“Ho paura per mia figlia Verdiana perché mi ricordo quando, 20 anni fa, persi mia madre: un dolore terribile, non voglio che lo provi”: così Enrica Bonaccorti
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?1
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
35.6/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Enrica Bonaccorti continua le sue terapie per la cura per un tumore al pancreas, diagnosticato nell’estate del 2025. Come ha dichiarato l’autrice e conduttrice a “Verissimo”: “Speravo di stare meglio. Ho ripreso la chemioterapia perché non era cambiato molto.…
Enrica Bonaccorti continua le sue terapie per la cura per un tumore al pancreas, diagnosticato nell’estate del 2025. Come ha dichiarato l’autrice e conduttrice a “Verissimo”: “Speravo di stare meglio. Ho ripreso la chemioterapia perché non era cambiato molto. Un giorno stai benissimo e poi due giorni non stai bene”.
“Non penso al futuro e, come ho scritto anche in una poesia, non credo alla morte, tantomeno alla mia. – ha detto Bonaccorti al settimanale Oggi – Piuttosto, coltivo sogni. Uno in particolare: scrivere una nuova canzone e vincere a Sanremo, magari già l’anno prossimo”.
E ancora: “Questo periodo lo voglio vivere bene, tra meno di tre mesi rifarò i controlli e chissà, magari potrò operarmi. A parte queste ‘stupidaggini’ fisiche, sono contentissima: ho mia figlia e mio nipote Teo. Ho recuperato due grandi amici come Renato Zero e Mara Venier”.
“Ho paura per mia figlia Verdiana – ha continuato – perché mi ricordo quando, 20 anni fa, persi mia madre: un dolore terribile, non voglio che lo provi. Era una madre molto ‘intarsiata’ con me, come io lo sono con Verdiana. Anche se ogni tanto ci mandiamo a quel paese”.
Poi ha espresso un desiderio, una telefonata da parte di un suo ex molto importante Charles di Borbone: “Sarebbe giusto che mi chiamasse. Mi colpirebbe molto, mi squasserebbe, ma penso che non sarebbe sbagliato da parte sua farmi una telefonata. Forse non lo sa che sto male, è spesso all’estero”.
Infine un ricordo: “Da giovane mi è successo quel che accade a tante ragazze: rimanere incinta e non poterlo tenere. Se ci ripenso è sempre un dolore. Resto convinta che le donne debbano decidere liberamente, ma se noi vedessimo un documentario che mostri come questo fagiolino poi diventa una persona, sarebbe più difficile scegliere di abortire”.
Ospedale di Carpi, Arletti (FdI): ''Da Ausl affermazioni preoccupanti su radioterapia. Oltre agli investimenti servono interventi tempestivi'' - VOCE.IT
📰 VOCE.IT📅 2026-02-05T14:50:46
radioterapia
Ospedale di Carpi, Arletti (FdI): ''Da Ausl affermazioni preoccupanti su radioterapia. Oltre agli investimenti servono interventi tempestivi'' VOCE.IT
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
41.1/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
La chiave è stato utilizzare una cura dedicata a un altro tipo di pazienti, mirando a delle cellule completamente differenti. Risultato: un miracolo.Uno studio pubblicato su Nature Medicine porta dati che accendono speranza nel mondo della pediatria: bambini …
Uno studio pubblicato su Nature Medicine porta dati che accendono speranza nel mondo della pediatria: bambini con malattie autoimmuni gravi, resistenti a ogni terapia, oggi vivono senza immunosoppressori e senza segni clinici di malattia. Al centro di tutto ci sono le cellule CAR-T, già note in oncologia, con altri usi.
Lo studio arriva dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e ha come soggetti analizzati 8 bambini in età pediatrica.
Il trattamento sperimentale ha utilizzato come dicevamo le cellule CAR-T, una terapia già impiegata contro leucemie e linfomi. Il principio è lo stesso: prelevare i linfociti T del paziente, modificarli geneticamente in laboratorio per riconoscere un bersaglio specifico, e reinfonderli.
Ma qui il bersaglio non sono cellule tumorali, bensì i linfociti B responsabili dell'attacco autoimmune.
I pazienti, tra i 5 e i 17 anni, presentavano quadri clinici gravissimi. Quattro soffrivano di lupus eritematoso sistemico con coinvolgimento renale e polmonare. Tre avevano dermatomiosite giovanile, patologia rara che colpisce muscoli e cute. L'ottavo, affetto da sclerosi sistemica giovanile, ha mostrato miglioramenti significativi pur senza raggiungere la remissione completa.
Cinque bambini sono stati trattati al Bambino Gesù, tre all'Università di Erlangen in Germania. In tutti i casi le terapie convenzionali, inclusi i farmaci biologici, avevano fallito.
I risultati vanno oltre la semplice sospensione dei farmaci. Nei pazienti con lupus, biopsie renali e test funzionali documentano una regressione del danno d'organo. Nei bambini con dermatomiosite è migliorata la forza muscolare e si è ridotta la calcinosi cutanea, una complicanza notoriamente difficile da trattare.
Un dato colpisce in particolare: i benefici persistono anche dopo che i linfociti B si sono ricostituiti. Le CAR-T non si limitano a eliminare temporaneamente le cellule problematiche, ma sembrano indurre un vero reset immunologico, permettendo al sistema di ripartire su basi diverse.
Sul fronte della sicurezza, nessuna infezione grave né complicanza a lungo termine (lo studio è durato 2 anni) e gli effetti collaterali osservati sono stati lievi e transitori.
Per bambini che avevano esaurito ogni opzione terapeutica, tornare a una vita senza immunosoppressori quotidiani (come si cerca di fare anche con il diabete) significa proteggere organi ancora in sviluppo e recuperare un'infanzia che la malattia aveva compromesso.
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