Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
54.8/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
Ronald Koeman lontano dalla moglie malata: «Il cancro al seno è tornato, io negli Usa per i Mondiali e lei a casa per il trattamento. È... Leggo.it
«A volte la vita è difficile per lei, per me, per noi. Speriamo che i trattamenti diano risultati positivi. Ma è dura».Ronald Koemanlo ha detto in sala stampa con la voce di chi porta un peso che nessun trofeo può alleggerire. Il commissario tecnico dell'Olanda — 63 anni, ex difensore goleador con oltre 250 reti in carriera e 18 trofei da calciatore — è alla guida degli Orange ai Mondiali che si aprono l'11 giugno negli Stati Uniti. Ma la testa, almeno in parte, è rimasta a casa, accanto alla moglie Bartina, alle prese con una recidiva del cancro al seno, come riporta il Corriere della Seraa. Bartina Koeman convive con la malattia da quindici anni. «La prima volta mi è stato diagnosticato nel 2010 — aveva raccontato —. Mi sono sottoposta a intervento chirurgico, chemioterapia e radioterapia. Era scomparso, poi è ritornato». Nel 2018 la situazione si era aggravata: dolori al collo che sembravano un colpo di frusta si erano rivelati metastasi alla colonna vertebrale. Nuovi cicli di chemioterapia, una remissione, poi un'altra Tac con una nuova attività tumorale. Da allora, ogni tre o quattro settimane il viaggio verso l'ospedale oncologico di Amsterdam. Anche durante Euro 2021 Koeman aveva lasciato casa con il cuore diviso.Ora si ripete. «Lei non è qui con me, è a casa — ha spiegato il tecnico —. Ogni mercoledì subisce un trattamento che la fa soffrire per almeno due giorni a causa degli effetti collaterali. Non verrà negli Usa». C'è però un'eccezione che Koeman si permette di sognare: «Magari, dovessimo raggiungere la finale della Coppa del Mondo, potrebbe saltare un trattamento, se le sarà consentito. Sarebbe un'emozione grandissima per entrambi». Titolare nell'Europeo vinto dall'Olanda nel 1988, sa cosa significa alzare un trofeo. Ma questa volta il significato sarebbe diverso. Bartina, dal canto suo, non cerca compassione. «Sono una donna forte e posso farcela — aveva detto —. Non vado in giro a piagnucolare tutto il giorno perchésono molto indipendente». E aveva aggiunto, parlando del marito: «Spero davvero che Ronald venga ricompensato per il suo duro lavoro. Spero che arrivi molto lontano». Fu lei, nel 2021, la prima a spingerlo a partire nonostante la recidiva. Lo aveva fatto per lui. Lui ora gioca anche per lei.
AdvanCell rafforza la leadership esecutiva per accelerare l'espansione negli Stati Uniti e ampliare la sua piattaforma di terapia alfa mirata - Business Wire
📰 Business Wire📅 2026-06-09T04:05:00
terapia mirata
AdvanCell rafforza la leadership esecutiva per accelerare l'espansione negli Stati Uniti e ampliare la sua piattaforma di terapia alfa mirata Business Wire
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?2
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?1
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
34.8/100
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D
Valutazione
❌
Criteri Critici
Un nuovo farmaco per la malattia di Von Hippel-Lindau il Nord Est
ANSACOM MSD "La malattia di Von Hippel-Lindau e' una sindrome oncologica ereditaria rara. Questa patologia si caratterizza per la formazione di tumori benigni e maligni, sono circa 10, che si sviluppano in diversi organi. Un dato molto importante e' che ogni soggetto che eredita il gene mutato sviluppera' inevitabilmente la malattia. L'arma che abbiamo avuto fino ad oggi per il trattamento delle diverse manifestazioni e' rappresentata dalla chirurgia. Ora e' arrivato il belzutifan, che ha dato dei risultati strabilianti su quelli che sono i tre siti target della molecola, vale a dire il carcinoma del rene, il tumore neuroendocrino del pancreas ed infine gli emangioblastomi del sistema nervoso centrale". E' quanto ha affermato Alfonso Massimiliano Ferrara, medico endocrinologo all'Unita' Tumori Ereditari dell'Irccs Istituto Oncologico Veneto di Padova.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?3
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
53.0/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
✅
Criteri Critici
In Italia arriva la prima terapia sistemica per la sindrome di von Hippel-Lindau. V-news.it
In Italia è stata approvata la prima terapia sistemica, il belzutifan, per la sindrome di von Hippel-Lindau, una malattia genetica rara che causa vari tumori. Questo farmaco offre una nuova alternativa per ridurre la necessità di interventi chirurgici, migliorando la qualità della vita dei pazienti e aprendo nuove prospettive per la comunità medica.
Malattie rare: sindrome di von Hippel-Lindau, in Italia prima terapia sistemica
Nuove Speranze per i Pazienti
In Italia, un’importante innovazione nel campo delle malattie rare è stata recentemente approvata: il belzutifan. Questo farmaco rappresenta la prima terapia sistemica mirata per adulti affetti da sindrome di von Hippel-Lindau, una malattia genetica rara che provoca una predisposizione allo sviluppo di diversi tipi di tumori, tra cui carcinomi renali, emangioblastomi del sistema nervoso centrale e tumori neuroendocrini del pancreas. L’approvazione del belzutifan da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) segna un passo fondamentale nella lotta contro questa condizione, che colpisce un numero limitato di persone.
