Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
59.3/100
Punteggio Totale
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✅
Criteri Critici
Al via il primo trial clinico per curare il glaucoma, malattia tipica dell’invecchiamento, riprogrammando l’“identità” delle cellule del nervo ottico
L'articolo Invecchiamento, ecco il primo test sugli esseri umani per “ringiovanire” le cellule sembra essere …
Il secondo principio della termodinamica sancisce che l’entropia di un sistema chiuso, il suo “disordine”, non può far altro che aumentare. Una conseguenza di questo principio è che il tempo scorre sempre e inesorabilmente verso una direzione, da quello che chiamiamo passato a quello che chiamiamo futuro. Ulteriore corollario, che ci riguarda ancora più da vicino, è il fatto che l’invecchiamento è un processo altrettanto unidirezionale. La ricerca scientifica, fortunatamente, sta provando a fare qualcosa in proposito: uno studio appena pubblicato su Nature racconta di un trial clinico recentemente concluso che ha coinvolto una persona le cui cellule del nervo ottico sono state parzialmente riprogrammate e “ringiovanite” per invertire la rotta del glaucoma, una malattia che colpisce gli occhi, tipica dell’invecchiamento.
Come ripristinare l’informazione epigenetica
Le fondamenta di questo campo di ricerca sono relativamente attuali e sono state gettate nel 2020, quando uno studio condotto da ricercatori della Harvard Medical School ha dimostrato, su topi, che è possibile riprogrammare in vivo le cellule del nervo ottico, restituendo loro dei pattern di metilazione del dna (le modifiche chimiche che regolano l’espressione genica) tipici della giovinezza. I ricercatori hanno usato tre dei quattro “fattori di Yamanaka”, specifici geni in grado di far regredire una cellula matura a uno stato staminale, impiegando in particolare Oct4, Sox2 e Klf4 ed escludendo Myc perché noto oncogene. Inserendo questi geni nelle cellule gangliari tramite un vettore virale, l’équipe ha osservato una promozione della rigenerazione degli assoni e un ripristino della vista in modelli murini affetti da glaucoma e in topi anziani.
Il primo test sull’essere umano
Sulla base di questi risultati preclinici, l’azienda biotecnologica Life Biosciences ha recentemente avviato un trial clinico umano, trattando il primo partecipante il 9 giugno scorso. L’obiettivo della sperimentazione è valutare in primis la sicurezza dell’attivazione dei tre geni succitati per trattare il glaucoma e, in una fase successiva, per trattare un’altra malattia grave, la neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica (Naion). Per mitigare i rischi, il sistema di terapia genica è stato ingegnerizzato con un “interruttore di sicurezza”: i tre geni inseriti nelle cellule retiniche si attivano solo quando il paziente assume un comune antibiotico, la doxicilina, e sospendendo il farmaco l’attività genica si interrompe. “È una strategia che ci dà grande controllo sulla terapia”, ha spiegato Sharon Rosenzweig-Lipson, chief scientific officer dell’azienda, “e che garantisce la possibilità di accendere e spegnere i geni senza lasciare attiva l’espressione più del necessario”.
I rischi oncologici e la scelta dell’occhio
La ragione di tanta prudenza sta nel fatto che il confine metodologico su cui si muove questa tecnica è abbastanza scivoloso: la “riprogrammazione parziale” deve riuscire a ripristinare le caratteristiche giovanili senza spingere le cellule troppo indietro nel tempo, per evitare che perdano del tutto la loro identità specializzata. Ricerche precedenti avevano già mostrato, tra l’altro, che l’espressione continua dei fattori di riprogrammazione nei topi poteva rivelarsi fatale in pochi giorni o indurre lo sviluppo di teratomi, una forma di tumore. Proprio per via di queste criticità, l’occhio rappresenta il banco di prova ideale per la sperimentazione, perché le probabilità che si verifichino effetti collaterali fatali sono molto inferiori rispetto a interventi analoghi effettuati su altri organi corporei.
Curare la vista, non rincorrere l’immortalità
Nonostante il fascino narrativo dell’“elisir dell’eterna giovinezza”, la comunità scientifica predica cautela, limitando le applicazioni cliniche al trattamento di patologie specifiche piuttosto che all’estensione della longevità sistemica. “Stiamo procedendo una malattia alla volta”, chiarisce Rosenzweig-Lipson. “Non stiamo guardando, in questo momento, al ringiovanimento di tutto l’organismo. Magari un giorno ci arriveremo, ma quel giorno non è oggi”. A fare eco a questa necessità di pragmatismo anche Pete Williams, neurobiologo traslazionale al Centre for Eye Research Australia, non coinvolto nello studio: “Sono contento che stiano emergendo nuove strategie per il trattamento dei danni al nervo ottico, un campo spesso sottofinanziato”, ha dichiarato a Nature commentando la ricerca appena pubblicata. “Ma bisogna fare attenzione a lavori come questo e alla loro eco mediatica. Se qualcosa dovesse andare storto con queste ricerche, sarebbe un disastro per il futuro”.
