📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?3
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
48.9/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
“Quando il bollettino meterologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione, ed è quello che abbiamo cercato di fare” in questi anni. Giancarlo Giorgetti usa una metafora marinaresca presentando…
"Solidarietà" al ministro anche dalle opposizioni: "Non si è mai visto in un passaggio così significativo che nessuno si presenti, è indecente". Il retroscena: la Lega aveva convocato gli eletti alle 12.30, quindi non per l'intervento del ministro, che ha parlato alle 9.30
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati
Un’Aula praticamente vuota e appena cinque deputati di maggioranza presenti (compreso il relatore) hanno accolto Giancarlo Giorgetti alla Camera, dove ha presentato il Documento programmatico di finanza pubblica (la “cornice” della futura legge di Bilancio). Tanto che il ministro dell’Economia apre il suo intervento salutando, con un filo di ironia, “i molti deputati presenti”. L’ironia del titolare del Tesoro, però, diventa polemica quando i cronisti gli chiedono di commentare le numerosissime assenze, soprattutto all’interno della sua coalizione. In un colloquio con Repubblica, infatti, Giorgetti si sfoga: “Non c’era nessuno, è incredibile. Per lo scostamento servono 201 sì, così non passa”, dice riferendosi al voto sulla risoluzione che autorizza lo scostamento di bilancio da 29 miliardi, previsto qualche ora dopo. “Questi non vogliono lavorare di lunedì, ma mi sembra che nemmeno il martedì abbiano tanta voglia”, è la chiosa. Occasione ghiottissima per l’opposizione, che immediatamente è passata all’attacco, esprimendo la propria beffarda “solidarietà” al ministro. Una voce su tutte: “Ha parlato di fronte ad un’Aula vuota, non si è mai visto in un passaggio così significativo che nessuno si presenti. È stato abbandonato totalmente dalla sua maggioranza, è indecente”, ha detto nel suo intervento la deputata Pd Maria Cecilia Guerra.
Il messaggio della Lega e il voto a favore
Ma come mai i banchi della maggioranza erano pressoché deserti mentre Giorgetti ha tenuto il suo intervento? Al netto di ricostruzioni e retroscena, al Fatto Quotidiano risulta che venerdì scorso i delegati d’aula della Lega – Massimiliano Panizzut e Simona Bordonali – hanno inviato a tutti gli eletti un messaggio di convocazione in aula per il voto sullo scostamento alle 12.30, sottolineando che non sarebbero state ammesse assenze o missioni. Non sfugga un particolare: l’intervento di Giorgetti era programmato per le 9.30, quindi l’ordine di presentazione dei vertici del Carroccio comunque non avrebbe evitato l’Aula vuota durante il discorso del ministro. Ad ogni modo, poi, i deputati alla Camera sono arrivati e anche in massa, tanto che la risoluzione della maggioranza sullo scostamento di bilancio è stato approvato con 219 voti a favore e 210 contrari. Tutto è bene quel che finisce bene e polemica chiusa? Sempre Giorgetti, dopo il voto: “Soddisfatto dai voti in Aula? Beh, di vincere abbiamo vinto”.
Cosa ha detto Giorgetti
“Quando il bollettino metereologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione, ed è quello che abbiamo cercato di fare” in questi anni”, ha spiegato il ministro dell’Economia nel suo discorso. “Questa rotta riteniamo di doverla confermare in un momento come questo in cui si annunciano nuvoloni all’orizzonte. Questo documento risponde a questa impronta e mira a rispettare il sentiero di consolidamento della finanza“, puntando “a rispettare i target fissati dalla nuova governance europea. Se le condizioni lo consentiranno”, pronostica il ministro, “a primavera sarà possibile l’uscita dalla procedura” d’infrazione, solo sfiorata a settembre per meno dell’1% di troppo nel rapporto deficit/Pil.
La clausola di salvaguardia europea
Rispetto a questa “linea di sostenibilità e prudenza”, argomenta Giorgetti, un “passo consapevole di deviazione” è la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia europea che consente lo scostamento, per un importo pari allo 0,6% del Pil ogni anno, per le spese su difesa ed energia. Uno spazio di manovra “che sarà rivolto sicuramente a investimenti per garantire la sicurezza energetica”, ma anche, “almeno nella fase iniziale, a dare sostegno in modo selettivo e temporaneo a famiglie e imprese in difficoltà rispetto all’incremento dei prezzi energetici e all’inflazione”, annuncia. Per questo, spiega, “è una specie di trattativa, chiamiamolo negoziato per capire cosa in queste voci può essere incluso. L’auspicio”, afferma, “è che sia condiviso questo approccio di permettere all’Italia di presentarsi in modo credibile di fronte a istituzioni e mercati”.
Giorgetti illustra il Documento di finanza pubblica di fronte alla Camera semivuota: “Nuvoloni all’orizzonte, flessibilità anche per aiutare famiglie e imprese”
📰 Ilfattoquotidiano.it📅 2026-10-13T08:50:25Z✍️ Redazione Economia
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?3
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
48.9/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
“Quando il bollettino meterologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione, ed è quello che abbiamo cercato di fare” in questi anni. Di fronte a un’Aula semivuota (appena quattro membri della m…
"Solidarietà" al ministro anche dalle opposizioni: "Non si è mai visto in un passaggio così significativo che nessuno si presenti, è indecente". Il retroscena: la Lega aveva convocato gli eletti alle 12.30, quindi non per l'intervento del ministro, che ha parlato alle 9.30
Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati
Un’Aula praticamente vuota e appena cinque deputati di maggioranza presenti (compreso il relatore) hanno accolto Giancarlo Giorgetti alla Camera, dove ha presentato il Documento programmatico di finanza pubblica (la “cornice” della futura legge di Bilancio). Tanto che il ministro dell’Economia apre il suo intervento salutando, con un filo di ironia, “i molti deputati presenti”. L’ironia del titolare del Tesoro, però, diventa polemica quando i cronisti gli chiedono di commentare le numerosissime assenze, soprattutto all’interno della sua coalizione. In un colloquio con Repubblica, infatti, Giorgetti si sfoga: “Non c’era nessuno, è incredibile. Per lo scostamento servono 201 sì, così non passa”, dice riferendosi al voto sulla risoluzione che autorizza lo scostamento di bilancio da 29 miliardi, previsto qualche ora dopo. “Questi non vogliono lavorare di lunedì, ma mi sembra che nemmeno il martedì abbiano tanta voglia”, è la chiosa. Occasione ghiottissima per l’opposizione, che immediatamente è passata all’attacco, esprimendo la propria beffarda “solidarietà” al ministro. Una voce su tutte: “Ha parlato di fronte ad un’Aula vuota, non si è mai visto in un passaggio così significativo che nessuno si presenti. È stato abbandonato totalmente dalla sua maggioranza, è indecente”, ha detto nel suo intervento la deputata Pd Maria Cecilia Guerra.
Il messaggio della Lega e il voto a favore
Ma come mai i banchi della maggioranza erano pressoché deserti mentre Giorgetti ha tenuto il suo intervento? Al netto di ricostruzioni e retroscena, al Fatto Quotidiano risulta che venerdì scorso i delegati d’aula della Lega – Massimiliano Panizzut e Simona Bordonali – hanno inviato a tutti gli eletti un messaggio di convocazione in aula per il voto sullo scostamento alle 12.30, sottolineando che non sarebbero state ammesse assenze o missioni. Non sfugga un particolare: l’intervento di Giorgetti era programmato per le 9.30, quindi l’ordine di presentazione dei vertici del Carroccio comunque non avrebbe evitato l’Aula vuota durante il discorso del ministro. Ad ogni modo, poi, i deputati alla Camera sono arrivati e anche in massa, tanto che la risoluzione della maggioranza sullo scostamento di bilancio è stato approvato con 219 voti a favore e 210 contrari. Tutto è bene quel che finisce bene e polemica chiusa? Sempre Giorgetti, dopo il voto: “Soddisfatto dai voti in Aula? Beh, di vincere abbiamo vinto”.
Cosa ha detto Giorgetti
“Quando il bollettino metereologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione, ed è quello che abbiamo cercato di fare” in questi anni”, ha spiegato il ministro dell’Economia nel suo discorso. “Questa rotta riteniamo di doverla confermare in un momento come questo in cui si annunciano nuvoloni all’orizzonte. Questo documento risponde a questa impronta e mira a rispettare il sentiero di consolidamento della finanza“, puntando “a rispettare i target fissati dalla nuova governance europea. Se le condizioni lo consentiranno”, pronostica il ministro, “a primavera sarà possibile l’uscita dalla procedura” d’infrazione, solo sfiorata a settembre per meno dell’1% di troppo nel rapporto deficit/Pil.
