📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
43.3/100
Punteggio Totale
C
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Criteri Critici
Immunoterapia CPMV: un virus vegetale per la lotta al cancro unicaradio.it
La scienza sta vivendo una svolta inaspettata: i ricercatori dell’Università della California a San Diego hanno scoperto che un comune virus delle piante possiede la capacità unica di innescare una reazione immunitaria così potente da indurre il corpo a combattere e a mostrare segni di inversione dell’età biologica di fronte alle neoplasie.
Gli scienziati dell’Università della California a San Diego hanno identificato nel virus del mosaico del fagiolo (CPMV) un agente rivoluzionario nell’immunoterapia umana. Il CPMV possiede la capacità di stimolare il sistema immunitario umano a scatenare un attacco mirato contro i tumori. I ricercatori hanno dedicato il loro lavoro a comprendere tale reazione. Questa nuova comprensione del meccanismo d’azione pubblicata su Cell Biomaterials, dove si spiega che il CPMV innesca una risposta immunitaria e attiva le vie innate e adattive del sistema di difesa. Quando il virus si inietta nei tumori attiva una memoria immunitaria di lunga durata e, in alcuni casi, riduce le dimensioni dei tumori non trattati in altre parti del corpo, un fenomeno noto come effetto a distanza. Questo rappresentava un risveglio della capacità del sistema immunitario di auto-difendersi. Chi desidera approfondire può consultare la sezione di ricerca scientifica dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC).
Il meccanismo segreto dietro la riprogrammazione cellulare del sistema immunitario
Il modo in cui il CPMV opera si discosta dall’azione dei virus tradizionali. Il virus dei fagioli non infetta le cellule umane; viene riconosciuto dal corpo come un invasore, mobilitando il sistema immunitario. I ricercatori hanno scoperto che l’RNA del CPMV mantiene un’attività prolungata all’interno delle cellule immunitarie e attiva un recettore critico chiamato TLR7 (Toll-like Receptor 7). Questa attivazione del TLR7 innesca una robusta segnalazione anti-cancro, un processo che virus vegetali simili, come il CCMV, non sono in grado di replicare. Questa differenza è la chiave del successo terapeutico. Grazie ai precedenti risultati ottenuti sia nei modelli murini che nei pazienti canini affetti la nuova Immunoterapia CPMV si sta affermando come un agente terapeutico. La capacità del corpo di auto-ripararsi e reagire con tale forza dimostra una forma di inversione dell’età biologica delle difese interne.
Prospettive cliniche e speranze con l’immunoterapia CPMV
La squadra di ricerca si sta concentrando sulla preparazione e sperimentazione sull’uomo. L’idea di utilizzare una risorsa naturale e non infettiva per risvegliare le difese del corpo rappresenta un approccio meno tossico rispetto ad alcune terapie convenzionali. L’efficacia del virus suggerisce che un trattamento basato sulla Immunoterapia CPMV non solo riduce i tumori esistenti, ma può fornire una protezione contro le recidive. La scoperta apre anche nuove porte alla medicina personalizzata e alla possibilità di utilizzare la biologia per stimolare una guarigione profonda. La ricerca continua a esplorare l’uso di molecole derivate da agenti naturali per lo sviluppo di farmaci innovativi. Chi cerca informazioni sulle opportunità di collaborazione tra ricerca e industria farmaceutica in questo settore può consultare la sezione dedicata sul sito di Farmindustria.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
44.1/100
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Criteri Critici
Non era febbre di Marburg. Si è concluso con esito rassicurante il caso del paziente ricoverato all’Ospedale Cardinal Massaia di Asti per un sospetto di febbre emorragica. Il secondo campione ematico inviato nelle prime ore di sabato mattina all’Istituto Spal…
L’anziano è rimasto sotto osservazione fino al completamento degli accertamenti. Ora le sue condizioni sono stabili e, con la conferma della negatività ai test, verrà dimesso nelle prossime ore.
Non era febbre di Marburg. Si è concluso con esito rassicurante il caso del paziente ricoverato all’Ospedale Cardinal Massaia di Asti per un sospetto di febbre emorragica. Il secondo campione ematico inviato nelle prime ore di sabato mattina all’Istituto Spallanzani di Roma ha confermato il risultato negativo già emerso dal primo test, escludendo così la presenza dell’infezione.
L’uomo, 81 anni, si era presentato giovedì al Pronto soccorso con sintomi compatibili con la malattia, dopo un recente viaggio in Etiopia, in un’area in cui sono segnalati focolai di febbre emorragica. In via precauzionale era stato immediatamente avviato il protocollo di sicurezza: isolamento del paziente, attivazione del SISP, del DIRMEI regionale e della rete nazionale con lo Spallanzani. Ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale astigiano, l’anziano è rimasto sotto osservazione fino al completamento degli accertamenti. Ora le sue condizioni sono stabili e, con la conferma della negatività ai test, verrà dimesso nelle prossime ore.
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
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Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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45.9/100
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C
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Criteri Critici
Tumori, Criscitiello (Humanitas): "Presa in carico in Breast Unit migliora outcome pazienti" Il Tempo
Milano, 22 nov. (Adnkronos Salute) - "Una donna che affronta una diagnosi di tumore alla mammella deve essere presa in carico da una Breast Unit". A sottolinearlo, durante la presentazione a Milano del docufilm 'Il bagaglio', promosso da Msd Italia in collaborazione con Andos, Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna, Komen Italia e Salute Donna, è Carmen Criscitiello, responsabile dell'Oncologia mammaria all'Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano) e professore associato dell'Humanitas University. "Abbiamo evidenze che le pazienti seguite all'interno di questi centri specializzati hanno un outcome migliore", spiega. Il motivo, chiarisce, è la presenza di un team multidisciplinare composto da oncologi, chirurghi, radiologi, radioterapisti, anatomopatologi, psiconcologi e nutrizionisti, "in grado di valutare in modo congiunto il miglior percorso di cura e di sostenere la paziente a 360 gradi".
