📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
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Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO1
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
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Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
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Criteri Critici
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Care lettrici e cari lettori, bentrovati! Novembre è praticamente agli sgoccioli, la neve ha già fatto capolino e ormai anche a È sempre mezzogiorno di Antonella Clerici si respirano solo profumi di Natale, tra biscotti speziati e idee per il pranzo del 25 dicembre.Con questo...
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Criteri Critici
La bufala che non t'aspetti: «Il farmaco dimagrante danneggia la vista» La Gazzetta del Mezzogiorno
Robbie Williams, musicista, solista, membro dei Take That ha dichiarato a The Sun (quotidiano pubblicato in Regno Unito e Irlanda):“perdo la vista per il farmaco dimagrante”. La stessa cosa è stata denunciata da una Parlamentare italiana. In proposito, la prof. Raffaella Buzzetti, presidente Società italiana diabetologia pecisa “al momento non esistono prove scientifiche di un rapporto causa- effetto tra l’uso di questi farmaci basati sul GPL-1 e la comparsa di danni agli occhi. I pazienti devono stare tranquilli e fare le abituali visite di controllo da diabetologo ed oculista prima e durante la terapia… ogni farmaco può avere effetti indesiderati e, quindi, ogni terapia va fatta con controllo del medico che, al minimo allarme, sa come gestire un eventuale effetto indesiderato, prima che faccia danno. E non fanno eccezione questi farmaci, utilizzati già da molti anni per il diabete tipo 2 e più di recente per l’obesità (ne fa uso 62,2% degli italiani sovrappeso). Nessuna terapia va fatta in autogestione o solo perché consigliata da un’amica/o”. Eventuali effetti indesiderati dì tali farmaci, ancora tutti da dimostrare, interessano le persone più a rischio di complicanze oculari: con diabete da molti anni, fumatori, ipertesi non controllati. Il diabete è la principale causa di perdita della vista tra gli adulti. Il miglior modo di proteggersene è proprio ottenere un compenso ottimale del diabete (che di certo questi farmaci aiutano ad ottenere) ed eliminare i fattori di rischio noti… “Intanto stiamo parlando solo di studi osservazionali… e questo non implica la presenza di un rapporto di causa-effetto che è tutto da dimostrare. Frtattanto, uno studio osservazionale su circa 140 mila persone con diabete, pubblicato sy JAMA Ophtalmology ha evidenziato che i soggetti trattati con farmaci GLP-1 per più di sei mesi presentavano probabilità più che doppia di sviluppare una degenerazione maculare neovascolare legata all’età, rispetto agli altri. Una possibile spiegazione è che la rapida riduzione dei livelli di zucchero nel sangue provocata dai GLP-1 RA possa creare una sorta di ‘stress’ per la retina, rendendola più soggetta a mancanza di ossigeno (ipossia) e favorendo così la formazione anomala di nuovi vasi sanguigni. Getta invece acqua sul fuoco uno studio pubblicato su Communications Medicine (gruppo Nature) che ha valutato gli effetti oculari delle nuove terapie anti- diabete e anti-obesità attraverso l’analisi di oltre 2 milioni di cartelle cliniche di persone con obesità. “Da questa analisi – dice la prof. Buzzetti – emerge al contrario che le persone trattate con i nuovi farmaci GLP-1 RA presentano un minor numero di problemi agli occhi, compresi cataratta e occhio secco. In particolare, tra gli utilizzatori di tirzepatide il rischio di cataratta appare dimezzato rispetto a chi assume i vecchi farmaci. Le nuove terapie per l’obesità insomma secondo gli autori di questo studio, possono apportare benefici alla salute degli occhi”. Alla luce di queste evidenze, gli enti per controllo di effetti collaterali dei farmaci hanno segnalato nel giugno 2025 che per le specialità mediche contenenti semaglutide la neuropatia ottica anteriore ischemica debba essere considerata un effetto indesiderato rarissimo (1:10.000); è stato anche riscontrato un lieve aumento del rischio con la dulaglutide. “Noi diabetologi – conclude la presidente -abbiamo sempre raccomandato ai nostri pazienti di effettuare visite oculistiche periodiche per valutare lo stato dei vasi della retina e del nervo ottico, in primo luogo per gli effetti nocivi che l’iperglicemia determina, a prescindere dalla terapia che la persona con diabete sta seguendo. Questa raccomandazione è dunque più che mai valida e attuale, alla luce di questi segnali da attenzionare”.
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Criteri Critici
Epatite C, in Toscana accelera al via gli screening con Ispro La Nazione
Firenze, 21 novembre 2025 – Stanno arrivando in questi giorni a circa 800 mila toscani, in gran parte nati tra il 1969 e il 1989, le lettere firmate Ispro, l’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica. Non si tratta però di un invito agli screening oncologici tradizionali: questa volta l’Istituto è stato coinvolto per promuovere la campagna sul test per l’epatite C, una misura sanitaria che la Regione porta avanti da tempo, ma che finora aveva registrato adesioni inferiori alle attese. Il nome di Ispro è stato scelto proprio per dare maggiore autorevolezza e, possibilmente, incrementare la partecipazione.
Accanto all’obiettivo, però, emergono le prime criticità. Molti cittadini, seguendo le istruzioni contenute nella lettera – che rimanda tramite QR code alla pagina regionale sulle modalità dello screening – si rivolgono ai medici di famiglia per effettuare il test. Ma qui incontrano un ostacolo inatteso: solo una minoranza dei medici di medicina generale ha aderito alla campagna. La partecipazione, infatti, era volontaria e, come spiega il segretario Fimmg, Niccolò Biancalani, la percentuale effettiva oscilla secondo le stime del sindacato tra il 10 e il 20 per cento. A questo si aggiunge un problema pratico: i nuovi test richiesti da Regione e Asl non sono ancora stati consegnati alle farmacie, che dovrebbero poi distribuirli ai medici partecipanti. Risultato inevitabile: molti cittadini si sentono dire che il test non può essere ancora effettuato.
Anche sul fronte delle farmacie la situazione è tutt’altro che capillare. Quelle che hanno aderito in tutta la Toscana sono meno di 200 e a Firenze città, secondo il sito della Regione, se ne contano appena tre. La rete parte già ridotta perché, per motivi normativi, hanno potuto partecipare solo le farmacie abilitate a eseguire accertamenti diagnostici.
Cosa è l’epatite C e come si trasmette
Mentre la macchina organizzativa fatica a ingranare, resta però centrale il motivo per cui la campagna è stata lanciata con tanta forza. L’epatite C, causata dal virus Hcv, si trasmette attraverso il contatto con sangue infetto e spesso decorre senza sintomi, anche per molti anni. È proprio questa lunga fase silente che rende essenziale individuare il maggior numero di persone inconsapevolmente positive. Dal 2015, infatti, è disponibile una terapia altamente efficace che consente di eliminare l’infezione nella quasi totalità dei casi. All’inizio era riservata ai pazienti più gravi, tanto che c’era chi andava a procurarsi i farmaci all’estero; oggi invece è accessibile a tutti coloro che risultano positivi.
Come funziona il test
Il test preliminare per lo screening è estremamente semplice: basta una goccia di sangue, come per la misurazione della glicemia, e servono 15 minuti per il risultato. In caso di esito positivo occorre una conferma tramite un secondo test prescritto dal medico e, se anche questo risulta positivo, il paziente viene indirizzato a un centro specialistico per iniziare il percorso terapeutico. Individuare i casi nascosti permette non solo di prevenire conseguenze gravi come cirrosi o carcinoma epatico, ma anche di ridurre in maniera significativa la diffusione del virus.
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Il centro unico trapianti di cellule staminali emopoietiche adulti e pediatrico dell'Arnas Brotzu, è stato individuato dall'assessorato della Sanità come struttura autorizzata alla prescrizione e alla gestione della nuova terapia genica avanzata destinata ...…
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Criteri Critici
In cinque anni, da quando ha avuto l'accreditamento a Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, ammontano a quasi 83 milioni i fondi iscritti a bilancio per la ricerca. (ANSA)
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Una giornata dedicata alla assistenza di prossimità e alla nuova rete dei servizi territoriali quella svoltasi oggi sul territorio cremasco alla presenza del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana che ha preso parte a entrambe le tappe istituzionali. Dopo l’inaugurazione della Casa di Comunità di Crema, le autorità e gli operatori si sono spostati nel Comune di Casale Cremasco Vidolasco per la presentazione del nuovo Centro Polifunzionale.
