📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
37.0/100
Punteggio Totale
C
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❌
Criteri Critici
Jeremy Clarkson ha un cancro, la diagnosi e la confessione: «È aggressivo» La Nuova Sardegna
Il personaggio televisivo britannico Jeremy Clarkson ha rivelato nel suo reality show “Clarkson’s Farm”, ambientato nella sua fattoria, di avere un tumore alla prostata. Clarkson, 66 anni, noto come il volto del programma automobilistico “Top Gear” ha affermato che la malattia è "aggressiva", ma che è stata diagnosticata in fase precoce.
«Di solito cerchiamo di mantenere il programma bucolico, affascinante e allegro, ma i due episodi che usciranno stanotte a mezzanotte non sono affatto così», aveva scritto ieri su Instagram, «sono difficili da guardare, davvero, davvero difficili». In uno degli episodi, durante le discussioni sulla pianificazione del raccolto, ha comunicato la notizia al responsabile della fattoria Kaleb Cooper e al consulente Charlie Ireland dicendo: «Ho il cancro».
Nel finale della quinta stagione, Clarkson parla da un letto d’ospedale, spiegando che un chirurgo gli aveva asportato parte della prostata e che avrebbe saputo la prognosi a novembre. «Se tutto andrà bene, ci vedremo nella sesta stagione; in caso contrario, no», ha detto, «abbiate cura di voi, tutti quanti».
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
41.1/100
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Criteri Critici
Jeremy Clarkson ha un cancro, la diagnosi e la confessione a "Clarkson’s Farm" Adnkronos
Il presentatore televisivo britannico Jeremy Clarkson ha annunciato di essere stato colpito da un tumore alla prostata. La rivelazione è arrivata durante un episodio della nuova stagione di "Clarkson’s Farm", trasmesso oggi, in cui il conduttore ha condiviso apertamente la diagnosi con alcuni membri del cast, tra cui Kaleb Cooper e Charlie Ireland. Nel corso della puntata, Clarkson appare visibilmente provato mentre racconta di essersi sottoposto a una biopsia: “È un cancro, è aggressivo, ma è stato preso molto presto”, ha spiegato, aggiungendo di averlo saputo già da maggio. Il conduttore ha inoltre riferito di essersi sottoposto a un intervento chirurgico per la rimozione parziale della prostata.
“Starò bene”, ha rassicurato, precisando però che dovrà restare lontano dalle attività per un periodo. In un altro momento della serie ha confermato la natura della malattia, parlando di una porzione dell’organo colpita dal tumore e già trattata chirurgicamente. La stagione si chiude con immagini del presentatore in ospedale, a testimonianza delle difficoltà del percorso terapeutico. “Abbiamo iniziato con me in un letto d’ospedale e finiamo allo stesso modo”, afferma nel finale, lasciando aperta l’incertezza sull’evoluzione della cura.
Negli ultimi mesi la salute di Clarkson è stata al centro della narrazione della serie, dopo che lo stesso conduttore aveva già raccontato di un precedente intervento cardiaco. Il programma, diventato un successo internazionale, documenta la sua vita da agricoltore nelle campagne inglesi. Dopo la diffusione della notizia, numerosi messaggi di sostegno sono arrivati anche dal mondo politico e mediatico britannico. Tra questi quello dell’ex primo ministro Rishi Sunak, che ha sottolineato l’importanza della diagnosi precoce, e del giornalista e conduttore Piers Morgan, che ha invitato gli uomini a sottoporsi a controlli regolari. Clarkson, noto per la sua lunga carriera alla guida di "Top Gear" e successivamente di "The Grand Tour", continua a essere una delle figure televisive più popolari nel Regno Unito. Oggi conduce anche il quiz show "Who Wants to Be a Millionaire?", oltre al successo di "Clarkson’s Farm", arrivato alla quinta stagione.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
42.6/100
Punteggio Totale
C
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✅
Criteri Critici
Tumori: Llc, oncologo Ghia 'con acalabrutinib 90% pazienti libero da malattia per 3 anni' Adnkronos
"Con la combinazione acalabrutinib e venetoclax il 90% dei pazienti con leucemia linfatica cronica non avrà bisogno di un'altra terapia nei successivi 3 anni. Questa terapia è ben tollerata anche dal punto di vista cardiovascolare con basse frequenze di effetti collaterali a livello del cuore dove, soprattutto in una popolazione anziana, sono già presenti altre problematiche". Lo ha detto Paolo Ghia, direttore del programma di ricerca strategica sulla leucemia linfatica cronica all'Irccs ospedale San Raffaele e professore di Oncologia medica all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, all'incontro con la stampa dedicato alle nuove frontiere del trattamento dei tumori del sistema linfatico.