Un ruolo centrale, ricorda la specialista, lo svolge anche la ricerca scientifica: "I progressi di oggi sono il risultato di anni di lavoro. Ma non possiamo fermarci: per quanto siano stati fatti passi avanti importanti, non siamo ancora giunti al punto in cui vorremmo essere. È estremamente importante che tutti comprendano e condividano l'importanza del fare ricerca".
Criscitiello sottolinea il valore della partecipazione agli studi clinici, sia da parte dei professionisti sia delle pazienti: "Prendere parte ad una sperimentazione clinica significa poter accedere a trattamenti innovativi che domani potrebbero diventare standard di cura. Ma vuol dire anche dare un contributo altruistico alle altre donne. La ricerca deve proseguire con l'impegno di tutti", conclude.
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Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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37.4/100
Punteggio Totale
C
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Criteri Critici
Europa Donna,volontariato guida percorso cura tumore al seno ANSA
La presentazione a Milano del docufilm 'Il bagaglio', promosso da Msd Italia insieme alle principali associazioni di pazienti, è l'occasione per ribadire il ruolo centrale del volontariato nei percorsi di cura del tumore al seno all'interno delle Breast Unit.
"Il valore aggiunto della presenza delle associazioni è formalizzato nelle linee guida delle Breast Unit: il capitolo quinto disciplina proprio il loro inserimento all'interno di questi centri - afferma Rosanna D'Antona, presidente di Europa Donna Italia - Il vantaggio è evidente: nel 99 per cento dei casi il volontariato è svolto da persone che hanno attraversato la patologia e che sono presenti per fare da ponte tra la paziente e la struttura ospedaliera, supportandola nel momento in cui deve iniziare o proseguire le cure". Una presenza che rafforza l'alleanza terapeutica e contribuisce a rendere il percorso più umano, consapevole e condiviso, in linea con il messaggio del docufilm, che mette al centro l'esperienza delle donne e l'importanza di una presa in carico multidisciplinare e personalizzata.
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Criteri Critici
Tumore al seno, 53.600 le nuove diagnosi nel 2024 ANSA
Il tumore al seno resta la neoplasia più frequente tra le donne in Italia, con oltre 53.600 nuove diagnosi stimate nel 2024. Grazie ai progressi della ricerca, alla diagnosi precoce e a terapie sempre più personalizzate, oggi l'88 per cento delle pazienti è viva a cinque anni dalla diagnosi. In questo contesto si inserisce l'impegno di Msd Italia nel promuovere una corretta informazione, considerata uno strumento fondamentale per favorire consapevolezza, prevenzione e accesso a percorsi di cura adeguati.
"La corretta informazione, insieme alla prevenzione e alla ricerca scientifica, è un pilastro del nostro Dna", afferma Emanuela Tanini, Communication Associate Director Msd Italia, che ha presentato a Milano 'Il bagaglio', docufilm che racconta il vissuto di una donna dopo la diagnosi di tumore al seno e invita a riflettere sull'importanza di percorsi terapeutici personalizzati.
"Il docufilm porta un messaggio chiaro: i tumori al seno non sono tutti uguali ed è fondamentale che le donne si rivolgano a centri di senologia integrata, dove possa essere garantito il percorso terapeutico più appropriato", sottolinea Tanini.
Attraverso il linguaggio cinematografico, il progetto mira a rendere più accessibili anche i temi più complessi legati alla salute. "Il cinema è capace di trasformare i dati in storie, di emozionare e rendere comprensibili messaggi delicati come quelli legati alla malattia, contribuendo a diffondere consapevolezza tra pazienti e cittadini", conclude Tanini.
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?4
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
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57.0/100
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Criteri Critici
Cura del pancreas e diagnosi precoci. Gli esperti: “L’obiettivo è una medicina più personalizzata” Men's Health
Il tumore del pancreas resta una delle neoplasie più difficili da trattare, ma all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano si lavora per cambiare questa storia. In occasione della Giornata Mondiale dedicata alla malattia, la Fondazione IRCCS INT ribadisce il ruolo della sua Pancreas Unit, un modello clinico che integra ricerca, multidisciplinarità e volumi di lavoro elevati per assicurare ai pazienti percorsi di cura del pancreas e diagnosi precoci più efficaci.
Come spiega Vincenzo Mazzaferro, coordinatore della struttura, la complessità della patologia richiede centri altamente specializzati: la sicurezza delle procedure e la qualità dei risultati dipendono dall’esperienza degli operatori e dalla possibilità di combinare terapie chirurgiche, farmacologiche, endoscopiche e radioterapiche in un unico percorso coordinato.
Cura del pancreas e diagnosi precoci: le nuove tecnologie
Oggi la sfida principale è anticipare la diagnosi e prevedere meglio l’evoluzione della malattia. Per anni la chemioterapia è stata l’unica arma, ma la ricerca ha aperto nuove prospettive. L’intelligenza artificiale e la genetica stanno guidando lo sviluppo di farmaci mirati contro mutazioni del gene RAS, coinvolte in oltre il 90% dei casi.
