Chirurgia generale: al Policlinico di Bari due studi multicentrici nazionali sul rischio genetico di cancro del pancreas e sulla pancreatite cronica - Ruvesi.it
📰 Ruvesi.it📅 2025-12-13T10:20:06
tumore pancreas
Chirurgia generale: al Policlinico di Bari due studi multicentrici nazionali sul rischio genetico di cancro del pancreas e sulla pancreatite cronica Ruvesi.it
Re Carlo III non è guarito dal cancro, ma sta meglio. Rompe il protocollo e guarda in faccia i suoi sudditi. La malattia come mezzo per dialogare in maniera onesta
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?3
57.8/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Non è guarito, ma sta meglio. Rompendo ogni protocollo e andando contro qualsiasi tradizione, re Carlo III guarda dritto in faccia le telecamere della tv britannica e dà aggiornamenti sulla sua malattia. Diagnosticato nel febbraio del 2014, il cancro del re è…
Non è guarito, ma sta meglio. Rompendo ogni protocollo e andando contro qualsiasi tradizione, re Carlo III guarda dritto in faccia le telecamere della tv britannica e dà aggiornamenti sulla sua malattia.
Diagnosticato nel febbraio del 2014, il cancro del re è diventato un fatto pubblico, una materia sulla quale definire il suo breve regno che si interporrà tra l’eterna Elisabetta II ed un futuro molto incerto per la monarchia.
A maggior ragione, forte della volontà di dare un senso alla corona e di farlo nel più nobile dei modi, Carlo III ha deciso di parlare apertamente del cancro che gli è stato diagnosticato mentre si trovata alla London Clinic di Marylebone, per esercitare tutto il potere che gli resta e aiutare i suoi sudditi, distratti, a sviluppare una maggiore consapevolezza.
“Oggi posso condividere con voi la buona notizia che, grazie alla diagnosi precoce, all’intervento efficace e all’adesione alle prescrizioni mediche, il mio programma di cure oncologiche potrà essere ridotto nel nuovo anno”. Il messaggio è stato registrato un paio di settimane prima nella sua residenza londinese di Clarence House, a pochi passi da Buckingham Palace.
Seduto accanto a fiori e lampade, con la luce che filtra dalle finestre alle sue spalle, Carlo III ha mantenuto un tono rassicurante, da saggio che può parlare a ragion veduta perché è tutto scritto sulla sua pelle, forgiato dalla sua stessa vita. La malattia è diventata il canale per dialogare in maniera più onesta e diretta con il suo popolo, la decisione di non rivelare mai quale forma di tumore lo abbia colpito è stata consapevole, per abbracciare tutti i malati, senza creare una categoria diversa dalle altre.
“Questo traguardo è sia una benedizione personale che una testimonianza dei notevoli progressi compiuti negli ultimi anni nella cura del cancro; – ha affermato il sovrano – una testimonianza che spero possa dare coraggio al 50% di noi che riceverà una diagnosi di questa malattia ad un certo punto della propria vita”.
I numeri sono impietosi e lo sguardo del re ogni tanto cede verso il basso, consapevole della solennità e gravità della situazione. Quando prese carta e penna per spiegare cosa gli fosse accaduto quando si era recato in clinica per un “semplice” adeguamento della prostata che ha poi rivelato la presenza del tumore nel suo corpo, i click sulle pagine del sito del sistema sanitario britannico erano andati alle stelle. Gli inglesi si erano messi ad indagare e avevano fatto un salto nella consapevolezza del valore della diagnosi precoce.
Ma la sua missione non si era fermata lì, da qual momento Carlo III ha incontrato malati, medici ed associazioni caritatevoli che si occupano della malattia per continuare senza sosta la sua campagna di sensibilizzazione e salvare vite.
Ha ammesso di non essersi mai sottratto a ciò che gli veniva prescritto, citando Churchil, “Keep buggering on” spesso abbreviato in KBO, tradotto, “continuando ad infastidirmi” per spiegare lo spirito di perseveranza, tenacia e determinazione davanti alle avversità.
Come quando, lo scorso marzo, aveva dovuto cancellare tutti gli appuntamenti per essere ricoverato a causa degli “effetti collaterali delle terapie” che avevano richiesto degli accertamenti.
Era stato definito “un piccolo urto” nel percorso che, però, ad oggi non viene definito concluso. Carlo III non ha mai parlato di guarigione, come invece ha potuto fare Kate Middleton, ricoverata insieme a lui per un’altra forma tumorale, anche qui mai definita, dalla quale però si è detta guarita a gennaio di quest’anno.
