📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
33.3/100
Punteggio Totale
D
Valutazione
❌
Criteri Critici
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMi1wFBVV95cUxOYzJjS2djS1JOcnZUalZZZGZCX1RGU2VEZU8zaVFMSHEzNFFpSTBYZ1Bsam9hdEdVdHJ3MlBlTThiR0gyaC04XzdiWUlCcXIyVk1QU2lLYnlVODF5am15aHgwMlZxOW50RHFvZXJZWXFWV2VQM0J0b29RMjRpZjVDMUVKZER5S2E2VHMxVzg1UGUxUXFuY3FZVjRSUTJ0M1ZJVmd6UXc4aDFKazlOaUpHaXZra09OeG9XX0RsaC1PYTFVLXhJZWR2eDdycF94NDJIUmRzQmRzWdIB3wFBVV95cUxQT25adGNJaEFNcFdud3pFOUZ2bnVLY2x1Q2FEaGhDeGpBdE5BbG5ydldfb1dXTnFCYmRTLTRSNVhtS2hSa2RpZWNoU2tCbzhES1BTNmVYM1FYTW1BRmNFSVNDUjZoZFZoX1RwbS1EWDZmX1JzQ1g4NlhjaHhIUnJFZmhRZWNfRnNpOHdhTDlrNU5Wa09IbFlfS3dmSjVxekRDdUk0Q3VKNnVrS090WXZjTjMwUTRuckpIdTkySGVLX29nT2ZBd0NpajFuSXFFWEIwUExpZVo4RTdWdnFkaEdz?oc=5" target="_blank">Terapia genica: la tecnologia dei vaccini anti-Covid al servizio della lotta alla fibrosi cistica</a> <font color="#6f6f6f">MeteoWeb</font>
Allerta Meteo, tutti i dettagli sul forte maltempo delle prossime ore e dei prossimi giorni: confermata l'irruzione polare con temperature tipicamente invernali in grande anticipo e tanta neve in tutto il nostro Paese, come se fossimo già a fine gennaio! Le novità dagli ultimi aggiornamenti
La prima terapia target per i gliomi di basso grado IDH mutati - Lazio TV
📰 Laziotv📅 2025-11-18 16:22:14
terapia target
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMikwFBVV95cUxNMWtSU1pvdzVLZmxfb2x0VW8yU0cwMHBEZ0ZqdzJJMzVnX2JwLWxwY2xxWm5jUUlQNUk5VlpUOVVZX0gwbEYyaGlDVGpDek5XdmpybHg3S0tlN3cyLUZzZGZEVVZ4QmViWHJDSC1DdFdvZ1UweFU2M3l3ekt5Rkx2Ny13el9qclZuTmVkTWlmTjltbE0?oc=5" target="_blank">La prima terapia target per i gliomi di basso grado IDH mutati</a> <font color="#6f6f6f">Lazio TV</font>
La scoperta dei ricercatori Unimore che rivoluziona la prevenzione dei tumori della pelle: «Possibili nuove terapie» - Gazzetta di Modena
📰 Gazzettadimodena📅 2025-11-18 16:22:14
terapia mirata
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMihgJBVV95cUxPSVlIMGphV0d3N3NJallxeUJWc0dNQXVMdTVVeTlGTmpnMTk3Y3NBam42Ty1sMUpIcEtlcmcwaXY2MWRkb0U1UEFfVmhyRnVPRVR0cFlnalVBa3l1MWwwNGY0dGwtZV9VUjlsMjRXNjVCX1pSa2ptV1BCTWM4R1ZxWkhtaGZueXBrWG45R3dIMDMyZjQ3T3pGamdTTlBTUXNwbFB2X1JXd24zaFhQTGpQZUY0RHVqZ2pOYk9IWlRxWEJSc3R1R1M0Yndkb1ZNMHJjMEh0cXhfT0dBMk9CYjBISEh0eXpKWDFXd3hscW5XVWdZNjFaTTNtZlZqNURsS2RnWFBzcWln?oc=5" target="_blank">La scoperta dei ricercatori Unimore che rivoluziona la prevenzione dei tumori della pelle: «Possibili nuove terapie»</a> <font color="#6f6f6f">Gazzetta di Modena</font>
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?2
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
32.6/100
Punteggio Totale
D
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❌
Criteri Critici
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMilwFBVV95cUxNSUJuOEhjVHpYN3B1eE5HZGRsQVd0THRtRE9ERHRId1hZd1MxLUF5MTRKYjZqeGJVLV9SUkFEYzVuRTM1enhyd3FCTXVlRVc4MzAxQmNjSnJLZDBnM0JTSVNTZlQ3NFdrVkpjX2dhQ0NscVdkQXFtc0tVd2hNSjB6cFFkTm9XRGpJZ2xaMFkweFoteDZGWnhr?oc=5" target="_blank">Roche: sorpresa positiva dal nuovo farmaco per il tumore al seno</a> <font color="#6f6f6f">orafinanza.it</font>
Il brusco ritorno dei principali indici azionari americani sotto la media mobile a 50 giorni e la nuova death cross su Bitcoin stanno trasformando un trend di forza in una fase di dubbio. Le medie mobili, strumenti tecnici apparentemente semplici, diventano chiavi di lettura psicologica per equity e crypto: dai 138 giorni di “fede” sull’S&P 500 alla fragilità diffusa sui listini Usa, fino al bivio strutturale del ciclo post-halving di Bitcoin.
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Criteri Critici
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La miastenia gravis è una malattia autoimmune che compromette la comunicazione tra i nervi e i muscoli, causando debolezza e affaticamento progressivo. Si manifesta con...
