Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
63.0/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
C’è chi, addirittura, finisce per dormire in auto, o sui balconi, in tende, in cantina, nei giardini. Ma anche chi cambia casa una, due o addirittura tre volte. In questa immagine c’è tutta la sofferenza dei malati di Sensibilità Chimica Multipla (MCS), ignor…
C’è chi, addirittura, finisce per dormire in auto, o sui balconi, in tende, in cantina, nei giardini. Ma anche chi cambia casa una, due o addirittura tre volte. In questa immagine c’è tutta la sofferenza dei malati di Sensibilità Chimica Multipla (MCS), ignorati dal sistema e dalle istituzioni. Di recente è però uscito uno studio imponente, pubblicato su “Environmental Science Europe”, che potrebbe contribuire a far conoscere la loro condizione. In particolare, lo studio si focalizza su quello che per la maggioranza delle persone appare un “più” positivo, ma che per queste persone – e non solo – risulta fonte di disturbi e patologie anche gravi: ovvero le fragranze, in altre parole profumazioni che si trovano ormai ovunque: negli ambienti chiusi, nei detersivi e ammorbidenti, nei deodoranti per ambienti, nei prodotti per la cura di sé, ma anche candele, tessuti, prodotti per bambini e il mercato globale è in forte crescita.
La perdita del lavoro, delle amicizie, della socialità
Il titolo dello studio, firmato da Heide Wagner e Ursula Klaschka è eloquente: “Forced isolation by invisible barriers: international survey on the effects of fragrances on the quality of life”. La pubblicazione nasce da un ampio sondaggio online internazionale in cinque lingue, attivo per sei mesi tra il 2024 e il 2025, che ha raccolto 3.152 questionari – somministrati a persone con questo problema – da 48 Paesi. E si concentra sulle persone che si dichiarano sensibili ai profumi, approfondendo sintomi, qualità della vita, impatto lavorativo e partecipazione sociale.
Il dato più impressionante, infatti, riguarda l’isolamento sociale e, addirittura, la perdita del lavoro. Oltre il 90% dei partecipanti allo studio dichiara che la presenza ovunque delle fragranze li costringe a ritirarsi dalla vita sociale in misura variabile (ma per il 68,31% il ritiro “è molto forte o quasi totale”). Tra il 40% e il 60% incontra difficoltà nelle attività quotidiane – salire su un autobus, entrare in un negozio o in uno studio medico o prendere parte a eventi sociali – per evitare esposizioni. In particolare, l’85% e il 79% giudicano rispettivamente “prevalentemente” o “generalmente” negativo l’impatto sull’accesso a studi medici e cliniche. Inoltre: l’81,92% ha problemi con fragranze che entrano da fuori, il 59,20% subisce infiltrazioni da appartamenti vicini anche con finestre chiuse.
E poi c’è il lavoro: sul piano occupazionale, oltre la metà ha cambiato lavoro a causa dell’esposizione e una persona su due dichiara di averlo perso (le professioni più colpite sono gli insegnanti, impiegati e operatori sanitari), insieme alla perdita di relazioni sociali: amicizie (59%), colleghi (43%), familiari (36%), partner (17%).
Se vivere accanto a un supermercato diventa un problema
Molti ingredienti contenuti nelle fragranze sono dannosi: possono essere allergenici, irritanti, neurotossici o interferenti endocrini. “La lista dei disturbi che questi prodotti possono contribuire a causare è sta indicata dai partecipanti con 30.997 sintomi”, spiega Donatella Stocchi, rappresentante dei malati da MCS e autrice del libro Fragranze, aromi e salute. Una guida pratica per la tutela della salute. L’esposizione alle fragranze potrebbe avere effetti negativi su molte condizioni di salute preesistenti, aggravandole. “Si va dall’ADHD nei bambini alla dermatite, dall’asma all’autismo, e poi: sindrome da stanchezza cronica, BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva, Fibrosi Cistica, fibromialgia, Malattia di Lyme, Perdita di tolleranza indotta da sostanze tossiche, allergie, cancro, Sindrome di Ehlers- Danlos. Questo accade perché le fragranze rilasciano COV, ovvero composti organici volatili che entrano in contatto con il nostro sistema cutaneo, nervoso e olfattivo”.
I partecipanti attribuiscono in media dieci sintomi diversi al contatto con le fragranze. I più frequenti riguardano problemi cognitivi e difficoltà di concentrazione, emicrania e mal di testa, disturbi delle mucose e delle vie respiratorie. Ma sono riportati anche collassi fisici o svenimenti (il 37,47% del campione) e sintomi gravi, come reazioni anafilattiche, tremori, sintomi neurologici, crampi muscolari, disturbi visivi temporanei. Solo nel 6% dei casi i sintomi si esauriscono con la fine dell’esposizione: in circa un terzo dei casi durano più di un giorno, talvolta per una settimana o più. Quasi l’80% convive con l’intolleranza da oltre cinque anni e molti riferiscono un peggioramento progressivo. “Purtroppo”, continua Stocchi, “le fragranze sono onnipresenti e sempre più impattanti. Per una persona con Sensibilità Chimica Multipla anche l’apertura di un supermercato accanto a casa può essere un problema”.
