📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Nuova geografia della stabilità globale L’Asia orientale non è spettatrice della politica mediorientale, ma attrice silenziosa che contribuisce a regolare flussi, mercati e alleanze. L’energia si conferma, ancora una volta, la grammatica della politica internazionale e può rappresentare un vettore di cooperazione e di stabilità Da Giacarta a Manila, le scelte energetiche diventano scelte strategiche. Metaniere, terminali e oleodotti sostituiscono i tradizionali strumenti di influenza. Il GNL è ormai moneta politica nelle rivalità tra potenze In un mondo che corre verso l’intelligenza artificiale e cerca di scrollarsi di dosso il peso del carbone, il gas è diventato non più risorsa di serie B, ma la vitamina delle macchine che pensano Sostenibilità al centro L’Asia-Pacifico guida la crescita della domanda globale di GNL. Eni rafforza la propria presenza in Indonesia con nuove scoperte e partnership strategiche, trasformando il Paese in un hub chiave per la sicurezza energetica regionale e la transizione sostenibile
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A Colleferro è stata presentata la nuova edizione di “Inferno di Dante”, l’azione teatrale ipogea che trasforma i Rifugi Antiaerei Colleferrini in un percorso dantesco. Il regista Claudio Dezi annuncia un allestimento rinnovato, con le terzine originali e un forte lavoro di compagnia. Il Sindaco Sanna sottolinea la crescita culturale della città e il valore di un progetto che unisce arte, memoria e comunità.
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
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Alzheimer: possibile opportunità terapeutica da due farmaci oncologici già approvati OMaR - Osservatorio Malattie Rare
Malattia di Alzheimer
Alzheimer: possibile opportunità terapeutica da due farmaci oncologici già approvati
Le due molecole, individuate grazie a sofisticate tecnologie di analisi di dati clinici e biochimici, sono state testate su modello animale con effetti promettenti
Dall’integrazione tra biologia molecolare, intelligenza artificiale e big data potrebbe arrivare una svolta inattesa contro l’Alzheimer. Un team di scienziati dell’Università della California di San Francisco e dei Gladstone Institutes ha identificato due farmaci antitumorali potenzialmente in grado di invertire alcuni dei danni cerebrali causati dalla malattia. I risultati, pubblicati a luglio sulla rivista Cell, mostrano che la combinazione di letrozolo (impiegato per il trattamento del tumore al seno) e irinotecano (usato nei tumori del colon e del polmone) ha ridotto la neurodegenerazione e ripristinato la memoria in un modello murino della malattia.
CHE COSA È LA CONNECTIVITY MAP
La scoperta si basa su un metodo innovativo che incrocia dati biologici e clinici su vasta scala. I ricercatori hanno analizzato tre importanti set di dati pubblici contenenti informazioni sull’espressione genica di cellule cerebrali prelevate da persone decedute, con o senza Alzheimer. Lo studio si è concentrato in particolare su neuroni e cellule gliali, due popolazioni cellulari chiave che subiscono alterazioni durante la progressione della malattia. L’obiettivo era individuare i cambiamenti molecolari distintivi dell’Alzheimer e cercare farmaci capaci di ‘invertire’ quelle specifiche firme genetiche.
Per farlo, il team ha poi consultato il Connectivity Map, una vasta banca dati che raccoglie gli effetti sull’espressione genica di oltre 1.300 farmaci testati su cellule umane. Il confronto ha permesso di individuare 86 molecole potenzialmente capaci di invertire l’effetto dell’Alzheimer su una singola popolazione cellulare e 25 molecole attive su più tipi di cellule: dieci di questi farmaci erano già approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per diverse patologie.
L’IMPORTANZA DI POTER STUDIARE I DATI DELLE CARTELLE CLINICHE
A questo punto è entrato in gioco un altro tassello fondamentale dello studio: l’analisi dei dati clinici reali. Attraverso l’UC Health Data Warehouse, che raccoglie le cartelle cliniche anonime di oltre 1,4 milioni di persone sopra i 65 anni, i ricercatori hanno verificato se tra i pazienti che avevano assunto alcuni dei farmaci individuati vi fosse una minore incidenza di Alzheimer nel lungo periodo. La risposta è stata affermativa per un ristretto numero di molecole, tra cui letrozolo e irinotecano, da tempo autorizzati in ambito oncologico.
Una volta identificati i due candidati più promettenti, i ricercatori li hanno testati in laboratorio su topi geneticamente modificati per sviluppare una forma particolarmente aggressiva di Alzheimer. I risultati sono stati incoraggianti: la combinazione dei due farmaci ha ridotto la formazione di aggregati proteici tossici, migliorato l’espressione genica nei neuroni e nelle cellule gliali, rallentato la degenerazione cerebrale e ripristinato la memoria nei test comportamentali condotti sugli animali.
L’aspetto più interessante di questo approccio è che si basa su farmaci già approvati per l’uso umano, il che potrebbe accelerare in modo significativo i tempi di eventuale sperimentazione clinica per l’Alzheimer. In un contesto in cui lo sviluppo di nuove terapie contro questa patologia ha incontrato ripetuti fallimenti, con tassi di insuccesso superiori al 90% nei trial clinici, il riposizionamento di molecole esistenti potrebbe rappresentare una strategia più efficace e sostenibile.
Ma la vera innovazione dello studio risiede nel metodo utilizzato: la combinazione di dati molecolari e clinici, elaborati da sofisticati algoritmi computazionali, ha permesso di ridurre progressivamente il campo d’azione da oltre 1.300 farmaci a due specifiche molecole, già disponibili sul mercato e potenzialmente utili per milioni di pazienti.
NEL FRATTEMPO ABBIAMO ANCHE UN ORGANOIDE CEREBRALE UMANO
Il campo della ricerca sull’Alzheimer si sta muovendo con crescente intensità anche in altre direzioni. Un altro studio condotto di recente da un team della Johns Hopkins University, riporta lo sviluppo di un organoide cerebrale umano multi-regionale, una sorta di ‘mini-cervello’ tridimensionale, dotato di vasi sanguigni rudimentali e attività elettrica. Questo modello, ancora sperimentale, potrebbe in futuro offrire una piattaforma preziosa per lo studio di malattie complesse come Alzheimer, schizofrenia e autismo, superando i limiti dei modelli animali.
Nel complesso, il panorama della ricerca sull’Alzheimer sembra avviarsi verso una fase nuova, in cui l’uso di tecnologie computazionali, modelli biologici avanzati e grandi dataset clinici sta già portando a nuove interessanti proposte.
