Malattie rare, Pasinelli (Arisla): "Una cura diversa per ogni tipo di Sla" - Tuttoggi.info
📰 Tuttoggi.info📅 2025-11-21T18:02:00
terapia target
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMinwFBVV95cUxQTHhNa1p2ZWZTZzJzc2xKVmI2NWpxRG9NSGRySV9ZZjZYeDMwYXAwQi1ld0NBZUZGb3Q2N01XYnJZV3YyOXY3ekk5OWpwYzRndHJFOFp0SDNHNnVkdHFNaklXRFFySTBrNm9ETXhIVEhydkNmVE5jSmcxZWxnZEJXcVlVUFJ0NERhSXdCb2xjWE1VOUNiM3lFNGxHMUlMWVk?oc=5" target="_blank">Malattie rare, Pasinelli (Arisla): "Una cura diversa per ogni tipo di Sla"</a> <font color="#6f6f6f">Tuttoggi.info</font>
Tumore alla prostata, esperti dell'Irccs di Negrar contro il tabù radioterapia: "Stessa efficacia del bisturi, ma con minori effetti collaterali" - Nurse Times
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
57.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Tumore alla prostata, esperti dell'Irccs di Negrar contro il tabù radioterapia: "Stessa efficacia del bisturi, ma con minori effetti collaterali" Nurse Times
La radioterapia, soprattutto per la cura del tumore alla prostata, è un’efficace e valida alternativa alla chirurgia radicale, con tassi di guarigione sovrapponibili ed effetti collaterali ridotti, ma poco nota ai pazienti. Dovrebbe essere impiegata nel 50-60% dei casi, ma nel nostro Paese raggiunge soltanto la quota del 15-20%.
Colpa dei molti e diffusi luoghi comuni, che vanno dal peso inferiore attribuito all’efficacia di questo approccio rispetto a quello chirurgico e farmacologico, alla paura di non avere una vita sessuale normale, fino all’errata convinzione che il trattamento sia solo palliativo o limitato a casi estremi dove la chirurgia non possa essere più impiegata.
“Nonostante il passare degli anni – avverte Filippo Alongi, direttore del dipartimento di Radioterapia oncologica avanzata dell’Irccs Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona) e ordinario di Radioterapia oncologica all’Università di Brescia -, la radioterapia continua a essere avvolta da un alone di diffidenza mista a disinformazione, e quando la proponiamo ai pazienti, la maggior parte all’inizio pensa di essere già condannata. E questo non per la gravità della malattia, ma perché crede di essere candidata a un trattamento di efficacia inferiore a quello chirurgico. Eppure parliamo di uno dei cardini delle terapie oncologiche, in particolare per il tumore della prostata, che può essere definito curativo al pari del bisturi”.
Prosegue Alongi: “Come dimostra uno studio anglosassone, pubblicato di recente su European Urology, che ha messo a confronto la chirurgia robotica con la radioterapia di precisione, evidenziando come a parità di guarigione in oltre il 90% dei casi, quando il tumore è confinato all’interno della ghiandola prostatica, la radioterapia moderna è anche meglio tollerata in alcuni aspetti sintomatologici, preservando maggiormente la continenza urinaria e la funzionalità erettile. Un paziente su due sarebbe idoneo al trattamento radioterapico, ma soltanto un paziente su 5 viene sottoposto a questa metodica di cura non invasiva”.
E ancora: “Le conseguenze ricadono sui pazienti stessi che spesso ignorano un’opzione terapeutica alternativa alla chirurgia e di significativo beneficio in molte situazioni cliniche. o L’idea distorta che si ha della radioterapia, frutto di un retaggio del passato, è una rappresentazione che poco a che fare con la realtà. Negli ultimi anni questa metodica infatti ha fatto grandissimi passi in avanti, grazie all’utilizzo di apparecchi sempre più sofisticati, che permettono di eseguire trattamenti molto selettivi e circoscritti, con riduzione degli eventuali effetti collaterali”.
L’innovazione tecnologica vede l’Irccs di Negrar tra i centri più avanzati e rinomati in Italia e in Europa nella cura in ambito radio-oncologico del tumore della prostata, come per molti altri tipi di patologie tumorali.
“Grazie alla dotazione di quattro acceleratori lineari, tra cui una macchina di ultima generazione dotata di risonanza magnetica ad alto campo e un dispositivo guidato da intelligenza artificiale, di recente integrato e potenziato con un software che identifica e colpisce il tumore in soli sei secondi, è possibile, nel nostro dipartimento, trattare il tumore con una precisione e una velocità senza precedenti – sottolinea Alongi -. Ciò consente di curare il tumore della prostata in sole 5 sedute, contro le 20 o 28 della tecnica standard, in pochi minuti, senza dolore, né ricovero, né anestesia, abbattendo liste d’attesa e costi diretti e indiretti. Questi nuovi dispositivi all’avanguardia permettono inoltre di ricalibrare in tempo reale il piano di cura, sulla base dei cambiamenti di posizione, forma o dimensione del tumore, che avvengono di seduta in seduta, preservando i tessuti sani e garantendo una migliore qualità di vita”.
Conclude Alongi : “La radioterapia moderna merita dunque di essere conosciuta di più dai pazienti, che possono usufruire di un’opzione alternativa alla chirurgia, sicura, efficace, con effetti secondari quasi ormai rari nel tumore della prostata. Gioca quindi un ruolo fondamentale la comunicazione di questi risultati innovativi che confermano l’Irccs di Negrar come centro tra i più avanzati e all’avanguardia per il trattamento radioterapico di precisione del cancro alla prostata e di molte altre neoplasie, con una casistica tra le più ampie, usando queste tecnologie moderne ed avanzate, con 2200 sedute eseguite l’anno per la cura di più di 2mila pazienti”.
Redazione Nurse Times
Articoli correlati
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
60.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Tumore colon-retto, uno studio apre nuovi scenari per la cura: il Policlinico di Bari tra i protagonisti BariToday
Il Policlinico di Bari, con l’Oncologia Medica diretta dal prof. Camillo Porta, è stato tra i maggiori centri arruolatori dello studio italiano Parere, dedicato al trattamento del tumore del colon-retto metastatico, una delle neoplasie più diffuse nel nostro Paese.
Il lavoro, pubblicato su Annals of Oncology e presentato al congresso Esmo 2025 a Berlino, dimostra che grazie alla biopsia liquida, un semplice esame del sangue che analizza il Dna tumorale circolante, è possibile identificare in modo preciso quali pazienti possono essere nuovamente trattati con farmaci biologici anti-Egfr, già utilizzati in passato, migliorando significativemente il controllo della malattia.
Il dottor Francesco Mannavola, oncologo del Policlinico e uno degli autori dello studio, sottolinea il valore clinico del risultato: "La biopsia liquida ci permette di capire chi può ancora beneficiare delle terapie mirate, evitando trattamenti inutili e tossici. È un passo importante verso una medicina sempre più personalizzata".
Tumore diffuso e difficile da trattare in fase avanzata
Il cancro del colon-retto è la seconda neoplasia più frequente in Italia. Quando diventa metastatico, le opzioni terapeutiche si riducono e scegliere la sequenza migliore di farmaci è fondamentale. Lo studio Parere si è concentrato su pazienti con carcinoma Ras/Braf wild type, circa la metà dei casi, già ampiamente pretrattati e con poche alternative residue.
La biopsia liquida ha permesso di identificare con precisione quali pazienti non presentavano mutazioni di resistenza, rendendoli idonei al ritrattamento con l’anticorpo monoclonale panitumumab.
I risultati dello studio
Lo studio ha rivelato un dato cruciale: oltre un terzo dei pazienti considerati idonei secondo i criteri clinici tradizionali aveva mutazioni di resistenza non rilevabili senza la biopsia liquida. Sarebbero stati trattati inutilmente. Il confronto tra le due strategie terapeutiche ha mostrato un chiaro vantaggio per il panitumumab. Nei pazienti privi di mutazioni di resistenza, la terapia anti-EGFR ha infatti ottenuto risultati nettamente superiori rispetto al regorafenib: le risposte al trattamento sono state più frequenti (16% contro il 2%) e il controllo della malattia è risultato decisamente migliore (61% contro il 36%). Anche il tempo trascorso senza progressione del tumore è stato più lungo nei pazienti trattati con panitumumab, con una media di 4,2 mesi rispetto ai 2,4 registrati con regorafenib. La sopravvivenza globale è invece rimasta simile tra i due gruppi, ma il vantaggio del panitumumab nel contenere l’avanzamento della malattia appare evidente.
