Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?3
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
58.9/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
L'ospedale K annuncia l'introduzione del farmaco antitumorale russo Pembroria nel trattamento. Vietnam.vn
“ Diamo sempre la priorità all'aggiornamento delle terapie oncologiche per offrire ai pazienti maggiori possibilità di sopravvivenza. Tuttavia, l'utilizzo di nuovi farmaci deve basarsi su prove scientifiche e sulle linee guida ufficiali del Ministero della Salute ”, ha affermato il signor Binh.
L'ospedale K sta adottando le misure necessarie per introdurre a breve l'utilizzo del farmaco antitumorale russo Pembroria. Tuttavia, questo processo richiede tempo per completare le procedure e organizzare la gara d'appalto secondo le normative vigenti. Una volta completate, l'ospedale rilascerà un annuncio ufficiale.
Il professor Le Van Quang, direttore dell'ospedale K, ha dichiarato che l'ospedale sta finalizzando le procedure di gara e prevede di introdurre presto il farmaco per il trattamento. Il prezzo di vendita previsto è di circa 18 milioni di VND per fiala, con i pazienti che in genere utilizzano due fiale per ciclo di trattamento, per un regime terapeutico da 12 a 24 cicli o fino a quando il farmaco non perde la sua efficacia. Attualmente, l'assicurazione sanitaria non copre questo farmaco.
Secondo un rappresentante del Dipartimento per l'Amministrazione dei Farmaci (Ministero della Salute), la domanda di autorizzazione all'immissione in commercio di Pembroria è stata presentata integralmente dall'azienda. Il farmaco ha completato le sperimentazioni cliniche nel 2024 ed è stato valutato per l'immunogenicità, requisito obbligatorio per i farmaci biosimilari.
L'immunogenicità si riferisce alla capacità di un farmaco biologico di indurre una risposta immunitaria nell'organismo dell'utilizzatore. Quando si richiede l'autorizzazione all'immissione in commercio in Vietnam, i produttori devono dimostrare la somiglianza tra Pembroria e il farmaco originale di MSD (USA), che è stato autorizzato nel 2017.
Il Consiglio consultivo per le licenze del Ministero della Salute ha esaminato attentamente i dati di biosimilarità e le relazioni sull'immunogenicità prima di autorizzare la commercializzazione del farmaco in Vietnam. L'autorizzazione consente all'azienda di importare, distribuire e commercializzare il farmaco come qualsiasi altro prodotto terapeutico.
Durante la fase di commercializzazione, le aziende devono monitorare e riferire periodicamente sull'efficacia, la sicurezza e l'immunogenicità del farmaco per un periodo da 3 a 5 anni, come previsto dalle normative.
Un rappresentante del Dipartimento per l'Amministrazione dei Farmaci ha dichiarato che Pembroria non è un nuovo farmaco, bensì un biosimilare di un farmaco generico già in circolazione a livello globale. Il Vietnam dispone attualmente di numerosi farmaci appartenenti allo stesso gruppo di anticorpi monoclonali con effetti simili, approvati da molti anni per il trattamento del cancro.
vtcnews.vn
Fonte: https://baolaocai.vn/benh-vien-k-thong-tin-ve-viec-dua-thuoc-ung-thu-pembroria-cua-nga-vao-dieu-tri-post886705.html
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
38.9/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Speranza nella cura del cancro grazie a un "virus nascosto" nel DNA umano. Vietnam.vn
Gli scienziati del La Jolla Institute for Immunology (USA) hanno decodificato per la prima volta la struttura tridimensionale di un'antica proteina virale presente nel genoma umano. Questa proteina, denominata HERV-K Env, è presente sulla superficie di numerose cellule tumorali e di malattie autoimmuni, e si prospetta come un nuovo bersaglio per la diagnosi e il trattamento.
Circa l'8% del DNA umano è in realtà costituito da residui virali risalenti all'evoluzione. Questa "materia oscura" presente nel genoma è solitamente dormiente, ma può essere "risvegliata" in caso di cancro o malattie autoimmuni.
L'articolo, pubblicato di recente su Science Advances, fornisce la prima immagine strutturale della proteina Env di HERV-K, segnando la prima volta che la scienza è riuscita a decifrare la struttura proteica di un retrovirus umano endogeno.
La professoressa Erica Ollmann Saphire, presidente e CEO del LJI Institute, ha dichiarato: "Questa è la prima struttura proteica di un HERV umano ad essere decodificata, e solo la terza struttura dell'involucro retrovirale mai chiarita, dopo HIV e SIV. Questa scoperta apre nuove possibilità per lo sviluppo di strumenti diagnostici e terapie innovative."
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
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Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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50.7/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Lo sviluppo di un gel simile a uno shampoo potrebbe aiutare i pazienti sottoposti a chemioterapia a ridurre la caduta dei capelli. Vietnam.vn
Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Biomaterials Advances, esperimenti preliminari dimostrano che questo tipo di idrogel è in grado di rilasciare farmaci vasocostrittori direttamente sul cuoio capelluto, restringendo così i vasi sanguigni e riducendo la quantità di farmaci chemioterapici tossici che penetrano nei follicoli piliferi.
Tuttavia, i ricercatori affermano che questo metodo è costoso e spesso comporta effetti collaterali.
Nel frattempo, il gel di nuova concezione ha un'elevata capacità di ritenzione idrica e rilascia gradualmente nel cuoio capelluto, per un certo periodo di tempo, principi attivi come lidocaina e adrenalina. Di conseguenza, i follicoli piliferi sono meno esposti ai farmaci chemioterapici, che spesso causano danni o distruzione, con conseguente caduta dei capelli.
Bryan Smith, professore associato di ingegneria biomedica presso la Michigan State University, ha affermato che la necessità di soluzioni per contrastare la caduta dei capelli causata dalla chemioterapia rimane insoddisfatta. L'idea di sviluppare questo gel è nata dalle sue conversazioni con pazienti direttamente affetti da questa patologia.
Per quanto riguarda l'applicazione, il gel reagisce alle variazioni di temperatura: alla temperatura corporea, il gel si addensa aderendo al cuoio capelluto, mentre a temperature più basse, il gel si fluidifica, facilitandone il lavaggio.
(VNA/Vietnam+)
Fonte: https://www.vietnamplus.vn/phat-trien-loai-gel-giong-dau-goi-co-the-giup-benh-nhan-hoa-tri-han-che-rung-toc-post1059909.vnp
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
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Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
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Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
55.2/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Ad Ha Tinh, i pazienti oncologici ora hanno maggiori opportunità di ricevere cure a livello locale. Vietnam.vn
Il cuore dell'area di trattamento è un sistema di accelerazione lineare multi-energia integrato con un collimatore a 160 lamelle, che rappresenta la tecnologia più avanzata attualmente disponibile. Questo dispositivo consente un'irradiazione precisa e mirata del tumore, minimizzando i danni ai tessuti sani e riducendo la durata di ogni seduta di radioterapia. L'applicazione di questa tecnologia avanzata aiuta i pazienti a ridurre gli effetti collaterali, a recuperare più velocemente e a mantenere una migliore qualità della vita durante il trattamento.
L'Ospedale Generale Provinciale di Ha Tinh ha investito nella costruzione di un centro di radioterapia su un'area di 748,3 m², dotato di un'infrastruttura completa che comprende: una sala di simulazione CTSIM, una sala di pianificazione TPS, una sala di controllo dell'acceleratore e una sala per l'acceleratore lineare. Si tratta del primo centro di radioterapia oncologica della provincia, che segna una nuova pietra miliare nella capacità della provincia di offrire trattamenti in loco ai pazienti.
Il sovraffollamento, gli elevati costi di viaggio e di vita, nonché la stanchezza psicologica associata ai lunghi viaggi, rendono difficile il trattamento del cancro per gli abitanti di Ha Tinh. Pertanto, la costruzione di un centro di radioterapia all'avanguardia è diventata una necessità urgente.
Secondo le statistiche sanitarie , nella provincia di Ha Tinh si registrano oltre 2.000 nuovi casi di cancro ogni anno, molti dei quali in stadio avanzato. Presso il reparto di Oncologia e Medicina Nucleare dell'Ospedale Generale Provinciale di Ha Tinh, si contano fino a 4.000 ricoveri e circa 14.000 visite ambulatoriali all'anno, il che esercita una notevole pressione sulla domanda di trattamenti specialistici. Prima dell'introduzione del sistema di radioterapia, l'ospedale era costretto a trasferire quasi 4.800 pazienti all'anno presso ospedali di livello centrale per accedere alla radioterapia, un metodo cruciale per il trattamento di molti tipi di cancro.
Oltre alle apparecchiature, l'ospedale ha sviluppato un sistema software specializzato per la gestione dei pazienti in radioterapia, che contribuisce a standardizzare le procedure, ridurre al minimo gli errori e garantire la sicurezza in ogni seduta di trattamento.
L'unità di radioterapia ad alta tecnologia attualmente si avvale di 3 specialisti in radioterapia, 2 ingegneri di fisica medica e 5 tecnici, tutti formati in modo approfondito e con una supervisione tecnica diretta da parte di esperti di ospedali di livello centrale. Di conseguenza, il personale ha rapidamente acquisito familiarità con le apparecchiature e le procedure, garantendo un funzionamento stabile del sistema fin dal momento della sua messa in funzione.
Oltre a contribuire a ridurre il carico sugli ospedali di livello superiore, il nuovo centro di radioterapia di Ha Tinh ha già prodotto risultati concreti, migliorando la qualità della vita di molti pazienti oncologici.
Il signor VVV, 63 anni, del comune di Luu Vinh Son, è uno dei primi pazienti ad aver beneficiato dei servizi di radioterapia nella provincia. Tre anni fa gli è stato diagnosticato un cancro ai polmoni e ha ricevuto cure ad Hanoi . Recentemente, la malattia ha mostrato segni di metastasi al cervello, causandogli frequenti mal di testa, vertigini, perdita di equilibrio, amnesia e costringendolo a usare una sedia a rotelle.