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Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
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Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
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Criteri Critici
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Storia di Borsa
Approfondisci le tappe storiche della Borsa e lo scenario economico e finanziario che ne hanno accompagnato lo sviluppo
Tumore del colon-retto, al De Bellis una scoperta che apre nuove prospettive di cura - Buonasera24.it
📰 Buonasera24📅 2025-11-18 16:22:14
sperimentazione tumore
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMiywFBVV95cUxPRkpQamlaUFFoZXhLUlhLcVU2SGNwVW9ibGtEaUtJZVNUb0lBTV9mWm1yOWpBQjRua0ZsaWpULWMtU3lwc2k3ZnVROXhxYVltTzBNZVEtcFgtbU96SE56WElRZ21ETjNZOVNRWHBSZVR4UE9vUE5hb1RBaE5fREtrZFJ3dFlBNEIwVGhSTEF6MzZJM0x5UVA2WnFMR2t6NU1wQ0xiVnJDOGVFdXBkWWFVY3FfUk9tZnVrM1pSdWNNanhCRWRvd2R0YVR6SQ?oc=5" target="_blank">Tumore del colon-retto, al De Bellis una scoperta che apre nuove prospettive di cura</a> <font color="#6f6f6f">Buonasera24.it</font>
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Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
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Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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C
Valutazione
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Criteri Critici
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BARI – È stato condannato a 8 mesi di reclusione con pena sospesa il 21enne di Locorotondo arrestato a giugno in flagranza differita per la... BARI – Restano gravissime le condizioni del bimbo di 8 mesi che ieri si è ustionato con acqua bollente mentre si trovava nel girello di ca... BARI – La dolcezza svedese arriva a Bari. Dopo le sedi in Campania – Napoli, Caserta e Aversa – Mr. Cinnamon , la catena di bakery speciali... Vittoria larga e pesantissima per il Diaz Bisceglie, che conquista altri tre punti fondamentali e conferma l’ottimo momento di forma della s... BARI - La Puglia continua a confermarsi una delle destinazioni più dinamiche e attrattive nel panorama wedding nazionale e internazionale. I... I mille volti dell’Asia, tra Corea, Cina e Giappone, da vivere all’inizio della prossima estate: metropoli futuristiche, templi senza tempo ... Le Terre di Fasano diventano il punto di partenza per una nuova visione del turismo, dove tradizione e innovazione si incontrano per disegna... La nuova stagione teatrale del Van Westerhout inizia il 21 novembre con "Algoritmo: Lui e l’AI" MOLA DI BARI (BA) - Sarà un viagg... ph_Apulia Luxury Studio A Villa Vergine la prima edizione de “Il Respiro della Sposa – Puglia Wedding Experience” Domenica 23 novembre, ore... FASANO - L’atmosfera più attesa della stagione sta per tornare. A Tenuta Monacelle si accendono di nuovo le luci del Natale e, con loro, anc... CANOSA DI PUGLIA – Grave incidente sul lavoro questa mattina a Canosa di Puglia. Un operaio di 50 anni è rimasto seriamente ferito mentre e... Si è chiusa con la premiazione la quarta edizione del festival cinematografico di Crispiano. Oltre ai concorsi di cortometraggi, tanto entus... TRANI – La Fiera del Levante di Bari ha ospitato la seconda edizione de “Il Futuro ti assomiglia” , l’iniziativa di formazione e orientamen... BARI - Proseguono a pieno ritmo i cantieri dei due progetti finanziati nell’ambito del PINQuA – Programma Innovativo Nazionale per la Qualit... BARI - L’Associazione Araba Fenice APS, con la Presidente Annamaria Baccaro e la Vice Presidente Cristina Maremonti, presenta la sesta edizi... PUTIGNANO - Sono due le persone indagate per la tragica morte di Elia Lovecchio, 40 anni di Santeramo, precipitato da un’altezza di circa qu... MONOPOLI - Da venerdì 21 novembre a lunedì 1 dicembre a Monopoli, nell’ex tendopoli, farà tappa lo spettacolo del Circo Bellucci, con uno sp... BARI - La Procura di Taranto ha aperto un’indagine sulle elezioni politiche del 2022, con sette indagati tra cui due esponenti di Forza Ita... BARI - Venerdì 21 novembre, dalle 9.30 alle 13.30, a Villa Romanazzi Carducci a Bari (via Giuseppe Capruzzi 326) si terrà il convegno “La v... BARI - Dalle prime ore di questa mattina, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari sta conducendo un’operazione delegata dalla Procur... CONVERSANO - L’edizione 2025 di Novello Sotto il Castello si chiude con numeri da record: centinaia di migliaia di visitatori hanno attrave... PARABITA - Un gesto di onestà ha reso felice una pensionata di Parabita: una donna di 34 anni ha trovato in via Ferrari, vicino all’ufficio ... Da fine novembre a gennaio appuntamenti per tutte le età: teatro, la seconda edizione del Festival delle bande musicali e concerti con degus... ACQUAVIVA DELLE FONTI - Il Duo Khordé, formato dalla mandolinista Denise Colaianni e dalla chitarrista Alessia Posa, entrambe eccellenze del... FRANCESCO LOIACONO - Prosegue il torneo Challenger di Bergamo con risultati interessanti nei match del secondo turno. Stefano Travaglia supe... FRANCESCO LOIACONO - Finisce 0-0 allo stadio “Zaccheria” il match tra Foggia e Cavese, valido per la 14ª giornata del girone C di Serie C. ...
