Oculistica di Asst Lariana, un sistema operatorio di visualizzazione tridimensionale. Al Sant’Anna nuova certificazione per il trattamento del tumore alla prostata - Espansione Tv
📰 Espansione Tv📅 2026-02-08T14:08:39
nuovo trattamento cancro
Oculistica di Asst Lariana, un sistema operatorio di visualizzazione tridimensionale. Al Sant’Anna nuova certificazione per il trattamento del tumore alla prostata Espansione Tv
Prevenzione tumori, Di Furia: «Stiamo recuperando i ritardi. Screening della mammella e della cervice in crescita. Note dolenti per il colon retto» · ilreggino.it - Il Reggino
📰 Il Reggino📅 2026-02-08T10:00:00
tumore colon
Prevenzione tumori, Di Furia: «Stiamo recuperando i ritardi. Screening della mammella e della cervice in crescita. Note dolenti per il colon retto» · ilreggino.it Il Reggino
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
50.7/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Il 10% rinuncia alla prevenzione, in fuga anche i medici. Allarme mammografie
Il nostro viaggio nella malasanità rossa comincia dalla Puglia, che paga il prezzo di 20 anni di sinistra, da Nichi Vendola (eletto nel 2005 con Rifondazione Comunista ) a Michele Emiliano. Risultato? negli ospedali c’è un problema enorme, le infezioni contratte in sala operatoria e in molti reparti macano gli standard igienici. Non solo, su infarti, ictus e parti, non vengono sempre raggiunti i livelli base della qualità delle cure. E si rischia di morire anche per gli interventi più banali. Gli errori medici sono ancora troppi e inaccettabili. Chi può fugge e va a farsi curare in altre regioni.
Ma e’ democrazia questa? Dove è finito il diritto alla salute ?
Entri in ospedale per dei diverticoli e stai a letto dieci mesi per un'infezione presa in sala operatoria. Ti operano a 40 anni per un'appendicite e muori sotto i ferri. Ti dimettono dal pronto soccorso con un antidolorifico e dopo poche ore i tuoi parenti sono al telefono con le pompe funebri, sbigottiti tra le lacrime. No, tutto questo non è normale. Eppure è quello che accade in Puglia dove, in particolar modo dal 2013, gli errori medici sono all'ordine del giorno.
L'esodo della speranza
Ci sarà pure una spiegazione se chi può va a curarsi fuori regione: la fuga sanitaria riguarda 3.600 pugliesi solo per la riabilitazione post operatoria e costa alle tasche regionali 127 milioni di euro ogni anno. Questa è la cifra per rimborsare le altre Asl che si prendono in carico i pazienti dei cosiddetti "viaggi della speranza". Fortunati quelli che hanno i parenti al Nord o che si possono permettere soggiorni negli alberghi o in appartamenti presi in affitto per brevi periodi al di fuori del confini pugliesi.
La Regione cerca di risolvere questa piaga con investimenti significativi nel bilancio sanitario 2025-2027 (circa 9 miliardi), ma il buco di bilancio resta significativo: 350 milioni. "La Puglia - è la diagnosi dell'istituto Gimbe di Nino Cartabelotta - rientra tra le regioni a saldo negativo rilevante".
Come fermare l'emorragia? "Con Molise e Basilicata abbiamo messo un tetto limite oltre cui le Asl di riferimento non possono più accettare pazienti - spiega Giacomo Conserva, membro leghista della commissione regionale alla sanità - Un accordo del genere servirebbe con tutte le regioni".
Ma quale screening?
C'è un altro elemento che ci aiuta a capire quanto siano profonde le falle della sanità pugliese: oltre a quelli che scappano, ci sono quelli che non si curano. E sono il 10%: rinunciano a prenotare le viste, rinunciano a fare prevenzione. E poi c'è chi viene illuso. Ad esempio le donne che cercano di prevenire il tumore al seno. Nel 2022 il governatore Michele Emiliano aveva annunciato uno screening mammografico esteso alle fasce d'età tra i 45 e i 74 anni. Mai attuato: la prevenzione resta ristretta a chi ha tra i 50 e i 69 anni. Cosa rimane di quella proposta? Nulla, solo un nuovo posto per Emiliano, nominato consulente dal nuovo presidente Decaro. E tante occasioni perse, come denuncia Francesca Rampino in una lettera aperta. Lei, mamma di 49 anni e dottoressa, ha aspettato lo screening annunciato. Nulla è arrivato. Si è mossa privatamente e ha scoperto un tumore che, se avesse dato retta a Emiliano, avrebbe avuto un anno di tempo per crescere prima della diagnosi. "Perché una legge che tutela la salute delle donne - chiede ora, mentre è in cura (e ben seguita) all'ospedale Perrino di Brindisi - non è ancora diventata operativa?".
