📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
59.3/100
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Criteri Critici
Un professore di oncologia sottolinea i benefici dei radiofarmaci nel trattamento delle neoplasie. Vietnam.vn
La radioterapia colpisce in modo preciso le cellule tumorali. Parlando con i giornalisti a margine della conferenza "Progressi in medicina nucleare e radioterapia stereotassica 2026", tenutasi il 22 agosto, la professoressa Mai Trong Khoa, capo del Dipartimento di oncologia e medicina nucleare dell'Università di medicina e farmacia dell'Università nazionale del Vietnam di Hanoi , ha affermato che la medicina nucleare è una specialità di medicina interna che utilizza particolari tipi di farmaci, inclusi farmaci radioattivi. I farmaci possono essere somministrati attraverso diverse vie, come iniezione, somministrazione orale e inalazione. Una volta nell'organismo, il farmaco si concentra nell'organo o nel tessuto bersaglio che necessita di diagnosi o trattamento.
Nel trattamento del cancro, questo meccanismo permette di somministrare le radiazioni in prossimità o direttamente alle cellule malate, anziché disperderle in tutto il corpo. Se focalizzata nel punto giusto, l'energia radiante emessa dal farmaco può distruggere o controllare le cellule tumorali, riducendo al minimo i danni ai tessuti sani circostanti. La professoressa Mai Duy Khoa condivide le sue riflessioni sulla medicina nucleare nel trattamento del cancro. Foto: D. Ly. Questo è uno dei principali vantaggi della medicina nucleare, in linea con la tendenza verso la precisione e la personalizzazione del trattamento del cancro.
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Secondo il professor Khoa, la medicina nucleare trova attualmente applicazione in numerose specialità, come endocrinologia, cardiologia, neurologia, patologie muscoloscheletriche e gastroenterologia. Tuttavia, circa l'80% delle tecniche di medicina nucleare, comprese la diagnosi e il trattamento, sono legate al cancro. In questo ambito, i radiofarmaci possono essere utilizzati per individuare e valutare le lesioni e, nei casi appropriati, per somministrare radiazioni esattamente nel punto da trattare. Un esempio classico è l'utilizzo dello I-131 nel trattamento dei disturbi tiroidei. Questo isotopo radioattivo tende a concentrarsi nella ghiandola tiroidea, emettendo raggi beta che agiscono sulle cellule tiroidee, causandone l'iperattività e riducendo la funzionalità e il volume della tiroide. Speranza per il cancro resistente ai farmaci
Secondo il dottor Nguyen Duy Anh, M.Sc., dell'Ospedale Generale Phuong Dong (Hanoi), il trattamento del cancro in Vietnam ha attraversato diverse fasi di sviluppo. Circa 15-20 anni fa, la chemioterapia era il principale metodo di trattamento. Successivamente, sono state introdotte le terapie mirate e, negli ultimi 10 anni circa, l'immunoterapia è diventata un'opzione importante. Tuttavia, il cancro presenta caratteristiche biologiche complesse. Anche pazienti sottoposti alla stessa terapia mirata o immunoterapia possono avere esiti diversi. Quando i tumori diventano resistenti a questi metodi, soprattutto allo stadio metastatico, le opzioni terapeutiche si riducono. La dottoressa Duy Anh ha condiviso con i giornalisti informazioni sui farmaci radioattivi. Foto: P. Thuy.
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Criteri Critici
Roseto, paziente chiede tempi certi per il ricovero ad Atri Giulianova.it
Un nuovo appello arriva da Roseto degli Abruzzi e riguarda il percorso di cura di un uomo di 47 anni che sta affrontando un glioblastoma. Dopo aver già sollecitato pubblicamente l’accesso a un programma di riabilitazione intensiva, il paziente è tornato a intervenire per chiedere chiarimenti alla Asl sui tempi del trasferimento nella struttura di Atri.
La vicenda sta richiamando attenzione anche fuori da Roseto, perché tocca un tema molto sentito in tutto il Teramano: quello dell’accesso rapido alle cure riabilitative specialistiche per persone che affrontano patologie gravi e invalidanti.
La richiesta di chiarimenti alla Asl
L’uomo, Lorenzo Sichetti, nei giorni scorsi aveva diffuso una lettera aperta nella quale chiedeva di poter iniziare quanto prima un percorso riabilitativo che, a suo giudizio, potrebbe offrirgli maggiori possibilità di recupero. Dopo la risposta arrivata dall’azienda sanitaria, ha voluto nuovamente prendere posizione, ringraziando per l’attenzione ricevuta ma chiedendo al tempo stesso indicazioni più precise sul trasferimento atteso ad Atri.
Il nodo centrale, quindi, non riguarda soltanto la disponibilità della presa in carico, ma soprattutto la definizione dei tempi. Un aspetto che per chi vive una condizione clinica complessa diventa decisivo, in particolare quando si parla di riabilitazione intensiva.
Un tema che interessa tutto il territorio teramano
La richiesta arriva da un cittadino della costa teramana, ma il caso si inserisce in una questione più ampia che interessa anche Giulianova, Atri, Roseto e l’intera provincia di Teramo: la necessità di percorsi sanitari chiari, rapidi e facilmente comprensibili per i pazienti e le loro famiglie.
Nel suo intervento, il 47enne ha espresso apprezzamento per il riscontro ottenuto dalla Asl, sottolineando però la necessità di un ulteriore passaggio informativo. In sostanza, chiede di sapere quando potrà essere effettivamente trasferito per iniziare il trattamento riabilitativo indicato come importante nel suo percorso di recupero.
Il trasferimento ad Atri al centro dell’attesa
L’attenzione resta dunque concentrata sulla struttura atriana e sulla possibilità che il ricovero venga disposto in tempi brevi. Per il paziente, la riabilitazione rappresenta un tassello fondamentale della fase successiva alle cure, e l’attesa viene vissuta come un passaggio delicato.
La vicenda riporta al centro il rapporto tra cittadini e sanità pubblica nel Teramano, soprattutto nei casi in cui le famiglie si trovano ad affrontare iter complessi e hanno bisogno di risposte puntuali. In questo caso, il chiarimento richiesto riguarda un passaggio concreto: la data o comunque l’indicazione temporale del trasferimento ad Atri.
La vicenda resta aperta
Al momento, l’uomo ribadisce la sua richiesta con toni improntati al confronto, ma chiede un segnale operativo che consenta di superare l’incertezza. Il caso continua così a restare aperto e seguito con attenzione anche nel territorio compreso tra Giulianova, Roseto e Atri, dove il tema dell’assistenza sanitaria e dell’accesso ai servizi resta centrale per molte famiglie.
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Criteri Critici
Acquarello terapia di fine agosto all’Ospedale Fornaroli Ticino Notizie
Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi. Colori, scotch, pennelli, acqua, fogli speciali: sono gli ingredienti per creare trasparenze dedicate alla natura e alla fantasia. La delicatezza dell’acquerello riprende forma giovedì 27 agosto 2026 alle 13:30 quando ci sarà il nuovo incontro all’Ospedale per pazienti oncologici di acquerello terapia. “Per partecipare non è necessario avere competenze specifiche di pittura o disegno”, si legge nella locandina, perché non si tratta di una lezione tecnica, ma di un momento di condivisione che con la guida esperta di Barbara Durè, con competenze specifiche nella terapia nella tecnica dell’acquerello, porta i pazienti oncologici in trattamento per presso la struttura a vivere l’arte come strumento di benessere. Il nuovo appuntamento, sempre presso l’ospedale Fornaroli di Magenta al quarto piano, fa parte del progetto che a partire dal 15 aprile del 2024 vede la collaborazione di ASST Ovest Milanese, le associazioni Salute Donna, Salute Uomo e AICIT; per informazioni telefonare allo 347 41 21 628. E’ questo uno dei laboratori più attesi da chi affronta una terapia oncologica e, come dice Barbara Durè che è anche volontaria di Salute Donna ODV, “l’obiettivo non è produrre opere d’arte ma usare il colore come linguaggio per esprimere emozioni, allentare la tensione e costruire legami con le altre persone presenti”.
