📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?3
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?5
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?3
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
58.1/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Orto-Terapia, a Lecce si inaugura il Giardino Terapeutico per pazienti oncologici Leccenews24
La natura si fa medicina per l’anima e per il corpo. Nell’ambito del progetto sociale “Benessere e supporto accanto alla tua cura”, coordinato da Andos Lecce, l’associazione OdV “Nuove Speranze” ha seguito le innovative iniziative di Orto-Terapia Sperimentale, focalizzate sull’allestimento di un “Giardino terapeutico” temporaneo. Si tratta di uno spazio esterno, rilassante e stimolante, appositamente progettato per offrire ai pazienti oncologici un luogo di rigenerazione lontano dai contesti medicalizzati.
Venerdì 5 giugno 2026, alle ore 11.00, presso la sede dell’Asl di Lecce (con ingresso da P.tta Bottazzi, nei pressi dell’Ufficio Invalidi Civili), si terrà la cerimonia ufficiale di inaugurazione del Giardino Terapeutico.
L’evento vedrà la partecipazione e gli interventi della dott.ssa Elisabetta De Matteis e della dott.ssa Maria Grazia Sanarica (responsabili di progetto), dell’Avv. Stefano Rossi (Commissario Straordinario dell’Asl di Lecce), del Dott. Rodolfo Rollo (Direttore del Distretto Sociosanitario di Lecce) e del Dott. Nicola Di Renzo (Direttore del Dipartimento Oncoematologico dell’Asl di Lecce).
Un progetto di supporto integrato che parte da lontano
L’iniziativa progettuale risponde pienamente agli indirizzi regionali per le attività di supporto (DGR n° 1334 del 26/09/2024) ed è attivamente sostenuto dall’ASL di Lecce. Presentato ufficialmente lo scorso 2 ottobre presso il Teatro Asfalto di Lecce, il programma offre una risposta concreta e umana sul territorio: con oltre 36.000 pazienti oncologici registrati nel Salento nel solo 2024, il bisogno di un supporto integrato è più che mai attuale.
Il Laboratorio: “Coltiva Te Stesso, la Cura che Rinasce”
Sotto il coordinamento operativo di Pancrazio Nobile, operatore psicosociale dell’ASL Lecce e responsabile di “Nuove Speranze”, il laboratorio di orto-terapia a Lecce è dedicato alle donne dell’Andos e mira a trasformare il contatto con la terra in un percorso di rinascita interiore.
“L’obiettivo è promuovere il benessere psicofisico attraverso la cura delle piante, intesa come metafora della cura di sé”, spiega Pancrazio Nobile. “In questo giardino, la semina e il raccolto diventano strumenti per ridurre lo stress, rafforzare l’autostima e riscoprire la propria manualità in un clima di condivisione e sostegno reciproco.”
Un percorso sensoriale, scientifico e creativo
Il programma di orto-terapia è strutturato in cicli di 6-8 incontri settimanali per piccoli gruppi (composti da 8-12 partecipanti) e prevede una serie di attività variegate: contatto diretto con la terra: preparazione del terreno e semina di piante come lavanda, salvia e girasoli; laboratori “Profumi e Colori”: creazione di tisane e tinture naturali con le erbe coltivate; mindfulness: esercizi di rilassamento nel verde attraverso il tatto e il respiro guidato e condivisione: cerchi di parola e la creazione di un diario collettivo per documentare la propria “fioritura”.
L’integrazione dell’ortoterapia nei percorsi di cura oncologica rappresenta un cambio di paradigma fondamentale: il paziente smette di essere esclusivamente “oggetto” di cure mediche per tornare a essere soggetto attivo che si prende cura della vita. Il contatto diretto con la terra esercita un potente effetto di de-medicalizzazione, offrendo un rifugio psicologico dove l’ansia legata alla patologia e ai trattamenti invasivi può essere mitigata da ritmi lenti e gesti ancestrali.
Dal punto di vista scientifico, questa pratica favorisce la riduzione dei livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e stimola la produzione di endorfine, migliorando sensibilmente la resilienza e la qualità della vita percepita. Curare un giardino diventa così una potente metafora di speranza: vedere un seme che germoglia nonostante le intemperie restituisce una nuova fiducia nelle capacità rigenerative di corpo e mente.
Un approccio olistico: la rete del benessere nel Salento
L’ortoterapia è solo uno dei tasselli del più ampio progetto “Benessere e supporto accanto alla tua cura”, attivo da novembre 2025 a giugno 2026. Il programma multidisciplinare include anche attività di: Nordic Walking; Teatro Terapeutico; Sessioni di Mindfulness e Gruppi di sostegno psicologico per adulti e bambini
L’iniziativa è resa possibile da una solida rete di partenariato che vede collaborare ANDOS Comitato di Lecce Odv (capofila), Asfalto Teatro, Nuove Speranze Odv, Nest Asd, Fondazione di Comunità del Salento Ets e Conchiglia Aps.
Tutte le attività, incluse quelle del giardino terapeutico, sono completamente gratuite e aperte a pazienti in trattamento o in remissione, ai loro familiari e ai caregiver.
Contatti e Informazioni
Le attività del progetto si sono svolte su tutto il territorio dell’ASL di Lecce.
Per info generali sul progetto: 350.8717207. Per informazioni sul Giardino Terapeutico: 338.8732197
GMM Farma: oltre un milione di pazienti supportati nell’accesso ai farmaci carenti. L’AD Gian Maria Morra: «L’importazione parallela è una leva concreta per una sanità moderna e vicina ai cittadini - Terronian Magazine
📰 Terronian Magazine📅 2026-06-04T09:31:05
terapia oncologica
GMM Farma: oltre un milione di pazienti supportati nell’accesso ai farmaci carenti. L’AD Gian Maria Morra: «L’importazione parallela è una leva concreta per una sanità moderna e vicina ai cittadini Terronian Magazine
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?3
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
60.7/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Un nuovo farmaco potrebbe prolungare la vita dei malati di cancro. Vietnam.vn
Un esperto indica una cellula cancerosa al pancreas. Foto: AFP/Getty Images. Secondo Cancer Research UK , la scoperta più significativa di quest'anno riguarda il cancro al pancreas, una malattia difficile da diagnosticare precocemente e da trattare. Per molti anni, il tasso di sopravvivenza dei pazienti affetti da cancro al pancreas è rimasto pressoché invariato rispetto ad altri tipi di tumore. Tuttavia, un nuovo farmaco orale chiamato daraxonrasib ha rappresentato una svolta decisiva. Negli studi clinici che hanno coinvolto oltre 500 pazienti affetti da tumore al pancreas in stadio avanzato, la sopravvivenza media è aumentata da 6,7 mesi a 13,2 mesi. Ciò che ha particolarmente entusiasmato gli esperti è stato il fatto che il farmaco agisce direttamente sulla mutazione del gene KRAS, responsabile di oltre il 90% dei casi di tumore al pancreas.
Per molti anni, KRAS è stato considerato un bersaglio pressoché inattaccabile. Trovare un modo per disattivarne il meccanismo era come trovare la chiave per aprire una porta rimasta chiusa per decenni. Inoltre, gli scienziati hanno anche riscontrato segnali positivi per il cancro alla testa e al collo in fase avanzata. Un farmaco iniettabile chiamato amivantamab ha dimostrato la capacità di ridurre o eliminare i tumori in oltre il 40% dei pazienti che hanno partecipato alla sperimentazione. È interessante notare che questo tipo di farmaco agisce simultaneamente attraverso molteplici meccanismi. Blocca i segnali che favoriscono la crescita delle cellule tumorali e supporta il sistema immunitario nel riconoscimento e nell'attacco dei tumori. Invece di concentrarsi su un singolo bersaglio, gli scienziati stanno sviluppando sempre più terapie "multitasking" che attaccano il cancro da diverse angolazioni per aumentarne l'efficacia.
Potrebbe interessarti Il ministro Dao Hong Lan: Studieremo la possibilità di fornire una copertura assicurativa al 100% alle persone povere affette da cancro. La mattina del 17 novembre, il Ministro della Salute Dao Hong Lan ha espresso il suo parere durante la sessione di discussione del gruppo parlamentare dell'Assemblea Nazionale sulla bozza di risoluzione relativa a soluzioni innovative per rafforzare la tutela e la cura della salute pubblica.
Un altro importante trend emerso quest'anno all'ASCO è l'individualizzazione del trattamento. In passato, a molti pazienti oncologici veniva spesso somministrato lo stesso regime terapeutico, nonostante le caratteristiche biologiche dei loro tumori fossero molto diverse. Ora, i medici stanno passando a un approccio più preciso, basato sulle informazioni genetiche individuali di ciascun paziente. Un esempio lampante è lo studio OPTIMA per le pazienti affette da tumore al seno. Grazie al test genetico Prosigna, che analizza l'attività dei geni coinvolti nella crescita tumorale, i medici possono determinare chi necessita realmente di chemioterapia e chi può essere trattato con la sola terapia ormonale. Questo non solo migliora l'efficacia del trattamento, ma aiuta anche migliaia di donne a evitare i gravi effetti collaterali della chemioterapia, come la perdita dei capelli, la stanchezza prolungata o l'indebolimento del sistema immunitario. Oltre ai nuovi farmaci, l'ASCO 2026 dimostra anche che gli scienziati stanno ampliando la loro prospettiva sui fattori che possono influenzare il cancro. I primi studi hanno sollevato dubbi sul fatto che i farmaci dimagranti di nuova generazione, come Ozempic o Wegovy, possano contribuire a rallentare la progressione di alcuni tipi di cancro.