Il Ruolo della Terapia Sistemica
La sindrome di von Hippel-Lindau è caratterizzata dalla formazione di tumori benigni e maligni, rendendo necessarie frequenti operazioni chirurgiche. Queste procedure, sebbene necessarie, possono comportare rischi e complicazioni per i pazienti. Il belzutifan offre una nuova alternativa, riducendo o ritardando la necessità di interventi chirurgici ripetitivi. Questo non solo contribuisce a migliorare la qualità della vita dei pazienti, ma rappresenta anche un significativo progresso nella gestione di una malattia che, fino ad oggi, ha avuto poche opzioni terapeutiche.
Un Trattamento Mirato e Innovativo
Il belzutifan agisce in modo mirato, interferendo con la crescita tumorale grazie alla sua capacità di inibire specifici percorsi biologici coinvolti nella progressione dei tumori associati alla sindrome di von Hippel-Lindau. Questa terapia non solo mira a controllare la malattia, ma si propone anche di migliorare il benessere generale dei pazienti, riducendo i sintomi legati ai tumori e alla loro gestione. La possibilità di un trattamento meno invasivo rappresenta una speranza concreta per molti, che fino ad ora hanno dovuto convivere con l’incertezza e le limitazioni imposte dalla loro condizione.
Impatto sulla Comunità Medica
La disponibilità del belzutifan non è solo una buona notizia per i pazienti, ma anche per la comunità medica che si occupa di malattie rare. La sua approvazione apre la strada a ulteriori ricerche e sviluppi nel campo delle terapie mirate. Gli specialisti sono ora in grado di offrire un’opzione terapeutica efficace a un gruppo di pazienti che spesso si sente abbandonato dalla medicina tradizionale. Questo progresso sottolinea l’importanza di investire nella ricerca e nello sviluppo di farmaci per le malattie rare, un settore che ha bisogno di maggiore attenzione e risorse.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO5
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?2
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?1
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?5
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
52.2/100
Punteggio Totale
B
Valutazione
❌
Criteri Critici
Tentativi di salvare le gambe di un paziente affetto da cancro ai polmoni in fase terminale, con metastasi alle ossa. Vietnam.vn
Gli esami hanno rivelato una massa tumorale di 33x44 mm nel lobo inferiore del polmone sinistro, accompagnata da lesioni osteolitiche nel femore sinistro. Dopo un'accurata valutazione clinica e paraclinica, la paziente è stata sottoposta a una consulenza multidisciplinare per definire un piano di trattamento adeguato.
La paziente NTH (39 anni, di Bac Ninh ) è stata portata all'ospedale K dalla sua famiglia in condizioni critiche a causa di un forte dolore alla gamba sinistra, dovuto a un tumore polmonare in stadio avanzato con metastasi ossee. Il dolore prolungato le aveva gravemente compromesso la mobilità, rendendola quasi incapace di camminare. Credendo che ci fosse ancora speranza, si è recata all'ospedale K nella speranza di salvare le sue gambe e di assistere a un miracolo.
Secondo il dottor Tú, subito dopo il ricovero, i medici hanno valutato tempestivamente le condizioni del paziente e i potenziali rischi, e si sono consultati congiuntamente per elaborare un piano di trattamento per il paziente H.
Il dottor Dao Van Tu, responsabile del reparto di cure su richiesta presso la struttura Quan Su dell'ospedale K, ha affermato che il paziente, a cui era stato diagnosticato un cancro al polmone in stadio IV con metastasi ossee, soffriva di forti dolori, significative limitazioni alla mobilità e un rischio molto elevato di fratture patologiche. Questa diagnosi ha rappresentato un duro colpo per il paziente, in età lavorativa e principale fonte di reddito per la sua famiglia.
SKĐS - Oltre a mirare alla diagnosi precoce delle malattie e alla riduzione del peso dei costi sanitari, la politica umanitaria di organizzare controlli medici regolari e screening gratuiti per i cittadini pone anche le basi per una gestione continua della salute durante tutto l'arco della vita e crea una banca dati sanitaria nazionale...
Dopo l'intervento chirurgico, il paziente ha ricevuto cure post-operatorie intensive abbinate a una riabilitazione precoce. Le sue condizioni di salute sono migliorate rapidamente e la sua mobilità è stata gradualmente ripristinata.
Prima di procedere con l'intervento, i medici hanno elaborato un piano chirurgico dettagliato, spiegato a fondo i rischi e fornito supporto emotivo al paziente e alla sua famiglia. Grazie a questa preparazione accurata, l'intervento si è svolto senza intoppi e con successo.
Dopo un'attenta consultazione, l'équipe di chirurgia ortopedica, guidata dal Dott. Specialista II Hoang Tuan Anh, Primario del Dipartimento di Chirurgia Ortopedica, insieme al Dott. Hoang Le Minh, Medico Specializzando con Laurea Magistrale, e ad altri medici, ha concordato all'unanimità di eseguire un intervento chirurgico per rimuovere la lesione ossea e sostituire l'articolazione dell'anca sinistra con una protesi Modul per il paziente.
Dopo soli 3 mesi circa, il paziente non solo era in grado di camminare, ma anche di andare in bicicletta autonomamente, accompagnare i figli a scuola e riprendere le sue attività quotidiane.