CASTELLANA GROTTE - Scoperta rivoluzionaria nel trattamento del carcinoma colorettale: focus sull'asse SMYD3–c‑MYC per eradicare le cellule staminali tumorali - Manduria Oggi
📰 Manduriaoggi📅 2025-11-18 16:22:14
sperimentazione tumore
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMiUEFVX3lxTE1nbllLOVFUNG9YangxellSRkQ2eVpqUHBEMGZBWUR4OWNNSHYtYmZGT2VEeHFObzZ2bGkzRDBKczhPUHEzVVJ5amRSTzRaMk4x?oc=5" target="_blank">CASTELLANA GROTTE - Scoperta rivoluzionaria nel trattamento del carcinoma colorettale: focus sull'asse SMYD3–c‑MYC per eradicare le cellule staminali tumorali</a> <font color="#6f6f6f">Manduria Oggi</font>
Castellana Grotte: De Bellis Scoperta rivoluzionaria nel trattamento del carcinoma colorettale - Idea Radio nel Mondo
📰 Idearadionelmondo📅 2025-11-18 16:22:14
nuovo farmaco tumore
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMi3AFBVV95cUxPMmlaZ2lFc3J0dUtVcjNkMWtveEpWUl9ST0R0Q2J0TTR6Q1VyTFQ1VThycE0zOGVNZ2gyakRqT2Zaall3S21SbTlOdXRXMjBqSVp5Q3hiSXNfOW8xbjZFVTJSckNWdEsyMXp5WUlRdXNlMEZUa2dNaEU0REgxQ1NKT3IwX0xjRmQ5ZHh6NXNCcmx0YkpwMUp1N0FUUkV5NmZQRXpkLWlKVmZxNEdTN1Jqd2lrbTQ3LTNXZm1uUTNJQUV5RTFFUjEwM1lISy1IX0dDVG1WaTZtSm5CSWhr?oc=5" target="_blank">Castellana Grotte: De Bellis Scoperta rivoluzionaria nel trattamento del carcinoma colorettale</a> <font color="#6f6f6f">Idea Radio nel Mondo</font>
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
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Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019Direttore responsabile: Enzo CosentinoDirettore editoriale: Stefania PapaleoRedazione centrale: Vico dell'Onda 588100 Catanzaro (CZ)LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797Service Provider Sirinfo SrlContattaci:redazione@lanuovacalabria.itTel. 3508267797
All'università Magna Graecia di Germaneto il “trattamento del tumore del polmone negli stadi pre - Gazzetta del Sud
📰 Cosenza.gazzettadelsud📅 2025-11-18 16:22:14
tumore polmone
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMiowJBVV95cUxQSi1xVFhFZmFPa1U4cXNMNUpwQWFFLU9YcHFsaHJseTlGV1ZpNHU5d05sRlJYdXFZekt0MHo5YVd4X0RuN2lKUHRNeFFWM0tmSnFIVm9OanhYY2pfNU5CdTkzWlpodHA2UzhPbVdoTW81ZmdSOWVTVkY4MWVBcmFTQjhNRy0wUW1NenJfMlh1Y055b3MxdkIwTFR4QlNUdnljWW9RODktVGVWUTZKTjhZSlNMM0hZLU9aS29saFkzd2ZRbzlVQ1B2WXhkdjJBaGo0RTU5Um9xVFlRU3pTYVo4UkR1TWRfQ2IwN1VBa2FlYm55bXVGYUdpQm1EaVFzbTFDbHdibWVEVEJtN29wcnd5R3RYRkpJT3pSNDI2QnhMeURjVGfSAagCQVVfeXFMTU9ZeWc3YWE1QVNjblVsV3g0RzhWa3VVUlE4VFdLWTAxLXlCT3pKM0RLeUtxNjU3QVpMVHZULW5xZExSVHQyZjVwSjlvNE9WbU5sc2tDOFRCekJCc1lFc25qZEJmQTM4WlQ2V0pMZDRGUjhKZ3paZTRqY0ZySXVHX1NpM1lvTFFjVmwtOEpBRGg5QTAtRzNnM0QwblQ3QmgwRXJuSFZuUlJ2OGRjV3dsc0pwXzM1UGpmaDUzVFVXWXBmR1lqOG1XdWxKclJtbW9JWDViZGljQzZ6Q056RHB0VURNTy1TX2VvS1JxYmVmQk5OMUVhMG8wbHphU2VOVlNaSzFILXFRWG5fNDdFSW5nNjBYbVZka1NGMnJ3ZVVzV2xkSE56ejhYZGk?oc=5" target="_blank">All'università Magna Graecia di Germaneto il “trattamento del tumore del polmone negli stadi pre</a> <font color="#6f6f6f">Gazzetta del Sud</font>
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
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Da martedì 29 maggio a venerdì 1 giugno, in Basilicata si sono svolte le operazioni di switch-off, per il passaggio delle emittenti televisive al digitale terrestre. Anche Trm ha adeguato le sue trasmissioni al nuovo standard di trasmissione. In questi giorni sono in corso interventi e aggiornamenti tecnici, necessari per una visione ottimale del nuovo tipo di segnale. Pertanto, chiediamo ai nostri utenti di effettuare delle sintonizzazioni automatiche frequenti fino a quando su questo sito sarà pubblicato in evidenza il presente messaggio. Ci scusiamo per il disagio. Per ulteriori informazioni, è possibile scrivere all'indirizzo e-mail infodigitale@trmtv.it
Arriva una nuova opzione terapeutica per i pazienti con Leucemia Mieloide Acuta - Radio Lombardia
📰 Radiolombardia📅 2025-11-18 16:22:14
leucemia
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Cancro: quattro segnali inusuali da identificare secondo un esperto oncologo - rcovid19.it
📰 Rcovid19📅 2025-11-18 16:22:14
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📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?3
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
38.5/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
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Nuova piattaforma con intelligenza artificiale per la diagnosi del tumore alla prostata all’Ospedale di Ivrea - Prima il Canavese
📰 Primailcanavese📅 2025-11-18 16:22:14
tumore prostata
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Come annunciare il cancro ai bambini? I consigli degli psicologi dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano e 5 libri per affrontare il tema della malattia oncologica con i figli
📰 Ilfattoquotidiano📅 2025-11-18 16:22:13✍️ In viaggio con Matilde
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?5
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?5
73.3/100
Punteggio Totale
A
Valutazione
✅
Criteri Critici
Quando si ha difronte una diagnosi di malattia oncologica, l’istinto è quello di proteggere i bambini dalla sofferenza. Questo atteggiamento comporta un’assenza di comunicazione, che si riversa nell’emotività dei bambini tanto da farli sentire esclusi ai camb…
Quando si ha difronte una diagnosi di malattia oncologica, l’istinto è quello di proteggere i bambini dalla sofferenza. Questo atteggiamento comporta un’assenza di comunicazione, che si riversa nell’emotività dei bambini tanto da farli sentire esclusi ai cambiamenti familiari, in colpa, non amati e psicologicamente confusi. Come sostengono molti psicologi, il miglior modo è quello di renderli partecipi a questi cambiamenti attraverso un dialogo aperto improntato su una comunicazione chiara.
Come e cosa dico ai miei figli? Questa è la domanda che molti genitori si fanno e devono affrontare. Il primo step è sempre più complicato, ma affrontato nel modo più naturale possibile garantisce dei risultati meno traumatici. Ogni bambino può reagire in modo differente, a seconda dell’età e del carattere, potrebbero alternare momenti di rabbia e momenti di tristezza; pertanto, il consiglio degli esperti è quello di non minimizzare il loro comportamento, di mantenere la loro quotidianità e rispettare il loro tempo di elaborazione. E’ importante dargli la possibilità di esprimersi facendo domande, esternando le loro paura e i loro bisogni. Solo insieme, attraverso un atteggiamento complice, si potrà affrontare questa malattia sia che riguardi un genitore, sia un membro della famiglia, come nonni, zii o parenti. E’ importante che la famiglia si basi sul principio di unione e trasparenza.
Un viaggio-intervista insieme alla dott.ssa Claudia Borreani, per soffermarci sulla comunicazione della malattia ai minori e al Dott Carlo Barbati dell’Istituto Nazionale dei Tumori per conoscere la collana di podcast “Ci sentirete vicini” realizzato dalla Fondazione IRCCS (INT) di Milano, in collaborazione con Anvolt. Nuovi linguaggi che possono essere linee guida per affrontare dal punto di vista tecnologico la malattia oncologica.