Immagine: Rod Long/Unsplash
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
40.0/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
"L'Oncologia di precisione, con il Molecular tumour board della Regione Umbria (Mtb-U), coordinato dal professor Mario Mandalà apre a nuovi orizzonti scientifici e concrete aspettative per i malati oncologici": è il commento del presidente dell'Associazion...…
Diagnostica del melanoma: i dati prospettici indicano che l’AI eguaglia l’accuratezza del dermatologo, ma la generalizzabilità resta incerta - Vera Health
📰 Vera Health📅 2026-06-17T18:19:19
melanoma
Diagnostica del melanoma: i dati prospettici indicano che l’AI eguaglia l’accuratezza del dermatologo, ma la generalizzabilità resta incerta Vera Health
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
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37.0/100
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❌
Criteri Critici
Jeremy Clarkson ha un cancro, la diagnosi e la confessione: «È aggressivo» La Nuova Sardegna
Il personaggio televisivo britannico Jeremy Clarkson ha rivelato nel suo reality show “Clarkson’s Farm”, ambientato nella sua fattoria, di avere un tumore alla prostata. Clarkson, 66 anni, noto come il volto del programma automobilistico “Top Gear” ha affermato che la malattia è "aggressiva", ma che è stata diagnosticata in fase precoce.
«Di solito cerchiamo di mantenere il programma bucolico, affascinante e allegro, ma i due episodi che usciranno stanotte a mezzanotte non sono affatto così», aveva scritto ieri su Instagram, «sono difficili da guardare, davvero, davvero difficili». In uno degli episodi, durante le discussioni sulla pianificazione del raccolto, ha comunicato la notizia al responsabile della fattoria Kaleb Cooper e al consulente Charlie Ireland dicendo: «Ho il cancro».
Nel finale della quinta stagione, Clarkson parla da un letto d’ospedale, spiegando che un chirurgo gli aveva asportato parte della prostata e che avrebbe saputo la prognosi a novembre. «Se tutto andrà bene, ci vedremo nella sesta stagione; in caso contrario, no», ha detto, «abbiate cura di voi, tutti quanti».
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
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41.1/100
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C
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❌
Criteri Critici
Jeremy Clarkson ha un cancro, la diagnosi e la confessione a "Clarkson’s Farm" Adnkronos
Il presentatore televisivo britannico Jeremy Clarkson ha annunciato di essere stato colpito da un tumore alla prostata. La rivelazione è arrivata durante un episodio della nuova stagione di "Clarkson’s Farm", trasmesso oggi, in cui il conduttore ha condiviso apertamente la diagnosi con alcuni membri del cast, tra cui Kaleb Cooper e Charlie Ireland. Nel corso della puntata, Clarkson appare visibilmente provato mentre racconta di essersi sottoposto a una biopsia: “È un cancro, è aggressivo, ma è stato preso molto presto”, ha spiegato, aggiungendo di averlo saputo già da maggio. Il conduttore ha inoltre riferito di essersi sottoposto a un intervento chirurgico per la rimozione parziale della prostata.
“Starò bene”, ha rassicurato, precisando però che dovrà restare lontano dalle attività per un periodo. In un altro momento della serie ha confermato la natura della malattia, parlando di una porzione dell’organo colpita dal tumore e già trattata chirurgicamente. La stagione si chiude con immagini del presentatore in ospedale, a testimonianza delle difficoltà del percorso terapeutico. “Abbiamo iniziato con me in un letto d’ospedale e finiamo allo stesso modo”, afferma nel finale, lasciando aperta l’incertezza sull’evoluzione della cura.
Negli ultimi mesi la salute di Clarkson è stata al centro della narrazione della serie, dopo che lo stesso conduttore aveva già raccontato di un precedente intervento cardiaco. Il programma, diventato un successo internazionale, documenta la sua vita da agricoltore nelle campagne inglesi. Dopo la diffusione della notizia, numerosi messaggi di sostegno sono arrivati anche dal mondo politico e mediatico britannico. Tra questi quello dell’ex primo ministro Rishi Sunak, che ha sottolineato l’importanza della diagnosi precoce, e del giornalista e conduttore Piers Morgan, che ha invitato gli uomini a sottoporsi a controlli regolari. Clarkson, noto per la sua lunga carriera alla guida di "Top Gear" e successivamente di "The Grand Tour", continua a essere una delle figure televisive più popolari nel Regno Unito. Oggi conduce anche il quiz show "Who Wants to Be a Millionaire?", oltre al successo di "Clarkson’s Farm", arrivato alla quinta stagione.