La Casa di Comunità di Crema: un nuovo modello integrato di servizi vicini ai cittadini
Il pomeriggio si è aperto con l’intervento del direttore generale dell’ASST di Crema, AlessandroCominelli, che ha introdotto gli altri relatori. Dopo il Sindaco di Crema Fabio Bergamaschi, il presidente dell’Area Omogenea Cremasca Gianni Rossoni e il direttore generale di ATS Val Padana Stefano Manfredi è intervenuta Carolina Maffezzoni, direttore socio-sanitario di ASST Crema, con i rappresentanti dell’AFT dei medici di Medicina Generale e dei pediatri di Libera scelta, Francesco Scanzi e Domenico Morosini. Infine, l’atteso discorso del presidente Fontana e la benedizione del vescovo di Crema Daniele Gianotti.
La nuova struttura, progettata secondo le linee del DM 77/2022 che sancisce la riforma del territorio secondo il PNRR, rappresenta la porta d’ingresso unificata ai servizi sanitari e sociali del territorio. Un luogo riconoscibile e accessibile, pensato per favorire la presa in carico integrata grazie alla collaborazione tra medici di medicina generale, pediatri, specialisti, infermieri di famiglia, assistenti sociali e gli attori della rete sociosanitaria locale.
In un territorio in cui oltre un terzo dei cittadini convive con patologie croniche, la Casa di Comunità diventa un punto di riferimento della prevenzione, dei programmi di screening, della continuità assistenziale e della costruzione di percorsi personalizzati.
Il Punto Unico di Accesso (PUA) e la Valutazione Multidimensionale consentono di leggere i bisogni della persona nella loro interezza, integrando dimensione sanitaria e sociale.
L’offerta comprende servizi amministrativi, ambulatori specialistici, cure domiciliari, psicologia territoriale, salute mentale, medicina legale e attività degli infermieri di famiglia, costruendo una rete che supera i confini fisici della struttura per garantire equità, vicinanza e prossimità.
Il nuovo Centro Polifunzionale di Casale Cremasco Vidolasco al servizio della comunità
Dopo l’inaugurazione della CdC di Crema, le autorità si sono trasferite a Casale Cremasco Vidolasco, dove il Sindaco Antonio Grassi con il Direttore Generale di ASST Crema Alessandro Cominelli e il Presidente dell’Area Omogenea Gianni Rossoni, hanno illustrato a Fontana il nuovo Centro Polifunzionale.
La struttura – moderna, antisismica ed energeticamente efficiente – è stata realizzata nell’area degli ex spogliatoi del campo sportivo, grazie a un importante intervento di riqualificazione. Dispone di impianto fotovoltaico, climatizzazione in pompa di calore, sistemi avanzati di ventilazione, illuminazione a LED e barriere anti-radon.
Gli spazi comprendono sala d’attesa, tre ambulatori medici, servizi per l’utenza e il personale, locali tecnici e un accesso carrabile idoneo anche ai mezzi di soccorso. L’edificio è stato completato tra il marzo 2023 e il maggio 2025, con progetto dell’architetto Bruno Ferrari e realizzazione dell’Impresa Patrini. Accanto alla struttura ambulatoriale è stata presentata la sala multifunzionale, destinata a: attività dei Medici di Medicina Generale, prelievi ed esami di routine, vaccinazioni pediatriche, incontri informativi alla popolazione, corsi di aggiornamento per operatori.
Le dichiarazioni
Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia
«Oggi celebriamo due strutture importanti, che rappresentano concretamente ciò che si intende per sanità vicina al territorio. I profondi cambiamenti demografici e sociali della Lombardia ci inducono a rispondere con nuovi servizi, capaci di rispondere alle nuove esigenze di cura, diverse rispetto al passato: sono aumentate le persone con patologie croniche e si è allungata l’aspettativa di vita. Un tempo il cuore dell’assistenza era l’ospedale. Oggi le condizioni sono cambiate, e il modello sanitario deve cambiare con esse. Vogliamo e dobbiamo riportare al centro del sistema il territorio, la prossimità, la continuità delle cure. La Casa di Comunità deve diventare il primo punto di riferimento per ogni cittadino, un luogo dove medici di medicina generale, infermieri di famiglia, specialisti e operatori sociali lavorano insieme per la presa in carico completa della persona. Tutte le figure professionali collaborano, non più in modo frammentato, ma come un’unica squadra al servizio dei bisogni reali dei lombardi».
Alessandro Cominelli, direttore generale ASST Crema:
«Siamo orgogliosi di avere qui con noi il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ad inaugurare La Casa di Comunità di Crema che rappresenta una tappa, molto importante, di un
percorso che rispetta gli obiettivi strategici del PNRR. Dal 2023 è stato attivato l’ospedale di Comunità di Soncino, nel 2024 la Centrale Operativa territoriale (COT) e oggi la Casa di Comunità di Crema. Il mese prossimo sarà inaugurato l’ospedale di Comunità di Rivolta d’Adda e a seguire la Casa di Comunità di Rivolta. Oggi aggiungiamo un tassello nell’ investimento sulla salute dei cittadini e sulla capacità del territorio di prendersi cura in modo coordinato. La Casa di Comunità, così come il centro polifunzionale di Casale, saranno luoghi dove i professionisti lavoreranno insieme e dove il cittadino troverà risposte più semplici, più chiare e più vicine».
Carolina Maffezzoni, direttore socio sanitario ASST Crema:
«La Casa di Comunità è il presidio territoriale di prossimità al quale i cremaschi potranno accedere, per richiedere assistenza sanitaria o sociosanitaria. Vuole garantire un un’unitarietà dell’accesso e un’integrazione all’assistenza, la valutazione del bisogno della persona e l’accompagnamento nell’individuazione della risposta più appropriata. La Casa di Comunità è il luogo in cui la cura diventa incontro, ascolto e responsabilità condivisa. È una porta sempre aperta, vicina alle persone e ai loro bisogni quotidiani, dove professionisti e cittadini camminano insieme per costruire salute, benessere e legami».
Fabio Bergamaschi, sindaco di Crema
«I presidi di prossimità che nascono con l’obiettivo di rafforzare la sanità pubblica e avvicinare i servizi essenziali alle persone sono uno strumento importante per rispondere alle esigenze dei cittadini. Bene inaugurare le Case di Comunità, poi i contenitori vanno riempiti di contenuti, meglio ancora di nuovi contenuti, e sarà cura della politica locale seguire con attenzione questo sviluppo. Il dialogo con Asst e Regione è positivo ed ha portato ottimi frutti nello scambio tra Stalloni e Tribunale. Anche quest’ultima struttura dovrà trovare una vocazione sociosanitaria, così come l’area degli Stalloni potrà essere sviluppata anche in relazione con la vicina Casa di Comunità ed i Servizi Sociali, la cui sede è proprio nel mezzo. In un riordino generale dell’area, proseguire il confronto con Asst e Regione è la naturale evoluzione della giornata odierna. Alcuni spazi vuoti o sottoutilizzati meritano di tornare a vivere, diventando contenitori ricchi di contenuti, luoghi capaci di generare servizi, relazioni, opportunità».
Gianni Rossoni, presidente Area Omogenea Cremasca
«Il territorio ha interpretato nel modo migliore la legge che ha previsto l’istituzione delle Case di Comunità. Lo ha fatto con l’obiettivo di accogliere le persone più fragili, aprendo loro nuovi percorsi di cura e di sostegno. Nella Casa di Comunità lavorano insieme ambito sociale, assistenti sociali, professionisti sanitari e operatori del territorio. È la prova concreta che c’è una rete viva capace di raggiungere chi ha bisogno. Siamo territori che hanno a cuore il proprio ospedale, ma anche – e sempre di più – la sanità di prossimità, quella che sta vicino alle famiglie, agli anziani, ai cronici, a chi ogni giorno chiede ascolto e presenza. Questo è il modello lombardo che vogliamo rafforzare».
Antonio Grassi, sindaco di Casale Cremasco Vidolasco
«Sono orgoglioso di inaugurare oggi il nostro Centro polifunzionale, nato con la volontà di realizzare una struttura in grado di superare la mera funzione di ambulatorio medico ampliando l’utilizzo anche ad attività di informazione e prevenzione rivolte ai cittadini e agli operatori sanitari. La collaborazione con ASST Crema e ATS Val Padana è stata fondamentale. Per noi è un onore che il presidente Fontana abbia accettato il nostro invito perché dà ancora più valora al nostro centro, frutto di un lavoro di squadra che dimostra come la sinergia tra istituzioni unitamente al contribuito di privati possa produrre risultati concreti e di valore per la collettività rafforzando la sanità pubblica e migliorando concretamente la qualità della vita dei nostri cittadini».
