Dolomiti
La radioterapia si fa tecnologica: a Belluno una Tac per ricostruire l’immagine del paziente. “Colpiamo i tumori con precisione millimetrica”
In funzione da circa un mese, la nuova Tac “Big Bore” dell’ospedale di Belluno sta proiettando la cura dei tumori in un futuro sempre più tecnologico. Consente infatti un’acquisizione di alta precisione dell’immagine del paziente e si collega a software innovativi che erogano la terapia calcolando ogni minimo movimento della persona, compreso il suo respiro
BELLUNO. Anche la lotta ai tumori è sempre più all’insegna della tecnologia. “La radioterapia da sola non può fare nulla, è vincolata in particolare ai reparti che forniscono immagini ottimali del paziente e alla fisica sanitaria, che elabora i piani di cura veri e propri. La malattia è studiata da tutti i punti di vista e amplificata a livello tridimensionale e avere tecnici molto giovani e performanti, che imparano in fretta le innovazioni, ci permette di essere aggiornati e soprattutto di non avere liste di attesa”.
A parlare è Vittorio Baggio, direttore dell’unità operativa di radioterapia di Belluno, in occasione della presentazione della nuova Tac, in funzione da circa un mese e con caratteristiche tecnologiche e di forma che consentono una sempre maggiore precisione e velocità nel trattamento delle patologie oncologiche.
Partiamo dai dati. Le prestazioni del reparto sono in aumento, il che, se da un lato significa purtroppo una costante presenza di pazienti colpiti da tumori, dall’altro è indice di una capacità crescente di trattamento degli stessi. Nel 2025 sono stati 614 i pazienti trattati, con quasi 8mila sedute di radioterapia (7.949), in aumento di oltre il 22% sull’anno precedente. Tra gennaio e maggio 2026, invece, i pazienti sono 284 (+11,4%) e le sedute 3.391 (+2,4%).
Incrementi possibili, dicevamo, anche grazie all’evoluzione tecnologica dei macchinari: oltre ai due acceleratori lineari, del valore di quasi 3 milioni di euro, si è aggiunta la Tc Philips di simulazione “Big Bore” da 565 mila euro. Perché “grande buco”? “La parte centrale - spiega Baggio - è molto più grande delle altre Tac, perciò anche il paziente claustrofobico può usarla serenamente. Inoltre, è dotata di sistemi di contenimento che lo tengono fermo in maniera confortevole e il lettino in carbonio è lo stesso presente in medicina nucleare e radiologia, per cui quando abbiamo bisogno di altre immagini possiamo trasferire il lettino e acquisirle comodamente”.
Oltre alla Tac vera e propria, a fare la differenza sono però i software integrati. Anzitutto la sincronizzazione respiratoria: per i tumori di mammella e polmone, il paziente è istruito a seguire delle indicazioni visive su come e quando trattenere il respiro e poi il macchinario eroga la terapia esattamente in questi istanti. Si chiama trattamento in apnea ed è importante perché il respiro condiziona i movimenti degli organi interni: così c’è massima precisione nel colpire i tumori mobili, preservando appunto gli organi sani (si pensi ad esempio al cuore, vista la vicinanza con polmoni e seno). Un altro algoritmo, invece, consente di schermare protesi ortopediche e impianti dentali, che altrimenti potrebbero coprire le immagini impedendo di capire dove irradiare.
“La vera innovazione - aggiunge il medico - è la radioterapia guidata dalla superficie corporea (SGRT). Sulla Tac sono cioè presenti visualizzatori ottici che ricostruiscono l’immagine della superficie del paziente, ne studiano ogni movimento, compreso il respiro, e fanno sì che la terapia sia erogata solo quando la posizione della persona è perfetta, prevenendo così errori anche millimetrici”.
Questo dunque l’iter: nella Tac si costruisce l’immagine del paziente per creare il piano di cura, che poi passa in fisica sanitaria dove la dose di terapia è distribuita seguendo tutti i parametri richiesti, e infine si passa alla terapia vera e propria nell’acceleratore - che a sua volta ricostruisce l’immagine del paziente a ogni seduta, permettendo di verificare che tutto combaci al piano elaborato.
“In questo modo - conclude Baggio - possiamo erogare una maggior dose di radiazioni al tumore e una sempre minore ai tessuti sani, aumentando quindi le possibilità di cura. Inoltre, il fatto di avere la Tac qui in reparto accelera i tempi di elaborazione del piano di cura, che spesso richiedono intere settimane”.
Infine, oltre alla Tac è presente anche un apparecchio di roentgenterapia: uno strumento in realtà molto semplice, ma rimasto ormai in pochi centri, che è utile per pazienti particolarmente fragili come anziani o chi non riesce a rimanere fermo su un lettino. La scorsa settimana ha permesso di trattare una signora di 106 anni con un tumore alla cute: è andata in reparto cinque volte per pochi minuti, curando un tumore che altrove non avrebbero trattato.
Tumore Colon-retto metastatico con mutazione BRAF: Laboratoires Pierre Fabre riceve parere positivo dal CHMP per terapia di combinazione di prima linea - TecnoMedicina
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
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Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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Tumore Colon-retto metastatico con mutazione BRAF: Laboratoires Pierre Fabre riceve parere positivo dal CHMP per terapia di combinazione di prima linea TecnoMedicina
Laboratoires Pierre Fabre ha annunciato che il Comitato per i Medicinali per Uso Umano dell’Agenzia Europea per i Medicinali, ha emesso parere positivo all’approvazione di encorafenib in combinazione con cetuximab e FOLFOX per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con tumore del colon-retto metastatico con mutazione BRAFV600E. Il parere positivo sarà trasmesso alla Commissione Europea e la decisione relativa all’Autorizzazione all’Immissione in Commercio nell’Unione Europea è prevista nei prossimi mesi.
