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Monica Guerritore a Ballando con le Stelle dopo il tumore: quattro mesi fa la diagnosi, poi sei cicli di chemio Il Messaggero
giovedì 27 agosto 2026Ultimo aggiornamento12:14 Monica Guerritoreè la nona concorrente della nuova edizione diBallando con le Stelle. Ad annunciarlo la stessa attrice in un video postato sul profilo ufficiale Instragram del talent show diRai 1in cui afferma: «Allora ci diamo un appuntamento? Io ci sarò a Ballando con le Stelle e tu?». A fine luglio l'attrice aveva rivelato con un video sul suo profilo Instagram di aver terminato un ciclo dichemioterapia, dopo aver scoperto un valore fuori norma (il CA125, uno dei marcatori utilizzati in ambito oncologico) durante un contro... - oppure - Sottoscrivi l'abbonamento pagando con Google OFFERTA SPECIALE Monica Guerritoreè la nona concorrente della nuova edizione diBallando con le Stelle. Ad annunciarlo la stessa attrice in un video postato sul profilo ufficiale Instragram del talent show diRai 1in cui afferma: «Allora ci diamo un appuntamento? Io ci sarò a Ballando con le Stelle e tu?». A fine luglio l'attrice aveva rivelato con un video sul suo profilo Instagram di aver terminato un ciclo dichemioterapia, dopo aver scoperto un valore fuori norma (il CA125, uno dei marcatori utilizzati in ambito oncologico) durante un controllo a metà aprile e aver appurato con ulteriori controlli di avere un tumore. «È andato tutto molto bene grazie alla straordinaria capacità dei nostri medici», aveva detto Guerritore nel video, rivelando di essere stata costretta a portare una parrucca, avendo deciso di continuare a lavorare durante le cure e di non voler rivelare subito cosa stessa accadendo. Il primo nome a essere ufficializzato è statoAlessandro Matri, due anni dopo la partecipazione della compagna Federica Nargi. Poi è arrivato l'annuncio diAurora Ramazzotti, figlia di Eros Ramazzotti e Michelle Hunziker e fresca del matrimonio con Goffredo Cerza. Terzo concorrente ufficiale il cantautoreEugenio Finardi, che con alle spalle 50 anni di carriera si è definito «felice e terrorizzato» per questa nuova avventura. ConNoemi Bocchiil cast è arrivato a quattro concorrenti ufficiali. Sono arrivati in seguito le comunicazioni suJimmy Ghione,Riccardo Rossi,Anna Safroncik,Manuela Morenoe oraMonica Guerritore. La partecipazione dell'ex prete socialAlberto Ravagnaniresta per ora un'indiscrezione.
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Daraxonrasib: la terapia mirata RAS(ON) approvata dalla FDA nel cancro pancreatico metastatico Microbiologia Italia
Il daraxonrasib raddoppia la sopravvivenza nel carcinoma pancreatico metastatico grazie all’inibizione selettiva delle proteine RAS attive.
Questo articolo analizza l’approvazione FDA del daraxonrasib (Rasonque) nel cancro pancreatico metastatico, il meccanismo RAS(ON), i dati dello studio RASolute 302, gli effetti collaterali e il profilo dei pazienti. È utile a oncologi, internisti, biologi molecolari, pazienti e caregiver che cercano informazioni aggiornate su terapie mirate e mutazioni KRAS. Il testo aiuta a comprendere perché il tumore del pancreas è stato a lungo considerato “non druggable” e come un inibitore multi-selettivo abbia cambiato lo standard di seconda linea.
Introduzione
Il cancro pancreatico, in particolare l’adenocarcinoma duttale del pancreas (PDAC), resta una delle neoplasie a prognosi più severa. La sopravvivenza a cinque anni si attesta intorno al 13%, tra le più basse dei grandi tumori solidi. Oltre il 90% dei casi presenta mutazioni attivanti della famiglia RAS, soprattutto KRAS G12D, G12V e G12R.
Per decenni KRAS è stato definito “undruggable”. Gli inibitori allelo-specifici G12C, utili in polmone e colon, coprono solo l’1-2% dei PDAC. Il daraxonrasib, noto anche come RMC-6236 e commercializzato come Rasonque, è un inibitore orale RAS(ON) multi-selettivo che blocca lo stato GTP-bound di mutanti e wild-type. Il 26 agosto 2026 la FDA lo ha approvato per adulti con carcinoma pancreatico metastatico pretrattato o non candidabili a chemioterapia multiagente.
Cos’è il daraxonrasib e perché è first-in-class
Meccanismo d’azione RAS(ON)
Il daraxonrasib è un inibitore non covalente a tri-complesso. Si lega alla ciclofilina A (CypA) e forma un complesso ternario con RAS nello stato attivo (ON). In questo modo impedisce il binding degli effettori a valle (RAF, PI3K) e spegne la segnalazione MAPK. A differenza degli inibitori OFF (GDP-bound) come sotorasib e adagrasib, agisce su molte varianti G12, G13 e Q61 e anche sul wild-type.
Questa strategia è cruciale nel tumore del pancreas, dove G12D e G12V dominano e G12C è rara. Il farmaco si assume per via orale una volta al giorno alla dose raccomandata di 300 mg fino a progressione o tossicità inaccettabile.
Perché il cancro pancreatico dipende da RAS
Le mutazioni KRAS sono eventi precoci nelle lesioni precursore (PanIN). Guidano proliferazione, resistenza, stroma desmoplastico e immunoevasione. Senza un blocco efficace della via RAS, la chemioterapia (gemcitabina, FOLFIRINOX, nal-IRI/5-FU) offre benefici limitati in seconda linea, con sopravvivenza mediana spesso inferiore a 7 mesi.
Lo studio RASolute 302 e l’approvazione FDA
Disegno e popolazione
Lo studio di fase 3, randomizzato, open-label, ha arruolato 500 adulti con adenocarcinoma pancreatico metastatico pretrattato. Circa il 92% presentava mutazioni RAS G12. I pazienti ricevevano daraxonrasib o chemioterapia a scelta dello sperimentatore. Endpoint co-primari: sopravvivenza globale (OS) e sopravvivenza libera da progressione (PFS) nella popolazione RAS G12 e nell’intention-to-treat.
Risultati di efficacia
Nella popolazione complessiva la OS mediana è stata 13,2 mesi con daraxonrasib contro 6,7 mesi con chemioterapia (HR 0,40; p < 0,0001). La PFS mediana è stata 7,2 contro 3,6 mesi (HR 0,49). L’ORR è salita al 30-32% rispetto all’11%. Il rischio di morte è sceso del 60%. I risultati nella sola coorte G12 sono sovrapponibili.
Questi numeri rappresentano il più ampio guadagno di sopravvivenza mai osservato in seconda linea nel cancro pancreatico metastatico.
Percorso regolatorio accelerato
Il farmaco ha ricevuto Breakthrough Therapy, Orphan Drug e Priority Review. È stato incluso nel Commissioner’s National Priority Voucher, che ha accorciato i tempi di revisione da 10-12 mesi a poche settimane. L’approvazione è arrivata 6,5 mesi prima della scadenza PDUFA. In precedenza era disponibile un programma di early access.
Indicazioni, posologia e sicurezza
Chi può ricevere il farmaco
L’indicazione FDA riguarda adulti con carcinoma pancreatico metastatico che hanno ricevuto almeno una terapia sistemica precedente o non sono candidati a schemi multiagente. Il profiling molecolare RAS/KRAS è raccomandato all’esordio della malattia non resecabile.
Effetti avversi più comuni
Gli eventi correlati al trattamento di grado ≥3 si sono verificati in circa un terzo dei pazienti, ma le interruzioni definitive sono state solo l’1,2% contro l’11,2% della chemioterapia. I disturbi più frequenti sono:
rash cutaneo
diarrea
stomatite e mucosite
nausea e vomito
astenia
dolore addominale
riduzione dell’appetito
edema
sanguinamento
Il foglietto illustrativo riporta avvertenze per tossicità dermatologica e dei tessuti molli, stomatite, diarrea, perforazione gastrointestinale, polmonite interstiziale e tossicità embrio-fetale.
Gestione pratica
Il monitoraggio cutaneo e della mucosa orale va iniziato precocemente. Idratazione, antidiarroici e terapie topiche riducono i downgrade di dose. La tossicità è in genere gestibile e la qualità di vita risulta migliore rispetto alla chemioterapia, con ritardo nella comparsa di dolore e calo funzionale.