A partire da gennaio 2025, su consiglio del medico, si è trasferito al centro di radioterapia all'avanguardia di Ha Tinh per le cure. Dopo 12 sedute di radioterapia, le sue condizioni sono migliorate significativamente: il dolore si è ridotto, la memoria e la mobilità sono migliorate e il signor V. è stato in grado di camminare e svolgere le attività quotidiane in modo indipendente, senza bisogno di tanto aiuto come prima. La sua famiglia ha affermato che ricevere le cure vicino a casa ha ridotto notevolmente i costi di viaggio e alloggio, oltre allo stress psicologico.
Un altro caso è quello del signor D.TN, 62 anni, del comune di Co Dam, ricoverato in ospedale per forti dolori alla bocca e alla gola, difficoltà a parlare, inappetenza, infiammazione e secrezione dal pavimento della bocca con odore sgradevole. I medici gli hanno diagnosticato un cancro orale al quarto stadio, che aveva risposto molto male ai precedenti trattamenti chemioterapici.
All'inizio di marzo 2025, il signor N. è stato programmato per un ciclo di chemioradioterapia concomitante presso l'unità di radioterapia all'avanguardia. Dopo sole due settimane, le sue condizioni sono migliorate significativamente: la fistola infiammata si è ridotta, il dolore si è attenuato considerevolmente ed è stato in grado di mangiare e comunicare più chiaramente. Anche il tumore si è ridotto, come evidenziato dagli esami di diagnostica per immagini. Questo è solo uno dei tanti pazienti trattati presso l'unità di radioterapia che hanno mostrato risultati promettenti.
Questi primi risultati non solo offrono speranza ai singoli pazienti, ma dimostrano anche la reale efficacia degli investimenti in infrastrutture sanitarie locali di alta qualità.
Ridurre il peso dei trasferimenti dei pazienti: prospettive per il futuro del trattamento del cancro ad Ha Tinh.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
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64.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Un maggior numero di trattamenti oncologici coperti dall'assicurazione sanitaria andrà a vantaggio dei pazienti. Vietnam.vn
Secondo la bozza di aggiornamento dell'elenco dei farmaci coperti dall'assicurazione sanitaria, elaborata dalMinistero della Salute, verranno aggiunti complessivamente 84 nuovi farmaci, tra cui 30 farmaci per la cura del cancro, pari al 35,7%. Si tratta del gruppo di farmaci più frequentemente proposto, principalmente farmaci innovativi come la terapia mirata, gli anticorpi monoclonali e l'immunoterapia: progressi significativi nella medicina moderna per il trattamento del cancro. Si prevede che il nuovo elenco ridurrà significativamente l'onere finanziario per i pazienti e limiterà il numero di casi in cui il trattamento deve essere interrotto per mancanza di fondi. La signora Tran Thi Trang, direttrice del Dipartimento di Assicurazione Sanitaria, ha dichiarato che l'agenzia sta finalizzando una circolare per sostituire i regolamenti sul programma di sostegno gratuito ai farmaci previsti dalla Legge Farmaceutica, e sta inoltre elaborando principi e criteri di pagamento e aggiornando l'elenco dei servizi tecnici e delle forniture mediche coperte dal sistema di rimborso. In particolare, sono state riviste anche le normative relative alla registrazione e all'invio a strutture specializzate per le prime visite mediche e i trattamenti, rendendole più flessibili e consentendo un ampliamento dell'elenco delle patologie per le quali è possibile l'invio diretto a tali strutture. Secondo la signora Trang, dopo un anno di attuazione, molte politiche hanno rivelato delle lacune e necessitano di essere prontamente modificate per adattarsi alla realtà pratica. Tuttavia, l'ampliamento delle prestazioni sanitarie comporta anche una pressione significativa sul sistema di assicurazione sanitaria. La domanda di servizi medici è in rapida crescita, con un numero di visite che dovrebbe superare i 200 milioni entro il 2025, un incremento di oltre 10 milioni rispetto all'anno precedente. Con livelli di contribuzione limitati ma una copertura in continua espansione, il costo del fondo è in costante aumento, soprattutto con la crescente diffusione delle malattie non trasmissibili. Il costo dei farmaci continua a rappresentare una delle voci di spesa più consistenti. Sebbene la percentuale tenda a diminuire leggermente, il valore assoluto è comunque aumentato notevolmente, passando da circa 40.000 miliardi di VND nel 2022 a oltre 50.000 miliardi di VND nel 2024. Ciò evidenzia l'urgente necessità di una selezione e di un sistema di pagamento razionali dei farmaci, che garantiscano sia l'efficacia del trattamento sia l'equilibrio finanziario. L'attuale elenco dei farmaci è stato compilato principalmente nel 2018 ed è stato aggiornato solo in misura limitata negli ultimi anni, non riuscendo a tenere il passo con il rapido sviluppo della medicina. Pertanto, questo aggiornamento è considerato un adeguamento sistematico di notevole importanza. Tra i farmaci recentemente aggiunti, quelli per la cura del cancro continuano a essere predominanti. Si tratta di farmaci in grado di agire sulla patogenesi della malattia, migliorare l'efficacia del trattamento e prolungare la vita dei pazienti. In precedenza, gli alti costi rendevano l'accesso inaccessibile a molti pazienti; ora, la sua inclusione nel sistema sanitario nazionale, anche se solo parzialmente coperta, apre significative opportunità di trattamento. Inoltre, la bozza aggiunge anche 24 farmaci per il trattamento di malattie croniche come malattie cardiovascolari, diabete, malattie respiratorie, malattie mentali e malattie delle vie urinarie. Si tratta di patologie che richiedono trattamenti a lungo termine e comportano costi cumulativi significativi, pertanto si prevede che l'ampliamento dell'elenco ridurrà l'onere finanziario per i pazienti. In particolare, sono stati aggiunti all'elenco altri 18 farmaci per malattie rare, la maggior parte dei quali appartenenti al gruppo dei tumori. Visti gli alti costi e le limitate opzioni terapeutiche, questa politica aiuta i pazienti ad avere maggiori opportunità di accedere a questi farmaci e a migliorare la loro prognosi. Oltre all'aggiunta di nuovi farmaci, la bozza propone anche modifiche alle condizioni e alle tariffe di rimborso per 52 farmaci già esistenti. Per molti farmaci verrà ampliato l'ambito di utilizzo e aumentato il livello di rimborso, migliorando così l'accesso alle cure. Secondo un rappresentante del Dipartimento di Assicurazione Sanitaria, l'elenco dei medicinali viene compilato in base ai principi attivi, indipendentemente dal fatto che siano prodotti a livello nazionale o importati, al fine di garantire equità e promuovere la concorrenza sui prezzi. Tuttavia, la selezione dei farmaci deve attenersi a principi rigorosi, privilegiando l'efficacia e la sicurezza, tenendo conto anche della capacità di pagamento del fondo. Per i farmaci ad alto costo, come quelli antitumorali o per le malattie rare, l'assicurazione sanitaria applicherà un tasso di rimborso adeguato, generalmente compreso tra il 30% e il 70%, per garantire l'equilibrio del fondo a lungo termine. L'elenco è inoltre in fase di revisione per rimuovere i farmaci inefficaci o non più necessari, e per aggiungere nuovi farmaci con un maggiore valore terapeutico. L'ente regolatore incoraggia inoltre le aziende a ridurre i prezzi dei farmaci e a sovvenzionare i ticket sanitari, al fine di alleggerire l'onere finanziario per i pazienti, in particolare per i gruppi più vulnerabili. Un altro aspetto degno di nota è l'ampliamento del catalogo dei farmaci a livello di assistenza sanitaria primaria, in linea con la politica di rafforzamento di quest'ultima. Grazie a una fornitura più completa di farmaci a questo livello, le persone possono accedere ai servizi più agevolmente, riducendo i costi di spostamento e alleviando il sovraffollamento nelle strutture di livello superiore. La nuova lista di farmaci coperti dall'assicurazione sanitaria dovrebbe essere pubblicata nel 2026. Secondo gli esperti, ampliare la lista non significa semplicemente aggiungere più farmaci, ma anche utilizzare in modo efficace i fondi assicurativi, in modo che ogni spesa si traduca realmente in opportunità per una vita e una qualità della vita migliori per i pazienti. Fonte: https://baodautu.vn/them-nhieu-thuoc-dieu-tri-ung-thu-duoc-thanh-toan-bao-hiem-benh-nhan-huong-loi-d546913.html
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?3
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
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60.0/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Il Vietnam ha trattato con successo il suo primo caso di leucemia con la terapia cellulare immunitaria CAR-T. Vietnam.vn