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Criteri Critici
Tumore ovarico, perché alcune cellule sopravvivono alla chemioterapia? Mondosanità
Due studi pubblicati il 22 agosto richiamano l’attenzione su un principio fondamentale: parlare genericamente di “tumore ovarico” può essere utile sul piano anatomico, ma non basta a descrivere malattie che hanno biologie, vulnerabilità e risposte terapeutiche differenti. Non siamo ancora di fronte a nuovi biomarcatori pronti per guidare le scelte terapeutiche né, nel caso del circuito dell’IL-6, alla dimostrazione che bloccarlo migliori gli esiti nelle pazienti. Siamo, tuttavia, di fronte a indizi importanti, perché comprendere in quale modo una cellula tumorale resista ai farmaci è il primo passo per tentare di impedirlo.
La distinzione iniziale riguarda il significato stesso di risposta alla chemioterapia. Quando un tumore si riduce, infatti, ciò non significa necessariamente che tutte le sue cellule siano state eliminate: alcune vengono distrutte, altre riescono a riparare o contenere il danno e possono contribuire, in seguito, alla recidiva. Il problema è particolarmente rilevante nel carcinoma ovarico a cellule chiare, un sottotipo distinto dagli altri tumori epiteliali dell’ovaio e spesso meno sensibile ai composti del platino. Uno studio apparso su Cancer Gene Therapy ha ricostruito uno dei circuiti che potrebbero sostenere questa resistenza.
Il meccanismo individuato non dipenderebbe da una sola mutazione, bensì dal collegamento fra adesione cellulare, infiammazione e riciclo delle componenti danneggiate. Innanzitutto interviene l’E-caderina, una proteina nota soprattutto per la sua capacità di mantenere unite le cellule. Nelle linee cellulari con caratteristiche più epiteliali, una maggiore presenza di E-caderina favoriva l’attività della beta-catenina e la produzione di interleuchina-6 (IL-6), molecola coinvolta nella trasmissione dei segnali infiammatori.
In secondo luogo, l’IL-6 interagiva con la proteina p62 e sosteneva l’autofagia. Questo termine viene talvolta tradotto, in modo troppo sbrigativo, come la capacità della cellula di “mangiare se stessa”. Si tratta invece di un sistema di pulizia e riciclo mediante il quale vengono eliminate o recuperate componenti cellulari difettose. In condizioni normali è un processo utile; sotto l’azione del cisplatino, viceversa, può consentire alla cellula tumorale di affrontare lo stress, contenere il danno e sopravvivere. Un meccanismo di manutenzione può così trasformarsi in uno strumento di resistenza.
Gli autori hanno verificato questa sequenza su piani diversi. Nelle cellule coltivate in laboratorio hanno modificato i singoli passaggi del circuito; nel confronto proteomico, cioè nell’analisi complessiva delle proteine, fra il tumore iniziale e la successiva recidiva hanno rilevato nei tessuti ricorrenti una maggiore attività dei segnali associati all’autofagia. Infine, negli xenotrapianti derivati da pazienti — tumori umani fatti crescere nei topi — che non rispondevano più al cisplatino, il blocco del segnale dell’IL-6 mediante un anticorpo ha frenato significativamente la crescita tumorale.
Anche l’osservazione clinica indica una coerenza del quadro. In una coorte di 70 donne, concentrazioni più elevate di IL-6 nel sangue erano associate a valori maggiori di CA125, a una malattia in stadio avanzato e alla recidiva; inoltre, l’aumento dell’IL-6 risultava associato in modo indipendente a una sopravvivenza libera da progressione più breve. Ma occorre essere rigorosi. Un’associazione, per quanto coerente con gli esperimenti di laboratorio e con i modelli animali, non dimostra che l’IL-6 sia già un marcatore capace di guidare le cure, né che il suo blocco possa prolungare la sopravvivenza delle pazienti.
Perché questa cautela? Perché un conto è individuare un circuito biologico, un altro è dimostrarne l’utilità clinica. Servono conferme prospettiche, cioè studi progettati in anticipo per verificare l’ipotesi, e sperimentazioni dedicate che stabiliscano non soltanto se il bersaglio può essere colpito, ma anche in quali pazienti, con quali farmaci e con quale beneficio reale. La speranza scientifica non coincide con il miracolismo: procede attraverso verifiche successive, limiti riconosciuti e risultati riproducibili.
La necessità di distinguere le diverse forme della malattia emerge anche dal secondo studio, pubblicato nello stesso giorno su npj Precision Oncology e dedicato al carcinoma sieroso di basso grado. In questo caso è stata esaminata DUSP4, una proteina la cui abbondanza era strettamente associata alle alterazioni dei geni RAS o RAF e all’attivazione della via MAPK, una catena di segnali coinvolta nella crescita e nella sopravvivenza cellulare. Nei 192 tumori sierosi borderline o maligni analizzati, la valutazione immunoistochimica di DUSP4 ha individuato lo stato mutazionale di RAS/RAF con una sensibilità dell’82,1 per cento e una specificità del 90,9 per cento: in altre parole, ha mostrato una buona capacità sia di riconoscere i tumori con queste mutazioni sia di escludere quelli che non le presentavano.
Un’analisi esplorativa condotta su 22 pazienti trattate con inibitori di MEK ha inoltre rilevato che livelli più alti di DUSP4 e ciclina D1 erano associati a una maggiore riduzione delle dimensioni del tumore. Ciò non toglie, tuttavia, che questi indicatori non abbiano distinto in modo significativo le risposte definite secondo i criteri clinici RECIST. Anche qui, dunque, il segnale è interessante, ma non ancora sufficiente per trasformare una proteina in uno strumento decisionale consolidato.
Il messaggio comune dei due lavori è chiaro. IL-6 e DUSP4 sono oggi indizi, non verdetti: possono aiutare a individuare i tumori da studiare più approfonditamente e potrebbero, in futuro, contribuire alla scelta di terapie più precise. Perché questo avvenga, la ricerca dovrà collegare laboratorio, modelli sperimentali e studi clinici in un percorso ordinato, evitando tanto le promesse premature quanto la sottovalutazione dei risultati iniziali.
La medicina di precisione comincia proprio da questa responsabilità: non considerare uguali malattie che uguali non sono, comprendere i meccanismi prima di trasformarli in cure e offrire alle pazienti non speranze generiche, ma una fiducia fondata sulla conoscenza, sul metodo e sulla verifica.
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Lin CY, Chao AS, Jung SM, et al. “E-cadherin-driven interleukin-6 expression promotes autophagy-mediated platinum resistance in ovarian clear cell carcinoma”. Cancer Gene Therapy, 22 agosto 2026. DOI: 10.1038/s41417-026-01074-z.