«Il parere positivo del CHMP di oggi rappresenta un passo importante verso un approccio mirato per i pazienti con tumore del colon-retto metastatico con mutazione BRAFV600E – afferma Eric Ducournau, Chief Executive Officer, Laboratoires Pierre Fabre – Se approvata, sarebbe l’unica terapia target disponibile in Prima Linea nell’UE per questa popolazione di pazienti. Questo traguardo riflette l’impegno di Laboratoires Pierre Fabre nel promuovere un’innovazione significativa in oncologia e nel lavorare in stretta partnership con la comunità scientifica e medica per affrontare aree di elevato bisogno clinico non ancora soddisfatto».
Il parere positivo del CHMP si basa sui risultati dello studio di Fase III, BREAKWATER, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di encorafenib in combinazione con cetuximab e mFOLFOX6 in pazienti con mCRC non precedentemente trattato, con mutazione BRAFV600E, rispetto a una chemioterapia a base di oxaliplatino, con o senza bevacizumab.
Lo schema terapeutico di encorafenib in combinazione con cetuximab e mFOLFOX6 ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione rispetto alla chemioterapia con o senza bevacizumab e ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo anche nel secondo endpoint primario: ORR nella popolazione definita per l’analisi primaria delle risposte.
Nella popolazione complessiva, si è ottenuto un tasso di risposte obiettive confermate nel 65,7% dei pazienti rispetto al 37,4% nel gruppo trattato con chemioterapia con o senza bevacizumab. In un’analisi ad interim, il regime con encorafenib ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia con o senza bevacizumab, riducendo il rischio di morte del 51%.
Gli eventi avversi correlati al trattamento più frequenti nel gruppo encorafenib in combinazione con cetuximab e mFOLFOX6 sono stati: nausea, anemia, diarrea, riduzione dell’appetito, vomito, riduzione della conta dei neutrofili, artralgia ed eruzione cutanea. TRAEs di grado 3 o 4 si sono verificati nell’81,5% dei pazienti e di grado 5 nel 4,3%.
Il profilo di sicurezza è risultato coerente con i profili già noti dei singoli farmaci.
Nel febbraio 2026, Pfizer Inc. ha ricevuto l’approvazione da parte della FDA statunitense per encorafenib in combinazione con cetuximab e chemioterapia a base di fluorouracile, per il trattamento di pazienti adulti con mCRC con mutazione BRAFV600E, rilevata con un test autorizzato dalla FDA.
Encorafenib in combinazione con cetuximab è stato approvato dalla CE nel 2020 per il trattamento di pazienti adulti con mCRC con mutazione BRAFV600E che avevano ricevuto una precedente terapia sistemica, sulla base dei risultati del BEACON CRC, studio di Fase III, randomizzato, a controllo attivo, in aperto e multicentrico.
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Pierre Fabre: da CHMP parere positivo per encorafenib nella terapia di prima linea del mCRC con mutazione BRAF Daily Health Industry
Il CHMP dell’EMA ha emesso parere positivo all’approvazione di encorafenib in combinazione con cetuximab e FOLFOX per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con tumore del colon-retto metastatico (mCRC) con mutazione BRAFV600E. Il parere positivo sarà ora trasmesso alla Commissione Europea. La decisione relativa all’Autorizzazione all’Immissione in Commercio nell’Unione Europea è prevista nei prossimi mesi.
Encorafenib è un inibitore della proteinchinasi somministrato per via orale, progettato per colpire selettivamente la mutazione BRAFV600E.
“Il parere positivo del CHMP di oggi rappresenta un passo importante verso un approccio mirato per i pazienti con tumore del colon-retto metastatico con mutazione BRAFV600E – afferma Eric Ducournau, CEO di Laboratoires Pierre Fabre – Se approvata, sarebbe l’unica terapia target disponibile in prima linea nell’UE per questa popolazione di pazienti. Questo traguardo riflette l’impegno di Laboratoires Pierre Fabre nel promuovere un’innovazione significativa in oncologia e nel lavorare in stretta partnership con la comunità scientifica e medica per affrontare aree di elevato bisogno clinico non ancora soddisfatto”.
Lo studio BREAKWATER
Il parere positivo del CHMP si basa sui risultati dello studio di Fase III BREAKWATER, che ha valutato efficacia e sicurezza di encorafenib in combinazione con cetuximab e mFOLFOX6 in pazienti con tumore del colon-retto metastatico non precedentemente trattato, con mutazione BRAFV600E, rispetto a una chemioterapia a base di oxaliplatino, con o senza bevacizumab.
FOLFOX è uno schema chemioterapico ampiamente utilizzato nel tumore del colon-retto e basato sulla combinazione di acido folinico (leucovorina), 5-fluorouracile (5-FU) e oxaliplatino. mFOLFOX6 è una versione modificata del regime FOLFOX, ottimizzata nei dosaggi e nelle modalità di somministrazione per migliorare gestione clinica e tollerabilità.
Lo schema terapeutico di encorafenib in combinazione con cetuximab e mFOLFOX6 ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla chemioterapia con o senza bevacizumab (PFS mediana 12,8 vs 7,1 mesi; hazard ratio [HR] 0,53; intervallo di confidenza [IC] al 95% 0,41–0,68; P<0,001) e ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo anche nel secondo endpoint primario: tasso di risposta obiettiva (ORR) nella popolazione definita per l’analisi primaria delle risposte (60,9% vs 40,0%; odds ratio 2,44; P<0,001).
Nella popolazione complessiva si è ottenuto un tasso di risposte obiettive confermate nel 65,7% dei pazienti (IC 95% 59,4–71,4) rispetto al 37,4% (IC 95% 31,6–43,7) nel gruppo trattato con chemioterapia con o senza bevacizumab. I
n un’analisi ad interim, il regime con encorafenib ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza globale (OS) rispetto alla chemioterapia con o senza bevacizumab (mediana 30,3 vs 15,1 mesi; HR 0,49; IC 95% 0,38–0,63; P<0,001), riducendo il rischio di morte del 51%.