La clausola di salvaguardia europea
Rispetto a questa “linea di sostenibilità e prudenza”, argomenta Giorgetti, un “passo consapevole di deviazione” è la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia europea che consente lo scostamento, per un importo pari allo 0,6% del Pil ogni anno, per le spese su difesa ed energia. Uno spazio di manovra “che sarà rivolto sicuramente a investimenti per garantire la sicurezza energetica”, ma anche, “almeno nella fase iniziale, a dare sostegno in modo selettivo e temporaneo a famiglie e imprese in difficoltà rispetto all’incremento dei prezzi energetici e all’inflazione”, annuncia. Per questo, spiega, “è una specie di trattativa, chiamiamolo negoziato per capire cosa in queste voci può essere incluso. L’auspicio”, afferma, “è che sia condiviso questo approccio di permettere all’Italia di presentarsi in modo credibile di fronte a istituzioni e mercati”.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
54.8/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Tumore al seno: con l’IA la mammografia anticipa la diagnosi anche di sei anni Il Sole 24 ORE
Ascolta la versione audio dell'articolo
Si sa. Quando si parla di tumori, la diagnosi precoce è fondamentale per una miglior prognosi. Questa regola è particolarmente valida per il carcinoma della mammella, tanto che lo screening rappresenta una strategia di salute pubblica fondamentale per la salute femminile. La mammografia, insomma, è basilare. E forse grazie all’Intelligenza Artificiale potrà diventare ancor più dirimente, arrivando ad identificare lesioni cancerose ben prima di quanto potrebbe fare l’occhio dello specialista radiologo. Addirittura, stando ad una ricerca svedese pubblicata su Radiology, tre diversi sistemi di IA specificamente sviluppati per questo esame sarebbero in grado di individuare i segni del tumore fino a sei anni prima della diagnosi. In particolare, i tre sistemi di rilevamento assistito da computer basati sull’IA (AI-CAD) su dati mammografici provenienti da un’ampia popolazione sottoposta a screening, hanno permesso di ottenere in media punteggi di predizione del tumore più elevati per le persone a cui è stato poi diagnosticato un cancro al seno, contro score bassi per chi non ha sviluppato la malattia.
Chiedilo al Sole Le domande sono suggerite automaticamente da 24Ore AI
sulla base del contenuto visualizzato. Domande di approfondimento generate da 24Ore AI
Quanto si può anticipare
Lo studio ha preso in esame 88.963 mammografie eseguite su 31.394 pazienti in 10 anni, partendo da dati sono stati estratti dal database VAI-B (Validation of Artificial Intelligence for Breast Imaging), che raccoglie informazioni sugli esami e in quattro regioni della Svezia. Il programma nazionale svedese di screening mammografico invita le donne di età compresa tra i 40 e i 74 anni a partecipare a esami di screening ogni 2 anni e ogni mammografia viene tradizionalmente letta da due radiologi.
Loading...
La ricerca, coordinata da Fredrik Strand, dell’Ospedale Universitario Karolinska di Stoccolma, ha impiegato tre sistemi CAD basati sull’intelligenza artificiale (AI-CAD) disponibili in commercio alle mammografie eseguite tra gennaio 2008 e aprile 2019. In quel periodo, a 12.072 partecipanti, pari al 38,5%, è stato diagnosticato un tumore da radiologi. I sistemi AI-CAD hanno identificato con successo molti di questi tumori in fasi di screening precoci, raggiungendo una specificità del 90% – distinguendo tra un risultato vero positivo e un risultato vero negativo – fino al 19,7% delle donne 6 anni prima della diagnosi registrata, fino al 25,2%, 4 anni prima della diagnosi e fino al 39,3% 2 anni prima della diagnosi.
Le prospettive
In futuro, quindi, i punteggi AI-CAD potrebbero aiutare i radiologi a individuare precocemente i segni mammografici di potenziali tumori futuri, e un approccio personalizzato all’interpretazione dei punteggi individuali potrebbe aiutare a identificare i pazienti che potrebbero beneficiare di una maggiore vigilanza. “Circa il 20% dei casi di cancro al seno presenta segni mammografici già visibili all’IA circa 6 anni prima della diagnosi – è il commento di Strand in una nota -. Il nostro studio conferma il potenziale dell’IA di individuare, in alcuni casi, segni di cancro nelle mammografie molto prima di quando vengono rilevati dai radiologi”.
Sicuramente, per gli esperti, l’Intelligenza Artificiale apre straordinarie potenzialità dell’intelligenza artificiale nella diagnostica senologica. “E’ tuttavia importante precisa un aspetto: identificare retrospettivamente, attraverso l’IA, segnali mammografici associati allo sviluppo futuro di un carcinoma non significa necessariamente essere in grado di diagnosticare quel tumore sei anni prima – segnala Massimo Calabrese, Direttore Uoc Radiologia Oncologica e Senologica dell’Irccs Azienda Ospedaliera Metropolitana (AOM) - Policlinico San Martino di Genova -. Lo studio è certamente interessante e apre prospettive importanti, ma i risultati devono essere interpretati con cautela, considerando anche la natura retrospettiva della ricerca. Soprattutto, occorrerà dimostrare che questa capacità predittiva possa tradursi in un reale beneficio clinico per le donne”.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?2
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
35.9/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
RAINEWS * SALUTE: «LA NUOVA TERAPIA PER IL TUMORE AL PANCREAS CHE PROMETTE DI RADDOPPIARE LA SOPRAVVIVENZA www.agenziagiornalisticaopinione.it
In collaborazione con Rainews riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale./// Approvato dalla FDA americana lo scorso 26 agosto, in Europa il nuovo farmaco indicato per il tumore pancreatico metastatico già trattato è ancora in attesa dell’esame dell’EMA e risulta disponibile soltanto all’interno dei trial clinici Link alla notizia
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
57.0/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Tumore al seno metastatico triplo negativo, nuove terapie migliorano le prospettive di cura insalutenews.it
Dott.ssa Stefania Gori
Roma, 13 ottobre 2026 – In Italia vivono più di 8.200 donne con un tumore del seno metastatico triplo negativo. Si tratta di una delle neoplasie mammarie più gravi e difficili da trattare ma, negli ultimi anni, la prognosi per le pazienti è decisamente migliorata. I progressi della conoscenza della malattia, la disponibilità di trattamenti integrati e l’arrivo di nuovi farmaci hanno incrementato le possibilità di cura. È questo il messaggio lanciato ieri dagli esperti in occasione del webinar “Carcinoma mammario metastatico: quali novità?”, organizzato dall’Associazione Italiana Gruppi Oncologici Multidisciplinari (AIGOM) in occasione della Giornata Nazionale dedicata al tumore del seno metastatico.
Oltre ai clinici, all’evento online, hanno partecipato cinque rappresentanti di associazioni di pazienti e una sessione è stata interamente dedicata ai bisogni delle donne colpite dalla malattia. “Il tumore del seno metastatico o avanzato non è più incurabile ma siamo riusciti a renderlo spesso una patologia cronica – sottolinea la dott.ssa Stefania Gori, Presidente di AIGOM e Coordinamento ricerca oncologica IRCCS Sacro Cuore Don Calabria, Negrar di Valpolicella – Quello triplo negativo si contraddistingue per non presentare espressione dei recettori dell’estrogeno, del progesterone e di HER2. Le sedi più frequenti delle metastasi sono fegato, polmone, cervello, pleura, linfonodi e la cute. Molto interessate sono anche le ossa e in particolare quelle della colonna vertebrale, del bacino, dei femori, delle costole e della teca cranica. Non sempre è facile individuare i sintomi della malattia che risultano molto vari e condizionati dalla sede delle localizzazioni delle metastasi. Se il tumore non “dà disturbo”, attraverso segnali evidenti, è più facile che vi sia una ricomparsa o progressione della patologia. Per questo riteniamo prioritario sensibilizzare sia i clinici che i pazienti su questo un sottotipo di carcinoma mammario”.