Il ruolo del Policlinico di Bari
La forte partecipazione del Policlinico di Bari allo studio conferma la qualità dell’assistenza nel trattamento delle malattie oncologiche complesse. "È la prova – evidenzia il prof. Porta – della capacità della nostra struttura di coinvolgere pazienti in ricerche avanzate e di offrire terapie personalizzate anche nelle fasi più critiche".
I risultati dello studio Parere rappresentano un passo in avanti verso una gestione più mirata, meno tossica e più efficace delle forme avanzate di tumore del colon-retto. Grazie a tecniche come la biopsia liquida, sempre più pazienti potranno accedere a terapie su misura, ottenendo benefici concreti anche quando il ventaglio delle cure sembra essersi ristretto.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
58.1/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Avviato lo studio clinico AMOlaVita OdV sul Synchro Levels: primi 7 pazienti arruolati negli ospedali di Milano Eventi e News
Salute e Benessere
Redazione Eventi e News
Avviato in Lombardia lo studio clinico promosso da AMOlaVita OdV
con l’integratore naturale Synchro Levels: arruolati i primi 7 pazienti
Una nuova ricerca sulla qualità della vita dei pazienti oncologici con tumore metastatico al pancreas
È ufficialmente partito lo studio clinico promosso da AMOlaVita OdV in collaborazione con cinque ospedali lombardi, dedicato ai pazienti affetti da tumore del pancreas in fase metastatica.
Il progetto ha preso il via presso gli ospedali San Carlo e San Paolo di Milano, dove sono stati arruolati i primi 7 pazienti coinvolti nella nuova sperimentazione sull’integratore naturale Synchro Levels.
L’obiettivo dello studio è valutare se il prodotto – utilizzato come supporto nutrizionale – possa contribuire a migliorare la qualità di vita, il benessere psicofisico e la tolleranza alle cure oncologiche.
Personalizzazione delle cure e medicina integrata: perché lo studio è importante
Negli ultimi anni si è consolidata la tendenza a un approccio clinico più personalizzato, capace di integrare ai trattamenti oncologici standard – chirurgia, chemio e radioterapia – strumenti complementari basati su evidenze scientifiche.
In questa direzione rientra il Synchro Levels, una formulazione nutraceutica a base di peptidi di pesce, già utilizzata in precedenti studi per supportare il metabolismo cellulare e favorire il recupero dei pazienti sottoposti a trattamenti oncologici intensivi.
Il nuovo trial, condotto in doppio cieco con placebo, prevede l’arruolamento complessivo di 51 pazienti, di cui 34 trattati con Synchro Levels e 17 con placebo.
Le strutture coinvolte nello studio
Oltre ai presidi milanesi, parteciperanno – dopo le autorizzazioni dei rispettivi comitati etici – altre realtà oncologiche lombarde:
IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia
Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza
ASST Ovest Milanese – Ospedale di Legnano
L’Ospedale Sacco di Milano ha inoltre manifestato interesse a unirsi successivamente allo studio.
Lo annuncia il dr. Mauro Moroni, Direttore dell’Oncologia dell’ASST Santi Paolo e Carlo e vicepresidente di AMOlaVita OdV, evidenziando come alcuni pazienti stiano già assumendo l’integratore da un mese in concomitanza con i trattamenti chemioterapici standard.
Le basi scientifiche: risultati del primo studio e prospettive
Un primo trial clinico randomizzato, condotto nel 2023 dai prof. Torzilli e Donadon e pubblicato sulla rivista internazionale Cancers, aveva evidenziato l’efficacia del Synchro Levels nel:
modulare l’espressione epigenetica delle cellule tumorali,
sostenere l’attività mitocondriale,
migliorare la funzionalità cellulare
e favorire il recupero post-operatorio.
Secondo il prof. Matteo Donadon, oggi Ordinario di Chirurgia Generale all’AOU della Carità di Novara, questo approccio si inserisce nella visione della medicina integrata, che combina terapie convenzionali e interventi complementari basati su evidenze scientifiche, come nutrizione oncologica personalizzata, nutraceutica e tecniche di gestione dello stress (es. mindfulness).
Synchro Levels: caratteristiche e ricerca in corso
Il preparato, sviluppato da AuroraBiosearch in collaborazione con il prof. Mariano Bizzarri dell’Università Sapienza di Roma, è uno spray sublinguale pensato per supportare persone indebolite da patologie gravi o terapie invasive.
Parallelamente, AuroraBiosearch sostiene anche gli studi sui microRNA estratti da uova di pesce (trota e zebrafish), molecole che regolano l’espressione genica e mostrano potenzialità nel mantenimento della salute metabolica delle cellule, inclusi i modelli tumorali.
L’integratore è già presente nei protocolli di supporto in diverse strutture ospedaliere italiane.
Un aiuto per i pazienti più fragili
I malati colpiti da tumore del pancreas – spesso debilitati sotto il profilo nutrizionale, metabolico, immunologico ed emotivo – possono trarre beneficio da approcci integrativi che affiancano, e non sostituiscono, le terapie oncologiche standard.
Come ricorda il prof. Donadon:
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?2
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
32.6/100
Punteggio Totale
D
Valutazione
❌
Criteri Critici
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMi4wFBVV95cUxNZHNnNkp5T3NrVXBIME5yMWloejhhQUdZZVczRGVSUzR5NTUzcUZoSkRtUl8yM3RZeEEydzlIcnhkbUVCNWNFM1pUZloyWkZTWURfc3E2SWhkdGRhNmlJSnkzbG5PMnpWXzVYMG9mcVFGRWFYamp1MkVqdzh2dmpHMzVtRGM4bUI4akpEdGM2ZTd4ZWVseTZaakxLNGNqZ2syeV8zUXJEN0tFZUg3SEJzZGtIWm1TMHlreEtBcDFMbHhadU80N1NGYkpXaXZ0NmZjQ01pamZ1dl96eUtiQUFKSTR0Zw?oc=5" target="_blank">Due nuovi medici per la medicina nucleare e la Radioterapia oncologica di Sondrio</a> <font color="#6f6f6f">SondrioToday</font>
Care lettrici e cari lettori, bentrovati! Novembre è praticamente agli sgoccioli, la neve ha già fatto capolino e ormai anche a È sempre mezzogiorno di Antonella Clerici si respirano solo profumi di Natale, tra biscotti speziati e idee per il pranzo del 25 dicembre.Con questo...
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
59.6/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
La bufala che non t'aspetti: «Il farmaco dimagrante danneggia la vista» La Gazzetta del Mezzogiorno
Robbie Williams, musicista, solista, membro dei Take That ha dichiarato a The Sun (quotidiano pubblicato in Regno Unito e Irlanda):“perdo la vista per il farmaco dimagrante”. La stessa cosa è stata denunciata da una Parlamentare italiana. In proposito, la prof. Raffaella Buzzetti, presidente Società italiana diabetologia pecisa “al momento non esistono prove scientifiche di un rapporto causa- effetto tra l’uso di questi farmaci basati sul GPL-1 e la comparsa di danni agli occhi. I pazienti devono stare tranquilli e fare le abituali visite di controllo da diabetologo ed oculista prima e durante la terapia… ogni farmaco può avere effetti indesiderati e, quindi, ogni terapia va fatta con controllo del medico che, al minimo allarme, sa come gestire un eventuale effetto indesiderato, prima che faccia danno. E non fanno eccezione questi farmaci, utilizzati già da molti anni per il diabete tipo 2 e più di recente per l’obesità (ne fa uso 62,2% degli italiani sovrappeso). Nessuna terapia va fatta in autogestione o solo perché consigliata da un’amica/o”. Eventuali effetti indesiderati dì tali farmaci, ancora tutti da dimostrare, interessano le persone più a rischio di complicanze oculari: con diabete da molti anni, fumatori, ipertesi non controllati. Il diabete è la principale causa di perdita della vista tra gli adulti. Il miglior modo di proteggersene è proprio ottenere un compenso ottimale del diabete (che di certo questi farmaci aiutano ad ottenere) ed eliminare i fattori di rischio noti… “Intanto stiamo parlando solo di studi osservazionali… e questo non implica la presenza di un rapporto di causa-effetto che è tutto da dimostrare. Frtattanto, uno studio osservazionale su circa 140 mila persone con diabete, pubblicato sy JAMA Ophtalmology ha evidenziato che i soggetti trattati con farmaci GLP-1 per più di sei mesi presentavano probabilità più che doppia di sviluppare una degenerazione maculare neovascolare legata all’età, rispetto agli altri. Una possibile spiegazione è che la rapida riduzione dei livelli di zucchero nel sangue provocata dai GLP-1 RA possa creare una sorta di ‘stress’ per la retina, rendendola più soggetta a mancanza di ossigeno (ipossia) e favorendo così la formazione anomala di nuovi vasi sanguigni. Getta invece acqua sul fuoco uno studio pubblicato su Communications Medicine (gruppo Nature) che ha valutato gli effetti oculari delle nuove terapie anti- diabete e anti-obesità attraverso l’analisi di oltre 2 milioni di cartelle cliniche di persone con obesità. “Da questa analisi – dice la prof. Buzzetti – emerge al contrario che le persone trattate con i nuovi farmaci GLP-1 RA presentano un minor numero di problemi agli occhi, compresi cataratta e occhio secco. In particolare, tra gli utilizzatori di tirzepatide il rischio di cataratta appare dimezzato rispetto a chi assume i vecchi farmaci. Le nuove terapie per l’obesità insomma secondo gli autori di questo studio, possono apportare benefici alla salute degli occhi”. Alla luce di queste evidenze, gli enti per controllo di effetti collaterali dei farmaci hanno segnalato nel giugno 2025 che per le specialità mediche contenenti semaglutide la neuropatia ottica anteriore ischemica debba essere considerata un effetto indesiderato rarissimo (1:10.000); è stato anche riscontrato un lieve aumento del rischio con la dulaglutide. “Noi diabetologi – conclude la presidente -abbiamo sempre raccomandato ai nostri pazienti di effettuare visite oculistiche periodiche per valutare lo stato dei vasi della retina e del nervo ottico, in primo luogo per gli effetti nocivi che l’iperglicemia determina, a prescindere dalla terapia che la persona con diabete sta seguendo. Questa raccomandazione è dunque più che mai valida e attuale, alla luce di questi segnali da attenzionare”.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
52.6/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Epatite C, in Toscana accelera al via gli screening con Ispro La Nazione
Firenze, 21 novembre 2025 – Stanno arrivando in questi giorni a circa 800 mila toscani, in gran parte nati tra il 1969 e il 1989, le lettere firmate Ispro, l’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica. Non si tratta però di un invito agli screening oncologici tradizionali: questa volta l’Istituto è stato coinvolto per promuovere la campagna sul test per l’epatite C, una misura sanitaria che la Regione porta avanti da tempo, ma che finora aveva registrato adesioni inferiori alle attese. Il nome di Ispro è stato scelto proprio per dare maggiore autorevolezza e, possibilmente, incrementare la partecipazione.