Sicurezza e tollerabilità
Gli eventi avversi correlati al trattamento (TRAEs) più frequenti nel gruppo encorafenib in combinazione con cetuximab e mFOLFOX6 sono stati nausea (53,9%), anemia (46,1%), diarrea (41,8%), riduzione dell’appetito (37,5%), vomito (36,2%), riduzione della conta dei neutrofili (34,1%), artralgia (31,5%) ed eruzione cutanea (30,2%).
Eventi avversi correlati al trattamento di grado 3 o 4 si sono verificati nell’81,5% dei pazienti e di grado 5 nel 4,3%. Il profilo di sicurezza è risultato coerente con quelli già noti dei singoli farmaci.
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Radioterapia oncologica, 900 prestazioni in tre mesi al Policlinico di Bari ANSA
Redazione AnsaBARI - Maggio 22,2026 - News (ANSA) - BARI, 22 MAG - Oltre 900 prestazioni di radioterapia oncologica sono state effettuate al Policlinico di Bari negli ultimi 3 mesi dall'avvio del programma straordinario per l'abbattimento delle liste di attesa avviato dalla Regione Puglia. Il programma dell'unità operativa di Radioterapia diretta da Michele Piombino ha previsto cinque turni aggiuntivi dal lunedì al venerdì.In questo modo, grazie al lavoro integrato di oncologi radioterapisti, tecnici sanitari di radioterapia, infermieri e fisici sanitari, l'attività è assicurata ogni giorno dalle 8 alle 20.Nel dettaglio sono state effettuate 720 sedute aggiuntive di radioterapia, 108 prime visite radioterapiche oncologiche, 56 procedure di contornazione e delineazione dei volumi target e 20 Tac simulazioni aggiuntive. Quotidianamente vengono eseguite in media 16 sedute di radioterapia supplementari, due prime visite oncologiche e ulteriori attività di preparazione e pianificazione terapeutica."L'obiettivo del programma - spiega il primario - è assicurare ai pazienti oncologici, adulti e pediatrici, l'accesso tempestivo ai trattamenti previsti dai protocolli clinici, rispettando le tempistiche richieste dai percorsi terapeutici assistenziali, in particolare nei casi di trattamenti radio-chemioterapici concomitanti". "L'attività avviata in radioterapia - dichiara il direttore generale Antonio Sanguedolce - rappresenta un ulteriore tassello del lavoro che il Policlinico di Bari sta portando avanti per migliorare l'accesso alle cure e ridurre i tempi di attesa, soprattutto nei percorsi oncologici dove la tempestività è parte integrante della qualità delle cure." (ANSA).
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Tumore alla mammella, nell'Asl Napoli 3 Sud primo centro in Italia per la nuova terapia Lo Strillone
Contro il tumore della mammella nel napoletano primo centro in Italia per l’accesso precoce alla nuova terapia. L’oncologia dell’Asl Napoli 3 Sud diretta da Luigi Leo è il primo centro in Italia a rendere disponibile un accesso precoce al farmaco innovativo inavolisib, attualmente non ancora rimborsato al di fuori di studi clinici, consentendo di avviare tempestivamente la terapia. Un approccio che ha permesso già a due pazienti di guadagnare tempo clinicamente prezioso, offrendo un accesso concreto e rapido all’innovazione già nella fase di negoziazione regolatoria e prima della rimborsabilità. Un risultato di assoluto rilievo che ha permesso di anticipare concretamente i tempi di accesso all’innovazione terapeutica, offrendo alle pazienti una possibilità di cura avanzata in una fase particolarmente delicata del percorso clinico. L’iniziativa è stata resa possibile grazie all’integrazione tra competenze cliniche, organizzative e regolatorie e al supporto costante della direzione strategica aziendale Asl Napoli 3 Sud, che ha favorito l’attivazione rapida dei percorsi necessari alla disponibilità del trattamento. “Essere il primo centro in Italia ad aver garantito l’accesso precoce a questa nuova opzione terapeutica rappresenta motivo di orgoglio per tutta l’azienda e conferma il valore del lavoro svolto quotidianamente dai nostri professionisti – dichiara il direttore generale Giuseppe Russo -. L’innovazione in sanità non può restare un concetto astratto: deve tradursi nella capacità concreta di offrire ai cittadini cure tempestive, efficaci e allineate alle più avanzate evidenze scientifiche. La nostra oncologia dimostra ancora una volta come competenza, organizzazione e visione strategica possano fare la differenza nella vita dei pazienti, rafforzando il ruolo della sanità pubblica come presidio di eccellenza e prossimità”. Contro il tumore della mammella nel napoletano primo centro in Italia per l’accesso precoce alla nuova terapia. L’oncologia dell’Asl Napoli 3 Sud diretta da Luigi Leo è il primo centro in Italia a rendere disponibile un accesso precoce al farmaco innovativo inavolisib, attualmente non ancora rimborsato al di fuori di studi clinici, consentendo di avviare tempestivamente la terapia. Un approccio che ha permesso già a due pazienti di guadagnare tempo clinicamente prezioso, offrendo un accesso concreto e rapido all’innovazione già nella fase di negoziazione regolatoria e prima della rimborsabilità. Un risultato di assoluto rilievo che ha permesso di anticipare concretamente i tempi di accesso all’innovazione terapeutica, offrendo alle pazienti una possibilità di cura avanzata in una fase particolarmente delicata del percorso clinico. L’iniziativa è stata resa possibile grazie all’integrazione tra competenze cliniche, organizzative e regolatorie e al supporto costante della direzione strategica aziendale Asl Napoli 3 Sud, che ha favorito l’attivazione rapida dei percorsi necessari alla disponibilità del trattamento. “Essere il primo centro in Italia ad aver garantito l’accesso precoce a questa nuova opzione terapeutica rappresenta motivo di orgoglio per tutta l’azienda e conferma il valore del lavoro svolto quotidianamente dai nostri professionisti – dichiara il direttore generale Giuseppe Russo -. L’innovazione in sanità non può restare un concetto astratto: deve tradursi nella capacità concreta di offrire ai cittadini cure tempestive, efficaci e allineate alle più avanzate evidenze scientifiche. La nostra oncologia dimostra ancora una volta come competenza, organizzazione e visione strategica possano fare la differenza nella vita dei pazienti, rafforzando il ruolo della sanità pubblica come presidio di eccellenza e prossimità”.