Sempre dal webinar di AIGOM arriva un appello a donne, caregiver ma anche ai clinici. “Tutte le pazienti con diagnosi di tumore al seno triplo negativo metastatico dovrebbero essere sottoposte al test BRCA – prosegue la dott.ssa Gori – Questo deve avvenire indipendentemente dall’età di insorgenza della neoplasia o dalla storia personale-familiare del singolo caso. Da anni sono disponibili dei farmaci chiamati inibitori di PARP che agiscono sull’enzima coinvolto nei meccanismi di riparazione del DNA. Numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato quanto siano efficaci nella cura delle portatrici di questa mutazione, diventata famosa grazie all’attrice Angelina Jolie. L’esame genetico quindi non è solo utile ai fini preventivi ma può guidare anche le scelte terapeutiche del team multidisciplinare che gestisce la paziente. Più in generale i trattamenti che somministriamo si pongono diversi obiettivi, tra cui quello di migliorare la qualità di vita delle donne, riducendo le dimensioni della malattia e di conseguenza i sintomi. Grazie alle nuove terapie è sempre più possibile continuare a condurre una vita “normale” e quindi a proseguire con le attività quotidiane e lavorative. Persistono però delle limitazioni dovute agli accessi in ospedale per le terapie e per gli esami”.
“L’esame integrato isto-molecolare delle metastasi e lo studio del DNA tumorale circolante tramite biopsia liquida ci forniscono informazioni fondamentali per caratterizzare la malattia – prosegue il prof. Nicola Fusco, Consigliere Nazionale AIGOM e Direttore dell’Anatomia Patologica dell’Istituto Europeo di Oncologia, Milano – Decodificare il profilo biologico del tumore è oggi il prerequisito per ritagliare percorsi terapeutici davvero personalizzati. Si tratta tuttavia di analisi complesse che portano a decisioni complesse, per questo il team multidisciplinare è imprescindibile: la gestione della paziente con carcinoma mammario non può e non deve mai essere affidata al singolo specialista”.
“Sono oltre 55mila le pazienti che in Italia vivono con un tumore del seno metastatico e le proiezioni ci dicono che il loro numero continuerà a crescere – conclude la presidente di AIGOM – Il dialogo costruttivo tra oncologo e paziente è imprescindibile, soprattutto per le forme più avanzate di tumore mammario. È necessaria una comunicazione efficacie con la quale l’oncologo deve far comprendere alle donne i pro e i contro di tutte le diverse opzioni di trattamento. Come AIGOM attraverso eventi on line e in presenza intendiamo favorire il dialogo tra tutte le persone che vivono la difficile esperienza del cancro”.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?4
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?1
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
40.4/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Tumore avanzato del fegato, il 17% dei pazienti è vivo a sei anni con immunoterapia la Repubblica
Tumore avanzato del fegato, il 17% dei pazienti è vivo a sei anni con immunoterapia
Da uno studio internazionale, che ha coinvolto quasi 1200 casi di tumore avanzato del fegato o non operabile, è emerso che il regime immunoterapico Stride ha consentito di ottenere una sopravvivenza a cinque anni del 19,6% di pazienti e una sopravvivenza a sei anni del 17,1%, un dato mai osservato prima in uno studio di fase 3 in questo stadio della malattia. Lo spiega Lorenza Rimassa, professoressa associata di Oncologia medica all’Humanitas University e Responsabile dell’Uo di Oncologia epatobiliopancreatica all’Irccs Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, Milano
Intervista di Barbara Orrico
Riprese di Daniele Alberti
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
50.0/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Tumore del colon-retto . “In Emilia-Romagna screening e innovazione 2 alleati per la prevenzione” clicMedicina
Aderire allo screening per il tumore del colon-retto può fare la differenza. In Emilia-Romagna, ad esempio, i dati regionali evidenziano una riduzione della mortalità per tumore del colon-retto fino al 65% tra gli uomini e al 54% tra le donne: un dato che conferma il valore della partecipazione ai programmi di prevenzione e diagnosi precoce e l’importanza di continuare a sensibilizzare la popolazione sull’opportunità di aderire agli inviti ricevuti. Il programma di screening rappresenta infatti un percorso organizzato che consente di individuare precocemente eventuali alterazioni e, in caso di positività al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, di procedere con gli opportuni approfondimenti diagnostici, tra cui la colonscopia. La prevenzione passa quindi anche da un gesto semplice: rispondere all’invito allo screening e seguire il percorso proposto dal Servizio Sanitario.
Un’esperienza significativa arriva da Forlì, dove le attività di informazione e sensibilizzazione realizzate nel 2025 sul territorio, tra cui l’iniziativa Piazza Idea, hanno contribuito ad aumentare l’adesione al programma di screening, passata dal 37% del 2024 al 45% del 2025. Questo incremento ha avuto una ricaduta concreta anche sull’organizzazione sanitaria, rendendo necessario aumentare gli slot dedicati alle colonscopie di screening. L’esperienza di sensibilizzazione è proseguita nel territorio romagnolo, con la tappa di Piazza Idea a Cesena; l’iniziativa nasce con l’obiettivo di avvicinare la prevenzione alle persone, rendendo più comprensibile il percorso di screening e creando un’occasione di dialogo diretto con i professionisti sanitari.
“Lo screening permette di intercettare precocemente situazioni che possono essere trattate prima che evolvano in una patologia più grave”, dichiara il prof. Carlo Fabbri, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva degli Ospedali Morgagni-Pierantoni di Forlì e Bufalini di Cesena (AUSL Romagna) e professore associato presso l’Università di Bologna. “Quando il test evidenzia la necessità di un approfondimento, la colonscopia diventa un passaggio fondamentale del percorso diagnostico: non solo consente di identificare eventuali lesioni, ma in molti casi permette anche di intervenire direttamente, ad esempio attraverso la rimozione di polipi. Per questo è importante che l’intero percorso, dall’invito allo screening fino all’esame endoscopico, sia organizzato con elevati standard di qualità e possa contare su professionisti, competenze e tecnologie adeguate. Con la tappa di Piazza Idea a Cesena vogliamo continuare questo percorso, spiegando ai cittadini il valore dello screening e l’importanza di non rimandare.”
Se l’adesione allo screening rappresenta il primo passo, la qualità dell’esame endoscopico è un elemento altrettanto importante del percorso. Una colonscopia di screening richiede infatti un’organizzazione strutturata, personale adeguatamente formato e tecnologie in grado di supportare il professionista nell’esecuzione della procedura. È in questo contesto che si inserisce la presenza di EndoRunner, l’hub mobile di Fujifilm Healthcare dotato di 3 stazioni endoscopiche; uno spazio tecnologico che permetterà a cittadini e professionisti di conoscere da vicino alcune delle soluzioni più avanzate utilizzate nei percorsi di diagnosi e cura.
“Per Fujifilm Healthcare innovare significa anche portare la tecnologia fuori dai luoghi in cui viene abitualmente utilizzata, creando occasioni di confronto tra cittadini e professionisti”, afferma Davide Campari, managing director di Fujifilm Healthcare Italia. “EndoRunner nasce come spazio mobile dedicato alla formazione e alla conoscenza delle tecnologie endoscopiche e iniziative come Piazza Idea ci permettono di utilizzarlo anche per avvicinare le persone al tema della prevenzione. Sensibilizzazione, competenze cliniche e innovazione tecnologica sono parti dello stesso percorso: aumentare la consapevolezza e contribuire a rendere sempre più efficace la diagnosi precoce.”
Le tappe di Piazza Idea rappresentano quindi la prosecuzione di un percorso che mette al centro il cittadino e la possibilità di fare prevenzione attraverso un’informazione chiara e accessibile, ribadendo come aderire allo screening significhi prendersi cura della propria salute.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
52.6/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Wiskott-Aldrich e Ada-Scid, le terapie geniche che il no-profit porta ai pazienti Corriere della Sera
Per sostenere i costi delle sperimentazioni, preparare i dossier necessari a ricevere l’autorizzazione all’immissione in commercio dagli enti regolatori, produrre i farmaci con tutte le garanzie di sicurezza servono competenze specifiche e tantissime risorse economiche: dalla scoperta all’arrivo in clinica si possono spendere anche più di due miliardi di euro. Spese che in genere si accollano le aziende farmaceutiche, ma esistono eccezioni: etuvetidigene autotemcel, la prima terapia genica approvata per la cura della sindrome di Wiskott-Aldrich, è anche il primo farmaco «portato alla registrazione sul mercato, europeo e americano, da un ente no profit, Fondazione Telethon», ha raccontato Alessandro Aiuti, vicedirettore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget), responsabile dell’Unità di Immunoematologia Pediatrica dell’Irccs San Raffaele di Milano e docente di Pediatria dell’Università Vita-Salute San Raffaele, durante il recente forum italo-svedese «Innovative advanced therapies: the swedish and italian vision of future medicine in hematology and beyond» ospitato a Stoccolma dall’Ambasciata d’Italia.