Nella foto centrale l’inaugurazione del Centro polifunzionale di Casale Cremasco
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Criteri Critici
Al San Camillo 18 tumori individuati nel primo anno grazie alla diagnosi precoce del polmone AgenSalute
Al San Camillo Forlanini, il programma di diagnosi precoce del tumore polmonare per fumatori over 55 continua a ottenere risultati concreti. Nel primo anno di attività sono state individuate 18 neoplasie – tra cui 13 tumori polmonari – grazie all’impiego della tomografia computerizzata (TC) a basso dosaggio
A quasi un anno dall’avvio del programma di diagnosi precoce del tumore polmonare, l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini fa il punto sui risultati raggiunti fino al 1° novembre 2025, aggiornando i dati già presentati il 9 luglio.
Rivolto alla fascia di popolazione più a rischio – i forti fumatori over 55 – il progetto ha permesso di identificare neoplasie in fase iniziale in diversi pazienti, consentendo diagnosi tempestive e, in molti casi, trattamenti chirurgici radicali con successo.
In totale sono stati compilati, sul sito online della Azienda San Camillo Forlanini, 2100 questionari – tutti fondati su criteri internazionali di rischio di sviluppare un tumore polmonare in relazione all’età (superiore ai 55 anni) e all’abitudine tabagica dei pazienti (20 sigarette al giorno per 30 anni) – dei quali 1220 sono stati ritenuti idonei. Sulle 700 tomografie computerizzate (TC) a basso dosaggio sino ad oggi eseguite, sono stati già individuati 13 tumori polmonari. Ad essi si aggiungono 1 mesotelioma pleurico, 1 tumore della ghiandola timica, 2 tumori al rene e 1 tumore al seno, per un totale di 18 tumori. I risultati sono stati analizzati da un team dedicato.
Oltre ai tumori, la TC ha rilevato 20 noduli indeterminati, piccole anomalie che non sempre indicano cancro ma richiedono ulteriori controlli dal board multidisciplinare composto da radiologi, pneumologi, anatomopatologi, chirurghi toracici, oncologi e radioterapisti.
“Il progetto di diagnosi precoce dell’Ospedale San Camillo-Forlanini – sottolinea il prof. Giuseppe Cardillo, direttore della UOC di Chirurgia Toracica – ha ottenuto risultati straordinari in termini di partecipazione, confermando quanto sia sentita nella popolazione l’esigenza di contrastare il tumore polmonare attraverso la diagnosi precoce. Ad oggi sono già stati operati dodici tumori polmonari, tutti con tecnica mininvasiva perlopiù attraverso l’uso di un robot chirurgico. L’esame istologico ha confermato che si trattava di neoplasie in stadi molto precoci, in alcuni casi addirittura “in situ”, una condizione in cui le probabilità di guarigione raggiungono il 100%. Rilevanti anche i risultati del Centro Antitabagico, che ha registrato un tasso di cessazione del fumo di circa il 30%”.
L’importanza della diagnosi precoce
Il tumore del polmone rappresenta una delle principali cause di morte oncologica in Italia, con oltre 44.000 nuove diagnosi e circa 36.000 decessi ogni anno. A livello europeo invece sono circa 376.000 i decessi causati da cancro al polmone. Tuttavia, la mortalità risulta elevata poiché la diagnosi arriva spesso in fase avanzata, quando le opzioni terapeutiche sono limitate e poco efficaci, con un tasso di sopravvivenza ai 5 anni che può essere inferiore al 10%. In occasione del Summit europeo degli esperti sullo screening del cancro al polmone, tenutosi nel luglio 2025 presso l’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma e sostenuto da una sovvenzione incondizionata di Johnson & Johnson, esperti provenienti da tutta Europa hanno presentato prove che dimostrano che la mortalità per cancro al polmone può essere significativamente ridotta in caso di diagnosi precoce e successivo trattamento.
Secondo uno studio condotto da C.R.E.A. Sanità e Università di Roma Tor Vergata, lo screening del tumore polmonare tramite TC a basso dosaggio (LDCT) risulta non solo clinicamente efficace, ma anche economicamente vantaggioso per il sistema sanitario italiano. In un orizzonte di 30 anni, il programma potrebbe prevenire 36.061 decessi, ridurre i costi totali legati al cancro al polmone del 1,8% e totalizzare un guadagno di 0,9 milioni di QALY – unità di misura sanitaria che incrocia gli anni di vita e il coefficiente di qualità della stessa. In totale, l’analisi suggerisce che una diagnosi precoce del cancro al polmone basato sulla LDCT in Italia porterebbe a un miglioramento di 9,2 anni nella sopravvivenza media dei pazienti – a livello globale – diagnosticati tramite screening piuttosto che tramite sintomi.
Il primo vaccino preventivo contro il cancro ai polmoni inizierà la sperimentazione umana nel 2026 - Mix Vale
📰 Mix Vale📅 2025-11-21T12:32:24
sperimentazione tumore
<a href="https://news.google.com/rss/articles/CBMi0wFBVV95cUxQWkN0NVE4V245M0lwZVFkeGp5YXFRR2NzWkNGLW5HNGd6Y2pBUEFOTmNhNE56NWI1X2ZQNDF0NzM1bFlTTFZna2Y2em4wVUdqSzg3M0tPaFlHOGNPcmVjaTZyekxkLTlVTk1tUXJTUGFRMDhXMkt2T0tXTDV5VEh5VF9vT3huQ1lNWjVyTHlRbHZmYmZsUXFwMThoRkJUVk8tc21nUTJ0c09UbXVfY2Ytb0dKRUt2dnY5SGJUbnBWal82VV9Nd2VDaU5Da3NPNExnYTBJ0gHTAUFVX3lxTFBaQ3Q1UThXbjkzSXBlUWR4anlhcVFHY3NaQ0Ytbkc0Z3pjakFQQU5OY2E0Tno1YjVfZlA0MXQ3MzVsWVNMVmdrZjZ6bjBVR2pLODczS09oWUc4Y09yZWNpNnJ6TGQtOVVOTW1RclNQYVEwOFcyS3ZPS1dMNXlUSHlUX29PeG5DWU1aNXJMeVFsdmZiZmxRcXAxOGhGQlRWTy1zbWdRMnRzT1RtdV9jZi1vR0pFS3Z2djlIYlRucFZqXzZVX013ZUNpTkNrc080TGdhMEk?oc=5" target="_blank">Il primo vaccino preventivo contro il cancro ai polmoni inizierà la sperimentazione umana nel 2026</a> <font color="#6f6f6f">Mix Vale</font>
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
43.0/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
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Nella pagina Stampe Storiche disponibile oraDon Felice CERETTI Nell' accingerci a scrivere un рeriodico destinato principalmente a conservare ed illustrare le memorie di questa Città, che fu già sede gloriosa della principesca famiglia Pico, il pensiero e la penna ricorrono tosto a quel Grande, che fu la più splendida illustrazione cosi della nobilissima sua progenie, come della terra che gli fu madre avventurata. [...] Una mattina ricevo una telefonata, nello schermo del smartphone leggo il nome riportato in rubrica, è Cel: «Pronto Livio, sêt in cà?». Io rispondo:…… Finalmente con un paio di settimane libere dalle nubi, sono riuscito finalmente a terminare alcuni progetti fotografici che avevo in lista: tra cui uno che non avevo in programma di fare questo anno…….. È in distribuzione il numero di novembre 2025 di “Appunti Sanfeliciani”, il periodico mensile del Comune di San Felice sul Panaro Oggi lunedì 17 novembre, nel giorno di scadenza della proroga per la partecipazione al Bando “Energia 5.0» pubblicato dalla Società Difesa Servizi s.p.a. lo scorso 4 giugno, il Comitato “Salviamo PortoVecchio» saluta con favore l’interessamento del Senatore Barcaiuolo e dell’Assessore Secchia alle sorti di PortoVecchio.Il Comitato desidera altresì chiarire e ricordare che…… Il custode delle capaci cantine della famiglia Pico, a nome Aldrovando, per rincuorare i combattenti aveva « pescato » un liquore, che (fin dagli anni della sua infanzia) andava coltivando con ogni premura in certe botticelle di rovere in un angolo fuori mano…….. L’incontro, moderato da Imo Vanni Sartini, ha visto la presenza e gli interventi dell’architetto Antonio Battilani, del professor Alberto Rinaldi e dell’architetto Davide Calanca, che hanno……. 15 marzo 1911: è ufficialmente questa la data di inizio del gioco del calcio a Mirandola, come testimoniano gli inediti documenti ritrovati in archivio comunale. E’ l’anno 1862 e il quartiere di Francia Corta assiste ad un evento memorabile,- la nascita del “Principato di Francia Corta – Stato……… Finalmente con un paio di settimane libere dalle nubi, sono riuscito finalmente a terminare alcuni progetti fotografici che avevo in lista: tra cui uno che non avevo in programma di fare questo anno…….. Finalmente con un paio di settimane libere dalle nubi, sono riuscito finalmente a terminare alcuni progetti fotografici che avevo in lista: tra cui uno che non avevo in programma di fare questo anno…….. 15 marzo 1911: è ufficialmente questa la data di inizio del gioco del calcio a Mirandola, come testimoniano gli inediti documenti ritrovati in archivio comunale. 