Un decennio di progressi: i finanziamenti pubblici e filantropici alimentano le scoperte nel trattamento del cancro, con gli ADC in prima linea - ekhbary.com
📰 ekhbary.com📅 2026-02-09T07:05:37
terapia mirata
Un decennio di progressi: i finanziamenti pubblici e filantropici alimentano le scoperte nel trattamento del cancro, con gli ADC in prima linea ekhbary.com
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
47.8/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
È sbagliato affidarsi solo agli integratori delle pubblicità per risolvere i problemi. Il rischio è trascurare potenziali neoplasie al colon
"Problemi intestinali? dolori addominali? Stitichezza? Diarrea? Flatulenza? Potrebbe essere il colon irritabile". Così recitano molte delle pubblicità di integratori alimentari, proposte a ritmo martellante a tutte le ore e su tutte le reti, ipotizzando una diagnosi medica in diretta tv ed invitando il pubblico televisivo a provare queste o quelle compresse, ovvero prodotti da banco per regolarizzare l'intestino e risolvere i disturbi mentali dell'evacuazione dell'alvo, i quali, per la massiccia diffusione degli spot, pare siano diventati il principale problema nazionale. Peccato che tali informazioni, per carità legittime e finalizzate al libero commercio dei prodotti para farmaceutici, indirettamente invitino i telespettatori, rassicurandoli su una soluzione rapida del loro problema intestinale, a rimandare un consulto medico per capire le reali cause dei disturbi addominali persistenti, che in molti casi si riveleranno più importanti di un modesto colon irritabile.
I sintomi elencati negli spot pubblicitari infatti, quando durano più di una o due settimane, andrebbero obbligatoriamente valutati da un medico specialista, con esami ematologici, chimici e strumentali, per escludere la patologia che più di frequente li provoca, ovvero il Cancro del colon-retto, uno dei tumori più diffusi nel nostro Paese, e in allarmante aumento nei soggetti al di sotto dei 50 anni. La maggior parte di questi tumori nella loro fase iniziale non provoca sintomi, le neoplasie derivano quasi tutte dalla trasformazione in senso maligno di polipi intestinali adenomatosi, anche piccoli e tutti inizialmente benigni, i quali, pur non avendo cellule tumorali al loro interno, sono sempre considerati forme potenzialmente precancerose, motivo per cui vengono estratti ed eliminati con un raggio laser durante ogni esame di colonscopia.
Quando invece il tumore intestinale cresce, si infiltra ed aumenta di dimensione, esso inizia a provocare disturbi molto variabili, condizionati da diversi fattori, quali la sede del cancro, la sua estensione e invasività , la sua capacità occludente del colon e soprattutto la sua peculiarità di provocare perdite ematiche minime e continue, in grado di anemizzare a poco a poco il paziente portatore, per cui quando compare in un soggetto una anemia ingiustificata, accompagnata da stanchezza cronica e da una perdita di peso corporeo, si deve sempre sospettare una neoplasia intestinale, specialmente se accompagnata da un cambiamento delle abitudini intestinali, come stitichezza alternata a diarrea, un campanello d'allarme indicativo e da non sottovalutare. Quando la neoplasia è localizzata nel colon ascendente, cioè quello situato nella parte destra dell'addome, l'alvo tende ad essere tendenzialmente diarroico, a causa del deficit di assorbimento provocato dalla malattia, mentre nelle localizzazioni del colon discendente, sito nella parte sinistra dell'addome, compare spesso la stipsi da ostruzione meccanica o infiltrazione del tumore nei tessuti locali.
Il cancro del colon-retto è una delle neoplasie maligne più facilmente diagnosticabili fin dal suo esordio, perché immediatamente visibile alla colonscopia e quindi riconoscibile in una fase precoce, spesso guaribile, per cui è buona norma sottoporsi a questo esame strumentale almeno ogni cinque anni dopo i 50 anni, e naturalmente prima se in presenza di sintomi addominali sospetti o familiarità accertata.
Stesso discorso vale per il cancro del retto, la parte terminale dell'intestino, una neoplasia questa, che produce i segni della sua presenza molto più precocemente del tumore del colon, in quanto la sua sintomatologia caratteristica coinvolge quasi sempre la funzionalità dello sfintere anale, provocando spesso tenesmo, ovvero la sensazione di svuotamento incompleto dell'ampolla rettale dalle feci, che perdono la classica forma cilindrica e appaiono ristrette nel calibro, e soprattutto questo tumore provoca sempre sanguinamento evidente, inizialmente capillare e poi visibile ad occhio nudo sulle feci, purtroppo troppo spesso attribuito dai pazienti stessi ad ipotetiche emorroidi. L'errore più comune e più frequente questo, commesso dalla maggioranza dei soggetti che trovano tracce di sangue sulla carta igienica.
