Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
50.0/100
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✅
Criteri Critici
Luce contro il cancro: la sonda multifunzione che trasforma il calore in terapia e misura i risultati in tempo reale insalutenews.it
diinsalutenews.it· Pubblicato5 Maggio 2026· Aggiornato5 Maggio 2026 Da una collaborazione Italia-Cina nasce un’innovativa sonda teranostica multifunzionale a fibra ottica per il trattamento di tumori solidi all’interno dell’organismo. Il risultato, coordinato per l’Italia dal Cnr-Ifac, è pubblicato sulla rivista Light: Science & Applications Roma, 5 maggio 2026 – Una collaborazione di ricerca italo-cinese che ha coinvolto, per il nostro Paese, l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Sesto Fiorentino (Cnr-Ifac), ha portato allo sviluppo di una innovativa sonda teranostica a fibra ottica per il trattamento di tumori solidi direttamente all’interno dell’organismo. Il risultato, ottenuto in collaborazione con varie strutture della Jinan University di Guangzhou (Cina), è descritto sulla rivistaLight: Science & Applications: lo strumento combina una singola fibra ottica ed agenti fototermici in modo innovativo e sinergico, proponendo un nuovo approccio minimamente invasivo e personalizzabile per il trattamento di tali patologie. L’integrazione delle diverse funzionalità è stata realizzata “fissando” sulla superficie conica della fibra ottica un indicatore di pH, un indicatore di temperatura e un agente fototermico con bande di eccitazione non sovrapposte. “Il carattere innovativo della sonda è dato dal fatto che siamo riusciti a integrare in un unico dispositivo fotonico più funzioni sfruttando le diverse lunghezze d’onda della luce – spiega Francesco Chiavaioli (Cnr-Ifac), coordinatore italiano della ricerca – In pratica, la sonda è in grado, prima del trattamento, di identificare i bordi del tumore rilevando le variazioni di pH: poi, durante la terapia, l’agente fototermico converte l’energia ottica in calore per distruggere le cellule tumorali e misura contemporaneamente la temperatura per controllare il trattamento; mentre nella fase di post-terapia, ne valuta rapidamente l’efficacia, monitorando in tempo reale l’inversione del pH acido nel microambiente tumorale”. La sonda consente una terapia fototermica tumorale “closed-loop” in grado di superare gli attuali limiti di profondità di penetrazione della luce e la tossicità sistemica dei nanomateriali, riducendo anche in maniera drastica procedure invasive ripetute, con conseguenti incisioni più ampie, e la mancanza di feedback terapeutico in tempo reale. “Gli esperimenti condotti su animali confermano l’eccellente efficacia terapeutica dell’approccio proposto e l’elevata biocompatibilità della sonda”, aggiunge il ricercatore. La ricerca apre nuove prospettive per piattaforme teranostiche multifunzionali basate su fibre ottiche, offrendo notevoli potenzialità sia per la pratica clinica che per l’esplorazione di nuovi meccanismi d’azione.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
60.4/100
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Criteri Critici
Estetica oncologica, la nuova norma UNI 12013 riconosce competenze e ruolo dello specialista SEO Confartigianato Imprese
Notizie Estetica oncologica, la nuova norma UNI 12013 riconosce competenze e ruolo dello specialista SEO
Parte dalla UNI/PdR 130, pubblicata nel 2022, la norma che stabilisce i requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità per lo specialista in estetica oncologica (SEO).
La definizione di questo profilo rappresenta una pietra miliare e un importante riferimento per gli estetisti che operano nel quadro delle pratiche di supporto alle terapie oncologiche, sempre più efficaci e mirate, ma che spesso danno ancora luogo a effetti collaterali cutanei molto importanti, con notevoli ripercussioni sulla qualità di vita, le relazioni sociali, lo stato d’animo delle persone in terapia e un possibile impatto sul decorso terapeutico stesso.
Le terapie oncologiche, infatti, causano danni importanti a pelle, unghie e altri annessi cutanei e il trattamento di questi effetti secondari, spesso invalidanti, condiziona la qualità di vita della persona in terapia oncologica. Il trattamento della pelle di una persona in terapia oncologica non può essere lasciato all’esperienza e all’improvvisazione ma è indispensabile attenersi a protocolli estetici clinicamente testati e validati.
Il percorso che ha portato dapprima alla Prassi di Riferimento ed oggi alla Norma ha visto l’impegno convinto e costante di Confartigianato nel GL016 “Servizi e centri di estetica professionali” all’interno della UNI/CT 040 Servizi, con l’intento di fornire un aiuto concreto alle persone che stanno affrontando la patologia oncologica ed ematologica, nella consapevolezza che la qualità di vita e il benessere siano fattori fondamentali e complementari alle terapie farmacologiche.
La norma si inserisce nel quadro europeo delle qualifiche (EQF) e contribuisce a rendere più trasparente e omogeneo il riconoscimento delle competenze professionali, favorendo anche la mobilità e la valorizzazione della figura del SEO a livello nazionale e internazionale.
A testimonianza dell’importanza di questa figura professionale, il profilo dello specialista in estetica oncologica è stato inserito nel DDL 1619 attualmente all’esame del Senato. Confartigianato Benessere continuerà ad impegnarsi per stimolare la sensibilità rispetto a questo delicato tema e a promuovere la formazione qualificata a beneficio dei soggetti che affrontano i disagi derivanti dalla terapia oncologica.
Per saperne di più, clicca qui
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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Criteri Critici
Tumori, svolta dalla fibra ottica: la sonda “intelligente” che individua e cura il cancro Il Messaggero
martedì 5 maggio 2026, 12:26
Una collaborazione di ricerca tra Italia e Cina ha portato allo sviluppo di una innovativa sonda teranostica a fibra ottica, progettata per intervenire direttamente all’interno dell’organismo nel trattamento dei tumori solidi.