Nel frattempo, analisi di dati su larga scala suggeriscono anche un legame tra insonnia cronica e un aumento del rischio di alcuni tipi di cancro nei giovani. Sebbene questi risultati necessitino ancora di ulteriori verifiche, queste scoperte rivoluzionarie offrono speranza a milioni di malati di cancro. L'ASCO 2026 indica che il trattamento del cancro sta entrando in una nuova fase. Mentre in passato l'obiettivo principale era prolungare la vita, ora gli scienziati puntano ad aiutare i pazienti a vivere più a lungo e in salute, con meno effetti collaterali. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma che fino al 40% dei casi di cancro a livello globale sono prevenibili. Potrebbe interessarti Il Liverpool sta lavorando per riportare Darwin Nunez in squadra, mentre la Juventus è interessata a Brahim Diaz. Nella serata dell'8 giugno, il mercato dei trasferimenti vedeva il Liverpool intenzionato a riavvicinarsi a Darwin Nunez, mentre Juventus e Manchester City erano entrambe interessate a Brahim Diaz del Real Madrid. Uno studio globale pubblicato nel 2026, condotto da questa organizzazione in collaborazione con l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, dimostra che, a livello mondiale, i tumori del polmone, dello stomaco e della cervice uterina rappresentano quasi la metà di tutti i casi prevenibili in entrambi i sessi. Il tabacco è la principale causa di cancro prevenibile a livello mondiale , responsabile del 15% di tutti i nuovi casi. Seguono le malattie infettive e il consumo di alcol.
Fonte: https://baodanang.vn/thuoc-moi-hy-vong-keo-dai-su-song-cho-benh-nhan-ung-thu-3339316.html
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?3
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?5
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
47.4/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Uno studio clinico pionieristico ha permesso a due pazienti con insufficienza renale terminale di ricevere dopo anni di attesa un trapianto di rene, nonostante i due pazienti fossero molto difficili da abbinare a un donatore compatibile poiché avevano svil...…
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
43.0/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
✅
Criteri Critici
Fusco (Ieo): "Ia e digital pathology con test genomici per cura mirata cancro seno" Adnkronos
“Nel carcinoma della mammella in fase precoce, il referto istopatologico, insieme alle informazioni che si evincono dai dati molecolari, quindi con i test genomici”, possono essere “davvero la chiave per una medicina di precisione e, soprattutto, per permettere a queste pazienti di ricevere il trattamento più giusto, senza eccedere nella chemioterapia, ottimizzando il ruolo dei nostri ospedali e delle nostre reti oncologiche. Stanno emergendo sempre più evidenze di come l'intelligenza artificiale e la patologia computazionale, quindi la cosiddetta digital pathology, possano davvero mettere in comunicazione tutte queste informazioni trasformando il dato fornito dai test genomici in un dato con un ancora maggiore valore predittivo”. Lo ha detto Nicola Fusco, direttore della divisione di Anatomia patologica e diagnostica molecolare somatica dell’Istituto europeo di oncologia e professore associato di Anatomia patologica al dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia (Dipo) dell’Università Statale di Milano, partecipando all’Asco, “il Congresso mondiale dell'oncologia dove - chiarisce - si è discusso molto di come implementare l'utilizzo dei test genomici e come sprigionare maggiormente il loro potenziale non solo dal punto di vista predittivo ma anche dal punto di vista della stratificazione del rischio”.
“Il carcinoma della mammella rappresenta la patologia oncologica più frequente nel genere femminile, con oltre 500mila nuovi casi diagnosticati in Europa - sottolinea Fusco - Fortunatamente, gran parte di queste malattie vengono diagnosticate in fasi molto precoci. È importante tenere presente che il test genomico rappresenta in questo momento il punto di raccordo tra quella che è la diagnosi istopatologica tradizionale basata sulla morfologia e sui criteri clinico-patologici, con i dati molecolari e i dati clinici. Per fare in modo che i test genomici vengano utilizzati e ci sia un'accessibilità ancora maggiore su tutto il territorio nazionale - spiega - dobbiamo tenere presente che il fulcro di tutto questo processo è il team multidisciplinare” delle Breast unit, “nel quale l'oncologo, il patologo, ma anche il chirurgo, il radioterapista e tutti gli specialisti hanno il compito di definire quali sono i criteri per la scelta del test genomico per il trattamento migliore della paziente”.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
41.5/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Asl Avellino, screening oncologici e dell’epatite c nella casa circondariale di Bellizzi Associazione EpaC
Asl Avellino, screening oncologici e dell’epatite c nella casa circondariale di Bellizzi
Giornata dedicata alle persone detenute con circa 70 esami clinici effettuati per la prevenzione del tumore alla mammella, al collo dell’utero, del colon retto e per l’eradicazione dell’HCV.
Garantire l’accesso alla prevenzione oncologica senza alcuna barriera. L’Asl Avellino conferma l’impegno nel potenziamento della medicina territoriale anche in carcere portando gli screening della mammella, della cervice uterina, del colon retto e dell’Epatite C nella Casa Circondariale di Bellizzi ad Avellino.
L’Azienda Sanitaria Locale, in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale, ha organizzato presso l’istituto del capoluogo una giornata di prevenzione che ha coinvolto circa 50 donne.
Grazie all’impegno degli operatori sanitari dell’Asl, supportati dagli agenti di Polizia penitenziaria e dal personale impiegato presso la Casa circondariale, sono stati effettuati 66 esami diagnostici, tra cui:
– 13 mammografie per la prevenzione del tumore alla mammella;
– 22 HPV Dna Test e 3 Pap-Test per la diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero;
– 4 kit per il SOF test distribuiti per la prevenzione del tumore del colon retto;
– 24 test per l’eradicazione dell’Epatite C.
L’iniziativa si inserisce nel programma di screening oncologici promosso dall’Asl Avellino per garantire il principio di equità di accesso alle cure su tutto il territorio, abbattendo i confini fisici e logistici e assicurare anche alla popolazione carceraria l’accesso alla prevenzione oncologica, promuovendo la salute come bene inalienabile di ogni individuo.
Fonte: tuttosanita.com
La FDA sta dando priorità all'esame della richiesta di autorizzazione presentata da Roche per il girestrant nel trattamento del cancro al seno. - Vietnam.vn
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
47.8/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
La FDA sta dando priorità all'esame della richiesta di autorizzazione presentata da Roche per il girestrant nel trattamento del cancro al seno. Vietnam.vn
La decisione della FDA si è basata sui dati dello studio di fase III lidERA, uno studio multicentrico che ha coinvolto oltre 4.100 pazienti con tumore al seno in stadio I-III. I risultati hanno dimostrato che giredestrant ha ridotto del 30% il rischio di recidiva della malattia invasiva o di decesso rispetto alle attuali terapie endocrine standard.
Dopo 3 anni di follow-up, la percentuale di pazienti senza complicanze invasive nel gruppo trattato con giredestrant ha raggiunto il 92,4%, significativamente superiore all'89,6% del gruppo di controllo. In particolare, anche il profilo di sicurezza del farmaco è risultato positivo, con solo il 5,3% dei pazienti che ha interrotto il trattamento a causa di effetti collaterali, una percentuale inferiore all'8,2% dei pazienti sottoposti a terapia tradizionale.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
42.6/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
La notizia arriva pochi giorni dopo che Microsoft e Mayo Clinic hanno annunciato di voler costruire insieme il primo modello di intelligenza artificiale di frontiera progettato specificamente per l'assistenza sanitaria....
Ascolta la versione audio dell'articolo
4' di lettura English Version Translated by AI.
For feedback, please contact
english@ilsole24ore.com
La notizia arriva pochi giorni dopo che Microsoft e Mayo Clinic hanno annunciato di voler costruire insieme il primo modello di intelligenza artificiale di frontiera progettato specificamente per l'assistenza sanitaria. Un progetto faraonico, con ambizioni globali, che punta a mettere le conoscenze dell'istituzione medica americana più conosciuta al mondo a disposizione di chiunque, ovunque. Quasi in contemporanea, dall'Italia arriva una risposta che segue la stessa logica di fondo, ma si muove su scala più chirurgica, tanto nella metafora quanto nel senso letterale: Reply e l'Istituto europeo di oncologia (Ieo) avviano una collaborazione per sviluppare Large language model verticali dedicati all'oncologia.
Il parallelismo non è casuale. Racconta qualcosa di preciso sul momento che stiamo attraversando: l'Ia generica ha ormai raggiunto la maturità tecnica e la partita si sposta tutta sulla specializzazione. La vera domanda non è più “un modello può ragionare clinicamente?” ma “un modello può ragionare come questo ospedale, su questi pazienti, con questi dati?”.
Loading...
Senologia, urologia, prevenzione: tre porte d'ingresso
La collaborazione tra Reply e Ieo è ancora nella sua fase iniziale, quella in cui i team clinici e i sistemi informativi dell'Istituto lavorano fianco a fianco con esperti Reply - specializzati sia nel settore healthcare sia nella personalizzazione dei modelli linguistici - per definire e prioritizzare i casi d'uso concreti. Senologia, urologia e prevenzione sono le prime tre aree sotto esame: non scelte a caso, ma selezionate per la loro rilevanza clinica e la disponibilità di un patrimonio informativo strutturato su cui addestrare i modelli.
Si parla di referti clinici, immagini diagnostiche, dati strutturati. Tutto questo materiale viene analizzato per tipologia, volume, qualità e accessibilità, con l'obiettivo di costruire dataset coerenti con gli scenari applicativi individuati. Solo dopo questa fase di mappatura e qualificazione partirà l'addestramento vero e proprio dei Large language model, cui seguiranno sviluppo e messa in esercizio delle soluzioni cliniche.
«Allo Ieo, l'intelligenza artificiale non è soltanto una tecnologia, ma un valido alleato della medicina - ha dichiarato Annarosa Farina, direttore dei Sistemi informativi del Gruppo Ieo Monzino -. Uno strumento che accelera ricerca, diagnosi e cura, aiutandoci a leggere la complessità del cancro attraverso l'analisi di grandi quantità di dati clinici e scientifici, per rendere più rapide le decisioni, più personalizzate le terapie e aprire nuove possibilità di cura per i pazienti».