Agenzia nr. 1390 - Radioterapia oncologica Fazzi, ispezione Pagliaro: "Misure sbagliate, slitta a ottobre attivazione primo nuovo acceleratore lineare. Vigileremo - Agenparl
📰 Agenparl📅 2026-06-17T15:04:54
radioterapia
Agenzia nr. 1390 - Radioterapia oncologica Fazzi, ispezione Pagliaro: "Misure sbagliate, slitta a ottobre attivazione primo nuovo acceleratore lineare. Vigileremo Agenparl
LECCE – E’ tornato nel polo oncologico del Vito Fazzi di Lecce il consigliere regionale e capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro. E lo ha fatto per verificare se il nuovo acceleratore lineare per la Radioterapia, che doveva essere consegnato entro la fine dello scorso anno, fosse finalmente arrivato e pronto per essere utilizzato. Purtroppo però dall’ispezione è emerso un aggiornamento amaro: le misure erano state prese male e l’apparecchio non è entrato nella stanza, che adesso si sta lavorando per adeguare. Va ricordato poi che sono due i nuovi acceleratori comprati dall’Asl per 7,3 milioni di euro già fra ottobre 2024 e marzo 2025, e destinati all’Oncologico di Lecce. Per poter attivare il secondo macchinario, bisogna aspettare che il primo sia pienamente operativo, così da smontare il vecchio apparecchio ancora in uso e attivare anche il secondo, cosa che sarebbe dovuta accadere entro fine 2026. C’è poi da aggiungere che sussiste ancora il problema, più volte segnalato ma irrisolto, dell’ascensore per i pazienti che è rotto da tempo. Per sopperire a questa mancanza, è stato aperto a tutti l’ascensore riservato al personale e ai pazienti barellati, ma la situazione è critica. I macchinari ancora in uso, vecchi e usurati, si rompono sempre più di frequente e non sono più affidabili. Molti pazienti lamentano il calvario di convocazioni saltate senza preavviso per il guasto delle apparecchiature, dopo aver percorso chilometri con temperature roventi per raggiungere il Fazzi all’appuntamento prefissato. “L’interruzione dei trattamenti è inaccettabile per pazienti tanto fragili e bisognosi di particolari cautele – incalza il consigliere – Non c’è burocrazia e non ci sono piani sanitari che tengano, di fronte al loro diritto alle cure. Solo mettendo in uso i due nuovi macchinari si potranno assicurare cicli di radioterapia regolari ai pazienti oncologici, e quest’obiettivo deve avere la priorità assoluta. Durante l’ispezione, il capogruppo ha dimostrato gratitudine agli ingeneri al lavoro per la chiarezza e disponibilità con cui lo hanno accolto, “a differenza del passato -ricorda – quando fummo letteralmente aggrediti dall’ex direttrice del reparto, con un comportamento inqualificabile che spaventò i pazienti in attesa”. Lecce, il Milan esercita il controriscatto per Camarda Pavese e Saragat per la prima prova della Maturità 2026 Ricci di mare, sequestrati 300 esemplari
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
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Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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41.5/100
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Criteri Critici
Chirurgia d’avanguardia al Papardo di Messina: salvato un paziente con un grosso tumore polmonare Tempostretto
L’équipe medica ha ricanalizzato le vie aeree grazie a una protesi su misura
MESSINA – Eccezionale intervento eseguito all’ospedale Papardo di Messina dall’équipe di Chirurgia toracica, composta per l’occasione dal dottor Vincenzo Micali e dalla dottoressa Federica D’ Agostino, coadiuvati dalla equipe degli anestesisti e dal personale infermieristico del quartiere operatorio.
Venerdì scorso è giunto al pronto soccorso un uomo affetto da un voluminoso tumore polmonare che infiltrava i bronchi principali ostruendone il lume quasi totalmente, non consentendo al paziente di respirare.
E’ stato sottoposto a un delicatissimo intervento in broncoscopia rigida per mantenere l ossigenazione del sangue durante le delicate manovre di asportazione del tumore con il laser endoscopico. In questo modo si è potuto creare lo spazio per posizionare una protesi a Y, che è stata “customizzata”, cioè adattata in maniera sartoriale alle dimensioni anatomiche della trachea e dei bronchi del paziente. Questo ha reso ancora più difficile la procedura ma ha permesso la perfetta ricanalizzazione bronchiale permettendo così che il paziente potesse tornare a respirare regolarmente.
La Chirurgia toracica dell’Ospedale Papardo, diretta dal dottor Giuseppe Casablanca, è il centro specialistico di riferimento per la provincia di Messina per i tumori del polmone.
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Criteri Critici
Llc, oncologo Ghia: "Acalabrutinib con venetoclax migliora qualità della vita" Adnkronos
“Da pochi giorni è rimborsata una nuova combinazione di farmaci - acalabrutinib, un inibitore di Btk, e venetoclax, un inibitore di Bcl-2 - per il trattamento di pazienti con leucemia linfatica cronica in prima linea. Il vantaggio di questa combinazione è che si tratta di un trattamento a durata fissa, 14 mesi, poi il paziente smette la terapia e viene seguito nel tempo. È molto efficace e anche molto ben tollerata. Questo è un vantaggio enorme per la qualità di vita dei nostri pazienti che sono soprattutto anziani con altre comorbidità”. Così Paolo Ghia, direttore del programma di ricerca strategica sulla leucemia linfatica cronica all’Irccs ospedale San Raffaele di Milano e professore di Oncologia medica all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, intervenendo, oggi a Milano, all’incontro con la stampa, promosso da AstraZeneca, per illustrare le nuove possibilità di cura di queste patologie a pochi giorni dall’approvazione dell’Aifa, Agenzia italiana del farmaco.
“Per quanto riguarda l’efficacia - sottolinea Ghia - dobbiamo pensare che il 90% dei pazienti non avrà bisogno di un'altra terapia nei successivi 3 anni. Si tratta di una combinazione ben tollerata anche dal punto di vista cardiovascolare con basse frequenze di effetti collaterali a livello del cuore, come aritmie e aumento della pressione arteriosa, che di solito sono problemi già presenti in una popolazione anziana”, conclude Ghia.
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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47.8/100
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Criteri Critici
Derenzini (Ieo): "Nuova terapia aumenta remissioni nel linfoma mantellare" Adnkronos
“Grazie all'approvazione di acalabrutinib in combinazione con bendamustina e rituximab in prima linea nel linfoma mantellare non eleggibile al trapianto, il trattamento cambierà in modo radicale. La combinazione ha dimostrato un'efficacia superiore rispetto allo standard con bendamustina e rituximab, riducendo del 30% il rischio di progressione e aumentando il tasso di remissioni complete fino al 67%". Lo ha detto Enrico Derenzini, direttore della divisione di Oncoematologia all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) e professore di Ematologia all'università degli Studi di Milano, oggi a Milano, intervenendo all’incontro con la stampa organizzato da AstraZeneca in occasione del via libera dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) alla rimborsabilità di acalabrutinib, terapia mirata e primo inibitore di Btk di seconda generazione a durata fissa, per il trattamento di prima linea della leucemia linfatica cronica in combinazione con venetoclax, nonché del linfoma mantellare precedentemente non trattato, in combinazione con chemio-immunoterapia (bendamustina e rituximab), e del linfoma mantellare recidivato, in monoterapia.