Link alla pubblicazione
Chui MH, Moufarrij S, Girshman J, et al. “DUSP4 overexpression is associated with MAPK pathway alterations in low-grade serous ovarian cancer”. npj Precision Oncology, 22 agosto 2026. DOI: 10.1038/s41698-026-01634-4.
Link alla pubblicazione
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Criteri Critici
Malattie rare, MSD porta in Italia la prima terapia mirata per la sindrome di von Hippel-Lindau pharmastar.it
La decisione di AIFA di rimborsare belzutifan apre una nuova prospettiva terapeutica per le persone che convivono con la sindrome di von Hippel-Lindau, una malattia rara per la quale finora le opzioni di trattamento erano limitate principalmente alla sorveglianza clinica e alla chirurgia. Abbiamo incontrato Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratrice Delegata di MSD Italia, per approfondire il significato di questo importante traguardo e l'impegno dell'azienda nell'ambito delle malattie rare e dell'oncologia. Tumore del polmone: dall’assenza di mutazioni driver alle resistenze, quali i principali unmet need?Professor Marcello Tiseo Psoriasi, nuove evidenze sugli anti-IL-23: verso un controllo dell'infiammazione sistemica e della progressione di malattiaProf.ssa Alessandra Narcisi Psoriasi, perché intervenire precocemente: ruolo dell'infiammazione sistemica e delle comorbiditŕProf.ssa Anna Campanati Studi clinici nelle malattie rare: rigore metodologico e nuove prospettiveCarlotta Galeone Malattie rare, le nuove sfide per valutare e garantire l'accesso alle terapieClaudio Jommi Vitiligine: una presa in carico piů vicina al paziente per migliorare qualitŕ di vita e accesso alle cureValeria Corazza Vitiligine, innovazione terapeutica e organizzativa: il valore della collaborazione tra tutti gli stakeholderNicola Bencini Farmacia dei servizi e teledermatologia: la sperimentazione lombarda rafforza la presa in carico della vitiligineAnna Rosa Racca Vitiligine, nuove terapie target e aderenza: le chiavi per migliorare i risultati cliniciAngelo Valerio Marzano Teledermatologia e farmacie dei servizi: la Lombardia sperimenta un nuovo modello di presa in carico della vitiligineEmanuele Monti TAVI nei casi complessi, esperienza e metodo per aumentare la sicurezzaDott. Arturo Giordano TAVI e Lifetime Management, progettare oggi il percorso futuro del pazienteDott. Francesco Bedogni InformativaUtilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nellacookie policy.Puoi acconsentire all'utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante "Accetta tutti". Fino a che non sceglierai una opzione utilizzeremo solo i cookie tecnici e necessari. Cookie tecniciCookie tecnici e necessari al corretto funzionamento del sito web. Non possono essere disabilitati [7]NomeFornitoreScopoDuratacovidLoginAntherica srlFunzionaleSessionelngAntherica srlFunzionalePersistentepharmaLogAntherica srlFunzionaleSessionesocialcounterAntherica srlFunzionale1 giornosys_langAntherica srlFunzionalePersistenteUserLogAntherica srlFunzionaleSessione_cookie_consentAntherica srlFunzionale1 anno Cookie di preferenzaI cookie di preferenza consentono al sito web di memorizzare informazioni che ne influenzano il comportamento, ad esempio la personalizzazione di un colore.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia Cookie statisticiI cookie statistici aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito web raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima [7]NomeFornitoreScopoDurata_gaGoogle AnalyticsStatistiche1 anno_ga_J8H44EJNJ3Google AnalyticsStatistiche1 anno__utmaGoogle AnalyticsStatistiche2 anni__utmbGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmcGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmtGoogle AnalyticsStatisticheSessione__utmzGoogle AnalyticsStatistiche6 mesi Cookie di marketingI cookie di marketing vengono utilizzati per tracciare i visitatori sul sito web. La finalità è quella di presentare annunci pubblicitari che siano rilevanti e coinvolgenti per il singolo utente.Nessun cookie utilizzato per questa tipologia
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Aggiornamento di notizie mediche del 10 maggio: novità sulle tendenze moderne nel trattamento del cancro. Vietnam.vn
Nel frattempo, il dottor Le Quoc Khanh, specialista in medicina nucleare presso l'Ospedale Militare Centrale 108, ha presentato una relazione sulla cardiologia nucleare nell'era della medicina di precisione, un campo che si prevede porterà a ulteriori progressi nella diagnosi precoce e nel monitoraggio delle malattie cardiovascolari complesse.
Il Dott. Nguyen Kim Luu, vicedirettore del Centro di Oncologia e responsabile dell'Unità di Radioterapia e Medicina Nucleare presso l'Ospedale Universitario Phenikaa, ha presentato un intervento speciale sul tema "Medicina Nucleare a PhenikaaMec: presente e futuro", delineando la direzione di sviluppo di questo settore all'interno dell'ecosistema sanitario ad alta tecnologia.
Nell'ambito della terapia interventistica, il Prof. Associato Dr. Pham Van Thai, Capo del Dipartimento di Medicina Nucleare dell'Università Medica di Hanoi e Vicedirettore del Centro di Medicina Nucleare e Oncologia dell'Ospedale Bach Mai, ha presentato un intervento sul tema "Trattamento del tumore al fegato mediante microsfere radioattive di resina 90Y", una tecnica molto apprezzata per la sua capacità di colpire aree specifiche e minimizzare i danni ai tessuti sani.
Il dottor Nguyen Xuan Canh, primario del Dipartimento di Medicina Nucleare dell'Ospedale Cho Ray, ha presentato una relazione intitolata "Potenziale di sviluppo e applicazione della PET/CT con nuovi radiofarmaci in Vietnam", che apre nuove prospettive per migliorare la diagnosi precoce e il trattamento personalizzato dei pazienti oncologici.
La medicina di precisione, con le sue terapie mirate, ha allungato la durata della vita e migliorato la qualità della vita dei pazienti oncologici.
Alla conferenza "Medicina nucleare per la diagnosi e il trattamento nell'era della medicina di precisione", organizzata dall'Ospedale Universitario Phenikaa (PhenikaaMec), esperti internazionali e ospedali leader nei settori dell'oncologia e della medicina nucleare hanno presentato approfondite relazioni che illustrano il panorama in rapida evoluzione della medicina di precisione, con terapie mirate volte a prolungare la sopravvivenza e a migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici.
Attraverso il workshop, PhenikaaMec continua a dimostrare il suo orientamento di sviluppo verso un modello ad alta tecnologia, focalizzato sull'oncologia e sulla medicina di precisione. L'ospedale sta promuovendo il modello di teranostica, che combina diagnosi e trattamento utilizzando coppie di isotopi radioattivi nel cancro alla prostata e nei tumori endocrini, aprendo una nuova strada alla terapia personalizzata.
Contemporaneamente, l'intelligenza artificiale (IA) viene integrata anche nell'analisi delle immagini PET/CT e nell'ottimizzazione della dose di radiazioni per migliorare l'accuratezza diagnostica e supportare lo sviluppo di protocolli di trattamento appropriati per ciascun paziente.
Attualmente, PhenikaaMec ha implementato numerose tecniche moderne di medicina nucleare, come la scintigrafia ossea total body per la rilevazione di metastasi ossee, la scintigrafia di perfusione miocardica per la valutazione della funzionalità cardiovascolare e un sistema PET/CT per la diagnosi di tumori in stadio avanzato. In particolare, l'ospedale è tra le poche strutture mediche che accettano l'assicurazione sanitaria per i servizi PET/CT, aiutando i pazienti a ridurre l'onere finanziario durante i trattamenti prolungati.