Cosa e in che modo lo dico ai miei figli? È la prima domanda che un genitore si pone per comunicare la propria malattia oncologica o quella dei propri cari ai bambini. Come si risponde a questa domanda e che parola è opportuno usare o non usare per descrivere la malattia: tumore, cancro o bua?
Comunicare una diagnosi di tumore ai propri figli rimane una delle sfide più difficili per un genitore che già deve affrontare un percorso di cura. Ci sono tuttavia alcuni accorgimenti che possono aiutare: è importante riflettere prima su cosa dire loro e come dirlo. È consigliabile individuare un momento tranquillo, senza distrazioni, in cui poter parlare con calma. Ovviamente bisogna adattare le informazioni all’età e al livello di maturità dei figli. Anche la scelta dei termini è importante: usare la parola cancro, tumore, o “malattia” va valutata in base alla capacità di comprensione dei figli e alla risonanza emotiva che il termine porta con sé per i genitori. Non devono mai mancare parole di rassicurazione così come la disponibilità costante a rispondere alle domande e ad accogliere le emozioni.
Quali sono i consigli da applicare nei confronti dei bambini per affrontare nel migliore dei modi i cambiamenti dettati dalla malattia oncologica, siano essi fisici come la perdita di capelli, la perdita di peso, l’affaticamento o pratici come l’assenza di casa a causa dei ricoveri o interventi chirurgici?
Una comunicazione aperta e rassicurante è alla base di ogni relazione funzionale tra genitori e figli. Ogni cambiamento deve essere anticipato, spiegato e dove possibile, normalizzato. Come prepararsi e preparare i figli alla perdita dei capelli rappresenta la preoccupazione maggiormente espressa dai genitori. Si tratta di un passaggio delicato anche per il paziente stesso che deve trovare, prima di parlarne con i figli, la sua personale posizione emotiva rispetto a questo cambiamento. Un taglio di capelli preventivo, l’utilizzo di una parrucca, di un turbante o di un semplice cappellino sono strategie che possono essere condivise con i figli ascoltando anche le loro preferenze. E’ importante sottolineare la transitorietà del cambiamento rassicurando sul fatto che i capelli ricresceranno presto e che saranno più belli di prima.
Trattandosi di effetti collaterali dei trattamenti, il tema della transitorietà riguarda molte delle problematiche che si affrontano durante le cure oncologiche quali la stanchezza e il malessere che devono essere sempre adeguatamente contestualizzati. Anche in caso di ricovero è sempre bene valutare l’opportunità di portare i figli a fare visita al genitore malato ascoltando sempre le loro preferenze in merito. Si può poi organizzare l’incontro in reparto oppure optare per spazi più neutri dell’ospedale quali terrazzo, bar, salottini dedicati ove presenti.
Il tumore influenza il clima emotivo di tutta la famiglia, sia se coinvolge un genitore o un familiare caro. In che modo bisogna supportare il bambino di fronte a questa notizia sia in ambiente interno e sia in ambiente esterno, come la scuola o altre realtà in cui il bambino ne fa parte?
Innanzi tutto, è consigliabile mantenere il più possibile una routine quotidiana in grado di offrire ai minori un senso di normalità e sicurezza. Risulta cruciale mantenere le attività quotidiane come: andare a scuola, fare sport e trascorrere del tempo in famiglia. È importante anche dedicare del tempo per attività “speciali” con i minori, come: leggere insieme, fare passeggiate o semplicemente parlare; tutte queste attività possono rafforzare il legame emotivo e offrire un supporto aggiuntivo.
La scuola rappresenta un altro importante luogo di stabilità per i minori durante i periodi di malattia del genitore. È fondamentale coinvolgere gli insegnanti e il personale scolastico, informandoli della situazione che si sta attraversando. Gli insegnanti, infatti, possono svolgere un ruolo chiave nel monitorare i comportamenti dei minori in classe e fornire un sostegno adeguato. La collaborazione tra genitori, insegnanti e psicologi è dunque cruciale per garantire che i minori non si sentano soli nel loro percorso e che abbiano accesso a tutte le risorse di cui hanno bisogno, sia a livello scolastico che emotivo, per fronteggiare alcuni possibili cambiamenti determinati dalla malattia.
Dott. Barbati, l’importanza dei podcast come spunti di riflessione per semplificare concetti complessi. La collana di podcast “Ci sentirete vicini” realizzato dalla Fondazione IRCCS (INT) di Milano, in collaborazione con Anvolt ha avuto riscontri positivi da parte di chi li ha ascoltati?
Sì, nasce proprio con l’obbiettivo di rendere accessibili temi che, per loro natura, sono complessi e spesso emotivamente densi. Parlare di malattia oncologica all’interno della famiglia, dei vissuti dei minori o del ruolo degli operatori sanitari significa toccare questioni delicate che richiedono un linguaggio accurato, rispettoso e al tempo stesso comprensibile. I podcast hanno avuto un riscontro molto positivo, sia da parte dei pazienti e dei loro familiari, sia da parte degli operatori che lavorano quotidianamente nel contesto onco-ematologico. Molte persone ci hanno scritto dicendo di essersi sentite “accompagnate” mentre ascoltavano le puntate: la voce narrante, i racconti concreti, le situazioni tratte dalla vita reale e il tono empatico con cui affrontiamo ogni tema hanno restituito un senso di vicinanza e di contenimento emotivo che spesso, nella quotidianità della cura, rischia di sfumare. Per diversi ascoltatori, soprattutto genitori che stavano affrontando una diagnosi, la possibilità di ascoltare i podcast in momenti protetti – ad esempio durante gli spostamenti, in casa la sera o nei tempi di attesa tra una visita e l’altra – ha rappresentato un modo per recuperare informazioni in maniera meno “frontale” e più rispettosa dei loro tempi. Molti ci hanno riportato di aver trovato utili i suggerimenti pratici, la chiarezza dei contenuti e il fatto che ci fosse spazio anche per la dimensione emotiva, non solo per quella informativa. Anche sul versante degli operatori sanitari abbiamo ricevuto numerosi feedback: per alcuni colleghi i podcast sono diventati strumenti formativi, utilizzati per approfondire aspetti comunicativi o per discutere in équipe situazioni cliniche complesse. In sintesi, il riscontro è stato molto positivo perché i podcast hanno permesso di “avvicinare” persone che, in momenti di vulnerabilità, avevano bisogno di sentirsi comprese e guidate, senza sentirsi giudicate o sovraccaricate. È esattamente l’obbiettivo a cui puntavamo.