“Un altro effetto generato dall’aggiunta di acalabrutinib in prima linea - ha spiegato Derenzini - lo si vede anche nel medio e lungo termine. Questa combinazione riduce del 25% circa la probabilità di dover eseguire una terza linea di trattamento. È molto vantaggioso utilizzare fin dall'inizio un inibitore di Btk di seconda generazione in combinazione con bendamustina e rituximab nei pazienti anziani affetti da linfoma mantellare. Il fatto che la tossicità sia maneggevole e non presenti differenze significative rispetto alla terapia standard - ha concluso - è un dato importante, considerato che si tratta di pazienti che possono avere comorbidità".
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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55.9/100
Punteggio Totale
B
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Criteri Critici
Associazione dinAMICI, donato all'ospedale di Cattinara un nuovo macchinario per la chirurgia oncologica Diario FVG
Un nuovo macchinario per l’individuazione del linfonodo sentinella nel carcinoma mammario e nel melanoma entra nella dotazione tecnologica dell’ospedale di Cattinara, a Trieste, grazie alla donazione dell’associazione dinAMICI di Monfalcone. Si tratta di una sonda per la chirurgia radioguidata, destinata alla Struttura complessa di Medicina nucleare, che permetterà di individuare con maggiore precisione il linfonodo sentinella e le lesioni mammarie non palpabili.
Il valore dell’apparecchiatura è di circa 35mila euro, raccolti dall’associazione attraverso l’edizione 2025 della rassegna “Ottobre rosa – Take care of you”, iniziativa dedicata alla prevenzione del tumore al seno e al sostegno dei pazienti oncologici. Un gesto concreto di solidarietà che si traduce in un potenziamento diretto delle capacità diagnostiche e terapeutiche della sanità pubblica regionale.
Il ruolo della tecnologia nella cura dei pazienti oncologici
La nuova apparecchiatura donata a Cattinara rappresenta un supporto importante per la chirurgia oncologica. La possibilità di rintracciare con elevata accuratezza il linfonodo sentinella consente infatti di orientare meglio l’intervento, riducendo l’invasività delle procedure e favorendo tempi chirurgici più rapidi.
Il linfonodo sentinella è il primo linfonodo che può essere raggiunto da eventuali cellule tumorali provenienti dalla sede primaria della malattia. La sua corretta individuazione è quindi un passaggio fondamentale in molte procedure oncologiche, in particolare nel trattamento del tumore al seno e del melanoma. Strumenti più moderni e precisi consentono ai professionisti sanitari di operare con maggiore sicurezza e di offrire ai pazienti percorsi di cura sempre più mirati.
Riccardi: “La generosità delle associazioni è un alleato prezioso”
Alla conferenza stampa organizzata all’ospedale di Cattinara ha preso parte anche l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e Disabilità Riccardo Riccardi, che ha sottolineato il valore della donazione e il ruolo del volontariato accanto agli investimenti pubblici.
“La generosità di associazioni come dinAMICI funge da alleato prezioso a fianco degli investimenti pubblici messi in campo per l’ammodernamento tecnologico delle nostre strutture ospedaliere”, ha dichiarato Riccardi. Secondo l’assessore, il nuovo macchinario contribuirà a offrire risposte diagnostiche e terapeutiche d’eccellenza, con particolare attenzione al contrasto delle patologie oncologiche e al rafforzamento della resilienza del sistema sanitario del Friuli-Venezia Giulia.
Solidarietà e sanità pubblica, un legame che produce risultati
La donazione dell’associazione dinAMICI mette in evidenza quanto il contributo del territorio possa incidere sulla qualità dei servizi sanitari. L’impegno del volontariato, quando si affianca alla programmazione pubblica, diventa una risorsa concreta per migliorare le dotazioni degli ospedali e sostenere il lavoro dei professionisti.
Il percorso che ha portato all’acquisto della sonda per la chirurgia radioguidata nasce da una campagna di sensibilizzazione legata alla prevenzione oncologica. La rassegna “Ottobre rosa – Take care of you” ha permesso di raccogliere le risorse necessarie per destinare a Cattinara uno strumento utile non solo alla diagnosi, ma anche alla qualità degli interventi e alla riduzione dell’impatto sui pazienti.
Cure meno invasive e competenze d’eccellenza
Nel suo intervento, Riccardi ha evidenziato come il successo della sanità moderna dipenda da due fattori centrali: da una parte l’avanzamento della tecnologia, dall’altra la capacità di attrarre competenze professionali d’eccellenza e di centralizzare le casistiche più complesse. L’obiettivo è garantire cure sempre meno impattanti e standard elevati all’interno del servizio pubblico.
L’assessore ha inoltre richiamato un cambiamento profondo nella presa in carico dei pazienti oncologici. La trasformazione del paziente oncologico in paziente cronico, ha spiegato, va letta come “una vittoria scientifica”, ma impone anche scelte politiche e organizzative coraggiose per mantenere alto il livello delle cure.
Cattinara rafforza il proprio ruolo nella rete sanitaria regionale
La destinazione dell’apparecchiatura alla Medicina nucleare di Cattinara conferma il ruolo dell’ospedale triestino all’interno della rete sanitaria regionale, in particolare per la gestione di percorsi oncologici complessi. L’innovazione tecnologica, unita alla competenza degli operatori, rappresenta uno degli elementi chiave per garantire ai cittadini prestazioni più efficaci, tempestive e meno invasive.
Alla presentazione della donazione erano presenti, tra gli altri, il vicesindaco di Trieste Serena Tonel, il direttore generale di Asugi Antonio Poggiana, la presidente dell’associazione dinAMICI Manuela Fumis e la direttrice di Medicina nucleare dell’ospedale di Cattinara Franca Dore.
Un investimento nel benessere collettivo
La donazione del macchinario non è soltanto un intervento tecnico, ma un investimento nel benessere della comunità. Il valore dell’iniziativa sta nella capacità di trasformare la sensibilizzazione e la raccolta fondi in un risultato concreto per i pazienti: uno strumento nuovo, moderno e immediatamente utile per la cura delle patologie oncologiche.