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Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
42.6/100
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C
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✅
Criteri Critici
Tumori: Llc, oncologo Ghia 'con acalabrutinib 90% pazienti libero da malattia per 3 anni' Adnkronos
"Con la combinazione acalabrutinib e venetoclax il 90% dei pazienti con leucemia linfatica cronica non avrà bisogno di un'altra terapia nei successivi 3 anni. Questa terapia è ben tollerata anche dal punto di vista cardiovascolare con basse frequenze di effetti collaterali a livello del cuore dove, soprattutto in una popolazione anziana, sono già presenti altre problematiche". Lo ha detto Paolo Ghia, direttore del programma di ricerca strategica sulla leucemia linfatica cronica all'Irccs ospedale San Raffaele e professore di Oncologia medica all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, all'incontro con la stampa dedicato alle nuove frontiere del trattamento dei tumori del sistema linfatico.
Agenzia nr. 1390 - Radioterapia oncologica Fazzi, ispezione Pagliaro: "Misure sbagliate, slitta a ottobre attivazione primo nuovo acceleratore lineare. Vigileremo - Agenparl
📰 Agenparl📅 2026-06-17T15:04:54
radioterapia
Agenzia nr. 1390 - Radioterapia oncologica Fazzi, ispezione Pagliaro: "Misure sbagliate, slitta a ottobre attivazione primo nuovo acceleratore lineare. Vigileremo Agenparl
LECCE – E’ tornato nel polo oncologico del Vito Fazzi di Lecce il consigliere regionale e capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro. E lo ha fatto per verificare se il nuovo acceleratore lineare per la Radioterapia, che doveva essere consegnato entro la fine dello scorso anno, fosse finalmente arrivato e pronto per essere utilizzato. Purtroppo però dall’ispezione è emerso un aggiornamento amaro: le misure erano state prese male e l’apparecchio non è entrato nella stanza, che adesso si sta lavorando per adeguare. Va ricordato poi che sono due i nuovi acceleratori comprati dall’Asl per 7,3 milioni di euro già fra ottobre 2024 e marzo 2025, e destinati all’Oncologico di Lecce. Per poter attivare il secondo macchinario, bisogna aspettare che il primo sia pienamente operativo, così da smontare il vecchio apparecchio ancora in uso e attivare anche il secondo, cosa che sarebbe dovuta accadere entro fine 2026. C’è poi da aggiungere che sussiste ancora il problema, più volte segnalato ma irrisolto, dell’ascensore per i pazienti che è rotto da tempo. Per sopperire a questa mancanza, è stato aperto a tutti l’ascensore riservato al personale e ai pazienti barellati, ma la situazione è critica. I macchinari ancora in uso, vecchi e usurati, si rompono sempre più di frequente e non sono più affidabili. Molti pazienti lamentano il calvario di convocazioni saltate senza preavviso per il guasto delle apparecchiature, dopo aver percorso chilometri con temperature roventi per raggiungere il Fazzi all’appuntamento prefissato. “L’interruzione dei trattamenti è inaccettabile per pazienti tanto fragili e bisognosi di particolari cautele – incalza il consigliere – Non c’è burocrazia e non ci sono piani sanitari che tengano, di fronte al loro diritto alle cure. Solo mettendo in uso i due nuovi macchinari si potranno assicurare cicli di radioterapia regolari ai pazienti oncologici, e quest’obiettivo deve avere la priorità assoluta. Durante l’ispezione, il capogruppo ha dimostrato gratitudine agli ingeneri al lavoro per la chiarezza e disponibilità con cui lo hanno accolto, “a differenza del passato -ricorda – quando fummo letteralmente aggrediti dall’ex direttrice del reparto, con un comportamento inqualificabile che spaventò i pazienti in attesa”. Lecce, il Milan esercita il controriscatto per Camarda Pavese e Saragat per la prima prova della Maturità 2026 Ricci di mare, sequestrati 300 esemplari
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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41.5/100
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Criteri Critici
Chirurgia d’avanguardia al Papardo di Messina: salvato un paziente con un grosso tumore polmonare Tempostretto
L’équipe medica ha ricanalizzato le vie aeree grazie a una protesi su misura
MESSINA – Eccezionale intervento eseguito all’ospedale Papardo di Messina dall’équipe di Chirurgia toracica, composta per l’occasione dal dottor Vincenzo Micali e dalla dottoressa Federica D’ Agostino, coadiuvati dalla equipe degli anestesisti e dal personale infermieristico del quartiere operatorio.
Venerdì scorso è giunto al pronto soccorso un uomo affetto da un voluminoso tumore polmonare che infiltrava i bronchi principali ostruendone il lume quasi totalmente, non consentendo al paziente di respirare.
E’ stato sottoposto a un delicatissimo intervento in broncoscopia rigida per mantenere l ossigenazione del sangue durante le delicate manovre di asportazione del tumore con il laser endoscopico. In questo modo si è potuto creare lo spazio per posizionare una protesi a Y, che è stata “customizzata”, cioè adattata in maniera sartoriale alle dimensioni anatomiche della trachea e dei bronchi del paziente. Questo ha reso ancora più difficile la procedura ma ha permesso la perfetta ricanalizzazione bronchiale permettendo così che il paziente potesse tornare a respirare regolarmente.
