📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?2
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?1
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
39.3/100
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C
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Criteri Critici
Epilessia infantile, prima terapia genica iniettata nel cervello Futuro Prossimo
FP sul Fatto Quotidiano
Alberto Robiati e Gianluca Riccio guidano i lettori tra gli scenari del futuro: le opportunità, i rischi e le possibilità che abbiamo di realizzare il domani possibile.
Annunciato un nuovo “vaccino preventivo” per le persone ad alto rischio di cancro all’intestino e alle ovaie, che in futuro potrebbe essere esteso ad altre forme della malattia - portadaestrela.com
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?3
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
60.7/100
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Criteri Critici
Annunciato un nuovo “vaccino preventivo” per le persone ad alto rischio di cancro all’intestino e alle ovaie, che in futuro potrebbe essere esteso ad altre forme della malattia portadaestrela.com
Gli scienziati hanno lavorato su un vaccino rivoluzionario che potrebbe impedire ad alcune persone di sviluppare l’intestino e le ovaie cancro.
Quest’estate è previsto il lancio di una sperimentazione per valutare se il vaccino può addestrare il sistema immunitario a riconoscere ed eliminare le cellule precancerose nelle persone con sindrome di Lynch prima che si sviluppi il cancro.
In Inghilterra circa 175.000 persone soffrono della sindrome di Lynch, ma solo il 5% – ovvero circa 10.000 persone – sa di averla.
La condizione ereditaria aumenta il rischio di sviluppare il cancro intestinale dell’80%. Ogni anno circa 1.100 casi di cancro intestinale sono causati da questa sindrome.
La sindrome di Lynch è collegata a un rischio molto più elevato di cancro all’intestino, all’utero e alle ovaie, insieme ad altri tipi come cancro allo stomaco, al pancreas, ai reni e alla pelle.
Sebbene la sindrome non causi direttamente il cancro, i cambiamenti genetici possono portare allo sviluppo di più cellule anomale, che poi si moltiplicano e aumentano il rischio di sviluppare tumori, come quello dell’intestino, della prostata e dell’endometrio.
È causata da un’alterazione in un gene chiamato gene di riparazione del disadattamento. I portatori non presentano alcun sintomo.
Il nuovo studio Intercept-Lynch fa parte di una collaborazione scientifica tra l’Università di Oxford e Moderna, mentre Cancer Research UK ha sostenuto lo sviluppo del vaccino.
Quest’estate verrà avviato uno studio per valutare se il vaccino può addestrare il sistema immunitario a riconoscere ed eliminare le cellule precancerose nelle persone con sindrome di Lynch prima che si sviluppi il cancro.
Una volta che i pazienti ricevono il nuovo vaccino mRNA-4194, gli esperti analizzeranno le loro risposte immunitarie, valuteranno quale sia la dose perfetta e controlleranno se il vaccino è sicuro.
La seconda fase dello studio includerà più centri in tutto il Regno Unito, inclusa Oxford, e dovrebbe iniziare nel 2027.
Lo scopo del nuovo studio è quello di “addestrare il sistema immunitario con un vaccino” a riconoscere le anomalie e impedire che si trasformino in cancro.
Rivelato: tutto quello che devi sapere sulla sindrome di Lynch La sindrome di Lynch (LS) è una condizione che può essere ereditaria. È noto anche come cancro colorettale ereditario non poliposico (HNPCC). È causata da un’alterazione in un gene chiamato gene di riparazione del disadattamento. I portatori non presentano alcun sintomo. Ma le persone con la sindrome hanno un rischio maggiore di sviluppare il cancro dell’intestino, dell’utero e delle ovaie. Se la tua famiglia ha una storia di sviluppo di questi tumori quando hanno meno di 50 anni, è possibile che abbiano il gene alterato che causa la LS. Il cancro dell’intestino che non è familiare si sviluppa solitamente nelle persone di età superiore ai 50 anni. Ma per le persone con LS, il cancro dell’intestino di solito si sviluppa tra i 40 ei 50 anni o prima. Essere consapevoli delle proprie normali abitudini intestinali è importante, soprattutto se si ha o si pensa di avere la LS. Essere consapevoli di: Sangue sulle o nelle feci (cacca). Diarrea, stitichezza o un altro cambiamento nelle abitudini intestinali che dura più di sei settimane e senza una ragione ovvia. Perdita di peso inspiegabile. Dolore alla pancia o al passaggio posteriore. La sensazione di non aver svuotato adeguatamente l’intestino dopo essere andati in bagno. Fonte: Macmillan
“Le persone con la sindrome di Lynch sono a rischio di cancro per tutta la vita”, afferma il professor David Church, ricercatore senior sul cancro del Cancer Research UK presso il centro di genetica umana dell’Università di Oxford e ricercatore principale dello studio.
«Quindi è molto comune, ad esempio, che una donna abbia un primo cancro all’utero e poi, alcuni anni dopo, un cancro all’intestino, o viceversa.
“Gli obiettivi che abbiamo scelto per il vaccino sono stati scelti in base alla loro condivisione tra diversi tipi di cancro nella sindrome di Lynch, quindi riteniamo che dovrebbero fornire un’ampia protezione, se il vaccino funziona.”
Nelle persone con la sindrome di Lynch, le mutazioni possono accumularsi, rendendo le cellule che le contengono più propense a trasformarsi in cellule cancerose.
Tuttavia, le mutazioni possono essere rese visibili al sistema immunitario e, con sufficiente stimolazione, il sistema immunitario può attaccare le cellule anormali e impedire la formazione del cancro.
Il professor Church ha affermato che l’iniezione di mRNA funge quindi da “manuale di istruzioni” per consentire al corpo di attaccare le cellule precancerose.
Ha aggiunto che, come con molti vaccini, ad un certo punto potrebbe essere necessario che i pazienti ricevano un vaccino di richiamo.
Per quanto riguarda la vaccinazione contro altri tumori non causati dalla sindrome di Lynch, il professor Church ha affermato che “in termini di prova di principio che possiamo addestrare il sistema immunitario a riconoscere queste alterazioni associate al cancro e a migliorare la risposta immunitaria contro di esse per prevenire questi precancerosi o prevenire la progressione da precanceroso a cancro, tale prova di principio dovrebbe darci intuizioni generalizzabili”.
David Berman, responsabile dello sviluppo di Moderna, ha dichiarato: “Applicando la tecnologia mRNA nelle prime fasi del percorso del paziente, miriamo a sfruttare il sistema immunitario quando può avere il maggiore impatto.
“Siamo orgogliosi di portare questa innovazione nel Regno Unito, basandoci sulla nostra collaborazione di lunga data con le principali istituzioni britanniche per promuovere la ricerca e lo sviluppo dell’mRNA.”
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
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Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Screening del colon-retto, dal 10 giugno il kit si ritira e si riconsegna anche in farmacia. Come funziona La Nazione
Arezzo, 9 giugno 2026 – Fare prevenzione diventa ancora più semplice. Da mercoledì 10 giugno i cittadini delle province di Arezzo, Siena e Grosseto potranno ritirare e riconsegnare il kit per lo screening del tumore del colon-retto direttamente nelle farmacie aderenti al servizio. Una novità introdotta dall’Azienda Usl Toscana Sud Est con l’obiettivo di rendere più accessibile uno degli strumenti di prevenzione più efficaci contro una delle patologie oncologiche più diffuse.
La nuova modalità nasce grazie a un protocollo d’intesa regionale che punta a sfruttare la capillarità delle farmacie sul territorio, superando i limiti legati al numero ridotto di sedi sanitarie e agli orari di consegna finora disponibili. L’obiettivo è aumentare la partecipazione dei cittadini allo screening, facilitando l’accesso a un controllo semplice, gratuito e potenzialmente salvavita.
Prevenzione del tumore del colon-retto
A chi è rivolto
Il programma è rivolto a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni, che riceveranno a casa una lettera di invito dall’Azienda sanitaria in collaborazione con Ispro. All’interno sarà presente un QR Code che permetterà di consultare l’elenco aggiornato delle farmacie aderenti.