Che cos'è la sindrome di Wiskott-Aldrich e come veniva curata Uno sforzo enorme per dare una speranza concreta a chi soffre di questa rara malattia del sangue, in cui una mutazione del gene Was provoca un’immunodeficienza e un basso numero di piastrine: i pazienti, quasi solo maschi, fin da piccolissimi vanno incontro a infezioni, sanguinamenti e a un maggior rischio di sviluppare malattie autoimmuni e linfomi. Le terapie possibili finora erano solo di supporto oppure il trapianto di cellule staminali emopoietiche da donatore compatibile, che tuttavia non è senza rischi. Grazie alla ricerca del SR-Tiget è stata trovata una soluzione efficace in cellule staminali e progenitrici ematopoietiche del paziente stesso, estratte e modificate in laboratorio attraverso un vettore, un lentivirus, che trasporta l’informazione per il gene Was corretto. Le cellule «sane» sono poi reinfuse dopo aver fatto spazio nel midollo del paziente con un ciclo di chemioterapia.
La scelta di Fondazione Telethon Il trattamento è efficace e sicuro, ma come accade per le malattie rare i pazienti sono pochi (l’incidenza in questo caso è di 1 ogni 250mila neonati maschi) e quindi la costosa produzione del farmaco non è redditizia per le industrie. «Quella che si era impegnata a portare la cura sul mercato ha poi deciso di disinvestire per ragioni di sostenibilità economica (nel 2023, ndr)», racconta Aiuti. «Ci siamo chiesti: come facciamo a dirlo ai pazienti in lista d’attesa? E come facciamo a dirlo alle famiglie che hanno già ricevuto il trattamento e devono continuare a essere seguite? E come facciamo a dirlo ai ricercatori che hanno investito passione, tempo, energie?». La soluzione è stata «caricarsi» tutta la procedura sulle spalle, imparando «a comportarci come fossimo una farmaceutica, percorrendo tutte le fasi per registrazione, rimborsabilità e approvazione della terapia con gli enti regolatori», dice Aiuti.
«Tutto ciò si è trasformato in un’opportunità non solo per i pazienti, ma anche per tutto il mondo delle malattie genetiche rare perché apre la strada a un nuovo modello per rendere disponibili queste terapie, che funzionano per la clinica, ma non per l’industria. Lo sforzo è però enorme per una no profit come Fondazione Telethon: per la sostenibilità del sistema si dovrà pensare a investimenti strutturali e consolidati e speriamo che la riforma della legislazione farmaceutica europea possa aiutare in questa direzione», conclude Aiuti.
I «bambini nella bolla» La terapia genica per la sindrome di Wiskott-Aldrich non è la prima di cui Fondazione Telethon si è caricata l’onere della produzione: quella per Ada-Scid, la malattia dei «bambini bolla» in cui una banale infezione può essere fatale, è stata realizzata grazie alla ricerca del SR-Tiget ed è rimborsabile in Italia nel 2016, quando era commercializzata da un’industria farmaceutica, che però nel 2022 ha annunciato di voler disinvestire. Nel 2023 la Commissione Europea trasferì la licenza a Fondazione Telethon, che divenne la prima no profit a farsi carico della commercializzazione di una terapia. Quella esperienza, con l’iter seguito per l’approvazione della cura per la sindrome Wiskott-Aldrich, hanno creato un nuovo modello per rendere più sostenibile la terapia genica per patologie rare e ultra-rare: Fondazione Telethon si fa carico dei costi e dei rischi delle fasi di sviluppo precoce e intermedio, rivolgendosi alle aziende quando i tempi sono maturi. Se ci sono industrie interessate, Fondazione Telethon trasferisce il progetto; altrimenti procede da sola per garantire ai pazienti l’accesso alle cure.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
50.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
La nuova terapia per il tumore al pancreas che promette di raddoppiare la sopravvivenza RaiNews
Approvato dalla FDA americana lo scorso 26 agosto, in Europa il nuovo farmaco indicato per il tumore pancreatico metastatico già trattato è ancora in attesa dell’esame dell’EMA e risulta disponibile soltanto all'interno dei trial clinici Il tumore del pancreas resta, ad oggi, una delle forme più difficili da trattaree le opzioni terapeutiche utilizzabili sono limitate. Solo in Italia fa registrare circa 15mila decessi ogni anno. Ora, una nuova molecola che ha portato ad un farmaco sperimentale in fase clinica, ovvero già testato sui pazienti, segna un passo avanti significativo. I risultati sono promettenti ed arrivano dallo studio 'Resolute', che ha riscosso interesse al congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO), guadagnandosi la presentazione in sessione plenaria. La molecola si chiama daraxonrasib ed è somministrata in compresse: nei pazienti con tumore al pancreas già metastatico che nello studio - che ha coinvolto 500 pazienti già sottoposti a precedenti terapie - hanno ricevuto il trattamento, il daraxonrasib quasi raddoppia la sopravvivenza con meno effetti collaterali rispetto alla chemioterapia: il farmaco ha portato la sopravvivenza media a oltre 13,2 mesi rispetto ai 6,7 ottenuti con la chemioterapia. Un risultato che rappresenta, secondo gli oncologi, il maggiore successo nel trattamento di questa neoplasia da decenni, anche se la molecola è ancora in fase sperimentale. Si apre uno spiraglio per l’accesso precoce in Italia a daraxonrasib, la nuova terapia mirata per il tumore del pancreas metastatico già autorizzata negli Stati Uniti ma non ancora nell’Unione europea. Aifa ha infatti avviato un’interlocuzione con l’azienda produttrice, Revolution Medicines, per verificare la possibilità di attivare un programma nazionale di uso compassionevole. Ad annunciarlo è stato il sottosegretario alla SaluteMarcello Gemmato.Un intervento che arriva a pochi giorni dall’appello lanciato dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che aveva chiesto a Revolution Medicines di rendere disponibile gratuitamente il medicinale anche ai pazienti italiani attraverso un programma di uso compassionevole, in attesa della conclusione dell’iter regolatorio europeo. Al momento, ha spiegato Gemmato, daraxonrasib può essere utilizzato in Italia esclusivamente nell’ambito delle sperimentazioni cliniche autorizzate e per i pazienti che rispettano i criteri di eleggibilità dei protocolli. Sono autorizzati gli studi RASolute 302, 303 e 304, oltre a due ulteriori sperimentazioni su pazienti con tumori solidi. Il RASolute 304 e lo studio di dose escalation/dose expansion risultano attualmente in fase di arruolamento. Nei giorni scorsi l’Aiom era intervenuta con forza sulla vicenda chiedendo proprio a Revolution Medicines di attivare anche in Europa un programma di uso compassionevole. L’Associazione aveva ricordato come nello studio registrativo RASolute 302 la sopravvivenza mediana fosse risultata pari a 13,2 mesi contro 6,6 mesi con la chemioterapia, precisando però che si tratta di un beneficio in termini di prolungamento della sopravvivenza e non di guarigione. Il presidente Aiom Massimo Di Maio aveva sottolineato il problema dell’accesso alla terapia, ricordando che negli Stati Uniti l’azienda aveva già attivato, prima del via libera della Fda, un programma di expanded access. Aiom aveva inoltre denunciato che la procedura di uso nominale globale allora disponibile avrebbe consentito l’importazione del farmaco a spese del paziente, con un costo indicato dall’Associazione in circa 39 mila dollari al mese.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?2
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?1
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
36.7/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Tumore al pancreas, il farmaco della speranza arriva dagli Usa RaiNews
Serena ha 55 anni, un tumore al pancreas metastatico e da quattro anni una "vita nuova": grazie a una pillola sperimentale, la malattia è in regressione. Il farmaco, daraxonrasib, ha raddoppiato la sopravvivenza ed è stato accolto con una standing ovation al congresso di Chicago. Ma in Italia e in Europa non si può ancora prescrivere: negli Usa costa 39.800 dollari al mese e la politica dei prezzi di Trump rischia di ritardarne ulteriormente l'arrivo. I malati non hanno tempo e i soldi per cure di questo tipo, avvertono gli oncologi, "da qualche parte dovranno arrivare".