La Chirurgia toracica dell’Ospedale Papardo, diretta dal dottor Giuseppe Casablanca, è il centro specialistico di riferimento per la provincia di Messina per i tumori del polmone.
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Criteri Critici
Llc, oncologo Ghia: "Acalabrutinib con venetoclax migliora qualità della vita" Adnkronos
“Da pochi giorni è rimborsata una nuova combinazione di farmaci - acalabrutinib, un inibitore di Btk, e venetoclax, un inibitore di Bcl-2 - per il trattamento di pazienti con leucemia linfatica cronica in prima linea. Il vantaggio di questa combinazione è che si tratta di un trattamento a durata fissa, 14 mesi, poi il paziente smette la terapia e viene seguito nel tempo. È molto efficace e anche molto ben tollerata. Questo è un vantaggio enorme per la qualità di vita dei nostri pazienti che sono soprattutto anziani con altre comorbidità”. Così Paolo Ghia, direttore del programma di ricerca strategica sulla leucemia linfatica cronica all’Irccs ospedale San Raffaele di Milano e professore di Oncologia medica all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, intervenendo, oggi a Milano, all’incontro con la stampa, promosso da AstraZeneca, per illustrare le nuove possibilità di cura di queste patologie a pochi giorni dall’approvazione dell’Aifa, Agenzia italiana del farmaco.
“Per quanto riguarda l’efficacia - sottolinea Ghia - dobbiamo pensare che il 90% dei pazienti non avrà bisogno di un'altra terapia nei successivi 3 anni. Si tratta di una combinazione ben tollerata anche dal punto di vista cardiovascolare con basse frequenze di effetti collaterali a livello del cuore, come aritmie e aumento della pressione arteriosa, che di solito sono problemi già presenti in una popolazione anziana”, conclude Ghia.
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Criteri Critici
Derenzini (Ieo): "Nuova terapia aumenta remissioni nel linfoma mantellare" Adnkronos
“Grazie all'approvazione di acalabrutinib in combinazione con bendamustina e rituximab in prima linea nel linfoma mantellare non eleggibile al trapianto, il trattamento cambierà in modo radicale. La combinazione ha dimostrato un'efficacia superiore rispetto allo standard con bendamustina e rituximab, riducendo del 30% il rischio di progressione e aumentando il tasso di remissioni complete fino al 67%". Lo ha detto Enrico Derenzini, direttore della divisione di Oncoematologia all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) e professore di Ematologia all'università degli Studi di Milano, oggi a Milano, intervenendo all’incontro con la stampa organizzato da AstraZeneca in occasione del via libera dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) alla rimborsabilità di acalabrutinib, terapia mirata e primo inibitore di Btk di seconda generazione a durata fissa, per il trattamento di prima linea della leucemia linfatica cronica in combinazione con venetoclax, nonché del linfoma mantellare precedentemente non trattato, in combinazione con chemio-immunoterapia (bendamustina e rituximab), e del linfoma mantellare recidivato, in monoterapia.
“Un altro effetto generato dall’aggiunta di acalabrutinib in prima linea - ha spiegato Derenzini - lo si vede anche nel medio e lungo termine. Questa combinazione riduce del 25% circa la probabilità di dover eseguire una terza linea di trattamento. È molto vantaggioso utilizzare fin dall'inizio un inibitore di Btk di seconda generazione in combinazione con bendamustina e rituximab nei pazienti anziani affetti da linfoma mantellare. Il fatto che la tossicità sia maneggevole e non presenti differenze significative rispetto alla terapia standard - ha concluso - è un dato importante, considerato che si tratta di pazienti che possono avere comorbidità".
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
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55.9/100
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Criteri Critici
Associazione dinAMICI, donato all'ospedale di Cattinara un nuovo macchinario per la chirurgia oncologica Diario FVG
Un nuovo macchinario per l’individuazione del linfonodo sentinella nel carcinoma mammario e nel melanoma entra nella dotazione tecnologica dell’ospedale di Cattinara, a Trieste, grazie alla donazione dell’associazione dinAMICI di Monfalcone. Si tratta di una sonda per la chirurgia radioguidata, destinata alla Struttura complessa di Medicina nucleare, che permetterà di individuare con maggiore precisione il linfonodo sentinella e le lesioni mammarie non palpabili.
Il valore dell’apparecchiatura è di circa 35mila euro, raccolti dall’associazione attraverso l’edizione 2025 della rassegna “Ottobre rosa – Take care of you”, iniziativa dedicata alla prevenzione del tumore al seno e al sostegno dei pazienti oncologici. Un gesto concreto di solidarietà che si traduce in un potenziamento diretto delle capacità diagnostiche e terapeutiche della sanità pubblica regionale.