Una volta ricevuta la comunicazione, sarà sufficiente presentarsi in farmacia con la lettera e il codice fiscale per ritirare gratuitamente il kit per il test del sangue occulto fecale. Il farmacista fornirà tutte le indicazioni necessarie per effettuare correttamente il prelievo del campione a domicilio. Dopo aver eseguito il test, il campione potrà essere riconsegnato in una qualsiasi delle farmacie aderenti, anche diversa da quella in cui è stato ritirato il kit. La consegna dovrà avvenire esclusivamente dal lunedì al giovedì.
L’importanza di fare il test
Lo screening del colon-retto viene proposto ogni due anni ed è considerato uno dei più efficaci programmi di prevenzione oncologica. Il test consente infatti di individuare eventuali tracce di sangue non visibili nelle feci, segnale che può indicare la presenza di lesioni precancerose o di tumori nelle fasi iniziali. Individuare precocemente la malattia significa aumentare significativamente le possibilità di cura e guarigione.
In circa il 5% dei casi il test risulta positivo. Questo non significa necessariamente la presenza di un tumore, ma rende necessario un approfondimento diagnostico. In tali situazioni sarà direttamente il sistema sanitario a contattare il cittadino per programmare gratuitamente una colonscopia.
Con questa nuova organizzazione la prevenzione entra ancora di più nella quotidianità delle persone, trasformando la farmacia di quartiere in un presidio sempre più centrale per la tutela della salute e per la diffusione della cultura della diagnosi precoce.
L’elenco delle farmacie che aderiscono all’iniziativa
I cittadini che riceveranno la lettera di invito potranno trovare le istruzioni, l'illustrazione del materiale e l'elenco delle farmacie aderenti direttamente sul sito web aziendale, al link: https://www.uslsudest.toscana.it/percorsi-assistenziali/screening. Per ulteriori informazioni sul programma di screening e sull'assistenza, restano attivi anche i canali informativi regionali dedicati.
Tumore del pancreas dai risultati rivoluzionari del nuovo farmaco inibitore ai vantaggi dell' AI per la diagnosi precoce | ecco che cosa sta cambiando il tasso di sopravvivenza di una delle neoplasie più letali - Zazoom Social News
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Tumore del pancreas dai risultati rivoluzionari del nuovo farmaco inibitore ai vantaggi dell' AI per la diagnosi precoce | ecco che cosa sta cambiando il tasso di sopravvivenza di una delle neoplasie più letali Zazoom Social News
Tumore del pancreas dai risultati rivoluzionari di un nuovo farmaco inibitore ai vantaggi dell' AI per la diagnosi precoce | ecco che cosa sta cambiando il tasso di sopravvivenza di una delle neoplasie più letali - Zazoom Social News
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Tumore del pancreas dai risultati rivoluzionari di un nuovo farmaco inibitore ai vantaggi dell' AI per la diagnosi precoce | ecco che cosa sta cambiando il tasso di sopravvivenza di una delle neoplasie più letali Zazoom Social News
Tumore del pancreas, dai risultati «rivoluzionari» del nuovo farmaco inibitore ai vantaggi dell'AI per la diagnosi precoce: ecco che cosa sta cambiando il tasso di sopravvivenza di una delle neoplasie più letali - Vanity Fair Italia
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Criteri Critici
Tumore del pancreas, dai risultati «rivoluzionari» del nuovo farmaco inibitore ai vantaggi dell'AI per la diagnosi precoce: ecco che cosa sta cambiando il tasso di sopravvivenza di una delle neoplasie più letali Vanity Fair Italia
Sebbene oncologi e ricercatori abbiano fatto grandi progressi nella ricerca di nuove cure per questa e altri tipi di neoplasie, il cancro al pancreas resta ancora oggi un nemico ostinato e letale. Negli Stati Uniti, rappresenta la terza causa di morte per cancro, in Italia la quarta, con circa 15.000 decessi annuali.
L'adenocarcinoma pancreatico si sviluppa comunemente nelle cellule esocrine che svolgono un ruolo vitale nella digestione. Spesso cresce in modo impercettibile fino a quando non si è diffuso ampiamente ed è proprio la sua diagnosi tardiva una delle ragioni alla base dell'elevato tasso di mortalità. La sopravvivenza media di un paziente con tumore in stadio avanzato è inferiore a un anno. Adesso, però, la persistente e rapida letalità di questo tumore potrebbe finalmente cambiare. Il daraxonrasib agisce sulle mutazioni del gene KRAS, responsabili della stragrande maggioranza dei casi di cancro al pancreas, e i risultati dello studio condotto dal team di Brian Wolpin sono validi al punto che lo scorso 1° maggio, gli esperti medici della Food and Drug Administration (FDA) statunitense hanno dato il via libera all'accesso esteso al farmaco, il quale è adesso sulla buona strada per ottenere l'approvazione definitiva entro la fine dell'anno.
Che cosa è emerso esattamente dalla sperimentazione con daraxonrasib
Lo studio, pubblicato di recente, ha rilevato che i pazienti con cancro al pancreas in stadio avanzato precedentemente trattati, che hanno assunto compresse di daraxonrasib una volta al giorno, sono sopravvissuti per circa 15 mesi; storicamente, questi pazienti vivono in genere meno della metà del tempo.
Come agisce il daraxonrasib contro il cancro al pancreas
La causa principale di molti tumori è legata a un malfunzionamento dell'interruttore on-off per la crescita cellulare. Nelle cellule sane, la via di segnalazione RAS, responsabile della crescita cellulare, sa quando spegnersi. Ma in molti tumori, si verifica una mutazione e l'interruttore rimane bloccato in posizione «acceso», portando a una crescita cellulare maligna incontrollata. Nei tumori al pancreas, una proteina associata a RAS in particolare, la KRAS, è responsabile di questo blocco in oltre il 90% dei casi. Gli scienziati conoscono la KRAS da anni, ma trovare un sito adatto in cui un farmaco possa legarsi e bloccarne gli effetti si è rivelato difficile.
I ricercatori che hanno sviluppato il daraxonrasib hanno in questo caso individuato un bersaglio diverso. Il farmaco lega la proteina RAS a una proteina chaperon (un aiutante cellulare) che a sua volta agisce sulle proteine KRAS con una qualsiasi delle sette mutazioni cancerogene note. «Questo rende il daraxonrasib un inibitore pan-RAS, e non solo un nuovo farmaco, ma il primo di una nuova classe di farmaci ed è questo uno dei motivi per cui è così entusiasmante», ha spiegato in un'intervista pubblicata su UCHealth, il dottor Wells Messersmith, direttore della divisione di Oncologia Medica presso la University of Colorado Anschutz School of Medicine e della struttura ospedaliera che è stata uno dei centri in cui si è svolto lo studio sul daraxonrasib.
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Criteri Critici
Cancro, fare rete per equità di accesso alle cure e prevenzione Vita.it
L’attuazione delle misure previste dalla Legge di bilancio 2026 in ambito oncologico, l’ampliamento dello screening mammografico, l’accesso alla medicina di precisione, la genetica oncologica e la prevenzione personalizzata, l’integrazione della nutrizione nei percorsi oncologici, ma anche il consolidamento del modello Percorso diagnostico terapeutico assistenziale – Pdta nei tumori ginecologici e la presa in carico dei pazienti che convivono con un tumore metastatico della mammella.
Ad un anno dal lancio del manifesto di Fondazione Incontradonna Un impegno per la salute 2025-2027, questi i temi sul tavolo all’incontro promosso dall’ente e ospitato dalla Fondazione Roma.
Un momento di confronto, ma anche di messa a terra dei nuovi obiettivi, con istituzioni, comunità scientifica, associazioni di pazienti e stakeholder del sistema salute.
L’occasione dunque per un’aggiornamento degli obiettivi 2026 e il punto sulle priorità ancora aperte nell’ambito della prevenzione e dell’oncologia.