Raccontando la sua esperienza dopo il trattamento, il paziente H. ha affermato con commozione che la perdita della capacità di camminare aveva causato a lui e alla sua famiglia una profonda crisi psicologica. Pertanto, poter andare in bicicletta per portare i figli a giocare in paese ha reso lui e i suoi parenti estremamente felici e grati ai medici e agli infermieri che lo hanno aiutato ad avere la vita che ha oggi.
Secondo il dottor Hoang Le Minh, medico specializzando con master, i risultati del follow-up post-operatorio mostrano un buon recupero sia del tumore polmonare che della funzionalità motoria della gamba. Il paziente continuerà a sottoporsi a regolari controlli e trattamenti come previsto.
"Il successo dell'intervento chirurgico e la rapida guarigione del paziente sono una grande gioia per i medici e gli infermieri. È anche un segno positivo per il paziente e la sua famiglia, che hanno perseverato, si sono impegnati con determinazione nel trattamento e hanno riposto la loro fiducia nell'équipe medica ", ha dichiarato il Dott. Hoang Le Minh, M.Sc., medico specializzando.
Gli esperti del K Hospital affermano che, grazie allo sviluppo di metodi diagnostici e terapeutici moderni, molti pazienti affetti da cancro in fase avanzata hanno ancora la possibilità di controllare efficacemente la malattia, prolungare la propria vita e migliorare significativamente la qualità della vita.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?1
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?3
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?4
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Criteri Critici
Fare il punto della situazione sull'ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero e tracciare un primo bilancio sulla funzionalità del Polo (Punto di orientamento e di ascolto locale oncologico). (ANSA)
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
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Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?5
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Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?5
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
61.9/100
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✅
Criteri Critici
Ok dell'Aifa a belzutifan: è il primo farmaco per la sindrome di von Hippel-Lindau HealthDesk
Cambia l'approccio terapeutico per i pazienti affetti da sindrome di von Hippel-Lindau, una patologia genetica rara e multisistemica che predispone allo sviluppo di tumori benigni e maligni in diversi organi. L’azienda farmaceutica MSD ha annunciato che l’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità di belzutifan (noto commercialmente come Welireg). Il farmaco è indicato per il trattamento di pazienti adulti che hanno sviluppato carcinoma a cellule renali localizzato, emangioblastomi del sistema nervoso centrale o tumori neuroendocrini del pancreas, nei casi in cui le procedure locali non siano adeguate. Si tratta della prima e unica opzione terapeutica di tipo sistemico disponibile per questa condizione.
Fino a oggi la gestione di questa patologia si è basata principalmente sulla sorveglianza attiva e su successivi interventi chirurgici locali mirati a contenere le masse tumorali. Questo percorso esponeva i pazienti a operazioni ripetute nel corso della vita, con il rischio di complicanze e disabilità significative, quali la compromissione motoria o neurologica, la riduzione o perdita della vista e l'insufficienza renale. La sindrome ha una prevalenza stimata di un caso ogni 53.000 persone e un'incidenza annuale alla nascita di 1 su 36.000. Colpisce in egual misura uomini e donne e si manifesta solitamente tra la seconda e la quarta decade di vita – con un'età media alla diagnosi di 26 anni – sebbene i primi segni possano talvolta comparire già nell'infanzia. Le statistiche cliniche indicano che circa il 70 per cento dei pazienti sviluppa carcinomi renali a cellule chiare, il 60-80 per cento emangioblastomi del sistema nervoso centrale e il 5-10 per cento tumori neuroendocrini del pancreas.
Belzutifan è un farmaco orale progettato per agire direttamente sul meccanismo che causa la malattia, intervenendo sul percorso molecolare che guida lo sviluppo delle neoplasie attraverso l'inibizione del fattore 2-alfa inducibile dall'ipossia.
La decisione dell'Agenzia Italiana del Farmaco fa seguito all'approvazione della Commissione Europea, basata sui risultati dello studio clinico di Fase due LITESPARK-004. Con un periodo di osservazione mediano di circa 50 mesi, la molecola ha mostrato un tasso di risposta obiettiva del 67 per cento nei pazienti con carcinoma renale associato alla patologia. La sperimentazione ha inoltre evidenziato risposte durature sia per i tumori neuroendocrini del pancreas sia per gli emangioblastomi del sistema nervoso centrale, confermando la capacità del trattamento di ridurre o ritardare la necessità di ricorrere a chirurgia ripetuta.