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Liste d'attesa, al Policlinico di Bari in 3 mesi effettuate 900 prestazioni di radioterapia oncologica La Gazzetta del Mezzogiorno
Oltre 900 prestazioni di radioterapia oncologica sono state effettuate al Policlinico di Bari negli ultimi 3 mesi dall’avvio del programma straordinario per l’abbattimento delle liste di attesa avviato dalla Regione Puglia.
Il programma dell’unità operativa di Radioterapia diretta dal dottor Michele Piombino ha previsto cinque turni aggiuntivi dal lunedì al venerdì in questo modo, grazie al lavoro integrato di oncologi radioterapisti, tecnici sanitari di radioterapia, infermieri e fisici sanitari l’attività è assicurata ogni giorno dalle 8 alle 20.
Nel dettaglio sono state effettuate 720 sedute aggiuntive di radioterapia, 108 prime visite radioterapiche oncologiche, 56 procedure di contornazione e delineazione dei volumi target e 20 Tac simulazioni aggiuntive. Quotidianamente vengono eseguite in media 16 sedute di radioterapia supplementari, due prime visite oncologiche e ulteriori attività di preparazione e pianificazione terapeutica.
«L’obiettivo del programma – spiega il dottor Piombino – è assicurare ai pazienti oncologici, adulti e pediatrici, l’accesso tempestivo ai trattamenti previsti dai protocolli clinici, rispettando le tempistiche richieste dai percorsi terapeutici assistenziali, in particolare nei casi di trattamenti radio-chemioterapici concomitanti».
Le attività aggiuntive riguardano tutte le principali fasi del percorso radioterapico: dalle prime visite alla simulazione Tac, dalla contornazione dei volumi bersaglio fino allo studio fisico-dosimetrico e all’erogazione dei trattamenti con tecniche avanzate come IMRT, VMAT, IGRT, stereotassi e radioterapia ablativa.
Il programma viene portato avanti secondo l’ordine cronologico delle liste di attesa, tenendo conto delle priorità cliniche e delle urgenze, con un aggiornamento continuo delle agende di prenotazione.
«L’attività avviata in radioterapia – conclude il direttore generale Antonio Sanguedolce – rappresenta un ulteriore tassello del lavoro che il Policlinico di Bari sta portando avanti per migliorare l’accesso alle cure e ridurre i tempi di attesa, soprattutto nei percorsi oncologici dove la tempestività è parte integrante della qualità delle cure».
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Borsa Parigi: +10% Ose Immuno, positivi test preliminari su farmaco oncologico Il Sole 24 ORE
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 22 mag - Ose Immunotherapeutics vola alla Borsa di Parigi, grazie ai positivi risultati preliminari di uno studio su un farmaco per la cura del carcinoma ovarico. Il titolo del laboratorio biotecnologico, specializzato nelle terapie in immuno-oncologia e immuno-infiammazione, attorno alle 12,30 e' in rialzo del 10,5% a 5,47 euro. Ose ha annunciato i positivi risultati preliminari dello studio di Fase 2 Tedova, che ha valutato Tedopi, da solo o in combinazione con pembrolizumab, come terapia di mantenimento in pazienti con carcinoma ovarico recidivante sensibile al platino, con il raggiungimento dell'endpoint primario. I risultati dello studio che ha coinvolto 185 pazienti hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da progressione della malattia per la combinazione Tedopi-pembrolizumab rispetto alla terapia standard (4,1 mesi contro 2,8 mesi). Confrontando i due gruppi di studio, l'aggiunta di pembrolizumab a Tedopi ha ridotto il rischio di progressione o decesso del 28%. La combinazione di pembrolizumab e Tedopi e' stata tuttavia associata a una maggiore frequenza di eventi avversi, in particolare eventi immuno-correlati, 'in linea con il meccanismo d'azione dell'immunoterapia'. I risultati dei test saranno presentati il 30 maggio all'Asco Annual Meeting 2026 di Chicago dalla professoressa Alexandra Leary, responsabile principale dello studio.
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(RADIOCOR) 22-05-26 12:35:02 (0346)SAN 5 NNNN
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Integrazione e riutilizzo della conoscenza. Sono questi gli elementi chiave che hanno consentito, negli ultimi anni, lo sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative in ematologia. Uno degli strumenti fondamentali di questa...
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Integrazione e riutilizzo della conoscenza. Sono questi gli elementi chiave che hanno consentito, negli ultimi anni, lo sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative in ematologia.
Uno degli strumenti fondamentali di questa strategia è il riposizionamento di farmaci (o drug repurposing): valorizzare molecole già note, studiate e utilizzate in altri ambiti consente infatti di accelerare i tempi della ricerca, ottimizzare le risorse e, soprattutto, offrire più rapidamente nuove opportunità ai pazienti.
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L’esperienza maturata durante la pandemia da COVID-19 ha reso evidente quanto sia importante investire in approcci di questo tipo.
Il secondo strumento è la “cross-fertilizzazione” tra discipline: per esempio, immunologia clinica ed ematologia condividono meccanismi biologici comuni, in particolare nel campo delle patologie dei linfociti B.
Cellule apparentemente diverse – neoplastiche o reattive – presentano pathway molecolari sovrapponibili che possono essere efficacemente modulati con le stesse classi di farmaci. Questo approccio trasversale consente di ampliare indicazioni terapeutiche e di massimizzare il valore di investimenti già realizzati.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
54.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Tumore al seno. All’Irccs di San Giovanni Rotondo la diagnosi in una settimana e l’intervento in due Quotidiano Sanità
Dalla comparsa del sintomo alla diagnosi in una settimana, e dalla diagnosi accertata di tumore all’intervento chirurgico in due settimane. È il nuovo percorso “fast track” attivato dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, denominato “Urgenza Senologica”, dedicato a donne e uomini che abbiano rilevato un nodulo mammario, secrezioni dal capezzolo o alterazioni cutanee neoinsorte come retrazioni.