Grazie alla collaborazione con esperti di Taiwan (Cina), l'Ospedale di Trasfusione di Sangue ed Ematologia di Ho Chi Minh City ha trattato con successo il suo primo caso di leucemia utilizzando la terapia con cellule immunitarie CAR-T. Si tratta del metodo di trattamento del cancro più recente e impegnativo attualmente disponibile. Queste informazioni sono state condivise dal Professor Dottor Phu Chi Dung, Direttore dell'Ospedale di Trasfusione di Sangue ed Ematologia di Ho Chi Minh City, in occasione di tre conferenze simultanee: l'8ª Conferenza Vietnamita di Trasfusione di Sangue ed Ematologia, l'8ª Conferenza Ampliata Vietnam-Francia su Trasfusione di Sangue, Trapianti e Terapia Cellulare e la 30ª Conferenza Asia-Pacifico sul Trapianto di Midollo Osseo e Cellule Staminali del Sangue, inaugurata il 16 settembre a Ho Chi Minh City. Il dottor Phu Chi Dung ha riferito che la paziente era una ragazzina di 12 anni a cui era stata diagnosticata una leucemia linfoblastica acuta (LLA), una patologia ad alto rischio. Dopo la chemioterapia, la paziente ha avuto una prima ricaduta, quindi si è sottoposta a un trapianto di midollo osseo da un donatore parzialmente compatibile, il padre, ma ha avuto una seconda ricaduta. I medici dell'Ospedale di Trasfusione di Sangue ed Ematologia di Ho Chi Minh City hanno collaborato con esperti di Taiwan (Cina) per utilizzare la terapia CAR-T (un'immunoterapia che utilizza i linfociti T del paziente stesso, geneticamente modificati in laboratorio in modo che possano riconoscere e distruggere le cellule tumorali). A distanza di oltre un anno dalle trasfusioni di cellule CAR-T, le condizioni di salute del paziente sono ora stabili e continua il trattamento e il monitoraggio presso l'Ospedale di Trasfusione di Sangue ed Ematologia di Ho Chi Minh City. Questo è il primo caso in Vietnam di applicazione della terapia con cellule CAR-T per il trattamento di un tumore del sangue. L'immunoterapia CAR-T, nota anche come terapia con cellule CAR-T, è considerata una delle più grandi scoperte nel campo del trattamento del cancro, in particolare per i tumori del sangue. Questo metodo offre numerosi vantaggi rispetto ai trattamenti tradizionali, tra cui minori effetti collaterali, elevata efficacia terapeutica, maggiore aspettativa di vita per il paziente e un significativo miglioramento della qualità della vita dopo il trattamento. In particolare, la terapia CAR-T ha il potenziale di generare una risposta immunitaria di lunga durata, contribuendo a ridurre il rischio di recidiva della malattia. Tuttavia, la sfida maggiore che la terapia CAR-T deve affrontare attualmente è il suo costo molto elevato, e la produzione di cellule CAR-T richiede tecnologie complesse e attrezzature avanzate. Attualmente, l'Ospedale di Trasfusione di Sangue ed Ematologia di Ho Chi Minh City si sta attivamente preparando, in termini di strutture, personale (medici, infermieri e tecnici qualificati) e supporto di esperti stranieri, per produrre cellule CAR-T a livello nazionale in Vietnam. Il dottor Phu Chi Dung stima che, se le cellule CAR-T potessero essere prodotte in Vietnam, i costi del trattamento potrebbero essere ridotti di circa 20 volte rispetto ai trattamenti all'estero (arrivando a meno di 500 milioni di VND per caso). Inoltre, le tre conferenze di quest'anno hanno visto la partecipazione di oltre 200 esperti nei settori della trasfusione di sangue e dell'ematologia, provenienti dal Vietnam e da altri paesi. Il rapporto esamina le più recenti ricerchescientifiche, concentrandosi su aree chiave quali: trasfusione di sangue, malattie ematologiche, chemioterapia, trapianto di cellule staminali ematopoietiche, terapia mirata, terapia cellulare, terapia genica, anticorpi monoclonali, infezioni, conservazione delle cellule staminali, cellule staminali mesenchimali, gestione delle banche del sangue, gestione della qualità e assistenza infermieristica. Svoltesi dal 16 al 20 settembre, l'8ª Conferenza vietnamita sulla trasfusione di sangue e l'ematologia, l'8ª Conferenza congiunta Vietnam-Francia sulla trasfusione di sangue, i trapianti e la terapia cellulare e la 30ª Conferenza Asia-Pacifico sui trapianti di midollo osseo e cellule staminali ematopoietiche hanno attratto quasi 2.000 delegati, di cui circa 350 internazionali. Fonte: https://baohaiphong.vn/viet-nam-dieu-tri-ca-ung-thu-mau-dau-tien-thanh-cong-voi-lieu-phap-te-bao-mien-dich-car-t-520952.html
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Criteri Critici
Per la prima volta, il Vietnam applica una nuova tecnica per il trattamento dei tumori ginecologici. Vietnam.vn
Chirurgia vaginale laparoscopica per il trattamento del cancro dell'endometrio. I medici della struttura Tan Trieu dell'ospedale K ( Hanoi ) hanno eseguito con successo una biopsia dei linfonodi retroperitoneali utilizzando ICG (verde di indocianina) in combinazione con la chirurgia endoscopica vaginale (vNOTES) per trattare una paziente affetta da carcinoma endometriale in fase iniziale. La biopsia dei linfonodi retroperitoneali combinata con la chirurgia laparoscopica per il cancro dell'endometrio, eseguita interamente per via vaginale, aiuta le pazienti a guarire più velocemente. FOTO: THAI HA La paziente sottoposta a intervento chirurgico era una donna di 69 anni con anamnesi di ipertensione, ricoverata in ospedale per sanguinamento vaginale anomalo in postmenopausa. Dopo un esame e una valutazione approfonditi, alla paziente è stato diagnosticato un carcinoma endometriale in stadio 1A.
Durante una consultazione multidisciplinare, l'équipe chirurgica ha deciso di optare per il metodo vNOTES (chirurgia laparoscopica vaginale minimamente invasiva) per la biopsia del linfonodo portale retroperitoneale utilizzando l'ICG (un colorante fluorescente sicuro che aiuta i medici a identificare chiaramente vasi sanguigni e tumori). L'intervento chirurgico, eseguito direttamente dal Dott. Le Tri Chinh, primario del reparto di chirurgia ginecologica dell'ospedale K, in coordinamento con l'équipe di anestesia e rianimazione guidata dal Dott. Tran Duc Tho, si è svolto in modo sicuro, preciso e senza intoppi. Secondo i responsabili dell'ospedale K, questa è la prima volta in Vietnam che una tecnica avanzata di valutazione dei linfonodi è stata eseguita interamente per via vaginale, accedendo direttamente allo spazio retroperitoneale senza alcuna incisione nella parete addominale. Questo successo rappresenta un significativo passo avanti nel trattamento dei tumori ginecologici. I pazienti oncologici guariscono più velocemente, riducendo i costi del trattamento. Secondo l'ospedale K, la chirurgia endoscopica minimamente invasiva di nuova generazione vNOTES (chirurgia endoscopica transluminale attraverso orifizi naturali vaginali) viene eseguita attraverso la cavità naturale del corpo, la vagina, per accedere ai tumori nella cavità addominale, senza la necessità di un'incisione nella parete addominale. Questa tecnica offre vantaggi significativi: assenza di cicatrici chirurgiche, risultati estetici ottimali, minore dolore, recupero più rapido e degenze ospedaliere più brevi. Inoltre, riduce il rischio di infezioni del sito chirurgico, consentendo ai pazienti di tornare prima alla loro vita normale e al lavoro con una migliore qualità della vita, abbassa i costi del trattamento e garantisce il rispetto sia dei principi oncologici che estetici.
D'altro canto, la biopsia del linfonodo sentinella con ICG è attualmente la tecnica ottimale per valutare lo stato dei linfonodi, consentendo l'individuazione precisa dei primi linfonodi a rischio di metastasi, evitando così inutili dissezioni linfonodali sistemiche e riducendo significativamente il rischio di linfedema e di complicanze vascolari e neurologiche a lungo termine. La combinazione di queste due tecniche non rappresenta solo una sinergia tecnologica, ma anche un passo avanti strategico nel moderno trattamento dei tumori ginecologici: garantisce una guarigione radicale nel pieno rispetto delle strutture anatomiche e della qualità di vita della paziente. Presso l'ospedale K, sono stati eseguiti con successo oltre 200 interventi chirurgici vNOTES, aprendo la strada all'applicazione e allo sviluppo di tecniche chirurgiche minimamente invasive per il trattamento dei tumori ginecologici in Vietnam. Il dottor Le Tri Chinh, primario del reparto di chirurgia ginecologica del K Hospital, ha dichiarato: "Grazie all'esperienza maturata con centinaia di interventi chirurgici vNOTES, siamo in costante apprendimento, miglioramento e innovazione per integrare le tecniche più avanzate al mondo nella pratica clinica." La combinazione di vNOTES con la biopsia del linfonodo sentinella con ICG nel carcinoma endometriale in fase iniziale rappresenta un traguardo significativo, a dimostrazione della competenza e dello spirito pionieristico dell'équipe medica del K Hospital e del Dipartimento di Chirurgia Ginecologica, con l'obiettivo di massimizzare i benefici per le pazienti.
Fonte: https://thanhnien.vn/lan-dau-tien-viet-nam-ung-dung-ky-thuat-moi-dieu-tri-ung-thu-phu-khoa-185260115103542736.htm
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?3
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Criteri Critici
Aggiornamento medico del 10 agosto: Nuove opportunità per i pazienti affetti da leucemia grazie ai progressi in ematologia. Vietnam.vn
Negli ultimi tre mesi, l'ospedale generale di Tam Anh ha registrato un aumento del 30% del numero di pazienti che si sono rivolti al suo ambulatorio psichiatrico rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Di questi, due terzi soffrivano di sindrome da burnout e il 52% apparteneva alla Generazione Z. In un caso, un gruppo di giovani colleghi si è presentato insieme per una visita e a tutti è stata diagnosticata la sindrome.
La paura delle riunioni, l'ossessione per le scadenze, la riluttanza ad alzarsi e andare al lavoro tra i giovani... Queste sono manifestazioni tipiche della sindrome da stress lavorativo, nota anche come burnout. Se non trattato, il burnout può causare un grave deterioramento della salute fisica e mentale.
E in particolare l'applicazione dell'intelligenza artificiale (IA) e dei big data nella diagnosi, nel trattamento e nella gestione dei pazienti. Il professore associato Dr. Dao Xuan Co ha sottolineato che l'ospedale mira ad accedere e implementare le tecniche più avanzate al mondo proprio qui in Vietnam, in modo che i pazienti nazionali possano beneficiare di servizi medici all'avanguardia a costi più accessibili.