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?4
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
64.1/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Come Iniziare Prevenzione Tumore Colon con Test Sangue Microbiologia Italia
Questo articolo fornisce indicazioni chiare su quando iniziare prevenzione tumore colon con test sangue, analizzando età raccomandate, fattori di rischio e strategie integrate per una prevenzione efficace. Sarà utile per over 45, persone con familiarità oncologica, chi ha familiarità con polipi o problemi intestinali e chiunque voglia tutelare la salute del colon supportando il microbiota intestinale. Scoprirai come il test del sangue occulto fecale (SOF) e altri esami ematici possano intercettare precocemente alterazioni, riducendo drasticamente il rischio di tumore colorettale.
Introduzione
Quando iniziare prevenzione tumore colon con test sangue è una decisione fondamentale per intercettare precocemente lesioni potenzialmente maligne.
Prevenzione tumore colon con test ematici come il SOF permette di individuare sangue occulto nelle feci senza invasività, supportando il microbiota intestinale che modula infiammazione e risposta immunitaria.
Test sangue tumore colon diventa uno strumento accessibile e salvavita soprattutto dopo i 45-50 anni o in presenza di fattori di rischio.
In questo testo troverai tempistiche, interpretazione dei risultati e abitudini per una prevenzione attiva e consapevole.
Cos’è il Tumore del Colon e Perché la Prevenzione Precoce È Decisiva
Il tumore del colon è tra i più frequenti in Italia e spesso si sviluppa da polipi adenomatosi che evolvono lentamente.
Prevenzione tumore colon con test sangue permette di rilevare sangue occulto prima che compaiano sintomi evidenti.
Quando iniziare prevenzione è cruciale perché la diagnosi precoce aumenta la sopravvivenza fino al 90%.
Microbiota intestinale gioca un ruolo chiave: una flora sana riduce infiammazione cronica che favorisce la carcinogenesi.
Quando Iniziare i Controlli con Test Sangue per il Tumore del Colon
Uomini e donne dai 45-50 anni dovrebbero iniziare i controlli regolari con test del sangue occulto fecale.
Quando fare test sangue tumore colon diventa annuale o biennale in presenza di familiarità o fattori di rischio come fumo, obesità o dieta povera di fibre.
Età prevenzione si anticipa a 40 anni per chi ha parenti di primo grado con diagnosi prima dei 60 anni.
Microbiota e screening aiuta a valutare l’impatto della disbiosi sulla salute del colon.
Tipi di Test Sangue per la Prevenzione del Tumore del Colon
Il test SOF (sangue occulto fecale) è il più utilizzato per screening di popolazione.
Test sangue tumore colon include anche marcatori come CEA in fase di follow-up.
Come iniziare prevenzione prevede il kit per la raccolta a casa e analisi in laboratorio.
Microbiota test emergenti possono integrare il quadro per una valutazione più completa.
Il Ruolo del Microbiota Intestinale nella Prevenzione del Tumore del Colon
Il microbiota intestinale produce metaboliti che proteggono la mucosa del colon.
Prevenzione tumore colon microbiota mostra come disbiosi aumenti produzione di sostanze pro-carcinogene.
Test sangue e microbiota permettono di intervenire precocemente su alterazioni della flora.
Equilibrio microbioma con fibre prebiotiche è un pilastro della prevenzione.
Alimentazione per Supportare Prevenzione e Microbiota
Dieta ricca di fibre da verdure, legumi e cereali integrali nutre batteri protettivi.
Come iniziare prevenzione prevede riduzione di carni rosse e processate.
Alimenti anti-tumore colon includono curcuma, tè verde e olio extravergine.
Microbiota alimentazione si rafforza con fermentati che riducono infiammazione.
Stile di Vita per una Prevenzione Completa del Tumore del Colon
Attività fisica regolare riduce ristagno fecale e infiammazione.
Gestione peso e astensione dal fumo sono misure essenziali.
Quando fare test sangue va associato a controlli colonscopici periodici.
Microbiota stile di vita beneficia di riduzione stress e sonno di qualità.
Errori Comuni da Evitare nella Prevenzione del Tumore del Colon
Ritardare i controlli aumenta rischio di diagnosi tardive.
Ignorare familiarità porta a sottovalutazione.
Evitare errori richiede costanza e collaborazione con il medico.
Approccio consapevole salva vite.
Routine di Prevenzione per la Salute del Colon
Controlli annuali con test SOF dopo i 50 anni.
Alimentazione quotidiana ricca di fibre e antiossidanti.
Attività fisica moderata supporta microbiota e motilità intestinale.
Routine colon rende la prevenzione un’abitudine naturale.
Benefici a Lungo Termine della Prevenzione Precoce
Riduzione mortalità fino al 60% con screening regolari.
Microbiota ottimizzato supporta immunità e digestione.
Qualità della vita migliora con minore ansia e interventi meno invasivi.
Prevenzione attiva investe nel futuro.
Conclusioni su Quando Fare il Test Sangue per la Prevenzione del Tumore del Colon
In sintesi, quando fare il test PSA per la salute della prostata va valutato a partire dai 45-50 anni in presenza di familiarità, integrando monitoraggio regolare e cura del microbiota intestinale.
Salute della prostata si protegge con prevenzione consapevole e stile di vita sano.
Test PSA è uno strumento prezioso per una diagnosi tempestiva.
Consulta il tuo medico per un piano personalizzato.
Prevenzione prostata è la chiave per una vita serena e attiva.
Domande Frequenti su Quando Fare il Test Sangue per la Prevenzione del Tumore del Colon
Chi dovrebbe iniziare i test sangue per tumore colon? Persone over 45 con familiarità o fattori di rischio. Consiglio: Richiedi il test SOF al medico di base.
Cosa indica un test sangue positivo per tumore colon? Possibile sanguinamento occulto. Consiglio: Procedi con colonscopia di approfondimento.
Quando ripetere il test sangue per prevenzione? Ogni 1-2 anni secondo rischio. Consiglio: Non saltare i controlli programmati.
Come supportare il microbiota durante la prevenzione? Con dieta ricca di fibre e fermentati. Consiglio: Integra verdure e yogurt ogni giorno.
Dove fare il test sangue per tumore colon? Presso ASL o laboratori privati. Consiglio: Scegli strutture con percorsi di screening organizzati.
Perché è importante fare il test sangue per prevenzione tumore colon? Permette diagnosi precoce e migliori esiti. Consiglio: Combina test con dieta mediterranea e attività fisica.
Leggi anche:
Fonti
https://www.salute.gov.it/portale/tumori/dettaglioContenutiTumori.jsp?lingua=italiano&id=121 – Ministero della Salute – Screening tumore colon https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8038247/ – Gut microbiota and colorectal cancer prevention https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34728436/ – Fecal occult blood test and early detection
Crediti fotografici
Immagine in evidenza – Link
Segui Microbiologia Italia
Se ti è piaciuto questo contenuto e vuoi supportare Microbiologia Italia seguici anche su MSN e su Google News.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?3
47.8/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Ebola Bundibugyo. L'Ema in campo con l'Africa: “Nessun vaccino né terapia autorizzata, servono trial ben disegnati” Il Farmacista Online
Scienza e Farmaci
L'Emergency Task Force dell'agenzia europea collabora con la nuova Agenzia africana del farmaco e le autorità regolatorie nazionali. Identificati tre candidati vaccinali, tre trattamenti e un farmaco per la profilassi post-esposizione.
04 GIU
L'Emergency Task Force (ETF) dell'Agenzia europea del farmaco (Ema) si sta impegnando con la nuova Agenzia africana del farmaco (Ama) e le autorità regolatorie nazionali (Nra) del continente, sfruttando le competenze dell'African Vaccines Regulatory Forum (Avaref) dell'Oms-Afro, per discutere i possibili disegni degli studi clinici e le contromisure mediche da sperimentare nell'attuale epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, causata dal virus Bundibugyo.
Si tratta della prima emergenza sanitaria pubblica in cui l'Ema collabora con l'Ama da quando l'agenzia africana è entrata in funzione, insieme alle autorità regolatorie nazionali partecipanti. L'obiettivo è sostenere risposte regolatorie efficienti, coordinate e tempestive all'epidemia, facendo leva sulla collaborazione scientifica in corso tra le due agenzie e sull'esperienza maturata durante le precedenti epidemie di Ebola.
Nessuna terapia autorizzata per il ceppo Bundibugyo
Il 17 maggio scorso, l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l'epidemia di malattia da virus Ebola causata dal ceppo Bundibugyo nella RDC e in Uganda un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC) . A differenza del più comune virus Ebola Zaire, attualmente non esistono vaccini o trattamenti autorizzati per la malattia causata dal ceppo Bundibugyo.
Le contromisure mediche esistenti, mirate al virus Zaire, non sono probabilmente efficaci. «È quindi necessaria una personalizzazione», sottolinea l'Ema. Alcuni antivirali e anticorpi monoclonali pan-filovirus in fase di sviluppo potrebbero avere una certa efficacia contro il Bundibugyo e devono pertanto essere rapidamente avviati in studi clinici randomizzati ben disegnati. Anche i candidati vaccini devono essere sviluppati rapidamente, stabilendo criteri regolatori che garantiscano sia il rigore scientifico sia la velocità.
I candidati identificati per i trial clinici
Attraverso stretti contatti con gli sviluppatori di vaccini e trattamenti sperimentali e con l'Oms, l'Ema ha identificato i seguenti candidati promettenti:
Per i vaccini (tre candidati):
un vaccino ricombinante basato sul virus vescicolare stomatite (rVSV) specifico per il Bundibugyo;
un vaccino basato sulla piattaforma adenovirale modificata ChAdOx1;
un vaccino a mRNA.
Per i trattamenti (tre candidati):
MBP-134 (una combinazione di due anticorpi monoclonali attivi contro diversi ebolavirus, incluso il Bundibugyo);
(una combinazione di due anticorpi monoclonali attivi contro diversi ebolavirus, incluso il Bundibugyo); l'antivirale remdesivir ;
; l'anticorpo monoclonale maftivimab.
Per la profilassi post-esposizione (un candidato):
l'antivirale obeldesivir.