Il contesto biologico del tumore del pancreas
Epidemiologia e bisogno insoddisfatto
In Italia si stimano circa 13.500-14.500 nuovi casi l’anno. La maggior parte viene diagnosticata in fase avanzata. Solo una minoranza è resecabile. Fattori di rischio: fumo, obesità, pancreatite cronica, diabete, familiarità e alcune sindromi ereditarie.
Landscape genomico
Oltre a KRAS (90-95%), sono frequenti TP53, CDKN2A e SMAD4. I sottotipi G12D e G12V si associano spesso a prognosi peggiore rispetto a G12R o al wild-type. Il daraxonrasib copre lo spettro dominante, colmando il vuoto lasciato dagli inibitori G12C.
Confronto con le strategie precedenti
Sotorasib e adagrasib hanno mostrato ORR del 21-33% e OS di 7-8 mesi in piccole coorti G12C. Nel PDAC quella mutazione è rara. Un inibitore multi-selettivo ON-state cambia la platea trattabile dalla nicchia alla maggioranza dei pazienti metastatici pretrattati.
Implicazioni per la pratica clinica e la ricerca
Profiling molecolare
Ogni paziente con PDAC non resecabile dovrebbe effettuare NGS tissutale o su ctDNA per RAS, BRCA, PALB2, MSI e fusioni rare. Identificare G12, G13 o Q61 orienta verso daraxonrasib dopo fallimento della prima linea.
Combinazioni in studio
Sono in corso studi di prima linea (RASolute 303), adiuvanti e combo con chemioterapia o inibitori PRMT5 (es. vopimetostat in tumori MTAP-delezione). Dati preliminari di combo mostrano ORR molto elevate in nicchie selezionate. Resta da capire la sequenza ottimale e i meccanismi di resistenza.
Accesso e sostenibilità
Revolution Medicines non ha comunicato subito prezzo e disponibilità extra-USA. In Europa il dossier è in revisione. Per i sistemi sanitari il confronto costo-efficacia dovrà pesare il raddoppio della OS e la riduzione delle tossicità da chemioterapia.
Limiti e domande aperte
Lo studio è open-label. Il follow-up mediano è ancora relativamente breve. Non tutti i pazienti RAS-wild-type traggono lo stesso beneficio. Persistono tossicità cutanee e mucose. Non è ancora definito il ruolo in prima linea o dopo resezione. Servono dati reali di qualità di vita e di sequenze terapeutiche.
Tuttavia, per un tumore con sopravvivenza storica di 6-7 mesi in seconda linea, un HR di 0,40 è un cambiamento di paradigma.
Conclusioni
L’approvazione del daraxonrasib segna il primo successo regolatorio di una terapia che colpisce direttamente RAS nel cancro pancreatico metastatico. Il farmaco raddoppia la sopravvivenza mediana, raddoppia la PFS e riduce le interruzioni per tossicità rispetto alla chemioterapia. Per pazienti, famiglie e clinici è un’opzione concreta dopo decenni di stallo. Resta essenziale il test molecolare, la gestione della tossicità cutaneo-mucosa e l’integrazione in percorsi multidisciplinari. La ricerca su combo, prima linea e biomarcatori di resistenza definirà quanto questo first-in-class potrà spostare anche la storia naturale precoce della malattia.
Domande Frequenti
Chi può essere candidato al daraxonrasib nel cancro pancreatico? Adulti con adenocarcinoma metastatico già trattati con almeno una linea sistemica o non idonei a polichemioterapia, preferibilmente con mutazione RAS G12 documentata. Consiglio: richiedi sempre un test NGS su tessuto o sangue prima di pianificare la seconda linea.
Cosa distingue il daraxonrasib dagli inibitori KRAS G12C? È un inibitore RAS(ON) multi-selettivo che agisce su più mutanti e sul wild-type nello stato GTP, non solo su G12C (rara nel pancreas). Consiglio: non confondere le classi di farmaco; G12C-inhibitor e pan-RAS(ON) non sono intercambiabili.
Quando è stato approvato e quando si usa in pratica? La FDA ha dato il via libera il 26 agosto 2026; l’uso è in seconda linea o in pazienti non candidabili a schemi multiagente. Consiglio: verifica con il centro di riferimento i tempi di rimborso e i programmi di accesso nel tuo Paese.
Come si assume e come si gestiscono gli effetti collaterali? Una compressa da 300 mg al giorno; rash, diarrea e stomatite si prevengono con cure di supporto precoci. Consiglio: avvia da subito idratazione, protezione cutanea e follow-up odontoiatrico per ridurre le riduzioni di dose.
Dove si colloca questa terapia nel percorso di cura? Dopo fallimento della prima linea (FOLFIRINOX o gemcitabina-based) o quando la polichemioterapia non è fattibile. Consiglio: discuti in team multidisciplinare la sequenza e l’eventuale arruolamento in studi di combo.
Perché il daraxonrasib è considerato un avanzamento storico? Perché per la prima volta un farmaco orale raddoppia l’OS in un setting con bisogno insoddisfatto estremo e mutazione driver presente in oltre il 90% dei casi. Consiglio: considera il farmaco un nuovo standard da integrare, non un sostituto della prevenzione e della diagnosi precoce.
Fonti
Crediti fotografici
Immagine in evidenza – Link
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La FDA ha approvato un nuovo farmaco di nome Rasonque per il trattamento del cancro al pancreas editoriale italiano
La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato Rasonque (daraxonrasib), un nuovo farmaco per il trattamento del cancro al pancreas avanzato sviluppato da Revolution Medicines. La terapia è indicata per i pazienti già sottoposti a precedenti trattamenti, come la chemioterapia. Efficacia clinica e impatto Meccanismo d'azione ed effetti collaterali Accesso e costi Oltre 2.000 pazienti hanno già avuto accesso al … LaFood and Drug Administration (FDA)ha approvatoRasonque (daraxonrasib), un nuovo farmaco per il trattamento del cancro al pancreas avanzato sviluppato daRevolution Medicines. La terapia è indicata per i pazienti già sottoposti a precedenti trattamenti, come la chemioterapia. Efficacia clinica e impatto Meccanismo d’azione ed effetti collaterali Accesso e costiOltre 2.000 pazienti hanno già avuto accesso al farmaco tramite un programma di uso compassionevole avviato dall’azienda farmaceutica. Il prezzo di listino per una fornitura mensile negli Stati Uniti è stato fissato a39.800 dollari, prima delle coperture assicurative o di eventuali agevolazioni.
L'Amministrazione per gli Alimenti e i Farmaci degli Stati Uniti ha approvato un farmaco che raddoppia il tasso di sopravvivenza dei pazienti con cancro pancreatico avanzato - Informat.ro
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L'Amministrazione per gli Alimenti e i Farmaci degli Stati Uniti ha approvato un farmaco che raddoppia il tasso di sopravvivenza dei pazienti con cancro pancreatico avanzato Informat.ro
Guarda sempre le nostre notizie su Google L'Amministrazione per gli Alimenti e i Medicinali (FDA) degli Stati Uniti ha approvato Rasonque, un farmaco innovativo di Revolution Medicines, destinato ai pazienti con cancro pancreatico metastatico. Gli studi clinici hanno dimostrato che questo farmaco raddoppia il tasso di sopravvivenza dei pazienti con malattia avanzata. Rasonque, che viene somministrato una volta al giorno, blocca la proteina RAS, coinvolta nello sviluppo dei tumori. Il farmaco è disponibile a un prezzo di 39.800 dollari per un trattamento di 30 giorni, ma i pazienti assicurati possono beneficiare di assistenza per il co-pagamento. L'approvazione rapida è stata possibile grazie al processo di revisione accelerata dell'FDA, che riduce il tempo di autorizzazione. I pazienti che hanno avuto accesso anticipato al farmaco hanno riportato miglioramenti significativi nella qualità della vita. L'approvazione di Rasonque è considerata un progresso importante nel trattamento del cancro pancreatico, con stime di vendite annuali di 11,5 miliardi di dollari. 23:01 22:52 22:49 22:37 22:20 Vedi altre notizie
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Tumore del pancreas metastatico, Ok Usa al farmaco che raddoppia la sopravvivenza Il Sole 24 ORE
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A maggio, aveva fatto il giro del mondo la notizia della lunghissima standing ovation che aveva accolto i risultati dello studio di fase 3 RASolute 302 al congresso americano di oncologia (Asco). E adesso, a tempi di record, arriva l’Ok della Food and Drug Administration (Fda) americana per il daraxonrasib (Revolution Medicines Inc.), il “farmaco che allunga la vita dei pazienti con tumori del pancreas”, come titolano diversi quotidiani stelle e strisce.
