Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?5
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
59.6/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Quasi un paziente oncologico su due (44%) convive con il dolore che può manifestarsi in tutte le fasi della malattia e persistere anche dopo la guarigione, incidendo in modo significativo...
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Quasi un paziente oncologico su due (44%) convive con il dolore che può manifestarsi in tutte le fasi della malattia e persistere anche dopo la guarigione, incidendo in modo significativo sulla qualità di vita e sull’aderenza alle terapie antitumorali. Accanto al dolore cronico, circa il 70% dei pazienti è colpito dal cosiddetto dolore episodico intenso: crisi improvvise, di breve durata, ma molto intense, che si sovrappongono al dolore di base anche quando questo è ben controllato, e che richiedono interventi tempestivi e mirati.
L’uso degli oppiacei per il dolore
“Gli oppiacei sono farmaci di prima linea nel trattamento del dolore oncologico per la loro elevata efficacia analgesica: agiscono sui recettori mu oppioidi inibendo la trasmissione degli stimoli dolorosi - spiega Diego Fornasari, professore ordinario di Farmacologia all’Università di Milano e presidente AISD (Associazione Italiana per lo Studio del Dolore) -. Il Fentanyl ha una potenza analgesica circa 100 volte superiore alla morfina ed è efficace e sicuro nelle diverse tipologie di dolore associate al cancro. Grazie alla sua liposolubilità, che gli permette di attraversare facilmente le membrane cellulari, può essere somministrato per via transdermica o transmucosale, inclusa quella nasale, particolarmente indicata nel dolore episodico intenso. L’innovazione dei dispositivi consente oggi di rafforzare ulteriormente i livelli di sicurezza”.
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Nel corso dell’evento “Gestione del dolore oncologico e oppiacei: tecnologia e innovazione per la sicurezza dei pazienti”, promosso da Istituto Gentili a Milano, è stato presentato un sistema elettronico di sicurezza integrato nel dispositivo spray nasale, dotato di un contadosi digitale e di un meccanismo di blocco tra una somministrazione e l’altra che minimizzano il rischio di sovradosaggio accidentale, abuso o uso improprio.
Il dolore non riguarda solo il fine vita
Le crisi di dolore sono spesso imprevedibili, e possono essere scatenate da un movimento, un colpo di tosse o da procedure mediche come il cambio di una medicazione: episodi brevi, ma intensissimi, che irrompono nella vita del paziente e ne minano equilibrio e serenità.
“Sfatiamo il mito che il dolore riguardi solo il fine vita: il 40% dei tumori viene diagnosticato proprio perché esordisce con il dolore, che continua a manifestarsi anche nel 30% dei lungo-sopravviventi - afferma Arturo Cuomo, direttore S.C. Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica, Istituto Nazionale Tumori - Irccs Fondazione Pascale di Napoli -. Il dolore episodico intenso impatta sulla qualità di vita al pari, se non più, del dolore continuo e richiede un approccio dedicato. È centrale il concetto di cure simultanee: trattare i sintomi mentre si cura il tumore, come indicato nel Piano oncologico nazionale. Una presa in carico precoce e appropriata significa ridurre la sofferenza, migliorare l’aderenza alle cure oncologiche e contribuire alla sopravvivenza”.