Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?3
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?5
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
69.6/100
Punteggio Totale
A
Valutazione
✅
Criteri Critici
Screening, stili di vita e ricerca: le novità 2026 su prevenzione tumore al seno Studenti.it
Preferisci ascoltare il riassunto audio? Ascolta su Spreaker.
Cosa cambia nel 2026 per la prevenzione del tumore al seno
Fonte: getty-images
Nel 2026 la prevenzione del tumore al seno continua a ruotare intorno a tre pilastri: screening, stili di vita e ricerca scientifica. Non c’è una singola novità “magica”, ma un insieme di piccoli cambiamenti che, messi insieme, possono fare la differenza. Gli esperti ricordano che il tumore al seno è uno dei tumori più studiati e che le probabilità di guarigione sono molto più alte se viene scoperto in fase iniziale.
Le linee guida internazionali stanno spingendo sempre di più verso uno screening personalizzato, che tenga conto di età, familiarità e altri fattori di rischio. In parallelo, gli studi su alimentazione, movimento e abitudini quotidiane confermano che lo stile di vita non azzera il rischio, ma può ridurlo in modo significativo.
Sul fronte ricerca, nel 2026 proseguono i lavori su farmaci mirati, test genetici più precisi e tecniche di imaging più sensibili, con l’obiettivo di individuare i tumori prima e trattarli meglio. Per te, che magari hai tra i 14 e i 25 anni, la prevenzione non è solo “cose da adulti”: significa informarti adesso, conoscere la tua storia familiare e iniziare abitudini sane che ti accompagneranno negli anni.
Un consiglio in più Iscriviti al canale Whatsapp di Studenti.it per ricevere gli aggiornamenti in tempo reale sulle news che riguardano la scuola, i giovani e tutte le opportunità come borse di studio e bonus. VAI QUI (ricorda di abilitare le notifiche).
Screening 2026: cosa sta cambiando davvero nei controlli
Lo screening per il tumore al seno oggi, in Italia, si basa soprattutto sulla mammografia offerta gratuitamente alle donne in una certa fascia d’età (che può variare leggermente da regione a regione, di solito dai 45-50 ai 69-74 anni). Nel 2026 non c’è una rivoluzione totale, ma diversi Paesi europei e società scientifiche stanno discutendo di anticipare o personalizzare i controlli in base al rischio individuale.
Secondo documenti recenti di enti come l’Organizzazione Mondiale della Sanità e linee guida europee, la tendenza è questa: non tutte le donne hanno lo stesso rischio, quindi non tutte hanno bisogno degli stessi esami alla stessa età. Entra in gioco il concetto di “risk-based screening”, cioè screening basato sul profilo di rischio, che considera fattori come:
storia familiare di tumore al seno o all’ovaio
di tumore al seno o all’ovaio presenza di mutazioni genetiche note (come BRCA1 e BRCA2)
note (come BRCA1 e BRCA2) densità del seno (quanto è “compatto” il tessuto mammario)
(quanto è “compatto” il tessuto mammario) uso prolungato di alcuni ormoni sotto controllo medico
Per chi ha un rischio più alto, gli specialisti possono proporre controlli anticipati o integrati con ecografia o risonanza magnetica. Per chi ha un rischio standard, la mammografia periodica resta lo strumento principale. Se sei giovane, la novità che ti riguarda è che sempre più medici insistono sull’importanza di ricostruire la storia familiare già dai 20 anni, per capire se in futuro ti servirà un percorso di screening diverso da quello “standard”.
Leggi anche Tumore al seno: cosa devi davvero sapere prima dei 25 anni
Stili di vita: le abitudini che contano davvero per il seno
Quando si parla di prevenzione, spesso si sente dire che “basta uno stile di vita sano”. In realtà, gli esperti sottolineano che uno stile di vita equilibrato non garantisce l’assenza di tumore, ma può ridurre il rischio e migliorare la risposta alle cure. Organizzazioni come l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro e istituti oncologici europei indicano alcuni comportamenti associati a un minor rischio di tumore al seno.
Tra i fattori su cui hai più controllo ci sono:
mantenere un peso nella norma : il sovrappeso, soprattutto dopo la menopausa, è collegato a un rischio maggiore
: il sovrappeso, soprattutto dopo la menopausa, è collegato a un rischio maggiore fare attività fisica regolare : anche 150 minuti a settimana di movimento moderato possono avere effetti positivi
: anche 150 minuti a settimana di movimento moderato possono avere effetti positivi limitare l’alcol : diversi studi collegano il consumo di alcol, anche moderato, a un aumento del rischio
: diversi studi collegano il consumo di alcol, anche moderato, a un aumento del rischio non fumare : il fumo è associato a vari tumori, incluso quello al seno
: il fumo è associato a vari tumori, incluso quello al seno curare l’alimentazione, privilegiando frutta, verdura, cereali integrali e riducendo cibi ultra-processati
Nel 2026 la ricerca continua a esplorare il ruolo di dieta mediterranea, equilibrio ormonale, sonno e stress.
Alcuni studi suggeriscono che un’alimentazione ricca di fibre e povera di grassi saturi possa essere utile, ma gli scienziati sono cauti: non esiste una “dieta anti-cancro” valida per tutti. Quello che puoi fare, però, è iniziare ora a costruire abitudini sostenibili, senza estremismi, che ti accompagneranno anche quando entrerai nelle fasce d’età dello screening.
Leggi anche Cos'è la mutazione BRCA e come funziona il test genetico per individuarla
L’angolo nascosto: familiarità, genetica e diagnosi sempre più precoci
Un aspetto che spesso viene sottovalutato dai più giovani è il tema della familiarità. Avere una parente stretta (madre, sorella, figlia) che ha avuto un tumore al seno, soprattutto in età relativamente giovane, può aumentare il rischio. Questo non significa che svilupperai per forza la malattia, ma che potrebbe essere utile parlarne con il medico prima del classico “appuntamento” con lo screening.
Negli ultimi anni, e anche nel 2026, si sta lavorando su test genetici sempre più precisi per individuare mutazioni ad alto rischio. I test per geni come BRCA1 e BRCA2 esistono da tempo, ma la novità è l’attenzione crescente alla consulenza genetica: non è solo fare un esame del sangue, ma capire con uno specialista se ha senso farlo, come interpretare il risultato e quali decisioni prendere dopo.
Per la vita quotidiana di uno studente, questo si traduce in alcune cose concrete:
parlare in famiglia di eventuali casi di tumore al seno o all’ovaio
di eventuali casi di tumore al seno o all’ovaio segnarsi l’età in cui sono stati diagnosticati, perché è un’informazione importante
in cui sono stati diagnosticati, perché è un’informazione importante riferire questi dati al medico di base o al ginecologo quando inizierai i controlli periodici
quando inizierai i controlli periodici chiedere, se ci sono molti casi in famiglia, se è il caso di una valutazione genetica
Sul fronte diagnosi, la ricerca sta migliorando le tecniche di imaging (come mammografie digitali avanzate e risonanze più sensibili) e sta esplorando strumenti come i biomarcatori nel sangue. Alcuni di questi approcci sono ancora in fase di studio e non fanno parte della routine, ma indicano una direzione chiara: rendere la diagnosi sempre più precoce e mirata, riducendo gli esami inutili e concentrandosi su chi ha davvero più bisogno.
Leggi anche Test genetico per la mutazione BRCA: dove farlo e quanto costa
Cosa puoi fare adesso per la tua prevenzione, anche se sei giovane
Anche se hai 16, 18 o 22 anni, la prevenzione del tumore al seno non è qualcosa da rimandare a “quando sarai grande”. Non significa fare subito mammografie, ma preparare il terreno. Ci sono azioni semplici che puoi iniziare già nel 2026, senza ansia ma con consapevolezza.