15 marzo 1911: è ufficialmente questa la data di inizio del gioco del calcio a Mirandola, come testimoniano gli inediti documenti ritrovati in archivio comunale. E’ l’anno 1862 e il quartiere di Francia Corta assiste ad un evento memorabile,- la nascita del “Principato di Francia Corta – Stato……… E’ l’anno 1862 e il quartiere di Francia Corta assiste ad un evento memorabile,- la nascita del “Principato di Francia Corta – Stato……… Molti si diedero alla fuga convinti di avere a che fare con il nemico uscito in agguato, abbandonando quindi sul campo decine di botti, ormai vuote…….. Molti si diedero alla fuga convinti di avere a che fare con il nemico uscito in agguato, abbandonando quindi sul campo decine di botti, ormai vuote…….. Fu cominciata dal duca Alessandro I Pico nel 1627, ed aperta nel 1689 ad opera di Alessandro II di lui successore. E’ crociforme di buon stile corinto ed ha sette altari. Il maggiore si eleva in capo dellacroce con ciborio di fini marmi lavorati dallo scultore veronese Francesco Marchesini…….. Fu cominciata dal duca Alessandro I Pico nel 1627, ed aperta nel 1689 ad opera di Alessandro II di lui successore. E’ crociforme di buon stile corinto ed ha sette altari. Il maggiore si eleva in capo dellacroce con ciborio di fini marmi lavorati dallo scultore veronese Francesco Marchesini…….. Come testimoniano antiche mappe del Cinquecento, Portovecchio era un importante centro strategico di smistamento all’estremità del Ducato Mirandolese, verso il dominio Estense. San Martino era già nota….. Come testimoniano antiche mappe del Cinquecento, Portovecchio era un importante centro strategico di smistamento all’estremità del Ducato Mirandolese, verso il dominio Estense. San Martino era già nota….. Grazie alla volontà di amici collezionisti, amanti della storia delle nostre terre, che ci permettono di visionare il loro patrimonio di pubblicazioni di fine ‘800 e inizio ‘900, stiamo……. Grazie alla volontà di amici collezionisti, amanti della storia delle nostre terre, che ci permettono di visionare il loro patrimonio di pubblicazioni di fine ‘800 e inizio ‘900, stiamo……. Il Sindaco Letizia Budri e l’Amministrazione Comunale di Mirandola ricordano con affetto il sacerdote che per decenni ha servito la comunità con dedizione, fede e umanità….. Il Sindaco Letizia Budri e l’Amministrazione Comunale di Mirandola ricordano con affetto il sacerdote che per decenni ha servito la comunità con dedizione, fede e umanità….. Il Comitato «Salviamo PortoVecchio», in vista della scadenza del Bando Energia 5.0 di Difesa Servizi s. p. a., Società in house del Ministero della Difesa, prevista al 15 ottobre e posticipata al 17 novembre prossimo, rende pubblico un……….. Il Comitato «Salviamo PortoVecchio», in vista della scadenza del Bando Energia 5.0 di Difesa Servizi s. p. a., Società in house del Ministero della Difesa, prevista al 15 ottobre e posticipata al 17 novembre prossimo, rende pubblico un……….. Nell' accingerci a scrivere un рeriodico destinato principalmente a conservare ed illustrare le memorie di questa Città, che fu già sede gloriosa della principesca famiglia Pico, il pensiero e la penna ricorrono tosto a quel Grande, che fu la più splendida illustrazione cosi della nobilissima sua progenie, come della terra che gli fu madre avventurata. [...] È in distribuzione il numero di novembre 2025 di “Appunti Sanfeliciani”, il periodico mensile del Comune di San Felice sul Panaro Oggi lunedì 17 novembre, nel giorno di scadenza della proroga per la partecipazione al Bando “Energia 5.0» pubblicato dalla Società Difesa Servizi s.p.a. lo scorso 4 giugno, il Comitato “Salviamo PortoVecchio» saluta con favore l’interessamento del Senatore Barcaiuolo e dell’Assessore Secchia alle sorti di PortoVecchio.Il Comitato desidera altresì chiarire e ricordare che…… Il custode delle capaci cantine della famiglia Pico, a nome Aldrovando, per rincuorare i combattenti aveva « pescato » un liquore, che (fin dagli anni della sua infanzia) andava coltivando con ogni premura in certe botticelle di rovere in un angolo fuori mano…….. L’incontro, moderato da Imo Vanni Sartini, ha visto la presenza e gli interventi dell’architetto Antonio Battilani, del professor Alberto Rinaldi e dell’architetto Davide Calanca, che hanno……. 15 marzo 1911: è ufficialmente questa la data di inizio del gioco del calcio a Mirandola, come testimoniano gli inediti documenti ritrovati in archivio comunale. E’ l’anno 1862 e il quartiere di Francia Corta assiste ad un evento memorabile,- la nascita del “Principato di Francia Corta – Stato……… Finalmente con un paio di settimane libere dalle nubi, sono riuscito finalmente a terminare alcuni progetti fotografici che avevo in lista: tra cui uno che non avevo in programma di fare questo anno…….. Finalmente con un paio di settimane libere dalle nubi, sono riuscito finalmente a terminare alcuni progetti fotografici che avevo in lista: tra cui uno che non avevo in programma di fare questo anno…….. 15 marzo 1911: è ufficialmente questa la data di inizio del gioco del calcio a Mirandola, come testimoniano gli inediti documenti ritrovati in archivio comunale. 15 marzo 1911: è ufficialmente questa la data di inizio del gioco del calcio a Mirandola, come testimoniano gli inediti documenti ritrovati in archivio comunale. E’ l’anno 1862 e il quartiere di Francia Corta assiste ad un evento memorabile,- la nascita del “Principato di Francia Corta – Stato……… E’ l’anno 1862 e il quartiere di Francia Corta assiste ad un evento memorabile,- la nascita del “Principato di Francia Corta – Stato……… Molti si diedero alla fuga convinti di avere a che fare con il nemico uscito in agguato, abbandonando quindi sul campo decine di botti, ormai vuote…….. Molti si diedero alla fuga convinti di avere a che fare con il nemico uscito in agguato, abbandonando quindi sul campo decine di botti, ormai vuote…….. Fu cominciata dal duca Alessandro I Pico nel 1627, ed aperta nel 1689 ad opera di Alessandro II di lui successore. E’ crociforme di buon stile corinto ed ha sette altari. Il maggiore si eleva in capo dellacroce con ciborio di fini marmi lavorati dallo scultore veronese Francesco Marchesini…….. Fu cominciata dal duca Alessandro I Pico nel 1627, ed aperta nel 1689 ad opera di Alessandro II di lui successore. E’ crociforme di buon stile corinto ed ha sette altari. Il maggiore si eleva in capo dellacroce con ciborio di fini marmi lavorati dallo scultore veronese Francesco Marchesini…….. Come testimoniano antiche mappe del Cinquecento, Portovecchio era un importante centro strategico di smistamento all’estremità del Ducato Mirandolese, verso il dominio Estense. San Martino era già nota….. Come testimoniano antiche mappe del Cinquecento, Portovecchio era un importante centro strategico di smistamento all’estremità del Ducato Mirandolese, verso il dominio Estense. San Martino era già nota….. Grazie alla volontà di amici collezionisti, amanti della storia delle nostre terre, che ci permettono di visionare il loro patrimonio di pubblicazioni di fine ‘800 e inizio ‘900, stiamo……. Grazie alla volontà di amici collezionisti, amanti della storia delle nostre terre, che ci permettono di visionare il loro patrimonio di pubblicazioni di fine ‘800 e inizio ‘900, stiamo……. Il Sindaco Letizia Budri e l’Amministrazione Comunale di Mirandola ricordano con affetto il sacerdote che per decenni ha servito la comunità con dedizione, fede e umanità….. Il Sindaco Letizia Budri e l’Amministrazione Comunale di Mirandola ricordano con affetto il sacerdote che per decenni ha servito la comunità con dedizione, fede e umanità….. Il Comitato «Salviamo PortoVecchio», in vista della scadenza del Bando Energia 5.0 di Difesa Servizi s. p. a., Società in house del Ministero della Difesa, prevista al 15 ottobre e posticipata al 17 novembre prossimo, rende pubblico un……….. Il Comitato «Salviamo PortoVecchio», in vista della scadenza del Bando Energia 5.0 di Difesa Servizi s. p. a., Società in house del Ministero della Difesa, prevista al 15 ottobre e posticipata al 17 novembre prossimo, rende pubblico un……….. Nella pagina Stampe Storiche disponibile oraDon Felice CERETTI LE BARZELLETTE DELLA LORY Jusfen al s’è fatt quindas dè ad vacansa al mâr con la Marta, l’è al port e al dascor con so muier: “Em fatt propria na bela vacansa Marta, un……..
