📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?1
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?1
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
28.1/100
Punteggio Totale
D
Valutazione
❌
Criteri Critici
Dalla Calabria una possibile cura contro il melanoma · Video LaC News24 LaC News24
Impossibile caricare il contenuto. Riprova più tardi. Una scoperta rivoluzionaria nella cura contro il melanoma arriva dal cosentino e ha visto collaborare medici, docenti universitari e anche la BCC Mediocrati.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
51.9/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Auricolari hi-tech, algoritmi, terapia genica: per chi non sente c’è un futuro tutto da scoprire Avvenire
Tutte le innovazioni in cantiere per migliorare la qualità della vita dei quanti hanno problemi di udito. L’Associazione “Liberi di sentire” mette in campo «forme di assistenza etica e proattiva» per superare il «mero assistenzialismo»
Per chi soffre di problemi dell’udito, riuscire a migliorare la qualità della vita grazie allo sviluppo di nuove tecnologie, disponibili e accessibili in modo capillare, da Nord a Sud, è un obiettivo che si può e si deve raggiungere. Al convegno “Sordità: Ascoltiamo il Futuro” – promosso di recente dall’ Associazione italiana “Liberi di Sentire” all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Irccs di Milano – esperti clinici, ricercatori e professionisti italiani e internazionali lo hanno ribadito con esempi pratici e risultati scientifici: il mondo della sordità sta vivendo una fase di profonda evoluzione, in cui ricerca e innovazione tecnologia si intrecciano sempre di più. A cominciare dal modo in cui il cervello delle persone sorde elabora i suoni e come questo processo si traduca nella pratica verbale e linguistica degli oralisti.
«È un campo di studio che continua ad aprire nuove prospettive di ricerca e comprensione – spiega Silvia Vicario, responsabile informatico e ufficio stampa dell’associazione –. Accanto agli aspetti neuroscientifici, cresce anche il ruolo della teleaudiologia, una realtà già presente che consente assistenza da remoto sui dispositivi acustici. Una modalità sempre più diffusa, che permette interventi e supporto a distanza, ma che necessita ancora di un quadro normativo chiaro».
Numerosi poi i progetti innovativi. «Tra questi – continua Vicario – un algoritmo in grado di migliorare e normalizzare la voce delle persone sorde con difficoltà espressive, con l'obiettivo di rendere la comunicazione più accessibile ed efficace. Uno degli ambiti più importanti resta però quello della terapia genica, considerata oggi una delle frontiere più avanzate della ricerca. Le prospettive aperte da questi studi potrebbero cambiare concretamente il futuro delle nuove generazioni. Un futuro che non appare più lontano, ma già iniziato».
Infine, l’innovazione messa in campo dal settore audioprotesico. «Dalle protesi Otc (over the counter) alle nuove classificazioni di mercato, fino all’utilizzo dell'intelligenza artificiale per migliorare la regolazione dei dispositivi acustici, il settore continua a evolversi rapidamente. Tra gli strumenti più innovativi figurano anche i Nuance Audio e i nuovi AirPods Pro 3, utilizzabili come protesi acustiche per sordità lievi o moderate».
L’Associazione italiana “Liberi di Sentire”, promossa e partecipata da giovani sordi riabilitati, come spiegano i promotori, «ha l’obiettivo tra l’altro di difendere e tutelare i diritti delle persone sorde e di contribuire al miglioramento del loro futuro attraverso forme di assistenza etica e proattiva e non attraverso un mero assistenzialismo o sindacalismo, incoraggiando la ricerca e diffondendo cultura e informazione, attraverso anche attività di opinione».
Iscriviti alla newsletter settimanale gratuita di “è vita”: basta cliccare qui.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
64.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Tumori del sangue negli anziani: il ruolo del caregiver decisivo per l’aderenza terapeutica e l’efficacia dei percorsi di cura TecnoMedicina
Le nuove terapie stanno cambiando la storia clinica dei tumori del sangue, soprattutto nei pazienti anziani. Linfomi e leucemie, sempre più frequenti con l’invecchiamento della popolazione, possono oggi contare su opzioni innovative come anticorpi bispecifici e terapie orali chemio-free, che migliorano la prognosi offrendo cure più personalizzate, efficaci e meglio tollerate rispetto alla chemioterapia tradizionale. Ma questa trasformazione apre una nuova sfida per il SSN: non basta avere trattamenti più efficaci, serve un’organizzazione capace di accompagnare il paziente nella gestione quotidiana della malattia. È questo il tema al centro del convegno “Tumori del sangue nel paziente anziano: percorsi di cura e ruolo del caregiver”, che si è svolto presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica, su iniziativa del Sen. Guido Quintino Liris, con il contributo non condizionante di AbbVie. Durante l’incontro è stato presentato un policy paper dedicato ai percorsi terapeutici, ai modelli assistenziali e al ruolo del caregiver nelle patologie oncoematologiche dell’anziano. Il paper propone alcune linee di intervento concrete fra cui: formazione e supporto ai caregiver, con percorsi strutturati per rafforzare le competenze nella gestione degli aspetti clinici, sociali ed emotivi della malattia, e un accesso più sistematico al supporto psicologico per pazienti e familiari. Proposto anche l’inserimento formale del caregiver nei PDTA ematologici, attraverso standard minimi che garantiscano un coinvolgimento omogeneo. La terza proposta riguarda il rafforzamento dell’assistenza territoriale e domiciliare, in coerenza con il PNRR, attraverso una maggiore integrazione tra ospedale, distretto, medici di medicina generale, personale infermieristico e reti di supporto.
“L’innovazione terapeutica nei tumori del sangue offre una grande possibilità sia per i pazienti anziani sia per il Servizio Sanitario Nazionale, ma comporta anche una significativa responsabilità organizzativa – dichiara il Sen. Guido Quintino Liris – Dobbiamo sviluppare percorsi che accompagnino il paziente nella vita quotidiana, rafforzando l’integrazione tra ospedale, territorio e domicilio. È prioritario riconoscere, formare e sostenere il caregiver, poiché la sua presenza è spesso determinante per garantire l’accesso alle terapie più innovative”.
L’invecchiamento della popolazione rende linfomi e leucemie una sfida sempre più rilevante per il SSN. In Italia gli over 65 sono quasi 15 milioni e molte neoplasie ematologiche hanno un picco di incidenza nelle fasce di età più avanzate. I linfomi non Hodgkin sono fra i 10 tumori più frequenti nel nostro Paese, colpiscono oltre 160.000 persone e nel 2024 hanno causato quasi 6.000 decessi. I due più frequenti sono il Linfoma Diffuso a Grandi Cellule B, la forma aggressiva più comune con un’età media alla diagnosi di 66 anni e una possibilità di recidiva fino al 40% dei casi e il Linfoma Follicolare, a lungo considerato incurabile, con un’incidenza di 4-5 casi ogni 100.000 abitanti. Anche le leucemie riguardano in larga parte la popolazione anziana: la Leucemia Linfatica Cronica, la forma più diffusa nei paesi occidentali, ha un picco tra i 60 e i 75 anni, mentre la leucemia mieloide acuta, che rappresenta circa l’80% di tutte le leucemie acute negli adulti, ha un’età mediana alla diagnosi di 68 anni. Negli ultimi anni l’oncoematologia ha visto una rapida evoluzione terapeutica. Si stanno affermando opzioni terapeutiche sempre più mirate, come le terapie cellulari CAR-T, gli anticorpi bispecifici e i farmaci target orali, anche in formulazioni chemio-free. In particolare, gli anticorpi bispecifici rappresentano una delle innovazioni più significative nel trattamento di alcuni linfomi, potendo costituire un’alternativa o un complemento alle CAR-T nei pazienti non eleggibili alla terapia cellulare. Nella Leucemia Linfatica Cronica, invece, è di grande importanza la personalizzazione della cura: l’ematologo può scegliere diverse combinazioni terapeutiche, non solo sulla base delle caratteristiche biologiche e cliniche della malattia ma anche delle necessità/preferenze dei pazienti. Queste innovazioni stanno modificando profondamente i percorsi di cura: molte terapie vengono oggi gestite in day hospital, day service, outpatient o al domicilio, riducendo il ricorso al ricovero ordinario. Una prospettiva positiva per qualità di vita dei pazienti e sostenibilità del sistema, che richiede modelli assistenziali più integrati e meno ospedale-centrici.