Il dolore in zona rettale, il bruciore o il prurito anale, il senso di peso nel retto infatti, sono sintomi che devono essere attribuiti ad una causa patologica non dal paziente ma dal medico proctologo dopo una visita accurata, eventualmente confortata anche da una retto-sigmoido-scopia, l'esame principe che può confermare od escludere la presenza del cancro. Il tumore del retto è curabile in una alta percentuale di casi nelle fasi iniziali, quando ancora la sua estensione è limitata alla prete intestinale, e quindi , se si inizia ad avere sintomi specifici, anche sfumati, prima di andare in farmacia ad acquistare la pomata per le emorroidi consigliata in tv o sui social, è sempre meglio chiedere consiglio e una visita medica allo specialista proctologo o gastroenterologo.
L'adenocarcinoma del colon-retto è ancora al terzo posto per incidenza dopo il cancro al seno(11,6%) e quello al polmone (11,4%), ma è la seconda causa di morte a livello globale, dove colpisce oltre 1 milione di persone ogni 12 mesi, con tassi più elevati nei Paesi ad alto reddito.
Ogni anno in Italia si registrano oltre 50mila nuove diagnosi di cancro intestinale, è la malattia più frequente dopo i 60 anni, con un incremento annuo dell'1% sotto i 50 anni, ma nel nostro Paese la mortalità per tumore del colon-retto, grazie ai programmi di screening per la diagnosi precoce, risulta ridotta dell'11% ed è in costante calo in tutte le fasce d'età.
Oculistica di Asst Lariana, un sistema operatorio di visualizzazione tridimensionale. Al Sant’Anna nuova certificazione per il trattamento del tumore alla prostata - Espansione Tv
📰 Espansione Tv📅 2026-02-08T14:08:39
nuovo trattamento cancro
Oculistica di Asst Lariana, un sistema operatorio di visualizzazione tridimensionale. Al Sant’Anna nuova certificazione per il trattamento del tumore alla prostata Espansione Tv
Prevenzione tumori, Di Furia: «Stiamo recuperando i ritardi. Screening della mammella e della cervice in crescita. Note dolenti per il colon retto» · ilreggino.it - Il Reggino
📰 Il Reggino📅 2026-02-08T10:00:00
tumore colon
Prevenzione tumori, Di Furia: «Stiamo recuperando i ritardi. Screening della mammella e della cervice in crescita. Note dolenti per il colon retto» · ilreggino.it Il Reggino
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
50.7/100
Punteggio Totale
B
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✅
Criteri Critici
Il 10% rinuncia alla prevenzione, in fuga anche i medici. Allarme mammografie
Il nostro viaggio nella malasanità rossa comincia dalla Puglia, che paga il prezzo di 20 anni di sinistra, da Nichi Vendola (eletto nel 2005 con Rifondazione Comunista ) a Michele Emiliano. Risultato? negli ospedali c’è un problema enorme, le infezioni contratte in sala operatoria e in molti reparti macano gli standard igienici. Non solo, su infarti, ictus e parti, non vengono sempre raggiunti i livelli base della qualità delle cure. E si rischia di morire anche per gli interventi più banali. Gli errori medici sono ancora troppi e inaccettabili. Chi può fugge e va a farsi curare in altre regioni.
Ma e’ democrazia questa? Dove è finito il diritto alla salute ?
Entri in ospedale per dei diverticoli e stai a letto dieci mesi per un'infezione presa in sala operatoria. Ti operano a 40 anni per un'appendicite e muori sotto i ferri. Ti dimettono dal pronto soccorso con un antidolorifico e dopo poche ore i tuoi parenti sono al telefono con le pompe funebri, sbigottiti tra le lacrime. No, tutto questo non è normale. Eppure è quello che accade in Puglia dove, in particolar modo dal 2013, gli errori medici sono all'ordine del giorno.
L'esodo della speranza
Ci sarà pure una spiegazione se chi può va a curarsi fuori regione: la fuga sanitaria riguarda 3.600 pugliesi solo per la riabilitazione post operatoria e costa alle tasche regionali 127 milioni di euro ogni anno. Questa è la cifra per rimborsare le altre Asl che si prendono in carico i pazienti dei cosiddetti "viaggi della speranza". Fortunati quelli che hanno i parenti al Nord o che si possono permettere soggiorni negli alberghi o in appartamenti presi in affitto per brevi periodi al di fuori del confini pugliesi.
La Regione cerca di risolvere questa piaga con investimenti significativi nel bilancio sanitario 2025-2027 (circa 9 miliardi), ma il buco di bilancio resta significativo: 350 milioni. "La Puglia - è la diagnosi dell'istituto Gimbe di Nino Cartabelotta - rientra tra le regioni a saldo negativo rilevante".
Come fermare l'emorragia? "Con Molise e Basilicata abbiamo messo un tetto limite oltre cui le Asl di riferimento non possono più accettare pazienti - spiega Giacomo Conserva, membro leghista della commissione regionale alla sanità - Un accordo del genere servirebbe con tutte le regioni".
Ma quale screening?