Un nuovo approccio minimamente invasivo
L’iniziativa coinvolge l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Sesto Fiorentino (Cnr-Ifac) e diverse strutture della Jinan University di Guangzhou. I risultati, pubblicati sulla rivista Light: Science & Applications, illustrano come questa sonda combini una singola fibra ottica con agenti fototermici in modo innovativo e sinergico. Il dispositivo promette un approccio minimamente invasivo e personalizzabile per il trattamento delle patologie tumorali.
L’integrazione tecnologica è stata ottenuta fissando sulla superficie conica della fibra ottica un indicatore di pH, un indicatore di temperatura e un agente fototermico, ciascuno caratterizzato da bande di eccitazione distinte e non sovrapposte.
Lo studio
Funzionalità della sonda
«Il carattere innovativo della sonda è dato dal fatto che siamo riusciti a integrare in un unico dispositivo fotonico più funzioni sfruttando le diverse lunghezze d’onda della luce», spiega Francesco Chiavaioli (Cnr-Ifac), coordinatore italiano. La sonda identifica i bordi del tumore rilevando il pH prima del trattamento. Durante la terapia, l’agente fototermico converte l’energia ottica in calore, distruggendo le cellule tumorali e misurando la temperatura per un controllo sicuro. Nella fase post-terapia, la sonda valuta rapidamente l’efficacia monitorando le variazioni del pH nel microambiente tumorale in tempo reale.
Vantaggi rispetto ai metodi tradizionali
Questa tecnologia permette una terapia fototermica tumorale closed-loop capace di superare i limiti attuali nella penetrazione della luce e nella tossicità sistemica dei nanomateriali. Riduce in modo significativo la necessità di procedure invasive ripetute, le incisioni ampie e la mancanza di feedback terapeutico immediato.
«Gli esperimenti condotti su animali confermano l’eccellente efficacia terapeutica dell’approccio proposto e l’elevata biocompatibilità della sonda», aggiunge Chiavaioli.
Questa ricerca apre nuove prospettive per piattaforme teranostiche multifunzionali basate su fibre ottiche, offrendo potenzialità significative per la pratica clinica e per l’esplorazione di nuovi meccanismi d’azione.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
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Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
49.3/100
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✅
Criteri Critici
Tumori, svolta fibra ottica: sonda intelligente individua e cura il cancro VIDEO Il Gazzettino
Una collaborazione di ricerca tra Italia e Cina ha portato allo sviluppo di una innovativa sonda teranostica a fibra ottica, progettata per intervenire direttamente all’interno dell’organismo nel trattamento dei tumori solidi.
Un nuovo approccio minimamente invasivo
L’iniziativa coinvolge l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Sesto Fiorentino (Cnr-Ifac) e diverse strutture della Jinan University di Guangzhou. I risultati, pubblicati sulla rivista Light: Science & Applications, illustrano come questa sonda combini una singola fibra ottica con agenti fototermici in modo innovativo e sinergico.
Il dispositivo promette un approccio minimamente invasivo e personalizzabile per il trattamento delle patologie tumorali.
L’integrazione tecnologica è stata ottenuta fissando sulla superficie conica della fibra ottica un indicatore di pH, un indicatore di temperatura e un agente fototermico, ciascuno caratterizzato da bande di eccitazione distinte e non sovrapposte.
Lo studio
Funzionalità della sonda
«Il carattere innovativo della sonda è dato dal fatto che siamo riusciti a integrare in un unico dispositivo fotonico più funzioni sfruttando le diverse lunghezze d’onda della luce», spiega Francesco Chiavaioli (Cnr-Ifac), coordinatore italiano. La sonda identifica i bordi del tumore rilevando il pH prima del trattamento. Durante la terapia, l’agente fototermico converte l’energia ottica in calore, distruggendo le cellule tumorali e misurando la temperatura per un controllo sicuro. Nella fase post-terapia, la sonda valuta rapidamente l’efficacia monitorando le variazioni del pH nel microambiente tumorale in tempo reale.
Vantaggi rispetto ai metodi tradizionali
Questa tecnologia permette una terapia fototermica tumorale closed-loop capace di superare i limiti attuali nella penetrazione della luce e nella tossicità sistemica dei nanomateriali. Riduce in modo significativo la necessità di procedure invasive ripetute, le incisioni ampie e la mancanza di feedback terapeutico immediato.
«Gli esperimenti condotti su animali confermano l’eccellente efficacia terapeutica dell’approccio proposto e l’elevata biocompatibilità della sonda», aggiunge Chiavaioli.