I risultati raggiunti
Tra gli obiettivi raggiunti dal Manifesto di Fondazione Incontradonna l’estensione dello screening mammografico alle fasce d’età 45-49 e 70-74, l’approvazione di un fondo per i test molecolari Esr1 per le pazienti con carcinoma mammario metastatico.
Nato come strumento di patient advocacy (insieme di azioni che promuovono e tutelano i diritti delle persone con problemi di salute), il documento promuove un confronto continuativo sui principali bisogni di salute e sulla necessità di rafforzare equità di accesso, appropriatezza dei percorsi e presa in carico dei pazienti oncologici, e non solo, lungo tutto il cosiddetto patient journey, di fatto il percorso di cura.
Da sinistra Luciano Ciocchetti, deputato e vice Presidente XII Commissione permanente della Camera dei Deputati (Affari Sociali), Mauro Boldrini, direttore della comunicazione di Aiom, Adriana Bonifacino, fondatrice di Fondazione Incontradonna e Andrea Botticelli, membro del cda di Fondazione Incontradonna e responsabile della breast unit del Policlinico Umberto I di Roma
Personalizzazione del prendersi cura e della cura
«Oggi», ha sottolineato Adriana Bonifacino, fondatrice di Fondazione Incontradonna, «gettiamo le fondamenta per i prossimi passi del Manifesto: continueremo a lavorare in questa direzione con la consapevolezza che la collaborazione tra istituzioni, società scientifiche e associazioni può contribuire al raggiungimento di una reale personalizzazione del prendersi cura e della cura».
È fondamentale rafforzare la cultura della prevenzione, promuovere l’adesione ai programmi di screening e garantire a tutte le donne, indipendentemente dall’area geografica di residenza, pari opportunità di accesso ai percorsi diagnostici e terapeutici più appropriati Andrea Botticelli – membro del cda di Fondazione Incontradonna e responsabile della breast unit del Policlinico Umberto I di Roma
Innovazione per tutti e accesso alle cure
Bonifacino ha ripercorso i risultati raggiunti nel 2026 dall'iniziativa, « abbiamo visto trasformarsi in azioni concrete molte delle priorità che avevamo condiviso con i rappresentanti del sistema salute: pensiamo alle misure previste dalla Legge di bilancio 2026 in ambito oncologico, al percorso avviato sul fronte dell’estensione dello screening mammografico, ai passi avanti nell’aggiornamento dei Led e al riconoscimento dell’obesità come patologia cronica».
Per Bonifacino «è altrettanto significativo che sia stato accolto alla Camera dei Deputati un ordine del giorno per la promozione di un Pdta dedicato al carcinoma mammario metastatico all’interno delle reti oncologiche regionali. Si tratta di segnali importanti ed ora è fondamentale accompagnare la fase attuativa di questi interventi».
E ha ricordato anche che «l’innovazione è davvero tale solo quando riesce a raggiungere tutte le persone, attraverso una rete organizzativa in grado di rendere la prevenzione e la cura sempre più appropriate, superando le barriere territoriali e socioeconomiche che ancora limitano un equo accesso».
Franco Parasassi, presidente di Fondazione Roma
Impegno congiunto per una grande sfida
Anche Franco Parasassi, presidente di Fondazione Roma, ha sottolineato che «la tutela della salute è una delle grandi sfide del nostro tempo e richiede un impegno congiunto tra istituzioni, comunità scientifica, Terzo settore e cittadini», nella convinzione «che il dialogo e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti siano la premessa indispensabile per trasformare le buone idee in azioni tangibili, capaci di generare un impatto positivo e duraturo sulla società».
Consapevolezza e prevenzione
In questo quadro «la prevenzione assume un valore strategico non solo sanitario, ma anche culturale, poiché promuove una maggiore consapevolezza nelle scelte di benessere individuali e collettive».
Per la Fondazione Roma, ha aggiunto, sostenere iniziative come quella di Incontradonna «significa investire nella qualità della vita delle comunità, offrendo alle persone le conoscenze e gli strumenti per renderle protagoniste attive dei propri percorsi di diagnosi e cura».
Priorità per rispondere a esigenze attuali e future
È una visione, ha detto ancora Parasassi, «che da sempre orienta la nostra attività e che trova piena sintonia con il lavoro svolto da Incontradonna. Il Manifesto presentato oggi offre un contributo concreto e lungimirante al dibattito sulle politiche sanitarie, individuando priorità capaci di rispondere ad esigenze attuali e future».
Temi come la diffusione di una corretta educazione alla salute, ha precisato, «il potenziamento degli screening, la gestione delle cronicità e la centralità della persona sono pilastri essenziali per costruire un sistema efficace, equa e vicino ai bisogni reali».
Attenzione alta
Per Sergio Iavicoli, direttore generale della prevenzione al ministero della Salute, «prevenzione, innovazione e presa in carico rappresentano oggi una priorità strategica per il sistema sanitario nazionale. Nell’ultimo anno sono stati compiuti passi importanti grazie a un lavoro condiviso tra classe politica, comunità scientifica e associazioni dei pazienti».
Il Manifesto di Fondazione Incontradonna ha contribuito in modo significativo a mantenere alta l’attenzione su questi temi e a favorire un confronto costruttivo sulle priorità di salute pubblica. Il nostro impegno continuerà a consolidarsi attraverso una stretta sinergia con le associazioni, affermando l’importanza e la centralità delle azioni di prevenzione».
Resta informato su ProdurreBene.
In apertura foto da National Cancer Institute per Unsplash. Nel testo foto da Ufficio Stampa Intermedia
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Criteri Critici
la radioterapia pediatrica dell’int di milano è punto di riferimento internazionale per la cooperazione scientifica con la cina MilanoToday
Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday
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Si apre un ponte, scientifico e culturale, tra Italia e Cina. E lo si fa avviando i primi passi di un’alleanza in uno dei campi più delicati della lotta ai tumori: la radioterapia pediatrica, parte integrante multidisciplinare di un percorso di cura oncologico pediatrico. Accade all’IRCCS - Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dove l'8 giugno è arrivata una delegazione di tre medici e fisici cinesi dello Shandong Cancer Hospital and Institute di Jinan: il Professor Ligang Xing, tra i massimi esperti internazionali di adroterapia, radioterapia e oncologia, accompagnato da Jian Zhu, del Proton Center, e Man Hu. Ad accogliere la delegazione il Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori, Gustavo Galmozzi, e la dottoressa che ha invitato i tre esperti in Italia, Sabina Vennarini, Responsabile della Struttura Semplice di Radioterapia Pediatrica presso la Struttura Complessa di Radioterapia dell’IRCCS (diretta dal Professor Andrea Filippi). Lo Shandong Cancer gestisce uno dei programmi di radioterapia più grandi e tecnologicamente avanzati al mondo. Il suo dipartimento è dotato di più di venti dispositivi di radioterapia, tra cui diversi acceleratori lineari, due unità TomoTherapy C (TOMO-C), un acceleratore lineare guidato da risonanza magnetica (MRLINAC), un sistema di radioterapia adattativa e il CyberKnife di sesta generazione (M6). L’ospedale tratta circa 1.800 pazienti al giorno con radioterapia a fascio esterno (una cifra senza precedenti in Cina e rara su scala globale) e attraverso il suo Proton Center fornisce radioterapia protonica a circa 160 pazienti ogni giorno. La visita rappresenta il consolidamento di una collaborazione scientifica avviata nel 2024 a Singapore, nel corso del 62° Congresso Annuale della Particle Therapy Cooperative Group (PTCOG), il più importante appuntamento mondiale dedicato alla terapia con particelle: in quell’occasione la Dr.ssa Sabina Vennarini, uno dei massimi esperti mondiali di terapia con