Il ruolo della tecnologia nella cura dei pazienti oncologici
La nuova apparecchiatura donata a Cattinara rappresenta un supporto importante per la chirurgia oncologica. La possibilità di rintracciare con elevata accuratezza il linfonodo sentinella consente infatti di orientare meglio l’intervento, riducendo l’invasività delle procedure e favorendo tempi chirurgici più rapidi.
Il linfonodo sentinella è il primo linfonodo che può essere raggiunto da eventuali cellule tumorali provenienti dalla sede primaria della malattia. La sua corretta individuazione è quindi un passaggio fondamentale in molte procedure oncologiche, in particolare nel trattamento del tumore al seno e del melanoma. Strumenti più moderni e precisi consentono ai professionisti sanitari di operare con maggiore sicurezza e di offrire ai pazienti percorsi di cura sempre più mirati.
Riccardi: “La generosità delle associazioni è un alleato prezioso”
Alla conferenza stampa organizzata all’ospedale di Cattinara ha preso parte anche l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e Disabilità Riccardo Riccardi, che ha sottolineato il valore della donazione e il ruolo del volontariato accanto agli investimenti pubblici.
“La generosità di associazioni come dinAMICI funge da alleato prezioso a fianco degli investimenti pubblici messi in campo per l’ammodernamento tecnologico delle nostre strutture ospedaliere”, ha dichiarato Riccardi. Secondo l’assessore, il nuovo macchinario contribuirà a offrire risposte diagnostiche e terapeutiche d’eccellenza, con particolare attenzione al contrasto delle patologie oncologiche e al rafforzamento della resilienza del sistema sanitario del Friuli-Venezia Giulia.
Solidarietà e sanità pubblica, un legame che produce risultati
La donazione dell’associazione dinAMICI mette in evidenza quanto il contributo del territorio possa incidere sulla qualità dei servizi sanitari. L’impegno del volontariato, quando si affianca alla programmazione pubblica, diventa una risorsa concreta per migliorare le dotazioni degli ospedali e sostenere il lavoro dei professionisti.
Il percorso che ha portato all’acquisto della sonda per la chirurgia radioguidata nasce da una campagna di sensibilizzazione legata alla prevenzione oncologica. La rassegna “Ottobre rosa – Take care of you” ha permesso di raccogliere le risorse necessarie per destinare a Cattinara uno strumento utile non solo alla diagnosi, ma anche alla qualità degli interventi e alla riduzione dell’impatto sui pazienti.
Cure meno invasive e competenze d’eccellenza
Nel suo intervento, Riccardi ha evidenziato come il successo della sanità moderna dipenda da due fattori centrali: da una parte l’avanzamento della tecnologia, dall’altra la capacità di attrarre competenze professionali d’eccellenza e di centralizzare le casistiche più complesse. L’obiettivo è garantire cure sempre meno impattanti e standard elevati all’interno del servizio pubblico.
L’assessore ha inoltre richiamato un cambiamento profondo nella presa in carico dei pazienti oncologici. La trasformazione del paziente oncologico in paziente cronico, ha spiegato, va letta come “una vittoria scientifica”, ma impone anche scelte politiche e organizzative coraggiose per mantenere alto il livello delle cure.
Cattinara rafforza il proprio ruolo nella rete sanitaria regionale
La destinazione dell’apparecchiatura alla Medicina nucleare di Cattinara conferma il ruolo dell’ospedale triestino all’interno della rete sanitaria regionale, in particolare per la gestione di percorsi oncologici complessi. L’innovazione tecnologica, unita alla competenza degli operatori, rappresenta uno degli elementi chiave per garantire ai cittadini prestazioni più efficaci, tempestive e meno invasive.
Alla presentazione della donazione erano presenti, tra gli altri, il vicesindaco di Trieste Serena Tonel, il direttore generale di Asugi Antonio Poggiana, la presidente dell’associazione dinAMICI Manuela Fumis e la direttrice di Medicina nucleare dell’ospedale di Cattinara Franca Dore.
Un investimento nel benessere collettivo
La donazione del macchinario non è soltanto un intervento tecnico, ma un investimento nel benessere della comunità. Il valore dell’iniziativa sta nella capacità di trasformare la sensibilizzazione e la raccolta fondi in un risultato concreto per i pazienti: uno strumento nuovo, moderno e immediatamente utile per la cura delle patologie oncologiche.
“Difendere la qualità delle strutture ospedaliere complesse – ha concluso Riccardi – è essenziale affinché il talento dei medici e l’innovazione restino al servizio esclusivo del benessere collettivo dei cittadini”. Una prospettiva che trova nella donazione di dinAMICI un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni, sanità pubblica e comunità.