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
54.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Radioiodio per l'ipertiroidismo: nessun aumento del rischio oncologico complessivo Doctor33
Il trattamento con radioiodio per l'ipertiroidismo non sembra aumentare il rischio complessivo di sviluppo e mortalità oncologiche. Lo indicano i risultati di uno studio, pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, che segnala però un aumento del rischio di carcinoma mammario e un apparente aumento della mortalità per carcinoma pancreatico, due segnali che gli autori ritengono meritevoli di monitoraggio a lungo termine e che vanno interpretati con prudenza.
Lo iodio-131 è usato per l'ipertiroidismo dagli anni Quaranta e, dopo la captazione selettiva da parte delle cellule che esprimono il NIS, emette particelle beta responsabili del danno citotossico. Il NIS è espresso anche in ghiandole salivari, stomaco e ghiandola mammaria, e lo iodio viene eliminato per via renale: il transito in questi tessuti li espone potenzialmente a radiazioni. Le attività somministrate per l'ipertiroidismo, 5-20 mCi, sono di un ordine di grandezza inferiori a quelle usate per il carcinoma tiroideo, 30-200 mCi e oltre, ma i timori sulla sicurezza a lungo termine persistono dopo che l'estensione del 2019 del Cooperative Thyrotoxicosis Therapy Follow-up Study aveva riportato un lieve eccesso di mortalità oncologica, soprattutto mammaria, correlato alla dose assorbita dallo stomaco. Quei risultati sono stati ampiamente criticati per limiti metodologici, e studi successivi, inclusa una rigorosa metanalisi, non hanno dimostrato effetti su incidenza e mortalità per neoplasie tranne che per il tumore tiroideo; gli incrementi sito-specifici sembrano attribuibili al contesto biologico della patologia tiroidea di base e a bias di sorveglianza più che alle radiazioni.
Lo studio ha incluso 6.435 adulti, il 78% donne e il 51,9% in post-menopausa, trattati per ipertiroidismo tra il 2006 e il 2019 e seguiti per almeno due anni dopo il trattamento, con un follow-up medio di 8,2 anni. Di questi, 2.109 avevano ricevuto radioiodio, in 1.058 casi dopo altre terapie, mentre 4.326 non l'avevano mai ricevuto, essendo stati trattati con tireostatici o tiroidectomia. Gli esiti, valutati come hazard ratio aggiustati per età, covariate cliniche e demografiche e periodo di trattamento, comprendevano 487 diagnosi di cancro e 157 decessi per cancro.
Rispetto ai pazienti mai trattati con radioiodio, quelli che lo avevano ricevuto non hanno mostrato un aumento dell'incidenza globale di cancro (HR 1,02) né della mortalità oncologica complessiva (HR 0,81).
Nelle donne, invece, il rischio di carcinoma mammario è risultato aumentato (HR 2,24), in particolare in post-menopausa (HR 2,65), senza aumento significativo in pre-menopausa. Per il carcinoma pancreatico gli autori riportano un aumento della mortalità nei pazienti seguiti per almeno due anni (HR 4,05), concludendo che il radioiodio è associato a un maggior rischio di incidenza di carcinoma mammario e a un apparente aumento della mortalità pancreatica, e suggerendo un monitoraggio a lungo termine dei pazienti trattati. L'aumento del tumore mammario non può essere però considerato certo, perché mancano i fattori di rischio riproduttivi e i dati necessari per valutare un'eventuale relazione dose-risposta; il dato sulla mortalità pancreatica invece si basa su appena sei eventi nel braccio trattato e tre nei controlli. In generale, i rischi sito-specifici basati su numeri piccoli o senza pieno controllo dei confondenti vanno interpretati con cautela, in attesa di studi che includano dosimetria e fattori di rischio individuali.
Per il clinico, questi dati confermano che il radioiodio resta un’opzione sicura ed efficace per il trattamento dell’ipertiroidismo, senza motivo di modificarne le indicazioni. I segnali sul tumore mammario e pancreatico suggeriscono però di non trascurare, nel follow-up a lungo termine, gli screening oncologici raccomandati, in particolare quello mammografico in post-menopausa.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?3
55.2/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Messina. Festeggia i 13 anni la paziente salvata al Policlinico da una polmonite necrotizzante 01/07/2026 L'eco del sud
È fuori pericolo la ragazzina di 13 anni che ad aprile scorso ha rischiato di morire per un batterio che le aveva danneggiato gravemente i polmoni.
La piccola si trova ancora ricoverata presso la Terapia Intensiva Pediatrica dell’Unità Operativa Complessa di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale guidata dalla Prof.ssa Eloisa Gitto, ma nei prossimi giorni sarà dimessa per proseguire con un percorso di riabilitazione.
Una degenza lunga scandita da momenti complessi, ma durante la quale la mamma e alcuni familiari - tutti residenti fuori regione – le sono rimasti sempre vicino grazie agli alloggi presenti all’interno del padiglione NI gestiti dall’Associazione “Il Bucaneve”. E proprio qui venerdì 26 Giugno la famiglia, insieme a tutta l’équipé medica che l’ha avuta in cura, ha organizzato una festa a sorpresa per celebrare i suoi 13 anni. Un compleanno speciale e ancor più significativo per la battaglia affrontata; un momento di allegria e spensieratezza che testimonia al tempo stesso il valore di una struttura ospedaliera che può ospitare anche le famiglie, offrendo quell’apporto di umanizzazione che è parte integrante delle cure.
“Un’occasione – ha sottolineato il direttore amministrativo Elvira Amata – per celebrare la vita e la tenacia di questa nostra piccola paziente che in questi mesi ha stupito tutti per la sua forza. L’augurio è quello di poter presto tornare alla vita di ogni giorno, scandita dagli affetti e dalle sue passioni, come quella della danza. Un pensiero lo rivolgo anche alla sua mamma che, con fiducia e fede, ha scelto di affidarsi alle cure dei nostri professionisti dosando sempre coraggio e amore.”.
In occasione della festa la famiglia ha voluto condividere un ringraziamento: “Troppo spesso sentiamo parlare delle difficoltà della sanità, ma oggi sentiamo il dovere di testimoniare che esistono realtà che rappresentano una vera eccellenza. Il Policlinico di Messina e il CCPM di Taormina hanno dimostrato che la sanità siciliana è fatta anche di grandi professionisti e di persone dal cuore immenso, che ogni giorno combattono per restituire speranza alle famiglie. A tutti voi che avete lottato insieme a noi e che avete riportato il sorriso nei nostri cuori, diciamo semplicemente grazie. La vostra professionalità, la vostra umanità e il vostro amore per questo lavoro resteranno per sempre impressi nella nostra memoria.
Un pensiero colmo di affetto e gratitudine desideriamo rivolgerlo anche all’Associazione “Il Bucaneve”, che durante la lunga degenza ci ha accolti e sostenuti facendoci sentire come una grande famiglia. Per chi è costretto a vivere lontano da casa, affrontando giorni carichi di paura e incertezza, trovare un luogo fatto di solidarietà e calore umano è un dono prezioso. Un ringraziamento speciale va alla signora Letizia, una donna straordinaria, dalla storia intensa e commovente, che attraverso la condivisione delle sue esperienze ci ha trasmesso forza, speranza e coraggio, insegnandoci che anche nei momenti più difficili non bisogna mai smettere di credere nella vita”.
Un percorso clinico complesso, quello di questa giovane paziente, che ha visto in campo più professionisti e più strutture sia del policlinico universitario, come la chirurgia vascolare diretta dal Prof. Filippo Benedetto e l’Otorinolaringoiatria guidata dal Prof. Francesco Galletti; sia esterne come la Cardiochirurgia del CCPM di Taormina, diretta dal Dott. Sasha Agati. Nelle prime fasi significativo il ruolo della Microbiologia Clinica dell’AOU, diretta dal Prof. Giuseppe Mancuso, che in sinergia con la Prof.ssa Stefania Stefani, dell’AOU Policlinico Rodolico S. Marco– ha reso possibile una diagnosi precisa con la possibilità di iniziare una terapia mirata nel più breve tempo possibile.
