Servizi socio occupazionali per i fragii: Calzolari risponde. Fissata l'udienza del procedimento a carico delle due maestre di Soliera. Fd'I apre il caso Radioterapia - VOCE.IT
📰 VOCE.IT📅 2026-02-04T11:25:43
radioterapia
Servizi socio occupazionali per i fragii: Calzolari risponde. Fissata l'udienza del procedimento a carico delle due maestre di Soliera. Fd'I apre il caso Radioterapia VOCE.IT
Servizi socio occupazionali per i fragili: Calzolari risponde. Fissata l'udienza del procedimento a carico delle due maestre di Soliera. Fd'I apre il caso Radioterapia - VOCE.IT
📰 VOCE.IT📅 2026-02-04T11:25:43
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Servizi socio occupazionali per i fragili: Calzolari risponde. Fissata l'udienza del procedimento a carico delle due maestre di Soliera. Fd'I apre il caso Radioterapia VOCE.IT
Angie Finest, 73 anni, pubblica un aggiornamento sulla chemioterapia dopo aver viaggiato in Svizzera per un trattamento non convenzionale contro il vischio nella sua battaglia contro il cancro al colon - mariellaromano.it
📰 mariellaromano.it📅 2026-02-04T11:05:25
chemioterapia
Angie Finest, 73 anni, pubblica un aggiornamento sulla chemioterapia dopo aver viaggiato in Svizzera per un trattamento non convenzionale contro il vischio nella sua battaglia contro il cancro al colon mariellaromano.it
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
49.3/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Nel 2024, secondo i dati dal Piano nazionale esiti, in Sicilia le diagnosi e i trattamenti riferiti a donne siciliane con tumore della mammella sono state 4.600. (ANSA)
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?5
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
60.4/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Basta guardare i dati sul fumo: 105mila sono le diagnosi correlate in Italia pari a un terzo del totale (27%) dei 390mila casi di cancro stimati nel 2025 nel nostro...
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Basta guardare i dati sul fumo: 105mila sono le diagnosi correlate in Italia pari a un terzo del totale (27%) dei 390mila casi di cancro stimati nel 2025 nel nostro Paese. Ce lo dice l’Aiom, l’Associazione degli oncologi medici, che con la sua Fondazione e con le Fondazioni Airc e Veronesi è impegnata nella raccolta firme per la legge di iniziativa popolare volta ad aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da nicotina. Una proposta che sta procedendo spedita con le 18mila firme già raccolte in poco più di dieci giorni grazie all’adesione alla campagna - cui hanno aderito 30 società scientifiche e oltre 15 associazioni - sulla piattaforma del ministero della Giustizia. «Siamo soddisfatti ma serve un ulteriore sforzo per arrivare alle 50mila firme necessarie», avvisa il presidente Aiom Massimo Di Maio in occasione del World Cancer Day del 4 febbraio, all’insegna del motto “Unite by Unique” scelto per il triennio 2025-2027.
I fattori di rischio
Di Maio ricorda come sia proprio il fumo il principale fattore di rischio oncologico ma che anche sugli altri bisogna incidere per invertire la rotta sugli stili di vita scorretti. Una responsabilità che parte da ciascuno di noi e che va supportata da uno sforzo collettivo e da un lavoro di squadra nei casi in cui la malattia in ogni caso si manifesti. Ma se l’Oms certifica che 4 tumori su 10 potrebbero essere evitati cambiando abitudini e contrastando infezioni e inquinamento ambientale, allora è da lì che bisogna partire. Non solo dal “no” al fumo ma anche all’alcol che come ricorda Silvio Garattini è cancerogeno e infatti è correlato a 7 tipi di carcinoma, e dal controllo del peso visto che l’eccesso è correlato in questo caso a ben dodici tipi di tumore. I dati ci dicono che oggi siamo lontanissimi da questa consapevolezza e che c’è un grande margine di miglioramento, se il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso, il 58% consuma alcol e il 27% è sedentario.
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Più risorse per l’innovazione
«La prevenzione rappresenta lo strumento per ridurre il numero dei casi di tumopre e per sostenere l’incremento delle uscite per cure innovative - continua Di Maio -. Nel 2024, la spesa pubblica per farmaci è stata pari a 5,4 miliardi, in aumento del 13,8% sul 2023 e pari al 20% della spesa farmaceutica pubblica totale. L’innovazione non è solo un costo ma salva vite e per questo è strategico liberare risorse dove si può intervenire».
E a ricordare quanto l’innovazione viaggi veloce è la presidente eletta Aiom Rossana Berardi, che presiede anche Women for Oncology: «Il minimo comune denominatore - spiega - è rappresentato proprio dalla personalizzazione della cura verso il paziente, sia dal punto di vista della struttura organizzativa, sia dei bersagli terapeutici che consentono una profilazione più estesa – oggi esistono meccanismi di resistenza nuovi per alcune patologie e al momento il paradigma più importante è quello del tumore al polmone – sia dei farmaci ed è questo il caso degli anticorpi farmaco coniugati. Quest’ultimi uniscono la vecchia tecnologia della chemioterapia a quella nuova degli anticorpi monoclonali, diventati una realtà affermata nel tumore al seno ma contemporaneamente testati ed in via di approvazione per quelli in altre sedi del corpo. Di fatto - prosegue Berardi - si tratta di una terapia trasversale alle diverse tipologie di tumore per i quali lo stesso farmaco è in fase avanzata di sperimentazione, con particolare riferimento a quelli al polmone e allo stomaco. Stiamo inoltre cercando nuovi bersagli per la profilazione genetico molecolare anche in strutture più sofisticate – riferisce poi Berardi -: È ora possibile procedere con profilazioni più estese di alcune decine e centinaia di geni, e questo rappresenta il preludio alla possibilità di sviluppare terapie più mirate e nuove rispetto a quelle esistenti».