Per soddisfare le esigenze di uno sviluppo approfondito, il Centro Oncologico PhenikaaMec è stato oggetto di un investimento completo, dotandosi di un moderno sistema di apparecchiature e di sale di controllo e preparazione di radiofarmaci conformi a rigorosi standard, con l'obiettivo di migliorare l'efficacia dei trattamenti e rendere i progressi della medicina di precisione più accessibili ai pazienti vietnamiti.
Un uomo con striature scure sulle unghie da sei anni scopre di avere un melanoma.
Per molti anni, quest'uomo di oltre 60 anni aveva notato una linea scura lungo l'unghia, ma non gli causava dolore, prurito o alcun fastidio, quindi pensava fosse una normale "cicatrice ungueale". Solo quando l'unghia ha iniziato a deformarsi, a sfaldarsi e a diventare insolitamente ruvida, si è rivolto a un medico e gli è stato diagnosticato un melanoma ungueale, una delle forme più pericolose e aggressive di cancro della pelle.
Il dottor Nguyen Huu Quang, vicedirettore del Dipartimento di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell'Ospedale Dermatologico Centrale, ha affermato che l'ospedale ha recentemente ricevuto un caso clinico degno di nota relativo al melanoma delle unghie. Secondo il medico, questo caso serve da monito per coloro che notano strane striature nere sulle unghie ma tendono a sottovalutarle e a rimandare la consultazione medica.
Il paziente ha riferito la presenza di una linea marrone scuro lungo l'unghia da circa sei anni. Inizialmente, aveva pensato si trattasse di un semplice livido o di una comune lesione all'unghia. Tuttavia, con il passare del tempo, la linea scura si è estesa, intaccando la pelle circostante. Negli ultimi sei mesi circa, l'unghia ha iniziato a deformarsi, diventando ruvida, staccandosi dal letto ungueale e sporgendo.
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Ricerca, a Singapore individuato un farmaco contro il cancro al seno triplo negativo ildenaro.it
Ricercatori della National University of Singapore hanno individuato un farmaco capace di bloccare un gene chiave nello sviluppo del tumore al seno triplo negativo, una delle forme più aggressive e difficili da curare. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Cell Death and Disease. Questo tipo di cancro non risponde alle terapie mirate tradizionali ed è spesso soggetto a ricadute a causa di cellule staminali tumorali resistenti ai trattamenti. Gli scienziati hanno scoperto che il gene DP103 fa da “interruttore” per la crescita del tumore e hanno utilizzato un farmaco sperimentale, il supinoxin, per spegnerlo. Nei test di laboratorio condotti su cellule e campioni di pazienti, il trattamento ha indebolito le cellule staminali cancerose, ridotto le dimensioni del tumore di circa il 90% e allungato la sopravvivenza, risparmiando al contempo le cellule sane.
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Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
62.6/100
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Criteri Critici
Tumore della mammella HER2+, niente chemio prima dell’intervento: in 6 pazienti su 20 non resta malattia invasiva Mondosanità
Il trial NeoZanHER, pubblicato il 22 agosto su Nature Communications, pone una domanda importante: è possibile trattare alcune donne con tumore della mammella HER2-positivo riducendo l’impiego della chemioterapia, senza compromettere l’efficacia delle cure? I primi risultati autorizzano una speranza razionale, non una conclusione definitiva. Indicano che una parte delle pazienti potrebbe ricevere, prima dell’intervento, un trattamento privo di chemioterapia convenzionale, basato sulla terapia diretta contro HER2 e, quando indicato, sulla terapia endocrina; non dimostrano, invece, che la chemioterapia possa essere abbandonata per tutte.
Va chiarito innanzitutto il meccanismo biologico. Nei tumori HER2-positivi è presente una quantità eccessiva della proteina HER2, un recettore che favorisce la crescita delle cellule tumorali. Quella che un tempo era soprattutto l’impronta di una malattia aggressiva è divenuta, grazie alla ricerca, un bersaglio terapeutico: non si colpiscono indiscriminatamente tutte le cellule in rapida proliferazione, come avviene con la chemioterapia citotossica, ma si interviene sull’alterazione che alimenta il tumore. È un passaggio decisivo della medicina moderna, dalla conoscenza del meccanismo biologico alla costruzione di una cura più selettiva.
Lo studio ha coinvolto 20 donne, con un’età mediana di 61 anni, affette da tumori di dimensioni comprese fra uno e tre centimetri e senza interessamento dei linfonodi. Prima dell’operazione tutte hanno ricevuto zanidatamab e nessuna la chemioterapia convenzionale: il farmaco è stato somministrato ogni due settimane, per sei dosi nelle prime 11 partecipanti e per dieci nelle altre nove. Le 14 pazienti con una neoplasia sensibile agli ormoni hanno assunto anche tamoxifene o letrozolo, cioè una terapia endocrina volta a contrastare lo stimolo ormonale.
Zanidatamab è un anticorpo definito “biparatopico”, vale a dire capace di riconoscere contemporaneamente due regioni differenti della proteina HER2. Questo doppio legame favorisce l’aggregazione dei recettori sulla superficie della cellula, la loro internalizzazione e la conseguente riduzione del segnale di crescita; nello stesso tempo, contribuisce ad attivare la risposta immunitaria contro le cellule malate. Già dopo sei settimane, ecografie e risonanze magnetiche indicavano una significativa diminuzione delle dimensioni e del volume delle lesioni. Tuttavia, le immagini non bastano: la verifica più rigorosa è venuta dall’esame dei tessuti asportati durante l’intervento.
In 6 pazienti su 20, pari al 30 per cento, non è stato più rilevato carcinoma invasivo né nella mammella né nei linfonodi; in una di queste donne persisteva soltanto una componente non invasiva, un carcinoma duttale in situ. Altre quattro presentavano un carico tumorale residuo minimo. Nel complesso, dunque, metà delle partecipanti ha ottenuto una risposta patologica completa o quasi completa, mentre tra le altre dieci la malattia residua era moderata in nove casi ed estesa in uno. Il protocollo ha così raggiunto l’obiettivo stabilito in anticipo. È un risultato significativo, ma occorre interpretarlo per ciò che è: un segnale clinico favorevole, non la prova che la nuova strategia possa già sostituire le cure attuali.
Tre considerazioni aiutano a comprenderne la portata. Innanzitutto, la risposta patologica completa — l’assenza di tumore invasivo nei tessuti esaminati dopo la terapia — non equivale automaticamente alla guarigione. In secondo luogo, lo studio non può stabilire se il trattamento riduca nel tempo le recidive o la mortalità. Infine, l’espressione “senza chemioterapia” riguarda esclusivamente la fase precedente all’operazione e non l’intero percorso terapeutico.
Dopo l’intervento, infatti, le dieci donne con risposta completa o con residuo minimo hanno ricevuto trastuzumab, associato alla terapia endocrina quando necessaria. Le dieci pazienti con una maggiore quantità di malattia residua sono state invece sottoposte anche a regimi contenenti chemioterapia. Non si tratta, quindi, di contrapporre in modo ideologico terapia mirata e chemioterapia, bensì di usare la risposta ottenuta per adattare l’intensità delle cure: risparmiare un trattamento quando non è necessario e introdurlo quando la malattia dimostra di richiederlo.