Attività pratiche come la lettura di libri adeguati possono essere efficaci durante questo percorso di comunicazione?
Assolutamente sì. Le attività pratiche, come la lettura condivisa di libri adeguati all’età del minore, rappresentano strumenti estremamente efficaci nel facilitare la comunicazione all’interno della famiglia durante il percorso oncologico. La mediazione narrativa permette di affrontare temi complessi attraverso un linguaggio simbolico, più accessibile e meno minaccioso. I libri dedicati alla malattia o alle emozioni aiutano a riconoscere ciò che si prova e a dare forma alle eventuali paure. Per molti minori, soprattutto i più piccoli, la possibilità di “vedere” la malattia rappresentata metaforicamente in un personaggio o in una storia aiuta a comprenderla senza esserne sopraffatti. Inoltre, la lettura condivisa crea un momento di intimità in cui il genitore può rispondere alle domande del proprio interlocutore, anche di giovane età, in un clima meno carico rispetto a una conversazione diretta. Esiste ormai una solida letteratura che sostiene l’utilità delle narrazioni terapeutiche: sappiamo che la mediazione attraverso storie, immagini e metafore favorisce la regolazione emotiva, riduce l’ansia e promuove una comunicazione più aperta tra genitori e figli. In alcuni casi, i libri aiutano anche l’adulto a trovare le parole giuste, soprattutto quando teme di “dire troppo” o “dire male”. Nel progetto sviluppato con ANVOLT non abbiamo inserito riferimenti a materiali divulgativi specifici per l’età evolutiva, proprio per non limitare la libertà dei genitori nel scegliere lo strumento narrativo più vicino alla sensibilità della propria famiglia. Tuttavia, resta un’indicazione preziosa quella di utilizzare storie e narrazioni come ponte comunicativo: una modalità che può essere facilmente adattata, personalizzata e resa coerente con i bisogni del bambino e lo stile relazionale della famiglia.
Come individuare eventuali segnali di disagio dott. Barbati e quindi risulta cruciale rivolgersi al pediatra o psicologo infantile per comprendere meglio i silenzi dei bambini?
Individuare i segnali di disagio nei bambini è un passaggio fondamentale per accompagnarli in modo efficace quando un genitore affronta una malattia oncologica. I bambini, soprattutto i più piccoli, non sempre riescono a esprimere apertamente quello che provano: spesso parlano attraverso il comportamento, i silenzi, i cambiamenti nelle routine. Alcuni segnali, quando persistono nel tempo o rappresentano una marcata deviazione dal funzionamento abituale del bambino, meritano attenzione. Ad esempio: difficoltà del sonno o incubi ricorrenti calo dell’interesse per giochi o attività abituali regressioni (ritorno a comportamenti tipici di fasi precedenti, come enuresi o richiesta costante di vicinanza fisica) irritabilità o scoppi d’ira apparentemente immotivati, difficoltà di concentrazione o calo del rendimento scolastico, isolamento, ritiro, riduzione del dialogo somatizzazioni, come mal di pancia o mal di testa senza causa medica apparente. Questi segnali non significano automaticamente che il bambino stia vivendo un disagio grave, ma indicano che ha bisogno di uno spazio per elaborare ciò che sta accadendo. È proprio in questi momenti che il pediatra o lo psicologo infantile possono fare la differenza.Chiedere aiuto non significa patologizzare il bambino, ma fare prevenzione. Significa offrire alla famiglia un supporto che aiuti a trasformare il silenzio in parola e la paura in un’esperienza condivisa, più sostenibile e meno solitaria. In molte situazioni, bastano pochi.
Che ultimo consiglio possiamo dare a chi si imbatte a leggere questo articolo?
Un ultimo consiglio che ci sentiamo di dare è quello di non affrontare tutto da soli. La malattia oncologica di un genitore sconvolge gli equilibri familiari, ma non deve trasformarsi in un’esperienza isolata. Parlare con i figli, chiedere supporto agli amici, coinvolgere la scuola, affidarsi ai professionisti: sono tutti passi che proteggono non solo i minori, ma l’intera famiglia. Ogni genitore ha diritto al proprio tempo, alle proprie paure e ai propri limiti. Non esiste un modo “perfetto” per comunicare la malattia, ma esiste un modo autentico, che parte dal desiderio di proteggere e accompagnare i figli anche nei momenti più difficili. Cercare aiuto non è un segno di debolezza, ma una forma concreta di cura. Se c’è un messaggio che vorremmo lasciare, è questo: nessuno deve sentirsi solo nell’affrontare un’esperienza così complessa. Le reti di sostegno – familiari, cliniche, associative – esistono e possono fare davvero la differenza. Parlare, chiedere, condividere rende il peso più leggero e permette a tutti di crescere sentendosi visti, ascoltati e accompagnati. Ti consiglio 5 libri come strumento indispensabile per affrontare questo percorso di malattia.
Come parlare del cancro ai bambini? I consigli degli psicologi dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano e 5 libri per affrontare il tema della malattia oncologica con i figli
📰 Ilfattoquotidiano📅 2025-11-18 16:22:13✍️ In viaggio con Matilde
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?5
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO5
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?5
73.3/100
Punteggio Totale
A
Valutazione
✅
Criteri Critici
Quando si ha difronte una diagnosi di malattia oncologica, l’istinto è quello di proteggere i bambini dalla sofferenza. Questo atteggiamento comporta un’assenza di comunicazione, che si riversa nell’emotività dei bambini tanto da farli sentire esclusi ai camb…
Quando si ha difronte una diagnosi di malattia oncologica, l’istinto è quello di proteggere i bambini dalla sofferenza. Questo atteggiamento comporta un’assenza di comunicazione, che si riversa nell’emotività dei bambini tanto da farli sentire esclusi ai cambiamenti familiari, in colpa, non amati e psicologicamente confusi. Come sostengono molti psicologi, il miglior modo è quello di renderli partecipi a questi cambiamenti attraverso un dialogo aperto improntato su una comunicazione chiara.