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Lungotevere Raffaello Sanzio 14 00153 Roma Tel.0687450205 redazione@shalom.it Il tuo nome Cognome La tua email Telefono Lilli Spizzichino Lilli Spizzichino Lilli Spizzichino Lilli Spizzichino Lilli Spizzichino Lilli Spizzichino Lilli Spizzichino Lilli Spizzichino Scarica il pdf dell’ultimo numero di Novembre – Dicembre 2025 Il museo si snoda in sette sale dai temi diversi e offre la ricostruzione della vita della popolazione ebraica a Roma e ci mostra come questa sia riuscita a integrarsi nella compagine socio-economica della Città, pur mantenendo la proprià identità scopri di piu
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Tumore del pancreas: la diagnosi precoce può fare la differenza .: pharmastar.it
Il tumore del pancreas rappresenta una delle neoplasie più insidiose e aggressive, con un'incidenza in costante crescita a livello mondiale e nazionale. In Italia, secondo i dati più recenti della Fondazione Veronesi, nel 2024 si stimano circa 13.585 nuove diagnosi (6.873 uomini e 6.712 donne), con un incremento del 21% negli ultimi dieci anni.
Si tratta di una patologia che, secondo le proiezioni, entro i prossimi cinque anni diventerà la seconda causa di morte per cancro nei Paesi occidentali. Nonostante i progressi nelle terapie chirurgiche, farmacologiche e diagnostiche, la sopravvivenza resta drammaticamente bassa: solo un paziente su dieci è vivo a cinque anni dalla diagnosi.
IN occasione della Giornata Mondiale del Tumore al Pancreas che si celebra oggi, AIGO, Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Italiani si impegna a promuovere la ricerca, la prevenzione e un maggiore sostegno alle persone colpite.
Fattori di rischio e prevenzione
Tra i principali fattori di rischio si annoverano il fumo di sigaretta e una dieta ricca di zuccheri e grassi. Nel 10% circa dei casi è presente una predisposizione genetica, legata a una forte familiarità o a mutazioni note.
"Il problema maggiore - spiega il dr. Filippo Antonini, consigliere nazionale AIGO - è che il tumore del pancreas è una malattia silente: spesso non dà sintomi fino a quando non raggiunge stadi avanzati, quando la chirurgia non è più praticabile."
La diagnosi precoce rappresenta dunque la vera sfida. Non esistono programmi di screening per la popolazione generale, e i sintomi iniziali, quando presenti, risultano spesso aspecifici.
Le nuove frontiere della diagnosi
Negli ultimi anni, la ricerca ha permesso di identificare lesioni precursori come le cisti pancreatiche, che in alcuni casi possono evolvere verso forme maligne.
"Queste lesioni necessitano di una valutazione specialistica per la loro corretta gestione - spiega la dr.ssa Germana De Nucci, responsabile della Commissione Pancreas di AIGO -. È importante ricordare, tuttavia, che la maggior parte resta benigna, e che molti tumori pancreatici insorgono senza lesioni cistiche preesistenti."
Gli studi di prevenzione si concentrano oggi su due categorie ad alto rischio: persone con familiarità per carcinoma pancreatico e soggetti con predisposizione genetica nota. Le tecniche più efficaci per lo studio del pancreas sono la risonanza magnetica (RMN) e l'ecoendoscopia (EUS), una metodica mini-invasiva che consente di individuare lesioni di pochi millimetri e di effettuare biopsie mirate.
"Una diagnosi tempestiva - sottolinea il dr. Antonini - permette di individuare lesioni ancora curabili, aumentando significativamente le possibilità di sopravvivenza. Oggi l'ecoendoscopia è diventata anche una tecnica terapeutica capace di migliorare la qualità di vita dei pazienti con tumore avanzato, riducendo la necessità di interventi chirurgici più demolitivi."
Investire nella formazione specialistica degli operatori sanitari, promuovere stili di vita sani e potenziare la prevenzione nei soggetti a rischio rappresentano obiettivi centrali per affrontare questa emergenza oncologica. L'impegno di AIGO e dell'intera comunità scientifica è rivolto a un traguardo ambizioso ma concreto: anticipare la diagnosi e trasformare un tumore, oggi spesso letale, in una patologia sempre più curabile e gestibile.
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CorCMR: ridefinizione del percorso terapeutico nei pazienti con dolore toracico #AHA25 pharmastar.it
Lo studio CorCMR, pubblicato su Nature Medicine, dimostra che l’impiego della risonanza magnetica cardiaca da stress (CMR) nei pazienti con angina ma senza ostruzioni coronariche consente di migliorare la diagnosi e la qualità di vita a un anno. L’aggiunta della valutazione funzionale mediante CMR all’angiografia ha permesso di rivedere la diagnosi in oltre la metà dei partecipanti e di ottenere un significativo beneficio clinico in termini di riduzione dei sintomi e di miglioramento dello stato di salute percepito.
L'autore senior Colin Berry, (Università di Glasgow), ha osservato che il dolore toracico è la seconda causa più comune per cui gli adulti visitano i pronto soccorso statunitensi — pari a 6,5 milioni di visite annuali. Una quota rilevante di questi pazienti viene sottoposta ad angiografia coronarica invasiva, ma in circa la metà dei casi non si riscontrano stenosi significative. Questa condizione, definita angina senza ostruzioni coronariche (ANOCA), lascia irrisolto il problema diagnostico e comporta incertezza clinica, con conseguente ripetizione di valutazioni e trattamenti.
Già il precedente trial CorMicA aveva mostrato come i test invasivi di funzione coronarica, associati all’angiografia, potessero modificare la gestione clinica e migliorare i sintomi nei pazienti con ANOCA. CorCMR ha posto la stessa domanda in una fase diversa del percorso assistenziale, ossia dopo l’angiografia, verificando se un approccio non invasivo basato sulla valutazione del flusso ematico miocardico potesse orientare la diagnosi e migliorare lo stato di salute.
Il peso clinico del dolore toracico
Durante il follow-up di 12 mesi, i questionari hanno evidenziato che modifiche terapeutiche mirate, un miglior controllo pressorio, l’adozione di terapie preventive e un incremento dell’attività fisica potevano tradursi in un miglioramento dello stato di salute. È stato sottolineato come studi di strategia clinica di questo tipo siano complessi da realizzare, ma fondamentali per colmare le lacune delle linee guida, che spesso trascurano questa categoria di pazienti, talvolta liquidata con l’affermazione che «non hanno nulla di sbagliato al cuore» solo perché il lume coronarico appare normale.