“Oggi possiamo offrire possibilità di trattamento che fino a poco tempo fa erano impensabili per pazienti anziani o fragili, che in passato venivano spesso accompagnati soprattutto con terapie di supporto – sottolinea il Prof. Massimo Breccia, Professore Associato di Ematologia, Università ‘La Sapienza’ di Roma – ma l’innovazione diventa beneficio reale solo se il paziente è inserito in un percorso sostenibile. Accessi frequenti al centro, corretta assunzione dei farmaci, monitoraggio degli effetti collaterali e comunicazione tempestiva con i clinici richiedono spesso il coinvolgimento attivo di un caregiver. Senza questo supporto, anche la terapia più avanzata può risultare difficilmente praticabile”.
In questo contesto, il caregiver costituisce una componente operativa della cura: non si limita ad accompagnare il paziente alle visite in ospedale, ma contribuisce alla gestione delle terapie orali, all’aderenza terapeutica, al monitoraggio dei sintomi, alla comunicazione con i clinici, all’organizzazione degli accessi, dei controlli e dell’assistenza domiciliare. In Italia oltre 7 milioni di persone assistono regolarmente un familiare non autosufficiente senza compenso, dedicando in media più di 20 ore settimanali. Il carico è particolarmente rilevante nei percorsi oncoematologici: circa l’80% dei caregiver di questi pazienti segnala un carico psicologico elevato, il 50% manifesta sintomi depressivi significativi e solo il 14% cerca supporto da un professionista sanitario.
“L’assenza di un adeguato supporto del caregiver può compromettere l’appropriatezza della scelta terapeutica, favorendo il ricorso a soluzioni meno innovative e potenzialmente meno efficaci, con un conseguente aggravio di costi per il SSN legato a una gestione non ottimale del paziente – sottolinea il Prof. Roberto Marasca, Professore Associato di Ematologia, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – questo non è solo un problema clinico, ma anche organizzativo ed economico: una presa in carico non ottimale può generare complicanze, accessi non programmati, ricoveri prolungati e quindi maggiori costi per il SSN”.
Nel corso dei lavori per la redazione del Policy Paper e durante l’evento, particolare attenzione è stata dedicata al punto di vista dei pazienti e dei caregiver, grazie alla partecipazione di Giuseppe Gioffrè, Presidente della Sezione Udine-Gorizia e componente del CdA dell’Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma e di Davide Petruzzelli, Presidente Associazione La Lampada di Aladino ETS, che quotidianamente affrontano le complessità del percorso di cura. Il confronto ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare l’equità di accesso ai percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali su tutto il territorio nazionale, promuovendo modelli di presa in carico sempre più integrati e vicini ai bisogni delle persone.
“Nei percorsi oncoematologici più moderni il paziente e il caregiver non possono essere lasciati a una gestione informale, affidata solo alla buona volontà dei singoli professionisti o della famiglia – spiega Annalisa Arcari, Dirigente medico UOC Ematologia e Centro trapianti, Azienda Usl di Piacenza – una figura chiave in questo contesto può diventare il case manager infermieristico per garantire educazione terapeutica, continuità assistenziale, monitoraggio dei sintomi e raccordo operativo tra centro ematologico, territorio e domicilio. È una funzione indispensabile soprattutto quando le cure si spostano fuori dall’ospedale e richiedono attenzione quotidiana, tempestività e capacità di orientarsi tra servizi diversi”.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
46.3/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Lo screening del colon-retto anche in farmacia quinewsarezzo.it
AttualitàMartedì09 Giugno 2026ore 18:05 La nuova modalità dello screening per il tumore del colon-retto arriva nel territorio dell'Asl Toscana sud est. Ecco come funziona PROVINCE DI AREZZO, GROSSETO E SIENA —Da domani, mercoledì 10 Giugno, una nuova modalità dello screening per il tumore del colon-retto arriva nel territorio dell'Asl Toscana sud est. I cittadini residenti nelle province di Arezzo, Grosseto e Siena potranno infatti ritirare e riconsegnare il kit per il test del sangue occulto direttamente nella rete delle farmacie pubbliche e private aderenti.Questo nuovo servizio nasce dal protocollo d'intesa regionale, siglato con la necessità di rendere la prevenzione un gesto semplice e accessibile a tutti, eliminando i disagi legati al numero limitato di sedi aziendali e agli orari di consegna finora disponibili. Grazie alla capillarità e all'ampio orario di apertura delle farmacie di prossimità, l'obiettivo è aumentare sensibilmente la percentuale di adesione a uno screening fondamentale per la salute.Come funziona:tre passi per salvare una vitaIl programma è rivolto a tutta la popolazione (uomini e donne) di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Il percorso si articola in tre semplici passaggi, completamente gratuiti: 1. L'invito a casa: I cittadini riceveranno per posta una lettera di invito inviata dall'Azienda sanitaria in collaborazione con Ispro. All'interno della lettera sarà presente un QR Code che rimanda al sito di Regione Toscana per consultare l'elenco aggiornato delle farmacie aderenti. 2. Il ritiro del kit: Presentando la lettera e il proprio codice fiscale in una delle farmacie aderenti, sarà possibile ritirare gratuitamente la provetta per il test. Il farmacista si occuperà di fornire il materiale e tutte le istruzioni necessarie. 3. Il test a casa e la riconsegna: Il test consiste nella raccolta a domicilio di un piccolo campione di feci. Una volta eseguito, il campione andrà riconsegnato in farmacia esclusivamente nei giorni dal lunedì al giovedì. È possibile riconsegnare il test anche in una farmacia diversa da quella del ritiro.Il test per la ricerca del sangue occulto fecale viene proposto ogni due anni ed è uno degli strumenti di sanità pubblica più efficaci per intercettare la malattia nelle prime fasi, o per individuare e rimuovere i polipi intestinali prima che si trasformino in un tumore. Nel caso in cui il test dovesse risultare positivo (evento che si verifica in circa il 5% dei casi), il sistema sanitario contatterà direttamente il cittadino per programmare, sempre gratuitamente, una colonscopia di approfondimento.I cittadini che riceveranno la lettera di invito potranno trovare le istruzioni, l'illustrazione del materiale e l'elenco delle farmacie aderenti direttamente sul sito web dell'Asl. I cittadini residenti nelle province di Arezzo, Grosseto e Siena potranno infatti ritirare e riconsegnare il kit per il test del sangue occulto direttamente nella rete delle farmacie pubbliche e private aderenti.Questo nuovo servizio nasce dal protocollo d'intesa regionale, siglato con la necessità di rendere la prevenzione un gesto semplice e accessibile a tutti, eliminando i disagi legati al numero limitato di sedi aziendali e agli orari di consegna finora disponibili. Grazie alla capillarità e all'ampio orario di apertura delle farmacie di prossimità, l'obiettivo è aumentare sensibilmente la percentuale di adesione a uno screening fondamentale per la salute.Come funziona:tre passi per salvare una vitaIl programma è rivolto a tutta la popolazione (uomini e donne) di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Il percorso si articola in tre semplici passaggi, completamente gratuiti: 1. L'invito a casa: I cittadini riceveranno per posta una lettera di invito inviata dall'Azienda sanitaria in collaborazione con Ispro. All'interno della lettera sarà presente un QR Code che rimanda al sito di Regione Toscana per consultare l'elenco aggiornato delle farmacie aderenti. 