Discussioni avviate con sviluppatori e finanziatori
L'ETF, insieme all'Ama, alle autorità regolatorie nazionali africane e agli esperti, ha già avviato discussioni selezionate con sviluppatori, mondo accademico e finanziatori per far progredire queste contromisure mediche. I colloqui si concentrano sugli aspetti critici dello sviluppo e del disegno degli studi clinici – dalla fase iniziale agli studi clinici pivotal – per dimostrare la sicurezza e l'efficacia dei trattamenti e dei vaccini candidati, portando infine all'approvazione e alla raccomandazione per l'uso.
Le discussioni sui disegni degli studi clinici dovrebbero coprire i diversi usi dei prodotti medicinali e dei vaccini, dalla profilassi (inclusa la profilassi post-esposizione) al trattamento della malattia da virus Bundibugyo in tutte le fasce d'età. Decisioni regolatorie rapide e flessibili, basate su solide evidenze scientifiche, sono fondamentali per garantire una risposta efficace di sanità pubblica nel contesto di questa emergenza.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
47.8/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
La cura Treccani
Salta al contenuto Concita De Gregorio La cura Torino, Einaudi, 2026 È opportuno partire dalla definizione del libro del quale tratterà il mio articolo. Innanzitutto,Lacuranon è un racconto, né tantomeno un romanzo, ma appartiene al generememoir(dal francesemémoire, ma filtrato attraverso l’inglese, da cui riprende la grafia). Per la precisione, fa parte di un sottogenere letterario che muove da eventi realmente accaduti all'autore. In questo caso, con buona pace di Italo Calvino che la riteneva una pretesa degna di un lettore naïf, esiste una vera corrispondenza tra l'autore e il narratore autodiegetico. Allo stesso modo, possiamo affermare che questa non è un'opera di fiction, bensì la narrazione – la più veritiera possibile – del vissuto reale dell’autore che firma il testo. Dunque,La curaracconta la malattia che ha colpitoConcita De Gregorio– la cui identità peraltro viene rivelata solo verso la fine da uno dei personaggi che la chiama per nome, secondo la tecnica della eterodenominazione:Ciao, sono Sabrina, tuseiConcita, giusto? La scrittrice ha parlato per la prima volta della sua malattia in un'intervista rilasciata a Francesca Fagnani nel 2023 per la trasmissione televisivaBelve. A distanza di qualche anno, rivive quei momenti nel suo nuovo libro. Qui la sua esposizione procede secondo il protocollo medico, dunque con un’impalcatura che non ha stabilito l'autrice: diagnosi, ricovero, intervento, radioterapia, eccetera. Concita non nomina mai il tipo di tumore che le è stato diagnosticato, né tantomeno la parte del corpo che è stata operata. Quali che siano state le ragioni di questa ellissi pudica, le rispetterò – anche perché presumo che il lettore capirà da solo a che cosa l'autrice si riferisce quando riporta il dialogo con il chirurgo che deve operarla, definendo poeticamente la sua richiesta di ricevereun taglio elegante, cioè due amputazionisimmetriche, uguali, belle,e poi specificandocome fossero due sorrisi che si guardano, così immagino le due cicatrici che resteranno dai tagli. Il suomemoirsembra muovere dalla stessa premessa formulata inCarodiario(1993) da Nanni Moretti, il quale dichiarava, accingendosi a narrare la sua disperante esperienza di malato di linfoma di Hodgkin:Questaè la storia di una malattia. La racconto così come l’ho vissuta, in maniera sincera, senza cercare effetti letterari. Tuttavia, se il punto di partenza appare il medesimo per entrambi, molto diverso risulta il rispettivo svolgimento. Nel film di Moretti la cronaca degli esami clinici, delle terapie (invano) provate, dei colloqui con i medici ecc. costituisce l’essenza stessa del racconto. Al contrario, ilfocusnarrativo delmemoirdi De Gregorio è rivolto all'esterno e la posizione del narratore è quella dell'ascolto di chi ha da raccontare una storia connessa con la propria malattia o al vissuto del personale sanitario, dando in questo modo voce a un’esperienza che cerca parole, senso, vicinanza. Di conseguenza le 36 parti che compongono l’opera rappresentano l’ospedale in forma di frammenti narrativi simili a tessere di un grande mosaico, nel quale si ritrovano le persone conosciute durante il ricovero, come se facessero parte di un ritratto corale. Ciò nondimeno vi è posto anche per l’io narrante – non diversamente dal procedimento seguito da Diego Velázquez nel suo celeberrimo quadroLasMeninas, là dove riconosciamo il suo autoritratto nel pittore che dipinge i regnanti di Spagna. Nel libro di De Gregorio le persone reali si trasformano in personaggi, o meglio ancora: diventano narratori intradiegetici. Il meccanismo è quello di introdurre le sue nuove Sherazade mediante una sineddoche. Si tratta di un dispositivo narrativo che è mantenuto in modo costante, ma che si apre a molteplici varianti. Citiamo tra i tanti almeno un paio di esempi significativi. Il primo caso è quello di Alessandra, da subito definitala più grande fortuna di questo tempo, vale a dire la nuova stagione della sua vita cominciata con la diagnosi e il conseguente ricovero ospedaliero e che altrove ha chiamato iltempo di dopo. In realtà, Alessandra è la sua referente, vale a direla responsabiledel gruppo di lavoro che segue i pazienti comeConcita. In parole povere èil 118 della cura. Per tutte e tutti, ovviamente. È lei che ha il telefono sempre acceso, è il suo numero a cui scrivere, quello da chiamare. La sua amica Chiara lo considera un privilegio; ma tant’è: nella disgrazia Concita ha avuto un colpo di fortuna. Ha trovato Alessandra, la quale, da medico ospedaliero sempre presente e disponibile, in seguito è diventata un'amica, tanto da essere chiamata con l’ipocoristico familiare di Ale e ricevere in anteprima la notizia che il radiologo ha comunicato a Concita la fine della radioterapia. Un altro esempio è quello di Angelina, il cui nome è evocato fin dal titolo e dall'inizio della sezione che la riguarda:Angelina, mi ha detto da dietro la tenda. Angelina, come la Jolie.E con tale incipit entra in scena uno dei narratori intradiegetici più loquaci del libro, nonché il più performante, visto che sarà proprio lei a convincere la nostra Concita a tatuarsi un paio di sopracciglia finte al posto di quelle naturali, che sono sparite a causa della chemioterapia. All’inizio il suggerimento è stato accolto con un certo scetticismo, ma proprio il tatuaggio si rivelerà uno dei momenti più importanti della rinascita come donna, quando l’autrice riemergerà dal tunnel della malattia. Ma a questo punto siamo entrati nell’ultima parte del libro, quella in cui il ritmo della diegesi subisce una decisa accelerazione. Perché iltempo di dopofunziona proprio così: al termine di un lungo ed estenuante trattamento terapeutico, arriva la cura, che porta alla guarigione. Dunque, era solo questione di resistere, fidarsi dei medici e aspettare che passasse «‘a nuttata»? Non è questa la conclusione a cui giunge De Gregorio. Dopo avervi alluso in modo indiretto, è giunto il momento per l’autrice di prendere posizione su che cosa è e deve essere (Es muss sein, direbbe Beethoven) la cura. E lo fa in più passaggi finali, il cui senso generale conferisce all’opera il carattere di riflessione corale sull'importanza dei legami umani, sulla compassione e sull'alleanza terapeutica tra malati.Non ci si salva da soli,ripete De Gregorio, richiamando untoposusato in ambito religioso (da papa Francesco a Don Ciotti), ma anche letterario (da Primo Levi a Cesare Pavese, a Italo Calvino). Altrove si spiega in termini ancora più precisi:la cura è premura, è controllo, è ordine. È un compito per chi la offre e per chi la riceve. È un viaggio, prima ancora che una meta. Sostituisce l'amore quando manca. Genera dipendenza. Infine, la chiosa del libro ci lascia con un aforisma che suona come un messaggio inequivocabile:La cura è amore.Non si tratta comunque del concetto di amore come lo intendiamo dai tempi di Virgilio e del suoomnia vincit amor. È il grecoAgàpe, che San Gerolamo tradusse col latinoCaritas: l’amore gratuito e disinteressato per il prossimo, cioè gli altri. Lo si capisce bene soffermandosi sulla bellissima parte finale, dal titoloSuperstar. Si tratta della sequenza che rappresenta l’istante in cui le malate, che si sono conosciute durante il ricovero e che sono state dimesse, posano per un servizio fotografico comune, al fine di “immortalare” (probono) la condizione di chi ha resistito e ce l’ha fatta. Loshootingsi svolge su un set ricco ditendali, fondali, faretti, luci, fondi, scale. Dal modo in cui è descritta la scena con leModelle(come si sono ribattezzate autoironicamente nellachatdi gruppo) truccatecon un filo di kajal, un po’ di blushe vestite di rosa, l’ambientazione del servizio fotografico ha tutti i crismi di un vero set cinematografico. E con una scena finale degna della chiusura di8½(1963) di Federico Fellini: al posto delle creature di celluloide dell’universo del grande regista sfilano le vere protagoniste di questa opera,creature luminosecon le quali si chiude questo inno alla vita. Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani - Riproduzione riservata
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
73.7/100
Punteggio Totale
A
Valutazione
✅
Criteri Critici
Una svolta nel trattamento del cancro al pancreas. Vietnam.vn