Daraxonrasib, della classe degli inibitori RAS GTPasi è la prima terapia mirata contro uno dei meccanismi molecolari chiave del carcinoma del pancreas: “spegne” l’oncogene RAS, per anni considerato un bersaglio “non farmacologico”. L’Fda ne ha autorizzato l’impiego per il trattamento di pazienti adulti con adenocarcinoma del pancreas metastatico, che abbiano già ricevuto almeno un ciclo di chemioterapia e che non siano candidabili a ricevere una polichemioterapia sistemica.
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Lo studio regolatorio presentato all’Asco 2026
Le performance di questa molecola sono state valutate nello studio RASolute 302 (randomizzato, multicentrico, in aperto) condotto su 500 pazienti, metà dei quali tratti con daraxonrasib e l’altra metà con un trattamento chemioterapico standard scelto dagli oncologi curanti. Gli endpoint dello studio erano la sopravvivenza globale (Os) e la sopravvivenza libera da progressione di malattia (Pfs), valutati sia nei soggetti con mutazione Ras, che nella popolazione generale. Come misura di valutazione aggiuntiva è stato calcolato l’Orr (Objective Response Rate, Tasso di Risposta Obiettiva) cioè la percentuale di pazienti il cui tumore si riduce o scompare del tutto dopo un trattamento medico.
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Performance da standing ovation
I risultati dello studio hanno evidenziato la presenza di un miglioramento statisticamente significativo nei soggetti trattati con daraxonrasib. In particolare, la sopravvivenza mediana nella popolazione generale è stata di 13,2 mesi, contro i 6,7 mesi dei pazienti assegnati al gruppo chemioterapia standard (pari a un aumento di sopravvivenza del 60%), la Pfs è stata di 7,2 nel braccio sperimentale contro 3,6 mesi del gruppo chemioterapia (aumento del 51%); è stato inoltre rilevato un Orr del 30% nel gruppo trattato con daraxonrasib, contro l’11% del braccio di controllo. Gli effetti indesiderati di questo farmaco sono a carico di cute e mucose (stomatite, disturbi orali); più rari quelli gastro-intestinali (diarrea e perforazione) e polmonari (malattia interstiziale polmonare/polmonite).
Mai nessun farmaco finora aveva raggiunto questi traguardi. È il motivo per cui i risultati del RASolute 302, presentati a fine maggio al congresso dell’Asco a Chicago e pubblicati in contemporanea sul New England Journal of Medicine, sono stati accolti da una standing ovation e hanno convinto l’Fda a dare l’OK in tempi così brevi.
Una nuova opportunità per i pazienti con un tumore difficile
Il farmaco si somministra per bocca (una compressa da 300 mg al giorno), fino a progressione di malattia o all’eventuale comparsa di effetti indesiderati importanti.
"Non volevo suonare la campanella di fine terapia, pensavo di non aver sofferto abbastanza": Cheri Oteri dopo aver affrontato un tumore al seno - Il Fatto Quotidiano
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"Non volevo suonare la campanella di fine terapia, pensavo di non aver sofferto abbastanza": Cheri Oteri dopo aver affrontato un tumore al seno Il Fatto Quotidiano
Dopo la diagnosi di carcinoma duttale in situ allo stadio 0 ricevuta a febbraio, l’attrice e comica statunitense Cheri Oteri ha deciso di condividere la malattia che ha affrontato: un tumore al seno. Un percorso affrontato grazie al supporto della collega Camryn Manheim, che si è rivealata fondamentale nelle tappe cruciali per affrontare la patologia.
“La chiamo la mia amica equilibrata, posso dirle qualunque cosa e non mi sento mai giudicata“, ha spiegato a People l’attrice 63enne. All’inizio, sebbene il cancro al seno fosse a uno stato precoce, le era stata prospettata una mastectomia. “Davvero, nella mia testa non mi sembrava giusto che fosse necessario, ma io non ne so nulla”, ha raccontato Oteri, diventata celebre per le sue imitazioni le programma statunitense ‘Saturday Night Live’.
“Non ero il tipo di persona che pensa a un secondo parere”. La sua amica Manheim, ha rivelato, è invece “miss secondo parere”. Così, le ha consigliato di consultare un altro specialista. Alla fine, Oteri ha optato per una lumpectomia, un’operazione con cui si rimuove il tumore e il tessuto circostante, preservando gran parte della mammella. Poi, ha cominciato la radioterapia. “Ho sentito di aver fatto i miei compiti a casa. Ero così felice di aver chiesto quel secondo parere”.
Il decorso post-operatorio si è rivelato privo di complicazioni. “Ero assolutamente sconvolta. Ho detto: ‘Non posso credere a quanto mi sento bene’. Non provavo dolore. Ti danno degli antidolorifici, ma non ho mai preso nulla per il dolore”.
Gli Stati Uniti hanno ufficialmente approvato un farmaco che può contribuire a prolungare la vita dei pazienti affetti da cancro al pancreas. - Vietnam.vn
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Gli Stati Uniti hanno ufficialmente approvato un farmaco che può contribuire a prolungare la vita dei pazienti affetti da cancro al pancreas. Vietnam.vn
Il 26 agosto, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato ufficialmente il daraxonrasib, un farmaco orale per il trattamento del cancro al pancreas in stadio avanzato, commercializzato con il nome di Rasonque e prodotto da Revolution Medicines. La decisione di approvazione è stata presa con oltre sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza prevista, grazie a risultati inaspettatamente positivi ottenuti negli studi clinici. Questo rappresenta un traguardo significativo, dopo decenni di lotta contro il cancro al pancreas, una delle principali cause di morte al giorno d'oggi. Rasonque, il farmaco orale di Revolution Medicines per il trattamento del cancro al pancreas in stadio avanzato, ha ricevuto l'approvazione ufficiale della FDA. (Immagine: Omaha World-Herald/Getty Images) Secondo il direttore ad interim della FDA, Kyle Diamantas, l'approvazione di Rasonque offre una nuova e cruciale opzione per i pazienti affetti da un tumore che nella storia della medicina si è dimostrato particolarmente difficile da trattare. "La nostra missione principale è quella di offrire ai pazienti trattamenti e terapie più efficaci nel più breve tempo possibile", ha sottolineato Diamantas. "Sono incredibilmente orgoglioso degliscienziatidella FDA che, con la loro dedizione, hanno dimostrato una valutazione rapida e approfondita e un impegno incrollabile nel rendere questa scoperta una realtà." Secondo i risultati di uno studio clinico condotto su 500 pazienti affetti da carcinoma pancreatico metastatico che non avevano risposto a terapie precedenti, coloro che sono stati trattati con daraxonrasib hanno raggiunto una sopravvivenza mediana di 13,2 mesi, il doppio rispetto ai 6,7 mesi del gruppo sottoposto alla sola chemioterapia standard. I pazienti hanno inoltre riferito di aver avuto il doppio del tempo per prevenire la progressione della malattia e una riduzione del 60% del rischio di mortalità. Al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology, tenutosi a maggio, quando questi dati sono stati annunciati, molti oncologi ed esperti di famamondialesi sono alzati in piedi per applaudire, alcuni persino commossi fino alle lacrime da questo risultato senza precedenti. Da tempo, il cancro al pancreas rappresenta una delle principali sfide per la medicina moderna, a causa della difficoltà nella diagnosi precoce e della rapida metastatizzazione. Oltre il 90% dei casi di cancro al pancreas è correlato a mutazioni nella famiglia di geni RAS, in particolare nel gene KRAS, che promuove la crescita tumorale. La struttura superficiale liscia della proteina mutata rende molto difficile il legame delle molecole dei farmaci ad essa, portando gli scienziati a credere che il gene KRAS non possa essere influenzato dai farmaci. Tuttavia, il daraxonrasib ha superato efficacemente questa barriera agendo come una colla molecolare, legandosi saldamente alle varianti mutate della proteina KRAS e bloccandole, interrompendo così l'apporto energetico del tumore. Jerry Simonson, uno dei primi pazienti affetti da cancro al pancreas a ricevere un trattamento sperimentale con il farmaco Rasonque. Foto: Kim Raff/New York Times Rispetto alla necessità di rimanere seduti per ore e ore sottoponendosi alla chemioterapia, un processo che può essere estenuante, il nuovo metodo di trattamento è decisamente più delicato, poiché i pazienti devono assumere i farmaci solo una volta al giorno. L'ex senatore statunitense Ben Sasse, che ha condiviso