2. Il ritiro del kit: Presentando la lettera e il proprio codice fiscale in una delle farmacie aderenti, sarà possibile ritirare gratuitamente la provetta per il test. Il farmacista si occuperà di fornire il materiale e tutte le istruzioni necessarie. 3. Il test a casa e la riconsegna: Il test consiste nella raccolta a domicilio di un piccolo campione di feci. Una volta eseguito, il campione andrà riconsegnato in farmacia esclusivamente nei giorni dal lunedì al giovedì. È possibile riconsegnare il test anche in una farmacia diversa da quella del ritiro.Il test per la ricerca del sangue occulto fecale viene proposto ogni due anni ed è uno degli strumenti di sanità pubblica più efficaci per intercettare la malattia nelle prime fasi, o per individuare e rimuovere i polipi intestinali prima che si trasformino in un tumore. Nel caso in cui il test dovesse risultare positivo (evento che si verifica in circa il 5% dei casi), il sistema sanitario contatterà direttamente il cittadino per programmare, sempre gratuitamente, una colonscopia di approfondimento.I cittadini che riceveranno la lettera di invito potranno trovare le istruzioni, l'illustrazione del materiale e l'elenco delle farmacie aderenti direttamente sul sito web dell'Asl. Questo nuovo servizio nasce dal protocollo d'intesa regionale, siglato con la necessità di rendere la prevenzione un gesto semplice e accessibile a tutti, eliminando i disagi legati al numero limitato di sedi aziendali e agli orari di consegna finora disponibili. Grazie alla capillarità e all'ampio orario di apertura delle farmacie di prossimità, l'obiettivo è aumentare sensibilmente la percentuale di adesione a uno screening fondamentale per la salute.Come funziona:tre passi per salvare una vitaIl programma è rivolto a tutta la popolazione (uomini e donne) di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Il percorso si articola in tre semplici passaggi, completamente gratuiti: 1. L'invito a casa: I cittadini riceveranno per posta una lettera di invito inviata dall'Azienda sanitaria in collaborazione con Ispro. All'interno della lettera sarà presente un QR Code che rimanda al sito di Regione Toscana per consultare l'elenco aggiornato delle farmacie aderenti. 2. Il ritiro del kit: Presentando la lettera e il proprio codice fiscale in una delle farmacie aderenti, sarà possibile ritirare gratuitamente la provetta per il test. Il farmacista si occuperà di fornire il materiale e tutte le istruzioni necessarie. 3. Il test a casa e la riconsegna: Il test consiste nella raccolta a domicilio di un piccolo campione di feci. Una volta eseguito, il campione andrà riconsegnato in farmacia esclusivamente nei giorni dal lunedì al giovedì. È possibile riconsegnare il test anche in una farmacia diversa da quella del ritiro.Il test per la ricerca del sangue occulto fecale viene proposto ogni due anni ed è uno degli strumenti di sanità pubblica più efficaci per intercettare la malattia nelle prime fasi, o per individuare e rimuovere i polipi intestinali prima che si trasformino in un tumore. Nel caso in cui il test dovesse risultare positivo (evento che si verifica in circa il 5% dei casi), il sistema sanitario contatterà direttamente il cittadino per programmare, sempre gratuitamente, una colonscopia di approfondimento.I cittadini che riceveranno la lettera di invito potranno trovare le istruzioni, l'illustrazione del materiale e l'elenco delle farmacie aderenti direttamente sul sito web dell'Asl. Questo nuovo servizio nasce dal protocollo d'intesa regionale, siglato con la necessità di rendere la prevenzione un gesto semplice e accessibile a tutti, eliminando i disagi legati al numero limitato di sedi aziendali e agli orari di consegna finora disponibili. Grazie alla capillarità e all'ampio orario di apertura delle farmacie di prossimità, l'obiettivo è aumentare sensibilmente la percentuale di adesione a uno screening fondamentale per la salute.Come funziona:tre passi per salvare una vitaIl programma è rivolto a tutta la popolazione (uomini e donne) di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Il percorso si articola in tre semplici passaggi, completamente gratuiti: 1. L'invito a casa: I cittadini riceveranno per posta una lettera di invito inviata dall'Azienda sanitaria in collaborazione con Ispro. All'interno della lettera sarà presente un QR Code che rimanda al sito di Regione Toscana per consultare l'elenco aggiornato delle farmacie aderenti. 2. Il ritiro del kit: Presentando la lettera e il proprio codice fiscale in una delle farmacie aderenti, sarà possibile ritirare gratuitamente la provetta per il test. Il farmacista si occuperà di fornire il materiale e tutte le istruzioni necessarie. 3. Il test a casa e la riconsegna: Il test consiste nella raccolta a domicilio di un piccolo campione di feci. Una volta eseguito, il campione andrà riconsegnato in farmacia esclusivamente nei giorni dal lunedì al giovedì. È possibile riconsegnare il test anche in una farmacia diversa da quella del ritiro.Il test per la ricerca del sangue occulto fecale viene proposto ogni due anni ed è uno degli strumenti di sanità pubblica più efficaci per intercettare la malattia nelle prime fasi, o per individuare e rimuovere i polipi intestinali prima che si trasformino in un tumore. Nel caso in cui il test dovesse risultare positivo (evento che si verifica in circa il 5% dei casi), il sistema sanitario contatterà direttamente il cittadino per programmare, sempre gratuitamente, una colonscopia di approfondimento.I cittadini che riceveranno la lettera di invito potranno trovare le istruzioni, l'illustrazione del materiale e l'elenco delle farmacie aderenti direttamente sul sito web dell'Asl. Questo nuovo servizio nasce dal protocollo d'intesa regionale, siglato con la necessità di rendere la prevenzione un gesto semplice e accessibile a tutti, eliminando i disagi legati al numero limitato di sedi aziendali e agli orari di consegna finora disponibili. Grazie alla capillarità e all'ampio orario di apertura delle farmacie di prossimità, l'obiettivo è aumentare sensibilmente la percentuale di adesione a uno screening fondamentale per la salute.Come funziona:tre passi per salvare una vitaIl programma è rivolto a tutta la popolazione (uomini e donne) di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Il percorso si articola in tre semplici passaggi, completamente gratuiti: 1. L'invito a casa: I cittadini riceveranno per posta una lettera di invito inviata dall'Azienda sanitaria in collaborazione con Ispro. All'interno della lettera sarà presente un QR Code che rimanda al sito di Regione Toscana per consultare l'elenco aggiornato delle farmacie aderenti. 2. Il ritiro del kit: Presentando la lettera e il proprio codice fiscale in una delle farmacie aderenti, sarà possibile ritirare gratuitamente la provetta per il test. Il farmacista si occuperà di fornire il materiale e tutte le istruzioni necessarie. 3. Il test a casa e la riconsegna: Il test consiste nella raccolta a domicilio di un piccolo campione di feci. Una volta eseguito, il campione andrà riconsegnato in farmacia esclusivamente nei giorni dal lunedì al giovedì. È possibile riconsegnare il test anche in una farmacia diversa da quella del ritiro.Il test per la ricerca del sangue occulto fecale viene proposto ogni due anni ed è uno degli strumenti di sanità pubblica più efficaci per intercettare la malattia nelle prime fasi, o per individuare e rimuovere i polipi intestinali prima che si trasformino in un tumore. Nel caso in cui il test dovesse risultare positivo (evento che si verifica in circa il 5% dei casi), il sistema sanitario contatterà direttamente il cittadino per programmare, sempre gratuitamente, una colonscopia di approfondimento.I cittadini che riceveranno la lettera di invito potranno trovare le istruzioni, l'illustrazione del materiale e l'elenco delle farmacie aderenti direttamente sul sito web dell'Asl. Come funziona:tre passi per salvare una vitaIl programma è rivolto a tutta la popolazione (uomini e donne) di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Il percorso si articola in tre semplici passaggi, completamente gratuiti: 1. L'invito a casa: I cittadini riceveranno per posta una lettera di invito inviata dall'Azienda sanitaria in collaborazione con Ispro. All'interno della lettera sarà presente un QR Code che rimanda al sito di Regione Toscana per consultare l'elenco aggiornato delle farmacie aderenti. 