Disegno dello studio e popolazione arruolata
CorCMR ha coinvolto 250 pazienti con dolore toracico e coronarie non ostruite entro tre mesi dall’angiografia. L’età media era di 63,3 anni e il 50,4% erano donne. Il 17% presentava diabete, il 42% aveva una storia di ricovero per dolore toracico, il 22,4% era già stato sottoposto ad angiografia coronarica, il 16,4% a intervento di angioplastica e il 12% aveva avuto un infarto miocardico. Solo il 5,6% era stato sottoposto a test di funzione coronarica. Prima dell’arruolamento, il 97,6% era stato classificato dal cardiologo come affetto da dolore toracico non cardiaco.
Tutti i partecipanti hanno eseguito una CMR da stress con adenosina, finalizzata alla valutazione della perfusione miocardica. I pazienti e i team clinici erano inizialmente ciechi ai risultati aggiuntivi forniti dalla CMR rispetto all’angiografia. La randomizzazione ha previsto un gruppo di intervento, in cui la diagnosi e la terapia erano guidate dai dati CMR, e un gruppo di controllo, gestito sulla base della sola angiografia.
Risultati principali
La riclassificazione diagnostica, endpoint primario dello studio, si è verificata nel 53% dei pazienti. L’angina microvascolare è risultata la diagnosi più frequente (51%), seguita dal dolore toracico non cardiaco (47%), da altre diagnosi (1,6%) e dall’angina vasospastica (0,4%). Nessun paziente presentava malattia coronarica ostruttiva.
Il punteggio medio del Seattle Angina Questionnaire a 12 mesi è stato di 70,9 nel gruppo di intervento e di 52,1 nel gruppo di controllo. La variazione rispetto al basale è stata di +21,7 nel gruppo CMR e di -0,8 nel gruppo controllo, con una differenza media aggiustata di 20,9. Anche il punteggio EQ-5D-5L ha mostrato un miglioramento significativo nel gruppo CMR (differenza media aggiustata 0,9). Inoltre, i pazienti gestiti con CMR hanno assunto più frequentemente farmaci antianginosi (84% vs 64%), aspirina (77% vs 56%) e statine (82% vs 62%). Non si sono verificati eventi avversi correlati all’esame di risonanza magnetica da stress.
È stato osservato che i risultati erano sovrapponibili tra uomini e donne, ma di particolare rilevanza per le pazienti di sesso femminile, nelle quali il dolore toracico da disfunzione microvascolare è più comune. Gli autori hanno concluso che, nei casi sospetti di ANOCA, l’angiografia coronarica dovrebbe essere sempre accompagnata da un test funzionale, invasivo o non invasivo.
Implicazioni cliniche e prospettive
Secondo la discussione dello studio, l’ANOCA non rappresenta una condizione benigna, ma è associata a un aumento del rischio di eventi e a costi sanitari più elevati. Le linee guida statunitensi già raccomandano con classe 2a sia i test invasivi sia quelli non invasivi, mentre in Europa la risonanza magnetica cardiaca ha una raccomandazione di classe IIb. La scelta del test dovrebbe essere guidata dalle competenze locali e dalla disponibilità delle strutture.
Alla luce dei risultati del CorMicA e ora del CorCMR, appare evidente che la definizione accurata degli endotipi clinici—angina microvascolare, angina vasospastica, forme combinate o dolore toracico non cardiaco—e il loro collegamento a una terapia mirata consentono di migliorare i sintomi e la qualità di vita a un anno.
In sintesi, lo studio CorCMR ha mostrato come la risonanza magnetica cardiaca da stress, integrata al percorso diagnostico dopo angiografia, possa rappresentare uno strumento efficace per affinare la diagnosi e ottimizzare il rapporto rischio/beneficio della terapia nei pazienti con angina senza ostruzioni coronariche.
Bibliografia
Bradley CP, McKinley G, Orchard V, et al. Endotyping-informed therapy for patients with chest pain and no obstructive coronary artery disease: a randomized trial. Nat Med. 2025;Epub ahead of print. leggi
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Nuove speranze contro la Malattia di Lafora: la terapia genica mostra risultati promettenti - Il Desk
📰 Il Desk📅 2025-11-20T19:39:13
terapia genica
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMiwAFBVV95cUxNMl9HUnhMdW1WNEhzN0tPZl8yc2FxM3dSbHp1Z0tlYU5Ma2ZGNkt0MHJ0QjVGUndHR1dMZDVMLXB4TTlTN0FwSU5qcG80MktHRTFIMi05YUk3dGJTbmlRSXhwOU84bGZGNHNfYlVfLXFzejBIVU83Y05LUzhMUHBPYmszMW13MEIxWm1kczhRbmNScUR3dnBkWWpsT05iZVc1aHlOMDFRRGtENmdzb0FKdURLam5TTVRGcTduVXJCNjU?oc=5" target="_blank">Nuove speranze contro la Malattia di Lafora: la terapia genica mostra risultati promettenti</a> <font color="#6f6f6f">Il Desk</font>
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Tumore al pancreas, in Italia aumenta il numero di pazienti vivi dopo la diagnosi OMaR - Osservatorio Malattie Rare
Tumore al pancreas
Tumore al pancreas, in Italia aumenta il numero di pazienti vivi dopo la diagnosi
In occasione della Giornata Mondiale dedicata alla patologia, l’IRCC Pascale di Napoli ha ospitato un incontro per fare il punto su ricerca e nuove terapie
Napoli – In Italia aumentano le persone vive dopo la diagnosi di tumore del pancreas, una delle neoplasie più difficili da trattare: nel 2024 erano 23.600, rispetto a 21.200 nel 2021, con un incremento del 10% in 3 anni. Passi avanti importanti, che possono essere ricondotti soprattutto ai progressi nella ricerca e nelle cure. Ciononostante, non si registra ancora una diminuzione dei casi, che nel nostro Paese, nel 2024, sono stati 13.585 (6.873 sono uomini e 6.712 donne). Inoltre, solo in un paziente su 5 la malattia è identificata quando è ancora localizzata ed è possibile procedere con l’asportazione chirurgica, con maggiori possibilità di sopravvivenza.
La Giornata Mondiale del Tumore al pancreas si celebra ogni anno il terzo giovedì di novembre e lo slogan lanciato dalla World Pancreatic Cancer Coalition per il 2025 è “Hello Pancreas. La diagnosi precoce è importante”, un saluto che vuole essere un invito ad ascoltare il proprio corpo per captare subito i sintomi allo stadio iniziale e contattare il proprio medico per un confronto immediato. È importante conoscere i fattori di rischio e i sintomi della malattia alla loro insorgenza, per ottenere una diagnosi tempestiva. Ad oggi, infatti, non esiste un test standard per la diagnosi precoce del tumore al pancreas nella popolazione generale.