Anche la sicurezza merita una valutazione ordinata. L’effetto indesiderato più frequente è stato la diarrea, osservata in 18 donne e quasi sempre lieve; sono comparsi inoltre affaticamento, aumento della glicemia, anemia, nausea e modificazioni di alcuni enzimi epatici. Non sono stati registrati eventi correlati al trattamento di grado 3 o superiore, né eventi avversi gravi attribuiti al farmaco. Un profilo gestibile rappresenta una condizione essenziale per ogni strategia di riduzione terapeutica, perché alleggerire le cure ha senso soltanto se si conserva il controllo della malattia e si tutela concretamente la qualità di vita della persona.
Il problema, a questo punto, è la selezione delle pazienti. Tutte le sei risposte complete si sono verificate nei tumori con la più alta espressione di HER2, classificati come IHC 3+; nessuna è stata osservata nelle cinque donne con espressione IHC 2+ e amplificazione del gene. Le analisi molecolari hanno inoltre rilevato, fra le pazienti con i risultati migliori, una maggiore dipendenza della neoplasia dalla via biologica di HER2. Sono indicazioni coerenti con il funzionamento del farmaco, ma non possono ancora essere trasformate in criteri clinici consolidati.
Perché tanta prudenza? Perché il campione comprende appena 20 persone, non esiste un gruppo di controllo e sono state impiegate due diverse durate di trattamento. Inoltre, il trial è stato promosso da MD Anderson e cofinanziato da Zymeworks e Jazz Pharmaceuticals, mentre diversi autori hanno dichiarato rapporti con aziende farmaceutiche. Questi elementi non annullano i risultati, ma impongono trasparenza, conferma indipendente e studi più ampi: la fiducia nella ricerca non consiste nell’accettare ogni novità come definitiva, bensì nel sottoporla a verifiche rigorose.
La direttrice indicata da NeoZanHER è comunque chiara: integrare immagini e biomarcatori, cioè caratteristiche biologiche misurabili del tumore, per iniziare con una terapia mirata e riservare la chemioterapia a chi non risponde in misura sufficiente. Io credo che questo sia il significato più importante dello studio. Non promettere a tutte una cura più leggera, ma costruire per ciascuna una cura proporzionata, fondata sulla conoscenza e corretta in base alla risposta. Personalizzare non significa curare meno: significa curare quanto serve, con il rigore scientifico e la responsabilità umana che la dignità di ogni paziente esige.
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Valero V., Pohlmann P.R., Mouabbi J. et al. “Zanidatamab in patients with early stage HER2-positive breast cancer: the NeoZanHER phase 2 single-arm open-label trial”. Nature Communications, 22 agosto 2026. DOI: 10.1038/s41467-026-76662-6.
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📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
41.9/100
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Criteri Critici
Individuato farmaco contro il cancro al seno triplo negativo Ticinonline
SINGAPORE - Ricercatori della National University of Singapore hanno individuato un farmaco capace di bloccare un gene chiave nello sviluppo del tumore al seno triplo negativo, una delle forme più aggressive e difficili da curare. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica "Cell Death and Disease". Questo tipo di cancro non risponde alle terapie mirate tradizionali ed è spesso soggetto a ricadute a causa di cellule staminali tumorali resistenti ai trattamenti. Gli scienziati hanno scoperto che il gene DP103 fa da "interruttore" per la crescita del tumore e hanno utilizzato un farmaco sperimentale, il supinoxin, per spegnerlo. Nei test di laboratorio condotti su cellule e campioni di pazienti il trattamento ha indebolito le cellule staminali cancerose, ridotto le dimensioni del tumore di circa il 90% e allungato la sopravvivenza, risparmiando al contempo le cellule sane.
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
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38.5/100
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Criteri Critici
Casal Velino, arrivano le colonnine per auto elettriche: approvato il protocollo InfoCilento
Il Comune di Casal Velino accelera sulla transizione ecologica. La Giunta comunale, guidata dal sindaco Silvia Pisapia, ha approvato all’unanimità una delibera per la realizzazione e la gestione di una nuova rete di infrastrutture dedicate alla ricarica dei veicoli elettrici sul territorio. L’amministrazione ha così dato il via libera al protocollo d’intesa proposto dalla società T-Carica Srl, operatore specializzato nel settore.
Verso una rete capillare senza costi per i cittadini
L’iniziativa risponde alle direttive comunitarie e nazionali in materia di mobilità sostenibile, che spingono i comuni a dotarsi di appositi spazi per il rifornimento dei veicoli a zero emissioni per ridurre l’inquinamento atmosferico urbano. Come evidenziato negli atti amministrativi, la proposta avanzata dalla società milanese consente di “dotare il proprio territorio di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici senza oneri a carico della collettività”.
Il ruolo dell’operatore e i prossimi passaggi tecnici
La società T-Carica Srl, in qualità di Charging Point Operator (CPO), si occuperà interamente degli aspetti tecnici e operativi, facendosi carico dell’installazione, della gestione quotidiana, della manutenzione e delle eventuali riparazioni delle stazioni di ricarica. Tutte le strutture saranno dotate di tecnologie avanzate per il controllo da remoto. Con l’approvazione della delibera, la Giunta ha dato mandato al responsabile dell’Ufficio Tecnico di procedere alla stipula formale del protocollo d’intesa.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
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Criteri Critici
Ha preso in prestito 80 milioni di VND per acquistare il farmaco più costoso per curare il cancro di suo padre. Vietnam.vn
Il signor NN (28 anni,di Hung Yen) lavora come operaio in fabbrica e guadagna quasi 10 milioni di VND al mese. Quando a suo padre è stato diagnosticato un cancro ai polmoni in stadio avanzato con una mutazione del gene EGFR, i medici gli hanno consigliato diverse opzioni di trattamento, tra cui l'immunoterapia. Nonostante l'alto costo del farmaco, il signor N. decise di chiedere prestiti da diverse fonti per raccogliere oltre 80 milioni di VND necessari a curare la malattia del padre. Tuttavia, il padre assunse il farmaco immunosoppressore solo per 4 giorni prima di morire, senza aver completato il ciclo di trattamento previsto di 21 giorni. Secondo la dottoressa Trinh The Cuong, del Dipartimento di Chemioterapia dell'Ospedale E (Hanoi), questa non è una storia insolita nella pratica del trattamento del cancro. Quando a una persona cara viene diagnosticato un cancro, la mentalità generale della famiglia è quella di trovare ogni modo per ottenere il miglior trattamento possibile, anche disposti a chiedere prestiti o a vendere beni. Tuttavia, il dottor Cuong ritiene che la cosa importante nel trattamento sia trovare l'opzione più adatta alle condizioni del paziente e alle circostanze familiari, piuttosto che il metodo più costoso. Il dottor Cuong ha citato un altro caso in cura presso l'ospedale E per illustrare il suo punto di vista. La paziente è una donna di 81 