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?5
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
58.5/100
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Criteri Critici
Questa molecola inverte e riduce i sintomi dell'Alzheimer in test di laboratorio: è molto promettente Fanpage
Ricercatori brasiliani hanno dimostrato che un composto chiamato L10 (una piccola immina) è in grado di abbattere neuroinfiammazione e stress ossidativo nel cervello di modelli murini affetti da Alzheimer, migliorando sensibilmente le prestazioni nei test di memoria. Come agisce questa semplice molecola e perché è considerata molto promettente per i test sull’uomo.
I ricercatori hanno identificato un composto semplice e sicuro in grado di ridurre e invertire i sintomi dell'Alzheimer in test di laboratorio. Si tratta di una molecola appartenente alla classe delle immine, ovvero un composto organico con un doppio legame tra azoto e carbonio, progettato per rimuovere gli ioni rame dalle placche di beta amiloide e favorirne la degradazione. Le placche amiloidi, come indicato dalla Alzheimer Association, sono proteine che assieme ai grovigli fibrillari di tau si accumulano nel cervello dei pazienti e sono strettamente associate alla neurodegenerazione. Non è chiaro se siano causa o conseguenza della patologia, tuttavia è stato dimostrato che anticorpi monoclonali – come il Lecanemab – che colpiscono queste placche, se somministrati precocemente sono in grado di rallentare sensibilmente il declino cognitivo.
L'immina, chiamata L10 dagli scienziati, è stata in grado di abbattere la neuroinfiammazione e lo stress ossidativo, migliorando al contempo i test di memoria. Al momento è stata testata solo su topi affetti dalla forma murina dell'Alzheimer, pertanto non è certo che possa determinare i medesimi i risultati nell'essere umano, ciò nonostante i risultati sono stati estremamente positivi, inoltre la molecola è risultata sicura e ben tollerata. Alla luce di ciò gli scienziati hanno già depositato la richiesta di brevetto e stanno cercando attivamente contatti con le case farmaceutiche al fine di avviare la sperimentazione clinica, cioè i test sull'uomo. L10 potrebbe essere uno dei composti più preziosi per combattere la demenza, che secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) colpisce circa 44 milioni di persone di tutto il mondo. Il dato è destinato a triplicare entro il 2050, secondo alcune stime, principalmente a causa dell'invecchiamento della popolazione.
A scoprire l'immina L10 e a determinarne l'efficacia è stato un team di ricerca brasiliano guidato da scienziati brasiliani del Centro di scienze naturali e umanistiche dell'Università Federale ABC-UFABC, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Chimica dell'Università Federale di São Carlos-UFSCar. I ricercatori, coordinati dalla professoressa Giselle Cerchiaro, docente presso il Laboratorio di biochimica dei metalli e stress ossidativo dell'ateneo di San Paolo, hanno identificato il composto dopo una serie di esperimenti, che hanno coinvolto simulazioni al computer (in silico), test su cellule in coltura e animali vivi.
I ricercatori si sono concentrati sulla sintesi di otto immine (da L03 a L10) e su un composto basato sulla chinolina (chiamato L11) perché si tratta di chelanti del rame, ovvero molecole che si legano con questo metallo e formano composti stabili. Studi precedenti avevano dimostrato che il rame influenza in modo significativo le placche amiloidi, come spiegato dalla professoressa Cerchiaro in un comunicato stampa dell'Agenzia FAPESP: “Circa un decennio fa, studi internazionali hanno iniziato a evidenziare l'influenza degli ioni rame come aggregatori di placche beta-amiloidi. Si è scoperto che mutazioni genetiche e alterazioni degli enzimi che intervengono nel trasporto del rame nelle cellule potrebbero portare all'accumulo dell'elemento nel cervello, favorendo l'aggregazione di queste placche. Pertanto, la regolazione dell'omeostasi del rame è diventata uno dei focus per il trattamento dell'Alzheimer”, ha sottolineato la biochimica.
Alla luce di queste premesse i ricercatori hanno sintetizzato composti potenzialmente in grado di rimuovere il rame dalle placche di beta amiloide, iniziando la caccia con simulazioni al computer. Dai test è emerso che L09, L10 e L11 sono risultati i più efficaci. Dopo averli somministrati su cellule in coltura, i ricercatori hanno osservato che L09 e L10 presentavano una bassa tossicità fino a concentrazioni di 500 μM, riducendo “la perossidazione lipidica e il danno al DNA indotti dagli oligomeri di beta-amiloide a concentrazioni inferiori”. D'altro canto L11 è risultato più tossico, nonostante la significativa riduzione del danno al DNA.
Test successivi con topi affetti da Azheimer hanno dimostrato che la molecola migliore di tutte era proprio L10, essendo in grado di ridurre sensibilmente la neuroinfiammazione e lo stress ossidativo, oltre a ripristinare livelli equilibrati di rame nell'ippocampo (la prima parte del cervello colpita dalla neurodegenerazione e strettamente connessa alla memoria). Non a caso L10, che è molto piccola e può attraversare agevolmente la barriera ematoencefalica, ha migliorato molto anche le prestazioni dei topi nei test all'interno del labirinto di Barnes, che è in grado di evidenziare le capacità della memoria visiva e spaziale.
Poiché non tutti i pazienti affetti da Alzheimer hanno squilibri che coinvolgono il rame, probabilmente il farmaco sperimentale sarà efficace solo in una parte dei pazienti; non resta che attendere la sperimentazione clinica per sapere se questa molecola possa essere realmente efficace contro la più diffusa forma di demenza. I dettagli della ricerca “Novel Copper Chelators Enhance Spatial Memory and Biochemical Outcomes in Alzheimer’s Disease Model” finanziata da FAPESP (Fondazione di sostegno alla ricerca dello Stato di San Paolo) sono stati pubblicati sulla rivista scientifica ACS Chemical Neuroscience.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
57.8/100
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Criteri Critici
Ausl IRCCS Reggio Emilia: la Lodini sostiene uno studio di ricerca della Chirurgia Toracica Redacon
Tumore al polmone, un nuovo studio dedicato alla valutazione degli effetti dell’immunoterapia sui pazienti sottoposti a intervento chirurgico è stato finanziato grazie alla solidarietà che ogni anno anima Motori Ruggenti, l’evento scandianese per gli appassionati di auto sportive d’epoca e supercar. Grazie alla generosità degli organizzatori, l’Associazione Vittorio Lodini per la Ricerca in Chirurgia Odv, attraverso il progetto Le Amiche del CORE, ha sovvenzionato lo studio.
La ricerca, dal titolo “Valutazione della fibrosi tissutale nei pazienti operati per neoplasia del polmone sottoposti e non sottoposti a trattamento neoadiuvante. Tissue Fibrosis after Neoadjuvant Treatment (TiF-NeoT)”, fa capo alla Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia, diretta dal dottor Massimiliano Paci.
In Italia sono circa 118mila le persone che convivono con una diagnosi di tumore al polmone, una patologia che rappresenta la prima causa di morte oncologica negli uomini e la seconda nelle donne. Negli ultimi anni le terapie sono in continua evoluzione e l’introduzione dei farmaci immunoterapici ha aperto nuove prospettive, dimostrando – in diversi studi internazionali – un aumento della sopravvivenza libera da malattia quando utilizzati prima della chirurgia. “Nella nostra esperienza – spiega il dottor Massimiliano Paci – l’immunoterapia sembra però associarsi a un maggiore grado di infiammazione e fibrosi, sia sulla massa primitiva sia sulle stazioni linfonodali coinvolte. Questo può rendere l’intervento chirurgico più complesso e, in alcuni casi, aumentare il rischio di complicanze. Con questo studio vogliamo valutare in modo sistematico l’impatto della fibrosi nei pazienti operati nel nostro centro e le possibili conseguenze cliniche.”