Puoi:
informarti da fonti affidabili (siti di istituti oncologici, ministeri, associazioni riconosciute) evitando contenuti allarmistici o non verificati
(siti di istituti oncologici, ministeri, associazioni riconosciute) evitando contenuti allarmistici o non verificati chiedere in famiglia se ci sono stati casi di tumore al seno o all’ovaio e a che età, annotando queste informazioni
se ci sono stati casi di tumore al seno o all’ovaio e a che età, annotando queste informazioni parlarne con il medico di base o il ginecologo quando fai una visita: potrà dirti se hai un rischio standard o se serve un approfondimento
quando fai una visita: potrà dirti se hai un rischio standard o se serve un approfondimento curare il tuo stile di vita : muoverti di più, limitare alcol e fumo, fare attenzione all’alimentazione sono scelte che ti aiutano su molti fronti, non solo sul tumore al seno
: muoverti di più, limitare alcol e fumo, fare attenzione all’alimentazione sono scelte che ti aiutano su molti fronti, non solo sul tumore al seno imparare a conoscere il tuo corpo: se noti cambiamenti insoliti al seno (noduli, secrezioni, cambiamenti della pelle), anche da giovanissima, è sempre meglio chiedere un controllo medico
In prospettiva, segnati mentalmente che, entrando nella fascia d’età dello screening organizzato, ti arriverà probabilmente una lettera di invito dalla tua ASL o regione.
La cosa più importante che potrai fare sarà aderire ai programmi di screening, perché sono pensati proprio per intercettare i tumori quando sono ancora piccoli e più curabili. Inizia ora a costruire un rapporto sereno con la prevenzione: non è vivere nella paura, ma giocare d’anticipo con le informazioni giuste.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
55.6/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Tumore al pancreas, l’IA potrebbe riconoscere segnali invisibili anni prima della diagnosi Pazienti.it
Il tumore del pancreas resta una delle neoplasie più difficili da intercettare in tempo. In particolare, l’adenocarcinoma duttale pancreatico, la forma più comune e aggressiva, viene spesso scoperto quando la malattia è già avanzata. Il problema principale è che nelle fasi iniziali può non dare sintomi chiari e, anche quando vengono eseguite indagini radiologiche, le alterazioni del tessuto possono essere troppo sottili per essere riconosciute.
Una nuova ricerca pubblicata su Gut apre però una prospettiva interessante. Un sistema di intelligenza artificiale chiamato REDMOD sarebbe riuscito a individuare segnali precocissimi di tumore al pancreas in scansioni TAC considerate normali al momento dell’esame. Si tratta di cambiamenti non visibili a occhio nudo, legati alla texture del tessuto pancreatico, che potrebbero anticipare la diagnosi clinica di mesi o persino anni.
Come funziona REDMOD
Il modello, il cui nome completo è Radiomics-based Early Detection Model, analizza caratteristiche molto fini delle immagini mediche. Non cerca una massa già evidente, ma pattern nascosti nel tessuto, cioè piccole variazioni strutturali che possono precedere la comparsa riconoscibile della malattia.
Potrebbe interessarti anche:
Il sistema include anche una segmentazione automatica del pancreas. In pratica, delimita con precisione l’organo e lo separa dai tessuti circostanti, riducendo le differenze che possono nascere quando questa operazione viene fatta manualmente. Questo passaggio è importante perché rende l’analisi più stabile e meno dipendente dall’interpretazione del singolo operatore.
Lo studio su oltre mille scansioni
Per valutare le prestazioni del modello, i ricercatori hanno analizzato TAC addominali di 219 pazienti provenienti da più ospedali. Al momento degli esami, queste persone erano state considerate libere da malattia sulla base della valutazione dei radiologi, ma in seguito hanno ricevuto una diagnosi di tumore al pancreas.
Nel dettaglio, per 87 pazienti, pari al 40%, le scansioni erano state eseguite tra 3 e 12 mesi prima della diagnosi. Per 76 pazienti, cioè il 35%, gli esami risalivano a 12-24 mesi prima. Per altri 56 pazienti, il 25%, le TAC erano state effettuate oltre 24 mesi prima della diagnosi, fino a circa 3 anni. Nel 64% dei casi, il tumore si trovava nella testa del pancreas.
I risultati sono stati confrontati con le scansioni di 1.243 persone che non hanno sviluppato tumore pancreatico nei tre anni successivi. Il gruppo di confronto era stato abbinato per età, sesso e data dell’esame. L’età media dei pazienti poi diagnosticati era di 69 anni, con un intervallo tra 34 e 88 anni; nel gruppo di controllo l’età media era di 64 anni, con lo stesso intervallo.
Un anticipo medio di 475 giorni
Secondo i dati dello studio, REDMOD ha individuato segnali preclinici di adenocarcinoma duttale pancreatico in media 475 giorni prima della diagnosi ufficiale. È un dato rilevante perché, per questa malattia, il tempo della diagnosi incide in modo diretto sulle possibilità di trattamento.
Gli autori sottolineano che aumentare la quota di tumori pancreatici individuati in fase localizzata dal 10% al 50% potrebbe più che raddoppiare i tassi di sopravvivenza, secondo modelli già disponibili. In altre parole, non si tratta solo di vedere prima una lesione, ma di spostare l’intero percorso diagnostico verso una fase in cui la malattia potrebbe essere più trattabile.
Prestazioni superiori rispetto ai radiologi
Nel confronto con gli specialisti, REDMOD ha mostrato una sensibilità quasi doppia: 73% contro 39%. Questo significa che il sistema è stato più efficace nel riconoscere i casi realmente destinati a sviluppare tumore.
Il divario è risultato ancora più marcato per le scansioni effettuate oltre due anni prima della diagnosi. In quel caso, REDMOD ha raggiunto un’accuratezza del 68%, rispetto al 23% dei radiologi. Non significa che l’intelligenza artificiale possa sostituire il medico, ma suggerisce che possa diventare uno strumento di supporto per segnalare casi che meritano controlli più approfonditi.
Verifiche aggiuntive e limiti dello studio
Il modello è stato testato anche su un gruppo indipendente di 539 pazienti, classificando correttamente come libere da tumore poco più dell’81% delle scansioni. In un ulteriore dataset dei National Institutes of Health, composto da 80 pazienti, ha raggiunto un’accuratezza dell’87,5%.
Un altro dato importante riguarda la stabilità nel tempo. Quando i pazienti erano stati sottoposti a scansioni precedenti, REDMOD ha prodotto lo stesso risultato nel 90-92% dei casi, indicando che i segnali individuati non erano casuali.
Restano però limiti da considerare. I ricercatori segnalano, tra gli altri, una scarsa diversità etnica tra i partecipanti. Inoltre, prima di un utilizzo su larga scala, il sistema dovrà essere validato in modo prospettico, soprattutto nei gruppi a rischio, come persone con perdita di peso inspiegata o diabete di nuova diagnosi.
Una possibile svolta, ma non ancora una pratica clinica
REDMOD rappresenta un passo avanti importante nello studio della diagnosi precoce del tumore pancreatico. La prospettiva è quella di passare da una scoperta spesso tardiva e sintomatica a un’intercettazione preclinica, quando il tumore potrebbe essere ancora in una fase molto iniziale.
L'anticipo medio di 475 giorni non è solo un numero statistico, ma una finestra terapeutica enorme. Individuare l'adenocarcinoma duttale pancreatico quando è ancora 'visivamente occulto' ai radiologi significa poter intervenire in una fase in cui la resezione chirurgica ha probabilità di successo molto più elevate. Se validata su larga scala, questa tecnologia potrebbe spostare la diagnosi dal 10% al 50% di casi localizzati, raddoppiando potenzialmente i tassi di sopravvivenza a cinque anni.
Per ora, però, si tratta di una tecnologia promettente e non di uno strumento già pronto per l’uso quotidiano. Serviranno ulteriori verifiche, su popolazioni più ampie e diverse, per capire come integrarla davvero nei percorsi clinici. Il dato centrale, comunque, resta chiaro: nelle immagini mediche considerate normali potrebbero esserci informazioni che l’occhio umano non riesce a cogliere, ma che un sistema addestrato può iniziare a riconoscere.