Sul piano clinico, l'introduzione della terapia ridefinisce i percorsi di cura sul territorio nazionale. «Quello a cui assistiamo oggi rappresenta un cambiamento rilevante nella gestione clinica delle persone con malattia di von Hippel-Lindau (VHL), una patologia ereditaria rara associata allo sviluppo di neoplasie benigne e maligne in differenti distretti anatomici, in particolare a carico di rene, pancreas e SNC. La VHL è una patologia complessa caratterizzata da elevata eterogeneità clinica e da un decorso cronico che richiede sorveglianza continuativa, valutazioni specialistiche integrate e, frequentemente, interventi chirurgici ripetuti nel tempo. In questo contesto, belzutifan rappresenta un avanzamento significativo, introducendo un nuovo paradigma terapeutico nella gestione della malattia di VHL nelle sue diverse manifestazioni cliniche. Si tratta infatti della prima e unica terapia sistemica target rimborsata in Italia per i pazienti con VHL che necessitino di trattamento per carcinoma renale a cellule chiare localizzato, tumori neuroendocrini pancreatici ed emangioblastomi del SNC. La disponibilità di un trattamento mirato, in grado di agire simultaneamente sulle principali manifestazioni della malattia, consente di rispondere a un importante bisogno clinico ancora insoddisfatto, con il potenziale di ridurre la necessità di procedure locali e di interventi chirurgici ripetuti nel corso della storia clinica del paziente, preservando più a lungo la funzionalità d’organo e contribuendo a migliorare la gestione complessiva della patologia oltre che la qualità di vita del paziente. Rimane tuttavia fondamentale un approccio multidisciplinare alla patologia, elemento imprescindibile nella presa in carico dei pazienti con VHL, per definire nel tempo il percorso assistenziale e terapeutico più appropriato sulla base delle caratteristiche cliniche individuali, dell’evoluzione della malattia e del coinvolgimento dei diversi organi interessati», ha dichiarato il dottor Alfonso Massimiliano Ferrara, medico endocrinologo presso l'Unità Operativa Semplice Dipartimentale Unità Tumori Ereditari dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova.
La rimborsabilità del farmaco modifica lo scenario terapeutico per i pazienti italiani, integrandosi nell'ambito di un necessario approccio multidisciplinare che coinvolge diverse specialità mediche.
«L’approvazione da parte di AIFA della rimborsabilità di belzutifan rappresenta un traguardo di grande rilievo e, per MSD, motivo di autentico orgoglio, perché consente di rendere disponibile anche in Italia la nuova opzione terapeutica per le persone che convivono con la sindrome di von Hippel-Lindau, una patologia ereditaria rara, complessa e multisistemica per la quale, per lungo tempo, sono mancate risposte mirate. In uno scenario in cui la gestione della VHL si è basata prevalentemente sulla sorveglianza clinica e sul ricorso a interventi locali o chirurgici spesso ripetuti, la disponibilità di belzutifan — prima e unica terapia target sistemica rimborsata in Italia per questa sindrome — apre oggi la possibilità di un concreto cambio di paradigma. La decisione di AIFA segna un passaggio particolarmente significativo, perché permette di offrire finalmente ai pazienti un’innovazione terapeutica in un ambito caratterizzato da elevata complessità clinica e da bisogni rimasti a lungo insoddisfatti. Questo risultato rappresenta inoltre una nuova, importante tappa nella nostra storia nelle malattie rare e in oncologia, aree in cui MSD è impegnata da anni nello sviluppo di soluzioni all’avanguardia. Ed è anche grazie a traguardi come questo che rinnoviamo la nostra volontà di portare innovazione dove ce n’è più bisogno: proprio in quei contesti in cui la rarità rischia di tradursi in minore visibilità, ma dove è fondamentale continuare a fare la differenza, contribuendo in modo concreto a migliorare la vita delle persone», ha concluso Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di MSD Italia.
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Q5Le date sono chiaramente indicate?5
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?4
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?3
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
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Criteri Critici
Malattia di von Hippel-Lindau, Aifa rimborsa la prima terapia sistemica Sanità33
Ricerca e cura
Aifa
08 Giugno 2026
Malattia di von Hippel-Lindau, Aifa rimborsa la prima terapia sistemica Aifa approva la rimborsabilità del primo trattamento mirato per i pazienti con la rara malattia genetica associata allo sviluppo di tumori in diversi organi. Gli esperti: "Cambio di paradigma nella gestione clinica"
L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di belzutifan, la prima terapia sistemica per il trattamento dei pazienti adulti affetti da malattia di von Hippel-Lindau (Vhl) che hanno sviluppato carcinoma a cellule renali localizzato, emangioblastomi del sistema nervoso centrale o tumori neuroendocrini del pancreas e per i quali le procedure locali non sono considerate adeguate. Per la prima volta nel nostro Paese viene introdotta un'opzione terapeutica farmacologica mirata per una patologia ereditaria rara e multisistemica che, fino a oggi, veniva gestita prevalentemente attraverso sorveglianza clinica, monitoraggio e interventi locali o chirurgici spesso ripetuti nel tempo. La sindrome di von Hippel-Lindau è una malattia genetica rara che predispone allo sviluppo di tumori benigni e maligni in diversi organi. La prevalenza è stimata in circa un caso ogni 53mila persone, mentre l'incidenza alla nascita è di circa un caso ogni 36mila. L'età media alla diagnosi è di 26 anni, anche se i primi segni possono comparire già durante l'infanzia.
Nel corso della vita circa il 70% dei pazienti sviluppa un carcinoma renale a cellule chiare, il 60-80% emangioblastomi del sistema nervoso centrale e il 5-10% tumori neuroendocrini pancreatici. La necessità di sottoporsi a interventi ripetuti può comportare conseguenze importanti, tra cui perdita della vista, deficit neurologici, compromissione motoria e insufficienza renale, con un impatto significativo sulla qualità di vita.