2. Il ritiro del kit: Presentando la lettera e il proprio codice fiscale in una delle farmacie aderenti, sarà possibile ritirare gratuitamente la provetta per il test. Il farmacista si occuperà di fornire il materiale e tutte le istruzioni necessarie. 3. Il test a casa e la riconsegna: Il test consiste nella raccolta a domicilio di un piccolo campione di feci. Una volta eseguito, il campione andrà riconsegnato in farmacia esclusivamente nei giorni dal lunedì al giovedì. È possibile riconsegnare il test anche in una farmacia diversa da quella del ritiro.Il test per la ricerca del sangue occulto fecale viene proposto ogni due anni ed è uno degli strumenti di sanità pubblica più efficaci per intercettare la malattia nelle prime fasi, o per individuare e rimuovere i polipi intestinali prima che si trasformino in un tumore. Nel caso in cui il test dovesse risultare positivo (evento che si verifica in circa il 5% dei casi), il sistema sanitario contatterà direttamente il cittadino per programmare, sempre gratuitamente, una colonscopia di approfondimento.I cittadini che riceveranno la lettera di invito potranno trovare le istruzioni, l'illustrazione del materiale e l'elenco delle farmacie aderenti direttamente sul sito web dell'Asl. Come funziona:tre passi per salvare una vitaIl programma è rivolto a tutta la popolazione (uomini e donne) di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Il percorso si articola in tre semplici passaggi, completamente gratuiti: 1. L'invito a casa: I cittadini riceveranno per posta una lettera di invito inviata dall'Azienda sanitaria in collaborazione con Ispro. All'interno della lettera sarà presente un QR Code che rimanda al sito di Regione Toscana per consultare l'elenco aggiornato delle farmacie aderenti. 2. Il ritiro del kit: Presentando la lettera e il proprio codice fiscale in una delle farmacie aderenti, sarà possibile ritirare gratuitamente la provetta per il test. Il farmacista si occuperà di fornire il materiale e tutte le istruzioni necessarie. 3. Il test a casa e la riconsegna: Il test consiste nella raccolta a domicilio di un piccolo campione di feci. Una volta eseguito, il campione andrà riconsegnato in farmacia esclusivamente nei giorni dal lunedì al giovedì. È possibile riconsegnare il test anche in una farmacia diversa da quella del ritiro.Il test per la ricerca del sangue occulto fecale viene proposto ogni due anni ed è uno degli strumenti di sanità pubblica più efficaci per intercettare la malattia nelle prime fasi, o per individuare e rimuovere i polipi intestinali prima che si trasformino in un tumore. Nel caso in cui il test dovesse risultare positivo (evento che si verifica in circa il 5% dei casi), il sistema sanitario contatterà direttamente il cittadino per programmare, sempre gratuitamente, una colonscopia di approfondimento.I cittadini che riceveranno la lettera di invito potranno trovare le istruzioni, l'illustrazione del materiale e l'elenco delle farmacie aderenti direttamente sul sito web dell'Asl. Il test per la ricerca del sangue occulto fecale viene proposto ogni due anni ed è uno degli strumenti di sanità pubblica più efficaci per intercettare la malattia nelle prime fasi, o per individuare e rimuovere i polipi intestinali prima che si trasformino in un tumore. Nel caso in cui il test dovesse risultare positivo (evento che si verifica in circa il 5% dei casi), il sistema sanitario contatterà direttamente il cittadino per programmare, sempre gratuitamente, una colonscopia di approfondimento.I cittadini che riceveranno la lettera di invito potranno trovare le istruzioni, l'illustrazione del materiale e l'elenco delle farmacie aderenti direttamente sul sito web dell'Asl. Il test per la ricerca del sangue occulto fecale viene proposto ogni due anni ed è uno degli strumenti di sanità pubblica più efficaci per intercettare la malattia nelle prime fasi, o per individuare e rimuovere i polipi intestinali prima che si trasformino in un tumore. Nel caso in cui il test dovesse risultare positivo (evento che si verifica in circa il 5% dei casi), il sistema sanitario contatterà direttamente il cittadino per programmare, sempre gratuitamente, una colonscopia di approfondimento.I cittadini che riceveranno la lettera di invito potranno trovare le istruzioni, l'illustrazione del materiale e l'elenco delle farmacie aderenti direttamente sul sito web dell'Asl. I cittadini che riceveranno la lettera di invito potranno trovare le istruzioni, l'illustrazione del materiale e l'elenco delle farmacie aderenti direttamente sul sito web dell'Asl. I cittadini che riceveranno la lettera di invito potranno trovare le istruzioni, l'illustrazione del materiale e l'elenco delle farmacie aderenti direttamente sul sito web dell'Asl. Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti allaNewsletter QUInews - ToscanaMedia.Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.Basta cliccareQUI
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
48.1/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Giorni decisivi per il destino della Radioterapia oncologica di Carpi VOCE.IT
Le prese di posizione politiche sono tutte lì, pubbliche e leggibili, essendo state portate Consiglio comunale da Fratelli d'Italia e centro sinistra, e in Assemblea regionale da Fratelli d'Italia. Tant'è che il settimanale diocesano ne ha fatto uso proficuo nel suo ultimo numero, titolando un servizio del direttoreLuigi Lammasul presente e il futuro della Radioterapia di Carpi "A difesa del bunker”. Il fatto è che a livello di Commissione territoriale sociale e sanitaria se ne sta parlando sul serio, in quello che viene definito "tavolo tecnico” sollecitato a Carpi proprio da Pd, Avs e Carpi a Colori. E a rendere ancora più terribilmente seria la questione del destino della Radioterapia di Carpi c'è una precisa scadenza. Si parla qui della fine di giugno, termine entro il quale dovrà essere messo a bando il progetto di fattibilità tecnico economica del futuro Ramazzini che uscirà dal confronto tra la Cmb, risultata vincitrice del concorso per aggiudicarsi il titolo di “promotore del project financing”, e l'Ausl di Modena, ovvero la Regione. E' il motivo per il quale fervono i contatti fra i sindaci dei comuni a capo dei distretti sanitari, le autorità politiche regionali e i vertici delle aziende sanitarie, per chiarire una volta per tutte se nell'ospedale di Carpi prossimo venturo, ci sia o meno la Radioterapia, del tutto assente nelle indicazioni preliminari fornite dall'Ausl Modena per la scelta del promotore del progetto al momento dell'approvazione dell'Accordo operativo con il Comune. Non è ovviamente questione da poco, perché l'alternativa la conoscono tutti: un accorpamento della Radioterapia di Carpi con Policlinico o Baggiovara. Una prospettiva, quest'ultima, che al momento sia l'Assessore regionale alla Sanità,Massimo Fabi, che il Direttore generale dell'Ausl di Modena,Mattia Altini, si sono affrettati a esorcizzare con un