Accanto all’obiettivo, però, emergono le prime criticità. Molti cittadini, seguendo le istruzioni contenute nella lettera – che rimanda tramite QR code alla pagina regionale sulle modalità dello screening – si rivolgono ai medici di famiglia per effettuare il test. Ma qui incontrano un ostacolo inatteso: solo una minoranza dei medici di medicina generale ha aderito alla campagna. La partecipazione, infatti, era volontaria e, come spiega il segretario Fimmg, Niccolò Biancalani, la percentuale effettiva oscilla secondo le stime del sindacato tra il 10 e il 20 per cento. A questo si aggiunge un problema pratico: i nuovi test richiesti da Regione e Asl non sono ancora stati consegnati alle farmacie, che dovrebbero poi distribuirli ai medici partecipanti. Risultato inevitabile: molti cittadini si sentono dire che il test non può essere ancora effettuato.
Anche sul fronte delle farmacie la situazione è tutt’altro che capillare. Quelle che hanno aderito in tutta la Toscana sono meno di 200 e a Firenze città, secondo il sito della Regione, se ne contano appena tre. La rete parte già ridotta perché, per motivi normativi, hanno potuto partecipare solo le farmacie abilitate a eseguire accertamenti diagnostici.
Cosa è l’epatite C e come si trasmette
Mentre la macchina organizzativa fatica a ingranare, resta però centrale il motivo per cui la campagna è stata lanciata con tanta forza. L’epatite C, causata dal virus Hcv, si trasmette attraverso il contatto con sangue infetto e spesso decorre senza sintomi, anche per molti anni. È proprio questa lunga fase silente che rende essenziale individuare il maggior numero di persone inconsapevolmente positive. Dal 2015, infatti, è disponibile una terapia altamente efficace che consente di eliminare l’infezione nella quasi totalità dei casi. All’inizio era riservata ai pazienti più gravi, tanto che c’era chi andava a procurarsi i farmaci all’estero; oggi invece è accessibile a tutti coloro che risultano positivi.
Come funziona il test
Il test preliminare per lo screening è estremamente semplice: basta una goccia di sangue, come per la misurazione della glicemia, e servono 15 minuti per il risultato. In caso di esito positivo occorre una conferma tramite un secondo test prescritto dal medico e, se anche questo risulta positivo, il paziente viene indirizzato a un centro specialistico per iniziare il percorso terapeutico. Individuare i casi nascosti permette non solo di prevenire conseguenze gravi come cirrosi o carcinoma epatico, ma anche di ridurre in maniera significativa la diffusione del virus.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
42.6/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Il centro unico trapianti di cellule staminali emopoietiche adulti e pediatrico dell'Arnas Brotzu, è stato individuato dall'assessorato della Sanità come struttura autorizzata alla prescrizione e alla gestione della nuova terapia genica avanzata destinata ...…
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
40.7/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
In cinque anni, da quando ha avuto l'accreditamento a Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, ammontano a quasi 83 milioni i fondi iscritti a bilancio per la ricerca. (ANSA)
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
53.7/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMiiAFBVV95cUxPeUNMc1hxcVdQQl9sRDdESC1RZFNqNENKTlNldHZKR3pGM2swdWJLSk45b05CZkhEQTNRby1qa25DM1FNbVpFUDNFU1VOMHEzcW8xVXBJdmxmNFhyNGpWMmszY01LOFRlSWc1TzJENHlrYnVuNjl4RFZEMXZWZE9talYtRGtmcHk1?oc=5" target="_blank">Prevenzione tumore al seno, iniziative a Casalmorano</a> <font color="#6f6f6f">Vittoriano Zanolli</font>
Una giornata dedicata alla assistenza di prossimità e alla nuova rete dei servizi territoriali quella svoltasi oggi sul territorio cremasco alla presenza del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana che ha preso parte a entrambe le tappe istituzionali. Dopo l’inaugurazione della Casa di Comunità di Crema, le autorità e gli operatori si sono spostati nel Comune di Casale Cremasco Vidolasco per la presentazione del nuovo Centro Polifunzionale.
La Casa di Comunità di Crema: un nuovo modello integrato di servizi vicini ai cittadini
Il pomeriggio si è aperto con l’intervento del direttore generale dell’ASST di Crema, AlessandroCominelli, che ha introdotto gli altri relatori. Dopo il Sindaco di Crema Fabio Bergamaschi, il presidente dell’Area Omogenea Cremasca Gianni Rossoni e il direttore generale di ATS Val Padana Stefano Manfredi è intervenuta Carolina Maffezzoni, direttore socio-sanitario di ASST Crema, con i rappresentanti dell’AFT dei medici di Medicina Generale e dei pediatri di Libera scelta, Francesco Scanzi e Domenico Morosini. Infine, l’atteso discorso del presidente Fontana e la benedizione del vescovo di Crema Daniele Gianotti.
La nuova struttura, progettata secondo le linee del DM 77/2022 che sancisce la riforma del territorio secondo il PNRR, rappresenta la porta d’ingresso unificata ai servizi sanitari e sociali del territorio. Un luogo riconoscibile e accessibile, pensato per favorire la presa in carico integrata grazie alla collaborazione tra medici di medicina generale, pediatri, specialisti, infermieri di famiglia, assistenti sociali e gli attori della rete sociosanitaria locale.
In un territorio in cui oltre un terzo dei cittadini convive con patologie croniche, la Casa di Comunità diventa un punto di riferimento della prevenzione, dei programmi di screening, della continuità assistenziale e della costruzione di percorsi personalizzati.
Il Punto Unico di Accesso (PUA) e la Valutazione Multidimensionale consentono di leggere i bisogni della persona nella loro interezza, integrando dimensione sanitaria e sociale.
L’offerta comprende servizi amministrativi, ambulatori specialistici, cure domiciliari, psicologia territoriale, salute mentale, medicina legale e attività degli infermieri di famiglia, costruendo una rete che supera i confini fisici della struttura per garantire equità, vicinanza e prossimità.
Il nuovo Centro Polifunzionale di Casale Cremasco Vidolasco al servizio della comunità
Dopo l’inaugurazione della CdC di Crema, le autorità si sono trasferite a Casale Cremasco Vidolasco, dove il Sindaco Antonio Grassi con il Direttore Generale di ASST Crema Alessandro Cominelli e il Presidente dell’Area Omogenea Gianni Rossoni, hanno illustrato a Fontana il nuovo Centro Polifunzionale.