Lo studio, approvato dal Comitato Etico di Area Vasta Emilia Nord, è stato avviato nelle ultime settimane e prevede la revisione di circa 60 casi, suddivisi tra pazienti trattati con immunoterapici e pazienti non trattati, per un confronto quanto più accurato possibile. I risultati sono attesi entro un anno. Il progetto coinvolge anche le strutture di Oncologia, Anatomia Patologica e l’infrastruttura di Ricerca dell’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia. Il dottor Guglielmo Ferrari, Presidente di Associazione Vittorio Lodini per la Ricerca in Chirurgia Odv, commenta: “Riteniamo importante finanziare uno studio innovativo e rigoroso sulle nuove terapie integrate, chirurgia e immunoterapia, nel trattamento del tumore polmonare, che è una delle neoplasie più aggressive, con un incremento nelle donne negli ultimi anni. Le nuove terapie stanno aumentando la possibilità di sopravvivenza a 5 anni, ma ricordiamo che il tumore del polmone è fumo-dipendente, manifestandosi nei fumatori in circa il 90% dei casi, e che l'abolizione del fumo è la misura di prevenzione primaria più efficace per salvare vite umane”.
“Siamo grati a Motori Ruggenti, all’Associazione Vittorio Lodini con il progetto Le Amiche del CORE e al Golf Club Matilde di Canossa per aver contribuito alla donazione – aggiunge il dottor Paci – perché questo studio ci permetterà di valutare non solo sulla base dei dati degli studi internazionali, ma anche della nostra esperienza clinica, quanto le nuove terapie possano influire sulla complessità degli interventi chirurgici”. “Il nostro grazie va ancora una volta agli organizzatori di Motori Ruggenti, che da anni sono al nostro fianco nelle iniziative di raccolta fondi a favore della ricerca e delle attività cliniche del CORE” - sottolinea la dottoressa Rossana Borciani, coordinatrice delle volontarie “Amiche del CORE” -.
“Grazie di cuore alla Lodini e a tutti coloro che contribuiscono con costante impegno a sostenere le migliori cure possibili per i pazienti e la ricerca portata avanti dai professionisti della Sanità pubblica” - ha concluso il Direttore Generale Davide Fornaciari -.
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Q5Le date sono chiaramente indicate?3
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
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I pazienti che vivono con una diagnosi di cancro “devono sottoporsi a 5 vaccinazioni” Il Sole 24 ORE
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Solo in Toscana 200mila uomini e donne vivono con una diagnosi di tumore. In Regione i nuovi casi di cancro l'anno ammontano a oltre 25mila e sei pazienti su dieci sono vivi a cinque anni, dall'inizio della malattia. E proprio dal convegno sulla Vaccinazione nel Paziente Oncologico che è tenuto presso l'Azienda Ospedaliera-Universitaria Pisana arriva un messaggio per tutte queste persone e cioè il fatto che dovrebbero sottoporsi a cinque vaccinazioni: l'anti-pneumococcica, l'antinfluenzale, l'anti Herpes Zoster, l'anti-HPV e quella contro il Covid-19. Le immunizzazioni sono infatti ormai fondamentali nel percorso di cura e possono difendere il paziente da pericolose infezioni. Il convegno è stato promosso da Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) che ha avviato quest'anno la nuova edizione dell'omonima campagna nazionale. E' infatti partito un tour in 10 Regioni in cui sono organizzati incontri con oncologi medici, associazioni pazienti e altre figure del team multidisciplinare oncologico. La tappa toscana del progetto è stata resa possibile con la sponsorizzazione non condizionante di GlaxoSmithKline.
“Il malato oncologico a causa della patologia e delle successive terapie è molto suscettibile ad alcune infezioni - sottolinea Carmelo Bengala, Direttore, UOC Oncologia Medica 1, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana -. Attraverso le immunizzazioni, riusciamo a proteggerlo da agenti patogeni pericolosi e da gravi malattie a volte anche fatali. E' questo il caso dell'Herpes Zoster il cui rischio d'infezione aumenta del 40% in presenza di un tumore solido. Anche l'influenza stagionale o la polmonite pneumococcica possono avere conseguenze molto negative e causare addirittura un ricovero ospedaliero per complicanze. I vaccini sono presidi sanitari sicuri e che determinano grandi e indiscutibili benefici. Come AIOM siamo stati una delle prime Società Scientifiche al mondo a pubblicare delle Linee Guida specifiche in cui indichiamo tempistiche e modalità di somministrazione dei vaccini”. “Il paziente oncologico presenta esigenze particolari -aggiunge Caterina Rizzo, Professore ordinario di Igiene generale e applicata presso il Dipartimento di Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in Medicina e Chirurgia dell'Università di Pisa -. A seconda del tipo di terapia in corso, è opportuno valutare se anticipare o posticipare la vaccinazione, utilizzando i vaccini più appropriati. Anche i pazienti non più in trattamento attivo, ma in follow-up, devono continuare a proteggersi. Purtroppo, osserviamo talvolta una certa esitazione vaccinale da parte dei pazienti o dei caregiver, legata a timori infondati su possibili effetti collaterali o sul rischio che la vaccinazione possa interferire con le terapie oncologiche. È importante rassicurare e informare correttamente: i benefici superano ampiamente ogni rischio percepito”.
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“Pazienti e caregiver devono essere rassicurati dal personale medico-sanitario - conclude Gianni Amunni, Coordinatore scientifico di ISPRO -. Le vaccinazioni devono essere sempre accompagnate da adeguati interventi di informazione e comunicazione. Per favorire le immunizzazioni l'ambulatorio vaccinale dovrebbe essere attivo nelle stesse strutture sanitarie dove il malato già riceve i trattamenti. Le vaccinazioni sono un fondamentale strumento di prevenzione primaria di molte malattie, tra cui proprio alcune forme di cancro. Da tempo abbiamo capito anche l'importanza che rivestono all'interno dell'assistenza medico-sanitaria che dobbiamo fornire ai pazienti oncologici”. La Vaccinazione nel Paziente Oncologico è stata lanciata lo scorso aprile da Fondazione AIOM per promuovere il valore delle vaccinazioni tra i malati di tumore. Oltre al tour in 10 Regioni prevede la diffusione di opuscoli, un portale informativo (vaccininelpazienteoncologico.it), spot di sensibilizzazione e attività sui social media.
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
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Criteri Critici
Un paziente di 81 anni, di rientro dall'Etiopia, ha manifestato una sintomatologia compatibile con la febbre emorragica di Marburg: ecco di cosa si tratta, i sintomi e i trattamenti disponibili
Un uomo di 81 anni, ad Asti, è stato ricoverato all'ospedale Cardinal Massaia con sintomi sospetti che rimandano alla febbre emorragica di Marburg: l'anziano si trova nel reparto di malattie infettive, è monitorato 24 ore su 24 e rimane isolato dagli altri pazienti così da evitare eventuali contagi. La preoccupazione nasce dal fatto che l'uomo, al suo arrivo al pronto soccorso con febbre e sintomi gastrointestinali, ha dichiarato di essere rientrato da poco tempo da un viaggio in Etiopia.
La nota ospedaliera
"Alla visita ha precisato di aver visitato un’area del Paese africano in cui sono stati segnalati focolai di febbre emorragica", spiega in una nota l'ospedale astigiano. "Il paziente era ed è rimasto stabile dal punto di vista clinico ma considerato l’itinerario del viaggio e i sintomi presentati, a tutela della sua incolumità e a scopo di prevenzione, la Direzione Medica di Presidio ha immediatamente attivato tutte le misure precauzionali e di isolamento, evitando quindi qualsiasi contatto con altri pazienti".
Dai primi prelievi inviati all'Ospedale Spallanzani di Roma, c'è il sospetto che si tratti di febbre di Marburg ma il nosocomio romano effettuerà una verifica della diagnosi per confermare o meno. " È stata attivata la catena di allerta locale con il SISP, regionale con il DIRMEI e nazionale con lo Spallanzani. Nel caso di conferma della diagnosi il paziente verrà trasferito in una struttura con le misure di sicurezza idonee" .
