📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
48.9/100
Punteggio Totale
C
Valutazione
❌
Criteri Critici
Quasi due ospedali su 10, tra pubblici e privati, sono rimandati sulla base della valutazione di criteri standard di qualità dell’assistenza. La maggioranza si trovano al Sud. Il quadro emerge dal Piano nazionale esiti 2025 curato dall’Agenas: in totale sono …
In totale sono 198 le strutture rimandate su 1117 esaminate (quasi il 20%) e che dovranno essere sottoposte a un processo di revisione della qualità tramite audit
Quasi due ospedali su 10, tra pubblici e privati, sono rimandati sulla base della valutazione di criteri standard di qualità dell’assistenza. La maggioranza si trovano al Sud. Il quadro emerge dal Piano nazionale esiti 2025 curato dall’Agenas: in totale sono 198 le strutture rimandate su 1117 esaminate (quasi il 20%) e che dovranno essere sottoposte a un processo di revisione della qualità tramite audit. Il report è stato presentato oggi al ministero della Salute. Lo scorso anno gli ospedali rimandati erano stati 239: 68 di tali strutture hanno superato la criticità, mentre 26 nuove strutture sono state identificate quest’anno.
In particolare gli ospedali rimandati per la revisione degli standard di qualità sono: 51 in Campania, 43 in Sicilia, 19 nel Lazio, 19 in Puglia, 14 in Lombardia, 11 in Calabria, 10 in Sardegna, 7 in Piemonte, 5 in Abruzzo, 5 in Basilicata, 3 in Liguria, 2 in Veneto, 2 nelle Marche, 2 in Toscana, 1 in Molise, 1 in Friuli Venezia Giulia, 1 P.A. Bolzano, 1 in Emilia Romagna, 0 in Val d’Aosta, 0 P.A. Trento, 0 in Umbria, per un totale di 197 strutture. In particolare, segnala Agenas, “le strutture che mostrano livelli bassi o molto bassi di aderenza agli standard di qualità sono risultate 14: si tratta di piccole realtà ospedaliere valutate su poche aree cliniche, mentre nessuna tra le strutture plurispecialistiche più grandi mostra situazioni di gravi criticità”. Al tempo stesso, continua Agenas, “le strutture che ottengono livelli di valutazione alti/molto alti su tutte le aree valutate sono di poco superiori al 10 per cento di quelle complessivamente analizzate”, e sono pari a 189 strutture su 117 valutate.
“In linea generale quindi – afferma l’Agenas – pare evidenziarsi un miglioramento generalizzato nella quasi totalità delle Regioni e Provincie Autonome”. In particolare, l’88% degli audit segnalati riguarda problematiche relative a livelli molto bassi di aderenza agli standard di qualità, l’11% è invece legato ad anomalie di codifica delle informazioni cliniche. Il maggior numero di segnalazioni per criticità riguarda l’area ‘gravidanza e parto’ (52,7%delle richieste di percorsi di audit, prevalentemente per motivi legati a bassi livelli di aderenza agli standard per la proporzione di parti cesarei) e l’ambito cardiocircolatorio (22,1%delle richieste totali di audit, con criticità soprattutto in relazione alla tempestività di accesso all’angioplastica). Per l’area osteomuscolare, la quasi totalità delle criticità riguarda la tempestività di intervento a seguito di frattura del collo del femore nei pazienti over 65.
Gli ospedali migliori in Italia
Sono 15 le strutture ospedaliere in Italia che, valutate su almeno 6 aree cliniche su un totale di 8 prese in considerazione, hanno raggiunto nel 2024 un livello ‘alto’ o ‘molto alto’. Due di queste sono le strutture che però registrano la massima valutazione considerando tutte e 8 le aree indicate: l’Ospedale di Sivigliano in Piemonte e l’Ospedale di Mestre in Veneto. Si concentrano soprattutto in Lombardia (con 5 strutture di livello alto/molto alto valutate su 6 o 7 aree), Veneto (3 strutture valutate su 6, 7 o 8 aree) ed Emilia Romagna (2 strutture valutate su 6 e 7 aree).