ragionamento che suona più o meno così: da qui a dieci anni, quando sarà pronto il nuovo Ramazzini, chissà quali progressi avrà compiuto la tecnologia applicata alla Medicina oncologica. Potrebbe perfino accadere che i pazienti vengano curati standosene nel loro letto in ospedale o a casa propria, per cui è inutile ora pensare a soluzioni troppo rigide che potrebbero rivelarsi obsolete in poco tempo. La riposta, fornita qualche tempo fa, non ha tranquillizzato nessuno, né a livello politico, ma soprattutto a livello tecnico. Perché nel giro di due settimane circa la Cmb dovrà pure sapere dall'Ausl se nel progetto che verrà messo a bando la Radioterapia è prevista o meno, dato, fra l'altro, che gli attuali acceleratori lineari avranno al massimo dieci/quindici anni di vita e occorrerà sapere se verranno sostituiti per Carpi o per gli ospedali modenesi. I progetti di fattibilità sono mica parole: sono architettura, edilizia, dotazioni tecnologiche, risorse finanziarie: cose, insomma sulle quali occorre avere le idee chiare, qui e ora, non nel corso del tempo. Anche perché la Radioterapia di Carpi ha un valore che va ben oltre i 5,5 milioni investiti nel 2011 si può dire dall'intera città, visto che vi concorsero, insieme alle aziende sanitarie modenesi, la Fondazione CR Carpi, il maggior sovventore, e i volontari dell'Amo. Non solo, ma come si legge nella mozione della maggioranza del febbraio scorso, ha svolto in questo quindicennio un lavoro egregio. I trattamenti hanno raggiunto la media di circa 30 al giorno per 251 giorni lavorativi (7mila 530 all’anno). Le patologie trattate sono quelle della mammella, prostata, encefalo, gastrico, palliativi. L’utenza proviene da tutta l’area Nord (Finale Emilia, Mirandola, San Felice, Bomporto, San Prospero, Novi di Modena, Soliera): 10 pazienti dal Mantovano circa all’anno, dalla provincia di Reggio Emilia e anche da Modena per snellire le liste d’attesa. Oltre ai trattamenti, vengono eseguite visite radioterapiche (596 nel 2024 solo prime visite a cui segue una seconda visita) e i controlli di follow up. E il personale si compone di 2 infermieri, 1 oss, 1 amministrativo e di due radiologi part time. Sono cifre che depongono clamorosamente contro ogni tentativo accentratore dettato da logiche di risparmio aziendale, perché qui si parla di pazienti molto particolari, come sottolinea l'ex parlamentarManuela Ghizzoniin una intervista al giornale della Diocesi, per i quali un viaggio potrebbe trasformarsi in un'odissea. Una politica che sorvolasse su dettagli come questo.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?2
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?1
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
39.3/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Epilessia infantile, prima terapia genica iniettata nel cervello Futuro Prossimo
FP sul Fatto Quotidiano
Alberto Robiati e Gianluca Riccio guidano i lettori tra gli scenari del futuro: le opportunità, i rischi e le possibilità che abbiamo di realizzare il domani possibile.
Annunciato un nuovo “vaccino preventivo” per le persone ad alto rischio di cancro all’intestino e alle ovaie, che in futuro potrebbe essere esteso ad altre forme della malattia - portadaestrela.com
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?3
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
60.7/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Annunciato un nuovo “vaccino preventivo” per le persone ad alto rischio di cancro all’intestino e alle ovaie, che in futuro potrebbe essere esteso ad altre forme della malattia portadaestrela.com
Gli scienziati hanno lavorato su un vaccino rivoluzionario che potrebbe impedire ad alcune persone di sviluppare l’intestino e le ovaie cancro.
Quest’estate è previsto il lancio di una sperimentazione per valutare se il vaccino può addestrare il sistema immunitario a riconoscere ed eliminare le cellule precancerose nelle persone con sindrome di Lynch prima che si sviluppi il cancro.
In Inghilterra circa 175.000 persone soffrono della sindrome di Lynch, ma solo il 5% – ovvero circa 10.000 persone – sa di averla.
La condizione ereditaria aumenta il rischio di sviluppare il cancro intestinale dell’80%. Ogni anno circa 1.100 casi di cancro intestinale sono causati da questa sindrome.
La sindrome di Lynch è collegata a un rischio molto più elevato di cancro all’intestino, all’utero e alle ovaie, insieme ad altri tipi come cancro allo stomaco, al pancreas, ai reni e alla pelle.
Sebbene la sindrome non causi direttamente il cancro, i cambiamenti genetici possono portare allo sviluppo di più cellule anomale, che poi si moltiplicano e aumentano il rischio di sviluppare tumori, come quello dell’intestino, della prostata e dell’endometrio.
È causata da un’alterazione in un gene chiamato gene di riparazione del disadattamento. I portatori non presentano alcun sintomo.
Il nuovo studio Intercept-Lynch fa parte di una collaborazione scientifica tra l’Università di Oxford e Moderna, mentre Cancer Research UK ha sostenuto lo sviluppo del vaccino.
Quest’estate verrà avviato uno studio per valutare se il vaccino può addestrare il sistema immunitario a riconoscere ed eliminare le cellule precancerose nelle persone con sindrome di Lynch prima che si sviluppi il cancro.
Una volta che i pazienti ricevono il nuovo vaccino mRNA-4194, gli esperti analizzeranno le loro risposte immunitarie, valuteranno quale sia la dose perfetta e controlleranno se il vaccino è sicuro.
La seconda fase dello studio includerà più centri in tutto il Regno Unito, inclusa Oxford, e dovrebbe iniziare nel 2027.
Lo scopo del nuovo studio è quello di “addestrare il sistema immunitario con un vaccino” a riconoscere le anomalie e impedire che si trasformino in cancro.
Rivelato: tutto quello che devi sapere sulla sindrome di Lynch La sindrome di Lynch (LS) è una condizione che può essere ereditaria. È noto anche come cancro colorettale ereditario non poliposico (HNPCC). È causata da un’alterazione in un gene chiamato gene di riparazione del disadattamento. I portatori non presentano alcun sintomo. Ma le persone con la sindrome hanno un rischio maggiore di sviluppare il cancro dell’intestino, dell’utero e delle ovaie. Se la tua famiglia ha una storia di sviluppo di questi tumori quando hanno meno di 50 anni, è possibile che abbiano il gene alterato che causa la LS. Il cancro dell’intestino che non è familiare si sviluppa solitamente nelle persone di età superiore ai 50 anni. Ma per le persone con LS, il cancro dell’intestino di solito si sviluppa tra i 40 ei 50 anni o prima. Essere consapevoli delle proprie normali abitudini intestinali è importante, soprattutto se si ha o si pensa di avere la LS. Essere consapevoli di: Sangue sulle o nelle feci (cacca). Diarrea, stitichezza o un altro cambiamento nelle abitudini intestinali che dura più di sei settimane e senza una ragione ovvia. Perdita di peso inspiegabile. Dolore alla pancia o al passaggio posteriore. La sensazione di non aver svuotato adeguatamente l’intestino dopo essere andati in bagno. Fonte: Macmillan
“Le persone con la sindrome di Lynch sono a rischio di cancro per tutta la vita”, afferma il professor David Church, ricercatore senior sul cancro del Cancer Research UK presso il centro di genetica umana dell’Università di Oxford e ricercatore principale dello studio.
«Quindi è molto comune, ad esempio, che una donna abbia un primo cancro all’utero e poi, alcuni anni dopo, un cancro all’intestino, o viceversa.
“Gli obiettivi che abbiamo scelto per il vaccino sono stati scelti in base alla loro condivisione tra diversi tipi di cancro nella sindrome di Lynch, quindi riteniamo che dovrebbero fornire un’ampia protezione, se il vaccino funziona.”