Come e cosa dico ai miei figli? Questa è la domanda che molti genitori si fanno e devono affrontare. Il primo step è sempre più complicato, ma affrontato nel modo più naturale possibile garantisce dei risultati meno traumatici. Ogni bambino può reagire in modo differente, a seconda dell’età e del carattere, potrebbero alternare momenti di rabbia e momenti di tristezza; pertanto, il consiglio degli esperti è quello di non minimizzare il loro comportamento, di mantenere la loro quotidianità e rispettare il loro tempo di elaborazione. E’ importante dargli la possibilità di esprimersi facendo domande, esternando le loro paura e i loro bisogni. Solo insieme, attraverso un atteggiamento complice, si potrà affrontare questa malattia sia che riguardi un genitore, sia un membro della famiglia, come nonni, zii o parenti. E’ importante che la famiglia si basi sul principio di unione e trasparenza.
Un viaggio-intervista insieme alla dott.ssa Claudia Borreani, per soffermarci sulla comunicazione della malattia ai minori e al Dott Carlo Barbati dell’Istituto Nazionale dei Tumori per conoscere la collana di podcast “Ci sentirete vicini” realizzato dalla Fondazione IRCCS (INT) di Milano, in collaborazione con Anvolt. Nuovi linguaggi che possono essere linee guida per affrontare dal punto di vista tecnologico la malattia oncologica.
Cosa e in che modo lo dico ai miei figli? È la prima domanda che un genitore si pone per comunicare la propria malattia oncologica o quella dei propri cari ai bambini. Come si risponde a questa domanda e che parola è opportuno usare o non usare per descrivere la malattia: tumore, cancro o bua?
Comunicare una diagnosi di tumore ai propri figli rimane una delle sfide più difficili per un genitore che già deve affrontare un percorso di cura. Ci sono tuttavia alcuni accorgimenti che possono aiutare: è importante riflettere prima su cosa dire loro e come dirlo. È consigliabile individuare un momento tranquillo, senza distrazioni, in cui poter parlare con calma. Ovviamente bisogna adattare le informazioni all’età e al livello di maturità dei figli. Anche la scelta dei termini è importante: usare la parola cancro, tumore, o “malattia” va valutata in base alla capacità di comprensione dei figli e alla risonanza emotiva che il termine porta con sé per i genitori. Non devono mai mancare parole di rassicurazione così come la disponibilità costante a rispondere alle domande e ad accogliere le emozioni.
Quali sono i consigli da applicare nei confronti dei bambini per affrontare nel migliore dei modi i cambiamenti dettati dalla malattia oncologica, siano essi fisici come la perdita di capelli, la perdita di peso, l’affaticamento o pratici come l’assenza di casa a causa dei ricoveri o interventi chirurgici?
Una comunicazione aperta e rassicurante è alla base di ogni relazione funzionale tra genitori e figli. Ogni cambiamento deve essere anticipato, spiegato e dove possibile, normalizzato. Come prepararsi e preparare i figli alla perdita dei capelli rappresenta la preoccupazione maggiormente espressa dai genitori. Si tratta di un passaggio delicato anche per il paziente stesso che deve trovare, prima di parlarne con i figli, la sua personale posizione emotiva rispetto a questo cambiamento. Un taglio di capelli preventivo, l’utilizzo di una parrucca, di un turbante o di un semplice cappellino sono strategie che possono essere condivise con i figli ascoltando anche le loro preferenze. E’ importante sottolineare la transitorietà del cambiamento rassicurando sul fatto che i capelli ricresceranno presto e che saranno più belli di prima.
Trattandosi di effetti collaterali dei trattamenti, il tema della transitorietà riguarda molte delle problematiche che si affrontano durante le cure oncologiche quali la stanchezza e il malessere che devono essere sempre adeguatamente contestualizzati. Anche in caso di ricovero è sempre bene valutare l’opportunità di portare i figli a fare visita al genitore malato ascoltando sempre le loro preferenze in merito. Si può poi organizzare l’incontro in reparto oppure optare per spazi più neutri dell’ospedale quali terrazzo, bar, salottini dedicati ove presenti.
Il tumore influenza il clima emotivo di tutta la famiglia, sia se coinvolge un genitore o un familiare caro. In che modo bisogna supportare il bambino di fronte a questa notizia sia in ambiente interno e sia in ambiente esterno, come la scuola o altre realtà in cui il bambino ne fa parte?
Innanzi tutto, è consigliabile mantenere il più possibile una routine quotidiana in grado di offrire ai minori un senso di normalità e sicurezza. Risulta cruciale mantenere le attività quotidiane come: andare a scuola, fare sport e trascorrere del tempo in famiglia. È importante anche dedicare del tempo per attività “speciali” con i minori, come: leggere insieme, fare passeggiate o semplicemente parlare; tutte queste attività possono rafforzare il legame emotivo e offrire un supporto aggiuntivo.
La scuola rappresenta un altro importante luogo di stabilità per i minori durante i periodi di malattia del genitore. È fondamentale coinvolgere gli insegnanti e il personale scolastico, informandoli della situazione che si sta attraversando. Gli insegnanti, infatti, possono svolgere un ruolo chiave nel monitorare i comportamenti dei minori in classe e fornire un sostegno adeguato. La collaborazione tra genitori, insegnanti e psicologi è dunque cruciale per garantire che i minori non si sentano soli nel loro percorso e che abbiano accesso a tutte le risorse di cui hanno bisogno, sia a livello scolastico che emotivo, per fronteggiare alcuni possibili cambiamenti determinati dalla malattia.
Dott. Barbati, l’importanza dei podcast come spunti di riflessione per semplificare concetti complessi. La collana di podcast “Ci sentirete vicini” realizzato dalla Fondazione IRCCS (INT) di Milano, in collaborazione con Anvolt ha avuto riscontri positivi da parte di chi li ha ascoltati?