particelle nella cura dei tumori pediatrici, e il Professor Xing hanno co-moderato una sessione scientifica. Sette mesi dopo, la dottoressa italiana è stata invitata in Cina come relatrice al 2° Congresso Nazionale Cinese di Adroterapia, tenutosi a Jinan. E nell’agosto 2025 ha partecipato, in qualità di esperta internazionale e ospite d’onore, al 1° Congresso Nazionale di Radioterapia e Protonterapia Pediatrica nella stessa città (evento che sarà ripetuto quest’anno, a conferma del crescente interesse in Cina verso questa disciplina). Con la visita della delegazione cinese a Milano, questa collaborazione ha compiuto un ulteriore passo avanti. “L’interesse manifestato per la nostra realtà testimonia il valore dell’intera comunità professionale dell’Istituto”, ha affermato Vennarini: “Non si tratta soltanto di un riconoscimento nei confronti del mio lavoro, ma dell’eccellenza multidisciplinare di un luogo che fa da punto di riferimento nella ricerca e nella cura dei tumori pediatrici e dell’adulto”. “È per noi motivo di grande piacere e soddisfazione – ha sottolineato il Prof. Andrea Riccardo Filippi, Direttore della Struttura Complessa di Radioterapia Oncologica dell’INT – aver accolto questa delegazione di colleghi radio-oncologi presso il nostro Istituto e la Divisione di Radioterapia. L’attività di radioterapia pediatrica, guidata dalla dottoressa Vennarini, riveste un ruolo fondamentale e si inserisce in un percorso di eccellenza nelle cure radio-oncologiche dedicate a bambini e adulti. Su questo fronte l’INT sta investendo molto, al fine di confermarsi ai più elevati standard globali, anche grazie alla partnership con CNAO”. Per l’Istituto, invece, “è la conferma della capacità di dialogare a tutto campo con i principali attori internazionali della ricerca oncologica, consolidando il proprio ruolo non solo in ambito europeo ma anche nei confronti di Paesi a forte sviluppo scientifico come la Cina”. Dopo la tappa milanese la delegazione ha visitato il CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica) a Pavia, di cui l’Istituto stesso è socio fondatore e dove, dal 2021, ha ulteriormente rafforzato il proprio ruolo nel coordinamento nazionale dei percorsi di cura mediante adroterapia (protoni e ioni carbonio). Successivamente, la stessa delegazione si recherà in Francia, prima presso L'Istituto Gustave-Roussy, a Villejuif e, quindi, al 64° Congresso Annuale del Particle Therapy Co-Operative Group, in programma a Deauville, in Normandia, dall’8 al 13 giugno 2026.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?1
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Natalia Paragoni si taglia (ancora) i capelli. Il look corto con frangia dopo l'inizio della chemioterapia: «Ti stanno da Dio» Leggo.it
Ancora un nuovo taglio, ancora più corto e anche più scuro.Natalia Paragoni, dopo aver deciso di tagliare i capelli a causa dellachemioterapia, sembra voler precedere ancora di più i tempi. L'ex corteggiatrice di Uomini e donne ha condiviso su Instagram un'ulteriore evoluzione nel suo look, una scelta per anticipare gli effetti più visibili delle cure per illinfoma di Hodgkindiagnosticatole il 27 aprile. Natalia ha preso la decisione di tagliare i suoi capelli dopo averli visti cadere a causa della prima seduta di terapia, iniziata subito dopo la nascita della seconda figlia, Beatrice. Con l’avvio dei cicli di chemioterapia e i primi inevitabili segni, l'influencer ha scelto di non aspettare, gestendo il cambiamento in prima persona e tagliandoli da sola con il sostengo del compagnoAndrea Zelletta. Un post condiviso da NATALIA PARAGONI (@natyparagoni) «Hei ciao», scrive sui suoi social mostrandosi con il nuovo taglio.Dopo l'annuncio della scoperta del tumore, l'influencer ha raccontato di non voler interrompere la sua quotidianità, condividendo però le varie fasi di questo nuovo percorso. I fan hanno invaso la sezione commenti. «Ti stanno da Dio», scrive qualcuno. Si tratta di una forma di tumore del sistema linfatico che origina dai linfociti B, un tipo di globuli bianchi. Si sviluppa solitamente nei linfonodi, in particolare nella parte superiore del corpo (collo, ascelle e torace). Le cure sono fondamentali e necessarie, ma risulta essere una delle patologie oncologiche con le più alte probabilità di guarigione.
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Radioterapia e protonterapia, l’eccellenza dell’INT conquista la Cina: al via partnership strategica per cure oncologiche avanzate insalutenews.it
Una delegazione di tre esperti in terapie con particelle e radioterapia oncologica pediatrica e adulta dello Shandong Cancer Hospital and Institute di Jinan arriva in visita all’IRCCS di via Venezian, su invito della dott.ssa Sabina Vennarini. Scopo: consolidare una collaborazione strategica nel campo della cura dei tumori con radioterapia e particelle. E avviare “un dialogo a tutto campo” con uno dei più importanti ospedali cinesi
Milano, 9 giugno 2026 – Si apre un ponte, scientifico e culturale, tra Italia e Cina. E lo si fa avviando i primi passi di un’alleanza in uno dei campi più delicati della lotta ai tumori: la radioterapia pediatrica, parte integrante multidisciplinare di un percorso di cura oncologico pediatrico. Accade all’IRCCS – Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dove ieri, 8 giugno, è arrivata una delegazione di tre medici e fisici cinesi dello Shandong Cancer Hospital and Institute di Jinan: il prof. Ligang Xing, tra i massimi esperti internazionali di adroterapia, radioterapia e oncologia, accompagnato da Jian Zhu, del Proton Center, e Man Hu. Ad accogliere la delegazione il Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori, Gustavo Galmozzi, e la dott.ssa che ha invitato i tre esperti in Italia, Sabina Vennarini, Responsabile della Struttura Semplice di Radioterapia Pediatrica presso la Struttura Complessa di Radioterapia dell’IRCCS (diretta dal Professor Andrea Filippi).
Lo Shandong Cancer gestisce uno dei programmi di radioterapia più grandi e tecnologicamente avanzati al mondo. Il suo dipartimento è dotato di più di venti dispositivi di radioterapia, tra cui diversi acceleratori lineari, due unità TomoTherapy C (TOMO-C), un acceleratore lineare guidato da risonanza magnetica (MRLINAC), un sistema di radioterapia adattativa e il CyberKnife di sesta generazione (M6). L’ospedale tratta circa 1.800 pazienti al giorno con radioterapia a fascio esterno (una cifra senza precedenti in Cina e rara su scala globale) e attraverso il suo Proton Center fornisce radioterapia protonica a circa 160 pazienti ogni giorno.
La visita rappresenta il consolidamento di una collaborazione scientifica avviata nel 2024 a Singapore, nel corso del 62° Congresso Annuale della Particle Therapy Cooperative Group (PTCOG), il più importante appuntamento mondiale dedicato alla terapia con particelle: in quell’occasione la dott.ssa Sabina Vennarini, uno dei massimi esperti mondiali di terapia con particelle nella cura dei tumori pediatrici, e il prof. Xing hanno co-moderato una sessione scientifica.
Sette mesi dopo, la dottoressa italiana è stata invitata in Cina come relatrice al 2° Congresso Nazionale Cinese di Adroterapia, tenutosi a Jinan. E nell’agosto 2025 ha partecipato, in qualità di esperta internazionale e ospite d’onore, al 1° Congresso Nazionale di Radioterapia e Protonterapia Pediatrica nella stessa città (evento che sarà ripetuto quest’anno, a conferma del crescente interesse in Cina verso questa disciplina). Con la visita della delegazione cinese a Milano, questa collaborazione ha compiuto un ulteriore passo avanti.
“L’interesse manifestato per la nostra realtà testimonia il valore dell’intera comunità professionale dell’Istituto – ha affermato Vennarini – Non si tratta soltanto di un riconoscimento nei confronti del mio lavoro, ma dell’eccellenza multidisciplinare di un luogo che fa da punto di riferimento nella ricerca e nella cura dei tumori pediatrici e dell’adulto”.
