📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
41.5/100
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C
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❌
Criteri Critici
Malattie rare: EMA riconosce lo status di Farmaco Orfano al trattamento di Kedrion per l’Aceruloplasminemia Daily Health Industry
L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha concesso la Designazione di Farmaco Orfano al trattamento sperimentale sviluppato da Kedrion per l’Aceruloplasminemia Congenita, una rarissima malattia genetica causata dalla carenza di ceruloplasmina che porta all’accumulo di ferro in organi come cervello, fegato e pancreas, con gravi conseguenze neurologiche e metaboliche.
La designazione, che segue quella già ottenuta dalla FDA, rappresenta un passo importante verso lo sviluppo della prima terapia mirata per una patologia priva di opzioni approvate.
Il progetto è sostenuto dal MIMIT nell’ambito del programma “NATURAL” ed è basato su studi recenti che hanno dimostrato la fattibilità della purificazione della ceruloplasmina da intermedi del plasma e il suo potenziale terapeutico.
Kedrion proseguirà ora con lo sviluppo clinico in Europa per offrire ai pazienti un trattamento innovativo in un’area di elevato bisogno medico.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO4
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
53.7/100
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✅
Criteri Critici
La regione Calabria affianca le donne in terapia oncologica: stanziati 3 milioni di euro Calabria Diretta News
La Regione Calabria ha varato una significativa iniziativa a sostegno delle donne che affrontano un percorso oncologico e delle loro famiglie, stanziando un totale di 3.000.000 euro.
La presentazione del nuovo bando, tenutasi a Palazzo Campanella, è stata aperta dall’assessore al Welfare e alle Pari Opportunità, Pasqualina Straface, con le parole: “La Regione c’è”.
Questa misura, avviata nelle prime settimane della nuova legislatura, si inserisce tra i pilastri del nuovo piano regionale di supporto alle fragilità. Realizzata in collaborazione con l’Ente nazionale per il Microcredito, l’iniziativa mira a mitigare la “tossicità economica” che spesso accompagna la malattia.
Dettagli del bando e sostegno economico
Le sovvenzioni previste possono arrivare fino a 10.000 euro per singola beneficiaria. Tali fondi sono destinati a coprire una serie di spese essenziali che non sono interamente coperte dal sistema sanitario. Il sostegno economico riguarda i costi per spese di viaggio, alloggio, assistenza ai figli, supporto domestico e altre spese non contemplate dal sistema sanitario.
Il bando è rivolto non solo alle donne sottoposte a terapia oncologica, ma anche ai caregiver che, per prestare assistenza, sono costretti a lasciare o a ridurre la propria attività lavorativa.
L’impegno della giunta e le dichiarazioni istituzionali
Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha sottolineato come il provvedimento rappresentasse un preciso impegno elettorale, onorato nei tempi promessi: «La malattia oncologica porta con sé una tossicità sanitaria, ma troppo spesso anche economica. Con questo intervento vogliamo sostenere chi deve affrontare costi inevitabili legati a spostamenti, visite e assistenza».
Il presidente ha inoltre fatto riferimento alle difficoltà operative legate al piano di rientro sanitario, garantendo che la Regione è pronta a integrare i fondi con ulteriori risorse del FSE+ (Fondo Sociale Europeo Plus) nel caso in cui le richieste superino la dotazione iniziale.
L’assessore Straface ha posto l’accento sul senso sociale dell’iniziativa, evidenziando che una diagnosi non debba trasformarsi in una condanna economica. Ha ricordato che in Calabria oltre duemila donne ogni anno ricevono una diagnosi oncologica e che la malattia incide sulla vita quotidiana, provocando perdita di reddito e autonomia e costringendo a rinunce lavorative. Per molte famiglie i costi dei viaggi, delle visite e delle terapie diventano insostenibili.
«La Regione vuole essere presente non solo nei luoghi di cura, ma nelle difficoltà che accompagnano ogni giorno la gestione della malattia», ha affermato l’assessore, integrando la dimensione sanitaria con quella della vulnerabilità economica in un modello ritenuto senza precedenti nella storia recente della regione.
Alla presentazione hanno preso parte anche il direttore generale del Dipartimento Programmazione Unitaria, Maurizio Nicolai, la dirigente del Dipartimento Welfare, Saveria Cristiano, e il segretario generale dell’Ente nazionale per il Microcredito, Riccardo Graziano. (fonte lacnews)
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?4
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Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
37.8/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Realtà virtuale: nuove applicazioni in oncologia latestata.it
Gioco d’Azzardo, il Teatro parla alla Generazione Alpha
A Cagliari le matinée di “GAP / rovinarsi è un gioco” e una replica serale per Teatro Senza Quartiere. Dal 2 al 6 dicembre 2025 il TsE di Is Mirrionis ospita lo spettacolo di e con Stefano Ledda, cuore del progetto “Sardegna | Rovinarsi è un Gioco”. In scena la storia di Emanuele, giocatore intrappolato nella spirale della dipendenza. Incontro finale con psicologi ed esperti dei SerD della Sardegna.