Questa ricerca apre nuove prospettive per piattaforme teranostiche multifunzionali basate su fibre ottiche, offrendo potenzialità significative per la pratica clinica e per l’esplorazione di nuovi meccanismi d’azione.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
44.8/100
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C
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❌
Criteri Critici
Tumore al seno, “lo screening andrebbe anticipato ai 45 anni” RSI Radiotelevisione svizzera
L’età per accedere ai programmi di screening del tumore al seno in Svizzera andrebbe anticipata dai 50 ai 45 anni. La richiesta arriva da tre società di medicina sanitaria che citano nuovi dati scientifici e l’aumento dei casi tra le donne più giovani. A sostenere la proposta sono la Società Svizzera di Radiologia, la Società Svizzera di Ginecologia e Ostetricia e la Società Svizzera di Senologia. In un comunicato congiunto, le tre organizzazioni sottolineano che iniziare lo screening mammografico prima consente una diagnosi più precoce, riduce la necessità di trattamenti costosi e prolungati e migliora la qualità di vita delle pazienti. La consulenza 06.03.2026, 13:00 Contenuto audio La raccomandazione si basa anche su uno studio recente secondo cui mammografie regolari a partire dai 40 anni potrebbero ridurre il tasso di mortalità per tumore al seno di circa il 25%. Nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 49 anni, questa patologia rappresenta inoltre la seconda causa di decesso tra le donne. Attualmente 16 cantoni, fra cui Ticino e Grigioni, dispongono di programmi di screening gratuito a partire dai 50 anni. In altri quattro cantoni un programma è in fase di pianificazione, mentre cinque non lo prevedono. Un eventuale abbassamento dell’età di accesso porterebbe la Svizzera ad allinearsi a Paesi come Germania, Austria e Svezia, dove lo screening mammografico è già raccomandato o praticato con successo anche sotto i cinquant’anni. Radiogiornale delle 12.30 del 05.05.2026 Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti https://whatsapp.com/channel/0029Vat6p4zL2ATyO8IRFJ2C
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
40.0/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Terapia genica: primo passo sperimentale contro la sindrome di Down Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi
Roma, 5 maggio 2026 (Agenbio) – Un lavoro pubblicato su PNAS descrive un nuovo approccio CRISPR per inserire il gene XIST nella copia extra del cromosoma 21 e ridurne l’attività nelle cellule con trisomia 21. Il gruppo guidato da Volney Sheen al Beth Israel Deaconess Medical Center ha sviluppato una versione modificata di CRISPR/Cas9 che aumenta in modo marcato efficienza e specificità dell’integrazione rispetto ai tentativi precedenti. Nei modelli cellulari derivati da sindrome di Down, l’inserimento di XIST ha corretto almeno in parte lo squilibrio trascrizionale prodotto dalla terza copia del cromosoma 21; secondo i rilanci, gli esperimenti hanno coinvolto anche modelli murini. Il risultato non equivale a una terapia disponibile, ma rappresenta un avanzamento tecnico importante in un filone che punta a silenziare il cromosoma in eccesso invece di correggere singoli geni. La fase resta comunque sperimentale e lontana dall’applicazione clinica. (Agenbio) Claudio De Rosa 12:00
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
59.3/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Spedali Civili, donato un nuovo casco refrigerante: un aiuto concreto per le pazienti della Breast Unit Radio Bruno - Brescia
UN NUOVO CASCO REFRIGERANTE DONATO DA ESA ALLE PAZIENTI DELLA BREAST UNIT DEGLI SPEDALI CIVILI
La Breast Unit degli Spedali Civili di Brescia, grazie alla generosa donazione di ESA – Educazione alla Salute Attiva, si è recentemente dotata di un nuovo casco refrigerante. Si tratta di un dispositivo medico per la prevenzione dell’alopecia indotta da chemioterapia. Un aiuto importantissimo per le donne che si trovano ad affrontare un percorso di cura non sempre facile, anche dal punto di vista psicologico. La perdita dei capelli non è solo un problema estetico, ma anche sociale. Senza capelli molte donne sentono di non riuscire a tenere per sé un lato intimo della malattia e del percorso di cura. In un anno sono circa 70 le signore che hanno utilizzato il casco.
Le caratteristiche e le funzionalità del dispositivo sono state illustrate quest’oggi alla presenza del Direttore Generale della ASST Spedali Civili di Brescia Luigi Cajazzo, della presidente di Esa Nini Ferrari, della Responsabile della Breast Unit Rebecca Pedersini, del Direttore della SC Oncologia Medica Alfredo Berruti e del personale sanitario coinvolto nel progetto.
Si tratta di una tecnologia avanzata, composta da un sistema di raffreddamento del cuoio capelluto, ideata per la prevenzione dell’alopecia delle persone sottoposte a terapia oncologica e dotata di un casco da applicare alla testa del paziente. Il sistema è costituito da un’unità di refrigerazione compatta, contenente un liquido refrigerante che viene fatto circolare attraverso capsule di raffreddamento appositamente progettate.
La Breast Unit della ASST Spedali Civili di Brescia rappresenta un punto di riferimento per la prevenzione, la diagnosi e la cura del tumore della mammella. Garantisce tempi di intervento rapidi, personale dedicato e qualificato, un approccio personalizzato e multidisciplinare. Nel 2025 sono stati effettuati oltre 476 interventi chirurgici per tumore maligno, 640 prime visite oncologiche, 1193 valutazioni mutidisciplinari. Sono 3.000 le pazienti attualmente in fase di follow up. Questi numeri testimoniano l’impegno costante verso la salute delle donne.
L’Associazione ESA – Educazione Salute Attiva rappresenta un sostegno prezioso per la Breast Unit degli Spedali Civili di Brescia e per le donne affette da carcinoma mammario. Grazie al costante impegno dei volontari e dei sostenitori, ESA affianca la Breast Unit in numerosi progetti dedicati al benessere fisico e psicologico delle pazienti:
• Progetto Familiarità, che favorisce l’accesso alle indagini diagnostiche per le donne giovani sotto i 45 anni con familiarità, non incluse nei programmi di screening.
• Donazione di sistemi di raffreddamento del cuoio capelluto per la prevenzione dell’alopecia indotta dai trattamenti chemioterapici.
• Progetto “Bella in ospedale”, che offre alle pazienti il supporto di un’estetista professionista per aiutarle a valorizzarsi anche durante la terapia
• Attività di supporto durante il follow-up, con corsi di yoga, fotografia e acquarello, per favorire il benessere psicologico.
• Partecipazione al progetto sulla realtà virtuale nella gestione dell’ansia grazie a visori donati da ESA
• Donazione di strumenti fondamentale per migliorare la qualità e la tempestività delle diagnosi.
• Sostegno alla dietista della Breast Unit.
• Iniziative di prevenzione sul territorio
L’impegno dell’associazione, recentemente arricchito anche dal progetto “Cucina Sana: il primo passo per la prevenzione”, testimonia come la collaborazione tra istituzioni sanitarie e realtà del volontariato possa fare la differenza nella qualità dell’assistenza e nella vita delle pazienti.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
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50.0/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Bayer: AIFA approva rimborsabilità di darolutamide più terapia di deprivazione androgenica nel tumore della prostata Daily Health Industry
L’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità di darolutamide, inibitore orale del recettore degli androgeni di nuova generazione, più terapia di deprivazione androgenica per il trattamento dei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico.
Nel 2024 l’AIFA aveva già approvato la rimborsabilità di darolutamide più terapia di deprivazione androgenica in associazione alla chemioterapia con docetaxel nel trattamento di questa patologia.
“La nuova approvazione da parte di AIFA estende l’utilizzo di darolutamide a un gruppo più vasto di pazienti – spiega Luigi Formisano, membro del Direttivo Nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Professore di Oncologia Medica all’Università degli Studi di Napoli Federico II – Grazie alla nuova indicazione, infatti, darolutamide è l’unico inibitore del recettore degli androgeni approvato da AIFA che consente di personalizzare il trattamento, con o senza la chemioterapia, per soddisfare le necessità di ogni paziente e migliorare i risultati clinici. La combinazione di darolutamide con la sola terapia di deprivazione androgenica prolunga la sopravvivenza libera da progressione di malattia e salvaguarda la qualità di vita, aspetti molto importanti per i pazienti con neoplasia in fase metastatica”.
“La nuova approvazione di AIFA rappresenta la terza indicazione per darolutamide, che diventa così una terapia disponibile per i vari stadi del carcinoma della prostata e sottolinea il nostro impegno nell’innovazione – sottolinea Marius Moscovici, Medical Lead Oncology, Bayer Italia – Il nostro obiettivo è sviluppare terapie innovative che si differenzino dalle opzioni di cura disponibili e che rispondano a bisogni insoddisfatti, migliorando così le risposte cliniche e mantenendo la qualità di vita dei pazienti nei diversi stadi del tumore della prostata. Tutto questo si traduce anche in un beneficio per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
58.5/100
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B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Brescia, alla Breast Unit del Civile un casco refrigerante per prevenzione alopecia QuiBrescia
Brescia. La Breast Unit degli Spedali Civili di Brescia, grazie alla donazione di ESA – Educazione alla Salute Attiva, si è recentemente dotata di un nuovo casco refrigerante. Si tratta di un dispositivo medico per la prevenzione dell’alopecia indotta da chemioterapia. Un aiuto importantissimo per le donne che si trovano ad affrontare un percorso di cura non sempre facile, anche dal punto di vista psicologico. La perdita dei capelli non è solo un problema estetico, ma anche sociale. Senza capelli molte donne sentono di non riuscire a tenere per sé un lato intimo della malattia e del percorso di cura. In un anno sono circa 70 le signore che hanno utilizzato il casco.
Le caratteristiche e le funzionalità del dispositivo sono state illustrate alla presenza del direttore generale della Asst Spedali Civili di Brescia Luigi Cajazzo, della presidente di Esa Nini Ferrari, della responsabile della Breast Unit Rebecca Pedersini, del direttore della SC Oncologia Medica Alfredo Berruti e del personale sanitario coinvolto nel progetto.
Si tratta di una tecnologia avanzata, composta da un sistema di raffreddamento del cuoio capelluto, ideata per la prevenzione dell’alopecia delle persone sottoposte a terapia oncologica e dotata di un casco da applicare alla testa del paziente. Il sistema è costituito da un’unità di refrigerazione compatta, contenente un liquido refrigerante che viene fatto circolare attraverso capsule di raffreddamento appositamente progettate.
La Breast Unit della Asst Spedali Civili di Brescia rappresenta un punto di riferimento per la prevenzione, la diagnosi e la cura del tumore della mammella. Garantisce tempi di intervento rapidi, personale dedicato e qualificato, un approccio personalizzato e multidisciplinare.
Nel 2025 sono stati effettuati oltre 476 interventi chirurgici per tumore maligno, 640 prime visite oncologiche, 1193 valutazioni mutidisciplinari. Sono 3.000 le pazienti attualmente in fase di follow up. Questi numeri testimoniano l’impegno costante verso la salute delle donne.
L’Associazione ESA – Educazione Salute Attiva rappresenta un sostegno prezioso per la Breast Unit degli Spedali Civili di Brescia e per le donne affette da carcinoma mammario. Grazie al costante impegno dei volontari e dei sostenitori, ESA affianca la Breast Unit in numerosi progetti dedicati al benessere fisico e psicologico delle pazienti: progetto Familiarità, che favorisce l’accesso alle indagini diagnostiche per le donne giovani sotto i 45 anni con familiarità, non incluse nei programmi di screening; donazione di sistemi di raffreddamento del cuoio capelluto per la prevenzione dell’alopecia indotta dai trattamenti chemioterapici; progetto “Bella in ospedale”, che offre alle pazienti il supporto di un’estetista professionista per aiutarle a valorizzarsi anche durante la terapia; attività di supporto durante il follow-up, con corsi di yoga, fotografia e acquarello, per favorire il benessere psicologico; partecipazione al progetto sulla realtà virtuale nella gestione dell’ansia grazie a visori donati da ESA; donazione di strumenti fondamentale per migliorare la qualità e la tempestività delle diagnosi; sostegno alla dietista della Breast Unit; iniziative di prevenzione sul territorio.
L’impegno dell’associazione, recentemente arricchito anche dal progetto “Cucina Sana: il primo passo per la prevenzione”, testimonia come la collaborazione tra istituzioni sanitarie e realtà del volontariato possa fare la differenza nella qualità dell’assistenza e nella vita delle pazienti.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
52.6/100
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Criteri Critici
Colonscopia virtuale e Intelligenza artificiale, ecco la nuova frontiera dello screening QdS
La Colon Tac si è evoluta nel corso degli anni e grazie alla Ia ha raggiunto una precisione di diagnosi che si attesta al 95% come ha sottolineato il professore Luca Maria Sconfienza
La Colon Tac è uno degli esempi più lampanti della diagnostica moderna. Conosciuta anche come colonscopia virtuale, è una indagine radiologica avanzata che permette di esplorare l’interno del colon senza introdurre sonde endoscopiche lungo il tratto intestinale. Insomma, un esame non invasivo che si avvale della Intelligenza artificiale per essere quanto più precisa possibile. Un esame che nel corso degli anni ha avuto una sua evoluzione e miglioramenti in termini di precisione.
Il professore Luca Maria Sconfienza, responsabile di radiologia diagnostica all’Irccs Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano, ha illustrato le particolarità dell’esame diagnostico alla Gazzetta dello Sport.
Metodica consolidata, accelerazione recente
La colonscopia virtuale non è una novità in senso assoluto. Già da anni se ne parlava e si realizzavano. Tuttavia, di recente ha subito una trasformazione profonda. A imprimere un’accelerazione è stata l’intelligenza artificiale che ha aggiunto più efficacia al potere diagnostico.
“Questa metodica è in circolazione da una ventina d’anni – ha spiegato Sconfienza – ma ultimamente, anche con l’aiuto di nuovi software di intelligenza artificiale, ha migliorato moltissimo le sue performance diagnostiche. Possiamo parlare di un vero salto in avanti per quello che riguarda la diagnostica del colon, in tutti i suoi aspetti”.
Poca invasività, molta precisione
Il principio alla base dell’esame è semplice quanto efficace: attraverso l’inserimento di una sottilissima sonda nel retto, vengono insufflati circa due litri di anidride carbonica, un gas che distende il colon in modo completo e uniforme.
“Con la colonoscopia normale è necessario introdurre un endoscopio lungo all’interno del retto del paziente per esplorarlo completamente – ha precisato il professore – con la colonoscopia virtuale, invece, usiamo un tubicino molto sottile e gonfiamo l’intestino con anidride carbonica. Questo ci permette di vedere anche quelle aree che, normalmente schiacciate, non sarebbero altrimenti visibili”.
Il gas scelto non è casuale: l’anidride carbonica è altamente solubile e viene riassorbita dall’organismo in circa mezz’ora, rendendo il disagio post-esame minimo e transitorio. La scansione Tac viene eseguita in due o tre posizioni ” sdraiati sulla schiena, sulla pancia, talvolta su un fianco” e l’intero esame si conclude in pochi minuti, senza necessità di sedazione né di lunghi tempi di recupero ospedaliero.
La preparazione: niente purghe, ma una “pittura” digitale
Uno degli ostacoli psicologici più comuni alla prevenzione intestinale è la preparazione. Nella colon Tac, questo processo è radicalmente semplificato. Nei giorni precedenti l’esame è sufficiente ridurre l’apporto di fibre mentre il vero salto qualitativo arriva dal protocollo farmacologico: un agente di contrasto orale che, mescolandosi ai residui fecali, li “colora” rendendoli immediatamente distinguibili da eventuali lesioni o polipi.
“Questo consente al radiologo di analizzare con assoluta certezza ogni millimetro della parete intestinale – ha sottolineato Sconfienza – senza sottoporre il paziente a una preparazione aggressiva.
Oltre il 95% di accuratezza grazie all’intelligenza artificiale
Il contributo dell’IA non è un dettaglio marginale. Sono oggi disponibili sistemi di diagnostica automatica e semi-automatica capaci di riconoscere, in modo quasi autonomo, la presenza di lesioni lungo la parete del colon con un grado di certezza molto elevato.
“Siamo stabilmente sopra il 95% di accuratezza – ha affermato Sconfienza – riusciamo a riconoscere la grande maggioranza delle lesioni, compresi i polipi di piccole dimensioni e le formazioni con potenziale maligno”.
Predire il rischio dall’immagine senza istologia grazie agli algoritmi
C’è però un limite strutturale che la colonscopia virtuale, per sua natura, non può superare: non essendo un esame operativo, non consente di prelevare campioni di tessuto per l’analisi istologica, operazione invece possibile con la colonoscopia tradizionale.
È proprio su questo terreno che si gioca la prossima partita. “Ci sono algoritmi che stanno lavorando per fare una predizione del rischio di malignità di una lesione semplicemente sull’immagine – ha spiegato il professore – sarà possibile valutare, già in fase di visualizzazione, quanto quella lesione sia potenzialmente maligna o benigna e quale potrebbe essere la sua evoluzione futura”.
Un cambio di paradigma che trasformerebbe la colonscopia virtuale da strumento di screening a vera piattaforma di stratificazione del rischio: non più soltanto “c’è qualcosa”, ma “quanto è pericoloso e come si evolverà”. La prevenzione continua ad avanzare, diventando sempre più predizione.
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Il melanoma in Italia è in crescita. Oltre alla crema solare, c'è un qualcosa di inaspettato che risulta fondamentale per una prevenzione efficace.Il melanoma colpisce circa 15.000 italiani ogni anno, con numeri raddoppiati nell'ultimo ventennio. Quasi 9 casi…
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
49.3/100
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Criteri Critici
Aifa approva immunoterapia sottocute per tumori: somministrazione rapida e efficace. V-news.it
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Approvazione storica per l’immunoterapia
L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha recentemente dato il via libera a una nuova formulazione sottocutanea di nivolumab, un farmaco immuno-oncologico che rappresenta una svolta significativa nel trattamento di vari tumori solidi. Questa nuova modalità di somministrazione consente ai pazienti di ricevere il trattamento in pochi minuti, rendendo il processo non solo più veloce, ma anche meno invasivo rispetto all’infusione endovenosa tradizionale. La notizia è stata presentata da Bristol Myers Squibb durante un incontro tenutosi a Roma, dedicato alle ultime innovazioni nel campo dell’immuno-oncologia.
Nuove indicazioni terapeutiche
Oltre alla nuova via di somministrazione, l’approvazione comprende anche tre ulteriori indicazioni per l’uso di nivolumab. Il farmaco sarà ora disponibile in associazione a ipilimumab per il trattamento di prima linea nel carcinoma del colon-retto metastatico con deficit di riparazione del mismatch o elevata instabilità dei microsatelliti (dMMR/MSI-H). Questa combinazione offre ai pazienti una speranza concreta, specialmente per quelli che non hanno risposto ad altre terapie. Inoltre, nivolumab sarà impiegato in associazione alla chemioterapia per il carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico e come monoterapia nel trattamento adiuvante del carcinoma uroteliale muscolo-invasivo.
Impatto sui pazienti oncologici
La nuova formulazione di nivolumab potrebbe avere un impatto significativo sulla vita dei pazienti oncologici. La somministrazione sottocutanea non solo semplifica il trattamento, ma potrebbe anche migliorare l’aderenza terapeutica, riducendo il tempo di permanenza in ospedale e liberando risorse sanitarie. Inoltre, questa modalità di somministrazione rende più accessibile il trattamento per coloro che vivono in aree remote o che hanno difficoltà a raggiungere le strutture sanitarie. Gli specialisti ritengono che questa innovazione possa rappresentare un passo avanti nella lotta contro il cancro, rendendo le terapie più pratiche e disponibili per un numero maggiore di pazienti.
Verso un futuro di speranza
Con l’approvazione della nuova formulazione sottocutanea di nivolumab e le nuove indicazioni terapeutiche, l’Aifa segna un importante passo avanti nel campo dell’immuno-oncologia. I ricercatori e i medici sono ottimisti riguardo a queste nuove opportunità terapeutiche, che potrebbero cambiare radicalmente la gestione di alcuni tumori solidi. L’innovazione continua nella ricerca e nello sviluppo di trattamenti oncologici porta con sé la speranza di un futuro in cui il cancro diventi sempre più gestibile e curabile, migliorando la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie.
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Criteri Critici
Ecco come fa il tumore al pancreas a resistere alle terapie Pazienti.it
Data articolo – 05 Maggio, 2026 Negli ultimi anni, laricerca sultumore al pancreasha compiutopassi avanti significativi, soprattutto grazie allo sviluppo difarmaci mirati contro specifiche mutazionigenetiche. Tra queste, una delle più studiate è quella delgene KRAS, presente nella maggior parte dei casi diadenocarcinomapancreatico. Tuttavia, nonostante l’entusiasmo iniziale,i risultati clinici restano limitati. Il motivo? La capacità del tumore diadattarsi e diventare resistente. Un recentestudiopubblicato suProceedings of the National Academy of Sciencescerca di entrare maggiormente nello specifico di questa dinamica complessa, identificando unnuovo attore molecolare coinvolto nella resistenza terapeutica: la proteina Fra-2. Iltumore al pancreas, nello specifico l’adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC), risulta essereuna delle neoplasie più aggressive– anche dovuto al fatto che ladiagnosi, spesso, arrivanella fase già avanzatadella malattia (le opzioni terapeutiche, dunque, sono limitate). Uno degli aspetti più criticiriguarda proprio la mutazione di KRAS: Negli ultimi anni sono stati sviluppatiinibitori specifici, progettati per “spegnere” questo interruttore molecolare. Tuttavia, la risposta clinica è spessotemporanea. Potrebbe interessarti anche: Lo studio in questione ha individuato nellaproteina Fra-2un elemento centrale nellaresistenza ai farmaci anti-KRAS. Fra-2 è un fattore di trascrizione, cioè unaproteina che regola l’attività dei geni: in condizioni normali,partecipa alla risposta cellularea stimoli esterni. Fra-2 fa parte della famiglia di proteineAP-1, che agiscono come interruttori genetici in grado di rispondere rapidamente allo stress cellulare. Nel tumore al pancreas, Fra-2 non si limita a regolare i geni, ma agisce come un vero e proprioriprogrammatore epigenetico, capace di rimodellare l'accessibilità del DNA per attivare programmi di sopravvivenza che normalmente rimarrebbero silenti. Nel contesto tumorale, però, il suo comportamento cambia;quando le cellule tumorali vengono trattate con inibitori di KRAS: In altre parole,il tumore trova una “via alternativa” per continuare a crescere, aggirando il blocco farmacologico. Uno degli aspetti più interessanti emersi dallo studio è il concetto diriprogrammazione cellulare. Lecellule tumoralinon si limitano a resistere passivamente al farmaco, macambiano identitàfunzionale. Questo processocomporta: È unmeccanismo sofisticato, che spiega perché molte terapie mirate falliscono nel lungo periodo. Per anni, la strategia dominante è statacolpire direttamente la mutazione principale. Ma questo approccio, se isolato, mostra limiti evidenti. Lo studio suggerisce uncambio di paradigma: In particolare, i ricercatori hanno osservato chel’inibizione simultanea di KRAS e Fra-2 può: Questa scoperta aprescenari interessantiper lo sviluppo di nuovi trattamenti oncologici. Possono subentrare, infatti,nuove strategie possibilida mettere in campo: L’obiettivo non è più solo colpire la mutazione principale, maanticipare le mosse del tumore. Il valore dello studio non sta solo nell’identificazione di Fra-2, ma nelcambio di prospettiva che propone: il tumore al pancreas emerge sempre più come una malattia complessa, capace di evolvere rapidamente sotto pressione terapeutica. Comprendere questi meccanismisignifica: La strada verso applicazioni cliniche concrete richiederàulteriori studi, ma la direzione è chiara: la ricerca si sta spostando verso unapproccio più integrato, che tenga conto della plasticità tumorale. Nei prossimi anni saràcruciale: Il tumore al pancreas continua a rappresentare unasfida aperta per la medicina moderna, ma studi come quello pubblicato su PNAS dimostrano che la comprensione dei meccanismi di resistenza sta facendo passi avanti concreti. L’identificazione di Fra-2 come mediatore chiave offre unanuova leva terapeuticae rafforza un concetto ormai centrale in oncologia: per combattere il cancro,non basta colpire il bersaglio principale, bisogna prevedere le sue strategie di adattamento. Fonti: PNAS–Fra-2 controls the response to the KRAS inhibitor MRTX-1133 in pancreatic ductal adenocarcinoma
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Prevenzione dei tumori cutanei: perché è fondamentale Il Sole 24 ORE
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La prevenzione dei tumori cutanei è uno strumento fondamentale per ridurre il rischio di sviluppare il melanoma. Il controllo regolare della pelle, associato alla conoscenza dei propri fattori di rischio e all’osservazione dei nei, consente di individuare precocemente eventuali lesioni sospette e intervenire tempestivamente.
Ne parliamo con il professor Franco Rongioletti, primario della Dermatologia Clinica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano di Gruppo San Donato, struttura che dal 2025 è riconosciuta come Comprehensive Cancer Center.
Visita dermatologica e mappatura dei nevi: le differenze
Quando si parla di prevenzione dei tumori cutanei è essenziale distinguere tra visita dermatologica e mappatura dei nei.
«La visita dermatologica è una valutazione clinica effettuata in un determinato momento: il dermatologo osserva la pelle a occhio nudo e con il dermatoscopio per identificare eventuali lesioni sospette. Si tratta di una fotografia istantanea dello stato cutaneo – spiega il prof. Rongioletti -.
La mappatura dei nevi rappresenta, invece, un livello più avanzato di controllo: integra la visita con la documentazione fotografica dell’intero corpo e dei nevi più significativi, creando un archivio digitale che consente confronti nel tempo. Questo approccio dinamico è particolarmente efficace nella prevenzione del melanoma».
L’ABCDE dei nei per l’autovalutazione
Un metodo semplice, ma efficace per riconoscere precocemente lesioni sospette è la regola dell’ABCDE:
• A - Asimmetria: una metà del nevo non corrisponde all’altra; eventuali cambiamenti nella simmetria nel tempo sono rilevanti;
• B - Bordi: margini irregolari, frastagliati o poco definiti;
• C - Colore: presenza di più colori o tonalità non uniformi;
• D - Dimensione: diametro superiore ai 6 mm (anche se lesioni più piccole possono essere sospette);
• E - Evoluzione: cambiamenti nel tempo (forma, colore, dimensione o sintomi come prurito o sanguinamento).
In presenza di uno o più di questi segnali, è importante rivolgersi al dermatologo per una valutazione approfondita.
L’importanza del monitoraggio nel tempo
La mappatura consente di individuare variazioni anche minime nella forma dei nei, spesso impercettibili al paziente, ed effettuare una diagnosi precoce, che è fondamentale: intercettare la lesione nelle fasi iniziali permette, nella maggior parte dei casi, una guarigione completa. Il monitoraggio nel tempo è quindi centrale nella strategia preventiva.
«La frequenza dei controlli dipende dal profilo di rischio individuale – spiega lo specialista -. In assenza di fattori predisponenti, una visita annuale è generalmente adeguata. Diverso è il caso di soggetti con numerosi nevi, fototipo chiaro, capelli biondi o rossi, occhi chiari, oppure con una storia di esposizione intensa ai raggi ultravioletti o precedenti personali e familiari di melanoma; in questi casi, il dermatologo può indicare controlli più ravvicinati, spesso semestrali, e l’utilizzo sistematico della mappatura digitale per un follow-up più accurato».
Come si svolgono gli esami
Dopo una valutazione completa della superficie cutanea, il dermatologo utilizza il dermatoscopio per analizzare le strutture più dettagliate dei nevi, migliorando la capacità di distinguere lesioni benigne da quelle sospette.
Nella mappatura digitale si aggiunge la registrazione di immagini ad alta risoluzione, archiviate e confrontate nelle visite successive. Questo confronto nel tempo aumenta sensibilmente la precisione diagnostica e riduce il rischio di sottovalutare lesioni in evoluzione.
I fattori di rischio principali
I principali fattori di rischio per il melanoma includono:
• esposizione ai raggi ultravioletti, soprattutto con scottature in età infantile o adolescenziale;
• presenza di numerosi nevi o di nevi atipici;
• caratteristiche fenotipiche come pelle chiara, capelli chiari e occhi chiari;
• uso di lampade abbronzanti: l’esposizione a UV artificiali, soprattutto in giovane età, aumenta significativamente il rischio.
Anche una precedente diagnosi di tumore cutaneo o condizioni di immunodepressione contribuiscono ad aumentare il rischio.
Il ruolo della familiarità e della genetica
La familiarità rappresenta un elemento di particolare rilievo; avere parenti di primo grado affetti da melanoma comporta un incremento significativo del rischio individuale e richiede un approccio preventivo più rigoroso. In questi casi, è opportuno iniziare i controlli in età più precoce e mantenerli con maggiore regolarità.
Accanto ai fattori clinici, anche la genetica contribuisce alla predisposizione. «Mutazioni in geni come CDKN2A e CDK4 sono associate a un rischio aumentato di sviluppare melanoma», spiega Rongioletti. Nei contesti di forte familiarità, lo specialista può proporre test genetici per definire il profilo di rischio individuale e pianificare programmi di sorveglianza personalizzati.
«Integrare controlli dermatologici periodici con l’auto-osservazione, attraverso la regola dell’ABCDE, e - quando indicato - con la mappatura digitale dei nevi significa adottare una strategia realmente efficace per la tutela della pelle», conclude Rongioletti.
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Criteri Critici
Tumori: ok di Aifa a immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti Adnkronos
L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato, in diversi tumori solidi, "la nuova formulazione sottocutanea di nivolumab e tre ulteriori indicazioni del farmaco immuno-oncologico: in associazione a ipilimumab in prima linea nel carcinoma del colon-retto metastatico con deficit di riparazione del mismatch o elevata instabilità dei microsatelliti (dMMR/MSI-H), in associazione alla chemioterapia in prima linea nel carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico e in monoterapia nel trattamento adiuvante del carcinoma uroteliale muscolo-invasivo". Lo rende noto Bristol Myers Squibb in occasione di un incontro promosso a Roma da Bms e dedicato alle nuove frontiere dell'immuno-oncologia.
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Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
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Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
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Criteri Critici
La colon tac è un'alternativa rapida e meno invasiva alla colonscopia per lo screening del tumore al colon-retto, utile per aumentare le diagnosi precoci.Ogni anno in Italia il tumore del colon-retto riceve circa 48.000 nuove diagnosi, eppure molti controlli …
Ogni anno in Italia il tumore del colon-retto riceve circa 48.000 nuove diagnosi, eppure molti controlli vengono rimandati per paura della colonscopia. La colon tac, invece, offre un'alternativa concreta: stessa capacità di rilevare anomalie, senza sedazione né sonda in pochi minuti.
Come funziona la colon tac
L'esame sfrutta la tomografia computerizzata per ricostruire immagini tridimensionali ad alta definizione dell'intestino crasso.
Prima della scansione, il colon viene disteso con anidride carbonica, meno fastidiosa dell'aria, e il paziente riceve un farmaco per rilassare la muscolatura intestinale. L'intero processo dura circa 10 minuti; dopo, si può tornare alle normali attività quasi subito.
La preparazione è più semplice rispetto alla colonscopia convenzionale: dieta povera di fibre nei giorni precedenti e un agente di contrasto orale che migliora la visibilità delle pareti intestinali, senza ricorrere a lassativi tradizionali.
Questo abbassa la soglia psicologica che spinge molte persone a rimandare esami preventivi, facendo sì che uno dei tumori con più alta recidiva e mortalità resti lì.
Quando è indicata e quali limiti ha
La colon tac è indicata per lo screening del tumore del colon-retto, per chi non può sottoporsi a colonscopia per ragioni cliniche e per chi preferisce un approccio meno invasivo. Ha però un limite preciso: non permette biopsie né la rimozione di polipi.
Se l'esame rileva anomalie, è necessario completare il percorso con una colonscopia mirata, ma questo riduce le procedure invasive a chi ne ha effettivo bisogno.
Il percorso al Galeazzi-Sant'Ambrogio
Presso l'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio di Milano, l'esame è integrato in un percorso multidisciplinare che coinvolge radiologia, gastroenterologia e chirurgia digestiva, con apparecchiature Tac di ultima generazione e protocolli dedicati.
Quando la diagnosi precoce dipende anche dalla disponibilità del paziente a sottoporsi all'esame, abbassare le barriere tecniche e psicologiche non è un dettaglio secondario.
Questo approccio ovviamente non sostituisce la colonscopia tradizionale, ma nei casi appropriati la affianca con efficacia misurabile, aumentando la copertura degli screening e riducendo il numero di diagnosi tardive.
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"Sto morendo, ma prego di non soffrire". Il triste annuncio dopo la diagnosi bigodino.it
Tanea Brooks, nota come Rebel, annuncia la sua diagnosi di sclerosi laterale amiotrofica in stadio terminale dopo una lunga battaglia contro il cancro e problemi neurologici, sorprendendo il mondo del wrestling. DaSonia Rossini-5 Maggio 2026 Tanea Brooks, conosciuta nel mondo del wrestling con il nome di Rebel, ha condiviso una notizia devastante attraverso una serie di video pubblicati sul suo profilo X, lasciando la comunità di appassionati di wrestling in stato di shock. La 47enne ha annunciato di essere affetta da sclerosi laterale amiotrofica in fase terminale, una diagnosi ricevuta dai medici della Mayo Clinic mentre si preparava a un intervento per un linfoma polmonare primario, una rara forma di cancro ai polmoni scoperta solo sei mesi prima. Questo drammatico percorso medico ha richiesto ben due anni di accertamenti, ricoveri e lotta contro il cancro, culminando in una notizia inaspettata e devastante. Brooks ha interrotto la sua carriera sul ring nell’agosto 2022, lasciando il pubblico senza informazioni sulla sua assenza. Per anni, la sua mancanza è stata avvolta nel mistero, fino a quando nel 2024 ha iniziato a rivelare le difficoltà che stava affrontando. La wrestler ha raccontato di un ricovero in primavera e di mesi di esami medici che, alla fine, hanno portato alla diagnosi di linfoma polmonare nel novembre 2025. Durante questo periodo, Brooks ha anche iniziato a manifestare sintomi neurologici preoccupanti, tra cui difficoltà nel camminare e nel parlare, accompagnati da una progressiva perdita di controllo su alcune funzioni motorie. Sebbene l’intervento chirurgico ai polmoni fosse già previsto, i medici della Mayo Clinic hanno rivelato la causa di questi sintomi, portando la wrestler a definire la diagnosi come un “colpo di scena”, un termine che riflette la sua volontà di affrontare la situazione con un certo distacco. Prima di intraprendere la carriera nel wrestling professionistico, Brooks ha avuto un passato come cheerleader per i Dallas Cowboys, una delle squadre di football più celebri degli Stati Uniti. La sua carriera nel wrestling è stata caratterizzata da un grande affetto da parte del pubblico, che ha continuato a sostenerla anche nei momenti difficili. Nei video pubblicati, Brooks ha espresso la sua gratitudine per il supporto ricevuto, evidenziando l’importanza della comunità di fan durante il suo percorso di vita. Ha inoltre lanciato un appello ai suoi seguaci, chiedendo di unirsi in preghiera, non per una guarigione impossibile, ma affinché possa affrontare la sua fine con serenità. Ha dichiarato: “Prego per una fine senza dolore. Sto morendo, ma non me ne vergogno”.
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Ricerca oncologica: al via a Monza il progetto Impact-All per terapie personalizzate nella leucemia linfoblastica acuta Quindici News
Un importante passo avanti nella ricerca oncologica arriva dalla Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, che ha avviato il progetto “Impact-All” dedicato allo sviluppo di terapie personalizzate per la leucemia linfoblastica acuta.
L’iniziativa, della durata di tre anni, è finanziata con un contributo complessivo di quasi 2 milioni di euro e punta a migliorare l’efficacia dei trattamenti sia in età pediatrica sia adulta. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
Ricerca e innovazione
Il progetto si concentra su strategie innovative per il targeting molecolare e metabolico della malattia, con l’obiettivo di rendere le cure sempre più personalizzate e mirate.
Si tratta di un approccio avanzato che integra competenze genetiche e metaboliche, valorizzando il lavoro congiunto tra istituzioni e centri di ricerca.
Una rete scientifica di alto livello
Coordinato dal professor Giovanni Cazzaniga, il progetto coinvolge ricercatori della Fondazione Tettamanti e dell’Università Milano-Bicocca, all’interno di un network multicentrico.
Accanto alla Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, partecipa anche l’ASST Papa Giovanni XXIII, consolidando una collaborazione di rilievo nel panorama lombardo.
Dalla ricerca alla cura
L’iniziativa si inserisce nel filone della ricerca traslazionale, con l’obiettivo di accelerare il passaggio delle innovazioni dal laboratorio alla pratica clinica.
Il progetto rappresenta un contributo concreto allo sviluppo di terapie più efficaci, con un impatto diretto sulla qualità delle cure e sulla vita dei pazienti.
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