Sì, nasce proprio con l’obbiettivo di rendere accessibili temi che, per loro natura, sono complessi e spesso emotivamente densi. Parlare di malattia oncologica all’interno della famiglia, dei vissuti dei minori o del ruolo degli operatori sanitari significa toccare questioni delicate che richiedono un linguaggio accurato, rispettoso e al tempo stesso comprensibile. I podcast hanno avuto un riscontro molto positivo, sia da parte dei pazienti e dei loro familiari, sia da parte degli operatori che lavorano quotidianamente nel contesto onco-ematologico. Molte persone ci hanno scritto dicendo di essersi sentite “accompagnate” mentre ascoltavano le puntate: la voce narrante, i racconti concreti, le situazioni tratte dalla vita reale e il tono empatico con cui affrontiamo ogni tema hanno restituito un senso di vicinanza e di contenimento emotivo che spesso, nella quotidianità della cura, rischia di sfumare. Per diversi ascoltatori, soprattutto genitori che stavano affrontando una diagnosi, la possibilità di ascoltare i podcast in momenti protetti – ad esempio durante gli spostamenti, in casa la sera o nei tempi di attesa tra una visita e l’altra – ha rappresentato un modo per recuperare informazioni in maniera meno “frontale” e più rispettosa dei loro tempi. Molti ci hanno riportato di aver trovato utili i suggerimenti pratici, la chiarezza dei contenuti e il fatto che ci fosse spazio anche per la dimensione emotiva, non solo per quella informativa. Anche sul versante degli operatori sanitari abbiamo ricevuto numerosi feedback: per alcuni colleghi i podcast sono diventati strumenti formativi, utilizzati per approfondire aspetti comunicativi o per discutere in équipe situazioni cliniche complesse. In sintesi, il riscontro è stato molto positivo perché i podcast hanno permesso di “avvicinare” persone che, in momenti di vulnerabilità, avevano bisogno di sentirsi comprese e guidate, senza sentirsi giudicate o sovraccaricate. È esattamente l’obbiettivo a cui puntavamo.
Attività pratiche come la lettura di libri adeguati possono essere efficaci durante questo percorso di comunicazione?
Assolutamente sì. Le attività pratiche, come la lettura condivisa di libri adeguati all’età del minore, rappresentano strumenti estremamente efficaci nel facilitare la comunicazione all’interno della famiglia durante il percorso oncologico. La mediazione narrativa permette di affrontare temi complessi attraverso un linguaggio simbolico, più accessibile e meno minaccioso. I libri dedicati alla malattia o alle emozioni aiutano a riconoscere ciò che si prova e a dare forma alle eventuali paure. Per molti minori, soprattutto i più piccoli, la possibilità di “vedere” la malattia rappresentata metaforicamente in un personaggio o in una storia aiuta a comprenderla senza esserne sopraffatti. Inoltre, la lettura condivisa crea un momento di intimità in cui il genitore può rispondere alle domande del proprio interlocutore, anche di giovane età, in un clima meno carico rispetto a una conversazione diretta. Esiste ormai una solida letteratura che sostiene l’utilità delle narrazioni terapeutiche: sappiamo che la mediazione attraverso storie, immagini e metafore favorisce la regolazione emotiva, riduce l’ansia e promuove una comunicazione più aperta tra genitori e figli. In alcuni casi, i libri aiutano anche l’adulto a trovare le parole giuste, soprattutto quando teme di “dire troppo” o “dire male”. Nel progetto sviluppato con ANVOLT non abbiamo inserito riferimenti a materiali divulgativi specifici per l’età evolutiva, proprio per non limitare la libertà dei genitori nel scegliere lo strumento narrativo più vicino alla sensibilità della propria famiglia. Tuttavia, resta un’indicazione preziosa quella di utilizzare storie e narrazioni come ponte comunicativo: una modalità che può essere facilmente adattata, personalizzata e resa coerente con i bisogni del bambino e lo stile relazionale della famiglia.
Come individuare eventuali segnali di disagio dott. Barbati e quindi risulta cruciale rivolgersi al pediatra o psicologo infantile per comprendere meglio i silenzi dei bambini?
Individuare i segnali di disagio nei bambini è un passaggio fondamentale per accompagnarli in modo efficace quando un genitore affronta una malattia oncologica. I bambini, soprattutto i più piccoli, non sempre riescono a esprimere apertamente quello che provano: spesso parlano attraverso il comportamento, i silenzi, i cambiamenti nelle routine. Alcuni segnali, quando persistono nel tempo o rappresentano una marcata deviazione dal funzionamento abituale del bambino, meritano attenzione. Ad esempio: difficoltà del sonno o incubi ricorrenti calo dell’interesse per giochi o attività abituali regressioni (ritorno a comportamenti tipici di fasi precedenti, come enuresi o richiesta costante di vicinanza fisica) irritabilità o scoppi d’ira apparentemente immotivati, difficoltà di concentrazione o calo del rendimento scolastico, isolamento, ritiro, riduzione del dialogo somatizzazioni, come mal di pancia o mal di testa senza causa medica apparente. Questi segnali non significano automaticamente che il bambino stia vivendo un disagio grave, ma indicano che ha bisogno di uno spazio per elaborare ciò che sta accadendo. È proprio in questi momenti che il pediatra o lo psicologo infantile possono fare la differenza.Chiedere aiuto non significa patologizzare il bambino, ma fare prevenzione. Significa offrire alla famiglia un supporto che aiuti a trasformare il silenzio in parola e la paura in un’esperienza condivisa, più sostenibile e meno solitaria. In molte situazioni, bastano pochi.
Che ultimo consiglio possiamo dare a chi si imbatte a leggere questo articolo?
Un ultimo consiglio che ci sentiamo di dare è quello di non affrontare tutto da soli. La malattia oncologica di un genitore sconvolge gli equilibri familiari, ma non deve trasformarsi in un’esperienza isolata. Parlare con i figli, chiedere supporto agli amici, coinvolgere la scuola, affidarsi ai professionisti: sono tutti passi che proteggono non solo i minori, ma l’intera famiglia. Ogni genitore ha diritto al proprio tempo, alle proprie paure e ai propri limiti. Non esiste un modo “perfetto” per comunicare la malattia, ma esiste un modo autentico, che parte dal desiderio di proteggere e accompagnare i figli anche nei momenti più difficili. Cercare aiuto non è un segno di debolezza, ma una forma concreta di cura. Se c’è un messaggio che vorremmo lasciare, è questo: nessuno deve sentirsi solo nell’affrontare un’esperienza così complessa. Le reti di sostegno – familiari, cliniche, associative – esistono e possono fare davvero la differenza. Parlare, chiedere, condividere rende il peso più leggero e permette a tutti di crescere sentendosi visti, ascoltati e accompagnati. Ti consiglio 5 libri come strumento indispensabile per affrontare questo percorso di malattia.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
58.9/100
Punteggio Totale
B
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Criteri Critici
Tra le Instagram Storie la modella parla di una figura centrale nei percorsi oncologici per affrontare ansia, depressione e le paure legate alla malattia. Ecco tutto quello che c'è da sapere
“Lo psiconcologo mi ha salvato la vita in più occasioni: dalla diagnosi di tumore alla depressione vissuta la scorsa estate”. Bianca Balti lo racconta nelle sue Instagram Stories, collegando quella figura professionale ai momenti più duri del suo percorso: la scoperta di un cancro ovarico al terzo stadio, l’intervento, la chemioterapia e uno stato depressivo sperimentato pochi mesi fa. Le sue parole aprono una finestra su un tema che riguarda migliaia di pazienti: la salute mentale durante e dopo il cancro. Ma chi è davvero lo psiconcologo, cosa fa e perché può diventare – come nel caso di Bianca Balti – una presenza che “salva la vita” più di una volta?