“I dati preliminari sono incoraggianti”, sottolinea Filippo Pietrantonio, direttore dell’Oncologia Gastrointestinale, “ma serve prudenza: saranno le prossime fasi cliniche a dirci se siamo davanti a un vero cambio di paradigma”. L’obiettivo è arrivare a una medicina sempre più personalizzata, in cui la scelta della terapia dipende dalle caratteristiche molecolari del tumore e non solo dallo stadio della malattia.
Il ruolo della chirurgia e la rivoluzione dei modelli in laboratorio
Quando possibile, la chirurgia resta il trattamento più incisivo. Ma, come ricorda Mazzaferro, non è quasi mai sufficiente da sola. I ricercatori dell’INT stanno esplorando il ruolo dell’immunità locale e costruendo modelli sperimentali direttamente dalle cellule tumorali asportate ai pazienti.
Questi “avatar” tumorali consentono di testare farmaci in laboratorio e prevedere la risposta terapeutica reale, aprendo la strada a un approccio predittivo mai visto prima. È un cambio di prospettiva importante: ciò che viene rimosso in sala operatoria diventa materiale per una ricerca immediatamente applicabile.
La forza della rete: specialisti, pazienti e dati
Accanto alla clinica, l’Istituto investe nel monitoraggio dei dati, nella formazione e nella collaborazione tra specialità diverse. La Pancreas Unit riunisce chirurghi, oncologi, radioterapisti, nutrizionisti, patologi, immunologi e palliativisti che lavorano in modo integrato e dialogano costantemente con l’associazione dei pazienti Prometeo ODV.
Una rete che assicura continuità assistenziale, supporto psicologico e informazione corretta lungo tutto il percorso. “La speranza nasce dal lavoro di squadra”, conclude Pietrantonio. “Solo unendo ricerca e cura possiamo rendere una malattia oggi complessa una sfida sempre più affrontabile”.
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
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46.7/100
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Criteri Critici
Screening per il tumore alla prostata a Campobasso RaiNews
Novembre è il mese dedicato alla salute dell'uomo. Si sono svolti all'ospedale Cardarelli di Campobasso alcuni screening per la prevenzione dei tumori alla prostata nell'ambito della campagna Nastro blu-Lilt for men. Quasi 500 mila uomini nel nostro Paese convivono con la malattia. A cinque anni dalla diagnosi si registra una sopravvivenza superiore al 90%. Le forme più aggressive di questo tumore sono rare. Fondamentale individuare il Psa, l'antigene prostatico specifico che si determina con l'analisi del sangue
Il valore del Psa va sottoposto al medico di medicina generale. A quest'analisi è fondamentale unire una visita urologica, ma non va dimenticato lo stile di vita. Evitare il fumo o se si ha il vizio cercare di smettere, ma non solo
Anche in caso di tumore, a volte basta la sorveglianza attiva, altre volte si opta per l'intervento che si può fare in laparoscopia e con l'aiuto della robotica anche al Cardarelli. Sabato 6 dicembre sarà possibile effettuare visite gratuite dalle 15 alle 19 in Piazza Monumento a Termoli. Sono riservate agli uomini tra i 50 e i 69 anni. Bisogna portare il più recente esame Psa. Non è necessaria la prenotazione
Una massa di oltre 6 centimetri aveva quasi bloccato il colon.
Una donna arrivata al Pronto soccorso con un semplice mal di pancia è finita sotto i ferri per un raro lipoma al colon destro, scoperto grazie agli esami urgenti eseguiti all’“Umberto I” di Corato.
La paziente si era presentata con dolori addominali e stipsi. Gli accertamenti, prima una Tac e poi una colonscopia, hanno però rivelato una subocclusione intestinale provocata da una massa benigna ma molto voluminosa, sviluppata nella parete del colon destro. L’équipe di Chirurgia generale diretta dal dr. Pasquale Cianci ha deciso di intervenire subito, eseguendo un’Emicolectomia destra laparoscopica. L’operazione, mini-invasiva, ha permesso la rimozione completa del tumore. La donna è stata dimessa dopo dieci giorni, seguita anche dai cardiologi e dagli internisti del presidio.
«La diagnosi istologica è stata di lipoma sottomucoso maturo, una condizione rara – ha spiegato il dr. Cianci –. Spesso questi tumori non danno sintomi, tranne quando raggiungono dimensioni importanti, come in questo caso. L’approccio laparoscopico ha ridotto molto i tempi di ripresa e le complicanze».
Il reparto di Chirurgia dell’ospedale conferma il trend in crescita dell’attività. Dal 1° gennaio 2025 sono stati eseguiti 418 interventi, di cui 102 in urgenza. Ben 129 operazioni hanno utilizzato tecniche mini-invasive, pari al 30,9 per cento del totale.