Il cancro al pancreas è stato a lungo considerato uno dei tumori con la prognosi peggiore a causa della diagnosi spesso tardiva e delle limitate opzioni terapeutiche efficaci. Tuttavia, i risultati di uno studio clinico di fase 3 recentemente pubblicato offrono segnali positivi per i pazienti, poiché un nuovo farmaco orale ha dimostrato il potenziale per migliorare significativamente il tempo di sopravvivenza nei pazienti con cancro al pancreas metastatico. I risultati della ricerca, presentati al congresso annuale 2026 dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) e la cui pubblicazione è prevista sul New England Journal of Medicine, suggeriscono che il daraxonrasib potrebbe prolungare significativamente la sopravvivenza dei pazienti affetti da tumore al pancreas in fase terminale, dopo il fallimento dei trattamenti precedenti. Lo studio è stato condotto nell'ambito di una sperimentazione clinica di fase 3 denominata RASolute 302, che ha coinvolto circa 500 pazienti affetti da adenocarcinoma pancreatico metastatico (mPDAC), la forma più comune di tumore al pancreas. Tutti i partecipanti avevano precedentemente ricevuto trattamenti oncologici, ma avevano manifestato una progressione o una recidiva della malattia. I risultati hanno mostrato che la metà dei pazienti trattati con il farmaco è sopravvissuta per oltre 13,2 mesi, quasi il doppio rispetto al gruppo sottoposto a chemioterapia. Ciò significa che il tempo di sopravvivenza dei pazienti è stato quasi raddoppiato. Inoltre, i pazienti trattati con daraxonrasib hanno anche mostrato una sopravvivenza libera da progressione più lunga, il che suggerisce che il farmaco potrebbe avere migliori capacità di controllo del tumore rispetto ai trattamenti attualmente disponibili in questo gruppo di pazienti. Il cancro al pancreas è uno dei tumori con i tassi di mortalità più elevati. Il cancro al pancreas è uno dei tumori con i tassi di mortalità più elevati. Uno dei motivi principali è che la malattia spesso non causa sintomi evidenti nelle fasi iniziali. Quando i sintomi compaiono, il tumore è solitamente già cresciuto o si è diffuso ad altri organi. I pazienti possono manifestare sintomi quali: Poiché la maggior parte dei pazienti riceve la diagnosi in fase avanzata, le possibilità di trattamento curativo sono spesso limitate. Per molti anni, la chemioterapia è rimasta l'opzione terapeutica principale per i pazienti con carcinoma pancreatico metastatico, ma la sua efficacia nel migliorare la sopravvivenza è stata modesta. Pertanto, l'emergere di una nuova terapia in grado di prolungare significativamente la sopravvivenza è considerato una svolta fondamentale nel campo dell'oncologia. Il daraxonrasib appartiene a una nuova classe di farmaci chiamati inibitori di RAS(ON). Questa classe di farmaci agisce sulla proteina RAS, una proteina che svolge un ruolo cruciale nella regolazione della crescita e della sopravvivenza cellulare. Quando si verificano mutazioni, RAS può promuovere una proliferazione incontrollata delle cellule tumorali. Nel carcinoma pancreatico, le mutazioni del gene KRAS vengono rilevate in oltre il 90% dei casi. Si tratta di una delle mutazioni genetiche più comuni associate alla formazione e alla progressione del carcinoma pancreatico. Da oltre 40 anni, il KRAS viene definito da moltiscienziaticome un "bersaglio farmacologico difficile da trattare" perché la sua struttura molecolare rende estremamente complesso lo sviluppo di farmaci mirati. Secondo i ricercatori, il vantaggio del daraxonrasib risiede nella sua capacità di colpire una gamma più ampia di mutazioni correlate al gene RAS rispetto ad alcuni farmaci di precedente generazione che si concentravano solo su mutazioni specifiche. Questo potrebbe spiegare la maggiore efficacia terapeutica dimostrata dal farmaco in questo studio clinico. Oltre ai suoi effetti di prolungamento della vita, il daraxonrasib presenta anche un profilo di sicurezza relativamente favorevole. Alcuni effetti indesiderati riportati includono: eruzione cutanea, diarrea, nausea, affaticamento, vomito e stomatite. Tuttavia, la maggior parte degli effetti collaterali è gestibile. In particolare, l'incidenza di effetti collaterali gravi correlati al trattamento è inferiore rispetto alla chemioterapia standard. Anche il numero di pazienti che devono interrompere il trattamento a causa di effetti avversi è inferiore. Per i pazienti affetti da tumore al pancreas in stadio avanzato, un gruppo che spesso si trova ad affrontare numerosi sintomi e un pesante carico terapeutico, questo rappresenta un vantaggio significativo, in quanto contribuisce a mantenere una migliore qualità della vita durante il trattamento. I risultati dello studio RASolute 302 sono considerati uno dei progressi più significativi nel trattamento del cancro al pancreas degli ultimi decenni. Tuttavia, gli esperti sottolineano anche che il daraxonrasib è ancora oggetto di studio e valutazione, e sono necessari ulteriori dati sull'efficacia a lungo termine, sulla sicurezza e sull'applicabilità a diverse categorie di pazienti prima che il farmaco possa essere ampiamente utilizzato nella pratica clinica. Tuttavia, la scoperta, per la prima volta in assoluto, di un farmaco in grado di quasi raddoppiare il tempo di sopravvivenza dei pazienti affetti da cancro al pancreas metastatico dopo il fallimento di precedenti trattamenti è considerata un segnale positivo, che apre prospettive per migliorare la prognosi di questa malattia, caratterizzata da un basso tasso di sopravvivenza. Nota: le informazioni contenute in questo articolo sono fornite a solo scopo informativo. I pazienti non devono modificare o scegliere autonomamente i metodi di trattamento, ma devono consultare un oncologo per ricevere consigli appropriati alla propria specifica condizione. Scopri altri articoli di tendenza: Fonte: https://suckhoedoisong.vn/buoc-dot-pha-trong-dieu-tri-ung-thu-tuyen-tuy-169260603164730044.htm
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?3
67.4/100
Punteggio Totale
A
Valutazione
✅
Criteri Critici
Liposarcoma, un farmaco riesce a rallentare il tumore nei pazienti senza altre opzioni di cura efficaci Corriere della Sera
di Vera Martinella
Un medicinale già in uso per il tumore al seno risulta efficace per questa rara forma di sarcoma in stadio avanzato. Non c'erano novità da 20 anni
Il liposarcoma dedifferenziato è una forma particolarmente aggressiva di liposarcoma, un tumore raro che colpisce le cellule adipose. Attualmente la chirurgia rappresenta il trattamento migliore, ma circa il 40% dei pazienti va incontro a una recidiva, spesso entro i primi due anni.
Quando questo avviene, le terapie oggi disponibili non sono molto efficaci. Per questo lo studio SARC041 è stato inserito fra le novità più rilevanti del congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (Asco), da poco conclusosi a Chicago: i risultati indicano che abemaciclib, un farmaco «intelligente», che colpisce un bersaglio molecolare specifico dei liposarcomi dedifferenziati (peraltro già utilizzato nel tumore al seno), riesce a rallentare la progressione del tumore in pazienti che non hanno alternative terapeutiche valide.
Cos'è il liposarcoma dedifferenziato I sarcomi sono tumori che possono svilupparsi in qualsiasi parte del corpo, a qualsiasi età e in Italia si contano 4.000 nuovi casi ogni anno. Sono rari o ultra rari, ne esistono oltre 100 sottotipi diversi e spesso vengono scoperti in stadio già avanzato.
«Nello specifico il liposarcoma origina dalle cellule adipose (del grasso): si forma più frequentemente nelle profondità degli arti (specie coscia) o nella cavità addominale, in particolare nel retroperitoneo - spiega Alessandro Gronchi, direttore del dipartimento di Chirurgia dell'Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano -. Si presenta prevalentemente negli adulti tra i 50 e i 70 anni e si suddivide in diverse varianti istologiche con aggressività e prognosi differenti».
Quello «ben differenziato» è la forma più comune, si sviluppa lentamente, ha un'ottima sopravvivenza, ma può trasformarsi in forme più aggressive. Il dedifferenziato è più aggressivo, spesso originato dalla forma ben differenziata e presenta un rischio maggiore di recidiva.
Le terapie standard attuali «L'intervento chirurgico è fondamentale ed è determinante rimuovere non solo la massa neoplastica, ma anche gli eventuali organi sani adiacenti perché così si limitano le probabilità di una recidiva - die Gronchi -. Bisogna rivolgersi a centri di riferimento all’interno di reti specialistiche dedicate perché è una chirurgia molto complessa, serve grande esperienza per asportare completamente il tumore e preservare il più possibile la qualità di vita della persona».
Se il liposarcoma si i ripresenta è difficile da curare e la prognosi si complica notevolmente: «La chemioterapia è stata il trattamento standard per decenni e lo è a tutt'oggi, ma il numero di farmaci a nostra disposizione è limitato - continua Paolo Casali, direttore dell'Oncologia Medica 2 all'INT (che si occupa di sarcomi dell'adulto e della rete per i tumori rari): infatti adriamicina, ifosfamide in infusione continua e le più recenti trabectedina ed eribulina ottengono effetti molto variabili nei diversi gruppi di pazienti, peraltro potendo anche essere usate con la chirurgia e altre metodiche, ma certo sono migliorabili».
Lo studio SARC041 E' in questo contesto che s'inserisce lo studio SARC041, che ha coinvolto 108 pazienti americani operati per un liposarcoma, nella maggior parte dei casi localizzato all'addome o nel retroperitoneo. Circa la metà dei partecipanti aveva già effettuato una o più terapie.
I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: una metà ha ricevuto un placebo e l'altra metà abemaciclib, un inibitore di CDK4/6 approvato per il trattamento di alcuni tumori al seno. I ricercatori si sono chiesti se potesse essere utilizzato anche per il trattamento del liposarcoma dedifferenziato, in cui circa il 90% dei casi è caratterizzato dall'alterazione genetica della proteina CDK4 che stimola la crescita delle cellule tumorali.
I risultati della sperimentazione di fase tre (l’ultima prima dell’approvazione di una nuova cura) indicano che con abemaciclib si ottiene un un significativo aumento della sopravvivenza libera da progressione (ovvero il lasso di tempo dopo il trattamento in cui il paziente vive con la malattia senza che questa peggiori o riprenda a crescere) e, in alcuni casi, si sono anche ridotte le dimensioni del tumore.
