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Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
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Depressione e cancro: un fattore aggravante talora misconosciuto nella prognosi oncologica Italian Medical News
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Depressione e cancro: un fattore aggravante talora misconosciuto nella prognosi oncologica
L’articolo di Ungvari e Colleghi, pubblicato su GeroCience nel maggio 2025 (1), sottolinea l’importanza dei disturbi emozionali, ed in particolare della depressione, nel decorso e prognosi di varie patologie tumorali, quali il cancro colon-retto, quello della mammella, del polmone e della prostata. In tali patologie gli Autori, esaminando una coorte di 65 studi, hanno riscontrato un incremento significativo di mortalità specifica rispetto alla popolazione con analoga patologia ma non depressa.
Dalla ricerca emergono alcuni aspetti fondamentali. Il primo è che la presenza di una deflessione del tono dell’umore nei pazienti oncologici, nota da tempo, si manifesta in varie modalità cliniche, dal disturbo di adattamento con umore depresso ad una vera e propria depressione, talora anche maggiore. La novità dell’articolo è l’identificazione di quale percentuale effettiva di incremento di mortalità si possa rilevare in differenti oncotipi. Vengono citati valori di aumentato rischio di mortalità: nell’83% dei pazienti depressi con cancro del colon retto rispetto ai soggetti non depressi; del 74% nel cancro della prostata; del 59% nel cancro del polmone; del 23% nel cancro della mammella. I limiti di tali dati, riconosciuti dagli stessi Autori, sono rappresentati dalla eterogeneità degli studi, a riguardo delle differenti popolazioni, del come venga posta diagnosi di depressione, dalla presenza di fattori confusivi dovuti a variabili non del tutto misurabili (quali lo stato socio-econmico, l’accesso alle cure, la predisposizone genetica alle patologie, gli interventi terapeutici eventualmente posti in atto, etc.). La conclusione è quindi la conferma che una depressione possa influire negativamente sull’aumento di mortalità dei pazienti oncologici ma in una percentuale che necessita di migliore definizione in studi controllati prospettici.
Il secondo aspetto dello studio, degno di rilievo, è la sintetica, ma esaustiva, considerazione di quali possano essere i fattori patogenetici che determinano la comparsa di depressione in un paziente oncologico.
Vengono citati, sul versante biologico, i meccanismi di neuro-infiammazione indotti dal tumore, la disregolazione dell’asse dello stress (HPA), la compromissione del sistema immunitario, le modifiche del sistema nervoso autonomo, fattori tutti che contribuiscono alla progressione tumorale ed alla metastatizzazione, determinando un ambiente maggiormente permissivo sullo sviluppo del cancro.
Vengono però anche ricordati gli aspetti psicologici e comportamentali che possono facilitare un aggravamento del decorso, quali un ritardo, da parte dei pazienti oncologici depressi, nella ricerca di interventi medici, una bassa aderenza ai trattamenti, una messa in atto di comportamenti compensatori non salutari (fumo, alcool, inadeguata alimentazione, ridotta attività fisica, isolamento sociale, etc.)
In ultimo gli Autori ribadiscono l’importanza dell’esecuzione di un abituale screening della depressione, al fine di metter in campo adeguati interventi terapeutici, sia di tipo psicoterapico (ad esempio la terapia cognitivo-comportamentale, la mindfulness, interventi supportivo-espressivi, etc), che di tipo farmacologico (antidepressivi di seconda generazione, quali gli inibitori della ricaptazione della serotonina-SSRI, di cui però è ancora dibattuta la completa sicurezza di impiego in oncologia.
L’argomento è perfettamente in linea con analoghe considerazioni riguardanti un’altra rilevante patologia quale quella cardiologica. In tale ambito un 2025 ESC Clinical Consensus Statement on mental health and cardiovascular disease (2) ha ribadito l’assoluta necessità che i cardiologi mantengano una vigile attenzione sulla diagnosi ed il trattamento delle patologie emozionali in cardiologia per l’interferenza delle stessa su decorso e prognosi della malattia cardiovascolare.
Analogamente una recente nostra pubblicazione (Torta e Barni, 2026) pone in rilievo la necessità di conoscere, diagnosticare e curare le patologie psichiche che, in modo differenziato, possono coinvolgere i vari oncotipi (3).
In conclusione, l’articolo di Ungvari e Colleghi ha il merito di ribadire il ruolo cruciale della salute mentale nella prognosi oncologica e quindi di enfatizzare la necessità di integrare un approccio terapeutico psicologico e/o psicofarmacologico nella routine oncologica.
Ungvari Z, Fekete M, Buda A, Lehoczki A, Fekete JT, Varga P, Ungvari A, Győrffy B. Depression increases cancer mortality by 23-83%: a meta-analysis of 65 studies across five major cancer types. Geroscience. 2025 May 2. Bueno H, Deaton C, Farrero M, Forsyth F, Braunschweig F, Buccheri S, Dragan S, Gevaert S, Held C, Kurpas D, Ladwig KH, Lionis CD, Maas AHEM, Merșa CO, Mindham R, Pedersen SS, Rojnic Kuzman M, Szmit S, Taylor RS, Uchmanowicz I, Vilchinsky N; ESC Scientific Document Group. 2025 ESC Clinical Consensus Statement on mental health and cardiovascular disease: developed under the auspices of the ESC Clinical Practice Guidelines Committee. Eur Heart J. 2025 Nov 3;46(41):4156-4225. Torta R, Barni S Aspetti emozionali nel Paziente oncologico. Edi Ermes Ed. Milano, 2026
A cura di Riccardo Torta Professore Ordinario di Psicologia Clinica, Università di Torino
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
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Ruolo primario della Cardio-oncologia nella gestione multidisciplinare delle fasi della malattia oncologica Italian Medical News
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Ruolo primario della Cardio-oncologia nella gestione multidisciplinare delle fasi della malattia oncologica
In Europa, vi sono circa 14 milioni di pazienti oncologici lungosopravviventi, liberi da malattia o progressione ad oltre 5 anni dalla diagnosi di tumore. Questo si deve agli screening, al miglioramento delle tecniche diagnostiche e delle terapie oncologiche.