La struttura – moderna, antisismica ed energeticamente efficiente – è stata realizzata nell’area degli ex spogliatoi del campo sportivo, grazie a un importante intervento di riqualificazione. Dispone di impianto fotovoltaico, climatizzazione in pompa di calore, sistemi avanzati di ventilazione, illuminazione a LED e barriere anti-radon.
Gli spazi comprendono sala d’attesa, tre ambulatori medici, servizi per l’utenza e il personale, locali tecnici e un accesso carrabile idoneo anche ai mezzi di soccorso. L’edificio è stato completato tra il marzo 2023 e il maggio 2025, con progetto dell’architetto Bruno Ferrari e realizzazione dell’Impresa Patrini. Accanto alla struttura ambulatoriale è stata presentata la sala multifunzionale, destinata a: attività dei Medici di Medicina Generale, prelievi ed esami di routine, vaccinazioni pediatriche, incontri informativi alla popolazione, corsi di aggiornamento per operatori.
Le dichiarazioni
Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia
«Oggi celebriamo due strutture importanti, che rappresentano concretamente ciò che si intende per sanità vicina al territorio. I profondi cambiamenti demografici e sociali della Lombardia ci inducono a rispondere con nuovi servizi, capaci di rispondere alle nuove esigenze di cura, diverse rispetto al passato: sono aumentate le persone con patologie croniche e si è allungata l’aspettativa di vita. Un tempo il cuore dell’assistenza era l’ospedale. Oggi le condizioni sono cambiate, e il modello sanitario deve cambiare con esse. Vogliamo e dobbiamo riportare al centro del sistema il territorio, la prossimità, la continuità delle cure. La Casa di Comunità deve diventare il primo punto di riferimento per ogni cittadino, un luogo dove medici di medicina generale, infermieri di famiglia, specialisti e operatori sociali lavorano insieme per la presa in carico completa della persona. Tutte le figure professionali collaborano, non più in modo frammentato, ma come un’unica squadra al servizio dei bisogni reali dei lombardi».
Alessandro Cominelli, direttore generale ASST Crema:
«Siamo orgogliosi di avere qui con noi il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ad inaugurare La Casa di Comunità di Crema che rappresenta una tappa, molto importante, di un
percorso che rispetta gli obiettivi strategici del PNRR. Dal 2023 è stato attivato l’ospedale di Comunità di Soncino, nel 2024 la Centrale Operativa territoriale (COT) e oggi la Casa di Comunità di Crema. Il mese prossimo sarà inaugurato l’ospedale di Comunità di Rivolta d’Adda e a seguire la Casa di Comunità di Rivolta. Oggi aggiungiamo un tassello nell’ investimento sulla salute dei cittadini e sulla capacità del territorio di prendersi cura in modo coordinato. La Casa di Comunità, così come il centro polifunzionale di Casale, saranno luoghi dove i professionisti lavoreranno insieme e dove il cittadino troverà risposte più semplici, più chiare e più vicine».
Carolina Maffezzoni, direttore socio sanitario ASST Crema:
«La Casa di Comunità è il presidio territoriale di prossimità al quale i cremaschi potranno accedere, per richiedere assistenza sanitaria o sociosanitaria. Vuole garantire un un’unitarietà dell’accesso e un’integrazione all’assistenza, la valutazione del bisogno della persona e l’accompagnamento nell’individuazione della risposta più appropriata. La Casa di Comunità è il luogo in cui la cura diventa incontro, ascolto e responsabilità condivisa. È una porta sempre aperta, vicina alle persone e ai loro bisogni quotidiani, dove professionisti e cittadini camminano insieme per costruire salute, benessere e legami».
Fabio Bergamaschi, sindaco di Crema
«I presidi di prossimità che nascono con l’obiettivo di rafforzare la sanità pubblica e avvicinare i servizi essenziali alle persone sono uno strumento importante per rispondere alle esigenze dei cittadini. Bene inaugurare le Case di Comunità, poi i contenitori vanno riempiti di contenuti, meglio ancora di nuovi contenuti, e sarà cura della politica locale seguire con attenzione questo sviluppo. Il dialogo con Asst e Regione è positivo ed ha portato ottimi frutti nello scambio tra Stalloni e Tribunale. Anche quest’ultima struttura dovrà trovare una vocazione sociosanitaria, così come l’area degli Stalloni potrà essere sviluppata anche in relazione con la vicina Casa di Comunità ed i Servizi Sociali, la cui sede è proprio nel mezzo. In un riordino generale dell’area, proseguire il confronto con Asst e Regione è la naturale evoluzione della giornata odierna. Alcuni spazi vuoti o sottoutilizzati meritano di tornare a vivere, diventando contenitori ricchi di contenuti, luoghi capaci di generare servizi, relazioni, opportunità».
Gianni Rossoni, presidente Area Omogenea Cremasca
«Il territorio ha interpretato nel modo migliore la legge che ha previsto l’istituzione delle Case di Comunità. Lo ha fatto con l’obiettivo di accogliere le persone più fragili, aprendo loro nuovi percorsi di cura e di sostegno. Nella Casa di Comunità lavorano insieme ambito sociale, assistenti sociali, professionisti sanitari e operatori del territorio. È la prova concreta che c’è una rete viva capace di raggiungere chi ha bisogno. Siamo territori che hanno a cuore il proprio ospedale, ma anche – e sempre di più – la sanità di prossimità, quella che sta vicino alle famiglie, agli anziani, ai cronici, a chi ogni giorno chiede ascolto e presenza. Questo è il modello lombardo che vogliamo rafforzare».
Antonio Grassi, sindaco di Casale Cremasco Vidolasco
«Sono orgoglioso di inaugurare oggi il nostro Centro polifunzionale, nato con la volontà di realizzare una struttura in grado di superare la mera funzione di ambulatorio medico ampliando l’utilizzo anche ad attività di informazione e prevenzione rivolte ai cittadini e agli operatori sanitari. La collaborazione con ASST Crema e ATS Val Padana è stata fondamentale. Per noi è un onore che il presidente Fontana abbia accettato il nostro invito perché dà ancora più valora al nostro centro, frutto di un lavoro di squadra che dimostra come la sinergia tra istituzioni unitamente al contribuito di privati possa produrre risultati concreti e di valore per la collettività rafforzando la sanità pubblica e migliorando concretamente la qualità della vita dei nostri cittadini».
Nella foto centrale l’inaugurazione del Centro polifunzionale di Casale Cremasco
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
62.6/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Al San Camillo 18 tumori individuati nel primo anno grazie alla diagnosi precoce del polmone AgenSalute
Al San Camillo Forlanini, il programma di diagnosi precoce del tumore polmonare per fumatori over 55 continua a ottenere risultati concreti. Nel primo anno di attività sono state individuate 18 neoplasie – tra cui 13 tumori polmonari – grazie all’impiego della tomografia computerizzata (TC) a basso dosaggio
A quasi un anno dall’avvio del programma di diagnosi precoce del tumore polmonare, l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini fa il punto sui risultati raggiunti fino al 1° novembre 2025, aggiornando i dati già presentati il 9 luglio.
Rivolto alla fascia di popolazione più a rischio – i forti fumatori over 55 – il progetto ha permesso di identificare neoplasie in fase iniziale in diversi pazienti, consentendo diagnosi tempestive e, in molti casi, trattamenti chirurgici radicali con successo.
In totale sono stati compilati, sul sito online della Azienda San Camillo Forlanini, 2100 questionari – tutti fondati su criteri internazionali di rischio di sviluppare un tumore polmonare in relazione all’età (superiore ai 55 anni) e all’abitudine tabagica dei pazienti (20 sigarette al giorno per 30 anni) – dei quali 1220 sono stati ritenuti idonei. Sulle 700 tomografie computerizzate (TC) a basso dosaggio sino ad oggi eseguite, sono stati già individuati 13 tumori polmonari. Ad essi si aggiungono 1 mesotelioma pleurico, 1 tumore della ghiandola timica, 2 tumori al rene e 1 tumore al seno, per un totale di 18 tumori. I risultati sono stati analizzati da un team dedicato.
Oltre ai tumori, la TC ha rilevato 20 noduli indeterminati, piccole anomalie che non sempre indicano cancro ma richiedono ulteriori controlli dal board multidisciplinare composto da radiologi, pneumologi, anatomopatologi, chirurghi toracici, oncologi e radioterapisti.