«Nella mia discussione, che seguiva la presentazione dello studio, ho sottolineato come documenti un'indubbia efficacia di abemaciclib, ma che meglio sarebbe stato usare una delle terapie esistenti e non un "placebo" come termine di confronto - commenta Casali -. D'altra parte i risultati sono sufficienti a dire che abemaciclib funziona e dunque, come i colleghi americani, ci auguriamo anche noi di poter usare convenzionalmente il farmaco in futuro».
Ipotesi per il futuro «Peraltro, c'è qualche evidenza sperimentale che il farmaco possa agire attraverso la cosiddetta "senescenza cellulare", che significa una sorta di "invecchiamento" cellulare irreversibile - conclude l'oncologo -. Se confermato, si tratterebbe di un meccanismo innovativo in oncologia e potrebbe essere sfruttato per migliorare ulteriormente i risultati visti in questo studio». E magari anche in altri tipi di cancro.
Infine, la scelta di Asco di discutere nella sessione plenaria uno studio su un sottogruppo di tumori rari dimostra quanto la ricerca sia vitale anche nel campo dei tumori rari.
Scopri come funziona Hai un dubbio o un quesito medico?
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
63.3/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Tumore al pancreas, svolta dalla ricerca: una nuova terapia sperimentale raddoppia la sopravvivenza Qui Salute Magazine
Il tumore al pancreas continua a essere una delle neoplasie più aggressive e difficili da curare, con possibilità terapeutiche ancora limitate e circa 15mila decessi ogni anno in Italia. Dalla ricerca, però, arriva una novità che potrebbe cambiare le prospettive per molti pazienti.
Al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) sono stati presentati i risultati dello studio internazionale “Resolute”, che ha acceso i riflettori su daraxonrasib, una nuova molecola sperimentale somministrata per via orale. I dati hanno suscitato grande interesse nella comunità scientifica, tanto da essere illustrati durante una sessione plenaria del congresso.
Tumore al pancreas, uno studio che coinvolto circa 500 pazienti
Lo studio ha coinvolto circa 500 pazienti affetti da tumore del pancreas metastatico già sottoposti a precedenti trattamenti. Nei soggetti che hanno ricevuto daraxonrasib, la sopravvivenza media ha raggiunto i 13,2 mesi, contro i 6,7 mesi registrati con la chemioterapia tradizionale. Un risultato che, secondo gli specialisti, rappresenta uno dei progressi più importanti ottenuti negli ultimi decenni contro questa malattia, pur trattandosi ancora di un farmaco in fase sperimentale.
Alla base dell’efficacia della nuova terapia c’è il gene Kras, responsabile di oltre il 90% dei casi di adenocarcinoma duttale pancreatico. Quando mutato, questo gene favorisce la crescita incontrollata delle cellule tumorali. Daraxonrasib agisce proprio bloccando l’attività di Kras, dimostrandosi efficace sia nei tumori che presentano la mutazione sia in alcune forme che ne sono prive.
Negli Stati Uniti il farmaco è già disponibile attraverso programmi di accesso allargato per alcuni pazienti, in attesa dell’approvazione definitiva. Parallelamente, sono in corso ulteriori studi per valutarne l’impiego nelle fasi iniziali della malattia e in altri tumori legati alle mutazioni della famiglia RAS.
I possibili meccanismi di resistenza
I ricercatori stanno inoltre cercando di comprendere i possibili meccanismi di resistenza al trattamento e di individuare combinazioni terapeutiche che possano aumentarne ulteriormente l’efficacia.
«Le opzioni disponibili per i pazienti con tumore del pancreas metastatico già trattato sono poche e spesso associate a benefici limitati e a importanti effetti collaterali», ha spiegato Brian Wolpin del Dana-Farber Cancer Institute di Boston. «L’obiettivo dello studio era individuare una terapia di seconda linea più efficace e meglio tollerata rispetto alle chemioterapie oggi utilizzate».
Grande entusiasmo anche da parte degli oncologi presenti all’ASCO. Secondo gli esperti, i risultati ottenuti potrebbero segnare un cambio di passo nella cura dei tumori pancreatici associati alla mutazione di Kras. «Stiamo osservando livelli di efficacia e sopravvivenza mai raggiunti prima in questo contesto clinico», ha commentato Rachna Shroff dell’University of Arizona Cancer Center. «La possibilità di colpire il gene Kras nel tumore del pancreas non è più un’ipotesi: oggi è una realtà concreta».
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
70.4/100
Punteggio Totale
A
Valutazione
✅
Criteri Critici
Una svolta nella cura del cancro: il primo trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche riuscito. Vietnam.vn
Secondo la Prof.ssa Bui Ngoc Lan, ex Direttrice del Centro Oncologico dell'Ospedale Pediatrico Nazionale, la leucemia linfoblastica acuta è un tumore comune nei bambini, rappresentando circa il 30% dei casi. Tuttavia, la leucemia linfoblastica acuta L3 costituisce solo l'1-5% di tutti i pazienti affetti da questa patologia. La malattia di solito progredisce rapidamente, è grave e presenta un alto rischio di morte se non trattata tempestivamente. La sfida di una malattia pericolosa A causa della rapida progressione della malattia, i medici hanno dovuto applicare un regime di trattamento intensivo con chemioterapia ad alte dosi combinata a terapia mirata. Dopo 9 cicli di trattamento intensivo, il bambino ha raggiunto la remissione completa e ha interrotto la terapia farmacologica nel giugno 2022; ora è sottoposto a regolari controlli. Tuttavia, nel dicembre 2025, dopo oltre tre anni di monitoraggio, il bambino ha manifestato sintomi quali febbre e inappetenza. Una TAC eseguita presso l'Ospedale Pediatrico Nazionale ha rivelato una recidiva con un grosso tumore nel mesentere addominale e danni renali. La biopsia a cielo aperto del tumore ha confermato la recidiva, ma non sono state riscontrate metastasi a distanza. È stata immediatamente avviata una chemioterapia intensiva nella speranza di ottenere una remissione completa ed è stato eseguito un trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche, che ha offerto una possibilità di guarigione. Il 23 marzo 2026, sotto la presidenza del dottor Phan Huu Phuc, vicedirettore dell'Ospedale Pediatrico Nazionale, esperti nazionali e internazionali si sono riuniti per definire il protocollo di trattamento ottimale. L'unica opzione per controllare la malattia e ripristinare il sistema ematopoietico della bambina era il trapianto di cellule staminali allogeniche dalla sorella biologica, con una compatibilità HLA di 10/10.
La sfida più grande del trapianto è l'incompatibilità del gruppo sanguigno tra donatore e ricevente, che rende molto complesse le trasfusioni di emoderivati, la lavorazione delle cellule staminali del midollo osseo e il monitoraggio post-operatorio, al fine di minimizzare il rischio di emolisi, ritardo nella produzione di globuli rossi e relative complicazioni. Inoltre, alcuni farmaci necessari per il protocollo di trattamento non sono facilmente reperibili a livello nazionale, il che obbliga i medici curanti a consultarsi costantemente con esperti internazionali per trovare tempestivamente alternative. “L'ospedale ha eseguito molti trapianti di cellule staminali, ma questa è la prima volta che vengono applicati a un paziente pediatrico con linfoma non Hodgkin recidivante (un tipo di linfoma). Senza un trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche, il paziente non avrebbe quasi alcuna possibilità di sopravvivenza. Si tratta inoltre di un caso con limitata esperienza clinica nei paesi in via di sviluppo, che richiede la collaborazione di diverse specialità”, ha sottolineato la Prof.ssa Bui Ngoc Lan. Procedure di cura rigorose in una stanza sterile. Data la complessità del trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche, le procedure di cura e gestione delle complicanze per i pazienti pediatrici sono rigorosamente monitorate e rispettate. L'équipe di medici e infermieri si riunisce regolarmente per sviluppare soluzioni ottimali per ogni intervento, in base ai progressi del bambino. Foto: Ospedale Pediatrico Nazionale
Potrebbe interessarti Due integratori alimentari a marchio Nature's Own sono stati urgentemente ritirati dal mercato. L'Agenzia australiana per i prodotti terapeutici (TGA) ha emesso un avviso di richiamo urgente per due integratori alimentari a marchio Nature's Own dopo aver riscontrato un potenziale rischio di presenza di frammenti di vetro all'interno dei contenitori.
Secondo la signora Nguyen Thi Ngoc, caposala del reparto di chemioterapia intensiva e trattamenti ad alta tecnologia del Centro Oncologico: durante la fase di condizionamento pre-trapianto, i pazienti pediatrici devono utilizzare sostanze chimiche altamente tossiche per creare un ambiente ottimale per il midollo osseo, necessario alla crescita del trapianto. Queste sostanze vengono espulse attraverso la pelle, il tratto digerente, le urine e le secrezioni del paziente, esponendo gli operatori sanitari e chi si prende cura di loro al rischio di contaminazione. I bambini sono inoltre soggetti a danni alla pelle e alle mucose. Pertanto, giorno e notte, ogni sei ore, infermieri e familiari assistono i bambini nell'igiene personale. Le procedure e le cure vengono eseguite con delicatezza, meticolosità e competenza. Dopo il quarto ciclo di chemioterapia, la PET-CT ha mostrato una riduzione delle dimensioni del tumore addominale, ma il punteggio di Deauville (che valuta il livello di attività del tumore) è rimasto a 4. Il bambino è stato sottoposto a un secondo intervento chirurgico per valutare la risposta al trattamento. L'esame istologico ha mostrato che il tumore era necrotizzato e non conteneva più cellule maligne. Il 1° aprile 2026 è stato ufficialmente eseguito il trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche. Nella sala operatoria del reparto di Anestesia e Rianimazione, le cellule staminali ematopoietiche sono state prelevate dal midollo osseo della sorella maggiore della paziente in condizioni sterili e in anestesia generale. La dottoressa Nguyen Ngoc Quynh Le, responsabile del Centro di Medicina Rigenerativa e Terapia Cellulare presso l'Ospedale Pediatrico Nazionale, ha spiegato che, dopo il prelievo, le cellule staminali ematopoietiche vengono immediatamente trasferite in una camera bianca per la lavorazione. I tecnici eseguono una procedura di lavorazione a circuito chiuso con un controllo di sterilità estremamente rigoroso e valutano il prodotto prima della trasfusione al paziente. A causa della significativa incompatibilità di gruppo sanguigno tra donatori e riceventi, il prodotto di midollo osseo necessita di una lavorazione specializzata per rimuovere i globuli rossi al fine di minimizzare il rischio di emolisi, preservando al contempo il numero massimo di cellule staminali ematopoietiche necessarie per la crescita del trapianto. Presso il Centro Oncologico, la trasfusione di cellule staminali ai pazienti pediatrici viene effettuata con urgenza e in tutta sicurezza in una sala trapianti che soddisfa gli standard internazionali.