Ricordiamo che la ragazzina era giunta in condizioni gravissime a causa di uno shock settico. Nonostante il tempestivo trattamento intensivo, che ha consentito di stabilizzare il quadro infettivo ed emodinamico, l’evoluzione clinica è stata complicata dallo sviluppo di gravi lesioni polmonari. Di fronte a un quadro clinico così complesso e in rapida evoluzione, il team dell’UOC di Patologia e TIN, in sinergia con la Cardiochirurgia del CCPM di Taormina, ha scelto di dare una chance di vita e l’unica opzione terapeutica percorribile è stata individuata nella circolazione extracorporea (ECMO). La paziente, una volta migliorata, è poi ritornata presso l’ospedale universitario di Messina dove ha proseguito le cure.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
43.3/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Monica Guerritore dopo la chemioterapia: «Mi svegliavo prima di Roberto per truccarmi» Italia Informa
13/10/2026
- di: Ilaria Faraone
Tornare a ballare mentre si ricomincia a riconoscersi allo specchio. Per Monica Guerritore, la pista di Ballando con le Stelle ha anche questo significato: riprendere in mano la propria vita dopo mesi difficili, senza aspettare che tutto torni esattamente come prima.
Monica Guerritore dopo la chemioterapia: «Mi svegliavo prima di Roberto per truccarmi»
L’attrice, 68 anni, ha affrontato un tumore a partire da metà aprile, concludendo a fine luglio un ciclo di sei sedute di chemioterapia. Ora, in un’intervista a la Repubblica, racconta la voglia di rimettersi in gioco, ma anche una ferita meno raccontata della malattia: la perdita dei capelli, che per lei è stata particolarmente dolorosa.
La sua partecipazione al programma di Milly Carlucci non è stata una decisione presa a cuor leggero, ma nemmeno una scelta da rimandare a tempi migliori. «Mi mancava tantissimo questa organizzazione teatrale, l’idea di rimettermi in gioco», confida. Anche il suo oncologo, il professor Cortesi, ha accolto con favore la notizia.
Quando Guerritore gli ha annunciato «io accetto Ballando con le Stelle», lui «si è messo a ridere», racconta l’attrice. L’idea di tornare a una quotidianità fatta di impegni, prove e nuove sfide è parte del suo benessere. «Io non posso fermarmi, le cose si fanno credendoci: anche una gara di ballo», spiega.
Scendere in pista, per lei, non significa soltanto imparare passi e coreografie: è una gioia, ma anche una sfida personale, da affrontare con le energie e i tempi di oggi. C’è però un aspetto del percorso che Monica non nasconde. Nel 2006 aveva già affrontato un tumore al seno, curato allora senza chemioterapia. Questa volta, la perdita dei capelli ha avuto un peso importante.
«Le donne che vivono la malattia lo possono capire bene», osserva, ricordando la necessità di ricorrere a parrucche e trucco per ritrovare un’immagine familiare. «Ti svegli al mattino e sei bianca, un extraterrestre. Ti specchi e ti chiedi: chi sei?».
Arrivava persino a svegliarsi prima del compagno, Roberto Zaccaria, per truccarsi le sopracciglia e gli occhi. I momenti più duri, racconta, sono stati il Globo d’oro e i Nastri d’argento. Eppure ha voluto accompagnare fino alla fine Anna, il suo film dedicato ad Anna Magnani. Un impegno mantenuto anche mentre affrontava le conseguenze delle cure. Adesso, almeno su questo fronte, c’è una novità che l’attrice aspetta con impazienza: i capelli stanno ricrescendo.
«Sono corti corti come quando ho girato Fotografando Patrizia. Poi vedrò se saranno biondi o scuri. Ma di sicuro, finalmente, avrò i miei capelli». Ritrovare il proprio viso, ammette, la farà sentire meglio. Non una questione di vanità, ma il desiderio di riconoscersi senza dover ricostruire ogni mattina la propria immagine. Accanto a lei c’è Roberto, al suo fianco dal 2000 e sposato con lei dal 2010.
Il sentimento, spiega, si è trasformato nel tempo senza perdere solidità. «Roberto è solido, amorevole, corretto. In ogni situazione so come si comporterà. Correttamente. È al mio fianco». Guerritore è anche madre di Maria e Lucia, 37 e 34 anni, avute da Gabriele Lavia. Ora, tra una prova e un passo di danza, il futuro torna ad avere un ritmo diverso.
I capelli ricrescono, il corpo ritrova gradualmente i suoi tempi e la pista offre nuove occasioni per misurarsi con se stessa. Per Monica Guerritore, il ritorno alla normalità non passa dall'attesa di essere quella di prima, ma dalla possibilità di sentirsi ancora pienamente protagonista della propria vita.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?5
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
56.7/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Direttore dell'Ospedale Oncologico: occorrono 2.600 miliardi di VND per il Centro di Radioterapia Protonica. Vietnam.vn
I progetti comprendono: la costruzione di una nuova area ad alta tecnologia per lo screening delle malattie; l'acquisto di apparecchiature mediche specializzate; l'acquisto di un sistema ciclotrone e di un sistema di accelerazione lineare a energia singola; la costruzione di un nuovo centro di radioterapia protonica; e la costruzione di una nuova area ausiliaria per i pazienti dell'Ospedale Oncologico.
Di conseguenza, nel periodo 2026-2030, il settore sanitario di Ho Chi Minh City ha registrato l'attuazione di 5 importanti progetti di investimento pubblico presso l'Ospedale Oncologico di Ho Chi Minh City, con un investimento totale stimato di oltre 5.000 miliardi di VND provenienti dal bilancio cittadino.
L'obiettivo non è solo quello di affrontare le sfide immediate del sovraffollamento, della radioterapia e della diagnostica specialistica, ma soprattutto di costruire un ospedale oncologico specializzato all'avanguardia, con capacità commisurate al suo ruolo di centro di riferimento terziario per Ho Chi Minh City e la regione meridionale.
Di recente, il Dipartimento della Salute di Ho Chi Minh City ha annunciato che, vista la crescente domanda di esami e trattamenti oncologici, la città continuerà a dare priorità agli investimenti per l'Ospedale Oncologico di Ho Chi Minh City.
La città di Ho Chi Minh sta incrementando gli investimenti destinati alla cura del cancro.
Parlando con un giornalista del quotidiano Dan Tri , il dottor Diep Bao Tuan, direttore dell'Ospedale Oncologico di Ho Chi Minh City, ha affermato che l'ospedale riceve ogni giorno circa 4.800-5.000 pazienti per visite ed esami, e che oltre il 75% di essi proviene da altre province e città.
I progetti rimanenti sono in fase di finalizzazione da parte del Ministero della Salute in coordinamento con le unità competenti e saranno sottoposti all'attenzione delle autorità competenti nel periodo 2026-2027.
Ad oggi, il progetto "Approvvigionamento di apparecchiature mediche specializzate", gestito dal Consiglio di gestione dei progetti di investimento per l'edilizia civile e industriale di Ho Chi Minh City, ha ricevuto l'approvazione per gli investimenti e si prevede che la procedura di gara si terrà entro il primo trimestre del 2027.
"Attualmente, Ho Chi Minh City si sta consultando con esperti per investire in un proprio sistema di protonterapia, che si aggiungerà ai tre sistemi già installati dal governo negli ospedali di livello centrale. Speriamo di poter disporre presto di questo sistema per offrire un servizio più efficace alla popolazione", ha dichiarato il dottor Diep Bao Tuan.
Il dottor Tuan ha spiegato che, sebbene l'implementazione delle tecniche di radioterapia offra nuove opportunità di trattamento per i pazienti, i costi di investimento, gestione e manutenzione del sistema di radioterapia protonica sono molto elevati, raggiungendo i 2.600 miliardi di VND.
Secondo il dottor Tuan, attualmente in Vietnam non è stato implementato alcun sistema di protonterapia. Si tratta di una tecnica di radioterapia molto recente che aiuta a concentrare le dosi di radiazioni sul tumore, minimizzando l'impatto sui tessuti sani circostanti; in altre parole, è un metodo di radioterapia più mirato, diretto al tumore.
Secondo il direttore dell'Ospedale Oncologico di Ho Chi Minh City, data l'enorme domanda di cure, l'orientamento strategico per lo sviluppo dell'unità nel prossimo periodo è quello di standardizzare la qualità e sviluppare trattamenti multimodali; promuovere l'innovazione e l'applicazione della tecnologia per una diagnosi accurata; sviluppare la ricerca clinica; formare e sviluppare la rete sanitaria di base; e intraprendere la trasformazione digitale .
L'obiettivo generale è continuare a garantire che vengano soddisfatte le esigenze sanitarie della popolazione, passando al contempo da attività individuali specializzate a un ecosistema di cura oncologica più completo e incentrato sul paziente.
