📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
42.6/100
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C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Reclutavano giovani utilizzando anche i social media, andando a botta sicura: ragazzi con storie complesse alle spalle e grandi difficoltà economiche. Più facilmente manipolabili e ricattabili, insomma. Era il crudele modus operandi di una organizzazione crim…
Il 21enne Seyni era sotto ricatto di una banda criminale gestita da 20enni: : fu rapito e torturato, poi le sevizie sono continuate anche dopo il suo arresto. Si è tolto la vita in carcere
Reclutavano giovani utilizzando anche i social media, andando a botta sicura: ragazzi con storie complesse alle spalle e grandi difficoltà economiche. Più facilmente manipolabili e ricattabili, insomma. Era il crudele modus operandi di una organizzazione criminale francese gestita da ventenni, protagonista anche della rapina choc a casa di Gianluigi Donnarumma nella notte tra il 20 e il 21 luglio 2023 nell’VIII Arrondissement di Parigi, in uno dei quartieri di lusso della capitale francese. In quell’occasione, il portiere italiano ex Psg e la compagna Alessia Elefante furono legati e minacciati mentre i ladri svaligiavano la casa.
L’autista e “palo” del furto messa in atto a casa Donnarumma si chiamava Seyni e un anno fa è morto suicida in carcere a 21 anni, dopo essere arrestato proprio con l’accusa di aver partecipato alla rapina. Le indagini però sono andate avanti e pochi giorni fa il quotidiano francese Le Parisien ha svelato le ragioni del suicidio del giovane, originario di Mantes-la-Jolie. Seyni è stato a sua volta una vittima della banda criminale già menzionata.
Qualche giorno prima della rapina, infatti, il giovane era stato sequestrato e torturato da un’organizzazione criminale con a capo Ilyas K. (20enne soprannominato Ganito) e Khyan M. (21enne chiamato anche Kiki). I due hanno costretto il giovane Seyni, che aveva contratto un debito per l’acquisto di una moto, a partecipare alla rapina per coprire così la somma economica. Ma anche il furto non è bastato per liberarlo dai suoi aguzzini, che poi hanno continuano a esercitare intimidazioni e violenza anche da dietro le sbarre, dove erano finiti per altre rapine.
Così facevano anche con altri ragazzi reclutati nella banda, che per uscire da quel tunnel spesso si suicidavano. Le pressioni fisiche e psicologiche erano fortissime: la banda lo faceva per evitare che i soggetti in questioni potessero alzare la testa, chiedere di più o peggio ancora spifferare o rivelare tutto. Quando Seyni è finito in carcere, di fatto si è ritrovato in balia dei suoi aguzzini, che lo hanno torturato e minacciato. Fino al suicidio nel 2024: Seyni è stato infatti trovato morto dietro le sbarre. Così le indagini sulla rapina in casa Donnarumma hanno preso una strada diversa, fino a svelare il terribile modus operandi di questa banda criminale di 20enni.
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Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?1
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
34.8/100
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D
Valutazione
❌
Criteri Critici
Sarebbe stato violentato fuori dalla scuola da un gruppo di ragazzini che frequentano il suo stesso istituto. La vittima, secondo quanto riporta Repubblica Palermo, è un bambino di 11 anni. L’episodio sarebbe avvenuto nei giorni scorsi in una paese delle Mado…
L'episodio sarebbe avvenuto nei giorni scorsi in una paese delle Madonie, in provincia di Palermo. A denunciare la vicenda sono stati i genitori
Sarebbe stato violentato fuori dalla scuola da un gruppo di ragazzini che frequentano il suo stesso istituto. La vittima, secondo quanto riporta Repubblica Palermo, è un bambino di 11 anni. L’episodio sarebbe avvenuto nei giorni scorsi in una paese delle Madonie, in provincia di Palermo.
A denunciare la vicenda sono stati i genitori dell’11enne. Il bambino, tornato da scuola, aveva segni di violenza e si è confidato con la madre che lo ha portato al pronto soccorso dell’ospedale di Termini Imerese. I medici hanno messo in atto i protocolli per le vittime di violenza sessuale: le visite e gli esami avrebbero confermato la presenza di lesioni compatibili con gli abusi.
La Procura per i minorenni di Palermo indaga per ricostruire l’accaduto e ascolterà la vittima alla presenza di uno psicologo. La polizia giudiziaria ha subito iniziato ad acquisire una serie di riscontri alla denuncia dei genitori. Si lavora anche per identificare i componenti del branco: alcuni sarebbero qualche anno più grandi della vittima.