FONTI:
SciTechDaily - AI Detects “Invisible” Signs of Pancreatic Cancer Years Before Diagnosis
BMJ Journal - Next-generation AI for visually occult pancreatic cancer detection in a low-prevalence setting with longitudinal stability and multi-institutional generalisability
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?5
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
69.3/100
Punteggio Totale
A
Valutazione
✅
Criteri Critici
Tumore della prostata: con i farmaci innovativi la cura diventa personalizzata Il Sole 24 ORE
Ascolta la versione audio dell'articolo
4' di lettura English Version Translated by AI.
For feedback, please contact
english@ilsole24ore.com
Il tumore della prostata è il più frequente fra gli uomini in Italia, con oltre 40mila nuove diagnosi ogni anno. La sopravvivenza a 5 anni è molto elevata e raggiunge il 91%. Ma, per i pazienti che presentano la forma ormonosensibile metastatica, questa percentuale è nettamente inferiore e non supera il 30%. Da qui l’importanza di disporre di terapie innovative, che garantiscano efficacia e qualità di vita tra le quali darolutamide, inibitore orale del recettore degli androgeni di nuova generazione, per la quale l’Agenzia italiana del farmaco ha approvato la rimborsabilità, in combinazione con la terapia di deprivazione androgenica, per il trattamento dei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico. Grazie a questa approvazione, la gestione della malattia diventa sempre più personalizzata.
Aifa aveva già approvato la rimborsabilità di darolutamide a marzo 2024 - è stato ricordato in una conferenza stampa virtuale promossa da Bayer - più terapia di deprivazione androgenica in associazione alla chemioterapia con docetaxel, proprio per il trattamento dei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico.
Loading...
“La nuova approvazione da parte di Aifa estende l’utilizzo di darolutamide a un gruppo più vasto di pazienti – spiega Luigi Formisano, membro del Direttivo Nazionale Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e professore di Oncologia medica all’Università degli Studi di Napoli Federico II –. Grazie alla nuova indicazione, infatti, darolutamide è l’unico inibitore del recettore degli androgeni approvato da Aifa che consente di personalizzare il trattamento, con o senza la chemioterapia, per soddisfare le necessità di ogni paziente e migliorare i risultati clinici. La combinazione di darolutamide con la sola terapia di deprivazione androgenica prolunga la sopravvivenza libera da progressione di malattia e salvaguarda la qualità di vita, aspetti molto importanti per i pazienti con neoplasia in fase metastatica”.
I risultati dello studio Aranote
“La maggior parte degli uomini con carcinoma della prostata ormonosensibile metastatico progredisce alla fase di malattia metastatica resistente alla castrazione, una condizione caratterizzata da una limitata sopravvivenza a lungo termine – afferma Elisa Zanardi, segretario Linee guida Aiom sul carcinoma della prostata e oncologa medica all’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova -. Da qui l’importanza di disporre di più opzioni di cura, in grado di rallentare la progressione del tumore. Nello studio Aranote pubblicato sul ‘Journal of Clinical Oncology’, darolutamide, associato alla sola terapia di deprivazione androgenica, ha ridotto significativamente il rischio di progressione radiologica o di morte del 46%”.
“La sua elevata tollerabilità deriva dalla struttura chimica peculiare, in grado di inibire la crescita delle cellule tumorali, limitando effetti collaterali che possono impattare sulla vita quotidiana – continua Zanardi -. Nello studio Aranote, un numero inferiore di pazienti trattati con darolutamide ha dovuto interrompere il trattamento per eventi avversi rispetto al placebo. Inoltre, ha anche mostrato di ritardare la progressione del dolore e un rallentamento clinicamente significativo nel deterioramento di importanti risultati relativi alla qualità della vita correlata alla salute. Proprio per evidenziare la necessità di integrare nelle decisioni terapeutiche il punto di vista delle persone colpite dalla malattia sul trattamento, Fondazione Aiom ha recentemente promosso un progetto sulla qualità di vita nel carcinoma della prostata, che ha portato a un documento firmato da un panel di esperti”.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
46.7/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Reggio, a Cannavò screening oncologici gratuiti per la Festa della Mamma CityNow
Una giornata che unisce salute e spiritualità, prevenzione e attenzione alla persona nella sua interezza. In occasione della Festa della Mamma, domenica 10 maggio 2026, a partire dalle ore 9.00, il Centro Screening Oncologici dell’ASP di Reggio Calabria sarà presente a Cannavò con un’iniziativa di grande valore sociale, offrendo screening oncologici gratuiti e facilmente accessibili alla cittadinanza.
L’evento si svolgerà presso il CRIC (Centro Ricreativo) San Nicola di Bari a Cannavò, in collaborazione con la Parrocchia San Nicola di Bari e Santa Maria della Neve di Prumo, Riparo e Cannavò, guidata da Don Giovanni Gattuso.
Un contesto accogliente e familiare che favorisce la partecipazione e promuove una visione integrale della persona, in cui la cura del corpo si accompagna alla dimensione spirituale.
Nel corso della mattinata, alle ore 10.30, presso la Chiesa di San Nicola di Bari a Cannavò, sarà celebrata la Santa Messa presieduta dal parroco Don Giovanni Gattuso, con la benedizione di tutte le mamme. Un momento significativo che richiama il valore della vita, della cura e della responsabilità verso sé stessi e gli altri.
L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per promuovere la cultura della prevenzione, nella consapevolezza che prendersi cura della propria salute è anche un atto di responsabilità e di amore.
Durante la mattinata, personale sanitario qualificato sarà a disposizione per fornire informazioni, orientamento e accesso diretto ai principali programmi di screening:
Screening del tumore della mammella : mammografia gratuita su camper mobile attrezzato, rivolta alle donne tra i 50 e i 69 anni;
: mammografia gratuita su camper mobile attrezzato, rivolta alle donne tra i 50 e i 69 anni; Screening del tumore del colon-retto : distribuzione dei kit per uomini e donne tra i 50 e i 69 anni, da utilizzare comodamente a domicilio;
: distribuzione dei kit per uomini e donne tra i 50 e i 69 anni, da utilizzare comodamente a domicilio; Screening della cervice uterina: consegna dei kit dedicati alle donne tra i 30 e i 64 anni, anch’essi utilizzabili a casa e successivamente riconsegnabili.
Particolare attenzione sarà dedicata al percorso di presa in carico: in caso di eventuale positività, i cittadini saranno accompagnati lungo tutto l’iter diagnostico, con accesso garantito agli esami di secondo livello presso le strutture dell’ASP presenti sul territorio.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell’Azienda Sanitaria Provinciale per la promozione della salute e della diagnosi precoce, strumenti fondamentali per migliorare la qualità della vita.
Determinante il contributo della comunità ecclesiale e dell’Ufficio Pastorale della Salute, guidato da Don Stefano Iacopino, che insieme alla comunità parrocchiale ha reso possibile la realizzazione dell’evento, testimoniando concretamente una Chiesa vicina ai bisogni delle persone.
Un sentito ringraziamento è rivolto al Direttore Generale dell’ASP, Lucia Di Furia, e alla Coordinatrice degli Screening Oncologici, Elena Nasso, per l’impegno costante nel rendere i servizi sanitari sempre più accessibili.
Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare la parrocchia dal lunedì al venerdì, al numero 389 3157118 dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.30.
Prendersi cura di sé è anche un gesto di amore: verso la propria vita, verso chi ci è accanto, e verso il dono più grande che ci è stato affidato.
La cittadinanza è invitata a partecipare numerosa.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?3
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
46.3/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
A Ravello confronto sull’ultima frontiera per la cura del cancro al seno Videoinformazioni
La mappa segreta e i messaggeri del cancro: così si decide chi curare (davvero). A Ravello la prima edizione della “Gulf of Naples Breast Cancer Conference”. Focus sulle nuove terapie, che superano quelle cosiddette “Intelligenti” entrando nel merito dell’efficacia della cura. La risposta potrebbe trovarsi in una doppia indagine innovativa: dentro il tumore, grazie alle mappe genomiche, e nel sangue, seguendo minuscoli messaggeri rilasciati dalle cellule malate. L’oncologo, autore dello studio del Pascale finanziato dal Ministero della Salute, Michelino De Laurentiis assicura: “La vera sfida oggi è scegliere il trattamento giusto per ogni paziente”.