Cancro e patologia cardiovascolare condividono alcuni fattori di rischio e percorsi patogenetici (infiammazione cronica, stress ossidativo, disfunzione metabolica) in accordo con la teoria biologica del “common soil”.
Non sorprende quindi che i pazienti oncologici lungosopravviventi sviluppino frequentemente comorbidità cardio-metaboliche come obesità, ipertensione, diabete e dislipidemia, che ne compromettono lo stato di salute causando una precoce mortalità. Le complicanze cardiovascolari rappresentano infatti la seconda causa di decesso dei pazienti oncologici e sono causate sia da trattamenti citotossici che da abitudini di vita precedenti alla diagnosi.
Esiste però la possibilità di adottare uno stile di vita più sano, che eviti alcuni fattori di rischio modificabili, migliorando la salute cardiovascolare e contemporaneamente prevenendo numerose forme tumorali.
Questi parametri, incorporati nel Life’s Simple 7 Score dell’American Heart Association (AHA) che definisce lo stato di salute cardiovascolare, sono:
Fumo. Attività fisica. Dieta (in particolare quella mediterranea). Indice di Massa Corporea (BMI). Pressione arteriosa. Colesterolo totale. Glicemia.
Lo studio in oggetto ha applicato il Life’s Simple Score 7 (LS7) ad un campione di 779 pazienti oncologici lungosopravviventi, estratto dalla popolazione di 24325 soggetti dello studio di coorte Moli-sani. Il campione è stato valutato con LS7 all’arruolamento (avvenuto in media 8.4 anni dopo la diagnosi oncologica) e poi seguito prospetticamente per un tempo mediano di 14.6 anni. L’obiettivo era studiare la mortalità generale e cardiovascolare in tre gruppi con stato cardiovascolare definito dal LS7 come scarso (score 0-6), intermedio (score 7-9) ed ideale (score 10-14).
Lo studio dimostra che i pazienti con Score “ideale” (punteggio 10 -14) hanno una riduzione del 38% della mortalità per tutte le cause e del 41% del rischio di morte per cancro, rispetto a quelli con Score “scarso” (punteggio 0-6). Ogni incremento di 1 singolo punto nel punteggio LS7 riduce del 10% la mortalità specifica per cancro, sottolineando la validità dei parametri individuati.
La forza dell’associazione tra mortalità e score LS7 è risultata simile nei pazienti oncologici e non oncologici, ed i dati mostrano che un paziente oncologico con score “ideale” ha un tasso di mortalità di 144.4 per 10000 persone/anno, quasi identico a quello di un soggetto sano con score “scarso”.
Il rigoroso rispetto della propria salute cardiovascolare permette quindi ai pazienti oncologici un recupero in sopravvivenza che raggiunge quella di un soggetto sano che non se ne curi.
Tra i parametri dello score più difficili da controllare si segnalano la Pressione arteriosa, il Peso (BMI) e la qualità della dieta (massimale in caso di dieta mediterranea).
Il 50% dell’associazione tra mortalità ed LS7 è dovuto a tre mediatori biologici che riflettono il “common soil” tra cuore e cancro:
PCR come indice di infiammazione cronica, fattore di promozione della cancerogenesi.
Frequenza cardiaca elevata a riposo, segno di disregolazione autonomica con secrezione di ormoni dello stress che si riflette su sistema immunitario e crescita tumorale, oppure dovuta a cardiotossicità della terapia.
Livello serico della vitamina D, importante nella prevenzione tumorale e dello scompenso cardiaco.
Anche il sesso femminile ed il livello elevato di istruzione influenzano positivamente la salute e la prognosi dei lungosopravviventi.
Lo studio segnala quindi lo score LS7, creato per la salute cardiovascolare, come strumento di prevenzione cardio-oncologica, capace di predire la mortalità dei pazienti sopravvissuti al cancro.
Punti di forza dello studio sono il disegno prospettico di coorte basato su popolazioni, il lungo follow up, la valutazione separata della mortalità oncologica da quella cardiovascolare nel campione dei lungosopravviventi, la completezza dei dati raccolti.
Gli stessi autori riconoscono alcuni limiti del loro lavoro: il carattere osservazionale che non permette di inferire chiaramente un nesso di causalità diretta; l’assenza di rivalutazione longitudinale dello score durante gli anni di follow up e di monitoraggio delle variazioni nel rispetto alla rilevazione basale; un probabile bias di sopravvivenza dovuto al tempo medio di arruolamento di 8.4 anni dalla diagnosi, che potrebbe aver selezionato un campione a prognosi troppo buona, cioè pazienti troppo lungo-sopravviventi; la mancanza di analisi per sottogruppi di tumori, non consentita dal numero dei pazienti e soprattutto dallo scarso numero di eventi, nell’ipotesi di una maggiore correlazione con LS7 di tumori più classicamente legati a disregolazioni metaboliche come mammella e colon-retto; l’assenza di dati sulla qualità del sonno, parametro correlato con la salute cardiovascolare ed incorporato nel successivo Score Life’s Simple 8.
Lo studio Moli-sani conferma la stretta correlazione tra patologia cardiovascolare e cancro, sulla base della teoria del “common soil” e della condivisione di fattori di rischio e meccanismi patogenetici.
La ricerca sottolinea l’importanza di uno stile di vita sano basato sul controllo dei fattori di rischio modificabili e capace di prevenire la patologia cardiaca ed oncologica ma anche di recuperare in sopravvivenza nei pazienti con neoplasia.
La Cardio-oncologia, disciplina recente ma in rapida espansione, ha un ruolo fondamentale nella gestione multidisciplinare e proattiva sia della fase acuta della malattia oncologica, sia sulla prevenzione e trattamento precoce degli effetti collaterali tardivi delle terapie, sia sulla riduzione delle complicanze cardiovascolari durante il follow up a lungo termine.