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Criteri Critici
Papillomatosi tracheale trattata con farmaco antitumorale: paziente del Mauriziano guarisce grazie alla nuova terapia Torino Oggi
Edizione localeIlNazionale.it Un farmaco innovativo è stato utilizzato al Mauriziano di Torino All’Ospedale Mauriziano, l’utilizzo di un farmaco solitamente utilizzato in oncologia ha portato a una regressione quasi completa della papillomatosi tracheale recidivante (PRR) in un paziente adulto. La papillomatosi tracheale recidivante (PRR) è una malattia rara che colpisce le vie aeree, causata dal papillomavirus umano (HPV). Si tratta di una patologia con due picchi di insorgenza: nei bambini sotto i 5 anni e negli adulti di età superiore ai 30 anni. In quanto malattia rara, l'incidenza è di circa 2-3 casi per 100.000 bambini e circa 1 caso per 100.000 adulti. Ma esiste un rischio di trasformazione maligna, soprattutto nelle forme recidivanti. La patologia è caratterizzata dalla formazione di papillomi a livello delle vie aeree. Quando interessano la trachea, le lesioni possono determinare gravi ostruzioni respiratorie e richiedere interventi endoscopici ripetuti, spesso con benefici solo temporanei. Il trattamento con il farmaco è stato presentato dal team di Pneumologia dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino, diretto dal dottor Roberto Prota, al congresso nazionale AIPO (Associazione italiana pneumologi ospedalieri) che si è concluso domenica scorsa a Verona. Nel caso descritto, un paziente di 52 anni con papillomatosi tracheale estesa e recidivante – nonostante sei procedure endoscopiche in due anni – è stato trattato con un farmaco antiangiogenetico per via endovenosa (10 mg/kg ogni quattro settimane per sei mesi).Già dopo la seconda infusione, grazie alla visione endoscopica, si è osservata una progressiva riduzione delle lesioni, fino a una regressione quasi completa documentata in broncoscopia dopo cinque mesi di terapia, senza effetti collaterali clinicamente rilevanti. "Questo caso conferma che il farmaco utilizzato può rappresentare un’opzione efficace nei pazienti con papillomatosi respiratoria refrattaria ai trattamenti convenzionali- ha sottolineato il dottorPaolo Righini, pneumologo del Mauriziano e autore della presentazione di Verona -.Si tratta di un impiego off-label (diverso quindi da quello specificato nella sua autorizzazione ufficiale), ma supportato da dati internazionali sempre più solidi e promettenti". I risultati ottenuti al Mauriziano si inseriscono in un filone di studi internazionali che evidenziano l’efficacia di determinate terapie nel controllo delle forme più aggressive di papillomatosi respiratoria. Oltre a Paolo Righini e Roberto Prota, gli autori dello studio presentato al congresso AIPO sono gli specialisti: Valter Gallo, Valentina Difino, Elena Rindone e Giovanni Ferrari, tutti della SC Pneumologia dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino. comunicato stampa
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Criteri Critici
ASST Valtellina, due nuovi medici per una Radioterapia sempre più avanzata valtellinanotizie.com
SONDRIO – La Medicina nucleare e Radioterapia oncologica dell’ASST Valtellina e Alto Lario chiude il 2024 con una fotografia chiara: numeri in aumento, qualità delle cure consolidata e un bisogno crescente di rafforzare il personale sanitario. Con 22 mila esami diagnostici, 530 nuovi pazienti presi in carico, oltre seimila trattamenti radioterapici e 1500 visite di controllo effettuate nell’ultimo anno, il servizio risponde oggi non solo alla domanda del territorio provinciale, ma anche a quella di molti pazienti provenienti da altre aree lombarde e non solo: oltre il 20% dell’utenza, infatti, risiede fuori provincia.
A guidare l’attività è Claudio Barbonetti, direttore del Dipartimento dei Servizi clinici, che in queste settimane ha dato il benvenuto a due nuovi medici entrati stabilmente nell’organico della Radioterapia oncologica: Madalina La Rocca e Maria Belmonte. Entrambe hanno concluso il percorso di specializzazione con il massimo dei voti e hanno scelto l’ospedale di Sondrio per proseguire un’attività professionale già impostata su competenze avanzate e forte motivazione.
Originaria della Sicilia, Madalina La Rocca ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Catania, per poi completare la specializzazione in Radioterapia all’Università di Messina, con lode. Parte del suo percorso l’ha condotta all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, dove ha approfondito le tecniche avanzate di radioterapia stereotassica, oggi impiegate per trattamenti di altissima precisione.
A maggio 2024 ha inoltre conseguito un Master in Dietologia e Nutrizione, dedicando la sua ricerca al ruolo della nutrizione oncologica nei pazienti con tumori del distretto testa-collo. Un ambito, questo, che unisce competenze cliniche e capacità di personalizzare il percorso terapeutico, elemento sempre più richiesto nella moderna oncologia. Autrice di numerosi articoli scientifici, La Rocca porta a Sondrio un approccio multidisciplinare che integra radioterapia, ricerca e supporto nutrizionale.
Chiavennasca, Maria Belmonte ha completato l’intero percorso universitario all’Università Milano-Bicocca, laureandosi in Medicina e specializzandosi in Radioterapia oncologica, anche in questo caso con lode. Durante gli anni di formazione ha lavorato presso l’IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, dove ha potuto collaborare con il professor Stefano Arcangeli, figura di riferimento nazionale nel trattamento radioterapico della patologia prostatica.
Belmonte ha contribuito a diverse pubblicazioni scientifiche e negli ultimi due anni ha svolto l’attività direttamente nell’Unità di Radioterapia di Sondrio, consolidando competenze in tutti gli ambiti della disciplina, con un focus particolare sulle neoplasie prostatiche e sui tumori del distretto testa-collo, partecipando ai rispettivi team multidisciplinari. Lo scorso 10 novembre ha discusso la tesi di specializzazione proprio sulla patologia prostatica, approfondendo in particolare la radioterapia stereotassica.
Con l’arrivo delle due nuove specialiste, l’équipe della Medicina nucleare e Radioterapia oncologica — che già comprende i medici Fabio Bonomo, Gianluca Giannì, Paolo Moretti, Andrea Ravasio, Cristina Songini e Alessandra Vola — si rafforza ulteriormente, rispondendo a un fabbisogno in costante crescita.