Chi è lo psiconcologo
Lo psiconcologo è uno psicologo o uno psichiatra con una formazione specifica in oncologia: lavora sul versante emotivo, cognitivo ed esistenziale di chi affronta un tumore, integrandosi con l’équipe medica. Si tratta, quindi, di una figura specifica che si occupa del peso psicologico del cancro sul paziente e sulla famiglia.
Dalla diagnosi al follow up: come lavora lo psiconcologo
Lo psiconcologo interviene in diverse fasi. Innanzitutto quando arriva la diagnosi, per gestire lo shock, il senso di vulnerabilità e la paura del futuro. Poi, durante le terapie (chirurgia, chemio, radio, terapie ormonali o biologiche), quando gli effetti collaterali fisici si intrecciano con stanchezza mentale, rabbia, perdita di controllo. E, ancora, nel follow up, quando le visite di controllo tengono viva l’ansia da recidiva. Infine, nelle fasi avanzate o durante le cure palliative, per accompagnare il paziente e i familiari nei temi più difficili da affrontare, dal dolore alla morte.
Ansia, depressione e paura dopo la diagnosi di cancro: perché la psiconcologia è parte della terapia
Il cancro non è solo una malattia del corpo. Diversi studi mostrano che una percentuale alta di pazienti oncologici può sviluppare disturbi psichiatrici veri e propri, in particolare depressione e disturbi d’ansia. In questo quadro lo psiconcologo non è un optional, ma parte della terapia complessiva: lavora sulle emozioni, sui pensieri negativi, sul senso di colpa o di fallimento, sulla paura della morte e della sofferenza. Aiuta il paziente a trovare strategie concrete per affrontare gli esami, le attese, gli effetti collaterali, ma anche a ridefinire la propria identità quando il corpo cambia, come nel caso di mastectomie, cicatrici o perdita dei capelli. Esattamente quei temi di cui Bianca Balti si è fatta portavoce, raccontando e mostrando la trasformazione fisica e psicologica.
Il sostegno dello psiconcologo alla famiglia del paziente
Il cancro non travolge solo chi è malato. Anche partner, figli, genitori e amici del paziente affrontano paure, senso di impotenza, stress continuo. L’American Cancer Society, in una pagina dedicata ai servizi di supporto psicosociale, spiega che questi interventi includono non solo il paziente ma anche i caregiver, con consulenze individuali, gruppi di sostegno e programmi educativi per imparare a gestire la malattia nella vita quotidiana.
Lo psiconcologo, in questo contesto, può offrire spazi di ascolto dedicati ai familiari, separati dal paziente. Li aiuta comunicare in modo più chiaro, ad esempio quando si tratta di spiegare la malattia ai figli; lavorare sulla prevenzione del burn-out del caregiver, cioè la stanchezza emotiva e fisica di chi assiste.
Come lavora, concretamente, lo psiconcologo
Il lavoro quotidiano di uno psiconcologo somiglia poco ai cliché della “seduta sul lettino” e molto di più al lavoro sul campo, dentro i reparti. Comprende colloqui individuali brevi e focalizzati, supporto ai pazienti ricoverati, interventi nei day hospital, gruppi di sostegno per pazienti con la stessa diagnosi o per i caregiver. Dal punto di vista clinico vengono utilizzati strumenti di valutazione standardizzati per misurare il livello di disagio. Poi, la presa in carico spesso avviene in équipe: oncologi, chirurghi, infermieri, nutrizionisti, fisioterapisti e psiconcologi condividono informazioni e decidono insieme le priorità. Uno studio pubblicato su Psycho-Oncology sottolinea come i programmi che integrano stabilmente il supporto psicologico nel percorso clinico abbiano maggiori probabilità di intercettare il disagio e ridurre la sofferenza non solo emotiva ma anche fisica, ad esempio migliorando il controllo del dolore.
Come trovare uno psiconcologo
Il primo step è parlarne con l’oncologo di riferimento o con il medico di famiglia, chiedendo esplicitamente se il centro in cui si è in cura dispone di un servizio di psiconcologia interno o di psicologi convenzionati. In molti Paesi ci sono ambulatori dedicati: diversi ospedali e istituti oncologici presentano reparti di psiconcologia aperti ai pazienti in trattamento e in follow up. In alternativa, si può chiedere aiuto a un esperto del settore, piscologo o psicoterapeuta, che potrebbe mettere a disposizione elenchi di specialisti verificati e cercare terapeuti che abbiano esperienza specifica con pazienti oncologici.
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Perché la testimonianza di Bianca Balti vale più di un post
Quando una figura pubblica come Bianca Balti racconta apertamente non solo la diagnosi di cancro ma anche la depressione e la paura succesive e attribuisce allo psiconcologo il merito di averle “salvato la vita in più occasioni”, non sta solo condividendo un dettaglio privato. Sta facendo esattamente ciò che molte organizzazioni sanitarie auspicano: normalizzare il fatto che, di fronte al cancro, chiedere aiuto psicologico non è segno di debolezza, ma parte di un percorso di cura completo.
Le cronache recenti sulla sua presenza a Sanremo senza parrucca, sulle cicatrici mostrate sui social e sulla scelta di parlare di corpo, vulnerabilità e desiderio di vivere anche in piena malattia, raccontano una narrazione del cancro che non si ferma al “ce la farò”, ma include il diritto di mostrarsi fragile e di farsi aiutare. In questa cornice, la figura dello psiconcologo esce dalle corsie ospedaliere e diventa una figura fondamentale verso la guarigione.
Per molti pazienti, quel professionista che porta un cartellino con scritto “psiconcologo” rappresenta qualcuno a cui si può dire ciò che non si riesce a confessare a nessuno: la paura di morire, la vergogna per il corpo che cambia, la tentazione di mollare le cure.
È anche grazie a racconti come quello di Bianca Balti se, lentamente, l’idea che “basta essere forti” lascia spazio a una verità più scomoda ma più reale: nessuno affronta il cancro da solo, e la salute mentale non è un lusso, ma una parte essenziale della terapia.