Le 8 aree cliniche considerate per la valutazione sono: cardiocircolatorio, nervoso, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologica, gravidanza e parto, osteomuscolare, nefrologia. Nell’elenco compaiono anche Umbria, Toscana, Marche e Campania (una struttura per ciascuna regione): Ospedale Bolognini (Lombardia), 6 aree valutate; Ospedale di Montebelluna (Veneto), 6 aree valutate; Ospedale Bentivoglio (Emilia Romagna), 6 aree valutate; Ospedale di Città di Castello (Umbria), 6 aree valutate; Ospedale Maggiore di Lodi (Lombardia), 7 aree valutate; Fondazione Poliambulanza (Lombardia), 7 aree valutate; Ospedale Papa Giovanni XXIII (Lombardia), 7 aree valutate; Istituto clinico Humanitas (Lombardia), 7 aree valutate; Ospedale di Cittadella (Veneto), 7 aree valutate; Ospedale Fidenza (Emilia Romagna), 7 aree valutate; Pof Lotti Stabilimento di Pontedera (Toscana), 7 aree valutate; Stabilimento Umberto I – G.M. Lancisi (Marche), 7 aree valutate; A.O.U. Federico II di Napoli (Campania), 7 aree valutate; Ospedale di Savigliano (Piemonte), 8 aree valutate; Ospedale di Mestre (Veneto), 8 aree valutate.
Migliorano gli esiti per le operazioni al femore, diminuiscono i cesarei
La qualità delle strutture sanitarie in Italia migliora, ma il sistema rimane segnato da forti diseguaglianze territoriali e da un divario Nord-Sud (ad esempio, sui volumi per la chirurgia oncologica complessa di pancreas e retto, sulla tempestività di accesso a procedure salvavita e sull’appropriatezza clinica in area materno-infantile). Migliorano gli esiti per le operazioni al femore negli over65 entro le 48 ore. In miglioramento anche l’appropriatezza clinica per i tagli cesarei primari che sono in lieve calo (dal 25% nel 2015 al 22% nel 2024), ma con forti differenze Nord-Sud: Nord più vicino agli standard Oms (15%), Sud con valori mediani spesso al di sopra del 25%. Minore ricorso al taglio cesareo nelle strutture pubbliche e in quelle ad alto volume. Inoltre, i parti vaginali dopo taglio cesareo sono in aumento dall’8% al 12%, ma con livelli ancora molto bassi al Sud.
Complessivamente, sottolinea Agenas, “emerge il quadro di un sistema sanitario in grado di migliorare quando siano fissati riferimenti normativi precisi e i dispositivi di valutazione permettano di monitorare i progressi fatti, indirizzando il cambiamento verso obiettivi condivisi e misurabili”. La concentrazione dei casi complessi in centri ad alto volume è migliorata in molti ambiti, rileva l’agenzia, ma “persistono criticità”. Nella Chirurgia oncologica, emerge che il trattamento del tumore della mammella sia “in forte miglioramento”: la casistica trattata in strutture ad alto volume è passata dal 72% nel 2015 al 90% nel 2024. Miglioramenti significativi anche nella concentrazione degli interventi in strutture ad alto volume per tumore del colon (dal 69% al 73%), prostata (dal 63% all’82%) e polmone (dal 69% all’83%). Quadro in miglioramento per le resezioni pancreatiche (dal 38% al 54%), ma con livelli critici nelle regioni del Sud e nelle Isole, in cui si concentra in strutture ad alto volume solo il 28% della casistica trattata.
Opus Genetics avanza nella sperimentazione della terapia genica per la malattia di Best dopo una revisione positiva sulla sicurezza - Investing.com - Quotazioni, Borsa, Economia e Finanza
📰 Investing.com - Quotazioni, Borsa, Economia e Finanza📅 2025-12-09T12:29:00
terapia genica
Opus Genetics avanza nella sperimentazione della terapia genica per la malattia di Best dopo una revisione positiva sulla sicurezza Investing.com - Quotazioni, Borsa, Economia e Finanza
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?3
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
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54.1/100
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Criteri Critici
Il programma nazionale Esiti di Agenas certifica le strutture con livelli alti di standard e di performance in almeno sei aree terapeutiche ma dà conto della frattura tra Nord e Sud del paese con regioni ancora al palo su indicatori strategici
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Dai tumori agli infarti, dalla gestione di gravidanza e parto alla frattura del collo del femore: sono 15 gli ospedali su 1.117 strutture di ricovero per acuti pubbliche e private valutate, che raggiungono il top in Italia rispettando gli standard fissati con legge nel 2015 e mostrando quindi performance di livello alto o molto alto in almeno sei delle 8 aree della sanità pubblica o privata indagate. “Rimandati”, cioè da sottoporre ad audit (volontari) mirati per il miglioramento, 198 ospedali (il 22% delle 871 strutture valutate con un meccanismo di analisi definito treemap) che presentano in tutto ben 333 punti critici soprattutto in ambito gravidanza/parto e cardiocircolatorio m anche in oncologia e malattie respiratorie. E i centri da “verificare” sono per lo più concentrati al Sud - anche se pure il Meridione sta migliorando come tutto il Paese -: 51 ospedali in Campania, 43 in Sicilia, 19 in Puglia, 12 in Calabria. Ma anche 14 in Lombardia.