Bibliografia
Marialaura Bonaccio et al. Life’s Simple 7 score and cardiovascular health in cancer survivors: the Moli-sani study. European Hearth Journal, 2025 00, 1-14 Sneha AS, et al. Life’s Essential 8 and the risk of cardiovascular disease: a systematic review and meta-analysis. European Journal of Preventive Cardiology (2025) 32, 358–373 Wing Lam Toc et al. Investigating modifiable risk factors associated with ideal cardiovascular health among cancer survivors: a scoping review. Cardio-oncology 2025 11:34 Shetty NS, et al. AHA life’s essential 8 and ideal cardiovascular health among young adults. Am J Prev Cardiol 2022;13:100452. Courneya KS, et al. CHALLENGE. Structured Exercise after Adjuvant Chemotherapy for Colon Cancer. N. Engl. J. Med. 2025 Jul 3; 393(1): 13-25.
Articolo a cura di Pierluigi Piovano Responsabile del Reparto della SC Oncologia dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
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Un vaccino personalizzato contro il glioblastoma punta fino a 40 neoantigeni per paziente Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi
Roma, 16 giugno 2026 (Agenbio) – Un vaccino terapeutico personalizzato contro il glioblastoma ha mostrato primi risultati incoraggianti in uno studio pubblicato su Nature. Il lavoro è stato coordinato da Tanner Johanns della Washington University School of Medicine, Gavin Dunn del Massachusetts General Hospital e Niranjan Sardesai di Geneos Therapeutics. Il vaccino, chiamato GNOS-PV01, usa DNA ingegnerizzato per addestrare il sistema immunitario a riconoscere fino a 40 neoantigeni specifici del tumore di ciascun paziente, un numero circa doppio rispetto ai vaccini personalizzati sviluppati finora. Nella sperimentazione, come riportato da ANSA, il trattamento è stato somministrato a nove pazienti con aumento dell’attività immunitaria e segnali favorevoli sulla progressione della malattia. Si tratta comunque di dati iniziali: il punto di forza del lavoro è soprattutto la possibilità di colpire un ventaglio molto ampio di bersagli tumorali, limitando la capacità del tumore di sfuggire alla risposta immunitaria. (Agenbio) Claudio De Rosa 10:00
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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Malati di cancro e cura di sé, il percorso diventa anche per uomini RaiNews
L'Asl To5 ha avviato a Carmagnola un laboratorio pilota di cura e benessere dedicato agli uomini che affrontano il cancro. L'iniziativa, finora riservata solo alle donne, è organizzata da La forza e il sorriso, associazione attiva dal 2007 nell'organizzazione di laboratori di bellezza e benessere gratuiti per persone in trattamento oncologico. In una sessione di circa due ore, alla presenza di una psicologa e sotto la guida di una beauty coach, i partecipanti hanno seguito una routine di trattamento in 10 step, dalla detersione del viso all'idratazione di mani e corpo, pensata per rispondere agli effetti secondari delle terapie e favorire il recupero di una percezione positiva della propria immagine. All'inizio dell'incontro ogni partecipante ha ricevuto una borsa contenente prodotti cosmetici donati dalle aziende sostenitrici del progetto e una brochure esplicativa dei 10 step, arricchita da consigli pratici per proseguire a casa il percorso di cura di sé.
La cura della persona
"Un percorso oncologico può mettere profondamente alla prova il modo in cui una persona percepisce sé stessa, il proprio
corpo e la propria quotidianità - spiega il presidente dell'associazione, Paolo Braguzzi - prendersi cura di sé, anche attraverso piccoli gesti, può rappresentare un importante strumento di benessere e di riconnessione con la propria identità". "Questa iniziativa - aggiunge il direttore dell'Oncologia, Antonio Capaldi - nasce dalla profonda convinzione che curare significhi accogliere la persona nella sua interezza, e non soltanto occuparsi della malattia".
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La revisione del Prontuario farmaceutico a cui sta lavorando l'Agenzia italiana del farmaco rischia di trasformarsi in un micidiale boomerang per cittadini e imprese. La toppa che l'Aifa sta provando...
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La revisione del Prontuario farmaceutico a cui sta lavorando l'Agenzia italiana del farmaco rischia di trasformarsi in un micidiale boomerang per cittadini e imprese. La toppa che l'Aifa sta provando a “cucire” per coprire il buco della spesa per i medicinali che cresce a un ritmo del 7% rischia infatti di segnare uno strappo difficilmente ricucibile. L'idea è semplice quanto esplosiva: fissare il prezzo di riferimento dei medicinali rimborsati a brevetto scaduto non più tra quelli con lo stesso principio attivo, ma all'interno di un raggruppamento terapeutico più ampio con il Servizio sanitario nazionale che rimborserà il costo solo fino alla soglia del principio attivo più economico.
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L'effetto potrebbe essere doppio: per le aziende - in molti casi fiori all'occhiello del made in Italy del farmaco - praticamente una stangata con tagli dei prezzi anche del 30-40% per adeguarsi a quello di riferimento, un target praticamente impossibile anche a fronte di un esplosione dei costi che ha fatto schizzare negli ultimi anni la spesa per materie prime ed energia, mentre per i cittadini il rischio è quello di dover rinunciare al farmaco a cui sono “affezionati” per un altro con diverso principio attivo ma totalmente rimborsato. A meno che il paziente-cittadino non decida di pagare la differenza di prezzo a carico suo, nel caso l'azienda non sia stata in grado di abbassarlo perché insostenibile. Insomma l'obiettivo di risparmio per il Ssn potrebbe ricadere sulla tasche dei pazienti.
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Questo pericoloso scenario è quello che potrebbe vedere la luce nei prossimi mesi se la revisione del Prontuario -l'elenco dei farmaci che sono a carico del Ssn - prevista dall'ultima legge di bilancio vedrà la luce nelle modalità in cui sta prendendo forma. I vertici dell'Aifa come hanno scritto in una lettera inviata nei giorni scorsi al ministro della Salute Orazio Schillaci e al sottosegretario Marcello Gemmato per chiedere una sorta di “avallo” politico e giuridico puntano infatti a dare attuazione alla revisione che partirà proprio dai medicinali a brevetto scaduto inseriti in lista di trasparenza per poi passare successivamente a quelli coperti da brevetto. Una procedura, questa, ora sotto la lente di Schillaci che su questo dossier come su quello della clausola di salvaguardia non sembra per niente convinto tanto da essere pronto a chiedere ulteriori chiarimenti nei prossimi giorni.