pubblicamente la sua battaglia contro un cancro al pancreas in fase avanzata, ha affermato che il suo dolore si è attenuato e i suoi marcatori tumorali sono diminuiti significativamente da quando ha partecipato al trattamento sperimentale con Rasonque. Un altro caso notevole è quello di Jerry Simonson, 79 anni, di Salt Lake City, Utah (USA). Dopo aver assunto costantemente i farmaci, il suo tumore è completamente scomparso, come confermato dalle scansioni, permettendogli di tornare a una vita quotidiana sana. In termini di sicurezza, gli effetti collaterali comuni del daraxonrasib includono eruzioni cutanee, diarrea, ulcere della bocca, affaticamento e nausea. Tuttavia, il tasso di complicanze gravi nel gruppo trattato con il farmaco è stato solo del 44% circa, significativamente inferiore al 57,5% riscontrato nel gruppo sottoposto a chemioterapia. Il produttore, Revolution Medicines, ha annunciato un prezzo di listino di circa 39.800 dollari per una fornitura mensile del farmaco, equivalente a quasi 478.000 dollari per un anno di trattamento. Tuttavia, un rappresentante dell'azienda ha dichiarato che la maggior parte di questo costo dovrebbe essere coperta dall'assicurazionesanitaria. Il successo del daraxonrasib non solo offre una grande speranza ai pazienti affetti da cancro al pancreas, ma apre anche una nuova era nel trattamento di molte altre gravi patologie. Attualmente, i ricercatori continuano ad ampliare la sperimentazione di questo farmaco su tumori con la stessa mutazione KRAS, come il cancro al polmone e il cancro del colon-retto, promettendo di rappresentare la prossima svolta per la medicina mondiale. Fonte: https://suckhoedoisong.vn/my-chinh-thuc-phe-duyet-thuoc-giup-keo-dai-su-song-cua-benh-nhan-ung-thu-tuy-169260827143139357.htm
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Visite dermatologiche gratuite a Occhiobello: al via la prevenzione del melanoma Rovigo.News
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OCCHIOBELLO (Rovigo) – La prevenzione torna protagonista con un’iniziativa dedicata alla diagnosi precoce dei tumori della cute. Nell’ambito del Progetto Melanoma, la Fondazione Ant promuove infatti una nuova campagna di visite dermatologiche gratuite che farà tappa a Occhiobello nelle giornate di martedì 8 settembre e mercoledì 9 settembre.
In piazza Matteotti sarà presente il bus ambulatorio mobile della prevenzione Ant, all’interno del quale sarà possibile effettuare controlli dermatologici gratuiti con dermatoscopia, esame particolarmente importante per individuare precocemente eventuali lesioni sospette della pelle.
Complessivamente sono disponibili 48 visite gratuite, riservate ai cittadini dei Comuni di Occhiobello, Stienta, Gaiba, Ficarolo, Castelmassa, Frassinelle, Trecenta, Fiesso Umbertiano, Pincara, Canaro, Arquà Polesine e Polesella.
Le visite saranno effettuate in entrambe le giornate dalle 8.30 alle 13 e dalle 14 alle 17.30. L’iniziativa rappresenta un’importante opportunità per sottoporsi a un controllo specialistico nell’ottica della prevenzione e della diagnosi precoce del melanoma e degli altri tumori della pelle.
Le prenotazioni sono aperte a partire da martedì 25 agosto e possono essere effettuate online attraverso il portale dedicato di Ant.
Prenotazione delle visite dermatologiche Ant
L’organizzazione delle giornate di prevenzione comporterà anche alcune modifiche temporanee alla viabilità e alla sosta. In particolare, in piazza Matteotti, dalle 7.30 alle 19 di entrambe le giornate, sarà in vigore il divieto di sosta nel parcheggio a pettine situato di fronte ai civici 2-4-6.
Il provvedimento, previsto dall’ordinanza numero 88/2026, riguarderà complessivamente otto stalli di sosta, con l’esclusione del parcheggio riservato alle persone con disabilità.
L’iniziativa punta dunque a portare direttamente sul territorio un servizio di prevenzione specialistica, favorendo l’accesso ai controlli e sensibilizzando i cittadini sull’importanza di non trascurare i cambiamenti della pelle e di sottoporsi periodicamente a controlli dermatologici.
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Tumori, cura sempre più integrata al S. Croce e Carle: l'Ospedale premiato da un progetto europeo Cuneo24
Redazione Coinvolte otto specialità mediche per la gestione degli epatocarcinomi. Il DG Ripa: «Condivisi linguaggi e modalità di lavoro per la presa in carico del paziente» L’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneoottiene un importante riconoscimento internazionale nell’ambito delle cure oncologiche con l’assegnazione delGold Badgedel progetto europeoINTERACT-EUROPE 100. Il progetto è una grande iniziativa continentale nata per promuovere un modello di formazione interdisciplinare in oncologia, partendo dalla consapevolezza che la cura del cancro richiede una collaborazione sempre più stretta tra le diverse figure professionali coinvolte nel percorso del paziente. Presso ilS. Croce e Carle, il percorso è stato sviluppato sul campo nell’ambito delGIC (Gruppo Interdisciplinare di Cura) Epatocarcinomi, arrivando a integrare e far collaborare professionisti provenienti da ben otto specialità differenti: Oncologia Gastroenterologia Medicina Interna Chirurgia Fisica Sanitaria Medicina Nucleare Radiologia Radiologia Interventistica «Si tratta di un percorso concreto di formazione – spiega il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera,Franco Ripa– che ha coinvolto diversi specialisti con competenze differenti, consentendo loro di condividere anche linguaggi e modalità di lavoro e rafforzando l’approccio multidisciplinare alla presa in carico del paziente oncologico». Il riconoscimento delGold Badgeviene assegnato esclusivamente ai Centri che hanno implementato con successo il programma di formazione e raggiunto tutti i requisiti previsti per la certificazione dei professionisti e dei trainer. A seguito del premio, l’Azienda Ospedaliera cuneese è ora ufficialmente autorizzata a utilizzare il logo del progetto europeo nei propri canali di comunicazione.
La FDA statunitense approva un farmaco rivoluzionario contro il cancro al pancreas che ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza | Porta da Estrela - portadaestrela.com
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La FDA statunitense approva un farmaco rivoluzionario contro il cancro al pancreas che ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza | Porta da Estrela portadaestrela.com
Mercoledì la Food and Drug Administration ha approvato un nuovo farmaco rivoluzionario per la forma più comune di tumore al pancreas, offrendo ai pazienti statunitensi un trattamento più efficace contro uno dei tipi di cancro più letali.
I funzionari della FDA hanno concesso l’approvazione accelerata a questa pillola, la prima nel suo genere, denominata daraxonrasib, che blocca una proteina mutata responsabile della crescita tumorale in oltre il 90% dei casi di cancro al pancreas. Si tratta di un approccio che per decenni era sfuggito alle case farmaceutiche.
Le pillole, da assumere quotidianamente, saranno commercializzate da Revolution Medicines con il marchio Rasonque.
I pazienti che hanno assunto il farmaco hanno quasi raddoppiato la loro sopravvivenza, con minori effetti collaterali gravi, in uno studio che li ha assegnati in modo casuale a ricevere il trattamento sperimentale o un’ulteriore chemioterapia. Lo studio, finanziato dall’azienda, ha coinvolto 500 pazienti il cui tumore metastatico, ovvero in fase di diffusione, aveva smesso di rispondere alle precedenti terapie.
I pazienti sottoposti al nuovo trattamento hanno vissuto in media 13,2 mesi, rispetto ai 6,7 mesi dei pazienti trattati con la chemioterapia.
Il cancro al pancreas è tra le forme più letali, in gran parte perché è difficile da individuare prima che inizi a diffondersi ad altri organi.
L’American Cancer Society stima che quest’anno negli Stati Uniti verranno diagnosticati circa 67.000 nuovi casi e che più di 52.000 persone moriranno a causa di questa malattia. Il tasso di sopravvivenza complessivo a cinque anni è del 13%.
Il farmaco ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica all’inizio di quest’anno, quando l’ex senatore Ben Sasse ha raccontato nel programma della CBS “60 Minutes” come, assumendolo, abbia provato meno dolore. L’impennata dell’interesse pubblico ha indotto la FDA a concedere un “accesso ampliato”, prima dell’approvazione ufficiale del farmaco, ai pazienti che soddisfacevano determinati criteri.