I TRATTAMENTI COME “CAVALLO DI TROIA”
Negli ultimi anni le terapie oncologiche hanno compiuto un salto decisivo. Tra queste, i coniugati anticorpo-farmaco (ADC), trattamenti che agiscono come un “cavallo di Troia” portando la chemioterapia direttamente nelle cellule tumorali, stanno cambiando la pratica clinica anche nelle forme più difficili e resistenti. In molti casi hanno ampliato le possibilità di cura e aperto scenari impensabili fino a poco tempo fa. Eppure, proprio mentre queste armi diventano disponibili, emerge un problema cruciale: non tutte le pazienti rispondono allo stesso modo. Alcune ottengono benefici duraturi, altre sviluppano rapidamente resistenza.
DECIFRARE LA RISPOSTA DELLE CURE
La vera rivoluzione, oggi, non è solo avere nuove terapie, ma capire per chi funzionano davvero. Da questa esigenza nasce un progetto di ricerca del Pascale, finanziato dal Ministero della Salute, che punta a decifrare in anticipo la risposta alle cure nelle pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale trattate con terapie innovative, inclusa l’immunoterapia. Il primo strumento è la trascrittomica spaziale: una tecnologia che permette di osservare l’attività dei geni mantenendo la loro posizione all’interno del tessuto tumorale. In pratica, una “mappa” dettagliata che mostra non solo quali segnali biologici sono attivi, ma anche dove si accendono e come interagiscono nel microambiente del tumore.
IL RUOLO DEGLI ESONOMI
Il secondo è rappresentato dagli esosomi, minuscole vescicole che si staccano dalle cellule, incluse quelle tumorali, e viaggiano nel sangue trasportando informazioni preziose. Veri e propri “messaggeri” della malattia, che possono essere intercettati con un semplice prelievo, all’interno di quella che viene definita biopsia liquida. Analizzando questi due livelli, il tumore e il sangue, i ricercatori cercheranno di seguire l’evoluzione della malattia nel tempo. I campioni verranno infatti raccolti prima dell’inizio delle terapie e al momento dell’intervento chirurgico, per capire come il tumore si trasforma sotto la pressione dei trattamenti.
MICHELINO DE LAURENTIIS
“L’obiettivo dello studio – spiega Michelino De Laurentiis, principal investigator del progetto e direttore del Dipartimento di Oncologia Senologica e Toraco-Polmonare dell’IRCCS Fondazione Pascale – è duplice: identificare biomarcatori predittivi di risposta alle terapie innovative, inclusa l’immunoterapia, e caratterizzare i meccanismi molecolari precoci di resistenza. La trascrittomica spaziale ci consente di mappare con precisione l’attività genica nel microambiente tumorale preservandone l’organizzazione spaziale, mentre l’analisi degli esosomi circolanti rende possibile un monitoraggio dinamico, non invasivo, dell’evoluzione della malattia sotto pressione terapeutica. È un cambio di paradigma: dalla risposta osservata a posteriori alla risposta predetta a priori. Questo è ciò che la medicina di precisione deve diventare per avere un impatto reale sull’esito clinico delle nostre pazienti”.
Questi temi, dalla rivoluzione dei farmaci mirati alla sfida della selezione delle pazienti, saranno al centro della prima edizione della “Gulf of Naples Breast Cancer Conference”, congresso internazionale in programma a Ravello oggi e domani presso l’Auditorium Oscar Niemeyer. Il congresso è presieduto da Grazia Arpino (Università Federico II di Napoli), Antonio Giordano (Dana-Farber Cancer Institute / Harvard Medical School, Boston) e Michelino De Laurentiis (IRCCS Fondazione Pascale di Napoli), con Sabino De Placido come Honorary Chair, e si svolge con il patrocinio dell’IRCCS Fondazione Pascale, dell’Università Federico II e del Comune di Ravello. L’evento porta a Ravello una delegazione significativa di esperti del Dana-Farber Cancer Institute — uno dei principali centri mondiali per la ricerca sul tumore al seno afferente alla prestigiosissima Università di Harvard — insieme ad altri esperti Statunitensi di primo piano e ai più importanti gruppi italiani ed europei attivi nel campo, per due giornate di confronto su evidenze recenti e questioni ancora aperte.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
50.0/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Luce contro il cancro: la sonda multifunzione che trasforma il calore in terapia e misura i risultati in tempo reale insalutenews.it
diinsalutenews.it· Pubblicato5 Maggio 2026· Aggiornato5 Maggio 2026 Da una collaborazione Italia-Cina nasce un’innovativa sonda teranostica multifunzionale a fibra ottica per il trattamento di tumori solidi all’interno dell’organismo. Il risultato, coordinato per l’Italia dal Cnr-Ifac, è pubblicato sulla rivista Light: Science & Applications Roma, 5 maggio 2026 – Una collaborazione di ricerca italo-cinese che ha coinvolto, per il nostro Paese, l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Sesto Fiorentino (Cnr-Ifac), ha portato allo sviluppo di una innovativa sonda teranostica a fibra ottica per il trattamento di tumori solidi direttamente all’interno dell’organismo. Il risultato, ottenuto in collaborazione con varie strutture della Jinan University di Guangzhou (Cina), è descritto sulla rivistaLight: Science & Applications: lo strumento combina una singola fibra ottica ed agenti fototermici in modo innovativo e sinergico, proponendo un nuovo approccio minimamente invasivo e personalizzabile per il trattamento di tali patologie. L’integrazione delle diverse funzionalità è stata realizzata “fissando” sulla superficie conica della fibra ottica un indicatore di pH, un indicatore di temperatura e un agente fototermico con bande di eccitazione non sovrapposte. “Il carattere innovativo della sonda è dato dal fatto che siamo riusciti a integrare in un unico dispositivo fotonico più funzioni sfruttando le diverse lunghezze d’onda della luce – spiega Francesco Chiavaioli (Cnr-Ifac), coordinatore italiano della ricerca – In pratica, la sonda è in grado, prima del trattamento, di identificare i bordi del tumore rilevando le variazioni di pH: poi, durante la terapia, l’agente fototermico converte l’energia ottica in calore per distruggere le cellule tumorali e misura contemporaneamente la temperatura per controllare il trattamento; mentre nella fase di post-terapia, ne valuta rapidamente l’efficacia, monitorando in tempo reale l’inversione del pH acido nel microambiente tumorale”. La sonda consente una terapia fototermica tumorale “closed-loop” in grado di superare gli attuali limiti di profondità di penetrazione della luce e la tossicità sistemica dei nanomateriali, riducendo anche in maniera drastica procedure invasive ripetute, con conseguenti incisioni più ampie, e la mancanza di feedback terapeutico in tempo reale. “Gli esperimenti condotti su animali confermano l’eccellente efficacia terapeutica dell’approccio proposto e l’elevata biocompatibilità della sonda”, aggiunge il ricercatore. La ricerca apre nuove prospettive per piattaforme teranostiche multifunzionali basate su fibre ottiche, offrendo notevoli potenzialità sia per la pratica clinica che per l’esplorazione di nuovi meccanismi d’azione.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
60.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Estetica oncologica, la nuova norma UNI 12013 riconosce competenze e ruolo dello specialista SEO Confartigianato Imprese
Notizie Estetica oncologica, la nuova norma UNI 12013 riconosce competenze e ruolo dello specialista SEO
Parte dalla UNI/PdR 130, pubblicata nel 2022, la norma che stabilisce i requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità per lo specialista in estetica oncologica (SEO).