L’adesione di un re alla campagna “Stand up for cancer 2025”, condotta da Cancer research UK e Channel 4 per raccogliere fondi per la ricerca e incoraggiare le persone a fare screening, è diventata il luogo nel quale il sovrano ha potuto ridare un ruolo forte e potente alla monarchia, un risposta anche a chi ne mette in discussione l’utilità, soprattutto quando si fanno i conti con il suo costo e con gli scandali che, suo malgrado, ne appannano l’autorevolezza.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?3
51.1/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
La buona notizia: "Potrò diminuire la terapia nel 2026. Grazie ai medici"
Un messaggio personale, a tratti commovente e totalmente inedito per un sovrano britannico, a distanza di quasi due anni dalla diagnosi di cancro del febbraio 2024, annunciata tramite un comunicato di Buckingham Palace. Re Carlo III, 77 anni, rompe con la tradizione della Casa Reale, che ha sempre considerato la salute una questione privata, e sceglie di parlare della sua malattia in tv, per la campagna Stand Up To Cancer, promossa da Cancer Research Uk e Channel 4. Lo fa per sottolineare l'importanza di una diagnosi in tempi rapidi, mentre spiega che il suo "percorso di recupero" andrà avanti, ma che si sente "ottimista", nonostante la scoperta iniziale della malattia per lui, come per milioni di persone nel mondo, "potrebbe sembrare sconvolgente". "Oggi sono in grado di condividere con voi la buona notizia: grazie alla diagnosi precoce, all'intervento efficace e al rispetto delle prescrizioni dei medici, il mio programma di cure contro il cancro potrà essere ridotto nel nuovo anno", spiega il sovrano.
È una mossa non convenzionale quella di Re Carlo III, in carica da tre anni, una mossa insolita come lo è stato il video della principessa Kate, moglie dell'erede al trono William, anche lei per duri mesi alle prese con una diagnosi di tumore scoperta a marzo 2024 e che ha deciso di annunciare al Regno quasi immediatamente tramite un video in cui ammetteva lo shock per la scoperta della malattia, per poi raccontare a distanza di sei mesi in un secondo filmato che ha commosso il mondo, l'uscita dal tunnel, la remissione, ma soprattutto le paure attraversate, la fragilità e al tempo stesso la forza scoperte, compresa l'intenzione di voler difendere la privacy della famiglia per proteggere i figli, con un appello alla nazione perché quella riservatezza venisse rispettata.
Ora tocca al sovrano in persona. Carlo non è mai entrato nei dettagli della sua malattia, scoperta durante un intervento alla prostata, e ha solamente specificato per evitare speculazioni che il suo non è un cancro alla prostata. Appena ha potuto, come Kate, il monarca è subito tornato ai suoi appuntamenti pubblici e ai suoi doveri reali, anche grazie al prezioso sostegno della moglie Camilla. Ma ora il Re vuole andare oltre. Metterci la faccia per convincere che la "prevenzione salva la vita" e la allunga, mentre si prevede che le diagnosi di cancro nel mondo raggiungano quota 20.5 milioni nel mondo, ma con importanti progressi nelle cure. Con un messaggio registrato due settimane fa a Clarence House, il capo di Stato del Regno Unito (e di 15 Paesi del Commonwealth) sottolinea di fronte all'opinione pubblica l'importanza dei controlli preventivi e il valore della diagnosi precoce, perché anche nel Regno Unito, come nel nostro Paese, in troppi ancora bypassano i test salvavita, anche quelli offerti gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale. Gli esami di controllo, il processo di screening - spiega Re Carlo - non è stato così "spaventoso, imbarazzante o scomodo" come alcuni immaginavano, a parte "qualche piccolo inconveniente". Carlo non dice, tuttavia, se la malattia è in remissione.
Si chiude dunque un altro anno complesso per la Famiglia reale, alle prese con i dolori di molti comuni mortali, compresa la frattura tra il Re e il figlio minore, il ribelle Harry (che gli ha fatto visita dopo la malattia, ma con cui i rapporti rimangono tesi) e i guai del principe Andrea, finito nel tritacarne dello scandalo Epstein e per questo praticamente cacciato dal Palazzo, costretto a lasciare il
Royal Lodge, la residenza reale a Londra, dopo che il sovrano gli ha tolto anche i titoli reali. Ma il 2026 è alle porte. Con la "buona notizia" che Carlo annuncia alla nazione per incoraggiare se stesso e l'intero Paese.