“Il progetto di diagnosi precoce dell’Ospedale San Camillo-Forlanini – sottolinea il prof. Giuseppe Cardillo, direttore della UOC di Chirurgia Toracica – ha ottenuto risultati straordinari in termini di partecipazione, confermando quanto sia sentita nella popolazione l’esigenza di contrastare il tumore polmonare attraverso la diagnosi precoce. Ad oggi sono già stati operati dodici tumori polmonari, tutti con tecnica mininvasiva perlopiù attraverso l’uso di un robot chirurgico. L’esame istologico ha confermato che si trattava di neoplasie in stadi molto precoci, in alcuni casi addirittura “in situ”, una condizione in cui le probabilità di guarigione raggiungono il 100%. Rilevanti anche i risultati del Centro Antitabagico, che ha registrato un tasso di cessazione del fumo di circa il 30%”.
L’importanza della diagnosi precoce
Il tumore del polmone rappresenta una delle principali cause di morte oncologica in Italia, con oltre 44.000 nuove diagnosi e circa 36.000 decessi ogni anno. A livello europeo invece sono circa 376.000 i decessi causati da cancro al polmone. Tuttavia, la mortalità risulta elevata poiché la diagnosi arriva spesso in fase avanzata, quando le opzioni terapeutiche sono limitate e poco efficaci, con un tasso di sopravvivenza ai 5 anni che può essere inferiore al 10%. In occasione del Summit europeo degli esperti sullo screening del cancro al polmone, tenutosi nel luglio 2025 presso l’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma e sostenuto da una sovvenzione incondizionata di Johnson & Johnson, esperti provenienti da tutta Europa hanno presentato prove che dimostrano che la mortalità per cancro al polmone può essere significativamente ridotta in caso di diagnosi precoce e successivo trattamento.
Secondo uno studio condotto da C.R.E.A. Sanità e Università di Roma Tor Vergata, lo screening del tumore polmonare tramite TC a basso dosaggio (LDCT) risulta non solo clinicamente efficace, ma anche economicamente vantaggioso per il sistema sanitario italiano. In un orizzonte di 30 anni, il programma potrebbe prevenire 36.061 decessi, ridurre i costi totali legati al cancro al polmone del 1,8% e totalizzare un guadagno di 0,9 milioni di QALY – unità di misura sanitaria che incrocia gli anni di vita e il coefficiente di qualità della stessa. In totale, l’analisi suggerisce che una diagnosi precoce del cancro al polmone basato sulla LDCT in Italia porterebbe a un miglioramento di 9,2 anni nella sopravvivenza media dei pazienti – a livello globale – diagnosticati tramite screening piuttosto che tramite sintomi.
Il primo vaccino preventivo contro il cancro ai polmoni inizierà la sperimentazione umana nel 2026 - Mix Vale
📰 Mix Vale📅 2025-11-21T12:32:24
sperimentazione tumore
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMi0wFBVV95cUxQWkN0NVE4V245M0lwZVFkeGp5YXFRR2NzWkNGLW5HNGd6Y2pBUEFOTmNhNE56NWI1X2ZQNDF0NzM1bFlTTFZna2Y2em4wVUdqSzg3M0tPaFlHOGNPcmVjaTZyekxkLTlVTk1tUXJTUGFRMDhXMkt2T0tXTDV5VEh5VF9vT3huQ1lNWjVyTHlRbHZmYmZsUXFwMThoRkJUVk8tc21nUTJ0c09UbXVfY2Ytb0dKRUt2dnY5SGJUbnBWal82VV9Nd2VDaU5Da3NPNExnYTBJ0gHTAUFVX3lxTFBaQ3Q1UThXbjkzSXBlUWR4anlhcVFHY3NaQ0Ytbkc0Z3pjakFQQU5OY2E0Tno1YjVfZlA0MXQ3MzVsWVNMVmdrZjZ6bjBVR2pLODczS09oWUc4Y09yZWNpNnJ6TGQtOVVOTW1RclNQYVEwOFcyS3ZPS1dMNXlUSHlUX29PeG5DWU1aNXJMeVFsdmZiZmxRcXAxOGhGQlRWTy1zbWdRMnRzT1RtdV9jZi1vR0pFS3Z2djlIYlRucFZqXzZVX013ZUNpTkNrc080TGdhMEk?oc=5" target="_blank">Il primo vaccino preventivo contro il cancro ai polmoni inizierà la sperimentazione umana nel 2026</a> <font color="#6f6f6f">Mix Vale</font>
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
43.0/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMinwFBVV95cUxNWk9lMVdvbGpXTnBMN1BqZlJsQ1NIQ3NFYVVraVdpZXFDS1dZbnpRNFNlbDB0WkdheUNkeWVkajdNNndLZTdfekU3QkhuM3B2MTVNQTdrUnp1aEVRRk13WFlQY2dOU1F3cExTTjVFWVFHTFpzMkN5RC1NQXJqbVJ2SVdjUVhEeklrQjBRQi12WUlzc1oycGRPSGI0NjVCcVU?oc=5" target="_blank">25 Aprile a Mirandola – Incontri per la prevenzione del tumore alla prostata</a> <font color="#6f6f6f">AL BARNARDON</font>
Nella pagina Stampe Storiche disponibile oraDon Felice CERETTI Nell' accingerci a scrivere un рeriodico destinato principalmente a conservare ed illustrare le memorie di questa Città, che fu già sede gloriosa della principesca famiglia Pico, il pensiero e la penna ricorrono tosto a quel Grande, che fu la più splendida illustrazione cosi della nobilissima sua progenie, come della terra che gli fu madre avventurata. [...] Una mattina ricevo una telefonata, nello schermo del smartphone leggo il nome riportato in rubrica, è Cel: «Pronto Livio, sêt in cà?». Io rispondo:…… Finalmente con un paio di settimane libere dalle nubi, sono riuscito finalmente a terminare alcuni progetti fotografici che avevo in lista: tra cui uno che non avevo in programma di fare questo anno…….. È in distribuzione il numero di novembre 2025 di “Appunti Sanfeliciani”, il periodico mensile del Comune di San Felice sul Panaro Oggi lunedì 17 novembre, nel giorno di scadenza della proroga per la partecipazione al Bando “Energia 5.0» pubblicato dalla Società Difesa Servizi s.p.a. lo scorso 4 giugno, il Comitato “Salviamo PortoVecchio» saluta con favore l’interessamento del Senatore Barcaiuolo e dell’Assessore Secchia alle sorti di PortoVecchio.Il Comitato desidera altresì chiarire e ricordare che…… Il custode delle capaci cantine della famiglia Pico, a nome Aldrovando, per rincuorare i combattenti aveva « pescato » un liquore, che (fin dagli anni della sua infanzia) andava coltivando con ogni premura in certe botticelle di rovere in un angolo fuori mano…….. L’incontro, moderato da Imo Vanni Sartini, ha visto la presenza e gli interventi dell’architetto Antonio Battilani, del professor Alberto Rinaldi e dell’architetto Davide Calanca, che hanno……. 15 marzo 1911: è ufficialmente questa la data di inizio del gioco del calcio a Mirandola, come testimoniano gli inediti documenti ritrovati in archivio comunale. E’ l’anno 1862 e il quartiere di Francia Corta assiste ad un evento memorabile,- la nascita del “Principato di Francia Corta – Stato……… Finalmente con un paio di settimane libere dalle nubi, sono riuscito finalmente a terminare alcuni progetti fotografici che avevo in lista: tra cui uno che non avevo in programma di fare questo anno…….. Finalmente con un paio di settimane libere dalle nubi, sono riuscito finalmente a terminare alcuni progetti fotografici che avevo in lista: tra cui uno che non avevo in programma di fare questo anno…….. 15 marzo 1911: è ufficialmente questa la data di inizio del gioco del calcio a Mirandola, come testimoniano gli inediti documenti ritrovati in archivio comunale. 15 marzo 1911: è ufficialmente questa la data di inizio del gioco del calcio a Mirandola, come testimoniano gli inediti documenti ritrovati in archivio comunale. E’ l’anno 1862 e il quartiere di Francia Corta assiste ad un evento memorabile,- la nascita del “Principato di Francia Corta – Stato……… E’ l’anno 1862 e il quartiere di Francia Corta assiste ad un evento memorabile,- la nascita del “Principato di Francia Corta – Stato……… Molti si diedero alla fuga convinti di avere a che fare con il nemico uscito in agguato, abbandonando quindi sul campo decine di botti, ormai vuote…….. Molti si diedero alla fuga convinti di avere a che fare con il nemico uscito in agguato, abbandonando quindi sul campo decine di botti, ormai vuote…….. Fu cominciata dal duca Alessandro I Pico nel 1627, ed aperta nel 1689 ad opera di Alessandro II di lui successore. E’ crociforme di buon stile corinto ed ha sette altari. Il maggiore si eleva in capo dellacroce con ciborio di fini marmi lavorati dallo scultore veronese Francesco Marchesini…….. Fu cominciata dal duca Alessandro I Pico nel 1627, ed aperta nel 1689 ad opera di Alessandro II di lui successore. E’ crociforme di buon stile