La definizione di questo profilo rappresenta una pietra miliare e un importante riferimento per gli estetisti che operano nel quadro delle pratiche di supporto alle terapie oncologiche, sempre più efficaci e mirate, ma che spesso danno ancora luogo a effetti collaterali cutanei molto importanti, con notevoli ripercussioni sulla qualità di vita, le relazioni sociali, lo stato d’animo delle persone in terapia e un possibile impatto sul decorso terapeutico stesso.
Le terapie oncologiche, infatti, causano danni importanti a pelle, unghie e altri annessi cutanei e il trattamento di questi effetti secondari, spesso invalidanti, condiziona la qualità di vita della persona in terapia oncologica. Il trattamento della pelle di una persona in terapia oncologica non può essere lasciato all’esperienza e all’improvvisazione ma è indispensabile attenersi a protocolli estetici clinicamente testati e validati.
Il percorso che ha portato dapprima alla Prassi di Riferimento ed oggi alla Norma ha visto l’impegno convinto e costante di Confartigianato nel GL016 “Servizi e centri di estetica professionali” all’interno della UNI/CT 040 Servizi, con l’intento di fornire un aiuto concreto alle persone che stanno affrontando la patologia oncologica ed ematologica, nella consapevolezza che la qualità di vita e il benessere siano fattori fondamentali e complementari alle terapie farmacologiche.
La norma si inserisce nel quadro europeo delle qualifiche (EQF) e contribuisce a rendere più trasparente e omogeneo il riconoscimento delle competenze professionali, favorendo anche la mobilità e la valorizzazione della figura del SEO a livello nazionale e internazionale.
A testimonianza dell’importanza di questa figura professionale, il profilo dello specialista in estetica oncologica è stato inserito nel DDL 1619 attualmente all’esame del Senato. Confartigianato Benessere continuerà ad impegnarsi per stimolare la sensibilità rispetto a questo delicato tema e a promuovere la formazione qualificata a beneficio dei soggetti che affrontano i disagi derivanti dalla terapia oncologica.
Per saperne di più, clicca qui
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
51.5/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Tumori, svolta dalla fibra ottica: la sonda “intelligente” che individua e cura il cancro Il Messaggero
martedì 5 maggio 2026, 12:26
Una collaborazione di ricerca tra Italia e Cina ha portato allo sviluppo di una innovativa sonda teranostica a fibra ottica, progettata per intervenire direttamente all’interno dell’organismo nel trattamento dei tumori solidi.
Un nuovo approccio minimamente invasivo
L’iniziativa coinvolge l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Sesto Fiorentino (Cnr-Ifac) e diverse strutture della Jinan University di Guangzhou. I risultati, pubblicati sulla rivista Light: Science & Applications, illustrano come questa sonda combini una singola fibra ottica con agenti fototermici in modo innovativo e sinergico. Il dispositivo promette un approccio minimamente invasivo e personalizzabile per il trattamento delle patologie tumorali.
L’integrazione tecnologica è stata ottenuta fissando sulla superficie conica della fibra ottica un indicatore di pH, un indicatore di temperatura e un agente fototermico, ciascuno caratterizzato da bande di eccitazione distinte e non sovrapposte.
Lo studio
Funzionalità della sonda
«Il carattere innovativo della sonda è dato dal fatto che siamo riusciti a integrare in un unico dispositivo fotonico più funzioni sfruttando le diverse lunghezze d’onda della luce», spiega Francesco Chiavaioli (Cnr-Ifac), coordinatore italiano. La sonda identifica i bordi del tumore rilevando il pH prima del trattamento. Durante la terapia, l’agente fototermico converte l’energia ottica in calore, distruggendo le cellule tumorali e misurando la temperatura per un controllo sicuro. Nella fase post-terapia, la sonda valuta rapidamente l’efficacia monitorando le variazioni del pH nel microambiente tumorale in tempo reale.
Vantaggi rispetto ai metodi tradizionali
Questa tecnologia permette una terapia fototermica tumorale closed-loop capace di superare i limiti attuali nella penetrazione della luce e nella tossicità sistemica dei nanomateriali. Riduce in modo significativo la necessità di procedure invasive ripetute, le incisioni ampie e la mancanza di feedback terapeutico immediato.
«Gli esperimenti condotti su animali confermano l’eccellente efficacia terapeutica dell’approccio proposto e l’elevata biocompatibilità della sonda», aggiunge Chiavaioli.
Questa ricerca apre nuove prospettive per piattaforme teranostiche multifunzionali basate su fibre ottiche, offrendo potenzialità significative per la pratica clinica e per l’esplorazione di nuovi meccanismi d’azione.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
49.3/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
✅
Criteri Critici
Tumori, svolta fibra ottica: sonda intelligente individua e cura il cancro VIDEO Il Gazzettino
Una collaborazione di ricerca tra Italia e Cina ha portato allo sviluppo di una innovativa sonda teranostica a fibra ottica, progettata per intervenire direttamente all’interno dell’organismo nel trattamento dei tumori solidi.
Un nuovo approccio minimamente invasivo
L’iniziativa coinvolge l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Sesto Fiorentino (Cnr-Ifac) e diverse strutture della Jinan University di Guangzhou. I risultati, pubblicati sulla rivista Light: Science & Applications, illustrano come questa sonda combini una singola fibra ottica con agenti fototermici in modo innovativo e sinergico.
Il dispositivo promette un approccio minimamente invasivo e personalizzabile per il trattamento delle patologie tumorali.
L’integrazione tecnologica è stata ottenuta fissando sulla superficie conica della fibra ottica un indicatore di pH, un indicatore di temperatura e un agente fototermico, ciascuno caratterizzato da bande di eccitazione distinte e non sovrapposte.
Lo studio
Funzionalità della sonda
«Il carattere innovativo della sonda è dato dal fatto che siamo riusciti a integrare in un unico dispositivo fotonico più funzioni sfruttando le diverse lunghezze d’onda della luce», spiega Francesco Chiavaioli (Cnr-Ifac), coordinatore italiano. La sonda identifica i bordi del tumore rilevando il pH prima del trattamento. Durante la terapia, l’agente fototermico converte l’energia ottica in calore, distruggendo le cellule tumorali e misurando la temperatura per un controllo sicuro. Nella fase post-terapia, la sonda valuta rapidamente l’efficacia monitorando le variazioni del pH nel microambiente tumorale in tempo reale.
Vantaggi rispetto ai metodi tradizionali
Questa tecnologia permette una terapia fototermica tumorale closed-loop capace di superare i limiti attuali nella penetrazione della luce e nella tossicità sistemica dei nanomateriali. Riduce in modo significativo la necessità di procedure invasive ripetute, le incisioni ampie e la mancanza di feedback terapeutico immediato.
«Gli esperimenti condotti su animali confermano l’eccellente efficacia terapeutica dell’approccio proposto e l’elevata biocompatibilità della sonda», aggiunge Chiavaioli.
