Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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✅
Criteri Critici
Il carcinoma della mammella si conferma in Italia come il tumore più diffuso nel sesso femminile, rappresentando circa un terzo delle malattie neoplastiche che colpiscono le donne
Il carcinoma della mammella si conferma in Italia come il tumore più diffuso nel sesso femminile, rappresentando circa un terzo delle malattie neoplastiche che colpiscono le donne. Secondo il rapporto AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica del 2024 “I Numeri del Cancro in Italia”, le diagnosi di tumore al seno nel 2024 sono state oltre 53mila e i dati sulla sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi (88%) e sulla probabilità di vivere ulteriori 4 anni dopo aver superato il primo anno dopo la diagnosi (91%) confermano quanto sia importante la prevenzione in questo ambito.
In SYNLAB Manifattura Firenze, il nuovo centro aperto al pubblico dallo scorso 1 settembre negli spazi rigenerati di Manifattura Tabacchi, e che opera in maniera integrata con il Servizio sanitario regionale, fornendo prestazioni anche in convenzione Ssr e con i principali fondi assicurativi, il tema della prevenzione femminile è al centro, grazie all’area SYNLAB Lei pensata per prendersi cura della salute della donna in ogni fase della sua vita, attraverso un’equipe ultraspecialistica coordinata che comprende ginecologia, cardiologia, endocrinologia, nutrizione e molto altro.
“Il carcinoma della mammella è il problema oncologico più frequente delle donne ma grazie alla prevenzione e quindi alla diagnosi precoce le persone che si ammalano di questa malattia hanno la prospettiva di guarire con probabilità molto elevata”, sottolinea la dottoressa Bianca Vanzi, radiologa e senologa SYNLAB.
“Per la prevenzione – aggiunge -, gli esami principali sono l’ecografia mammaria e la mammografia, spesso integrate tra loro. É importante che la frequenza e la tipologia degli esami vengano personalizzate sulla base del profilo di rischio di ogni donna, tenendo conto della familiarità, della densità mammaria, della storia clinica. L’ecografia è l’esame di riferimento nelle donne giovani, con tessuto mammario denso, in genere consigliata dai 25-30 anni. È innocua e non utilizza radiazioni ionizzanti. La mammografia invece, è l’esame cardine della prevenzione, a partire dai 40 anni con cadenza annuale e senza limiti di età, perché consente di individuare microcalcificazioni e lesioni non palpabili”.
Per la prevenzione senologica il nuovo Centro può vantare una tecnologia di ultima generazione che garantisce un esame radiologico della mammella completo ed efficace con tempi rapidi e una minore dose di radiazioni.
“L’evoluzione tecnologica ha portato alla realizzazione di apparecchiature diagnostiche sempre più performanti uno di questi sviluppi è stata la mammografia 3D o Tomosintesi – spiega la dottoressa Vanzi – Il problema fondamentale della mammografia tradizionale è che questa produce un’immagine bidimensionale 2D della mammella con problemi di sovrapposizione delle strutture interne della mammella che possono portare a due tipi di errori interpretativi: da un lato i falsi negativi, cioè la sovrapposizione delle strutture interne può occultare la presenza di un tumore; dall’altro i falsi positivi, cioè immagini sospette che in realtà sono solamente artefatti”.
“La Tomosintesi – evidenzia – è una tecnica mammografica che è stata sviluppata proprio per superare queste difficoltà.
Nella Tomosintesi, o mammografia 3D, il tubo radiogeno non sta fisso come nella mammografia tradizionale ma oscilla su un arco di circonferenza, variabile a seconda delle case produttrici (in questa tecnologia 50 gradi) acquisendo multiple immagini del seno da diverse angolazioni ricostruendo poi al computer una visione tridimensionale e a strati, fette sottili 1 mm, del tessuto mammario. La tecnologia presente in SYNLAB Manifattura Firenze è di ultima generazione e all’avanguardia, garantisce immagini di alta qualità in meno di 5 secondi e con una minore dose di radiazioni”.