L'approvazione di Aifa segue i risultati dello studio di fase II Litespark-004, che ha evidenziato benefici clinici duraturi dopo un follow-up mediano di circa 50 mesi. Nei pazienti con carcinoma renale associato a Vhl è stato osservato un tasso di risposta obiettiva del 67%. Lo studio ha inoltre mostrato risposte prolungate anche nei tumori neuroendocrini pancreatici e negli emangioblastomi del sistema nervoso centrale, con una riduzione o un ritardo nella necessità di ricorrere a nuovi interventi chirurgici. Secondo Alfonso Massimiliano Ferrara, endocrinologo dell'Unità Tumori Ereditari dell'Istituto Oncologico Veneto Irccs di Padova, la disponibilità della nuova terapia rappresenta "un avanzamento significativo" nella gestione della malattia. "Quello a cui assistiamo oggi rappresenta un cambiamento rilevante nella gestione clinica delle persone con malattia di von Hippel-Lindau", afferma Ferrara. "Si tratta della prima e unica terapia sistemica target rimborsata in Italia per questi pazienti. La disponibilità di un trattamento mirato, in grado di agire simultaneamente sulle principali manifestazioni della malattia, consente di rispondere a un importante bisogno clinico ancora insoddisfatto". Per lo specialista, la possibilità di intervenire contemporaneamente sulle diverse manifestazioni della patologia potrebbe contribuire a ridurre il ricorso a procedure locali e interventi chirurgici ripetuti, preservando più a lungo la funzionalità degli organi coinvolti e migliorando la qualità di vita dei pazienti. Resta comunque centrale, sottolinea Ferrara, l'approccio multidisciplinare alla presa in carico della malattia, necessario per definire nel tempo il percorso assistenziale più appropriato in base alle caratteristiche cliniche e all'evoluzione della patologia.
Soddisfazione anche da parte di Msd Italia. "L'approvazione da parte di Aifa della rimborsabilità di belzutifan rappresenta un traguardo di grande rilievo e, per Msd, motivo di autentico orgoglio, perché consente di rendere disponibile anche in Italia una nuova opzione terapeutica per le persone che convivono con la sindrome di von Hippel-Lindau, una patologia ereditaria rara, complessa e multisistemica per la quale, per lungo tempo, sono mancate risposte mirate", afferma Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia. "In uno scenario in cui la gestione della Vhl si è basata prevalentemente sulla sorveglianza clinica e sul ricorso a interventi locali o chirurgici spesso ripetuti, la disponibilità della prima e unica terapia target sistemica rimborsata in Italia per questa sindrome apre oggi la possibilità di un concreto cambio di paradigma", aggiunge Luppi. Secondo la manager, la decisione di Aifa assume un valore particolarmente significativo perché consente di offrire ai pazienti un'innovazione terapeutica in un ambito caratterizzato da elevata complessità clinica e da bisogni rimasti a lungo insoddisfatti. "La rarità rischia spesso di tradursi in minore visibilità, ma è proprio in questi contesti che è fondamentale continuare a fare la differenza, contribuendo in modo concreto a migliorare la vita delle persone", conclude.
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO3
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
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Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?5
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?3
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Criteri Critici
Tumore al pancreas, un nuovo farmaco raddoppia la sopravvivenza media dei pazienti La Nuova Sardegna
Londra Difficilmente la medicina potrà annunciare una vittoria definitiva contro il cancro. Negli ultimi decenni i governi hanno più volte usato il linguaggio della guerra, dalla “war on cancer” lanciata da Richard Nixon nel 1971 fino ai piani più recenti negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Ma questa immagine rischia di semplificare troppo una realtà molto più complessa: i progressi contro i tumori non arrivano quasi mai come sconfitte clamorose della malattia, ma come avanzamenti graduali, capaci di rallentarne l’evoluzione e di offrire ai pazienti più tempo di vita.
È in questa prospettiva che vanno letti i risultati emersi nei giorni scorsi al congresso dell’American Society of Clinical Oncology, a Chicago. Tra le novità segnalate dal Guardian ci sono una nuova iniezione risultata efficace contro alcuni tumori e una nuova immunoterapia che potrebbe evitare a persone colpite da tumore alla vescica interventi chirurgici invasivi e destinati a cambiare profondamente la qualità della vita.
Il dato più rilevante riguarda però daraxonrasib, un nuovo farmaco sperimentale che, in un recente trial clinico, ha raddoppiato il tempo medio di sopravvivenza nei pazienti con tumore al pancreas. È un risultato importante per una malattia che dispone ancora di poche terapie efficaci ed è tra le più aggressive. Nel Regno Unito, solo circa un paziente su venti è ancora vivo cinque anni dopo la diagnosi.
Nel trial, il raddoppio della sopravvivenza ha significato passare in media da sei a tredici mesi. Un dato che può apparire limitato se osservato da lontano, ma che ha un peso enorme per i malati e per le loro famiglie. Inoltre, ogni nuovo trattamento può diventare la base per ulteriori combinazioni terapeutiche. È già accaduto con l’Hiv: farmaci con effetti inizialmente parziali, combinati tra loro, hanno trasformato una diagnosi un tempo considerata quasi sempre fatale in una condizione gestibile nei Paesi più ricchi.
Daraxonrasib potrebbe avere un impatto anche su altri tipi di tumore. Il farmaco agisce su una famiglia di molecole chiamate Ras, spesso alterate o mutate nelle cellule tumorali. Per decenni, dagli anni Ottanta in poi, Ras è stata considerata un bersaglio quasi impossibile da colpire con i farmaci. Ora, grazie ai progressi della chimica medica, questa barriera sembra essere stata superata.