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Criteri Critici
La radiologia interventistica è il quarto pilastro per la cura dei tumori, con chemioterapia, chirurgia e radioterapia, capace di integrare tecnologia avanzata, precisione terapeutica e attenzione alla qualità di vita...
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La radiologia interventistica è il quarto pilastro per la cura dei tumori, con chemioterapia, chirurgia e radioterapia, capace di integrare tecnologia avanzata, precisione terapeutica e attenzione alla qualità di vita del paziente. In alcune neoplasie è ormai una pratica diffusa con ottimi risultati riconosciuti anche a livello internazionale. La conferma viene dal congresso ICIO – Italian Conference on Interventional Oncology- appena concluso a Milano con esperti da tutto il mondo riuniti per confrontarsi sulle più recenti innovazioni. “Questo convegno è importante soprattutto per i pazienti, – spiega Gianpaolo Carrafiello, presidente di ICIO, direttore di Radiologia del Policlinico di Milano e professore dell’Università di Milano – riunire esperti di radiologia interventistica da tutto il mondo ci permette di condividere le conoscenze più attuali e di guardare al futuro, mantenendo sempre il paziente al centro. Oggi possiamo affermare con certezza che i tumori si possono trattare anche con la radiologia interventistica”.
I sistema di ablazione per la cura del tumore
Esistono tanti sistemi di ablazione, apparecchiature che permettono di “bruciare” il tumore con il caldo (e anche con il freddo), ma anche trattamenti ablativi non termici che hanno il vantaggio di distruggere solo le cellule tumorali. “Si tratta - aggiunge - di una terapia molto mirata, molto focalizzata, che evita potenziali complicanze maggiori e ci consente di ottenere risultati che oggi in alcune neoplasie sono sovrapponibili alla chirurgia stessa, in particolare nel trattamento dei tumori epatici, polmone, rene, pancreas. Oggi il nostro intervento non va visto come isolato ma all’interno di un percorso e di una valutazione multidisciplinare. Queste tecniche garantiscono non solo un’azione lesiva nei confronti delle cellule tumorali ma favoriscono anche un aumento dell’azione della chemioterapia e dell’immunoterapia. È importante aumentare il livello di conoscenza della radiologia interventistica contro i tumori e favorire una maggiore condivisione con gli altri clinici”.
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“L’idea di ICIO, nata alcuni anni fa dalla collaborazione con il prof. Carrafiello, è quella di fare il punto sulle nuove procedure e su ciò che oggi è consolidato nella radiologia interventistica – sottolinea Luca Brunese, presidente eletto SIRM e co-presidente del congresso -. Non un confronto solo tra radiologi italiani, ma un dialogo aperto con colleghi provenienti da tutto il mondo. È un’occasione importante per valorizzare la scuola interventistica italiana e per mostrare ai tanti giovani presenti quale livello di eccellenza sia possibile raggiungere”.
Trasformare la tecnologia in opportunità terapeutiche
“È importante condividere culture scientifiche e percorsi clinici integrati – afferma Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale SIRM e direttore del Dipartimento Immagini Asl3 di Genova – questa è la forza della radiologia interventistica oncologica moderna: trasformare la tecnologia in cura, l’immagine in risposta clinica e le procedure in opportunità terapeutiche condivise con tutti gli specialisti coinvolti nel percorso del paziente oncologico”.
“La radiologia interventistica è una delle punte più avanzate della medicina moderna e ha davanti a sé un grande futuro nella gestione di molte patologie, dal cancro ad altre condizioni complesse – conclude Francesco Blasi, Preside della Facoltà di Medicina e prorettore dell’Università degli Studi di Milano – dal punto di vista accademico è particolarmente significativo vedere la grande partecipazione dei giovani: un segnale forte dell’interesse e del potenziale di crescita di questa disciplina”.
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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48.5/100
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Criteri Critici
Scoperto un possibile nuovo bersaglio terapeutico per la cura del carcinoma del colon-retto da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova, coordinato dalla professoressa Gaia Codolo. (ANSA)
Car-T per il mieloma: al San Bortolo il primo trattamento in Veneto. Prospettive di lunga remissione e migliore qualità di vita. - Azienda ULSS 8 Berica
📰 Azienda ULSS 8 Berica📅 2025-12-19T10:23:00
leucemia
Car-T per il mieloma: al San Bortolo il primo trattamento in Veneto. Prospettive di lunga remissione e migliore qualità di vita. Azienda ULSS 8 Berica