In occasione dell’edizione 2025 della Giornata Mondiale del Tumore al pancreas, presso l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale di Napoli si è svolto un evento per fare il punto su ricerca e terapie, dando la parola ai medici, ai pazienti, ai caregiver e ai rappresentanti della Fondazione Nadia Valsecchi, della Fondazione Gabriella Fabbroncini, dell’Associazione Oltre la Ricerca ODV e dell’Italian Pancreatic Cancer Coalition (I-PCC), con il patrocinio di AIOM e AIRC.
Nel corso dell’incontro è stata inaugurata la Fondazione Nadia Valsecchi – Sezione Pazienti di Napoli, un nuovo punto di riferimento per il sostegno, l’informazione e la tutela delle persone colpite da tumore al pancreas e delle loro famiglie. L’Associazione nasce con l’obiettivo di favorire il dialogo tra pazienti, medici e istituzioni, promuovere la consapevolezza sulla prevenzione e incoraggiare la ricerca scientifica nel campo dell’oncologia pancreatica.
“Nonostante il tumore al pancreas abbia una prognosi peggiore rispetto a molte altre neoplasie, soprattutto per una diagnosi tardiva e per la biologia della malattia, che la rende spesso resistente alle terapie, notizie incoraggianti arrivano dalla ricerca”, dichiara Alfredo Budillon, Direttore Scientifico dell’IRCCS Pascale. “La possibilità di una diagnosi precoce, particolarmente nelle persone più a rischio, anche con l’ausilio di indagini molecolari su prelievi di sangue, i nuovi farmaci che hanno come bersaglio RAS, alterazione molecolare presente nel 90% dei casi di tumore del pancreas, o nuovi approcci di immunoterapia basati su vaccini terapeutici, sono alcuni esempi che fanno ben sperare per il futuro”.
“Negli ultimi anni si è registrata una crescente vitalità nella ricerca sul tumore del pancreas, grazie soprattutto all’introduzione di nuovi farmaci quali gli inibitori di RAS”, afferma Antonio Avallone, Direttore della S.C. di Oncologia Medica Addominale – Dipartimento di Oncologia Addominale. “La conferma proviene, in particolare, dall’ultimo Congresso Europeo di Oncologia Medica (ESMO), tenutosi a Berlino lo scorso mese di ottobre, dove sono stati presentati studi clinici i cui risultati aprono nuovi orizzonti per il trattamento di questa patologia, che è destinata a diventare, nei prossimi trent’anni, una delle neoplasie più frequenti”.
“Negli ultimi anni, in Italia, vi è stato un lieve miglioramento della sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi, pari al 11% negli uomini e al 12% nelle donne”, spiega Francesco Perrone, Presidente di Fondazione AIOM. “Ma non basta. Il tumore del pancreas resta una delle grandi sfide per l’oncologia, nella quale abbiamo ancora molta strada da compiere sia in termini di ricerca che di prevenzione. Spesso sintomi come dolore allo stomaco e al dorso, maldigestione e dimagrimento vengono confusi con quelli di altre patologie. Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio, senza dimenticare l’obesità, la sedentarietà, il consumo di alcol e, più in generale, la dieta scorretta. Svolgono un ruolo anche il diabete, la pancreatite cronica e alcune malattie ereditarie”.
“La forza della ricerca contro il tumore al pancreas risiede nella collaborazione”, afferma Enza Lonardo, ricercatrice AIRC e co-fondatrice dell’Italian Pancreatic Cancer Community (I-PCC), che rappresenta un network italiano per la ricerca di base e traslazionale sul tumore al pancreas. “L’I-PCC riunisce 28 laboratori italiani, creando un ecosistema unico dove la ricerca di base e quella traslazionale dialogano costantemente. È solo unendo le forze e condividendo conoscenze che possiamo sperare di trasformare scoperte scientifiche in terapie concrete e di impattare su diagnosi e sopravvivenza dei pazienti”.
Tumore alla prostata, da Brescia la rassicurazione: "La radioterapia è più risolutiva e meno invasiva del bisturi. Uomini, non abbiate paura” - Il Giorno
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Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
53.7/100
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Criteri Critici
Tumore alla prostata, da Brescia la rassicurazione: "La radioterapia è più risolutiva e meno invasiva del bisturi. Uomini, non abbiate paura” Il Giorno
Brescia, 20 novembre 2025 – Temuta in quanto si pensa abbia ricadute sull’organismo nel suo complesso, la radioterapia mirata alla cura del cancro della prostata è ancora oggi la terapia d’elezione per aggredire la neoplasia e ridurre la massa tumorale. Un’efficace, ancora attuale e valida alternativa alla chirurgia radicale, con tassi di guarigione sovrapponibili ed effetti collaterali ridotti, ma poco nota ai pazienti.
Il confronto col resto d’Europa
"Dovrebbe essere impiegata nel 50-60% dei casi ma nel nostro Paese raggiunge soltanto la quota del 15-20% – sottolineano gli oncolo gi dell’Università di Brescia – a causa dei molti e diffusi luoghi comuni, che vanno dal peso inferiore che viene attribuito all'efficacia di questo approccio rispetto a quello chirurgico e farmacologico”. A questo si aggiungono la paura di non avere una vita sessuale normale, fino all'errata convinzione che il trattamento sia solo palliativo o limitato a casi estremi dove la chirurgia non possa essere più impiegata.
"Troppa disinformazione”
A richiamare l'attenzione sull'importanza di abbattere questo preconcetto sono gli esperti dell'Irccs di Negrar (Verona), in occasione della campagna internazionale 'Movember' di sensibilizzazione sulle patologie maschili. "Nonostante il passare degli anni, la radioterapia – avverte Filippo Alongi, direttore del Dipartimento di radioterapia oncologica avanzata dell'Irccs Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar e ordinario di radioterapia oncologica all'Università di Brescia – continua a essere avvolta da un alone di diffidenza mista a disinformazione, e quando la proponiamo ai pazienti, la maggior parte all'inizio pensa di essere già condannata. E questo non per la gravità della malattia, ma perché crede di essere candidata a un trattamento di efficacia inferiore a quello chirurgico. Eppure, parliamo di uno dei cardini delle terapie oncologiche, in particolare per il tumore della prostata, che può essere definito curativo al pari del bisturi”.