Foto: Ospedale Pediatrico Nazionale Dopo il trapianto, il bambino viene curato in un ambiente a rischio di infezione rigorosamente controllato, con un attento monitoraggio dei parametri ematologici, biochimici e immunologici per individuare precocemente eventuali complicanze. Il bambino è stato dimesso dall'ospedale il 29 aprile 2026. Attualmente, a 60 giorni dal trapianto, gli indicatori ematologici e immunologici del bambino e il suo stato di salute generale sono stabili, e il tasso di chimerismo del ricevente è del 100%. “Nonostante fossimo devastati a causa delle ricadute della malattia di nostro figlio, la nostra famiglia ha comunque scelto di fidarsi del piano terapeutico dei medici. I medici e gli infermieri, in particolare la dottoressa Lan e la dottoressa Hoai Anh, sono sempre stati al nostro fianco, non solo prendendo le giuste decisioni professionali, ma anche offrendoci supporto emotivo e incoraggiandoci costantemente a non mollare durante la terapia”, ha raccontato la madre del bambino il giorno delle dimissioni dall'ospedale.
Potrebbe interessarti Bambina in condizioni critiche a causa di una malattia familiare. La bambina di 23 mesi, inizialmente affetta da eruzione cutanea su mani e piedi e ulcere in bocca, ha sviluppato rapidamente insufficienza respiratoria, rendendo necessaria la ventilazione meccanica e la dialisi a causa di una malattia mano-piede-bocca in stadio IV.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
49.3/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Ciaccio-De Lellis, il grido d'allarme di "Noi Amiamo Catanzaro": "Eccellenza tradita e pazienti in ostaggio" La Nuova Calabria
Ciaccio-De Lellis, il grido d'allarme di "Noi Amiamo Catanzaro": "Eccellenza tradita e pazienti in ostaggio"
04 giugno 2026 13:46
di DANILO RUSSO
Un tempo definito nelle relazioni parlamentari come un "faro di eccellenza sanitaria nel Mezzogiorno", il presidio Ciaccio-De Lellis sta oggi vivendo la sua ora più buia. Come movimento l”Noi Amiamo Catanzaro", non possiamo più restare in silenzio davanti al progressivo smantellamento di un patrimonio che appartiene a ogni cittadino e, soprattutto, a chi lotta per la vita.
L'Analisi: Quando l'Efficienza Diventa un Ricordo
Il Dipartimento di Oncoematologia non è un semplice ufficio, è una macchina vitale che eroga migliaia di prestazioni annue: chemioterapia, radioterapia, ematologia e assistenza ai pazienti emofiliaci. Eppure, questa macchina è oggi ingolfata da uno stress organizzativo inaccettabile.
Il cuore del problema risiede nella chiusura dell’UFA (Unità Farmaci Antiblastici) interna per presunti motivi tecnico-strutturali. Questa paralisi costringe i malati a soste estenuanti: ore, a volte intere giornate trascorse in sale d'attesa, aspettando che il farmaco "arrivi". Per un paziente oncologico, l'attesa non è solo noia; è un'aggressione alla propria dignità e alla propria tenuta psicofisica.
L'Impatto Clinico: Il Rischio Dietro il Ritardo
Dal punto di vista scientifico, il ritardo nella somministrazione delle terapie antineoplastiche non è un dettaglio logistico, ma una criticità medica severa. Alterazione del Cronoprogramma: I protocolli chemioterapici si basano su intervalli precisi per colpire le cellule tumorali nella loro fase di replicazione. Lo stress organizzativo che slitta le somministrazioni rompe questo equilibrio. La Tossicità dello Stress: È ampiamente dimostrato che elevati livelli di cortisolo (l'ormone dello stress), generati da attese snervanti e incertezza, possono indebolire il sistema immunitario, proprio quando il paziente avrebbe bisogno della massima risposta biologica per tollerare il trattamento.
Efficacia della Radioterapia: Il coordinamento tra farmaco e radioterapia è spesso essenziale (chemio-radioterapia concomitante). Il blocco di un ingranaggio compromette l'intero percorso di cura.
Personale allo stremo: turni massacranti
Non possiamo dimenticare i medici e gli infermieri del Ciaccio. Professionisti d'eccellenza che oggi operano in condizioni di emergenza perenne. La carenza di organico costringe il personale a turni massacranti che minano la sicurezza sul lavoro e la serenità del rapporto medico-paziente. Non si può fare medicina d'eccellenza con medici esausti.
L'Appello di "Noi Amiamo Catanzaro"
Rivolgiamo un appello accorato e perentorio ai vertici dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria "Renato Dulbecco": il percorso virtuoso del Ciaccio non può essere ulteriormente bistrattato.
Chiediamo con forza: La riapertura immediata e l'adeguamento dell'UFA interna: I farmaci devono essere preparati dove vengono somministrati, senza passaggi che creano attese disumane. Un Piano Straordinario di Assunzioni: Servono oncologi, ematologi e infermieri specializzati per restituire ossigeno ai reparti. La Difesa del Presidio: Il Ciaccio-De Lellis deve restare un polo centrale, protetto da ogni tentativo di smembramento o depotenziamento burocratico. Amare Catanzaro significa difendere chi la vive, specialmente nel momento del bisogno. Non permetteremo che l'eccellenza diventi un ricordo o che il diritto alla cura venga sacrificato sull'altare della disorganizzazione.
*Movimento "Noi Amiamo Catanzaro"
Segui La Nuova Calabria sui social
Un uomo di 90 anni è riuscito a camminare di nuovo un solo giorno dopo l'intervento chirurgico per la rimozione di un tumore al colon di 7 cm presso l'ospedale FV. - Vietnam.vn
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
52.2/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Un uomo di 90 anni è riuscito a camminare di nuovo un solo giorno dopo l'intervento chirurgico per la rimozione di un tumore al colon di 7 cm presso l'ospedale FV. Vietnam.vn
Subito dopo il ricovero, il paziente è stato sottoposto a una consulenza multidisciplinare che ha coinvolto chirurghi generali, oncologi, anestesisti, specialisti in rianimazione ed esperti di diagnostica per immagini, al fine di ottenere una valutazione completa prima di definire un piano di trattamento.
Tuttavia, ciò che ha reso il caso particolarmente complesso non è stata solo la dimensione del tumore. Il paziente aveva una storia di gravi traumi multipli con aderenze pleuriche, danni al pericardio e gravi aderenze intestinali; in precedenza era stato sottoposto a un intervento chirurgico per cancro alla prostata e soffriva anche di diverse patologie preesistenti come ipertensione e diabete.
L'esame ha rivelato un grosso tumore nel colon, che ostruiva quasi completamente il passaggio delle feci. Senza un intervento tempestivo, il paziente rischiava la perforazione intestinale, un'infezione addominale e complicazioni potenzialmente letali.
Il signor Lazar Kogan (90 anni, cittadino russo, residente a Ho Chi Minh City) è stato ricoverato in ospedale con forti dolori addominali, stitichezza prolungata, distensione addominale e gravi disturbi digestivi, sintomi tipici di un'occlusione intestinale.
Ciò che ha sorpreso molti è stato che, appena un giorno dopo l'intervento chirurgico laparoscopico di 4 ore presso l'ospedale FV, la paziente fosse già in grado di alzarsi e camminare da sola.
"In genere, gli interventi chirurgici su pazienti anziani con aderenze addominali complesse sono sempre molto stressanti. Dobbiamo prepararci a fondo, dalla valutazione delle loro condizioni generali alla somministrazione dell'anestesia e della rianimazione, fino alla previsione di tutti i possibili scenari durante l'operazione", ha affermato il dottor Tuan.
Dopo un'attenta valutazione, l'équipe ha deciso di optare per la chirurgia laparoscopica, un metodo minimamente invasivo che riduce il dolore, minimizza il rischio di complicanze e favorisce una ripresa più rapida nei pazienti anziani. Tuttavia, questa scelta richiede anche un altissimo grado di precisione in un caso ad alto rischio.
"Se l'intervento chirurgico è troppo esteso, il paziente avrà difficoltà a riprendersi. Ma se viene ritardato, il rischio di un'occlusione intestinale completa e di una rottura intestinale può verificarsi in qualsiasi momento", ha spiegato il dottor Tuan.
Secondo il dottor Le Duc Tuan, medico e specialista in chirurgia generale presso l'ospedale FV, la sfida più grande consiste nel trovare un equilibrio tra l'efficacia del trattamento e il potenziale di recupero dei pazienti anziani.
Il signor Lazar Kogan ha avuto una ripresa straordinaria, riuscendo ad alzarsi e a camminare appena un giorno dopo l'intervento.
A partire dal 1° gennaio, l'ospedale FV accetta ufficialmente l'assicurazione sanitaria per tutti i servizi di visita e trattamento, inclusi quelli ambulatoriali, di ricovero e di pronto soccorso.
Gli esami istologici successivi hanno confermato che il paziente era affetto da un tumore al colon in stadio T3, ma senza metastasi. Dopo l'intervento chirurgico, il paziente non ha richiesto ulteriori trattamenti, ma verrà monitorato regolarmente.