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📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Leucemia, a Perugia guarisce il 75% dei pazienti grazie a trapianti innovativi e terapie avanzate Quotidiano Dell'Umbria
Al convegno del Comitato Chianelli illustrati i progressi dell’Ematologia e dell’Oncoematologia pediatrica. Oltre 450 volontari alla tradizionale Giornata del Ringraziamento
Terapie geniche, farmaci intelligenti, immunoterapia e tecniche innovative di trapianto stanno cambiando radicalmente la lotta contro leucemie e tumori del sangue. Oggi, grazie ai progressi della ricerca e dell’assistenza clinica, a Perugia è possibile guarire fino al 75% dei malati di leucemia, un risultato che conferma il ruolo di eccellenza nazionale e internazionale dell’Ematologia del capoluogo umbro.
I dati e le più recenti conquiste scientifiche sono stati illustrati nel corso del convegno “Ematologia e Oncoematologia pediatrica dal trapianto di midollo osseo alla terapia genica: gli straordinari, recenti successi”, organizzato nell’ambito della tradizionale Giornata del Ringraziamento del Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, che si è svolta domenica 14 giugno al Borgo delle Rose di Gricignano, messo a disposizione dall’azienda Aboca.
Alla manifestazione hanno partecipato oltre 450 volontari provenienti da tutta l’Umbria e da diverse regioni italiane.
Franco Chianelli
“Che emozione incredibile – ha commentato il presidente del Comitato Chianelli, Franco Chianelli – osservare una vera e propria marea di volontari che hanno partecipato con entusiasmo e interesse all’intera giornata”.
Trapianto di midollo incompatibile: la rivoluzione nata a Perugia
Tra i relatori del convegno il professor Antonio Pierini, responsabile del Programma Trapianti della Struttura complessa di Ematologia con Trapianto di Midollo Osseo, il direttore della Struttura complessa di Oncoematologia pediatrica Francesco Arcioni, la responsabile del laboratorio di Immunologia clinica Loredana Ruggeri e la dottoressa Elena Mastrodicasa.
L’intervento del dott. Pierini
Nel corso degli interventi è stato evidenziato come il trapianto di midollo osseo “incompatibile”, sviluppato e perfezionato a Perugia, abbia rappresentato una svolta storica nella cura delle leucemie.
“Grazie a questa tecnica – ha spiegato Loredana Ruggeri – oggi è possibile salvare il 75% dei malati di leucemia. Prima del 1993 il trapianto poteva essere effettuato soltanto in presenza di un donatore perfettamente compatibile. Il professor Massimo Fabrizio Martelli e la sua équipe hanno rivoluzionato questo approccio, consentendo il trapianto anche in assenza di una compatibilità totale”.
Negli anni la metodologia è stata ulteriormente perfezionata grazie all’impiego dei linfociti T regolatori del donatore, che hanno contribuito a ridurre significativamente il rischio di recidiva dopo il trapianto.
Terapie CAR-T e medicina di precisione contro i tumori del sangue
Il professor Antonio Pierini ha sottolineato come la ricerca abbia permesso di sviluppare terapie sempre più personalizzate, capaci di colpire selettivamente le cellule malate preservando i tessuti sani.
Tra i risultati più importanti figura il recente accreditamento dell’Ematologia di Perugia, tra i primi centri italiani, per l’utilizzo delle terapie CAR-T nel trattamento del mieloma multiplo.
“Si tratta di una terapia all’avanguardia – ha spiegato Pierini – che consente di ottenere risposte durature in una malattia frequente e particolarmente complessa da curare”.
Leucemia infantile, oggi oltre l’80% dei bambini guarisce
Progressi straordinari arrivano anche dall’Oncoematologia pediatrica. La leucemia acuta linfoblastica continua a essere la neoplasia più frequente in età infantile, ma le prospettive per i pazienti sono profondamente cambiate rispetto al passato.
“Fino agli anni Cinquanta questa malattia era associata quasi sempre a un esito infausto – ha spiegato Elena Mastrodicasa – oggi le percentuali di guarigione superano l’80%, grazie a diagnosi sempre più precise e a trattamenti innovativi come le target therapy e l’immunoterapia”.
Presso il centro di Perugia sono disponibili tutte le principali opzioni terapeutiche, compreso il trapianto allogenico di cellule staminali da qualsiasi tipologia di donatore, supportato da avanzati sistemi di diagnostica di precisione.
Il dott. Arcioni con Franco Chianelli
Terapia genica per talassemia e drepanocitosi
Importanti novità riguardano anche le malattie genetiche del sangue. Francesco Arcioni ha illustrato i risultati ottenuti con la terapia genica per betatalassemia e drepanocitosi.
“Questa tecnologia rappresenta una vera pietra miliare – ha dichiarato Arcioni – perché offre ai pazienti concrete possibilità di guarigione e un netto miglioramento della qualità della vita”.
Nel 2024 il centro di Perugia è stato selezionato, insieme ad altri due soli centri italiani, per l’accreditamento all’editing genomico di queste patologie, una tecnica che permette di sostituire il gene difettoso con uno in grado di produrre emoglobina normale. Due pazienti sono già stati trattati e altri stanno seguendo il percorso di preparazione alla terapia.