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53.7/100
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B
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✅
Criteri Critici
Realtà virtuale migliora esperienza di cura per chi ha un tumore ANSA
Redazione AnsaMILANO - Novembre 27,2025 - News (ANSA) - MILANO, 27 NOV - L'utilizzo della realtà virtuale per migliorare il passaggio soggettivo del tempo durante la chemioterapia e portare beneficio alla qualità di vita del paziente. E' la sfida del progetto di ricerca 'Proof of Concept Timelapse.A Vr application for speeding up time passage during chemotherapy', finanziato dall'European Research Council, coordinato da Andrea Pinotti e realizzato dal Dipartimento di Filosofia "Piero Martinetti" dell'Università degli Studi di Milano, in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori e in partnership con l'azienda danese Khora, specializzata in soluzioni immersive per l'healthcare.Il progetto ha sviluppato e testato 'Track of Time' un'applicazione di realtà virtuale in grado di migliorare la percezione del tempo da parte dei pazienti. L'esperienza in realtà virtuale è stata testata su un campione di 30 pazienti con tumore alla mammella in cura chemioterapica presso il Centro di Ricerca Fase 1 della Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori di Monza, diretto da Marina Elena Cazzaniga, docente dell'Università di Milano-Bicocca. Durante lo studio clinico, le pazienti sono state osservate in due sessioni di chemioterapia: una condotta come di consueto, l'altra con l'accompagnamento dell'esperienza con appositi visori. I risultati dell'esperienza Vr sono molto positivi: oltre il 90% delle partecipanti ha gradito l'esperienza, più dell'85% l'ha trovata utile e il 74% non aveva mai utilizzato la realtà virtuale prima e non ha riportato difficoltà di accesso.Durante la sessione con visori inoltre le pazienti hanno pensato meno al trascorrere del tempo e la maggioranza ha percepito lo scorrere del tempo come molto o estremamente rapido. L'applicazione ha inoltre superato il test di tollerabilità, con oltre l'85% del campione che non ha riportato sintomi tipici dell'uso dei visori Vr (mal di testa, nausea, affaticamento, capogiri). (ANSA).
“La Regione c’è”: bando da 3 milioni per le donne colpite da tumore. Straface: «Una diagnosi non può diventare una condanna economica» · ilreggino.it - Il Reggino
📰 Il Reggino📅 2025-11-27T13:00:00
terapia oncologica
“La Regione c’è”: bando da 3 milioni per le donne colpite da tumore. Straface: «Una diagnosi non può diventare una condanna economica» · ilreggino.it Il Reggino
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
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51.5/100
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✅
Criteri Critici
La realtà virtuale migliora l’esperienza di cura in oncologia insalutenews.it
Testata con successo su trenta pazienti oncologiche, l’applicazione di realtà virtuale “Track of Time” migliora l’esperienza della terapia intervenendo sulla percezione soggettiva del tempo. Oltre il 90% delle pazienti ha gradito l’esperienza, senza effetti collaterali legati all’uso dei visori
Milano, 27 novembre 2025 – Nel corso di molte sessioni di terapie salvavita, già lunghe di per sé come nel caso della chemioterapia, la percezione soggettiva del tempo tende a dilatare ulteriormente la durata della terapia, con un impatto significativo sulla qualità della vita del paziente.
Supportare il paziente durante le terapie intervenendo sulla percezione soggettiva del tempo è la sfida del progetto di ricerca Proof of Concept TIMELAPSE. A VR application for speeding up time passage during chemotherapy, finanziato dall’European Research Council nell’ambito del progetto AN-ICON coordinato dal prof. Andrea Pinotti e realizzato dal Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Fondazione IRCSS San Gerardo dei Tintori e in partnership con un’azienda danese specializzata in soluzioni immersive per l’healthcare.
Il progetto ha sviluppato e testato “Track of Time”, un’applicazione di realtà virtuale (VR) in grado di migliorare il passaggio soggettivo del tempo durante la chemioterapia, attraverso metodi innovativi che hanno unito la ricerca teorica ad un approccio di design partecipativo e incentrato sul paziente.