L’accesso avviene su suggerimento del medico di medicina generale, con prenotazione telefonica all’ONCO POINT dell’Ospedale (telefoni 0882-416552 e 344-1116410, attivo dal lunedì al venerdì 8-14, martedì e giovedì anche 14-16). Constatata la necessità, l’ONCO POINT indirizza in tempo reale gli interessati alla Breast Unit, dove vengono programmate entro pochi giorni le indagini radiologiche di base (ecografia e mammografia 3D). L’intero percorso diagnostico si completa in circa una settimana.
Dalla diagnosi all’intervento in due settimane
Qualora dagli esami emerga il sospetto di una patologia neoplastica, il radiologo senologo predispone indagini di secondo livello: biopsie su guida ecografica o mammografica (V.A.B.B.), mammografia con mezzo di contrasto (C.E.M.) o risonanza magnetica mammaria. In caso di conferma del tumore e di indicazione chirurgica, la Breast Unit garantisce la presa in carico immediata e la programmazione dell’intervento entro un tempo massimo di due settimane.
«Ridurre l’intervallo tra il sintomo, la diagnosi e la chirurgia – spiega Luigi Ciuffreda, responsabile della Breast Unit dell’IRCCS – minimizza il rischio di progressione del tumore e aumenta le probabilità di poter ricorrere a una chirurgia conservativa, oltre a lenire lo stress emotivo legato alla scoperta della malattia».
Un centro di eccellenza nato nel 2013
La Breast Unit è il centro di eccellenza multidisciplinare nato a San Giovanni Rotondo nel 2013, ma che ha consolidato un gruppo di lavoro attivo già dal lontano 1996. L’integrazione tra diverse specializzazioni mediche è il suo punto di forza: il core team comprende Radiologia Senologica, Chirurgia Senologica, Anatomia Patologica, Oncologia e Radioterapia, supportato da Medicina Nucleare, Genetica Medica, Fisiatria, Ginecologia, Psicologia Clinica, Anestesia e Team delle Terapie Integrate.
L’obiettivo principale è perseguire i migliori risultati in termini di prevenzione, diagnosi e trattamento del tumore al seno e favorire la ricerca traslazionale grazie alla collaborazione dei clinici con i ricercatori della Direzione Scientifica.
Follow up fino a 10 anni e mobilità attiva al 35%
Il consulto multidisciplinare garantisce una gestione personalizzata del caso sia prima che dopo l’intervento. Al termine dei trattamenti oncologici e radioterapici successivi all’intervento chirurgico, tutte le pazienti sono seguite per un periodo compreso tra 5 e 10 anni in un Ambulatorio Integrato di Senologia (A.I.S.), anch’esso multidisciplinare.
La Breast Unit dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza rappresenta un importante punto di riferimento per la Regione Puglia e per le regioni limitrofe, con una percentuale di mobilità attiva che si attesta intorno al 35%. Ogni anno esegue circa 1.300 interventi di chirurgia oncologica, profilattica e plastica/ricostruttiva, 1.600 consulti multidisciplinari pre e post operatori e 1.800 visite di follow up.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
42.2/100
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Criteri Critici
Radioterapia oncologica, oltre 900 prestazioni in tre mesi al Policlinico di Bari Borderline24.com
Più di 900 prestazioni effettuate in tre mesi per ridurre le liste d’attesa e garantire cure tempestive ai pazienti oncologici. È il bilancio del programma straordinario attivato al Policlinico di Bari nell’unità operativa di Radioterapia oncologica, nell’ambito del piano regionale per l’abbattimento dei tempi di attesa.
L’attività, coordinata dal direttore dell’unità operativa Michele Piombino, ha previsto l’estensione dei turni dal lunedì al venerdì, con servizio attivo ogni giorno dalle 8 alle 20 grazie al lavoro integrato di oncologi radioterapisti, tecnici sanitari, infermieri e fisici sanitari. Nel dettaglio, negli ultimi tre mesi sono state effettuate 720 sedute aggiuntive di radioterapia, 108 prime visite oncologiche radioterapiche, 56 procedure di contornazione e delineazione dei volumi target e 20 Tac di simulazione supplementari.
Ogni giorno vengono garantite in media 16 sedute di radioterapia aggiuntive, oltre a due prime visite oncologiche e alle attività necessarie per la preparazione e la pianificazione terapeutica. “L’obiettivo del programma – spiega il dottor Michele Piombino – è assicurare ai pazienti oncologici, adulti e pediatrici, l’accesso tempestivo ai trattamenti previsti dai protocolli clinici, rispettando le tempistiche richieste dai percorsi terapeutici assistenziali, in particolare nei casi di trattamenti radio-chemioterapici concomitanti”. Le attività riguardano tutte le fasi del percorso radioterapico: dalle visite iniziali alla Tac di simulazione, fino alla pianificazione dosimetrica e all’erogazione delle terapie con tecniche avanzate come IMRT, VMAT, IGRT, stereotassi e radioterapia ablativa.
Il programma viene gestito seguendo l’ordine cronologico delle liste d’attesa, con priorità definite in base alle urgenze cliniche e ai percorsi terapeutici dei pazienti. “L’attività avviata in radioterapia – sottolinea il direttore generale del Policlinico Antonio Sanguedolce – rappresenta un ulteriore tassello del lavoro che il Policlinico di Bari sta portando avanti per migliorare l’accesso alle cure e ridurre i tempi di attesa, soprattutto nei percorsi oncologici dove la tempestività è parte integrante della qualità delle cure”, conclude.