Sono già in corso studi per verificare l’efficacia di daraxonrasib in altri tumori nei quali Ras ha un ruolo, tra cui circa il 40% dei tumori del colon-retto e il 30% dei tumori polmonari a piccole cellule. Questo sviluppo conferma due aspetti centrali della ricerca oncologica contemporanea. Il primo è che ciò che per anni è stato considerato scientificamente irraggiungibile può diventare possibile attraverso una lunga serie di progressi apparentemente minori. Il secondo è il ruolo sempre più decisivo dello screening genetico: oggi è più semplice individuare i pazienti che presentano specifiche alterazioni molecolari e che quindi potrebbero beneficiare di terapie mirate.
Negli ultimi decenni la sopravvivenza oncologica è cresciuta in modo significativo. Nel Regno Unito i tassi sono raddoppiati dagli anni Settanta, in linea con quanto avvenuto in molti altri Paesi ad alto reddito. Michelle Mitchell, alla guida di Cancer Research UK, ha parlato di una “età dell’oro” per la ricerca sul cancro.
Non esiste ancora una cura unica e risolutiva. Ma ogni anno arrivano nuovi strumenti di diagnosi precoce, nuovi farmaci e trattamenti più precisi. Il progresso reale, in oncologia, assomiglia meno a una vittoria definitiva e più a una conquista continua: più remissioni, più mesi, più vita per i pazienti.
📊Matrice DISCERN - Criteri di Qualità⚠ CRITERI CRITICI FALLITI
📋 Sezione 1: Affidabilità della Pubblicazione
Q1Gli obiettivi della pubblicazione sono chiari?2
Q2La pubblicazione raggiunge i suoi obiettivi?5
Q3Il contenuto è rilevante per il lettore?1
Q4Le fonti sono chiaramente identificate? 🔴 CRITICO2
Q5Le date sono chiaramente indicate?3
Q6Il contenuto è bilanciato e imparziale?5
Q7Vengono fornite fonti aggiuntive per ulteriori informazioni?1
Q8Vengono discusse le aree di incertezza?3
💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
Q9Viene descritto come funziona ciascun trattamento?3
Q10Vengono descritti i benefici di ciascun trattamento?2
Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO1
Q12Viene discussa l'opzione di non utilizzare un trattamento?2
Q13Viene discusso l'impatto sulla qualità della vita?1
Q14Viene chiarito che ci possono essere più scelte?1
Q15Viene supportata la decisione condivisa medico-paziente?1
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Therabody presenta il suo ultimo dispositivo, pensato appositamente per la salute delle mani, con un target mirato agli sportivi.Therabody è un'azienda nota per i suoi prodotti legati alla cura personale, come le pistole massaggianti che aiutano il recupero d…
Therabody è un'azienda nota per i suoi prodotti legati alla cura personale, come le pistole massaggianti che aiutano il recupero del corpo dopo un intenso allenamento.
Ora però il loro ultimo prodotto si chiama CyroTherm Palm e promette di raffreddare le mani per ritardare l'insorgere della fatica e mantenere quindi delle alte prestazioni sportive. Il dispositivo ha una forma particolare, quasi come un grande manubrio da palestra, e secondo l'azienda va utilizzato durante le pause tra allenamenti, appoggiando entrambe le mani alle estremità per una manciata di minuti.
Therabody afferma che i giocatori di calcio dell'Università della California del Sud hanno testato il prodotto e sono riusciti ad eseguire il 58% di ripetizioni in più durante gli allenamenti. Oltre alla terapia con temperatura fredda, è possibile anche scegliere temperature alte ed eseguire anche la terapia a contrasto, in cui quindi il dispositivo è freddo da un lato e caldo dall'altro.
Negli ultimi anni l'azienda l'americana si è diversificata molto ed ha infatti prodotto maschere LED per ridurre le rughe sul viso o massaggiatori per la pelle, ma i prezzi rimangono comunque molto elevati, ed infatti anche il CyroTherm Palm non fa eccezione e sarà acquistabile per 399,99 dollari.
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💊 Sezione 2: Qualità delle Informazioni sul Trattamento
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Q11Vengono descritti i rischi di ciascun trattamento? 🔴 CRITICO3
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Via libera da Aifa a nuovo farmaco contro una malattia genetica rara lapresse.it
Sono passati cento anni da quando il patologo svedese Arvid Lindau mise insieme i pezzi di un puzzle fino a quel momento irrisolto. Una serie di tumori e cisti, apparentemente scollegati tra loro, erano in realtà manifestazioni di una stessa malattia ereditaria: nasceva così la sindrome di von Hippel-Lindau (VHL). Per anni la chirurgia ha rappresentato l’unico trattamento per questa malattia rara. Ma adesso belzutifan, il farmaco sviluppato da Msd, ha ottenuto la rimborsabilità da parte di Aifa.
Un futuro che fa meno paura
“La rimborsabilità dà speranza e un’opportunità terapeutica concreta per i pazienti, che da oggi potranno tornare a usare la parola ‘futuro’ che prima faceva tanta paura”, dichiara con emozione Alfonso Massimiliano Ferrara – endocrinologo presso l’Uosd Unità tumori ereditari dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova – all’evento di Msd a Roma.
La sindrome di von Hippel-Lindau
La sindrome di von Hippel-Lindau è una malattia rara a carattere ereditario che predispone allo sviluppo di neoplasie benigne e maligne in diversi organi del corpo. La prevalenza è di 1 caso ogni 53mila persone. In Italia, nel 2026, sono stimati 1.100 pazienti.