Nel frattempo l'Aifa nelle scorse settimane ha inviato una serie di lettere alle aziende farmaceutiche che producono diverse categorie di farmaci anche molto popolari come gli inibitori di pompa o i sartani e le statine che usano milioni di italiani per i problemi cardiovascolari comuni come il colesterolo o la pressione alta. Queste missive sono tutt'altro che informazioni tecniche ma una sorta di “avviso” in cui si informa la «Spettabile Società» qual è il raggruppamento di principi attivi - per le statine a esempio sono sei - «aventi analoghe condizioni di uso e indicazione terapeutica» con l'obiettivo appunto di individuare «il principio attivo con il prezzo di rimborso Ssn più basso, tenendo conto del numero di unità posologiche della confezione. Ciò al fine di individuare la confezione con il costo-terapia più favorevole per il Ssn». Queste valutazioni sono state effettuate dalla Cse - la Commissione scientifica economica di Aifa - che come spiega sempre una delle lettere inviate alle imprese «raccomanda l'attuazione di tale misura prevedendo un congruo periodo di latenza dell'efficacia del provvedimento al fine di consentire alle aziende titolari di medicinali di adeguarsi/avvicinare il proprio prezzo al pubblico al nuovo prezzo di riferimento» oppure in alternativa permettere ai medici di famiglia di indirizzare le prescrizioni verso quei principi attivi che «minimizzino l'eventuale ulteriore aggravio a carico del cittadino». Eccolo il doppio effetto su imprese e cittadini. Tra l'altro questa prima revisione del Prontuario andrebbe ad impattare su una voce della spesa farmaceutica, quella convenzionata e cioè dei medicinali erogati in farmacia, che non è in rosso ma in avanzo.
L'ultimo report di monitoraggio dell'Aifa di pochi giorni sui primi 11 mesi del 2025 registra una spesa a 23,131 miliardi (+7,2% rispetto al 2024) con uno sfondamento di 4,147 miliardi tutto concentrato sugli acquisti diretti (i farmaci in ospedale). Mentre la spesa nella convenzionata ha raggiunto i 7,732 miliardi con un avanzo di 498 milioni di euro. Una voce dunque che rientra nei tetti di spesa previsti, ma ora sarebbe penalizzata dalla stangata della revisione del Prontuario.
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Tumore ovarico: dati promettenti per il farmaco TUB-040 corrierenazionale.it
Tumore ovarico: Nuovi dati presentati al Congresso ASCO 2026 rafforzano il potenziale di TUB-040, l’anticorpo-farmaco coniugato (ADC) sviluppato da Tubulis e ora di Gilead
Nuovi dati presentati al Congresso ASCO 2026 rafforzano il potenziale di TUB-040, l’anticorpo-farmaco coniugato (ADC) sviluppato da Tubulis e recentemente acquisito da Gilead nell’ambito di un’operazione da oltre 3 miliardi di dollari. I risultati aggiornati dello studio di fase I/IIa NAPISTAR 1-01 mostrano infatti un’attività clinica incoraggiante nelle pazienti con carcinoma ovarico resistente al platino, una delle popolazioni a più elevato bisogno terapeutico in oncologia ginecologica.
Tasso di risposta superiore al 60%
L’aggiornamento presentato ad ASCO evidenzia un miglioramento dei dati di efficacia rispetto alle precedenti analisi. Nelle pazienti valutabili, TUB-040 ha raggiunto un tasso di risposta obiettiva confermata (cORR) del 61%, rispetto al 50% riportato nei precedenti aggiornamenti clinici.
I risultati appaiono particolarmente rilevanti considerando che le pazienti arruolate erano fortemente pretrattate e avevano già ricevuto numerose linee terapeutiche, incluse terapie antiangiogeniche e inibitori di PARP. Nei dataset presentati in precedenti congressi, le pazienti avevano ricevuto in media quattro linee di trattamento e il 76% era già stato esposto a PARP inibitori.
Secondo gli investigatori, il dato conferma la capacità dell’ADC di mantenere un’attività antitumorale significativa anche in una fase avanzata della malattia, dove le opzioni disponibili sono limitate e le risposte cliniche spesso di breve durata.
Un ADC mirato contro NaPi2b
TUB-040 è un ADC diretto contro NaPi2b (SLC34A2), una proteina fortemente espressa in diversi tumori solidi, in particolare nel carcinoma ovarico sieroso ad alto grado, ma anche in alcuni tumori del polmone e dell’endometrio.
La molecola combina un anticorpo monoclonale IgG1 anti-NaPi2b con exatecan, un potente inibitore della topoisomerasi I, attraverso una tecnologia proprietaria di coniugazione sviluppata da Tubulis. L’obiettivo è aumentare il rilascio selettivo del payload citotossico all’interno delle cellule tumorali riducendo al contempo la tossicità sistemica.
Il farmaco utilizza una piattaforma denominata Tubutecan Technology, progettata per ottenere ADC altamente omogenei e stabili, con un drug-antibody ratio (DAR) elevato e controllato. Questa caratteristica potrebbe contribuire a migliorare il cosiddetto “indice terapeutico”, ovvero il rapporto tra efficacia e tossicità.
Profilo di sicurezza considerato favorevole
Anche il profilo di tollerabilità continua a rappresentare uno degli aspetti più interessanti del programma.
Secondo quanto riportato ad ASCO, gli eventi avversi più frequenti sono stati nausea e fatigue. Tra le tossicità ematologiche, neutropenia di grado ≥3 è stata osservata nel 42% delle pazienti, mentre anemia e trombocitopenia severe sono state riportate rispettivamente nel 27% e nel 18% dei casi.
Particolarmente rilevante, secondo gli esperti coinvolti nello sviluppo, è l’assenza di alcuni effetti collaterali spesso problematici per questa classe di farmaci, come tossicità polmonare e tossicità oculare, che potrebbero favorire future strategie di combinazione con la chemioterapia a base di platino nelle linee più precoci di trattamento.
Perché Gilead ha investito oltre 3 miliardi di dollari
I dati clinici di TUB-040 rappresentano una delle principali ragioni che hanno spinto Gilead ad acquisire Tubulis nel 2026 per 3,15 miliardi di dollari upfront, con ulteriori milestone potenziali fino a 1,85 miliardi.