“È per noi motivo di grande piacere e soddisfazione – ha sottolineato il prof. Andrea Riccardo Filippi, Direttore della Struttura Complessa di Radioterapia Oncologica dell’INT – aver accolto questa delegazione di colleghi radio-oncologi presso il nostro Istituto e la Divisione di Radioterapia. L’attività di radioterapia pediatrica, guidata dalla dott.ssa Vennarini, riveste un ruolo fondamentale e si inserisce in un percorso di eccellenza nelle cure radio-oncologiche dedicate a bambini e adulti. Su questo fronte l’INT sta investendo molto, al fine di confermarsi ai più elevati standard globali, anche grazie alla partnership con CNAO”.
Per l’Istituto, invece, “è la conferma della capacità di dialogare a tutto campo con i principali attori internazionali della ricerca oncologica, consolidando il proprio ruolo non solo in ambito europeo ma anche nei confronti di Paesi a forte sviluppo scientifico come la Cina”.
Dopo la tappa milanese la delegazione ha visitato il CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica) a Pavia, di cui l’Istituto stesso è socio fondatore e dove, dal 2021, ha ulteriormente rafforzato il proprio ruolo nel coordinamento nazionale dei percorsi di cura mediante adroterapia (protoni e ioni carbonio). Successivamente, la stessa delegazione si recherà in Francia, prima presso L’Istituto Gustave-Roussy, a Villejuif e, quindi, al 64° Congresso Annuale del Particle Therapy Co-Operative Group, in programma a Deauville, in Normandia, dall’8 al 13 giugno 2026.
Tumori. In Europa 3,2 milioni di nuove diagnosi: +58% dal 1995. Ma la sopravvivenza migliora. Il nodo resta il tempo di accesso ai nuovi farmaci - Quotidiano Sanità
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Tumori. In Europa 3,2 milioni di nuove diagnosi: +58% dal 1995. Ma la sopravvivenza migliora. Il nodo resta il tempo di accesso ai nuovi farmaci Quotidiano Sanità
Il cancro continua a rappresentare una delle principali sfide per i sistemi sanitari europei. Nel 2022 in Europa sono stati stimati 3,2 milioni di nuovi casi, contro i 2,1 milioni del 1995: un aumento del 58% trainato soprattutto dall’invecchiamento della popolazione. Se non vi saranno ulteriori progressi in prevenzione, diagnosi precoce e trattamento, le proiezioni indicano che le nuove diagnosi potrebbero arrivare a 4,1 milioni entro il 2050.
È uno dei dati centrali del Comparator Report on Cancer in Europe 2025 – Disease Burden, Costs and Access to Medicines and Molecular Diagnostics, pubblicato dallo Swedish Institute for Health Economics, che aggiorna la fotografia del carico clinico, economico e organizzativo dell’oncologia in 31 Paesi europei: i 27 Stati membri dell’Ue più Islanda, Norvegia, Svizzera e Regno Unito.
Il quadro è a doppia faccia. Da un lato l’incidenza aumenta e il cancro è già la prima causa di morte nelle persone con meno di 65 anni, responsabile del 32% dei decessi in questa fascia d’età nel 2022. Dall’altro, la mortalità non cresce con lo stesso ritmo delle diagnosi: tra il 1995 e il 2022 i decessi per tumore sono aumentati del 24%, passando da 1,2 a 1,5 milioni, molto meno dell’incremento dell’incidenza. Per gli autori, questo scarto è il segno dei progressi ottenuti in diagnosi precoce, trattamenti e qualità complessiva delle cure.
Il report sottolinea che i decessi per cancro in Europa si sono stabilizzati intorno a 1,3-1,4 milioni l’anno dal 2008. Tuttavia il cancro resta la seconda causa di morte, con il 23% del totale dei decessi, dietro alle malattie cardiovascolari. In diversi Paesi dell’Europa nord-occidentale ha già superato le patologie cardiovascolari e, secondo le previsioni richiamate nel documento, potrebbe diventare la prima causa di morte nell’Ue entro il 2035.
Il peso dell’età è decisivo. Nel 2022 quasi due terzi dei casi sono stati diagnosticati in persone con almeno 65 anni. Ma non tutto l’aumento è inevitabile: il rapporto ricorda che una quota compresa tra il 30 e il 50% dei nuovi casi è collegata a fattori di rischio modificabili, tra cui fumo, alcol, obesità, dieta non salutare, inattività fisica, esposizione a radiazioni UV e infezioni oncogene come Hpv e Hbv.
Sul fronte della sopravvivenza, il miglioramento è netto ma disomogeneo. La sopravvivenza a cinque anni è aumentata nella maggior parte dei tumori rispetto agli anni Novanta. I progressi più importanti si osservano nei tumori ematologici, dove l’innovazione farmacologica ha avuto un impatto particolarmente rilevante. Al contrario, per alcuni tumori solidi, come vescica, cervello, tumori ginecologici e laringe, i miglioramenti sono stati limitati o assenti.
Il report non costruisce una graduatoria unica dei Paesi dove “si cura meglio” il cancro. La misura più vicina a un confronto sugli esiti è quella della sopravvivenza a cinque anni, ma gli stessi autori avvertono che i dati disponibili non sono completi né pienamente comparabili tra Paesi, perché derivano da periodi, metodologie e criteri di inclusione diversi. Nel confronto tra i 15 Paesi con dati disponibili, la Svezia viene indicata come Paese con le migliori performance. Secondo una stima del report, quasi 200mila decessi per cancro potrebbero essere evitati ogni anno se tutti questi Paesi raggiungessero i livelli svedesi.
In questa specifica comparazione sugli esiti l’Italia non compare, perché il report la colloca tra i Paesi per i quali non sono disponibili dati nazionali pubblicati di sopravvivenza a cinque anni secondo i criteri adottati dagli autori. Questo non significa che il Paese non disponga di registri o dati oncologici, ma che nel perimetro del rapporto non risultano disponibili dati nazionali pubblicati e comparabili tali da consentire l’inserimento nella graduatoria della sopravvivenza.
Il capitolo economico conferma la crescente pressione sull’oncologia. Tra il 1995 e il 2023 la spesa sanitaria diretta per il cancro è più che raddoppiata, passando da 62 a 146 miliardi di euro, a prezzi e cambi 2023. La quota del cancro sulla spesa sanitaria complessiva è però rimasta relativamente stabile, tra il 4 e l’8% nei diversi Paesi, con una media europea del 6,6%, pari a circa 260 euro pro capite nel 2023.
Il dato più interessante riguarda la composizione dei costi. I costi diretti aumentano, mentre quelli indiretti, legati soprattutto alla perdita di produttività per mortalità prematura e morbosità, sono diminuiti da 97 a 82 miliardi. In totale, il burden economico del cancro è cresciuto da 159 a 228 miliardi tra 1995 e 2023, ma il costo per nuovo paziente è rimasto sostanzialmente stabile, oscillando tra 70mila e 78mila euro. Per gli autori, ciò significa che l’aumento del peso complessivo dipende soprattutto dall’aumento dei pazienti, più che da un’esplosione del costo unitario.
Resta però forte la variabilità tra Paesi. La spesa oncologica pro capite varia di quasi tre volte: sotto i 150 euro in alcuni Paesi dell’Europa centro-orientale, oltre 400 euro in Germania e Svizzera, al netto della parità di potere d’acquisto. Il report osserva che una maggiore spesa è associata a migliori tassi di sopravvivenza, ma avverte che l’efficienza è determinante: oltre una certa soglia, ogni euro aggiuntivo produce benefici decrescenti e Paesi con livelli di spesa molto diversi possono ottenere risultati simili.
In questo quadro l’Italia si colloca in una fascia intermedia per la spesa sanitaria diretta destinata al cancro. Il report la include tra i Paesi con una spesa pro capite per l’assistenza oncologica compresa tra 200 e 280 euro, insieme, tra gli altri, a Regno Unito, Irlanda, Repubblica Ceca, Malta, Cipro e alcuni Paesi nordici. Il livello italiano è quindi inferiore a quello dei Paesi con la spesa più elevata, come Germania e Svizzera, ma superiore a quello di molti Paesi dell’Europa centro-orientale.