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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Criteri Critici
Tumore dell’ovaio: come si scopre e come si cura DiLei
DiLei Redazione DiLei è il magazine femminile di Italiaonline lanciato a febbraio 2013, che parla a tutte le donne con occhi al 100% femminili. Pubblicato:22 Maggio 2026 12:06 Il tumore ovarico può manifestarsi con segnali spesso poco evidenti — comegonfiore addominale, dolore pelvico o sazietà precoce— che è importante non sottovalutare. Per tale motivo diventa fondamentale imparare ad ascoltare il proprio corpo e conoscere quali sono i principalifattori di rischio, tra cui familiarità e mutazioni genetiche come i geni BRCA, ricordando quanto i controlli ginecologici e la diagnosi precoce possano fare la differenza. Curare la malattia, facendo sempre più attenzione alla qualità della vita. Ecco a cosa punta l’oncologia per l’approccio al tumore dell’ovaio. I progressi della medicina offrono oggi terapie sempre più personalizzate: esistono trattamenti orali che permettono di vivere la quotidianità con maggiore serenità e autonomia. Un messaggio di attenzione, ma anche di fiducia nella ricerca e in un approccio alla salute femminile che mette al centro benessere e qualità della vita. In collaborazione con GSK. Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.
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Criteri Critici
Bari – Tumore ovarico, ACTO Puglia in piazza con “Abbracci di cura” – 24 maggio PugliaLive
Accendere i riflettori su una malattia ancora troppo poco conosciuta, spesso silente e diagnosticata in fase avanzata. Con questo obiettivo ACTO Puglia – Alleanza Contro il Tumore Ovarico promuove “Abbracci di cura”, un presidio informativo e di sensibilizzazione in programma sabato 24 maggio 2026, a partire dalle ore 17:30, in via Sparano angolo via Putignani, di fronte a Palazzo Mincuzzi.
L’iniziativa si inserisce nella cornice della Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico, occasione internazionale dedicata a una patologia che colpisce ogni anno migliaia di donne e che, se riconosciuta precocemente, può essere affrontata con maggiori possibilità di successo.
Durante il pomeriggio, volontari e professionisti di ACTO Puglia saranno presenti in piazza per offrire informazione, ascolto e supporto, rispondere alle domande dei cittadini e distribuire materiale informativo, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sui sintomi e sull’importanza della prevenzione oncologica femminile.
A partire dalle ore 19:00, la piazza si animerà con un momento simbolico e coinvolgente: un’esibizione di tango, realizzata con la collaborazione dei maestri Elda Tribuzio e Pietro Colella. La danza diventa così metafora di connessione, cura e vicinanza, contribuendo a rafforzare il messaggio della giornata.
«La cura passa anche dalla consapevolezza – dichiara la presidente di ACTO Puglia, Annamaria Leone –. È importante informarsi, riconoscere i sintomi e non sottovalutare i segnali del proprio corpo. Il tumore ovarico viene spesso diagnosticato in stadio avanzato proprio per la mancanza di consapevolezza diffusa».
Fondata nel 2014, ACTO Puglia fa parte della rete nazionale ACTO – Alleanza contro il tumore ovarico, prima rete italiana di associazioni di pazienti impegnata nella lotta contro il tumore ovarico e i tumori ginecologici, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza della malattia, favorire diagnosi tempestive, promuovere l’accesso a cure di qualità, sostenere la ricerca scientifica e tutelare i diritti delle donne e delle loro famiglie.
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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38.5/100
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Criteri Critici
CERAMICA FRA RICERCA PROGETTAZIONE SPERIMENTAZIONE ISTRUZIONE PugliaLive
Buongiorno Ceramica 2026 si terrà sabato 23 e domenica 24 maggio 2026.
L’evento coinvolge i principali centri della tradizione ceramica con un ricco calendario di mostre, laboratori gratuiti, visite guidate nei musei ed esperienze immersive In Italia e all’estero. Io sono presente a Terlizzi in tre progetti insieme ad altri grandi artisti con la Galleria RA ContemporaryArt del direttore P. Desantoli. 1Progetto:Pensieri ComuniCanti 2ELEvantE, 3BlùAstro..
CERAMICA FRA RICERCA PROGETTAZIONE SPERIMENTAZIONE ISTRUZIONE
In mostra Massimo Nardi, Antonio Vestita, Jasmine Pignatelli, Pietro DeScisciolo, Pierluca Cetera, Ezia Mitolo, Antonio Cicchelli, Annibale Trani, Dario Carmentano, Riccardo, Monachesi, A. Ventola, Mara Van Wees, D.Dibisceglie, Sabino de Nichilo, F.C.Soldani, Giuseppe Di Muro…….
https://www.buongiornoceramica.it/…/pensieri-comunicanti
https://www.buongiornoceramica.it/eventi/elevante
https://www.buongiornoceramica.it/eventi/bluastro
.#buongiornoceramica #buongiornoceramica2016 #ceramicaitaliana #ceramicacontemporanea #AICC
Buongiorno Ceramica! continua anche all’estero con l’iniziativa Good Morning Ceramics! che vedrà coinvolte le città di Kütahya (Turchia), Petrinja e Čavle (Croazia) e le città di Tondelo, Aveiro, Barcelos, Caldas da Rainha, Covilhã, Mafra, Montemor-o-Novo, Viana do Castelo e Vila Real (Portogallo).
Spazio RA RadunArte .Terlizzi (BA)
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Criteri Critici
Radioterapia, Airo lancia tre "cantieri" per salvare la disciplina Sanità33
governo e parlamento
radioterpia
22 Maggio 2026
Radioterapia, Airo lancia tre "cantieri" per salvare la disciplina Dal percorso regolatorio europeo alla crisi delle specializzazioni, gli Stati Generali tracciano la rotta per superare i pregiudizi e garantire cure omogenee in tutta Italia
Nei percorsi di cura, la radioterapia viene impiegata per sei pazienti su dieci. Nonostante l’importanza nella lotta ai tumori, però, viene ancora troppo spesso percepita come un'arma terapeutica di ultima istanza o un trattamento puramente palliativo. Per ribaltare la prospettiva, l'Associazione italiana di radioterapia e oncologia clinica (Airo) ha lanciato tre "cantieri" operativi, in occasione della seconda edizione degli Stati Generali della disciplina, svolti a Roma su iniziativa del presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Ugo Cappellacci.