Nasce da un’intuizione di Federica Cavaletti, Head of Research Unit di TIMELAPSE, già ricercatrice post-doc presso il Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” dell’Università degli Studi di Milano e attualmente Ricercatrice Tenure-Track presso il Dipartimento di Promozione delle Scienze Umane e della Qualità della Vita dell’Università Telematica San Raffaele Roma, che racconta: “La durata di ciascuna sessione di chemioterapia, solitamente molto prolungata, non può ancora essere ridotta oggettivamente. Perché, allora, non provare a intervenire sulla percezione soggettiva del tempo delle persone in cura, dando loro l’impressione che la sessione di trattamento passi più rapidamente?”.
L’esperienza in realtà virtuale è stata testata su un campione di 30 pazienti con tumore alla mammella in cura chemioterapica presso il Centro di Ricerca Fase 1 della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, diretto dalla prof.ssa Marina Elena Cazzaniga, docente dell’Università di Milano-Bicocca. Durante lo studio clinico, le pazienti sono state osservate in due sessioni di chemioterapia: una condotta come di consueto, l’altra con l’accompagnamento dell’esperienza VR.
Il contenuto VR nasce da sessioni di design partecipativo che ha coinvolto il team di ricerca e alcune pazienti. Il risultato, che ha proprio nella co-progettazione il suo punto di forza, è l’esperienza di un viaggio in treno attraverso un paesaggio piacevole e rilassante, durante il quale ci si può godere il panorama e, se lo si desidera, interagire con una valigia di ricordi. Il viaggio non ha una durata predefinita e può essere prolungato liberamente.
I risultati dell’esperienza VR sono molto positivi: oltre il 90% delle partecipanti ha gradito l’esperienza, più dell’85% l’ha trovata utile e il 74% non aveva mai utilizzato la realtà virtuale prima e non ha riportato difficoltà di accesso.
Durante la sessione con VR, le pazienti hanno pensato meno al trascorrere del tempo e la maggioranza ha percepito lo scorrere del tempo come molto o estremamente rapido. L’applicazione ha inoltre superato il test di tollerabilità, con oltre l’85% del campione che non ha riportato sintomi tipici dell’uso dei visori VR (mal di testa, nausea, affaticamento, capogiri).
“Siamo molto soddisfatte dei risultati ottenuti, che mostrano come la realtà virtuale possa migliorare in modo significativo l’esperienza delle pazienti durante la chemioterapia. Auspichiamo che strumenti come questo trovino sempre più spazio nella pratica clinica, per rendere il percorso terapeutico più sostenibile e supportare il benessere psicologico delle persone in cura”, dichiara la prof.ssa Marina Elena Cazzaniga.
L’applicazione e i risultati dei test saranno condivisi con la comunità accademica e con il pubblico durante due appuntamenti: il 28 novembre nel convegno scientifico “Finding the Flow: Ontological, Phenomenological, and Methodological Perspectives on Subjective Time” presso la Sala Lauree dell’Università degli Studi di Milano in via Conservatorio 7 e il 29 novembre dalle 14 alla Fondazione Luigi Rovati, durante la tavola rotonda “Nuove tecnologie e terapia: l’esperienza di TIMELAPSE per il benessere delle pazienti”.
Unimore ospita i gruppi di ricerca del “Centro Nazionale per lo Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci con Tecnologia a RNA, il 28 e 29 novembre - Agenparl
📰 Agenparl📅 2025-11-27T12:32:17
terapia genica
Unimore ospita i gruppi di ricerca del “Centro Nazionale per lo Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci con Tecnologia a RNA, il 28 e 29 novembre Agenparl
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📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
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Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
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Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
49.6/100
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Criteri Critici
Oncologia territoriale: cure alla Casa di Comunità di Casalpusterlengo per i malati di cancro Prima Lodi
L’ASST di Lodi ha lanciato con successo a Casalpusterlengo un modello di oncologia territoriale che sposta cure essenziali dall’ospedale alle Case della Comunità, con l’Infermiere di Famiglia come figura chiave. Visti i risultati positivi, l’iniziativa, parte di un progetto regionale, è in fase di espansione verso altre strutture del Lodigiano.
L’oncologia esce dall’ospedale
La battaglia contro il cancro non si combatte più solo tra le mura degli ospedali. In un’ottica di sanità sempre più vicina al cittadino, l’ASST di Lodi ha intrapreso un percorso pionieristico che sposta servizi oncologici essenziali dal presidio ospedaliero direttamente nelle Case della Comunità. Questo modello, denominato oncologia territoriale, è stato avviato in via sperimentale a Casalpusterlengo e sta ridefinendo il concetto di assistenza, preparandosi all’espansione in tutto il Lodigiano.