“Difendere la qualità delle strutture ospedaliere complesse – ha concluso Riccardi – è essenziale affinché il talento dei medici e l’innovazione restino al servizio esclusivo del benessere collettivo dei cittadini”. Una prospettiva che trova nella donazione di dinAMICI un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni, sanità pubblica e comunità.
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Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
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58.1/100
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B
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Criteri Critici
Leucemia, a Perugia guarisce il 75% dei pazienti grazie a trapianti innovativi e terapie avanzate Quotidiano Dell'Umbria
Al convegno del Comitato Chianelli illustrati i progressi dell’Ematologia e dell’Oncoematologia pediatrica. Oltre 450 volontari alla tradizionale Giornata del Ringraziamento
Terapie geniche, farmaci intelligenti, immunoterapia e tecniche innovative di trapianto stanno cambiando radicalmente la lotta contro leucemie e tumori del sangue. Oggi, grazie ai progressi della ricerca e dell’assistenza clinica, a Perugia è possibile guarire fino al 75% dei malati di leucemia, un risultato che conferma il ruolo di eccellenza nazionale e internazionale dell’Ematologia del capoluogo umbro.
I dati e le più recenti conquiste scientifiche sono stati illustrati nel corso del convegno “Ematologia e Oncoematologia pediatrica dal trapianto di midollo osseo alla terapia genica: gli straordinari, recenti successi”, organizzato nell’ambito della tradizionale Giornata del Ringraziamento del Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, che si è svolta domenica 14 giugno al Borgo delle Rose di Gricignano, messo a disposizione dall’azienda Aboca.
Alla manifestazione hanno partecipato oltre 450 volontari provenienti da tutta l’Umbria e da diverse regioni italiane.
Franco Chianelli
“Che emozione incredibile – ha commentato il presidente del Comitato Chianelli, Franco Chianelli – osservare una vera e propria marea di volontari che hanno partecipato con entusiasmo e interesse all’intera giornata”.
Trapianto di midollo incompatibile: la rivoluzione nata a Perugia
Tra i relatori del convegno il professor Antonio Pierini, responsabile del Programma Trapianti della Struttura complessa di Ematologia con Trapianto di Midollo Osseo, il direttore della Struttura complessa di Oncoematologia pediatrica Francesco Arcioni, la responsabile del laboratorio di Immunologia clinica Loredana Ruggeri e la dottoressa Elena Mastrodicasa.
L’intervento del dott. Pierini
Nel corso degli interventi è stato evidenziato come il trapianto di midollo osseo “incompatibile”, sviluppato e perfezionato a Perugia, abbia rappresentato una svolta storica nella cura delle leucemie.
“Grazie a questa tecnica – ha spiegato Loredana Ruggeri – oggi è possibile salvare il 75% dei malati di leucemia. Prima del 1993 il trapianto poteva essere effettuato soltanto in presenza di un donatore perfettamente compatibile. Il professor Massimo Fabrizio Martelli e la sua équipe hanno rivoluzionato questo approccio, consentendo il trapianto anche in assenza di una compatibilità totale”.
Negli anni la metodologia è stata ulteriormente perfezionata grazie all’impiego dei linfociti T regolatori del donatore, che hanno contribuito a ridurre significativamente il rischio di recidiva dopo il trapianto.
Terapie CAR-T e medicina di precisione contro i tumori del sangue
Il professor Antonio Pierini ha sottolineato come la ricerca abbia permesso di sviluppare terapie sempre più personalizzate, capaci di colpire selettivamente le cellule malate preservando i tessuti sani.
Tra i risultati più importanti figura il recente accreditamento dell’Ematologia di Perugia, tra i primi centri italiani, per l’utilizzo delle terapie CAR-T nel trattamento del mieloma multiplo.
“Si tratta di una terapia all’avanguardia – ha spiegato Pierini – che consente di ottenere risposte durature in una malattia frequente e particolarmente complessa da curare”.
Leucemia infantile, oggi oltre l’80% dei bambini guarisce
Progressi straordinari arrivano anche dall’Oncoematologia pediatrica. La leucemia acuta linfoblastica continua a essere la neoplasia più frequente in età infantile, ma le prospettive per i pazienti sono profondamente cambiate rispetto al passato.
“Fino agli anni Cinquanta questa malattia era associata quasi sempre a un esito infausto – ha spiegato Elena Mastrodicasa – oggi le percentuali di guarigione superano l’80%, grazie a diagnosi sempre più precise e a trattamenti innovativi come le target therapy e l’immunoterapia”.
Presso il centro di Perugia sono disponibili tutte le principali opzioni terapeutiche, compreso il trapianto allogenico di cellule staminali da qualsiasi tipologia di donatore, supportato da avanzati sistemi di diagnostica di precisione.
Il dott. Arcioni con Franco Chianelli
Terapia genica per talassemia e drepanocitosi
Importanti novità riguardano anche le malattie genetiche del sangue. Francesco Arcioni ha illustrato i risultati ottenuti con la terapia genica per betatalassemia e drepanocitosi.
“Questa tecnologia rappresenta una vera pietra miliare – ha dichiarato Arcioni – perché offre ai pazienti concrete possibilità di guarigione e un netto miglioramento della qualità della vita”.
Nel 2024 il centro di Perugia è stato selezionato, insieme ad altri due soli centri italiani, per l’accreditamento all’editing genomico di queste patologie, una tecnica che permette di sostituire il gene difettoso con uno in grado di produrre emoglobina normale. Due pazienti sono già stati trattati e altri stanno seguendo il percorso di preparazione alla terapia.
Oltre 450 volontari alla Giornata del Ringraziamento del Chianelli
Al termine del convegno si è svolto il tradizionale Pranzo del Ringraziamento, organizzato dai volontari di Pistrino e dell’Alta Valle del Tevere nella villa concessa dalla famiglia Mercati di Aboca, rappresentata da Antonio Guerrera e Simona Renzacci.