L’interesse dell’azienda americana non riguarda soltanto il singolo farmaco, ma anche la piattaforma tecnologica sviluppata dalla biotech tedesca. Secondo il management di Gilead, Tubulis diventerà un vero e proprio centro di innovazione per gli ADC in Europa, contribuendo ad ampliare la pipeline oncologica del gruppo.
Verso studi registrativi
Sulla base dei risultati ottenuti finora, Gilead starebbe già discutendo con la Fda il possibile disegno di uno studio registrativo di fase III nel carcinoma ovarico resistente al platino. Parallelamente, il programma clinico continua ad espandersi anche in altre neoplasie solide che esprimono NaPi2b.
Il crescente interesse verso TUB-040 si inserisce nel più ampio sviluppo degli ADC di nuova generazione, una delle aree più dinamiche dell’oncologia contemporanea. Dopo il successo di farmaci come trastuzumab deruxtecan e mirvetuximab soravtansine, il carcinoma ovarico potrebbe rappresentare uno dei prossimi grandi campi di espansione di questa tecnologia.
Se i dati verranno confermati negli studi successivi, TUB-040 potrebbe candidarsi come una delle nuove opzioni terapeutiche per le pazienti con malattia resistente al platino, una condizione che continua a rappresentare una delle principali sfide cliniche dell’oncologia ginecologica.
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Criteri Critici
Tumore alla prostata, nuova terapia rivoluzionaria al Brotzu di Cagliari Cagliari News
Tumore alla prostata, l’Arnas Brotzu di Cagliari apre una nuova era in Sardegna con la terapia al Lutetio Psma
Tumore alla prostata, l’Arnas Brotzu di Cagliari apre una nuova era in Sardegna con la terapia al Lutetio Psma. L’oncologia nucleare fa un passo decisivo in avanti in Sardegna. All’Arnas Brotzu di Cagliari è stato avviato il primo trattamento isolano con Lutetio Psma per il carcinoma prostatico avanzato. È una prima assoluta in Sardegna e una delle poche realtà attive a livello nazionale.
Questa nuova terapia, rivolta ai pazienti affetti da carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC), offre una concreta speranza a chi ha già esaurito le tradizionali opzioni terapeutiche come l’ormonoterapia e la chemioterapia a base di taxani. I primi due pazienti sono già stati trattati e una decina sono in attesa, seguiti da un’équipe multidisciplinare altamente specializzata.
Il tumore alla prostata è il più frequente tra gli uomini in Italia, con oltre 40 mila nuovi casi ogni anno. Se diagnosticato precocemente ha un tasso di sopravvivenza a cinque anni superiore al 90%. Tuttavia, in fase avanzata, la prognosi si complica: il 40% dei pazienti sviluppa forme resistenti alle terapie convenzionali e la sopravvivenza si riduce drasticamente.
Lutetio PSMA: precisione e meno effetti collaterali
Il dottor Michele Boero, direttore della Medicina Nucleare dell’ARNAS, spiega come funziona il trattamento: «Si parte con una PET al Fluoro-PSMA, che individua i pazienti eleggibili grazie alla presenza del recettore PSMA sulle cellule tumorali. Successivamente, il Lutetio 177 viene somministrato per via endovenosa e va a colpire in maniera selettiva le cellule malate, risparmiando quelle sane. Questo approccio riduce drasticamente gli effetti collaterali rispetto alle terapie sistemiche».
La "teragnostica"
La terapia si basa sul principio della teragnostica, che fonde diagnosi e cura in un unico percorso personalizzato. I dati dello studio clinico internazionale VISION sono promettenti: -38% di rischio di morte, -60% di progressione della malattia, e un sensibile miglioramento della qualità della vita.
Il Commissario Straordinario dell’Arnas, Maurizio Marcias, ha espresso grande soddisfazione: «Poter offrire ai nostri pazienti un trattamento all’avanguardia come il Lutetio PSMA è un traguardo di rilievo per la sanità sarda. È il frutto di una squadra competente e visionaria, capace di portare l’ARNAS Brotzu a essere punto di riferimento per l’oncologia avanzata».
Con questa nuova frontiera terapeutica, l’ospedale San Michele di Cagliari rafforza la propria posizione nella lotta contro il cancro, proiettandosi verso una medicina sempre più mirata, umana ed efficace.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Prevenzione del tumore al seno: genetica, rischio individuale e stili di vita pharmastar.it
Dalla valutazione del rischio genetico agli screening personalizzati, fino al ruolo degli stili di vita nella prevenzione e nella sopravvivenza dopo la malattia: il futuro della lotta al tumore della mammella passa attraverso un approccio sempre piů individualizzato. Ne abbiamo parlato con Eugenio Paci a margine del Congresso Nazionale GISMa 2026. Screening oncologici del futuro: personalizzazione del rischio e intelligenza artificialeHarry J. de Koning Prevenzione del tumore al seno: genetica, rischio individuale e stili di vitaEugenio Paci Screening ed equitŕ: perché le modalitŕ di invito fanno la differenzaCristiano Piccinelli Digital Pathology e intelligenza artificiale: il futuro dell’anatomia patologica č integratoGiuseppe Nicolň Fanelli Radiologia e intelligenza artificiale: come cambia la formazione nella senologia del futuroVeronica Girardi Medicina di precisione e chirurgia senologica: come cambia il ruolo del chirurgoJacopo Cumbo Screening personalizzato: la sfida organizzativa tra innovazione, sostenibilitŕ e accettazione culturaleDiego Iemmi Medicina di precisione e sanitŕ pubblica: la sfida č garantire innovazione ed equitŕFrancesca Caumo Intelligenza artificiale e senologia: dalla diagnosi precoce alla medicina di precisioneLeonardo Provenzano GISMa 2026: intelligenza artificiale e screening personalizzato, il futuro della prevenzione del tumore al seno č giŕ iniziatoSilvia Deandrea AIL, vent'anni di Sognando Itaca tra riabilitazione, mare e speranzaGiuseppe Toro Oltre la diagnosi: il valore psicologico dell'esperienza di Sognando ItacaDott.ssa Eleonora Cason InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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Screening oncologici del futuro: personalizzazione del rischio e intelligenza artificiale pharmastar.it