Oltre 450 volontari alla Giornata del Ringraziamento del Chianelli
Al termine del convegno si è svolto il tradizionale Pranzo del Ringraziamento, organizzato dai volontari di Pistrino e dell’Alta Valle del Tevere nella villa concessa dalla famiglia Mercati di Aboca, rappresentata da Antonio Guerrera e Simona Renzacci.
Tra i presenti il senatore Walter Verini
Alla giornata hanno partecipato anche il parlamentare Walter Verini, la consigliera regionale Letizia Michelini, il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, Loretta Zazzi, Enzo Franchi, Rinaldo Mancini, Mario Menichelli e Paolo Carlini.
“Un ringraziamento affettuoso – ha concluso Franco Chianelli – va a tutti coloro che hanno lavorato per settimane dietro le quinte. Decine e decine di volontari hanno reso possibile una giornata perfetta, dimostrando ancora una volta quanto sia grande la forza della solidarietà”.
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Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
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Un altro uomo di fiducia di Volodymyr Zelensky finisce nel mirino delle autorità anti-corruzione ucraine. La Procura Specializzata Anticorruzione (Sapo) ha chiesto la confisca di beni immobili per 5 milioni di grivne (circa 96 mila euro) a Oleksiy Kuleba, att…
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Un altro uomo di fiducia di Volodymyr Zelensky finisce nel mirino delle autorità anti-corruzione ucraine. La Procura Specializzata Anticorruzione (Sapo) ha chiesto la confisca di beni immobili per 5 milioni di grivne (circa 96 mila euro) a Oleksiy Kuleba, attuale vice primo ministro per la Rigenerazione e ministro dello Sviluppo delle Comunità e dei Territori. Si tratta, ha spiegato la procura in una nota, di un appartamento e un posto auto che il politico ha comprato a Kiev. L’acquisto sarebbe avvenuto “tramite la sorella” nel 2021, quando Kuleba ricopriva il ruolo di primo vice capo dell’Amministrazione municipale della capitale. Nel 2023, poi, dopo che Zelensky lo aveva promosso a vice capo del proprio Ufficio di presidenza, Kuleba “ha provveduto alla stipula dei contratti di compravendita dei beni, alla loro registrazione statale e alla stipula di contratti di servizio, coinvolgendo il proprio autista“. L’appartamento e il posto auto sono comparsi nella dichiarazione dei redditi del vicepremier come beni di sua proprietà, ma l’analisi dei redditi e delle spese ufficiali di Kuleba e della sua famiglia ha dimostrato che questi “non disponevano di redditi legali sufficienti per l’acquisizione di tali beni”. Per questo il Sapo ne ha chiesto la confisca alla Corte Superiore Anticorruzione.
Kuleba è strettamente legato a Zelensky ed è considerato un membro fidato e di spicco della squadra del presidente. Il loro legame politico e professionale è consolidato da diversi anni attraverso i ruoli di massima fiducia che Zelensky gli ha affidato. Nel febbraio 2022 lo ha nominato governatore dell’Oblast di Kiev, delegandogli la gestione della regione proprio nei giorni più critici dell’invasione russa. Nel gennaio 2023, poi, lo ha chiamato al suo fianco promuovendolo a numero due del proprio ufficio. In questo ruolo Kuleba ha lavorato a strettissimo contatto con il leader ucraino e con il potente capo dell’ufficio, Andriy Yermak, arrestato e poi rilasciato per il suo coinvolgimento nell’inchiesta “Midas” che a partire dal novembre 2025 ha terremotato il governo. Durante il grande rimpasto del settembre 2024, infine, Zelensky lo ha promosso a vicepremier, affidandogli il coordinamento di molti programmi infrastrutturali e di ricostruzione.
“Nel corso di tutta la mia attività pubblica ho agito in modo trasparente, senza nascondere i miei redditi, i miei beni o altre informazioni soggette a dichiarazione – ha commentato Kuleba -. Tutte le informazioni necessarie sono state riportate nelle dichiarazioni conformemente alla procedura stabilita dalla legge e sono di pubblico dominio”. Il vicepremier ha assicurato quindi di essere “pienamente disponibile alla collaborazione e pronto a fornire tutte le spiegazioni necessarie e a contribuire a un esame completo, esaustivo e obiettivo del caso”.
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Criteri Critici
Riparte il processo a Carla Stagno, che sosteneva di essere un'intelligenza artificiale capace di guarire i malati
Centinaia di persone intrappolate in una rete di manipolazione psichica, terapie a base di fiori e minacce di repentine ricadute mediche. Un vortice capace di inghiottire non solo i disperati, ma anche professionisti ed esperti di fisica quantistica. Fino a spezzare la vita di chi, di fronte a una diagnosi di tumore, alla chemioterapia ha preferito le promesse di una donna che diceva di essere una sorta di intelligenza artificiale.