Un servizio che alleggerisce l’ospedale
L’iniziativa, che fa parte di un progetto regionale più ampio, ha l’obiettivo di offrire prestazioni che storicamente richiedevano l’accesso in ospedale, ma che non necessitano di ricovero. Già da aprile di quest’anno, presso la Casa della Comunità di Casalpusterlengo (che già ospita la MAC – Macro Attività Ambulatoriale Complessa), vengono erogati servizi cruciali.
Le attività comprendono il lavaggio e la gestione degli accessi vascolari per tutti i pazienti oncologici residenti nel basso lodigiano, anche se in cura presso centri ospedalieri fuori ASST. A ciò si aggiunge la somministrazione di specifiche terapie orali non complesse per i malati affetti da tumore prostatico e mammario.
L’infermiere di comunità
Il successo di questa riorganizzazione assistenziale si basa sulla figura chiave dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità (IFeC), specificamente formato per l’ambito oncologico.
Come sottolineato da Giovanni Ucci, Direttore del Dipartimento Medico e primario dell’Oncologia dell’ASST, l’IFeC svolge un ruolo che va oltre la semplice somministrazione:
“Il professionista sanitario deve essere non solo abile e competente nei servizi previsti, ma soprattutto esperto nel rilevare tempestivamente sintomi anomali, manifestazioni o alterazioni di parametri clinici”.
Questa capacità di monitoraggio garantisce che ogni variazione venga riferita immediatamente all’oncologo curante, con il quale l’infermiere mantiene un contatto stretto e costante.
Dalla sperimentazione all’espansione
I risultati ottenuti a Casalpusterlengo, dove sono attualmente seguiti 7 pazienti con tumore della prostata e 1 con neoplasia della mammella, sono stati estremamente positivi. Questi dati, che evidenziano l’efficacia del percorso, hanno convinto la Direzione.
Il Direttore Generale dell’ASST di Lodi, Guido Grignaffini (foto di copertina), responsabile del progetto, ha spinto per un rapido allargamento del servizio alle altre Case della Comunità dei distretti Alto e Basso lodigiano. La prossima apertura è già in programma presso la Casa della Comunità di Sant’Angelo, per la quale è già in fase avanzata la formazione dell’infermiere di famiglia e di comunità dedicato.
Più terapie in futuro
L’evoluzione dell’oncologia territoriale non si fermerà ai servizi attuali. Il Dottor Ucci ha anticipato che, in un futuro molto prossimo, le strutture territoriali potrebbero ampliare ulteriormente l’offerta assistenziale.
Non è esclusa la possibilità che, negli snodi della medicina territoriale, si possano affiancare alle terapie orali anche quelle sottocute. Inoltre, l’intento è quello di estendere il carico di servizi a altre patologie tumorali che richiedono una terapia ambulatoriale, consolidando le Case della Comunità come centri sempre più vitali per la salute del cittadino.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
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Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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54.1/100
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Criteri Critici
Arriva il "super farmaco" che combatte il colesterolo: perché è una rivoluzione Il Digitale
Sta avendo esiti positivi la ricerca americana Coralreef Lipids che ha scoperto l’efficacia dell’enlicitide decanoato, ossia il farmaco che contrasta il colesterolo Ldl. L’inibitore orale di Pcsk9, fa sapere Rai News, deve essere assunto una volta al giorno.
Secondo i dati riscontrati, il farmaco riduce significativamente il colesterolo, sia in pazienti adulti affetti o a rischio malattia, sia in pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote.
Lo studio è stato presentato dall’azienda farmaceutica Msd, durante le Scientific Sessions 2025 dell’American Heart Association, a New Orleans. Vediamo meglio in cosa consiste la scoperta e perché si tratta di un “super farmaco”.
Il farmaco contro il colesterolo
Lo studio Coralreef Lipids ha scoperto una nuova pillola, l’enlicitide decanoato, in grado di contrastare il colesterolo cattivo. Si tratta, infatti, di un inibitore orale di Pcsk9, ossia la proteina che regola, per l’appunto, il colesterolo Ldl. Il farmaco è stato presentato durante le Scientific Sessions 2025 della American Heart Association da Msd, che spiega:
La molecola di nuova generazione, progettata per offrire un’efficacia sovrapponibile a quella degli anticorpi monoclonali ha il potenziale per diventare il primo inibitore orale di Pcsk9 approvato e progettato per ridurre il C-Ldl, con un profilo di sicurezza paragonabile al placebo. Il farmaco mira a colmare bisogni terapeutici ancora insoddisfatti nell’ambito dell’aterosclerosi, una delle principali cause alla base della silente epidemia cardiovascolare.