Non contento dei risultati raggiunti finora, l'Ospedale Bach Mai continuerà a investire nell'espansione di aree chiave, tra cui l'ampliamento delle indicazioni per il trapianto di cellule staminali, compreso il trattamento delle malattie autoimmuni; l'implementazione della terapia cellulare, della terapia genica e delle terapie mirate di nuova generazione; e lo sviluppo di tecniche avanzate di analisi genetica e di biologia molecolare.
In particolare, negli ultimi 10 anni, il Centro ha eseguito con successo 142 trapianti di cellule staminali, offrendo una possibilità di sopravvivenza a lungo termine a molti pazienti affetti da malattie potenzialmente letali come leucemia acuta, linfoma e mieloma multiplo.
Il Centro di Ematologia e Trasfusione di Sangue dell'ospedale riunisce un team di esperti altamente qualificati e ben addestrati e implementa numerose tecniche moderne, mantenendo la certificazione ISO 15189 per le analisi.
Intervenendo alla conferenza scientifica "Aggiornamento della diagnosi e del trattamento di alcune malattie ematologiche", recentemente organizzata dall'ospedale Bach Mai, il professor associato Dr. Dao Xuan Co, direttore dell'ospedale Bach Mai, ha affermato che l'ospedale si sta concentrando sullo sviluppo di sei pilastri strategici, tra i quali la tecnologia delle cellule staminali e la terapia genica rappresentano "armi" importanti per il trattamento delle malattie ematologiche.
Parallelamente al trend di invecchiamento della popolazione, il numero di casi di malattie ematologiche, sia benigne che maligne, è in rapido aumento. Negli Stati Uniti, l'età media alla diagnosi di mieloma multiplo è di 69 anni, con oltre l'80% dei pazienti di età superiore ai 65 anni.
Parallelamente al trend di invecchiamento della popolazione, il numero di casi di malattie ematologiche, sia benigne che maligne, è in rapido aumento.
Di queste, la leucemia rappresenta il 3,2%, il linfoma non Hodgkin l'1,9%, il linfoma di Hodgkin lo 0,34% e il mieloma multiplo lo 0,34%. Questo gruppo di malattie ha un alto tasso di mortalità, stimato in oltre 7.300 decessi all'anno, secondo solo alle malattie cardiovascolari.
Condividendo la sua esperienza, NCM (25 anni) ha raccontato di soffrire di insonnia cronica, mal di testa, tachicardia e scarso appetito. Durante una riunione, è svenuta mentre teneva una presentazione ed è stata portata d'urgenza all'ospedale generale di Tam Anh. Lavora in media 12 ore al giorno, spesso porta il lavoro a casa, anche nei fine settimana, ed è talmente ossessionata dalle riunioni che in molti giorni non ha voglia di alzarsi e andare al lavoro.
Grazie ai farmaci, all'esercizio fisico regolare, allo spegnimento del telefono e all'andare a letto prima delle 22:00, le condizioni mentali di M. sono migliorate significativamente.
Allo stesso modo, HTT (23 anni) ha raccontato di aver pensato più volte di togliersi la vita. Dopo due anni di lavoro nel settore della revisione contabile, era diventata una persona diversa: introversa, restia a socializzare, costantemente stanca e affetta da insonnia. Si rivolgeva al medico solo quando avvertiva spossatezza, mancanza di respiro e frequenti dolori addominali.
Al suo arrivo in ospedale, gli esami di gastroscopia e colonscopia hanno dato esito normale. Tuttavia, in base ad altri sintomi, il medico le ha consigliato di consultare uno psicologo. Attualmente, la paziente si è assentata dal lavoro per sei mesi senza retribuzione per sottoporsi a un trattamento psicologico e psichiatrico con farmaci, terapia e tecniche di respirazione, che ha portato a un significativo miglioramento delle sue condizioni.
Secondo Pham Van Duong, medico con laurea magistrale, questi due pazienti non presentavano gravi problemi di salute, ma sono stati diagnosticati con la sindrome da burnout, nota anche come esaurimento professionale.
Dal 2019, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riconosciuto il burnout come una sindrome correlata al lavoro, inclusa nella Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-11). Il burnout non è semplicemente affaticamento, ma uno stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale che si protrae e si accumula a causa di una gestione inefficace dello stress lavorativo.
Secondo il dottor Duong, in Vietnam molti giovani non riconoscono correttamente il burnout, pensando spesso di essere semplicemente "deboli" o di "non essersi impegnati abbastanza". Sintomi basilari come insonnia, irritabilità e difficoltà di concentrazione vengono spesso trascurati, portando a un peggioramento della situazione.
La causa principale del burnout nei giovani è la pressione di dover raggiungere risultati precoci, poiché molti di loro si pongono aspettative eccessivamente elevate e si scoraggiano facilmente quando non riescono a raggiungere i propri obiettivi. Inoltre, contribuiscono a questa sindrome anche l'eccessiva pressione lavorativa, un ambiente fortemente competitivo, lo squilibrio tra vita professionale e privata, la mancanza di capacità di gestione dello stress e un'insufficiente educazione in materia di salute mentale.
Il burnout non trattato può portare a conseguenze pericolose. I sintomi tipici includono esaurimento fisico e mentale, stanchezza persistente, difficoltà a dormire, mal di testa, battito cardiaco accelerato, problemi digestivi e maggiore predisposizione alle malattie.
Sul lavoro, i pazienti si distraggono facilmente, sono inclini alla confusione e mancano di motivazione. Spesso provano emozioni negative, isolamento, depressione, apatia e perdita di interesse per il proprio lavoro, diventando irritabili, sentendosi inutili e dei falliti.
Se non diagnosticato e non trattato, il burnout può portare a disturbi d'ansia, depressione, insonnia cronica, aumento del rischio di malattie cardiovascolari, ipertensione e squilibri endocrini.
Inoltre, ha un impatto grave sulla qualità della vita e sulle relazioni personali. Nei casi più gravi, i pazienti possono manifestare pensieri negativi e comportamenti autolesionistici.
La dottoressa Duong avverte che molti giovani non si rendono conto di essere in preda al burnout perché mangiano, dormono e lavorano normalmente, ma interiormente hanno un sistema nervoso sovraccarico e blocchi emotivi, come una candela che si sta consumando.
Pertanto, i giovani devono essere in grado di riconoscere i primi segnali di burnout, come ad esempio la sensazione di "paura" di andare al lavoro ogni mattina, la percezione di mancanza di significato in ogni cosa, la perdita di interesse per il successo o il fallimento, la facilità a emozionarsi, l'irritabilità o l'isolamento.
Per superare il burnout, i giovani devono imparare ad ascoltare il proprio corpo e adattare il proprio stile di vita dormendo a sufficienza, seguendo un'alimentazione sana, dedicando almeno un'ora al giorno a se stessi al di fuori del lavoro e praticando meditazione, yoga o altre forme di rilassamento mentale.
Inoltre, è necessario riorganizzare il lavoro e la vita privata, stabilire le priorità ed evitare il multitasking, prendersi delle pause, fare delle concessioni o cambiare lavoro se l'ambiente non è adatto. Anche parlare con amici, colleghi e familiari è un modo efficace per gestire lo stress. Se i sintomi insoliti persistono per più di due settimane, il paziente dovrebbe rivolgersi tempestivamente a un professionista della salute mentale.
Gli anziani sono più soggetti al cancro della pelle.
Il signor NTN (72 anni, Vung Tau) ha notato una macchia nera sotto l'occhio destro. Questa macchia si è gradualmente allargata, diventando ruvida, pruriginosa e sanguinante. Inizialmente, pensando si trattasse di scabbia dovuta a una scarsa igiene, ha applicato autonomamente dei farmaci, ma senza successo. In seguito, gli è stato diagnosticato un tumore della pelle, dal quale è guarito dopo un intervento chirurgico.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
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Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
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Criteri Critici
Russia: un vaccino contro il cancro che riduce i tumori dell'80% è in attesa di approvazione clinica. Vietnam.vn
A seguito del successo delle sperimentazioni precliniche di questo nuovo vaccino contro il cancro, che hanno dimostrato elevata sicurezza ed efficacia. Questo vaccino è stato sottoposto a studi preclinici secondo gli standard internazionali, della durata continuativa di 3 anni. I risultati hanno dimostrato che è assolutamente sicuro, anche con iniezioni ripetute, ed è altamente efficace nell'inibire la crescita tumorale. I risultati sono stati sorprendenti: le dimensioni e il tasso di crescita dei tumori potevano essere ridotti del 60-80%. In particolare, il vaccino aveva anche il potenziale per migliorare significativamente i tassi di sopravvivenza dei pazienti. La caratteristica principale di questo vaccino è la sua capacità di agire direttamente sul sistema immunitario, aiutando l'organismo a riconoscere e combattere le cellule tumorali. Illustrazione: AI Entro la fine dell'estate 2025, FMBA ha presentato alMinistero della Saluterusso tutta la documentazione necessaria per richiedere l'autorizzazione all'uso del vaccino sui pazienti. Ciò significa che, se approvato, il vaccino potrebbe iniziare la sperimentazione in ospedali e centri oncologici in tempi brevissimi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa TASS. Inizialmente, il vaccino è destinato al cancro del colon-retto, uno dei tipi di cancro più comuni al mondo. Contemporaneamente,gli scienziatistanno anche finalizzando lo sviluppo di un vaccino contro il glioblastoma, uno dei tumori più maligni, e contro specifici tipi di melanoma. È pronto per l'uso un vaccino contro il cancro. Secondo la signora Skvortsova, il punto di forza di questo vaccino è la sua capacità di agire direttamente sul sistema immunitario, aiutando l'organismo a riconoscere e combattere le cellule tumorali. Si tratta di un approccio innovativo rispetto ai metodi tradizionali come la chemioterapia o la radioterapia. Il vaccino è pronto per l'uso; stiamo solo aspettando l'autorizzazione, ha affermato Skvortsova. Se impiegato nella pratica clinica, potrebbe diventare una delle scoperte più importanti della medicina russa per il trattamento del cancro. Fonte: https://thanhnien.vn/nga-vac-xin-ung-thu-giam-80-khoi-u-da-san-ready-to-use-185250907160008105.htm
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
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Tumore della vescica | l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce Zazoom Social News
In Italia vengono diagnosticate oltre 31.000 nuove diagnosi di tumore della vescica ogni anno, con circa 300.000 persone che vivono con questa neoplasia. La malattia è diffusa ma poco conosciuta, e la diagnosi precoce può migliorare le possibilità di trattamento. La prevenzione e la diagnosi tempestiva sono considerate strumenti fondamentali per la gestione della patologia. Oltre 31 mila nuove diagnosi ogni anno in Italia e circa 300 mila persone che convivono con una neoplasia della vescica: numeri che raccontano la diffusione di una patologia che, nonostante ciò, risulta ancora troppo poco conosciuta.Si tratta del quinto tumore più diffuso in Italia, con la.🔗 Leggi su Torinotoday.it Tumore della vescica, test gratuiti al Policlinico Abano per la diagnosi precoceAl Policlinico Abano sono stati avviati test gratuiti per la diagnosi precoce del tumore della vescica, nell’ambito del BCAM, il mese internazionale... Tumore ovarico, la sfida della diagnosi precoce: tornano le peonie della solidarietàIl tumore ovarico è una malattia che spesso si presenta con sintomi generici, rendendo difficile una diagnosi tempestiva. Temi più discussi:Tumore della vescica, perché oggi si parla di una nuova fase nella malattia metastatica?; Tumori, quando l'immunoterapia può essere somministrata in pochi minuti sottocute: i vantaggi per i pazienti e per il Ssn; Gli avatar che aiutano a capire il tumore all’ovaio; Castellaneta (TA), tumori della vescica: al San Pio eseguiti i primi dieci interventi con diagnosi fotodinamica. Tumore della vescica: appuntamento a Torino nei weekend di maggio con l’informazione e la diagnosiProsegue sabato 16 maggio alle ore 9 presso l’Azienda Sanitaria Locale Città di Torino dell’Ospedale San Giovanni Bosco con l’intervento del dott. Franco Bardari, Direttore Struttura Complessa di Ur ...torinoggi.it Tumore alla vescica: cos'è, sintomi, cause, diagnosi e cureLa guida completa sul tumore alla vescica: scopri come riconoscerlo, gli esami da fare per la diagnosi, i fattori di rischio, cure possibili e prevenzione.medicitalia.it Cerca News e Video
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
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Criteri Critici
La lezione del piccolo Adam su terapia genica e rischio tumori Osservatorio Terapie Avanzate
Terapia genica
La lezione del piccolo Adam su terapia genica e rischio tumori
Quattro anni dopo il trattamento sperimentale per una malattia rara, il bimbo è stato operato per un cancro, il primo causato da un virus molto usato come vettore. Ora sta bene
La questione se la terapia genica con virus adeno-associati (AAV) possa causare la comparsa di tumori è stata oggetto, negli ultimi decenni, di un intenso dibattito. Finora le conoscenze sui meccanismi di azione e i dati accumulati negli anni su migliaia di pazienti sono apparsi rassicuranti. In effetti se gli AAV sono i vettori più usati per le terapie in vivo è proprio perché solitamente consegnano il loro pacchetto, contenente il gene terapeutico, nei paraggi del DNA del paziente, senza integrarlo al suo interno e dunque senza causare perturbazioni. Il bilancio rischi-benefici è destinato a cambiare adesso che è stato documentato il primo caso di tumore legato al loro utilizzo nell’ambito di una sperimentazione clinica?
Tutto lascia pensare di no, ma ciò che è avvenuto porterà comunque a qualche correzione di rotta per ridurre ulteriormente le probabilità di cancerogenesi indotta e per rafforzare il monitoraggio dei pazienti, anche a lungo termine, alla ricerca di eventi rari ma non impossibili.
Per comprendere meglio le possibili conseguenze di questa scoperta, conviene partire dalla storia del giovanissimo protagonista. Adam Brennan è nato 6 anni fa con una mucopolisaccaridosi grave di tipo I nota anche come sindrome di Hurler, una patologia neurodegenerativa causata da una mutazione nel gene che codifica per un enzima (IDUA) necessario per metabolizzare alcuni zuccheri. Accumulandosi nelle cellule queste sostanze causano deficit intellettivo e molti altri problemi, accorciando la vita. Per rimediare al difetto genetico il neonato è stato sottoposto a un trapianto di cellule staminali, che non è andato a buon fine. A questo punto i suoi genitori hanno dovuto scegliere tra un secondo trapianto (con il 10-15% di probabilità di non farcela) e una terapia genica sperimentale.
Hanno optato per quest’ultima e, a tredici mesi di vita, Adam ha ricevuto – nel contesto di uno studio clinico di Fase I/II - un’iniezione di virus adeno-associati contenenti il gene terapeutico presso il Children’s Hospital di Philadelphia. L’intervento non ha potuto liberarlo da una serie di problemi (a carico di cuore, scheletro e occhi) ma ha preservato il cervello, consentendogli di tenere il passo con i coetanei e persino di superarli. Ha appreso il linguaggio dei segni, ha imparato a leggere e ha iniziato a guardare video di matematica.
Durante un controllo di routine, a 5 anni di età, la risonanza magnetica ha rivelato la presenza di una massa nel cervello, grande come una pallina da golf. Il tumore è stato subito rimosso chirurgicamente e, in attesa di chiarimenti sul possibile nesso tra la sua comparsa e la terapia genica, nel gennaio di quest’anno l’autorità competente (Food and Drug Administration, FDA) ha sospeso questa e un’altra sperimentazione simile, entrambe avviate dall’azienda REGENXBIO.
La risposta è arrivata il 13 maggio con un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine da Lindsey George e colleghi. I test hanno rivelato che i virus vettori avevano inserito parte del loro contenuto nel genoma delle cellule cerebrali di Adam, proprio in corrispondenza di un gene che può innescare la proliferazione tumorale (PLAG1). Secondo George, che ha presentato il caso al meeting annuale dell’American Society of Gene & Cell Therapy, diversi fattori potrebbero aver contribuito a causare il problema. Primo: il virus impiegato presenta un’affinità per le cellule che rivestono i ventricoli cerebrali, ed è proprio qui che il tumore si è sviluppato. Secondo: vista la tenera età del paziente, le sue cellule probabilmente erano ancora in fase di divisione. Terzo: il pacchetto terapeutico conteneva un promotore potente, che è stato scelto per stimolare l’attività del gene IDUA ma, una volta integrato, ha preso sotto il proprio controllo il proto-oncogene. Quarto: il bimbo aveva da poco ricevuto un trapianto cellulare, perciò il suo sistema immunitario potrebbe essere stato troppo debole per contrastare la proliferazione tumorale.
In definitiva i pareri raccolti sia da Science che da STAT concordano: il caso non è motivo di allarme. Il rischio tumori era già ufficialmente dichiarato nei moduli di consenso informato firmati dai genitori e, per il momento, è stato documentato una sola volta su seimila persone trattate con AAV (si contano centinaia di trial e alcune terapie già autorizzate per malattie come l’atrofia muscolare spinale e la distrofia di Duchenne). La terapia genica somministrata ad Adam non è una cura e i suoi effetti potrebbero svanire nel tempo, ma se non l’avesse ricevuta le condizioni del bambino sarebbero decisamente peggiori. I primi a sostenerlo sono i suoi genitori: ne è valsa la pena.
In passato alcuni studi su topi e cani avevano individuato eventi di integrazione con conseguente formazione di tumori, ma gli adeno-associati sono sempre apparsi più sicuri di altri virus, come ad esempio i retrovirus e lentivirus che, nelle terapie geniche ex vivo, vengono introdotti nelle cellule dopo averle estratte dal corpo. Per questi ultimi, infatti, l’integrazione nel genoma del paziente è la norma anziché l’eccezione (ovviamente con protocolli che tutelano la sicurezza).
In definitiva secondo gli esperti non c’è ragione di rinunciare ai vettori AAV, ma quanto avvenuto conferma la necessità di soppesare attentamente rischi e benefici durante gli studi clinici. La seconda lezione riguarda la scelta dei promotori, per i quali occorre trovare un delicato bilanciamento tra la necessità di far esprimere il gene terapeutico con forza e in più tipi cellulari (quando la malattia lo richiede) e il rischio tumorale che può concretizzarsi in qualche caso sfortunato, quando avviene l’integrazione in un sito pericoloso del genoma. E c’è anche un terzo insegnamento: bisogna chiedersi se tutti i pazienti sottoposti a terapia genica vengano monitorati abbastanza a lungo da rilevare eventuali processi tumorali che potrebbero manifestarsi anche a distanza di tempo. Negli Stati Uniti, in particolare, è previsto un follow-up di 15 anni, ma i test variano a seconda del trattamento sperimentale ricevuto e, nel caso di terapie approvate, i controlli possono venire meno.
Per il momento, comunque, il trial di Adam è ancora sospeso e la FDA ha chiesto più dati per riconsiderare la richiesta di approvazione dell’altro trattamento testato dalla REGENXBIO per una malattia simile (mucopolisaccaridosi di tipo II o sindrome di Hunter).
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
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Criteri Critici
Fibrosi cistica: la nuova frontiera è portare la terapia genica direttamente nei polmoni OMaR – Osservatorio Malattie Rare
Fibrosi cistica: news su terapie, sperimentazioni e qualità della vita
Fibrosi cistica: la nuova frontiera è portare la terapia genica direttamente nei polmoni
L’innovativa strategia terapeutica, che trae ispirazione dagli studi sull’origine della vita sulla Terra, è stata la protagonista del XXIV Seminario di FFC Ricerca
Jesolo (Venezia) – Creare minuscole goccioline sospese nell’aria, capaci di portare nelle cellule dei polmoni, attraverso il respiro, le terapie geniche per trattare la fibrosi cistica: è una delle linee di ricerca più innovative presentate a Jesolo (Venezia) in occasione del XXIV Seminario scientifico della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica – ETS (FFC Ricerca).
L’evento, che ha visto la partecipazione di oltre 200 persone tra esperti, volontari e persone che assistono chi ha la fibrosi cistica, è l’appuntamento annuale in cui la Fondazione presenta i risultati più recenti della ricerca da essa sostenuta, oltre a discutere delle sfide ancora aperte per contrastare sintomi, complicanze e per trovare una cura risolutiva per questa malattia, purtroppo ancora assente.
“Si tratta di un appuntamento particolarmente atteso - dichiara Matteo Marzotto, presidente di FFC Ricerca - che rappresenta un’importante occasione di confronto e aggiornamento. Come Fondazione, crediamo che il progresso nella ricerca sulla fibrosi cistica rappresenti non solo un avanzamento scientifico, ma anche una concreta speranza per i malati e le loro famiglie. L’attenzione alla qualità della vita assume oggi un ruolo sempre più centrale, con l’obiettivo di garantire percorsi di cura che favoriscano un’esistenza quanto più piena, autonoma e sostenibile”.
Nel corso del Seminario, ricercatori e clinici hanno approfondito un filone di ricerca emergente che nasce dallo studio di semplici molecole lipidiche, capaci di organizzarsi spontaneamente in ambiente acquoso e raggrupparsi in goccioline sospese nell’aria, che possono anche inglobare e trasportare altre sostanze. Un processo che, secondo alcune ipotesi scientifiche, potrebbe aver avuto un ruolo nell’origine della vita, quando semplici sistemi chimici avrebbero iniziato ad acquisire proprietà simili a quelle delle primitive cellule.
Proprio da queste osservazioni, un gruppo di ricerca dell’Università di Trento, coordinato dal prof. Sheref Mansy, ha avuto l’intuizione di sfruttare queste strutture lipidiche legate alla vita primordiale come “contenitori” per incapsulare tecnologie terapeutiche, trasportarle e rilasciarle direttamente nelle cellule dei polmoni, in maniera simile a un aerosol o a uno spray inalatore. L’obiettivo è superare alcune delle principali barriere biologiche che caratterizzano la fibrosi cistica, come lo spesso strato di muco e le infiammazioni croniche, che finora hanno limitato l’efficacia di questi approcci.
“Nella fibrosi cistica una delle sfide più complesse è riuscire a far arrivare le terapie all’interno delle cellule dei polmoni in modo efficace e sicuro”, afferma Carlo Castellani, direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. “In questo senso, le nanoparticelle lipidiche rappresentano un modello innovativo, in grado di superare ostacoli biologici finora molto limitanti. Queste strutture potrebbero essere utilizzate per veicolare le terapie geniche e applicarle anche a specifiche varianti del gene CFTR, che non rispondono ai farmaci oggi disponibili, aprendo così una prospettiva concreta anche per le persone che, fino ad ora, sono rimaste prive di opzioni terapeutiche”.
Il Seminario si è aperto proprio con l’intervento di Carlo Castellani, che ha illustrato il percorso compiuto dalla ricerca sostenuta da Fondazione negli ultimi anni e le prospettive future, con particolare attenzione allo sviluppo di terapie sempre più personalizzate per i malati. A seguire, la vicedirettrice scientifica Nicoletta Pedemonte ha presentato uno dei nuovi servizi promossi da Fondazione per aiutare i medici a scegliere la terapia più adatta per ogni paziente, grazie all’analisi delle cellule delle persone con fibrosi cistica. Un supporto importante nell’utilizzo dei farmaci modulatori di CFTR, trattamenti oggi disponibili che agiscono sulla proteina difettosa responsabile della malattia.
Nel corso della mattinata sono inoltre intervenuti rappresentanti della comunità clinica e scientifica, insieme ai coordinatori della valorizzazione della ricerca di FFC Ricerca, approfondendo i temi dell’innovazione tecnologica, del trasferimento dei risultati scientifici e delle nuove frontiere della terapia su misura.
Una sessione di approfondimento è stata dedicata, in particolare, ai nuovi vettori per il trasporto della terapia genica, con gli interventi della prof.ssa Anna Cereseto e del prof. Sheref Mansy dell’Università di Trento, che hanno illustrato i presupposti scientifici e le potenzialità di questi approcci innovativi.
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?3
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Una giovane dottoranda crea nanomateriali per il trattamento del cancro. Vietnam.vn
Questo lavoro apre nuove prospettive per la medicina personalizzata in Vietnam. Materiali per la somministrazione mirata di farmaci Durante gli anni di studio in Biotecnologie presso l'Università delle Scienze , Università Nazionale del Vietnam di Ho Chi Minh City, Mai Ngoc Xuan Dat si rese presto conto di essere affascinato dalle reazioni e dalle trasformazioni che avvenivano in minuscole provette. "Durante gli anni universitari, ero molto interessato e curioso riguardo agli esperimenti scientifici; la sensazione di scoprire l'ignoto mi affascinava. Quella curiosità mi ha spinto verso la ricerca", racconta. Dopo la laurea, Dat ha ricevuto una borsa di studio post-laurea dall'Università di Gachon (Corea del Sud), dove ha avuto l'opportunità di accedere a un ambiente di ricerca internazionale. La dottoressa Mai Ngoc Xuan Dat ha condiviso i risultati sperimentali con gli studenti dell'Istituto di Tecnologia dei Materiali Avanzati dell'Università Nazionale del Vietnam di Ho Chi Minh City. Nel 2017, dopo aver completato il master, ha deciso di tornare in Vietnam per lavorare presso il Centro di Ricerca sui Materiali Nanostrutturati e Molecolari (INOMAR) dell'Università Nazionale del Vietnam di Ho Chi Minh City. Da allora, il suo percorso di ricerca si è strettamente legato ai nanomateriali porosi avanzati applicati in biomedicina. Durante questo periodo, ha proseguito gli studi di dottorato presso l'Università delle Scienze e ha conseguito numerosi risultati pratici, tra cui la creazione di nuovi materiali che contribuiscono a veicolare i farmaci in modo efficiente e a uccidere le cellule tumorali. Questi risultati di ricerca hanno implicazioni per i trattamenti oncologici e altre applicazioni in medicina e farmaceutica. La Dott.ssa Mai Xuan Ngoc Dat è titolare di 1 brevetto nazionale; 31 articoli scientifici internazionali di categoria Q1; 10 articoli scientifici internazionali di categoria Q2; 7 articoli scientifici pubblicati su riviste scientifiche nazionali; 2 poster scientifici di rilievo presentati a conferenze internazionali; e 2 progetti di ricerca di livello ministeriale o equivalente, completati con successo (in qualità di ricercatrice principale). Nel 2025, la Dott.ssa Dat è stata insignita del Golden Globe Award per la Scienza e la Tecnologia, un riconoscimento conferito dall'Unione Centrale della Gioventù, e selezionata tra i 10 giovani scienziati selezionati.
Da allora, il Dott. Dat si è dedicato con costanza alla ricerca e allo sviluppo di materiali porosi avanzati con proprietà biodegradabili per applicazioni in medicina, tra cui: materiali per la somministrazione mirata di farmaci, bioimmagini e sensori biomedici per la diagnosi di malattie. "Le difficoltà psicologiche ed economiche affrontate dai malati di cancro mi motivano costantemente a proseguire in questa direzione di ricerca. La ricerca e lo sviluppo di materiali potenzialmente utili per la diagnosi e il trattamento delle malattie aprono nuove opportunità per terapie efficaci e riducono l'onere economico per i pazienti e la società", ha affermato. Tra i numerosi progetti di ricerca che ha diretto e a cui ha collaborato, il lavoro pubblicato su Biomaterials Advances (2021, gruppo Q1, IF = 6.0) rappresenta una delle tappe più significative. Dat e i suoi colleghi hanno progettato con successo un nanomateriale organico biodegradabile a base di silice, un argomento di particolare interesse per la comunità scientifica internazionale. Utilizzando il metodo sol-gel, il gruppo ha sintetizzato il nanomateriale a partire da precursori di silice contenenti legami fenilenici (C6H5) e tetrasolfuro (-SSSS-) . Questa modifica strutturale consente al materiale di interagire meglio con farmaci scarsamente solubili come la cordicepina, un componente presente nel Cordyceps sinensis. In particolare, questo materiale ha dimostrato di controllare la velocità di rilascio del farmaco in modo molto più lento rispetto ad altri materiali già pubblicati, come liposomi, nanoparticelle di gelatina, idrogel, ecc. "Ciò significa che i pazienti sperimenteranno meno effetti collaterali, mentre l'efficacia del trattamento sarà maggiore. Ogni nanoparticella può essere vista come un 'minuscolo messaggero', che trasporta il farmaco nel punto giusto e poi scompare da sola una volta completata la sua funzione", ha spiegato Dat. Questo lavoro non solo apre nuove prospettive nel trattamento del cancro, ma pone anche le basi per applicazioni più ampie come la diagnostica per immagini, la terapia e la medicina rigenerativa. Lo sviluppo di sistemi di materiali con proprietà diverse ottimizza il trattamento e, in particolare, mira alla personalizzazione della terapia: utilizzando farmaci con composizioni e dosaggi differenti a seconda del regime terapeutico di ciascun paziente. Ridurre il peso che grava sui pazienti oncologici. Durante i suoi oltre 7 anni di lavoro presso l'Istituto di Tecnologia dei Materiali Avanzati (affiliato all'Università Nazionale del Vietnam di Ho Chi Minh City), il Dott. Mai Ngoc Xuan Dat ha diretto e partecipato a più di 10 progetti di ricerca a vari livelli, da quello istituzionale, a quello universitario nazionale, fino al Ministero della Scienza e della Tecnologia e al Fondo NAFOSTED. Alcune delle sue ricerche sono tuttora in corso, come i progetti "Ricerca sulle capacità di radioterapia e chemioterapia di sistemi di nanomateriali biodegradabili a base di SiO2 contenenti nanoparticelle (Fe3O4 , Gd … )" e "Miglioramento della ricerca su materiali porosi avanzati per applicazioni in biomedicina, ambiente e conversione energetica". Inoltre, è titolare di due brevetti, tra cui un brevetto statunitense per un nanodispositivo per la somministrazione di farmaci e un metodo per sintetizzare e trattare il cancro utilizzando questo nanosistema. "I brevetti contribuiscono a proteggere i risultati della ricerca e aprono opportunità di accesso al mercato, favorendo la commercializzazione dei prodotti. Cosa ancora più importante, i pazienti possono beneficiare di questi progressi scientifici", ha affermato. Secondo lui, una delle difficoltà e delle sfide della ricerca medica, soprattutto quella applicata sull'uomo, è la necessità di tempi di sperimentazione e di normative rigorose. Pertanto, la ricerca sui nanomateriali biomedici deve essere condotta con attenzione e richiede molto tempo. Per la medicina vietnamita, nei prossimi 5-10 anni, la scienza dei nanomateriali potrebbe creare soluzioni diagnostiche e terapeutiche efficaci, accurate e soprattutto personalizzate (avvicinandosi agli standard internazionali). "I nanomateriali ricercati e sviluppati a partire da materie prime abbondanti in Vietnam rappresenteranno un grande vantaggio per noi, consentendoci di risparmiare sui costi, aumentare l'efficienza nella diagnosi e nel trattamento e ridurre il peso per i pazienti, in particolare per i malati di cancro", ha affermato il Dott. Dat.
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Criteri Critici
Nuova ricerca: un nuovo virus potrebbe aiutare a curare il cancro in soli 28 giorni. Vietnam.vn
Un notevole passo avanti rispetto ai metodi di trattamento convenzionali. Nel trattamento del mieloma multiplo (tumore del midollo osseo), la terapia CAR-T, che utilizza cellule T dotate di recettori antigenici modificati, è altamente efficace quando la malattia recidiva o non risponde ad altri trattamenti. Tuttavia, il processo tradizionale di trattamento CAR-T è molto complesso: richiede l'estrazione delle cellule T del paziente, la loro modificazione e coltura al di fuori del corpo e, infine, la loro reinfusione nel paziente. Questo processo è spesso lungo, costoso e richiede competenze tecniche avanzate. ESO-T01 presenta potenziali effetti terapeutici sul mieloma multiplo. FOTO ILLUSTRATIVA: AI Per affrontare questo problema, il team di ricerca ha implementato un metodo chiamato "CAR-T in vivo", considerato una vera e propria svolta. Invece di manipolazioni esterne, i medici iniettano direttamente nel corpo un virus contenente le istruzioni per la produzione di CAR. Le cellule T presenti nell'organismo si convertono quindi spontaneamente in CAR-T, eliminando la necessità di complessi processi di modifica o coltura come nei metodi tradizionali.
Il virus in fase di sperimentazione si chiama ESO-T01, un lentivirus specificamente progettato per colpire le cellule T nell'organismo. Questo virus contiene il codice genetico che produce CAR contro BCMA, una proteina comune nelle cellule del mieloma multiplo. I risultati dei test sui topi hanno dimostrato che ESO-T01 è efficace e sicuro. Il tumore ha mostrato un miglioramento significativo dopo 28 giorni. La prima sperimentazione clinica è stata condotta su quattro pazienti in cura presso un ospedale in Cina, da novembre 2024 a gennaio 2025. Tutti i pazienti erano affetti da mieloma multiplo extraosseo in stadio avanzato, una forma di cancro spesso difficile da trattare, e avevano già subito almeno due terapie senza successo. Alcuni pazienti erano addirittura gravemente refrattari, avendo fallito precedenti trattamenti con CAR-T. Tutti i pazienti partecipanti allo studio hanno ricevuto una singola dose endovenosa di ESO-T01, senza previa raccolta di cellule o chemioterapia preparatoria. Sono stati quindi monitorati con un elettrocardiogramma per 24 ore e isolati per 48 ore per garantirne la sicurezza. Questi risultati preliminari sono molto incoraggianti. Tuttavia, si tratta di uno studio a gruppo singolo, in aperto, senza uno studio controllato. FOTO ILLUSTRATIVA: AI
Dopo la somministrazione di ESO-T01, tutti e quattro i pazienti hanno manifestato sintomi infiammatori acuti con un decorso simile: brividi e febbre della durata di 6-18 ore. Nei giorni successivi, i quattro pazienti hanno presentato anche altri sintomi, come ipotensione, ipossiemia, confusione e cefalea; alcuni lievi, altri gravi, ma tutti sono stati attentamente monitorati e prontamente controllati, senza rappresentare una minaccia per la loro vita. Al 1° aprile 2025, quattro pazienti avevano completato almeno due mesi di follow-up, con i primi due pazienti che avevano completato tre mesi. I risultati hanno mostrato un miglioramento significativo delle condizioni di tutti e quattro i pazienti. Nello specifico, le lesioni intraossee ed extraossee di 2 pazienti su 4 sono scomparse dopo 2 mesi. In particolare, il paziente numero 2 ha ottenuto questo miglioramento dopo soli 28 giorni. I pazienti 3 e 4 hanno mostrato una significativa riduzione delle dimensioni del tumore e nessun segno di malattia nel midollo osseo (MRD negativo) dopo 28 giorni. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista medica Lancet (Regno Unito), le cellule CAR-T iniziano a comparire nel sangue tra il quarto e l'ottavo giorno, raggiungendo il picco tra il decimo e il diciassettesimo giorno. Secondo la valutazione dello studio, ESO-T01 possiede un elevato potenziale terapeutico per il mieloma multiplo refrattario, rappresentando una nuova tecnologia promettente e una svolta significativa. Questi risultati iniziali sono molto incoraggianti. Tuttavia, si tratta di uno studio monocentrico, in aperto e non controllato. Pertanto, è necessario uno studio più ampio, con un campione più numeroso, un periodo di follow-up più lungo e un disegno randomizzato e controllato, per confermare l'efficacia e la sicurezza a lungo termine.
Fonte: https://thanhnien.vn/loai-virus-moi-giup-dieu-tri-ung-thu-chi-sau-28-ngay-185250720173454242.htm
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Criteri Critici
Linfoma diffuso a grandi cellule B verso una terapia "Biology-Driven" pharmastar.it
Qual č la direzione piů promettente per il trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B: l'approccio agnostico o le terapie guidate dalla biologia (biology-driven)? Grzegorz Nowakowski, Professore di Oncologia e Medicina, Divisione di Ematologia, Mayo Clinic, Rochester (Minnesota) mette a confronto le due strategie chiarendo quanto la stratificazione molecolare pesi realmente nella pratica clinica e come stia cambiando la personalizzazione delle cure giŕ dalla prima linea. Abbiamo incontrato il professore in occasione della terza edizione de The Lymphomas Conference, tenutasi a Roma. Leucemia linfatica cronica, combinazione ibrutinib-venetoclax efficace anche con fattori di rischio biologicoProf. Paolo Sportoletti Leucemia linfatica cronica, quali sono i vantaggi della combinazione ibrutinib-venetoclax nel paziente anziano?Dott.ssa Ilaria Scortechini Leucemia linfatica cronica, con terapia a durata fissa pari efficacia e migliore qualitŕ di vitaDott. Alessandro Sanna Leucemia linfatica cronica, quanto č importante una risposta profonda con la terapia a durata fissa?Prof. Luca Laurenti Tumore al seno HR positivo: terapia endocrina vs chemioterapiaProf. Paolo Vigneri Carcinoma mammario: coinvolgimento linfonodale nella e rischio di recidivaProf.ssa Lucia Del Mastro Tumore al seno: decisioni condivise e aderenza terapeuticaProf. Fabio Puglisi Tumore al seno avanzato: gestire precocemente gli effetti collaterali migliora l’aderenza alle cureProf ssa Alessandra Fabi Carcinoma mammario: come identificare le pazienti ad alto rischio di recidivaDott.ssa Laura Merlini Carcinoma mammario: evidenze sulla sopravvivenza che cambiano la pratica clinicaProf.ssa Valentina Guarneri Terapie adiuvanti nel tumore al seno: benefici e complessitŕ clinicheProf. Michelino De Laurentiis Carcinoma mammario: come valutare il rischio di recidiva?Prof.ssa Carmen Criscitiello InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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Criteri Critici
Diagnosi e terapia dei linfomi, scenario in continua evoluzione .: pharmastar.it
Uno scenario in continua e rapida evoluzione: č il panorama che caratterizza gli approcci diagnostico-terapeutici dei linfomi. Proprio per questo č necessario un confronto continuo e costruttivo tra gli specialisti per ottimizzare la gestione di queste forme neoplastiche che oggi possono guarire in una elevata percentuale di pazienti. Il professor Claudio Cerchione, Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori "Dino Amadori", di Meldola (Forlě-Cesena), traccia lo stato dell'arte sottolinenando l'alto valore scientifico della terza edizione de The Lymphomas Conference, tenutasi a Roma. Leucemia linfatica cronica, combinazione ibrutinib-venetoclax efficace anche con fattori di rischio biologicoProf. Paolo Sportoletti Leucemia linfatica cronica, quali sono i vantaggi della combinazione ibrutinib-venetoclax nel paziente anziano?Dott.ssa Ilaria Scortechini Leucemia linfatica cronica, con terapia a durata fissa pari efficacia e migliore qualitŕ di vitaDott. Alessandro Sanna Leucemia linfatica cronica, quanto č importante una risposta profonda con la terapia a durata fissa?Prof. Luca Laurenti Tumore al seno HR positivo: terapia endocrina vs chemioterapiaProf. Paolo Vigneri Carcinoma mammario: coinvolgimento linfonodale nella e rischio di recidivaProf.ssa Lucia Del Mastro Tumore al seno: decisioni condivise e aderenza terapeuticaProf. Fabio Puglisi Tumore al seno avanzato: gestire precocemente gli effetti collaterali migliora l’aderenza alle cureProf ssa Alessandra Fabi Carcinoma mammario: come identificare le pazienti ad alto rischio di recidivaDott.ssa Laura Merlini Carcinoma mammario: evidenze sulla sopravvivenza che cambiano la pratica clinicaProf.ssa Valentina Guarneri Terapie adiuvanti nel tumore al seno: benefici e complessitŕ clinicheProf. Michelino De Laurentiis Carcinoma mammario: come valutare il rischio di recidiva?Prof.ssa Carmen Criscitiello InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
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Stili di vita più sani, prevenzione. E tanta ricerca. «Così battiamo i tumori» Avvenire
Sessant’anni di ricerca e non sentirli. Fondazione Airc per la ricerca sul cancro guarda al futuro e promuove un “Patto per la ricerca” con istituzioni, comunità scientifica e sistema sanitario. A Palazzo Lombardia, a Milano, l’incontro con numerosi protagonisti. Punto di riferimento nazionale, Airc ha investito più di 2,7 miliardi di euro nella ricerca scientifica. Un risultato importante in un Paese in cui le risorse in questo campo sono limitate. I progetti vengono selezionati attraverso un processo che garantisce qualità, merito e indipendenza.
Andrea Sironi, presidente della Fondazione, ha ricordato il ruolo cruciale di Milano, dove è nata Airc, e della Lombardia, che contribuisce maggiormente alla raccolta e dove si concentra la gran parte delle eccellenze scientifiche. Negli ultimi dieci anni la Fondazione ha destinato oltre 420 milioni di euro a enti di ricerca lombardi, finanziando 3.500 progetti. «La fiducia che ripongono in noi i cittadini è stata confermata dall’incremento del contributo del 5 per mille relativo al 2025 – ha sottolineato il presidente -, che ha superato gli 82 milioni di euro, per un totale di un milione e ottocentomila firme». Daniele Finocchiaro, consigliere delegato di Fondazione Airc, ha illustrato in che cosa consiste il patto: «Airc ha finanziato il 70% della ricerca italiana. Tuttavia oggi questo non basta per avere cure sempre più efficaci: c’è bisogno di creare un sistema fra tutti gli attori coinvolti per far sì che la ricerca si traduca in terapie per i pazienti. I nostri donatori ci chiedono di essere anche un catalizzatore di altre realtà per velocizzare il più possibile la ricerca, avere una prevenzione sempre più efficace, integrare e coordinare tante attività, considerando che i finanziamenti sono frammentati. L’obiettivo è costruire insieme il futuro della ricerca oncologica».
Le sfide che Airc affronterà grazie a questo ecosistema sono numerose. «Bisogna comprendere perché alcuni tipi di tumori hanno la capacità di essere più aggressivi rispetto ad altri – ha spiegato Finocchiaro - mentre ci sono tumori che hanno un tasso di mortalità molto bassa. Negli ultimi dieci anni, grazie alla ricerca, il 50 per cento delle persone che si ammalano di tumore è dichiarata guaribile dopo cinque anni. Dobbiamo aumentare questa percentuale e realizzare un nuovo modello di prevenzione che sia veramente integrato con i sistemi socio-sanitari. Smettere di fumare, avere un’alimentazione migliore e fare attività fisica permetterebbe una riduzione drastica del numero dei tumori». Anche l’adesione agli screening è importante, purtroppo in varie regioni d’Italia è sotto il 50%.
«Grazie a 4 milioni e mezzo di donatori e ventimila volontari che stanno finanziando 5.000 ricercatori – ha osservato Finocchiaro - la cura del cancro ha fatto enormi passi avanti e oggi il 50% dei tumori è guaribile». Il governatore lombardo Attilio Fontana, intervenuto con l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, ha commentato che «l’attività di ricerca e l’opera informativa che Airc svolge sul territorio, soprattutto con i giovani, è fondamentale. C’è ancora molto da fare sul fronte della prevenzione, troppi cittadini non percepiscono ancora l’importanza».
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Criteri Critici
L'ospedale generale n. 2 di Bac Ninh ha implementato una nuova tecnica per il trattamento del cancro alla tiroide. Vietnam.vn
Il 26 maggio, ai primi tre pazienti affetti da tumore alla tiroide e in cura presso il Centro Oncologico (Ospedale Generale n. 2di Bac Ninh) è stato somministrato iodio radioattivo (I-131). Eseguire una scintigrafia tiroidea sul paziente prima del trattamento con I-131. Il trattamento con I-131 è considerato uno dei metodi moderni ed efficaci nel campo della medicina nucleare. Lo I-131 è un isotopo radioattivo dello iodio in grado di concentrarsi selettivamente nel tessuto tiroideo, contribuendo così alla diagnosi accurata e al trattamento efficace di numerose patologie, come il morbo di Graves, il gozzo semplice e il carcinoma tiroideo post-chirurgico, oltre a essere utilizzato nella scintigrafia tiroidea e nella scintigrafia corporea totale. Il medico legge i risultati della scintigrafia tiroidea prima di iniziare il trattamento. Per garantire l'efficace implementazione della tecnica, l'Ospedale Generale n. 2 di Bac Ninh ha predisposto un'ampia preparazione in termini di risorse umane, attrezzature e procedure professionali. Il personalemedicoha ricevuto una formazione approfondita in medicina nucleare, acquisendo padronanza delle procedure tecniche e garantendo la sicurezza nell'uso di sorgenti radioattive. Il sistema SPECT e altre moderne apparecchiature sono state oggetto di un investimento completo, soddisfacendo i requisiti per la diagnosi e il monitoraggio del trattamento. Inoltre, le procedure di radioprotezione sono rigorosamente attuate in conformità con le normative vigenti, e sono in possesso di tutte le licenze professionali necessarie per l'utilizzo dello I-131. I primi tre pazienti indicati per il trattamento adiuvante con I-131 presso l'Ospedale Generale n. 2 di Bac Ninh avevano tutti una diagnosi di cancro alla tiroide ed erano stati sottoposti a intervento chirurgico. Il personale addetto alla radioprotezione misura la dose dopo che il paziente ha ingerito lo iodio-131. Secondo il dottor Tran Van Giang, vicedirettore del Dipartimento di Radioterapia e Medicina Nucleare (Centro Oncologico, Ospedale Generale n. 2 di Bac Ninh), negli ultimi tre anni la richiesta di trattamenti con I-131 per le patologie tiroidee ha oscillato tra i 150 e i 200 casi all'anno. Attualmente, il numero di pazienti con patologie tiroidee che necessitano di essere trasferiti in ospedali di livello superiore raggiunge circa 1.500 casi all'anno. L'implementazione del trattamento con I-131 a livello locale ridurrebbe significativamente questa situazione. L'Ospedale Generale n. 2 di Bac Ninh è la prima struttura della provincia e uno dei primi ospedali di livello provinciale del Nord ad aver applicato la normativa I-131. Ciò conferma ulteriormente l'orientamento dell'ospedale verso lo sviluppo di tecniche specializzate, la centralità del paziente e l'obiettivo di garantire sicurezza, qualità e soddisfazione del paziente. Grazie all'apprendimento di tecniche avanzate a livello provinciale, i pazienti di Bac Ninh e delle aree circostanti possono accedere a servizi medici specializzati in modo più comodo, sicuro ed efficace. L'implementazione della tecnologia I-131 non solo contribuisce a ridurre il carico di lavoro degli ospedali di livello superiore, ma potenzia anche le competenze professionali dell'ospedale ed espande la gamma di tecniche avanzate per il trattamento del cancro e delle malattie endocrine. Si tratta inoltre di un passo importante per lo sviluppo della medicina nucleare a livello locale, in risposta alle crescenti esigenze sanitarie della popolazione. Testo e foto: Nguyen Hue Fonte: https://baobacninhtv.vn/benh-vien-da-khoa-bac-ninh-so-2-trien-khai-ky-thuat-moi-dieu-tri-ung-thu-tuyen-giap-postid446482.bbg
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
44.4/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Un ecografo con intelligenza artificiale per vincere il tumore al seno: donato a Prevenzione Serena La Stampa
Un aiuto concreto contro il tumore al seno, che ancora oggi rappresenta una delle principali cause di mortalità femminile a livello mondiale. Quest’anno Andos (Comitato di Torino) celebra i suoi primi 15 anni di attività, trascorsi accanto alle donne per sostenerle e accompagnarle nel difficile percorso di cura e prevenzione del tumore al seno.
Per festeggiare questo traguardo ha promosso un’iniziativa benefica finalizzata alla raccolta fondi per la donazione al Centro Screening “Prevenzione Serena”: un ecografo digitale dotato di intelligenza artificiale, strumento di nuova generazione che contribuirà a ridurre i tempi di attesa e a migliorare l’efficacia diagnostica.
La consegna dell’apparecchio, completo di sonde e accessori, si è svolta presso Prevenzione Serena, in via Cavour 31. Nell’occasione, sono esposti i risultati del lavoro svolto da Andos nel corso di quest’ultimo anno: questo tipo di tumore è una delle principali cause di mortalità femminile a livello mondiale. Tuttavia, prevenzione, diagnosi precoce e trattamenti sempre più personalizzati hanno aumentato le possibilità di cura e guarigione, garantendo una migliore qualità della vita alle pazienti.