In precedenza, alla prima Conferenza sulla Radioterapia Protonica in Vietnam (tenutasi nell'agosto 2025), il Dott. Nguyen Trong Khoa, Vice Direttore del Dipartimento di Esami Medici e Gestione delle Terapie ( Ministero della Salute ), aveva affermato che il progetto per la costruzione di centri di radioterapia protonica presso tre importanti ospedali stava procedendo a ritmo accelerato.
Nello specifico, il progetto per la costruzione di un centro di radioterapia protonica sarà realizzato presso l'ospedale K, l'ospedale Cho Ray e l'ospedale centrale di Hue , con completamento previsto tra il 2026 e il 2030. Si prevede che il progetto consentirà ai pazienti nazionali di accedere a trattamenti avanzati, ridurrà i costi dei viaggi all'estero e, al contempo, potenzierà le capacità del sistema sanitario nazionale.
Previsioni al 2035 per il mercato dei sistemi di radiochirurgia con acceleratore lineare, spinto dall'aumento dei tumori e dalla domanda di radioterapia di precisione - Notizie e Statistiche - IndexBox
📰 IndexBox📅 2026-10-12T23:46:03
radioterapia
Previsioni al 2035 per il mercato dei sistemi di radiochirurgia con acceleratore lineare, spinto dall'aumento dei tumori e dalla domanda di radioterapia di precisione - Notizie e Statistiche IndexBox
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?3
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?5
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
59.3/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Tumore al seno allo stadio zero: quando la diagnosi precoce rischia di diventare una cura inutile Mondosanità
Una donna si sottopone a una mammografia di controllo. Non ha sintomi, non avverte noduli, sta bene. Pochi giorni dopo riceve una telefonata: è stato individuato un carcinoma mammario allo stadio zero. La parola che rimane impressa è una sola: cancro. Seguono visite, biopsie, consulti chirurgici e, spesso, un intervento. Ma quella donna avrebbe davvero sviluppato una malattia capace di minacciare la sua vita?
È la domanda sollevata dall’oncologo Mikkael A. Sekeres in un articolo pubblicato sul Washington Post il 12 ottobre 2026. Una domanda che mette in discussione non l’utilità della diagnosi precoce, ma una convinzione profondamente radicata: trovare un tumore prima possibile significa necessariamente salvare una vita.
Il carcinoma che potrebbe non diventare mai un tumore invasivo
Il carcinoma duttale in situ, conosciuto come DCIS, consiste nella proliferazione di cellule anomale confinate nei dotti mammari. Non hanno attraversato la membrana basale e non hanno invaso i tessuti circostanti.
Negli Stati Uniti se ne diagnosticano oltre 50.000 casi ogni anno, soprattutto grazie alla mammografia. La sopravvivenza a cinque anni è prossima al 100%.
Il problema è che il DCIS non rappresenta una condizione biologicamente uniforme. Alcune lesioni possono evolvere verso un carcinoma invasivo, altre rimangono stabili per molti anni e probabilmente non avrebbero mai provocato sintomi.
Non sappiamo ancora distinguere con sufficiente precisione le une dalle altre.
Studi su donne non sottoposte immediatamente a chirurgia suggeriscono che una parte dei DCIS a basso rischio possa essere controllata nel tempo. Ma attenzione: questi risultati non significano che ogni lesione possa essere tranquillamente ignorata. Il grado istologico, le dimensioni, le caratteristiche radiologiche e la possibilità che la biopsia abbia sottostimato una componente invasiva cambiano radicalmente il quadro.
Curare di più non significa sempre vivere più a lungo
Oggi la maggioranza delle donne con DCIS viene operata. Spesso alla chirurgia conservativa segue la radioterapia; in determinate condizioni viene proposta anche una terapia endocrina.
Questi trattamenti non sono inutili. La radioterapia riduce significativamente le recidive nella mammella trattata, comprese quelle invasive. In alcuni dati citati da Sekeres, il rischio di carcinoma invasivo a dieci anni scende dal 4,9% al 2,5%.
Significa evitare circa due o tre eventi invasivi ogni cento donne trattate, in quel particolare contesto clinico.
Ma emerge un risultato apparentemente paradossale: nonostante la riduzione delle recidive, gli studi non hanno dimostrato un corrispondente miglioramento della sopravvivenza globale.
Non è una contraddizione. Prevenire una recidiva può essere importante anche quando non modifica la mortalità. Significa evitare ulteriori interventi, trattamenti e sofferenze. Tuttavia, il beneficio deve essere confrontato con gli effetti indesiderati delle cure.
La decisione diventa quindi più complessa del semplice scegliere tra curare e non curare.
La parola cancro può cambiare la scelta terapeutica
Uno degli aspetti più sorprendenti riguarda il linguaggio.
In uno studio sulle preferenze delle donne, la disponibilità ad accettare trattamenti non chirurgici variava sensibilmente secondo la definizione utilizzata: 53% quando si parlava di cancro non invasivo, 66% quando veniva descritta una lesione mammaria, 69% quando si utilizzava l’espressione cellule anomale.
La condizione descritta era sostanzialmente la stessa. Cambiava il nome.
Questo non significa nascondere la diagnosi o minimizzarne i rischi. Significa spiegare che la parola carcinoma comprende situazioni biologiche molto differenti.
Una paziente informata dovrebbe conoscere il rischio assoluto di progressione, il beneficio atteso da ogni trattamento e le conseguenze di un eventuale rinvio terapeutico.
La sorveglianza attiva: una rivoluzione ancora da dimostrare
La ricerca sta valutando se alcune donne con DCIS a basso rischio possano evitare l’intervento immediato attraverso controlli clinici e radiologici programmati.
Lo studio randomizzato COMET ha fornito risultati incoraggianti a breve termine, senza evidenziare un aumento significativo dei carcinomi invasivi nelle pazienti selezionate per il monitoraggio attivo rispetto alle cure standard.
Ma il follow-up rimane troppo breve per considerare definitivamente risolta la questione. Inoltre, i risultati riguardano donne accuratamente selezionate e non sono automaticamente applicabili a tutti i DCIS.
Servono dati di lungo periodo sulla progressione, sulla mortalità e sulla qualità della vita.
La sorveglianza attiva non deve trasformarsi in una nuova moda terapeutica prima che siano disponibili prove sufficienti.
La vera domanda che ogni paziente dovrebbe fare
Sekeres racconta anche la vicenda della madre, che ricevette una diagnosi di DCIS a ottant’anni. Scelse chirurgia conservativa e radioterapia, rifiutando invece la terapia endocrina.
Non cercava necessariamente di vivere più a lungo. Voleva ridurre la possibilità di affrontare un altro problema mammario.
È una distinzione fondamentale.
Per una donna di quarantacinque anni, con molti decenni di aspettativa di vita, la valutazione può essere diversa da quella di una donna anziana con altre patologie. Ma l’età da sola non basta: contano la biologia della lesione, il rischio individuale e le preferenze personali.
La domanda più utile da rivolgere allo specialista non è soltanto «Devo operarmi?», ma anche: «Su cento donne con una lesione simile alla mia, quante svilupperanno un tumore invasivo, quante ne saranno protette dal trattamento e quali effetti indesiderati dovranno affrontare?».
La lezione per il Servizio sanitario nazionale
Il DCIS rappresenta un caso emblematico di possibile sovradiagnosi: l’individuazione di anomalie che, senza lo screening, non avrebbero mai provocato una malattia clinicamente rilevante.
Ma non bisogna confondere la sovradiagnosi con l’errore diagnostico. Una lesione può essere identificata correttamente e tuttavia non essere destinata a compromettere la salute.
Per il SSN la sfida non è ridurre indiscriminatamente mammografie o trattamenti. È migliorare la capacità di distinguere le pazienti che beneficiano realmente delle cure da quelle esposte soprattutto ai loro effetti indesiderati.
Servono percorsi multidisciplinari, informazioni comprensibili sul rischio assoluto, decisioni condivise e studi capaci di identificare i marcatori biologici della progressione.
L’intelligenza artificiale potrebbe contribuire integrando immagini, istologia e dati molecolari, ma oggi non dispone di strumenti sufficientemente validati per stabilire autonomamente quali DCIS non richiedano trattamento.
La medicina del futuro non sarà necessariamente quella che scopre e cura il maggior numero di anomalie.