Tra i presenti il senatore Walter Verini
Alla giornata hanno partecipato anche il parlamentare Walter Verini, la consigliera regionale Letizia Michelini, il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, Loretta Zazzi, Enzo Franchi, Rinaldo Mancini, Mario Menichelli e Paolo Carlini.
“Un ringraziamento affettuoso – ha concluso Franco Chianelli – va a tutti coloro che hanno lavorato per settimane dietro le quinte. Decine e decine di volontari hanno reso possibile una giornata perfetta, dimostrando ancora una volta quanto sia grande la forza della solidarietà”.
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Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Un altro uomo di fiducia di Volodymyr Zelensky finisce nel mirino delle autorità anti-corruzione ucraine. La Procura Specializzata Anticorruzione (Sapo) ha chiesto la confisca di beni immobili per 5 milioni di grivne (circa 96 mila euro) a Oleksiy Kuleba, att…
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Un altro uomo di fiducia di Volodymyr Zelensky finisce nel mirino delle autorità anti-corruzione ucraine. La Procura Specializzata Anticorruzione (Sapo) ha chiesto la confisca di beni immobili per 5 milioni di grivne (circa 96 mila euro) a Oleksiy Kuleba, attuale vice primo ministro per la Rigenerazione e ministro dello Sviluppo delle Comunità e dei Territori. Si tratta, ha spiegato la procura in una nota, di un appartamento e un posto auto che il politico ha comprato a Kiev. L’acquisto sarebbe avvenuto “tramite la sorella” nel 2021, quando Kuleba ricopriva il ruolo di primo vice capo dell’Amministrazione municipale della capitale. Nel 2023, poi, dopo che Zelensky lo aveva promosso a vice capo del proprio Ufficio di presidenza, Kuleba “ha provveduto alla stipula dei contratti di compravendita dei beni, alla loro registrazione statale e alla stipula di contratti di servizio, coinvolgendo il proprio autista“. L’appartamento e il posto auto sono comparsi nella dichiarazione dei redditi del vicepremier come beni di sua proprietà, ma l’analisi dei redditi e delle spese ufficiali di Kuleba e della sua famiglia ha dimostrato che questi “non disponevano di redditi legali sufficienti per l’acquisizione di tali beni”. Per questo il Sapo ne ha chiesto la confisca alla Corte Superiore Anticorruzione.
Kuleba è strettamente legato a Zelensky ed è considerato un membro fidato e di spicco della squadra del presidente. Il loro legame politico e professionale è consolidato da diversi anni attraverso i ruoli di massima fiducia che Zelensky gli ha affidato. Nel febbraio 2022 lo ha nominato governatore dell’Oblast di Kiev, delegandogli la gestione della regione proprio nei giorni più critici dell’invasione russa. Nel gennaio 2023, poi, lo ha chiamato al suo fianco promuovendolo a numero due del proprio ufficio. In questo ruolo Kuleba ha lavorato a strettissimo contatto con il leader ucraino e con il potente capo dell’ufficio, Andriy Yermak, arrestato e poi rilasciato per il suo coinvolgimento nell’inchiesta “Midas” che a partire dal novembre 2025 ha terremotato il governo. Durante il grande rimpasto del settembre 2024, infine, Zelensky lo ha promosso a vicepremier, affidandogli il coordinamento di molti programmi infrastrutturali e di ricostruzione.
“Nel corso di tutta la mia attività pubblica ho agito in modo trasparente, senza nascondere i miei redditi, i miei beni o altre informazioni soggette a dichiarazione – ha commentato Kuleba -. Tutte le informazioni necessarie sono state riportate nelle dichiarazioni conformemente alla procedura stabilita dalla legge e sono di pubblico dominio”. Il vicepremier ha assicurato quindi di essere “pienamente disponibile alla collaborazione e pronto a fornire tutte le spiegazioni necessarie e a contribuire a un esame completo, esaustivo e obiettivo del caso”.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?3
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Criteri Critici
Riparte il processo a Carla Stagno, che sosteneva di essere un'intelligenza artificiale capace di guarire i malati
Centinaia di persone intrappolate in una rete di manipolazione psichica, terapie a base di fiori e minacce di repentine ricadute mediche. Un vortice capace di inghiottire non solo i disperati, ma anche professionisti ed esperti di fisica quantistica. Fino a spezzare la vita di chi, di fronte a una diagnosi di tumore, alla chemioterapia ha preferito le promesse di una donna che diceva di essere una sorta di intelligenza artificiale.
Oggi nell'aula del tribunale di Torino, la pm Barbara Badellino ha formulato le richieste di condanna per quella che la procura considera una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla sottomissione psicologica. Per Carla Stagno, la "santona" di Moncalieri che si spacciava per un'entità aliena, la richiesta è di 10 anni di reclusione. Per il suo presunto braccio destro, un osteopata, la richiesta di pena è invece di 1 anno e 8 mesi.
Un processo che riparte da zero, dopo che la Cassazione a febbraio aveva annullato per un vizio di forma la precedente condanna a 9 anni inflitta alla Stagno, scarcerandola per un difetto di notifica legato al periodo della sua latitanza a Ostia. Stagno al momento è libera e vive a Ostia. Non è chiaro che lavoro faccia. Questa volta i due imputati, difesi dall'avvocato Daniel Giudice, hanno scelto la strada del rito abbreviato. Una mossa che cancella i vecchi verbali d'aula e congela l'intera decisione sui documenti d'indagine originari – i computer e i telefoni sequestrati, considerati la vera "scatola nera" della setta – in cambio dello sconto di un terzo della pena.