Cos'è la febbre di Marburg
Come spiega l'Istituto Superiore di Sanità (Iss), si tratta di una grave malattia a causata dal virus a Rna Marburgvirus (Marv), della famiglia dei Filoviridae, a cui appartiene anche il virus Ebola ma i due patogeni sono antigenicamente distinti. " Il serbatoio del virus Marburg è il pipistrello della frutta africano (Rousettus aegyptiacus). I pipistrelli della frutta infettati non mostrano segni evidenti di malattia. Sono necessari ulteriori studi per determinare se anche altre specie possono ospitare il virus", fa sapere l'Iss. Negli ultimi anni sono stati segnalati focolai e casi sporadici in Angola, Repubblica Democratica del Congo, Kenya, Sud Africa e Uganda ma tutti i focolai registrati fino a questo momento nel mondo hanno avuto origine in Africa.
Quali sono i sintomi
L'incubazione di questo virus può durare più o meno otto giorni (ma può arrivare anche a 21): i pazienti colpiti iniziano a soffrire di febbre, cefalea, dolore toracico ai quali si aggiungono anche problematiche gastrointestinali (dal vomito alla diarrea) e in alcuni casi anche rash cutaneo. Nei casi più gravi insorgono emorragie come l'epistassi (perdita di sangue dal naso) ma anche sanguinamento dalla bocca e dal retto, possono insorgere sintomi neurologici (disorientamento, convulsioni, coma) e insufficienza sistemica multi-organo.
Le terapie disponibili
Allo stato attuale non c'è un vaccino specifico e non esistono nemmeno specifici farmaci contro il virus di Marburg: come spiegato dal Manuale Msd esiste una terapia di supporto per gestire i sintomi con la manutenzione del volume del sangue e dell'equilibrio elettrolitico, la sostituzione dei ridotti fattori della coagulazione, la riduzione delle procedure invasive e il trattamento dei sintomi compreso l'uso di analgesici.
I trattamenti sperimentali contro l'infezione da virus Marburg, inclusi farmaci antivirali (favipiravir, remdesivir), IgG policlonali e anticorpi monoclonali, sono sotto studio ma non è disponibile un trattamento definitivo".
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Melanoma: sole e prevenzione in Liguria dopo l’estate 2025 Riviera24
A fine stagione, i numeri e i racconti di questi mesi parlano chiaro: in Liguria l’estate 2025 è stata più calda della media, con ondate di calore e giornate di forte irraggiamento che hanno inciso sulle abitudini di residenti e turisti. I primi dati diffusi da Arpal indicano un trimestre giugno–agosto termicamente sopra norma, con passaggi temporaleschi ma anche molte ore di sole intenso, un contesto che aumenta l’esposizione ai raggi UV e rende ancora più attuale il tema della prevenzione dei tumori della pelle.
Mentre la cronaca meteo segnava l’andamento della stagione, sul fronte sanitario arrivavano nuove conferme nazionali: il melanoma cutaneo è tra i tumori in più rapida crescita in Italia, con un aumento delle diagnosi nelle ultime annate registrato nei rapporti AIOM e nelle principali rassegne epidemiologiche. Per la Liguria, regione costiera con un’elevata vocazione all’outdoor e una popolazione che vive la spiaggia per molti mesi l’anno, la combinazione di irraggiamento elevato e abitudini all’aria aperta rende la vigilanza ancora più importante. Il quadro nazionale è un promemoria locale: diagnosi precoce e percorsi organizzati fanno davvero la differenza sugli esiti.
Dall’informazione all’azione: come organizzarsi tra costa, alture e vita all’aperto
La lezione dell’estate 2025 è semplice: la prevenzione è efficace quando diventa abitudine. In Riviera significa scegliere orari e luoghi più adatti, proteggere la pelle nei giorni di irraggiamento forte, ascoltare i segnali del corpo e programmare controlli senza rimandare. La Regione ha attivato come ogni anno il Piano Caldo, con raccomandazioni rivolte alle persone più esposte, mentre il Ministero della Salute ha pubblicato quotidianamente i bollettini sulle ondate di calore, utili anche per modulare l’esposizione al sole e organizzare le giornate in sicurezza. Usare bene queste informazioni non è un tecnicismo: aiuta a prevenire colpi di calore, disidratazione e, più in generale, a ridurre le esposizioni inutili ai picchi UV che nel lungo periodo influiscono sul rischio di lesioni precancerose e tumori cutanei.
Nel Ponente, tra Imperia e Ventimiglia, l’attenzione alla salute ha preso forma anche con il Festival della Salute 2025, settimana di incontri, screening e divulgazione che ha riaffermato la centralità dei comportamenti protettivi e dell’accesso informato ai servizi. È un modo per declinare in chiave locale messaggi spesso generali: più consapevolezza, percorsi chiari e tempi ragionevoli tra il sospetto clinico e la valutazione specialistica.
Dalla Riviera al resto del Paese: la rapidità come parte della cura
Quando serve passare dalle informazioni ai fatti, i tempi contano. Una lesione pigmentata che cambia colore o bordi, un neo che sanguina, un’area che non guarisce sono motivi validi per una valutazione rapida. In questa prima metà del percorso, quando si decide “chi vedere” e “quando”, gli strumenti digitali possono evitare settimane d’attesa e ridurre l’ansia. Oggi è possibile prenotare visite specialistiche online in tutta Italia, confrontando disponibilità di dermatologi e centri diagnostici in pochi passaggi.
La dimensione regionale aiuta a orientarsi. Tra i servizi organizzati spiccano le campagne di screening e informazione attivate da ASL e associazioni, dalla promozione della cultura della prevenzione nel territorio di Imperia alle iniziative nei distretti del Levante. Saperle riconoscere e usare è parte della tutela di sé, tanto quanto l’uso regolare della protezione solare o la scelta dell’ombra nelle ore centrali.
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Ridurre il divario e la distanza tra adulti e adolescenti richiede un ascolto autentico e costante e una rete capace di riconoscere per tempo...
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Tumore del pancreas: aumenta la sopravvivenza dei pazienti dopo la diagnosi, ma solo uno su 5 è operabile Corriere della Sera
di V. M.
Il 20 novembre si celebra la giornata mondiale: i progressi nelle cure consentono di migliorare la sopravvivenza. Ma i casi non diminuiscono e l’80% è scoperto in fase avanzata. E in Italia è nata la rete di Pancreas Unit
Ogni anno in Italia circa 14mila persone ricevono la diagnosi di tumore al pancreas, una neoplasia ancora molto difficile da curare per diversi motivi. Innanzitutto perché viene scoperta tardi nella grande maggioranza dei pazienti, quando è ormai in stadio avanzato e spesso ha già dato metastasi. Perché non da sintomi chiari nelle prime fasi e non esistono esami che si possono fare a tappeto su tutte le persone sane per scovare questo tipo di cancro precocemente. Perché è aggressivo, cresce e si diffonde in tempi rapidi. E, ancora, perché il pancreas si trova in una zona delicata e difficile da raggiungere, il che rende l'intervento chirurgico particolarmente complicato. C'è però una buona notizia: grazie ai progressi della ricerca scientifica, oggi l'aspettativa di vita dei pazienti si è allungata.
In Italia infatti, è cresciuto il numero di persone vive dopo la diagnosi di questa malattia: nel 2024 erano 23.600, rispetto a 21.200 nel 2021, con un incremento del 10% in tre anni. Passi avanti importanti, che possono essere ricondotti soprattutto alla ricerca scientifica e ai progressi nelle cure.
Solo in un paziente su cinque, però, la malattia è identificata quando è ancora localizzata ed è possibile procedere con l’asportazione chirurgica, con maggiori possibilità di guarigione e sopravvivenza.
Chi rischia di più e i sintomi Per questo la Giornata mondiale del tumore al pancreas organizzata dalla World Pancreatic Cancer Coalition, che si celebra ogni anno il terzo giovedì di novembre, ha come slogan per il 2025 «La diagnosi precoce è importante» e vuole essere un invito a non trascurare i possibili sintomi e contattare il proprio medico per un confronto immediato.
«Oltre a fumo, diabete, obesità e vita sedentaria, a far aumentare le possibilità di sviluppare un cancro del pancreas è la pancreatite cronica, uno stato d’infiammazione permanente fra le più gravi conseguenze di un abuso cronico di alcol - spiega Silvia Carrara, presidente dell’Associazione Italiana Studio Pancreas (Aisp) e gastroenterologa all’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Milano -. Infine, la storia familiare è responsabile di quasi il 10% dei tumori pancreatici, che in alcuni casi è possibile spiegare nel contesto di patologie geneticamente trasmissibili note: la sindrome di Peutz Jeghers (rischio aumentato di oltre 100 volte), la sindrome familiare con nevi atipici multipli e melanoma (20-30 volte), la mutazione del gene Brca-2 (3-10 volte), la pancreatite ereditaria (10 volte) e la sindrome di Lynch». Quali sintomi non vanno trascurati? «È bene parlare con un medico in caso di comparsa improvvisa del diabete in un adulto senza fattori di rischio specifici - risponde Francesco Perrone, presidente di Fondazione Aiom -; dolore persistente nella zona dello stomaco o a livello della schiena, al punto di passaggio tra torace e addome; importante calo di peso non giustificabile; steatorrea (cioè feci chiare, oleose, poco formate, che tendono a galleggiare); comparsa di trombi nelle vene delle gambe, soprattutto in età giovanile o senza fattori di rischio specifici; diarrea persistente non spiegata da altre cause».