Il calo della mortalità
Il miglioramento, anche se i dati sono ancora sotto-target, nell’adesione agli screening e le cure di frontiera hanno intanto portato a una preziosa diminuzione della mortalità: nel nostro Paese, nel 2026 rispetto al periodo 2020-2021, è stimata una diminuzione dei tassi di mortalità oncologica del 17,3% negli uomini e dell’8,2% nelle donne. Sono dati migliori nel confronto con la media europea (-7,8% negli uomini e -5,9% nelle donne nel 2026 rispetto al periodo 2020-2022). «In Italia il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi e almeno un paziente su quattro è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può ritenersi guarito», sottolinea Massimo Di Maio.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
49.6/100
Punteggio Totale
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❌
Criteri Critici
Saif al Islam Gheddafi, secondogenito 53enne del defunto leader libico Muammar Gheddafi, è stato assassinato ieri 3 febbraio da quattro uomini armati nella sua casa di Zintan. Il procuratore generale libico ha annunciato l’apertura di un’inchiesta e l’invio n…
Saif al Islam Gheddafi, secondogenito 53enne del defunto leader libico Muammar Gheddafi, è stato assassinato ieri 3 febbraio da quattro uomini armati nella sua casa di Zintan. Il procuratore generale libico ha annunciato l’apertura di un’inchiesta e l’invio nella località di “di una squadra investigativa completa, per determinare le circostanze dell’assassinio”, ha riferito l’emittente televisiva Al Hadath. Gli inquirenti oggi hanno confermato la morte per ferite d’arma da fuoco. Ieri famigliari e collaboratori avevano denunciato il blitz armato di 4 sconosciuti. “Hanno fatto irruzione nella sua residenza dopo aver disattivato le telecamere di sorveglianza, per poi assassinarlo”, ha raccontato alla tv libica al-Ahrar il suo consigliere Abdullah Othman Abdurrahim. Zintan è teatro di scontri tra milizie armate. Marcel Ceccaldi – avvocato francese di Saif – ha rivelato all’agenzia Afp di aver appreso, circa 10 giorni fa da uno stretto collaboratore, “che c’erano problemi con la sua sicurezza”. Secondo al Arabiya gli autori dell’attentato sarebbero quattro persone: i colpi da fuoco sarebbero stati esplosi mentre Saif era nel giardino della sua abitazione, gli assassini sarebbero fuggiti subito dopo. Un possibile agguato nell’ambito di scontri armati tra milizie locali e milizie fedeli all’ex regime di Gheddafi che sarebbero poi proseguiti per diverse ore nel pomeriggio, nella zona desertica di al-Hamada e nei pressi di Zintan.
Le indagini sull’omicidio
Al momento non sono stati indicati né un movente né un numero di indagati e non sono stati forniti dettagli sulle circostanze dell’uccisione. Da notizie frammentarie trova conferma che Saif al Islam Gheddafi sarebbe stato ucciso nel giardino della sua casa di Zintan durante una sparatoria seguita all’irruzione di un commando di quattro uomini armati. Circostanze più simili ad una esecuzione che non a una morte accidentale durante scontri tra milizie, come sembrava in un primo momento.
La Procura e gli investigatori sono “a caccia di sospetti e prove”. Un’inchiesta preliminare è stata avviata “dopo la ricezione di una segnalazione formale sul decesso”. “Gli investigatori – aggiunge la Procura – sono stati autorizzati a raccogliere informazioni, effettuare sopralluoghi e ispezioni, sequestrare elementi utili, nominare periti e ascoltare testimoni o persone in grado di chiarire la dinamica”.
“Un team investigativo che include medici legali ed esperti in balistica, impronte digitali, tossicologia e altri ambiti tecnico scientifici, si è recata sul posto e ha proceduto all’esame del corpo. La verifica, aggiunge l’ufficio del procuratore generale, ha stabilito che la vittima è morta in seguito a ferite da arma da fuoco”. La procura precisa che la fase successiva delle indagini riguarderà “la ricerca e le analisi delle prove, l’identificazione dei sospetti e la formalizzazione degli atti necessari per l’eventuale avvio dell’azione penale”.
Chi era il secondogenito del Rais
Ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità, a lungo è stato considerato una delle figure politiche più influenti in Libia dopo il 2011, ma anche tra le più divisive del Paese. Negli anni Duemila Saif al-Islam si era costruito un profilo distinto rispetto ai centri tradizionali del potere, con relazioni in ambienti occidentali e un’immagine pubblica da moderato e “riformista”. In quella fase, analisti e osservatori lo descrissero come un interlocutore spendibile con l’estero, possibile successore del padre. Allo scoppio della guerra civile libica del 2011 si schierò con il padre, diventando insieme a Musa Ibrahim, portavoce ufficiale del governo, l’interlocutore privilegiato tra l’ex-governo e la stampa internazionale. Con il radicalizzarsi della guerra civile Saif al-Islam Gheddafi ha acquisito sempre più importanza come riferimento della resistenza ad oltranza. Fu arrestato il 19 novembre 2011 mentre cercava di fuggire in Niger, un mese dopo la morte del padre. Detenuto nel carcere di Zintan fino al 5 luglio 2016, nel luglio 2015 venne condannato alla pena di morte da una corte libica con l’accusa di crimini di guerra, e di aver represso le proteste durante la rivoluzione del 2011. Poi inaspettatamente le cose cambiano quando il 14 novembre 2021 annunciò la sua candidatura alle successive elezioni presidenziali libiche, mai tenute finora.