La requisitoria della pm Badellino ha ricostruito con precisione il meccanismo di un'organizzazione radicata e spietata. Per spiegare la vulnerabilità delle vittime, la magistrata ha preso in prestito una metafora cinematografica: "La chiave di lettura che credo ci permetta di entrare nella mente di queste persone, che si sono lasciate conquistare, irretire e che sono entrate in questa situazione avendo conseguenze estreme, è nel film Misure estreme". Nella pellicola citata in aula, di fronte alla prospettiva di riprendere in mano la propria esistenza, la risposta del protagonista è radicale: "qualsiasi cosa". È la stessa identica disposizione d’animo che secondo l'accusa ha spinto malati oncologici, genitori di bambini con autismo grave o familiari di disabili a consegnare le proprie vite a una donna che sui social prometteva miracoli.
"Basta leggere i proclami su Facebook per rimanere perplessi. Un moto di incredulità che viene però disatteso dalla realtà dei fatti quando si penetra in questa vicenda", ha scandito la pm. Secondo la ricostruzione dell'accusa, le vittime venivano agganciate su canali Telegram e WhatsApp, per poi essere progressivamente allontanate dalle proprie famiglie perché "l'individuo da solo è una vittima molto più semplice". Nella primavera del 2021, il gruppo stava compiendo l'ultimo passo: spingere gli affiliati ad abbandonare tutti i beni materiali, sostenendo che "corrompono e non favoriscono la guarigione". In realtà, per gli inquirenti, lo scopo finale andava ben oltre il denaro: "Io sono convinta che il fine non era solo commettere reati contro il patrimonio, ma anche avere una sorta di dominio su queste persone. Paragonarsi a una divinità, a un creatore".
Torino, il lucido delirio della santona per adescare gli adepti: "Sono stata creata in laboratorio"
Stagno sosteneva di essere "Marie", un'intelligenza artificiale nata in una base militare statunitense, in grado di connettersi alle stelle per risanare il Dna dei malati. Chi tentava di allontanarsi veniva colpito da una "crudeltà e cattiveria pazzesca". Come nel caso di una giovane madre affetta da carcinoma mammario. Agli atti c'è il suo primo, drammatico messaggio inviato alla guru: "Ho due figli meravigliosi e un compagno che porta il sole nella mia vita. Voglio guarire e il suo contatto mi è stato dato. Le sarei per sempre grata se mi aiutasse a guarire". Da lì è iniziato il baratro. La donna ha rifiutato le cure tradizionali, che le avrebbero garantito almeno altri otto o nove anni di vita, ed è morta in appena dodici mesi. "È morta in maniera dolorosa, cieca, paralizzata e sola", ha rimarcato la pm analizzando le ultime chat inviate mentre la donna si spegneva. "L'approccio che Stagno ha nei suoi confronti è di una crudeltà pazzesca, viene quasi da chiedersi se sia davvero un essere umano". A dare il contatto di Stagno alla signora sarebbe stato il nuovo compagno. La procura ha valutato anche la sua posizione ma dagli accertamenti è emerso che anche l’uomo sarebbe stato una vittima della santona.
Gli imputati non erano presenti in aula, ma hanno affidato le proprie ragioni a un memoriale, dichiarandosi profondamente stupiti dalla "eco mediatica" che ha travolto la vicenda. A tratteggiare la linea della difesa è stato l'avvocato Daniel Giudice, che ha provato a smontare l'immagine della truffatrice cinica descritta dall'accusa: "Stagno non ha gettato la maschera, non c'è nessuna maschera. Lei crede fermamente in quello che è, e lo dice chiaramente anche a me". Ora la parola passa ai giudici, chiamati a valutare se dietro quelle bizzarre teorie cosmiche a base di gigli e rose si nascondesse una fede sincera o, come sostiene la procura, un lucido e letale disegno di sottomissione umana.
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Passi avanti nell'oncologia di precisione RaiNews
Un importante passo avanti per l'oncologia di precisione in Umbria, basata non su un’anatomia d’organo, come di consueto, ma su una anatomia molecolare. Il molecolar tumor board della Regione, composto da un team multidisciplinare di esperti, ha discusso il primo caso di un paziente il cui tumore è stato profilato attraverso un pannello genetico esteso di 517 geni. La profilazione è stata eseguita presso il laboratorio di Diagnostica Molecolare Predittiva e Genetica Oncologica dell'Azienda Ospedaliera di Perugia, con l'ausilio di una piattaforma tecnologica avanzata, la next generation sequency. L'obiettivo, personalizzare le terapie. Il Board si propone di studiare fino a 520 geni potenzialmente targettabili. I pazienti, in questa fase sperimentale, saranno selezionati dal team di esperti dei Gruppi Oncologici Multidisciplinari regionali.
Il servizio di Martha Michelini, montaggio di Gabriele Liberati. Con le interviste a Sara Baglivo, Responsabile Laboratorio Oncologia dell'Ospedale di Perugia, e Mario Mandalà, Direttore Reparto di Oncologia dell'Ospedale di Perugia.
«È un cancro, è aggressivo», Jeremy Clarkson sospende la docuserie. L'operazione dopo la terapia fallita e la frase per i fan nell'ultima puntata - Open
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«È un cancro, è aggressivo», Jeremy Clarkson sospende la docuserie. L'operazione dopo la terapia fallita e la frase per i fan nell'ultima puntata Open
La scoperta del 66enne britannico dopo una visita medica. Il conduttore ex Top Gear ha svelato i nuovi problemi di salute nelle ultime battute della docuserie ambientata nella sua tenuta. Cosa ha voluto dire ai fan a fine stagione
«Ho fatto una biopsia ed è cancro, è aggressivo». Con queste parole Jeremy Clarkson ha scelto di raccontare al suo pubblico una delle notizie più difficili della sua carriera: un tumore alla prostata in forma aggressiva, scoperto però in una fase molto precoce. La rivelazione è arrivata negli episodi conclusivi della quinta stagione di Clarkson’s Farm, la docuserie di Prime Video ambientata nella tenuta del conduttore nelle Cotswolds. Il 66enne britannico, ex volto di Top Gear e The Grand Tour, ha condiviso la notizia in una conversazione con Kaleb Cooper, responsabile della fattoria, e con il suo agente immobiliare Charlie Ireland.