Le manifestazioni tumorali
“Le manifestazioni cliniche sono molto eterogenee e progressive: il tumore va sempre avanti”, spiega Ferrara. “Spesso la natura ereditaria della sindrome ha portato i pazienti a conclusioni drammatiche, come quella di non avere figli per ‘spezzare la catena’ della malattia”, racconta lo specialista.
Nel corso della vita circa il 70% dei pazienti sviluppa carcinomi renali a cellule chiare, tra il 60 e l’80% emangioblastomi del sistema nervoso centrale, mentre una quota che va dal 5 al 10% viene colpita da tumori neuroendocrini pancreatici.
L’approccio clinico
La gestione clinica, finora, “era passiva. Si sorvegliava la progressione della malattia per poi intervenire chirurgicamente”, dice ancora Ferrara. Un approccio che esponeva i pazienti al rischio di interventi ripetuti nel corso della vita, associati a possibili disabilità quali la perdita della vista o dell’udito, l’insufficienza renale e la compromissione motoria o neurologica.
L’azione del farmaco
Belzutifan, inibitore orale del fattore 2α, agisce direttamente sui meccanismi responsabili dello sviluppo delle neoplasie associate alla sindrome. Lo studio Litespark-004 ha dimostrato una duratura attività antitumorale, un controllo prolungato della malattia e una riduzione della necessità di interventi chirurgici.
Un motivo di orgoglio
“L’approvazione da parte di Aifa della rimborsabilità di belzutifan è per Msd un motivo di autentico orgoglio”, commenta Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia. “La decisione di Aifa segna un passaggio significativo, perché permette di offrire finalmente ai pazienti un’innovazione terapeutica in un ambito caratterizzato da elevata complessità clinica e bisogni a lungo insoddisfatti”, aggiunge Luppi.
“L’obiettivo che guida la nostra organizzazione – conclude – è fare la differenza nella vita dei pazienti e non dimenticare mai che la medicina è per le persone”.
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Criteri Critici
Patologie rare: da AIFA rimborsabilità per belzutifan nel trattamento degli adulti affetti dalla malattia di von Hippel-Lindau Quotidiano Sanità
L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di belzutifan per il trattamento di pazienti adulti affetti dalla malattia di von Hippel-Lindau (VHL) che hanno sviluppato carcinoma a cellule renali (RCC) localizzato, emangioblastomi del sistema nervoso centrale (SNC) o tumori neuroendocrini del pancreas e per i quali le procedure locali non sono adeguate.
La decisione dell’AIFA segue l’approvazione della Commissione Europea, concessa sulla base dei risultati dello studio di Fase II LITESPARK-004, in cui belzutifan ha continuato a dimostrare benefici clinici dopo un follow-up mediano di circa 50 mesi, con un tasso di risposta obiettiva (ORR) del 67% nei pazienti con carcinoma renale associato a malattia di von Hippel-Lindau.
Lo studio ha anche evidenziato risposte durature sia nei tumori neuroendocrini del pancreas, sia negli emangioblastomi del sistema nervoso centrale, riducendo o ritardando la necessità di ricorrere a interventi chirurgici ripetuti.
Belzutifan è una molecola first in class appartenente alla famiglia degli inibitori del fattore 2a inducibile dall’ipossia (HIF-2a) ed è la prima e unica opzione di trattamento sistemico approvato per questi pazienti.
La malattia di von Hippel-Lindau
La malattia di von Hippel-Lindau (VHL) è una patologia genetica rara e multisistemica che predispone allo sviluppo di tumori, sia benigni che maligni, in diversi organi del corpo. Circa il 70% dei pazienti sviluppa carcinomi renali a cellule chiare, il 60-80% emangioblastomi del Sistema Nervoso Centrale e circa il 5-10% tumori neuroendocrini pancreatici.
La prevalenza è di 1/53.000 casi e l’incidenza annuale alla nascita di 1/36.000. Colpisce uomini e donne in modo equivalente ed esordisce solitamente tra la seconda e la quarta decade di vita (età media alla diagnosi: 26 anni), anche se i primi segni possano talvolta apparire già nell’infanzia.
Fino a oggi, la gestione clinica si è basata prevalentemente sulla sorveglianza attiva seguita da procedure locali. Un approccio terapeutico che espone i pazienti alla necessità di sottoporsi a diversi interventi chirurgici nel corso della vita, con possibili disabilità come la riduzione o perdita della vista, la compromissione motoria o neurologica e l’insufficienza renale, con inevitabili ripercussioni sulla qualità di vita.
“Quello a cui assistiamo oggi rappresenta un cambiamento rilevante nella gestione clinica delle persone con malattia di von Hippel-Lindau (VHL), una patologia ereditaria rara associata allo sviluppo di neoplasie benigne e maligne in differenti distretti anatomici, in particolare a carico di rene, pancreas e SNC – commenta Alfonso Massimiliano Ferrara, Medico Endocrinologo presso UOSD Unità Tumori Ereditari, Istituto Oncologico Veneto (IOV) – IRCCS, Padova – La VHL è una patologia complessa caratterizzata da elevata eterogeneità clinica e da un decorso cronico che richiede sorveglianza continuativa, valutazioni specialistiche integrate e, frequentemente, interventi chirurgici ripetuti nel tempo”.