Nelle persone con la sindrome di Lynch, le mutazioni possono accumularsi, rendendo le cellule che le contengono più propense a trasformarsi in cellule cancerose.
Tuttavia, le mutazioni possono essere rese visibili al sistema immunitario e, con sufficiente stimolazione, il sistema immunitario può attaccare le cellule anormali e impedire la formazione del cancro.
Il professor Church ha affermato che l’iniezione di mRNA funge quindi da “manuale di istruzioni” per consentire al corpo di attaccare le cellule precancerose.
Ha aggiunto che, come con molti vaccini, ad un certo punto potrebbe essere necessario che i pazienti ricevano un vaccino di richiamo.
Per quanto riguarda la vaccinazione contro altri tumori non causati dalla sindrome di Lynch, il professor Church ha affermato che “in termini di prova di principio che possiamo addestrare il sistema immunitario a riconoscere queste alterazioni associate al cancro e a migliorare la risposta immunitaria contro di esse per prevenire questi precancerosi o prevenire la progressione da precanceroso a cancro, tale prova di principio dovrebbe darci intuizioni generalizzabili”.
David Berman, responsabile dello sviluppo di Moderna, ha dichiarato: “Applicando la tecnologia mRNA nelle prime fasi del percorso del paziente, miriamo a sfruttare il sistema immunitario quando può avere il maggiore impatto.
“Siamo orgogliosi di portare questa innovazione nel Regno Unito, basandoci sulla nostra collaborazione di lunga data con le principali istituzioni britanniche per promuovere la ricerca e lo sviluppo dell’mRNA.”
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?5
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
47.0/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Screening del colon-retto, dal 10 giugno il kit si ritira e si riconsegna anche in farmacia. Come funziona La Nazione
Arezzo, 9 giugno 2026 – Fare prevenzione diventa ancora più semplice. Da mercoledì 10 giugno i cittadini delle province di Arezzo, Siena e Grosseto potranno ritirare e riconsegnare il kit per lo screening del tumore del colon-retto direttamente nelle farmacie aderenti al servizio. Una novità introdotta dall’Azienda Usl Toscana Sud Est con l’obiettivo di rendere più accessibile uno degli strumenti di prevenzione più efficaci contro una delle patologie oncologiche più diffuse.
La nuova modalità nasce grazie a un protocollo d’intesa regionale che punta a sfruttare la capillarità delle farmacie sul territorio, superando i limiti legati al numero ridotto di sedi sanitarie e agli orari di consegna finora disponibili. L’obiettivo è aumentare la partecipazione dei cittadini allo screening, facilitando l’accesso a un controllo semplice, gratuito e potenzialmente salvavita.
Prevenzione del tumore del colon-retto
A chi è rivolto
Il programma è rivolto a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni, che riceveranno a casa una lettera di invito dall’Azienda sanitaria in collaborazione con Ispro. All’interno sarà presente un QR Code che permetterà di consultare l’elenco aggiornato delle farmacie aderenti.
Una volta ricevuta la comunicazione, sarà sufficiente presentarsi in farmacia con la lettera e il codice fiscale per ritirare gratuitamente il kit per il test del sangue occulto fecale. Il farmacista fornirà tutte le indicazioni necessarie per effettuare correttamente il prelievo del campione a domicilio. Dopo aver eseguito il test, il campione potrà essere riconsegnato in una qualsiasi delle farmacie aderenti, anche diversa da quella in cui è stato ritirato il kit. La consegna dovrà avvenire esclusivamente dal lunedì al giovedì.
L’importanza di fare il test
Lo screening del colon-retto viene proposto ogni due anni ed è considerato uno dei più efficaci programmi di prevenzione oncologica. Il test consente infatti di individuare eventuali tracce di sangue non visibili nelle feci, segnale che può indicare la presenza di lesioni precancerose o di tumori nelle fasi iniziali. Individuare precocemente la malattia significa aumentare significativamente le possibilità di cura e guarigione.
In circa il 5% dei casi il test risulta positivo. Questo non significa necessariamente la presenza di un tumore, ma rende necessario un approfondimento diagnostico. In tali situazioni sarà direttamente il sistema sanitario a contattare il cittadino per programmare gratuitamente una colonscopia.
Con questa nuova organizzazione la prevenzione entra ancora di più nella quotidianità delle persone, trasformando la farmacia di quartiere in un presidio sempre più centrale per la tutela della salute e per la diffusione della cultura della diagnosi precoce.
L’elenco delle farmacie che aderiscono all’iniziativa
I cittadini che riceveranno la lettera di invito potranno trovare le istruzioni, l'illustrazione del materiale e l'elenco delle farmacie aderenti direttamente sul sito web aziendale, al link: https://www.uslsudest.toscana.it/percorsi-assistenziali/screening. Per ulteriori informazioni sul programma di screening e sull'assistenza, restano attivi anche i canali informativi regionali dedicati.
Tumore del pancreas dai risultati rivoluzionari del nuovo farmaco inibitore ai vantaggi dell' AI per la diagnosi precoce | ecco che cosa sta cambiando il tasso di sopravvivenza di una delle neoplasie più letali - Zazoom Social News
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
47.0/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Tumore del pancreas dai risultati rivoluzionari del nuovo farmaco inibitore ai vantaggi dell' AI per la diagnosi precoce | ecco che cosa sta cambiando il tasso di sopravvivenza di una delle neoplasie più letali Zazoom Social News
Tumore del pancreas dai risultati rivoluzionari di un nuovo farmaco inibitore ai vantaggi dell' AI per la diagnosi precoce | ecco che cosa sta cambiando il tasso di sopravvivenza di una delle neoplasie più letali - Zazoom Social News
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
47.0/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Tumore del pancreas dai risultati rivoluzionari di un nuovo farmaco inibitore ai vantaggi dell' AI per la diagnosi precoce | ecco che cosa sta cambiando il tasso di sopravvivenza di una delle neoplasie più letali Zazoom Social News
Tumore del pancreas, dai risultati «rivoluzionari» del nuovo farmaco inibitore ai vantaggi dell'AI per la diagnosi precoce: ecco che cosa sta cambiando il tasso di sopravvivenza di una delle neoplasie più letali - Vanity Fair Italia
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?3
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
49.6/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Tumore del pancreas, dai risultati «rivoluzionari» del nuovo farmaco inibitore ai vantaggi dell'AI per la diagnosi precoce: ecco che cosa sta cambiando il tasso di sopravvivenza di una delle neoplasie più letali Vanity Fair Italia
Sebbene oncologi e ricercatori abbiano fatto grandi progressi nella ricerca di nuove cure per questa e altri tipi di neoplasie, il cancro al pancreas resta ancora oggi un nemico ostinato e letale. Negli Stati Uniti, rappresenta la terza causa di morte per cancro, in Italia la quarta, con circa 15.000 decessi annuali.
L'adenocarcinoma pancreatico si sviluppa comunemente nelle cellule esocrine che svolgono un ruolo vitale nella digestione. Spesso cresce in modo impercettibile fino a quando non si è diffuso ampiamente ed è proprio la sua diagnosi tardiva una delle ragioni alla base dell'elevato tasso di mortalità. La sopravvivenza media di un paziente con tumore in stadio avanzato è inferiore a un anno. Adesso, però, la persistente e rapida letalità di questo tumore potrebbe finalmente cambiare. Il daraxonrasib agisce sulle mutazioni del gene KRAS, responsabili della stragrande maggioranza dei casi di cancro al pancreas, e i risultati dello studio condotto dal team di Brian Wolpin sono validi al punto che lo scorso 1° maggio, gli esperti medici della Food and Drug Administration (FDA) statunitense hanno dato il via libera all'accesso esteso al farmaco, il quale è adesso sulla buona strada per ottenere l'approvazione definitiva entro la fine dell'anno.