Si tratta di un investimento non solo organizzativo ma anche culturale, che guarda a un modello di cura sempre più basato sulla personalizzazione dei trattamenti, sulle tecnologie avanzate e sulla capacità di gestire un numero crescente di pazienti oncologici con percorsi diagnostico-terapeutici complessi.
I numeri del 2024 confermano la necessità di strutture solide e di competenze specialistiche disponibili localmente: la Radioterapia di Sondrio, grazie a queste nuove professionalità, consolida la sua posizione come punto di riferimento per tutta la Valtellina, l’Alto Lario e i territori limitrofi.
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Criteri Critici
Sabrina Salerno: «La terapia ormonale è dura, ma continuo a ballare». Dopo il tumore, la cantante si racconta LacityMag.it
Sabrina Salerno non si ferma. A un anno dalla diagnosi di tumore al seno, la cantante e showgirl è tornata in scena con la stessa grinta che l’ha resa un’icona degli anni ’80. Lo scorso luglio il singolo,Bollente, realizzato in collaborazione conLudwig(Ludovico Franchitti), ha rappresentato un inno all’energia e alla rinascita. Ma dietro la luce del palco c’è anche il racconto di una battaglia personale. Nell’agosto 2024 Sabrina aveva rivelato ai suoi follower di aver scoperto unnodulo maligno al seno. Una lesione non palpabile, individuata grazie a una mammografia di routine. «È stata la prevenzione a salvarmi» aveva scritto sui social. Diagnosticato in fase iniziale, il tumore non ha richiesto chemioterapia ma soloradioterapia mirata. Oggi la cantante sta affrontando unaterapia ormonalespecifica, necessaria per prevenire recidive. «Mi chiedo come mai nel 2025 non si sia ancora trovato un metodo per far andare le cose meglio» ha raccontato in un’intervista aLibero Quotidiano, denunciando le difficoltà e gli effetti collaterali del trattamento. Una testimonianza sincera che mette in luce la necessità di continuare a investire nella ricerca. Nonostante tutto, la sua carriera non si è mai fermata. «Continuo a lavorare, a fare musica e a crederci» ha dichiarato con il sorriso che l’ha sempre contraddistinta.Bollenteè un brano ironico e sensuale, ma anche simbolico: racconta la voglia di restare viva, di muoversi, di non lasciarsi definire dalla malattia. Sabrina non parla solo di sé. Nella stessa intervista ha espresso stima perElodie, Alfa, Jennifer Lopez e Cher, donne che, come lei, hanno trasformato la sensualità in linguaggio artistico. «Il corpo è uno strumento di comunicazione, non un tabù» ha detto.Tra forza, ironia e consapevolezza, la Salerno dimostra ancora una volta che si può essere fragili e indistruttibili allo stesso tempo. Victoria Beckham: «Da ragazzina mi chiamavano stupida e mi tiravano lattine». Il bullismo, la dislessia che l’ha resa più forte Addio a Ornella Vanoni: la voce senza tempo Allarme tumori al colon tra i giovani: sotto accusa i cibi ultra-processati Sabrina Salerno: niente storia con Berlusconi, un padre che non la voleva e un amore segreto che incendia lo studio Carla Bruni, il sorriso dopo la paura: «Ho detto addio al cancro, la terapia ormonale è dura ma ti salva la vita. Fate prevenzione» Emma Marrone tra impegno, musica e fragilità: dalle battaglie social rifiutate come slogan al tumore e alla rivincita dei live Serena Grandi: “Non mangio a pranzo, al massimo un gelato”. Il nuovo look dopo la malattia e il dolore per la madre Enrica Bonaccorti: “Ho un tumore. Non farò più lo struzzo, voglio volare di nuovo” A Quito l’aria si fa sottile e Laura Pausini deve ricorrere all’ossigeno tra un brano e l’altro. Concerto portato a termine tra professionalità e adattamento. Pubblicato il Autore Il World Tour di Laura Pausini fa tappa a Quito, ma il concerto si trasforma in una sfida inattesa. A quasi 3.000 metri di altitudine, la città ecuadoriana mette alla prova anche chi è abituato ai grandi palchi. Tra una canzone e l’altra, l’aria si fa più leggera, il respiro più corto. E per la cantante arriva il momento di fermarsi, giusto il tempo necessario per riprendere fiato. Quito si trova a 2.850 metri sul livello del mare, una quota che incide concretamente sulla capacità respiratoria, soprattutto durante uno sforzo fisico intenso come un concerto. Cantare, muoversi, mantenere il controllo della voce: ogni gesto richiede più energia. In questo contesto, anche un artista esperto può trovarsi a dover gestire una situazione diversa dal solito. Durante lo show, Laura Pausini ha avuto bisogno di qualche boccata d’ossigeno direttamente sul palco. Una pausa breve, tecnica, necessaria per continuare senza compromettere la performance. Nessun allarme, ma un adattamento immediato a condizioni ambientali particolari, che non sempre vengono percepite da chi guarda. Dopo il momento di difficoltà, lo spettacolo è proseguito regolarmente. La cantante ha portato a termine la serata, dimostrando capacità di gestione e attenzione al proprio corpo. Un episodio che racconta quanto, dietro ogni live, ci sia anche una componente fisica da affrontare, spesso invisibile al pubblico. Il tour continua, ma Quito lascia il segno: non per la musica, ma per l’aria che, a quella quota, decide le regole. Dopo il trionfo sanremese, Sal Da Vinci punta all’Eurovision 2026 di Vienna. L’Italia