Questo è quanto riporta Rai News, insieme alle dichiarazioni di Gaetano De Ferrari, sperimentatore principale dello studio Coralreef Lipids e direttore Cardiologia università di Torino, ospedale Molinette:
Enlicitide ha mostrato riduzioni statisticamente significative e clinicamente rilevanti del colesterolo Ldl con un profilo di sicurezza paragonabile al placebo, evidenziando il potenziale rivoluzionario del primo inibitore del Pcsk9 orale. Nonostante la disponibilità di terapie ipolipemizzanti come le statine e gli inibitori Pcsk9 iniettivi, la maggioranza dei pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica non riesce a ridurre il livello di colesterolo Ldl alla soglia ideale per la propria condizione di rischio.
Alberico Luigi Catapano, presidente Sisa, la Società italiana per lo studio dell’aterosclerosi, ha invece spiegato il perché enlicite possa essere definito un “super farmaco”:
Enlicitide rappresenta un approccio innovativo all’inibizione di Pcsk9 nella terapia ipolipemizzante, essendo infatti il primo macropeptide orale progettato per offrire l’efficacia e la specificità degli anticorpi monoclonali anti-Pcsk9 in una semplice compressa e aprendo nuove prospettive per il trattamento personalizzato dei pazienti ad alto rischio cardiovascolare. Attraverso il blocco dell’interazione tra la proteina Pcsk9 e il recettore per le Ldl, e quindi aumentando l’espressione dello stesso recettore per le Ldl, enlicitide aumenta la capacità del fegato di rimuovere le Ldl dal sangue, riducendo in maniera importante e clinicamente rilevante i livelli di Ldl colesterolo, rispondendo così a un bisogno clinico critico non soddisfatto, in particolare (e non solo) nei pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote. Questa popolazione di pazienti è ad alto rischio di eventi cardiovascolari aterosclerotici prematuri e una quota significativa non raggiunge i livelli di colesterolo Ldl raccomandati dalle linee guida, nonostante le terapie ipolipemizzanti disponibili. Enlicitide potrebbe rappresentare una svolta terapeutica per questi pazienti.
Leggi anche: Malattie cardiovascolari, fattori di rischio e come difendersi
I risultati dello studio
La nuova pillola deve essere assunta una volta al giorno, così da contrastare il colesterolo Ldl, cioè lipoproteine a bassa densità che, fa sapere Adnkronos, può depositarsi nelle pareti delle arterie, provocando un restringimento dei vasi.
Lo studio di fase 3 Corlareef Lipids è stato condotto, quindi, su pazienti adulti affetti dalla malattia cardiovascolare aterosclerotica (Ascvd) o a rischio, ma anche pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote. Nei primi due si è registrata una riduzione del C-Ldl del 55,8% e del 59,7%, in una ri-analisi post-hoc rispetto a placebo alla settimana 24.
L’effetto è durato un anno. A questi risultati si aggiungono riduzioni significative di colesterolo non-Hdl (non-Hdl-C), apolipoproteina B (ApoB) e lipoproteina (a) [Lp(a)] dopo 6 mesi. Per quanto riguarda i pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote, lo studio ha riscontrato una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante del C-Ldl, del 59,4% rispetto al placebo alla settimana 24.
Si tratta, quindi, di una rivoluzione nel mondo della medicina, se si considera la situazione italiana circa le malattie cardiovascolari. Pasquale Perrone Filardi, presidente Sic, la Società italiana di cardiologia, ha spiegato meglio quanto accade nella Penisola. Queste le sue parole riprese da Rai News:
Gli eventi cardiovascolari in Italia raggiungono una cifra di circa 230-240 mila all’anno, circa 600 al giorno. Livelli elevati di colesterolo rappresentano una causa diretta di infarti e ictus, ma questa consapevolezza non è ancora sufficientemente diffusa. Dobbiamo prevenire la malattia prima che si sviluppi e trattarla nelle fasi più precoci. Enlicitide è stato progettato per abbassare i livelli di colesterolo Ldl nel sangue offrendo un’efficacia e una specificità tipiche degli anticorpi monoclonali anti-Pcsk9 in una compressa di facile utilizzo, e si aggiungerà agli strumenti della classe medica per ridurre il bisogno medico insoddisfatto della riduzione del colesterolo Ldl, contribuendo a migliorare gli esiti dell’Ascvd per milioni di persone nel mondo, modificando l’evoluzione naturale della malattia.
Leggi anche: Quali sono i cibi che aiutano a prevenire i tumori: la verità sui “Superfood”