Sul versante dell’innovazione, l’oncologia europea ha vissuto una trasformazione profonda. Dal 1995 al 2024 l’Agenzia europea dei medicinali ha approvato 194 nuovi farmaci oncologici e 318 nuove indicazioni per medicinali già autorizzati. Il ritmo delle approvazioni è cresciuto in modo marcato: da circa un nuovo farmaco all’anno nel periodo 1995-2000 a circa 14 l’anno tra 2021 e 2024. Target therapy, immunoterapie, anticorpi farmaco-coniugati, anticorpi bispecifici e Car-T hanno ampliato l’arsenale terapeutico, mentre all’orizzonte si profilano vaccini terapeutici a mRna, terapie cellulari, gene editing e altre piattaforme innovative.
Ma l’accesso resta il punto critico. Il rapporto segnala forti disuguaglianze nella rimborsabilità e nei tempi di accesso ai nuovi farmaci. Per i medicinali oncologici approvati dall’Ema tra il 2019 e il 2022, la Germania risulta il Paese con la quota più alta di rimborsabilità, pari al 96%, seguita da Svizzera, Austria e Italia. L’Italia si colloca all’83%, sopra la media Ue del 67%, ma con tempi non ancora allineati ai Paesi più rapidi. Il tempo medio per arrivare al rimborso è stimato in circa 370 giorni: meglio di molti Paesi dell’Europa centro-orientale, ma più lento rispetto a Germania e Danimarca, dove il rimborso avviene mediamente in meno di 150 giorni.
Anche sull’utilizzo effettivo dei nuovi trattamenti il profilo italiano appare intermedio. Nel confronto tra i grandi Paesi europei, il report osserva che Francia e Germania guidano in modo costante l’adozione dei farmaci oncologici dopo l’approvazione Ema, mentre Italia e Spagna mostrano un andamento più moderato: una fase iniziale di ritardo nell’adozione, seguita poi da una progressiva convergenza verso i livelli di Francia e Germania. Il Regno Unito, invece, tende a restare più indietro sia nelle fasi iniziali sia nel medio periodo.
L’Italia pesa comunque in modo rilevante sul mercato europeo dei farmaci oncologici. Nel 2023, secondo i dati di vendita a prezzi di listino utilizzati dal report, il nostro Paese rappresenta l’11% della spesa europea complessiva per medicinali oncologici, contro il 19% della Germania, il 19% della Francia, il 14% del Regno Unito e il 10% della Spagna. Va però ricordato che questi dati si basano sui prezzi di listino e non tengono conto degli sconti e dei rebate confidenziali, per cui tendono a sovrastimare la spesa reale sostenuta dai sistemi sanitari.
Il tema non riguarda solo i farmaci. La medicina di precisione dipende sempre più dalla diagnostica molecolare. Il report ricorda che quasi la metà dei nuovi farmaci oncologici approvati per tumori solidi tra 2015 e 2020 era associata a un biomarcatore predittivo. I test single-gene sono ormai ampiamente disponibili, ma l’accesso al Next Generation Sequencing resta limitato in molti Paesi, soprattutto nell’Europa centro-orientale. La mancata disponibilità o il mancato rimborso dei test può diventare un collo di bottiglia anche quando il farmaco è formalmente rimborsato.
Per gli autori, la risposta non può essere solo “spendere di più”. Servono valutazioni Hta più coerenti, accordi di accesso gestito, uso più mirato dei farmaci, selezione dei pazienti basata su biomarcatori, riduzione degli sprechi, maggiore impiego di generici e biosimilari quando disponibili. La sfida è liberare risorse per l’innovazione senza ridurre l’accesso ai trattamenti già disponibili.
Il report insiste anche su un altro limite strutturale: la carenza di dati real-world. Solo 15 Paesi su 31 pubblicano tassi di sopravvivenza a cinque anni per tutti i tumori e per sede tumorale, 3 li pubblicano solo per sede e 13 non forniscono dati attraverso report o siti nazionali. Mancano inoltre informazioni sistematiche su come i pazienti vengono trattati nella pratica clinica, tra ospedali e territori.
È una lacuna che pesa sulle scelte di politica sanitaria e riguarda direttamente anche l’Italia. Senza dati su esiti, percorsi, appropriatezza e utilizzo reale dei farmaci, diventa più difficile valutare il valore dell’innovazione, governare la spesa e ridurre le disuguaglianze. La conclusione del rapporto è netta: l’Europa ha ottenuto progressi importanti, ma per “fare meglio” deve investire non solo in nuovi trattamenti, ma anche in prevenzione, diagnosi molecolare, registri, evidenze real-world e capacità di allocare le risorse dove producono più salute.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
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Criteri Critici
Tentativi di salvare le gambe di un paziente affetto da cancro ai polmoni, le cui metastasi si sono diffuse alle ossa. Vietnam.vn
Secondo il dottor Dao Van Tu, primario del reparto di cure presso la clinica Quan Su, dopo una consulenza multidisciplinare, il paziente è stato sottoposto a terapia mirata con osimertinib. I risultati della valutazione hanno mostrato una riduzione delle dimensioni del tumore di circa il 70%, aprendo la possibilità di un intervento chirurgico per migliorare la funzione motoria.
La paziente è stata ricoverata per un forte dolore alla gamba sinistra dovuto a metastasi ossee, che limitavano gravemente la mobilità e rendevano la deambulazione quasi impossibile. L'esame ha rivelato una massa tumorale di 33x44 mm nel lobo inferiore del polmone sinistro, accompagnata da danno osteolitico al femore sinistro, con elevato rischio di frattura patologica.
SKĐS - Il 18 marzo, i medici del reparto di chirurgia ortopedica traumatologica dell'ospedale E hanno eseguito interventi di protesi totale del ginocchio con l'ausilio di un robot su quattro pazienti, tra cui casi di grave artrosi del ginocchio di lunga data.
Il 14 giugno, l'ospedale Pham Ngoc Thach, in coordinamento con i centri sanitari dei distretti di Gia Sang e Linh Son, ha organizzato controlli medici per oltre 200 persone che si sono distinte per meriti resi durante la rivoluzione e per persone con disabilità della zona. Questo programma rientra anche nel piano della provincia di Thai Nguyen per controlli medici regolari e screening gratuiti per la popolazione entro il 2026.
Grazie all'esperienza clinica e a un moderno sistema di analisi, i medici del MEDLATEC hanno diagnosticato tempestivamente una grave forma di tifo murino in una paziente di 58 anni in shock settico, con insufficienza multiorgano e alto rischio di morte.
I medici del reparto di chirurgia muscoloscheletrica hanno ritenuto che si trattasse di un caso complesso a causa della massa metastatica localizzata nel terzo superiore del femore sinistro e che aveva invaso i tessuti molli. Dopo un'attenta valutazione, l'équipe ha deciso di rimuovere chirurgicamente la lesione ossea ed eseguire un intervento di protesi modulare dell'anca sinistra per il paziente.
L'intervento chirurgico è andato bene. Dopo l'operazione, il paziente ha ricevuto una pronta riabilitazione e un attento monitoraggio. Le sue condizioni di salute sono migliorate rapidamente: da incapace di camminare, ha imparato a camminare, a riprendere le normali attività e ora è in grado di andare in bicicletta e accompagnare i figli a scuola.
Secondo i medici, la guarigione del paziente dimostra l'efficacia di una strategia di trattamento multimodale, che combina terapia mirata con chirurgia e riabilitazione. Anche negli stadi avanzati, molti casi di cancro possono ancora essere ben controllati se vengono effettuate valutazioni complete e vengono elaborati piani di trattamento personalizzati.
Gli esperti consigliano alle persone che manifestano sintomi insoliti come dolore osseo persistente, mobilità ridotta o dolore progressivamente crescente di origine sconosciuta di consultare tempestivamente un medico per una diagnosi e un trattamento appropriati.