Questa ricerca apre nuove prospettive per piattaforme teranostiche multifunzionali basate su fibre ottiche, offrendo potenzialità significative per la pratica clinica e per l’esplorazione di nuovi meccanismi d’azione.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
44.8/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Tumore al seno, “lo screening andrebbe anticipato ai 45 anni” RSI Radiotelevisione svizzera
L’età per accedere ai programmi di screening del tumore al seno in Svizzera andrebbe anticipata dai 50 ai 45 anni. La richiesta arriva da tre società di medicina sanitaria che citano nuovi dati scientifici e l’aumento dei casi tra le donne più giovani. A sostenere la proposta sono la Società Svizzera di Radiologia, la Società Svizzera di Ginecologia e Ostetricia e la Società Svizzera di Senologia. In un comunicato congiunto, le tre organizzazioni sottolineano che iniziare lo screening mammografico prima consente una diagnosi più precoce, riduce la necessità di trattamenti costosi e prolungati e migliora la qualità di vita delle pazienti. La consulenza 06.03.2026, 13:00 Contenuto audio La raccomandazione si basa anche su uno studio recente secondo cui mammografie regolari a partire dai 40 anni potrebbero ridurre il tasso di mortalità per tumore al seno di circa il 25%. Nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 49 anni, questa patologia rappresenta inoltre la seconda causa di decesso tra le donne. Attualmente 16 cantoni, fra cui Ticino e Grigioni, dispongono di programmi di screening gratuito a partire dai 50 anni. In altri quattro cantoni un programma è in fase di pianificazione, mentre cinque non lo prevedono. Un eventuale abbassamento dell’età di accesso porterebbe la Svizzera ad allinearsi a Paesi come Germania, Austria e Svezia, dove lo screening mammografico è già raccomandato o praticato con successo anche sotto i cinquant’anni. Radiogiornale delle 12.30 del 05.05.2026 Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti https://whatsapp.com/channel/0029Vat6p4zL2ATyO8IRFJ2C
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
40.0/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Terapia genica: primo passo sperimentale contro la sindrome di Down Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi
Roma, 5 maggio 2026 (Agenbio) – Un lavoro pubblicato su PNAS descrive un nuovo approccio CRISPR per inserire il gene XIST nella copia extra del cromosoma 21 e ridurne l’attività nelle cellule con trisomia 21. Il gruppo guidato da Volney Sheen al Beth Israel Deaconess Medical Center ha sviluppato una versione modificata di CRISPR/Cas9 che aumenta in modo marcato efficienza e specificità dell’integrazione rispetto ai tentativi precedenti. Nei modelli cellulari derivati da sindrome di Down, l’inserimento di XIST ha corretto almeno in parte lo squilibrio trascrizionale prodotto dalla terza copia del cromosoma 21; secondo i rilanci, gli esperimenti hanno coinvolto anche modelli murini. Il risultato non equivale a una terapia disponibile, ma rappresenta un avanzamento tecnico importante in un filone che punta a silenziare il cromosoma in eccesso invece di correggere singoli geni. La fase resta comunque sperimentale e lontana dall’applicazione clinica. (Agenbio) Claudio De Rosa 12:00
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
59.3/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Spedali Civili, donato un nuovo casco refrigerante: un aiuto concreto per le pazienti della Breast Unit Radio Bruno - Brescia
UN NUOVO CASCO REFRIGERANTE DONATO DA ESA ALLE PAZIENTI DELLA BREAST UNIT DEGLI SPEDALI CIVILI
La Breast Unit degli Spedali Civili di Brescia, grazie alla generosa donazione di ESA – Educazione alla Salute Attiva, si è recentemente dotata di un nuovo casco refrigerante. Si tratta di un dispositivo medico per la prevenzione dell’alopecia indotta da chemioterapia. Un aiuto importantissimo per le donne che si trovano ad affrontare un percorso di cura non sempre facile, anche dal punto di vista psicologico. La perdita dei capelli non è solo un problema estetico, ma anche sociale. Senza capelli molte donne sentono di non riuscire a tenere per sé un lato intimo della malattia e del percorso di cura. In un anno sono circa 70 le signore che hanno utilizzato il casco.
Le caratteristiche e le funzionalità del dispositivo sono state illustrate quest’oggi alla presenza del Direttore Generale della ASST Spedali Civili di Brescia Luigi Cajazzo, della presidente di Esa Nini Ferrari, della Responsabile della Breast Unit Rebecca Pedersini, del Direttore della SC Oncologia Medica Alfredo Berruti e del personale sanitario coinvolto nel progetto.
Si tratta di una tecnologia avanzata, composta da un sistema di raffreddamento del cuoio capelluto, ideata per la prevenzione dell’alopecia delle persone sottoposte a terapia oncologica e dotata di un casco da applicare alla testa del paziente. Il sistema è costituito da un’unità di refrigerazione compatta, contenente un liquido refrigerante che viene fatto circolare attraverso capsule di raffreddamento appositamente progettate.
La Breast Unit della ASST Spedali Civili di Brescia rappresenta un punto di riferimento per la prevenzione, la diagnosi e la cura del tumore della mammella. Garantisce tempi di intervento rapidi, personale dedicato e qualificato, un approccio personalizzato e multidisciplinare. Nel 2025 sono stati effettuati oltre 476 interventi chirurgici per tumore maligno, 640 prime visite oncologiche, 1193 valutazioni mutidisciplinari. Sono 3.000 le pazienti attualmente in fase di follow up. Questi numeri testimoniano l’impegno costante verso la salute delle donne.
L’Associazione ESA – Educazione Salute Attiva rappresenta un sostegno prezioso per la Breast Unit degli Spedali Civili di Brescia e per le donne affette da carcinoma mammario. Grazie al costante impegno dei volontari e dei sostenitori, ESA affianca la Breast Unit in numerosi progetti dedicati al benessere fisico e psicologico delle pazienti:
• Progetto Familiarità, che favorisce l’accesso alle indagini diagnostiche per le donne giovani sotto i 45 anni con familiarità, non incluse nei programmi di screening.
• Donazione di sistemi di raffreddamento del cuoio capelluto per la prevenzione dell’alopecia indotta dai trattamenti chemioterapici.
• Progetto “Bella in ospedale”, che offre alle pazienti il supporto di un’estetista professionista per aiutarle a valorizzarsi anche durante la terapia
• Attività di supporto durante il follow-up, con corsi di yoga, fotografia e acquarello, per favorire il benessere psicologico.
• Partecipazione al progetto sulla realtà virtuale nella gestione dell’ansia grazie a visori donati da ESA
• Donazione di strumenti fondamentale per migliorare la qualità e la tempestività delle diagnosi.
• Sostegno alla dietista della Breast Unit.
• Iniziative di prevenzione sul territorio
L’impegno dell’associazione, recentemente arricchito anche dal progetto “Cucina Sana: il primo passo per la prevenzione”, testimonia come la collaborazione tra istituzioni sanitarie e realtà del volontariato possa fare la differenza nella qualità dell’assistenza e nella vita delle pazienti.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
50.0/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Bayer: AIFA approva rimborsabilità di darolutamide più terapia di deprivazione androgenica nel tumore della prostata Daily Health Industry
L’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità di darolutamide, inibitore orale del recettore degli androgeni di nuova generazione, più terapia di deprivazione androgenica per il trattamento dei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico.
Nel 2024 l’AIFA aveva già approvato la rimborsabilità di darolutamide più terapia di deprivazione androgenica in associazione alla chemioterapia con docetaxel nel trattamento di questa patologia.
“La nuova approvazione da parte di AIFA estende l’utilizzo di darolutamide a un gruppo più vasto di pazienti – spiega Luigi Formisano, membro del Direttivo Nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Professore di Oncologia Medica all’Università degli Studi di Napoli Federico II – Grazie alla nuova indicazione, infatti, darolutamide è l’unico inibitore del recettore degli androgeni approvato da AIFA che consente di personalizzare il trattamento, con o senza la chemioterapia, per soddisfare le necessità di ogni paziente e migliorare i risultati clinici. La combinazione di darolutamide con la sola terapia di deprivazione androgenica prolunga la sopravvivenza libera da progressione di malattia e salvaguarda la qualità di vita, aspetti molto importanti per i pazienti con neoplasia in fase metastatica”.
“La nuova approvazione di AIFA rappresenta la terza indicazione per darolutamide, che diventa così una terapia disponibile per i vari stadi del carcinoma della prostata e sottolinea il nostro impegno nell’innovazione – sottolinea Marius Moscovici, Medical Lead Oncology, Bayer Italia – Il nostro obiettivo è sviluppare terapie innovative che si differenzino dalle opzioni di cura disponibili e che rispondano a bisogni insoddisfatti, migliorando così le risposte cliniche e mantenendo la qualità di vita dei pazienti nei diversi stadi del tumore della prostata. Tutto questo si traduce anche in un beneficio per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
58.5/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Brescia, alla Breast Unit del Civile un casco refrigerante per prevenzione alopecia QuiBrescia
Brescia. La Breast Unit degli Spedali Civili di Brescia, grazie alla donazione di ESA – Educazione alla Salute Attiva, si è recentemente dotata di un nuovo casco refrigerante. Si tratta di un dispositivo medico per la prevenzione dell’alopecia indotta da chemioterapia. Un aiuto importantissimo per le donne che si trovano ad affrontare un percorso di cura non sempre facile, anche dal punto di vista psicologico. La perdita dei capelli non è solo un problema estetico, ma anche sociale. Senza capelli molte donne sentono di non riuscire a tenere per sé un lato intimo della malattia e del percorso di cura. In un anno sono circa 70 le signore che hanno utilizzato il casco.