Mercoledì scorso i funzionari della FDA hanno sottolineato di aver approvato il farmaco con oltre sei mesi di anticipo rispetto alla data prevista.
«È nostro dovere fondamentale fornire ai pazienti più cure e trattamenti efficaci il più rapidamente possibile», ha dichiarato in un comunicato il commissario ad interim della FDA, Kyle Diamantas.
I medici che curano il cancro al pancreas hanno espresso ottimismo sul fatto che l’approvazione del farmaco possa aprire la strada a nuove opzioni terapeutiche, con decine di farmaci sperimentali in fase di sviluppo. A differenza di altri tumori che hanno beneficiato di una varietà di alternative chemioterapiche, il cancro al pancreas è stato più difficile da affrontare.
Il nuovo farmaco agisce sulle mutazioni della famiglia di geni RAS, che normalmente regola la crescita cellulare. Le cosiddette mutazioni KRAS sono particolarmente determinanti nell’alimentazione del cancro al pancreas.
Tuttavia, una struttura che rendeva difficile l’adesione dei farmaci alle proteine mutate ha fatto sì che questo fattore scatenante del cancro fosse a lungo considerato “non trattabile farmacologicamente”.
Il farmaco di Revolution Medicines utilizza quella che è essenzialmente una “colla molecolare” per legarsi a diversi sottotipi di KRAS. L’azienda farmaceutica con sede a Redwood City, in California, sta studiando la propria tecnologia per altre forme di cancro, tra cui il cancro ai polmoni. (A
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Tumore del pancreas, una nuova speranza dalla terapia mirata: cosa dicono gli specialisti del San Raffaele MilanoToday
Il tumore del pancreas torna al centro della ricerca oncologica internazionale grazie ai risultati dello studio RASolute 302, pubblicati lo scorso maggio sul New England Journal of Medicine e presentati al Congresso 2026 dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).
Al centro dello studio c’è daraxonrasib, una nuova terapia orale diretta contro la proteina RAS, una delle alterazioni molecolari più importanti nell’adenocarcinoma duttale del pancreas metastatico. Nei pazienti già sottoposti a una precedente linea di trattamento, il farmaco ha mostrato un miglioramento della sopravvivenza e del controllo della malattia rispetto alla chemioterapia.
Un risultato importante, che apre prospettive nuove per una delle forme tumorali più difficili da trattare. Ma proprio per questo è fondamentale interpretare correttamente i dati, evitando che una promettente novità scientifica venga scambiata per una cura già disponibile o definitiva.
Una svolta importante, ma non una cura definitiva
“Lo studio rappresenta una delle notizie più importanti degli ultimi anni nel tumore del pancreas, perché dimostra per la prima volta che RAS può diventare un bersaglio terapeutico efficace”, spiega il professor Michele Reni, primario dell’Unità di Oncologia e Day Hospital Oncologico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e direttore del Programma Strategico Pancreas Center.
Daraxonrasib agisce infatti su una via biologica fondamentale per la crescita della malattia e potrebbe rappresentare l'inizio di un nuovo approccio terapeutico. Il risultato, però, va interpretato con cautela. Il farmaco è riuscito a ritardare la progressione del tumore, ma non a eliminarlo definitivamente. “Un risultato di questo tipo segna l’inizio di un possibile cambiamento di paradigma, ma dovrà essere confermato da dati più maturi e da nuovi studi”, sottolinea Reni.
Perché servono ulteriori conferme
Anche la dottoressa Giulia Orsi, oncologa dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, invita a leggere i risultati nel loro corretto contesto. Lo studio ha coinvolto una popolazione di pazienti ben definita, prevalentemente caratterizzata da specifiche mutazioni del gene RAS, in particolare quelle della famiglia G12. Inoltre, il confronto è stato effettuato con diversi schemi chemioterapici e, secondo gli autori del commento scientifico, nel gruppo di controllo i trattamenti non erano in due terzi dei casi basati sulle evidenze scientifiche più aggiornate. Una quota del 15% dei pazienti, inoltre, non ha ricevuto alcuna terapia.
“Si tratta di dati molto incoraggianti, ma ottenuti in una popolazione di pazienti ben definita e con un follow-up ancora relativamente breve”, osserva Orsi. Saranno quindi necessari nuovi dati per capire quali pazienti potranno beneficiare maggiormente della terapia, quale sarà il suo ruolo nella pratica clinica e soprattutto come potrà essere integrata con i trattamenti già disponibili.
Daraxonrasib è già disponibile in Europa?
La risposta, al momento, è no. Daraxonrasib non è attualmente disponibile nell’Unione europea per il trattamento dei pazienti con tumore del pancreas. Come accade per ogni nuova terapia, il farmaco deve completare il percorso di valutazione da parte delle autorità regolatorie, attraverso un'analisi approfondita del rapporto tra benefici, rischi e qualità delle evidenze disponibili. La pubblicazione dei risultati, dunque, non significa che il trattamento possa essere prescritto liberamente nella pratica clinica.
Ha senso andare negli Stati Uniti per ricevere il farmaco?
È una delle domande che possono sorgere dopo la diffusione di una notizia di questo tipo. Secondo gli specialisti, però, non è opportuno trasformare una prospettiva di ricerca in una corsa alla terapia all'estero. “Comprendiamo perfettamente la speranza che risultati come questi possono suscitare. Tuttavia, sulla base delle conoscenze attuali, l’entità del beneficio osservato, comunque limitato nel tempo, non giustifica affrontare disagi e spese considerevoli”, spiega Reni.
Ogni eventuale scelta terapeutica deve essere quindi valutata insieme all’oncologo di riferimento, considerando le caratteristiche della malattia, le condizioni del paziente, i trattamenti già effettuati e le alternative disponibili.
Il ruolo dei centri specializzati
La ricerca sul tumore del pancreas sta facendo passi avanti, ma le terapie già disponibili continuano ad avere un ruolo fondamentale. Per questo, secondo gli specialisti, è importante che il paziente venga seguito in un centro altamente specializzato, dove oncologi, chirurghi, gastroenterologi, radiologi, radioterapisti, anatomo-patologi, nutrizionisti e ricercatori possano lavorare insieme. È il modello della medicina multidisciplinare, che permette di costruire un percorso personalizzato e, quando indicato, valutare anche l'accesso a studi clinici e nuove strategie sperimentali.
Medicina di precisione, la sfida del futuro
L'obiettivo della ricerca non è soltanto trovare nuovi farmaci, ma anche capire quale trattamento sia più efficace per il singolo paziente. In questa direzione si inserisce anche lo studio CASSANDRA, presentato al Congresso ASCO 2025 e dedicato a una strategia chemioterapica da utilizzare prima dell'intervento chirurgico. “L'obiettivo della ricerca è duplice: sviluppare nuovi trattamenti e capire quale strategia terapeutica sia quella giusta per il paziente giusto”, conclude Reni.
Il caso di daraxonrasib rappresenta quindi un segnale importante: per la prima volta una terapia mirata contro RAS mostra risultati clinici significativi nel tumore del pancreas metastatico. Una prospettiva che può contribuire a cambiare il futuro della cura, ma che non deve ancora essere presentata come una soluzione definitiva. Per i pazienti, oggi, la strada più sicura resta quella di affidarsi a centri oncologici di riferimento, capaci di integrare le terapie consolidate con la medicina di precisione e, quando appropriato, con l'accesso alla ricerca clinica. È proprio dall'incontro tra assistenza e ricerca che potranno arrivare le cure di domani.
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Formazione interdisciplinare in Oncologia, "Gold Badge" al Santa Croce Cuneodice.it
Il progetto europeo nasce dalla consapevolezza che la cura del cancro richiede una collaborazione sempre più stretta tra le diverse figure professionali coinvolte nel percorso del paziente
Interact-Europe 100 è un progetto europeo nato per promuovere un modello di formazione interdisciplinare in oncologia, partendo dalla consapevolezza che la cura del cancro richiede una collaborazione sempre più stretta tra le diverse figure professionali coinvolte nel percorso del paziente.
Al "Santa Croce e Carle" il progetto è stato sviluppato nell’ambito del GIC (Gruppo Interdisciplinare di Cura) Epatocarcinomi, coinvolgendo professionisti di Oncologia, Gastroenterologia, Medicina Interna, Chirurgia, Fisica Sanitaria, Medicina Nucleare, Radiologia e Radiologia Interventistica.