Dallo screening mammografico a quello per il tumore del polmone e della prostata, il futuro della prevenzione oncologica sarŕ sempre piů basato sulla valutazione del rischio individuale. Intelligenza artificiale, sistemi digitali e programmi pilota rappresentano strumenti fondamentali per rendere gli screening piů efficaci, sostenibili e personalizzati. Ne abbiamo parlato con Harry J. de Koning in occasione del Congresso Nazionale GISMa 2026. Screening oncologici del futuro: personalizzazione del rischio e intelligenza artificialeHarry J. de Koning Prevenzione del tumore al seno: genetica, rischio individuale e stili di vitaEugenio Paci Screening ed equitŕ: perché le modalitŕ di invito fanno la differenzaCristiano Piccinelli Digital Pathology e intelligenza artificiale: il futuro dell’anatomia patologica č integratoGiuseppe Nicolň Fanelli Radiologia e intelligenza artificiale: come cambia la formazione nella senologia del futuroVeronica Girardi Medicina di precisione e chirurgia senologica: come cambia il ruolo del chirurgoJacopo Cumbo Screening personalizzato: la sfida organizzativa tra innovazione, sostenibilitŕ e accettazione culturaleDiego Iemmi Medicina di precisione e sanitŕ pubblica: la sfida č garantire innovazione ed equitŕFrancesca Caumo Intelligenza artificiale e senologia: dalla diagnosi precoce alla medicina di precisioneLeonardo Provenzano GISMa 2026: intelligenza artificiale e screening personalizzato, il futuro della prevenzione del tumore al seno č giŕ iniziatoSilvia Deandrea AIL, vent'anni di Sognando Itaca tra riabilitazione, mare e speranzaGiuseppe Toro Oltre la diagnosi: il valore psicologico dell'esperienza di Sognando ItacaDott.ssa Eleonora Cason InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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GISMa 2026: intelligenza artificiale e screening personalizzato, i pharmastar.it
L'intelligenza artificiale, la medicina di precisione e la personalizzazione dei percorsi di screening stanno trasformando la senologia e la prevenzione del tumore della mammella. Ne abbiamo parlato con Silvia Deandrea, presidente del Gruppo Italiano Screening Mammografico (GISMa) e presidente del Congresso Nazionale GISMa 2026, in occasione del Congresso GISMa 2026. Screening oncologici del futuro: personalizzazione del rischio e intelligenza artificialeHarry J. de Koning Prevenzione del tumore al seno: genetica, rischio individuale e stili di vitaEugenio Paci Screening ed equitŕ: perché le modalitŕ di invito fanno la differenzaCristiano Piccinelli Digital Pathology e intelligenza artificiale: il futuro dell’anatomia patologica č integratoGiuseppe Nicolň Fanelli Radiologia e intelligenza artificiale: come cambia la formazione nella senologia del futuroVeronica Girardi Medicina di precisione e chirurgia senologica: come cambia il ruolo del chirurgoJacopo Cumbo Screening personalizzato: la sfida organizzativa tra innovazione, sostenibilitŕ e accettazione culturaleDiego Iemmi Medicina di precisione e sanitŕ pubblica: la sfida č garantire innovazione ed equitŕFrancesca Caumo Intelligenza artificiale e senologia: dalla diagnosi precoce alla medicina di precisioneLeonardo Provenzano GISMa 2026: intelligenza artificiale e screening personalizzato, il futuro della prevenzione del tumore al seno č giŕ iniziatoSilvia Deandrea AIL, vent'anni di Sognando Itaca tra riabilitazione, mare e speranzaGiuseppe Toro Oltre la diagnosi: il valore psicologico dell'esperienza di Sognando ItacaDott.ssa Eleonora Cason InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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All'Asl To5 parte il primo laboratorio di benessere dedicato agli uomini malati di cancro Giornale La Voce
Un progetto innovativo che punta a mettere al centro non soltanto la malattia, ma anche la persona, la sua autostima e il suo benessere psicologico. L'Asl To5 ha avviato a Carmagnola un laboratorio pilota di cura e benessere dedicato agli uomini in trattamento oncologico, un'iniziativa che rappresenta una novità assoluta all'interno di un percorso che fino a oggi era stato rivolto esclusivamente alle donne.
Il progetto nasce dalla collaborazione con "La forza e il sorriso", associazione attiva dal 2007 nell'organizzazione di laboratori gratuiti di bellezza e benessere per le persone che stanno affrontando un percorso oncologico. Nel corso degli anni l'associazione ha coinvolto migliaia di pazienti in tutta Italia, contribuendo a promuovere il benessere emotivo e la cura di sé durante le terapie.
L'esperienza avviata a Carmagnola rappresenta un passo ulteriore nell'evoluzione del progetto, con l'obiettivo di estendere anche agli uomini strumenti e percorsi pensati per migliorare la qualità della vita durante le cure.
Il laboratorio si è sviluppato attraverso una sessione della durata di circa due ore. I partecipanti sono stati accompagnati da una psicologa e da una beauty coach, figure professionali chiamate a supportare sia l'aspetto pratico sia quello emotivo dell'esperienza.
Durante l'incontro è stata proposta una routine articolata in dieci passaggi, studiata per contrastare alcuni degli effetti collaterali che le terapie oncologiche possono avere sulla pelle e sull'immagine corporea. Il percorso è partito dalla detersione del viso per arrivare all'idratazione di mani e corpo, con l'obiettivo di favorire una maggiore cura di sé e una percezione più positiva della propria immagine.
L'iniziativa si inserisce in un approccio sempre più diffuso nella medicina oncologica moderna, che considera fondamentale il benessere complessivo della persona accanto agli aspetti strettamente clinici delle cure. Le terapie contro il cancro, infatti, possono comportare cambiamenti fisici significativi che incidono sulla quotidianità, sull'autostima e sulla qualità della vita dei pazienti.
Per questo motivo il progetto non si limita alla semplice distribuzione di prodotti cosmetici o a suggerimenti pratici, ma punta a creare momenti di confronto e supporto in grado di aiutare i partecipanti a mantenere un rapporto positivo con il proprio corpo durante un periodo particolarmente delicato.