Le caratteristiche e le funzionalità del dispositivo sono state illustrate alla presenza del direttore generale della Asst Spedali Civili di Brescia Luigi Cajazzo, della presidente di Esa Nini Ferrari, della responsabile della Breast Unit Rebecca Pedersini, del direttore della SC Oncologia Medica Alfredo Berruti e del personale sanitario coinvolto nel progetto.
Si tratta di una tecnologia avanzata, composta da un sistema di raffreddamento del cuoio capelluto, ideata per la prevenzione dell’alopecia delle persone sottoposte a terapia oncologica e dotata di un casco da applicare alla testa del paziente. Il sistema è costituito da un’unità di refrigerazione compatta, contenente un liquido refrigerante che viene fatto circolare attraverso capsule di raffreddamento appositamente progettate.
La Breast Unit della Asst Spedali Civili di Brescia rappresenta un punto di riferimento per la prevenzione, la diagnosi e la cura del tumore della mammella. Garantisce tempi di intervento rapidi, personale dedicato e qualificato, un approccio personalizzato e multidisciplinare.
Nel 2025 sono stati effettuati oltre 476 interventi chirurgici per tumore maligno, 640 prime visite oncologiche, 1193 valutazioni mutidisciplinari. Sono 3.000 le pazienti attualmente in fase di follow up. Questi numeri testimoniano l’impegno costante verso la salute delle donne.
L’Associazione ESA – Educazione Salute Attiva rappresenta un sostegno prezioso per la Breast Unit degli Spedali Civili di Brescia e per le donne affette da carcinoma mammario. Grazie al costante impegno dei volontari e dei sostenitori, ESA affianca la Breast Unit in numerosi progetti dedicati al benessere fisico e psicologico delle pazienti: progetto Familiarità, che favorisce l’accesso alle indagini diagnostiche per le donne giovani sotto i 45 anni con familiarità, non incluse nei programmi di screening; donazione di sistemi di raffreddamento del cuoio capelluto per la prevenzione dell’alopecia indotta dai trattamenti chemioterapici; progetto “Bella in ospedale”, che offre alle pazienti il supporto di un’estetista professionista per aiutarle a valorizzarsi anche durante la terapia; attività di supporto durante il follow-up, con corsi di yoga, fotografia e acquarello, per favorire il benessere psicologico; partecipazione al progetto sulla realtà virtuale nella gestione dell’ansia grazie a visori donati da ESA; donazione di strumenti fondamentale per migliorare la qualità e la tempestività delle diagnosi; sostegno alla dietista della Breast Unit; iniziative di prevenzione sul territorio.
L’impegno dell’associazione, recentemente arricchito anche dal progetto “Cucina Sana: il primo passo per la prevenzione”, testimonia come la collaborazione tra istituzioni sanitarie e realtà del volontariato possa fare la differenza nella qualità dell’assistenza e nella vita delle pazienti.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
52.6/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Colonscopia virtuale e Intelligenza artificiale, ecco la nuova frontiera dello screening QdS
La Colon Tac si è evoluta nel corso degli anni e grazie alla Ia ha raggiunto una precisione di diagnosi che si attesta al 95% come ha sottolineato il professore Luca Maria Sconfienza
La Colon Tac è uno degli esempi più lampanti della diagnostica moderna. Conosciuta anche come colonscopia virtuale, è una indagine radiologica avanzata che permette di esplorare l’interno del colon senza introdurre sonde endoscopiche lungo il tratto intestinale. Insomma, un esame non invasivo che si avvale della Intelligenza artificiale per essere quanto più precisa possibile. Un esame che nel corso degli anni ha avuto una sua evoluzione e miglioramenti in termini di precisione.
Il professore Luca Maria Sconfienza, responsabile di radiologia diagnostica all’Irccs Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano, ha illustrato le particolarità dell’esame diagnostico alla Gazzetta dello Sport.
Metodica consolidata, accelerazione recente
La colonscopia virtuale non è una novità in senso assoluto. Già da anni se ne parlava e si realizzavano. Tuttavia, di recente ha subito una trasformazione profonda. A imprimere un’accelerazione è stata l’intelligenza artificiale che ha aggiunto più efficacia al potere diagnostico.
“Questa metodica è in circolazione da una ventina d’anni – ha spiegato Sconfienza – ma ultimamente, anche con l’aiuto di nuovi software di intelligenza artificiale, ha migliorato moltissimo le sue performance diagnostiche. Possiamo parlare di un vero salto in avanti per quello che riguarda la diagnostica del colon, in tutti i suoi aspetti”.
Poca invasività, molta precisione
Il principio alla base dell’esame è semplice quanto efficace: attraverso l’inserimento di una sottilissima sonda nel retto, vengono insufflati circa due litri di anidride carbonica, un gas che distende il colon in modo completo e uniforme.
“Con la colonoscopia normale è necessario introdurre un endoscopio lungo all’interno del retto del paziente per esplorarlo completamente – ha precisato il professore – con la colonoscopia virtuale, invece, usiamo un tubicino molto sottile e gonfiamo l’intestino con anidride carbonica. Questo ci permette di vedere anche quelle aree che, normalmente schiacciate, non sarebbero altrimenti visibili”.
Il gas scelto non è casuale: l’anidride carbonica è altamente solubile e viene riassorbita dall’organismo in circa mezz’ora, rendendo il disagio post-esame minimo e transitorio. La scansione Tac viene eseguita in due o tre posizioni ” sdraiati sulla schiena, sulla pancia, talvolta su un fianco” e l’intero esame si conclude in pochi minuti, senza necessità di sedazione né di lunghi tempi di recupero ospedaliero.
La preparazione: niente purghe, ma una “pittura” digitale
Uno degli ostacoli psicologici più comuni alla prevenzione intestinale è la preparazione. Nella colon Tac, questo processo è radicalmente semplificato. Nei giorni precedenti l’esame è sufficiente ridurre l’apporto di fibre mentre il vero salto qualitativo arriva dal protocollo farmacologico: un agente di contrasto orale che, mescolandosi ai residui fecali, li “colora” rendendoli immediatamente distinguibili da eventuali lesioni o polipi.
“Questo consente al radiologo di analizzare con assoluta certezza ogni millimetro della parete intestinale – ha sottolineato Sconfienza – senza sottoporre il paziente a una preparazione aggressiva.
Oltre il 95% di accuratezza grazie all’intelligenza artificiale
Il contributo dell’IA non è un dettaglio marginale. Sono oggi disponibili sistemi di diagnostica automatica e semi-automatica capaci di riconoscere, in modo quasi autonomo, la presenza di lesioni lungo la parete del colon con un grado di certezza molto elevato.
“Siamo stabilmente sopra il 95% di accuratezza – ha affermato Sconfienza – riusciamo a riconoscere la grande maggioranza delle lesioni, compresi i polipi di piccole dimensioni e le formazioni con potenziale maligno”.
Predire il rischio dall’immagine senza istologia grazie agli algoritmi
C’è però un limite strutturale che la colonscopia virtuale, per sua natura, non può superare: non essendo un esame operativo, non consente di prelevare campioni di tessuto per l’analisi istologica, operazione invece possibile con la colonoscopia tradizionale.