Un evento per la Giornata (a Napoli e in streaming) Per la Giornata è stato organizzato un evento il 20 novembre alle 14.30 all’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale di Napoli (e in streaming a questo link per chi volesse collegarsi) che fa il punto su ricerca e terapie dando la parola a medici, pazienti, caregiver, rappresentanti della Fondazione Nadia Valsecchi, della Fondazione Gabriella Fabbroncini, dell’Associazione Oltre la Ricerca ODV e di Italian Pancreatic Cancer Coalition (I-PCC), con il patrocinio di Aiom e AIRC. In questa occasione viene inoltre inaugurata la Fondazione Nadia Valsecchi – Sezione Pazienti di Napoli, un nuovo punto di riferimento per il sostegno, l’informazione e la tutela delle persone colpite da tumore al pancreas e delle loro famiglie. L’associazione nasce con l’obiettivo di favorire il dialogo tra pazienti, medici e istituzioni, promuovere la consapevolezza sulla prevenzione e incoraggiare la ricerca scientifica nel campo dell’oncologia pancreatica. «Nonostante il tumore al pancreas abbia una prognosi peggiore rispetto a molti altri tumori, notizie incoraggianti arrivano dalla ricerca - dice Alfredo Budillon, direttore Scientifico dellPascale -: la possibilità di una diagnosi precoce, particolarmente nelle persone più a rischio (anche con l’ausilio di indagini molecolari su prelievi di sangue) o nuovi approcci di immunoterapia basati su vaccini terapeutici, sono alcuni esempi che fanno ben sperare per il futuro».
«All’ultimo congresso Europeo di Oncologia Medica (Esmo), tenutosi a Berlino lo scorso mese di ottobre, sono poi stati presentati studi clinici i cui risultati aprono nuovi orizzonti per il trattamento di questa patologia con i nuovi farmaci che hanno come bersaglio RAS (una delle principali alterazioni molecolari presente nel 90% dei casi di tumori del pancreas)» aggiunge Antonio Avallone, direttore dell'Oncologia Medica Addominale dell'Istituto.
Le Pancreas Unit: cosa sono e perché sono indispensabili Negli ultimi anni diversi studi hanno dimostrato, numeri alla mano, che servono centri specializzati nella cura del tumore del pancreas e che è fondamentale rivolgersi a ospedali di grande esperienza, soprattutto per quanto riguarda la chirurgia che è particolarmente complessa, ma anche per sorvegliare le persone più a rischio d'ammalarsi.
Così sono nate (con l’approvazione del documento nazionale da parte del Ministero della Salute a luglio 2025) le Pancreas Unit, dedicate ai pazienti con patologie benigne e oncologiche e connesse secondo un modello multidisciplinare, che mira a migliorare gli esiti clinici e garantire pari accesso alle cure su tutto il territorio nazionale.
«Le Pancreas Unit sono frutto di anni di lavoro portati avanti da società scientifiche, associazioni a tutela dei pazienti e professionisti sanitari, e rappresentano una svolta strategica per la sanità pubblica - sottolinea la presidente Aisp Silvia Carrara -. Sono una risposta organizzata alla complessità delle patologie pancreatiche . Una rete ad alta specializzazione, connessa con il territorio, è l’unico modo per garantire cure tempestive, appropriate e vicine al paziente».
«Questo modello fonda la sua forza sull’integrazione reale tra specialisti: gastroenterologi, endoscopisti, chirurghi, oncologi, radiologi, patologi, nutrizionisti e palliativisti - prosegue Luca Frulloni, presidente della Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (Sige) -.
Le stime indicano che entro il 2030 il tumore al pancreas potrebbe diventare la seconda causa di morte per cancro in Europa. Anche le forme benigne (come pancreatiti acute e croniche, lesioni cistiche e neoplasie a basso potenziale maligno) richiedono un’assistenza continua e altamente specialistica. Secondo studi recenti trattare i pazienti in centri ad alto volume e con esperienza multidisciplinare riduce significativamente la mortalità post-operatoria e migliora l’efficacia delle cure. In Italia, invece, troppi interventi sono ancora eseguiti in strutture a basso volume, con conseguente aumento del rischio clinico e dei costi sanitari».
La Regione Lombardia già nel 2022 ha attivato una rete di 14 centri Hub e numerosi Spoke, basata su criteri rigorosi (ad esempio: multidisciplinarietà reale; volumi minimi di attività, come almeno 50 resezioni pancreatiche ogni 3 anni e mortalità chirurgica sotto l’8%; incontri clinici multidisciplinari strutturati, con almeno 20 riunioni l’anno) che funge da modello di riferimento per la Cabina di Regia ministeriale. «Perché le Pancreas Unit diventino realtà effettiva in ogni regione è però necessario investire nella formazione di nuovi specialisti - conclude Frulloni -. Attivare e finanziare registri clinici nazionali per raccogliere dati; adeguare i LEA, includendo le procedure endoscopiche e radiologiche avanzate oggi non rimborsate;
e sostenere la ricerca multicentrica, attraverso reti coordinate e piattaforme condivise».
«La forza della ricerca contro il tumore al pancreas risiede nella collaborazione - ricorda Enza Lonardo, co-fondatrice di Italian Pancreatic Cancer Community I-PCC, che rappresenta un network italiano per la ricerca di base e traslazionale sul tumore al pancreas -. I-PCC riunisce 28 laboratori italiani, creando un ecosistema unico dove la ricerca di base e quella traslazionale dialogano costantemente. È solo unendo le forze e condividendo conoscenze che possiamo sperare di trasformare scoperte scientifiche in terapie concrete e di impattare su diagnosi e sopravvivenza dei pazienti».
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Tumore al pancreas: perché oggi la diagnosi precoce può davvero cambiare tutto My-personaltrainer
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IN BREVE: Pancreas: i numeri in Italia tra progressi e criticità Nel 2024 si contano 23.600 persone vive dopo la diagnosi (erano 21.200 nel 2021). È un passo avanti per una neoplasia complessa, che resta tra le più difficili da trattare. I nuovi casi non calano: 13.585 nel 2024, distribuiti quasi equamente tra uomini e donne. La nota dolente? Solo 1 paziente su 5 arriva in condizioni da essere operato, mentre l’80% riceve la diagnosi in fase avanzata, quando le opzioni terapeutiche si riducono. La sopravvivenza netta a 5 anni in Italia è salita all’11% negli uomini e al 12% nelle donne, segno che la ricerca sta incidendo, anche se la strada è lunga. Fattori di rischio da tenere presenti, perché pesano: Fumo : è il principale fattore di rischio; impatto maggiore sul decorso.
: è il principale fattore di rischio; impatto sul decorso. Obesità e sedentarietà : stile di vita che può aumentare la vulnerabilità .
e : stile di vita che può aumentare la . Alcol e dieta scorretta : combinazione associata a rischio più elevato .
e : combinazione associata a . Diabete e pancreatite cronica: condizioni legate a un incremento del rischio. Per approfondire: Tumore al pancreas: quali sono i campanelli d’allarme e come si scopre
Diagnosi precoce: segnali da non ignorare Non c’è uno screening standard per tutti, quindi l’attenzione ai sintomi è cruciale. Spesso vengono confusi con disturbi comuni, cioè passano sottotraccia. Ma intercettarli presto può fare davvero la differenza. I campanelli da non sottovalutare includono: Dolore allo stomaco e al dorso : sintomi frequenti ma spesso minimizzati.
e al : sintomi frequenti ma spesso minimizzati. Maldigestione persistente: disturbo che può nascondere qualcosa in più .
persistente: disturbo che può nascondere . Dimagrimento non spiegato: segnale da osservare con attenzione. Il messaggio è chiaro: diagnosi precoce soprattutto nelle persone più a rischio. È il cuore dello slogan “Hello Pancreas”, un invito a ascoltare il corpo e a non archiviare sintomi che “sembrano” banali.