corinto ed ha sette altari. Il maggiore si eleva in capo dellacroce con ciborio di fini marmi lavorati dallo scultore veronese Francesco Marchesini…….. Come testimoniano antiche mappe del Cinquecento, Portovecchio era un importante centro strategico di smistamento all’estremità del Ducato Mirandolese, verso il dominio Estense. San Martino era già nota….. Come testimoniano antiche mappe del Cinquecento, Portovecchio era un importante centro strategico di smistamento all’estremità del Ducato Mirandolese, verso il dominio Estense. San Martino era già nota….. Grazie alla volontà di amici collezionisti, amanti della storia delle nostre terre, che ci permettono di visionare il loro patrimonio di pubblicazioni di fine ‘800 e inizio ‘900, stiamo……. Grazie alla volontà di amici collezionisti, amanti della storia delle nostre terre, che ci permettono di visionare il loro patrimonio di pubblicazioni di fine ‘800 e inizio ‘900, stiamo……. Il Sindaco Letizia Budri e l’Amministrazione Comunale di Mirandola ricordano con affetto il sacerdote che per decenni ha servito la comunità con dedizione, fede e umanità….. Il Sindaco Letizia Budri e l’Amministrazione Comunale di Mirandola ricordano con affetto il sacerdote che per decenni ha servito la comunità con dedizione, fede e umanità….. Il Comitato «Salviamo PortoVecchio», in vista della scadenza del Bando Energia 5.0 di Difesa Servizi s. p. a., Società in house del Ministero della Difesa, prevista al 15 ottobre e posticipata al 17 novembre prossimo, rende pubblico un……….. Il Comitato «Salviamo PortoVecchio», in vista della scadenza del Bando Energia 5.0 di Difesa Servizi s. p. a., Società in house del Ministero della Difesa, prevista al 15 ottobre e posticipata al 17 novembre prossimo, rende pubblico un……….. Nell' accingerci a scrivere un рeriodico destinato principalmente a conservare ed illustrare le memorie di questa Città, che fu già sede gloriosa della principesca famiglia Pico, il pensiero e la penna ricorrono tosto a quel Grande, che fu la più splendida illustrazione cosi della nobilissima sua progenie, come della terra che gli fu madre avventurata. [...] È in distribuzione il numero di novembre 2025 di “Appunti Sanfeliciani”, il periodico mensile del Comune di San Felice sul Panaro Oggi lunedì 17 novembre, nel giorno di scadenza della proroga per la partecipazione al Bando “Energia 5.0» pubblicato dalla Società Difesa Servizi s.p.a. lo scorso 4 giugno, il Comitato “Salviamo PortoVecchio» saluta con favore l’interessamento del Senatore Barcaiuolo e dell’Assessore Secchia alle sorti di PortoVecchio.Il Comitato desidera altresì chiarire e ricordare che…… Il custode delle capaci cantine della famiglia Pico, a nome Aldrovando, per rincuorare i combattenti aveva « pescato » un liquore, che (fin dagli anni della sua infanzia) andava coltivando con ogni premura in certe botticelle di rovere in un angolo fuori mano…….. L’incontro, moderato da Imo Vanni Sartini, ha visto la presenza e gli interventi dell’architetto Antonio Battilani, del professor Alberto Rinaldi e dell’architetto Davide Calanca, che hanno……. 15 marzo 1911: è ufficialmente questa la data di inizio del gioco del calcio a Mirandola, come testimoniano gli inediti documenti ritrovati in archivio comunale. E’ l’anno 1862 e il quartiere di Francia Corta assiste ad un evento memorabile,- la nascita del “Principato di Francia Corta – Stato……… Finalmente con un paio di settimane libere dalle nubi, sono riuscito finalmente a terminare alcuni progetti fotografici che avevo in lista: tra cui uno che non avevo in programma di fare questo anno…….. Finalmente con un paio di settimane libere dalle nubi, sono riuscito finalmente a terminare alcuni progetti fotografici che avevo in lista: tra cui uno che non avevo in programma di fare questo anno…….. 15 marzo 1911: è ufficialmente questa la data di inizio del gioco del calcio a Mirandola, come testimoniano gli inediti documenti ritrovati in archivio comunale. 15 marzo 1911: è ufficialmente questa la data di inizio del gioco del calcio a Mirandola, come testimoniano gli inediti documenti ritrovati in archivio comunale. E’ l’anno 1862 e il quartiere di Francia Corta assiste ad un evento memorabile,- la nascita del “Principato di Francia Corta – Stato……… E’ l’anno 1862 e il quartiere di Francia Corta assiste ad un evento memorabile,- la nascita del “Principato di Francia Corta – Stato……… Molti si diedero alla fuga convinti di avere a che fare con il nemico uscito in agguato, abbandonando quindi sul campo decine di botti, ormai vuote…….. Molti si diedero alla fuga convinti di avere a che fare con il nemico uscito in agguato, abbandonando quindi sul campo decine di botti, ormai vuote…….. Fu cominciata dal duca Alessandro I Pico nel 1627, ed aperta nel 1689 ad opera di Alessandro II di lui successore. E’ crociforme di buon stile corinto ed ha sette altari. Il maggiore si eleva in capo dellacroce con ciborio di fini marmi lavorati dallo scultore veronese Francesco Marchesini…….. Fu cominciata dal duca Alessandro I Pico nel 1627, ed aperta nel 1689 ad opera di Alessandro II di lui successore. E’ crociforme di buon stile corinto ed ha sette altari. Il maggiore si eleva in capo dellacroce con ciborio di fini marmi lavorati dallo scultore veronese Francesco Marchesini…….. Come testimoniano antiche mappe del Cinquecento, Portovecchio era un importante centro strategico di smistamento all’estremità del Ducato Mirandolese, verso il dominio Estense. San Martino era già nota….. Come testimoniano antiche mappe del Cinquecento, Portovecchio era un importante centro strategico di smistamento all’estremità del Ducato Mirandolese, verso il dominio Estense. San Martino era già nota….. Grazie alla volontà di amici collezionisti, amanti della storia delle nostre terre, che ci permettono di visionare il loro patrimonio di pubblicazioni di fine ‘800 e inizio ‘900, stiamo……. Grazie alla volontà di amici collezionisti, amanti della storia delle nostre terre, che ci permettono di visionare il loro patrimonio di pubblicazioni di fine ‘800 e inizio ‘900, stiamo……. Il Sindaco Letizia Budri e l’Amministrazione Comunale di Mirandola ricordano con affetto il sacerdote che per decenni ha servito la comunità con dedizione, fede e umanità….. Il Sindaco Letizia Budri e l’Amministrazione Comunale di Mirandola ricordano con affetto il sacerdote che per decenni ha servito la comunità con dedizione, fede e umanità….. Il Comitato «Salviamo PortoVecchio», in vista della scadenza del Bando Energia 5.0 di Difesa Servizi s. p. a., Società in house del Ministero della Difesa, prevista al 15 ottobre e posticipata al 17 novembre prossimo, rende pubblico un……….. Il Comitato «Salviamo PortoVecchio», in vista della scadenza del Bando Energia 5.0 di Difesa Servizi s. p. a., Società in house del Ministero della Difesa, prevista al 15 ottobre e posticipata al 17 novembre prossimo, rende pubblico un……….. Nella pagina Stampe Storiche disponibile oraDon Felice CERETTI LE BARZELLETTE DELLA LORY Jusfen al s’è fatt quindas dè ad vacansa al mâr con la Marta, l’è al port e al dascor con so muier: “Em fatt propria na bela vacansa Marta, un……..
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?5
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
58.5/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Questa molecola inverte e riduce i sintomi dell'Alzheimer in test di laboratorio: è molto promettente Fanpage
Ricercatori brasiliani hanno dimostrato che un composto chiamato L10 (una piccola immina) è in grado di abbattere neuroinfiammazione e stress ossidativo nel cervello di modelli murini affetti da Alzheimer, migliorando sensibilmente le prestazioni nei test di memoria. Come agisce questa semplice molecola e perché è considerata molto promettente per i test sull’uomo.