è data tra le candidate al podio, ma il duo finlandese resta davanti a tutti. Pubblicato il Autore L’onda lunga di Sanremo non si è ancora spenta, ma l’Eurovision Song Contest 2026 è già entrato nella fase più calda. L’appuntamento di Vienna, dal 12 al 16 maggio, promette scintille e l’Italia si presenta con un nome pesante: Sal Da Vinci. La sua “Per sempre sì” continua a macinare attenzione, forte del successo ottenuto sul palco dell’Ariston, ma secondo i bookmaker la strada verso la vittoria non è affatto spianata. Il cantautore partenopeo resta uno dei nomi più osservati della competizione. Le quote dell’Italia sarebbero in calo, segnale di una fiducia crescente da parte degli scommettitori, con una vittoria azzurra indicata tra 6.00 e 8.50 volte la posta. Numeri interessanti, che collocano Sal Da Vinci nella zona alta dei pronostici, ma non ancora sul gradino più ambito. La grande favorita, al momento, sarebbe la Finlandia. Il duo Linda Lampenius x Pete Parkkonen, con il brano “Liekinheitin”, domina la lavagna con una quota media di 2.58. Un vantaggio netto, almeno sulla carta, che rende i finlandesi gli avversari da battere. Subito dietro si muovono Francia e Danimarca: Monroe con “Regarde!” e Søren Torpegaard Lund con “Før Vi Går Hjem” restano tra i rivali più temibili. Attenzione anche alle outsider. Australia e Grecia potrebbero inserirsi nella corsa con Delta Goodrem e Akylas, mentre Israele e Svezia restano più staccate ma non fuori dai giochi. L’Eurovision, del resto, vive di ribaltoni, voti imprevedibili e performance capaci di cambiare tutto in tre minuti. Per Sal Da Vinci la missione è chiara: trasformare la forza emotiva di “Per sempre sì” in un momento televisivo internazionale. Il podio sembra possibile, la vittoria più complicata. Ma a Vienna, come sempre, l’ultima parola non spetta ai bookmaker. Nessun comunicato, solo poche parole davanti al pubblico: Blanco lascia intendere la fine della storia con Martina Valdes. Pubblicato il Autore Ci sono annunci che arrivano con comunicati, post studiati e strategie precise. E poi ci sono quelli che nascono sul palco, senza filtri. Blanco sceglie la seconda strada e, durante l’ultima data del suo tour a Torino, lascia cadere una frase che pesa più di qualsiasi dichiarazione ufficiale. Dopo aver cantato “Innamorato”, uno dei brani più personali del suo repertorio, si ferma, guarda il pubblico e dice: “Spero voi abbiate qualcuno a cui dedicarla”. Poi aggiunge: “Io no”. Parole semplici, ma che per chi segue la sua vita privata suonano come una conferma: la storia con Martina Valdes è finita. Non è la prima volta che Blanco usa la musica per raccontarsi, ma questa volta il passaggio è più diretto del solito. “Innamorato”, uscita nel 2023 e legata a un periodo sentimentale ben preciso, cambia improvvisamente significato. Non è più solo una canzone, ma un punto di rottura, un momento in cui il racconto artistico e quello personale si sovrappongono. Il pubblico capisce subito e la reazione è immediata, tra silenzi, applausi e video che iniziano a circolare. La relazione tra Blanco e Martina Valdes era da tempo sotto osservazione, tra apparizioni pubbliche, social e indiscrezioni mai del tutto confermate o smentite. Una storia vissuta senza eccessiva esposizione, ma comunque seguita con attenzione. Ora, senza mai nominarla, il cantante sembra chiudere quel capitolo con una frase che lascia poco spazio a interpretazioni. Come sempre accade, il passaggio dal palco alla rete è immediato. Su TikTok e altre piattaforme iniziano a comparire video e commenti di spettatori presenti alla serata. Le parole di Blanco vengono riportate, analizzate, condivise. In poche ore diventano il centro del dibattito, trasformando un momento live in una notizia che rimbalza ovunque. Nessuna conferma ufficiale, nessuna spiegazione dettagliata. Solo una frase, detta nel contesto più autentico per lui. È questo che rende il momento ancora più potente: la sensazione che non ci sia nulla di costruito, ma solo un frammento di verità lasciato scivolare tra una canzone e l’altra. E mentre il pubblico continua a commentare, una cosa appare chiara: quella di Torino non è stata solo una data del tour, ma il momento in cui Blanco ha deciso di dire, a modo suo, che qualcosa è finito. Elisabetta Canalis, che Sex bomb! è suo il primo topless del 2024 (GALLERY SENZA CENSURA!) Dick Rating: che voto mi dai se te lo posto? Bossetti è innocente? 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Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?3
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
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Cura dei tumori ovarici, la svolta bioelettricità: lo studio diretto da un capuano Il Mattino
Dal Centro di Ricerca sul Cancro della "Medical University of South Carolina" giungono notizie positive per la lotta alle malattie oncologiche ovariche. Il laboratorio "Ion Channels in Cancer", che ha avviato e sperimentato uno studio sulla bioelettricità, in relazione alla sua incidenza sulla vulnerabilità del tumore, è diretto da un capuano, Saverio Gentile, 52 anni, ormai americano di cittadinanza, ma con la "Regina del Volturno" stampata nel cuore. Un legame ancora forte, nonostante le distanze.