“In questo contesto – continua Ferrara – belzutifan rappresenta un avanzamento significativo, introducendo un nuovo paradigma terapeutico nella gestione della malattia di VHL nelle sue diverse manifestazioni cliniche. Si tratta infatti della prima e unica terapia sistemica target rimborsata in Italia per i pazienti con VHL che necessitino di trattamento per carcinoma renale a cellule chiare localizzato, tumori neuroendocrini pancreatici ed emangioblastomi del SNC. La disponibilità di un trattamento mirato, in grado di agire simultaneamente sulle principali manifestazioni della malattia, consente di rispondere a un importante bisogno clinico ancora insoddisfatto, con il potenziale di ridurre la necessità di procedure locali e di interventi chirurgici ripetuti nel corso della storia clinica del paziente, preservando più a lungo la funzionalità d’organo e contribuendo a migliorare la gestione complessiva della patologia oltre che la qualità di vita del paziente. Rimane tuttavia fondamentale un approccio multidisciplinare alla patologia, elemento imprescindibile nella presa in carico dei pazienti con VHL, per definire nel tempo il percorso assistenziale e terapeutico più appropriato sulla base delle caratteristiche cliniche individuali, dell’evoluzione della malattia e del coinvolgimento dei diversi organi interessati”.
“L’approvazione da parte di AIFA della rimborsabilità di belzutifan rappresenta un traguardo di grande rilievo e, per MSD, motivo di autentico orgoglio, perché consente di rendere disponibile anche in Italia la nuova opzione terapeutica per le persone che convivono con la sindrome di von Hippel-Lindau, una patologia ereditaria rara, complessa e multisistemica per la quale, per lungo tempo, sono mancate risposte mirate – sottolinea Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratrice Delegata MSD Italia – In uno scenario in cui la gestione della VHL si è basata prevalentemente sulla sorveglianza clinica e sul ricorso a interventi locali o chirurgici spesso ripetuti, la disponibilità di belzutifan — prima e unica terapia target sistemica rimborsata in Italia per questa sindrome — apre oggi la possibilità di un concreto cambio di paradigma. La decisione di AIFA segna un passaggio particolarmente significativo, perché permette di offrire finalmente ai pazienti un’innovazione terapeutica in un ambito caratterizzato da elevata complessità clinica e da bisogni rimasti a lungo insoddisfatti”.
“Questo risultato – conclude Luppi – rappresenta inoltre una nuova, importante tappa nella nostra storia nelle malattie rare e in oncologia, aree in cui MSD è impegnata da anni nello sviluppo di soluzioni all’avanguardia. Ed è anche grazie a traguardi come questo che rinnoviamo la nostra volontà di portare innovazione dove ce n’è più bisogno: proprio in quei contesti in cui la rarità rischia di tradursi in minore visibilità, ma dove è fondamentale continuare a fare la differenza, contribuendo in modo concreto a migliorare la vita delle persone.
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Via libera al primo farmaco contro la sindrome di von Hippel-Lindau La Piazza Web
L’Aifa approva la rimborsabilità di belzutifan, prima terapia sistemica per la rara malattia genetica che favorisce lo sviluppo di numerosi tumori. Migliorano le prospettive per oltre mille pazienti italiani.
L'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di belzutifan, il primo farmaco sistemico destinato al trattamento della sindrome di von Hippel-Lindau, una rara patologia genetica che predispone allo sviluppo di almeno dieci diverse forme tumorali, sia benigne sia maligne, in vari organi del corpo.
La sindrome interessa circa 1.100 persone in Italia e, fino a oggi, la sua gestione si è basata principalmente sulla sorveglianza clinica costante e su ripetuti interventi chirurgici necessari per trattare le lesioni che possono manifestarsi nel corso della vita dei pazienti.
L’introduzione del nuovo farmaco rappresenta un importante passo avanti nella cura della malattia, poiché consente di ridurre o posticipare il ricorso alla chirurgia. «Per i pazienti si è passati dalla speranza a un'opportunità terapeutica concreta», ha dichiarato Alfonso Massimiliano Ferrara, endocrinologo dell’Unità Tumori Ereditari dell’Irccs Istituto Oncologico Veneto di Padova. «Oggi chi convive con questa malattia riesce finalmente a guardare al futuro con maggiore fiducia».
L’approvazione europea del medicinale è stata sostenuta dai risultati dello studio clinico Litespark-004, che ha evidenziato un tasso di risposta obiettiva del 67% nei pazienti affetti da carcinoma renale associato alla sindrome di von Hippel-Lindau. La ricerca ha inoltre mostrato benefici significativi anche nei tumori neuroendocrini del pancreas e negli emangioblastomi del sistema nervoso centrale, con una riduzione della necessità di interventi chirurgici ripetuti.
Soddisfazione è stata espressa anche da Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia. «La decisione di Aifa rappresenta un passaggio particolarmente significativo perché rende disponibile un’innovazione terapeutica in un ambito caratterizzato da bisogni clinici rimasti a lungo senza risposta», ha affermato. Secondo Luppi, la disponibilità di belzutifan, prima e unica terapia target sistemica rimborsata in Italia per questa sindrome, segna un vero e proprio cambio di paradigma nella gestione della malattia.
L’approvazione apre dunque nuove prospettive per i pazienti affetti dalla sindrome di von Hippel-Lindau, offrendo una soluzione terapeutica capace di migliorare la qualità della vita e di ridurre l’impatto dei trattamenti chirurgici ripetuti.