La collaborazione con le istituzioni
Se la prima edizione era servita a lanciare l'allarme sulle criticità del settore, quest'anno la parola d'ordine è concretezza. “La notizia sono i tre ‘cantieri’: ambiti di collaborazione con le Istituzioni, la cui presenza testimonia la concretezza di questo lavoro, con obiettivi pragmatici e ben definiti, sui quali stiamo fattivamente progredendo”, afferma Lorenzo Livi, organizzatore dell’iniziativa, professore ordinario e direttore Sod Radioterapia Oncologica dell’AOU Careggi di Firenze, referente Radioterapia per il Collegio degli ordinari in radioterapia e delegato alle Relazioni istituzionali di Airo. Un impegno condiviso anche dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, il quale ha ribadito la priorità governativa nel rafforzamento dell'assistenza oncologica, ricordando i cospicui investimenti del Pnrr per il rinnovo delle grandi apparecchiature ospedaliere. “È fondamentale anche – aggiunge il ministro nel messaggio inviato – continuare a investire sul capitale umano per rendere la radioterapia più attrattiva per i giovani medici. Su questo cammino possiamo e dobbiamo proseguire insieme”.
Il percorso regolatorio europeo
Il primo cantiere affronta l'evoluzione dell'approccio combinato tra radioterapia e terapie farmacologiche innovative, un'unione che la letteratura scientifica dimostra essere utilissima per migliorare gli esiti clinici. Oggi, tuttavia, i due mondi viaggiano su binari separati a causa di una burocrazia rigida: gli studi clinici sui farmaci raramente includono la radioterapia in modo sistematico, lasciando i medici privi di indicazioni omogenee su sicurezza, interazioni e tossicità. L'obiettivo del tavolo di lavoro è ottenere indicazioni chiare e condivise già durante le valutazioni dell'Ema per l'immissione in commercio dei nuovi medicinali, aggiornando di conseguenza le schede tecniche e i piani terapeutici. Questa visione trova sponda a Bruxelles, dove Sandra Gallina, direttrice generale Salute della Commissione europea, ha confermato che la nuova legislazione farmaceutica dell'Unione accelererà lo sviluppo dei prodotti combinati e dei radiofarmaci, dando pieno spazio alle radiazioni ionizzanti all'interno del piano europeo contro il cancro.
Emergenza personale e rilancio della formazione
Il secondo grande problema da sanare è la crisi di attrattività che sta colpendo la radioterapia, con il rischio concreto di non poter garantire cure adeguate nell'arco di un decennio a fronte di una domanda in costante crescita. I dati delle scuole di specializzazione parlano chiaro: a fronte di 139 posti disponibili si sono iscritti appena 42 specializzandi. Per invertire la tendenza, il cantiere della formazione punta a introdurre corsi obbligatori con un congruo numero di crediti formativi nei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, istituendo al contempo master dedicati non solo ai medici, ma anche a tecnici e fisici medici, sostenuti da borse di studio aggiuntive e campagne di sensibilizzazione che restituiscano il giusto valore strategico alla disciplina. "In oncologia e radioterapia stiamo assistendo a grandi cambiamenti. Nessuna innovazione si può tradurre in beneficio senza professionisti motivati e preparati”, spiega nel video messaggio Giuseppe Curigliano, direttore della divisione Sviluppo di Nuovi Farmaci dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano e presidente eletto della European society for medical oncology (Esmo). “La sfida è generazionale. Per me è un problema constatare che ogni anno il numero di iscritti a Radioterapia Oncologica diminuisca. Dobbiamo formare e, soprattutto, attrarre una nuova generazione di radio-oncologi. I giovani scelgono i contesti in cui trovano prospettive: dobbiamo quindi costruire ambienti formativi capaci di sviluppare talenti". Anche Alessandra Gallone, presidente dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e consigliera del Ministero dell’Università e della Ricerca insiste sulle possibilità alle giovani generazioni: "Collaborazione è fiducia: lo dobbiamo ai giovani. All’interno dell’Istituto ho dato l’indicazione di dire 'Sì, si può fare'. Il mondo è dei giovani e la nostra funzione è quella di essere propulsori. La sfida più grande è far passare il messaggio che la radioterapia è uno dei pilastri fondamentali della medicina del futuro."
Governance e Reti Oncologiche
Il terzo cantiere si focalizza sulla governance e sull'equità di accesso alle cure, un tema caldo data la forte frammentazione dei trattamenti sul territorio nazionale. Attraverso la collaborazione con l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), l'Airo sta definendo linee di indirizzo e indicatori specifici per monitorare l'effettivo impiego della radioterapia nelle diverse Regioni. Questo nuovo sistema di monitoraggio permetterà di valutare non solo l'appropriatezza clinica e la distribuzione geografica delle terapie, ma anche parametri fondamentali per il paziente come la qualità della vita, la tollerabilità dei trattamenti e gli esiti funzionali, garantendo trasparenza e cure oncologiche più omogenee da Nord a Sud. L'efficacia dipenderà dalla capacità di far muovere tutti gli attori coinvolti. Come ricordato da Stefano Pergolizzi, presidente di Airo, la sfida richiede un approccio sinergico che unisca lo sviluppo regolatorio europeo, il rilancio accademico nazionale e la governance regionale, con l'unico vero obiettivo di tutelare l'interesse e la salute dei pazienti.
Dalle evidenze la possibilità di aumentare l’efficienza
All’interno delle reti oncologiche le radioterapie possono fare la differenza ma i risultati devono essere monitorati come suggeriscono i relatori dell’ultimo panel dell’evento. “L’attenzione verso questo tema è alta: avete la possibilità di costruire gli indicatori e di sottolinearne il valore”, suggerisce in video collegamento Americo Cicchetti, professore ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. “Misurare significa comprendere e migliorare, non giudicare”, aggiunge infine Maria Antonietta Gambacorta, professore ordinario e direttrice della UOC di Radioterapia Oncologica del Policlinico Gemelli di Roma. "Dobbiamo – conclude – essere in grado di misurare quello che sappiamo fare, senza paura. Per avere consapevolezza occorre avere i numeri in mano. Non mi sono mai sentita una palliativista; al contrario, noi radioterapisti siamo in grado di capire esattamente dove risiede il tumore. Ben vengano gli indicatori: ci aiuteranno, nei diversi consessi, a far valere la nostra disciplina".