Ridurre le fragranze fa bene a tutti
Ma come si potrebbe migliorare la vita delle persone affette da Sensibilità Chimica Multipla (e insieme quella di tutti)? Dovrebbero esistere, sottolinea lo studio, ambienti privi di fragranze e politiche “fragrance free” in strutture sanitarie ed uffici. Gli autori chiedono maggiore consapevolezza, etichettatura chiara dei prodotti, politiche di tutela negli ambienti pubblici e sanitari e un rafforzamento delle misure di supporto, tenendo presente che le fragranze non sono essenziali né per la salute né per la sicurezza e quindi potrebbero essere eliminate. “Vorrei ricordare”, dice in conclusione Stocchi, “che il 7 luglio 2024 è successo un episodio emblematico, anche se passato sotto traccia. Un aereo Superjumbo A380 della British Airways con 469 persone a bordo e 24 membri dell’equipaggio ha dovuto fare un atterraggio di emergenza dopo due ore di volo perché trasportava cinque pallet di perle profumate per il bucato. I passeggeri avevano infatti cominciato ad avere malori “vertigini, nausea e mal di testa”. L’odore era così pungente che l’aereo è rimasto a terra per oltre 60 ore prima di riprendere il servizio. Ridurre o togliere le fragranze sarebbe, insomma, una scelta di salute per tutti”.
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Un’ecografia effettuata nel primo trimestre di gravidanza può già raccontare molto sulla salute del cervello del feto. Ma oggi, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, lo può fare in modo molto preciso...
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Un’ecografia effettuata nel primo trimestre di gravidanza può già raccontare molto sulla salute del cervello del feto. Ma oggi, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, lo può fare in modo molto preciso individuando con precisione i casi di spina bifida aperta (OSB) e di malformazione di Dandy–Walker, tra le più impegnative anomalie congenite del sistema nervoso centrale. Il merito va a un team internazionale, guidato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma con il Policlino Gemelli Irccs, che ha sviluppato un algoritmo di deep learning in grado di analizzare automaticamente la regione posteriore del cervello fetale nelle ecografie effettuate tra 11 e 14 settimane di gravidanza.
I risultati dello studio che ha coinvolto 10 centri di medicina fetale sono stati pubblicati sulla rivista Radiology Artificial Intelligence.
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Un corretto inquadramento diagnostico
“L’individuazione precoce di queste condizioni – commenta il professor Tullio Ghi, ordinario di Ginecologia e Ostetricia Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Direttore UOC Ostetricia e Patologia Ostetrica Fondazione Policlinico Gemelli Irccs - consente di inviare tempestivamente le pazienti presso un centro di riferimento di medicina fetale per offrire loro un più accurato inquadramento diagnostico e un adeguato counseling entro la fine del I trimestre. Questo è di particolare importanza per la spina bifida aperta che oggi è suscettibile di terapia chirurgica prenatale in utero con notevoli miglioramenti degli esiti clinici. Una diagnosi ecografica più precoce consente di pianificare una presa in carico individualizzata del bambino, eseguire esami approfonditi (test genetici e RMN) e selezionare accuratamente i casi che possono beneficiare”.
“Lo studio ha analizzato retrospettivamente 251 immagini ecografiche del cervello fetale al I trimestre: 150 casi normali e 101 con anomalie – ricorda Alessandra Familiari, professore associato di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica, UOC di Patologia Ostetrica del Policlinico Gemelli, co-PI e primo nome dello studio -. Le immagini sono state utilizzate per “insegnare” all’algoritmo a riconoscere queste anomalie nella regione cerebrale di interesse. Mai prima d’ora l’intelligenza artificiale era stata impiegata con successo nello studio ecografico dell’anatomia fetale a un’epoca di gravidanza così precoce. In ragione del suo potenziale innovativo di questo progetto lo studio è stato selezionato dal ministero della Salute come meritevole di finanziamento tra i bandi della ricerca finalizzata 2022”.
Raggiunta un’accuratezza dell’88% nelle immagini
“Il nostro algoritmo– afferma Luca Boldrini, ricercatore Diagnostica per Immagini e Radioterapia Università Cattolica del Sacro Cuore e Responsabile UOS Radioterapia a fasci esterni MR guidata del Policlino Gemelli - ha raggiunto un’accuratezza dell’88% nel distinguere le immagini normali da quelle patologiche, un valore che indica un’elevata capacità diagnostica. La spina bifida aperta è stata identificata con un’accuratezza ancora maggiore (93%) e un’elevata sensibilità. Si tratta di un grande risultato, considerando che utilizza immagini ecografiche di routine, completamente non invasive per il feto e per la madre”.In altre parole, l’algoritmo ben ‘addestrato’ è stato in grado di riconoscere correttamente la maggior parte dei casi patologici, riducendo il rischio di falsi negativi e falsi positivi. Il plus è che tutto ciò è avvenuto in epoca molto precoce (tra l’11° e la 14° settimana di gravidanza) spostando dunque sensibilmente indietro le lancette della diagnosi precoce (queste anomalie del SNC al momento vengono diagnosticate nel secondo trimestre di gravidanza).
Spina bifada: un algoritmo anticipa la diagnosi al primo trimestre di gravidanza
📰 Il Sole 24 Ore📅 2026-02-25T11:27:00Z✍️ di Ernesto Diffidenti
radioterapia
Un’ecografia effettuata nel primo trimestre di gravidanza può già raccontare molto sulla salute del cervello del feto. Ma oggi, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, lo può fare in modo molto preciso...