Sarà quella capace di riconoscere quando intervenire cambia davvero il destino di una persona e quando, invece, il miglior trattamento potrebbe essere evitare un trattamento non necessario.
References:
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?4
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
50.7/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Malattie rare, al via lo screening neonatale per la MLD: il Sant’Orsola al centro del progetto BolognaToday
Individuare una malattia rara prima che compaiano i sintomi, quando intervenire può cambiare le prospettive di vita di un bambino. Con questo obiettivo dal 12 ottobre prende il via in Emilia-Romagna il progetto pilota per lo screening neonatale della leucodistrofia metacromatica, o MLD. Il policlinico Sant’Orsola, già sede del Centro regionale per lo screening neonatale, sarà il punto di riferimento del percorso. L’iniziativa arriva dopo il lavoro dell’associazione Voa Voa! Amici di Sofia e delle famiglie che hanno chiesto di estendere il test, già avviato in Toscana.
Come funziona lo screening: nessun prelievo aggiuntivo
Per i neonati e le loro famiglie non sarà necessario un prelievo in più. Il test per la MLD utilizzerà le stesse gocce di sangue raccolte dal tallone tra le 48 e le 72 ore di vita, già impiegate per gli altri screening neonatali. Nella prima fase del progetto, i campioni saranno inviati all’ospedale Meyer di Firenze, con cui è stato siglato un accordo per le analisi e la refertazione. I bambini con un risultato positivo saranno avviati agli approfondimenti diagnostici e presi in carico dalla Neuropsichiatria infantile del Sant’Orsola. Quando indicata, la terapia genica sarà effettuata all’ospedale San Raffaele di Milano, individuato nel percorso come centro autorizzato al trattamento. L’obiettivo è rendere progressivamente autonomo il Policlinico bolognese per le attività di screening. "Ovviamente lo faremo", ha assicurato il presidente della Regione Michele de Pascale durante la presentazione.
Perché individuare la MLD prima dei sintomi è fondamentale
La leucodistrofia metacromatica è una rara malattia genetica neurodegenerativa che può provocare una progressiva perdita delle capacità motorie e cognitive. Esistono forme infantili, giovanili e adulte, con tempi e modalità di progressione differenti. Lo screening punta a intercettarla nelle prime settimane di vita, prima della manifestazione clinica. La diagnosi precoce permette di valutare tempestivamente gli approfondimenti necessari e l’eventuale accesso alla terapia genica: l’idoneità al trattamento dipende dalla forma della malattia e dalla fase in cui viene individuata. Il test rappresenta quindi il primo passaggio di un percorso diagnostico e assistenziale, pensato per offrire ai bambini che possono beneficiarne la possibilità di essere trattati nella fase più favorevole.
De Pascale e Fabi: "Una concreta opportunità di salute"
"Manteniamo l’impegno che avevamo preso fin dall’inizio di questo lungo percorso", sottolineano il presidente Michele de Pascale e l’assessore regionale alla Sanità Massimo Fabi. "Abbiamo lavorato perché una possibilità offerta dalla ricerca e dall’innovazione potesse diventare una concreta opportunità di salute: individuare la malattia prima che compaiano i sintomi significa poter intervenire tempestivamente, e cambiare radicalmente la prospettiva di vita di un bambino". La Regione sostiene il progetto con 500mila euro, mentre Voa Voa! Amici di Sofia ha messo a disposizione 28mila euro provenienti dal cinque per mille.
Nek: "Sono prima di tutto un papà"
Il progetto rientra nella campagna nazionale “Stop MLD Italia”, promossa da Voa Voa per estendere lo screening nel Paese. Testimonial è il cantautore Nek, che ha rilanciato l’appello durante la presentazione. "Sono prima di tutto un papà. Il mio desiderio è essere strumento e megafono per queste persone. È un progetto da estendere a tutta Italia, e mi spenderò il più possibile. Faccio anche appello ai miei colleghi più celebri", ha dichiarato. Il presidente dell’associazione, Guido De Barros, invita le altre Regioni a seguire il percorso emiliano-romagnolo: "Le altre Regioni prendano esempio da questo modello". De Barros ha inoltre richiamato il mancato inserimento dello screening per la MLD nei Livelli essenziali di assistenza: "È un’assenza che pesa enormemente".
La mamma di Gioia: "Lo avevo promesso a lei"
Tra le famiglie che hanno sostenuto l’introduzione dello screening c’è quella di Gioia, bambina di Formigine affetta da MLD. La madre, Giulia Ferrari, aveva raccontato la loro esperienza e chiesto che altri bambini potessero ricevere una diagnosi tempestiva. "Abbiamo raggiunto un traguardo agognato. Lo avevo promesso a Gioia: è un passaggio fondamentale", racconta. "Spero che l’Emilia-Romagna sia d’esempio per le altre Regioni": un auspicio che accompagna l’avvio del progetto e il lavoro per rendere la diagnosi precoce accessibile a un numero sempre maggiore di neonati.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
50.7/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Come comunicare le nuove frontiere della radioterapia oncologica: corso in Fnsi il 6 novembre FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana
La sala Walter Tobagi della Fnsi
12 Ott 2026
Come comunicare le nuove frontiere della radioterapia oncologica: corso in Fnsi il 6 novembre
L’appuntamento è dalle 9:30 alle 13:30 in sala Walter Tobagi. Iscrizioni aperte sulla piattaforma formazionegiornalisti.it fino al 27 ottobre. Ai partecipanti andranno due crediti.
“Le nuove frontiere della radioterapia oncologica. Come comunicare l'innovazione tecnologica e le nuove opportunità di cura”: è il titolo del corso di formazione, organizzato in collaborazione con ForMedia, che si svolgerà venerdì 6 novembre 2026 dalle 9:30 alle 13:30 nella sala Walter Tobagi della Fnsi (via delle Botteghe Oscure 54, primo piano, Roma).
Il seminario intende fornire ai giornalisti e ai professionisti dell’informazione le chiavi di lettura scientifiche e deontologiche per raccontare l’evoluzione della radioterapia oncologica contemporanea.
Negli ultimi anni, la convergenza tra intelligenza artificiale, tecniche ad altissima precisione (come la radioterapia stereotassica, la protonterapia e le tecniche FLASH) e la personalizzazione dei trattamenti hanno trasformato radicalmente le prospettive di cura e la qualità di vita dei pazienti. Spesso, tuttavia, la comunicazione scientifica oscilla tra il rischio di ingiustificato allarmismo e la tentazione del sensazionalismo.
L’obiettivo dell’incontro è fornire gli strumenti concettuali e il linguaggio tecnico per decodificare le innovazioni mediche, distinguere tra sperimentazione clinicamente rilevante e annunci prematuri e garantire un’informazione rigorosa empatica e trasparente.
Di seguito l’elenco degli interventi:
Francesca Sforza (giornalista responsabile di Tuttolibri e lo Specchio) - Innovazione, comunicazione e centralità del paziente;
Lorella Salce (responsabile Comunicazione Stampa e Relazione Esterne degli Ifo) - Campagne di informazione sanitaria;
Maria Antonietta Gambacorta (vicepreside della facoltà di Medicina e Chirurgia Università Cattolica del Sacro Cuore) - Le innovazioni in radioterapia oncologica: reinterpretare la medicina di genere;
Giuditta Chiloiro (medico specialista in radioterapia oncologica) - Il ruolo delle alte tecnologie per preservare la fertilità nel corso dei trattamento radioterapici;
Bruno Fionda (dirigente medico del Gemelli Advanced Radiation Therapy center) - La moderna radioterapia nel trattamento delle neoplasie della prostata;
Rosa Autorino (dirigente medico Radiation Therapy Fondazione Policlinico Universitario Gemelli) - La moderna radioterapia nel trattamento delle neoplasie della cervice uterina;
Luca Boldrini (esponsabile Unità Operativa di Radioterapia oncologica) - Le nuove frontiere della ricerca sulle immagini e la medicina di genere;
Loredana Dinapoli (psicologa psicoterapeuta) - Psico-oncologia di genere: differenze cliniche ed emotive nel percorso di cura;
Adelina Petrone (medico estetico specialista radioterapia oncologica Ospedale Isola Tiberina) - La medicina estetica in oncologia.
Modera Tommaso Polidoro, consigliere nazionale Fnsi, previsti i saluti iniziali della segretaria generale Alessandra Costante.
Iscrizioni aperte sulla piattaforma formazionegiornalisti.it fino al 27 ottobre. Ai partecipanti andranno due crediti. (anc)