anni a cui è stato diagnosticato un cancro ai polmoni al quarto stadio nel giugno 2024. In precedenza, si era sottoposta a diversi cicli di chemioterapia presso un importante ospedale di Ho Chi Minh City. Recentemente, le sue condizioni sono peggiorate e la tosse si è intensificata, quindi la sua famiglia l'ha portata ad Hanoi per ulteriori cure. Nonostante l'età avanzata, è ancora in grado di svolgere piccoli lavori domestici e la sua salute non è troppo precaria. Dopo aver valutato le condizioni della paziente e la sua capacità di pagare, il medico ha optato per la sola chemioterapia anziché ricorrere a trattamenti più costosi. Il farmaco scelto ha il vantaggio di avere effetti collaterali relativamente lievi ed è adatto all'età e alle condizioni fisiche del paziente. L'assicurazione sanitaria copre il 50% e la famiglia ha optato per un farmaco prodotto inIndiaper ridurre ulteriormente i costi. Ogni ciclo di trattamento, comprese le terapie di supporto, costa alla famiglia circa 800.000-900.000 VND. Dopo 3 cicli, la tosse si è notevolmente ridotta. Una successiva TAC ha mostrato una considerevole riduzione del danno polmonare, sebbene la tosse non sia scomparsa del tutto a causa della gravità del danno preesistente. Sulla base di questi casi, il dottor Cuong ritiene che i fattorieconomicidebbano essere considerati con franchezza nel trattamento del cancro, sebbene si tratti spesso di un argomento piuttosto delicato. "I medici devono comprendere le circostanze del paziente per consigliare il piano di trattamento più adatto. I pazienti non dovrebbero affrettarsi a scegliere il metodo migliore o più costoso se i benefici non superano le possibilità economiche della loro famiglia", ha affermato il dottor Cuong. Secondo i medici, un piano di trattamento adeguato deve essere valutato in base a molti fattori, tra cui le condizioni del paziente, l'età, lo stato fisico, gli obiettivi del trattamento e la situazione finanziaria. In particolare, prima di decidere di contrarre prestiti, vendere la casa o il terreno, o investire tutti i propri beni nella cura del paziente, la famiglia dovrebbe discutere approfonditamente con il medico circa l'effettiva efficacia del metodo scelto. Se una cura è possibile, la decisione della famiglia di vendere i propri beni per dare al proprio caro una possibilità di vita potrebbe rivelarsi una scelta sensata. Al contrario, nei casi di cancro in stadio avanzato, dove l'obiettivo primario del trattamento è il controllo della malattia, la riduzione dei sintomi e la longevità, i benefici dei metodi più costosi devono essere valutati rispetto all'onere finanziario. Pertanto, invece di chiedere semplicemente "Qual è il farmaco migliore?", la famiglia del paziente dovrebbe anche chiedere: "Quali benefici aggiuntivi offre questo metodo e per quanto tempo la famiglia può sostenerlo?". Queste sono domande cruciali che aiutano medici e famiglie a prendere decisioni terapeutiche informate e appropriate, evitando che la lotta contro il cancro si trasformi in un onere finanziario insostenibile. Fonte: https://vietnamnet.vn/cha-bi-ung-thu-giai-doan-4-con-trai-vay-80-trieu-dong-chua-va-cai-ket-dau-long-2547340.html
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
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Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
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Criteri Critici
La medicina nucleare apre la strada a trattamenti oncologici precisi e personalizzati. Vietnam.vn
Ogni anno, in Vietnam si registrano circa 180.000 nuovi casi e oltre 120.000 decessi a causa del cancro. In questo contesto, la sfida attuale per la medicina non è solo la diagnosi precoce, ma anche risposte più precise a domande come: Dove si trova il tumore? Quali sono le sue caratteristiche? Quanto si è diffuso? E qual è il trattamento più appropriato per il paziente?
Il workshop si è concentrato sui nuovi progressi nella diagnosi e nel trattamento del cancro, in particolare sul ruolo della medicina nucleare e della radioterapia di precisione lungo l'intero percorso terapeutico, dall'individuazione delle lesioni e dalla caratterizzazione della malattia alla selezione del trattamento e alla valutazione della risposta.
Il 22 agosto ad Hanoi, l'Ospedale Generale Phuong Dong ha ospitato la conferenza scientifica internazionale "Oncologia di precisione 2026 - Progressi in medicina nucleare e radioterapia stereotassica", riunendo esperti provenienti dall'Ospedale Bach Mai, dall'Ospedale K, dall'Ospedale Militare Centrale 108 e dall'HealthCare Global Oncology Centre (HCG) dell'India .
Insieme alla teranostica, la PET/CT e la SPECT/CT stanno assumendo un ruolo sempre più importante nell'oncologia di precisione.
Tra queste, la teranostica si sta affermando come un notevole sviluppo nella medicina nucleare. Basata sul principio di "vedere il bersaglio - scegliere la terapia giusta", questa tecnica utilizza radiofarmaci mirati per identificare la presenza e la distribuzione della molecola bersaglio e veicolare l'agente terapeutico alle cellule tumorali che esprimono il bersaglio.
L'oncologia di precisione non si limita a trovare il farmaco giusto. Ancor più importante, consiste nell'identificare la localizzazione della malattia, le sue caratteristiche biologiche, la risposta del paziente e la terapia che ha maggiori probabilità di colpire efficacemente la lesione.
Il dottor Nguyen Duy Anh, vicedirettore del Centro internazionale di oncologia, radioterapia e medicina nucleare presso l'ospedale generale di Phuong Dong, ritiene che la combinazione di queste tecnologie stia contribuendo a un cambiamento nel trattamento del cancro, passando da un modello basato su "un unico protocollo di trattamento per molti pazienti" a una strategia più appropriata e personalizzata per ogni singolo caso.
Nel campo della radioterapia, la radioterapia adattiva è un'evoluzione che adegua il piano di trattamento in base alle variazioni anatomiche e dimensionali del tumore durante il trattamento. L'obiettivo è ottimizzare la dose di radiazioni alla lesione, riducendo al minimo l'impatto sui tessuti sani circostanti.
Da questa prospettiva, la tecnologia dimostra veramente il suo valore solo quando è correttamente integrata nel processo terapeutico, in modo che ogni risultato diagnostico non sia solo un'immagine o un numero, ma diventi la base per una specifica decisione clinica.
Assemblare i componenti tecnologici in una catena di trattamento.
Il seminario ha previsto sei presentazioni approfondite tenute da sei esperti nei settori dell'oncologia, della medicina nucleare e della radioterapia, tra cui quattro esperti vietnamiti e due esperti provenienti dall'India.
Sotto la direzione del Professore, Dottore, Medico del Popolo Mai Trong Khoa, ex Vicedirettore dell'Ospedale Bach Mai ed ex Direttore del Centro di Medicina Nucleare e Oncologia dello stesso ospedale, gli esperti si sono concentrati sulla discussione del ruolo della PET/CT nella diagnosi e nella valutazione della risposta immunitaria; dei progressi nella teranostica; degli orientamenti di sviluppo della teranostica in Vietnam; del ruolo della SPECT/CT e della PET/CT nell'oncologia di precisione; della radioterapia adattiva nei tumori della testa e del collo e dei nuovi progressi nella radioterapia oncologica.