I ricercatori hanno identificato un composto semplice e sicuro in grado di ridurre e invertire i sintomi dell'Alzheimer in test di laboratorio. Si tratta di una molecola appartenente alla classe delle immine, ovvero un composto organico con un doppio legame tra azoto e carbonio, progettato per rimuovere gli ioni rame dalle placche di beta amiloide e favorirne la degradazione. Le placche amiloidi, come indicato dalla Alzheimer Association, sono proteine che assieme ai grovigli fibrillari di tau si accumulano nel cervello dei pazienti e sono strettamente associate alla neurodegenerazione. Non è chiaro se siano causa o conseguenza della patologia, tuttavia è stato dimostrato che anticorpi monoclonali – come il Lecanemab – che colpiscono queste placche, se somministrati precocemente sono in grado di rallentare sensibilmente il declino cognitivo.
L'immina, chiamata L10 dagli scienziati, è stata in grado di abbattere la neuroinfiammazione e lo stress ossidativo, migliorando al contempo i test di memoria. Al momento è stata testata solo su topi affetti dalla forma murina dell'Alzheimer, pertanto non è certo che possa determinare i medesimi i risultati nell'essere umano, ciò nonostante i risultati sono stati estremamente positivi, inoltre la molecola è risultata sicura e ben tollerata. Alla luce di ciò gli scienziati hanno già depositato la richiesta di brevetto e stanno cercando attivamente contatti con le case farmaceutiche al fine di avviare la sperimentazione clinica, cioè i test sull'uomo. L10 potrebbe essere uno dei composti più preziosi per combattere la demenza, che secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) colpisce circa 44 milioni di persone di tutto il mondo. Il dato è destinato a triplicare entro il 2050, secondo alcune stime, principalmente a causa dell'invecchiamento della popolazione.
A scoprire l'immina L10 e a determinarne l'efficacia è stato un team di ricerca brasiliano guidato da scienziati brasiliani del Centro di scienze naturali e umanistiche dell'Università Federale ABC-UFABC, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Chimica dell'Università Federale di São Carlos-UFSCar. I ricercatori, coordinati dalla professoressa Giselle Cerchiaro, docente presso il Laboratorio di biochimica dei metalli e stress ossidativo dell'ateneo di San Paolo, hanno identificato il composto dopo una serie di esperimenti, che hanno coinvolto simulazioni al computer (in silico), test su cellule in coltura e animali vivi.
I ricercatori si sono concentrati sulla sintesi di otto immine (da L03 a L10) e su un composto basato sulla chinolina (chiamato L11) perché si tratta di chelanti del rame, ovvero molecole che si legano con questo metallo e formano composti stabili. Studi precedenti avevano dimostrato che il rame influenza in modo significativo le placche amiloidi, come spiegato dalla professoressa Cerchiaro in un comunicato stampa dell'Agenzia FAPESP: “Circa un decennio fa, studi internazionali hanno iniziato a evidenziare l'influenza degli ioni rame come aggregatori di placche beta-amiloidi. Si è scoperto che mutazioni genetiche e alterazioni degli enzimi che intervengono nel trasporto del rame nelle cellule potrebbero portare all'accumulo dell'elemento nel cervello, favorendo l'aggregazione di queste placche. Pertanto, la regolazione dell'omeostasi del rame è diventata uno dei focus per il trattamento dell'Alzheimer”, ha sottolineato la biochimica.
Alla luce di queste premesse i ricercatori hanno sintetizzato composti potenzialmente in grado di rimuovere il rame dalle placche di beta amiloide, iniziando la caccia con simulazioni al computer. Dai test è emerso che L09, L10 e L11 sono risultati i più efficaci. Dopo averli somministrati su cellule in coltura, i ricercatori hanno osservato che L09 e L10 presentavano una bassa tossicità fino a concentrazioni di 500 μM, riducendo “la perossidazione lipidica e il danno al DNA indotti dagli oligomeri di beta-amiloide a concentrazioni inferiori”. D'altro canto L11 è risultato più tossico, nonostante la significativa riduzione del danno al DNA.
Test successivi con topi affetti da Azheimer hanno dimostrato che la molecola migliore di tutte era proprio L10, essendo in grado di ridurre sensibilmente la neuroinfiammazione e lo stress ossidativo, oltre a ripristinare livelli equilibrati di rame nell'ippocampo (la prima parte del cervello colpita dalla neurodegenerazione e strettamente connessa alla memoria). Non a caso L10, che è molto piccola e può attraversare agevolmente la barriera ematoencefalica, ha migliorato molto anche le prestazioni dei topi nei test all'interno del labirinto di Barnes, che è in grado di evidenziare le capacità della memoria visiva e spaziale.
Poiché non tutti i pazienti affetti da Alzheimer hanno squilibri che coinvolgono il rame, probabilmente il farmaco sperimentale sarà efficace solo in una parte dei pazienti; non resta che attendere la sperimentazione clinica per sapere se questa molecola possa essere realmente efficace contro la più diffusa forma di demenza. I dettagli della ricerca “Novel Copper Chelators Enhance Spatial Memory and Biochemical Outcomes in Alzheimer’s Disease Model” finanziata da FAPESP (Fondazione di sostegno alla ricerca dello Stato di San Paolo) sono stati pubblicati sulla rivista scientifica ACS Chemical Neuroscience.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
57.8/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Ausl IRCCS Reggio Emilia: la Lodini sostiene uno studio di ricerca della Chirurgia Toracica Redacon
Tumore al polmone, un nuovo studio dedicato alla valutazione degli effetti dell’immunoterapia sui pazienti sottoposti a intervento chirurgico è stato finanziato grazie alla solidarietà che ogni anno anima Motori Ruggenti, l’evento scandianese per gli appassionati di auto sportive d’epoca e supercar. Grazie alla generosità degli organizzatori, l’Associazione Vittorio Lodini per la Ricerca in Chirurgia Odv, attraverso il progetto Le Amiche del CORE, ha sovvenzionato lo studio.
La ricerca, dal titolo “Valutazione della fibrosi tissutale nei pazienti operati per neoplasia del polmone sottoposti e non sottoposti a trattamento neoadiuvante. Tissue Fibrosis after Neoadjuvant Treatment (TiF-NeoT)”, fa capo alla Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia, diretta dal dottor Massimiliano Paci.
In Italia sono circa 118mila le persone che convivono con una diagnosi di tumore al polmone, una patologia che rappresenta la prima causa di morte oncologica negli uomini e la seconda nelle donne. Negli ultimi anni le terapie sono in continua evoluzione e l’introduzione dei farmaci immunoterapici ha aperto nuove prospettive, dimostrando – in diversi studi internazionali – un aumento della sopravvivenza libera da malattia quando utilizzati prima della chirurgia. “Nella nostra esperienza – spiega il dottor Massimiliano Paci – l’immunoterapia sembra però associarsi a un maggiore grado di infiammazione e fibrosi, sia sulla massa primitiva sia sulle stazioni linfonodali coinvolte. Questo può rendere l’intervento chirurgico più complesso e, in alcuni casi, aumentare il rischio di complicanze. Con questo studio vogliamo valutare in modo sistematico l’impatto della fibrosi nei pazienti operati nel nostro centro e le possibili conseguenze cliniche.”
Lo studio, approvato dal Comitato Etico di Area Vasta Emilia Nord, è stato avviato nelle ultime settimane e prevede la revisione di circa 60 casi, suddivisi tra pazienti trattati con immunoterapici e pazienti non trattati, per un confronto quanto più accurato possibile. I risultati sono attesi entro un anno. Il progetto coinvolge anche le strutture di Oncologia, Anatomia Patologica e l’infrastruttura di Ricerca dell’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia. Il dottor Guglielmo Ferrari, Presidente di Associazione Vittorio Lodini per la Ricerca in Chirurgia Odv, commenta: “Riteniamo importante finanziare uno studio innovativo e rigoroso sulle nuove terapie integrate, chirurgia e immunoterapia, nel trattamento del tumore polmonare, che è una delle neoplasie più aggressive, con un incremento nelle donne negli ultimi anni. Le nuove terapie stanno aumentando la possibilità di sopravvivenza a 5 anni, ma ricordiamo che il tumore del polmone è fumo-dipendente, manifestandosi nei fumatori in circa il 90% dei casi, e che l'abolizione del fumo è la misura di prevenzione primaria più efficace per salvare vite umane”.
“Siamo grati a Motori Ruggenti, all’Associazione Vittorio Lodini con il progetto Le Amiche del CORE e al Golf Club Matilde di Canossa per aver contribuito alla donazione – aggiunge il dottor Paci – perché questo studio ci permetterà di valutare non solo sulla base dei dati degli studi internazionali, ma anche della nostra esperienza clinica, quanto le nuove terapie possano influire sulla complessità degli interventi chirurgici”. “Il nostro grazie va ancora una volta agli organizzatori di Motori Ruggenti, che da anni sono al nostro fianco nelle iniziative di raccolta fondi a favore della ricerca e delle attività cliniche del CORE” - sottolinea la dottoressa Rossana Borciani, coordinatrice delle volontarie “Amiche del CORE” -.