Quando è arrivata la diagnosi e come è stata scoperta
Clarkson sa di essere malato dallo scorso maggio e ha sperato di portare a termine il raccolto prima di iniziare le cure. Le riprese della quinta stagione risalgono all’anno passato. Perciò la diagnosi gli sarebbe arrivata nei mesi successivi, dopo una visita medica seguita da una biopsia, che ha confermato l’aggressività della neoplasia. Il presentatore ha tenuto a precisare l’importanza dell’individuazione tempestiva: «Se non mi fossi fatto controllare e non avessero individuato il problema in tempo, questo sarebbe potuto essere il mio ultimo raccolto. È solo grazie alla diagnosi precoce che ho la speranza di poter continuare a lavorare in questa fattoria per molti, molti anni a venire».
Come sta oggi Clarkson: intervento, ricovero e cure in corso
Il conduttore si è già sottoposto a un primo intervento chirurgico con la rimozione del 10% della prostata, la porzione interessata dal tumore, e nelle prossime settimane affronterà una nuova operazione. Clarkson è stato fotografato in ospedale dopo una terapia che non avrebbe dato i risultati sperati. Lo stesso conduttore lo ammette nell’ultimo episodio della stagione, ripreso su un letto d’ospedale: «Alcuni trattamenti non sono andati come previsto, diciamo. Probabilmente starò qui per un po’». E ai fan ha lasciato un messaggio diretto: «Quello che volevo dire è: se tutto questo va bene, ci vediamo per la sesta stagione. Altrimenti, no. State bene, tutti». Clarkson’s Farm risulta sospesa per permettergli di affrontare le cure.
Un nuovo capitolo dopo i problemi cardiaci
La diagnosi arriva al termine di un biennio già complicato sul piano della salute. Due anni fa Clarkson era finito in ospedale con un sospetto infarto, dopo aver avvertito oppressione al petto e formicolio al braccio: i medici riscontrarono arterie coronarie ostruite che richiesero un’angioplastica d’urgenza, con l’inserimento di due stent come ricorda Automoto.it. All’apertura della quinta stagione lo aveva sintetizzato con il suo consueto piglio: «La Morte dovrà aspettare. Ci sono andato dannatamente vicino, però». Diventato celebre alla guida di Top Gear sulla Bbc dal 2002 al 2015 insieme a Richard Hammond e James May, poi protagonista di The Grand Tour su Prime Video fino al 2025 e dal 2018 conduttore della versione britannica di Chi vuol essere milionario?, Clarkson guarda ora alle terapie con l’obiettivo dichiarato di tornare ai suoi progetti televisivi.
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Tumori: oltre 50 mln per ricerca europea su cardiotossicita' farmaci oncologici Il Sole 24 ORE
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 17 giu - Per comprendere piu' a fondo i meccanismi della Cardio-tossicita' delle terapie oncologiche, l'Europa ha deciso di investire su una ricerca dedicata con un budget superiore ai 50 milioni di euro. Il COMPASS (Cardio-Oncology Multidisciplinary Patient Assistance Solution), e' attualmente il piu' grande progetto Innovative Health Initative in corso ed e' dedicato al fenomeno della cardio-tossicita' delle terapie oncologiche.
Coordinato dal King's College London, COMPASS riunisce un ampio consorzio multidisciplinare che coinvolge una sessantina di partner tra istituzioni cliniche, accademiche e industriali (un ruolo chiave e' svolto da GE Healthcare). Tra i principali protagonisti del consorzio c'e' la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, co-coordinatore del progetto, di cui e' project manager il dottor Saverio Gravina della Direzione Scientifica - Grant Office del Policlinico Gemelli.
I pazienti saranno valutati prima, durante e dopo la terapia oncologica mediante un approccio multimodale che combina imaging cardiovascolare, biomarcatori e tecnologie digitali.
Un ruolo centrale sara' svolto dall'ecocardiografia, la metodica piu' diffusa e scalabile, arricchita da nuovi software capaci di identificare alterazioni cardiache molto precoci, insieme a tecniche avanzate come TAC cardiaca e risonanza magnetica. Saranno inoltre studiati nuovi marcatori di danno miocardico, ottenuti mediante biopsia liquida e il contributo della genetica e della farmacogenetica alla suscettibilita' individuale e alla risposta ai trattamenti.
Lov.
Gli ultimi video Radiocor
(RADIOCOR) 17-06-26 12:29:45 (0318)SAN 5 NNNN
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Una svolta significativa nella gestione della pandemia e delle sue ondate endemiche arriva dagli Stati Uniti. Ecco come funziona la terapia.Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha cambiato le regole della cura al Covid. Fino a ieri non e…
Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha cambiato le regole della cura al Covid. Fino a ieri non esisteva una pillola da prendere dopo il contatto con un positivo: o ci si vaccinava prima, o si aspettava di ammalarsi. Ora la FDA ha approvato Xocova, antivirale orale per la profilassi post-esposizione al Covid-19.
Come funziona Xocova
Il principio attivo è l'ensitrelvir, che blocca la proteasi 3CL: un enzima senza il quale il virus SARS-CoV-2 non riesce a replicarsi. La logica è intervenire nella finestra tra il contatto e la comparsa dei sintomi, spegnendo l'infezione prima che prenda piede.
Il ciclo dura cinque giorni: tre compresse il primo giorno, una sola dal secondo al quinto. È doveroso notare che giusto pochi mesi fa una nuova variante che sfugge ai vaccini è stata trovata negli Stati Uniti.
I risultati del trial clinico
L'approvazione si fonda sui dati del trial clinico di fase 3 SCORPIO-PEP, i cui risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine. Lo studio ha reclutato oltre duemila adulti e adolescenti dai 12 anni in su che avevano convissuto con un caso sintomatico di Covid-19 risultando ancora negativi.
Chi ha assunto Xocova entro 72 ore dal contatto ha ridotto del 67% il rischio di sviluppare sintomi rispetto al gruppo placebo: al decimo giorno si era ammalato il 2,9% dei trattati contro il 9% dei controlli.