Esperti locali si sono concentrati sulla condivisione delle migliori pratiche in Vietnam, dalla selezione dei radiofarmaci e l'applicazione delle tecniche di imaging nella diagnosi fino all'implementazione della radioterapia adattiva. Nel frattempo, esperti internazionali provenienti dall'India hanno fornito aggiornamenti sui progressi in teranostica e radioterapia oncologica.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
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Criteri Critici
L'oncologo: "Parlare ai pazienti vuol dire soprattutto ascoltare" RaiNews
In un libro, lo specialista in radio-oncologia affronta il tema delicato della comunicazione "è decisiva per la riuscita delle terapie" Pugliese di nascita e di formazione, Elvio Russi ha trascorso buona parte della sua carriera in Piemonte. Occupandosi di un settore in continuo aggiornamento, quello della cura dei tumori attraverso l'impiego di tecnologie sofisticate e sempre più precise. Come radio-oncologo, Russi ha osservato il rapporto tra medici e pazienti, dalla diagnosi al pieno delle terapie. Nella comunicazione, spiega il medico in un libro dal titolo “La voce dentro”, si giocano aspetti decisivi per il destino della persona malata. Per il medico, comunicare significa innanzi tutto ascoltare l'altro. Vale a dire, che esistono tempi giusti perché certe informazioni siano ascoltate, accettate, metabolizzate. Informare pazienti e famiglie su malattie e terapie richiede delicatezza e apertura. Dalla buona comunicazione tra medico e paziente dipende, inoltre, la riuscita di una terapia.
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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Criteri Critici
Scuola, Miele (Lega): “Dirigente in cura, no a strumentalizzazioni di una vicenda così delicata” Il Tempo
“La vicenda della dirigente scolastica pugliese, sottoposta a chemioterapia e chiamata ad assumere servizio a circa mille chilometri di distanza dal luogo in cui sta seguendo le proprie cure, merita attenzione e rispetto. Ma proprio perché si tratta di una situazione così delicata è doveroso fare chiarezza ed evitare strumentalizzazioni demagogiche e false". Così la deputata della Lega Giovanna Miele. "La procedura riservata alla quale ha partecipato prevede una graduatoria nazionale e la scelta delle sedi sulle disponibilità presenti in tutto il Paese - si legge nella nota della parlamentare -. In Puglia, dopo la mobilità interregionale, non sono rimasti posti vacanti e disponibili per le nomine in ruolo. Come dovrebbe sapere chi si intende di scuola, i posti in reggenza non sono posti di ruolo e quindi non sono disponibili per una assegnazione in ruolo".
"Ancora una volta dovrebbe essere ben noto che l'ordinamento consente una tutela del lavoratore che abbia gravi malattie. Una volta preso servizio, la preside in questione potrà infatti avvalersi degli strumenti previsti dalla normativa e dal contratto per mettersi in malattia fino al termine della chemioterapia, proseguendo così le cure e usufruendo del periodo di malattia necessario alle terapie. La stessa normativa prevede, inoltre, la possibilità di far valere eventuali titoli di priorità dopo l’assegnazione della regione", si legge nel comunicato.
"Chi lavora ogni giorno per formare i nostri ragazzi deve poter contare sulla vicinanza delle istituzioni, soprattutto nei momenti più difficili. Essere al fianco di un insegnante che si trova ad affrontare una malattia significa anche garantire la possibilità di vivere le cure con serenità, con il sostegno e gli strumenti messi a disposizione dello Stato - conclude Miele -. La tutela della persona e il rispetto delle regole non sono principi contrapposti. Su un caso così delicato servono chiarezza, responsabilità e attenzione concreta, non ricostruzioni faziose pensate per alimentare una pretestuosa polemica politica che offende innanzitutto il lavoratore in questione”.
Dirigente in chemioterapia a 1.000 km, Miele (Lega): “Non strumentalizzare. Non ci sono posti per il ruolo. Dopo presa di servizio tutele per malattia” - Orizzonte Scuola Notizie
📰 Orizzonte Scuola Notizie📅 2026-08-22T13:55:40
chemioterapia
Dirigente in chemioterapia a 1.000 km, Miele (Lega): “Non strumentalizzare. Non ci sono posti per il ruolo. Dopo presa di servizio tutele per malattia” Orizzonte Scuola Notizie
Il dipendente che fa chemioterapia può stare in malattia pagata al 100%, Miele (Lega) sulla ds assunta a 1.000 chilometri: tutela della persona e rispetto delle regole convivono - Tecnica della Scuola
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Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
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44.1/100
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Criteri Critici
Il dipendente che fa chemioterapia può stare in malattia pagata al 100%, Miele (Lega) sulla ds assunta a 1.000 chilometri: tutela della persona e rispetto delle regole convivono Tecnica della Scuola
“L’ordinamento consente una tutela del lavoratore che abbia gravi malattie. Preso servizio, la preside in questione potrà, infatti, avvalersi degli strumenti previsti dalla normativa e dal contratto per mettersi in malattia fino al termine della chemioterapia, proseguendo così le cure e usufruendo del periodo di malattia necessario alle terapie. La stessa normativa prevede, inoltre, la possibilità di far valere eventuali titoli di priorità dopo l’assegnazione della regione”. A ricordarlo è la deputata della Lega Giovanna Miele, commentando in tal modo la denuncia dell’on. Rossano Sasso, passato dalla Lega al nuovo partito Futuro Nazionale, a proposito della neo vincitrice di concorso come dirigente scolastico che ha avuto come sede di servizio, nell’anno di prova, una scuola a 1.000 chilometri da casa, pur avendo dichiarato di essere sottoposta a chemioterapia.
A chi è sottoposto a chemio stipendio e posto di lavoro garantiti
La ds, quindi, una volta espletata la presa di servizio, potrà inviare una certificazione, legata alla grave patologia che l’ha colpita e alla necessità di sottoporsi a cure chemioterapiche: per l’intero periodo di cure necessarie, alla donna si garantirà comunque il trattamento economico al 100 per cento e la conservazione del posto di lavoro.
E l’intera malattia, derivante dalle cure chemioterapiche, non andrà ad incidere nel cosiddetto periodo di comporto, ovvero il tempo massimo in cui un lavoratore dipendente malato o infortunato ha il diritto di conservare il proprio posto di lavoro.
Il problema è che qualora non dovesse raggiungere i sei mesi minimi di servizio nell’anno scolastico, dovrà ripetere l’anno di prova. Tentando, comunque, nel 2027 di avvicinare la sede di servizio al proprio domicilio, anche avvalendosi delle precedenze riservate ai portatori di disabilità o di grave patologia.
Miele: “no a strumentalizzazioni demagogiche e false”
Secondo l’on. Miele, questa vicenda “merita attenzione e rispetto. Ma proprio perché si tratta di una situazione così delicata è doveroso fare chiarezza ed evitare strumentalizzazioni demagogiche e false”.
La deputata leghista ha quindi detto che “la procedura riservata alla quale ha partecipato” la neo ds pugliese “prevede una graduatoria nazionale e la scelta delle sedi sulle disponibilità presenti in tutto il Paese. In Puglia, dopo la mobilità interregionale, non sono rimasti posti vacanti e disponibili per le nomine in ruolo. Come dovrebbe sapere chi si intende di scuola, i posti in reggenza non sono posti di ruolo e quindi non sono disponibili per una assegnazione in ruolo”.
Tutela persona e rispetto regole non sono in antitesi
Quindi, Miele ha tenuto a dire che “chi lavora ogni giorno per formare i nostri ragazzi deve poter contare sulla vicinanza delle istituzioni, soprattutto nei momenti più difficili. Essere al fianco di un insegnante che si trova ad affrontare una malattia significa anche garantire la possibilità di vivere le cure con serenità, con il sostegno e gli strumenti messi a disposizione dello Stato”.