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
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Criteri Critici
Tumori, IncontraDonna: "In un anno ampliati screening e test molecolari cancro al seno" Adnkronos
“Estensione dello screening mammografico alle fasce d’età 45-49 e 70-74 e approvazione di un fondo per i test molecolari Esr1 per le pazienti con carcinoma mammario metastatico”. Sono solo alcuni degli ambiziosi obiettivi raggiunti nel primo anno dal lancio del Manifesto di Fondazione IncontraDonna ‘Un impegno per la salute 2025-2027’. Nato come strumento di ‘patient advocacy’ - spiega la Fondazione in una nota - il documento promuove un confronto continuativo sui principali bisogni di salute e sulla necessità di rafforzare equità di accesso, appropriatezza dei percorsi e presa in carico dei pazienti oncologici - e non solo - lungo tutto il ‘patient journey’.
Per presentare l’aggiornamento degli obiettivi 2026 e fare il punto sulle priorità ancora aperte nell’ambito della prevenzione e dell’oncologia, Fondazione IncontraDonna ha promosso un momento di confronto con istituzioni, comunità scientifica, associazioni di pazienti e stakeholder del sistema salute, oggi, presso la sede di Fondazione Roma. Tra i temi al centro dell’incontro, l’attuazione delle misure previste dalla Legge di Bilancio 2026 in ambito oncologico, l’ampliamento dello screening mammografico, l’accesso alla medicina di precisione, la genetica oncologica e la prevenzione personalizzata, l’integrazione della nutrizione nei percorsi oncologici, il consolidamento dei Pdta nei tumori ginecologici e la presa in carico dei pazienti che convivono con un tumore metastatico della mammella.
“Nel primo anno dal lancio del Manifesto abbiamo visto trasformarsi in azioni concrete molte delle priorità che avevamo condiviso con i rappresentanti del sistema salute – afferma Adriana Bonifacino, fondatrice di Fondazione IncontraDonna – Pensiamo alle misure previste dalla Legge di Bilancio 2026 in ambito oncologico, al percorso avviato sul fronte dell’estensione dello screening mammografico, ai passi avanti nell’aggiornamento dei Lea”, Livelli essenziali di assistenza “e al riconoscimento dell’obesità come patologia cronica. È altrettanto significativo che sia stato accolto alla Camera dei Deputati un ordine del giorno per la promozione di un Pdta dedicato al carcinoma mammario metastatico all’interno delle Reti oncologiche regionali. Si tratta di segnali importanti ed ora è fondamentale accompagnare la fase attuativa di questi interventi. L’innovazione - osserva - è davvero tale solo quando riesce a raggiungere tutte le persone, attraverso una rete organizzativa in grado di rendere la prevenzione e la cura sempre più appropriate, superando le barriere territoriali e socioeconomiche che ancora limitano un equo accesso. Oggi gettiamo le fondamenta per i prossimi passi del Manifesto: continueremo a lavorare in questa direzione con la consapevolezza che la collaborazione tra istituzioni, società scientifiche e associazioni può contribuire al raggiungimento di una reale personalizzazione del prendersi cura e della cura”.
Il tumore della mammella “continua a rappresentare la neoplasia più frequente nella popolazione femminile, con oltre 53 mila nuove diagnosi ogni anno in Italia – spiega Andrea Botticelli, membro del Cda di Fondazione IncontraDonna e responsabile della Breast Unit del Policlinico Umberto I di Roma – Accanto al carcinoma mammario, anche i tumori ginecologici, tra cui ovaio, cervice uterina, utero e vescica, continuano a rappresentare una sfida rilevante per la salute femminile e richiedono un impegno costante sul fronte della prevenzione, della diagnosi precoce e dell’accesso all’innovazione terapeutica. Oggi disponiamo di strumenti sempre più efficaci, dalla genetica oncologica alla profilazione molecolare, che consentono di personalizzare i percorsi di cura e migliorare gli esiti clinici. Per questo è fondamentale rafforzare la cultura della prevenzione, promuovere l’adesione ai programmi di screening e garantire a tutte le donne, indipendentemente dall’area geografica di residenza, pari opportunità di accesso ai percorsi diagnostici e terapeutici più appropriati”.
“Prevenzione, innovazione e presa in carico rappresentano oggi una priorità strategica per il sistema sanitario nazionale – sottolinea Sergio Iavicoli, direttore generale della prevenzione al ministero della Salute – Nell’ultimo anno sono stati compiuti passi importanti grazie a un lavoro condiviso tra classe politica, comunità scientifica e associazioni dei pazienti. Il Manifesto di Fondazione IncontraDonna ha contribuito in modo significativo a mantenere alta l’attenzione su questi temi e a favorire un confronto costruttivo sulle priorità di salute pubblica. Il nostro impegno continuerà a consolidarsi attraverso una stretta sinergia con le associazioni, affermando l’importanza e la centralità delle azioni di prevenzione”.
La tutela della salute “è una delle grandi sfide del nostro tempo e richiede un impegno congiunto tra istituzioni, comunità scientifica, terzo settore e cittadini – evidenzia Franco Parasassi, presidente di Fondazione Roma – In questo scenario, la prevenzione assume un valore strategico non solo sanitario, ma anche culturale, poiché promuove una maggiore consapevolezza nelle scelte di benessere individuali e collettive. Per la Fondazione Roma, sostenere tali iniziative significa investire nella qualità della vita delle comunità, offrendo alle persone le conoscenze e gli strumenti per renderle protagoniste attive dei propri percorsi di diagnosi e cura. È una visione che da sempre orienta la nostra attività e che trova piena sintonia con il lavoro svolto da IncontraDonna. Il Manifesto - rimarca - offre un contributo concreto e lungimirante al dibattito sulle politiche sanitarie, individuando priorità capaci di rispondere ad esigenze attuali e future. Temi come la diffusione di una corretta educazione alla salute, il potenziamento degli screening, la gestione delle cronicità e la centralità della persona sono pilastri essenziali per costruire un sistema efficace, equa e vicino ai bisogni reali. Siamo pertanto lieti di ospitare questo momento di confronto nella nostra sede, convinti che il dialogo e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti siano la premessa indispensabile per trasformare le buone idee in azioni tangibili, capaci di generare un impatto positivo e duraturo sulla società”. Il progetto - conclude la nota - è realizzato grazie al contributo non condizionante di Daiichi Sankyo, AstraZeneca, Eli Lilly, GSsk, Hologic, Menarini Stemline, Roche.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
54.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Leucemie, linfomi e non solo, ecco “Sognando Itaca” la vela-terapia che aiuta DiLei
Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.
123RF I benefici della vela-terapia
Ha preso il largo da Venezia “Sognando Itaca”, progetto di vela terapia riabilitativa per il miglioramento della qualità di vita dei pazienti con tumore del sangue. L’iniziativa è promossa da AIL in occasione della Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma: domenica 21 giugno, dalle 8.00 alle 20.00, sarà attivo il Numero Verde AIL – Problemi Ematologici 800 22 65 24.
AIL promuove e sostiene la ricerca scientifica per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma; assiste i pazienti e le famiglie accompagnandoli in tutte le fasi del percorso attraverso la malattia con servizi adeguati alle loro esigenze; si propone di migliorare la qualità di vita dei malati e di sensibilizzare l’opinione pubblica alla lotta contro le malattie del sangue.
L’AIL svolge attività a favore dei pazienti ematologici in collaborazione con le strutture pubbliche, sia universitarie che ospedaliere; si basa sull’autonomia delle singole sedi provinciali e sul principio che i fondi siano spesi, in modo assolutamente trasparente, là dove sono raccolti. “Sognando Itaca” in particolare è patrocinata dal CONI, dalla Federazione Italiana Vela e dalla Lega Navale Italiana.
Un percorso che viene da lontano
“Sognando Itaca”, iniziativa di vela terapia volta alla riabilitazione psicologica dei pazienti ematologici, è nata nel 2006, sul Lago di Garda. Si chiama così perché, come Ulisse, i pazienti oncoematologici si trovano ad affrontare un mare aperto, sconosciuto e pieno di insidie. Durante il viaggio hanno la possibilità di scoprire nuovi territori, relazioni, solidarietà e risorse.