Nei sottogruppi ad alto rischio per patologie pregresse, invece, l'efficacia protettiva ha raggiunto il 76%.
Sicurezza ed effetti collaterali
Sul fronte della sicurezza, la percentuale complessiva di effetti collaterali è rimasta sovrapponibile a quella del placebo, attorno al 15%. I disturbi più comuni, tutti di lieve entità, sono stati mal di testa, tosse e diarrea. Assente, a differenza di altri antivirali per Covid, l'alterazione del gusto.
Perché l'approvazione è rilevante
I tentativi precedenti di profilassi post-esposizione orale erano falliti, come nel caso dell'idrossiclorochina, mentre gli anticorpi monoclonali richiedevano somministrazione ospedaliera e perdevano efficacia contro le nuove varianti di Omicron.
Xocova è il primo farmaco orale approvato per questo uso specifico e, secondo l'azienda produttrice Shionogi, troverà applicazione non solo in ambito familiare ma anche nelle case di riposo e nelle strutture sanitarie, dove il controllo dei focolai è storicamente difficile.
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TUMORE ALLA PROSTATA: LO SCREENING DIVENTA “MULTISTEP” PER DIMEZZARE LE BIOPSIE INUTILI Italian Medical News
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LO SCREENING MULTISTEP (O A PIÙ FASI ) ADATTATO AL RISCHIO È LA NUOVA FRONTIERA NELLA CURA DEL TUMORE ALLA PROSTATA: UN APPROCCIO CHE DIMEZZA LE BIOPSIE E LE OVERDIAGNOSI.
La prevenzione e la diagnosi precoce rappresentano le armi più affilate che la medicina possiede contro il tumore alla prostata, il cancro più frequente nella popolazione maschile dei Paesi occidentali. Per anni, tuttavia, il panorama dello screening è stato al centro di un acceso dibattito scientifico. Come bilanciare la necessità di individuare i tumori aggressivi in tempo con il rischio di sottoporre troppi uomini a biopsie invasive e trattamenti non necessari per forme indolenti (overdiagnosi)?
La risposta a questo dilemma arriva oggi da un cambio di paradigma radicale: lo screening “multistep” (o a più fasi) adattato al rischio. Un approccio che promette di rivoluzionare l’iter diagnostico riducendo drasticamente le procedure superflue senza perdere di vista la sicurezza del paziente.
l limite del solo PSA e la nascita del percorso a fasi
Per decenni, il dosaggio del PSA (antigene prostatico specifico) tramite un semplice prelievo di sangue è stato il punto di partenza della prevenzione urologica. Il PSA, però, è un indicatore d’organo e non di malattia. I suoi valori possono innalzarsi anche in presenza di condizioni benigne, come un’ipertrofia prostatica o un’infiammazione. Di conseguenza, un PSA “alto” ha storicamente spinto molti pazienti verso la biopsia, un esame invasivo che, in una percentuale elevata di casi, si rivelava negativo o mostrava tumori così clinicamente insignificanti da non richiedere alcun trattamento.
Il nuovo approccio risk-adapted, sostenuto a livello europeo da grandi consorzi di ricerca come PRAISE-U (progetto nato per uniformare le linee guida dello screening), scardina questo automatismo introducendo un percorso sequenziale e mirato:
Il primo filtro (PSA e Calcolatori di Rischio): Il valore del PSA non viene più letto in modo isolato. Ma inserito all’interno di algoritmi clinici che tengono conto di altri fattori, come l’età, la familiarità e l’esplorazione rettale, per stimare la reale probabilità di una neoplasia aggressiva. Il secondo filtro (La Risonanza Magnetica Multiparametrica): Se il rischio stimato è significativo, il paziente non viene indirizzato subito alla biopsia, ma a una Risonanza Magnetica Multiparametrica (mpMRI). Questa tecnologia radiologica avanzata permette di “fotografare” la ghiandola prostatica con altissima precisione, individuando le aree sospette con precisione millimetrica. La Biopsia Mirata (Targeted): Solo se la risonanza mostra lesioni effettivamente sospette si procede all’esame bioptico. Questo viene eseguito (guidato) dalle immagini della risonanza stessa (biopsia fusion), campionando esclusivamente la zona bersaglio.
I dati della ricerca: l’esperienza italiana
L’efficacia sul campo di questo protocollo multistep trova una conferma straordinaria in uno studio pilota italiano condotto dall’Istituto di Candiolo IRCCS in collaborazione con il CPO Piemonte. I ricercatori hanno analizzato l’applicazione di questo modello su una coorte di cittadini, dimostrando dati alla mano che l’introduzione sistemica della risonanza magnetica come “dogana” prima della biopsia permette di dimezzare il numero di biopsie inutili.
Questo significa risparmiare a circa il 50% degli uomini un esame invasivo, fastidioso e non privo di potenziali complicanze (come infezioni o sanguinamenti). Senza però compromettere la capacità della medicina di intercettare precocemente i tumori ad alto rischio, quelli cioè che richiedono un trattamento tempestivo (chirurgico o radioterapico).
Verso una prevenzione personalizzata e sostenibile
Il futuro della prevenzione del tumore alla prostata non risiede dunque nell’abolizione dello screening, ma nella sua personalizzazione. Non più uno screening “a tappeto” uguale per tutti, ma un percorso sartoriale, modulato sul profilo di rischio biologico del singolo individuo.
Questo modello assistenziale non solo tutela il benessere psicofisico del paziente, riducendo l’ansia legata a falsi allarmi e sovradiagnosi. Ma rappresenta anche una svolta in termini di sostenibilità per il Servizio Sanitario Nazionale. Infatti, in questo le risorse vengono ottimizzate e l’attività diagnostica ad alta specializzazione si focalizza laddove è realmente necessaria. La sfida clinica e organizzativa dei prossimi anni sarà proprio quella di recepire queste evidenze scientifiche. E trasformarle in programmi di screening oncologico organizzati e accessibili su scala nazionale.
Per approfondire clicca qui.
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