All'inizio dell'incontro ogni partecipante ha ricevuto una borsa contenente prodotti cosmetici donati dalle aziende che sostengono l'iniziativa. All'interno anche una brochure illustrativa dedicata ai dieci passaggi del trattamento, con consigli pratici pensati per consentire ai pazienti di proseguire autonomamente a casa il percorso di cura e benessere.
L'associazione "La forza e il sorriso" sottolinea da anni come la cura della persona non rappresenti un elemento secondario all'interno di un percorso oncologico. L'obiettivo è aiutare i pazienti a riconquistare fiducia e serenità attraverso piccoli gesti quotidiani che possono contribuire a migliorare il rapporto con sé stessi durante le cure.
Anche l'Oncologia dell'Asl To5 ha sposato questa impostazione, promuovendo un approccio che guarda alla salute in maniera globale. Accanto alle terapie e all'assistenza sanitaria tradizionale, trovano così spazio iniziative dedicate al supporto psicologico, alla qualità della vita e alla valorizzazione della dimensione personale dei pazienti.
L'esperienza avviata a Carmagnola potrebbe rappresentare un modello per future iniziative analoghe rivolte agli uomini in trattamento oncologico, una categoria che fino a oggi ha avuto meno occasioni di partecipare a percorsi strutturati di benessere e cura di sé.
L'obiettivo finale resta quello di accompagnare i pazienti durante il percorso terapeutico offrendo strumenti utili non soltanto per affrontare la malattia, ma anche per preservare dignità, autostima e qualità della vita.
Fine vita, una domanda che scuote le coscienze: «Tu lo faresti?» L'impegno civile dell'Associazione Luca Coscioni e la riflessione sulla legge 219 e la proposta «Liberi Subito»
La partita più bella del mondo conquista Canale: sport, solidarietà e rinascita per i bambini oncologici (FOTO) Premiati Pecco Bagnaia, Luciana Littizzetto, Domizia Castagnini e Riccardo Garelli. In campo anche Leonardo Bonucci per sostenere i progetti di UGI
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Giulianova, all’ospedale i caschetti refrigeranti per ridurre la caduta dei capelli durante la chemioterapia Abruzzo Speciale
Consegnato al Day hospital oncologico il sistema Paxman Scalp Cooling, acquistato grazie alla raccolta fondi dell’associazione Herakles. La tecnologia aiuta i pazienti oncologici ad affrontare meglio gli effetti delle cure
GIULIANOVA – Un aiuto concreto per chi affronta il percorso di chemioterapia. Al Day hospital oncologico dell’ospedale di Giulianova è stato consegnato il sistema Paxman Scalp Cooling, una tecnologia pensata per ridurre la perdita dei capelli durante i trattamenti chemioterapici.
L’apparecchiatura, dal valore di circa 50mila euro, è il risultato del progetto “Non smettere di sentirti bella”, promosso dall’associazione Herakles – cultura e identità Aps Ets attraverso una raccolta fondi che ha coinvolto cittadini, imprese e realtà del territorio teramano.
La consegna arriva dopo il convegno “Innovazione in oncologia: l’importanza dei caschetti refrigeranti”, ospitato al Senato e promosso dal parlamentare Guido Quintino Liris insieme all’associazione Herakles.
Alla cerimonia hanno partecipato i vertici della Asl di Teramo, con il direttore generale Maurizio Di Giosia, il direttore amministrativo Franco Santarelli e il direttore sanitario Francesco Delle Monache, oltre ai consiglieri regionali Marilena Rossi e Leonardo D’Addazio e alla consigliera comunale di Giulianova Marialuigia Orfanelli.
Presenti anche il senatore Liris, il deputato Guerino Testa, il presidente di Herakles Gianni Di Marco, i professionisti del Day hospital oncologico Sonia Di Felice e Laura Iezzi, il direttore della Uoc radioterapia della Asl di Teramo Carlo D’Ugo e Ida Paris, responsabile della Uos senologia del policlinico Gemelli di Roma.
Il sistema consente di raffreddare il cuoio capelluto durante la chemioterapia, limitando in molti casi uno degli effetti collaterali più temuti dai pazienti: la caduta dei capelli. Una tecnologia che si affianca alle cure mediche con un’attenzione anche agli aspetti psicologici ed emotivi legati alla malattia.
«È il risultato di una grande mobilitazione della comunità della provincia di Teramo» sottolinea Di Giosia, che ringrazia cittadini, imprese, associazioni e professionisti che hanno contribuito alla raccolta fondi. «La risposta del territorio – conclude – dimostra come la collaborazione possa trasformarsi in un aiuto reale per i pazienti e le loro famiglie».
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Melanoma, l'oncologa Antonella Romanini: "Così la scienza sta salvando sempre più persone" Il Tirreno
I progressi della scienza e del settore della ricerca per quanto riguarda la lotta al melanoma sta compiendo passi importanti. E tanti ne ha compiuti negli ultimi anni. Lo spiega la dottoressa Romanini, oncologa dell'Azienda ospedaliera pisana, a margine del convegno organizzato dal Tirreno alla Casa di cura di Navacchio in collaborazione con la Misericordia locale. (Video di Tommaso Silvi)
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Rubano lo zaino con il farmaco salvavita di sua figlia: la Polizia fa il "miracolo" ed evita la tragedia Secolo d'Italia
Il dramma di un padre
La denuncia e la paura per non poter effettuare la terapia oncologica della bambina. La geolocalizzazione e la corsa contro il tempo
Non erano i mille euro rubati a togliere il respiro a quel padre entrato trafelato negli uffici del Commissariato di Spinaceto, a Roma. Nel marsupio appena rubatogli c’era qualcosa di molto più prezioso: un farmaco salvavita indispensabile per la terapia oncologica della figlia. Una perdita che rischiava di trasformarsi in un incubo per l’intera famiglia. È una storia a lieto fine quella avvenuta a Roma, dove il tempestivo intervento della Polizia di Stato ha permesso di recuperare il medicinale e restituire speranza a un uomo disperato.