Medici in fuga
Altra problematica: la professione medica. "Chi va a lavorare in ospedale - ci spiega Coserva - viene definito uno scappato di casa. Da noi significa che fare il medico in reparto non è più la realizzazione di un sogno, chi lo fa deve avere davvero la vocazione perché le difficoltà sono infinite. Per questo tanti concorsi vanno deserti e molti medici si trasferiscono nelle strutture private". E ancora: a Taranto è stato costruito un ospedale per 250 milioni ma non c'è il bando per gli operatori sanitari. Ne servono 1.
300 ma chi ci andrà? Il pronto soccorso di Monopoli-Fasano è stato inaugurato a luglio ma "è zoppo", mancano i medici. Idem per le case di Comunità: sulle 123 previste da qui al 2026 ne è stata attivata solo una (a Mottola), inaugurata lo scorso 24 settembre, ma non c'è personale.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
50.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Sempre più esami con Prevenzione serena. Dalla mammografia allo screening della cervice, il programma è in crescita e funziona, nonostante le difficoltà legate alla cronica mancanza di personale (in particolare di ostetriche), soprattutto a Torino. A provarlo sono i dati delle visite fatte nel 2025. Sul fronte dello screening del tumore alla mammella, si contano 262.800 esami di primo livello, contro i 258.000 del 2024. Di riflesso, cresce il dato relativo agli approfondimenti diagnostici, che passa dal 13.800 a 13.900. E ora la Regione lavora anche sul fronte della sperimentazione di modelli di screening personalizzati: basati non più solo sull’età, ma anche su fattori di rischio legati alla storia clinica e familiare dei singoli individui.
«I dati dimostrano che, pur con molto impegno da parte di tutti gli operatori, riusciamo a raggiungere obiettivi importanti» commenta a Repubblica Livia Giordano, responsabile della Struttura di Epidemiologia e Screening della Città della salute di Torino. «I tempi di attesa per avere i risultati degli esami sono sempre legati al tema delle risorse umane impiegate nel programma», va avanti l’esperta e la situazione appare più ingolfata nel capoluogo rispetto al resto della regione. In ogni caso, Prevenzione serena si conferma «un modello di eccellenza per la tutela della salute pubblica, offrendo percorsi gratuiti, sicuri e basati su solide evidenze scientifiche per la prevenzione e l’individuazione precoce dei tumori della mammella, della cervice uterina e del colon-retto», commentano dall’assessorato alla Sanità. Le lettere inviate nel 2025 sono state, complessivamente, un milione 343 mila, (contro un milione e 292 dell’anno precedente). I due dati, però, non possono essere perfettamente sovrapposti, dal momento che la numerosità delle classi di età dei cittadini invitati è diversa ogni anno e, soprattutto, perché il protocollo di analisi della cervice uterina e quello per il colon retto sono stati modificati.
Per quanto riguarda gli esami eseguiti lo scorso anno, si contano 138.300 screening della cervice di primo livello (erano 165.000 nel 2024) e 225.800 test di ricerca del sangue occulto (contro i 173.000 del ‘24). Sale poi a 13.700 il numero delle colonscopie (12.900 l’anno prima). «Rispetto allo screening del colon dobbiamo fare ancora un grande lavoro sulla partecipazione», commenta Giordano e, accanto agli esami consolidati, la Regione sta lavorando anche allo sviluppo di progetti pilota per la diagnosi precoce di nuovi tumori, come quello polmonare e prostatico. Tra gli obiettivi a medio termine poi c’è quello di rafforzare la prossimità dei servizi e l’omogeneità dell’offerta, «affinché sempre più cittadini possano beneficiare di un diritto fondamentale: la prevenzione», l’auspicio del Grattacielo.
In Calabria il tumore del colon-retto primo per incidenza, l’oncologo Vannelli: «Adesione agli screening al 5%. Serve un cambio passo» · LaC News24 - LaC News24
📰 LaC News24📅 2026-02-07T18:07:21
tumore colon
In Calabria il tumore del colon-retto primo per incidenza, l’oncologo Vannelli: «Adesione agli screening al 5%. Serve un cambio passo» · LaC News24 LaC News24