Oggi nell'aula del tribunale di Torino, la pm Barbara Badellino ha formulato le richieste di condanna per quella che la procura considera una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla sottomissione psicologica. Per Carla Stagno, la "santona" di Moncalieri che si spacciava per un'entità aliena, la richiesta è di 10 anni di reclusione. Per il suo presunto braccio destro, un osteopata, la richiesta di pena è invece di 1 anno e 8 mesi.
Un processo che riparte da zero, dopo che la Cassazione a febbraio aveva annullato per un vizio di forma la precedente condanna a 9 anni inflitta alla Stagno, scarcerandola per un difetto di notifica legato al periodo della sua latitanza a Ostia. Stagno al momento è libera e vive a Ostia. Non è chiaro che lavoro faccia. Questa volta i due imputati, difesi dall'avvocato Daniel Giudice, hanno scelto la strada del rito abbreviato. Una mossa che cancella i vecchi verbali d'aula e congela l'intera decisione sui documenti d'indagine originari – i computer e i telefoni sequestrati, considerati la vera "scatola nera" della setta – in cambio dello sconto di un terzo della pena.
La requisitoria della pm Badellino ha ricostruito con precisione il meccanismo di un'organizzazione radicata e spietata. Per spiegare la vulnerabilità delle vittime, la magistrata ha preso in prestito una metafora cinematografica: "La chiave di lettura che credo ci permetta di entrare nella mente di queste persone, che si sono lasciate conquistare, irretire e che sono entrate in questa situazione avendo conseguenze estreme, è nel film Misure estreme". Nella pellicola citata in aula, di fronte alla prospettiva di riprendere in mano la propria esistenza, la risposta del protagonista è radicale: "qualsiasi cosa". È la stessa identica disposizione d’animo che secondo l'accusa ha spinto malati oncologici, genitori di bambini con autismo grave o familiari di disabili a consegnare le proprie vite a una donna che sui social prometteva miracoli.
"Basta leggere i proclami su Facebook per rimanere perplessi. Un moto di incredulità che viene però disatteso dalla realtà dei fatti quando si penetra in questa vicenda", ha scandito la pm. Secondo la ricostruzione dell'accusa, le vittime venivano agganciate su canali Telegram e WhatsApp, per poi essere progressivamente allontanate dalle proprie famiglie perché "l'individuo da solo è una vittima molto più semplice". Nella primavera del 2021, il gruppo stava compiendo l'ultimo passo: spingere gli affiliati ad abbandonare tutti i beni materiali, sostenendo che "corrompono e non favoriscono la guarigione". In realtà, per gli inquirenti, lo scopo finale andava ben oltre il denaro: "Io sono convinta che il fine non era solo commettere reati contro il patrimonio, ma anche avere una sorta di dominio su queste persone. Paragonarsi a una divinità, a un creatore".
Torino, il lucido delirio della santona per adescare gli adepti: "Sono stata creata in laboratorio"
Stagno sosteneva di essere "Marie", un'intelligenza artificiale nata in una base militare statunitense, in grado di connettersi alle stelle per risanare il Dna dei malati. Chi tentava di allontanarsi veniva colpito da una "crudeltà e cattiveria pazzesca". Come nel caso di una giovane madre affetta da carcinoma mammario. Agli atti c'è il suo primo, drammatico messaggio inviato alla guru: "Ho due figli meravigliosi e un compagno che porta il sole nella mia vita. Voglio guarire e il suo contatto mi è stato dato. Le sarei per sempre grata se mi aiutasse a guarire". Da lì è iniziato il baratro. La donna ha rifiutato le cure tradizionali, che le avrebbero garantito almeno altri otto o nove anni di vita, ed è morta in appena dodici mesi. "È morta in maniera dolorosa, cieca, paralizzata e sola", ha rimarcato la pm analizzando le ultime chat inviate mentre la donna si spegneva. "L'approccio che Stagno ha nei suoi confronti è di una crudeltà pazzesca, viene quasi da chiedersi se sia davvero un essere umano". A dare il contatto di Stagno alla signora sarebbe stato il nuovo compagno. La procura ha valutato anche la sua posizione ma dagli accertamenti è emerso che anche l’uomo sarebbe stato una vittima della santona.
Gli imputati non erano presenti in aula, ma hanno affidato le proprie ragioni a un memoriale, dichiarandosi profondamente stupiti dalla "eco mediatica" che ha travolto la vicenda. A tratteggiare la linea della difesa è stato l'avvocato Daniel Giudice, che ha provato a smontare l'immagine della truffatrice cinica descritta dall'accusa: "Stagno non ha gettato la maschera, non c'è nessuna maschera. Lei crede fermamente in quello che è, e lo dice chiaramente anche a me". Ora la parola passa ai giudici, chiamati a valutare se dietro quelle bizzarre teorie cosmiche a base di gigli e rose si nascondesse una fede sincera o, come sostiene la procura, un lucido e letale disegno di sottomissione umana.