In particolare, durante l'intervento chirurgico, i parametri vitali del paziente sono rimasti stabili e la perdita di sangue è stata minima, grazie allo stretto coordinamento tra l'équipe chirurgica e quella di anestesia/rianimazione.
Dopo quattro ore di intervento chirurgico ininterrotto, il tumore è stato rimosso con successo mediante endoscopia. La sezione del colon contenente il tumore è stata quindi asportata utilizzando un dispositivo di sutura meccanica specializzato con funzione di sutura automatica.
L'équipe chirurgica ha dovuto separare meticolosamente ogni strato di tessuto adeso per accedere al tumore, garantendo al contempo la sicurezza degli organi circostanti. La sola procedura di separazione dell'intestino e dei vasi sanguigni ha richiesto più di un'ora e mezza.
A causa delle conseguenze di precedenti traumi, numerose sezioni dell'intestino e dei vasi sanguigni aderivano strettamente alla parete addominale. Il tumore era inoltre situato in prossimità dell'uretere, una zona molto delicata in cui anche un piccolo spostamento avrebbe potuto causare gravi complicazioni.
FOTO: FV
"Un trattamento efficace non consiste solo nell'asportazione del tumore."
Appena 24 ore dopo l'intervento, Lazar Kogan è stato in grado di alzarsi e camminare da solo con l'aiuto del personale medico .
Grazie alle rigorose procedure di controllo delle infezioni e all'assistenza post-operatoria multidisciplinare dell'ospedale FV, il processo di guarigione del paziente si è svolto più agevolmente del previsto. Dopo una settimana di monitoraggio ed esercizi riabilitativi, l'anziano è stato dimesso in condizioni stabili.
"Vengo all'ospedale FV da 14 anni e questa è la quarta volta che ricevo cure qui. Sono davvero grato ai medici e agli infermieri che mi hanno aiutato a superare questo periodo critico", ha dichiarato commosso il signor Lazar Kogan.
Elena, che ha accompagnato il marito durante tutto il percorso di cura, ha affermato che ciò che l'ha rassicurata di più è stata la calma e la chiarezza dell'équipe medica in ogni decisione terapeutica.
"Fin dal primo incontro, il dottor Le Duc Tuan ci ha infuso fiducia. Per noi, FV è uno dei migliori ospedali del Vietnam", ha affermato.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
64.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Quanto costa un farmaco antitumorale che fa "scomparire i tumori in poche settimane"? Vietnam.vn
Negli ultimi giorni, l'amivantamab è diventato un nome di interesse per molti pazienti oncologici e le loro famiglie, in seguito alla pubblicazione di una serie di articoli sui media internazionali che ne attestano l'efficacia nel trattamento. Inoltre, molte persone sono interessate anche al prezzo di questo farmaco. Secondo il dottor Trinh The Cuong, del Dipartimento di Chemioterapia dell'Ospedale E, se convertiamo temporaneamente l'equivalente di una fiala per infusione endovenosa da 350 mg attualmente disponibile in Vietnam per un paziente di 60 kg, con un prezzo dichiarato di circa 34.500.000 VND/fiala, il costo totale stimato del farmaco nei primi 3 mesi sarebbe di circa 1,4 miliardi di VND. Questo copre solo il costo del farmaco e non include esami, monitoraggio, trattamento degli effetti collaterali, ospedalizzazione o spese di viaggio. Cos'è l'amivantamab? L'amivantamab è un anticorpo a doppia specificità che agisce simultaneamente su due bersagli biologici, EGFR e MET, vie di segnalazione coinvolte nella crescita delle cellule tumorali. Si tratta di una terapia mirata sviluppata utilizzando le moderne biotecnologie; non è una medicina tradizionale, un integratore alimentare o un metodo applicabile a tutti i tipi di cancro. In Vietnam, il farmaco è autorizzato alla commercializzazione sotto forma di flaconcini per infusione endovenosa da 350 mg/7 ml. Nel trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule, amivantamab è attualmente indicato per alcuni gruppi di pazienti con specifiche mutazioni dell'EGFR, come l'inserzione dell'esone 20 dell'EGFR o la delezione/L858R dell'esone 19 dell'EGFR, in specifici contesti terapeutici. Ciò significa che non tutti i pazienti affetti da tumore al polmone possono utilizzare questo farmaco. Amivantamab è un trattamento mirato contro il cancro somministrato tramite iniezione sottocutanea. (Immagine illustrativa: Nhu Loan) Lo studio OrigAMI-4, recentemente pubblicato sull'American Journal of Clinical Oncology, ha attirato l'attenzione del pubblico. Questo studio ha valutato l'efficacia dell'amivantamab somministrato per via sottocutanea in pazienti con carcinoma a cellule squamose della testa e del collo recidivante o metastatico, non correlato all'HPV, dopo fallimento della chemioterapia e dell'immunoterapia. Questo gruppo di pazienti presenta una prognosi sfavorevole e opzioni terapeutiche limitate. I risultati ottenuti su 102 pazienti hanno mostrato un tasso di risposta obiettiva del 42%. Di questi, il 15% ha presentato una risposta completa, ovvero il tumore non era più rilevabile con le tecniche di diagnostica per immagini. Circa il 27% dei pazienti ha avuto una risposta parziale con una significativa riduzione delle dimensioni del tumore. La sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 6,8 mesi. Secondo il dottor Cuong, si tratta di un significativo passo avanti nel trattamento del cancro alla testa e al collo in stadio avanzato. Tuttavia, i pazienti devono comprendere la vera natura dei dati della ricerca. Innanzitutto, la scomparsa di un tumore da una TAC non significa che la malattia sia completamente guarita. Cellule cancerose microscopiche possono ancora rimanere nell'organismo e causare una recidiva in seguito. Inoltre, la durata del controllo della malattia è limitata. L'indice mediano di sopravvivenza libera da progressione di 6,8 mesi indica che, trascorso tale periodo, metà dei pazienti inclusi nello studio ha mostrato segni di recidiva della malattia. Pertanto, l'amivantamab aiuta a controllare la malattia e a prolungare la sopravvivenza, ma non può ancora essere considerato una cura per il cancro. Inoltre, i risultati dello studio OrigAMI-4 si applicano solo a un gruppo di pazienti con carcinoma a cellule squamose della testa e del collo non correlato all'HPV. Non si può quindi dedurre che il farmaco avrà un effetto simile su altri tumori come quelli del fegato, dello stomaco, del colon-retto o della mammella. In che modo il farmaco amivantamab "elimina" i tumori della testa e del collo?Le iniezioni contro il cancro fanno "scomparire" i tumori dopo poche settimane: cosa dicono i medici? Di cosa dovrebbero essere a conoscenza i pazienti? Secondo gli esperti, l'amivantamab rappresenta un notevole traguardo della medicina moderna, supportato da dati clinici positivi. Tuttavia, l'efficacia terapeutica si raggiunge solo quando il farmaco viene utilizzato per i pazienti giusti, secondo le corrette indicazioni e nel contesto appropriato. I pazienti non dovrebbero riporre troppe speranze in informazioni sensazionalistiche sui social media, né ricorrere all'automedicazione acquistando farmaci da fonti non ufficiali. Un buon piano di trattamento deve affrontare simultaneamente diversi fattori, tra cui la diagnosi corretta, lo stadio corretto della malattia, la corretta indicazione professionale, la sostenibilità economica e aspettative realistiche riguardo al trattamento. La speranza è sempre preziosa per i malati di cancro, ma deve essere fondata su informazioni mediche accurate e su decisioni terapeutiche basate sul parere di specialisti. Fonte: https://vtcnews.vn/thuoc-ung-thu-khien-khoi-u-bien-mat-sau-vai-tuan-co-gia-bao-nhieu-ar1021622.html
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
39.3/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Sanità. Zappaterra (Pd): “Chiarire su accesso a terapia Casgevy per pazienti con emoglobinopatie” Estense.com
“Garantire ai pazienti con emoglobinopatie e alle associazioni rappresentative, a partire dall’Associazione per la lotta alla talassemia ‘Rino Vullo’, un’informazione chiara e tempestiva sul percorso regionale collegato alla terapia Casgevy, evitando ritardi, disomogeneità territoriali o mobilità sanitaria extraregionale non programmata”.
La richiesta arriva, con una interrogazione, da Marcella Zappaterra (Pd).
“Le emoglobinopatie, tra cui la beta-talassemia e l’anemia falciforme, sono – si legge nel testo dell’atto ispettivo – patologie rare, croniche e ad alta complessità clinico-assistenziale, che richiedono una presa in carico specialistica, multidisciplinare e continuativa”.
“La Regione Emilia-Romagna – spiega la consigliera – dispone di una rete regionale per le emoglobinopatie congenite, articolata attorno al centro hub regionale del day hospital della talassemia e delle emoglobinopatie dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara ‘Arcispedale Sant’Anna’, con centri spoke e satellite sul territorio regionale”. Entra nello specifico sulla terapia Casgevvy: “Casgevy, a base di exagamglogene autotemcel, è una terapia genica avanzata autorizzata per il trattamento della beta-talassemia trasfusione-dipendente e dell’anemia falciforme severa nei pazienti che rientrano nei criteri clinici previsti: l’accesso effettivo alla terapia richiede una puntuale organizzazione regionale, con l’individuazione dei centri utilizzatori, la definizione dei criteri di eleggibilità e dei percorsi di valutazione, presa in carico, trattamento e follow-up”. Rimarca la dem: “È interesse della Regione Emilia-Romagna garantire un percorso chiaro, appropriato e omogeneo di accesso alle terapie innovative, valorizzando la rete regionale esistente e il ruolo delle associazioni dei pazienti”.
Nell’interrogazione si chiede, nello specifico, “se la Regione Emilia-Romagna abbia già definito il percorso regionale per l’accesso alla terapia Casgevy, indicando in particolare lo stato del documento regionale, i centri utilizzatori individuati o in corso di individuazione, i criteri di accesso, le tempistiche di avvio delle procedure e il numero stimato di pazienti valutabili e trattabili nel corso del 2026”.