APPROFONDIMENTI Tragico incidente: muore schiacciato da arco in cemento che trasportava sul tir Caserta, minacce al pentito del clan dei Casalesi: arrestato il genero di Carmine Schiavone Tragedia sulla Statale a Villa Literno: continua la caccia al pirata della strada che ha ucciso Tina Spatarella
Il ricercatore vive ormai lontano da Capua da oltre 25 anni, da quando - dopo la laurea in Scienze Biologiche presso la Sun di Napoli e il dottorato di ricerca in Neuroscienze presso la Stazione Zoologica "Dohrn" - ha avviato un lungo percorso accademico, che lo ha portato in diverse sedi universitarie.
Incidente a Marcianise, schiacciato dal carico del tir: morto autista
L'esperienza in Germania presso la "Konstanz University" ha fatto da trampolino ad un lungo viaggio di ricerca in terra americana, a Chicago, nei laboratori della "Loyola University" e della "University of Illinois", nel North Carolina, alla "Duke University" e, infine, nel South Carolina, dove tuttora dirige, presso la "Medical University", un importante laboratorio di ricerca sul cancro.
Lo studio
Il futuro
«Quando ho iniziato il mio percorso di ricerca - ha riferito lo scienziato - ho soffermato la mia attenzione sul ruolo dei canali ionici, potenziali bersagli terapeutici contro il. Osservando il comportamento elettrico delle cellule tumorali, ho intuito che nei loro flussi ionici si celasse una certa vulnerabilità, una debolezza su cui poter intervenire in maniera incisivaquesta intuizione ha prodotto i primi risultati clinici concreti». In questo campo, è stata avviata, infatti, una sperimentazione clinica che ha riguardato donne affette da tumore ovarico, una neoplasia spesso diagnosticata in fase avanzata e con poche opzioni terapeutiche.Il ricercatore, sviluppando l'ipotesi secondo cui un tumore non è solo un sistema geneticamente alterato, ma un insieme di cellule elettricamente rimodellate rispetto a quelle normali, ha dedotto l'importanza di un intervento sulla loro bioelettricità per interferire direttamente con il loro motore vitale. I risultati clinici sul, con effetti confermati dalle, hanno dato subito risultati che lasciano ben sperare. Durante la sperimentazione, sono stati riscontrati il rallentamento della crescita tumorale, miglioramento della risposta alle terapie standard e, in alcuni casi, riduzione della massa tumorale. Al di là dei parametri biologici, molte pazienti hanno ottenuto benefici in termini di qualità della vita, come un minore affaticamento e dolore, oltre che una maggiore tollerabilità al trattamento.
«La strada da percorrere - ha evidenziato Gentile - è ancora lunga, ma i risultati ottenuti indicano che intervenire sui canali ionici e quindi sui meccanismi bioelettrici della cellula, non è più un'ipotesi teorica, ma una possibilità terapeutica reale. Una possibilità nata da un percorso inatteso, che oggi apre una nuova prospettiva per chi affronta il tumore. E se quindici anni fa questa idea sembrava impossibile, oggi rappresenta una promessa concreta per i pazienti».
Comune, conti in rosso: spunta il “Salva-Caserta”
Una prospettiva, dunque, concreta, ma anche economicamente accessibile in quanto ispirata al "drug repurposing", con utilizzo di farmaci già approvati per altri scopi clinici e, quindi, sicuri, disponibili e ben conosciuti dai medici. I suoi successi echeggiano nella città natale, Capua, cui lo scienziato è particolarmente legato. «Non so se un giorno tornerò a vivere nella mia splendida città - ha concluso - perché il mio futuro è in qualunque luogo in cui si possa fare ricerca. Rientro spesso e con estremo piacere. L'Italia e la mia Capua sono e resteranno sempre nel mio cuore».
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Radioterapia: trattamento chiave contro i tumori, efficace e meno invasivo Cuneo24
Prof. Filippo Alongi Scopri come la radioterapia moderna combatte il cancro con precisione, minimizzando gli effetti collaterali La radioterapia è una delle tre principali opzioni terapeutiche contro il cancro, usata in due terzi dei pazienti oncologici. Questo trattamento non invasivo usa radiazioni ionizzanti per distruggere le cellule tumorali, spesso sostituendo la chirurgia e migliorando la qualità di vita, anche nei casi di malattia metastatica. Gli effetti collaterali sono contenuti grazie a tecniche di precisione che proteggono i tessuti sani.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?2
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Radioterapia: cura innovativa e precisa contro il cancro, efficace e meno invasiva Riviera24
Prof. Filippo Alongi Scopri come la radioterapia moderna tratta tumori e migliora la qualità della vita anche in fase metastatica La radioterapia, utilizzata in due terzi dei pazienti oncologici, è una tecnica non invasiva che sfrutta radiazioni ionizzanti per distruggere le cellule tumorali. Efficace su prostata, polmone e tumori cervico-facciali, può sostituire l’intervento chirurgico grazie alla sua precisione che protegge i tessuti sani. Gli effetti collaterali sono contenuti e gestibili, mentre nelle fasi avanzate aiuta a controllare il dolore e la malattia metastatica, migliorando sensibilmente la vita dei pazienti.