La radioterapia rimane un'arma efficace contro il cancro per la sua precisione, oltre che per essere tollerata e sostenibile
"Maggiore tolleranza”
Come dimostra uno studio anglosassone, pubblicato di recente su “European Urology”, che ha messo a confronto la chirurgia robotica con la radioterapia di precisione, evidenziando come a parità di guarigione in oltre il 90% dei casi, quando il tumore è confinato all'interno della ghiandola prostatica, la radioterapia moderna è anche meglio tollerata in alcuni aspetti sintomatologici, preservando maggiormente la continenza urinaria e la funzionalità erettile. Un paziente su due sarebbe idoneo al trattamento radioterapico, ma soltanto un paziente su cinque viene sottoposto a questa metodica di cura non invasiva. Le conseguenze ricadono sui pazienti stessi che spesso ignorano un'opzione terapeutica alternativa alla chirurgia e di significativo beneficio in molte situazioni cliniche.
"Un’idea distorta”
“L'idea distorta che si ha della radioterapia, frutto di un retaggio del passato, è una rappresentazione che poco a che fare con la realtà. Negli ultimi anni questa metodica infatti ha fatto grandissimi passi in avanti, grazie all'utilizzo di apparecchi sempre più' sofisticati, che permettono di eseguire trattamenti molto selettivi e circoscritti, con riduzione degli eventuali effetti collaterali".
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
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Criteri Critici
Mondovì: dal progetto “Un sorriso per Giorgia” arriva un visore all'Oncologia ASL CN1 TargatoCN
Edizione localeIlNazionale.it Mongolfiere, distese di prati, l’azzurro del cielo: insomma immagini in 3D rilassanti, che coinvolgono e distraggono. E’ ciò che si assiste indossando il visore, utilizzato per contenere o eliminare gli stati di ansia che spesso interessano soggetti in occasione dell’applicazione degli accessi venosi per le successive sedute di chemioterapia (circa 200 in Asl CN1) . L’apparecchiatura, presentata ieri (mercoledì 19 novembre), è stata donata alla struttura di Oncologia dall’associazione Esedra, in relazione al progetto“Un sorriso per Giorgia”per l’utilizzo da parte del team degli accessi venosi centrali che fa riferimento alla struttura dipartimentale diretta da Dario Giaime. Il direttore sanitarioMonica Rebora, presente con il direttore generale Giuseppe Guerra (che poi rassicurerà sul massimo impegno per avviare o concludere entro il 2026 importanti interventi sul Regina Montis Regalis) ringrazia per la donazione e per tutto quanto negli anni l’associazione ha consentito di realizzare con il contributo di un progetto che fa del bene a tutti. La coordinatrice del team (che lavora su Mondovì, Savigliano e Ceva)Agnese Pizzornoe il medicoPaolo Guffantispiegano l’utilizzo del visore: “Spesso i pazienti sono in ansia non perché temano un intervento non particolarmente doloroso, bensì perché intravvedono il percorso successivo della chemioterapia. Sono già stati effettuati 50 interventi con il nuovo strumento e quasi tutti confermano di uscire rilassati dall’esperienza. I risultati sono ancora parziali, ma rassicuranti poiché il visore migliora la qualità percepita.” Il sindaco di MondovìLuca Robaldoplaude ad iniziative importanti che incidono sul benessere e ringrazia Esedra, la famiglia di Giorgia e la Famija Monregaleisa che collabora:“Nulla deve essere dato per scontato- dice il primo cittadino e presidente della Provincia -,questa è un’ulteriore tappa di un percorso che continua, a sostengo degli operatori del comparto sanitario.” Intervengono Maria Rosa in rappresentanza di Esedra che preannuncia, insieme a Roberto Bella (Roby) dei Trelilu, i prossimi spettacoli di raccolta fondi, in calendario il 20 marzo dell’anno prossimo al Baretti di Mondovì e il 21 al Toselli di Cuneo, con la partecipazione di Carlotta Iorsetti, attrice di teatro, soubrette e presentatrice. Il papà di Giorgia, Silvio, con la moglie Stefania ricorda la nascita del progetto nel 2007, in un momento molto triste: “Abbiamo cercato di avviare un’iniziativa un po’ alternativa. Tutto avviene con la massima trasparenza: al netto delle spese ciò che viene raccolto è utilizzato interamente per finanziare progetti per l’ospedale”. cs
Sanità, gli esperti del Sacro Cuore di Negrar rilanciano la radioterapia contro i tumori alla prostata - primoweb.it
📰 primoweb.it📅 2025-11-20T16:24:21
radioterapia
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Tumore al pancreas, il professor Salvia: «Contro il killer silenzioso oggi più ricerca e prevenzione» VIDEO - Il Gazzettino
📰 Il Gazzettino📅 2025-11-20T16:21:50
chemioterapia
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📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
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Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
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Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
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La sua “chirurgia addominale” e il suo passato travagliato – Vita a Hollywood massacarraranews.com
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Credito immagine: Getty Images
Kate MiddletonLa sua salute è stata sotto stretta osservazione sin dal suo ricovero in ospedale nel gennaio 2024. Il 17 gennaio 2024, Kensington Palace ha rivelato che la principessa del Galles era stata sottoposta a un intervento chirurgico addominale programmato in una clinica londinese, insistendo sul fatto che la procedura aveva avuto successo. Poco dopo il rilascio della dichiarazione, suo marito Il principe Guglielmo È stato visto mentre visitava l’ospedale.
Pochi mesi dopo, il 22 marzo 2024, Kate annunciò in un videomessaggio che gli esami postoperatori avevano riscontrato il cancro e che aveva iniziato la chemioterapia. Entro il 9 settembre 2024, ha condiviso di aver completato la chemioterapia e di essere ora concentrato sull’essere “libero dal cancro”.
“Mentre l’estate volge al termine, non posso dirvi quanto sia un sollievo finire finalmente il mio trattamento chemioterapico”, ha detto la principessa nella sua dichiarazione. “Il mio obiettivo ora è fare quello che posso per liberarmi dal cancro. Anche se ho finito la chemioterapia, la mia strada verso la guarigione e il recupero completo è lunga e devo prendere ogni giorno come viene.”
Ecco tutti gli aggiornamenti sul recente intervento chirurgico di Kate e sui suoi passati problemi di salute.
Un messaggio da Catherine, principessa del Galles Mentre l’estate volge al termine, non posso dirti quanto sia un sollievo finire finalmente i miei trattamenti chemioterapici. Gli ultimi nove mesi sono stati incredibilmente difficili per noi come famiglia. La vita come la conosci può cambiare… pic.twitter.com/9S1W8sDHUL — Il principe e la principessa del Galles (@KensingtonRoyal) 9 settembre 2024
Perché Kate Middleton ha subito un intervento chirurgico addominale?
Il 17 gennaio 2024, Kensington Palace ha fatto un rilascio senza precedenti dichiarazioneha rivelato che la principessa del Galles era in ospedale.
“Sua Altezza Reale è stata ricoverata in ospedale per un intervento chirurgico addominale programmato”, si legge nella dichiarazione del Palazzo. “L’intervento è stato un successo e si prevede che rimarrà in ospedale dai dieci ai quattordici giorni prima di tornare a casa per continuare la convalescenza. Sulla base degli attuali consigli medici, è improbabile che ritorni in servizio pubblico fino a dopo Pasqua.”
“La Principessa del Galles apprezza l’interesse che questa dichiarazione susciterà. Spera che il pubblico capisca il suo desiderio di mantenere quanta più normalità possibile per i suoi figli e desidera mantenere riservate le sue informazioni mediche personali. Kensington Palace fornirà aggiornamenti sui progressi di Sua Altezza Reale solo quando ci saranno nuove informazioni significative. Non vede l’ora di riprendere il suo prossimo fidanzamento il prima possibile”, si legge nella dichiarazione del palazzo.
Secondo diversi punti vendita, l’operazione di Kate non era né cancerosa né pericolosa per la vita. Non è ancora chiaro il motivo per cui si sia sottoposto alla procedura “programmata”.
Subito dopo la notizia del suo ricovero in ospedale, i paparazzi hanno sorpreso William mentre lasciava l’ospedale. Fonti hanno anche rivelato che il Principe di Galles ha anche cambiato il suo programma per mantenere la moglie e i figli, secondo un rapporto persone.
D presa Successivamente è stato rivelato che i membri più stretti della famiglia reale erano rimasti sorpresi quanto il pubblico quando Kate è stata ricoverata in ospedale. Anche se nulla sembrava andare male con la Principessa del Galles a dicembre, coloro che lavorano con la famiglia reale hanno notato che parte dell’impegno pubblico per la sua apparizione era rimasto in sospeso, secondo la pubblicazione. Perché lei e la famiglia reale hanno scelto di mantenere il suo intervento relativamente segreto? Re Carlo IIIannuncio dell’intervento chirurgico, persone ha riferito che la sua scelta era nella dichiarazione di palazzo: mantenere quanta più “normalità” possibile per i suoi figli. Charles, tuttavia, ha scelto di rendere pubblica la notizia della sua operazione perché sembrava la cosa “saggia” da fare.
“È stato saggio essere più aperti al riguardo, altrimenti la gente potrebbe pensare al peggio”, ha detto alla pubblicazione un membro del palazzo sulla scelta di Charles di informare il pubblico.
Come va la salute di Kate Middleton oggi?
Dopo l’intervento chirurgico, fonti hanno anche detto che Kate “stava bene”. persone I rapporti dicono che, poiché la reale preferisce mantenere private le sue informazioni personali, sembra – agli occhi del pubblico – che mantenga uno stile di vita sano.
Il 29 gennaio 2024, Kensington Palace ha rilasciato una dichiarazione secondo cui Kate era tornata a casa per continuare la sua guarigione. “Sta facendo buoni progressi. Il Principe e la Principessa desiderano ringraziare l’intero team della London Clinic, in particolare il personale infermieristico, per le cure che forniscono. La famiglia Wales è grata per gli auguri che hanno ricevuto da tutto il mondo”, ha detto Kensington Palace.
la prossima settimana, il nostro settimanale riferisce che William sta riprendendo le sue mansioni lavorative programmate e sta organizzando diversi eventi imminenti a cui partecipare. Tuttavia, al momento non è chiaro se questo sia stato influenzato da suo padre Re Carlo IIILa sua ultima diagnosi di cancro.
Dopo che William ha mancato la cerimonia funebre del suo defunto padrino a causa di una “questione personale”, c’erano preoccupazioni per la salute di Kate. Tuttavia, Kensington Palace ha chiarito che Kate “sta bene” dopo l’intervento. Notizie della NBC Il 27 febbraio.
Lo zio di Kate Gary Goldsmith Successivamente ha pesato lo stato di salute della principessa. Durante la sua presenza Grande Fratello Celebrità nel Regno Unito Il 6 marzo 2024, Gary ha risposto perché sua nipote non ha discusso pubblicamente della sua operazione.
“Perché non vuole parlarne”, ha detto Gary prima di aggiungere, “Ho parlato con sua madre, mia sorella. Sta ricevendo le migliori cure al mondo. Tutto ciò che la famiglia ha fatto è stato tenere i carri in giro e prendersi cura della famiglia prima di ogni altra cosa. “
Il 10 marzo, Kate ha rotto il silenzio in una dichiarazione su Instagram, ringraziando i suoi fan per i loro auguri.
“Grazie per i vostri gentili auguri e per il continuo supporto negli ultimi due mesi”, ha scritto nella didascalia Instagram inviare
Il 9 settembre 2024, Kate ha confermato di aver completato la chemioterapia e che il suo “obiettivo” era rimanere “libero dal cancro”.
Il 14 gennaio 2025, la principessa del Galles ha pubblicato un post sui social media inviare“È un sollievo essere in remissione ora e sono concentrato sul recupero. Come saprà chiunque abbia avuto una diagnosi di cancro, ci vuole tempo per adattarsi a una nuova normalità. Ma non vedo l’ora che arrivi un anno intero. C’è molto da aspettarsi. Grazie a tutti per il vostro continuo supporto. C.”
In un aggiornamento più recente, Kate ha tenuto il suo primo discorso pubblico dopo la diagnosi al Future Workforce Summit di Londra il 18 novembre 2025: un significativo passo indietro nei doveri reali. Il giorno successivo, il 19 novembre 2025, è apparsa alla Royal Variety Performance, dove ha condiviso un momento caldo con la cantante. Jesse Jcon il quale ha stretto un legame grazie alla loro esperienza condivisa con il cancro.
A Kate Middleton è stato diagnosticato un cancro
Poche settimane dopo la sua evidente assenza, Kate annunciò che le era stato diagnosticato un cancro in un videomessaggio pubblicato nel marzo 2024.
“A gennaio ho subito un importante intervento chirurgico addominale a Londra e all’epoca si pensava che le mie condizioni non fossero cancerose. L’intervento ha avuto successo”, ha osservato, prima di aggiungere, “Tuttavia, gli esami postoperatori hanno rivelato il cancro. La mia équipe medica mi ha quindi consigliato di sottopormi a un ciclo di chemioterapia preventiva, e ora sono nelle prime fasi di quel trattamento.”
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
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Cancro al pancreas, Prof. Salvia: più ricerca e prevenzione Il Sole 24 ORE
Cancro al pancreas, Prof. Salvia: più ricerca e prevenzione 20 novembre 2025
Roma, 20 nov. (askanews) - "Anche quest'anno il terzo giovedì del mese di novembre è dedicato alla Giornata Mondiale del Cancro del Pancreas. Il tumore del pancreas, è una malattia che negli ultimi anni sta richiamando sempre più interesse, nel passato descritto come il "killer silenzioso" che riassumeva le due caratteristiche di questo tumore, cresce silenziosamente senza dare sintomi, se non tardivamente e che non lascia speranze di guarigione. Oggi il tumore del pancreas, nella speciale classifica delle neoplasie, anche se è il settimo tumore per incidenza è sempre più frequente, verosimilmente per l'allungamento della vita media più che per altri fattori di rischio, ma è il quarto per mortalità. Rimane quindi un killer anche se molte cose sono cambiate e cambieranno in un futuro non troppo lontano. Il primo aspetto è relativo alla prevenzione, in questo ambito ci sono alcune importanti innovazioni: una maggior consapevolezza dei medici della malattia, il riconoscimento di una serie di lesioni precancerose che possono essere trattate in uno stadio di benignità, l'identificazione di alcune forme di famigliarità con la possibilità di eseguire una sorveglianza preventiva. Il trattamento, nei pazienti con malattia avanzata la chemioterapia sta trovando dei trattamenti sempre più efficaci che al momento allungano le prospettive di vita dei nostri pazienti. Nei pazienti con malattia localizzata (e oggi sono quasi il 50%) la terapia è multidisciplinare con l'inserimento della chirurgia, quando possibile, assieme alla chemioterapia (l'ultimo schema terapeutico, recentemente pubblicato, espressione della ricerca italiana multicentrica ha sicuramente contribuito ad aumentare la sopravvivenza di questi pazienti) e alla radioterapia. Ultimo ma non ultimo un pensiero alla qualità della vita dei nostri pazienti e all'umanizzazione delle cure, aspetto spesso non considerato doverosamente, ma che sta prendendo sempre maggior spazio nella valutazione dei trattamenti terapeutici proposti anche con l'introduzione di nuove figure professionali, su tutte la psico-oncologia, gli aspetti nutrizionali, la preabilitazione. Se è vero che oggi di tumore al pancreas ancora si può morire è anche vero che oggi si può guarire. Il futuro, oltre alla sensibilizzazione nei confronti di questa malattia oggi è una giornata che deve anche essere rivolta alle istituzioni e ai cittadini perché considerino e sostengano le necessità di una ricerca che possa andare ad esplorare sempre più in profondità i meccanismo cellulari, genetici ed immunitari che stanno alla base di questa malattia in modo da poter produrre terapie mirate che possano tener conto della reale complessità di questa malattia". Lo ha detto il Prof Roberto Salvia, direttore UOC di chirurgia del pancreas presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria integrata di Verona e responsabile esecutivo dell'Istituto del Pancreas di Verona.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Una piccola ansa immersa nelle gole calcaree del Nera, un solarium di legno e l’acqua gelida e cristallina: il luogo perfetto per fuggire alla [...]
Giornalista e storico dell’alpinismo, a lungo firma della Gazzetta dello Sport e autore del blog "Alpinisti e Montagne". Ha scritto libri di [...]
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
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Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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42.6/100
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Criteri Critici
Una terapia contro le staminali tumorali per evitare la resistenza alla chemio RaiNews
Più di tre anni di studi in laboratorio, alla fine il risultato potrebbe essere molto rilevante nella lotta contro il cancro al colon, uno di quelli più frequenti e con la mortalità più elevata. I ricercatori dell'istituto "De Bellis", in un articolo pubblicato sulla rivista internazionale "Nature", spiegano di avere scoperto una nuova strategia mirata contro le staminali tumorali. "Le cellule staminali tumorali - dice il primario di Genetica medica Cristiano Simone - sono le radici del tumore. Sono responsabili dell'inizio del processo tumorale, delle recidive, delle metastasi a distanza e anche della resistenza ai farmaci come la chemioterapia".
Nell'oncologia uno dei limiti attuali è rappresentato dalla capacità delle cellule del tumore di resistere ai medicinali più diffusi, limitandone l’efficacia. La svolta nelle ricerche a Castellana Grotte è stata aver compreso i motivi della resistenza alla chemio, sviluppando un farmaco sperimentale capace di bloccarla, evitando anche recidive e metastasi. Tornano così a essere efficaci le cure anti-tumorali già utilizzate nella pratica clinica, senza ricorrere a strategie terapeutiche molto costose. "Trovare una molecola - sottolinea Simone - che può sensibilizzare i tumori alle terapie tradizionali ma soprattutto andare contro la tendenza di questa scarsa sopravvivenza pensiamo che sia un risultato molto importante".
Prevenzione oncologica maschile: l'appello degli specialisti - La Provincia di Cremona
📰 La Provincia di Cremona📅 2025-11-20T13:39:00
radioterapia
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMiswFBVV95cUxNVWdodEJNWTNFX25haU5ydTF4ZmdBdU5JLXlWWjF1VUE5Zmh4Q3VieWxOeXRRb1MtMEZwdUYxeDRFcVdKNFZsaTVTeG5IaS0yZTcxTDJiZThIWG9LZGE1VEVGdGhJSEdRd1RmRUtIRENzYkFTV040TGRoVEFBUTZLM1A1VmwyZEVIbHFZR2dJLW9sS25WTWFKTFYzQW52OW1BbnNEZkE2X08tOVcxYnV6dktyYw?oc=5" target="_blank">Prevenzione oncologica maschile: l'appello degli specialisti</a> <font color="#6f6f6f">La Provincia di Cremona</font>
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
45.9/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMinAFBVV95cUxQb0w3UkFxdW5vZWotWkxNTDhLSjRJLTB0VjBoOFBKX0VycFJkRG5rNHNoQTcyOG1uVVBDVl9BaTZHMDhzM1NZNElZZ2pMU3VsM29hSEttUVhLYng4eFl2R3FSdk5fLUd2XzgtaTJfbHktOFBCbG5tbDFlX2VoQTlXNjNuOFozU3lGR1hRN25NWVNmd3ZyRzY5bGFGVVTSAZwBQVVfeXFMUG9MN1JBcXVub2VqLVpMTUw4S0o0SS0wdFYwaDhQSl9FcnBSZERuazRzaEE3MjhtblVQQ1ZfQWk2RzA4czNTWTRJWWdqTFN1bDNvYUhLbVFYS2J4OHhZdkdxUnZOXy1Hdl84LWkyX2x5LThQQmxubWwxZV9laEE5VzYzbjhaM1N5RkdYUTduTVlTZnd2ckc2OWxhRlVU?oc=5" target="_blank">RNA sintetico può curare il cancro al fegato</a> <font color="#6f6f6f">Associazione EpaC</font>
EpaC – ETS ha realizzato un nuovo portale dedicato alle best practice e allo screening dell’Epatite C, con l’obiettivo di divulgare lestrategie di successo mirate alla eliminazione dell’HCVrealizzate in questi ultimi anni e fornire un quadro aggiornato sullostato di avanzamento dello screeningpromosso dal Ministero della Salute. Abbiamo realizzato un nuovo webinar dedicato all’informazione e alla modalità di diagnosi delle epatiti virali A, B, C, delta ed E. Abbiamo deciso di realizzare una indagine per l’individuazione e la definizione dei bisogni, esigenze e difficoltà dei pazienti con diagnosi diColangite Biliare Primitiva(CBP).L’obiettivo principale è stato, innanzitutto,indagare, e così rilevare, i reali bisogni, le necessità, le problematiche e difficoltà incontrate dai pazienti conColangite Biliare Primitiva, attraverso unasurveyindirizzata ai pazienti,con domande ispirate al modello Patient-Reported Outcomes(PROs). Per fornire tanto ai pazienti, quanto ai loro caregiver, ma anche alla popolazione generale, informazioni, indicazioni e supporto riguardo alle epatiti virali, abbiamo deciso di realizzare 3 “talk”, in cui sono stati ospiti e relatori medici specialisti e membri dell’Associazione EpaC con lunga expertise sulle tematiche, ciascuno dedicato ad una delle infezioni virali daHCV, HBV e HDV. Per fornire tanto ai pazienti, quanto ai loro caregiver, ma anche alla popolazione generale, informazioni, indicazioni e supporto riguardo alle epatiti virali, abbiamo deciso di realizzare 3 “talk”, in cui sono stati ospiti e relatori medici specialisti e membri dell’Associazione EpaC con lunga expertise sulle tematiche, ciascuno dedicato ad una delle infezioni virali daHCV, HBV e HDV. Con l’obiettivo di portare avanti le nostre attività di sostegno e di supporto, ma soprattutto di informazione dei pazienti, abbiamo realizzatouna nuova serie di contenuti informativi dedicati all’HDV, in cui mettere a disposizione di chiunque fosse interessato, le principali e più importanti informazioni legate a questa infezione, poco conosciuta e spesso non diagnosticata.Abbiamo creato, in dettaglio,una serie di contenuti sull’HDV, per illustrare e mettere a disposizione di chiunque fosse interessatole principali e più importanti informazioni legate a questa infezione, poco conosciuta e spesso non diagnosticata. L’epatocarcinoma (tumore del fegato o HCC) rappresenta la più grave complicanza ed evoluzione delle patologie epatiche rappresentando la prima causa di decesso tra i pazienti epatologici. La cirrosi epatica (malattia di fegato avanzato) rappresenta il fattore di rischio più importante per lo sviluppo del tumore. Informazioni e approfondimenti per conoscere la steatosi epatica e steatoepatite (NAFLD e NASH) Quando invii il modulo, controlla la tua casella di posta elettronica per confermare l’iscrizione
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
51.1/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Tumore ai polmoni, partecipare agli screening può salvare decine di migliaia di vite sanitainformazione.it
Immaginate di poter salvare 62mila vite e restituire quasi 900mila anni di vita in cinque anni. È questo che accadrebbe se l’adesione agli screening per il tumore ai polmoni fosse diffusa in modo capillare tra tutti i soggetti a rischio. Lo dimostra un recente studio dell’American Cancer Society, pubblicato su JAMA, che mette in luce quanto potrebbe cambiare la prevenzione se tutti gli individui maggiormente vulnerabili alla patologia decidessero di sottoporsi a una tomografia computerizzata a basso dosaggio. Fumatori attuali, ex fumatori, chi ha smesso da meno di 15 anni: questi sono i soggetti che possono davvero fare la differenza tra una diagnosi precoce e una malattia scoperta troppo tardi.
Screening: un’opportunità spesso ignorata
Lo studio mostra che attualmente, negli Stati Uniti. solo il 18,7% degli individui idonei si sottopone allo screening. “È deludente che la partecipazione allo screening rimanga così bassa – commenta Priti Bandi, autrice principale dello studio -. Questa scarsa adesione si traduce in un’opportunità persa: potremmo prevenire tre volte più decessi se tutti coloro che sono idonei fossero sottoposti a screening”. Gli screening si rivolgono a chi è considerato ad alto rischio: fumatori o ex fumatori con almeno 20 pacchetti-anno, che hanno smesso da meno di 15 anni. Tuttavia, estendendo la valutazione anche a fumatori abituali oggi esclusi, i decessi evitabili salirebbero di quasi 30mila unità e gli anni di vita guadagnati di oltre 480mila.
Numeri che parlano chiaro
Nel 2024, secondo il National Health Interview Survey, 12,76 milioni di adulti negli Stati Uniti erano eleggibili allo screening secondo i criteri USPSTF (raccomandazioni basate sull’evidenza scientifica, formulate dalla US Preventive Services Task Force, su servizi di prevenzione clinica, farmaci e prodotti farmaceutici, per migliorare la salute della popolazione, ndr). Di questi, solo uno su cinque ha effettivamente partecipato. Se tutti partecipassero, si stima che 62.110 morti per tumore al polmone potrebbero essere evitate in cinque anni, con un guadagno complessivo di 872.270 anni di vita. Dr. Bandi sottolinea: “Se hai tra i 50 e gli 80 anni e hai fumato, parla con il tuo medico per capire se sei idoneo allo screening e se può essere appropriato per te”.
Rimuovere barriere e ampliare l’accesso
Lisa Lacasse, presidente dell’ACS CAN, evidenzia il ruolo delle istituzioni: “Dobbiamo proteggere e ampliare l’accesso alle cure, assicurandoci che le persone possano sottoporsi agli screening e ai test preventivi senza barriere economiche. È fondamentale collaborare con i legislatori per ridurre i decessi e avvicinarci all’obiettivo di sconfiggere il cancro”.
La prevenzione funziona, i dati lo confermano, ma il fattore decisivo resta la partecipazione. Lo screening per il tumore ai polmoni può triplicare vite salvate e anni di vita guadagnati se solo chi è a rischio decidesse di fare un passo in più. Informare, sensibilizzare e rimuovere ostacoli non è più un optional: è un vero e proprio investimento di salute pubblica.
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