“Si tratta di un percorso concreto di formazione - spiega il direttore generale Franco Ripa - che ha coinvolto diversi specialisti con competenze differenti, consentendo loro di condividere anche linguaggi e modalità di lavoro e rafforzando l’approccio multidisciplinare alla presa in carico del paziente oncologico”.
Il Gold Badge viene assegnato ai Centri che hanno implementato con successo il programma di formazione e raggiunto i requisiti previsti per la certificazione dei professionisti e dei trainer. L’azienda ospedaliera cuneese ora è autorizzata a utilizzare il logo ufficiale nei propri canali di comunicazione.
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Virus Respiratorio Sinciziale: La prevenzione che riforma la Sanità Pubblica Italian Medical News
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VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE, BRONCHIOLITE E INFEZIONI RESPIRATORIE: COME LA PREVENZIONE DI NUOVA GENERAZIONE STA RIVOLUZIONANDO LA TUTELA DI NEONATI E ANZIANI.
Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) è stato a lungo una delle minacce più insidiose per la salute neonatale e dell’anziano. Responsabile principale della bronchiolite nei lattanti e di frequenti ricoveri per infezioni respiratorie severe negli over 60, il VRS ha pesato per anni sui reparti di pediatria e terapia intensiva durante i mesi invernali.
Oggi la prevenzione contro il virus respiratorio sinciziale sta vivendo una vera e propria rivoluzione grazie all’introduzione di strumenti profilattici di nuova generazione.
Immunizzazione Neonato-Pediatrica: L’Impatto di Nirsevimab
La novità principale sul fronte pediatrico è il consolidamento delle campagne di prevenzione basate su Nirsevimab, un anticorpo monoclonale a lunga emivita progettato per l’immunizzazione passiva di tutti i neonati.
A differenza dei vaccini tradizionali, non richiede la risposta immunitaria attiva del lattante, ma fornisce una protezione immediata e prolungata per l’intera stagione epidemica con una singola somministrazione.
I dati di real-world evidence raccolti nelle stagioni epidemiche confermano l’efficacia sul campo:
Riduzione dei ricoveri: Crollo oltre il 60-70% dei ricoveri ospedalieri per bronchiolite nei bambini sotto l’anno.
Crollo oltre il 60-70% dei ricoveri ospedalieri per bronchiolite nei bambini sotto l’anno. Meno terapie intensive: Riduzione significativa degli accessi nei reparti ad alta intensità di cura.
Protezione Materno-Fetale ed Estensione agli Anziani
La strategia preventiva si gioca su più fronti:
Vaccinazione in Gravidanza: L’uso dei vaccini ricombinanti somministrati alle donne gestanti tra la 24ª e la 36ª settimana consente il trasferimento transplacentare di anticorpi , proteggendo il neonato fin dai primissimi giorni di vita.
L’uso dei vaccini ricombinanti somministrati alle donne gestanti tra la 24ª e la 36ª settimana consente il trasferimento transplacentare di , proteggendo il neonato fin dai primissimi giorni di vita. Immunizzazione degli Over 60: L’approvazione e la disponibilità di vaccini a proteina ricombinante e ad mRNA proteggono la popolazione anziana e i soggetti con comorbilità croniche da polmoniti e riacutizzazioni broncopolmonari.
Governance e Sostenibilità in Italia
L’intesa in Conferenza Stato-Regioni e gli stanziamenti dedicati puntano ad azzerare le difformità regionali nell’accesso all’immunizzazione.
L’offerta gratuita per i nati nella stagione epidemica e nei mesi immediatamente precedenti si sta affermando come standard assistenziale su tutto il territorio nazionale.
La sfida non è più solo terapeutica, ma organizzativa. L’integrazione tra punti nascita, pediatri di libera scelta e dipartimenti di prevenzione è la chiave per mantenere elevate le coperture profilattiche e ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere.
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Raiano, una comunità in campo per la prevenzione del tumore al seno Il Capoluogo
Eleonora Falci Raiano in rosa: musica, sport, scacchi e testimonianze per una giornata che ha coinvolto tutta la comunità. Con un obiettivo concreto: sostenere prevenzione e ricerca sul tumore al seno È stata una giornata intensa quella vissuta domenica 23 agosto, organizzata dalComitato Spontaneo Donne di Raiano–MammeNelCuorecon il Comune di Raiano per raccogliere fondi e tenere alta l’attenzione sullaprevenzione e sulla ricerca contro il tumore al seno. Una mobilitazione che a Raiano si rinnova ormai da diversi anni e che ha saputo tradurre la partecipazione inrisultaticoncreti.Al centro resta anche l’impegno per mantenere efficiente l’ambulatorio di senologia, punto di riferimento per la Valle Peligna e per un territorio ancora più ampio. Nel corso della giornata professionisti sanitari hanno messo a disposizione competenze ed esperienza, mentre dalla voce di chi ha conosciuto direttamente la malattia è arrivata una testimonianza importante sul valore della diagnosi precoce e delle cure. Non sono mancati momenti di commozione, nel ricordo delle donne che non ce l’hanno fatta e che continuano a dare un senso ancora più profondo all’impegno portato avanti dal Comitato. Molto partecipata laPasseggiata in Musica,che ha unito attività fisica e momenti di meditazione lungo un percorso affrontato da tante persone nonostante le alte temperature. Nel pomeriggio, sotto gli ippocastani, protagonisti anche gliscacchi. Raiano Scacchi, realtà dell’associazione culturale “La Città del Sole”, insieme a Sulmona Scacchi e al Comitato Spontaneo Donne di Raiano, ha organizzato un torneo che ha chiamato a raccolta venti giocatori, con partecipanti arrivati da tutto l’Abruzzo. L’intero ricavato delle iscrizioni è stato devoluto alla raccolta fondi per la prevenzione e la ricerca sul tumore al seno. Alla manifestazione hanno dato il proprio contributo anche numerose realtà del territorio, insieme alle associazioni che hanno collaborato all’organizzazione e alle attività della giornata: da EuYoga a Natural Moving, passando per la ASD Raiano e tante altre che hanno messo a disposizione tempo, impegno e cuore. A chiudere il programma, in serata, laPartita del Cuore: in campo uomini e ragazzi, compagni e figli delle donne, anche loro chiamati a fare la propria parte in una battaglia che non riguarda soltanto chi affronta direttamente la malattia. Una giornata costruita attraverso tanti contributi diversi, ma con un obiettivo comune: sostenere la ricerca e ricordare quanto la prevenzione possa incidere sulla vita delle donne. Perché quello che da anni accade a Raiano parte proprio da qui: trasformare la partecipazione in strumenti concreti di prevenzione e cura.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?3
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Generati a Verona oltre 70 nuovi modelli di tumore per la ricerca oncologica internazionale VeronaSera
Oltre 70 modelli di tumore pancreatico e colorettale derivati da pazienti, generati a Verona, caratterizzati e messi a disposizione della comunità scientifica internazionale. È il contributo del dell’Arc-net Centre for Applied Research on Cancer dell'Università di Verona alla Human Cancer Models Initiative (HCMI), il grande progetto internazionale che nell'arco di dieci anni ha contribuito una delle più ampie collezioni di modelli tumorali derivati dai pazienti mai realizzate. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature.
Il compendio comprende modelli di numerose neoplasie, tra cui tumori del pancreas, della mammella, dell’endometrio, del colon-retto, della vescica, dell’ovaio, del polmone e del distretto testa-collo. Per 522 modelli sono disponibili dati clinici completi; 153 riguardano tumori rari e 71 provengono da partecipanti con ascendenza non europea. Sono inoltre disponibili materiali dei tumori originari e profili molecolari avanzati, tra cui sequenze di Dna e Rna e dati trascrittomici ed epigenetici.
Il centro veronese ha partecipato all’iniziativa come subsite italiano del Cancer Model Development Center coordinato dal Cold Spring Harbor Laboratory negli Stati Uniti. La sede italiana è stata co-guidata da Aldo Scarpa, docente di Anatomia patologica dell’Università di Verona e fondatore di Arc-net, e Vincenzo Corbo, docente del dipartimento di Ingegneria per la medicina di innovazione e direttore della Scuola di dottorato di ateneo.