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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Leucemia mieloide acuta, fondamentale il ruolo di reti, territori e associazioni dei pazienti pharmastar.it
I pazienti con leucemia mieloide acuta (LMA) affrontano difficoltŕ di accesso alle cure e presentano fragilitŕ e bisogni complessi, che richiedono una presa in carico globale. Con Davide Petruzzelli, presidente della Lampada di Aladino ETS, esploriamo in questa intervista le criticitŕ attuali, le disuguaglianze assistenziali e i modelli organizzativi che possono migliorare davvero il percorso di vita e di cura di questi pazienti. Lo abbiamo incontrato a Milano, in conferenza stampa, dove č stata annunciata una novitŕ terapeutica importante, recentemente resa disponibile anche in Italia: l'approvazione da parte di Aifa del farmaco mirato quizartinib per i pazienti con LMA di nuova diagnosi portatori di una mutazione FLT3-ITD. Mieloma multiplo: la terapia cellulare con le CAR-T offre remissioni duratureDott.ssa Stefania Bramanti Mieloma multiplo: come cambia la terapia con le CAR-T nelle fasi precoci della malattiaProf.ssa Francesca Gay Tumori cutanei: la prevenzione dermatologica fa la differenzaDott. Pietro Sollena Tumore al seno: prevenzione e Breast Unit, le armi per salvare vite umaneDott.ssa Tiziana Mastropietro Tumore dell'endometrio: immunoterapia utile per un numero sempre maggiore di pazientiProf. Roberto Bianco Tumore dell'endometrio: trattamenti precoci, immunoterapia e approccio multidisciplinareProf. Giorgio Valabrega Tumore ovarico: PARP inibitori, una rivoluzione nella pratica clinicaDott. Michele Bartoletti Tumore ovarico avanzato: terapia di mantenimento con i PARP senza esclusioniDott.ssa Graziana Ronzino Lo sport in sella all'oncologiaIvan Basso Be Active Lab: quando innovazione e benessere camminano insiemeCarmen Nuzzo Muoversi per curarsi: un cambio di paradigma nella medicinaFrancesca Lanfranconi Allenarsi anche durante le cure: sicurezza, misura e motivazioneDott.ssa Alice Avancini InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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Leucemia mieloide acuta FLT3-ITD-mutata, ok Aifa a nuovo farmaco mirato come terapia di prima linea pharmastar.it
La cura della leucemia mieloide acuta resta una delle sfide piů complesse dell'ematologia, ma l'arrivo di terapie mirate sta cambiando il percorso dei pazienti. Ne parliamo in questa intervista con un esperto, Adriano Venditti, Direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia e Professore Ordinario di Ematologia dell'Universitŕ di Roma Tor Vergata, con il quale abbiamo approfondito, in particolare, l'impatto di quizartinib, un nuovo farmaco mirato appena approvato dall'Aifa e ora disponibile in Italia e rimborsato dal Ssn, riservato ai pazienti con LMA di nuova diagnosi FLT3-ITD-mutati. Mieloma multiplo: la terapia cellulare con le CAR-T offre remissioni duratureDott.ssa Stefania Bramanti Mieloma multiplo: come cambia la terapia con le CAR-T nelle fasi precoci della malattiaProf.ssa Francesca Gay Tumori cutanei: la prevenzione dermatologica fa la differenzaDott. Pietro Sollena Tumore al seno: prevenzione e Breast Unit, le armi per salvare vite umaneDott.ssa Tiziana Mastropietro Tumore dell'endometrio: immunoterapia utile per un numero sempre maggiore di pazientiProf. Roberto Bianco Tumore dell'endometrio: trattamenti precoci, immunoterapia e approccio multidisciplinareProf. Giorgio Valabrega Tumore ovarico: PARP inibitori, una rivoluzione nella pratica clinicaDott. Michele Bartoletti Tumore ovarico avanzato: terapia di mantenimento con i PARP senza esclusioniDott.ssa Graziana Ronzino Lo sport in sella all'oncologiaIvan Basso Be Active Lab: quando innovazione e benessere camminano insiemeCarmen Nuzzo Muoversi per curarsi: un cambio di paradigma nella medicinaFrancesca Lanfranconi Allenarsi anche durante le cure: sicurezza, misura e motivazioneDott.ssa Alice Avancini InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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Criteri Critici
Bioingegneria, reverse translation e immunoterapia: nasce la nuova generazione di CAR-T pharmastar.it
La ricerca sulle terapie cellulari sta vivendo un'accelerazione senza precedenti: bioingegneria, reverse translation e nuove strategie immunologiche stanno trasformando il modello terapeutico. Con la prof.ssa Monica Bocchia esploriamo le innovazioni che guideranno la prossima generazione di CAR-T.L'abbiamo incontrata a margine della tappa di Firenze della serie di eventi del progetto "CAR-T - Il futuro č giŕ qui". Mieloma multiplo: la terapia cellulare con le CAR-T offre remissioni duratureDott.ssa Stefania Bramanti Mieloma multiplo: come cambia la terapia con le CAR-T nelle fasi precoci della malattiaProf.ssa Francesca Gay Tumori cutanei: la prevenzione dermatologica fa la differenzaDott. Pietro Sollena Tumore al seno: prevenzione e Breast Unit, le armi per salvare vite umaneDott.ssa Tiziana Mastropietro Tumore dell'endometrio: immunoterapia utile per un numero sempre maggiore di pazientiProf. Roberto Bianco Tumore dell'endometrio: trattamenti precoci, immunoterapia e approccio multidisciplinareProf. Giorgio Valabrega Tumore ovarico: PARP inibitori, una rivoluzione nella pratica clinicaDott. Michele Bartoletti Tumore ovarico avanzato: terapia di mantenimento con i PARP senza esclusioniDott.ssa Graziana Ronzino Lo sport in sella all'oncologiaIvan Basso Be Active Lab: quando innovazione e benessere camminano insiemeCarmen Nuzzo Muoversi per curarsi: un cambio di paradigma nella medicinaFrancesca Lanfranconi Allenarsi anche durante le cure: sicurezza, misura e motivazioneDott.ssa Alice Avancini InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia