📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
43.7/100
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Criteri Critici
GISMa 2026: intelligenza artificiale e screening personalizzato, i pharmastar.it
L'intelligenza artificiale, la medicina di precisione e la personalizzazione dei percorsi di screening stanno trasformando la senologia e la prevenzione del tumore della mammella. Ne abbiamo parlato con Silvia Deandrea, presidente del Gruppo Italiano Screening Mammografico (GISMa) e presidente del Congresso Nazionale GISMa 2026, in occasione del Congresso GISMa 2026. Screening oncologici del futuro: personalizzazione del rischio e intelligenza artificialeHarry J. de Koning Prevenzione del tumore al seno: genetica, rischio individuale e stili di vitaEugenio Paci Screening ed equitŕ: perché le modalitŕ di invito fanno la differenzaCristiano Piccinelli Digital Pathology e intelligenza artificiale: il futuro dell’anatomia patologica č integratoGiuseppe Nicolň Fanelli Radiologia e intelligenza artificiale: come cambia la formazione nella senologia del futuroVeronica Girardi Medicina di precisione e chirurgia senologica: come cambia il ruolo del chirurgoJacopo Cumbo Screening personalizzato: la sfida organizzativa tra innovazione, sostenibilitŕ e accettazione culturaleDiego Iemmi Medicina di precisione e sanitŕ pubblica: la sfida č garantire innovazione ed equitŕFrancesca Caumo Intelligenza artificiale e senologia: dalla diagnosi precoce alla medicina di precisioneLeonardo Provenzano GISMa 2026: intelligenza artificiale e screening personalizzato, il futuro della prevenzione del tumore al seno č giŕ iniziatoSilvia Deandrea AIL, vent'anni di Sognando Itaca tra riabilitazione, mare e speranzaGiuseppe Toro Oltre la diagnosi: il valore psicologico dell'esperienza di Sognando ItacaDott.ssa Eleonora Cason InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
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Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
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Criteri Critici
All'Asl To5 parte il primo laboratorio di benessere dedicato agli uomini malati di cancro Giornale La Voce
Un progetto innovativo che punta a mettere al centro non soltanto la malattia, ma anche la persona, la sua autostima e il suo benessere psicologico. L'Asl To5 ha avviato a Carmagnola un laboratorio pilota di cura e benessere dedicato agli uomini in trattamento oncologico, un'iniziativa che rappresenta una novità assoluta all'interno di un percorso che fino a oggi era stato rivolto esclusivamente alle donne.
Il progetto nasce dalla collaborazione con "La forza e il sorriso", associazione attiva dal 2007 nell'organizzazione di laboratori gratuiti di bellezza e benessere per le persone che stanno affrontando un percorso oncologico. Nel corso degli anni l'associazione ha coinvolto migliaia di pazienti in tutta Italia, contribuendo a promuovere il benessere emotivo e la cura di sé durante le terapie.
L'esperienza avviata a Carmagnola rappresenta un passo ulteriore nell'evoluzione del progetto, con l'obiettivo di estendere anche agli uomini strumenti e percorsi pensati per migliorare la qualità della vita durante le cure.
Il laboratorio si è sviluppato attraverso una sessione della durata di circa due ore. I partecipanti sono stati accompagnati da una psicologa e da una beauty coach, figure professionali chiamate a supportare sia l'aspetto pratico sia quello emotivo dell'esperienza.
Durante l'incontro è stata proposta una routine articolata in dieci passaggi, studiata per contrastare alcuni degli effetti collaterali che le terapie oncologiche possono avere sulla pelle e sull'immagine corporea. Il percorso è partito dalla detersione del viso per arrivare all'idratazione di mani e corpo, con l'obiettivo di favorire una maggiore cura di sé e una percezione più positiva della propria immagine.
L'iniziativa si inserisce in un approccio sempre più diffuso nella medicina oncologica moderna, che considera fondamentale il benessere complessivo della persona accanto agli aspetti strettamente clinici delle cure. Le terapie contro il cancro, infatti, possono comportare cambiamenti fisici significativi che incidono sulla quotidianità, sull'autostima e sulla qualità della vita dei pazienti.
Per questo motivo il progetto non si limita alla semplice distribuzione di prodotti cosmetici o a suggerimenti pratici, ma punta a creare momenti di confronto e supporto in grado di aiutare i partecipanti a mantenere un rapporto positivo con il proprio corpo durante un periodo particolarmente delicato.
All'inizio dell'incontro ogni partecipante ha ricevuto una borsa contenente prodotti cosmetici donati dalle aziende che sostengono l'iniziativa. All'interno anche una brochure illustrativa dedicata ai dieci passaggi del trattamento, con consigli pratici pensati per consentire ai pazienti di proseguire autonomamente a casa il percorso di cura e benessere.
L'associazione "La forza e il sorriso" sottolinea da anni come la cura della persona non rappresenti un elemento secondario all'interno di un percorso oncologico. L'obiettivo è aiutare i pazienti a riconquistare fiducia e serenità attraverso piccoli gesti quotidiani che possono contribuire a migliorare il rapporto con sé stessi durante le cure.
Anche l'Oncologia dell'Asl To5 ha sposato questa impostazione, promuovendo un approccio che guarda alla salute in maniera globale. Accanto alle terapie e all'assistenza sanitaria tradizionale, trovano così spazio iniziative dedicate al supporto psicologico, alla qualità della vita e alla valorizzazione della dimensione personale dei pazienti.
L'esperienza avviata a Carmagnola potrebbe rappresentare un modello per future iniziative analoghe rivolte agli uomini in trattamento oncologico, una categoria che fino a oggi ha avuto meno occasioni di partecipare a percorsi strutturati di benessere e cura di sé.
L'obiettivo finale resta quello di accompagnare i pazienti durante il percorso terapeutico offrendo strumenti utili non soltanto per affrontare la malattia, ma anche per preservare dignità, autostima e qualità della vita.
Fine vita, una domanda che scuote le coscienze: «Tu lo faresti?» L'impegno civile dell'Associazione Luca Coscioni e la riflessione sulla legge 219 e la proposta «Liberi Subito»
La partita più bella del mondo conquista Canale: sport, solidarietà e rinascita per i bambini oncologici (FOTO) Premiati Pecco Bagnaia, Luciana Littizzetto, Domizia Castagnini e Riccardo Garelli. In campo anche Leonardo Bonucci per sostenere i progetti di UGI
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Criteri Critici
Giulianova, all’ospedale i caschetti refrigeranti per ridurre la caduta dei capelli durante la chemioterapia Abruzzo Speciale
Consegnato al Day hospital oncologico il sistema Paxman Scalp Cooling, acquistato grazie alla raccolta fondi dell’associazione Herakles. La tecnologia aiuta i pazienti oncologici ad affrontare meglio gli effetti delle cure
GIULIANOVA – Un aiuto concreto per chi affronta il percorso di chemioterapia. Al Day hospital oncologico dell’ospedale di Giulianova è stato consegnato il sistema Paxman Scalp Cooling, una tecnologia pensata per ridurre la perdita dei capelli durante i trattamenti chemioterapici.
L’apparecchiatura, dal valore di circa 50mila euro, è il risultato del progetto “Non smettere di sentirti bella”, promosso dall’associazione Herakles – cultura e identità Aps Ets attraverso una raccolta fondi che ha coinvolto cittadini, imprese e realtà del territorio teramano.
La consegna arriva dopo il convegno “Innovazione in oncologia: l’importanza dei caschetti refrigeranti”, ospitato al Senato e promosso dal parlamentare Guido Quintino Liris insieme all’associazione Herakles.
Alla cerimonia hanno partecipato i vertici della Asl di Teramo, con il direttore generale Maurizio Di Giosia, il direttore amministrativo Franco Santarelli e il direttore sanitario Francesco Delle Monache, oltre ai consiglieri regionali Marilena Rossi e Leonardo D’Addazio e alla consigliera comunale di Giulianova Marialuigia Orfanelli.
Presenti anche il senatore Liris, il deputato Guerino Testa, il presidente di Herakles Gianni Di Marco, i professionisti del Day hospital oncologico Sonia Di Felice e Laura Iezzi, il direttore della Uoc radioterapia della Asl di Teramo Carlo D’Ugo e Ida Paris, responsabile della Uos senologia del policlinico Gemelli di Roma.
Il sistema consente di raffreddare il cuoio capelluto durante la chemioterapia, limitando in molti casi uno degli effetti collaterali più temuti dai pazienti: la caduta dei capelli. Una tecnologia che si affianca alle cure mediche con un’attenzione anche agli aspetti psicologici ed emotivi legati alla malattia.
«È il risultato di una grande mobilitazione della comunità della provincia di Teramo» sottolinea Di Giosia, che ringrazia cittadini, imprese, associazioni e professionisti che hanno contribuito alla raccolta fondi. «La risposta del territorio – conclude – dimostra come la collaborazione possa trasformarsi in un aiuto reale per i pazienti e le loro famiglie».
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Criteri Critici
Melanoma, l'oncologa Antonella Romanini: "Così la scienza sta salvando sempre più persone" Il Tirreno
I progressi della scienza e del settore della ricerca per quanto riguarda la lotta al melanoma sta compiendo passi importanti. E tanti ne ha compiuti negli ultimi anni. Lo spiega la dottoressa Romanini, oncologa dell'Azienda ospedaliera pisana, a margine del convegno organizzato dal Tirreno alla Casa di cura di Navacchio in collaborazione con la Misericordia locale. (Video di Tommaso Silvi)
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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40.0/100
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Criteri Critici
Rubano lo zaino con il farmaco salvavita di sua figlia: la Polizia fa il "miracolo" ed evita la tragedia Secolo d'Italia
Il dramma di un padre
La denuncia e la paura per non poter effettuare la terapia oncologica della bambina. La geolocalizzazione e la corsa contro il tempo
Non erano i mille euro rubati a togliere il respiro a quel padre entrato trafelato negli uffici del Commissariato di Spinaceto, a Roma. Nel marsupio appena rubatogli c’era qualcosa di molto più prezioso: un farmaco salvavita indispensabile per la terapia oncologica della figlia. Una perdita che rischiava di trasformarsi in un incubo per l’intera famiglia. È una storia a lieto fine quella avvenuta a Roma, dove il tempestivo intervento della Polizia di Stato ha permesso di recuperare il medicinale e restituire speranza a un uomo disperato.
La denuncia e la paura per la terapia della figlia
Visibilmente scosso, l’uomo si è presentato al Commissariato di. Spinaceto raccontando di aver appena subito il furto del proprio marsupio. All’interno custodiva il telefono cellulare, circa mille euro in contanti destinati all’acquisto di un costoso farmaco e soprattutto il medicinale salvavita necessario alla terapia della figlia. Gli agenti hanno immediatamente compreso la gravità della situazione. Non si trattava soltanto di recuperare un oggetto rubato, ma di garantire la continuità delle cure di una bambina.
La geolocalizzazione e la corsa contro il tempo
Le ricerche sono partite subito grazie a un’applicazione installata sul cellulare rubato, che ha consentito agli agenti di geolocalizzare il dispositivo in tempo reale. Il segnale ha condotto i poliziotti fino all’ufficio postale di via Macchia Saponara, nella zona di Acilia. Una volta arrivati sul posto, gli agenti hanno fatto squillare il telefono a distanza e il suono li ha guidati fino a una cassetta postale all’interno della struttura. Con la collaborazione del direttore dell’ufficio postale, il marsupio è stato recuperato in pochi minuti.
I soldi spariti, ma il farmaco era ancora lì
Quando gli agenti hanno aperto il marsupio, i mille euro erano stati già sottratti dal ladro. Ma il telefono cellulare e soprattutto il prezioso farmaco salvavita erano ancora all’interno. Una notizia che ha immediatamente cambiato il volto del padre, rimasto negli uffici del Commissariato per formalizzare la denuncia mentre proseguivano le ricerche.
L’abbraccio ai poliziotti
Quando gli è stato comunicato il ritrovamento del medicinale, l’uomo non è riuscito a trattenere l’emozione. Ha ringraziato gli agenti con un lungo abbraccio, un gesto spontaneo che racconta meglio di qualsiasi parola il significato di quell’intervento. Perché in alcuni casi il lavoro delle forze dell’ordine non si limita alla restituzione di beni materiali. Significa restituire serenità, sicurezza e la possibilità di continuare a curare una persona cara. Una storia che dimostra come la tecnologia, unita alla rapidità d’azione degli investigatori, possa trasformare una giornata di paura in un finale carico di sollievo e speranza.
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Criteri Critici
L’appello di Tania delle 0048: “Il tumore si sconfigge anche avendo cura di sè” VareseNews
Una storia di rinascita, prevenzione e condivisione. È quella di Tania, protagonista della nona puntata del podcast di Radio Materia “0048 Mission is possible”, il progetto che racconta le esperienze delle donne che hanno affrontato il tumore al seno e che hanno trovato nel gruppo 0048 un luogo di sostegno, amicizia e nuova consapevolezza.
Chi sono le 0048
Nata negli ospedali di Varese, l’associazione 0048 accompagna le pazienti oncologiche attraverso iniziative che uniscono supporto umano e valorizzazione della persona, tra cui le ormai note sfilate di moda. Nel podcast, Tania ripercorre il suo cammino dalla diagnosi alla rinascita, condividendo riflessioni che vanno oltre la malattia e toccano temi come la prevenzione, l’ascolto di sé e il valore delle relazioni.
L’importanza della prevenzione e dell’ascolto del corpo
Uno dei messaggi più forti emersi dalla conversazione riguarda la prevenzione. Tania sottolinea quanto sia fondamentale imparare a conoscere il proprio corpo e prestare attenzione ai segnali che invia.
L’autopalpazione, i controlli periodici e la fiducia nei professionisti sanitari sono strumenti indispensabili per affrontare la malattia nel modo più efficace possibile. Un invito rivolto soprattutto alle donne, ma che richiama più in generale l’importanza della cura di sé.
La nascita di “Tania 2.0”
Nel corso del percorso di cura, Tania racconta di aver vissuto una trasformazione profonda, che definisce come il passaggio a una nuova versione di sé, una sorta di “Tania 2.0”.
Accanto alle terapie mediche, ha scelto di dedicarsi a pratiche che l’hanno aiutata a ritrovare equilibrio e serenità: meditazione, yoga, trattamenti energetici e bagni di gong. Attività che le hanno permesso di affrontare non solo gli aspetti fisici della malattia, ma anche quelli emotivi e psicologici.
Fondamentale è stato imparare ad ascoltarsi e a rispettare i propri tempi, senza sentirsi obbligata a essere sempre forte o produttiva. Una consapevolezza che le ha insegnato a mettere se stessa al primo posto quando necessario.
L’incontro con le 0048 e la passerella della rinascita
L’ingresso nel gruppo 0048 è avvenuto quasi per caso. Durante una visita in un negozio, una conversazione sulla ricrescita dei capelli dopo le cure le ha fatto conoscere l’associazione e le sue attività.
Colpita dalla solarità delle donne coinvolte, Tania ha deciso di partecipare a una sfilata di moda. Una scelta che inizialmente rappresentava un salto nel vuoto, ma che si è trasformata in un’esperienza capace di restituirle fiducia e autostima.
La passerella è diventata così un simbolo di rinascita: un momento in cui sentirsi nuovamente bella, valorizzata e libera di mostrarsi oltre la malattia.
La forza della rete e della gratitudine
Nel racconto emerge anche il ruolo decisivo degli affetti e della condivisione. Amici, familiari e compagne di percorso hanno rappresentato una rete di sostegno preziosa nei momenti più difficili.
Tania racconta inoltre di aver sviluppato una pratica quotidiana della gratitudine, cercando ogni giorno un motivo per ringraziare la vita, anche nelle circostanze più complesse. Un atteggiamento che l’ha aiutata a guardare oltre la malattia e a riconoscere il valore delle piccole cose.
Un messaggio per chi sta affrontando la malattia
La testimonianza di Tania si conclude con un invito a non arrendersi. Pur senza nascondere le difficoltà del percorso oncologico, il suo racconto mostra come sia possibile trovare nuove risorse dentro di sé e trasformare un’esperienza dolorosa in un’occasione di crescita.
Un messaggio di speranza che attraversa tutta la puntata del podcast e che conferma la missione del gruppo 0048: ricordare che nessuna donna deve affrontare da sola una sfida così impegnativa.
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Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?4
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
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Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
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Criteri Critici
Immunoterapia rivoluziona il trattamento del cancro all’endometrio, afferma Uccella V-news.it
L'immunoterapia ha rivoluzionato il trattamento del tumore dell'endometrio, soprattutto nei casi avanzati, migliorando le prospettive per i pazienti con prognosi sfavorevole. La centralizzazione in centri hub è fondamentale per garantire un approccio multidisciplinare e personalizzato, con l'obiettivo di integrare sempre più l'immunoterapia nelle fasi precoci della malattia.
Cancro endometrio, Uccella (UniVr): “Immunoterapia cambia percorso terapeutico”
Immunoterapia e Tumore dell’Endometrio
(Adnkronos) – “L’uso dell’immunoterapia in prima linea ha cambiato significativamente il trattamento del tumore dell’endometrio, in particolare nei casi avanzati e metastatici, offrendo una chance terapeutica a pazienti con prognosi precedentemente negativa”. Così Stefano Uccella, ordinario e direttore Uoc Ginecologia e Ostetricia Università di Verona, commenta i risultati a lungo termine di dostarlimab nel trattamento del tumore dell’endometrio.
Trasformazione del Percorso Terapeutico
Clinicamente, l’immunoterapia ha trasformato il percorso terapeutico, “soprattutto nei casi avanzati e metastatici – sottolinea Uccella – fornendo opportunità a pazienti con prognosi sfavorevole. La chirurgia rimane fondamentale per rimuovere la malattia e definire le caratteristiche biologiche del tumore, essenziali per identificare i sottogruppi più sensibili ai trattamenti immunologici. Sono in corso studi sull’uso dell’immunoterapia pre-operatoria per ridurre il volume tumorale e facilitare interventi meno invasivi”.
Risultati dello Studio Ruby
Un cambiamento significativo è rappresentato dai risultati dello studio Ruby, che mostrano come l’aggiunta dell’immunoterapia alla chemioterapia migliori la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale, specialmente nei tumori con instabilità dei microsatelliti. “Oggi un numero crescente di pazienti ottiene risposte più durature – evidenzia Uccella -. Nella pratica clinica, questo si traduce in una maggiore possibilità di mantenere attività personali, familiari e lavorative, modificando concretamente l’evoluzione della malattia”.
Importanza dei Centri Hub
In questo contesto, la centralizzazione delle pazienti in centri hub ad alto volume diventa sempre più importante. La crescente complessità terapeutica richiede competenze multidisciplinari, inclusi biomarcatori, indicazioni all’immunoterapia e integrazione con chirurgia e radioterapia. “Nei centri ad alto volume è possibile offrire una reale presa in carico multidisciplinare – spiega Uccella – consentendo decisioni più appropriate e personalizzate, con un impatto positivo sugli esiti chirurgici e sulla riduzione delle complicanze. I centri di riferimento sono cruciali nella ricerca clinica e nell’accesso alle terapie innovative, migliorando la qualità delle cure e i risultati oncologici. Il modello ideale è una rete oncologica, in cui il centro hub definisce la strategia terapeutica per i casi complessi, collaborando con le strutture territoriali per garantire continuità assistenziale”.
Futuro dell’Immunoterapia
Guardando al futuro, ci si aspetta un’evoluzione del ruolo dell’immunoterapia. “È ragionevole prevedere la sua introduzione in fasi più precoci della malattia – aggiunge l’esperto – con sviluppi anche nelle combinazioni con farmaci antiangiogenici e terapie target”. Un’area di interesse riguarda le pazienti giovani che vogliono preservare la fertilità: in casi selezionati, l’immunoterapia potrebbe ridurre la necessità di isterectomia. “L’evoluzione delle strategie terapeutiche porterà a una maggiore integrazione tra chirurgia diagnostica molecolare e terapie sistemiche, all’interno di percorsi personalizzati basati sulla biologia del tumore e sulla sua estensione”.
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Criteri Critici
GIULIANOVA/ DONATI I CASCHETTI REFRIGERANTI PER I PAZIENTI IN CHEMIOTERAPIA Certa Stampa
GIULIANOVA/ DONATI I CASCHETTI REFRIGERANTI PER I PAZIENTI IN CHEMIOTERAPIA
Dalla sensibilizzazione all’azione concreta. Il progetto “Non smettere di sentirti bella”, nato per promuovere il benessere e la qualità della vita delle persone in cura per patologie oncologiche attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative, ha raggiunto oggi il suo traguardo più importante.
È stato infatti consegnato questa mattina al Day hospital oncologico dell’ospedale di Giulianova il sistema Paxman Scalp Cooling, una tecnologia che contribuisce a ridurre la perdita dei capelli durante i trattamenti chemioterapici.
La consegna rappresenta il risultato concreto di un percorso di sensibilizzazione che nei giorni scorsi è stato al centro del convegno “Innovazione in oncologia: l’importanza dei caschetti refrigeranti”, ospitato a Roma, al Senato della Repubblica, promosso dal senatore Guido Quintino Liris in collaborazione con l’associazione Herakles - Cultura e Identità APS ETS.
La cerimonia si è svolta questa mattina a Giulianova alla presenza del direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia, di quello amministrativo Franco Santarelli e di quello sanitario Francesco Delle Monache. Hanno partecipato anche i consiglieri regionali Marilena Rossi e Leonardo D’Addazio, e la consigliera comunale di Giulianova Marialuigia Orfanelli.
Presenti inoltre il senatore Guido Quintino Liris, capogruppo in Commissione Bilancio al Senato, il deputato della Repubblica Guerino Testa, il presidente dell'associazione Herakles - Cultura e Identità APS ETS Gianni Di Marco, Sonia Di Felice e Laura Iezzi, rispettivamente responsabile e dirigente medico del Day hospital oncologico di Giulianova e Carlo D’Ugo capo del dipartimento oncologico e direttore della Uoc Radioterapia della Asl di Teramo. Ad approfondire l’aspetto scientifico dei caschetti refrigeranti anche Ida Paris, responsabile della Uos Senologia del Policlinico Gemelli.
L’apparecchiatura, del valore di circa 50mila euro, è stata acquistata grazie alla raccolta fondi promossa dall’associazione Herakles avviata nell’ambito del progetto “Non smettere di sentirti bella”, che ha coinvolto cittadini, imprese e realtà del territorio della provincia di Teramo. Il sistema Paxman Scalp Cooling _ le cui caratteristiche sono state illustrate, per l’azienda distributrice, da Fabrizio Di Sipio _ consente la refrigerazione del cuoio capelluto durante i trattamenti chemioterapici, contribuendo a ridurre in molti casi la caduta dei capelli, uno degli effetti collaterali più impattanti delle terapie oncologiche. Si tratta di uno strumento che affianca il percorso clinico con un’attenzione particolare agli aspetti psicologici, emotivi e relazionali della malattia.
“Un risultato reso possibile grazie a un’importante raccolta fondi che ha coinvolto l’intera comunità della provincia di Teramo: cittadini, imprese, associazioni, professionisti e realtà del territorio”, ha dichiarato Di Giosia, “Desidero esprimere un ringraziamento sincero e profondo a tutti coloro che hanno contribuito. La risposta del territorio è stata straordinaria e dimostra quanto la collaborazione possa trasformarsi in un aiuto reale per chi ha bisogno. È un segnale importante di vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie, ma anche un esempio di responsabilità sociale che merita di essere riconosciuto e valorizzato”.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Tumore di 11 chili rimosso dalla gamba di una paziente. “Liposarcoma dall’inguine alla caviglia, evitata l’amputazione” Il Resto del Carlino
Bologna, 15 giugno 2026 – Un tumore di 11 chili che si estendeva dall’inguine sino alla caviglia è stato rimosso dalla gamba di una paziente all’Istituto Ortopedico Rizzoli. Si trattava di un liposarcoma, tumore maligno raro ed estremamente aggressivo che colpisce i tessuti molli.
La massa avvolgeva per tutta la sua estensione sia i principali vasi sanguigni dell’arto che il nervo sciatico. Una localizzazione particolarmente delicata che, unita alle dimensioni eccezionali del tumore, ha reso l’asportazione chirurgica estremamente complessa.
Evitata l’amputazione della gamba della paziente
"Per l’estensione della massa e per il coinvolgimento di strutture anatomiche fondamentali, l’amputazione a livello della coscia avrebbe potuto rappresentare una possibile opzione terapeutica – fa sapere il Rizzoli, in una nota -. L’equipe è invece riuscita a portare a termine con successo un intervento chirurgico conservativo, durato circa cinque ore, rimuovendo completamente il tumore e preservando la funzionalità dell’arto".
Il sarcoma delle parti molli e il complesso intervento chirurgico
“Il Rizzoli è centro di riferimento internazionale per i tumori dell’apparato muscolo-scheletrico, tra cui rientrano anche i sarcomi delle parti molli, siamo quindi abituati a gestire la complessità clinica e chirurgica che comportano”, spiegano i chirurghi ortopedici Luca Cevolani, Marco Colangeli e Nikolin Ali della Clinica 3 di Ortopedia Oncologica del Rizzoli diretta dal professor Davide Maria Donati, che hanno eseguito l’intervento chirurgico con la collaborazione dei medici Stefano Ancetti e Alessia Sonetto della Chirurgia Vascolare del Policlinico Sant’Orsola diretta dal professor Mauro Gargiulo.
L'Istituto Rizzoli di Bologna, una équipe ha evitato l'amputazione della gamba di una paziente abruzzese: rimosso un sarcoma che si estendeva dall'inguine alla caviglia
"Questo caso ha rappresentato una situazione davvero particolare: grazie a un’accurata pianificazione e al lavoro chirurgico multidisciplinare, e con il supporto della struttura di Anestesia e Rianimazione del Rizzoli diretta da Alessandro Ricci e del personale infermieristico e tecnico di sala operatoria, è stato possibile asportare in sicurezza la massa tumorale nel suo insieme, riportando la gamba a una condizione anatomica il più normale possibile e preservandone la funzionalità”, concludono i chirurghi.
La paziente ha già ripreso a camminare
La paziente, proveniente dall’Abruzzo, ha già avuto la possibilità di rimettersi in piedi e camminare, iniziando così la riabilitazione fisioterapica necessaria a ripristinare la mobilità dell’arto operato.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?3
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
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Tumori gastrointestinali, la ricerca dell’INT di Milano ridefinisce gli standard di cura insalutenews.it
Dal contributo ai grandi trial internazionali allo sviluppo di studi accademici indipendenti, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano rafforza il proprio ruolo nella ricerca sui tumori gastrointestinali, favorendo l’introduzione di terapie innovative e di strategie sempre più mirate, capaci di incidere concretamente sulla pratica clinica e sulle prospettive di cura
Milano, 15 giugno 2026 – Progressi significativi nella cura dei tumori gastrointestinali stanno aprendo scenari fino a pochi anni fa difficilmente immaginabili. In questo quadro, la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano si conferma tra i protagonisti della ricerca clinica internazionale, contribuendo allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per alcune delle neoplasie più complesse, come il tumore del pancreas, del colon-retto e dello stomaco.
Al centro di questo impegno, come emerso nel corso dell’ultima edizione dell’Annual Meeting di ASCO, American Society of Clinical Oncology, si colloca l’attività della Struttura di Oncologia Gastrointestinale guidata dal dott. Filippo Pietrantonio, impegnata nella progettazione e conduzione di studi clinici e programmi di ricerca traslazionale che stanno contribuendo a ridefinire gli standard di cura.
Tumore del pancreas, una svolta attesa da anni
Uno dei segnali più rilevanti riguarda il tumore del pancreas avanzato, da sempre tra le patologie oncologiche più difficili da trattare. Nuovi dati provenienti dai principali studi clinici internazionali indicano per la prima volta un miglioramento sostanziale degli esiti terapeutici, con risultati che segnano un cambio di passo rispetto alle opzioni disponibili fino a oggi.
“Quest’anno abbiamo visto evidenze che possono incidere concretamente sulla pratica clinica – sottolinea Filippo Pietrantonio – Nel tumore del pancreas, in particolare, stiamo assistendo a un avanzamento che fino a poco tempo fa sembrava difficilmente raggiungibile. È un primo passo, ma è un passo decisivo”.
Il contributo dell’INT a questi studi si inserisce in una strategia più ampia di partecipazione attiva ai grandi trial internazionali, con un ruolo crescente nella selezione dei pazienti e nella conduzione delle sperimentazioni.
Colon-retto, verso una medicina sempre più personalizzata
Accanto al pancreas, importanti progressi riguardano il tumore del colon-retto, dove la ricerca sta orientando sempre più le scelte terapeutiche sulla base delle caratteristiche biologiche della malattia. Particolare rilievo assumono i risultati nei sottogruppi a prognosi più sfavorevole, come le forme con mutazione BRAF, per le quali nuove combinazioni tra chemioterapia e terapie mirate stanno modificando in modo significativo l’evoluzione della malattia, riducendo il rischio di morte e migliorando il controllo clinico.
“L’obiettivo è ridurre progressivamente le differenze di esito tra i diversi pazienti – osserva Pietrantonio – Oggi, grazie alla profilazione molecolare, siamo in grado di costruire percorsi terapeutici sempre più mirati e potenzialmente più efficaci”.
In questa direzione si inserisce anche l’attività di ricerca indipendente promossa dall’Istituto, con studi accademici e multicentrici sviluppati all’interno di reti collaborative, tra cui la Fondazione GONO GI. Progetti come CHIMERA, dedicato alle forme HER2-positive di tumore del colon-retto, rappresentano un esempio concreto della capacità dell’INT di contribuire allo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche.
Nuove prospettive nei tumori gastroesofagei
Ulteriori segnali di progresso emergono anche nell’ambito dei tumori dello stomaco e dell’area gastroesofagea, dove l’introduzione di nuovi farmaci biologici e anticorpi monoclonali sta contribuendo a migliorare gli esiti nei pazienti con malattia avanzata. Si tratta di un’evoluzione significativa in un ambito in cui, fino a tempi recenti, le opzioni terapeutiche erano limitate e con benefici relativamente contenuti. Anche in questo caso, la partecipazione dell’Istituto ai principali studi internazionali conferma il ruolo attivo nella generazione di nuove evidenze cliniche.
Dalla ricerca ai pazienti, il valore di un impegno continuativo
Il contributo dell’Istituto Nazionale dei Tumori non si limita alla partecipazione ai trial internazionali, ma si estende alla produzione di conoscenza clinica e traslazionale, alla formazione delle nuove generazioni di oncologi e alla costruzione di una rete di ricerca capace di integrare assistenza e innovazione.
“Stiamo entrando in una fase nuova – conclude Pietrantonio – Molte delle innovazioni che oggi riguardano pazienti già trattati potrebbero, in prospettiva, essere anticipate a stadi più precoci della malattia, con un impatto ancora maggiore. Per questo è fondamentale continuare a investire nella ricerca e garantire un accesso sempre più rapido alle nuove terapie”.
Per i pazienti, questo significa poter accedere a studi clinici avanzati e a percorsi di cura sempre più personalizzati, contribuendo allo sviluppo di trattamenti che stanno progressivamente ridefinendo il futuro dell’oncologia gastrointestinale.
"La possibilità di utilizzare l’immunoterapia in prima linea ha modificato in modo sostanziale il percorso terapeutico del tumore dell’endometrio, soprattutto nei casi di malattia avanzata e metastatica, dando una chance terapeutica fondamentale in pazienti che prima erano considerate avere una prognosi tendenzialmente molto negativa". Così Stefano Uccella, ordinario e direttore Uoc Ginecologia e Ostetricia Università di Verona, commentando i risultati a lungo termine e nella pratica clinica di dostarlimab nel trattamento del tumore dell’endometrio.
Dal punto di vista clinico, l’arrivo dell’immunoterapia ha modificato profondamente il percorso terapeutico "soprattutto nei casi avanzati e metastatici - sottolinea Uccella - offrendo una chance concreta a pazienti che in passato avevano prognosi sfavorevole. La possibilità di utilizzare l’immunoterapia in prima linea ha modificato in modo sostanziale il percorso terapeutico. La chirurgia, tuttavia, mantiene un ruolo centrale perché consente la rimozione della malattia e la definizione delle caratteristiche biologiche e molecolari del tumore, fondamentali per individuare i sottogruppi più sensibili ai trattamenti immunologici. Sono inoltre in corso studi che valutano l’impiego dell’immunoterapia prima dell’intervento con l’obiettivo di ridurre il volume tumorale e rendere possibili interventi meno demolitivi".
Un punto di svolta è rappresentato dai risultati dello studio Ruby che hanno dimostrato come l’aggiunta dell’immunoterapia alla chemioterapia migliori non solo la sopravvivenza libera da progressione ma anche la sopravvivenza globale, in particolare nei tumori con instabilità dei microsatelliti. "Oggi una quota crescente di pazienti ottiene risposte più durature nel tempo - evidenzia Uccella -. Nella pratica clinica questo si traduce in una maggiore possibilità di mantenere attività personali familiari e lavorative e in un cambiamento concreto dell’evoluzione della malattia".
In questo scenario diventa sempre più rilevante la centralizzazione delle pazienti in centri hub ad alto volume. La crescente complessità terapeutica richiede infatti competenze multidisciplinari che comprendono profilazione molecolare biomarcatori indicazioni all’immunoterapia e integrazione con chirurgia e radioterapia.
"Nei centri ad alto volume è possibile offrire una reale presa in carico multidisciplinare - spiega Uccella - evidenziando come “questo approccio consente decisioni più appropriate e personalizzate con un impatto positivo anche sugli esiti chirurgici e sulla riduzione delle complicanze. I centri di riferimento svolgono inoltre un ruolo chiave nella ricerca clinica e nell’accesso alle terapie innovative all’interno delle reti oncologiche. Non è una questione solo organizzativa ma un modo concreto per migliorare qualità delle cure, appropriatezza delle decisioni e risultati oncologici. Il modello ideale è quello della rete oncologica, in cui il centro hub rappresenta il riferimento per la definizione della strategia terapeutica e per i casi più complessi, mantenendo al contempo una stretta collaborazione con le strutture territoriali per garantire continuità assistenziale e prossimità delle cure".
Guardando al futuro, le prospettive riguardano un’ulteriore evoluzione del ruolo dell’immunoterapia. “È ragionevole aspettarsi la sua introduzione anche in fasi sempre più precoci della malattia – aggiunge l’esperto - indicando tra le direttrici di sviluppo anche le combinazioni con farmaci antiangiogenici e terapie target”. Un ambito di interesse riguarda anche le pazienti giovani che desiderano preservare la fertilità: in casi selezionati l’immunoterapia potrebbe contribuire a ridurre il ricorso all’isterectomia. “L’evoluzione delle strategie terapeutiche porterà - conclude Uccella - a una sempre maggiore integrazione tra chirurgia diagnostica molecolare e terapie sistemiche all’interno di percorsi personalizzati costruiti sulla biologia del tumore oltre che sulla sua estensione”.
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Cassani (UniPv): "Immunoterapia nuovo standard cura per cancro endometrio" Adnkronos
"A quattro anni dallo studio Ruby, l’immunoterapia con dostarlimab in associazione alla chemioterapia è ormai uno standard consolidato nel trattamento del carcinoma dell’endometrio avanzato o recidivato". Lo sottolinea Chiara Cassani, ricercatrice dipartimento di Scienze clinico-diagnostiche, chirurgiche e pediatriche Università di Pavia e ginecologa oncologa presso Uo Ostetricia e Ginecologia Fondazione Irccs Policlinico San Matteo Pavia, evidenziando che "non si tratta più di un’opzione sperimentale ma di un cambio strutturale nella pratica clinica: oggi si osservano risposte più durature, maggiore controllo della malattia e miglior qualità di vita rispetto al passato". Sul fronte della ricerca, la priorità è invece ampliare i dati di real life. "Servono informazioni sulla durata delle risposte nel lungo termine, sulla qualità di vita e sull’identificazione dei sottogruppi che traggono maggior beneficio – afferma l’esperta - con l’obiettivo futuro di ridurre o modulare anche l’impiego della chemioterapia".
Possiamo parlare di un cambiamento consolidato. "Per molti anni il trattamento di riferimento - spiega Cassani - è stato rappresentato esclusivamente dalla chemioterapia o dalla combinazione di chemio e radioterapia che, pur consentendo di controllare la malattia in una quota di pazienti, aveva limiti importanti in termini di durata della risposta. Oggi disponiamo di evidenze solide che dimostrano come l'aggiunta dell'immunoterapia sia in grado di migliorare significativamente il controllo della malattia e la sopravvivenza. Nella pratica clinica, infatti, l’immunoterapia in prima linea è ormai realtà e la valutazione dello stato di mismatch repair, il sistema che ripara gli errori del Dna è parte integrante del percorso diagnostico iniziale".
Particolarmente rilevante il beneficio osservato nelle pazienti pMMR, con sistema di riparazione del Dna funzionante, storicamente escluse dalle terapie innovative. "Vediamo nella quotidianità - sottolinea - un controllo di malattia più duraturo e periodi più lunghi senza progressione. Questo si traduce anche in un impatto positivo sulla qualità di vita, con la possibilità per molte donne di mantenere le proprie attività personali e sociali". Nel contesto di un centro ad alta specializzazione, "il ruolo dell’approccio multidisciplinare è determinante. Anatomopatologo, patologo molecolare, oncologo e ginecologo oncologo lavorano insieme nella nostra realtà per definire strategie terapeutiche personalizzate. A questo si aggiunge il contributo di altri specialisti per la gestione delle tossicità, elemento cruciale nell’uso dell’immunoterapia", aggiunge.
Infine, grande attenzione alle reti oncologiche: "Sono fondamentali per garantire equità di accesso e uniformità di trattamento. L’auspicio è che diventino sempre più integrate anche per favorire la raccolta sistematica dei dati e migliorare la personalizzazione delle cure". Nel caso del carcinoma dell'endometrio, l'accesso tempestivo alla diagnostica molecolare e ai trattamenti innovativi come l'immunoterapia rappresenta un esempio concreto del valore delle reti oncologiche. "Per il futuro auspico infatti reti sempre più integrate, capaci di favorire non solo l'accesso alle cure ma anche la raccolta sistematica di dati clinici e biologici. Questo consentirebbe di accelerare la ricerca, migliorare la personalizzazione delle terapie e ridurre le disuguaglianze assistenziali. L'obiettivo finale deve essere garantire a ogni donna il miglior percorso di cura possibile, indipendentemente dal contesto geografico in cui vive", conclude.
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Il piano oncologico 2023-27: è urgente dare cure uniformi ovunque
Il tumore al seno è una delle emergenze sanitarie più incisive del nostro Paese e i numeri sono in aumento: stiamo parlando di 60mila nuovi casi all'anno. Eppure mancano 2mila chirurghi specializzati in senologia. E questo significa: attese più lunghe e una risposta che non sempre è quella che le pazienti si meritano. Non solo: la carenza di personale in alcune aree spinge i pazienti a spostarsi per ricevere le cure adeguate, o costringe i chirurghi a migrare da un ospedale all'altro per sopperire alle mancanze del territorio.
SOLO SEI MESI
Come mai così tanti pazienti e così pochi medici? Perché non esiste una scuola di specilizzazione dedicata alla senologia. I giovani medici quindi per formarsi possono contare su un modulo opzionale di sei mesi all'interno della chirurgia generale, oppure si iscrivono a master e esperienze all'estero. Dove spesso rimangono. "Sei mesi opzionali non bastano per una disciplina complessa che coinvolge più specialità" sostiene la deputata della Lega Tiziana Nisini che si è fatta promotrice della proposta di legge per istituire una scuola di specializzazione in chirurgia generale a indirizzo senologico. Ad oggi solo una parte dei centri italiani tratta il volume minino raccomandato di casi all'anno ma - lo impongono i numeri - è più che mai necessario garantire una risposta adeguata alla richiesta di cure.
Il nodo è duplice: da un lato la necessità di rafforzare la rete dei Centri di senologia, indicata dal Piano oncologico nazionale 2023- 2027 come modello di efficienza. Dall'altro la mancanza di un percorso universitario strutturato che prepari i chirurghi destinati a lavorare in quelle équipe multidisciplinari. Senza formazione stabile, anche la rete rischia di indebolirsi. La proposta prevede che i ministeri dell'Università e della Salute definiscano profili formativi e percorsi didattici entro 90 giorni dall'approvazione della legge. Il testo contiene anche una clausola "finanziaria": non nuovi costi per lo Stato, ma una riorganizzazione della formazione.
LA MAPPA DEI CENTRI
Ad oggi in Italia non esiste una legge unica, ma una rete di accordi Stato-Regioni (tra cui l'Intesa del 2014) e direttive del Ministero della Salute. Queste normative impongono alle strutture di conformarsi agli standard europei di Eusoma (certificazione per la cura del tumore al seno) con regole e soglie precise per i centri di senologia: ogni centro deve trattare almeno 150 nuovi casi di tumore maligno all'anno (minimo standard di garanzia per la qualità delle cure). È previsto un centro ogni 250mila abitanti. Nel centro deve essere sempre presente un'equipe dedicata formata da almeno 6 figure specializzate: radiologo, chirurgo senologo, patologo, oncologo, radioterapista e data manager.
I centri devono garantire supporto genetico, psiconcologia e percorsi di riabilitazione post-operatoria.
A dichiarare "una priorità assoluta" la lotta al cancro è lo stesso ministro alla Salute Orazio Schillaci che, nella legge di bilancio 2026 (approvata a fine 2025), ha voluto dedicare 200 milioni di euro per migliorare la diagnosi precoce dei tumori e la ricerca oncologica. A gennaio 2026 è entrata in vigore la legge 106, che potenzia le tutele per lavoratori pubblici e privati con malattie oncologiche, croniche o invalidanti.