Che cosa è emerso esattamente dalla sperimentazione con daraxonrasib
Lo studio, pubblicato di recente, ha rilevato che i pazienti con cancro al pancreas in stadio avanzato precedentemente trattati, che hanno assunto compresse di daraxonrasib una volta al giorno, sono sopravvissuti per circa 15 mesi; storicamente, questi pazienti vivono in genere meno della metà del tempo.
Come agisce il daraxonrasib contro il cancro al pancreas
La causa principale di molti tumori è legata a un malfunzionamento dell'interruttore on-off per la crescita cellulare. Nelle cellule sane, la via di segnalazione RAS, responsabile della crescita cellulare, sa quando spegnersi. Ma in molti tumori, si verifica una mutazione e l'interruttore rimane bloccato in posizione «acceso», portando a una crescita cellulare maligna incontrollata. Nei tumori al pancreas, una proteina associata a RAS in particolare, la KRAS, è responsabile di questo blocco in oltre il 90% dei casi. Gli scienziati conoscono la KRAS da anni, ma trovare un sito adatto in cui un farmaco possa legarsi e bloccarne gli effetti si è rivelato difficile.
I ricercatori che hanno sviluppato il daraxonrasib hanno in questo caso individuato un bersaglio diverso. Il farmaco lega la proteina RAS a una proteina chaperon (un aiutante cellulare) che a sua volta agisce sulle proteine KRAS con una qualsiasi delle sette mutazioni cancerogene note. «Questo rende il daraxonrasib un inibitore pan-RAS, e non solo un nuovo farmaco, ma il primo di una nuova classe di farmaci ed è questo uno dei motivi per cui è così entusiasmante», ha spiegato in un'intervista pubblicata su UCHealth, il dottor Wells Messersmith, direttore della divisione di Oncologia Medica presso la University of Colorado Anschutz School of Medicine e della struttura ospedaliera che è stata uno dei centri in cui si è svolto lo studio sul daraxonrasib.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
56.7/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Cancro, fare rete per equità di accesso alle cure e prevenzione Vita.it
L’attuazione delle misure previste dalla Legge di bilancio 2026 in ambito oncologico, l’ampliamento dello screening mammografico, l’accesso alla medicina di precisione, la genetica oncologica e la prevenzione personalizzata, l’integrazione della nutrizione nei percorsi oncologici, ma anche il consolidamento del modello Percorso diagnostico terapeutico assistenziale – Pdta nei tumori ginecologici e la presa in carico dei pazienti che convivono con un tumore metastatico della mammella.
Ad un anno dal lancio del manifesto di Fondazione Incontradonna Un impegno per la salute 2025-2027, questi i temi sul tavolo all’incontro promosso dall’ente e ospitato dalla Fondazione Roma.
Un momento di confronto, ma anche di messa a terra dei nuovi obiettivi, con istituzioni, comunità scientifica, associazioni di pazienti e stakeholder del sistema salute.
L’occasione dunque per un’aggiornamento degli obiettivi 2026 e il punto sulle priorità ancora aperte nell’ambito della prevenzione e dell’oncologia.
I risultati raggiunti
Tra gli obiettivi raggiunti dal Manifesto di Fondazione Incontradonna l’estensione dello screening mammografico alle fasce d’età 45-49 e 70-74, l’approvazione di un fondo per i test molecolari Esr1 per le pazienti con carcinoma mammario metastatico.
Nato come strumento di patient advocacy (insieme di azioni che promuovono e tutelano i diritti delle persone con problemi di salute), il documento promuove un confronto continuativo sui principali bisogni di salute e sulla necessità di rafforzare equità di accesso, appropriatezza dei percorsi e presa in carico dei pazienti oncologici, e non solo, lungo tutto il cosiddetto patient journey, di fatto il percorso di cura.
Da sinistra Luciano Ciocchetti, deputato e vice Presidente XII Commissione permanente della Camera dei Deputati (Affari Sociali), Mauro Boldrini, direttore della comunicazione di Aiom, Adriana Bonifacino, fondatrice di Fondazione Incontradonna e Andrea Botticelli, membro del cda di Fondazione Incontradonna e responsabile della breast unit del Policlinico Umberto I di Roma
Personalizzazione del prendersi cura e della cura
«Oggi», ha sottolineato Adriana Bonifacino, fondatrice di Fondazione Incontradonna, «gettiamo le fondamenta per i prossimi passi del Manifesto: continueremo a lavorare in questa direzione con la consapevolezza che la collaborazione tra istituzioni, società scientifiche e associazioni può contribuire al raggiungimento di una reale personalizzazione del prendersi cura e della cura».
È fondamentale rafforzare la cultura della prevenzione, promuovere l’adesione ai programmi di screening e garantire a tutte le donne, indipendentemente dall’area geografica di residenza, pari opportunità di accesso ai percorsi diagnostici e terapeutici più appropriati Andrea Botticelli – membro del cda di Fondazione Incontradonna e responsabile della breast unit del Policlinico Umberto I di Roma
Innovazione per tutti e accesso alle cure
Bonifacino ha ripercorso i risultati raggiunti nel 2026 dall'iniziativa, « abbiamo visto trasformarsi in azioni concrete molte delle priorità che avevamo condiviso con i rappresentanti del sistema salute: pensiamo alle misure previste dalla Legge di bilancio 2026 in ambito oncologico, al percorso avviato sul fronte dell’estensione dello screening mammografico, ai passi avanti nell’aggiornamento dei Led e al riconoscimento dell’obesità come patologia cronica».
Per Bonifacino «è altrettanto significativo che sia stato accolto alla Camera dei Deputati un ordine del giorno per la promozione di un Pdta dedicato al carcinoma mammario metastatico all’interno delle reti oncologiche regionali. Si tratta di segnali importanti ed ora è fondamentale accompagnare la fase attuativa di questi interventi».
E ha ricordato anche che «l’innovazione è davvero tale solo quando riesce a raggiungere tutte le persone, attraverso una rete organizzativa in grado di rendere la prevenzione e la cura sempre più appropriate, superando le barriere territoriali e socioeconomiche che ancora limitano un equo accesso».
Franco Parasassi, presidente di Fondazione Roma
Impegno congiunto per una grande sfida
Anche Franco Parasassi, presidente di Fondazione Roma, ha sottolineato che «la tutela della salute è una delle grandi sfide del nostro tempo e richiede un impegno congiunto tra istituzioni, comunità scientifica, Terzo settore e cittadini», nella convinzione «che il dialogo e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti siano la premessa indispensabile per trasformare le buone idee in azioni tangibili, capaci di generare un impatto positivo e duraturo sulla società».
Consapevolezza e prevenzione
In questo quadro «la prevenzione assume un valore strategico non solo sanitario, ma anche culturale, poiché promuove una maggiore consapevolezza nelle scelte di benessere individuali e collettive».
Per la Fondazione Roma, ha aggiunto, sostenere iniziative come quella di Incontradonna «significa investire nella qualità della vita delle comunità, offrendo alle persone le conoscenze e gli strumenti per renderle protagoniste attive dei propri percorsi di diagnosi e cura».
Priorità per rispondere a esigenze attuali e future
È una visione, ha detto ancora Parasassi, «che da sempre orienta la nostra attività e che trova piena sintonia con il lavoro svolto da Incontradonna. Il Manifesto presentato oggi offre un contributo concreto e lungimirante al dibattito sulle politiche sanitarie, individuando priorità capaci di rispondere ad esigenze attuali e future».