Una componente centrale del progetto è rappresentata dagli organoidi tumorali, strutture tridimensionali ottenute a partire dai tessuti dei pazienti e coltivate in laboratorio. A differenza delle tradizionali linee cellulari bidimensionali, gli organoidi sono in grado di conservare molte delle caratteristiche genetiche e biologiche del tumore da cui derivano, offrendo ai ricercatori modelli più rappresentativi della malattia.
Questi sistemi consentono di studiare come le cellule tumorali crescono e si adattano, di identificare i meccanismi da cui dipende la loro sopravvivenza, e di analizzarne la risposta ai trattamenti. La possibilità di espandere i modelli nel tempo, caratterizzarli in profondità e distribuirli ad altri laboratori trasforma inoltre il campione ottenuto da un singolo paziente in una risorsa condivisa e riutilizzabile dalla comunità scientifica internazionale.
La competenza sviluppata a Verona in questo ambito nasce anche da un percorso scientifico iniziato negli Stati Uniti. Durante la sua esperienza di ricerca nel laboratorio di David Tuveson al Cold Spring Harbor Laboratory di New York, Corbo ha contribuito allo sviluppo delle tecnologie di coltura degli organoidi pancreatici. Al rientro in Italia, questa esperienza è stata trasferita e ulteriormente sviluppata all’interno di Arc-net, integrandosi con le competenze del Centro nella patologia e nella caratterizzazione molecolare dei tumori.
La dimensione collaborativa è uno degli elementi centrali del progetto. HCMI ha messo in rete ricercatori, clinici e strutture di ricerca di diversi Paesi. Il contributo veronese si è sviluppato in stretta collaborazione con Cold Spring Harbor Laboratory, Northwell Health e Hubrecht Institute, insieme agli altri partner del consorzio internazionale. Una rete che ha integrato ricerca accademica, medicina traslazionale e assistenza clinica, consentendo di trasformare i campioni dei pazienti in modelli condivisi e utilizzabili dalla comunità scientifica mondiale.
«La partecipazione a questo progetto internazionale testimonia il valore della collaborazione tra ricerca di base, ricerca traslazionale e attività clinica - ha commentato Vincenzo Corbo -. La forza del modello veronese risiede proprio nella capacità di far dialogare realtà diverse, accomunate dall’obiettivo di comprendere meglio la biologia dei tumori e sviluppare strumenti sempre più efficaci per la medicina del futuro».
«Il risultato più importante di questo progetto - ha proseguito Corbo -, non è soltanto aver prodotto oltre 70 modelli a Verona, ma averli trasformati in una risorsa condivisa. Ricordo ancora l’invio dei primi modelli ai repository internazionali: è stato il momento in cui l’obiettivo di anni di lavoro è diventato concreto. Oggi questi stessi modelli vengono utilizzati da gruppi di ricerca in diverse parti del mondo per affrontare domande che non avremmo potuto prevedere quando il progetto è iniziato. È esattamente questa la finalità di una infrastruttura scientifica di questo tipo».
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Screening oncologici gratuiti, Asst Valle Olona rilancia l’appello: “La prevenzione è il miglior alleato” Il Saronno
Città
SARONNO – Un controllo fatto al momento giusto può permettere di individuare precocemente lesioni o alterazioni, anche prima della comparsa dei sintomi. È questo il messaggio rilanciato da Asst Valle Olona per ricordare ai cittadini l’importanza degli screening gratuiti previsti dal Sistema sanitario regionale.
I programmi di screening sono rivolti alle fasce della popolazione considerate maggiormente a rischio e hanno l’obiettivo di arrivare a una diagnosi precoce, aumentando le possibilità di intervenire tempestivamente. Lo screening, ricorda l’azienda sanitaria, non consiste soltanto in un singolo esame ma in un percorso che prevede controlli periodici e, quando necessario, accompagna la persona negli approfondimenti diagnostici e nel trattamento.
In Lombardia sono attivi cinque programmi: per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del collo dell’utero, della mammella e del colon-retto, per la diagnosi precoce del tumore della prostata e per l’Epatite C.
Per il tumore del collo dell’utero sono previsti il Pap test ogni tre anni per le donne tra 25 e 29 anni e il test Hpv ogni cinque anni tra 30 e 64 anni. Lo screening mammografico prevede invece una mammografia ogni due anni per le donne tra 50 e 74 anni. Donne e uomini tra 50 e 74 anni sono invitati ogni due anni al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per la prevenzione del tumore del colon-retto.
Tra i programmi più recenti c’è quello per il tumore della prostata, avviato in Lombardia nel novembre 2024 e dal 15 giugno 2026 esteso alla fascia di età tra 60 e 64 anni. È inoltre disponibile lo screening per l’Epatite C per le persone nate tra il 1969 e il 1989 che rientrano nei requisiti previsti.
Per gli screening organizzati tramite invito, Ats Insubria invia a casa la comunicazione. Chi si trova nella fascia d’età prevista ma non ha ricevuto la lettera può contattare il Centro screening di Ats Insubria. Gli esami sono gratuiti e non richiedono l’impegnativa del medico; è necessario presentarsi con tessera sanitaria e lettera di invito.
Tutte le informazioni, con i programmi disponibili e le modalità di accesso, sono raccolte nella pagina dedicata di Asst Valle Olona: Programmi di screening di Asst Valle Olona.
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Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Criteri Critici
Biblioterapia: come i libri possono aiutare o danneggiare la salute mentale Microbiologia Italia
La biblioterapia utilizza letture mirate per sostenere il benessere psicologico e affrontare sfide emotive quotidiane.
Questo articolo esplora a fondo la biblioterapia, i suoi benefici documentati, i rischi potenziali e le applicazioni pratiche. Risulta utile a chi cerca strumenti accessibili per gestire stress, ansia o momenti difficili della vita, e a professionisti della salute mentale, educatori e lettori appassionati che vogliono approfondire un approccio basato sulla letteratura. Il contenuto si rivolge a chiunque sia interessato alla salute mentale e al potere trasformativo dei libri come supporto complementare.
Introduzione
La biblioterapia rappresenta un approccio antico e al tempo stesso moderno che sfrutta il potere delle storie e dei testi per promuovere il benessere psicologico. Nata in contesti storici di crisi, come durante la Prima Guerra Mondiale per alleviare i traumi dei soldati, oggi torna protagonista in un’epoca di crescente domanda di supporto mentale accessibile. Sinonimi come terapia della lettura, libroterapia o cura letteraria descrivono pratiche che vanno dalle raccomandazioni personalizzate di fiction a percorsi strutturati con libri di auto-aiuto.
Molte persone raccontano esperienze positive: immergersi in personaggi che affrontano dilemmi simili ai propri può generare identificazione, catarsi e nuove prospettive. Tuttavia, non si tratta di una panacea universale. La ricerca scientifica evidenzia benefici chiari per il benessere generale, ma sottolinea anche rischi quando i testi non sono scelti con attenzione. In un panorama di servizi di salute mentale spesso sovraccarichi, la biblioterapia offre un’opzione a basso costo e flessibile, da integrare con altri interventi.
Origini storiche e diffusione contemporanea della biblioterapia
Le radici della biblioterapia affondano nel passato. Già nell’antichità si riconosceva il valore terapeutico della letteratura, ma l’uso sistematico emerse nel XX secolo. Durante la Grande Guerra, libri di fiction e non-fiction venivano distribuiti ai soldati per mitigare sofferenza e trauma. Negli anni Novanta l’interesse riprese vigore, e oggi la pratica si articola in forme diverse.
Nel Regno Unito, programmi come Reading Well dell’agenzia The Reading Agency curano liste di libri selezionati da esperti e persone con esperienze vissute. Questi elenchi affrontano depressione, ansia, demenza e altri temi. Dal 2013 sono stati facilitati oltre 3,9 milioni di prestiti attraverso biblioteche locali. Alcuni medici di base integrano raccomandazioni letterarie nelle loro consulenze, sempre in abbinamento ad altre terapie.
In Italia il fenomeno è più recente ma in crescita. Master universitari, biblioteche ospedaliere e associazioni promuovono percorsi di terapia della lettura. La biblioterapia clinica, guidata da professionisti, si distingue da quella di sviluppo, orientata alla crescita personale di individui sani. Entrambe sfruttano l’immersione narrativa per elaborare emozioni e sviluppare strategie di coping.