“Grazie di cuore alla Lodini e a tutti coloro che contribuiscono con costante impegno a sostenere le migliori cure possibili per i pazienti e la ricerca portata avanti dai professionisti della Sanità pubblica” - ha concluso il Direttore Generale Davide Fornaciari -.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?5
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
57.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
I pazienti che vivono con una diagnosi di cancro “devono sottoporsi a 5 vaccinazioni” Il Sole 24 ORE
Ascolta la versione audio dell'articolo
3' di lettura English Version Translated by AI.
For feedback, please contact
english@ilsole24ore.com
Solo in Toscana 200mila uomini e donne vivono con una diagnosi di tumore. In Regione i nuovi casi di cancro l'anno ammontano a oltre 25mila e sei pazienti su dieci sono vivi a cinque anni, dall'inizio della malattia. E proprio dal convegno sulla Vaccinazione nel Paziente Oncologico che è tenuto presso l'Azienda Ospedaliera-Universitaria Pisana arriva un messaggio per tutte queste persone e cioè il fatto che dovrebbero sottoporsi a cinque vaccinazioni: l'anti-pneumococcica, l'antinfluenzale, l'anti Herpes Zoster, l'anti-HPV e quella contro il Covid-19. Le immunizzazioni sono infatti ormai fondamentali nel percorso di cura e possono difendere il paziente da pericolose infezioni. Il convegno è stato promosso da Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) che ha avviato quest'anno la nuova edizione dell'omonima campagna nazionale. E' infatti partito un tour in 10 Regioni in cui sono organizzati incontri con oncologi medici, associazioni pazienti e altre figure del team multidisciplinare oncologico. La tappa toscana del progetto è stata resa possibile con la sponsorizzazione non condizionante di GlaxoSmithKline.
“Il malato oncologico a causa della patologia e delle successive terapie è molto suscettibile ad alcune infezioni - sottolinea Carmelo Bengala, Direttore, UOC Oncologia Medica 1, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana -. Attraverso le immunizzazioni, riusciamo a proteggerlo da agenti patogeni pericolosi e da gravi malattie a volte anche fatali. E' questo il caso dell'Herpes Zoster il cui rischio d'infezione aumenta del 40% in presenza di un tumore solido. Anche l'influenza stagionale o la polmonite pneumococcica possono avere conseguenze molto negative e causare addirittura un ricovero ospedaliero per complicanze. I vaccini sono presidi sanitari sicuri e che determinano grandi e indiscutibili benefici. Come AIOM siamo stati una delle prime Società Scientifiche al mondo a pubblicare delle Linee Guida specifiche in cui indichiamo tempistiche e modalità di somministrazione dei vaccini”. “Il paziente oncologico presenta esigenze particolari -aggiunge Caterina Rizzo, Professore ordinario di Igiene generale e applicata presso il Dipartimento di Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in Medicina e Chirurgia dell'Università di Pisa -. A seconda del tipo di terapia in corso, è opportuno valutare se anticipare o posticipare la vaccinazione, utilizzando i vaccini più appropriati. Anche i pazienti non più in trattamento attivo, ma in follow-up, devono continuare a proteggersi. Purtroppo, osserviamo talvolta una certa esitazione vaccinale da parte dei pazienti o dei caregiver, legata a timori infondati su possibili effetti collaterali o sul rischio che la vaccinazione possa interferire con le terapie oncologiche. È importante rassicurare e informare correttamente: i benefici superano ampiamente ogni rischio percepito”.
Loading...
“Pazienti e caregiver devono essere rassicurati dal personale medico-sanitario - conclude Gianni Amunni, Coordinatore scientifico di ISPRO -. Le vaccinazioni devono essere sempre accompagnate da adeguati interventi di informazione e comunicazione. Per favorire le immunizzazioni l'ambulatorio vaccinale dovrebbe essere attivo nelle stesse strutture sanitarie dove il malato già riceve i trattamenti. Le vaccinazioni sono un fondamentale strumento di prevenzione primaria di molte malattie, tra cui proprio alcune forme di cancro. Da tempo abbiamo capito anche l'importanza che rivestono all'interno dell'assistenza medico-sanitaria che dobbiamo fornire ai pazienti oncologici”. La Vaccinazione nel Paziente Oncologico è stata lanciata lo scorso aprile da Fondazione AIOM per promuovere il valore delle vaccinazioni tra i malati di tumore. Oltre al tour in 10 Regioni prevede la diffusione di opuscoli, un portale informativo (vaccininelpazienteoncologico.it), spot di sensibilizzazione e attività sui social media.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
50.0/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Un paziente di 81 anni, di rientro dall'Etiopia, ha manifestato una sintomatologia compatibile con la febbre emorragica di Marburg: ecco di cosa si tratta, i sintomi e i trattamenti disponibili
Un uomo di 81 anni, ad Asti, è stato ricoverato all'ospedale Cardinal Massaia con sintomi sospetti che rimandano alla febbre emorragica di Marburg: l'anziano si trova nel reparto di malattie infettive, è monitorato 24 ore su 24 e rimane isolato dagli altri pazienti così da evitare eventuali contagi. La preoccupazione nasce dal fatto che l'uomo, al suo arrivo al pronto soccorso con febbre e sintomi gastrointestinali, ha dichiarato di essere rientrato da poco tempo da un viaggio in Etiopia.
La nota ospedaliera
"Alla visita ha precisato di aver visitato un’area del Paese africano in cui sono stati segnalati focolai di febbre emorragica", spiega in una nota l'ospedale astigiano. "Il paziente era ed è rimasto stabile dal punto di vista clinico ma considerato l’itinerario del viaggio e i sintomi presentati, a tutela della sua incolumità e a scopo di prevenzione, la Direzione Medica di Presidio ha immediatamente attivato tutte le misure precauzionali e di isolamento, evitando quindi qualsiasi contatto con altri pazienti".
Dai primi prelievi inviati all'Ospedale Spallanzani di Roma, c'è il sospetto che si tratti di febbre di Marburg ma il nosocomio romano effettuerà una verifica della diagnosi per confermare o meno. " È stata attivata la catena di allerta locale con il SISP, regionale con il DIRMEI e nazionale con lo Spallanzani. Nel caso di conferma della diagnosi il paziente verrà trasferito in una struttura con le misure di sicurezza idonee" .
Cos'è la febbre di Marburg
Come spiega l'Istituto Superiore di Sanità (Iss), si tratta di una grave malattia a causata dal virus a Rna Marburgvirus (Marv), della famiglia dei Filoviridae, a cui appartiene anche il virus Ebola ma i due patogeni sono antigenicamente distinti. " Il serbatoio del virus Marburg è il pipistrello della frutta africano (Rousettus aegyptiacus). I pipistrelli della frutta infettati non mostrano segni evidenti di malattia. Sono necessari ulteriori studi per determinare se anche altre specie possono ospitare il virus", fa sapere l'Iss. Negli ultimi anni sono stati segnalati focolai e casi sporadici in Angola, Repubblica Democratica del Congo, Kenya, Sud Africa e Uganda ma tutti i focolai registrati fino a questo momento nel mondo hanno avuto origine in Africa.
Quali sono i sintomi
L'incubazione di questo virus può durare più o meno otto giorni (ma può arrivare anche a 21): i pazienti colpiti iniziano a soffrire di febbre, cefalea, dolore toracico ai quali si aggiungono anche problematiche gastrointestinali (dal vomito alla diarrea) e in alcuni casi anche rash cutaneo. Nei casi più gravi insorgono emorragie come l'epistassi (perdita di sangue dal naso) ma anche sanguinamento dalla bocca e dal retto, possono insorgere sintomi neurologici (disorientamento, convulsioni, coma) e insufficienza sistemica multi-organo.
Le terapie disponibili
Allo stato attuale non c'è un vaccino specifico e non esistono nemmeno specifici farmaci contro il virus di Marburg: come spiegato dal Manuale Msd esiste una terapia di supporto per gestire i sintomi con la manutenzione del volume del sangue e dell'equilibrio elettrolitico, la sostituzione dei ridotti fattori della coagulazione, la riduzione delle procedure invasive e il trattamento dei sintomi compreso l'uso di analgesici.
I trattamenti sperimentali contro l'infezione da virus Marburg, inclusi farmaci antivirali (favipiravir, remdesivir), IgG policlonali e anticorpi monoclonali, sono sotto studio ma non è disponibile un trattamento definitivo".