“La tutela della persona e il rispetto delle regole non sono principi contrapposti. Su un caso così delicato servono chiarezza, responsabilità e attenzione concreta, non ricostruzioni faziose pensate per alimentare una pretestuosa polemica politica che offende innanzitutto il lavoratore in questione”, ha concluso l’on. Miele.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
48.9/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Applicazione della tecnologia della medicina nucleare al trattamento di precisione del cancro. Vietnam.vn
In Vietnam si registrano circa 180.000 nuovi casi e oltre 120.000 decessi per cancro ogni anno. In questo contesto, è fondamentale non solo la diagnosi precoce, ma anche l'identificazione precisa delle caratteristiche, della localizzazione e dell'estensione della diffusione del tumore, al fine di selezionare la strategia terapeutica più appropriata.
Il workshop si è concentrato sui nuovi progressi nella diagnosi e nel trattamento del cancro, sottolineando il ruolo della medicina nucleare e della radioterapia di precisione nell'intero processo, dall'individuazione delle lesioni e dalla caratterizzazione della malattia alla selezione del trattamento e alla valutazione della risposta.
Il 22 agosto, ad Hanoi, l'Ospedale Generale Phuong Dong ha organizzato la conferenza scientifica internazionale "Oncologia di precisione 2026 - Progressi in medicina nucleare e radioterapia stereotassica", con la partecipazione di esperti del Bach Mai Hospital, del K Hospital, dell'Ospedale Militare Centrale 108 e dell'HealthCare Global Oncology Centre (HCG) dell'India .
Insieme alla teranostica, la PET/CT e la SPECT/CT vengono sempre più utilizzate nella valutazione biologica dei tumori, nella stadiazione della malattia, nell'individuazione delle lesioni e nel monitoraggio della risposta al trattamento.
La teranostica è uno degli sviluppi più significativi della medicina nucleare moderna. Il principio "vedere il bersaglio - scegliere la terapia giusta" consente l'utilizzo di radiofarmaci mirati per determinare la presenza e la distribuzione della molecola bersaglio e per veicolare l'agente terapeutico alle cellule tumorali che esprimono tale molecola.
Secondo gli esperti, l'oncologia di precisione sta gradualmente cambiando l'approccio al trattamento del cancro. Invece di applicare un protocollo simile a molti pazienti, i metodi moderni mirano a selezionare strategie basate sulle caratteristiche biologiche del tumore e sulle condizioni specifiche di ciascun paziente.
La conferenza “Precision Oncology 2026” è concepita per connettere tecnologia e pratica clinica, anziché limitarsi ad aggiornare singole tecniche in modo isolato.
Secondo il dottor Nguyen Duy Anh, vicedirettore del Centro internazionale di oncologia, radioterapia e medicina nucleare presso l'ospedale generale di Phuong Dong, la combinazione di questi approcci sta contribuendo a un cambiamento nel trattamento del cancro, passando da un modello basato su "un unico protocollo di trattamento per molti pazienti" a una strategia più adatta alle caratteristiche di ogni singolo paziente.
Nel campo della radioterapia, la radioterapia adattiva è uno degli approcci in via di sviluppo volti ad adeguare i piani di trattamento in base alle variazioni delle caratteristiche anatomiche e delle dimensioni del tumore durante il trattamento. L'obiettivo è ottimizzare la dose di radiazioni alla lesione, minimizzando al contempo l'impatto sui tessuti sani circostanti.
Verso una terapia oncologica personalizzata.
Il programma prevede sei presentazioni approfondite tenute da sei esperti nei settori dell'oncologia, della medicina nucleare e della radioterapia, tra cui quattro esperti vietnamiti e due esperti provenienti dall'India.
Sotto la direzione del Professore, Dottore, Medico del Popolo Mai Trong Khoa, ex Vicedirettore dell'Ospedale Bach Mai ed ex Direttore del Centro di Medicina Nucleare e Oncologia dello stesso ospedale, gli esperti si sono concentrati sulla discussione del ruolo della PET/CT nella diagnosi e nella valutazione della risposta immunitaria; dei recenti progressi nella teranostica; delle direzioni di sviluppo della teranostica in Vietnam; del ruolo della SPECT/CT e della PET/CT nell'oncologia di precisione; della radioterapia adattiva nei tumori della testa e del collo e dei nuovi progressi nella radioterapia oncologica.
Il dottor Nguyen Duy Anh, vicedirettore del Centro internazionale di oncologia, radioterapia e medicina nucleare presso l'ospedale generale di Phuong Dong, ha presentato il suo articolo alla conferenza.
Le presentazioni degli esperti nazionali si sono concentrate sulle applicazioni pratiche in Vietnam, dalla selezione dei radiofarmaci e l'applicazione dell'imaging nella diagnostica all'implementazione della radioterapia adattiva. Esperti internazionali provenienti dall'India hanno condiviso ulteriori progressi nel campo della teranostica e della radioterapia oncologica.
Lo sviluppo della medicina nucleare sta ampliando il suo ruolo, passando dalla diagnostica per immagini al trattamento con radiofarmaci mirati. Allo stesso tempo, la radioterapia si sta orientando sempre più verso la possibilità di essere adattata in modo flessibile in base alla progressione del tumore e alle caratteristiche anatomiche di ciascun paziente.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
57.8/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Il farmaco indiano RK-251 apre nuove prospettive per il trattamento del cancro. Vietnam.vn
Il vaccinoindianoRK-251 apre nuove prospettive per il trattamento del cancro. Foto: Organizzatore. Secondo le informazioni pubblicate, RK-251 agisce sfruttando le differenze nell'ambiente biologico tra le cellule tumorali e le cellule normali. Le cellule tumorali presentano tipicamente concentrazioni più elevate di specie reattive dell'ossigeno (ROS). Quando RK-251 entra in questo ambiente, le ROS possono attivare dei composti, rilasciando l'agente antitumorale NBD-HEX. NBD-HEX agisce quindi su proteine essenziali per la sopravvivenza e la crescita delle cellule tumorali. Si prevede che questo approccio aumenti la selettività del farmaco, limitando così gli effetti collaterali comunemente associati ai trattamenti che colpiscono simultaneamente sia le cellule tumorali che quelle sane. Negli studi preclinici, RK-251 ha dimostrato la capacità di inibire le cellule del carcinoma mammario triplo negativo, una forma di cancro aggressiva e spesso difficile da trattare. Anche i test sugli embrioni di pesce zebra non hanno mostrato segni significativi di tossicità. Tuttavia, questi risultati non sono sufficienti a confermare la sicurezza e l'efficacia del farmaco nell'uomo. Pertanto, RK-251 necessita ancora di ulteriori ricerche e studi clinici prima di poter essere considerato per uso terapeutico. I ricercatori prevedono che questo approccio potrebbe contribuire allo sviluppo di trattamenti antitumorali più precisi, volti a minimizzare i danni ai tessuti sani. Queste informazioni giungono in un momento di intensa ricerca su nuove terapie contro il cancro, tra cui i vaccini personalizzati basati sulla tecnologia mRNA. I risultati di recenti studi clinici suggeriscono che la combinazione di vaccini a mRNA con farmaci immunoterapici si prospetta promettente per ridurre il rischio di recidiva e metastasi nei pazienti affetti da melanoma dopo l'intervento chirurgico. Minh Phuong Fonte: WION. Fonte: https://baothanhhoa.vn/rk-251-cua-an-do-mo-ra-trien-vong-dieu-tri-ung-thu-moi-299051.htm