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Criteri Critici
Oltre 900 prestazioni di radioterapia oncologica in tre mesi al Policlinico di Bari: visite e sedute fino alle 20 BariToday
Il Policlinico accelera sul recupero delle prestazioni di radioterapia oncologica. Negli ultimi tre mesi, grazie ai piani di abbattimento delle liste d'attesa predisposti in accordo con la Regione, sono state oltre 900 le sedute effettuate.
Ambulatori attivi fino alle 20
In particolare, l'unità operativa di Radioterapia, diretta dal dottor Michele Piombino, ha predisposto cinque turni aggiuntivi dal lunedì al venerdì, garantendo le prestazioni dalle 8 alle 20, grazie al lavoro sinergico di oncologi radioterapisti, tecnici sanitari di radioterapia, infermieri e fisici sanitari.
Grazie a questo piano, vengono quotidianamente assicurate 16 sedute di radioterapia supplementari, due prime visite oncologiche e attività aggiuntive di preparazione e pianificazione terapeutica. Nel dettaglio, fino a questo momento sono state effettuate 720 sedute aggiuntive di radioterapia, 108 prime visite radioterapiche oncologiche, 56 procedure di contornazione e delineazione dei volumi target e 20 Tac simulazioni aggiuntive.
"Obiettivo accesso tempestivo ai trattamenti"
"L’obiettivo del programma – spiega il dottor Piombino – è assicurare ai pazienti oncologici, adulti e pediatrici, l’accesso tempestivo ai trattamenti previsti dai protocolli clinici, rispettando le tempistiche richieste dai percorsi terapeutici assistenziali, in particolare nei casi di trattamenti radio-chemioterapici concomitanti".
Le attività aggiuntive riguardano tutte le principali fasi del percorso radioterapico, dalle prime visite fino ai trattamenti, e procedono secondo l’ordine cronologico delle liste di attesa, in base alle priorità cliniche e alle urgenze, "con un aggiornamento - spiega il Policlinico - continuo delle agende di prenotazione".
"L’attività avviata in radioterapia – conclude il direttore generale Antonio Sanguedolce – rappresenta un ulteriore tassello del lavoro che il Policlinico di Bari sta portando avanti per migliorare l’accesso alle cure e ridurre i tempi di attesa, soprattutto nei percorsi oncologici dove la tempestività è parte integrante della qualità delle cure".
Il piano del Policlinico per le liste d'attesa
Nell'ambito del piano di recupero delle liste d'attesa, il Policlinico ha predisposto, nelle scorse settimane, l'attivazione straordinaria di ambulatori e sale operatorie nei fine settimana, per smaltire una serie di prestazioni, dalla chirurgia mammaria all'oculistica, dalla diagnostica radiologica alla ginecologia e urologia.
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Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
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Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
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Criteri Critici
Radioterapia oncologica, al Policlinico oltre 900 prestazioni in più contro le liste d’attesa Buonasera24
BARI - Oltre 900 prestazioni di radioterapia oncologica sono state effettuate al Policlinico di Bari negli ultimi 3 mesi nell’ambito del programma straordinario per la riduzione delle liste d’attesa avviato dalla Regione Puglia.
L’intervento ha riguardato l’unità operativa di Radioterapia diretta dal dottor Michele Piombino, dove sono stati organizzati 5 turni aggiuntivi dal lunedì al venerdì. Grazie al lavoro integrato di oncologi radioterapisti, tecnici sanitari di radioterapia, infermieri e fisici sanitari, l’attività viene garantita ogni giorno dalle 8 alle 20.
Nel dettaglio, il programma ha consentito di effettuare 720 sedute aggiuntive di radioterapia, 108 prime visite radioterapiche oncologiche, 56 procedure di contornazione e delineazione dei volumi target e 20 Tac simulazioni aggiuntive.
Ogni giorno vengono eseguite in media 16 sedute supplementari di radioterapia, 2 prime visite oncologiche e ulteriori attività necessarie alla preparazione e alla pianificazione dei trattamenti.
«L’obiettivo del programma è assicurare ai pazienti oncologici, adulti e pediatrici, l’accesso tempestivo ai trattamenti previsti dai protocolli clinici», spiega il dottor Piombino, sottolineando la necessità di rispettare le tempistiche indicate dai percorsi terapeutici assistenziali, soprattutto nei casi in cui siano previsti trattamenti radio-chemioterapici concomitanti.
Le attività aggiuntive coprono tutte le principali fasi del percorso radioterapico. Si va dalle prime visite alla simulazione Tac, dalla contornazione dei volumi bersaglio allo studio fisico-dosimetrico, fino all’erogazione dei trattamenti con tecniche avanzate come IMRT, VMAT, IGRT, stereotassi e radioterapia ablativa.
Il programma viene portato avanti seguendo l’ordine cronologico delle liste d’attesa, ma tenendo conto anche delle priorità cliniche e delle urgenze. Le agende di prenotazione vengono aggiornate costantemente per garantire una gestione più efficace dei percorsi.
Per il direttore generale Antonio Sanguedolce, il lavoro svolto in Radioterapia rappresenta un passaggio importante nel piano di potenziamento dell’accesso alle cure. «L’attività avviata in radioterapia rappresenta un ulteriore tassello del lavoro che il Policlinico di Bari sta portando avanti per migliorare l’accesso alle cure e ridurre i tempi di attesa», afferma.
Sanguedolce richiama in particolare il valore della tempestività nei percorsi oncologici. «Soprattutto nei percorsi oncologici la tempestività è parte integrante della qualità delle cure», conclude il direttore generale.