Benefici documentati della terapia della lettura
Studi scientifici mostrano che chi legge regolarmente per piacere tende a presentare livelli inferiori di stress, depressione e solitudine, maggiore connessione sociale e, in alcuni casi, aspettative di vita più lunghe. La biblioterapia basata su self-help ha evidenze particolarmente solide. Una ricerca del 2004 ha dimostrato efficacia nel ridurre sintomi di ansia e depressione. Per i disturbi alimentari, interventi di auto-aiuto sono risultati comparabili ad altre terapie psicologiche nel diminuire binge, purge e sintomi depressivi.
Per la fiction, i vantaggi sono più articolati. La lettura di romanzi può aumentare l’empatia, ridurre lo stigma verso gruppi marginalizzati e favorire comportamenti pro-sociali. Nei bambini si osservano effetti positivi sul comportamento, inclusa una moderata riduzione di aggressività. L’immersione in mondi simulati permette di processare emozioni in un contesto sicuro, offrendo escape momentaneo e modelli di risoluzione.
Meccanismi proposti includono identificazione con i personaggi, catarsi quando questi superano ostacoli e riflessione successiva. La cura letteraria stimola anche connessioni neuronali, migliora l’attenzione e può ridurre lo stress fino al 68% in pochi minuti di lettura, secondo studi universitari. Questi elementi rendono la biblioterapia un supporto prezioso in contesti di carenza di servizi accessibili.
Elenco dei principali benefici osservati:
Riduzione di stress e sintomi ansioso-depressivi
Aumento di empatia e autostima
Miglioramento delle relazioni sociali
Supporto nell’elaborazione di eventi di vita difficili
Accessibilità e autonomia d’uso
Limiti della ricerca e rischi potenziali
Nonostante l’entusiasmo, la scienza invita alla cautela. Le evidenze sulla biblioterapia creativa per disturbi mentali specifici restano limitate. Mancano ampi studi controllati che confrontino lettura di romanzi con placebo per condizioni come PTSD. Una review del 2017 ha concluso l’assenza di ricerche di alta qualità su questo tema.
Aneddoti positivi abbondano: l’81% dei partecipanti a survey di Reading Well ha dichiarato di aver compreso meglio i propri bisogni di salute grazie ai libri. Tuttavia, correlazione non implica causalità. È possibile che persone con migliore benessere tendano semplicemente a leggere di più.
Preoccupanti sono i potenziali danni. Uno studio del 2018 su quasi 900 persone con storia di disturbi alimentari ha rivelato che la lettura di fiction con personaggi affetti dagli stessi problemi tendeva a peggiorare umore, autostima, abitudini alimentari e immagine corporea. Alcuni partecipanti cercavano attivamente tali testi, intensificando il loop ossessivo. Ricerche successive suggeriscono difficoltà di concentrazione su materiali non correlati alla patologia, con rischio di rafforzare pattern disfunzionali.
Analoghi rischi potrebbero esistere per dipendenze, se i romanzi glamourizzano l’abuso di sostanze. Per pazienti in fase psicotica o con ideazione suicidaria, la terapia della lettura risulta inappropriata e potenzialmente dannosa. La complessità della letteratura e della psiche umana spiega perché gli effetti non siano universali: dipendono dal libro, dalla persona e dalla modalità di engagement.
Come applicare correttamente la biblioterapia
L’efficacia della biblioterapia dipende da una selezione attenta. Biblioterapisti qualificati intervistano il lettore su abitudini e sfide, proponendo titoli mirati. Sessioni a pagamento esistono, ma programmi pubblici e linee guida cliniche offrono alternative gratuite. Per self-help, libri basati su terapia cognitivo-comportamentale mostrano i risultati più robusti.
Consigli pratici:
Consultare un professionista prima di iniziare, soprattutto in presenza di diagnosi. Preferire testi validati da esperti e persone con esperienze vissute. Alternare lettura e riflessione, magari con diario o discussione. Interrompere se emergono reazioni negative. Integrare con altre forme di supporto, mai sostituirle.
La libroterapia funziona meglio come boost in congiunzione con psicoterapia o stili di vita sani. La flessibilità è un punto di forza: si può leggere quando si è pronti e sospendere se si è sopraffatti.
Contesti di applicazione e target specifici
La biblioterapia si adatta a diversi ambiti. Nelle scuole sostiene lo sviluppo emotivo e comportamentale dei bambini. In ospedali e carceri offre sollievo e stimolo cognitivo. Per adulti con depressione lieve-moderata, meta-analisi riportano effect size medio-grandi, confrontabili con psicoterapia tradizionale, e benefici mantenuti a lungo termine.
Per bambini e adolescenti, revisioni sistematiche indicano effetti piccoli-moderati su comportamenti internalizzanti, esternalizzanti e pro-sociali. In contesti di esperienze avverse infantili, interventi di terapia della lettura possono ridurre ansia, lutto e sintomi di PTSD, migliorando competenza emotiva.
Il target ideale comprende chi cerca strumenti di self-help, persone con sintomi subclinici e chi affianca percorsi terapeutici consolidati. Meno indicata in fasi acute di psicosi o crisi severe.
Il ruolo della lettura nella salute mentale contemporanea
In un’epoca di isolamento digitale e carenza di risorse, la cura letteraria rappresenta un’opzione democratica. Programmi nazionali dimostrano che liste curate riducono il rischio di libri inefficaci o dannosi. La snobbery letteraria lascia spazio a testi “buoni” perché utili, non solo estetici.
La ricerca continua a esplorare meccanismi cognitivi e neurali. L’immersione narrativa attiva empatia e pensiero critico, elementi chiave del benessere. Tuttavia, la complessità impone umiltà: non ogni libro aiuta ogni persona. La biblioterapia prospera quando è personalizzata, supervisionata e integrata.
Conclusioni
La biblioterapia emerge come strumento potente e sfaccettato per la salute mentale. Offre benefici documentati nel ridurre stress, migliorare empatia e supportare l’elaborazione emotiva, soprattutto quando abbinata ad altri interventi. Al tempo stesso, la scienza avverte sui rischi: testi mal scelti possono intensificare sintomi, specialmente in disturbi alimentari o condizioni acute. Il successo dipende dalla qualità della raccomandazione, dalle caratteristiche individuali e dalla modalità di lettura. In un panorama di crescente domanda di supporto accessibile, la terapia della lettura merita attenzione, ma con realismo e professionalità. Chi si avvicina a questo approccio dovrebbe privilegiare fonti validate e, quando necessario, il confronto con esperti. I libri non sono medicina universale, ma possono aprire porte interiori e favorire guarigione quando usati con consapevolezza.
Domande Frequenti
Chi può beneficiare della biblioterapia?
La biblioterapia si rivolge a adulti, bambini e adolescenti che affrontano stress, sintomi ansioso-depressivi lievi-moderati o eventi di vita difficili, nonché a chi desidera crescita personale. Non è adatta in fasi acute di psicosi o ideazione suicidaria. Consiglio: consulta sempre un professionista della salute mentale prima di iniziare un percorso strutturato.
Cosa consiste esattamente nella terapia della lettura?
Si tratta dell’uso guidato o autonomo di fiction, non-fiction e self-help selezionati per favorire identificazione, catarsi e riflessione, con l’obiettivo di migliorare il benessere psicologico. Può essere clinica o di sviluppo. Consiglio: privilegia elenchi curati da esperti o programmi pubblici validati.
Quando è consigliabile ricorrere alla cura letteraria?
È utile in presenza di sintomi subclinici, durante elaborazione di lutti o separazioni, o come supporto complementare a terapie consolidate. Evitarla in crisi severe. Consiglio: inizia con periodi brevi di lettura e monitora le reazioni emotive.
Come si pratica correttamente la libroterapia?
Attraverso raccomandazioni personalizzate, lettura riflessiva e, se possibile, discussione con un mediatore. Libri basati su CBT risultano particolarmente efficaci. Consiglio: abbina la lettura a un diario per elaborare insight e interrompi se emergono disagi.
Dove trovare risorse affidabili di biblioterapia?
Programmi come Reading Well, biblioteche pubbliche, master universitari e siti di associazioni specializzate offrono liste e percorsi. In Italia esistono esperienze ospedaliere e accademiche. Consiglio: verifica che i materiali siano revisionati da professionisti e persone con esperienze vissute.
Perché la biblioterapia può aiutare o danneggiare?
Aiuta perché stimola empatia, riduce stress e offre modelli di coping; danneggia quando i testi rafforzano pattern disfunzionali o vengono usati in modo inappropriato. Gli effetti dipendono da persona, libro e contesto. Consiglio: considera sempre la biblioterapia come supporto integrativo e non sostitutivo di cure mediche o psicologiche.
Fonti
Crediti fotografici
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