ELENCO DELLE STRUTTURE CON LIVELLO ALTO/MOLTO ALTO IN TUTTE LE AREE VALUTATE Loading...
I RISULTATI AREA PER AREA Loading...
A tracciare il quadro - che per l’ennesima volta certifica il gap nelle cure tra Nord e Sud del Paese con il Meridione in recupero ma ancora drammaticamente lontano dalla media nazionale per indicatori come la gestione del cancro del pancreas e del retto, la tempestività di accesso a procedure salvavita e il ricorso eccessivo al cesareo - è il Programma nazionale Esiti (Pne) dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas), che da 12 anni monitora le performance della Sanità italiana. Questa volta, con l’intento di fare un bilancio dell’attuazione del Dm 70/2015, che a 10 anni dall’entrata in vigore necessita di un tagliando a cui sta lavorando il ministero della Salute. Era stata proprio quella norma a introdurre standard quantitativi per la riorganizzazione delle cure in ospedale, nel segno della qualità e della sicurezza delle cure. E se i risultati si vedono, resta da fare molta strada verso un’omogenea appropriatezza ed efficienza delle prestazioni in tutto il Paese.
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L’identikit
Oggi il Pne dà il polso della sanità italiana grazie a 218 indicatori (dai 146 del 2015) di cui 189 relativi all’assistenza ospedaliera e 29 a quella territoriale, valutata per il momento ancora indirettamente in termini di ospedalizzazioni evitabili, esiti a lungo termine e accessi impropri in Pronto soccorso. Ma il territorio è un’area ancora in grande parte da esplorare ed è questa una delle prossime sfide di Agenas, chiamata nei prossimi anni a verificare l’attuazione del “gemello diverso” del Dm 70: quel Dm 77 del 2022 che in attuazione del Pnrr ha riscritto l’organizzazione delle cure primarie.
Altra sfida cruciale in una fase storica di grande carenza di personale - soprattutto di infermieri e di medici in determinate aree specialistiche - è quella dell’organizzazione e delle competenze: a ricordarlo il commissario straordinario Agenas Americo Cicchetti. «L’organizzazione del lavoro, anche se dai risultati del Programma nazionale esiti non traspare, è quella che fa la differenza - ha avvisato -. E’ determinante il lavoro del manager e di chi si occupa di gestione e quindi tra le evoluzioni del monitoraggio Pne c’è proprio la correlazione tra tutte le fonti informative di cui disponiamo, comprese quelle relative alle dotazioni di tecnologie e di personale. E ai costi: un passaggio necessario perché con molta probabilità il costo medio del personale oggi non è correlato con l’esito che un ospedale genera anche in termini di liste d’attesa che impattano pesantemente sui cittadini», ha spiegato.
Gli ospedali top
Ma quali sono gli ospedali (v. tabella) che secondo l’edizione 2025 del Programma nazionale Esiti presentano un livello “alto” o “molto alto” in almeno sei aree? Per la Lombardia, l’Ospedale Bolognini, l’Ospedale Maggiore Di Lodi, Fondazione Poliambulanza, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII, l’Istituto Humanitas. Per l’Emilia Romagna, l’Ospedale Bentivoglio e l’Ospedale di Fidenza. Per il Veneto, l’Ospedale di Montebelluna, quello di Cittadella e quello di Mestre. Per l’Umbria, l’Ospedale di Città di Castello. Per la Toscana, il Presidio ospedaliero Lotti Stabilimento di Pontedera. Per le Marche, lo Stabilimento Umberto I - G.M. Lancisi. Per la Campania, unica regione del Sud a comparire in questa lista, l’Azienda ospedaliero universitaria Federico II di Napoli.