La denuncia e la paura per la terapia della figlia
Visibilmente scosso, l’uomo si è presentato al Commissariato di. Spinaceto raccontando di aver appena subito il furto del proprio marsupio. All’interno custodiva il telefono cellulare, circa mille euro in contanti destinati all’acquisto di un costoso farmaco e soprattutto il medicinale salvavita necessario alla terapia della figlia. Gli agenti hanno immediatamente compreso la gravità della situazione. Non si trattava soltanto di recuperare un oggetto rubato, ma di garantire la continuità delle cure di una bambina.
La geolocalizzazione e la corsa contro il tempo
Le ricerche sono partite subito grazie a un’applicazione installata sul cellulare rubato, che ha consentito agli agenti di geolocalizzare il dispositivo in tempo reale. Il segnale ha condotto i poliziotti fino all’ufficio postale di via Macchia Saponara, nella zona di Acilia. Una volta arrivati sul posto, gli agenti hanno fatto squillare il telefono a distanza e il suono li ha guidati fino a una cassetta postale all’interno della struttura. Con la collaborazione del direttore dell’ufficio postale, il marsupio è stato recuperato in pochi minuti.
I soldi spariti, ma il farmaco era ancora lì
Quando gli agenti hanno aperto il marsupio, i mille euro erano stati già sottratti dal ladro. Ma il telefono cellulare e soprattutto il prezioso farmaco salvavita erano ancora all’interno. Una notizia che ha immediatamente cambiato il volto del padre, rimasto negli uffici del Commissariato per formalizzare la denuncia mentre proseguivano le ricerche.
L’abbraccio ai poliziotti
Quando gli è stato comunicato il ritrovamento del medicinale, l’uomo non è riuscito a trattenere l’emozione. Ha ringraziato gli agenti con un lungo abbraccio, un gesto spontaneo che racconta meglio di qualsiasi parola il significato di quell’intervento. Perché in alcuni casi il lavoro delle forze dell’ordine non si limita alla restituzione di beni materiali. Significa restituire serenità, sicurezza e la possibilità di continuare a curare una persona cara. Una storia che dimostra come la tecnologia, unita alla rapidità d’azione degli investigatori, possa trasformare una giornata di paura in un finale carico di sollievo e speranza.
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L’appello di Tania delle 0048: “Il tumore si sconfigge anche avendo cura di sè” VareseNews
Una storia di rinascita, prevenzione e condivisione. È quella di Tania, protagonista della nona puntata del podcast di Radio Materia “0048 Mission is possible”, il progetto che racconta le esperienze delle donne che hanno affrontato il tumore al seno e che hanno trovato nel gruppo 0048 un luogo di sostegno, amicizia e nuova consapevolezza.
Chi sono le 0048
Nata negli ospedali di Varese, l’associazione 0048 accompagna le pazienti oncologiche attraverso iniziative che uniscono supporto umano e valorizzazione della persona, tra cui le ormai note sfilate di moda. Nel podcast, Tania ripercorre il suo cammino dalla diagnosi alla rinascita, condividendo riflessioni che vanno oltre la malattia e toccano temi come la prevenzione, l’ascolto di sé e il valore delle relazioni.
L’importanza della prevenzione e dell’ascolto del corpo
Uno dei messaggi più forti emersi dalla conversazione riguarda la prevenzione. Tania sottolinea quanto sia fondamentale imparare a conoscere il proprio corpo e prestare attenzione ai segnali che invia.
L’autopalpazione, i controlli periodici e la fiducia nei professionisti sanitari sono strumenti indispensabili per affrontare la malattia nel modo più efficace possibile. Un invito rivolto soprattutto alle donne, ma che richiama più in generale l’importanza della cura di sé.
La nascita di “Tania 2.0”
Nel corso del percorso di cura, Tania racconta di aver vissuto una trasformazione profonda, che definisce come il passaggio a una nuova versione di sé, una sorta di “Tania 2.0”.
Accanto alle terapie mediche, ha scelto di dedicarsi a pratiche che l’hanno aiutata a ritrovare equilibrio e serenità: meditazione, yoga, trattamenti energetici e bagni di gong. Attività che le hanno permesso di affrontare non solo gli aspetti fisici della malattia, ma anche quelli emotivi e psicologici.
Fondamentale è stato imparare ad ascoltarsi e a rispettare i propri tempi, senza sentirsi obbligata a essere sempre forte o produttiva. Una consapevolezza che le ha insegnato a mettere se stessa al primo posto quando necessario.
L’incontro con le 0048 e la passerella della rinascita
L’ingresso nel gruppo 0048 è avvenuto quasi per caso. Durante una visita in un negozio, una conversazione sulla ricrescita dei capelli dopo le cure le ha fatto conoscere l’associazione e le sue attività.
Colpita dalla solarità delle donne coinvolte, Tania ha deciso di partecipare a una sfilata di moda. Una scelta che inizialmente rappresentava un salto nel vuoto, ma che si è trasformata in un’esperienza capace di restituirle fiducia e autostima.
La passerella è diventata così un simbolo di rinascita: un momento in cui sentirsi nuovamente bella, valorizzata e libera di mostrarsi oltre la malattia.
La forza della rete e della gratitudine
Nel racconto emerge anche il ruolo decisivo degli affetti e della condivisione. Amici, familiari e compagne di percorso hanno rappresentato una rete di sostegno preziosa nei momenti più difficili.
Tania racconta inoltre di aver sviluppato una pratica quotidiana della gratitudine, cercando ogni giorno un motivo per ringraziare la vita, anche nelle circostanze più complesse. Un atteggiamento che l’ha aiutata a guardare oltre la malattia e a riconoscere il valore delle piccole cose.
Un messaggio per chi sta affrontando la malattia
La testimonianza di Tania si conclude con un invito a non arrendersi. Pur senza nascondere le difficoltà del percorso oncologico, il suo racconto mostra come sia possibile trovare nuove risorse dentro di sé e trasformare un’esperienza dolorosa in un’occasione di crescita.
Un messaggio di speranza che attraversa tutta la puntata del podcast e che conferma la missione del gruppo 0048: ricordare che nessuna donna deve affrontare da sola una sfida così impegnativa.