Dal 2009 il progetto ha raggiunto il mare: una barca a vela AIL, con skipper professionisti, pazienti in fase riabilitativa, medici, infermieri e psicologi, naviga lungo le coste italiane, ad anni alterni mar Adriatico o mar Tirreno, facendo tappa nelle città in cui è presente una divisione di Ematologia.
In ogni porto di attracco, le Sezioni AIL coinvolte danno vita all’Itaca Day, durante il quale i pazienti, adulti e bambini, accompagnati da volontari, medici e infermieri, hanno la possibilità di imbarcarsi per vivere un’esperienza a bordo.
L’obiettivo è di diffondere, tra le Sezioni territoriali dell’Associazione, la vela terapia quale metodo terapeutico volto alla riabilitazione psicologica e al miglioramento della qualità della vita dei malati ematologici. Negli anni poi, la sempre maggiore convinzione che il paziente sia al centro di un ampio sistema influenzato da molteplici variabili, ha portato AIL a rivolgere più attenzione a tutti quegli aspetti in grado di influenzare la malattia e il suo percorso di riabilitazione: psicologici, sociali e stili di vita. L’AIL ha infatti volge la propria attenzione sul binomio sul binomio, ormai inscindibile, tra Ambiente e Salute, con l’obiettivo di conoscere e comprendere e promuovere azioni di salvaguardia della salute.
Una veleggiate condivisa
La barca, che ha reso possibile la veleggiata ai pazienti ematologici a Venezia passando dalla Certosa e l’Arsenale oltre al bacino di San Marco, è stata la King Arawak con ormeggio presso la Compagnia della Vela di Venezia. L’iniziativa offre la possibilità ai pazienti di navigare accompagnati da un team multidisciplinare.
La giornata ha avuto come veri protagonisti i pazienti e i familiari che grazie all’iniziativa “Sognando Itaca” possono provare l’emozione unica di passare una giornata in mare aperto, la vela infatti, per le sensazioni che offre e per le condizioni uniche e suggestive in cui viene praticata, ha una funzione terapeutica e contribuisce a rafforzare il rapporto esistente tra pazienti, medici e psicologi che compongono l’equipaggio assieme al personale di bordo.
Quest’anno l’iniziativa sarà realizzata con il coinvolgimento di oltre venti Sezioni provinciali AIL che organizzeranno, nel periodo estivo, sui laghi o sui mari, un ITACA DAY, durante il quale i pazienti dei centri di ematologia, accompagnati da psicologi, volontari, infermieri, medici, familiari avranno la possibilità di vivere una esperienza di condivisione fuori dallo spazio e dal tempo ordinari della vita quotidiana.
L’iniziativa si inserisce tra le attività che l’AIL e le sue 83 sezioni provinciali organizzano in occasione della Giornata Nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma del 21 giugno. La Giornata, posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e istituita permanentemente dal Consiglio dei Ministri, è dedicata all’informazione sulle ultime novità scientifiche nella cura dei tumori del sangue e sui progetti per il miglioramento della qualità della vita dei pazienti.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?3
52.2/100
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Criteri Critici
Tumore al seno, screening e medicina di precisione: un anno di risultati per il Manifesto IncontraDonna sanitainformazione.it
Un anno dopo la presentazione del Manifesto “Un impegno per la salute 2025-2027“, Fondazione IncontraDonna traccia un primo bilancio delle iniziative avviate e guarda alle priorità ancora aperte nel campo dell’oncologia e della prevenzione. L’occasione è stata una conferenza stampa ospitata dalla Fondazione Roma, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, società scientifiche, associazioni di pazienti e professionisti della salute per discutere le sfide che attendono il Servizio sanitario nazionale nei prossimi anni. Al centro del confronto, la necessità di trasformare l’innovazione scientifica e organizzativa in opportunità concrete per tutti i cittadini, superando le disuguaglianze territoriali che ancora caratterizzano l’accesso ai percorsi di diagnosi e cura.
Dallo screening ai test molecolari
Tra i risultati più significativi richiamati durante l’incontro figura il percorso che ha portato all’estensione dello screening mammografico alle donne nelle fasce d’età 45-49 anni e 70-74 anni, una misura attesa da tempo dagli specialisti e dalle associazioni dei pazienti. A questo si aggiunge l’approvazione di un fondo dedicato ai test molecolari ESR1, strumenti sempre più importanti per orientare le scelte terapeutiche nelle donne con carcinoma mammario metastatico. Nel corso dell’ultimo anno sono stati inoltre compiuti passi avanti nell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, nel riconoscimento dell’obesità come patologia cronica e nella promozione di percorsi assistenziali dedicati alle persone che convivono con un tumore al seno metastatico.
L’obiettivo: rendere l’innovazione accessibile a tutti
Per Adriana Bonifacino, fondatrice di Fondazione IncontraDonna, i risultati ottenuti dimostrano che il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni può tradursi in interventi concreti. “Nel primo anno dal lancio del Manifesto abbiamo visto trasformarsi in azioni molte delle priorità condivise con i rappresentanti del sistema salute – afferma Bonifacino -. Ora è fondamentale accompagnare la fase attuativa di questi interventi. L’innovazione è davvero tale solo quando riesce a raggiungere tutte le persone, superando le barriere territoriali e socioeconomiche che ancora limitano un equo accesso alla prevenzione e alle cure”. Secondo la presidente della Fondazione, la sfida dei prossimi anni sarà consolidare i risultati raggiunti e favorire una sempre maggiore personalizzazione dei percorsi assistenziali.
Il peso dei tumori femminili
Il tumore della mammella continua a essere la neoplasia più frequente tra le donne italiane, con oltre 53 mila nuove diagnosi ogni anno. Accanto a questa patologia, anche i tumori ginecologici rappresentano un’importante area di intervento per il sistema sanitario. L’evoluzione delle conoscenze scientifiche mette oggi a disposizione strumenti sempre più sofisticati, dalla genetica oncologica alla profilazione molecolare, che consentono di individuare trattamenti sempre più mirati e personalizzati. Secondo Andrea Botticelli, membro del Consiglio di amministrazione di Fondazione IncontraDonna e responsabile della Breast Unit del Policlinico Umberto I di Roma, il vero obiettivo è fare in modo che queste opportunità siano disponibili per tutte le pazienti. “Disponiamo di strumenti sempre più efficaci che consentono di personalizzare i percorsi di cura e migliorare gli esiti clinici – sottolinea -. Per questo è fondamentale promuovere la cultura della prevenzione e garantire a tutte le donne, indipendentemente dalla regione di residenza, le stesse opportunità di accesso ai percorsi diagnostici e terapeutici più appropriati”.
Prevenzione e presa in carico al centro delle politiche sanitarie
Tra i temi affrontati durante la giornata anche la genetica oncologica, la prevenzione personalizzata, il ruolo della nutrizione nei percorsi oncologici, il rafforzamento dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) nei tumori ginecologici e la gestione delle persone che convivono con una malattia metastatica. Un approccio che punta a considerare il paziente lungo tutto il percorso di cura, dalla prevenzione alla diagnosi, fino al trattamento e al follow-up. “Prevenzione, innovazione e presa in carico rappresentano oggi una priorità strategica per il Servizio sanitario nazionale”, ha evidenziato Sergio Iavicoli, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, sottolineando il valore della collaborazione tra istituzioni, professionisti e associazioni di pazienti.
Le sfide per il 2026
A un anno dall’avvio del Manifesto, il messaggio che emerge dal confronto promosso da IncontraDonna è chiaro: i progressi ottenuti rappresentano una base importante, ma il lavoro da fare resta ancora significativo. L’obiettivo indicato dai partecipanti è continuare a investire in prevenzione, diagnosi precoce e medicina di precisione, assicurando che le innovazioni disponibili raggiungano in modo uniforme tutte le aree del Paese. Perché, come hanno ricordato i promotori dell’iniziativa, la qualità delle cure non dovrebbe dipendere dal luogo in cui si vive, ma essere garantita a ogni cittadino attraverso un sistema sanitario sempre più equo, moderno e vicino ai bisogni delle persone.
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