La “scossa” che apre la strada ai farmaci contro il tumore del fegato: il Sant’Orsola esegue la sua prima elettrochemioterapia su epatocarcinoma | Policlinico di Sant'Orsola - aosp.bo.it
📰 aosp.bo.it📅 2025-12-17T13:24:27
nuovo farmaco tumore
La “scossa” che apre la strada ai farmaci contro il tumore del fegato: il Sant’Orsola esegue la sua prima elettrochemioterapia su epatocarcinoma | Policlinico di Sant'Orsola aosp.bo.it
La “scossa” che apre la strada ai farmaci contro il tumore del fegato: il Sant’Orsola esegue la sua prima elettrochemioterapia su epatocarcinoma - aosp.bo.it
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chemioterapia
La “scossa” che apre la strada ai farmaci contro il tumore del fegato: il Sant’Orsola esegue la sua prima elettrochemioterapia su epatocarcinoma aosp.bo.it
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
In Italia quasi una donna su quattro con tumore del seno potrebbe trarre benefici dall’esecuzione dei test genomici. Consentono la personalizzazione del trattamento post operatorio e limitano la somministrazione di...
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In Italia quasi una donna su quattro con tumore del seno potrebbe trarre benefici dall’esecuzione dei test genomici. Consentono la personalizzazione del trattamento post operatorio e limitano la somministrazione di farmaci inappropriati. E’ necessario rendere ancora più estesamente accessibili questi esami attraverso un ampliamento del fondo di 20 milioni istituito nel 2020. E’ quanto sostiene Giampaolo Bianchini (responsabile dell’Oncologia mammaria nel Dipartimento di Oncologia Medica dell’Irccs Ospedale San Raffaele e professore Università Vita-Salute San Raffaele). “Secondo alcune stime dovrebbero essere aggiunti altri 5 milioni di euro alle risorse attualmente previste – sottolinea Bianchini -. Ammontano infatti a 13mila le donne che ogni anno potrebbero eseguire il test per la scelta della terapia adiuvante più adeguata, qualora questi test fossero usati ovunque nel Paese. Cinque anni fa erano state calcolate solo 10 mila pazienti. Oggi le nuove stime hanno identificato un maggior numero di pazienti potenzialmente eleggibili con gli attuali criteri di rimborsabilità. Ciò è dovuto anche ad un maggiore utilizzo nei centri oncologici più piccoli. Sono test validi nei tumori mammari in stadio precoce positivi ai recettori ormonali (HR+) e negativi a HER2. Complessivamente, fino a 6.000 pazienti ogni anno solo in Italia potrebbero evitare la chemioterapia che rimane una cura farmacologica che presenta effetti collaterali importanti per le pazienti e costi rilevanti per il servizio sanitario nazionale”.
Presentato un nuovo test genomico
Nuove evidenze scientifiche sui test genomici arrivano dal congresso internazionale San Antonio Breast Cancer Symposium. Nella città texana, nei giorni scorsi, è stato presentato un nuovo studio sul test genomico Oncotype Dx condotto in cinque centri oncologici irlandesi. L’esame, per identificare le pazienti con linfonodi positivi che potrebbero evitare la chemioterapia, in un periodo di 11 anni ha portato a un risparmio di oltre 60 milioni di euro associato all’uso della chemioterapia. Sempre nello stesso meeting è stato annunciato anche l’avvio di uno studio clinico randomizzato di fase III che verrà condotto dal Japan Clinical Oncology Group (JCOG). L’obiettivo è ottimizzare il trattamento adiuvante per le donne in premenopausa affette da cancro al seno HR+ e HER2-negativo.
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L’importanza di una diagnosi precoce
“Sono solo due esempi delle grandi opportunità offerte dai test genomici in tutto il mondo – prosegue Bianchini -. Nel nostro Paese sono stati introdotti nella pratica clinica relativamente tardi anche se da molti anni sono inseriti nelle principali linee guida internazionali. Il fondo è stato creato nel 2020 e le risorse previste sono effettivamente diventate disponibili in tutti e 21 i sistemi sanitari italiani solo dopo molti mesi. Ora a distanza di cinque anni il fondo deve essere quanto prima incrementato per consentire a tutte le pazienti di avere le medesime opportunità. La medicina di precisione è una realtà consolidata nel tumore mammario dove diagnosi e terapie sono più personalizzate. E’ questo uno dei principali motivi dei grandi successi che abbiamo ottenuto nella gestione di questa neoplasia. Le opportunità di cura e di guarigione aumentano quanto più la diagnosi è precoce e il tumore è in uno stadio iniziale. I farmaci innovativi di ultima generazione agiscono selettivamente su singole mutazioni oppure sono efficaci solo su alcuni sottogruppi di malattia. Tutti gli strumenti a nostra disposizione in grado di rendere più precise le diagnosi sono perciò fondamentali e il loro uso va incentivato e favorito il più possibile”.