Temi come la diffusione di una corretta educazione alla salute, ha precisato, «il potenziamento degli screening, la gestione delle cronicità e la centralità della persona sono pilastri essenziali per costruire un sistema efficace, equa e vicino ai bisogni reali».
Attenzione alta
Per Sergio Iavicoli, direttore generale della prevenzione al ministero della Salute, «prevenzione, innovazione e presa in carico rappresentano oggi una priorità strategica per il sistema sanitario nazionale. Nell’ultimo anno sono stati compiuti passi importanti grazie a un lavoro condiviso tra classe politica, comunità scientifica e associazioni dei pazienti».
Il Manifesto di Fondazione Incontradonna ha contribuito in modo significativo a mantenere alta l’attenzione su questi temi e a favorire un confronto costruttivo sulle priorità di salute pubblica. Il nostro impegno continuerà a consolidarsi attraverso una stretta sinergia con le associazioni, affermando l’importanza e la centralità delle azioni di prevenzione».
Resta informato su ProdurreBene.
In apertura foto da National Cancer Institute per Unsplash. Nel testo foto da Ufficio Stampa Intermedia
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
45.9/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
la radioterapia pediatrica dell’int di milano è punto di riferimento internazionale per la cooperazione scientifica con la cina MilanoToday
Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday
Gallery
3 minuti di lettura
Si apre un ponte, scientifico e culturale, tra Italia e Cina. E lo si fa avviando i primi passi di un’alleanza in uno dei campi più delicati della lotta ai tumori: la radioterapia pediatrica, parte integrante multidisciplinare di un percorso di cura oncologico pediatrico. Accade all’IRCCS - Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dove l'8 giugno è arrivata una delegazione di tre medici e fisici cinesi dello Shandong Cancer Hospital and Institute di Jinan: il Professor Ligang Xing, tra i massimi esperti internazionali di adroterapia, radioterapia e oncologia, accompagnato da Jian Zhu, del Proton Center, e Man Hu. Ad accogliere la delegazione il Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori, Gustavo Galmozzi, e la dottoressa che ha invitato i tre esperti in Italia, Sabina Vennarini, Responsabile della Struttura Semplice di Radioterapia Pediatrica presso la Struttura Complessa di Radioterapia dell’IRCCS (diretta dal Professor Andrea Filippi). Lo Shandong Cancer gestisce uno dei programmi di radioterapia più grandi e tecnologicamente avanzati al mondo. Il suo dipartimento è dotato di più di venti dispositivi di radioterapia, tra cui diversi acceleratori lineari, due unità TomoTherapy C (TOMO-C), un acceleratore lineare guidato da risonanza magnetica (MRLINAC), un sistema di radioterapia adattativa e il CyberKnife di sesta generazione (M6). L’ospedale tratta circa 1.800 pazienti al giorno con radioterapia a fascio esterno (una cifra senza precedenti in Cina e rara su scala globale) e attraverso il suo Proton Center fornisce radioterapia protonica a circa 160 pazienti ogni giorno. La visita rappresenta il consolidamento di una collaborazione scientifica avviata nel 2024 a Singapore, nel corso del 62° Congresso Annuale della Particle Therapy Cooperative Group (PTCOG), il più importante appuntamento mondiale dedicato alla terapia con particelle: in quell’occasione la Dr.ssa Sabina Vennarini, uno dei massimi esperti mondiali di terapia con particelle nella cura dei tumori pediatrici, e il Professor Xing hanno co-moderato una sessione scientifica. Sette mesi dopo, la dottoressa italiana è stata invitata in Cina come relatrice al 2° Congresso Nazionale Cinese di Adroterapia, tenutosi a Jinan. E nell’agosto 2025 ha partecipato, in qualità di esperta internazionale e ospite d’onore, al 1° Congresso Nazionale di Radioterapia e Protonterapia Pediatrica nella stessa città (evento che sarà ripetuto quest’anno, a conferma del crescente interesse in Cina verso questa disciplina). Con la visita della delegazione cinese a Milano, questa collaborazione ha compiuto un ulteriore passo avanti. “L’interesse manifestato per la nostra realtà testimonia il valore dell’intera comunità professionale dell’Istituto”, ha affermato Vennarini: “Non si tratta soltanto di un riconoscimento nei confronti del mio lavoro, ma dell’eccellenza multidisciplinare di un luogo che fa da punto di riferimento nella ricerca e nella cura dei tumori pediatrici e dell’adulto”. “È per noi motivo di grande piacere e soddisfazione – ha sottolineato il Prof. Andrea Riccardo Filippi, Direttore della Struttura Complessa di Radioterapia Oncologica dell’INT – aver accolto questa delegazione di colleghi radio-oncologi presso il nostro Istituto e la Divisione di Radioterapia. L’attività di radioterapia pediatrica, guidata dalla dottoressa Vennarini, riveste un ruolo fondamentale e si inserisce in un percorso di eccellenza nelle cure radio-oncologiche dedicate a bambini e adulti. Su questo fronte l’INT sta investendo molto, al fine di confermarsi ai più elevati standard globali, anche grazie alla partnership con CNAO”. Per l’Istituto, invece, “è la conferma della capacità di dialogare a tutto campo con i principali attori internazionali della ricerca oncologica, consolidando il proprio ruolo non solo in ambito europeo ma anche nei confronti di Paesi a forte sviluppo scientifico come la Cina”. Dopo la tappa milanese la delegazione ha visitato il CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica) a Pavia, di cui l’Istituto stesso è socio fondatore e dove, dal 2021, ha ulteriormente rafforzato il proprio ruolo nel coordinamento nazionale dei percorsi di cura mediante adroterapia (protoni e ioni carbonio). Successivamente, la stessa delegazione si recherà in Francia, prima presso L'Istituto Gustave-Roussy, a Villejuif e, quindi, al 64° Congresso Annuale del Particle Therapy Co-Operative Group, in programma a Deauville, in Normandia, dall’8 al 13 giugno 2026.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?1
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
37.0/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Natalia Paragoni si taglia (ancora) i capelli. Il look corto con frangia dopo l'inizio della chemioterapia: «Ti stanno da Dio» Leggo.it
Ancora un nuovo taglio, ancora più corto e anche più scuro.Natalia Paragoni, dopo aver deciso di tagliare i capelli a causa dellachemioterapia, sembra voler precedere ancora di più i tempi. L'ex corteggiatrice di Uomini e donne ha condiviso su Instagram un'ulteriore evoluzione nel suo look, una scelta per anticipare gli effetti più visibili delle cure per illinfoma di Hodgkindiagnosticatole il 27 aprile. Natalia ha preso la decisione di tagliare i suoi capelli dopo averli visti cadere a causa della prima seduta di terapia, iniziata subito dopo la nascita della seconda figlia, Beatrice. Con l’avvio dei cicli di chemioterapia e i primi inevitabili segni, l'influencer ha scelto di non aspettare, gestendo il cambiamento in prima persona e tagliandoli da sola con il sostengo del compagnoAndrea Zelletta. Un post condiviso da NATALIA PARAGONI (@natyparagoni) «Hei ciao», scrive sui suoi social mostrandosi con il nuovo taglio.Dopo l'annuncio della scoperta del tumore, l'influencer ha raccontato di non voler interrompere la sua quotidianità, condividendo però le varie fasi di questo nuovo percorso. I fan hanno invaso la sezione commenti. «Ti stanno da Dio», scrive qualcuno. Si tratta di una forma di tumore del sistema linfatico che origina dai linfociti B, un tipo di globuli bianchi. Si sviluppa solitamente nei linfonodi, in particolare nella parte superiore del corpo (collo, ascelle e torace). Le cure sono fondamentali e necessarie, ma risulta essere una delle patologie oncologiche con le più alte probabilità di guarigione.