È proprio su questo terreno che si gioca la prossima partita. “Ci sono algoritmi che stanno lavorando per fare una predizione del rischio di malignità di una lesione semplicemente sull’immagine – ha spiegato il professore – sarà possibile valutare, già in fase di visualizzazione, quanto quella lesione sia potenzialmente maligna o benigna e quale potrebbe essere la sua evoluzione futura”.
Un cambio di paradigma che trasformerebbe la colonscopia virtuale da strumento di screening a vera piattaforma di stratificazione del rischio: non più soltanto “c’è qualcosa”, ma “quanto è pericoloso e come si evolverà”. La prevenzione continua ad avanzare, diventando sempre più predizione.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram
Il melanoma in Italia è in crescita. Oltre alla crema solare, c'è un qualcosa di inaspettato che risulta fondamentale per una prevenzione efficace.Il melanoma colpisce circa 15.000 italiani ogni anno, con numeri raddoppiati nell'ultimo ventennio. Quasi 9 casi…
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
49.3/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Aifa approva immunoterapia sottocute per tumori: somministrazione rapida e efficace. V-news.it
“`html
Approvazione storica per l’immunoterapia
L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha recentemente dato il via libera a una nuova formulazione sottocutanea di nivolumab, un farmaco immuno-oncologico che rappresenta una svolta significativa nel trattamento di vari tumori solidi. Questa nuova modalità di somministrazione consente ai pazienti di ricevere il trattamento in pochi minuti, rendendo il processo non solo più veloce, ma anche meno invasivo rispetto all’infusione endovenosa tradizionale. La notizia è stata presentata da Bristol Myers Squibb durante un incontro tenutosi a Roma, dedicato alle ultime innovazioni nel campo dell’immuno-oncologia.
Nuove indicazioni terapeutiche
Oltre alla nuova via di somministrazione, l’approvazione comprende anche tre ulteriori indicazioni per l’uso di nivolumab. Il farmaco sarà ora disponibile in associazione a ipilimumab per il trattamento di prima linea nel carcinoma del colon-retto metastatico con deficit di riparazione del mismatch o elevata instabilità dei microsatelliti (dMMR/MSI-H). Questa combinazione offre ai pazienti una speranza concreta, specialmente per quelli che non hanno risposto ad altre terapie. Inoltre, nivolumab sarà impiegato in associazione alla chemioterapia per il carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico e come monoterapia nel trattamento adiuvante del carcinoma uroteliale muscolo-invasivo.
Impatto sui pazienti oncologici
La nuova formulazione di nivolumab potrebbe avere un impatto significativo sulla vita dei pazienti oncologici. La somministrazione sottocutanea non solo semplifica il trattamento, ma potrebbe anche migliorare l’aderenza terapeutica, riducendo il tempo di permanenza in ospedale e liberando risorse sanitarie. Inoltre, questa modalità di somministrazione rende più accessibile il trattamento per coloro che vivono in aree remote o che hanno difficoltà a raggiungere le strutture sanitarie. Gli specialisti ritengono che questa innovazione possa rappresentare un passo avanti nella lotta contro il cancro, rendendo le terapie più pratiche e disponibili per un numero maggiore di pazienti.
Verso un futuro di speranza
Con l’approvazione della nuova formulazione sottocutanea di nivolumab e le nuove indicazioni terapeutiche, l’Aifa segna un importante passo avanti nel campo dell’immuno-oncologia. I ricercatori e i medici sono ottimisti riguardo a queste nuove opportunità terapeutiche, che potrebbero cambiare radicalmente la gestione di alcuni tumori solidi. L’innovazione continua nella ricerca e nello sviluppo di trattamenti oncologici porta con sé la speranza di un futuro in cui il cancro diventi sempre più gestibile e curabile, migliorando la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie.
“`
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
56.3/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Ecco come fa il tumore al pancreas a resistere alle terapie Pazienti.it
Data articolo – 05 Maggio, 2026 Negli ultimi anni, laricerca sultumore al pancreasha compiutopassi avanti significativi, soprattutto grazie allo sviluppo difarmaci mirati contro specifiche mutazionigenetiche. Tra queste, una delle più studiate è quella delgene KRAS, presente nella maggior parte dei casi diadenocarcinomapancreatico. Tuttavia, nonostante l’entusiasmo iniziale,i risultati clinici restano limitati. Il motivo? La capacità del tumore diadattarsi e diventare resistente. Un recentestudiopubblicato suProceedings of the National Academy of Sciencescerca di entrare maggiormente nello specifico di questa dinamica complessa, identificando unnuovo attore molecolare coinvolto nella resistenza terapeutica: la proteina Fra-2. Iltumore al pancreas, nello specifico l’adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC), risulta essereuna delle neoplasie più aggressive– anche dovuto al fatto che ladiagnosi, spesso, arrivanella fase già avanzatadella malattia (le opzioni terapeutiche, dunque, sono limitate). Uno degli aspetti più criticiriguarda proprio la mutazione di KRAS: Negli ultimi anni sono stati sviluppatiinibitori specifici, progettati per “spegnere” questo interruttore molecolare. Tuttavia, la risposta clinica è spessotemporanea. Potrebbe interessarti anche: Lo studio in questione ha individuato nellaproteina Fra-2un elemento centrale nellaresistenza ai farmaci anti-KRAS. Fra-2 è un fattore di trascrizione, cioè unaproteina che regola l’attività dei geni: in condizioni normali,partecipa alla risposta cellularea stimoli esterni. Fra-2 fa parte della famiglia di proteineAP-1, che agiscono come interruttori genetici in grado di rispondere rapidamente allo stress cellulare. Nel tumore al pancreas, Fra-2 non si limita a regolare i geni, ma agisce come un vero e proprioriprogrammatore epigenetico, capace di rimodellare l'accessibilità del DNA per attivare programmi di sopravvivenza che normalmente rimarrebbero silenti. Nel contesto tumorale, però, il suo comportamento cambia;quando le cellule tumorali vengono trattate con inibitori di KRAS: In altre parole,il tumore trova una “via alternativa” per continuare a crescere, aggirando il blocco farmacologico. Uno degli aspetti più interessanti emersi dallo studio è il concetto diriprogrammazione cellulare. Lecellule tumoralinon si limitano a resistere passivamente al farmaco, macambiano identitàfunzionale. Questo processocomporta: È unmeccanismo sofisticato, che spiega perché molte terapie mirate falliscono nel lungo periodo. Per anni, la strategia dominante è statacolpire direttamente la mutazione principale. Ma questo approccio, se isolato, mostra limiti evidenti. Lo studio suggerisce uncambio di paradigma: In particolare, i ricercatori hanno osservato chel’inibizione simultanea di KRAS e Fra-2 può: Questa scoperta aprescenari interessantiper lo sviluppo di nuovi trattamenti oncologici. Possono subentrare, infatti,nuove strategie possibilida mettere in campo: L’obiettivo non è più solo colpire la mutazione principale, maanticipare le mosse del tumore. Il valore dello studio non sta solo nell’identificazione di Fra-2, ma nelcambio di prospettiva che propone: il tumore al pancreas emerge sempre più come una malattia complessa, capace di evolvere rapidamente sotto pressione terapeutica. Comprendere questi meccanismisignifica: La strada verso applicazioni cliniche concrete richiederàulteriori studi, ma la direzione è chiara: la ricerca si sta spostando verso unapproccio più integrato, che tenga conto della plasticità tumorale. Nei prossimi anni saràcruciale: Il tumore al pancreas continua a rappresentare unasfida aperta per la medicina moderna, ma studi come quello pubblicato su PNAS dimostrano che la comprensione dei meccanismi di resistenza sta facendo passi avanti concreti. L’identificazione di Fra-2 come mediatore chiave offre unanuova leva terapeuticae rafforza un concetto ormai centrale in oncologia: per combattere il cancro,non basta colpire il bersaglio principale, bisogna prevedere le sue strategie di adattamento. Fonti: PNAS–Fra-2 controls the response to the KRAS inhibitor MRTX-1133 in pancreatic ductal adenocarcinoma