C'è un altro elemento che ci aiuta a capire quanto siano profonde le falle della sanità pugliese: oltre a quelli che scappano, ci sono quelli che non si curano. E sono il 10%: rinunciano a prenotare le viste, rinunciano a fare prevenzione. E poi c'è chi viene illuso. Ad esempio le donne che cercano di prevenire il tumore al seno. Nel 2022 il governatore Michele Emiliano aveva annunciato uno screening mammografico esteso alle fasce d'età tra i 45 e i 74 anni. Mai attuato: la prevenzione resta ristretta a chi ha tra i 50 e i 69 anni. Cosa rimane di quella proposta? Nulla, solo un nuovo posto per Emiliano, nominato consulente dal nuovo presidente Decaro. E tante occasioni perse, come denuncia Francesca Rampino in una lettera aperta. Lei, mamma di 49 anni e dottoressa, ha aspettato lo screening annunciato. Nulla è arrivato. Si è mossa privatamente e ha scoperto un tumore che, se avesse dato retta a Emiliano, avrebbe avuto un anno di tempo per crescere prima della diagnosi. "Perché una legge che tutela la salute delle donne - chiede ora, mentre è in cura (e ben seguita) all'ospedale Perrino di Brindisi - non è ancora diventata operativa?".
Medici in fuga
Altra problematica: la professione medica. "Chi va a lavorare in ospedale - ci spiega Coserva - viene definito uno scappato di casa. Da noi significa che fare il medico in reparto non è più la realizzazione di un sogno, chi lo fa deve avere davvero la vocazione perché le difficoltà sono infinite. Per questo tanti concorsi vanno deserti e molti medici si trasferiscono nelle strutture private". E ancora: a Taranto è stato costruito un ospedale per 250 milioni ma non c'è il bando per gli operatori sanitari. Ne servono 1.
300 ma chi ci andrà? Il pronto soccorso di Monopoli-Fasano è stato inaugurato a luglio ma "è zoppo", mancano i medici. Idem per le case di Comunità: sulle 123 previste da qui al 2026 ne è stata attivata solo una (a Mottola), inaugurata lo scorso 24 settembre, ma non c'è personale.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
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Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
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50.4/100
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❌
Criteri Critici
Sempre più esami con Prevenzione serena. Dalla mammografia allo screening della cervice, il programma è in crescita e funziona, nonostante le difficoltà legate alla cronica mancanza di personale (in particolare di ostetriche), soprattutto a Torino. A provarlo sono i dati delle visite fatte nel 2025. Sul fronte dello screening del tumore alla mammella, si contano 262.800 esami di primo livello, contro i 258.000 del 2024. Di riflesso, cresce il dato relativo agli approfondimenti diagnostici, che passa dal 13.800 a 13.900. E ora la Regione lavora anche sul fronte della sperimentazione di modelli di screening personalizzati: basati non più solo sull’età, ma anche su fattori di rischio legati alla storia clinica e familiare dei singoli individui.
«I dati dimostrano che, pur con molto impegno da parte di tutti gli operatori, riusciamo a raggiungere obiettivi importanti» commenta a Repubblica Livia Giordano, responsabile della Struttura di Epidemiologia e Screening della Città della salute di Torino. «I tempi di attesa per avere i risultati degli esami sono sempre legati al tema delle risorse umane impiegate nel programma», va avanti l’esperta e la situazione appare più ingolfata nel capoluogo rispetto al resto della regione. In ogni caso, Prevenzione serena si conferma «un modello di eccellenza per la tutela della salute pubblica, offrendo percorsi gratuiti, sicuri e basati su solide evidenze scientifiche per la prevenzione e l’individuazione precoce dei tumori della mammella, della cervice uterina e del colon-retto», commentano dall’assessorato alla Sanità. Le lettere inviate nel 2025 sono state, complessivamente, un milione 343 mila, (contro un milione e 292 dell’anno precedente). I due dati, però, non possono essere perfettamente sovrapposti, dal momento che la numerosità delle classi di età dei cittadini invitati è diversa ogni anno e, soprattutto, perché il protocollo di analisi della cervice uterina e quello per il colon retto sono stati modificati.
Per quanto riguarda gli esami eseguiti lo scorso anno, si contano 138.300 screening della cervice di primo livello (erano 165.000 nel 2024) e 225.800 test di ricerca del sangue occulto (contro i 173.000 del ‘24). Sale poi a 13.700 il numero delle colonscopie (12.900 l’anno prima). «Rispetto allo screening del colon dobbiamo fare ancora un grande lavoro sulla partecipazione», commenta Giordano e, accanto agli esami consolidati, la Regione sta lavorando anche allo sviluppo di progetti pilota per la diagnosi precoce di nuovi tumori, come quello polmonare e prostatico. Tra gli obiettivi a medio termine poi c’è quello di rafforzare la prossimità dei servizi e l’omogeneità dell’offerta, «affinché sempre più cittadini possano beneficiare di un diritto fondamentale: la prevenzione», l’auspicio del Grattacielo.